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La moschea di Tetta• manzi. Il cardinale Tettamanzi avrà avuto un colpo di sole nella nebulosa Milano per proporre la costruzione di una moschea nella metropoli. Giustamente Massimo Cacciari, insigne filosofo e sindaco di Venezia, osserva: “Se vogliono la moschea, se la costruiscano con i loro soldi…”. Diventino prima cittadini italiani, versino le tasse, facciano una convenzione con il governo per ottenere l’8x1000 e si costruiscano la loro moschea, secondo le leggi dello Stato italiano! Quanto ha fatto Tettamanzi a favore degli immigrati fino ad ora è stato ammirevole. Continui a lavorare in tal senso e richiami tutti i preti della sua diocesi (tre milioni di abitanti!) che simpatizzano, o

peggio, appoggiano Umberto Bossi, nemico giurato della povera gente e dell’Unità d’Italia e, nonché pericolo numero 2 per il vissuto civile della sua democrazia. • Precari e pastori. Il ministro Gelmini forse non ha giurato di servire l’Italia, ma di asservirsi a Berlusconi che ha voglia di trovare soldi per il suo governo da tutte le parti e crede di risolvere il problema affamando i precari, a cominciare da quelli della scuola, consentendo ai Cinesi di far chiudere i piccoli esercizi commerciali e costringendo gli esercenti a concludere anzitempo e ingloriosamente il loro curriculum lavorativo, per non parlare dei pastori che si vedono anteporre ai loro ottimi pro-

dotti una roba straniera tanto discutibile quanto liberamente circolante. • I politicanti della politica. Chi è stato deputato dagli elettori a sedere in parlamento, e ancora di più chi ha incarichi di governo, e per questo si autopaga, è lì per servire il Paese, anzi la Patria (si diceva lodevolmente una volta e riprovevolmente non si dice più). Chi sta sempre a litigare e ad attaccare e dimentica di servire i bisogni degli immigrati, dei senza tetto, della famiglia, della scuola, della sanità, della disoccupazione non è migliore dei due ginecologi che, litigando, hanno compromesso, forse irrimediabilmente la salute di un bambino e di sua madre… DIO SALVI L’ITALIA!.

NOVECENTO SACRO IN SICILIA ESPOSIZIONE NAZIONALE D’ARTE CONTEMPORANEA ALBERGO DELLE POVERE 1

OTTOBRE

- 7

NOVEMBRE

2010

PALERMO

La Regione Siciliana, in occasione della visita a Palermo di papa Benedetto XVI, nel prossimo ottobre, promuove con l’impegno organizzativo dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, l’esposizione nazionale d’arte contemporanea Novecento Sacro in Sicilia, a cui partecipano, in numero di trenta, i maggiori pittori e scultori siciliani del XX secolo. Si tratta di un singolare evento che, come retrospettiva storica, consente di far conoscere al mondo della cultura il vero volto della Sicilia, attraverso l’opera di maestri, come Messina, Pirandello, Guttuso, Greco, Migneco, Fiume, Caruso, Guccione, interpreti della condizione esistenziale e dell’ansia religiosa del secolo breve, traversato da nichilismi letali. La rassegna avrà luogo presso il settecentesco Albergo delle Povere di Palermo dall’1 ottobre al 7 novembre 2010 a cura di Giovanni Bonanno e di una équipe di critici, teologi e scrittori. Lungo un itinerario diacronico, fremente di ideologie, correnti ed estetiche, evidenzia, con il supporto di circa 150 dipinti e sculture di grande tensione, il genio di una creatività, visionaria e drammatica, che, radicandosi nell’Isola si rapporta all’Europa moderna per significare l’immanenza e la trascendenza dell’uomo, la sua inquietudine e la sua speranza. Novecento Sacro in Sicilia – preceduto e accompagnato da una articolata azione massmediale, che non mancherà di coinvolgere il pubblico italiano, in particolare gli intellettuali e i giovani – esplicita la sua verità in un prezioso volume, che documenta le opere in esposizione interpretandone il senso antropologico e teologico grazie alla esegesi di filosofi e storici dell’arte.

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ANNO XI - n. 2 • 19 Settembre 2010

cntn n2 anno XI  

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