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SOMMARI O

N. 28

ANNO X Registrazione Tribunale di Palermo N. 17 / 2000

DIRETTORE EDITORIALE GIACOMO RIBAUDO DIRETTORE RESPONSABILE: SERENA TERMINI

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EDITORIALE

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A TU PER TU

P. Turturro, F. Verruso.

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ATTUALITÀ

IMMAGINI A CURA DI

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CRONACA

REDAZIONE: G. Gonzales, F. Sortino, E. Ghezzi,

Associazione “Tempo prezioso” di Serena Termini

Mille motivi per morire di Giacomo Ribaudo

F. Giorgianni, V. Scuderi,

di Giovanni Bonanno

Serata pastorale alla Magione di Antonio Arnone

GIOVANNA GONZALES

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SCUOLA

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STORIA

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CULTURA

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VITA SOCIALE

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LAVORO

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LIBRI

20

SPAZIO DI FEDE

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TELEVISIONE

www.copygraphic.it

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PIANETA LAVORO

L’attività e la collaborazione a qualsiasi

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Questo numero è stato chiuso

La bellezza disumana di Palermo

I bulli a scuola: qualcuno è responsabile di Antonino Tata

il 15 marzo 2010 alle ore 13.00 DIREZIONE REDAZIONE AMMINISTRAZIONE

Via Magione, 44 - Palermo Tel. 091.6177936 - 334.9647256 Fax 091.6175215 regina.coelorum@virgilio.it www.cntn.it www.teleregina.it IMPAGINAZIONE

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e-mail: copygraphicsnc@libero.it e-mail: info@copygraphic.it

150° anniversario unità d’Italia di Claudio Paterna

Quale scusa all’esistenza di Chiara Fahimeh Bonanno

Il veliero della solidarietà di Benito Bonsignore

Giovani e lavoro di S. T.

Contro tutte le magie di Francesco Virga

Il padre del cuore di misericordia di Paolo Turturro

Teleregina e CNTN sbarcano su internet

NOTIZIE

titolo sono fornite gratuitamente Un settimanale “nuovo” per la tua formazione religiosa e culturale Abbonamento sostenitore euro 50 Abbonamento fuori Palermo euro 60: Europa euro 80 Paesi Extracomunitari euro 90 c/cp n. 12372983 intestato ad Associazione CNTN oppure Monte dei Paschi di Siena Filiale di Villabate IBAN IT 78L01030 43730 000000002944 Per informazioni chiama la redazione: 091 6175215 - 091 6177936


MILLE MOTIVI PER MORIRE

a tu per tu

di Giacomo Ribaudo

Padre Ellecuria

a fatto il giro del mondo, alcuni giorni or sono, la notizia dei 500 cristiani massacrati in Nigeria. Meno nota è rimasta la vicenda di 400 islamici massacrati nel Gennaio scorso in un’altra regione. Il direttore della sala stampa vaticana, p. Federico

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Rosario Livatino

Lombardi, ha percepito il bisogno di sottolineare il fatto che si ha a che fare, in questo caso, di lotte dovute a motivazioni di carattere etnico sociale e politico. La Nigeria infatti si trova in una situazione sociopolitica analoga a quella del Sudan, dove il Nord è abitato da una popolazione a maggioranza islamica, mentre al Sud abitano prevalentemente cristiani di diverse denominazioni, fra cui quella cattolica. I fatti del Sudan e della Nigeria sono da catalogare nell’ordine delle lotte tribali che, alcuni anni fa, hanno insanguinato l’Africa del Centro Sud Est, quando le etnie Hutu e Tutsi hanno arrossato i fiumi con il sangue di centinaia di migliaia di innocenti, in modo particolare nel Burundi e nel Rwanda. La precisazione della sala stampa vaticana, cui noi di CNTN ci allineiamo perfettamente, non

è attribuibile, lo si comprende bene alla irrilevanza - insignificanza della morte dovuta a motivazioni non strettamente religiose; ma alla preoccupazione, tutt’altro che infondata, che tali stragi possano essere causa di spargimento di odi e avversioni nei confronti – e il discorso vale sia per i cristiani che per gli islamici – di coloro che non appartengono alla propria religione. Il filo comune che cuce insieme gli assassini che vengono perpetrati in ogni Paese del pianeta, dall’India all’Africa, dalla Turchia all’America centromeridionale, non è l’odio religioso, comunque lo si voglia spiegare o interpretare, quanto l’intolleranza del diverso in quanto diverso e la malvagia quanto insipiente pretesa di far prevalere la razza o l’aggregazione con cui ci si identifica con la violenza e con l’eliminazione di chi, pur non essendo avverso, è tuttavia diverso. Espressione massima e paradossale di tale atteggiamento è evidentemente il terrorismo. Se poi i capi dei movimenti terroristici riescono a plagiare degli uomini pronti a morire come kamikaze, incubandoli con l’ideologia della nobile causa e spargendovi sopra parmigiani di motivazioni pseudoreligiose è un altro discorso. Non capitava nel passato anche a noi cristiani, anche in Europa anche in Italia, di appiccicare croci e motivazioni religiose in partiti azioni e movimenti che avevano obiettivi di carattere politico ed economico? E non capita ancora di incon-

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notizie Il GRIS (Gruppo di Ricerca ed Informazione Socio Religiosa) ricorda agli interessati che venerdì 26 Marzo 2010, alle ore 16,00, presso il Salone Lavitrano, Palazzo Arcivescovile, Corso Vittorio Emanuele, 461, Palermo, (ingresso via M. Bonello,2), nell’ambito del VI Corso di formazione sui nuovi movimenti religiosi e le sette, si terrà l’incontro sul tema: “N M R (Nuovi Movimenti religiosi) Orientali”. Relatore: Salvatore Terranova- Segretario diocesano del GRIS-Palermo. Per informazioni: cell. 333.3045440 *

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Domenica 14 Marzo, presso la Casa Soggiorno “Poggio Maria”

Cefalù, si è svolto l’incontro della “Giornata di spiritualità” sul tema: “Hanno sete i nostri giovani” Relatore: mons. Calogero Peri-Provinciale dei padri cappuccini. Facoltà Teologica di Sicilia. *

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Il “Gruppo Scout Villabate 1° Lecce Beppe” compie quarant’anni. Per l’occasione, a Villabate, si sono svolte, nella chiesa S. Giuseppe le seguenti manifestazioni: Domenica 7 Marzo 2010, ore 10,00, Caccia al tesoro: La storia dello scoutismo a Villabate. Mercoledì 10 Marzo 2010, ore 21,00 veglia di preghiera. Venerdì 12 Marzo, ore 18,30 tavola rotonda sul tema “L’arte di

educare”. Domenica 14 Marzo 2010, ore 9,30 quadrato di apertura. Issa bandiera. Mostra fotografica della storia dell scoutismo a Villabate. Mostra costruzioni Campo Scout. ore 11,00 S. Messa e rinnovo della promessa Scout di tutti gli ex scout del paese. Ore 15,30 cerchio espressione scout. *

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Domenica 21 Marzo 2010, alle ore 19,30, presso la chiesa S. Giuseppe dei Teatini, si svolgerà la Celebrazione interculturale organizzata dall’Arcidiocesi di Palermo e dall’Ufficio per la pastorale delle migrazioni.

CHI DESIDERA ABBONARSI PUÒ TELEFONARE ALLO 091.617.79.36 O PUÒ CONTATTARE ANNA BASILE 328.4767020 O LOREDANA FERRARO 339.8294260

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trare cristiani apparentemente ferventi che non hanno capito che il cristianesimo non c’entra né con la destra né con la sinistra né con i “Casini” dell’UDC né con la Lega di Bossi, anche se “Famiglia Cristiana” recentemente ci ha presentato una serie di casi di preti, quasi tutti in tonaca nera, di convinzione seriamente leghista? Diverso è il caso dei martiri, di cui è stracolmo il 1900 e che non accenna a diminuire nel Terzo millennio. Non si tratta di una tipologia univoca. Il martire cristiano è tale se a morire è un vescovo - pensiamo a Romero e a Gerardi -, un prete – pensiamo a Puglisi a G. Diana a Spoto a Santoro a Ellecuria –, una suora – come dimenticare suor Laura suor Dorothy e tante altre? – o dei laici, come Rosario Livatino della Sicilia e la dolcissima Annalena della Somalia? Perché tanti martiri? Il Vangelo di S. Giovanni parla chiaro: “La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce

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perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male odia la luce e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio” (3, 19-21). È assai significativo che la maggior parte dei martiri di oggi, in Africa in America Latina come nel Sud Italia, abbiano attinenza, per quanto a volte indiretta, con il Vangelo che annuncia la giustizia e la promozione dell’uomo e avversa tutto ciò che è contro l’uomo e i suoi fondamentali diritti. Si tratta di un grande ed eloquentissimo Segno dei tempi, la profezia dei nostri giorni. Urge che la Chiesa, e tutti gli onesti di buona volontà, oggi profondano in questa direzione le loro energie. Mi piace concludere con le parole che i Vescovi scrivono, a proposito di p. Pino Puglisi nell’ultimo documento sul Mezzogiorno: “Il suo impegno sociale

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non può essere separato dalla fede cristiana che lo animò e lo sostenne, non solo in mezzo a tante difficoltà, ma persino di fronte alla morte violenta presentita e accettata”. P. Pino Puglisi è stato ucciso più di una volta, dopo la sera del 15 Settembre 1993 a piazza Anita Garibaldi in Palermo: da chi lo ha visto troppo sbilanciato sul fronte sociale soprattutto antimafioso; e da coloro – e sono i più – che lo hanno visto come l’uomo esclusivamente impegnato ad annunciare il Vangelo inteso come fatto di Chiesa, avulso dai suoi irrinunciabili risvolti sociali. Sono ancora troppi infatti coloro, anche tra cristiani, che non si vogliono rendere conto che l’amore di Dio e l’amore del prossimo, da Cristo in poi, non sono separabili e la carità va vissuta con tutte e quattordici le opere di misericordia e non solamente con la prima – del resto, anche quella, ancora tutta da scoprire e da applicare per i cristiani di oggi in tutte le sue dimensioni…


editoriale

ASSOCIAZIONE “TEMPO PREZIOSO” “A Palermo sempre più forte il bisogno di donare” di Serena Termini

“Persistenza” di Salvator Dalì

associazione di volontariato “Tempo prezioso” è nata a Palermo il 26 febbraio del 2009 grazie a Enzo Molinelli. Oggi gli associati sono 120 e hanno dai 17 anni agli 83 anni. Il 60% sono pensionati, due su tre sono donne, ma ci sono anche giovani impiegati e studenti delle scuole superiori. Tra gli associati ci sono un non vedente e una decina di persone con problemi di salute che offrono il loro servizio di intrattenimento telefonico. “L’attività – dice Enzo Molinelli – consiste nella triplice azione del dare, ricevere, ricambiare. Ci sono molte persone che hanno tempo a disposizione e non sanno come utilizzarlo, o che al contrario sono desiderose di impiegarlo in qualche modo e cercano i canali giusti per farlo. Il bisogno di mettersi in relazione con qualcuno a cui potere donare parte del nostro tempo è sempre più sentito e forte a Palermo. A iscriversi sono anche coloro che fanno parte di altre associazioni”. L’esigenza di creare a Palermo una banca del tempo, l’unica a Palermo affiliata a quella nazionale non nasce per caso.“Per tanti anni ho fatto parte come volontario di un centro di ascolto telefonico che mi ha permesso di conoscere alcuni disagi vissuti dalle persone, come la solitudine – sottolinea Molinelli -. Così ho pensato che forse sarebbe stato opportuno realizzare a Paler-

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mo una realtà di scambio di servizi tra le persone”. Ad ogni iscritto vengono dati un tesserino e un “libretto” degli assegni tempo. Dal momento in cui la persona ha offerto il suo tempo scatta il debito/credito con la banca. Tra gli associati emergono le esigenze più varie: c’è chi vuole una consulenza automobilistica perché ha avuto un incidente stradale, ma c’è chi desidera, ancora più semplicemente, una persona con cui scambiare qualche parola. I bisogni e le necessità sono tante ma, fra tutte, si cerca principalmente di rispondere alla solitudine, tipica di chi vive da solo in una grande città. Tra i servizi che vengono messi a disposizione ci sono ore gratuite di lezioni di lingua italiana e straniera, lezioni di cucina, riparazioni di elettrodomestici, consulenze automobilistiche, organizzazioni di feste per bambini, lezioni di lavori a maglia, taglio e cucito, servizio di babysitter, dog/cat sitter. Tra le richieste prevale il bisogno di essere accompagnati con la macchina in alcuni centri per esami medici o uffici pubblici ma, su tutti, prevale sempre il bisogno di avere una compagnia, soprattutto per molte persone anziane. “Oggi dobbiamo sforzarci di creare i canali per socializzare e valorizzare la relazione in una società complessa come la nostra – continua Molinelli -. Tra le difficoltà con cui fare i conti vi è la diffidenza e la mancanza di fiducia nel prossimo. Proprio per questo l’associazione si mette a disposizione per superare questo tipo di ostacoli mentali e favorire occasioni di incontro e conoscenza reciproca fra gli iscritti”. L’associazione, per il futuro, oltre allo scambio del tempo pensa di attivarsi anche per uno scambio materiale di oggetti. Inoltre si propone pure di coinvolgere anche i ragazzi universitari e gli immigrati presenti nel nostro territorio. La sede fiscale dell’associazione, fino allo scorso anno, era in alcuni locali della parrocchia dei ss. Pietro e Paolo, adesso gli incontri avvengono in vari ambienti messi a disposizione dalle chiese della città. Il prossimo 22 aprile la banca del tempo festeggerà un anno dalla sua nascita con uno spettacolo teatrale che si svolgerà al teatro Savio di Palermo. Per l’occasione ad esibirsi, tutti a titolo gratuito, saranno alcuni artisti locali della città. Sarà presente anche il giornalista, storico dell’arte siciliana, Gaetano Basile.

SI RINGRAZIA:

Per il rinnovo dell’abbonamento:

padre Pietro Scaduto ANNO X - n. 28 • 21 Marzo 2010

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attualità

LA BELLEZZA DISUMANA DI PALERMO di Giovanni Bonanno

Affascina da secoli i viaggiatori europei e ora i turisti americani e giapponesi. Dietro le quinte barocche e moderne la città nasconde le sue vergogne. L’abita un popolo di miserabili, di barboni e disperati, che la politica, ipocritamente corretta, ignora, mentre se ne interessa la mafia.

no pagine sublimi come Goethe, Houel, Maupassant, folgorati dall’architettura, dall’arte e dalla natura. Wagner vi risiede per comporre il Falstaff. Zar, re e principi la scelgono per soggiorni indimenticabili, lasciandosi abbagliare dall’oro della Cappella Palatina, dal barocco delle chiese, dalla luce meridiana, dai giardini fragranti di zagara. Ancora oggi, dopo le ferite di guerre e terremoti, continua a stupire i visitatori – intellettuali o turisti – per l’immaginazione urbanistica, che coniuga labirinti medievali e planimetrie moderne, palazzi svettanti, piazze e fontane, slarghi scenografici, incroci viari che disegnano il centro storico attorno al Teatro del Sole. Metropoli, ieri di Federico II e di vicerè, oggi metropoli non più di monarchi, bensì di un dominio democratico, dimentico della democrazia e del cammino, difficile, di generazioni e generazioni verso un ideale di compartecipazione civile del governo. In questa stagione è città in crisi Palermo, pur nel fascino della bellezza ereditata. Dietro paludamenti di quinte prin-

ittà carica di storia e bellezza è Palermo. Stratificata di culture, etnie e civiltà. Da tre millenni. L’hanno abitata siculi, fenici, romani, bizantini, arabi, normanni. Quindi francesi e spagnoli, nel divenire dei secoli, deponendo in essa germi, sempre nuovi, di intelligenza e capolavori di creatività che ne determinano, attualmente, il volto. Una città soprattutto arabo-normanna e barocca. Rigorosa nella geometria e dinamicamente fantastica. Stupisce i viaggiatori europei del settecento e dell’ottocento, che scrivo-

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cipesche e di trionfi sacrali, del potere amministrativo e della burocrazia sussiegosa, di perbenismi borghesi e di parvenus arricchiti con sacco edilizio, contrabbando e droga, si nasconde – ma non troppo – la realtà del capoluogo della Sicilia. Basta entrare, di là dalle cortine del Cassaro e di Maqueda, dentro i quattro mandamenti, per scoprire cortili assemblati attorno a miserabili, a uomini e donne segnati da indigenza economica e morale. Sconcertante la povertà e l’abbandono. Più sconcertante la miseria che è rassegnazione a una lenta agonia, a un vivere di stenti e a morire disperati, a cui la mafia tende mani e lacci. Di questa miseria rimase stupita Madre Teresa di Calcutta visitando Palermo. Non fu turbata dalla povertà, ma dal degrado di gente condannata ad abbrutirsi da politici, ad un tempo rapaci e sciacalli, ipocritamente devoti. A Calcutta, evidenziò l’indimenticabile Madre dei poveri, c’è povertà; a Palermo c’è miseria. La stessa di cui scriveva Victor Hugo, a metà ottocento, rac-


attualità

contando ne I Miserabili la Parigi dei bassifondi. Ancora oggi sono molte le sacche di avvilimento e violenza – oltre piazza Pretoria, via Strasburgo, viale Libertà. Vi abitano, promiscui, marocchini e palermitani, albanesi, somali, indiani, kossovari, sudanesi, ucraini, nigeriani strattonati dalla fame. Sono tuguri le abitazioni, maleodoranti. Si tratta spesso di camere fatiscenti in palazzi dichiarati inagibili, che offrono riparo fin tanto che il crollo non ne determina la fine. Popolo di disperati senza identità e senza documenti. Nessuno ne certifica l’esistenza. Sans papier li direbbero i francesi. Irregolari della vita e della società, che traversano, silenziosi, le strade, piegati e piagati, trascinando dentro carriole cartoni, stracci, casseruole, resti rancidi, disturbando, senza saperlo, il decoro cittadino, il bon ton delle signore, il politicamente corretto dei colletti bianchi. Ma di corretto, sotto il profilo politico, c’è poco in città, se tanta gente – barboni, tossicodipendenti, vagabondi, alcolizzati – escono dalle tane in cerca, fra cassonetti di immondizie, di un qualcosa per sfamarsi, di una coperta, di un paio di scarpe. Sono molte centinaia i clochards, vestiti di stracci, funereamente muti, che vorrebbero nascondersi allo sguardo, per cui preferiscono uscire a sera, per rovistare e sfamarsi. Invisibili vorrebbero essere anche quando stendono la mano provando vergogna. Abitan-

ti della notte, fuggiti da paesi in guerra, da dittature e persecuzioni o semplicemente ex carcerati e senza dimora, fuggiaschi dall’inferno delle case o dal nulla che li divora. Tanti sono siciliani, contrassegnati da una religiosità dolente, altri ortodossi, indù, atei, musulmani provenienti dall’Africa, dai paesi slavi, dall’Asia, dal Medioriente. Chiedono, senza parole, aiuto: una qualunque ragione per sperare in una vita in qualche modo degna, che non sia solo disprezzo e solitudine. In questa Palermo che ammalia tedeschi, americani e giapponesi per cultura, bellezza, ricchezza e arte – nonostante la diceria veritiera della mafia – vive questo popolo di miserabili, rinchiusi nei ghetti. Agglomerato umano, mucchio di corpi gementi, corrosi dal nulla, che si ritrova ai margini delle relazioni sociali. Una città che non vuole vedere, chiude gli occhi, fa finta di essere normale. Violentata e insanguinata quotidianamente, recita l’ebbrezza della modernità nello shopping di via Ruggero Settimo, nella passeggiata del boulevard Libertà, nella esaltazione operistica del Teatro Massimo, nel dramma letterario dello Stabile Biondo, nella movida notturna dei pub. Di là da momenti di indignazione, Palermo non ama la verità perché rassegnata, o forse opportunista o peggio ignava. Convive con la prepotenza di burocrati, scippatori, amministratori, malandrini, e politicanti. Subisce la mafia che custodisce e nasconde, da cui è condizionata ad essere servile. Mafia che è ovunque e da nessuna parte. Di cui nessuno, sembra, sia parte, mentre tutti ne sono, direttamente o indirettamente, partecipi. Bellissima e terribile Palermo. Tramata di inestricabili grovigli: estorsioni, truffe, usure, ricatti, ritorsioni, favoritismi, corruzioni, riciclaggi, minacce, maltrattamenti, uccisioni. A questi delitti si aggiunge ora disprezzo per i disoccupati e i disperati, razzismo per gli immigrati. Per il sottoproletariato dei miserabili, agonizzanti fra i tuguri dei quattro mandamenti, non c’è spazio. Non basta l’architettura immaginifica, l’avvolgente luce meridiana, l’oro dei mosaici lo splendore di ville e fontane a far bella la città, se questa non decide di essere umana, di possedere una coscienza, di costituire comunità civile.

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cronaca

SERATA PASTORALE ALLA MAGIONE Visita alla Comunità del vicario del territorio p. Roberto Zambolin di Antonio Arnone

P. Roberto Zambolin

isita pastorale, la sera dello scorso 2 Marzo, presso la Comunità della Magione, da parte di padre Roberto Zambolin vicario del territorio (2° vicariato di Palermo) di cui fa parte la parrocchia della “SS. Trinità” Una visita gradita da p. Giacomo Ribaudo che ha presentato la struttura organizzativa della parrocchia e ad uno ad uno tutti i gruppi che vi operano con i responsabi-

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li, ben quindici gruppi di cui fanno parte oltre 350 componenti. P. Zambolin ha aperto il suo intervento facendo conoscere, con grande cordialità, la sua storia di vita personale e vocazionale, per poi proseguire nel ricordare quelli che sono stati i suoi servizi nella Chiesa in varie forme, sia nel periodo romano, che in varie tappe a Palermo, da accompagnatore dei seminaristi, da religioso missionario del Sacro

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Cuore e attualmente da parroco della chiesa di S. Teresa; in tutto 17 anni di servizi locali. Particolarmente toccante è stato il ricordo della sua collaborazione, dal 1984 al 1994, con padre Pino Puglisi per l’intenso lavoro nel gruppo diocesano per le vocazioni che lo ha arricchito sia come uomo che come sacerdote. È stata poi illustrata la figura del vicario di un territorio: colui che in rappresentanza del vescovo ha il compito di coordinare le parrocchie del suo vicariato, in questo caso circa trenta, con il compito principale di realizzare la comunione all’interno della Chiesa dove i fedeli tutti rappresentano “l’icona della Trinità dell’amore di Dio”. Si è poi passati alla lettura della lettera pastorale, di recente pubblicata dall’Arcivescovo, dove è espressa la necessità di una “Chiesa che evangelizzi arrivando a tutte le famiglie, facendo un lavoro formativo per i giovani e attenzionando il territorio sia nelle risorse che nei problemi”. Tutto ciò tenendo sempre al centro “la dignità e la persona umana”. È stato messo in evidenza che questa lettera traccia le linee per la


cronaca formazione dei credenti: se cristiani si è non si deve però dimenticare la necessità della crescita permanente con catechesi continue, cioè con una catechesi permanente. Terminata l’esposizione della lettera pastorale si sono infine ricordati gli elementi essenziali che la Chiesa evangelizzante, ma già evangelizzata (dove cioè l’evangelizzazione deve essere promossa da chi evangelizzato è già stato), con il vivere l’appartenenza dei fedeli alla Chiesa come una sposa (in questo caso l’assemblea) vive il rapporto con Cristo sposo ove tutti sono chiamati a diventare “sposo” del Signore, con il realizzare una Chiesa sia di accoglienza che di annunciazione del Vangelo, con una Chiesa che dia importanza all’ascolto, particolarmente per i giovani, e dia importanza al territorio dove la coscienza va formata per quelle che sono le necessità e i disagi sociali, plasmata in ognuno come discepolo di Cristo attraverso la cultura della speranza, pur nello scontrarsi con tutte le problematiche negative dei quartieri dove la Chiesa opera. Come diceva padre Puglisi: “se qualcuno fa qualcosa però tutto può cambiare”. A conclusione della visita pastorale sono state poste dai presenti alcune domande a p. Zambolin. Le domande sono state particolarmente incentrate sul tema dell’evangelizzazione operata dai laici in un territorio locale non facile, molte volte chiuso in sé. Più propenso a pensare alla materialità (da qui le culture mafiose e di criminalità) che non verso una ricerca del trascendente e dello spirituale.

BAR

in breve Nicola Calabria attualmente Presidente Regionale dell’Associazione Consumatori Siciliani, su parere favorevole di Sua Eminenza Cardinale Attilio Nicora, Presidente APSA (Amministrazione Patrimonio Santa Sede), è stato ammesso a far parte della Fondazione Pontificia Centesimus Annus dedicata alla promozione della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica. La Fondazione Pontificia che prende il nome dall’enciclica di Giovanni Paolo II “Centesimus Annus” promuove, fra persone qualificate per il loro impegno imprenditoriale e professionale nella società, la conoscenza della dottrina sociale cristiana e l’informazione circa l’attività della Santa Sede; favorisce iniziative per sviluppare la presenza e l’opera della Chiesa Cattolica nei vari ambiti della società. *

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Pellegrinaggio in Terra Santa dal 24 al 31 Agosto con guida spirituale p. Giacomo Ribaudo. Si visiteranno: Tel Aviv, Nazareth, Monte Tabor, Lago di Galilea - Giordano, Qumran, Gerusalemme, Betlemme-Ein Karem, monte degli ulivi-monte Sion. Per informazioni: Rosario Circo 380560949. Segreteria Magione 091/6170596

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I BULLI A SCUOLA: QUALCUNO È RESPONSABILE

scuola

di Antonino Tata

Dopo il ripetersi di gravi episodi il tribunale di Milano richiama all’attenzione l’importanza del ruolo dei genitori nell’educazione dei figli e la necessità di un rapporto costruttivo tra scuola e famiglia. L’inadempienza di padri e madri facilita l’assenteismo dei figli. i recente il tribunale di Milano ha condannato al risarcimento di una ammenda di 450.000 euro i genitori di alcuni ragazzi, colpevoli di aver abusato, ripetutamente, di una ragazzina di appena dodici anni. La motivazione della condanna (quei genitori non hanno educato i figli ai sentimenti e al rispetto degli altri) richiama alla memoria un’altra sentenza, di tanti anni fa, con la quale un giudice della stessa città condannava i genitori di un alunno per il danno fisico arrecato dal figlio a un compagno di classe. Secondo il giudice, di quell’atto illecito si erano resi responsabili sia la scuola, per negligenza in vigilando, sia i genitori dell’alunno, per insufficiente impegno in educando. La sentenza fece discutere. In molti si chiesero cosa sarebbe successo se, ogni qualvolta la criminalità organizzata si serva di ragazzini per compiere azioni illegali, a

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“A FERROVIA”

rispondere del reato fossero chiamati anche i genitori di quei minori. Da notare che, in entrambe le sentenze, – da giudici diversi – viene affermato lo stesso principio: la responsabilità dei genitori nell’educazione dei figli. Il giudice, tuttavia, pur rilevando carente zelo nell’educare, sanziona l’atto per la sua rilevanza giuridica, più che educativa. Infatti, se non si fosse fatta un’offesa alla persona, il giudice non avrebbe avviato l’azione penale né emesso una sentenza. D’altronde, non spetta al giudice svolgere una funzione pedagogica! Nel campo della formazione, nella diversità dei ruoli, la scuola e la famiglia interagiscono e si integrano. La scuola ha, essenzialmente, il compito della istruzione, che attua promuovendo l’apprendimento e il corretto utilizzo delle conoscenze e delle competenze conseguite dagli alunni. La scuola, però, svolge anche una funzione educativa, in quanto sollecita l’acquisizione di valori e di regole comportamentali. Tra educazione e istruzione non ci sono, quindi, rigidi confini né netta separazione. La scuola si occupa di entrambe e cerca di svilupparle in modo contestuale e complementare: educa istruendo e istruisce educando. Il ruolo della famiglia si espleta,

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principalmente, nell’ambito dell’educazione. Non è compito dei genitori impartire ai figli lezioni di italiano o di matematica, anche perché, nella maggior parte dei casi, non ne avrebbero una adeguata competenza né il tempo necessario. Ciononostante la famiglia ha una evidente corresponsabilità nell’azione formativa svolta dalla scuola, poiché identica è (o dovrebbe essere) la finalità da raggiungere: la crescita culturale, umana e sociale dello studente. Ma spesso, tra le due agenzie, non si attua l’indispensabile collaborazione: resiste un certo dualismo che porta a mete diverse e, a volte, contrapposte. Può capitare, difatti, che la famiglia, per motivi diversi (impreparazione, condizionamenti negativi, ecc.), demolisca quanto la scuola, nel processo formativo, ha costruito. Da qualche anno, nel POF (Piano dell’Offerta Formativa), documento fondamentale, nel quale ciascuna istituzione scolastica esplicita la sua identità e la sua progettualità, viene inserito il Patto educativo di corresponsabilità. È un patto con il quale la scuola intende instaurare con le famiglie e con gli alunni un rapporto che non è più di cogestione amministrativa, ma di collaborazione e interazione nell’iter formativo degli alunni. Un percorso, nel qua-


scuola I DVD DI TELEREGINA CONOSCERE PALERMO “I sacri vuoti” Viaggio tra le edicole votive del Centro storico CONOSCERE PALERMO La chiesa della Mercede al Capo. La tradizione della Madonna della Mercede e la sua festa. CONOSCERE PALERMO La chiesa dell’Immacolata Concezione.. il gioiello del barocco palermitano decorato a marmi mischi.

le l’una non può essere controparte dell’altra. Ma gli impegni assunti nel patto educativo da docenti, genitori e alunni fino a che punto sono un obbligo per tutti i contraenti? Secondo la buona tradizione giuridica romana, pacta sunt servanda, i patti si devono rispettare. Tuttavia, tra coloro che hanno condiviso il patto, quanti veramente lo rispettano? Quegli impegni sono, senz’altro, vincolanti per i docenti, visto che rientrano nei doveri previsti dalla legge. Nei loro confronti potrebbero essere inflitte sanzioni (ma non si fa quasi mai!), qualora per incompetenza o altra colpa, non svolgano in modo idoneo le mansioni inerenti alla loro funzione. Nei confronti degli allievi, non diligenti o che non mantengono un comportamento corretto, si può fare ricorso a provvedimenti disciplinari e/o all’assegnazione di voti di insufficienza. Ma, nei confronti dei genitori inadempienti, che non si interessano dell’andamento scolastico dei figli; che non ne scoraggiano l’assenteismo, anzi lo giustificano; che non si preoccupano della preparazione, ma pretendono soltanto voti alti; nei confronti di questi genitori cosa si può fare? Attualmente, niente o quasi. Dovremmo, allora, auspicare l’intervento di qualche magistrato che, nella condotta permissiva di tanti genitori, ravvisi gli estremi di un

reato non solo contro l’interesse dei figli, ma contro quello della collettività e dello Stato? Da quel comportamento, infatti, potrebbe derivare un detrimento economico e sociale: ci sarebbe uno spreco di denaro pubblico, energie e risorse non sarebbero impiegate, proficuamente, per il raggiungimento delle finalità cui erano destinate. Ma, è veramente auspicabile supportare o surrogare il processo educativo con il processo penale? Non sarebbe più utile e più produttivo, in termini educativi, attuare una seria politica di interventi a favore delle famiglie e della scuola, che vive una realtà, per molti aspetti, disastrosa? Alle famiglie occorrerebbe dare maggiore serenità e più certezze nel futuro. Sarebbe opportuno, inoltre, svolgere azione di responsabilizzazione, che faccia acquisire maggior consapevolezza del proprio ruolo e maggiore capacità di scelte eticamente valide. Alla scuola servono maggiori risorse e una organizzazione più efficiente. Ai professori bisogna ridare fiducia e più prestigio sociale. Indispensabile, poi, una preparazione professionale migliore e al passo con i tempi, da impiegare, in misura maggiore, nelle specifiche attività didattico-educative e di meno nella elaborazione di Progetti (spesso inutili) o nella compilazione di carte, poco produttive rispetto alle energie e al tempo richiesti.

CONOSCERE PALERMO Il presepe artistico di pane. Dicembre 2009. Le confraternite dei panettieri e di Maria SS. Addolorata del Venerdì santo. DAI BIMBI… PER I BIMBI. Recita dei bambini 19 Dicembre 2007 RIVELAZIONI. Oltre l’intervista SERATA MANZONIANA VIA LUCIS Scene della Resurrezione LENTE D’INGRANDIMENTO Epatite B LENTE D’INGRANDIMENTO. I trapianti L’ARCOBALENO DEI GIOVANI CAVALLERIA RUSTICANA (commedia) OLTRE IL FATTO. Fatti di cronaca secondo padre Giacomo Ribaudo PADRE GIUSEPPE. Il missionario si racconta.

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storia isorgimento oggi? Qual è il senso nella società odierna della rivalutazione di un periodo storico tanto controverso? Certamente non ci si può limitare al fatto che nel 2010 e nel 2011 si festeggiano i 15O anni dell’impresa dei Mille e della proclamazione del Regno d’Italia. Il discorso è ben più ampio per le opposte tendenze che si misurano nell’ambito politico attuale. Un convegno di studi storici, il 22-23 aprile a Palazzo Jung (via Lincoln), organizzato dal Comitato di Palermo dell’Istituto per la Storia del Risorgimento e dalla Presidenza del Consiglio Provinciale, farà il punto sull’attualità di quel periodo. Nei giorni precedenti, l’8 aprile, verrà ricordata alla chiesa di san Giovanni dei Napoletani (a Piazza Marina) la rivolta della Gancia del 4 aprile 1860 che per i siciliani segnò l’atto di inizio della lotta di liberazione dai Borboni. Don Giacomo Ribaudo, parroco della Magione, deponendo un rito religioso in memoria dei caduti del Risorgimento, dall’una e dall’altra parte, e il Comune di Palermo farà la sua parte nell’offrire una corona d’alloro alla “buca della salvezza”. Le due opposte tendenze che oggi si confrontano - come dicevamo poc’anzi-sono il “Leghismo” politico, che da qualche anno mette in discussione il concetto di Unità Nazionale, e dall’altro lato la richiesta di un “nuovo centralismo”, che promuova, da parte dello Stato e delle Istituzioni, un maggiore impegno contro la criminalità e l’inefficienza delle amministrazioni locali. Entrambe le tendenze cozzano certamente col concetto di Unità nazionale che ci siamo fatti secondo le “certezze” che ci provenivano dai libri di storia. Sicuramente tante stupidaggini sono state scritte sugli eroi del Risorgimento, a partire dall’esagerazione con cui venivano conservate le reliquie dei Martiri della Patria o le migliaia di lapidi lasciate al passaggio di Garibaldi. Ringrazio la redazione di CNTN

“R

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che mi permette di offrire delle riflessioni su quegli eventi, io, che non sono uno storico, ma solo un cultore di discipline Etnoantropologiche, discipline che in parte ci aiutano a capire come si viveva nel passato…. Diciamo pure che una certa retorica patriottarda ha dato dell’impresa dei Mille il significato di “vittoria facile” sui nemici, perchè così serviva ai governanti del tempo impegnati nelle guerre imperiali.... Antonino Uccello nel bel libro “Risorgimento e società nei canti popolari siciliani”(ristampato nel 1978) ha tracciato il modo di vedere quegli avvenimenti dalla parte del “popolo” e io ho seguito quella traccia, fino ai nostri giorni, nel segno “popolare” e non dei pochi eletti intellettuali risorgimentali. Parliamo anzitutto dell’impresa dei Mille: Le cose stanno diversamente da quanto ci dice la storiografia ufficiale e la cosiddetta “impresa” non fu né facile né spensierata: I Mille

150° ANNIVERSARI

di Claudio

furono sconfitti almeno in tre battaglie (Altofonte, Porta di Termini e Castelmorrone) prima di portare a compimento la loro impresa contro i Borbone, dinastia definita l’abominio della libertà da tutta Europa! Questa dinastia anacronistica fondata sull’assolutismo, non aveva né Parlamento né partiti, né libertà di stampa né di associazione, né costituzione né leggi scritte ben definite. La forza pubblica era costituita dalle “compagnie d’arme” al servizio dei potenti locali, come del resto i Tribunali, che potevano fare il bello e cattivo tempo. La Polizia del re aveva soprattutto il compito di arrestare gli oppositori liberali, di fucilare e talvolta di decapitare. Si contano almeno 30 mila vittime nella repressione borbonica, dal

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1816 in poi, da quando in Sicilia fu abolito il “Regno”, soprattutto nel 1820-21, nel 1830-31, nel 1837, nel 1847-49, nel 1850-56 e nel 1859-60. La Sicilia non aveva strade (solo 8 comuni risultavano collegati da rotabili), pochissime bonifiche, poche scuole gestite da opere pie, rari ospedali-sanatori: il banditismo proliferava nelle campagne dove erano le cosiddette “Fratellanze” con cui spesso il potere veniva a patti, come nel 1818 e nel 1837. Leggete cosa dicevano i siciliani dei Borbone: “Napulitani manciamaccarruni cu lu sangu di nui vonnu ‘ngrassari-Lu populi cc’impetta cu valuri, a palazzu lu fici rinculari..” “Saragusa a li ‘nfami (i Borboni) l’attirriu, vuci di populu vuci di Diu”; Spinci la manu cu lu pugnu strittu, lenta a Burbuni un putenti


storia del 4 aprile della Gancia (vera scintilla dell’impresa dei Mille), aveva tenuto in piedi la guerriglia con i “capi” locali e le squadre! “Di li vrazza di Burbuni nn’hamu a ffari li tamburi e focu supra focu s’avi a vinciri o murì”(rivolta del 4 aprile)”. Non è dunque affatto vero che l’esercito borbonico non si battè con onore o che i suoi ufficiali erano tutti dei corrotti: troppo facile assolvere la corte borbonica per il mancato impegno nell’unità nazionale, gettando le colpe sull’esercito! Franceschiello e la sua corte non furono né in grado di pensare a un disegno nazionale né tantomeno a difendere gli interessi del sud con una tempestiva abdicazione in favore dei liberali, a partire dallo zio del re, il conte di Siracusa, che era stato esiliato! Fa ridere chi dice che l’unificazione d’Italia la dovevano fare i Borboni! Il museo del Risorgimento della Soc. di Storia Patria raccoglie documenti e cimeli del periodo che

IO UNITÀ D’ITALIA

o Paterna*

cazzottu-tiniti Maistà, vi l’avia dittu! Viva Sicilia libira a Don Ruggeri, morti a Borbuni cu li sò assassini!” È veramente in malafede colui che sostiene che la Sicilia sotto i Borboni era uno degli stati europei più avanzati! Ma torniamo all’impresa dei Mille che negli scopi ideali era considerata una lotta di liberazione dalla tirannia: l’impresa già all’inizio si stava trasformando in catastrofe sia ad Altofonte, che a Palermo, quando già Garibaldi aveva deciso di “dirottare” su Enna e lì fare la “guerriglia”. Garibaldi fu salvato dai siciliani, sia dal La Masa che radunò centinaia di antiborbonici sulle montagne intorno Palermo (e consigliò la stessa strategia di attaccare la città), sia da Rosolino Pilo, instancabile rivoluzionario che fin dal moto

aiutano a comprendere concretamente i fatti di cui si parla senza opinionisti di sorta. D’altra parte su queste testimonianze esistono studi scientifici-antropologici condotti dal Centro regionale sulla Catalogazione (schede OA/BDM). Quando Garibaldi da Salemi lanciò l’editto “Italia e Vittorio Emanuele” non era affatto certo che il sud dovesse passare automaticamente sotto il regno Sabaudo. Era solo un “patto” tra i patrioti democratici e la persona di Vittorio Emanuele (Tant’è vero che i decreti che scarceravano i detenuti antiborbonici nel 1860 erano emessi in nome del Parlamento siciliano del 1848 che aveva dichiarato decaduta la dinastia Borbonica e chiamato come re costituzionale il fratello di Carlo Alberto di Savoia).

Che la forma dello stato dovesse essere federale (come volevano i patrioti siciliani) o monarchico-costituzionale o monarchico-centralistica, era tutto da decidere... e Garibaldi certamente non lo sapeva almeno fino a quando una specie di golpe, orchestrato dal La Farina, non impose il “plebiscito” d’annessione... mentre Lui “seppelliva” i morti dell’ultima sanguinosa battaglia del Volturno. Forse fu un ingenuo, aveva nelle sue mani l’esercito garibaldino del sud. Preferì evitare ogni bagno di sangue. Anzi i garibaldini furono disarmati e taluni in modo coatto furono inquadrati nelle truppe regie antibanditismo. I fatti di Bronte non videro la diretta presenza di Garibaldi, che si trovava sul fronte del Volturno, videro la presenza di retroguardie garibaldine che venivano chiamate un po’ da tutte le parti per sedare le ribellioni dei contadini. Forse erano giuste quelle ribellioni, visto che lo stesso Garibaldi aveva promesso per decreto le terre demaniali ai combattenti antiborbonici, ma forse ci furono degli eccessi e delle violenze a cui bisognava porre fine. Garibaldi nei giorni della dittatura (giugno-settembre 1860) aveva con decreto disarmato le “squadre” provocando reazioni negli ambienti malavitosi. Gli stessi “ambienti” descritti nell’opera di quegl’anni “I mafiosi di la vicaria di Palermu” avevano deciso di farla pagare cara ai garibaldini. E infatti accaddero le vicende dei “pugnalatori” . E tuttavia già nel 1862 Garibaldi incitava alla ribellione contro la monarchia, raccogliendo la delusione dei meridionali: molti garibaldini furono arrestati, imprigionati e taluni uccisi in attentati (ricordiamo Corrao, Montalbano e lo stesso Ippolito Nievo). “Ora ca ccè Talia, fannu talìa, cca na canna a li manu è la Sicilia: lu beddu rregnu ha jutu a gammi all’aria... Palermu fa dijunu ch’è vigilia...” E quasi a precorrere gli eventi della rivolta del Sette e mezzo (1866)” “Chi nova liggi ca vinni aguannu,

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storia

G. Garibaldi

chi ognunu si diliggi a lu so rregnu! li cresi e li batii stannu spugghiannu li quattru sbirri di chistu guvernu (piemontese)”. La Letteratura del Verismo (Verga, Capuana, De Roberto) hanno immortalato quella “delusione” dei siciliani e questo filone culturale è proseguito fino a Pirandello e a Borgese, per non parlare di Savarese e Tomasi di Lampedusa, (anche se il pessimismo di quest’ultimo va visto non in chiave politica quanto letteraria). La Letteratura come le Arti aiutano a capire la dimensione “antropologica” degli eventi. La Galleria d’Arte moderna a Piazza Sant’Anna raccoglie il meglio delle arti figurative legate al periodo post-risorgimentale (Lo Jacono, Civiletti, Catti, Liardo, Leto, Tomaselli, Ugo, Vetri, ecc.). C’è tuttavia da aggiungere che sul filone politico garibaldino-democratico (documentato in centinaia di musei) si è innestata tutta una tradizione che ha fatto leva prima sulle società operaie e sull’internazionalismo, poi sulla lotta al militarismo degli imperi centrali (Germania, Austria, Turchia), per giungere fino alla costituzione del 1948 con cui si è avviato il nuovo stato repubblicano (si veda a questo proposito la storia filatelica non solo

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italiana). Taluni hanno identificato questo “filone” in quello anglo-massonico: è pur vero che Garibaldi divenne gran maestro della Massoneria a Palermo nel 1860, e prima di quella data né l’Inghilterra né la massoneria gli avevano dato alcun fucile per l’Impresa (Né tantomeno Cavour che sperava anzi che l’eroe venisse fatto prigioniero-come risulta dalle lettere). Pochi sanno che Garibaldi nel 1847 aveva offerto la sua spada a Pio IX per la liberazione d’Italia, e sebbene “Saintsimoniano” condivideva il progetto neoguelfo di Gioberti. Dal 1849 non fu certo in buoni rapporti con Pio IX ma non si può dire che non fosse un credente. Nelle sue fila erano numerosi sacerdoti, si celebrò il Te-Deum in cattedrale, a Palermo, ed elogiò il clero siciliano per le scelte autonome. Mi permetto delle conclusioni che vanno oltre i miei studi etnoantropologici e che mi permettono in quanto siciliano, (tra l’altro direttore del periodico “Scuola e Cultura Antimafia”) di occuparmi di attualità: La Letteratura, le Arti, la Museologia, l’Economia, la Politica aiutano certamente a capire quel tormentato periodo post-unitario che gettò le basi del nuovo Stato (Leggi e Istituzioni per i cittadini, tra cui Scuole, ospedali, ordine pubblico, banche, strade, trasporti, esercito non mercenario, ecc.) ma che non riuscirono a far pienamente decollare il sud e la Sicilia; e malgrado un cinquantennio di grandi speranze legate al Liberty, ai Florio, al decollo urbanistico, tuttavia lo scellerato patto giolittiano tra agrari del sud e industriali del nord, ha strozzato la nascente economia meridionale che, lentamente, dalla prima guerra mondiale, attraverso il fascismo, è giunta fino alla II Repubblica, trasformando il sud in riserva di manodopera e consumi “interni” del Nord. Lo Statuto autonomo del 1946, malgrado sia stato considerato un “risarcimento” dello Stato nei confronti dei siciliani non è stato all’altezza del compito di pensare a una

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propria economia, che sviluppasse le peculiarità e i prodotti tipici isolani (La Fiera del Mediterraneo docet!) Oggi con la globalizzazione il ricco nord d’Italia non ha più bisogno del sud “arretrato”!!! Bene! È un occasione per non dividersi le spoglie di questo Stato unitario, - tra l’altro costruito col sangue delle guerre e col sudore del lavoro di tanti siciliani e meridionali, di cui non ci si può ora liberare con un tratto di penna, piuttosto si pensi a una economia “policentrica”, dove le regioni del sud possano scegliersi liberamente i partners economici, a partire dai paesi del mediterraneo che sono stati sempre il nostro naturale interlocutore, anziché i paesi nordici e atlantici. È un occasione per farla finita con il clientelismo dei grandi partiti, con l’economia assistenziale su cui hanno lucrato la maggior parte dei “politici” siciliani inviati a Roma e che poco hanno fatto negli ultimi 150 anni per il sud e la Sicilia…anche queste sono nostre colpe e non ci si può assolvere dicendo che tutte le colpe sono del Nord! Ma c’è bisogno dello stato Unitario soprattutto contro la criminalità mafiosa e i “potentati” locali, che farebbero della Sicilia un solo boccone se lo Stato “centrale” l’abbandonasse! Ecco perché sono pericolosi i sicilianismi antinazionali e le autonomie “senza controlli”. Il messaggio risorgimentale oggi può essere un antidoto contro chi vuole ancora una volta “sequestrare” la Sicilia. Ma si deve guardare oltre l’isola, verso il Mediterraneo, l’Europa, i popoli del “terzo” mondo in cammino: i confini della patria devono preservare dalle invasioni senza controllo, certamente, ma devono essere varchi aperti di solidarietà a chi ha bisogno… e credo che il messaggio evangelico sia ancora una volta la guida ideale di questi processi. *Presidente del Comitato di Palermo dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.


cultura

QUALE SCUSA ALL’ESISTENZA Non la bellezza, né la ricchezza, né internet costituiscono ragioni di felicità. di Chiara Fahimeh Bonanno

a felicità è la luce dell’anima che discende dal sapere chi siamo davvero. Dopo tanta elucubrazioni liberistiche e deviazioni consumistiche gli economisti sono arrivati alla conclusione che la felicità non dipende dagli oggetti che possediamo né dagli status che riusciamo a ottenere. Anche i filosofi sono concordi nel ritenere che la felicità dipende dalla capacità di dare un senso all’esistenza. Emmanuel Kant sosteneva che ogni essere umano deve avere il coraggio di servirsi della propria intelligenza per poter arrivare alla felicità. Oggi viviamo in un mondo che spinge i giovani verso il contrario, siamo catapultati da un eccesso di comunicazione per cui ogni rapporto umano, ogni nostra decisione viene delegata ad altri processi decisionali. È importante orientarsi al senso profondo delle cose, pensare con la propria testa e affrontare le proprie responsabilità con maturità

L

e intelligenza per non restare ai margini della società. A causa della routine ciascuno di noi non cerca di ampliare la potenzialità che ha in sé. I giovani non sanno più qual è il loro futuro, spesso lasciano tutto al caso e al termine degli studi non conoscono le loro aspirazioni, il loro lavoro. La precarietà non dà certezza ai giovani che oggi invece hanno necessità di conoscere le loro possibilità. Il nostro mondo è ossessionato da criteri estetici che esulano dalla vera bellezza. Per questo ogni uomo dovrebbe riprendere quel viaggio alla scoperta di se stesso, della sua autenticità. Stendhal sosteneva che la bellezza è una promessa di felicità. Uno dei mali della nostra società è lo spreco e l’incapacità di riconoscere alle cose il giusto valore. I rapporti umani risentono notevolmente di questo male del secolo: ogni giovane non ha più i valori su cui costruire la propria esistenza la propria felicità. Tra le tante vie che

si aprono ai giovani è difficile compiere una scelta, perché ancora non si hanno chiari i propri progetti e il proprio futuro. Oggi i giovani vivono in un’epoca dove è impossibile non stare al passo con i tempi. Ogni ragazzo dovrebbe valorizzare quel che ha, senza ricorrere per forza a quel che manca. L’Internet non è certamente il mezzo per risolvere il problema della felicità, è uno strumento capace di darti una grande quantità di conoscenze al tuo bagaglio culturale. Ma la felicità non è mai da soli. Ogni essere deve comunicare con gli altri senza chiudersi in se stessi, trovare una persona che abbia la capacità e la pazienza di ascoltare per rimettersi in linea con i valori autentici. Per questo la nostra vita quotidiana è quella dell’impegno. In questa costruzione di relazione, di rispetto, di solidarietà con gli esseri umani, che incontriamo sul nostro cammino, è la fonte della felicità. È un concetto obsoleto ma è la chiave del futuro.

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vita sociale

IL VELIERO DELLA SOLIDARIETÀ di Benito Bonsignore orna dopo otto edizioni “Il Veliero della solidarietà”, manifestazione umanitaria che sostiene quest’anno la campagna dell’Unicef “Uniti per i bambini Uniti contro l’AIDS”. La manifestazione è stata presentata nella sede del CONI provinciale di Palermo e vivrà un secondo momento mercoledì 24 marzo, nella Sala Gialla del Palazzo dei Normanni, dove si terrà una conferenza sul tema dell’Aids. Le cifre dell’AIDS nel mondo sono preoccupanti: secondo un rapporto Unicef del 2007 sono circa 370 mila i bambini fino a 15 anni che hanno contratto l’Hiv; sono circa 15 milioni i bambini nel mondo che hanno perduto almeno uno dei genitori a causa della malattia. Il Presidente dell’Unicef Italia Vincenzo Spadafora lancia un accorato appello: “Malgrado tutti i rapporti usciti in questo periodo segnalino miglioramenti nei risultati raggiunti nella lotta all’HIV - AIDS, non sussiste la volontà politica per far fronte ad una emergenza che ha purtroppo un impatto ancora devastante sulla salute dei bambini e delle loro madri, in particolare nel continente africano”. L’Associazione Sportvita, creata da Giovanni Fabra nel luglio del 1987, è ancora una volta in prima linea per la solidarietà e invita i cittadini a prendere parte attiva a questa iniziativa di solidarietà per curare milioni di bambini nel mondo. Un appuntamento che si rinnova, quest’anno, e che da otto anni coinvolge scuole, istituzioni, sponsors privati ed istituzionali, sportivi, artisti, giornalisti e politici. Insieme, grandi e bambini, nel segno della cultura e dello sport senza frontiere, promuovono i valori della compartecipazione, della responsabilità, consape-

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vita sociale vole ad essere ciascuno, per la propria parte, protagonista della Storia; del fare e del non stare a guardare, per contribuire ad elevare, con un piccolo gesto, il senso di appartenenza all’umanità intera. Nella scorsa edizione i partecipanti sono stati 3.500 e questo evento umanitario è stato reso possibile anche dal sostegno del Coni e del Movimento Sportivo Popolare di Palermo. La manifestazione è patrocinata dal Comitato Italiano per l’Unicef Onlus Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, dal Provveditorato agli Studi di Palermo, dal Comune di Palermo, dall’Assessorato Regionale Turismo Sport e Spettacolo, dalla Presidenza del Consiglio Provinciale di Palermo, dalla Provincia Regionale di Palermo e dalla Presidenza della Regione Sicilia. Si parte con il “Ping pong for Unicef”, torneo intitolato a Marzio Tricoli, che si terrà il 22 e 23 marzo 2010 presso il centro commerciale Forum Palermo sito in Brancaccio, località Roccella. All’inaugurazione di lunedì 22 saranno presenti, tra gli altri, il portiere del Palermo Salvatore Sirigu, convocato in nazionale in vista del Mondiale in Sudafrica e il presidente del Coni Regionale Massimo Costa. La manifestazione avrà il suo momento conclusivo domenica 28 marzo al teatro Politeama con lo spettacolo “La canzone per l’Unicef”, gara canora tra giovani promesse palermitane che presenteranno un brano inedito. Presenteranno la serata Marcello Mandreucci e Daria Biancardi. Gli ospiti saranno Salvo Piparo, Combomastas, Maurizio Piscopo e Giuseppe Milici. Per le iscrizioni ai tornei e per avere informazioni sulla manifestazione si può visitare il sito www.ilvelierodellasolidarieta.it.

in breve Nasce all’Assemblea Regionale Siciliana l’Intergruppo Famiglia e sussidiarietà, che Mpa, Gruppo Sicilia, Pd, Pdl ed Udc hanno costituito e presentato alla sala stampa dell’ARS, alla presenza dell’Assessore regionale alla famiglia Lino Leanza e di Giovanni Mangano, presidente del Forum delle Associazioni familiari che riunisce 40 realtà operanti sul territorio regionale. Fanno parte dell’intergruppo i deputati Fortunato Romano (MPA), promotore dell’iniziativa, Giovanni Barbagallo (PD), Nino Bosco (PDL), Livio Marrocco (Gruppo Sicilia) e Rudi Maira (UDC). *

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Si apre al pubblico, giovedì 11 marzo, un laboratorio di “(Re) visioni cinematografiche” promosso dall’Istituto Arrupe e che, in questa sua prima edizione, ha per titolo “Orfani di padri con tanti padroni”: un percorso di 10 incontri che si terranno ogni giovedì alle 19:00, fino al 27 maggio 2010. Sono aperte le iscrizioni a quanti, soprattutto giovani, sono interessati ad un’esperienza di studio, di ricerca e di condivisione a partire da una serie di proposte filmiche accuratamente scelte e in linea con le tematiche legate alla paternità. L’iniziativa è stata presentata mercoledì 10 marzo, presso la libreria Feltrinelli di Palermo. Sono intervenuti Gianni Notari, direttore dell’Istituto Arrupe, e Maurilio Caracci, coordinatore del laboratorio. Per informazioni ed iscrizioni: ufficiostampa@istitutoarrupe.it (Loredana Brigante) Tel. 091.6269744 – 091.7309041 – Fax 091.7303741. *

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Assegnato all’Arcivescovo il “Premio Rocco Chinnici” 2010. Mons. Paolo Romeo arcivescovo di Palermo è il vincitore dell’edizione 2010 del Premio Rocco Chinnici - Città di Misilmeri, “Una cultura per la legalità”. Il premio a mons. Paolo Romeo ha un valore simbolico perchè mette in rilievo l’impegno della Chiesa contro la criminalità mafiosa ed il sacrificio di vite che tale impegno è costato a uomini come don Pino Puglisi.” *

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La Commissione italiana domenicana di Giustizia Pace e Creato prende posizione sul decreto legge interpretativo salva liste Noi frati, monache, laici e suore della Commissione nazionale domenicana di Giustizia, Pace e Creato prendiamo posizione in difesa dello Stato democratico e di diritto, che vediamo gravemente minacciato da una serie di provvedimenti legislativi, in cui si inserisce, da ultimo, il decreto legge interpretativo c.d. salva liste. Per informazioni: Padre Giovanni Calcara o.p., presidente E-mail: fratecalcara@tiscali.it – Salvatore Scaglia, segretario E-mail: sal.scaglia@tin.it *

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Al Centro Agape della Caritas diocesana è stato presentato il progetto “Oltre le sbarre”, nel corso di un Seminario di studio sul tema: “Oltre le sbarre” «Ero carcerato e mi avete visitato». L’attenzione al mondo penitenziario”. L’evento è stato organizzato dalla Caritas diocesana e ha avuto luogo venerdì 12 marzo 2010 nella Sala “Cardinale Salvatore De Giorgi” del Centro Agape di piazza Santa Chiara, 10 a Palermo.

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lavoro

GIOVANI E LAVORO di S. T. ia libera a oltre 20 milioni di euro per realizzare progetti finalizzati a migliorare la qualità della vita dei giovani siciliani di età compresa tra i 14 e i 30 anni. L’assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, Lino Leanza ha presentato nella sala Bonsignore dell’assessorato di viale Trinacria a Palermo, i primi 40 progetti, ognuno dei quali deve intercettare almeno tre azioni contenute nell’accordo, finanziati per un importo di 20.450,00 euro. I 40 progetti riguardano la partecipazione dei giovani alle politiche territoriali, la creazione di spazi adeguati per esprimere la creatività e la promozione di stili di vita sani e responsabili, con il coinvolgimento delle scuole. In particolare, le azioni sono così suddivise: 1) promozione della creatività giovanile per favorire un maggior protagonismo sociale (7.460.380,58 euro); 2) educazione alla legalità (3.542.000 euro) 3) promozione di stili di vita sani, e modelli positivi di comportamento (3.500.000 euro); 4) promozione della cultura dell’accoglienza e della multiculturalità (3.000.000 euro); 6) sostegno alle relazioni familiari intergenerazionali (3.000.000). “E’ stata l’occasione - ha detto Leanza - per incontrare gli enti che dovranno realizzare i primi 40 progetti. Abbiamo spiegato che l’intenzione della Regione è di mettere i giovani al centro del sistema. Chiediamo meno formazione e più azioni concrete in favore di questa fascia della popolazione siciliana che deve diventare il motore dello sviluppo per il futuro della nostra isola”. Delle 162 richieste arrivate in assessorato, solo 122 sono state sottoposte a valutazione e di queste ne sono state finanziate 40. Ammessi in graduatoria, ma non finanziati per carenze di risorse, altri 52 progetti per un fabbisogno di oltre 35 milio-

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ni. L’Accordo di programma quadro “Giovani protagonisti di sé e del territorio”, sottoscritto dalla Regione con il Ministero dello Sviluppo Economico, prevede un budget complessivo di circa 32 milioni, in 3 anni. I progetti sono destinati a migliorare la qualità della vita dei giovani siciliani di età compresa tra i 14 e i 30 anni. I finanziamenti provengono dal fondo nazionale delle Politiche giovanili, dal cofinanziamento regionale, da economie sui fondi fas, oltre che dagli interventi previsti per gli enti beneficiari. Si è insediata anche la commissione per la valutazione dei progetti relativi all’azione 7 dell’Apq “Giovani e Lavoro” che dispone di fondi per 4 milioni di euro. Sono pervenute 272 domande presentate direttamente da ragazzi tra i 18 e i 30 anni per avviare stage o sviluppare idee innovative, per lo start-up d’impresa o per un finanziamento ad aziende di nuova costituzione che siano formate almeno per il 50% da giovani. Il limite massimo del contributo a fondo perduto varia tra i 12 mila e i 20 mila euro. Disponibile pure un bando di 500 mila euro per la sezione 5 dell’Apq “Orientati verso l’Europa”, che mira a favorire gli scambi dei giovani siciliani con le altre realtà europee, ciò anche al fine di superare gli svantaggi connessi alla posizione geografica, a rafforzare il senso della solidarietà e alla costruzione dell’Europa attraverso la partecipazione a scambi transnazionali e a incoraggiare lo spirito d’iniziativa e d’impresa. In questo caso gli enti interessati dovranno presentare i progetti direttamente alla Commissione Europa mentre la Regione interviene con fondi regionali fino al 20% per integrare la quota finanziaria lasciata scoperta dai bandi europei. Infine, è in fase di predisposizione la sezione 8 dell’Apq, destinata esclu-

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sivamente alla realizzazione di una campagna di comunicazione per dare ampia diffusione e visibilità alle azioni messe in campo dall’Accordo di Programma Quadro.

in breve Il centro ministranti dell’Arcidiocesi di Palermo tra le attività diocesane organizza una corale che possa animare gli incontri annuali, tra cui il prossimo incontro diocesano a conclusione delle attività pastorali che quest’anno si svolgerà il 2 giugno e l’incontro nel periodo natalizio con la Messa in Cattedrale. Tutti coloro che volessero fare parte del Coro dei Ministranti, sia per cantare, sia per suonare possono fornire la propria disponibilità inviando una E-mail all’indirizzo: ministranti@diocesipa.it oppure partecipare al prossimo incontro che si svolgerà a Villabate nella casa del propedeutico in viale Europa, 149/C, domenica 21 marzo alle ore 16.30. *

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Sui temi “Eucaristia e Sacerdozio Battesimale”, “Eucaristia e Sacerdozio Ministeriale” ed “Eucaristia, Comunione e Comunità” i tre giorni delle Quarantore organizzate dal parroco mons. Filippo Sarullo, nell’ambito dell’Anno Sacerdotale indetto da Sua Santità Benedetto XVI per l’anno 2010, che hanno avuto luogo da giovedì 11 a sabato 13 marzo, nella Parrocchia di San Luigi Gonzaga, di via Ugdulena, 32 a Palermo


libri

CONTRO TUTTE LE MAGIE di Francesco Virga

n un momento in cui, da più parti, si innalzano muri tra credenti e non credenti, fedeli e infedeli, laici e cattolici, ecc. ecc., può diventare un piacere leggere un libro arioso, e per tanti aspetti “illuminista”, come quello scritto qualche anno fa da Leoluca Pasqua. Il libro s’intitola L’inganno della magia ed è stato pubblicato dalla Città Nuova Editrice di Roma nel 2007. L’Autore è consapevole dei limiti del suo lavoro. Pur dimostrando di avere piena padronanza della vasta letteratura critica esistente sul tema, egli non ha voluto scrivere l’ennesima storia della magia, né avere la pretesa di dire tutto su un argomento tanto vasto e complesso. L’Autore, d’altra parte, oltre ad essere uno studioso del fenomeno magico, è soprattutto un sacerdote cattolico ed appare evidente nell’opera quanto è frutto di una grande capacità di ascolto e di accompagnamento svolto a favore di quanti, avendo avuto un contatto più o meno prolungato con il mondo illusorio della magia, hanno deciso di lasciarsi aiutare ad uscire dalla trappola. Lo stile adottato è volutamente semplice e discorsivo perché un tema tanto complesso e importante possa essere accessibile a tutti. Il libro si articola in due parti. Nella prima si tratteggiano i caratteri essenziali del mondo magico e si descrivono con efficacia le dinamiche che regolano il suo funzionamento. Nella seconda, attraverso un puntuale riferimento ai principali documenti ecclesiali, si evidenzia con grande chiarezza il confine tra esperienza religiosa e pratiche magiche. E, proprio su questo punto, l’Autore ci appare particolarmente illuminato. Egli, infatti, affrontando il delicato tema dell’approccio magico che molti hanno nei confronti della stessa fede cristiana, riconosce l’ “intrusione magica” nel mondo delle verità, dei simboli, dei rituali, che la Chiesa propone ai fedeli nella sua pastorale ordinaria e che talora vengono utilizzati in modo distorto, in una gamma di varianti che va dalla devozione rivolta ai santi senza

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alcun riferimento a Dio, fino alla profanazione sacrilega, nelle messe nere, dell’ostia consacrata. Insomma si tratta di un libro che merita di essere letto davvero da tutti, considerato oltretutto che, sono circa 10 milioni gli italiani che si rivolgono a stregoni, ciarlatani, cartomanti e manipolatori d’ogni genere. Un fenomeno diffuso, non solo nel Meridione, che porta ogni anno, secondo recenti ricerche, 5 miliardi di euro esentasse nelle tasche di maghi e occultisti.

Pianeta lavoro CERCO… Alfonsina: cerca lavoro come colf anche ad ore. Irene Failla: con esperienza lavorativa nel settore, cerca lavoro come segretaria. Giusi Nuccio: referenziata cerca lavoro come baby sitter. Anna Lo Piccolo: cerca lavoro come badante o dama di compagnia, dalle 16:00 alle 08:00 del giorno seguente. Viki: romena referenziata, di anni 30 cerca lavoro con vitto e alloggio. Filippa Cimò: Casalinga cerca lavoro come collaboratrice domestica. Giovanni Natale: elettrotecnico - saldatore cerca lavoro in officina. Loredana Gattuso: diplomata I.T.C. cerca lavoro come segretaria presso azienda privata. OFFRO… Cercasi collaboratrice: per vendita corredi. Sono aperte le iscrizione di formazione professionale per la frequenza dei corsi: operatore socio assistenziale, operatore linguaggio dei segni e operatore di ludoteca. Luogo di svolgimento a Palermo ed Enna. Per informazioni: contattare Rosalia Gargano cell. 3291250661

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spazio di fede

IL PADRE DEL CUORE DI MISERICORDIA di Paolo Turturro

Murillo - Il ritorno del figliol prodigo

o so che significa essere il più piccolo di famiglia. Io so chi è il figlio più giovane di casa. Io so, si versano su di lui tutte le attenzioni, tutte le soluzioni mai date ai fratelli più grandi. Io so d’essere il più giovane di casa per questo mi assomiglia tanto la parabola del Padre dal cuore di misericordia. Il più piccolo è sempre estroso, è bizzarro a qualunque costo. Al più piccolo si concede tutto. Le nonne poi fanno passare l’assurdo nel nipote più piccolo, persino la pipì sotto il naso. Il più piccolo è il bastone della vecchiaia per cui l’affetto che i genitori riservano è davvero incommisurabile. Comunque andiamo alla parabola, non tutti i figli più piccoli sono scapestrati, non tutti poi fuggono di casa, Che cosa è successo in casa del patriarca? Che succede fuori di casa per cui un figlio

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desidera la parte del patrimonio che gli spetta per fuggire in un paradiso che non c’è? Scendiamo in una casa di contadini, aperta a tutti persino a radio e televisioni. La porta è aperta. Non c’è bisogno di bussare alle porte delle case di paesi. Anche di notte sono socchiuse e libere di sicurezze. Ci vuole una intelligenza tutta diversa per guidare pecore, cavalli, asini e televisioni. Così il più piccolo di casa, oggi, bevuto di radio, di computer e di facebook arde di città e rifiuta campagna, stalle e capanne. Proviamo a scendere in un paese d’Israele. Ecco il padre è benevolo. È affabile con ogni figlio. È liturgico d’amore. Non può immaginare il male che non conosce e che non abita nelle vene della propria casa. Eppure il più piccolo non è contento e chiede di andare altrove. E il padre divide tra i due figli

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le sostanze. Basta un pugno di dollari per realizzarsi? Basta un assegno di un milione di euro per farsi una dolce vita? Ecco vediamo. Quel figlio raccoglie le sue cose in un sacco di pelle di montone e va. Che cosa possiamo mettere in uno zaino di un pellegrino? Che cosa possiamo pigiare in uno zaino di sacco a pelo? Quali cose di casa mettere dentro se poi al body-scanner tutto è da eliminare? Che cosa far passare alla dogana elettro - magnetica, quando la polvere di ogni droga è più invisibile di ogni malizia? Si è nudi anche dinanzi a certi raggi. Si è nudi sempre dinanzi agli occhi degli altri. Si è nudi sempre dinanzi al male. Nudi di dignità. Nudi di potere. Nudi di discernimento. Nudi di niente. Nudi di vagabondare. Nudi e vagabondi di incertezze. Così si passa? Basta pagare, per passare al male? Si passa. Si


spazio di fede va altrove. Si va sempre in un altro paese. La curiosità è il passo stanco della gente. Si va altrove, in un altro paese. Diverso dal proprio, per non essere riconosciuti. Diverso da quello di campagna, per non sentirsi ancora cafoni. Diverso da quello senza malizia, per godere ciò che è proibito. Diverso e perciò piace. Quello più lontano è sempre il più desiderabile. Nel nuovo diverso si sperpera tutto. Al vento delle mode si vende tutto. A quella amica un gioiello di tatuaggio. A quella donna più esigente un brillante. Bisogna sempre far bella figura. Quella figura che dentro non c’è. Quella figura che al limite non vorresti mai avere. A quella donna poi che ti dà tutto, ecco l’anello civile che ti lega non per sempre. È un bene non legarsi per sempre, non si sa mai nella vita cosa succede. Meglio un legame superficiale, è facile poi scioglierlo. A quel gruppo di anarchici, do persino la mia volontà. È meglio senza volontà. È meglio che decide l’altro. È meglio che decide chi ha più potere. Decidiamo noi, sta tranquillo. Tu devi essere solo felice. Felice di noi che pensiamo a te. A quel grande fratello poi, tutte le mie passioni e tutte le porcherie. Ci sono. È il massimo che potevo desiderare. Cioè svuotare tutto me stesso per essere sul trono del successo. È il massimo del piacere. Tutti poi mi conoscono che sono arrivato al limite della stoltezza. E questo mi basta tanto da saziarmi. È il massimo del piacere che tu non hai e che mi acceca gli occhi e la mente. Non è poi tanto

futile quest’estasi della terra! È il massimo, dove vendo persino le ricchezze della mia casa, i sudori di mio padre, e se avessi una moglie la venderei senza scrupoli. È il piacere che ti blocca di inerzia. È il piacere che non ti fa più pensare. È il piacere che ti annulla. È il piacere che spegne non solo il corpo. È il grande fratello che vive da dissoluto. Si spende tutto nella futilità. Si spende ciò che non è tuo nella nullità. Si spende tutto nell’apparenza di non essere mai se stessi. Tutto calpesto per giungere al cinema che non mi fa essere. Per giungere a un Sanremo più inutile e venduto. Anche nel ristorante più frivolo può raggiungere la carestia. Muore il bacio nella carestia dei valori. Muore l’affetto nella carestia dell’impegno. Muore il cuore nella carestia dell’amore. Si perde la faccia senza saperlo e si bestemmia la carestia dei cibi e del denaro, addossando a Dio la colpa della mancanza. Chi si affida soltanto al denaro prima o poi cade nella carestia dell’avvilimento. E quel giovane per sopravvivere serve persino i maiali. Serve persino i porci. Chi si perde nel denaro e nel suo bisogno si sazia del rifiuto dell’altro. Nel denaro si bramano persino le carrube o le ghiande dei maiali. Quanto schifo nella miseria! Quanto pianto nel fango! Il fango però non può distruggere una coscienza di figlio, una coscienza nutrita dallo spirito del padre. C’è sempre una goccia di rugiada nella creta più secca e più dura.

C’è sempre in noi una rivoluzione dell’anima. C’è sempre in noi una riflessione. E così quel giovane nello sporco dei maiali si diceva: “Che faccio? Dove sono? Mio padre?”. È la coscienza che ti salva dall’abisso dove sei caduto. È la coscienza, amico, che ti fa rientrare in te stesso. Non posso non sapere che mio Padre ama sempre. Non posso non sapere che sono stato creato per essere con Lui. Non posso non sapere che le lacrime mi fanno rientrare in me stesso e mi dico: “Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te: Non sono più degno… Taci… grida il Padre abbracciandolo. Taci”. “ Non sono più degno di essere chiamato tuo figlio…” E più insistente il padre: “Taci. Sei il mio sangue. Taci, sei la mia vita. Taci, ti ho aspettato in tutti questi anni. Taci, sei il palpito che ogni giorno lanciavo dalla torre del mio cuore per ritrovarti. Taci, sei la mia commozione dopo tanto mio disperare. Taci, finalmente ti abbraccio. Taci, il mio animo è in festa, perché eri perduto e ora ti ritrovo. Eri morto e sei tornato in vita, vivo dinanzi ai miei occhi. Taci, non ricordo proprio niente del dolore che nessuno mi ha dato. Taci, sei qui e mi basta”. Dio è Padre-Madre che dopo il dolore del parto esulta la gioia di averci sempre vivi. Dio è Padre-Madre che genera continuamente il parto della misericordia per ognuno di noi. Lo spirito non può per sempre tuffarsi nel fango. C’è sempre festa nelle braccia di un Padre, come Dio.

LA FEDE Perché la nostra fede sia completa e matura,bisogna che risalga all’amore, principio di tutti i misteri e radice nascosta di tutte le opere di Dio. È l’amore che avendoci creati, ha realizzato l’Incarnazione, ha ispirato la vita nascosta di Nazareth, ha alimentato lo zelo di Gesù nella sua vita pubblica, ha sostenuto il suo coraggio nella Passione, ha istituito l’Eucaristia e il Sacerdozio. Dio ci ama: ecco la grande verità che contiene tutte le altre, Lui ama ciascuno dei suoi figli, fino a chinarsi su di loro, fino a innalzarli a sé per stringerli al suo cuore paterno. I Santi e le Sante sono coloro che hanno capito l’amore di Dio, hanno avuto fiducia e si sono abbandonati alle sue dolcissime fiamme, hanno trascorso la loro vita in una gioiosa sicurezza pur in mezzo alle prove della vita. Imitiamo il loro esempio e avremo il cuore pieno di pace. Suor Luciana - Monastero Santa Chiara Termini Imerese

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televisione PALINSESTO TELEREGINA dal 19 al 26 Marzo 2010

Venerdì 19 Marzo (CTS) ore 16.15: Rivelazioni - Teleregina ore 16.43: Uganda (documentario) ore 17.09: Profumo di rose - 2° puntata Sabato 20 ore 11.30: ore 11.32: ore 11.34: ore 11.59: ore 12.14:

Marzo (CTS) Vangelo di domenica 21/03/10 Parlerò al tuo cuore Cristo in frontiera Oltre il fatto Sfogliando CNTN (rassegna stampa)

Domenica 21 Marzo (CTS) ore 11.30: Santa Messa dalla Basilica SS Trinità “La Magione” (diretta) Domenica 21 Marzo (IN TV - Sky 840) ore 11.30: Santa Messa dalla Basilica SS Trinità “La Magione” (diretta) ore 12.35: Lente d’ingrandimento - Epatite B ore 13.00: Vangelo di domenica 21/03/10 ore 13.02: Parlerò al tuo cuore ore 13.04: Cristo in frontiera Lunedì 22 ore 11.30: ore 11.34: ore 11.38: ore 11.55: ore 12.10:

Marzo (CTS) Santo della settimana Oroscopo come bussola Sfogliando CNTN (rassegna stampa) Oltre il fatto Festa di tutti i popoli

Martedì 23 Marzo IN TV (Sky 840) ore 20.00: Rotocalco Militare Mercoledì 24 Marzo (CTS) ore 21.30: Conoscere Palermo ore 22.02: Donne del vangelo (documentario) Giovedì 25 Marzo IN TV (Sky 840) ore 20.00: Oltre il fatto ore 20.15: Sfogliando CNTN (rassegna stampa) ore 20.35: Santo della settimana ore 20.39: Oroscopo come bussola ore 20.43: 80 anni da allora - Le figlie di S. Paolo Venerdì 26 Marzo (CTS) ore 16.15: Tesori sommersi (documentario) ore 16.34: Convegno pastorale diocesano Gemiti dello Spirito 1° parte I programmi potrebbero essere soggetti a variazioni.

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TELEREGINA E CNTN SBARCANO SU INTERNET Attivati due portali web per interagire con la redazione. Spazio anche ai commenti uove rubriche televisive, una rivista interattiva, attivazione di un canale Youtube e dialogo aperto con la community di Facebook. TeleRegina e Cntn sbarcano sul web e rilanciano l’attività editoriale. “L’unica cosa che vorremmo raggiungere – ha detto padre Giacomo Ribaudo nel corso di una puntata speciale di Rivelazioni - è il non appiattimento dei cervelli, lo svegliarsi di nuove coscienze, la capacità di portare all’interno del mondo di oggi uomini e cristiani liberi che, annunciando Cristo, annunzino anche l’epoca dell’Uomo Nuovo. Con i nostri strumenti vogliamo comunicare questo affinché ogni uomo sia più uomo e segua Cristo nei suoi grandi ideali di pace, di giustizia, di libertà e di verità”. Questo viene oggi fatto da TeleRegina e Cntn affrontando con entusiasmo la nuova sfida mediatica: Internet. Lo stesso Papa Benedetto XVI aveva già esortato i sacerdoti ad intraprendere questa nuova strada per una nuova evangelizzazione delle coscienze. Sono così disponibili sul web due nuovi spazi virtuali, www.teleregina.it e www.cntn.it, che offriranno al visitatore la possibilità di conoscere e interagire con gli spazi di approfondimento curati dalla redazione del settimanale e della televisione. Una redazione composta da giornalisti, tecnici specializzati e professionisti che offrono quotidianamente la loro attività a servizio della Comunità. “È un lavoro importante – afferma padre Giacomo Ribaudo - che da un lato è di servizio al Vangelo ma dall’altro anche di grande promozione umana”. Per info 091. 6175215 - 334.9647256 email: teleregina@gmail.com

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appuntamenti DOVE TROVARE C N T N

Padre GIACOMO: dove, quando... Lunedì Giovedì

ore 14,15 - 20,30 Magione ore 9,30 - 13,00 S. Caterina ore 13,30 - 15,30 S. Giovanni C ON F E SSIO N I

Sabato ore 17,30 - 18,45 S. Giovanni mezz’ora prima della celebrazione di ogni S. Messa RECAPITI

330.53.79.32 (quando è possibile tenerlo acceso) 091.49.01.55 ogni giorno ore 7,00 - 7,45 anche Fax 091.617.05.96 padre.ribaudo@alice.it C H I E S E IN C U I H A LU O G O L’ A D O R A Z I O N E E U CA R I S T I C A S O L E N N E A L D I F U O R I D E L L A S. M E S S A :

* CUORE EUCARISTICO DI GESÙ, C.so Calatafimi, 327: Vn. ore 16,30-18,00; 1° Vn anche 9,30-12,30 * ANCELLE DEL S. CUORE, in via Marchese Ugo: Tutti i giorni ore 7-13; 16-17 * OLIVELLA: Ln. Mt. Mc. ore 17,30-18,30 * S. CATERINA DA SIENA in via Garibaldi: Gv. ore 09,00-12,00 da Ln. a Vn. ore 23,00-24,30 * MARIA SS. IMMACOLATA via Montegrappa Gv. ore 09,00-23,00 * S. GIUSEPPE AI QUATTRO CANTI: Vn. ore 21,00-23,00 * S. MAMILIANO (di fronte al conservatorio): da Ln. a Vn. ore 16,00-18,00 * S. LUCIA, in via Ruggero Settimo: Sb. ore 21,00-24,00 * MARINEO, presso la chiesa del Collegio: Gv. ore 09,00-12,00 * MADONNA DEI RIMEDI: piazza Indipendenza Gv. ore 10,00-12,00 * SAN BASILIO: Giovedì - Venerdì 9.00 - 12.00 Venerdì dalle 18.30 - 19.30 * SANTA TERESA alla Kalsa: Giovedì 17.30 - 18.30; 19,00 - 21,00 * FRATI MINORI RINNOVATI SANTA MARIA DEGLI ANGELI: in via Alla Falconara, 83: Ogni giovedì dalle 15.30 alle 16,15 1° venerdì del mese 20.00 - 21.00 * SS. CROCIFISSO - Ciaculli: Giovedì ore 16.00 - 17.00

DOVE CONFESSARSI... -

S. Domenico (mattina) Casa Professa (zona Maqueda) S. Giuseppe dei Teatini (Quattro Canti) S. Teresa (piazza Kalsa) Madonna dei Rimedi (p.zza Indipendenza) S. Raffaele Arcangelo (via G. Roccella) S. Maria della Pace (Cappuccini) S. Francesco d’Assisi (piazza S. Francesco d’Assisi) S. Antonio da Padova (Stazione) Boccone del Povero (c.so Calatafimi, 327)

Edicole

Rivendita giornali Claudia Amica

Pipi Alberto C.so Calatafimi, 327 Dario Badalamenti Via G.F. Ingrassia Bruno Maurizio Via Lincoln, 124 Cori David e Carmen Richichi Calata S. Erasmo Capizzi Piazza G. Cesare Vincenzo Di Bella Via Roma (Accanto posta centrale) Giovanni Serra Via Cavour Catalano Francesca Via E. Amari Siddiolo Giampiero Via Roma (Ang. C.so Vittorio Emanuele) Ferrara Angelo Via Ruggero Settimo Edicola Mercurio di Antonia Siddiolo L’edicola di A. Cappello Via Vaglica (Piazzale Ungheria) Testagrossa Via P. Calvi D’Amico Domenico Via Dante, 78 Giovanni Cricchio Via Notarbartolo (Ang. Via Marchese Ugo) Damiani M.Rita Via Terrasanta, 5 Libri Giò di Giuseppe Mercurio Via Duca della Verdura E. Calò Marco Mercurio Via F. Laurana Edicola Lino Via Don Orione Rosetta Abatangelo Via Marchese di Villabianca, 111 Libreria Mercurio Via M. di Roccaforte, 62 Ciulla e Cannella Via Cirrincione

Sedi Istituzionali

Piazza dell’Esedra

Facoltà Teologica

Lidia Monsignore

Corso V. Emanuele, 463

Via E. Restivo, 107 Da Silvio

(Loredana Ferraro)

Marineo (Pa)

Galleria e Biblioteca d’Arte

Cuccia Francesco Luigi Via F. Laurana, 79 90143 Palermo Edicola Resuttana dal 1920 Via Resuttana, 243 Pirrone Antonino

Studio 71 F.M. Scorsone Via Fuxa, 9 Pedro Arrupe Via Franz Lehar, 6

Piazza Verdi Mario Cassano Via De Gasperi 237 Fabio Velardi

Chiese

Viale Regione Siciliana

Basilica SS. Trinità alla Magione

(Angolo Via Perpignano)

Via Magione S. Giovanni dei Napoletani

Attività commerciali Telefoni e Telefoni di Mario Celesia Via Carlo Rao, 3-3/a-5

Corso Vittorio Emanuele Santa Caterina da Siena Via Garibaldi S. Cristoforo Via S. Cristoforo

Sanitaria e profumi di Domenico Miceli

(Via Roma di fronte la Standa)

Via Carlo Rao, 11

SS. Crocifisso

Associazione Esperanza Via Magione, 44

Via Ciaculli

Orefice Nino Scrima Via Magione Gazebo CNTN

Privati

Piazza Marina Libreria Paoline

Lidia Castellana

C.so Vittorio Emanuele, 456

C. Vittorio Emanuele, 547

Bar Pasticceria Amalia Rimedio Via P.pe di Palagonia, 2/F Libreria Articoli Sacri LDC, di Lombardo Via A. Siciliana, 16/D Angie Sport Via Sciuti, 178 Bruno Gomme

Villabate Micale – Badalamenti Via M. Cipolla, 106 Salvo Di Lorenzo Via Fiduccia, 11 (Villabate)

Via Garibaldi, 10/16

Caterina Gaglio

Monreale (PA)

Via Randazzo

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