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Anno XIV numero 2 - 22 Settembre 2013

PERIODICO DI ISPIRAZIONE CRISTIANA

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A chi straordinariamente confida, Dio straordinariamente provvede S. Teresa di Gesù

ALLA RICERCA DI UN AMORE ANTICO

Se l’uomo riscoprisse il valore del silenzio… L’ EDITORIALE DI GIACOMO RIBAUDO Dentro di me c’è una devozione antica quanto la mia vita: la recita della preghiera al Cuore di Gesù coniata dall’associazione “Apostolato della preghiera”. Mia madre la recitava sempre, appena alzata, e la faceva recitare anche a me. Non ricordo di averla mai imparata, così come tutte le altre preghiere essenziali (Padre Nostro, Ave Maria, Gloria, Credo, Salve Regina, Eterno Riposo, Angelo di Dio…) perché l’ho recitata da sempre accanto a lei. Le sono grato per questo più che per la pazienza infinita nel darmi da mangiare, nel crescermi, nell’educarmi. Detta associazione, curata da sempre dai Padri gesuiti, invia ogni mese, a chi ne fa richiesta, una pagellina che contiene, oltre alla preghiera al Cuore di Gesù, la raccomandazione di fare la Comunione il I Venerdì di ogni mese per riparare i peccati commessi dall’umanità, la recita almeno di una decina del rosario e le intenzioni mensili affidate ai fedeli dal Papa e dai Vescovi. Le intenzioni sono tre: quella generale sui problemi più scottanti del momento, quella missionaria riguardante la Chiesa in trincea nelle varie parti del mondo e quella dei vescovi di ogni Nazione (l’associazione ha carattere internazionale). Per il mese di Settembre l’intenzione generale tocca il tema del

silenzio: “Perché gli uomini del nostro tempo, spesso sommersi dal rumore, riscoprano il valore del silenzio e sappiano ascoltare la voce di Dio e dei fratelli”. La lettera di S. Giacomo, nella Bibbia, loda l’uomo che sa gover-

la cattedra un cartellino, dipinto da lui stesso, in cui c’era scritto: “Il silenzio è d’oro e la parola è d’argento”. E commentava: “Saper parlare è importante e bello; ma far silenzio è ancora più importante e più bello”. Con gli anni ho imparato che chi non

nare la sua lingua. L’Apostolo paragona la lingua al timone di una nave e al morso dei cavalli e fa questo ragionamento: la lingua rispetto al corpo è piccola, come piccolo è, rispetto alla nave, il suo timone. Eppure come che sa dirigere il timone guida la rotta di tutta la nave e come chi governa il morso di un cavallo sa governare tutto il cavallo, allo stesso modo chi sa essere padrone della sua lingua è padrone di tutto il corpo. Carlo Cangelosi, il mio indimenticabile maestro di scuola elementare, teneva appeso sopra

sa fare silenzio non sa elaborare i pensieri e non sa parlare e, se osa parlare, non sa quello che dice e perciò dice cose senza senso. Per questo Gesù, prima ancora di cominciare a predicare, fece quaranta giorni di deserto e quando cominciò spesso si appartava in preghiera e in silenzio per ascoltare il Padre e trovare in lui le chiavi più efficaci di interpretazione dell’essere e dell’agire dell’uomo. Fare silenzio è importante prima di tutto perché Dio parla nel silenzio e solo nel silenzio lo si può ascoltare. Per questo i grandi Maestri di spirito

raccomandano, oltre alla preghiera della bocca, sempre importante, la preghiera della mente e del cuore. Ma è importante pure perché, se non si sa fare silenzio, come si fa ad ascoltare gli uomini, dai quali abbiamo sempre e molto da imparare? Molti non sanno dialogare perché non sanno ascoltare. La mente funziona come il cuore. Il cuore si apre nella diastole e accoglie il sangue proveniente attraverso le vene, da tutto il corpo. E si stringe nella sistole distribuendo sangue arterioso pulito in tutto il corpo. Così la mente. Prima accoglie il pensiero dell’altro nell’ascolto e poi formula e manifesta il proprio pensiero nella parola. Ogni parola che non passi dall’ascolto non è né pura né genuina e difficilmente può essere veicolo di verità, essendo frutto solo del proprio io. Se lo stesso Cristo impegnò più di trenta anni della sua vita a porsi in ascolto dei problemi dell’uomo e solo dopo trenta anni e dopo quaranta giorni di deserto cominciò a parlare, perché noi uomini abbiamo terrore del silenzio, specialmente quello della preghiera, e amiamo più parlare che ascoltare? Con il mese di settembre riprendono assemblee e convegni. In quante assemblee e convegni si lascia un congruo spazio ai partecipanti? Non dimentichiamo mai che Dio ci ha fatto due orecchie e una sola bocca. Il significato è chiaro. Le risorse impiegate per parlare devono essere sempre il 50% in meno di quelle impegnate nell’ascolto: prima di Dio e poi degli uomini.

giacomo.ribaudo@fastwebnet.it Tel. 091 490155 cel. 330 537932

Cntn n° 2 Anno XIV 2013  

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