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SOMMARI O ANNO XI

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EDITORIALE

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A TU PER TU

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ATTUALITÀ

Il bene dal male di Serena Termini

Registrazione Tribunale di Palermo N.17 / 2000

DIRETTORE EDITORIALE:

N. 8

Una rosa dall’intenso profumo di Giacomo Ribaudo

GIACOMO RIBAUDO DIRETTORE RESPONSABILE:

di Fabio Sortino

SERENA TERMINI REDAZIONE: G. Bonanno, E. Ghezzi, F. Giorgianni, G. Gonzales, P. Turturro, F. Verruso.

La repubblica delle banane

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Romeo cardinale a Palermo

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PROTESTE

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SOLIDARIETÀ

La gente non mangia cultura di Anna Turdo

Informare e divulgare di Daniela Gregotini

IMMAGINI A CURA DI

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CHIESA

il 25 Ottobre 2010 alle ore 13.00

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ARTE

DIREZIONE REDAZIONE AMMINISTRAZIONE

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ECONOMIA

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MUSICA

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SCUOLA

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VITA SOCIALE

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PIANETA LAVORO

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LIBRI

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SPAZIO DI FEDE

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OROSCOPO

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PALINSESTO

GIOVANNA GONZALES

Questo numero è stato chiuso

Via Magione, 44 - Palermo Tel. 091.6177936 - 334.9647256 Fax 091.6175215 regina.coelorum@virgilio.it

Educare alla libertà di Pino Grasso

Sant’Orsola in Termini di Giuseppe Longo

Precariato: un dramma senza soluzione? di F. S.

Roma caput mundi del genere sacro di Daniela De Marco

Sciopero al 30% e centomila in piazza di Piero Bernocchi

www.cntn.it www.teleregina.it IMPAGINAZIONE

E E

COMPOSIZIONE GRAFICA

STAMPA

Poco attenzionato il fenomeno del suicidio di S. T.

Copygraphic s.n.c. Via E. Restivo, 99

Il regno illustre, decaduto e vilipeso di Elio Giunta

tel. 091.524312 - tel. 091.2523051 - Palermo

e-mail: copygraphicsnc@libero.it

di Paolo Turturro

e-mail: info@copygraphic.it www.copygraphic.it L’attività e la collaborazione a qualsiasi titolo sono fornite gratuitamente

Un grande dono di solidarietà

Oroscopo alternativo come bussola di Lidia Castellana

Un settimanale “nuovo” per la tua formazione religiosa e culturale Abbonamento sostenitore euro 50 Abbonamento fuori Palermo euro 60: Europa euro 80 Paesi Extracomunitari euro 90 c/cp n. 12372983 intestato ad Associazione CNTN oppure Monte dei Paschi di Siena Filiale di Villabate IBAN IT 78L01030 43730 000000002944 Per informazioni chiama la redazione: 091 6175215 - 091 6177936


UNA ROSA DALL’INTENSO PROFUMO

a tu per tu

di Giacomo Ribaudo

Il 15 Settembre scorso si è spenta l’ultima consacrata dell’Ordine delle Vedove di Palermo. Il tracciato della sua esistenza mi sembra degno di attenzione, per cui ho steso per lei una testimonianza in forma di lettera a lei indirizzata.

Rosa carissima, hissà perché il tuo appello per il passaggio dalla Chiesa che lotta alla Chiesa che trionfa è avvenuto proprio il 15 Settembre, la data della festa dell’Addolorata e del martirio di P. Pino Puglisi, di cui custodivi un’immagine e la memoria. Ma, a volerci pensare, anche tu sei vissuta tra poche consolazioni e moltissimi dolori, proprio come la Madre Addolorata di Gesù. Prima di conoscere te e il resto della tua famiglia, nel lontano 1970, quando divenni parroco in quel magazzino-chiesa di via Catania a Villabate, la tua seconda casa e la mia basilica prediletta, “il profumo di tutti i sogni miei”, come ho scritto in una delle mie poesie, conobbi alle scuole elementari, dove una volta alla settimana andavo per intrattenermi con i bambini, la tua piccola Mariella. Allora contava appena 9 anni. Mi stupiva per la sua attenzione, la sua intelligenza e le sue risposte. E la invitavo a venire a Messa la Domenica a S. Agata. Non venne mai e mai mi disse perché, passando immediatamente da un sorriso angelico a un volto serio, quando insistevo: lo scoprii dopo, quando iniziai l’attività nella chiesa-garage di via Catania, con la nuova parrocchia di S. Giuseppe. Lei era sempre la prima ad arrivare, a posizionarsi davanti, mentre continuava a regalare il suo incantevole sorriso. S. Agata era troppo distante da casa vostra e le sue condizioni di salute, piccola fragile e con frequenti difficoltà

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di respiro, tenevano te in perenne soggezione per lei. Ma a S. Giuseppe c’era quasi sempre. Indimenticabile la sua prima Comunione, con la debita preparazione: il suo cuore era tutto fiamma, e tu andavi orgogliosa di lei, tutto volto intelligenza e sorriso, in un corpicino che appena si notava. Vivevate in simbiosi perfetta. Era come se in lei ci fossi tu totalmente e in te ci fosse lei, pure totalmente. E in entrambe c’erano Raffaele, tuo marito fin dal lontano 1957 e Sebastiano, il vostro primogenito, nato un anno dopo il matrimonio. Ma, tanto l’uno quanto l’altro, erano come protesi sempre verso voi due, tu e Mariella, anche quando voi non eravate presenti, come se vivessero per voi totalmente senza annientarsi, anzi affermandosi in questa spontanea oblazione di sé fatta di amore limpidissimo. Era come se giocavate tutti e quattro a chi facesse più felice l’altro, in una comunità-comunione in cui le diversità risaltavano nell’atto stesso in cui con le personalità degli altri si fondevano: una famiglia di veri figli di Dio. Da fidanzata Mariella fu scelta come ministro straordinario della Comunione. Eri raggiante tu, quanto e più di lei, cara Rosa. E il card. Pappalardo, quando lei andò a ritirare il libretto dalle sue mani, aveva esclamato: “Che bella ragazza!” E ti eri inorgoglita, soprattutto perché sapevi benissimo che la bellezza del suo volto era il riflesso e la sagoma della bellezza del suo cuore e della sua anima. E che festa pazza il giorno del suo matrimonio prima in chiesa e poi alla villa Airoldi! Tu e Raffaele eravate ubriachi di amore e di soddisfazione. Ma la festa finì dopo appena sei mesi. Non dimenticherò mai quella notte fra il 23 e il 24 Febbraio 1984, quando Sebastiano venne di corsa e mi sussurrò al citofono, schiantato dal dolore: “Vieni subito a casa, perché Mariella è morta”. Non ci credetti, fino a quando non toccai io stesso il suo volto indurito di neve e non ne ricevetti la conferma, con uno sguardo silente e desolato, dal giovane medico che intanto erava-

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i lettori ci scrivono continua da pagina 3

mo andati a chiamare. Il nostro Angelo in carne non c’era più! Com’era possibile? Ti fu di grande conforto tua nuora Patrizia, che ti ha amato e ha accettato il tuo Sebastiano e la tua casa divenuta tempio di tua figlia, oltre che di Dio, come la sua casa, lontana dai suoi che aveva lasciato in Puglia, e che, di tanto in tanto, rivedeva e ogni giorno sentiva. Ma il tuo sguardo e il tuo cuore ormai erano più di là, nel Cielo di Dio e di tua figlia, che di qua. Una mattina mi alzo con un pensiero, come sempre mi succede quando di notte il cuore di Dio mi istruisce, come dice uno dei salmi: sarebbe una grande testimonianza di fede nella Vita eterna e nella vita in Dio e in Cristo dopo la morte se Rosa prendesse il posto di sua figlia Mariella come ministro straordinario della Comunione: un ministro che vive in Dio e gode Dio sosti-

tuito da un ministro che vive in Dio perché la sua figlia superamata è con Dio. Ne parlo al consiglio pastorale, i cui membri afferrano subito l’idea e la approvano. Siamo nel 1984, appena pochi mesi dopo la morte di Mariella. Le case dei malati diventano, mia cara Rosa, la tua seconda casa. Cristo Eucaristia il Pane mangiando il Quale e donando il Quale spalancava una finestra di Sole in cui tu vedevi Mariella nelle braccia di Dio. Poi, mentre intanto tuo marito andava perdendo colpi e fu costretto ad allettarsi, tu andasti perdendo la vista e quel Gesù che tu portavi, altri lo portavano a te. Non ti lamentavi mai, perché l’amore non è fatto di lamenti, ma di sospiri e di occhi sollevati al cielo. Nella tua missione di moglie-infermiera ti aiutavano Sebastiano, Patrizia e i tuoi nipoti, un maschio e una femmina, cime a scuola, ma cime

anche in quanto alunni di te che sei stata loro maestra di vita e di servizio. Ultima tua gioia, dopo la morte serena di tuo marito: la consacrazione nell’Ordine delle Vedove. Eri tutta occhi quella mattina quando, alla presenza di alcune consorelle e di alcuni familiari, pronunziasti il tuo SI generoso a Dio che ti chiamava a fare ancora un altro passo. “Ora sei tutta di Dio”, ti dissi al termine della Messa accanto al tuo lettuccio vestito anch’esso a festa. Tu non hai risposto che con gli occhi, che avevi tenuto fissi all’altare tutto il tempo. I tuoi occhi ce li ho ancora nei miei occhi: e sono due fari: i fari della Vita Eterna. La Vita di Dio, quella di tua figlia, quella dei figli di Dio che hanno chiuso gli occhi per i beni di quaggiù, perché hanno lo Splendore della Luce di Dio come il Meglio da fissare…Buona visione, Rosa.

CHI DESIDERA ABBONARSI PUÒ TELEFONARE ALLO 091.617.79.36 O PUÒ CONTATTARE ANNA BASILE 328.4767020 O LOREDANA FERRARO 339.8294260 Carissimo padre Giacomo, con “La bellezza non svanirà”, hai superato di molto te stesso! È canto, poesia, laude, arte, storia... Grazie. Auguri Santi nel Bel Pastore. Tuo † Luigi Bommarito Arcivescovo *

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Dal trasporto amico per accompagnare chi ha bisogno, al punto internet per imparare a navigare; dall’amico di penna che aiuta a compilare moduli e a districarsi nella burocrazia, ai nipoti d’onore per avere compagnia... Sono queste le proposte del progetto “Anzianitas” destinato a tutti gli anziani di Palermo e Catania. Si tratta di una rete di sostegno creata dalle associazioni ADA, Anteas, Auser, ANCeSCAO, in collaborazione con la UIL Pensiona-

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ti e la Libera Università per la Terza Età. Gli anziani che volessero usufruire di un sostegno psicologico, di trasporto con accompagnatore, di una compagnia o di un aiuto per disbrigo pratiche, o volessero imparare a usare il computer ed internet, possono rivolgersi ai numeri verdi 800985004 per Palermo e 800134939 per Catania. Tutti i servizi sono gratuiti e rientrano nelle attività di volontariato che le associazioni hanno organizzato grazie al protocollo di intesa tra fondazioni bancarie e la rete dei Centri di Servizi per il Volontariato. Sono disponibili 3 punti internet in varie zone della città di Palermo: in piazza Castelnuovo, 435, in via Maria Vaccaro, 11 e via Roma 72. Nipoti d’onore è, invece, un servizio che permette agli anziani di uscire in compagnia di giovani

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volontari per andare al cinema, a cena fuori o a teatro. Il progetto prevede anche l’organizzazione di attività di gruppo e conferenze aperte al pubblico. Inoltre è previsto anche un sostegno psicologico, richiedendo gratuitamente colloqui con professionisti psicologi. *

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In occasione della XII Giornata Mondiale dell’anziano il Servizio per la pastorale degli anziani dell’Arcidiocesi di Palermo ha organizzato una serie di manifestazioni che hanno avuto luogo mercoledì 20 ottobre 2010 presso la Chiesa Don Bosco, a Palermo. La celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal Vescovo ausiliare mons. Carmelo Cuttitta. Alle 17 è stato presentato uno spettacolo nell’attiguo teatro.


IL BENE DAL MALE

editoriale

Dall’Università di Palermo nasce il primo corso in Italia sui beni confiscati di Serena Termini

er la prima volta dalla Sicilia, ed in particolare dal nostro capoluogo dell’Isola, diamo con grande piacere questa notizia molto importante: nasce il primo corso in Italia di alta specializzazione sulla gestione dei beni confiscati, organizzato dal dipartimento DEMS dell’Università di Palermo, è sviluppato in collaborazione con la Direzione Nazionale Antimafia, l’Agenzia per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata e l’UNICRI, Istituto Interregionale delle Nazioni Unite per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia. Diverse saranno le aree tematiche e le novità introdotte che verranno analizzate durante il corso: dai cosiddetti ‘pacchetti sicurezza’ alle tecniche di gestione dei beni, dall’istituzione dell’albo degli amministratori giudiziari agli effetti delle misure patrimoniali, per continuare con i profili giuridico - amministrativi coinvolti, l’istituzione del-

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l’agenzia nazionale o, ancora, i progetti di riutilizzazione dei beni confiscati. Il corso, articolato in 120 ore, è iniziato il 15 ottobre e si concluderà il 18 dicembre al dipartimento di studi europei e dell’integrazione internazionale di Palermo. “Questo accordo getta le basi per un significativo scambio di esperienze a livello nazionale e internazionale – ha sottolineato la rappresentante dell’UNICRI, Kristiina Kangaspunta -. La collaborazione tra l’UNICRI e le istituzioni coinvolte consentirà inoltre lo sviluppo di nuove importanti iniziative per ampliare le possibilità di utilizzo dei beni sottratti alla criminalità organizzata: un passo fondamentale nella lotta alle mafie. Se da una parte la confisca dei beni priva i criminali dei loro proventi illeciti, una giusta destinazione degli stessi può consentire di risarcire le comunità locali che maggiormente hanno subito le conseguenze delle azioni criminali. Crea-

re professionalità nella gestione di tali risorse è di fondamentale importanza.” “Il problema delle infiltrazioni nella gestione dei beni confiscati è un problema che c’è adesso e ci sarà anche tra vent’anni – ha riferito Mario Morcone, direttore dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, a margine della presentazione del primo corso di alta formazione -. Bisogna evitare gli errori - ha concluso - ed è necessario un forte raccordo con l’autorità giudiziaria che ci aiuterà a non fare passi falsi”. Intanto è bene aggiornarvi su qualche dato: sono 8.446 gli immobili confiscati in Italia, l’83 per cento nelle quattro regioni del Sud: Sicilia (43 per cento), Calabria, Campania e Puglia. Ma anche in Lombardia (7,2 per cento) e Lazio (3,9 per cento). Tra le altre novità, sempre in tema di gestione dei beni confiscati, la Provincia di Palermo ha elaborato una proposta di modifica della normativa sui beni sequestrati, che è stata sottoposta all’attenzione del prefetto Morcone. La bozza di modifica riguarda, infatti, la possibilità di destinare una parte del fondo costituito dalle somme sequestrate alla mafia alle associazioni, alle onlus e alle cooperative che gestiscono i beni confiscati e che spesso si trovano a dovere ristrutturare immobili in cattive condizioni o comunque ad affrontare lo start up delle attività per le quali hanno ottenuto i beni. Inoltre la provincia propone la possibilità che anche i consorzi tra comuni possano essere assegnatari dei beni confiscati e poi l‘istituzione di un elenco pubblico aggiornato, attraverso il quale tutti i cittadini possano conoscere i beni assegnati, chi li gestisce e con quali finalità.

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attualità

LA REPUBBLICA DELLE BANANE Tra scoop e linciaggio mediatico ci si dimentica dei cittadini di Fabio Sortino

Giulio Tremonti

bbiamo parlato della manovra e della situazione finanziaria della Regione. E ho sollecitato la firma del decreto del par fas che riguarda la Sicilia”. Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, commenta così l’incontro, con il ministro dell’economia, Giulio Tremonti. “A scanso di puntuali e prevedibili speculazioni sull’argomento, ribadisco quanto ha già dichiarato l’assessore Michele Cimino: il problema della stabilizzazione dei 23 mila e 500 precari degli enti locali siciliani sarà risolto. Occorrerà a questo fine armonizzare la politica del governo nazionale con le scelte amministrative e legislative della Regione siciliana.” Peccato per il Governatore, che forse non se ne è accorto, che la Sicilia abbia un attivo di 15 milioni a fronte di un passivo di 1 miliardo e 266 milioni. Qualche giorno fa, si è svolta una conferenza stampa sulla stabilizzazione dei precari. Per inciso i Fondi fas, ossia 4 miliardi di Euro, inutilizzati, non sono ancora confluiti nelle casse della regione. mentre, dicevamo, durante la Conferenza è stato affermato che il capitolo di spesa per retribuire i precari per i prossimi due anni sarà di 36 milioni di euro. I Precari saranno inseriti – secondo quanto dice l’assessore all’economia Centorrino, in vari enti locali, oppure nelle università o in altri enti come succede da decenni. Ma dov’è questa stabilizzazione? Ci domandiamo, dove si troveranno i soldi per mantenere il precariato per migliaia di persone. Nel mentre si discute sul nome da dare a questi ipotetici fondi. Non più sussidi, ma ore lavorative retribuite. Sinceramente siamo perplessi. “L’inserimento dei precari negli organici dovrà infatti essere accompagnato da una azione di riorganizzazione produttiva del comparto pubblico in tutta la Sicilia, così come è già acca-

“A

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duto nella sanità, dove la razionalizzazione della gestione, ha permesso di migliorare i livelli di produttività, senza aumentare la spesa.” “In attesa - conclude il presidente della Regione - che il parametro tra popolazione servita e dipendenti della pubblica amministrazione si riallineino, nel tempo, agli standard nazionali.” Ma veramente si pensa, che in tempi di recessione si trovino i finanziamenti per 22.500 precari? Ma la politica autoreferenziale e distratta, riuscirà, per una volta a mantenere gli impegni e a stabilizzare una gran mole di precari? Purtroppo, l’esperienza ci insegna che la casta chiusa, peggiore di quelle induiste, non riuscirà a mettersi d’accordo ed a trovare una soluzione per precari, disoccupati, inoccupati, licenziati, cassintegrati del Sud e della Sicilia naturalmente. E mentre aumenta sempre di più numero dei nuovi poveri e quello dei diseredati senza fissa dimora. Ma c’è veramente bisogno di una rivoluzione per far scendere dall’olimpo questi vanitosi politici, bravi nell’arte della sofistica e meno in quella del fare. Se il mercato e la globalizzazione pensano che si debba chiudere Termini Imerese, a chi si vuole che importi delle persone sbattute in mezzo alla strada. Perché si mettono in evidenza i pur spregevoli vizi del mondo ecclesiastico e non si evidenziano le missioni in aree povere sia vicine che lontane? Si pensa che ci sia meno spreco e corruzione nella classe politica? La cosiddetta II Repubblica si sta rivelando più corrotta e strafottente verso il popolo della prima. E non sembra che ci siano ricambi o vie d’uscita. Abbiamo trascorso l’estate ascoltando le liti da cortile di certi uomini politici e abbiamo visto mettere in croce un uomo, che non sarà virtuoso al 100% ma ha almeno il coraggio di pronunciare parole ovvie ma di cui si sente il bisogno: “questione morale, legalità, giusta pena per i corrotti” e per questo secondo Berlusconi è un traditore. Abbiamo visto la nomina di probiviri, come il presunto, neanche tanto presunto corrotto, Denis Verdini, abbiamo visto gli arresti domiciliari del bancarottiere Balducci, nella sua mega-villa con piscina, mentre i carcerati normali muoino di nervi e di stenti. Cos’altro ci propineranno i nostri grandi ed eleganti politici con la giustificazione della crisi economica? Abbiamo visto la Ministra della Pubblica istruzione Gelmini licenziare precari con metodi stalinisti ed adottare graduatorie aberranti. Basta, non ne possiamo più. Qualcuno ci svegli da quest’incubo.


ROMEO CARDINALE A PALERMO

attualità

CNTN E TELEREGINA AUGURANO UN PROFICUO LAVORO APOSTOLICO AL NUOVO CARDINALE, LA CUI NOMINA FA ONORE A TUTTA LA SICILIA. uonano a festa le campane per monsignor Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo eletto cardinale.“La notizia per la nomina dell’Arcivescovo di Palermo ha destato grande gioia in tutti i fedeli che hanno sempre apprezzato le doti pastorali e umane di monsignor Romeo e anche il suo grande impegno da pastore. Significativamente la nomina del Santo Padre giunge all’indomani della visita del Papa a Palermo, evento nel quale Romeo ha voluto fare emergere la faccia della Sicilia ricca di speranza e carica di operosita’”.

S

Quinto di nove figli, dopo le scuole primarie è entrato nel seminario vescovile di Acireale dove, dopo gli studi ginnasiali e del liceo, ha iniziato quelli di Teologia. Inviato a Roma nel 1959 per studiare all’Almo Collegio Capranica, ha completato gli studi accademici conseguendo la licenza in Teologia presso l’Università Gregoriana e la laurea in Diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense. Il 18 marzo 1961 è stato ordinato sacerdote nella Cappella del seminario vescovile di Acireale, ed ha continuato gli studi universitari coniugandoli con il ministero sacerdotale, quello di assistente del gruppo scout Roma IX del Collegio di San Giuseppe in piazza di Spagna, e quello di assistente diocesano dell’associazione “Silenziosi Operai della Croce”, che ha come finalità l’accompagnamento e l’animazione spirituale delle persone ammalate per la valorizzazione della sofferenza nel contesto del mistero della salvezza. Nel 1964 ha iniziato la sua preparazione specifica come alunno della Pontificia Accademia Ecclesiastica e il 1º gennaio 1967 è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede, prestando la sua opera successivamente nelle rappresentanze pontificie di: Filippine, Belgio, Lussemburgo, Comunità Europea, Venezuela, Ruanda e Burundi. Nel 1976 è stato richia-

mato in Vaticano nella Segreteria di Stato nell’allora Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa, con l’incarico di seguire direttamente la vita della comunità cattolica nei paesi dell’America latina e le attività del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM), in quel momento specialmente impegnato nella preparazione alla 3^ Conferenza Generale dell’Episcopato di quel Continente, solennemente inaugurata da Giovanni Paolo II nella basilica di Nostra Signora di Guadalupe, il 29 gennaio 1979. Nello stesso periodo ha diretto la Casa Internazionale del Clero ed è stato assistente regionale dell’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani nel Lazio. Il 17 dicembre del 1983 è stato nominato arcivescovo titolare di Vulturia e nunzio apostolico in Haiti, ricevendo la consacrazione episcopale il 6 gennaio 1984 da Giovanni Paolo II nella basilica papale di San Pietro in Vaticano. Forte è stato il suo impegno nell’isola caraibica dove ha svolto il suo ministero in un momento difficile e complesso della storia di quella nazione, contrassegnata dalla caduta del regine di François Duvalier e da vari colpi di stato. Successivamente, dal 1990 al 5 febbraio 1999 è stato nunzio apostolico in Colombia e dal 1999 al 2001 in Canada, quando papa Giovanni Paolo II lo richiama in

Vaticano nominandolo nunzio apostolico per l’Italia e la Repubblica di San Marino, incarico che manterrà fino al 19 dicembre 2006 venendo nominato da papa Benedetto XVI arcivescovo di Palermo. Mons. Paolo Romeo partecipa alla quarta conferenza dell’episcopato latino-americano nonché, da inviato speciale del Papa, all’insediamento dei Presidenti delle Repubbliche di El Salvador, Honduras ed Ecuador. In occasione della scadenza del mandato del cardinale Camillo Ruini alla presidenza della Conferenza episcopale italiana, propose una consultazione fra i vescovi italiani per eleggere il nuovo presidente. Successivamente la consultazione fu revocata e il nuovo presidente cardinale Angelo Bagnasco fu nominato da papa Benedetto XVI. Il 10 febbraio 2007 succede al cardinale Salvatore De Giorgi, dimessosi per raggiunti limiti di età. Riceve il pallio nella Basilica di San Pietro in Vaticano il 29 giugno 2007 da papa Benedetto XVI, insieme ad altri 45 arcivescovi metropoliti tra cui un altro siciliano, l’arcivescovo di Messina - Lipari - Santa Lucia del Mela mons. Calogero La Piana. Il 20 ottobre 2010 papa Benedetto XVI ha annunciato la sua nomina cardinalizia nel concistoro previsto per il 20 novembre dello stesso anno.

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LA GENTE NON MANGIA CULTURA

proteste

di Anna Turdo

on questa scellerata frase, l’attuale Ministro dell’economia ha liquidato le osservazioni del Ministro dei Beni Culturali che lamentava l’ennesima sforbiciata al suo Ministero. Una tale frase detta da un Ministro della Repubblica non è solo sconcertante ma anche preoccupante: sconcertante perché come recita il “Dizionario della Lingua e della Civiltà Italiana”, per “cultura” si intende “consapevolezza, intellettuale e morale, di sé, del proprio posto e dei propri diritti e doveri rispetto alla società e all’umanità, della propria condizione storica, fondata su una personale elaborazione delle esperienze dirette e indirette.” Concetto, mi sembra, abbastanza chiaro che non necessita di ulteriori spiegazioni, ma da non confondere e relegare nell’angusta definizione di nozionismo, erudizione specialistica o indottrinamento; preoccupante per-

ché solo i governi dittatoriali possono auspicare un Paese ignorante e quindi non pensante, aduso ad obbedir tacendo per leggi imposte dall’autoritarismo tipico delle peggiori dittature. La cultura è l’essenza della nostra stessa vita, della nostra identità come persone e come cittadini di un Paese civile e democratico. Non nutre il corpo, è vero, ma la mente la cui crescita intellettuale è importante al pari della crescita biologica dell’individuo. Senza andare troppo indietro nella storia, già alla fine del ’700 il matematico Condorcet sosteneva che “l’istruzione abbassa le incertezze” e che la scuola doveva essere gratuita e aperta a tutti. Questo è ciò che dovremmo ricordare, soprattutto oggi, ai tempi del Ministro Gelmini, per impedire che la crisi economica travolga anche valori universali irrinunciabili come la libertà e l’autodeterminazione individuale.

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INFORMARE E DIVULGARE di Daniela Gregotini

l mio nome non dirà nulla, non posso neppure immaginare quante migliaia di lettere e mail e video riceviate tutti i giorni, ma mi perdonerete la presunzione se vi prego di riservare dei minuti a leggere questa lettera. Io e Mauro Merlino siamo fondatori di MG INFORMARE E DIVULGARE presente su Facebook e presto anche sul web, siamo due genitori vittime di un sistema malato, di quel sistema che a seguito di una separazione può far spesso perdere un figlio. Vi chiederete perché vi contatto? Non vi contattiamo per noi, le nostre battaglie le abbiamo sempre affrontate da soli, nei tribunali, dagli assistenti sociali, con tutti i mezzi e i modi che abbiamo avuto a disposizione, vi scrivo perché quando si vive un’esperienza del genere, la vita si stravolge,diventa un film dell’orrore dalle connotazioni talvolta impensabili e al limite delle umane risorse e sopportazioni… Quando vivi un’esperienza cosi, hai diverse possibilità: Rinunciare a tutto, rinunciare a tuo figlio dimenticando che esista, farti travolgere da questo immenso dolore e rischiare di compiere gesti inconsulti verso se stessi o verso le altre persone coinvolte.. o come si spera sempre di poter fare nella vita, dare un senso anche alla sofferenza più grande, quella sofferenza che ti ha tolto la vita stessa... Non chiudersi in sé, aprire gli occhi agli altri, a tutti coloro che soffrono, e come te stanno morendo dentro, e cercare di tendere loro una mano, di aiutarli, ma non solamente con le solite semplici frasi di conforto, ma con la volontà, la forza, l’impegno, la dedizione piena.. col cuore gettandosi in un’impresa che cambi la realtà, che cambi le leggi, che plachi le ingiustizie... e riporti dignità a coloro a cui ogni giorno viene negata. Ecco il motivo per cui vi scrivo, perché queste imprese non si possono realizzare in sordina, al margine. Per cambiare le cose occorre far prendere atto del pro-

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blema, per fare ciò occorre renderlo conosciuto a un maggior numero di persone non solo quelle coinvolte in prima persona; per rendere un qualcosa conosciuto a molti deve diventare pubblico ed ecco in questo passaggio si inseriscono i media.. non chiedo altro che la possibilità di parlare, di raccontare, di esprimerci, di portarvi testimonianze, storie di vita, uomini e donne pronti ad aprire la loro vita davanti a un microfono mettendoci la faccia per il bene di tanti altri. Capisco le logiche del business, dell’audience.. e tutto ciò che ruota attorno al vostro mondo, capisco anche che oltre a tutto questo non sappiate chi siamo. Può intimorire l’idea di collaborare con quelli che sembrano dei sobillatori, dei provocatori... e dei rivoluzionari. Non vi dico che forse la problematica di cui ci occupiamo è di notevole attualità e quindi forse argomento allettante da un punto di vista commerciale, ormai se ne parla tantissimo dopo l’outing di Sereni e i programmi a cui è intervenuto Tiberio. Il nostro obiettivo è di offrire gratuitamente un aiuto concreto ai genitori in difficoltà nel rapporto tra minori e giustizia: attraverso la divulgazione continua dei casi di mala giustizia e la segnalazione dei più gravi alle figure competenti. Ci auguriamo che il nostro esempio di impegno donato sia da esempio allo Stato affinché intervenga con sostegno reale alle famiglie già vittime di un sistema malato. ORA BASTA PAROLE! RECAPITO: 346-7926036 begin_of_the_skype_highlighting 346-7926036 ANNO XI - n. 8 • 31 Ottobre 2010

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chiesa

EDUCARE ALLA LIBERTÀ Il convegno Pastorale diocesano di Pino Grasso

Mons. Giancarlo Bregantini

a Chiesa non deve partire con la fede già pronta, ma deve raccogliere domande di speranza che sono nel cuore di tutti, anche di chi è lontano da Dio, anche da chi fa fatica a credere, anzi, soprattutto quel germoglio, noi lo dobbiamo raccogliere a livello educativo e specialmente con i giovani”. È quanto ha detto mons. Giancarlo Bregantini, Arcivescovo di Campobasso –

“L

Boxano, un uomo del Nord (è originario della Val di Non) che ama la gente del Sud che ha svolto la relazione al Convegno Pastorale Diocesano su “Educare a libertà - amore – responsabilità”. Mons. Bregantini ha accolto l’invito dell’Arcivescovo di Palermo il quale in sede di presentazione ha detto che è una persona molto conosciuta ed apprezzata per la sua dedizione alla causa della Chiesa e del

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popolo. “Nel suo ministero abbiamo trovato tratti del nostro padre Pino Puglisi e come lui lo proponiamo alla nostra ammirazione e imitazione nel ministero sacerdotale”. “È la fede il grande antidoto al destino – ha continuato mons. Bregantini – perché il destino schiaccia, la fede apre, come è stato detto in questi giorni. In particolare del capitolo 4 della lettera di San Paolo ai Romani vi segnalo una frase stupenda, in latino perché più espressiva: Contra spem in spem credidit. Il credente, Abramo, la comunità, la vostra, la comunità in Italia in questo momento in spem, capite che il processo educativo è trasformare contra in. Questo è il punto e di questo abbiamo immenso e infinito bisogno e a questo siamo chiamati. Pensate al discorso giovanile contra spem, in spem credidit, allora la morte si trasforma in vita, la rassegnazione in speranza, la debolezza in forza, la precarietà in fertilità, in fecondità”. Citando il documento “Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno”, mons. Bregantini ha detto che è prezioso sotto l’aspetto educativo ed è fatto di tre parti e ogni parte potrebbe essere riconducibile


chiesa ad una parola - chiave. “La prima parola che ho imparato nella Locride è marginalità. Cioè conoscere le realtà che ci hanno resi lungo i secoli, marginali. Il Sud purtroppo è marginale, però dentro questa parola ci sono tutte le realtà che il documento presenta: i limiti, le fatiche, la malavita, la precarietà giovanile, il fatalismo paralizzante di cui anche mons. Romeo ha parlato al Papa. Dire marginalità non significa dire qualcosa in senso negativo, ma prendere coscienza delle proprie situazioni e trasformarle in tipicità cioè una sorta di identità, che permette di prendere coscienza dei problemi e si affrontano con la forza della speranza. In questa esperienza di speranza, le situazioni più difficili si affrontano con coraggio nuovo. Nella reciprocità infine, ci sta la parola chiave risolutiva di una domanda grandissima che in questi giorni a livello politico si sta facendo e cioè il Federalismo, che non significa gettare in faccia degli altri i problemi, ma porsi in ascolto del più debole”. Infine mons. Bregantini ha ricordato che il documento sul Mezzogiorno definisce il Sud con una parola profetica, un “laboratorio” cioè dei valori e delle esperienze uniche che sono di speranza per tutto il Paese. “Il Sud è un laboratorio dove esercitare un modo di pensare diverso rispetto ai modelli che i processi di modernizzazione spesso hanno

prodotto, cioè la capacità di guardare al versante invisibile della realtà e di restare ancorati al risvolto radicale di ciò che conosciamo e facciamo”. “Un versante invisibile e un risvolto radicale come il guardare al gratuito e persino al grazioso e non solo all’utile e a ciò che conviene. Al bello e persino al meraviglioso e non solo al gusto e a ciò che piace e infine alla giustizia e persino alla santità e non solo alla convenienza e l’opportunità. È dai grandi valori del Sud che si parte anche a livello pastorale. In questa richiesta la speranza di educare i nostri giovani alla libertà, all’amore, alla responsabilità, camminando insieme con loro immergendoci come nell’acqua battesimale ed entrare fino in fondo nella loro storia”. E segni di speranza concreta si vedono anche nelle nostre comunità, come ha detto don Salvatore Lo Bue, il fondatore della Comunità per il recupero dei tossicodipendenti della Casa dei giovani che è intervenuto a Termini Imerese nella Chiesa del Monte dove si svolgeva uno dei laboratori di approfondimento nei vicariati. “Posso portare l’esempio di tanti ex tossicodipendenti e prostitute che dopo essersi venduti, compiuto reati di ogni genere, si sono rimessi in gioco scegliendo di entrare nelle nostre comunità, svolgendo una vita quasi monastica per tre anni pur di tornare a vivere”.

in breve Albergo dei Poveri Nuova visita guidata al Novecento sacro. Sabato 23 ottobre, alle ore 17,00 all’Albergo dei Poveri, Corso Calatafimi, 217, visita guidata all’esposizione nazionale d’arte contemporanea Novecento Sacro in Sicilia. Organizza la lettura critica dell’evento culturale l’associazione Progetto Sicilia – Movimento di Umanesimo Politico, che si avvale della competenza del curatore della mostra Giovanni Bonanno e dello scultore e pittore Mario Pecoraino. L’incontro si articola in due momenti: 1)

Introduzione alle problematiche estetiche, culturali e religiose dell’arte in Sicilia lungo il secolo breve;

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Esegesi di sculture e dipinti, pregni di antropologia e teologia, secondo l’iter diacronico e in relazione ai linguaggi formali di ciascun artista.

Complessivamente Novecento Sacro in Sicilia, che occupa cinque grandi sale, riunisce 175 opere, molte di grandi dimensioni, firmate da 39 maestri siciliani, fra cui De Francisco, Rizzo, Pirandello, Messina, Guttuso, Sgarlata, Migneco, Fiume, Greco, Gianbecchina, Pasqualino Noto, Guccione, Aldo Pecoraiono, Caruso. La mostra, che registra notevole interesse nell’opinione pubblica, resterà aperta sino al 7 novembre dal martedì alla domenica, dalla 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19,00.

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arte

SANT’OR

Termini Imerese - Prospetto della chiesa di S. Orsola Foto - La Mantia

a chiesa di Sant’Orsola di Termini Imerese, arroccata su un dislivello roccioso, nel quartiere un tempo denominato “delli balati” dall’arabo balat (pietra levigata, lastra) esisteva già nella seconda metà del XV sec. La data di fondazione dell’edificio di culto non è sin’ora documentata. La più antica testimonianza è data da un atto notarile del 1498, nel quale il luogo di culto è citato tra quelli esistenti nella cittadina e negli immediati dintorni. Il rogito predetto, redatto dal notaio di Termini Imerese, Antonio de Michele, pur non essendo oggi più reperibile, è attestato dal sac. Giuseppe Arrigo nel suo saggio: “Della chiesa, della Comunia e della Collegiata di Termini Imerese” pubblicato nel 1911 a Palermo sulla rivista Sicilia Sacra, diretta dal sac. Luigi Boglino. L’aspetto attuale della costruzione non riproduce più l’originaria struttura architettonica per le modificazioni avvenute nel corso dei secoli e conclusesi definitivamente verso la metà del XVIII sec. L’edificio sacro, con gli arredi artistici al suo interno, rappresenta indubbiamente una delle innumerevoli e preziose testimonianze a Termini Imerese del tardo Barocco siciliano. La chiesa di Sant’Orsola nelle “Rocchecelle” di Termini Imerese L’antica Chiesa di S. Orsola fu edificata su salda roccia, nel quartiere denominato nella seconda metà del XV sec. a ragione, con il toponimo “Rucchiceddi” (Rocchecelle) cioè piccole rocche in cui gran parte del-

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le abitazioni del rione compresa anche la chiesa dell’Annunziata vi ricadono. Percorrendo il quartiere Rocchecelle, popolarmente soprannominato “i rocchi” ovvero (le rocche), si osserva qua e là la presenza di affioramenti più o meno grandi dell’onnipresente roccia dolomitica sulla quale sono costruite la maggior parte degli edifici, tanto che all’interno di molte abitazioni si vede ancor oggi far capolino qualche spuntone roccioso. Queste caratteristiche rendono particolarmente suggestivo e pittoresco il quartiere che meriterebbe giustamente una maggiore attenzione per una sua riqualificazione turistica. È da rimarcare che nel settore a valle tra Sant’Orsola e l’Annunziata, ancora nel XVI sec., si estendevano ampi spazi verdi chiamati Xilbe (leggi Scilbe) veri e propri giardini o orti in area urbana. Tra i vari studi che sono stati effettuati, a partire da quello pioneristico di Vincenzo Tuccio (1949), facciamo nostre le conclusioni dell’opera più recente ed esaustiva, scritta da Antonio Contino e Salvatore Mantia dal titolo “La chiesa di S.Orsola e le Rocchecelle in Termini Imerese” (edizioni GASM, 2001, 56 pp). La chiesa di Sant’Orsola, ingloba una delle torri di difesa poste nelle mura che si snodavano lungo il perimetro della Città in età repubblicana e nel medioevo anche se la sua struttura è ancora oggi riconoscibile. La torre, detta dei Saccàri, prende il nome dall’arabo Sakhra “rocca” e svolse la sua funzione difensiva fino al 1338 anno in cui la città di Termini Imerese fu distrutta dall’esercito angioino, mentre alla fine del Trecento con la ricostruzione della cinta muraria ampliata in direzione del mare perse del tutto questa prerogativa. La struttura chiesastica oltre ad inglobare la menzionata torre civica di difesa, ritenuta per tradizione di epoca ellenistica romana anche se attualmente le strutture visibili sono riferibili al tardo medioevo, ha la peculiarità di essere un edificio costituito da due chiese sovrapposte. La chiesetta inferiore edificata sulla roccia lapidea dolomitica è documentata sin dal XV sec., di dimensioni più modeste si presenta ad aula unica e vi si accedeva anticamente dal quartiere Rocchecelle. L’altra, quella superiore, innalzata agli inizi del XVI sec. ampliata nel Seicento e affrescata nel Settecento, si presenta a pianta rettangolare coperta da una volta a botte e con cappelle laterali intercomunicanti, tre per ogni navatella. La chiesa superiore è collegata con l’inferiore per mezzo di una scala alla quale si accede attraverso un portello. Il prospetto di Sant’Orsola, sito nell’omoni-


arte

RSOLA IN TERMINI di Giuseppe Longo ma via, in stile puramente neoclassico e conci in calcarenite, risulta mutilo nella parte superiore. La struttura architettonica religiosa fu la sede della Compagnia di S.Orsola o dell’Orazione della morte, denominata anche dei Neri o dei Negri, per il colore dell’abitino che indossavano gli appartenenti. La Compagnia fondata a Termini il giorno 6 febbraio 1569, fu come per le altre, diffuse nel resto dell’Italia, iscritte alla sede di Roma il cui anno di fondazione risaliva al 1538. Il compito di questa benemerita Congregazione fu, oltre alle raccolte delle elemosine per le funzioni religiose in suffragio dei confrati defunti e la tumulazione degli stessi nella suddetta chiesa, anche quello del sostentamento per le vedove e gli orfani in caso di premorte degli appartenenti alla Confraternita. Per volontà della stessa, nel 1796, si decise inoltre che i corpi mummificati, dei confrati defunti, attraverso un complesso processo di conservazione atti a preservarli nel tempo, fossero collocati nella chiesa inferiore che avrebbe assunto in questo modo il carattere di catacomba; l’ambiente adibito a sepoltura, trovasi nella zona sottostante l’abside. Tra le altre inumazioni, degna di nota è la sepoltura gentilizia del sacerdote Vincenzo Gaetano Impallaria, rettore della suddetta chiesa, commissario ordinario del Tribunale del Santo Uffizio, vicario foraneo, protonotaro apostolico e governatore della Cappella del SS. Sacramento della Maggior Chiesa di Termini Imerese. Il religioso, chiamato popolarmente anche “santu Baddària o Baddàru”, fu per il popolo Termitano considerato a gran voce morto in odore di santità, essendo stato probo e caritatevole nei confronti dei bisognosi. Nel 1660 la Compagnia dei Neri per l’intervento del sac. Ignazio Barracato e la concessione del frate agostiniano senese, Ambrogio Landucci, ottenne la traslazione a Termini Imerese delle reliquie di Sant’Orsola, i cui resti giacevano custoditi nel cimitero Saturnino di Roma. Sant’Orsola Vergine e Martire è la patrona di Colonia, la sua ricorrenza si celebra il ventuno ottobre. In Europa il culto risale sino al secolo VIII, mentre in Italia, la devozione verso la santa comincia intorno al XIV secolo. Nel Trecento i venditori di stoffe la elessero loro protettrice, dedicandole chiese ed altari. Attualmente a Lei ricorrono maestre, giovani ed ustionati, inoltre viene invocata per assicurarsi un buon matrimonio o la buona morte. Nell’iconografia viene rappresentata in abiti regali e con i simboli del martirio: la freccia che la trafisse e la palma, attributo iconografico tipico dei santi martirizzati. La Santa è attorniata da una schiera di Vergini che furono sacrificate insieme a lei. Altro

attributo iconografico di Sant’Orsola è dato dalla bandiera a coda di rondine con la croce di San Giorgio. L’edificio sacro, racchiude nel suo interno preziose testimonianze d’arte: stucchi, dorature, affreschi, dipinti policromi, reliquiari, iscrizioni funerarie e acquasantiere. Gli affreschi del coro e della navata centrale unitamente alle tele che arricchiscono l’edificio sacro, sono le raffigurazioni di maggiore pregio. I valenti artisti che resero alla chiesa di Sant’Orsola la loro opera espressiva furono: il palermitano Rosario Vesco (Palermo 1714, Termini Imerese 1767) noto per aver affrescato la volta e parte dell’abside con scene pittoriche. Don Alessio Geraci, pittore e decoratore, allievo di Vito D’Anna da cui imparò i segreti dell’affresco. Il Geraci, secondo Contino e Mantia, fu contemporaneo e rivale del pittore termitano Francesco Ugdulena e realizzò un dipinto raffigurante “S.Ferdinando di Castiglia” per l’omonima chiesa, una volta esistente nel Regio Castello di Termini. L’artista Tommaso Pollaci (1748-1831 c.) a cui si attribuisce il dipinto “Madonna del Rosario e Santi” datato 1782 ed infine Mattia Preti (Taverna 1613 – La Valletta 1699) il più grande pittore meridionale della seconda metà del Seicento detto il “Cavalier Calabrese” alla cui paternità viene riferita la tela del “San Benedetto che esorcizza un confratello”; attribuzione recentemente ribadita da Antonio Cuccia nel suo documentato studio (La pittura del Seicento a Termini Imerese e nel suo territorio, “Bollettino d’Arte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali”, n. 143, gennaio-marzo 2008). Questo studioso ha infatti rilevato stringenti analogie tra la tela in Sant’Orsola e la produzione autografa di questo artista. Il dipinto a causa di maldestri interventi di pulitura si presenta a tutt’oggi, orfano del suo primitivo splendore. Parimenti anche la chiesa di Sant’Orsola meriterebbe una particolare attenzione per le sue intrinseche bellezze che fa Chiesa di S. Orsola di essa un vero e pro- Volta della navata centrale Foto - La Mantia prio unicum. ANNO XI - n. 8 • 31 Ottobre 2010

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economia

PRECARIATO: UN DRAMMA SENZA SOLUZIONE? Come inserire 22.500 precari? di F. S.

a perdita del posto di lavoro da parte di circa 22.500 persone è la conseguenza di una lunga stagione di politica economica scellerata, fatta di sprechi e di promesse proprio ad opera di quei governanti che oggi, dai loro scranni, pretendono di fare pulizia dei rami secchi, di assestare le crepe dei bilanci, di riorganizzare la burocrazia (quella stessa della quale si sono serviti per anni, per fare scempio in nome del bieco assistenzialismo e dell’edonismo più sfrenato) e di recuperare risorse attraverso i tagli all’occupazione ed il blocco del turn-over nel pubblico impiego. Ora sindaci e presidenti scoprono il rischio del licenziamento del personale con contratto a termine e minacciano di consegnare la fascia tricolore davanti al parlamento nazionale. La sostanza tragicomica di questa rappresen-

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tazione politica non deve in alcun modo trascinare i precari in una simile passerella, essi non devono impietosirsi di fronte alle lacrime di coccodrillo, dopo che in questi ultimi venti anni il sistema clientelare ed assistenziale, su cui si è adagiato ad oltranza il sistema politico e, a volte, il sindacalismo della concertazione e della compiacenza, ha preordinatamente compiuto un’operazione di conflittualità sociale e di insicurezza occupazionale, disgregando i “giovani precari” per relegarli nel bisogno e nel vassallaggio. Allora, è giunto il momento, definitivo, in cui è necessario che i lavoratori, i sindacati, le famiglie e tutti coloro che giornalmente investono energie per lo sviluppo concreto e per restituire dignità a questo nostro paese, martoriato dalle improvvide sceneggiate parlamentari dei

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partiti, uniscano le proprie forze per contrastare l’ulteriore tentativo ordito da parte dei politici di raggirare, ancora, il problema della stabilità occupazionale dei precari, mentre invocano surrettiziamente la deroga al patto di stabilità. Intervento inutile, questo, che non risolverà affatto la loro rischiosissima condizione, giacché con esso si rimanda solo di qualche anno il problema, mentre invece è necessario che gli enti e le pubbliche amministrazioni locali intervengano strutturalmente nei loro bilanci, riducano quelle spese superflue, abnormi ed improprie, che non recano sviluppo e che non portano vantaggi, se non, forse, alla propaganda di mestiere o all’autocelebrazione politica o, ancora peggio, personale. È ineluttabile il fatto di recuperare risorse che comportino investimenti, ed una nuova progettualità che abbia risvolti positivi nelle comunità locali. Dunque, bisogna spingere senza indugi in questa direzione, bisogna richiamare gli amministratori locali alle loro responsabilità ed ai loro doveri, affinché adottino, con gli strumenti a loro disposizione, tutte le soluzioni concrete alla definizione completa dell’emergenza occupazionale. Il lavoro precario in Sicilia non è un fatto puramente politico, per quanto sia tipico dello stravagante apparato regionale, come alcuni scrivono o starnazzano nei media nel tentativo di circoscrivere il problema e farlo piombare in una disgrazia tutta siciliana, ma esso è una questione sociale ed un dramma forte, un evento storico di notevole risonanza, rispetto al quale non è più concesso alla politica di farfugliare e di procrastinare, di ricercare metodi bizzarri e poco efficaci, o ancora di pararsi dietro comportamenti plateali senza specie ed ontologicamente contrari alla necessità.


musica

ROMA CAPUT MUNDI DEL GENERE SACRO Alla scoperta delle migliori giovani voci per la Musica Sacra del Mondo di Daniela De Marco

arte e il talento di giovani leve della musica internazionale come chiavi di accesso alla pace, alla speranza e all’integrazione fra

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popoli. Sono anni che Daniela De Marco, giovane e dinamico direttore artistico ha fondato e dirige un concorso che si pone come punto d’incontro tra le varie realtà culturali e religiose presenti nel mondo. Dopo il successo della scorsa edizione torna nella capitale dal 10 al 13 novembre, il concorso internazionale musica sacra: l’attesissimo appuntamento annuale con la musica del genere, unico al mondo pensato e dedicato ai giovani cantanti di musica sacra, che per questa edizione 2010 riserva una grande novità. L’Accademia Musicale Europea promotrice dell’evento, ha infatti stretto un prestigioso sodalizio con l’Internazionale Bachakademie Stuttgart di Stoccarda e il concorso sbarcherà anche in Germania per un’eliminatoria decentrata, dimostrando una volta di più il respiro internazionale e mondiale che lo caratterizza da sempre, fin dai lontani esordi del 2001. È il Concorso Internazionale Musica Sacra, in programma a Roma dal 10 al 13 novembre 2010, unica competizione al mondo dedicata ai giovani cantanti di musica sacra, indetto dall’Accademia Musicale Europea, promosso dalla provincia di Roma che ha intuito fin dagli albori la grande valenza socio-culturale dell’evento e con i patrocini del Pontificium Consilium de Cultura, della Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia eretta dalla Conferenza Episcopale Italiana, del Pontificio Istituto di Musica Sacra, Telepace e Radio Vaticana. La partecipazione in questi anni di oltre 900 ragazzi provenienti da 80 nazioni di tutti e cinque i continenti dimostra come la musica elimini le barriere tra i popoli a favore di una comprensione basata sulla conoscenza. Tra le borse di studio stanziate per un totale di euro 10.000,00 il premio speciale “Provincia di Roma” rivolto a tutti i cantanti – italiani e stranieri – che risiedono nella Provincia di Roma. “È il nostro personale contributo all’integrazione di coloro che si trasferiscono anche da molto lontano per studiare qui, peraltro uno dei pochi esempi di ‘importazione’ di talenti che finiscono con arricchire il patrimonio artistico italiano” dichiara il Direttore Artistico De Marco. “I vincitori ed i premiati 2010, inoltre, saranno introdotti nell’ensemble” lirico modulare Celeste Armonia composto dai passati vincitori del Concorso con i quali stiamo preparando esibizioni di straordinaria perfezione stilistica per interpretare quasi 500 anni di teso-

Roma - Basilica SS. Apostoli

ri musicali nei più grandi festival italiani ed europei”. La giuria dell’edizione 2010 è composta da Sergio Segalini, Direttore Artistico Teatro S. Carlo di Napoli, Christian Lorenz, Sovrintendente della Internazionale Bachakademie, Stuttgart, Michael Nemeth, Direttore Artistico della Musikverein furSteiermark - Graz (Società dei concerti della Stiria – Graz) Cristina Ferrari ex Direttore Artistico del Teatro Carlo Felice Genova; Josef Usseh, Direttore dell’Eutin Festival in Germania, Giuseppe De Spirito, Agenzia Artistica “A voce sola”, Friburgo e Daniela De Marco ideatore e direttore artistico del Concorso. Chi vuol partecipare dovrà presentare cinque arie a scelta tratte dal repertorio di Musica Sacra (Messe, Mottetti, Oratori, Cantate Sacre, Canti religiosi tradizionali, ecc..) in almeno due lingue e/o di epoche diverse. (Bando su www.concorso musica sacra. Com ed info su Info@concorso musica sacra. Com facebook.com). La finale – (concerto di gala, dove oltre 100 cantanti si sono esibiti nel corso delle varie edizioni – alla presenza del Comitato d’Onore formato esclusivamente da Ambasciatori e Consiglieri Culturali presso la Santa Sede e la Repubblica italiana si terrà sabato 13 novembre nella Basilica SS. Apostoli (Piazza SS Apostoli 51-Piazza Venezia) e sarà trasmesso in mondo visione da Telepace. L’ingresso è gratuito. Per informazioni Accademia Musicale Europea www.concorsomusicasacra.com info@concorso musica sacra.com ANNO XI - n. 8 • 31 Ottobre 2010

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scuola sciopero al 30% e centomila in piazza Docenti, Ata, studenti, genitori e lavoratori di altre categorie manifestano in difesa della scuola pubblica, bene comune di Piero Bernocchi*

avvero una giornata importante nella lotta per difendere quel bene comune cruciale che è la scuola pubblica di tutti/e e per tutti/e. Dai dati delle principali città risulta che il 30% dei lavoratori/trici hanno scioperato, fatto di grande rilievo visto che il nostro appello alle strutture sindacali per uno sciopero comune non è stato purtroppo accolto e che la responsabilità dell’iniziativa è gravata solo sulle nostre spalle. E almeno centomila manifestanti – docenti, Ata, studenti, genitori, operai e lavoratori/trici di altre categorie – sono scesi in piazza nelle manifestazioni regionali indette dai COBAS, con delle punte particolarmente alte a Torino (circa 20 mila), Roma (15 mila), Napoli (15 mila), Palermo e Cagliari (entrambe 7 mila), Pisa (6 mila). Sciopero e cortei si sono rivolti contro i tagli di orario, materie e posti di lavoro (140 mila in meno in tre anni), sottolineando come l’impoverimento della scuola sia certamente un processo in atto da un ventennio con la responsabilità dei governi sia di centrodestra sia di centrosinistra, ma che, nel contempo, l’attuale politica di tagli registra un salto quantitativo che ci precipita verso il baratro di una scuo-

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la-miseria senza risorse né speranze. Nelle manifestazioni hanno dominato le richieste di annullamento dei tagli, di assunzione stabile dei precari, di investimenti consistenti almeno ai livelli medi europei, di recupero integrale degli scatti di anzianità e dei contratti per docenti ed Ata, senza il quale ogni lavoratore perderà in media 40-50 mila euro. È motivo di particolare soddisfazione che in piazza, accanto a docenti, Ata e studenti, ci siano stati operai delle fabbriche metalmeccaniche, a partire dalla FIAT, e lavoratori del Pubblico impiego; nonché quei Comitati dei precari e dei genitori che si oppongono alla scuola-miseria di Gelmini e Tremonti ma che non dimenticano il ruolo svolto, nell’impoverimento della scuola, da quei partiti di centrosinistra che furono in posizione dominante nei governi Prodi. A TORINO, insieme ai docenti, Ata e studenti, hanno manifestano anche i lavoratori della FIAT, di fabbriche meccaniche e chimiche, del Pubblico Impiego e Sanità, nel quadro dello sciopero provinciale generale. A L’AQUILA, insieme al popolo della scuola pubblica, erano in piazza anche tanti cittadini per protestare contro la gestione malan-

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drina e cialtrona della “ricostruzione” che non ha restituito alla città martoriata nemmeno le scuole e l’università preesistenti, nonché gli operai della SEVEL-FIAT. Ad ADRO i COBAS hanno manifestato a fianco dei colleghi che coraggiosamente hanno fatto quello che nessuna autorità pubblica si è accollata, e cioè porre fine all’esproprio di una scuola da parte di una fazione politica, quel distruttivo leghismo che vorrebbe una scuola divisa per etnie e religioni, consegnata a gruppi privati e partiti. A ROMA la polizia ha impedito ai manifestanti, che avevano protestato a lungo sotto il MIUR, di giungere al Parlamento ma il corteo si è svolto ugualmente in quel centro che il sindaco Alemanno vorrebbe off-limits per i cortei. Anche a NAPOLI l’intervento della polizia ha influito sulla manifestazione, a cui hanno partecipato anche gli operai Fiat di Pomigliano, caricando provocatoriamente una parte del corteo e provocando feriti e fermi. Grande partecipazione anche a PALERMO, CAGLIARI e PISA nelle manifestazione regionali, e in quella provinciale di CATANIA; e si è manifestato anche a BOLOGNA, BARI, GENOVA, PERUGIA e VENEZIA.Ora la lotta proseguirà con la Campagna contro il collaborazionismo e l’illegalità che ha già bloccato in molte centinaia di scuole le attività aggiuntive, i progetti, i viaggi di istruzione e tutto ciò che non è didattica e obbligo contrattuale, oltre a contrastare tutte le illegalità (supplenti non chiamati, classi accorpate abusivamente, contributi chiesti alle famiglie ecc..) messe in atto quotidianamente per mascherare le voragini della scuola-miseria. *Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS


vita sociale poco attenzionato il fenomeno del suicidio

XV Convegno nazionale A.FIPreS “Marco Saura” sulla prevenzione del Suicidio. Livia Nuccio: “Il problema non è adeguatamente attenzionato dalle istituzioni. Dal 2006 siamo in autogestione” di S. T. ggi il fenomeno non è adeguatamente attenzionato dalle istituzioni che dovrebbero, invece, attivarsi valorizzando tutte quelle realtà che lavorano sulla prevenzione”. Con queste parole Livia Nuccio introduce il XV Convegno nazionale sulla prevenzione dei suicidi. “Crisi sociale e disagio individuale: il soggetto postmoderno e il cambiamento culturale” è stato il tema sul quale si sono confrontati i diversi relatori. Il convegno è stato organizzato dall’Associazione Famiglie Italiane per la Prevenzione del Suicidio “Marco Saura” di Palermo, con il supporto del CeSVoP e la collaborazione dell’Università degli Studi di Palermo, Sezione di Psichiatria del Dipartimento di Biomedicina sperimentale e Neuroscienze cliniche, Regione Siciliana - Presidenza ed Assessorati della Famiglia e della Salute e l’Istituto di Formazione Politica “Pedro Arrupe”. “La radice del disagio individuale – scrive l’AFIPreS nella sua nota introduttiva - la rintracciamo in una diffusa condizione insuperabile di solitudine in mezzo alla gente e di appiattimento emotivo in un contesto di spettacolarizzazione delle emozioni”. “Oggi i giovani sentono vivamente la sofferenza del disagio individuale che spesso vorrebbero contenere a tutti i livelli - afferma Livia Nuccio, presidente A.FIPreS -. Purtroppo la prevenzione del suicidio non è adeguatamente attenzionata dalle istituzioni. Occorre mettere in rete le risorse di esperti e agenzie territoriali, informare le famiglie con una specifica attenzione al necessario e imprescindibile processo di alfabetizzazione emotiva nei confronti delle nuove generazioni; è una delle vie più promettenti da percorrere per la prevenzione e coinvolge in

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modo circolare la famiglia, la scuola e ogni agenzia educativa e formativa”. Dal 2006 il Comune non ha più rinnovato la convenzione con l’associazione AFIPreS che è andata avanti lo stesso autogestendosi. “Da molto tempo viviamo una situazione di enorme difficoltà – continua Livia Nuccio -. Si pensi pure ai nostri volontari che sono 12 rispetto ai 60 di prima. Anche il centro aggregativo è da un anno in autogestione”. Tra le relazioni della valutazione del rischio di suicidio in ospedale ha parlato il prof. Giancarlo Nivoli, ordinario di psichiatria dell’università di Sassari. “La prima cosa da operare è la valutazione del rischio che avviene attraverso tre azioni del terapeuta – dice -. La prima riguarda l’accertamento dei dati obiettivi che lo inducono a pensare che il paziente è a rischio; la seconda è quella di sforzarsi di sapere cosa c’è nell’animo della persona per capire a che punto del tragitto si trova; la terza è quella, ancora più complessa, che richiede un esame profondo del paziente attraverso le sue emozioni, la percezione del dolore spesso mescolato a tante componenti che lo lacerano gradualmente. Solo in questo modo possiamo ricostruire lentamente la persona”. Il convegno si è svolto nella Sala delle Capriate di Palazzo Steri in piazza Marina a Palermo. Al convegno erano presenti anche i genitori di Norman Zarcone, il giovane ricercatore dell’ateneo palermitano, suicidatosi gettandosi dal settimo piano della facoltà di Lettere di Palermo, lo scorso 14 settembre. A lui è stato dedicato un minuto di silenzio e la proiezione di un video che ritrae alcuni momenti della sua vita. L’AFIPreS “Marco Saura” ha attivato e gestisce il Telefo-

no Giallo (per prevenire il suicidio ed aiutare chi vive una crisi o una situazione di sconforto) 800809999 (per la provincia di Palermo) oppure 091/6859776. L’associazione inoltre cerca volontari per le sue attività. Chi volesse collaborare potrebbe farlo, contattando direttamente la sua presidente. All’incontro non ha partecipato nessun rappresentante delle maggiori istituzioni locali e regionali sebbene siano stati invitati dall’associazione.

Pianeta lavoro CERCO… Giuseppina La Barbera: cerca lavoro come baby sitter o assistenza anziani. Francesca Montalbano: cerca lavoro come collaboratrice domestica. Rosaria Lo Cicero: con esperienza lavorativa cerca lavoro nel settore ristorazione. Giuseppe Nicotra: cerca lavoro come saldatore. Ventennale esperienza lavorativa OFFRO… Elicopisteria: cerca ragazza max 25 anni Erboristeria: cerca ragazza per le pulizie (o commessa se c’è la necessità) lavoro part-Time Anziano non vedente: cerca badante. Offre vitto e alloggio Per informazioni: Rosalia Gargano cell. 3291250661

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libri IL REGNO ILLUSTRE, DECADUTO E VILIPESO Nuovo saggio storico di Tommaso Romano di Elio Giunta

empo fa un celebre politologo accusava la cultura del sud Italia di restare muta e indifferente a fronte del dibattito e delle accuse circa l’antimeridionalismo riportato in auge e fomentato insistentemente dalla Lega. Aveva ragione allora ma non l’ha più oggi che, di converso, una revisione del processo dell’unità d’Italia, mentre ci apprestiamo a celebrarne il centocinquantesimo, ha favorito studi, ricerca di documenti e conseguenti pubblicazioni su quella che in fondo è risultata un’operazione di conquista del sud da parte del

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Piemonte dei Savoia. Evidentemente l’aggiornata storiografia di questa conquista mette in evidenza non gli eroismi romantico-patriottici ma le aberranti storture e persino le nefandezze che contrassegnarono quella vicenda unitaria, e di cui le conseguenze stanno tutte nell’irrisolta questione meridionale. Tuttavia al fondo di quanto si attesta e scrive c’è sempre un’idea dissacratoria di tutto il Risorgimento, e in specie circa la celebrata spedizione dei mille in Sicilia e a Napoli, ma con uno sfondo rivendicativo tanto corrivo quanto politicamente e storicamente sterile. Occorreva che tale idea fosse inquadrata in un’analisi più ampia della storia del sud Italia e che, oltre il Risorgimento, toccasse la genesi della crisi, fino a individuare il senso di modernità, come nozione influente sul prima e sul dopo, e per quanto oggi ci occorre capire per agire con più saggezza. Ha provveduto Tommaso Romano con un libro, appena pubblicato per la sua editrice Thule, dal titolo Dal regno delle due Sicilie al declino del sud. Romano, da intellettuale sensibile alle tematiche vive del tempo, ha scritto come spinto dalla necessità d’intervenire in così vistosa diatriba in atto, per chiarire, puntualizzare documentando, e

UN ABBONAMENTO PER I DETENUTI Con la vostra offerta potete sottoscrivere un abbonamento da mettere a disposizione dei carcerati. L’iniziativa di alto valore umano merita di essere conosciuta e diffusa. Chi è interessato può versare l’importo sul:

Conto corrente postale n. 12372983 intestato a Associazione CIELI NUOVI TERRA NUOVA via Magione, 44 - 90133 Palermo “Abbonamento carcerati”

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cogliere sinteticamente e concretamente il nocciolo delle questioni. Dunque per Romano è inconfutabile che il sud viva una condizione di degrado rispetto al nord del paese. Ma questo degrado, che oggi ci viene pure rinfacciato da una Lega a corto di storia e di buon senso, non è determinato dal caso ed ha ragioni che vanno colte alle radici. E qui viene l’originalità della sua analisi: la modernità liberale, che è pure figlia dei rivolgimenti culturali e politici procedenti dal secondo settecento, ha creato le basi di potere per classi dirigenti votate agli affari, alla loro estensione, per cui si è man mano affermata la facilità all’antitradizionalismo senza scrupoli, alle prevaricazioni, ai tradimenti. Dunque non è stata solo colpa di Garibaldi, di Cavour o di Vittorio Emanuele la caduta del Regno delle due Sicilie, ma c’era il tarlo che agiva nei meccanismi intrinseci della storia. Così come oggi sono pure le speculazioni finanziarie senza patria e senza volto a dettare le leggi della politica, la quale oltretutto, tra globalizzazione e tirannie del mercato, non conta più nulla, semmai conta appena per tutelare gl’interessi della parte del paese che in nome della cosiddetta libertà s’è accaparrata le fonti dell’economia e se li difende in tutti i modi. Nei cinque capitoli di cui consta l’opera di Tommaso Romano si traccia anzitutto in sintesi la storia del liquidarsi della tradizione attraverso due facce della stessa medaglia, reazione e sovversivismo; con essi si è affermato il principio della modernità, nel quale, per come è stato praticato, s’inquadra appunto e si spiega anche la decadenza del Regno delle due Sicilie. Questo Regno poi, a differenza delle interessate tesi inglesi che lo definivano “la nega-


libri zione di Dio”, era tutt’altro che un organismo di bassa serie, esso si avviava anzi a primeggiare in Europa, anche per iniziative industriali e per provvidenze istituzionali, umanitarie ed economiche. E qui il Romano riporta una dettagliata documentazione che va fino ai dati positivi della bilancia commerciale e delle riserve bancarie, quelle che, con l’unità, vennero depredate e investite al rilancio industriale del nord. Vengono quindi denunciate “la perfidia diplomatica e la corruzione di generali e burocrati”, con cui si è perseguita questa unità d’Italia, osservando come in fondo per il sud si è trattato della sostituzione di un re con un altro re neppure migliore. E questa operazione ha comportato pure violenze e deprecabili eccidi col favore di traditori dei princìpi dei diritti umani, di tornacontisti, e sempre a favore d’interessi economici in espansione al nord e necessitosi di ridurre a puri consumatori i già defraudati del sud. Certo allora per i promotori onesti dell’unità politica della penisola appoggiarsi al Piemonte apparve una necessità, ma l’aver mancato di saggezza costruttiva resta ingiustificabile. Al sud, anziché con apporti di civiltà ov’era utile intervenire, si è proceduto a distruggere persino con baldanza criminale. Ma, si legge in Romano: “Era appunto la logica del capitalismo e dell’individualismo esportato senza criterio e vocazione specifica al sud, per puro profitto e sfruttamento”. Eppure tanta acuta rivisitazione della storia del sud, oltretutto corredata da densissima bibliografia e corroborata da illuminanti annotazioni, per carpirne adeguatamente le ragioni della crisi, in Tommaso Romano non si riduce al solito rinfaccio rivendicativo: essa, se da un lato ridimensiona drasticamente il dire e il fare dei leghisti intesi a imporre il federalismo che va solo a tutela dei loro interessi; dall’altro risulta piuttosto un invito al risveglio consapevole del sud in prospettiva di quella che viene indicata come la via maestra del suo futuro: guardare di più anziché all’Europa continentale al suo centro naturale, il Mediterraneo. Dunque un libro d’indispensabile riferimento.

in breve Il Centro Padre Nostro Don Puglisi di Palermo è una delle cinque associazioni no profit che si sono aggiudicate a Roma la prima edizione del Premio Universo Non Profit, promosso da Unicredit Retail Italy Network e Unicredit Foundation, Nella motivazione del premio alla onlus palermitana - che fu fondata nel quartiere palermitano di Brancaccio da don Giuseppe Puglisi come luogo per coniugare evangelizzazione e promozione umana - si sottolinea “l’importanza del lavoro svolto anche dopo la morte di Don Puglisi, avvenuta nel 1993, attraverso l’impegno di tutti gli operatori, volontari e collaboratori, in un contesto di intervento particolarmente complesso”.

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L’ufficio Immigrati della Caritas Diocesana di Palermo nell’ambito del Progetto STOP alla Tratta organizza un corso gratuito di Formazione sulla “Tratta degli esseri umani”, diviso in quattro incontri, che si terranno presso il Centro Agàpe a piazza Santa Chiara, 10 a Palermo. Ai partecipanti sarà rilasciato attestato di partecipazione. Il primo incontro si è svolto lunedì 25 ottobre alle ore 9.30. Le iscrizioni devono pervenire

a mezzo Fax

allo 091/327986 indirizzato all’Ufficio Immigrati, oppure per E-mail a immigrati@caritaspalermo.it

Info: Ufficio Immigrati - Anna

Cullotta 334.3462718 - Suor Valeria Gandini 348.5532209

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spazio di fede un grande dono di solidarietà Solo una catena di amore può dare senso alla vita di Paolo Turturro

Rabuzin - Serenità

iete venuti finalmente. Siete venuti con il cuore dl grazie. Siete venuti a Palermo dove Rosario e Graziella hanno atteso tanto e hanno sofferto tanto. Siete venuti con gioia dimentichi di tanto dolore. Siete venuti in tanti a ringraziare il dono della gioia. Sembravi uno sposo, caro Rosario. Non ti riconoscevo più. Tu che hai vissuto il coma. Tu che hai vissuto il trapianto dei tuoi reni. Tu che, blindato di tubicini, non riconoscevi nessuno all’Ismett di Palermo. Siete venuti traboccanti non solo di gioia e di grazie. Traboccanti di alimenti, di riso, di pasta, di latte, di marmellate, di fiori secchi, di lavande profumate per profumare la solidarietà. Siete venuti e non ci avete permesso neanche di preparare il pranzo perché ognuno di voi

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ha cucinato il meglio di sé per pranzare assieme. Le olive di Giampilieri sono state le migliori perché sofferte a terra dal dramma dell’alluvione. Siete venuti per incantarvi del Borgo della pace, Siete venuti ad ascoltare una favola Zen, dove migliaia di giovani hanno spaccato pietre e sudori per costruire un luogo di pace e di spiritualità. Siete venuti a contemplare il luogo della preghiera dove già dal ‘94 il Signore mi ha lasciato il segno della continuità nei sacerdoti Comboniani a Santa Lucia. Voi solo conoscete i segni di Dio. Voi solo conoscete ciò che è sguardo di Dio. Voi solo conoscete di aver fissato la spada dell’odio per terra per essere croce di perdono e di salvezza. Voi solo conoscete il cammino di una comunità che qui non c’è più. Voi solo conoscete i fiumi di lacrime

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nascosti nel cuore per non essere veduti. Voi solo conoscete che questo luogo è da non mollare, perché voluto da Colei che è madre della pace, da Colei che è sposa dell’amore, da Colei che è ancella del perdono. Voi solo conoscete ciò che il cuore attende e soffre ancora. E vi siete ancora meravigliati del luogo tutto ordinato, tutto sereno, tutto quieto, tutto pulito nello splendore dell’autunno siciliano. La meraviglia è del cuore di chi ama. Non si stupisce chi ha il cuore incatramato. E noi, piccoli servi della pace, e noi piccoli servi dell’attesa, vi abbiamo accolti con stupore nel sapere che Dio ama tanto chi soffre, nel contemplare nei vostri occhi che Dio ci sostiene nel nichilismo più assurdo del fallimento. E siamo attesa di gioire. E sia-


spazio di fede mo attesa di sperare. E siamo attesa di contemplare ciò che Dio ci ha ancora preparato. E siamo attesa di amare chi non può essere amato. E siamo attesa di amare ogni istante, ogni dolore, ogni persona perduta, ogni attimo di cellulare che ci ferisce prima di sapere. E siete venuti senza programma se non quello di ringraziare e di amare. E siete venuti con lo sguardo della gioia, con lo sguardo dello stupore, con lo sguardo della solidarietà. E siete venuti per versare nel cuore qualche goccia di sicurezza, qualche goccia di certezza, qualche goccia di sapore di Dio. E tu, Rosario, nuovo sposo della speranza, nuovo sposo di una vita nuova, sei per noi, qui, piccoli servi dell’attesa, segno concreto che Dio ci ama. Lo sposo non può non amare. E qui ami senza carne, e qui ami senza baci, e qui ami senza abbracci, e qui ami con il silenzio che Dio ti ha donato e che Dio stesso ama. Ci sono dei giorni nella vita che sono segni miliari. Segni del cielo, segni invisibili all’occhio distratto di amore. Segni che incidono l’anima con operazioni senza sangue, senza DOLORI. Il tuo essere sposo della comunità di Santa Lucia di Giampilieri ci ha folgorati di speranza. Siamo certi che anch’io nel coma del fallimento il Signore mi vestirà di sposo nuovo. Siamo certi che anche noi vestiti di sudario prima o dopo risorgeremo alla gioia e alla certezza che Dio ha operato in noi la sua opera di salvezza. Siete venuti e senza accorgervene avete scavato in tutti noi, piccoli servi dell’attesa, un solco profondo di lacrime che irrorerà, in questo nuovo anno di solidarietà per gli ultimi, campi fertili di gioia e di amore. Grazie sposo dello spirito che mai invecchia. Grazie. sposo dell’anima che mai si spezza. Grazie, sposo della nuova chiesa che mai crolla.

in breve Come consuetudine, anche quest’anno avrà luogo una “Convention di presentazione ufficiale della attività del Centro sportivo dell’anno 2010/2011”, nella quale saranno presentate tutte la attività associative, sportive e formative che il consiglio provinciale di programmazione, allargato ai responsabili delle società sportive. L’incontro si è svolto venerdì 22 presso il Salone “Lavitrano” del Palazzo Arcivescovile sito in Palermo, via Matteo Bonello, 2 *

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“Amare la terra e tutti gli esseri viventi” è il tema della Giornata del dialogo cristiano – islamico 2010 organizzata dall’Ufficio pastorale per l’Ecumenismo ed il dialogo interreligioso dell’Arcidiocesi di Palermo che avrà luogo mercoledì 27 ottobre 2010 alle 18 al Centro Don Orione di via Ammiraglio Rizzo, 68 a Palermo. Relatori: Yusuf Abd al Hadi Dispoto (Comunità religiosa islamica italiana); Tommaso Failla (Chiesa Avventista del 7° giorno). Moderatore Prof. Marcello Di Tora (Facoltà teologica “San Giovanni Evangelista”. *

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Ordo Virginum, il programma annuale degli incontri regionali 2010/2011. Predisposto il programma degli incontri regionali promossi dalle vergini consacrate delle diocesi di Sicilia. Il primo si è tenuto nella diocesi di Patti il 9 e 10 ottobre 2010, accolti da Sua Ecc.za mons. Ignazio Zambito. Relatrice la prof.ssa Cecilia Caiazza su: “La chiamata: esodo d’amore”; il secondo si svolgerà il 26 e 27 febbraio 2011 nella diocesi di Acireale, diretta da Sua Ecc.za Mons. Pio Vigo. Relatore: P. Giovanni Salonia su: “La dinamica della Libertà e della vita interiore”. Il terzo nella diocesi di Piazza Armerina, diretta da Sua Ecc.za mons. Michele Pennisi il 21 e 22 maggio 2011, relatore P. Rino La Delfa su: “Tua per sempre: sessualità e sviluppo integrale”. *

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Le Suore Domenicane del Sacro Cuore organizzano un concorso letterario nazionale a premi allo scopo di fare conoscere agli studenti suor Teresa Margherita, educatrice sapiente che ha valorizzato la scuola come luogo di formazione integrale alla vita e testimone coraggiosa del nostro tempo che ha aperto gli spazi del suo cuore ai poveri del mondo facendosi ammaestrare dal loro bisogno di pane, di cultura, di Dio; l’altra finalità è quella di portare a compimento, attraverso le stesse quote di iscrizione, un progetto da lei avviato per i bambini poveri di Cancun. Info: Suore Domenicane del Sacro Cuore E-mail: segreteriasannullo@libero.it

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oroscopo PALINSESTO TELEREGINA dal 29 Ottobre al 5 Novembre 2010

Venerdì 29 Ottobre (CTS) ore 16.00: Profumo di rose - Un cantante e la sua famiglia ore 16.19: Lente d’ingrandimento - tatuaggi, pearsing, droga. ore 16.48: Gennaro Pardo (documentario) Sabato 30 ore 11.30: ore 11.32: ore 11.34: ore 12.00: ore 12.15:

Ottobre (CTS) Vangelo di domenica 31/10/10 Parlerò al tuo cuore Cristo in frontiera Oltre il fatto Sfogliando CNTN

Sabato 30 ore 20.00: ore 20.02: ore 20.04:

Ottobre (IN TV - Sky 840) Vangelo di domenica 31/10/10 Parlerò al tuo cuore Cristo in frontiera

Domenica 31 Ottobre (CTS) ore 11.30: Santa Messa dalla Basilica SS. Trinità (La Magione) - Palermo (diretta) Domenica 31 Ottobre IN TV (Sky 840) ore 11.30: Santa Messa dalla Basilica SS. Trinità (La Magione) - Palermo (diretta) ore 12.30: Conoscere Palermo - Oratorio di S. Onofrio e chiesa di S. Maria dei Canceddi Lunedì 1 ore 11.30: ore 11.34: ore 12.00: ore 12.15:

Novembre (CTS) Oroscopo come bussola Egitto Oltre il fatto Sfogliando CNTN

Lunedì 1 Novembre IN TV (Sky 840) ore 20.00: Oroscopo come bussola ore 20.04: Primo concorso. Concerto di Simone Alaimo (prima parte) ore 20.44: Una speranza di vita (documentario) Mercoledì 3 Novembre (CTS) ore 21.30: Vivere la missione (documentario) ore 22.00: Volti al confronto Giovedì 4 ore 20.00: ore 20.30: ore 20.45:

Novembre IN TV (Sky 840) Rotocalco militare Oltre il fatto Sfogliando CNTN

Venerdì 5 Novembre (CTS) ore 16.00: Vivo come la polvere 1° parte I programmi potrebbero essere soggetti a variazioni.

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OROSCOPO ALTERNATIVO COME BUSSOLA di Lidia Castellana

Il tema del Salmo 139 è: “Io e Dio”. L’io umano che sente nell’intimo segreto della sua personalità, la presenza silenziosa di Dio. È l’Onnipresenza eterna di Dio che forma l’uomo nell’oscurità delle viscere materne, ne prevede ogni azione e ne destina i giorni della sua nascita e della sua morte.

Ariete:

Il Signore mi scruta, mi conosce, legge nei miei pensieri e vede il mio operare. Toro: Dio sa, prima che io apra bocca, il senso della parola che ne uscirà. Gemelli: Signore, vorrei conoscerti, ma sei così inaccessibile ai miei pensieri…come fare per raggiungerti? Cancro: Il tentatore mi suggerisce di evadere da te. Dove fuggire dalla tua presenza…dove o Signore, che tu non sei? Leone: Il pensiero mi porta a fuggire in luoghi lontani; con la fantasia attraverso il cosmo… ma Anche là Tu sei! Vergine: Non cercare di rifugiarti nel profondo degli inferi per fuggire lontano dallo sguardo dell’Onnipotente. Anche là vi è Dio. Bilancia: Il Signore ti ha plasmato nel grembo di tua madre. Tu sei l’opera più grande della sua creazione. Scorpione: Unisci il mio pensiero ai tuoi pensieri Dio dei miei giorni, della mia vita e godrò della Tua presenza. Sagittario: Voglia tu, o Dio, tenermi lontano dalle persone inique e fallaci. Capricorno: Odio coloro che ti odiano; mi ribello a chi si ribella a te; i nemici tuoi sono miei nemici Acquario: Saggia i miei pensieri Signore e scruta il mio cuore e la mia vita, vedi se tu sei con me. Pesci: Guidami Signore per le strade del mondo e conducimi alla strada che porta a te.

In questo Salmo, ancora una volta l’autore si arresta, sgomento per lo stupore, davanti alle complessità delle operazioni divine. Quando si vuole penetrare nei pensieri di Dio, per quanto si fatichi, si è sempre al principio.


appuntamenti DOVE TROVARE C N T N

Padre GIACOMO: dove, quando... Lunedì Giovedì

ore 14,15 - 20,30 Magione ore 9,30 - 13,00 S. Caterina ore 13,30 - 15,30 S. Giovanni C ON F E SSIO N I

Sabato ore 17,30 - 18,45 S. Giovanni mezz’ora prima della celebrazione di ogni S. Messa RECAPITI

330.53.79.32 (quando è possibile tenerlo acceso) 091.49.01.55 ogni giorno ore 7,00 - 7,45 091.25.25.525 (di pomeriggio, spesso) 091.617.05.96 anche Fax giacomo.ribaudo@fastwebnet.it C H I E S E IN C U I H A LU O G O L’ A D O R A Z I O N E E U CA R I S T I C A S O L E N N E A L D I F U O R I D E L L A S. M E S S A :

* CUORE EUCARISTICO DI GESÙ, C.so Calatafimi, 327: Vn. ore 16,30-18,00; 1° Vn anche 9,30-12,30 * ANCELLE DEL S. CUORE, in via Marchese Ugo: Tutti i giorni ore 7-13; 16-17 * OLIVELLA: Ln. Mt. Mc. ore 17,30-18,30 * S. CATERINA DA SIENA in via Garibaldi: Gv. ore 09,00-12,00 da Ln. a Vn. ore 23,00-24,30 * MARIA SS. IMMACOLATA via Montegrappa Gv. ore 09,00-23,00 * S. GIUSEPPE AI QUATTRO CANTI: Vn. ore 21,00-23,00 * S. MAMILIANO (di fronte al conservatorio): da Ln. a Vn. ore 16,00-18,00 * S. LUCIA, in via Ruggero Settimo: Sb. ore 21,00-24,00 * MARINEO, presso la chiesa del Collegio: Gv. ore 09,00-12,00 * MADONNA DEI RIMEDI: piazza Indipendenza Gv. ore 10,00-12,00 * SAN BASILIO: Giovedì - Venerdì 9.00 - 12.00 Venerdì dalle 18.30 - 19.30 * SANTA TERESA alla Kalsa: Giovedì 17.30 - 18.30; 19,00 - 21,00 * FRATI MINORI RINNOVATI SANTA MARIA DEGLI ANGELI: in via Alla Falconara, 83: Ogni giovedì dalle 15.30 alle 16,15 1° venerdì del mese 20.00 - 21.00 * SS. CROCIFISSO - Ciaculli: Giovedì ore 16.00 - 17.00

DOVE CONFESSARSI... -

S. Domenico (mattina) Casa Professa (zona Maqueda) S. Giuseppe dei Teatini (Quattro Canti) S. Teresa (piazza Kalsa) Madonna dei Rimedi (p.zza Indipendenza) S. Raffaele Arcangelo (via G. Roccella) S. Maria della Pace (Cappuccini) S. Francesco d’Assisi (piazza S. Francesco d’Assisi) S. Antonio da Padova (Stazione) Boccone del Povero (c.so Calatafimi, 327)

Edicole

Rivendita giornali

Sedi Istituzionali

Claudia Amica Pipi Alberto C.so Calatafimi, 327 Dario Badalamenti Via G.F. Ingrassia Bruno Maurizio Via Lincoln, 124 Cori David e Carmen Richichi Calata S. Erasmo Capizzi Piazza G. Cesare Vincenzo Di Bella Via Roma (Accanto posta centrale) Giovanni Serra Via Cavour Catalano Francesca Via E. Amari Siddiolo Giampiero Via Roma (Ang. C.so Vittorio Emanuele) Ferrara Angelo Via Ruggero Settimo Edicola Mercurio di Antonia Siddiolo L’edicola di A. Cappello Via Vaglica (Piazzale Ungheria) Testagrossa Via P. Calvi D’Amico Domenico Via Dante, 78 Giovanni Cricchio Via Notarbartolo (Ang. Via Marchese Ugo) Damiani M.Rita Via Terrasanta, 5 Libri Giò di Giuseppe Mercurio Via Duca della Verdura E. Calò Marco Mercurio Via F. Laurana Edicola Lino Via Don Orione Rosetta Abatangelo Via Marchese di Villabianca, 111 Libreria Mercurio Via M. di Roccaforte, 62 Ciulla e Cannella Via Cirrincione

Piazza dell’Esedra

Facoltà Teologica

Lidia Monsignore

Corso V. Emanuele, 463

Via E. Restivo, 107

(Loredana Ferraro)

Da Silvio

Galleria e Biblioteca d’Arte

Marineo (Pa) Cuccia Francesco Luigi Via F. Laurana, 79

Studio 71 F.M. Scorsone Via Fuxa, 9

90143 Palermo Edicola Resuttana dal 1920 Via Resuttana, 243

Chiese

Pirrone Antonino

Basilica SS. Trinità alla Magione

Piazza Verdi Mario Cassano

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S. Giovanni dei Napoletani

Fabio Velardi

Corso Vittorio Emanuele

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Santa Caterina da Siena

(Angolo Via Perpignano)

Via Garibaldi S. Cristoforo

Attività

Via S. Cristoforo

commerciali

(Via Roma di fronte la Standa)

Articoli e oggetti sacri

SS. Crocifisso

Rosa Maria Cerniglia

Via Ciaculli

Villabate

Maria SS. di Lourdes

Associazione Esperanza Via Magione, 44

Via Ponticello

Orefice Nino Scrima

Borgo della pace

Via Magione

Baucina

Gazebo CNTN Piazza Marina Libreria Paoline C.so Vittorio Emanuele, 456

Privati Lidia Castellana

Bar Pasticceria Amalia Rimedio Via P.pe di Palagonia, 2/F

C. Vittorio Emanuele, 547

Libreria Articoli Sacri LDC, di

Villabate

Lombardo

Micale – Badalamenti

Via A. Siciliana, 16/D

Via M. Cipolla, 106

Angie Sport Via Sciuti, 178

Salvo Di Lorenzo

Bruno Gomme

Via Fiduccia, 11 (Villabate)

Via Garibaldi, 10/16

Caterina Gaglio

Monreale (PA)

Largo Hilton - Villabate

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