Page 1


Sommario

n. 5

In copertina: Ordinazione sacerdotale - foto Corona

ANNO XII Registrazione Tribunale di Palermo N.17 / 2000

Direttore Editoriale:

Giacomo Ribaudo Direttore Responsabile:

Serena Termini Redazione:

G. Bonanno, E. Ghezzi, F. Giorgianni, G. Gonzales, P. Turturro, F. Sortino. Immagini a cura di:

Giovanna Gonzales Questo numero è stato chiuso il 7 Novembre 2011 alle ore 13.00 Direzione Redazione Amministrazione

Via Decollati, 2A - Palermo Tel. 091.6177936 - 334.9647256 Fax 091.6175215 regina.coelorum@virgilio.it www.cntn.it www.teleregina.it Impaginazione, Composizione Grafica e Stampa:

3

Editoriale

5

attualità

6

focus

8

politica

10

europa

12

Disabili

14

Arte

L’Italia va a fondo

di Fabio Sortino

Credenti e non credenti in cammino…

di Giuseppe Savagnone

Come spiegare la politica italiana di Elio Giunta

Una inutile missiva all’Europa

di Livio Terranova

Il disagio si può sconfiggere

di Serena Termini

L’Evangeliario ambrosiano di Edoardo Angelis

L’oro di Monreale in un virtual tour

15

di Vincenzo Noto

16

Personaggi

17

Vita religiosa

18

Libri

L’angelo dei poveri

di Fabio Sortino

Valore di un segno di Nunziella Scopelliti

Un pregevole libro su Linosa e Lampedusa

di Chiara Sole

Scrittori di Sicilia

19

di Giovanna Gonzales

20

Immigrazione

21

Teatro

www.copygraphic.it

22

Legalità

L’attività e la collaborazione a qualsiasi titolo sono fornite gratuitamente

9

Copygraphic s.n.c. Via E. Restivo, 99 - Palermo tel. 091.524312 - tel. 091.2523051 e-mail: copygraphicsnc@libero.it e-mail: info@copygraphic.it

Preti cercansi…

di Giacomo Ribaudo

La testa pensante degli stranieri

di Paola Amicucci

La nuova stagione del teatro Lelio di Franco Verruso

Radiazione dall’albo dei medici condannati in via definitva

Pianeta Lavoro

Per il tuo abboanmento contattaci all’indirizzo email: associazionecntn@gmail.com o telefona ai numeri: 091 6175215 - 091 6177936 Anna Basile: 328 4767020 Loredana Ferraro: 339 8294260 Se vuoi sostenere le iniziaitive di CNTN c/cp n. 12372983 intestato ad Associazione CNTN oppure Monte dei Paschi di Siena Filiale di Villabate IBAN IT 78L01030 43730 000000002944


editoriale

Preti cercansi… Cresce nella Chiesa la crisi vocazionale, specialmente per l’insufficienza del clero. È possibile trovare un rimedio? Sembrerebbe di sì, ma…

N

on c’è Vescovo, di qualsiasi città e di qualsiasi nazione, che non lamenti oggi la mancanza di vocazioni e l’insufficienza dei preti. Le sorgive che davano un giorno acqua vocazionale sembra che siano quasi essiccate. È Dio che non suscita più vocazioni? È Cristo Gesù Figlio di Dio che non sa più chiamare né sul lago, né al banco delle imposte, né per strada, né all’interno delle case, né al pozzo, né accompagnandosi come pellegrino su una strada? Sono i giovani che sono troppo distratti e troppo dediti ai divertimenti della vita presente? E chi ci proibisce di chiamare gli adulti? Quelli che chiamò Cristo non furono tutti adulti? Una volta sola che, commosso di

aver trovato un giovane osservante della Legge, si persuase a chiamarlo, quello lo lasciò in asso, deluso e in una tristezza profonda, girandogli i tacchi (il famoso episodio del giovane ricco). Non consiste la vita cristiana in una imitazione della vita di Cristo? E allora se Cristo chiamò per seguirlo solo uomini adulti e già provati dalla vita, perché ci ostiniamo a chiamare giovani ad accogliere giovani, a ordinare giovani e ad affidare compiti difficili e angoscianti a giovani? Ma da adulti non è troppo tardi per rispondere a una vocazione, per assumere un impegno così totalizzante, per essere sufficientemente liberi da professione e famiglia? Come fa un uomo, che ha famiglia

e lavoro, a lasciare famiglia e lavoro per dedicarsi alle opere di Dio? Quest’ultima domanda nasconde un’insidia e rivela una mentalità: l’insidia è quella di confondere il carisma del monaco, che deve essere necessariamente celibe, e deve testimoniare il suo distacco dal mondo e il suo legame con l’Assoluto, con quello del prete che è chiamato invece a trovare, oltre che nella preghiera (respiro dell’anima per ogni cristiano), nel mondo, nei fratelli e nelle sorelle l’ispirazione le risorse e le energie per santificarsi, salire verso Dio, imitare Cristo e trascinare tutti all’amore di Cristo. Ma come fa a trovare tempo, oberato dalla famiglia e dal lavoro, a trovare le energie necessarie per lavorare nella vigna del Signore? Farà come fanno molte laiche e laici sposati e impegnati nel servizio apostolico, spesso verso gli ultimi, a volte più di certi preti e di certi vescovi, trovando nel lavoro e nella famiglia non un impedimento, ma un campo prezioso di impegno missionario e una risorsa. Mi puzza un po’ di manicheismo questa mentalità di considerare famiglia e lavoro come ostacoli. Sfiderei chiunque a dimostrare che i primi secoli della Chiesa, quando la maggior parte dei preti lavorava e aveva famiglia, furono peggiori di quelli attuali. E poi… quanti preti sposati, e costretti dall’attuale consuetudine ecclesiastica a lasciare il ministero, sarebbero disposti a prendersi una continua a pag. 4

anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011

3


editoriale continua da pag. 3

parrocchia o a servire la Chiesa con entusiasmo giovanile, anche se non sono più giovani all’anagrafe, se se ne desse loro la possibilità! È Dio che non manda vocazioni o siamo noi che abbiamo modificato gli intenti di Dio, per tenere gli uomini più facilmente bloccati in un sistema? Perché va da sé che un gruppo di giovani, tenuti in seminario per 6 -7 anni con veti, paletti, condizioni e inquadramenti, teoricamente dovrebbero essere più gestibili di uomini maturi, con una loro famiglia a carico e una loro indipendenza economica… Bisognerebbe tornare ai preti operai, ai preti docenti , ai preti assicuratori, ai preti medici, ai preti commercianti, ai preti buttati, secondo tutte le versioni, in mezzo al mondo: con lo Spirito di Cristo addosso… A qualcuno verrà da ridere. A me invece viene da piangere, al solo pensiero di quante anime si potrebbero salvare, se solo lo si volesse e

4

non si fosse sottomessi a una legge umana, laddove Cristo, ci insegna S. Paolo, ci ha liberati dalla schiavitù della Legge. Ma, anche con le leggi attuali qualcosa si potrebbe fare… Quanti compiti svolti da preti si potrebbero affidare a diaconi e forse anche a laici? Chi l’ha detto che non possano essere diaconi i segretari dei Vescovi, i cancellieri delle curie, il coordinatore della Caritas diocesana e i direttori della maggior parte degli uffici curiali? È legittimo tenere i diaconi senza nomina e senza impegno, tergiversare per anni per ordinarli e scoraggiare le vocazioni e i ministeri diaconali importantissimi quasi quanto quelli dei preti? Non è vero che le vocazioni scarseggiano. Scarseggiano le conversioni allo spirito del Vangelo. Il quale, più che mettere argini, li ha invece rotti, e più che incanalare entro determinati sistemi, lascia spazio alla creatività dello Spirito. Una sana e non condizio-

nata teologia e una saggia esperienza insegnano che l’equazione: celibato = santità docilità generosità spirito di servizio è un teorema mentale. La realtà è ben diversa. Quando 20 anni fa giravo per le strade di Palermo con due scritte cubitali in macchina: L’ITALIA HA UN NUOVO DUCE – L’ITALIA HA UN NUOVO NAPOLEONE mi ridevano tutti in faccia. Se 20 anni fa ce ne fossimo accorti, gli Italiani oggi piangeremmo di meno a avremmo potuto evitare i rimproveri del card. Bagnasco. Forse avremmo ancora voglia di vivere e di sperare. Così un giorno forse ci accorgeremo che l’attuale sistema di reclutare le vocazioni per i futuri preti è errato o, quanto meno, insufficiente. E la colpa delle anime che si saranno perdute per mancanza di preti a chi la addebiterà la storia futura? Giacomo Ribaudo

Tel. 091 490155 - Cell. 330 537932 giacomo.ribaudo@fastwebnet.it

anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011


attualità

L’Italia va a fondo Le alluvioni metafora del crollo del paese. Nulla è senza colpe o responsabilità di Fabio Sortino

D

opo le tremende alluvioni che hanno provocato morti e dispersi, prima a Roma, poi a Napoli e adesso in tutta la Liguria, ci si domanda di chi sia la vera responsabilità di queste tragedie che stanno avvenendo. Sicuramente i cambiamenti meteorologici hanno la loro importanza, settembre è stato il mese più caldo da molti anni a questa parte, ma i condoni selvaggi sono una delle cause principali dell’Italia che va a pezzi. Ed è singolare che mentre crolla l’Italia nella realtà con case che si sbriciolano come fossero di marzapane dopo i primi acquazzoni, anche il Bel Paese della politica, quello ormai vituperato, offeso e deriso, in tutto il mondo vada a pezzi. Resta una società civile, fatta soprattutto di giovani, che si indigna, che protesta, dimostrando molta utopia, combattendo per un futuro che in questo momento non ha. Ma in questo frangente tragico per il nostro paese, sommerso dai debiti e dai problemi, l’emblema della fragilità, come dicevamo, sono le case che si sgretolano, in Liguria, come in Campania, come a Roma. Colpa sicuramente delle cattive amministrazioni, dei condoni selvaggi che hanno ucciso la penisola, responsabilità di chi deve governare ma anche dei governati che affidano le sorti del loro paese a gente di tal fatta. E poi puntualmente si consumano il dramma, la tragedia, le lacrime, i morti. Eh sì, è l’Italia dei morti e dei commissariamenti, dei tagli selvaggi e della crescita zero, dei diktat anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011

dell’Unione Europea e delle risatine di scherno di Sarkozy e Merkel. Ma come ricostruire? Intanto, da un’etica civile, sociale, dal rispetto delle regole, da un’equa distribuzione della ricchezza, da una rinnovata e vera e non ipocrita questione morale. Bisognerebbe tornare all’Italia onesta e umile del dopoguerra. Probabilmente ci siamo montati la testa e pensavamo, dopo il boom degli anni ‘60, di essere diventati ricchi per sempre. Ma non è così. C’è una contrazione internazionale spaventosa, ma anche un cattivo governo, che ha declamato di avere i conti a posto per tre anni per poi scoprirsi in deficit spaventoso e sull’orlo del fallimento. Ma torniamo alla Liguria. Una vera e propria “Apocalisse”, come è stata definita dalle persone che in poche ore hanno perso affetti, casa e lavoro. “Tributi molto dolorosi ai cambiamenti climatici”, come li ha definiti il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, commentando le immagini dei fiumi che straripano e delle Cinque Terre devastate dall’acqua e dal fango che hanno bloccato autostrade e ferrovie. Il bilancio ufficiale della prefettura

di La Spezia, è di dieci morti ai quali si devono purtroppo aggiungere i sei morti di Genova. Le vittime liguri accertate del primo nubifragio sono tutte a Borghetto Vara, due donne e un uomo sorpresi da una colata di fango al piano terra della loro abitazione nel centro storico del piccolo comune spezzino e un’altra persona rimasta intrappolata tra le macerie della casa crollata a Cassana, frazione di Borghetto Vara. Due invece le vittime nella Lunigiana, numero che rischia di trovare una drammatica conferma con il passare delle ore. A Monterosso, patrimonio dell’Unesco violato dal maltempo, dopo tante ricerche è stato ritrovato il volontario visto sparire, travolto dal fango e dall’acqua che l’hanno trascinato via, mentre tentava di aprire alcuni tombini. Tre invece i dispersi a Vernazza, tra cui il gelataio e il venditore di souvenir del paese dove fango e detriti hanno raggiunto il primo piano delle abitazioni. Nel mare cristallino che ogni estate attira vip italiani e stranieri, con le star del cinema che fanno a gara per mostrare lo yacht più bello, si sono viste galleggiare tra la melma marrone decine di barche alla deriva. 5


focus

Credenti e non credenti in cammino… Ad Assisi le religioni cercano un rimedio per arginare lo scontro delle civiltà di Giuseppe Savagnone*

C

ome ha evidenziato Benedetto XVI nel suo discorso a S. Maria degli Angeli, il senso del grande incontro di Assisi tra i rappresentanti delle diverse religioni mondiali è stato diverso da quello che, venticinque anni prima, aveva indetto Giovanni Paolo II. «Allora la grande minaccia per la pace nel mondo derivava dalla divisione del pianeta in due blocchi contrastanti tra loro». Aveva, insomma, una causa ideologica e politica. Alle religioni spettava il compito di controbilanciare le spinte distruttive che venivano dagli Stati e dai loro governanti. Oggi questo quadro, ha notato il Pontefice, è del tutto superato. La caduta del muro di Berlino, avvenuta tre anni dopo quell’appuntamento inter-religioso, fu il simbolo di tale cambiamento. Oggi a minacciare la pace non è più la politica, ma sono, 6

da un lato, le stesse religioni, dall’altro uno smarrimento di Dio che ha consegnato la libertà umana a nuove forme, meno vistose, di violenza. Tra l’incontro del 1986 e questo del 2011 stanno lo schock dell’11 settembre e la lettura che se ne è data, sulla scorta del famoso libro di Huntington Lo scontro delle civiltà, dove si profetizzava un futuro in cui sarebbero stati i fattori culturali e religiosi, piuttosto che quelli economici e politici, a determinare i grandi conflitti. Checché ne sia del valore di questa tesi, è certo che la caduta del muro di Berlino non solo non ha portato la pace, ma ha reso più incontrollabile la minaccia della violenza. Perché l’ha spostata dagli arsenali missilistici e dalle cancellerie diplomatiche alle menti e ai cuori. È nelle menti e nei cuori che affonda le radici quel

fondamentalismo per cui la religione diventa «giustificazione della violenza». «Sì», ha detto con forza Benedetto XVI, «nella storia anche in nome della fede cristiana si è fatto ricorso alla violenza. Lo riconosciamo pieni di vergogna». Ma, ha continuato, «una seconda tipologia di violenza dall’aspetto multiforme ha una motivazione esattamente opposta: è la conseguenza dell’assenza di Dio». Non più nella forma che la sua negazione ha assunto negli spaventosi totalitarismi del passato, ma in quella, più subdola perché meno avvertita, del culto «dell’avere e del potere», per cui «il desiderio di felicità degenera in una brama sfrenata e disumana». È lo spettacolo a cui assistiamo oggi nelle società occidentali, indignate per la crudeltà del terrorismo, ma vittime, a loro volta, di una «“deanno XII • n. 5 • 13 novembre 2011


focus cadenza” dell’uomo, in conseguenza della quale si realizza in modo silenzioso, e quindi più pericoloso, un cambiamento del clima spirituale», che lo consegna alle logiche del profitto selvaggio e del consumismo. A fronte di questa tragica alternativa, la sola risposta è puntare di nuovo sulla verità. Non sul suo possesso dogmatico – da qui partono i religiosi fondamentalisti per giustificare la loro intolleranza – , ma sulla sua ricerca, contro lo scetticismo e il relativismo su cui si fonda la non meno violenta realtà dell’anti-religione. La pace nasce dal percepirsi come «pellegrini della verità», dove il primo termine, col suo richiamo all’umiltà, esclude la pretesa di coloro che considerano Dio «come una proprietà che appartiene a loro», e il secondo rivendica, contro il nichilismo, l’esistenza di una meta a cui tutti dobbiamo tendere, ognuno con la propria tradizione e la propria identità, senza sincretismi, ma nel dialogo reciproco (che ha senso solo se c’è una verità su cui confrontarsi). A sottolineare la centrale importanza di questa ricerca incessante, per la prima volta sono stati invitati all’incontro di Assisi anche dei non credenti. Spesso «queste persone cercano la verità, cercano il vero Dio, la cui immagine nelle religioni, a causa del modo nel quale non di rado sono praticate, è non raramente nascosta.

Che essi non riescano a trovare Dio dipende anche dai credenti, con la loro immagine ridotta o anche travisata di Dio. Così la loro lotta interiore e il loro interrogarsi è anche un richiamo a noi credenti, a tutti i credenti, a purificare la propria fede, affinché Dio – il vero Dio – diventi accessibile». Sono parole forti, che dovrebbero farci riflettere tutti, primi fra gli altri noi cattolici. «Essere in cammino verso la verità»: era già il messaggio – tanto frainteso – di Ratisbona, col suo appello al logos, alla ragione umana, del cui apporto ogni fede ha bisogno per non cadere nel fondamentalismo, e a cui il cristianesimo in particolare non può non riferirsi, basandosi sulla fede nel Logos divino. Così, l’incontro di Assisi, ben lungi da ridursi, come temevano alcuni, a un grande abbraccio sincretistico, in nome di una convergenza di tipo vagamente umanitario, ha invitato le diverse religioni a ritrovare se stesse nella verità della loro identità profonda, purificandosi da ciò che, minacciando quest’ultima, le può portare a diventare – anche il cristianesimo! – ispiratrici di violenza. La pace è per esse un banco di prova, perché lo è l’uomo, che senza la pace perde se stesso. Ma senza verità, questa pace rimane solo uno slogan vuoto.

in breve A 150 anni dalla nascita di Vittorio Emanuele Orlando, l’assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana, la società siciliana per la Storia Patria e l’Università degli Studi di Palermo hanno dedicato due giornate di incontri e riflessioni per ricordare una delle figure dominanti della vita politica italiana. L’iniziativa, organizzata nell’ambito delle celebrazioni per l’unità d’Italia, ha previsto l’intervento dell’on. Giuliano Amato, oltre alle massime autorità della Regione siciliana e la partecipazione di personalità del mondo accademico nazionale che hanno sottolineato alcuni dei contributi politici e scientifici prodotti dall’illustre politico nel lungo arco della sua vita. Il convegno di studi si è tenuto il 28 e 29 ottobre.

***

Lo scorso 28 ottobre nel caffé letterario di Villa Costa, ex spazio Terrasi di viale Lazio, il movimento piúdonnepiúPalermo, in vista delle prossime elezioni amministrative, ha presentato il progetto per una lista civica di donne a prevalenza di genere ed ha illustrato la propria visione di Palermo privilegiando un’ottica di genere nel governo della città.

* Direttore Ufficio Pastorale per la Cultura

S.A.S.

DI CARACAUSI GAETANA & C. VIALE EUROPA, 187 VILLABATE (PA) TEL./FAX 091.6142089

VENDITA DI: Concimi, Anticrittogamici e Attrezzi agricoli Sementi, Alberi di tutti i tipi e Piante ornamentali Vasi e Articoli per giardinaggio Mangimi, Accessori e prodotti per Animali Accessori e abbigliamento antinfortunistico. SERVIZI DI: Giardinaggio, consulenza e assistenza tecnica per piante e terreni - Servizio a Domicilio

anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011

7


politica

Come spiegare la politica italiana

Un’analisi puntuale e impietosa della situazione in cui versa il Bel Paese

S

i sente spesso dire che all’estero tutti si domandano come mai gl’Italiani sopportino un governo Berlusconi e che quindi proprio non capiscono la politica italiana. Evidentemente la politica italiana non si può capire se uno ragiona con la premessa dell’antiberlusconismo per partito preso. Berlusconi in

Walter Veltroni

Massimo D’Alema

8

di Elio Giunta

Italia c’è e funziona politicamente come funziona, perché gl’Italiani sono il popolo che sono e la politica italiana è loro emanazione; i loro partiti, spogliata ogni base ideologica, corrispondono alla mentalità costituitasi nella loro tradizione storica. Capire la politica italiana non si può, né ci si può meravigliare del berlusconismo, se non si cerca di capire gli Italiani. Essi vivono di una specie di religione fondata su due nozioni essenziali: la discordia e lo proprio particulare, di cui si ha cura assoluta. La discordia in Italia è sempre la stessa, quella che fece adirare Dante e Petrarca ed ora divide il nord dal sud e si annida persino tra i corridoi ove si vorrebbe approntare qualcosa di politico, che so tra D’Alema e Veltroni o Bersani e Vendola, giusto per guardare anche alla cosiddetta sinistra. Il particulare, cioè il proprio orticello da salvaguardare e irrorare sempre di più entro invalicabili recinti, è addirittura invenzione della politica italiana, come teorizzato già da Guicciardini, e ad esso si guarda in ogni caso, magari curando di barcamenarsi circa quello che accade altrove e possa danneggiare o influenzare. E questo particulare ha avuto da sempre in Italia una sua denominazione socio-istituzionale d’effetto: il municipalismo. Non c’è chi non veda come di municipalismo sia nutrita la cultura politica italiana ed al municipalismo ricorre oggi la politica che crede di farsi moderna col cosiddetto federalismo.

Allorché lo svolgersi della politica degli stati europei nell’Ottocento spinse anche gli stati italiani verso la loro unità, questa fu realizzata ma non nella sua sostanza intrinseca. Il popolo italiano non si è costituito come popolo cosciente di essere in tutto fattore di una identità politica ben definita detta Italia. Per esempio, un francese, qualsiasi cosa accada, non si sogna di mettere in forse d’esser parte di una indiscutibile unità sociale e caratteriale, cioè la sua Francia; l’italiano questa radicata consapevolezza non ce l’ha. Per cui, salvo il proprio particolare, incrementato l’esercizio della discordia, anzi della lite continua, specie se disimpegnata, come quella che fa squallido spettacolo in televisione, chiunque governi, tutto sommato, per l’italiano medio è lo stesso. L’italiano saprà sempre dire che Berlusconi non è poi peggio degli altri; non c’è da meravigliarsi troppo a tenerselo. E Berlusconi che poi non è stato stupido, acquisito il potere proprio per salvaguardare il suo , ha saputo assecondare gli Italiani nel loro slacciamento da qualsiasi forte prospettiva politica e ne ha fomentato la voglia di gossip e di carnevalate. E c’era sì di mezzo la Chiesa con la custodia dei valori etici, ma alla Chiesa bastava garantire qualche privilegio, assicurare l’appoggio in casi di norme che la vedevano in contrasto con progressisti e scienziati, inchinarsi a qualche porporato giusto, con la dovuta ipocrisia di facciata: tutte cose che politicamente non costavano nulla. anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011


politica

Pierluigi Bersani

Niki Vendola

Detto questo, significa che Berlusconi sta ancora al potere secondo una logica tutta italiana, la quale però è chiaro che escluda l’idea di un governo presieduto da uno sta-

tista. Perché statista è chi prende in cura le sorti di uno Stato, preoccupandosi soprattutto delle sue prospettive future. Il governo Berlusconi, italianamente, non poteva che fondarsi sul continuo mediare per il presente onde mantenere poltrone ed affari, sull’uso del sorriso per accattivare la piazza, escludendo, sempre italianamente, d’imprimere delle svolte impegnative col rischio di toccare questo o quell’interesse particolare. Si rifletta pertanto su due cose. Statista non sarà mai chi gestisce il potere solo per mantenerlo ad ogni costo, anche a prezzo della più vieta svendita di quanto è cosa pubblica, ma lo è chi, consolidato democraticamente il potere, cerca di procurarsi gli appoggi utili per portare avanti l’azione politica non di conservazione, ma quella che incrementi gl’interessi attuali e futuri del paese. Berlusconi ha dimostrato di essere persona versatile e intelligente, astuto per gli affari immediati, un faccendiere della politica, ma non uno statista; infatti ora si è ridotto a mantenere la poltrona di governo appoggiandosi alla Lega, cioè ad un quasi partito che ha nel DNA la discordia, la divisione, la lotta per lo particulare, cioè l’antico municipalismo. Il suo potere ipoteca in ogni caso la disunità culturale e morale del paese, anzi poggia su di

essa. Il che corrisponde appunto ad una certa storia d’Italia dalla quale non siamo fuori. E questo spiega tutto, anche la faccenda delle cricche. Quando non conta più tanto il concetto di Stato o di patria, si diluisce pure la pratica del diritto pubblico e si fanno logiche le reti dei favoreggiatori in ogni campo e quelle dei profittatori senza scrupoli.

Pianeta lavoro CERCO… Rita Partenza: laureata, sposata, con esperienza presso un asilo privato, cerca lavoro come babysitter.

Fabiola Garofalo: con diploma di operatore turistico e attestato di addetto reception, con esperienza di lavoro come commessa e come segretaria, cerca lavoro. Carmelo Mocciaro: cerca lavoro per assistenza anziani o pulizie.

Carmelo D’Alluzzo: fornito di patente cerca lavoro come accompagnatore, o per disbrigo faccende.

Salvatore Lo Mascolo: Diplomato I.T.C., con esperienza di consulente presso una ditta, cerca lavoro.

Per informazioni: Rosalia Gargano cell. 3291250661

“A FERROVIA” dei F.lli Falletta Servizio Catering Buffet

Si accettano ordinazioni di rosticceria mignon e per banchetti. Focacceria - Rosticceria Polleria - Frigitoria Pizzeria - Gastronomia

Via Europa, 149 - Villabate (PA) Tel. 091.6142067 - Cell. 328.0092838 anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011

9


europa

Una inutile missiva all’Europa Berlusconi di fronte ai grandi dell’Unione Europea si arrampica sugli specchi per difendere la faccia di Livio Terranova

I

l Governo Berlusconi, dopo la richiesta della UE di “sforzi considerevoli”, ha presentato una lettera contenente le nuove misure a sostegno della crescita e necessarie al superamento della crisi. Ecco, punto per punto, le “promesse chiave” di Berlusconi a Josè Manuel Barroso e Herman Van Rompuy. Quattro le “direttrici” che l’esecutivo seguirà nei prossimi 8 mesi: Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all’attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori. Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese. Entro 6 mesi, l’adozione di misure che favoriscano l’accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l’efficacia. Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione. Tale piano d’azione sarà definito entro il 15 novembre 2011. Ma, in concreto, che significherà per gli italiani?

Josè Manuel Barroso

provenienti dal piano di dismissione del patrimonio pubblico (previsto entro il 30 novembre). Entro maggio 2012 il Governo promette “una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato” e “più stringenti condizioni nell’uso dei contratti para-subordinati”. Prevista inoltre la promozione dei contratti di apprendistato (verrà facilitato il loro utilizzo) e di inserimento delle donne.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: Previsti anche interventi sulla pubblica amministrazione, tramite “meccanismi cogenti e sanzionatori”, che renderanno effettivi (tra le altre cose) la mobilità obbligatoria del personale, la cassa integrazione. La letterina di Babbo Natale che RIFORMA DEL LAVORO: un sempre più inerme Berlusconi La riforma della legislazione ha inviato ai Ministri dell’Unione del lavoro verrà attuata grazie a 5 Europea, per garantire e promettere miliardi di euro l’anno per tre anni la crescita italiana che negli ultiPENSIONI: Uomini e donne potranno andare in pensione non prima dei 67 anni a partire dal 2026. Per chi invece è prossimo alla pensione di anzianità, i requisiti sono stati rivisti e aumenteranno fino ad arrivare a regime dal 2013.

10

mi anni è stata pressocchè uguale a zero, porta anziché assunzioni licenziamenti. È paradossale che il libro dei sogni di Berlusconi, così viene chiamato, sia in realtà un incubo per i lavoratori. La lettera ipotizza entro il maggio 2012 una minacciosa “riforma” imperniata su “una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato”. Dopo la sostanziale sconfitta subita sull’articolo 8 della manovra d’agosto (neutralizzata dal successivo accordo bilaterale tra le parti sociali) il governo cerca una rivincita, riproponendo una norma che aggira i limiti ai licenziamenti fissati dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Non solo. La lettera azzarda anche “la mobilità obbligatoria del personale” e “la messa a disposizione con conseguente riduzione salariale del personale”. Un intervento del genere, con “mobilità obbligatoria” anche per gli statali, che come puntualizza anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011


europa

Mario Sensini, vedranno uffici in cui “chi andrà in pensione non sarà sostituito, i dipendenti saranno obbligati ad accettare nuove sedi di lavoro e nuovi incarichi, ma soprattutto arriverà la Cassa Integrazione per gli statali. A casa e con uno stipendio ridotto” porterà il governo alla caduta. I segnali ci sono tutti: i quarantenni del PdL guidati da Alfano stanno organizzandosi, la Lega Nord prepara liste di proscrizione dei maroniani da epurare in vista delle urne. E ha ragione Jena su La Stampa, che scrive “L’Europa piange dalle risate”. Anziché un libro dei sogni la lettera inviata da Berlusconi ai plenipotenziari sembra un testamento, e la possibilità di licenziamento per imprese in crisi (termine quanto mai generico) anche per lavoratori a tempo indeterminato segna la fine del Welfare State, dello Stato assistenziale. Le intenzioni vanno al di là di qualunque immaginazione per il consenso politico: il risanamento dei conti, il pareggio di bilancio nel 2013, la ricostituzione di “un avanzo anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011

primario consistente”, la creazione delle “condizioni strutturali favorevoli alla crescita”. Peccato che per tre anni non si sia fatto nulla e si sia solo declamata una situazione economica ottima, andando al di là di ogni fantasia. È come, scusate il volo pindarico, il sindaco di Palermo Cammarata (l’estrazione politica è la stessa) che in una Palermo morente dichiara che in dieci anni ha fatto grandi

cose per la città. Questa autoreferenzialità non fa bene al paese che intanto vede chiudere le fabbriche, vede i lavoratori in cassa integrazione e senza più tutele e il sistema Italia implodere su se stesso. In più viene confermata la possibilità di andare in pensione a partire dal 2006 a 67 anni sia per gli uomini che per le donne. Intanto i sindacati minacciano scioperi.

Angela Merkel e Nicolas Sarkozy alla conferenza stampa del 23 ottobre 2011

11


disabili

Il disagio si può sconfiggere Angela Boscarino, affetta da sclerosi multipla, ha vinto la sua sfida, scendendo a 50 metri di profondità nella grotta dei Genovesi in provincia di Siracusa

L’

impresa, piuttosto singolare, è avvenuta nei giorni scorsi: Angela Boscarino, è scesa a cinquanta metri di profondità, riuscendo ad avere la possibilità di visitare la grotta dei Genovesi, in territorio di Canicattini Bagni, in provincia di Siracusa. La giovane donna di 38 anni, originaria di Modica, non è una speleologa: studia per diventare geometra ed è costretta a stare in una carrozzina da tanti anni, convivendo con la sclerosi multipla, malattia del sistema nervoso centrale. La grotta dei Genovesi è una splendida cavità carsica alla quale è possibile accedere solo ed esclusivamente con l’ausilio di funi ed una

12

di Serena Termini

specifica attrezzatura speleologica. La donna, si è calata prima nella piccola apertura di poco più di un metro di diametro della grotta, operando una discesa verticale di 10 metri. All’interno della grotta, gli speleologi, coordinati da Leonardo Barone, hanno utilizzato poi un sistema di teleferica con le funi che ha permesso alla giovane disabile di stare sospesa in aria e godere di uno spettacolo a 50 metri di profondità. “È la stessa tecnica - ha detto Leonardo Barone - che utilizziamo solitamente nei soccorsi. In questo modo abbiamo permesso ad Angela di stare sospesa in aria, a cinquanta

centimetri dal terreno”. “È stato bellissimo – ha detto Angela Boscarino –. Non pensavo che in quella grotta potessero esserci quelle meraviglie. Mi sono divertita e ringrazio tutti i volontari per la magnifica esperienza, non vedo l’ora di ripeterla”. L’operazione è avvenuta grazie al sistema di sicurezza messo in opera dagli speleologi dell’Organizzazione Europea dei vigili del fuoco volontari e di Protezione Civile. La donna ha potuto in questo modo ammirare la bellezza della cavità carsica, sviluppatasi all’interno dei calcari miocenici e formatasi grazie all’azione modellante delle acque

anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011


disabili

meteoriche che infiltrandosi nella roccia iblea, calcarea e porosa scava immense grotte adorne di stalattiti, stalagmiti, vele, cannule e colonne. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla da sempre convinta che le persone in condizione di disabilità non possono essere bloccate nelle loro opportunità di vita e patrocinata dall’amministrazione comunale di Ragusa. “Un’occasione – ha detto il consigliere nazionale Aism Luciano Criscione – per dimostrare che le barriere sono solo mentali e, al di là dell’iniziativa ‘estrema’ di oggi, vogliamo creare una cultura diversa in tante persone che non devono lasciarsi fermare dalla malattia. L’iniziativa, unica nel suo genere, sarà sicuramente ripetuta in altre grotte per dare l’opportunità a tante altre persone con sclerosi multipla di vivere pienamente la vita”. anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011

13


arte

L’Evangeliario ambrosiano Splende di innovativa bellezza il Vangelo dipinto da 6 artisti per la diocesi di Milano di Edoardo Angelis

E

d è la terza volta, nell’arco di ventiquattro anni, che la Parola di Dio si veste dell’intelligenza artistica contemporanea. A Natale l’Evangeliario Ambrosiano, voluto dal cardinale Tettamanzi e accolto dal cardinale Scola, splenderà processionalmente nel Duomo di Milano, testimoniando come la creatività del XXI secolo sia in grado di esprimere l’annuncio evangelico con linguaggio moderno. Costituito di 73 tavole a colori, significanti i temi di maggior rilievo della Rivelazione, l’Evangeliario meneghino è firmato da 6 artisti italiani: Giovanni Chiaramonte, Nicola De Maria, Mimmo Paladino, Ettore Spalletti, Nicola Samorè, Nicola Villa. Di immediata lettura e comunicazione le immagini, cariche di spiritualità antica e nuova, intendono svelare la perenne, sorprendente, giovinezza del messaggio di Cristo.

Duomo di Milano

14

Quattro anni addietro è il Lezionario della Chiesa italiana ad esprimere con una moltitudine di artisti (un centinaio), dentro pluralità semantiche e formali, il mondo biblico e soprattutto la teologia di San Paolo. Diversi illustri artisti firmano l’opera, cui si abbinano molteplici pittori, decoratori, incisori, illustratori di non sempre buona qualità. Spesso i soggetti sanno di sperimentazione fine a sé, non in grado di manifestare il senso dell’annunzio. Talvolta denotano confusione segnica nell’abbarbicamento a eccessi di transmodernità, astratta e informale, di dubbio valore. Risale al 1987 il primo Evangeliario moderno, auspicato dal Concilio e voluto dalla Conferenza Episcopale Italiana, che segue a distanza di secoli i miniati del trecento. A condurre l’impresa inedita,

nel contesto ecclesiale e culturale, è il cardinale Pappalardo, amico di pittori e scultori. A lui la Chiesa dà il ruolo di mentore per un’operazione ideativa, artistica e liturgica a un tempo, cui partecipa, sotto l’aspetto scientifico, la Facoltà Teologica di Sicilia. La quale si avvale dello storico dell’arte Giovanni Bonanno, che sceglie e segue i 18 maggiori artisti del momento. Dura più di cinque anni la fase di preparazione e realizzazione che vede maestri quali Manzù, Guttuso, Fazzini, Sassu, Migneco, Conti, Annigoni Greco siglare capolavori che sorprendono Giovanni Paolo II. Pionieristica affermazione dell’arte sacra non d’impronta devozionale, bensì di intelligenza umanistica e teologica, che consente l’avvio, in Italia e in altre nazioni, al rinnovamento iconologico della Parola. Ora l’Evangeliario Ambrosiano si pone in questa scelta coraggiosa e profetica. Vibra dell’incanto spirituale della Chiesa di Milano, grazie all’esegesi immaginifica di 6 artisti, interpreti contemporanei del Logos che si fa carne. Nel solco della tradizione e della creatività si conferma al servizio degli uomini il libro liturgico per eccellenza, per cui Tettamanzi può dichiarare: Ho voluto compiere non solo un atto simbolicamente espressivo dell’unica missione della Chiesa – quella di annunziare oggi il Vangelo – ma anche un’ambiziosa operazione culturale, capace di interessare il mondo dell’arte, della cultura e della politica in senso alto. Tutte le parrocchie, tutte le comunità della Diocesi ne possederanno un esemplare per le celebrazioni liturgiche. anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011


arte

L’oro di Monreale in un virtual tour

Immagini ad altissima risoluzione consentono di visitare una delle cattedrali più belle del mondo di Vincenzo Noto

I

l Virtual Tour del Duomo di Monreale, proiettato con modalità tridimensionali nelle apposite sale della Casa del Sorriso di Monreale, permette ai visitatori che desiderano approfondire la conoscenza del tempio, la visione con immagini ad altissima risoluzione, di qualunque scena o particolare dei cicli iconografici, fluttuando all’interno dello spazio architettonico e raggiungendo punti d’osservazione, fino ad oggi impensabili, sia per i semplici turisti che per gli studiosi o appassionati di Storia dell’Arte. Per realizzare questa immersione totale in uno dei più grandiosi e complessi monumenti dell’Arte di tutti i tempi, è stato necessario costituire un team di teologi, storici dell’arte, architetti e tecnici informatici e contemporaneamente, scattare più di ottomila foto digitali con sofisticate apparecchiature appositamente allestite, il tutto con l’ausilio di una piattaforma elevatrice semovente eccezionalmente introdotta all’interno del Duomo. Le immagini, interne ed esterne, sono state in seguito testurizzate su di un modello architettonico tridimensionale delle fabbriche, appositamente rilevato dal vero. Ciascuna scena, personaggio, elementi decorativi o particolari architettonico - artistici, sono stati numerati e catalogati, singolarmente e/o per cicli, con l’ausilio di un supporto grafico-architettonico che consente d’individuare con facilità, argomenti o icone. Durante la visita digitalizzata, alcuni tutor virtuali intervengono, vocalmente o graficamente, attivando specifici punti

anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011

d’interesse, per approfondire argomenti d’arte, storia o teologia. La rilevante mole d’immagini, didascalie e monografie specifiche redatte da studiosi o esperti dei vari settori, costituisce un inedito potenziale editoriale che scientificamente ed artisticamente coordinato, in un’idonea pubblicazione (con eventuale DVD allegato), offrirà una visione ed un’approfondita conoscenza diretta del Duomo di Guglielmo II mai raggiunta dai precedenti volumi

pubblicati dal XVI secolo ad oggi. Sono disponibili per la collaborazione editoriale anche studiosi, italiani e francesi esperti di storia dell’arte medievale, in particolare, anglo-siculo-normanna che hanno già realizzato opere o avvenimenti culturali come: I Normanni Popoli d’Europa; Projet Européen RAPHAEL, Mondes normands. L’iniziativa è stata realizzata dalla Casa del Sorriso ONLUS, con il patrocinio della Regione Siciliana.

15


personaggi

L’angelo dei poveri Muore padre Gaetano Rinaldi di Fabio Sortino

Padre Gaetano Rinaldi

E

ra chiamato “l’angelo dei poveri”, per tanti anni ha curato a Palermo la mensa di via Pindemonte gestita dai frati Cappuccini. Padre Gaetano Rinaldi, superiore provinciale della Congregazione missionari servi dei poveri legata all’associazione Giacomo Cusmamo, è stato per tantissimi anni un punto di riferimento del Boccone del povero. Alla mensa di via Pindemonte gestita dai frati Cappuccini, aiutato dai volontari del centro accoglienza, offriva un pasto alla gente bisognosa. Anziani, clochard, pensionati e qualche volta, interi nuclei familiari, potevano sempre contare su padre Rinaldi. In tanti lo ricorderanno con immenso affetto e gratitudine per averli fatti sentire un po’ meno soli. Gremita la parrocchia Cuore Eucaristico di Gesù, in corso Calatafimi, in occasione dell’ultimo saluto. Se n’è andato il 21 ottobre scorso a 78 anni. I quasi 60 anni del ministero sacerdotale di Padre Rinaldi sono stati tutti dediti all’educazione dei giovani, anche se il sacerdote si è pure dedicato con estrema cura ed 16

attenzione ai servizi di economo, di superiore, di Consigliere generale, di Provinciale, di parroco, di cappellano delle serve dei poveri. Riprendiamo l’omelia funebre di mons. Bertolone e descriviamo un uomo dalla forte personalità, dalla volontà decisa, dallo spirito pratico, essenziale, anche se chi l’ha conosciuto sa, che dietro quella scorza burbera c’era un animo buono, di fanciullo, umano, capace di commuoversi e di amare e servire. Ebbe anche dei limiti come tutti gli esseri umani: fervore, generosità, impazienza. Ebbe la dote rara ai giorni d’oggi di essere ferratissimo nelle regole d’economia, ma di continuare a vivere in modo povero e distaccato, lontano dagli agi, come un Toniolo che ha preso i voti. Si contentava del necessario e non si concedeva nessuna indulgenza. P. Gaetano Rinaldi era abile e intelligente, ma in lui si nascondeva l’animo di un fanciullo. Ci lascia una testimonianza preziosa ai giorni nostri fatti di sprechi e di orrendi lussi. È stato un esempio reale di impegno nella fede e nel soccorso ai poveri e motiva ad essere altruisti e generosi con tutte le persone che si incontrano nella vita. La testimonianza terrena di padre Rinaldi assume un significato particolare anche e soprattutto per i cristiani, in un momento di omologazione delle coscienze, in una società cinica e indifferente come la nostra. Un esempio di misericordia e di carità umana che travalica l’essere

umano e si avvicina al Divino e fa apparire ancora più grande la sua figura in realtà così umile. Riflettere e conservare memoria di quello che è stato padre Rinaldi non è esercizio virtuale e dovuto di un ricordo ormai passato nel tempo e dunque di puro stampo glorificante, ma stimolo e impegno a rimotivare il nostro presente ministero di fedeli, che usufruisce di quanto egli ha seminato e può coglierne oggi ed anche domani i frutti, se si avrà la sapienza di seguirne l’esempio. Muore così “l’angelo dei poveri”.

in breve Gli utenti dei centri di ascolto sono aumentati del 10,7% rispetto al 2007, l’anno prima della crisi e del 59% rispetto al 2002. Per un quarto sono ormai italiani. Chiedono lavoro, ma sempre di più aiuti economici. Quasi il 50% non riesce a far quadrare il bilancio familiare, anche quando ha un’occupazione. “È urgente riorganizzare il nostro welfare”, ha detto don Roberto Davanzo in occasione della presentazione del 10° Rapporto dell’Osservatorio diocesano delle povertà e delle risorse. Tra le ipotesi anche la sperimentazione del reddito di autonomia suggerita dalle Caritas della Lombardia.

***

Si è tenuto il 10 novembre presso la Chiesa di San Saverio all’Albergheria, una breve analisi del contesto politico palermitano con presentazione dello statuto dell’associazione culturale “Voci Attive”.

anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011


vita religiosa

Valore di un segno In una società che dimentica il senso della vita e della fede, suore e religiosi l’affermano nel nome di Dio e del suo amore di Nunziella Scopelliti*

I

n un mondo che sembra voler cancellare tutti i segni dell’assoluto, accanto alla figura del sacerdote, permane, al di là di ogni crisi, la presenza dei consacrati: religiose e religiosi. Non è raro il caso in cui per le strade delle nostre città, in un via vai frenetico di macchine e di gente, vediamo passare questi uomini e queste donne, nelle loro vesti scure e a volte antiquate, quasi coraggiosi resti di un’epoca passata: testimonianza di un mondo diverso o fuga dalla vita per paura di affrontarla? Eppure la tristezza e la noia dipinta sul volto di molti altri dei passanti ci pone una domanda inquietante: “Qual è la verità? Qual è il senso della vita? Cosa ha portato questi uomini e queste donne, che noi chiamiamo suore, frati e padri a lasciare tutto quello per cui gli altri si battono e a cui aspirano?”. Alcuni erano ricchi, stavano bene e si sono fatti poveri, conducendo una vita di una povertà sconcertante. Molti avevano la possibilità di una brillante carriera davanti, avrebbero potuto sposare... Cosa li ha spinti a fare una scelta diversa? Ma chi sono i religiosi e le religiose? Sono coloro che operano già da questa vita, alcuni fin dalla giovinezza, quello che prima o poi attende tutti. Presto o tardi, la morte arriva per tutti, staccandoci dai nostri affetti più cari, dai nostri beni, da tutto ciò che passa; davanti a quel momento culminante la vita acquista altre proporzioni. Povertà come distacco dai beni

anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011

di questa terra, castità come distacco dagli affetti e obbedienza come distacco dalla nostra volontà è ciò che la morte opera in tutti, ma se la morte operasse questo sarebbe realtà puramente negativa; per il credente “la vita non è tolta, ma trasformata”, così, per chi crede, la perdita dei suoi beni materiali è per possedere i beni celesti che non passano, l’essere sottratto ai suoi affetti è solo per immergersi nella grande famiglia del cielo dove tutti ci rivedremo, la rinunzia alla propria volontà è per realizzare la volontà di Dio, che è sempre operatrice di un maggior bene: la Vita che non muore. “Chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Gv 11,25). Ecco il destino universale di chi crede in Gesù Cristo. In mezzo ad una umanità che sentono di dover amare di un amore particolare, i religiosi e le religiose si pongono come segni d’immortalità,

anticipano fin da adesso quella pienezza di vita dal forte sapore d’Amore che gusteremo nel banchetto del Regno dove saremo tutti vergini; per questo col loro solo esistere dicono al mondo: “Dio c’è, la vita non finisce qui, c’è un destino che tutti ci aspetta”. I religiosi e le religiose indicano quei valori, a cui tutti in fondo aspirano, sono più che mai una speciale presenza di Gesù in mezzo all’umanità, contribuiscono decisamente ad instaurare il regno di Dio quaggiù. “Il mio regno non è di questo mondo” (Gv 18,36). È regno di amore, di pace, è il sogno che ogni persona, anche se atea, reca in sé, è, in una parola, la Chiesa, immensa famiglia di Gesù Cristo, luogo di comunione e sacramento di salvezza. * Madre generale delle suore del Bell’Amore 17


libri

Un pregevole libro su Linosa e Lampedusa Gli abitanti di Lampedusa e Linosa si raccontano con un libro di Chiara Sole

I

l libro racconta i giorni della grande emergenza vissuti nelle isole Pelagie, a seguito dell’esodo dalle coste nordafricane di migliaia di uomini, donne e bambini che a bordo di malandati “pezzi di legno” hanno raggiunto le coste di Lampedusa e di Linosa, lasciandosi alle spalle la povertà e le guerre che dilaniavano i Paesi dell’altra sponda del Mediterraneo. Gli autori hanno voluto documentare quei giorni, andando oltre la quotidiana cronaca degli eventi, cercando di capire a fondo gli isolani, i lampedusani, da tutti riconosciuti in quei giorni come “maestri d’accoglienza”. Il volume, edito dalla casa editrice Tau, su iniziativa della Fondazione Migrantes, e scritto dai giornalisti Elena De Pasquale e Nino Arena, è stato presentato presso la chiesa di San Gerlando di Lampedusa. I giornalisti nel corso dei due viaggi nel cuore del Mediterraneo hanno raccolto le testimonianze, le riflessioni, i pensieri e gli sfoghi di lampedusani e linosani, capaci di reggere sulle proprie spalle il peso di un’emergenza che sin dalla notte del primo imponente sbarco, il 9 febbraio 2011, hanno affrontato in completa solitudine. I silenzi della politica, l’indifferenza dell’Europa, il fallimento di una diplomazia incapace di attivare opportuni strumenti di intervento, sono considerati dalle comunità delle Pelagie le ragioni principali dei momenti di tensione vissuti nei giorni degli incessanti sbarchi dei disperati. Prigionieri della loro “i-solitudine”, lampedusani e linosani hanno dato vita a un “macchina 18

della solidarietà”, che ha permesso di rompere il muro della diffidenza andando incontro a chi ha avuto bisogno di un pacco di biscotti, di una bottiglia di latte o anche solo di un sorriso. Ad intervenire, in occasione della presentazione del libro, sono stati il parroco Stefano Nastasi, mons. Bruno Schettino, arcivescovo di Capua e presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni della CEI, mons. Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e membro della Commissione Episcopale per le Migrazioni della CEI, mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, il diacono Santino Tornesi, direttore dell’Ufficio Regionale per le Migrazioni della CESi. “È nato tutto per caso attraverso una telefonata – ha detto don Stefano Nastasi – ma adesso siamo riusciti a concretizzare la nostra esperienza e il nostro incontro in questo libro che vuole cercare di raccontare ciò che è stato provato, allargando le prospettiva su un’Isola che ha tanti problemi ma che viene dimenticata, non solo nell’emergenza ma anche nell’ordinarietà”. “Conservate nel vostro cuore la speranza che avete saputo coltivare – ha affermato mons. Schettino, arcivescovo di Capua – perché ci saranno altri momenti in cui dovrete sostenere lo spirito. Quello che è successo negli scorsi mesi deve riuscire a fare riflettere tutti, deve servire da esempio. Troppo spesso nei momenti di concitazione non c’è il tempo di pensare a quello che è successo ma ora è questo che si deve fare”. “Probabilmente non tutti hanno

capito l’importanza dei gesti di accoglienza che avete compiuto – ha detto mons. Mogavero, ma è proprio su questi che dobbiamo interrogarci. Il Mediterraneo deve unire e non dividere. Riappropriamoci del nostro mare, perché appartiene prima a noi che ad altri”. “La produzione di un libro è sempre un ‘evento’ – ha dichiarato mons. Giancarlo Perego, presidente della Fondazione Migrante –, un segno e un gesto creativo. Un libro segna un momento storico, in termini di linguaggio, di temi e di protagonisti. Credo che il libro ‘Sullo stesso barcone’ abbia questa qualità di segno e di gesto creativo, che si inserisce dentro un tempo di 9 mesi che hanno fatto nascere una pagina nuova di storia di due isole, Lampedusa e Linosa, due città, due comunità ecclesiali”. anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011


libri

Scrittori di Sicilia Variegata e puntuale antologia di autori che operano nell’isola di Giovanna Gonzales

“A

ll’ombra della Croce” è la recente pubblicazione di Salvatore Di Marco, uno studioso della letteratura religiosa siciliana, una delle voci significative del mondo culturale palermitano, autore di saggi di critica letteraria, di versi in lingua italiana e in dialetto, scrittore noto in Italia e all’estero. Le numerose opere evidenziano sia la vastità di interessi sia il grande amore per la Sicilia come testimoniano – solo per citare qualche titolo – “La questione della Koiné e la poesia dialettale siciliana” (1955) e “Il versante dialettale. Saggi di letteratura siciliana” (2010). Nelle pagine di “All’ombra della Croce” domina la Sicilia, emergono figure di illustri siciliani – Enrico Fagone, Pietro Mignosi, Alessio Di Giovanni, Bernardino Giuliana, Ignazio Buttitta... – ma su tutti, “tra la solitudine e le vertiginose altezze dei monti”, sovrasta la “voce” di Cristo. La grandezza del suo inse-

anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011

gnamento, gli aspetti peculiari della sua figura contribuiscono a dare una “idea artistica della cristologia siciliana”. Di particolare interesse quindi le pagine dedicate a scrittori che hanno compiuto un diverso cammino spirituale, ma che sono accomunabili per la medesima visione di Cristo, scrittori che si sono posti delle domande alle quali talora hanno saputo dare una risposta talaltra, incerti, sono rimasti in ansiosa attesa... Ci soffermiamo su Enrico Fagone (Giosuè Sparito) che dopo avere fatto esperienza “delle spine pungenti e del gelo e del dubbio, del peccato e della morte” perviene “alla gloria del sorriso, della sognante gioia serena fino al trionfo del sole di Dio e della rosea speranza che mette ali alla Fede... oltre la materia fin sull’assoluta eternità del Paradiso di Dio”. Illuminato dalla fede compie il suo cammino scrivendo opere per le quali a ragione può essere definito poeta cristiano dalla sensibilità cristocentrica. Figura problematica è Pietro Mignosi che per il suo cristianesimo “difficile”, per la complessità del suo pensiero e delle sue opere non ebbe il successo che avrebbe meritato. In “Arte e rivelazione” scrive pagine che appaiono di grande attualità: “Qual è l’aspetto della crisi contemporanea? Che cosa manca al pensiero moderno? Evidentemente manca Cristo. Manca la solidarietà ordinata e convergente al Divino. Manca la coscienza morale come metodo religioso della vita”.

Salvatore Di Marco

Prosegue Di Marco ricordando uomini di cultura, credenti che hanno testimoniato e continuano a testimoniare il loro cristocentrismo, come Angelo Fiore che “va alla ricerca di Dio al di qua della Fede”. Come non citare Nino Barraco che parla con amore del suo paese “dove si ama, dove si soffre...dove si spera” e che sempre rivela nei suoi incisivi scritti la centralità di Cristo guida per la salvezza dell’uomo? La parte conclusiva è riservata alle voci poetiche della dialettalità siciliana per far conoscere la cristologia di liberazione nei versi di Alessio Di Giovanni, il “Cristu Surfataru” icona del dolore di Bernardino Giuliana e l’ansia di giustizia dell’anticlericale Ignazio Buttitta che pur scrisse “con accenti commossi di sincerità il sentire fraternamente la figura di Cristo (‘Ncumtravu u Signuri)”. Dalla lettura di queste pagine sembra scaturire un invito che ci ricorda l’esortazione scritta da Jean Sulivan in Joie,58: “ciascuno deve saper trasformare le proprie ferite in punti di inserimento per le ali”. 19


immigrazione

La testa pensante degli stranieri Gli immigrati sono cervelli interessanti e non ce ne accorgiamo di Paola Amicucci

I

dati dimostrano che i più poveri difficilmente possono permettersi di emigrare. Già nel 2009 INTERSOS ha diffuso un documento nel quale rilevava che meno del 2% dei migranti giunti in Italia provenivano da paesi di grave povertà, con un reddito pro capite annuo inferiore a 1.500 $. I paesi a maggiore emigrazione sono infatti quelli con un tale reddito intorno o superiore ai 5.000 $ annui. Salvo casi di persecuzioni o guerre, emigra chi può permetterselo, in termini economici, di istruzione, salute, capacità di iniziativa, intraprendenza. I paesi di origine delle comunità più numerose in Italia sono: Romania 968.576,

20

Albania 482.627, Marocco 452.424, Cina 209.934, Ucraina 200.730, Filippine 134.154, Moldova 130.948, India 121.036, Polonia 109.018, Tunisia 106.291, Perù 98.603, Equador 91.625 (Dossier statistico immigrazione, 2011). Pur trattandosi di paesi con difficoltà, non sono certo quelli più poveri. Questi dati contengono anche un fenomeno poco considerato nel dibattito italiano sull’immigrazione. Quello del brain drain, della perdita dei migliori cervelli che emigrano, con conseguente danno per i propri paesi, ma al tempo stesso della possibilità, in non pochi casi, di trasformalo in brain gain, in oppor-

tunità. La nuova edizione del Dossier statistico immigrazione, presentato a Roma il 27 ottobre, propone in merito una riflessione di INTERSOS che può essere così sintetizzata. Ogni anno decine di migliaia di immigrati qualificati entrano in Italia per poi dedicarsi a mansioni ben lontane dal loro profilo educativo e professionale. Laureati in fisica fanno i portieri, specialisti in materie tecniche sono impiegati come badanti… Si tratta di competenze che vanno ad alimentare quel fenomeno noto come brain waste, spreco di cervelli, molto diffuso nel nostro paese. Eppure è possibile e utile invertire questa tendenza, specie in

anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011


teatro periodi come questo, in cui diventa indispensabile concepire nuove forme di cooperazione con i paesi terzi, a vantaggio reciproco. Sarebbe necessario un cambiamento culturale, basato innanzitutto sulla conoscenza della realtà dell’immigrazione, delle sue potenzialità e delle opportunità che può offrire in molti casi la brain circulation, la possibilità cioè di poter valorizzare le competenze dei migranti sia in Italia che nei paesi di origine. Tra le persone che emigrano coloro che hanno ricevuto un’educazione secondaria o universitaria sono in proporzione elevata rispetto alla media della popolazione: 31.4% degli emigrati africani, contro una media nei paesi di origine del 3.6%; 47,2% degli emigrati asiatici, contro il 6%; 21% dei latino americani, contro l’11.8% (F. Docquier e A. Marfouk, 2006). Secondo i dati riportati dallo European Migration Network (2010) il 54,1% degli stranieri è in possesso di diploma o laurea, ma circa i tre quarti (73,4%) svolgono una professione operaia o non qualificata. La conoscenza di questa presenza è in Italia quasi nulla, rafforzando così l’immaginario collettivo da “barconi di disperati” che non trova riscontro nella realtà, se non per quella specifica parte, molto mediatizzata ma anche molto limitata. La valorizzazione di queste competenze, sia in Italia che nei paesi di provenienza sarebbe oggi la via da seguire, attraverso forme sempre più diffuse di brain circulation, di possibilità cioè di lavorare, con regolare riconoscimento, sia qui da noi che nei propri paesi. Sarebbe utile che anche il Governo comprenda che la brain circulation può essere, anche se in modo limitato, una straordinaria opportunità per il nostro paese, le sue realtà territoriali e le sue relazioni internazionali. anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011

La nuova stagione del teatro Lelio I

di Franco Verruso

l sipario del Teatro Lelio, si riapre domenica 13 novembre e, in occasione dell’anniversario della prima rappresentazione di “Cavalleria Rusticana”, rende omaggio a Giovanni Verga, autore dell’opera, fra canto, gesto e parola. Musiche originali di Pietro Mascagni, regia affidata a Gianni Salvo. “Sorelle D’Italia”, è lo spettacolo che la Compagnia Istarion presenta, domenica 4 dicembre, in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia; donne ed eroine del Risorgimento italiano che con passione e coraggio hanno combattuto per la libertà. In scena le attrici Valentina Tosi, Chiara Goldoni, Rita Mosca e Stefania Monti. La Compagnia Stabile del Teatro Lelio presenta, il 18/12, “Anna Frank”, uno spettacolo basato sul diario dell’infelice giovane deportata nel campo di concentramento; la regia è affidata a Giuditta Lelio. Il complesso de I Kaiorda con Elisa Taormina, voce recitante, propone “Fimmini”, il 15 gennaio 2012. A ricreare il caloroso “sound” degli anni ‘40 e ‘50, ci pensa la band “Jumpin’up”, il 5 febbraio. Per il 26/02, ancora una produzione della Compagnia del Teatro di Via Antonio Furitano n. 5: “La Sirenetta” di H. C. Andersen, riveduta e diretta da Giuditta Lelio. “Mistero Buffo”, straordinario impasto comico-drammatico, considerato un classico del ‘900, scritto e più volte interpretato da Dario Fo, è proposto dall’attore Mario Pirovano, l’11 marzo. Orso Maria Guerrini e Cristiana Sebastianelli, sono gli interpreti, il 15 aprile, de “L’uomo del

destino”, di Yasmina Reza, tradotto da Catherine Spaak per la regia di Maurizio Panici. Ultimo spettacolo in cartellone, previsto per il 6 maggio, “Gran Galà dell’Operetta”, con Silvia Felisetti e Claudio Corradi che, accompagnati dal pianista Roberto Barrali, eseguono alcune arie e duetti di celebri operette.

Giuditta Lelio

Orso Maria Guerrini

21


legalità

RADIAZIONE DALL’ALBO DEI MEDICI CONDANNATI IN VIA DEFINITIVA Lettera aperta al consiglio dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri di Palermo

I mezzi di informazione hanno dato notizia che il Tribunale di Palermo ha concesso gli arresti domiciliari al radiologo Aldo Carcione, condannato, con sentenza definitiva, a 4 anni e sei mesi, per rivelazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo al sistema informatico della procura. Tuttavia, il radiologo risulta tuttora iscritto all’albo dei Medici della Provincia di Palermo. Inoltre, risulta ancora iscritto all’albo dei Medici della Provincia di Palermo l’ex dirigente medico del distretto di Bagheria, Lorenzo Iannì, condannato, con sentenza definitiva, a 4 anni e mezzo, per il ruolo avuto nel pagamento delle prestazioni sanitarie alla clinica Santa Teresa a tariffe esagerate. È ben noto che il decreto del

22

Presidente della Repubblica 5 aprile 1950, n°221, di approvazione del Regolamento per le professioni sanitarie, prevede, all’art.42, che: “La condanna per uno dei reati previsti dal Codice penale negli articoli 446 (commercio clandestino o fraudolento di sostanze stupefacenti), 548 (istigazione all’aborto), 550 (atti abortivi su donna ritenuta incinta) e per ogni altro delitto non colposo, per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore nel minimo a due anni o nel massimo a cinque anni, importa di diritto la radiazione dall’albo”. Lo stesso articolo stabilisce che la radiazione è dichiarata dal Consiglio. Pertanto, si chiede al Consiglio dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri della Provincia di Palermo quali provvedimenti abbia adottato nei confronti dei due medici condannati a 4 anni e sei mesi, con sentenze passate in giudicato, in applicazione della normativa per le professioni sanitarie, che impone di dichiarare la radiazione dall’albo, a tutela del corretto esercizio dell’attività da parte di tutti gli iscritti.

in breve Organizzato dall’associazione SiciliAntica si è tenuta il 3 novembre presso la sede I.S.S.P.E. a Piazza Castelnuovo n. 4 a Palermo, una conferenza dal titolo “Centuripe e le sue zone archeologiche”. Relatore è stato Giacomo Biondi, archeologo del C.N.R.. La presentazione è stata a cura di Alfonso Lo Cascio, della presidenza regionale di SiciliAntica. Centuripe, città fondata dai siculi, fiorente nell’età ellenistica, amica e complice della grande Roma imperiale, depredata dai saraceni, rasa al suolo da Federico II ed ancor distrutta dagli angioini, fu riedificata nel 1548 dai Moncada. Definita da Garibaldi “Balcone di Sicilia” per via dei panorami mozzafiato che si possono ammirare dall’alto. Il museo archeologico regionale custodisce nei suoi quattro piani d’esposizione, le testimonianze di quella che fu la città sicula, fino alla grande Kentoripa imperiale e repubblicana.

anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011


BAR

TOURING

arancina

bomba

BAR - PASTICCERIA - GELATERIA - ROSTICCERIA GASTRONOMIA A Mondello in via Regina Elena - Tel. 091.6843026 - 091.7524607 A Palermo in via A. De Gasperi, 237 (ang. P.zza Europa) - Tel. 091.517682 Via Lincoln, 15 - Tel. 091.6167242 Palermo Via Roma, 252/254 (accanto al Biondo) - www.bartouring.it

(Ang. Via Marchese Ugo) Fabio Velardi Edicole Viale Regione Siciliana Damiani M.Rita Pipi Alberto Via Terrasanta, 5 (Angolo Via Perpignano) C.so Calatafimi, 327 Giò Libri Dario Badalamenti Attività commerciali di Giuseppe Mercurio Via G.F. Ingrassia Articoli e oggetti sacri Via Duca della Verdura Bruno Maurizio Rosa Maria Cerniglia E. Calò Via Lincoln, 124 Villabate Marco Mercurio Cori David e Carmen Richichi Associazione Esperanza Via F. Laurana Calata S. Erasmo Via Magione, 44 Edicola Lino Capizzi Orefice Nino Scrima Via Don Orione Piazza G. Cesare Via Magione Rosetta Abatangelo Vincenzo Di Bella Gazebo CNTN Via Marchese di Villabianca, 111 Via Roma Piazza Marina Libreria Mercurio (Accanto posta centrale) Libreria Paoline Via M. di Roccaforte, 62 Giovanni Serra C.so Vittorio Emanuele, 456 Ciulla e Cannella Via Cavour Pasticceria Amalia Rimedio Bar Via Cirrincione Catalano Francesca Via P.pe di Palagonia, 2/F giornali Rivendita Via E. Amari Libreria Articoli Sacri Claudia Amica Siddiolo Giampiero LDC, di Lombardo Piazza dell’Esedra Via Roma Via A. Siciliana, 16/D Lidia Monsignore (Ang. C.so Vittorio Emanuele) Erg area servizi carburanti Via E. Restivo, 107 Ferrara Angelo Via M. Marini, 435 Da Silvio Via Ruggero Settimo New Generation Marineo (Pa) Edicola Mercurio Via Lincoln, 125 Francesco Luigi Cuccia di Antonia Siddiolo Via F. Laurana, 79 L’edicola di A. Cappello Sedi Istituzionali 90143 Palermo Via Vaglica (Piazzale Ungheria) Facoltà Teologica Edicola Resuttana dal 1920 Testagrossa Corso V. Emanuele, 463 Via Resuttana, 243 Via P. Calvi (Loredana Ferraro) Pirrone Antonino D’Amico Domenico e Biblioteca d’Arte Galleria Piazza Verdi Via Dante, 78 Studio 71 F.M. Scorsone Mario Cassano Giovanni Cricchio Via Fuxa, 9 Via De Gasperi 237 Via Notarbartolo

anno XII • n. 5 • 13 novembre 2011

Chiese

Basilica SS. Trinità alla Magione Via Magione S. Giovanni dei Napoletani Corso Vittorio Emanuele Santa Caterina da Siena Via Garibaldi S. Cristoforo Via S. Cristoforo (Via Roma di fronte la Standa) SS. Crocifisso Via Ciaculli Maria SS. di Lourdes Via Ponticello Borgo della pace Baucina (Pa)

Privati

Lidia Castellana C. Vittorio Emanuele, 547 Villabate Micale – Badalamenti Via M. Cipolla, 106 Salvo Di Lorenzo Via Fiduccia, 11 (Villabate) Caterina Gaglio Largo Hilton - Villabate

Ospedali

Ospedale Cervello (interno bar) Buccheri La Ferla (interno bar) Clinica La Maddalena (interno bar)

23


CNTN_n_5_anno_XII[1]  

pErsonaggi Direzione Redazione Amministrazione Come spiegare la politica italiana L’Evangeliario ambrosiano La testa pensante degli stranier...

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you