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SOMMARI O In copertina: padre Antonio Garau promotore del premio padre Pino Puglisi

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EDITORIALE

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A TU PER TU

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ATTUALITÀ

SERENA TERMINI

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CRONACA

REDAZIONE:

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CONVEGNI

ANNO XI Registrazione Tribunale di Palermo N.17 / 2000

DIRETTORE EDITORIALE: GIACOMO RIBAUDO DIRETTORE RESPONSABILE:

N. 14

Adolescenti: “Paralisi di chiesa e istituzioni” di Serena Termini

Con tutto il rispetto... nessuno ha il diritto di suicidarsi di Giacomo Ribaudo

“E se ognuno fa qualcosa” di Fabio Sortino

Se il cinema sbarca a Palermo di Antonio Arnone

Il cardinale De Giorgi alle vedove

G. Bonanno, E. Ghezzi, F. Giorgianni, G. Gonzales,

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COMUNICAZIONE La paura del nuovo e la carica ansiogena dei media di Agenzia Redattore Sociale

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VITA SOCIALE

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EMERGENZE

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PERSONAGGI

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INTERVISTA

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LIBRI

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SCUOLA

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SPAZIO DI FEDE

P. Turturro, F. Verruso. IMMAGINI A CURA DI GIOVANNA GONZALES

Questo numero è stato chiuso il 6 Dicembre 2010 alle ore 13.00 DIREZIONE REDAZIONE AMMINISTRAZIONE

Via Magione, 44 - Palermo Tel. 091.6177936 - 334.9647256 Fax 091.6175215 regina.coelorum@virgilio.it www.cntn.it www.teleregina.it IMPAGINAZIONE

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COMPOSIZIONE GRAFICA

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Appello di fratel Biagio a tutta la società civile

Il sistema idrico fa acqua di Luciano La Vecchia - Carlo Stagnaro

Salvatore Provino - Terra Crisalide, anni luce fa di Francesco M. Scorsone

Forum dei giovani di Marco Burrugano

“La formazione nell’età saggia” di Esperia Ghezzi

No alla finanziaria che massacra la scuola pubblica di Piero Bernocchi

di Paolo Turturro

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8 Dicembre - Riflessioni di un prete

Sacerdoti che profumano di cielo

PIANETA LAVORO

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NOTIZIE

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OROSCOPO

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PALINSESTO

di Lidia Castellana

L’attività e la collaborazione a qualsiasi titolo sono fornite gratuitamente

Oroscopo come bussola

Un settimanale “nuovo” per la tua formazione religiosa e culturale Abbonamento sostenitore euro 50 Abbonamento fuori Palermo euro 60: Europa euro 80 Paesi Extracomunitari euro 90 c/cp n. 12372983 intestato ad Associazione CNTN oppure Monte dei Paschi di Siena Filiale di Villabate IBAN IT 78L01030 43730 000000002944 Per informazioni chiama la redazione: 091 6175215 - 091 6177936


CON TUTTO IL RISPETTO...

a tu per tu

NESSUNO HA IL DIRITTO DI SUICIDARSI di Giacomo Ribaudo

i dispiace proprio che il regista Mario Monicelli sia morto e che sia morto come è morto. Ma mi dispiace anche che non ci siano voci fuori dal coro che cantino una canzone diversa da quella degli elogi per le sue capacità artistiche e per i suoi film che hanno fatto “sorridere riflettere e commuovere”, come ebbe a dichiarare il capo dello Stato Napolitano dal quale, come primo educatore degli Italiani, mi aspettavo qualcosa di diverso. Ho cliccato sul sito di “Avvenire” per cercare un cenno di disapprovazione per il gesto che ha compiuto, per essersene andato senza dire addio a nessuno, procurando dolore a tantissima gente che lo aveva ammirato stimato apprezzato e anche amato. Niente. Il suicidio non è più un peccato? Sono peccati solo l’omosessualità, la pedofilia e l’aborto? Un insipido quanto insipiente collega del quotidiano “Il Giornale”, non ho voglia e neppure curiosità di sapere chi è, parla

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Mario Monicelli

addirittura di diritto a morire nel titolo del suo articolo… Stiamo uscendo tutti pazzi… Spero che, nell’intervallo di tempo fra quando rigo questa pagina e quando uscirà CNTN, esca qualche dichiarazione di qualche Vescovo in cui si condanni non la persona, ma il gesto, non l’errante, ma l’errore. A proposito di determinate pubblicazioni di editori cattolici, a volte sfioranti l’eresia, don Gerlando Lentini di Agrigento si è lamentato più di una volta che c’è troppo silenzio. Gli è stato risposto da persone autorevoli che non si può andare dietro a tutto e che a volte il silenzio è più prudente della condanna… La verità è che in Cina in Nepal in Buthan in Afghanistan, e altrove, alla Chiesa viene ingiunto il silenzio, pena l’arresto e la violenza fisica; in Italia e in Occidente ormai la Chiesa produce documenti che spesso dicono tutto e non dicono nulla; parlano, ma in maniera così generale e generica che non

Giacomino Gaglione

colpiscono e non fanno male a nessuno, ma poi, qualsiasi cosa succede, in genere si fa silenzio. E se qualche vescovo parla da solo è preso dalla maggior parte degli altri come uno che vuole fare carriera ed è affetto da manìa di protagonismo. È come se il Papa avesse avocato a sé, o a chi lui designa, il diritto di parlare. E se non parla lui… Insomma il catechismo della Chiesa Cattolica, che non risale al concilio di Trento, ma è stato redatto da Giovanni Paolo II e contro approvato da Benedetto XVI, dice così: “Il suicidio… è gravemente contrario al giusto amore di sé. Al tempo stesso è un’offesa all’amore del prossimo, perché spezza ingiustamente i legami di solidarietà con la società familiare, nazionale e umana, nei confronti delle quali abbiamo degli obblighi. Il suicidio è contrario all’amore del Dio vivente”. Che poi Dio possa perdonare tale gesto nella sua infinita misericordia, sempre che il soggetto interessato creda in questa misericordia infinita e ne nutra interesse, e che ci possano essere le attenuanti dovute alla gravità del male e alla paura di affontarlo, è un altro discorso. Ma che un uomo così geniale e così colto decida di stroncare la sua esistenza in maniera così violenta non è un gesto che va approvato (altro che diritto!!!), né che va comunicato con la stessa indifferenza con cui si comunica il risultato di una partita di serie A. Morire è sempre una tragedia e chi procura la morte, anche se la procura continua a pagina 4

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notizie continua da pagina 3

a sé stesso, commette un’azione tragica. Ma si tratta della propria vita! E chi ha detto che noi siamo padroni della nostra vita? La Bibbia non loda Saul che si è tolto la vita per la vergogna della sconfitta, di cui lui stesso del resto era responsabile, anzi lo condanna. Loda invece Davide che riesce a superare tutti gli ostacoli, fidandosi di Dio. Monicelli aveva paura della sofferenza? E se nella sua vita non ha imparato a soffrire, cosa ha imparato in 95 anni? Preferisco Giacomino Gaglione nella sua sedia a rotelle per 50 anni; è divenuto maestro di vita per generazioni di giovani. Preferisco Teresa Martin, la piccola S. Teresa, che sul letto dei suoi lancinanti dolori ci ha lasciato alcune delle pagine più belle della spiritualità umana e cristiana. Sta andando a finire che gli errori dei grandi non sono più errori, e/o non se ne deve parlare. Se sono grandi e commettono un errore, quell’errore è ancora più grave di quello che commette un qualsiasi anonimo, perché non si

può non sapere ciò che si fa e le conseguenze di ciò che si fa. Ho pensato tanto, da quando ho appreso la notizia, a un altro “grande” che si è tolta la vita serrandosi la gola a 92 anni. Lo si studia nella storia della filosofia e si chiama Roberto Ardigò. Si tratta di un mio confratello. Aveva smesso il ministero, aveva abbandonato l’abito, la filosofia scolastica nella quale era stato formato in seminario, aveva smesso di credere in Dio e nel mondo dello spirito e si era dato con radicalità allo studio e all’insegnamento della filosofia positivistica. Le ultime sue parole furono: “A che serve la vita?” Mi ha fatto sempre tanta tenerezza questo mio confratello che sapeva tante cose su Kant, Comte e Spencer e non aveva imparato a 92 anni a che serve la vita… Certe cose dobbiamo pur dircele, o dobbiamo lasciare che i giovani pensino che togliersi la vita perché si soffre o non si gode più come una volta sia un gesto lecito o addirittura un diritto?

CHI DESIDERA ABBONARSI PUÒ TELEFONARE ALLO 091.617.79.36 O PUÒ CONTATTARE ANNA BASILE 328.4767020 O LOREDANA FERRARO 339.8294260 Sabato 4 dicembre 2010 alle 21 a San Giuseppe di Villabate, presso l’aula di culto è stata presentata la custodia eucaristica monumentale realizzata dallo scultore Phil Kay. Sono intervenuti: Mons. Pietro Passantino parroco, Giuseppe Tuzzolino, coordinatore del Consiglio Pastorale e pittore, Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, critico d’arte, Prof.ssa Maria Lo Presti, biblista, Prof. Giuseppe Di Chiara, moderatore. Domenica 5 dicembre la celebrazione eucaristica è stata presieduta dall’Eminentissimo Cardinale Arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo. *

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È iniziato sabato 27 novembre 2010 il Corso di Storia dell’Arte dedicato all’Ottocento organizzato dall’Associazione SiciliAntica. Le lezioni si terranno presso l’auditorium del Liceo scientifico “N. Palmeri” a Termini Imerese. Previste undici lezioni che spaziano dalla pittura all’architettura, dalle arti applicate alla scultura e visite guidate a Palermo, Agrigento, Catania, Acireale e Palma di Montechiaro. Previste inoltre la presentazione del libro sul compositore dell’Ottocento Antonino Palminteri con l’esecuzione di alcuni suoi brani e una lezione dedicata all’alimentazione del periodo, a cui farà seguito, in un ristorante cittadino: la cena con il Gattopardo. Alla fine del Corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione Per informazioni: Sici-

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liAntica, Via Ospedale Civico, 32 - Termini Imerese Tel. 091 8112571 - 346 8241076 E-mail: terminiimerese@siciliantica.it. *

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Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Le Consigliere di Parità dalla parte delle donne e del lavoro. Lo strumento migliore per contrastare la violenza è la prevenzione: la “Carta delle pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro” nelle aziende valorizza con azioni concrete il benessere organizzativo nel rispetto del principio della pari dignità e trattamento sul lavoro. La Carta è già stata sottoscritta da oltre 80 aziende e coinvolge 850.000 mila lavoratori e lavoratrici. Valorizzare il pluralismo e le pratiche inclusive nel mondo del lavoro contribuisce al successo e alla competitività delle imprese, riflettendone la capacità di rispondere alle trasformazioni della società e dei mercati. Adottando questa Carta la nostra impresa intende contribuire alla lotta contro tutte le forme di discriminazione sul luogo di lavoro - genere, età, disabilità, etnia, fede religiosa, orientamento sessuale - impegnandosi al contempo a valorizzare le diversità all’interno dell’organizzazione aziendale, con particolare riguardo alle pari opportunità tra uomo e donna.


editoriale

ADOLESCENTI: “PARALISI DI CHIESA E ISTITUZIONI” di Serena Termini

l workshop sull’ “incomprensibile normalità degli adolescenti”, in occasione del XVII seminario di formazione per i giornalisti, a partire dai temi del disagio e della marginalità, ha parlato don Giovanni Carpentieri. La sua relazione può essere benissimo intercalata alla realtà non solo romana dove vive, opera e lavora ma bensì a tutta la situazione italiana compresa la Sicilia. Quando parliamo di adolescenti siamo di fronte sicuramente ad una sorta di “incomprensibile normalità” che il mondo adulto stenta a capire perché non sa più interrogarsi nei loro confronti. La prima cosa che occorre fare è trovare formule nuove per avvicinarli e poi successivamente tentare di capirli andando al di là dei grandi eventi (si pensi alla giornata mondiale della gioventù) e ai format televisivi. “Rispetto agli interventi sugli adolescenti – afferma don Carpentieri - la realtà ecclesiale e istituzionale gira su se stessa come una vite spanata, senza mai raggiungere l’obiettivo”. Proprio per questo don Giovanni Carpentieri, responsabile dell’associazione “FuoriDellaPorta”, nata nell’ambito della Caritas capitolina e impegnata nel contrasto al disagio adolescenziale, ha cercato e costruito un nuovo approccio, offrendo ai suoi ragazzi corsi di deejay, make up e ricostruzione unghie e andando in piazza, nei centri commerciali e in discoteca, ad incontrarli. “C’è una paralisi di Chiesa e istituzioni”, spiega don Giovanni alla folta platea dei partecipanti del workshop. Una “assenza nella presenza” quella rivolta agli adolescenti, che vuol dire autoreferenzialità nel realizzare eventi e vecchie logiche applicate a progetti e prevenzione, preoc-

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cupandosi più della propria visibilità che della reale efficacia. I ragazzi che don Giovanni incontra non hanno disagi “conclamati”, non sono tossicodipendenti, ragazze madri, giovani detenuti, non sono collocabili dentro un servizio e, sottolinea don Giovanni, non arriveranno mai a parlare con un assistente sociale, ma sono “sempre pronti a bollire, a esplodere, perché qualcosa non va”. “Non sempre esplodono – spiega –. Di Dio non gli importa, ma della vita ancora meno”. La dispersione scolastica è alta, la scuola è diventata un parcheggio - “si disperdono dentro” sorride don Giovanni -, pesano sul loro futuro carenze affettive, violenze in famiglia, sballo fin da giovanissimi”. Sono “destrutturati”, la loro settimana è di 5 giorni perché il sabato e la domenica diventano un tempo unico, e girano per le strade con il navigatore tom tom perché non hanno alcun legame con il territo-

rio. A loro disposizione don Giovanni mette una casa, con tanto di cucina, dove seguire i corsi ma ancora di più dove incontrarsi, cucinare insieme, parlare e scambiare idee. L’associazione “FuoriDellaPorta” vive di volontariato e questa risorsa rappresenta anche un limite: “Abbiamo perso molti ragazzi, perché a un certo punto il volontariato finisce”. Se don Giovanni arriva tra giovani non segnalati dai servizi sociali, di segno diverso l’esperienza di Erica Valsecchi, educatrice e autrice di due libri su bullismo e abuso di alcol. “Noi siamo abituati ad aspettare, ci insegnano ad aspettare”. I ragazzi arrivano ai servizi dopo la segnalazione e l’intervento delle forze dell’ordine; nella provincia di Lecco è possibile seguire fino a 130 ragazzi e i posti disponibili sono sempre tutti occupati. La realtà del nord ricco, centrata sul fare soldi e lavorare, non è meno problematica di altre regioni d’Italia.

SI RINGRAZIA:

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“E SE OGNUNO FA QUALCOSA”

attualità

Si è svolta al Politeama la sesta edizione del premio Pino Puglisi di Fabio Sortino

Genocidio di Srebrenica

a drammatica memoria del genocidio di Srebrenica è stata al centro quest’anno del premio internazionale Padre Pino Puglisi, promosso da p. Antonio Garau. Per il 2010, infatti, la manifestazione, che gode, come sappiamo, dell’alto patrocinio del Presidente della Repubblica, è stata dedicata ai bambini e alle donne di Srebrenica in Bosnia, che nel luglio 1995 persero i fratelli, i padri, i nonni, i mariti, novemila uomini strap-

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pati alle famiglie dall’esercito serbo e mai più ritrovati. Uomini e donne siciliani e non che, facendo bene il proprio dovere, promuovono la dignità della persona in Italia e nel mondo. Rispondono a questo identikit gli otto personaggi che sono stati insigniti del Premio internazionale don Pino Puglisi, organizzato dall’associazione Jus Vitae, dalla Cisl Palermo, dall’Unicredit Group e da The Brass Group.

Inoltre anche l’Università di Palermo rappresentata dal rettore Roberto Lagalla insieme al conservatorio Vincenzo Bellini ha dato il patrocinio alla manifestazione. Sono stati premiati in questa sesta edizione: Hajra Catic, presidente dell’associazione Donne di Srebrenica (Zene Srebrenice); Mario Affronti, responsabile del servizio di Medicina delle migrazioni del Policlinico di Palermo e la moglie Lorella; Giuseppe Caruso, prefetto della città; Gian Carlo Caselli, procuratore capo della repubblica di Torino; il prof. Giorgio Gallo, presidente del c/so di laurea di scienze per la pace all’università di Pisa; Antonio Preziosi, direttore di Radio Uno e del Giornale radio Rai; Giovanni Tedesco, ex calciatore e dirigente del Palermo calcio; la squadra mobile di Palermo, alla memoria di Mario Bignone, capo della catturandi. Istituito nel 2005 il premio, dedicato alla memoria del sacerdote ucciso dalla mafia, ha acquisito nel tempo sempre maggiore rilevanza. Il premio parte proprio dalla frase di p. Puglisi “e se ognuno fa qualcosa”, ed è assegnato a tutti coloro che si distinguono nella difesa dei deboli, contro la prepotenza, la violenza e la sopraffazione, da qualunque mano provenga; che sia cioè quella dei criminali serbi con-

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attualità tro le donne bosniache di Srebrenica, o quella altrettanto violenta di cosa nostra. Il paragone può sembrare ardito, ma in effetti chi lotta per la liberazione della Sicilia dalla mafia è un martire e come tale va considerato. Ispirandosi alla testimonianza del sacerdote, la manifestazione ha lo scopo di premiare coloro i quali nei propri settori professionali si sono distinti nel diffondere e nel promuovere, con onestà e scelte di vita a volte coraggiose la cultura della legalità nelle sue svariate sfaccettature. Il premio ogni anno è dedicato all’inviolabiltà e alla promozione dei diritti dei bambini, contro ogni sfruttamento e privazione della dignità umana nelle aree geografiche dove ogni violazione viene perpetrata. Il successo della manifestazione viene garantito dalla testimonianza stessa di Don Pino Puglisi che, viene ormai presentato in tutto il mondo, come modello per le giovani generazioni e sicuro punto di riferimento della Chiesa Universale che pre-

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sto ne esalterà la figura ponendolo tra la schiera dei Santi Martiri. Durante la manifestazione Giancarlo Caselli, Procuratore della Repubblica di Torino ed ex procuratore di Palermo, ricorda quel giorno nero del 15 settembre 1993, quando p. Pino Puglisi fu ucciso dalla mano assassina della mafia. Quel giorno Giancarlo Caselli lo ricorda nitidamente, visto che si trovava da solo otto mesi a capo della Procura di Palermo. “Questo riconoscimento – ha affermato il magistrato – più che mio è di tutta la squadra che con me lavorò in quegli anni dal ’93 al ’99. “Ma – ha detto Caselli – da allora sono stati compiuti tanti passi in avanti nella lotta contro la mafia, grazie all’impegno e alla professionalità delle forze dell’ordine. Penso che la mafia sia molto indebolita e, come diceva Giovanni Falcone, come tutte le cose del mondo, ha avuto un inizio, ma deve avere anche una fine”. Un’attività intensa, quella della magistratura che ha portato in quegli anni a successi prestigiosi del-

l’antimafia, come l’arresto di Totò Riina. Tornando ad oggi, molti degli ultimi arresti di spessore portano la firma della squadra mobile di Palermo, che ha ricevuto il premio che ha ritirato Giovanna Geraci, moglie di Mario Bignone, capo della squadra mobile, stroncato da un infarto. Premiato anche Giuseppe Caruso, questore di Palermo dal 2005 al 2008 e ora prefetto. Preziosa anche l’opera, nella lotta contro la nuova tratta degli schiavi, costituita da chi specula sui clandestini, di Mario Affronti, responsabile del servizio di Medicina delle Migrazioni presso il Policlinico di Palermo. Tornando al massacro di Srebrenica, è stata premiata anche Hajra Catic, portavoce delle vittime del genocidio in Bosnia, perpetrato dall’esercito serbo. “Non conoscevo p. Puglisi – ha detto – ma la sua storia mi dà la forza di andare avanti nella lotta contro le violenze, le torture, le discriminazioni. Premiato anche l’ex giocatore del Palermo, ora dirigente Giovanni Tedesco, visibilmente emozionato.

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cronaca

SE IL CINEMA SBARCA A PALERMO Si è chiusa la 2a rassegna cinematografica internazionale di Palermo “Sport Film Festival” - Ce ne parla il presidente dr. Vito Maggio di Antonio Arnone

Da sinistra: Vito Maggio e Roberto Oddo

on il gran Gala PALADINO D’ORO al teatro Politeama di Palermo, consegnato a Massimo Moratti, Maurizio Beretta, Fabio Guadagnino, Antonio Preziosi, Gianni Petrucci e Le Iene (Italia uno) ed Abel Hernandez, si è chiusa il 20 Novembre la 32° edizione della Rassegna Cinematografica Internazionale Sport Film Festival. Della sua origine, della sua storia, dei ricordi negli anni di questa manifestazione, ci ha parlato il Dottor Vito Maggio, Presidente della rassegna. “Questa nostra rassegna, mi permetto di definirla vanto internazionale di questa città. Da principio si chiamava Festival del film sportivo. Parliamo del dicembre 1979 quando dopo un incontro con il mio amico Bruno Benek, vecchio sportivo e in quel periodo regista Rai alla Dome-

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nica Sportiva, venne fuori l’idea di presentare a Palermo la proiezione non competitiva di dieci documentari e film internazionali sul tema dello sport arricchendo altresì l’evento con dibattiti e tavole rotonde, presenti i protagonisti dell’epoca: da Ottavio Fabbri a Sandro Ciotti a Poggioli. Dal successo della prima edizione nacquero quelle successive dove si cercò di accostare le nostre peculiarità siciliane alle universalità internazionali che solo il binomio sportcinema riesce a dare. La presenza di indimenticabili personalità dello sport, del giornalismo, quali Martellini, Benvenuti, Berruti, Al Pacino, Calligaris, Oliva, Simeoni, Sandra Milo e ai nostri giorni la Clerici e tanti altri accrebbe enormemente il suo lustro. Per elencare questa infinità di personaggi internazionali di sport,

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cinema, cultura, in questi 32 anni presenti ci vorrebbe forse qualche ora. Accanto a queste molte soddisfazioni – ricorda ancora Vito Maggio – non posso però sottacere il grandissimo impegno personale che è sempre stato necessario per arrivare a questi risultati: viaggi, incontri, ricerche di sponsor istituzionali, a volte occasioni fruttifere, a volte un po’ meno; periodi difficili che suggerivano la possibilità di fermare tutto e periodi in cui si riusciva a trovare sostegno. Un gran lavoro che oggi a 80 anni ho preferito non svolgere più in prima persona, avendo avuto la fortuna di trovare un ottimo successore in Roberto Oddo, da tre anni direttore responsabile della rassegna. Un’altra cosa da sottolineare è che l’idea del Festival è stata spesso abbinata a lavori editoriali sullo sport. Dalla storia del Palermo calcio all’automobilismo ed alla Targa Florio, ad una vera e propria enciclopedia in quattro volumi che contiene tutte le notizie sulla cinematografia sportiva dal 1800 ai giorni nostri. Dall’esposizione di quelli che sono stati questi 30 e più anni di impegno per la rassegna – dice ancora Vito Maggio – capisco che appaiono molte amarezze perché i segnali che questa città dà, indipendentemente da chi la gestisce, sono sempre stati quelli di una città che pone mille ostacoli e raramente riesce a fare emergere i figli migliori. Al di là di ciò comunque la speranza è che il futuro esprima cambiamenti in meglio anche per lo sport cittadino in generale e per queste manifestazioni se si riuscirà a comprendere che non sono solo un fatto di immagine, ma una promozione sociale e culturale per tutta la città.


convegni

IL CARDINALE DE GIORGI ALLE VEDOVE on grandissima gioia desidero pubblicare su C.N.T.N. la bellissima lettera di S.E. Card. Salvatore De Giorgi che ha spedito a S.E. Monsignor Vincenzo Bertolone in occasione del Primo Convegno Nazionale dell’Ordo Viduarum in Roma. Ci è tanto dispiaciuto di non averlo potuto incontrare. Ricordiamo sempre con immenso effetto la sua paterna accoglienza nel riceverci durante le visite in occasione degli auguri di Natale. Ora, oltre che vedove ci sentiamo anche orfane perchè non abbiamo avuto più la gioia di essere state ricevute per una visita di auguri dal nostro padre-vescovo della chiesa palermitana.

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Cristina Adalgisa Lazzara ccellenza reverendissima e carissima. Con molto rammarico Le comunico che per impreviste difficoltà non potrò essere presente al Convegno dell’Ordo Viduarum. La prego di scusarmi e di significare a tutti i presenti il mio cordiale saluto, unito alla preghiera non solo per il fruttuoso esito del Convegno ma anche perché sia conosciuto, apprezzato, sostenuto e incrementato il carisma dell’Ordo Viduarum, che mi è particolarmente caro. Non posso dimenticare che il Signore, fonte di ogni carisma, ne ha fatto sbocciare il primo germoglio a Palermo attraverso l’intuizione e l’azione pastorale del carissimo sacerdote palermitano Don Giacomo Ribaudo, con l’incoraggiamento del mio venerato Predecessore il Card. Salvatore Pappalardo, che ho continuato a dare anch’io, sostenendone e promuovendone la crescita e la formazione. È significativo che il passaggio da una semplice associazione legale, costituita nel 1989 e denominata delle Tre Marie, a una forma particolare di vita consacrata sia avvenuta il 25 marzo del 1996, proprio il giorno in cui il Venerabile Giovanni Paolo II pubblicava la Esortazione Apostolica Postsinodale “Via consacrata”. In essa il grande Papa afferma: “Torna ad essere oggi praticata anche la consacrazione delle Vedove, nota fin dai tempi apostolici (cfr. 1 Tim 5,5.9-10; 1 Cor 7,8), nonché quella dei vedovi. Queste persone, mediante il voto di castità perpetua quale segno del Regno di Dio, consacrano

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la loro condizione per dedicarsi alla preghiera e al servizio della Chiesa” (n.7). Trattando poi della “vita fraterna, intesa come vita condivisa nell’amore” e “segno eloquente della comunione ecclesiale”, il Papa precisa che, se “essa viene coltivata con particolare cura dagli Istituti religiosi e dalle Società di vita apostolica, ove acquista speciale significato la vita in comunità”, tuttavia “la dimensione della comunione fraterna non è estranea né agli Istituti secolari né alle stesse forme individuali di vita consacrata”, come quelle degli eremiti, delle vergini consacrate nel secolo e “similmente delle vedove e dei vedovi consacrati”. E aggiunge: “tutte queste persone, in attuazione del discepolato evangelico, si impegnano a vivere il «comandamento nuovo» del Signore, amandosi gli uni gli altri come Egli ci ha amati” (N. 42). Posso attestare dagli incontri, avuti con le vedove palermitane sia in Episcopio come in Cattedrale durante le celebrazioni della Giornata della Vita Consacrata o della loro consacrazione, di avere colto questi tratti di spiritualità dell’Ordo Viduarum, la cui grazia speciale nel cuore della Chiesa non solo dona la gioia dello stare insieme con Cristo e con altre sorelle nella preghiera che vince la solitudine, ma soprattutto forma, educa e sollecita a un rinnovato impegno ministeriale e missionario, derivante dalla convinzione che dopo la morte del loro sposo terreno esse sono chiamate a scegliere Cristo Gesù come sposo cele-

ste, consacrando a Lui casto, povero e obbediente il resto della loro vita per servirlo nella sua Chiesa e collaborare con Lui per l’Avvento del suo Regno nelle famiglie e nella società. Auguro che questo primo Convegno sia un momento forte di preghiera, di studio, di riflessione, di scambio e di verifica di esperienze, in modo che costituisca un varco promettente di apertura dell’Ordo Viduarum di tutte le Diocesi italiane, come sembra avvenire per l’Ordo Virginum, del quale a Palermo Don Ribaudo è stato un convinto antesignano e animatore. Accompagno questo augurio con la preghiera al Signore, datore di ogni bene, e lo affido all’intercessione di Maria, all’impegno di fedeltà delle Vedove già consacrate e alla saggezza dei Delegati Vescovili, che ne guidano il cammino di formazione permanente. A Lei, Eccellenza carissima il mio fraterno grazie. Suo in Cristo † Salvatore Card. De Giorgi Arcivescovo emerito di Palermo.

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comunicazione LA PAURA DEL NUOVO E LA CARICA ANSIOGENA DEI MEDIA Chiuso il seminario di Capodarco per giornalisti per riflettere su quali “centrali formano l’opinione pubblica”.

Antonio Preziosi

i è chiuso con l’intervento di Antonio Preziosi, direttore del Giornale Radio Rai, il seminario per giornalisti di Capodarco, una tre giorni di riflessione sul tema della paura del nuovo e di come essa possa essere costruita e decostruita dai media. Circa 200 partecipanti hanno seguito, tra sessioni plenarie e workshop, il filo rosso di questa diciassettesima edizione: la carica ansiogena dei mezzi di comunicazione italiani - “l’Italia è un Paese specializzato nella comunicazione dell’insicurezza e nella trasmissione della paura”, ha sottolineato Ilvo Diamanti in apertura - sposta l’opinione pubblica e premia la politica, perché “per essere rassicurati, abbiamo bisogno di insicurezza”. Secondo don Vinicio Albanesi si è spezzata la trasmissione di valori e esperienze da padre a figlio e, in assenza di una patrimonio ideologico condiviso e comune, ognuno rielabora pensieri e idee legandoli al proprio giudizio, avendo come unico riferimento se stesso. Da qui nasce un’opinione pubblica “liquida” e ondi-

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vaga, più facilmente orientabile verso contenitori via via nuovi e diversi: immigrati, rom, il povero o più in generale l’altro. Per Marino Sinibaldi, direttore di Rai Radio Tre e ideatore del programma Fahrenheit, le ideologie, come lo scontro di civiltà o la lotta di classe, non sono finite ma sono finite “le grandi narrazioni delle ideologie”. “Le grandi narrazioni finiscono quando le sfere che rimangono fuori sono più importanti di quelle che rimangono dentro”, ha sottolineato Sinibaldi secondo cui la questione centrale è chi forma l’opinione pubblica. “Diventa difficile - ha detto - capire quali centrali formano l’opinione pubblica e fanno circolare le narrazioni. Esistono gli imprenditori della paura, ma siamo sicuri che siano in grado di affermare sentimenti e valori? In parte sì e in parte no, perché ognuno di noi ha molte più possibilità di informazione rispetto al passato”. Molto atteso l’appuntamento con Francesco Altan, storico autore di fumetti e papà di personaggi molto amati, come Cipputi. “Le frasi fatte e i luoghi comuni - ha detto - mi servono moltissimo per avere un punto di partenza, si possono agganciare a un discorso completamente diverso. A volte le battute ti vengono in venti secondi ma a volte l’argomento è importante e devi trovare un modo per aggredirlo. Lì aiutano le frasi fatte”. “Io lavoro per accumulazione: - spiega Altan - reagisco quando la misura è colma”. E sul tema della trasmissione di valori tra le generazioni ha aggiunto: “In ognuno di noi si perdono delle formule più generali, restano però dei punti di riferimenti sotterranei, sentimentali più che razionali, che servono come punto di riferimento”. (Agenzia Redattore Sociale)


vita sociale

M ISSIONE

DI SPERANZA E CARITÀ ( O . N . L . U. S .)

VIA ARCHIRAFI ,

31 - 90123 PALERMO TEL . 091-61661887 - FAX 091-6165297 APPELLO DI FRATEL BIAGIO A TUTTA LA SOCIETÀ CIVILE Carissimi volontari, Fratel Biagio sente nel suo cuore di rivolgere a tutta la società civile questo appello: i poveri non sono solo della Missione ma di tutti noi! Dove è andato a finire l’uomo giusto, altruista, solidale, culturale, artista, sportivo, professionale, istituzionale, saggio, intellettuale, scientifico, nobile e ricco, pronto a dare la vita o una parte di sé per il bene della società e del popolo a cui apparteniamo tutti noi? Abbiamo tutti il dovere di risollevare chi è caduto e di aiutare chi sta per cadere, mi rivolgo soprattutto a quelle persone economicamente più disponibili, più fortunate e ben retribuite, coloro che hanno accumulato o ancora peggio hanno frodato; a chi ci porge la mano non possiamo chiudere gli occhi, davanti a chi ci chiede aiuto, davanti alla verità non possiamo girare la faccia. Se non interveniamo, diventeremo responsabili di questo decadimento morale e sociale. Abbiamo un compito da esaudire nel cuore come credenti e non credenti: aiutare questa società malata di egoismo e indifferenza, abbiamo tutti la responsabilità di farlo, diversamente si scenderà nel baratro! Chi non ha e non dà nulla ai poveri non può essere un uomo di pace e di Speranza in questa sofferente società. Abbiamo tutti il dovere di difendere la causa dei miseri e il diritto dei poveri “Beato l’uomo che ha cura del debole”. La Missione di Speranza e Carità opera da quasi venti anni nella città di Palermo in tre diverse comunità due dedicate all’accoglienza maschile e una femminile, oggi si accolgono quasi mille persone!. L’assistenza è anche rivolta a tante famiglie bisognose di alcuni quartieri difficili di Palermo. La Missione chiede aiuto in questo momento drammatico per potere pagare la luce, l’acqua il gas, la tassa per i rifiuti e per completare i tanti lavori che possono migliorare la vita dei fratelli, delle sorelle e dei bambini accolti nelle comunità. Mi appello al buon cuore di tutti i cittadini: ai professionisti, alle associazioni, agli Enti, alle scuole, alle Università, alle Parrocchie, alla Prefettura, al Comune di Palermo, alla Provincia, alla Regione Sicilia, alla magistratura e alle forze dell’ordine, mi rivolgo inoltre a tutti coloro che in questi anni hanno visto nascere la Missione: pur conoscendo il momento difficile, vi chiedo di non lasciarci soli in questo arduo e difficile cammino di aiuto sociale, non vi chiedo di erogare finanziamenti che allo stato attuale non esistono, ma di contribuire anche singolarmente a livello personale donando anche pochi spiccioli ma che messi insieme (come diceva Madre Teresa) potranno diventare tante gocce che aiutano a dissetare questi grandi bisogni. Tutta la Missione vi ringrazia anticipatamente augurando alle vostre famiglie e al vostro futuro un buon Natale e felice anno nuovo. Non ci lasciate soli ad affrontare questo momento difficile! Qualunque cosa avete fatto all’uomo l’avete fatto al buon Dio. Pace e Speranza Per coloro che sentono di contribuire per i bisogni della Missione: Conto Corrente Postale n. 17378902 Bonifico bancario: Banca Prossima IBAN: IT 15D0335901600100000009424 Causale: Fondo solidale della Speranza e della Carità ANNO XI - n. 14 • 12 Dicembre 2010

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emergenze La ratio della legge é ben chiara: lo Stato non aveva/ha risorse sufficienti per ridurre le perdite di rete e per costruire fogne e depuratori ma, d’altra parte, vista la natura del business, un tipico monopolio naturale, sono necessarie supervisione pubblica e regolazione tariffaria. Il territorio italiano risulta così suddiviso in 92 ATO, che spesso coincidono con i confini amministrativi delle province (alcune regioni come la Sardegna e la Puglia hanno optato invece per un ATO unico a livello regionale). La Sicilia ha recepito questo indirizzo con la legge regionale 10/1999, in forte ritardo rispetto ad altre regioni (la Liguria nel 1995 ma anche la Calabria nel

IL SISTEMA IDRICO

di Luciano La Vecchia - Carlo Stagnaro

otto la pressione di cittadini assetati e di un’Unione europea che offre denaro per finanziare opere pubbliche, ma anche paragoni e modelli sempre più vincolanti, l’Italia ha avviato il processo di riforma della disciplina concernente la gestione dell’acqua con la legge 36/94 “Galli”, vero punto di svolta nel percorso che ha portato ai più recenti provvedimenti, tra cui il decreto Ronchi del 2009. Questa legge, oltre a ribadire la natura pubblica del bene acqua, definiva una struttura “bipolare” volta a diminuire l’eccessiva frammentazione delle competenze (solo in Sicilia si contavano 424 fra municipalizzate, enti e consorzi); la Riforma prevede infatti, da un lato, l’ente gestore dell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO), nuova misura territoriale le cui definizioni sono variabili nel tempo e nello spazio, e dall’altro l’Autorità d’Ambito, ente formato dai sindaci del territorio coinvolto, con poteri di vigilanza e, principalmente, definizione delle tariffe.

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1997) e una serie di decreti presidenziali che definiscono gli ATO e le modalità per l’affidamento del SII (Servizio Idrico Integrato, che comprende l’intero ciclo dell’acqua dalla captazione alla depurazione); le Autorità d’Ambito dei vari ATO, che anche in Sicilia coincidono con le province, hanno impiegato quasi 3 anni per organizzarsi e regolamentarsi, per arrivare ai primi affidamenti fra il 2005/2006. La Sicilia si configura come un case study per tutta l’Italia: dei 5 affidamenti a privati in tutta Italia, 4 sono in Sicilia, regione ove la fame (o sarebbe meglio dire sete...) di investimenti è maggiore che nelle altre: € 2,76 mld nei prossimi 20/30 anni (a seconda della durata dell’affidamento), prevalentemente concentrati nei primi anni di attività. Il tacito accordo fra investitori privati ed autorità è ben chiaro: in cambio dei fondamentali investimenti, le tariffe (ben al di sotto della media europea e italiana) andranno aumentate, per contribuire al finanziamento, secondo una formula di price cap, determinata a livello di singolo ATO. Nella realtà, insolvenza, allacci abusivi, ritardi nel trasferimento dei fondi pubblici, lungaggini burocratiche e tariffe comunque troppo basse anche dopo gli aumenti, non hanno aiutato gli investitori privati, che infatti a distanza di 3 anni, hanno realizzato poco o niente: i soli dati disponibili per Enna e Caltanissetta (le altre province ritengono non necessario comunicare alla Commissione Nazionale di Vigilanza sulle Risorse Idriche – CONVIRI – i dati sugli investimenti nei loro ATO, che pure sarebbero tenute a fornire) indicano che solo l’11,6% e lo 0,9%, rispettivamente, degli investimenti, al lordo dei contributi pubblici, sono stati effettivamente realizzati mentre se si considerano al netto dei contributi pubblici, si sale al 42,1% e 4,4%. È da notare che nel periodo rendicontato (2007-


emergenze 2009), ove si concentra la maggior parte degli investimenti (il 36% per Enna e il 26% per Caltanissetta in 3 anni su 20/30 di affidamento), circa il 75% degli investimenti previsti sono da finanziare con contributi pubblici. Considerati i ritardi cronici della Regione Siciliana nell’erogare i contributi previsti, nonché lo stato di difficoltà finanziarie della stessa, era difficile aspettarsi un esito diverso; rimane da capire perché allora si sia scelta questa formula di finanziamento, laddove la ratio della riforma era quella di attirare capitali privati perché il pubblico non ne aveva. Infatti, lo stesso risultato (in termini di capacità di raccolta finanziaria) poteva essere raggiunto garanten-

FA ACQUA do minori contributi pubblici, e allineando le tariffe ai livelli esistenti in altre province italiane. Il ritardo negli investimenti è chiaramente evidenziato dall’andamento delle perdite di rete, definite come il rapporto fra acqua immessa e fatturata: A quanto ammontano le perdite di rete in Sicilia? Difficile a dirsi: a fronte di una media nazionale apparentemente in costante crescita. Per Palermo, Catania, Messina ed Agrigento nessun dato, salvo il dato riferito alla città di Palermo e riportato nel Piano industriale 2010-2012 dell’AMAP, pari al 41,1% nel 2008; a questo proposito è interessante il commento della stessa AMAP al riguardo: “I motivi di tale discrasia (fra i volumi di acqua immessa ed erogata – Nda) sono certamente molteplici (…) in primo luogo il sistema di misura del volume prodotto ed immesso in distribuzione, che in conseguenza della complessità del sistema di approvvigionamento, con fonti dislocate nel territorio, risulta in parte carente ed in parte obsoleto”. In poche parole, l’AMAP sembra preferire di dare la sensazione di non sapere quanta acqua viene immessa in rete, piuttosto che fornire un dato, verosimilmente superiore al 40%. … strana filosofia e soprattutto altamente improduttiva: se non si riconosce un problema, quando mai lo si potrà risolvere? Ammesso e concesso che l’acqua venga effettivamente recapitata a destinazione regolarmente rimane il problema della qualità: chi opera i controlli e dove sono i risultati delle analisi? Per anni in Sicilia, i controlli dell’acqua destinata al consumo umano sono stati di competenza delle singole ASL e dell’ARPA Sicilia. Dal 2005 tale competenza è stata ripartita fra i singoli gestori degli ATO e i dipartimenti provinciali dell’ARPA (DAP – ARPA), sotto la sorveglianza del Servizio 4 del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (DASOE) dell’Assessorato alla Sanità

della Regione Siciliana. I risultati di questa supervisione non sono né noti né accessibili al pubblico; ciò che invece è risaputo è che la Sicilia, come altre regioni italiane (fra cui la Lombardia ed il Trentino) è stata in deroga ogni anno dal 2001 al 2007 (con eccezione del 2005) per quanto riguarda i parametri indicati dal d.lgs 31/2001. Dal 2007, non sono state concesse altre deroghe, ma i dati sulla qualità delle acque non sono stati pubblicati, un gesto di scarsa attenzione e trasparenza nei confronti dei cittadini consumatori. Recentemente, in occasione dell’approvazione della Finanziaria regionale 2010 (legge regionale 11/2010), è stato approvato un emendamento che stabilisce l’abolizione delle Autorità d’Ambito, nonché l’indicazione di riorganizzare, entro un anno, il sistema idrico regionale, sull’onda di un movimento di protesta nazionale che si schiera a favore dell’acqua “pubblica”. I dettagli e la tempistica su come sarà riorganizzato il SII non sono noti ma i primi risultati si vedono già: il 30 luglio il CdA della APS spa ha dato disposizioni per la messa in liquidazione della società, un passo che evidenzia la marcia indietro dei principali operatori nazionali del settore (APS è controllata da IREN, la seconda più grande multiutility nazionale). In conclusione, la Sicilia è una regione in cui la penuria d’acqua in alcuni comuni è ancora una realtà concreta, con grave danno per l’economia, ma soprattutto della dignità di cittadini di uno stato fra i più ricchi del mondo. Questa penuria non è frutto di una maledizione divina, ma dell’incapacità della regione di attrarre investimenti e di dotarsi di norme credibili ed efficaci L’esperienza della riforma del SII in Sicilia è emblematica perché evidenzia il pressapochismo e la sciatteria della classe dirigente siciliana nell’affrontare problemi cruciali per il benessere dei suoi cittadini; si lascia la via vecchia per una nuova avendo una vaga idea di dove essa possa portare, o peggio ancora con l’idea che essa sia solo una deviazione formale per arrivare agli stessi risultati, altrimenti si gioca solo sulla pelle dei cittadini e dei contribuenti. ANNO XI - n. 14 • 12 Dicembre 2010

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personaggi

SALVATORE PROVINO - TERRA CRISALIDE, ANNI LUCE FA GALLERIA MERCURIO PALERMO FINO AL 22/12/2010 di Francesco M. Scorsone

ono molti gli artisti siciliani che in qualche modo, dopo essersi allontanati dai luoghi d’origine o meglio sarebbe dire emigrati in altra parte d’Italia (quando non all’estero) periodicamente ritornano, perché rimasti legati da quello che comunemente viene definito cordone ombelicale alla loro terra, alla terra dei loro avi, a quella terra avara di riconoscimenti e in qualche caso sprezzante per la creatività dei propri figli. Figli che non merita, ma che per

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sua fortuna il destino le ha dato. Tra questi figli certamente vi è Salvatore Provino (classe 1943) artista la cui fama e notorietà non è più in discussione e, in questo senso, dissento da ciò che è stato detto da Giuseppe Mercurio. La notorietà di Salvatore Provino viaggia attraverso i continenti. Ha esposto in mostre di particolare prestigio dall’Asia all’Africa, dall’Europa alle Americhe e le sue opere sono contese nelle aste pubbliche. Le sue presenze in mostre internazionali però sono state sempre seguite dal ritorno in patria. Come se l’artista avvertisse il bisogno costante di ritrovare qualcosa: la luce, i colori, le atmosfere o anche la possibilità di essere compreso quando intercala nel suo italiano, di stampo romanesco, qualche parola nel suo dialetto. In altri termini di ritrovarsi nei luoghi della sua infanzia e della conoscenza profonda. Nel corso della presentazione del libro che accompagna la mostra alla galleria Mercurio di Palermo, Aldo Gerbino ha tracciato un profilo di questo straordinario artista. Un artista che ha avuto la capacità di rinnovarsi, trasferendo di volta in volta quella coerenza tipica della sua cifra stilistica senza mai rinnegare

CIPRÌ ANTONINO SPURGO POZZI NERI P PRO ON NT TO O IIN NT TERV VE EN NT TO 2 24 4H H S SU 2 24 4H H A AN NC CH HE E N NE EII G GIIO OR RN NII F FE ES ST TIIV VII

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peraltro la sua matrice etnica. Nei suoi diversi periodi: dalla rappresentazione della forma umana (nella quale già fin da allora presagiva la possibilità di un certo ritorno a ciò che i critici del tempo avevano dato per superato) al ciclo delle macchine dalla tecnologia esasperata, dalla teorizzazione di Lobacevskij applicata alla sfericità del corpo come elemento dello spazio e nello spazio alle non meno importanti esperienze vissute nel corso di un viaggio in Perù e, più recentemente, alle conoscenze cinesi e argentine, Provino ha mantenuto sempre il rigore di una pittura di qualità e spessore, di analisi estetica e al tempo stesso critica. Questo nuovo ciclo di opere è presentato da un testo di Tommaso Trini che suddivide il lavoro dell’artista in cinque periodi. E, se pure siamo d’accordo circa i punti indicati dal critico d’arte, vogliamo dare una diversa chiave di lettura: Roccia sospesa: anche se per effetto della campitura le opere possono essere viste dall’alto o dal basso senza che ci sia una defluenza dell’opera, è anche vero che l’attenzione si sposta verso il centro dell’opera in quanto l’artista ha disposto lì la sua focalità. Ne è esempio il fatto che Provino dipinge


personaggi smette attraverso il suo lavoro e quindi tutto è possibile e nulla è dato per scontato. Rimane da dire, parlando del lavoro di Salvatore Provino, che egli mantiene inalterata la capacità magica di stupire perché, alla stessa stregua di Morandi o di Guidi ma potremmo aggiungere di Pollock o di Warhol, pur avendo la sensazione di avere visto quel quadro o quella mostra, si rimane sempre affascinati per la costante capacità mutante delle sue opere. Ogni suo lavoro, infatti, è una scoperta. Basterà porsi davanti alla sua opera pronti a coglierne il flusso positivo che da essa emana. La mostra alla Galleria Mercurio di Palermo è visitabile fino 22 dicembre 2010, da lunedì a sabato dalle ore 18.30 alle 20.00. Catalogo Prearo Editore pp. 112, ill. a colori, € 30,00

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ponendo a terra la tela e, lavorando intorno ad essa, la realizza. Cielo profondo: è un dato di fatto che in molti dipinti vi è una infiorescenza simile ad una nebulosa gassosa tipica della sensazione che si ha delle galassie. Acqua e aria: la presenza dominante del blu oltremare o dei grigi del cielo invernale, spesso creati dall’artista, danno una straordinaria sensazione del mare e delle sue profondità o del cielo e delle sue varianti. Biosfera liquida: nelle sue opere vi sono un insieme di parti della terra: idrosfera e atmosfera “abitate”, tali da dare la sensazione di organismi viventi, pronti ad assumere forme e movimento. Antroposfera abisso: per tutti quei motivi che hanno in qualche modo attinenza all’inquinamento, alla morfologia dei territori, alla vita vegetale, animale ed allo stesso territorio urbano. È comunque ovvio che siamo nel campo delle sensazioni che un artista tra-

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intervista me e ci tengo a dare il mio parere. Mi capita spesso di parlare con gente di altre religioni e/o avere scambi di opinioni”. “Certo alcune volte non so che dire, ma non perchè me ne vergogni, affatto, ma perchè penso che ognuno di noi non abbia poi queste grandissime conoscenze sulla religione”. Credi nell’aldilà? E cosa pensi possa esistere? “Certo che credo nell’aldilà. Principalmente è il fondamento del cristianesimo. Secondo me non avrebbe senso credere ad una parte della religione e non credere ad un’altra. Se crediamo per fede, dobbiamo credere a tutto ciò che è presente nella bibbia”. “Sì ci credo, e penso che sia come ognuno di noi un pò se lo immagina”.

di Marco Burrugano Abbiamo realizzato un’intervista sul tema: “Chi è Cristo nella nostra vita?”. Per poter fare riflessioni sull’argomento ho fatto diverse domande ad alcuni giovani di una classe superiore per saperne di più. Può sembrare che, al di fuori della chiesa, ai giovani che non frequentano arduamente non possa interessare l’argomento e che la pensano diversamente, invece attraverso le domande ci siamo resi conto che non è affatto così. Per prima cosa chiedo loro se sono credenti e perché. “Sì. Beh, essendo nato in una famiglia cristiana, sono cresciuto per i primi anni della vita con questo pensiero. Poi crescendo, una persona si pone delle domande e sta a lui decidere se crede o no. Sinceramente sono cristiano perché ho fede nel messaggio e nelle testimonianze che raccontano i fedeli”. “Sì, sono credente perchè penso che sia giusto credere in qualcosa, quel qualcosa si chiama Dio e io ci credo fino in fondo”. Mettendoli a loro agio parliamo più approfonditamente. Se ci credi realmente cosa pensi di lui?. “Oltre ad essere il “Nostro Padre”, e anche colui che non ci abbandona, che dà una parola di conforto nei momenti più difficili ed è a lui che affidiamo le nostre preghiere”.” Penso che guardi e protegga tutti i suoi figli da lassù, amandoci uno per uno allo stesso modo.” Ti vergogneresti di parlare di religione con i tuoi coetanei?. “Per niente, anzi: spesso mi piace discutere e confrontarmi con chi la pensa in maniera differente da

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Se uno è cattolico è perché lo sente realmente o è solo per tradizione tramandata dai genitori? “Principalmente gli ideali trasmessi dai genitori influiscono sui figli. La gente ormai difficilmente crede perché cerca delle prove.. È giusto farsi domande e credere a ciò che una persona ha nel cuore”. “A mio avviso c’è chi lo è perchè segue i genitori, io personalmente ho fede perchè so che c’è qualcosa più grande di noi”.


intervista Come ultima domanda ho chiesto loro un pensiero finale. “Penso che chiunque possa scegliere di credere oppure no, però chi crede, nei momenti di difficoltà sa bene a cosa può affidarsi”. “Ormai solo poche persone continuano ad avere un credo forte, il resto viene fatto per superstizione. Non posso che sperare, che la fede di ognuno di noi non possa mai cessare e che si alimenti con il proseguimento della nostra vita”. Quando l’intervista è terminata i giovani sono rimasti entusiasti per aver risposto ai quesiti che ho posto loro perché non si aspettavano che, anche tra i giovani della stessa classe, ci fosse chi la pensa allo stesso modo e per ogni domanda rispondevano, non perché obbligati dal fatto che io dovevo scrivere ciò che loro dicevano, ma dal fatto che quello che dicevano lo esprimevano con il cuore. Una volta iniziati a parlare di questo argomento non volevano più smettere perché erano appassionati dato che in una classe di quinto superiore si può fare di tutto, ma purtroppo quello che adesso manca è la preghiera e il dialogo della religione. Quando c’è l’occasione, si cerca di scambiare le proprie idee sempre nel rispetto verso il prossimo e lasciare ognuno liberi di crederci o no. Non posso dimenticare quando nel nostro paese ci volevano violare di tenere il crocifisso in classe, e quel giorno un ragazzo della mia età e testimone di geova disse: “Io, in quanto non credente non posso dire niente, rispetto il cristiano per quello che è”. Mi viene in mente una favola chiamata “La favola del riccio” letta pochi giorni fa su un giornalino. Durante l’era glaciale molti animali morirono per il freddo, i ricci se ne accorsero e decisero di unirsi in gruppo e aiutarsi. In questo modo si proteggevano, ma le spine di ognuno ferivano i compagni più vicini che davano calore. Perciò decisero di allontanarsi e iniziarono a congelare e a morire. Così capirono che o accettavano le spine del compagno vicino oppure sparivano dalla terra e morivano in massa. Con saggezza decisero di tornare tutti insieme. In questo modo impararono a convivere con le piccole ferite che un compagno vicino può causare, dato che la cosa più importante era il calore dell’altro. In questo modo sopravvissero. MORALE DELLA FAVOLA: le relazioni migliori non sono quelle con delle persone perfette, ma quelle nelle quali ogni individuo impara a vivere con i difetti degli altri e ad ammirarne le qualità.

in breve Il Centro Studi Pio La Torre ha presentato il 2 dicembre scorso a Villa Zito il libro di Antonio Ingroia “Nel labirinto degli dei” che aggiunge nuove riflessioni sull’ultimo trentennio della nostra storia e in modo pregnante sul mondo criminale del rapporto mafia-politica e sui rischi che corre la nostra democrazia. *

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Il 3 dicembre, il Centro Sperimentale di Cinematografia, Cantieri Culturali alla Zisa (Sala Bianca) hanno ospitato Elogio dell’antropologia, o il mestiere di antropologo, giornata di studio organizzata dalla Fondazione Ignazio Buttitta di Palermo a cura di Gabriella D’Agostino. Il seminario si è avvalso dell’esperienza di antropologi di fama internazionale che si sono interrogati sul ruolo che l’antropologia può fornire alla comprensione delle società contemporanee, attraversate da conflitti sociali, religiosi, politici, cercando di individuare gli strumenti che le sono propri rispetto ad altre scienze sociali. *

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A Palazzo Montalbo per il centro regionale per la progettazione e il restauro si è svolto l’incontro su PERSISTENZE E RITUALITÀ ARCAICHE NELL’ENTROTERRA Resistenze culturali in Sicilia tra forme di mimetismo simbolico e residui di memoria collettiva. Presentazione Antonino Buttitta Professore Emerito Università di Palermo. Sono intervenuti Sebastiano Missineo Assessore regionale Beni culturali e dell’Identità Siciliana. Gesualdo Campo Dirigente Generale Dipartimento regionale Beni culturali e dell’Identità Siciliana Adele Formino Direttore Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro. *

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Il 30 novembre è iniziato “Dove sei?”, ciclo di incontri che affronta i grandi snodi della soggettività umana. Alle ore 17.00 presso la sala conferenze della GAM imperdibile appuntamento con Giovanni Salonia, psicoterapeuta, per parlare del CORPO. Questo ciclo di incontri conferma la Galleria di Arte Moderna anche come luogo contemporaneo di animazione culturale della città rivolgendo una particolare attenzione alle generazioni giovani, in linea con la missione del Distretto culturale di Palermo, nato proprio per connettere le istituzioni e le iniziative culturali della città e con l’intento di trovare nuovi percorsi di riflessione e confronto.

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libri

“LA FORMAZIONE NELL’ETÀ SAGGIA” di Esperia Ghezzi

o sempre considerato il libro un “vademecum” indispensabile nella vita per la formazione, non solo intellettuale, dell’individuo; fonte di notizie varie che ciascuno di noi, acquisendole, rielabora secondo la personale logica interpretativa, dopo averle sottoposte ad una scelta selettiva, intellettuale e culturale che potrà, forse, non essere sempre obiettiva, ma coerente con le proprie esigenze interiori.

H

Al di là di tali interessi soggettivi, che orientano verso un particolare tipo di lettura, ritengo che in ciascuno di noi prevalga la spinta della “curiositas intellettuale” verso ciò che è nuovo, originale, stimolante, che induce ad essere informato su tutte le novità culturali, per potere esprimere in merito, un giudizio anche critico purché sorretto da concretezza ed obiettività. Con questo spirito mi accosto alla lettura di un nuovo libro, soprattutto da quando appartengo anch’io “all’età saggia”, per soddisfare il bisogno di continui stimoli culturali, occasione anche di riflessioni, non nostalgiche, ma maturate attraverso l’esperienza personale. Il libro “La formazione nell’età saggia” di Nicolò Rosario Lombardo - giornalista pubblicista e già dirigente scolastico – che fa seguito ad altri saggi dello stesso autore su problemi sociali, pone l’accento, significativamente sulla condizione dell’uomo del terzo millennio, visto, non solo singolarmente, ma come modello di popoli e società. Lo scrittore pone particolare attenzione ai problemi che più frequentemente turbano l’esistenza dei pensionati, le cui condizioni economiche e sociali sollecitano pubblici interventi assistenziali dignitosi per il miglioramento della loro vita, ma

anche un impegno attivo e continuo che tenga vivo il rapporto con le generazioni più giovani. A tal fine egli propone “un’educazione permanente e continua” che li faccia sentire non avulsi, ma parte integrante non solo della famiglia ma della società. L’autore, nell’esporre le proprie teorie, si avvale di quelle esposte da Viktor Emil Frankl studioso continuatore del pensiero di Freud e di Adler profilando la nascita di una figura professionale, quella del “logoeducatore”. L’opera di Nicolò Rosario Lombardo suscita grande interesse suggerendo, attraverso i vari capitoli, un percorso formativo con proposte e soluzioni per affrontare le varie tappe della vita ed in particolare quelle nelle quali è necessario “adattarsi” alla longevità, “formarsi” per abituarsi al tramonto, alla terza età che non va ritenuto “periodo di decadenza, ma la si può, a buon diritto, considerare come una fase dell’esistenza in cui si è in grado finalmente di raggiungere la piena realizzazione di sé e una maggiore comprensione degli altri. Più maturo, capace di distacco, con una notevole esperienza alle spalle, un anziano può gustare aspetti della vita su cui prima non aveva avuto tempo di soffermarsi”.

UN ABBONAMENTO PER I DETENUTI Con la vostra offerta potete sottoscrivere un abbonamento da mettere a disposizione dei carcerati. L’iniziativa di alto valore umano merita di essere conosciuta e diffusa. Chi è interessato può versare l’importo sul:

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scuola

NO ALLA FINANZIARIA CHE MASSACRA LA SCUOLA PUBBLICA di Piero Bernocchi

a Legge Finanziaria per il 2011, ora denominata “legge di stabilità” e in discussione al Senato dopo l’approvazione alla Camera, prosegue il massacro della scuola pubblica. Dopo l’estremo immiserimento imposto all’istruzione pubblica con il taglio triennale di circa 140 mila posti di lavoro docente ed ATA, l’espulsione in massa dei precari e la drastica cancellazione di materie, scuole, classi, dopo il blocco dei contratti e degli scatti di anzianità, ora, utilizzando la breccia aperta nel 2000 da Berlinguer e dal centrosinistra con la “legge di Parità”, la Finanziaria aumenta di 245 milioni le risorse alle scuole private che vengano quasi raddoppiate, raggiungendo così i 526 milioni annui di finanziamento statale. È bastata una telefonata da Seul del Ministro Tremonti perché la cordata di deputati del Pdl ottenesse che i 150 milioni già previsti aumentassero agli attuali 245. Le ultime Finanziarie del centrodestra e centrosinistra hanno inol-

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in breve Il Tar di Palermo ha posto in decisione il ricorso promosso da migliaia di precari delle scuole superiori di Palermo. La richiesta è stata avanzata, per tramite dell’Avv. Nadia Spallitta, al Ministero dell’Istruzione e all’Ufficio scolastico regionale. Come può conciliarsi una riduzione che abbia ad oggetto posti

tre tagliato lo stanziamento per il pagamento delle supplenze (sceso del 72% in 6 anni), per il funzionamento amministrativo e didattico (si è passati da 823 milioni a 350 in tre anni), mentre le risorse per l’aggiornamento del personale si sono ridotte dai 33 milioni agli attuali 8 milioni, meno di 8 euro a testa l’anno. Così, questo anno scolastico lo Stato spenderà per ogni studente (900 mila) delle scuole private 580 euro mentre per gli 8 milioni di studenti della scuola pubblica si arriva a 75 euro, sommando spese di funzionamento e per le supplenze. Infine, la “legge di stabilità” taglia 103 milioni del bilancio MIUR, finora serviti per la gratuità dei libri di testo della scuola elementare, e passati in un capitolo (di 350 milioni) denominato “interventi di carattere sociale” destinato anche al pagamento di 27.000 LSU (Lavoratori Socialmente Utili) che garantiscono la pulizia in 3.500 scuole e il cui costo è stato nel 2010 di 370 milioni, che assorbirebbero del tutto il

capitolo di bilancio. Dunque, se in Aula dovesse passare il taglio, la Finanziaria cancellerebbe per sempre la somma destinata specificatamente all’acquisto dei libri per i bambini delle elementari. Per tutte queste ragioni, i COBAS - in collegamento e sintonia con le iniziative di protesta degli studenti e ricercatori contro la “riforma” Gelmini dell’Università, che è andata in votazione alla Camera - hanno indetto una manifestazione davanti al Senato (piazza Navona – Corsia Agonale) martedì 30 novembre a cui invitano i docenti ed Ata delle scuole romane, i genitori, gli studenti e i cittadini per chiedere, oltre alla cancellazione dei tagli e la restituzione integrale di scatti di anzianità e contratti, che, nel passaggio in Aula, vengano reintrodotti i 103 milioni per la gratuità dei libri di testo nelle elementari e cancellato l’aumento del finanziamento anticostituzionale alle scuole private.

che dovrebbero essere assegnati ai vincitori di concorso che abbiano svolto almeno 3 anni di attività per lo Stato?”. Il Tar aveva chiesto, al Provveditorato, che venisse dimostrata l’efficacia e l’operatività dello ‘schema di decretò in base al quale vengono operate le riduzioni degli organici, dal momento che in prima battuta questo atto sembra sprovvisto di efficacia per il nostro ordinamento.

Nei giorni scorsi vi è stata l’udienza presso il TAR di Palermo ed è stato posto in decisione il suddetto ricorso. Speriamo di avere una risposta positiva dal TAR di Palermo, poiché vi sono state violazioni delle norme europee che hanno costretto alla disoccupazione migliaia di precari da più di dieci anni in servizio nelle scuole di Palermo”. Comitato precari della scuola.

*Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

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spazio di fede

8 dicembre - riflessioni di un prete di Paolo Turturro

Murillo - Immacolata Concezione

li occhi sono immacolati nel contemplare Dio. Anche i prati di rugiada sono immacolati all’aurora. Il sole splende in alto immacolato. I pensieri dello spirito che ama sono immacolati. La vita che scorre sul filo della speranza è immacolata. Toccare non è macchiare. Baciare non è sporcare. Io sento il profumo di tutto ciò che è immacolato. Tu, Vergine santa, abito del cielo ci vesti d’innocenza. In te, per opera dello Spirito santo, sono tutti i doni dell’eterno. Sono in te, per noi. Il battesimo è la nostra Immacolata Concezione. L’eucaristia che consacriamo è l’Incarnazione di Gesù Cristo in tutti noi. E nella riconciliazione ci vesti di salvezza. Quanti sogni immacolati nel tuo diletto cuore. Immacolata è la sapienza, la sapienza di ogni tempo, la sapienza di ogni uomo. Immacolato è il dolore che s’incarna nella croce di Cristo. Immacolate sono le mani

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che elevano l’eucaristia anche nelle notti oscure. Immacolato è il pane che sfama senza essere mai macchiato. Pane che sfama poveri e miserabili e resta intatto, immacolato, nel nutrire il corpo di sangue sempre nuovo e fresco. Anche i sogni di ogni sacramento sono invisibilmente immacolati. La musica di un’arpa è immacolata quando il suo arpeggiare raggiunge il cuore ferito d’amore. Il cuore è musica quando palpita offerte di dolori. E tu, Vergine santa, sei lo scrigno della luce immacolata. Tu, il corpo splendido del candore, grembo dello Spirito che spira nel tuo seno immacolato il figlio di Dio. Tu, primizia di ogni respiro ossigenato di ogni purezza. Tu, madre del corpo immacolato. Tu fonte dell’innocenza che rende immacolato ogni sacramento. Immacolato è concepire. Immacolato è partorire. Immacolato è nascere. Immacolato è pensare. Immacolato è aiutare e donarsi senza interessi. Immacolato è intuire Dio nella tua carne e nel tuo spirito. Immacolato è pregare con lo spirito. Immacolato è sperare contro ogni avversità. Immacolate sono le beatitudini di tuo figlio. Immacolato è il perdono. Immacolato è guarire non solo i lebbrosi. Immacolato è amare il nemico. Immacolato è credere oggi al Vangelo. Immacolato è lo sguardo che ti eleva al cielo di ogni cuore. Immacolato è consigliare chi è disperato, chi è afflitto, chi è desolato nel finire dei giorni. Immacolato è accogliere l’immigrato senza pacchetti di sicurezza economica. Immacolato è sapere di essere amato. Immacolato è uscire da ogni notte di droga e di disperazione. Immacolata è la fede e la sua perseveranza. Immacolato è il nostro tempo di fede che si apre all’eternità. Immacolato è il corpo glorioso della nostra risurrezione, senza ossa, senza cimiteri, senza trombe degli angeli sui campi degli stermini. Immacolata è la terra abitata dai giusti. Immacolato è il libro scritto dal tuo spirito. Immacolata è persino la morte che ci apre alla vita eterna. Immacolata è la solitudine che si abbandona alla volontà di Colui che ci ha creati per camminare d’amore. Immacolate sono le ferite che scusano, comprendono e perdonano chi le infligge. Immacolata è la rivoluzione culturale, sociale, spirituale. Immacolata è la lotta che sana ogni ingiustizia, ogni prepotenza. Immacolata è la mente che si apre al mistero da conoscere, da amare. Immacolato è l’universo non ancora incontaminato dall’uomo. Immacolato è il volto che sa di luce, di amore e di perdono. Immacolata è la forza che fende ogni segreto del male e lo dissolve con la bontà.


spazio di fede Immacolate sono le carezze di una madre che fonde nella famiglia amore e tenerezza. Immacolato è sudare la terra per produrre l’abbondanza di ogni frutto, la fortezza delle foreste, lo splendore delle verdi colline tappezzate di greggi immacolati. Immacolato è il sudore di ogni fatica, di ogni timore, di ogni attesa. Immacolato è il sogno di radunare tutti i popoli sotto un’unica tenda di amore e di fratellanza. Immacolato è ogni neonato che indica al cielo che sulla terra abita ancora l’amore. Ho vissuto giorni immacolati ogni qualvolta ho amato senza interessi, senza contraccambio. Ho vissuto giorni immacolati ogni qualvolta lacerato dentro mi sono tuffato nell’oceano insondabile del tuo amore. Ho vissuto giorni immacolati ogni qualvolta le mani hanno sconocchiato corone di rosari. Ho vissuto giorni immacolati ogni qualvolta ho intuito che il cielo non è altro che lo spirito. Ho vissuto giorni immacolati ogni qualvolta sono divenuto coscienza e ho scommesso soltanto sulla sua forza. Ho vissuto giorni immacolati nella lotta assurda di restare incatenato nella preghiera della solitudine e dell’amarezza. Ho vissuto giorni immacolati ogni qualvolta mi sono rifugiato in te e tu mi hai insegnato nel profondo delle pagine della mia vita la forza del perdono. Ho vissuto giorni immacolati ogni qualvolta ho acceso nel disperato la fiamma della speranza. Vivo giorni immacolati ogni qualvolta salgo affaticato sulla mensa della croce che rende immacolato ogni crimine del mondo. Vivo giorni immacolati ogni qualvolta celebro non solo nelle mani il mistero Immacolato dell’eucaristia. Vivo in te, abbracciato, o Vergine della purità che concepisce innocente ogni mio sospiro, ogni mia attesa, ogni mio confido in te. Vivo ancora innocente, io superficiale nel non evitare ogni ferita, ogni inganno, ogni maldicenza nel vivere e finire dei miei giorni.

chi rimane in me, ed io in lui, porta molto frutto, perchè senza di me non potete far nulla (gv 15,5) Carissimi amici, uando ci si accosta al capitolo 15 del vangelo di San Giovanni si rimane come inzuppati di luce, dolcemente trascinati nell’intimità con il Maestro: utilizzando l’allegoria della vite e dei tralci Gesù ci dice come è bello fondere il nostro cuore col suo. È un mistero d’amore! E se questo è vero per ogni cristiano ancora di più lo è per i consacrati, i sacerdoti, che fanno della loro vita un altare di misericordia: ci ha scelti, ci vuole accanto a sé in un modo tutto particolare! Siamo sicuri che riavvolgendo il nastro della vostra vita o semplicemente frugando tra i vostri ricordi recenti troverete la profumatissima testimonianza di uno e più sacerdoti che hanno lasciato una scia di luce nello scorrere quotidiano e a volte faticoso in cui siete immersi: sacerdoti innamorati di Gesù, sacerdoti consumati dall’amore alle anime, sacerdoti completamente dimentichi di se stessi e trascinati nel grande ideale del Regno di Dio. sacerdoti che vi hanno accompagnato per tanti anni e hanno condiviso con voi tante battaglie o incontrati di sfuggita una sola volta. Sacerdoti che vi hanno saputo ascoltare e rivolgere parole cariche di amore, sacerdoti che avete visto soffrire nel silenzio, quel silenzio che è il ricamo segreto della santità. Sacerdoti a cui avete potuto esporre i vostri dubbi per ricevere in cambio la bellezza della Verità, sacerdoti che hanno sostenuto la vostra fede in momenti difficili. Sacerdoti felici di essere sacerdoti, di cui avete subito pensato: si vede che quello ci crede. Ecco allora che sul finire di questo Anno Sacerdotale fortemente voluto dal nostro amatissimo Santo Padre Benedetto XVI, lanciamo un’iniziativa: SACERDOTI CHE PROFUMANO DI CIELO. È uno spazio in cui chi vuole potrà far pervenire le sue testimonianze proprio su questi sacerdoti, ancora in vita o già tornati alla casa del Padre, che hanno segnato la vostra vita. Sarà il vostro grazie a questi uomini che non stanno in prima pagina sui giornali ma di sicuro vivono in prima fila nel cuore di Dio. Siamo sicuri che quest’iniziativa, partita alcune settimane fa su un sito di lingua ungherese, contagerà molti di voi. Mandateci dunque le vostre testimonianze. Scrivendo a donmarcocarluccio@libero.it oppure a dongaetano@cathomedia.com. Continuando a pregare per la santità di tutti i sacerdoti, vi abbracciamo e ringraziamo anticipatamente per quanto condividerete con il popolo web!

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SACERDOTI CHE PROFUMANO DI CIELO! Partecipa anche tu al contagio della santità!

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oroscopo PALINSESTO TELEREGINA dal 10 al 17 Dicembre 2010

Venerdì 10 Dicembre (CTS) ore 16.00: Quindicinale (notizie) ore 16.15: Lourdes - Il film delle apparizioni Sabato 11 ore 11.30: ore 11.32: ore 11.34: ore 12.00: ore 12.15:

Dicembre (CTS) Vangelo di domenica 12/12/10 Parlerò al tuo cuore Cristo in frontiera Oltre il fatto Sfogliando CNTN

Sabato 11 ore 20.00: ore 20.02: ore 20.04:

Dicembre (IN TV - Sky 840) Vangelo di domenica 12/12/10 Parlerò al tuo cuore Cristo in frontiera

OROSCOPO ALTERNATIVO COME BUSSOLA SALMO 135 di Lidia Castellana

La parola con la quale il Salmo 135 comincia (Alleluia), mette in risalto il motivo dominante: la lode che va al Signore dei signori. Ariete:

Servi del Signore, sacerdoti del Signore, lodate il Signore.

Toro:

Voi che state negli atri del nostro Dio, voi stirpe eletta, lodate il nome del Signore.

Gemelli:

Il Signore è buono, il suo nome è soave, il suo nome è balsamo al nostro cuore.

Cancro:

Ricordati o popolo di Dio, che sei stato prediletto tra tutti gli altri popoli, per onorare il suo nome.

Leone:

Gli dei della terra, non potranno mai superare il Dio del cielo.

Vergine:

Il cielo, la terra e gli abissi dell’oceano svelano la profondità del Dio inaccessibile.

Bilancia:

Egli solo può evocare le piogge e dare vita alla terra.

Scorpione:

Dio solo è l’Autore della vita e della morte.

Domenica 12 Dicembre (CTS) ore 11.30: Santa Messa dalla Basilica SS. Trinità (La Magione) - Palermo (diretta) Domenica 12 Dicembre IN TV (Sky 840) ore 11.30: Santa Messa dalla Basilica SS. Trinità (La Magione) - Palermo (diretta) ore 12.35: Chiesa vicina di casa Lunedì 13 ore 11.30: ore 11.34: ore 12.01: ore 12.15: Lunedì 13 ore 20.00: ore 20.04: ore 20.34:

Dicembre (CTS) Oroscopo come bussola Chiesa vicina di casa Oltre il fatto Sfogliando CNTN Dicembre IN TV (Sky 840) Oroscopo come bussola Volti al confronto Conoscere Palermo: La chiesa dell’Immacolata Concezione al Capo 2° parte

Mercoledì 15 Dicembre (CTS) ore 21.30: Conoscere Palermo: La chiesa dell’Immacolata Concezione al Capo 2° parte ore 21.57: Coro ore 22.00: Volti al confronto Giovedì 16 Dicembre IN TV (Sky 840) ore 20.00: Quindicinale (notizie) ore 20.15: Nuovi Italiani - Sri Lanka ore 20.27: Oltre il fatto ore 20.45: Sfogliando CNTN Venerdì 17 Dicembre (CTS) ore 16.00: Quindicinale (notizie) ore 16.15: La Teologia approda nel quartiere ore 16.33: Rivelazioni - Teleregina I programmi potrebbero essere soggetti a variazioni.

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Sagittario: Dio è l’Eterno, tutto è nulla alla sua presenza. Capricorno: Vane parvenze di vita sono gli idoli foggiati da mani d’uomo. Acquario:

Voi che di generazione in generazione appartenete alla casa di Dio, benedite il Signore.

Pesci:

Anime fervorose che temete il Signore, unitevi e inneggiate la lode al Dio eterno e vero.

È bello ascoltare come con i canti e le lodi a Dio si narrino le sue opere. Al Dio dei nostri padri, al Dio dei nostri figli, al Dio nostro, l’unico e vero Signore della nostra vita, va ora e sempre la nostra lode.


appuntamenti DOVE TROVARE C N T N

Padre GIACOMO: dove, quando... Lunedì Giovedì

ore 14,15 - 20,30 Magione ore 9,30 - 13,00 S. Caterina ore 13,30 - 15,30 S. Giovanni C ON F E SSIO N I

Sabato ore 17,30 - 18,45 S. Giovanni mezz’ora prima della celebrazione di ogni S. Messa RECAPITI

330.53.79.32 (quando è possibile tenerlo acceso) 091.49.01.55 ogni giorno ore 7,00 - 7,45 091.25.25.525 (di pomeriggio, spesso) 091.617.05.96 anche Fax giacomo.ribaudo@fastwebnet.it C H I E S E IN C U I H A LU O G O L’ A D O R A Z I O N E E U CA R I S T I C A S O L E N N E A L D I F U O R I D E L L A S. M E S S A :

* CUORE EUCARISTICO DI GESÙ, C.so Calatafimi, 327: Vn. ore 16,30-18,00; 1° Vn anche 9,30-12,30 * ANCELLE DEL S. CUORE, in via Marchese Ugo: Tutti i giorni ore 7-13; 16-17 * OLIVELLA: Ln. Mt. Mc. ore 17,30-18,30 * S. CATERINA DA SIENA in via Garibaldi: Gv. ore 09,00-12,00 da Ln. a Vn. ore 23,00-24,30 * MARIA SS. IMMACOLATA via Montegrappa Gv. ore 09,00-23,00 * S. GIUSEPPE AI QUATTRO CANTI: Vn. ore 21,00-23,00 * S. MAMILIANO (di fronte al conservatorio): da Ln. a Vn. ore 16,00-18,00 * S. LUCIA, in via Ruggero Settimo: Sb. ore 21,00-24,00 * MARINEO, presso la chiesa del Collegio: Gv. ore 09,00-12,00 * MADONNA DEI RIMEDI: piazza Indipendenza Gv. ore 10,00-12,00 * SAN BASILIO: Giovedì - Venerdì 9.00 - 12.00 Venerdì dalle 18.30 - 19.30 * SANTA TERESA alla Kalsa: Giovedì 17.30 - 18.30; 19,00 - 21,00 * FRATI MINORI RINNOVATI SANTA MARIA DEGLI ANGELI: in via Alla Falconara, 83: Ogni giovedì dalle 15.30 alle 16,15 1° venerdì del mese 20.00 - 21.00 * SS. CROCIFISSO - Ciaculli: Giovedì ore 16.00 - 17.00

DOVE CONFESSARSI... -

S. Domenico (mattina) Casa Professa (zona Maqueda) S. Giuseppe dei Teatini (Quattro Canti) S. Teresa (piazza Kalsa) Madonna dei Rimedi (p.zza Indipendenza) S. Raffaele Arcangelo (via G. Roccella) S. Maria della Pace (Cappuccini) S. Francesco d’Assisi (piazza S. Francesco d’Assisi) S. Antonio da Padova (Stazione) Boccone del Povero (c.so Calatafimi, 327)

Edicole

Rivendita giornali

Sedi Istituzionali

Claudia Amica Pipi Alberto C.so Calatafimi, 327 Dario Badalamenti Via G.F. Ingrassia Bruno Maurizio Via Lincoln, 124 Cori David e Carmen Richichi Calata S. Erasmo Capizzi Piazza G. Cesare Vincenzo Di Bella Via Roma (Accanto posta centrale) Giovanni Serra Via Cavour Catalano Francesca Via E. Amari Siddiolo Giampiero Via Roma (Ang. C.so Vittorio Emanuele) Ferrara Angelo Via Ruggero Settimo Edicola Mercurio di Antonia Siddiolo L’edicola di A. Cappello Via Vaglica (Piazzale Ungheria) Testagrossa Via P. Calvi D’Amico Domenico Via Dante, 78 Giovanni Cricchio Via Notarbartolo (Ang. Via Marchese Ugo) Damiani M.Rita Via Terrasanta, 5 Libri Giò di Giuseppe Mercurio Via Duca della Verdura E. Calò Marco Mercurio Via F. Laurana Edicola Lino Via Don Orione Rosetta Abatangelo Via Marchese di Villabianca, 111 Libreria Mercurio Via M. di Roccaforte, 62 Ciulla e Cannella Via Cirrincione

Piazza dell’Esedra

Facoltà Teologica

Lidia Monsignore

Corso V. Emanuele, 463

Via E. Restivo, 107

(Loredana Ferraro)

Da Silvio

Galleria e Biblioteca d’Arte

Marineo (Pa) Cuccia Francesco Luigi Via F. Laurana, 79

Studio 71 F.M. Scorsone Via Fuxa, 9

90143 Palermo Edicola Resuttana dal 1920 Via Resuttana, 243

Chiese

Pirrone Antonino

Basilica SS. Trinità alla Magione

Piazza Verdi Mario Cassano

Via Magione

Via De Gasperi 237

S. Giovanni dei Napoletani

Fabio Velardi

Corso Vittorio Emanuele

Viale Regione Siciliana

Santa Caterina da Siena

(Angolo Via Perpignano)

Via Garibaldi S. Cristoforo

Attività

Via S. Cristoforo

commerciali

(Via Roma di fronte la Standa)

Articoli e oggetti sacri

SS. Crocifisso

Rosa Maria Cerniglia

Via Ciaculli

Villabate

Maria SS. di Lourdes

Associazione Esperanza Via Magione, 44

Via Ponticello

Orefice Nino Scrima

Borgo della pace

Via Magione

Baucina

Gazebo CNTN Piazza Marina Libreria Paoline C.so Vittorio Emanuele, 456

Privati Lidia Castellana

Bar Pasticceria Amalia Rimedio Via P.pe di Palagonia, 2/F

C. Vittorio Emanuele, 547

Libreria Articoli Sacri LDC, di

Villabate

Lombardo

Micale – Badalamenti

Via A. Siciliana, 16/D

Via M. Cipolla, 106

Angie Sport Via Sciuti, 178

Salvo Di Lorenzo

Bruno Gomme

Via Fiduccia, 11 (Villabate)

Via Garibaldi, 10/16

Caterina Gaglio

Monreale (PA)

Largo Hilton - Villabate

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CNTN n14 Anno XI  

settimanale di ispirazione cristiana

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