Issuu on Google+


Sommario ANNO XII Registrazione Tribunale di Palermo N.17 / 2000

Direttore Editoriale:

Giacomo Ribaudo Direttore Responsabile:

Serena Termini Redazione:

G. Bonanno, E. Ghezzi, F. Giorgianni, G. Gonzales, P. Turturro, F. Sortino. Immagini a cura di:

Giovanna Gonzales Questo numero è stato chiuso il 24 Ottobre 2011 alle ore 13.00 Direzione Redazione Amministrazione

Via Decollati, 2A - Palermo Tel. 091.6177936 - 334.9647256 Fax 091.6175215 regina.coelorum@virgilio.it www.cntn.it www.teleregina.it Impaginazione, Composizione Grafica e Stampa:

Copygraphic s.n.c. Via E. Restivo, 99 - Palermo tel. 091.524312 - tel. 091.2523051 e-mail: copygraphicsnc@libero.it e-mail: info@copygraphic.it www.copygraphic.it

3

Editoriale

4

L’opinione

5

focus

6

politica

n. 3

Indignarsi arrabbiarsi diventare violenti di Giacomo RIbaudo

La chiesa di Palermo si raduna in convegno

di Giuseppe Savagnone

Promozione dell’imprenditoria dell’integrazione sociale in Sicilia

di Chiara Sole

La Sicilia attende un nuovo governatore

di Vincenzo Noto

La Chiesa contro Berlusconi

7

di Fabio Sortino

8

Legalità

9

Attualità

Il futuro onesto di Palermo è affidato all’antimafia dei professionisti

di Serena Termini

I “giovani trascurati” e la “miseria del sud”

di Vincenzo Scuderi

10

La juventud del Papa

12

Indignati di tutto il mondo unitevi

di Emma Di Ganci

di Livio Terranova

14

Cultura

16

Cronaca

18

Inchiesta

20

Mostre

22

Teatro

22

Pianeta lavoro

Grandi mostre a Roma, Milano, Palermo

di Giovanni Bonanno

Nuovi Evangelizzatori per la Nuova Evangelizzazione

di Sergio Natoli

Liscia, gasata, siciliana… di Antonio Arnone

Bartman

di Mariella Calvaruso

Il nuovo programma del Teatro Franco Zappalà di Franco Verruso

L’attività e la collaborazione a qualsiasi titolo sono fornite gratuitamente

Per il tuo abboanmento contattaci all’indirizzo email: associazionecntn@gmail.com o telefona ai numeri: 091 6175215 - 091 6177936 Anna Basile: 328 4767020 Loredana Ferraro: 339 8294260 Se vuoi sostenere le iniziaitive di CNTN c/cp n. 12372983 intestato ad Associazione CNTN oppure Monte dei Paschi di Siena Filiale di Villabate IBAN IT 78L01030 43730 000000002944


editoriale

Indignarsi arrabbiarsi diventare violenti

D

Ha sempre una genesi e una spiegazione, anche se non sempre logico-razionale ed etica l’indignazione che può sfociare in rabbia

isapprovazione e condanna a 360° non per la manifestazione di Roma realizzata da gente per lo più nella scia della più corretta moralità, ma per quella sfociata in atti di violenza che hanno fatto rabbrividire disgustare la totalità degli Italiani. Sarà probabilmente esagerato, come qualcuno nei giorni scorsi ha fatto, paragonarla al “Sacco di Roma” del 1527, ad opera di 10.000 lanzichenecchi protestanti arrabbiati, scatenati dall’imperatore cattolico Carlo V, padrone allora di mezza Italia, di mezza Europa e di mezzo Mondo. Per rappresaglia, mi permetto di ricordare a chi non ha dimestichezza con i dati storici, contro il Papa Clemente VII, che si era aggregato contro di lui insieme alla maggior parte delle forze italiane, stranamente unite contro di lui nella famosa lega di Cognac del 1526. Che un imperatore cattolico si sia messo così ferocemente contro il Capo della cristianità è strano, quanto è strano che il Papa si sia alleato con i Turchi di allora (la battaglia di Lepanto doveva aspettare ancora quasi 50 anni…), islamici non avvezzi naturalmente al dialogo interreligioso religioso. Mi si consenta tuttavia di prendere spunto dal sacco di Roma del 1527 per formulare alcune riflessioni sulla situazione italiana di oggi, tutt’altro che condizionata dall’azione della Chiesa e dei cattolici, eppure così fortemente legata al suo ventennale silenzio, al suo continuo e omittente lavarsi le mani di fronte al male che ha ridotto il corpo sociopolitico italiano a un organismo in metastasi anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011

oltremodo bisognoso oggi di chemio e radio terapie. Quella di Roma dei giorni scorsi è stata l’esplosione di un tumore, il fetore di un bubbone rivelatore di una peste diffusa e dai miasmi incontrollati e incontrollabili. Per tornare all’imperatore Carlo V si tratta di un uomo professantesi cattolicissimo, figlio e padrone della cattolicissima Spagna, in contrasto con il re di Francia Francesco I, cattolicissimo anche lui, a causa del predominio sul territorio europeo dell’epoca. I numerosi Stati italiani di allora, senza nessun re, con qualche repubblica e con tanti principi, si allearono nella suddetta lega di Cognac, per contrastare il predominio in Italia dell’Imperatore. All’ingenuo e fragile Clemente VII, Papa in quel periodo, sembrò logico e fruttuoso fare parte della Lega come

Johannes Lingelbach - Sacco di Roma

capo dello Stato Pontificio, uno dei più vasti e popolosi della penisola italica di allora, scatenando l’ira del cattolicissimo Carlo V e abbandonato a se stesso da tutti i Re e Principi Cattolici di Europa, compresi i membri della Lega che rimasero a guardare cinicamente inoperosi di fronte allo scempio di Roma, e solo preoccupati di profittare della confusione politica e militare a proprio esclusivo vantaggio. Rimane lecito chiedersi: ma il povero Papa che cosa avrebbe potuto fare? Risposta: 1) avrebbe dovuto non avere lo Stato Pontificio ed esserne a capo; 2) avrebbe dovuto mantenere la neutralità come avrebbe fatto alcuni secoli più tardi nel 1848 Pio IX nel corso della prima guerra di indipendenza; 3) avrebbe dovuto preoccuparsi, più che di mantenere il suo minuscolo potere nello Stato Pontificio, di rievan-

continua a pag. 4

3


editoriale continua da pag. 3

gelizzare l’Europa devastata dalla rivoluzione sociale e religiosa di Lutero e di Calvino; 4) procedere a una Riforma della vita e dei costumi della Chiesa. Tale riforma era già cominciata dal basso con tanti uomini degni e tanti santi, ma il potere pontificio era troppo chiuso nel suo lusso e nei suoi palazzi per potersene accorgere. Dovranno passare ben 20 anni perché si potesse dare inizio, fra stenti remore interruzioni e riprese, al Concilio di Trento, che tanto impulso ha dato alla storia della Chiesa dei tempi moderni. Oggi, a offrire una nuova sfida alla Chiesa non sono più i protestanti, almeno non in quella misura, ma i musulmani, integrati immigrati o clandestini che siano, gli agnostici e gli indifferenti… e i politici corrotti. Il non expedit di Pio IX per l’assenteismo dei cattolici alla vita politica durò quasi 60 anni. E quando finì era troppo tardi perché Mussolini, con il tacito accordo del Vaticano, che però si riappropriava di parte dei suoi diritti e dei suoi beni, non consentì nessuna partecipazione democratica, mentre un politico santo, il migliore dell’epoca, il servo di Dio Luigi Sturzo, dovette andare in esilio senza che il Papa dell’epoca battesse ciglio. Quando Sturzo tornò, trovò una Italia molto diversa da quella che aveva lasciato, devastata dalla guerra immane. E l’Italia fu ricostruita. Potremo ricostruire un’Italia devastata da un Male peggiore della guerra, che è quello della corruzione? Sarà possibile solo se la tolleranza zero sulla corruzione si sia in grado di cominciarla ciascuno – e ciascuna istituzione, Chiesa inclusa – da casa propria… Giacomo Ribaudo

Tel. 091 490155 - Cell. 330 537932

L’Opinione

La chiesa di Palermo si raduna in convegno di Giuseppe Savagnone* “Perché il Convegno diocesano non resti un episodio isolato è necessario impegnarci per il rinnovamento a tutti i livelli, creando sinodalità” “Avverto nelle relazioni di tutti i laboratori una paura che aleggia, e cioè che i lavori di questo Convegno si riducano a un semplice rito, che occorre comunque celebrare ogni anno. Il vero problema non sono allora i discorsi, ma che, a partire da domani, ognuno compia, nel suo ruolo e nel suo ambiente, atti concreti con quello che si è detto qui, per evitare che l’anno prossimo ci ritroviamo a ripetere le stesse cose di adesso”. Lo ha detto il professore Giuseppe Savagnone, direttore dell’Ufficio per la pastorale della cultura, riprendendo nella sua sintesi finale le conclusioni dei laboratori in cui si è articolato il Convegno diocesano. “Ma perché ciò accada – ha aggiunto – bisogna che il Convegno non rimanga un episodio isolato. Un laboratorio è tale se è permanente. Da tutte le relazioni, del resto, emerge chiaramente il forte desiderio dei partecipanti di continuare a incontrarsi, coinvolgendo anche altri in questo cammino. L’importante è camminare insieme, in ogni vicariato, nella diocesi, superando gli individualismi che portano ogni singolo, ogni parrocchia, ogni zona pastorale, ogni vicariato, a lavorare per proprio conto. Come dice una vecchia canzone di Giorgio Gaber: “Libertà non è stare sopra un albero - il volo di un calabrone. La libertà è partecipazione”. Senza sinodalità la comunione resta uno slogan vuoto e non si cresce. È chiaro che il vescovo e gli organi pastorali diocesani hanno una precisa responsabilità nel coordinare questi sforzi, ma ciò suppone che a partire dalla base ognuno si chieda cosa è in suo potere fare e lo faccia. Perché questo impegno sia efficace, però, è indispensabile un minimo

di progettualità, decidere insieme, cioè che cosa si vuole e come ci si vuole arrivare, facendo periodicamente delle verifiche. Senza verifiche non si possono correggere gli errori e non si cresce. Savagnone ha poi osservato che, se è vero, come si dice in tutti le relazioni dei laboratori, che il problema oggi non sono i giovani, ma gli adulti, la prima cosa da fare è di realizzare nelle parrocchie processi di formazione permanente, soprattutto per gli educatori (in particolare per i genitori). Ma, ha continuato, “è tutto lo stile ecclesiale che deve cambiare. Manca spesso l’ascolto, manca il rapporto personale, di cui invece i giovani sono assetati. All’antica direzione spirituale, pur con i suoi limiti, si è sostituita una frenetica attività organizzativa da cui nascono grandi eventi mediatici, ma che lascia i singoli alle prese con i loro problemi. È necessario, però, parlare ai giovani col loro linguaggio. Certe omelie sono per loro incomprensibili, oltre a risultare tremendamente noiose. E non è solo questione di termini, ma di impostazione di fondo: troppe volte ancora i giovani percepiscono il cristianesimo come una morale, invece che come una prospettiva di senso e di pienezza per la loro vita (da cui la morale è solo la conseguenza). Infine, va ricordato che i giovani bisogna cercarli là dove sono, uscendo fuori dal tempio, perché la parrocchia non è la chiesa materiale, ma il territorio, la gente che vi abita. Da qui l’urgenza, ricordata in diverse relazioni, di una “pastorale di strada”, senza dimenticare che oggi anche la scuola è “strada” e che dovremmo forse mettere meglio a frutto le risorse costituite dagli insegnanti, sia di religione che di altre discipline”. * Direttore Ufficio pastorale per la Cultura

giacomo.ribaudo@fastwebnet.it 4

anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011


focus

Promozione dell’imprenditoria dell’integrazione sociale in Sicilia 3.184 domande di microcredito nel 2010, 273 quelli concessi Baccini: “strumento che si sta affermando nel Mezzogiorno” di Chiara Sole

L

e istanze al Sud sono molto più elevate del numero dei microcrediti effettivamente concessi nel 2010 e si prevede che il numero per la fine del 2011 rispetto all’anno scorso aumenterà del 57%. Mentre risultano 106 i microcrediti concessi in Sicilia, nel 2010, su 219 domande presentate per un importo che ammonta complessivamente a 586.310 euro. Sono i dati principali emersi nei due giorni di seminario su “Promozione dell’imprenditorialità e dell’integrazione sociale in Sicilia: la via del Microcredito”, organizzato dal Comitato nazionale permanente del Microcredito, nella facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Messina. I dati sono frutto del progetto di “Monitoraggio dell’integrazione delle politiche del lavoro con le politiche di sviluppo locale dei sistemi produttivi relativamente al Microcredito e alla Microfinanza”. I risultati non sono ancora definitivi (pari all’85%) e considerano le iniziative operative nel 2010 riguardanti Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Oltre i due terzi delle attività sono state realizzate nelle aree dell’obiettivo convergenza: Campania, Calabria, Puglia, Sicilia. Nel territorio della diocesi di Messina sono state 150, da aprile ad oggi, le domande presentate, 80 quelle accolte e riguardano 69 famiglie e 11 imprese. Ad erogare i prestiti è la Banca di Credito Cooperativo Antonello da Messina che

anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011

Mario Baccini

in Sicilia ha finanziato il 55% del microcredito, in collaborazione con la stessa diocesi. La Regione Siciliana ha previsto un fondo di garanzia di 12 milioni di euro. Lo ha annunciato nel suo intervento Michelangelo Calò, dirigente dell’assessorato Economia Regione Sicilia (Microcredito alle famiglie della Regione Sicilia), il quale ha aggiunto che sono “48 gli organismi non lucrativi convenzionati, 28 le banche di credito cooperativo e Unicredit convenzionate come banche finanziatrici. L’Unicredit è stata individuata, con gara pubblica, come gestore del fondo di garanzia e sta per essere nominato il Comitato regionale per il microcredito che stabilirà i requisiti per l’accesso consentendo all’iniziativa di divenire operativa”. “Il Microcredito e la microfinanza come strumenti per lo sviluppo dell’autoimpresa si stanno affermando nel Mezzogiorno con risultati più che soddisfacenti. Il compito affidato all’Ente per il Microcredito – spiega il presidente Mario Baccini -–, dal Parlamento e dall’Europa è, in

questo caso, quello di monitorare e creare una vera e propria mappatura del territorio, specie nelle cosiddette aree obiettivo. Il Microcredito è uno strumento di politica attiva del lavoro, sviluppo locale nelle regioni del Mezzogiorno, lotta alla povertà e di accesso a forme di finanziamento per le fasce deboli della popolazione come giovani donne, cassaintegrati, disoccupati che intendono avviare una microimpresa sia sul territorio nazionale, microfinanza domestica, che nei Paesi esteri, la cosiddetta microfinanza per la cooperazione internazionale”. I fondi a disposizione ammontano a 2 milioni 580 mila euro – risorse Pon-Fse 2007-2013 – finanziati dal ministero del Lavoro. I beneficiari sono soggetti che non sono in grado di offrire garanzie “reali”. “Con soddisfazione – afferma Baccini – possiamo attestare che il know-how maturato dall’Ente è una risorsa importante per lo sviluppo di un’economia sociale e di mercato che apra una strada concreta per la ripresa economica. Con il Microcredito non vengono finanziati i consumi, ma il lavoro, i fondi possono essere erogati ai soggetti cosiddetti non bancabili – spiega ancora il presidente del Comitato nazionale per il Microcredito, Mario Baccini – e consentiranno di finanziare progetti di impresa che ciascun territorio considererà utili per il suo sviluppo”. Il finanziamento per ciascun progetto è pari a un massimo di 25 mila euro e i contributi dovranno essere restituiti. 5


politica

La Sicilia attende un nuovo governatore Contraddizioni, contrapposizioni, giochi di potere, equilibri instabili regnano al palazzo di presidenza di Vincenzo Noto

L

’avere votato e l’avere scelto anche un presidente della Regione direttamente alla Sicilia non ha giovato molto. Tutt’altro. E oggi si riprende a parlare di elezioni anticipate visto che a palazzo dei Normanni, sede del parlamento regionale, non si riesce più a costruire nulla intorno ad una maggioranza sicura. Lombardo non sa più chi incontrare alla luce del sole o segretamente per garantirsi a Sala D’Ercole una maggioranza su cui fare affidamento, mentre con gli ex compagni del Pdl che gli hanno dato i voti per essere eletto non si scrive più. Una capacità bisogna riconoscere all’attuale presidente della Regione. Ha spaccato tutti i partiti ed anche questa è una dote che nel mondo politico ha il suo valore. Per ultimi sono stati colpiti e in maniera molto dolorosa i deputati del PD che tradizionalmente hanno presentato un alto indice di unitarietà. Il segretario regionale Lupo cerca di barcamenarsi tra Craco-

Giuseppe Lupo, segretario regionale del PD

6

lici e Lumia da una parte (perché tutta questa voglia di partecipare organicamente ad una nuova maggioranza?) e Mattarella e Crisafulli dall’altra che minacciano un referendum tra gli scritti per cambiare linea politica del partito. Il fatto è che c’è confusione un poco ovunque mentre i problemi della nostra terra finiscono con l’aggravarsi all’interno di una crisi nazionale ed internazionale che non demorde e continua a fare vittime ovunque. Proprio nel momento in cui avremmo bisogno di una dirigenza politica isolana capace di scelte coraggiose e risolutive siamo costretti a confrontarci con una classe politica tutta impegnata a salvare se stessa e gli interessi della propria parte. E la crisi della Regione è strettamente connessa con quella nazionale. Come può continuare il PD a dare fiducia ad un Lombardo che in Sicilia manda il PDL all’opposizione e a Roma la pattuglia dell’MPA so-

Raffaele Lombardo

stiene il governo Berlusconi? Anche Lombardo conosce il proverbio: Chi troppo vuole nulla stringe e sa benissimo che prima o poi le situazioni confuse vengono al pettine come tutti i nodi. Ma è dall’interno del PD che dovrebbero venire segnali precisi di coerenza. Se a Roma il partito contrasta decisamente Berlusconi perché a Palermo continua a sostenere un Lombardo che del presidente del Consiglio è un sicuro alleato? Si corre il rischio che gli elettori pensino che ai partiti non interessa la coerenza con il proprio patrimonio ideologico ma soltanto arrivare nella stanza dei bottoni, assicurarsi autorevoli poltrone governative e da lì curare gli interessi della propria cricca. Ma così non si fa politica, al limite si gestisce solo potere non dando alla Sicilia prospettive concrete di uno sviluppo che la veda quantomeno avvicinarsi alla media nazionale ancora abbastanza lontana. anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011


politica

La Chiesa contro Berlusconi Dure reprimende della Chiesa contro il Presidente del Consiglio di Fabio Sortino

F

inalmente la Chiesa, tramite Il cardinale Bagnasco, ha preso posizione contro Berlusconi e contro questo Governo. Era ora. Non c’è stato niente di più turpe, di più lontano dall’etica sia cattolica che laica, di questo Presidente del Consiglio, che ha ammorbato l’aria di miasmi di cattiva condotta sessuale, morale, di qualunquismo, che ha infestato le Istituzioni. La Chiesa finalmente da Todi dove è riunita prende posizione e afferma che questo governo deve essere mandato via. Cosa debba subentrare non si sa; un Governo di coalizione, nuove elezioni, ma prima un nuovo modello elettorale. C’è anche un invito da parte del cardinale Bagnasco ad una partecipazione del cattolico alla vita sociale, politica ed economica del paese. E c’è anche la malcelata intenzione della ricostituzione di un Partito Cattolico. “I cattolici – riportiamo le frasi del Cardinale Bagnasco – sono diventati massa critica – in grado di non essere emarginati dalla vita politica del paese e capaci di contribuire al bene comune”. Ma veramente il cristiano in Italia riesce ad affrontare con forza e convinzione la vita politica? Veramente riesce a non rimanere chiuso nella sua sacrestia? E poi quanto tempo ci è voluto prima di esprimere una dura condanna verso Silvio Berlusconi e la sua condotta ad dir poco immorale? Verrebbe da dire la Chiesa si è svegliata, ma è pur sempre in crisi. Perché è in crisi? La Chiesa ha fatto sì autocritica anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011

sulla pedofilia, ma perché non fa lo stesso sull’ignavia di molti preti, sul modo di ragionare “politico” o machiavellico di molti alti prelati, che non lasciano in pace chi conduce una battaglia sul fronte della legalità e della morale cristiana, ma prima ancora dell’etica laica? Ma Berlusconi sarà toccato dalle dure reprimende del cardinale Bagnasco, dai suoi moniti? O continuerà a governare affondando l’Italia? Quando il cardinale Bagnasco ha detto: “Bisogna purificare l’aria” si riferiva a Berlusconi, ma anche alla sinistra. Ma a parte Bagnasco leggiamo sul web che mons. Babini su Pontifex: dice “Vendola è gay, pecca più di Berlusconi”. Il vescovo emerito di Grosseto, mons. Giacomo Babini, intervistato da Pontifex afferma che è vero che la condotta morale di Silvio Berlusconi è riprovevole, ma non da meno lo è quella di Nichi Vendola e che la smoderatezza e gli eccessivi lussi del Presidente del Consiglio, non sono da meno rispetto alla dichiarata omosessualità del leader di SEL. Un duro monito verso Berlusconi arriva, invece, da Mons. Mogavero. Il vescovo di Mazara del Vallo, in un’intervista a Famiglia Cristiana ha ripreso il tema di Silvio Berlusconi e della morale in politica. Mogavero si è detto d’accordo con il cardinale Bagnasco che però in quanto rappresentante della Cei non poteva dare un giudizio preciso, “Ma i singoli vescovi come cittadini italiani lo possono fare e io sono un cittadino italiano – dice Mogavero – Si deve dimettere e basta. Sarebbe la prima volta che fa qualcosa che giova al Paese”.

Cardinale Bagnasco

Mons. Babini

Mons. Mogavero

7


legalità

Il futuro onesto di Palermo è affidato all’antimafia dei professionisti I primi mille presentati al teatro Biondo di Palermo di Serena Termini

I

primi mille professionisti hanno firmato un manifesto impegnativo di lotta antimafia che non ha precedenti. I loro nomi sono stati presentati, nei giorni scorsi, davanti un pubblico numeroso, al teatro Biondo Stabile di Palermo. C’è ancora voglia e speranza di costruire e fare crescere, soprattutto per le nuove generazioni, una Palermo onesta che crede ancora nel suo futuro, nonostante tutto. Quattro anni dopo, infatti, la presentazione dell’associazione antiracket Libero Futuro sono stati questa volta, ‘I Professionisti Liberi’ a riempire uno degli spazi culturali più prestigiosi della città. L’iniziativa è portata avanti dai Professionisti Liberi, associazione, nata da un gruppo di professionisti insieme ad Addiopizzo e Libero Futuro che adesso vuole farsi conoscere dalla cittadinanza. I promotori nutrono la speranza di continuare nella raccolta di firme in tutto il Paese e raggiungere presto l’ambizioso traguardo delle 5.000 adesioni. Il manifesto dell’antimafia contiene un decalogo che prevede non si possa prestare nessuna forma di consulenza o attività professionale a chi è già condannato o anche solo imputato per mafia. Il primo punto del decalogo, riprendendo quanto contenuto all’art.41 della nostra costituzione, che recita infatti: “mi impegno ad adoperarmi perché l’attività professionale sia esercitata nel rispetto degli interessi della collettività in considerazione della sua funzione 8

sociale e a non svolgere l’attività professionale in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Era il 2005 quando i ragazzi di Addiopizzo a Palermo denunciarono pubblicamente l’omertà di chi cede al racket dimostrando che rompere le catene a cui le mafie ci legano non solo è possibile ma necessario. Nel 2007 è stata la volta degli imprenditori, decisi a cacciare da Confindustria Sicilia le aziende colluse con la mafia. Adesso tocca ai professionisti, che anche loro partendo da Palermo, vogliono dimostrare al Paese che una via per la dignità e lo sviluppo si può conquistare. “Si vuole affermare il principio della responsabilità sociale dei professionisti – dice Enrico Colajanni, presidente di Libero Futuro – che è ben più rilevante della responsabilità del comune cittadino. Infatti sono i professionisti che permettono con disponibili e milionarie consulenze ai mafiosi per esempio di riciclare le loro enormi risorse o addirittura di gestirle dopo che sono state reinvestite in attività apparentemente lecite. A questa importante funzione sociale dei professionisti non corrisponde una proporzionalità delle sanzioni per chi è colluso, se è vero come è vero, che medici e architetti, avvocati e ingegneri finiti nel mirino della magistratura continuano ad essere iscritti ai rispettivi albi professionali nonostante le condanne subite in sede penale”.

Enrico Colajanni

Per esempio solo a Palermo ci sono due architetti condannati in primo e secondo grado a più di 8 anni di reclusione, un avvocato condannato per aver riciclato il tesoro di Vito Ciancimino. Tra i medici c’è un ex assessore di Palermo, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa e tanti altri casi, più di cinquecento, che pur essendo stati condannati continuano ad esercitare le loro rispettabili professioni. Proprio per questo il manifesto vuole mettere insieme una rete di professionisti onesti e volenterosi, che con la loro testimonianza e impegno personale, da un lato, pretendono che chi sbaglia paghi, così come prescrivono le norme purtroppo disattese da coloro che dovrebbero vigilare, e dall’altro che la meritocrazia sia al centro delle scelte pubbliche di selezione dei professionisti. anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011


attualità

I “giovani trascurati” e la “miseria del sud” Dedicato ai genitori, nonni, zii… di ragazzi e giovani siciliani. di Vincenzo Scuderi

S

ono, quelli appena accennati nel nostro titolo (mutuato, lo confessiamo, da un quotidiano nazionale) i due più rilevanti e addirittura tragici problemi che gravano sulla crescita dell’Italia tutta e del Mezzogiorno, in particolare. I due più gravi problemi sociali e civili che la deleteria politica berlusconiana, specie degli ultimi anni, non ha voluto più che saputo affrontare: tutta presa, com’era ed è, dall’interesse verso una demagogia populistica e dalla spasmodica ricerca di scansare i tanti guai giudiziari del suo capo. Che alle giovani generazioni italiane – meno che mai, ovviamente, a quelle del Sud, lasciate tranquillamente in balia delle soffocazioni criminali delle varie regioni - non sia stata apprestata alcuna politica a sostegno, era cosa ben nota e risaputa. È stato, tuttavia, quasi choccante, qualche mese addietro ascoltare Mario Draghi (Governatore della Banca d’Italia e prossimamente della Banca Centrale Europea), che, papale papale e in tono alto, dichiarava che tale trascuratezza non solo danneggiava ed offendeva i giovani ma pregiudicava anche, attraverso di loro, lo sviluppo dell’intero Paese; di cui i giovani naturalmente sono tra i principali assi portanti. Più choccante ancora, sabato 15 ottobre, sentirgli dire da Bruxelles – e ben consapevole, naturalmente, del grave valore del messaggio – che i “giovani indignati” avevano ragione nel prendersela “con la Finanza”, purché le manifestazioni non anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011

degenerassero nella violenza come, purtroppo, poi avvenuto. Piccola domanda, en passant: ma che cosa, in buona sostanza, rappresentano Berlusconi e Bossi, se non “la Finanza”? Proseguiamo. Viva attenzione – anche perché il problema “Territorio” non è da meno, ai fini del collettivo e civile sviluppo, del problema “Giovani”, merita anche un passaggio dell’articolo del quotidiano da cui traiamo spunto, come già accennato: “Fa senso constatare che quelle due emergenze, Mezzogiorno e Giovani, non siano state neppure nominate e prese in seria considerazione nelle quattro o cinque manovre economiche uscite dalle raffazzonate improvvisazioni del governo e della sua maggioranza” (E. Scalfari). Gravissime, dunque, al tirar delle somme, le responsabilità di questo governo – e dei suoi “ascari” sostenitori, siciliani in buon numero - verso quella che nel titolo del suo articolo il giornalista chiamava “La miseria del Sud”. Ma gravissime anche, per quanto riguarda la Sicilia, le “nostre” responsabilità socio-politiche nell’alimentare ed accrescere tale miseria.

Non sono state nostre infatti la scelta e il lungo, troppo lungo, sostegno di governanti regionali che poi hanno letteralmente tradito (confessandolo anche pubblicamente, ma fuori tempo massimo) la Sicilia, con il clientelismo e l’affarismo tanto ipocriti e spinti quanto ciechi, da coltivare anche le collusioni mafiose? Non erano, questi sfruttamenti – anche per il cattivo esempio utilizzato da varie classi sociali – causa di ulteriore “miseria della Sicilia”? È ben noto che tanti nostalgici di quella illegale “età dell’oro” calcano ancora la scena politica, sull’asse Roma-Palermo aspirando apertamente a farla rivivere, per se stessi e per gli amici degli amici. Chi lo terrà ben presente, per il domani dei propri figli e nipoti alle prossime elezioni?

9


attualità

La juventud del Papa Ancora vibrante, a oltre due mesi, la giornata mondiale di Madrid e il messaggio di Benedetto XVI. Nonostante i fallimenti della politica e della società i giovani non demordono e continuano a sperare con coraggio nel futuro. di Emma Di Ganci*

V

oi siete la generazione di Benedetto XVI! – così aveva detto il cardinale arcivescovo Ruoco Valera ai partecipanti a Plaza de Cibeles martedì 16 agosto 2011, all’apertura ufficiale della XXVI Giornata Mondiale dei giovani a Madrid. E così hanno cantato ininterrottamente i circa 2 milioni di giovani presenti alla veglia di adorazione per più di 10 minuti sotto la tempesta di pioggia e di vento abbattutasi improvvisamente nella spianata di Cuatro Vientos. È stato veramente impressionante vedere, in diretta TV, quella marea di giovani, accalcati e fradici, cantare, osannare, resistere. Sì, resistere. Ed è stato questo che probabilmente ha molto colpito il Papa, tanto da farglielo dire, per ben due volte, in un testo “fuori-programma”, rispondendo ai suoi collaboratori che sarebbe rimasto, sferzato e a stento protetto dalla pioggia battente, come 10

i “suoi” giovani, che ancora di più gridavano e cantavano ritmando interminabili acclamazioni noi siamo la gioventù del Papa! Cari amici, grazie per la vostra gioia e per la vostra resistenza! La vostra forza è più grande della pioggia. Grazie! Il Signore, con la pioggia, ci ha mandato molte benedizioni. Anche in questo siete un esempio. E poi ancora, prima di congedarsi, al termine della veglia di preghiera: Cari giovani, abbiamo vissuto un’avventura insieme. Saldi nella fede in Cristo, avete resistito alla pioggia! Vi ringrazio per il meraviglioso esempio che avete dato. Come questa notte, con Cristo potrete sempre affrontare le prove della vita. Non lo dimenticate! Grazie a tutti! Si potrebbe dire, così come in un modo suggestivo, il quotidiano spagnolo La Razon ha intitolato questo momento: Un Papa con i giovani contra viento y marea!

Ma Benedetto XVI è anche un Papa che non perde il suo sguardo lucido, sereno e oggettivo sulla realtà del mondo giovanile segnata da una cultura relativistica e fragile. Già nell’intervista rilasciata, come di consueto, in aereo ai giornalisti durate il viaggio per Madrid, Benedetto XVI così rispondeva a chi sottolineava la discrepanza e la discontinuità tra il vissuto coreografico molto entusiasmante di una GMG e la realtà, spesso arida, in cui si ritroveranno i giovani che torneranno nelle loro comunità di origine: La seminagione di Dio è sempre silenziosa, non appare subito nelle statistiche. È come il seme. Nel Vangelo: qualcosa cade sulla strada e si perde; qualcosa cade sulla pietra, e si perde; qualcosa cade tra i rovi, e si perde; ma qualcosa cade sulla terra buona e porta grande frutto. Con altre parole ancora: certamente, molto si perde, non possiamo subito dire: da anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011


attualità

in breve Mercoledì 19 ottobre, è ricorso il decimo anniversario della morte di don Salvatore Napoleone,il presbitero che tanto ha lavorato nelle comunità parrocchiali di cui è stato amorevole pastore e in arcidiocesi. Per farne memoria, le parrocchie, cattedrale, S. Stanislao, S. Ippolito ed il Progetto Albergheria e Capo Insieme hanno promosso ed organizzato una serie di iniziative.

domani ricomincia una grande crescita della Chiesa. Dio non agisce così. Ma cresce in silenzio e tanto. E su questa crescita silenziosa noi riponiamo fiducia e siamo sicuri, anche se le statistiche non parleranno molto, che il seme del Signore realmente cresce e sarà per moltissime persone l’inizio di un’amicizia con Dio e con altri, di un’universalità del pensiero, di una responsabilità comune che realmente ci mostra che questi giorni portano frutto! Ci auguriamo che questa cascata di luce così come ha definito il Papa l’incontro dei giovani a Madrid possa portare frutti presso le nuove generazioni, che pur trovandosi in piene intemperie di questo mondo, sono chiamati a diffondere con gioia la fede.

Cari giovani, permettetemi che, come Successore di Pietro, vi inviti a rafforzare questa fede che ci è stata trasmessa dagli Apostoli, a porre Cristo, il Figlio di Dio, al centro della vostra vita. Però permettetemi anche che vi ricordi che seguire Gesù nella fede è camminare con Lui nella comunione della Chiesa. Non si può seguire Gesù da soli. Vi chiedo, cari amici, di amare la Chiesa, che vi ha generati alla fede, che vi ha aiutato a conoscere meglio Cristo, che vi ha fatto scoprire la bellezza del suo amore. Non è possibile incontrare Cristo e non farlo conoscere agli altri. Quindi, non conservate Cristo per voi stessi! Comunicate agli altri la gioia della vostra fede. Il mondo ha bisogno della testimonianza della vostra fede, ha bisogno certamente di Dio.

***

La voce del corpo, la nuova docu-fiction scritta e diretta da Luca Vullo è stata presentata ufficialmente il 19 ottobre presso la sede siciliana del Centro Sperimentale di Cinematografia, a Palermo. Dopo la proiezione, riservata ai giornalisti e agli addetti ai lavori, si è svolta la conferenza stampa e l’incontro con il regista ed il cast, alla presenza dell’assessore regionale a Turismo, Sport e Spettacolo Daniele Tranchida e del direttore della Sicilia Film Commission Pietro Di Miceli.

* Suora dell’Istituto del Bell’Amore

S.A.S.

DI CARACAUSI GAETANA & C. VIALE EUROPA, 187 VILLABATE (PA) TEL./FAX 091.6142089

VENDITA DI: Concimi, Anticrittogamici e Attrezzi agricoli Sementi, Alberi di tutti i tipi e Piante ornamentali Vasi e Articoli per giardinaggio Mangimi, Accessori e prodotti per Animali Accessori e abbigliamento antinfortunistico. SERVIZI DI: Giardinaggio, consulenza e assistenza tecnica per piante e terreni - Servizio a Domicilio

anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011

11


attualità

Indignati di tutto il mondo

unitevi La protesta degli indignati infiamma anche l’Italia con mille contestazioni, mille interrogativi e mille proposte di Livio Terranova

R

oma, 15 ottobre. Mentre in 82 paesi gli indignati protestano contro i banchieri e i politici di professione e sfilano pacificamente, nella capitale, un gruppo di black -block incappucciati e armati fino al collo seminano terrore, violenza, feriti e quasi ci scappa il morto in Via Merulana e dintorni. No, non sono i gruppi pacifici di indignati che marciano per non pagare il debito e per un default equilibrato dell’Italia (opinione discutibile ma pacifica) sono guerriglieri che quasi distruggono la capitale e mandano in frantumi anche le utopie. Ma noi preferiamo parlare dei veri indignati quelli pacifici, non violenti. Indignati, di fronte alla corruzione dilagante, allo strapotere dell’Alta Finanza, ma anche spaesati, senza un punto di riferimento, senza nessuno che voglia o che sappia accogliere le loro istanze di eguaglianza e di giustizia sociale. È un movimento che si è sparso in tutto il mondo ed ha fatto proseliti in tutti i ceti. Indignati che si uniscono alle lotte dei lavoratori di tutto il mondo che cavalcano la tigre della crisi sociale. Contro lo strapotere dello spread e della BCE, gli indignati guardano al mondo con un occhio e un’angolazione anarchica. Perché pagare i debiti fatti da altri? Perché rimanere sempre servi del potere delle euroban12

che e del dollaro? Ribellarsi, indignarsi è ormai un modo di vivere. Il movimento degli Indignati ha rappresentanti in tutt’Italia, molti di loro arrivano anche da altre città. Sono gli Indignati di Milano ad aver organizzato l’accampamento di piazza Affari di fronte al palazzo della Borsa. Dopo la due giorni romana riappaiono in piazza in due appuntamenti internazionali: il 17 settembre in occasione dell’Anti-Banks Day e il 15 ottobre per una manifestazione europea contro il neoliberismo. Attenti però a non confonderli con altre forme di accampati che stanno proliferando nelle strade di Roma, come quelli che creano scontri e tafferugli. Per gli Indignati valgono le regole che hanno caratterizzato la protesta dei loro modelli spagnoli: il rifiuto di ogni forma di discriminazione e aggressione verbale e fisica il comportamento non violento e attivo in tutte le sue espressioni. L’intento è quello di garantire uno svolgimento armonioso dell’evento. Altra regola tassativa è l’assenza di leader, ognuno ha un ruolo nell’organizzazione ma nessuno ha poteri sugli altri o gradi in più. Ecco alcune esperienze che abbiamo ripreso che sono particolarmente significative. anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011


attualità Eracle Galfo ha 40 anni appena compiuti. “Quando a maggio c’è stata la prima manifestazione degli studenti Erasmus davanti all’ambasciata di Spagna a Roma ho chiesto consigli ad alcuni amici in Spagna che stavano partecipando all’organizzazione della protesta. Volevo capire come si poteva fare qualcosa del genere in Italia. Mi hanno risposto di andare da loro altrimenti non avrei capito che cosa stava accadendo davvero. Sono partito, eravamo in quattro italiani”. È tornato una seconda volta a luglio, stavolta erano una ventina. Al ritorno hanno iniziato a realizzare le assemblee nomadi, in piazza del Popolo, al Colosseo, alla Sapienza, poi a piazza san Giovanni. “Ad alcune partecipavano 50 persone, ad altre 400. All’inizio ci servivamo di appelli via Internet, poi abbiamo capito che non bastava e siamo andati nei quartieri, da Spinaceto a Casal Bertone”. Dopo le prime settimane l’assemblea è diventata meno nomade, si sono fermati a piazza San Giovanni, e hanno scelto di vedersi il mercoledì e la domenica. “Per il momento abbiamo deciso di seguire il modello spagnolo e ci siamo divisi in sottocommissioni ma nulla è definito, potremmo cambiare la nostra struttura in qualsiasi momento”. “Quello che conta per noi è aver scelto la formula in cui crediamo: la non-violenza”. Una scelta che ha delle regole e dei divieti ben precisi. Eracle li elenca: “No a canne e alcol in piazza, no ad armi o oggetti contundenti o caschi, e anche a ogni simbolo di appartenenza politica”. Regole ben precise anche nel modo di organizzare le assemblee e la discussione. “Non violenza vuol dire anche non insultarsi, non prevaricarsi. Il nostro è un tentativo di cambiare la cultura attuale del fare potere e passa anche attraverso una discussione in cui si è capaci di ascoltare davvero chi parla”.

anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011

Chiara Franceschini, 35 anni, è una precaria, laureata in lettere e filosofia. Insegna italiano agli stranieri e realizza dei laboratori di lingue per i ragazzi delle scuole medie. Per lei tutto è iniziato a maggio quando i giovani spagnoli in Italia per l’Erasmus si sono ritrovati davanti all’ambasciata di Spagna a Roma per protestare insieme con gli indignados raccolti a Madrid. “Si è creata un’atmosfera particolare – racconta – mi sono resa conto che era un fenomeno da conoscere”. Chiara è partita per la Spagna e la voglia di far parte degli indignados è cresciuta ancora di più. “Le loro parole corrispondevano alle nostre. La situazione spagnola non è poi così diversa da quella italiana sia per la crisi generazionale che per la crisi economica. Quello che mi ha colpito è stata la protesta organizzata come risposta. E ho pensato che un modo diverso di protestare è possibile”. Chiara non ha mai avuto tessere di partiti in tasca ma non è una novellina delle manifestazioni. Da anni milita nei movimenti, soprattutto nel mondo dell’antirazzismo. “Andando a Madrid però ho capito che davvero si può arrivare ad una protesta in cui i contenuti radicali non si sposino con forme di violenza. Questo è molto importante perché la crisi riguarda tutti e soltanto se le proteste non sono violente potranno parteciparvi tutti, anche nonni e bambini”. Le parole d’ordine degli Indignados italiani infatti sono la non-violenza, l’assenza di leaders. Da mesi Chiara partecipa alle assemblee che si tengono a Roma e si aspetta alcuni risultati: “Spero che qualche persona in più si attivi, ce n’è bisogno. Sono molti gli indignati per quello che sta accadendo in Italia, sono la maggioranza silenziosa: se riusciremo a portarli in piazza sarà questo il segno che qualcosa possiamo davvero cambiare”.

13


cultura

Grandi mostre a Roma, Milano, Palermo In questo autunno spettacolari eventi richiamano in Italia milioni di visitatori. Palermo è capitolo a sé. Fa scandalo con la grandiosa esposizione che racconta la sua agonia di Giovanni Bonanno

P

otente come l’incipit della quinta di Beethoven è l’autunno dell’arte in Italia. Metropoli e città offrono un calendario che mette in primo piano le opere di maestri che non cessano di stupire per intelligenza e bellezza. L’impegno di alcuni enti pubblici e società private è sorprendente. Leit-motiv è il rilancio dell’Italia creativa che definisce il Bel Paese nell’immaginario mondiale. Per oltre metà la Penisola è sommossa da esposizioni di livello internazionale che entusiasmano gli italiani colti e i turisti stranieri. Rinascimento e novecento, ottocento e barocco splendono con tele e marmi testimoni di una bellezza che interpreta con la sua forma la vita, scandagliando l’enigma di thanatos ed eros. Anonimo - Trionfo della morte

Parmigianino - La Madonna di Santa Magherita

14

Pur nella contingenza della crisi, pilotata da mercati e lobbies, forte l’urgenza di non essere travolti da declassamenti, manovre, defaults. Per questo un manipolo di illuminate amministrazioni, imprese e associazioni unendo le forze danno impulso a rassegne di capolavori firmati da geni quali Filippino Lippi, Van Gogh, Caravaggio, Mondrian, Bacon. È la riscossa dell’Italia consapevole della sua storia, che con le cento capitali documenta la sua unicità. Entusiasma sapere che a Roma il Presidente della Repubblica apre le Scuderie del Quirinale con la mostra Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del quattrocento. I dipinti provengono dai più importanti musei. È la celebrazione dell’ideale platonico che alla corte di Cosimo e Lorenzo dei Medici raggiunge il suo acme immaginifico. Bernardo Bellori è il suo vedutismo sfolgora a Conegliano (Treviso). Stupenda la sequenza di vedute che immortalano Venezia e altre città europee con tagli scenografici, non privi della musicalità di Vivaldi e della sensualità del settecento lagunare. Memore della scultura gotica e rinascimentale Adolfo Wildt si impone come protagonista del novecento a Forlì con l’esposizione Wildt. L’anima e la forma tra Michelangelo e Klimt. Esplicita la dialettica con Lucio Fontana e Fausto Melotti. anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011


cultura

Modigliani - Lunja Czechowska

Miseria e splendore della carne è il tema della rassegna di Ravenna, dove appaiono avvincenti Caravaggio e Courbet, Giacometti e Bacon. Arezzo coinvolge con Angelico, Brunelleschi, Donatello, Giotto, Piero della Francesca. I quali vivono nella luce mistica della basilica di San Francesco sotto il titolo Il primato dei Toscani. A Roma sorprende, dentro il Vittoriano, la perfezione astratta, fulgente di cromie piatte, concepita da Piet Mondrian. A Modena, nella galleria civica, Josef Albers è presente con l’astrattismo internazionale che rimanda al Bauhaus e al Black Mountain College. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalì sorprende a Ferrara. L’arte del XX secolo si impone a Venezia grazie a De Chirico, Guttuso, Morandi, Tozzi. Suo titolo Dalla Figura alla Figurazione del ‘900. Il mondo dei mercanti e dei banchieri domina Firenze con la gloria rinascimentale di artisti europei nella mostra Denaro e Bellezza di Palazzo Strozzi. A Napoli, presso Capodimonte Jusepe De Ribera stordisce per la bellezza tenebrosa di una pittura che ha in sé lo struggimento della Spagna, il ribellismo caravaggesco e l’ascetismo degli stoici. Alla sua scuola giunge da Palermo Pietro Novelli. A Padova Il Simbolismo in Italia folgora liricamente la mente inondandola con l’emozione di Segantini, Boccioni, Stuck, Balla. anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011

Milano propone, a Palazzo Reale, la più attraente pittrice dell’arte nella mostra Artemisia Gentileschi. Storia di una passione. Quaranta opere formano il ritratto tumultuoso di una giovane, stuprata e derisa, che affronta l’Inquisizione, affascina i potenti di Firenze, Londra e Napoli, suscita ammirazione in Galileo. Nella pittura e nella vita lei afferma la sua libertà di donna e la sua coscienza d’artista. L’orgoglio dell’Italia civile è in questa carrellata di esposizioni. Le città che le propongono non lesinano battages nei mass-media, consapevoli di beni e valori straordinari che favoriscono la crescita della comunità e incrementano con il turismo l’economia. Palermo ha il primato, in Sicilia, per l’avvenimento che colpisce l’opinione internazionale. Unica la sua mostra. Rassegna di indiscusso richiamo che fa della metropoli un’icona surreale. Evento fantasioso e drammatico voluto dall’amministrazione comunale, firmato dal sindaco. Ne sono a conoscenza giornali e televisioni. Ha per titolo Palermo e il suo nulla ed è accompagnata da sinfonie di requiem. Coinvolge centro storico e gallerie. Stupisce, stordisce, sconcerta. La miseranda agonia appare vanto della inteligencija di Palazzo delle Aquile e avvilimento dei palermitani e dei turisti.

Picasso - Famiglie di saltimbanchi

15


cronaca

Nuovi Evangelizzatori per la Nuova Evangelizzazione “La Parola di Dio cresce e si diffonde” (At 12,24) di Sergio Natoli*

S

ono le nove del mattino del 15 ottobre 2011, festa di S. Teresa. Mi trovo in Vaticano nell’aula del Sinodo dei Vescovi. Con il mio provinciale sono tra gli invitati alla sessione organizzata dal Pontificio Consiglio del Dicastero per la promozione della nuova evangelizzazione, che ha per tema “Nuovi evangelizzatori per la nuova evangelizzazione” che ha come scopo principale quello di approfondire gli ambiti di un rinnovato annuncio del Vangelo nei Paesi di antica tradizione cristiana. Man mano che la sala si riempie, nell’aria riecheggiano lingue diverse: spagnolo, inglese, polacco, italiano, etc. segno eloquente dell’internazionalità dell’iniziativa. Sono presenti 33 rappresentati delle Conferenze episcopali e 115 rappresentanti di 16

istituzioni religiose (istituti, associazioni, movimenti aggregazioni laicali, etc.). I laici sono più numerosi dei rappresentanti del clero e dei religiosi, segno visibile ed eloquente del popolo di Dio, focalizzato dal Vaticano II, responsabile e protagonista dell’espansione del Regno di Dio. Questo incontro vuole essere un contributo per offrire una riflessione alla XIII sessione del Sinodo dei Vescovi per riflettere sul tema “La Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana” che si terrà a Roma nell’Ottobre del 2012. Al n.6 dei Lineamenta si legge: “La nuova evangelizzazione è dunque un’attitudine, uno stile audace. È la capacità da parte del cristiano di saper leggere e decifrare i nuovi scenari che in questi ultimi decenni

sono venuti creandosi dentro la storia degli uomini, per abitarli e trasformarli in luoghi di testimonianza e di annuncio del Vangelo”. Mons. Rino Fisichella, presidente del dicastero, fotografa con chiarezza la situazione. “Ci troviamo alla conclusione di un’epoca che ci obbliga a prendere in seria considerazione il nuovo che si staglia all’orizzonte”. Un’eco di quanto affermato da Benedetto XVI: “Nel nostro tempo uno dei tratti singolari è stato il misurarsi con il fenomeno del distacco della fede, che si è progressivamente manifestato presso società e culture che da secoli apparivano impregnate dal Vangelo”. Il Presidente del Dicastero prosegue con l’individuazione di alcuni ambiti d’intervento: 1. Risvegliare nei cristiani gli anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011


impegni battesimali che li hanno costituiti testimoni di Cristo, rinnovando le strutture di base e la pastorale parrocchiale, e facendo sì che là dove si celebrano delle “missioni al popolo” si raggiunga l’obiettivo che la comunità parrocchiale diventi “un popolo in missione”, perché l’evangelizzazione è la missione propria della Chiesa e ne costituisce la sua finalità. 2. La liturgia come luogo dell’incontro personale e comunitario con il Signore specialmente nell’Eucarestia, come linfa vitale dell’annuncio. L’ascolto della Parola genera la fede. Uno spazio particolare è riservato al sacramento della riconciliazione ed alla direzione spirituale come verità sulla vita ed esperienza dell’Amore e della Misericordia di Dio. 3. Penetrare nell’ambito della cultura che sotto l’influsso del secolarismo si fa sentire anche sui cristiani elaborando percorsi ragionevoli e delle terapie evangeliche perché il mondo contemporaneo sembra soffrire per la cultura dell’immagine, per la mentalità edonistica, per superficialità ed egocentrismo ed anche per la perdita degli elementi fondamentali della fede. 4. La promozione della famiglia come spazio naturale in cui avviene la trasmissione della fede e su cui si centra la vita sociale, perché molte delle trasformazioni tipi-

che del nostro tempo hanno la loro influenza sulla vita e sull’economia della famiglia. 5. La situazione culturale e sociale internazionale, la globalizzazione, propongono una nuova centralità della politica, chiamata a dare forma all’impegno per la pace, lo sviluppo e la liberazione dei popoli. Il Vangelo può tradursi in un impegno diretto nella vita politica e con la partecipazione attiva alle decisioni nella stesura delle leggi, perché le leggi producono cultura e la cultura produce uno stile di vita. 6. Il fenomeno migratorio vede la mobilità di milioni di persone, molte delle quali sono cattoliche. Esse sono una risorsa per la nuova evangelizzazione. Spesso la nostra società li inghiotte. La loro fede e le loro tradizioni religiose possono sconvolgere l’indifferenza dei nostri cristiani. Anche le masse migratorie che professano altre religioni, manifestano antiche strade di saggezza e di ricerca dell’Assoluto. Con quanti non credono sono possibili cammini comuni su temi come il valore della vita, la salvaguardia del creato, etc. 7. Tra le cause che hanno contribuito alla creazione di una nuova situazione culturale, senza dubbio va considerato il mondo della comunicazione e soprattutto lo sviluppo più recente dell’interconnessione attraverso la rete. La moderna forma di

comunicazione produce espressioni culturali nell’attuale mediapoli, che modifica i comportamenti personali e di massa. La comunicazione non sono solo i mezzi, ma è un vero e proprio aereopago da innervare con l’annuncio evangelico In tutti questi ambiti, il primato spetta al rapporto interpersonale, fatto di testimonianza e di annuncio. Dopo alcuni approfondimenti sui temi sono state proposte alcune testimonianze ed esperienze significative. Nel pomeriggio nell’aula Paolo VI gremita all’inverosimile dai rappresentanti dei nuovi evangelizzatori, con la presenza del S. Padre si è conclusa la giornata di lavori. Benedetto XVI affermava che “Il mondo di oggi ha bisogno di persone che annuncino e testimonino che è Cristo ad insegnarci l’arte di vivere, la strada della vera felicità, perché è Lui stesso la strada della vita; persone che tengano prima di tutto esse stesse lo sguardo fisso su Gesù, il Figlio di Dio: la parola dell’annuncio deve essere sempre immersa in un rapporto intenso con Lui, in un’intensa vita di preghiera. Il mondo di oggi ha bisogno di persone che parlino a Dio, per poter parlare di Dio”. * Sergio Natoli omi

“A FERROVIA” dei F.lli Falletta Servizio Catering Buffet

Si accettano ordinazioni di rosticceria mignon e per banchetti. Focacceria - Rosticceria Polleria - Frigitoria Pizzeria - Gastronomia

Via Europa, 149 - Villabate (PA) Tel. 091.6142067 - Cell. 328.0092838 anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011

17


inchiesta

Liscia, gasata, siciliana… La Sicilia è ricca di acque ma non sa vendere. Nelle sue sorgenti oligo-minerali c’è un patrimonio scarsamente sfruttato e ignorato fuori dall’Isola di Antonio Arnone

M

entre nel quadro generale del resto d’Italia, il settore della produzione e commercializzazione delle acque oligominerali adeguatamente sfruttato, costituisce un’attività operativa forte ed economicamente trainante, con fatturati di milioni di euro, in Sicilia, dove le potenzialità di successo sarebbero enormi per l’ottima qualità delle ri-

18

sorse idriche sorgive, non si riesce, invece, ancora a fare decollare decisamente questo comparto. Considerata, da sempre, regione povera d’acqua potabile per la carenza idrica che storicamente l’affligge, la Sicilia si configura oggi, al contrario, come una delle zone italiane più ricche per produzione sorgentizia. Un vastissimo patrimonio

idrominerale il cui razionale utilizzo potrebbe favorire lo sviluppo del territorio con la nascita di nuovi centri termali che, per capacità potenziali, non avrebbero nulla da invidiare, sul piano terapeutico, a quelli del Nord, ma anche riuscirebbero ad agevolare il quadro economico attraverso una più corretta distribuzione commerciale, tuttora alquanto deficitaria, delle acque siciliane in bottiglia, sia in ambito interno sia estero. L’Isola rappresenta attualmente forse l’unica grande regione quasi del tutto assente oltre lo Stretto quasi del tutto assente, tranne casi sporadici, dal mercato delle acque oligominerali; un mercato che avendo complessivamente triplicato, nell’ultimo decennio la propria domanda per un fabbisogno pro capite superiore agli ottanta litri di consumo annuo, si avvia ancor più ad espandersi oltre i confini nazionali con le nuove aree operative europee e ad affermare il proprio primato per litri di imbottigliamento in ambito CEE con circa il 30% dell’intera produzione comunitaria. Nonostante tali grandi possibilità di intervento sui mercati e l’inesauribile disponibilità della materia prima sorgentizia, la presenza siciliana in questa attività di sicuro successo continua dunque ad essere ancora marginale con l’assenza di una progettualità che troppo a lungo ha sottostimato le possibilità del settore. Solo negli ultimi anni, si è riscontrato un aumento delle richieste di concessioni rivolte allo Stato, unico proprietario delle risorse idriche anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011


inchiesta

in breve

per l’uso delle sorgenti isolane. Questo incremento numerico ha costituito però solo un modesto indotto produttivo a distribuzione prevalentemente regionale o quasi. Oltre alle acque minerali siciliane tradizionali quali la Pozzillo di Acireale, la Fontalba di Messina, la Geraci del bacino Termale Madonita di Geraci Siculo, la Santa Maria di Modica, quelle che da non molto si sono aggiunte al novero delle acque imbottigliate in Sicilia sono state Acqua Rossa CT, Ambra ME, Cavagrande CT, Gerasia ME, Ruscella RG, Milicia Altavilla PA. Produzioni queste però, come accennato, destinate al consumo regionale nonostante considerevoli riconoscimenti farmacologici per l’alto livello delle qualità minerali e terapeutiche. Un’approfondita ricerca condotta negli anni dall’istituto di farmacologia dell’Università di Palermo ha stimato l’efficacia organica di un alto

anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011

numero di queste produzioni isolane di valore pari, se non addirittura superiori a quelle delle più rinomate e diffuse marche nazionali. Le acque di Geraci Sicula sono state accostate nella qualità alle acque di Fiuggi, quelle di Fontalba sono state considerate simili alle acque di Chianciano. Riconoscimenti questi che non hanno favorito il decollo nazionale delle acque siciliane a causa di errate strategie aziendali, lacune di decentramento o di collegamento a parte. “La maggior parte di queste imprese – ci dicono – all’assessorato regione dell’Industria che per il settore si occupa della promozione – iniziano la loro operatività quasi nell’improvvisazione senza un coordinamento con il resto del comparto. Oltre lo Stretto inoltre la concorrenza di aziende gestite da gruppi multinazionali frena il prodotto siciliano che rimane, pur ricco di qualità, rimane nell’ombra”.

Si è inaugurata martedì scorso nella chiesa di San Vito in urbe, nel centro storico di Mazara del Vallo, l’installazione-fontana di luce “Le radici nel cielo”, allestita dalla pastorale giovanile diocesana guidata da don Edoardo Bonacasa. Un percorso guidato che ha portato il visitatore a scoprire la vita di Giovanni Paolo II, il Papa beato, i suoi viaggi nel mondo, i suoi messaggi, le sue parole e così interpretare i suoi sorrisi. Nella navata centrale della chiesa, su alcuni pannelli sono sistemate le foto più significative del Papa beato, mentre sul presbiterio della chiesa un albero ha accolto i pensieri dei ragazzi scritti su alcuni biglietti.

***

Si è svolta a Roma la XIII Conferenza internazionale contro la violenza di genere. Tra i punti trattati i metodi di valutazione del rischio per la prevenzione e l’intervento sulla violenza di genere, la valutazione del rischio di violenza da parte dell’ex partner nei ricorsi di separazione tra coniugi, il sostegno alle donne migranti vittime di violenza. Durante la Conferenza è stato chiesto al Governo italiano di firmare la Convenzione europea per la prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne, già firmata da 16 Paesi.

19


mostre

Bartman L’arte non più come spettacolarizzazione del rapporto uomo/oggetto, ma come mezzo per riscoprire la natura dell’uomo. Pop pictura poesis di Mariella Calvaruso

L’

artista presenta in questa sua mostra un ciclo di opere, nelle quali è presente l’iconologia della poesia, realizzate nel biennio 2010/2011. Scrive Valeria Fazzi nel suo testo di presentazione della mostra: “(…) Distante dall’idea del proporre novità e inedite idee estetiche in un mondo succube dello scacco dell’originalità, consapevole che ‘dal nulla non si crea nulla’ e vicino ad una concezione di Italo Calvino sul riciclo di immagini ed icone, Manno riflette sulla possibilità di affrancarsi da vane ambizioni estetiche dedicandosi alla copia di soggetti già esistenti. Dunque, libero dall’incubo della patologica ricerca di originalità e dall’ossessione della Novità, la forma che Bartman restituisce all’immagine ha come unico fine l’evocazione della poesia, quella stessa che celebra l’arte in undici terzine diaboliche, ‘Il Diavolo regge i fili che ci muovono!’ L’arte pop, a questi livelli, non è più unicamente una resa spettacolarizzata del rapporto uomo/ oggetto, ma canalizzata poeticamente è utilizzata come mezzo per trovare una via verso la riscoperta della natura dell’uomo. Sradicato dalle lande e dagli eden, l’uomo di Bartman, i cui fili si intrecciano alle vite dei grandi maestri attraverso la poesia di Baudelaire, volge il suo sguardo verso l’eterno ritorno, ad una natura che si cela sotto un Versace dalla fragranza che esprime la grazia e l’equilibrio di una donna raffinata e contemporanea, o sotto una rubensiana Vanity Fair. (…)” Nel corso della serata i musicisti dell’Ensemble Curva Minore Unit hanno proposto un intervallo musicale. La performance realizzata da Simone Sfameli batteria, luppa una sovrapposizione didascalica supplementare Davide Barbarino sax contralto, Marcello Cinà sax so- alle immagini, ma si estende ora attraverso una sorta prano, Lelio Giannetto contrabbasso parlante, non svi- di polifonia differenziale, ora nel divenire essenziale del

Si ringrazia

Per il nuovo abbonamento: Francesca Letizia Per il rinnovo dell’abbonamento: Maria Anselmo, Giovanni Catalisano, Francesco Mancia, famiglia Sorce-Barriera, don Vincenzo Spera, Renato Venezia 20

anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011


mostre

in breve Le imprese di Palermo e provincia, nel trimestre settembre – dicembre di quest’anno, prevedono di assumere 1.090 unità lavorative, di cui 590 con contratto stagionale. È quanto emerge dall’indagine trimestrale del Sistema informativo Excelsior sulla domanda di lavoratori dipendenti delle imprese industriali e terziarie, promosso da Unioncamere e dal Ministero del lavoro. La ricerca evidenzia una riduzione, in valori assoluti, di assunzioni programmate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

***

I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e del Nucleo Investi-

senso, dove colore e struttura reggono linguaggio e forma attraverso l’atto creativo. La mostra, inaugurata il 22 ottobre, è visitabile fino al 12 novembre 2011 presso la Galleria d’Arte Studio 71, Via Vincenzo Fuxa n. 9, Palermo con i seguenti orari dalle 17.00 alle 20.00 festivi compresi.

BAR

gativo di Palermo hanno recuperato la statua lignea della seconda metà del ‘600 raffigurante l’Ecce Homo, rubata lo scorso 2 settembre, da una edicola votiva di via Saline a Palermo, in località Mondello. La statua oltre a costituire un importante oggetto di culto per la comunità dei fedeli, è anche una pregevole opera d’arte da molto tempo esposta alla devozione della cittadinanza. Ignoti, dopo aver forzato l’antica inferriata che proteggeva la statua, l’hanno rubata tentando di immetterla nel mercato clandestino delle opere d’arte.

TOURING

arancina

bomba

BAR - PASTICCERIA - GELATERIA - ROSTICCERIA GASTRONOMIA A Mondello in via Regina Elena - Tel. 091.6843026 - 091.7524607 A Palermo in via A. De Gasperi, 237 (ang. P.zza Europa) - Tel. 091.517682 Via Lincoln, 15 - Tel. 091.6167242 Palermo Via Roma, 252/254 (accanto al Biondo) - www.bartouring.it

anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011

21


teatro

Il nuovo programma del Teatro Franco Zappalà di Franco Verruso

Franco Zappalà Junior

P

er la stagione teatrale 2011/2012, al tradizionale repertorio della Compagnia Franco Zappalà si abbinano tre nuove formazioni: la compagnia di opera, la compagnia di balletto e quella dell’operetta. Il 29 ottobre, il palcoscenico di via Autonomia Siciliana, ospita “La Traviata” di G. Verdi, diretta dal Maestro Michele De Luca, col tenore Alberto Profita, la soprana Cristina Ferri per la regia di Franco Zappalà jr. Le operette in cartellone sono “Acqua cheta” di Giuseppe Pietri e “La principessa della Czarda” di Emmerich Kàlmàn, con la partecipazione dei soprano Anita Venturi, Cristina Ferri, Elisabetta Giammanco e dei tenori Cosimo Diano, Filippo Pina Castiglione e Toti Sutera, diretti dal Maestro Michele De Luca. La Compagnia del Balletto propone la “Carmen” di G. Bizet, per la regia del coreografo Marcello Carini; inoltre, per il musical, Anita Venturi coadiuvata da Sasà Salvaggio, presenta “Broa22

dway”, orchestra diretta da Michele De Luca, il balletto con le coreografie di Marcello Carini e la regia di Sasà Salvaggio e Franco Zappalà jr. Nino e Franco Zappalà jr., che curano il teatro popolare, presentano due commedie di Nino Martoglio, “Il Marchese di Ruvolito” e “Annata ricca massaru cuntentu” e, di Egidio Pucci, “Ora chistu è progressu”con la regia è di Nino Zappalà. “Il Berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, “Il Cortile degli Aragonesi” e “Palermu… persi u tempu”, una novità scritta da Angelo La Franca, con l’inserimento di Maurizio Bologna, Salvo Cambria e Gaspare Sanzo, per la regia di Franco Zappalà jr. che dirigerà anche l’ultima opera in cartellone, “La Bohème” di Giacomo Puccini, col tenore Alberto Profeta e il soprano Anita Venturi, dirige l’orchestra, il Maestro Michele De Luca.

Pianeta lavoro CERCO…

Rita Partenza: laureata, sposata, con esperienza presso un asilo privato, cerca lavoro come baby-sitter. Fabiola Garofalo: con diploma di operatore turistico e attestato di addetto reception, con esperienza di lavoro come commessa e come segretaria, cerca lavoro. Carmelo Mocciaro: cerca lavoro per assistenza anziani o pulizie. Carmelo D’Alluzzo: fornito di patente cerca lavoro come accompagnatore, o per disbrigo faccende. Salvatore Lo Mascolo: Diplomato I.T.C., con esperienza di consulente presso una ditta, cerca lavoro.

Per informazioni: Rosalia Gargano cell. 3291250661

anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011


notizie

in breve Alberto Mangano (Gruppo Misto), Antonella Monastra (Un’altra storia), Aurelio Scavone(IDV) hanno denunciato presso Sala delle Lapidi Al Comune di Palermo, lo scorso 19 ottobre, durante una conferenza stampa, la mancata rimozione del sindaco Cammarata e l’assordante silenzio dall’assessore Regionale Chinnici che a seguito degli esposti presentati da IDV e da Un’altra Storia all’assessorato eegionale enti locali non ha proceduto nei modi e nei tempi in cui doveva. Le irregolarità di legge minuziosamente elencate negli esposti – affermano i tre consiglieri – permettono al sindaco del centrodestra palermitano ed alla sua giunta di continuare illegalmente a governare una città che, come ama ripetere il presidente della regione “ Cammarata ha ridotto in macerie”.

***

L’importanza dei mezzi di comunicazione e le relative conseguenze. Mons. Zambolin ha organizzato un incontro per suggerire nuovi aspetti e nuove modalità di intervento nel settore e nella programmazione della vita pastorale parrocchiale che si è tenuto lo scorso 24 ottobre presso la parrocchia della Sacra Famiglia, in via Mignosi.

***

Il fumetto al servizio dell’impegno sociale e del giornalismo d’inchiesta. È lo scopo di una mostra che si è tenuta a Palermo, nella sala Borsellino di palazzo Jung, in via Lincoln. Il pubblico ha potuto così conoscere le storie dei giornalisti Ilaria Alpi, Mauro Rostagno e Peppino Impastato, ma anche le storie di mafia quotidiana raccontate in ‘Brancaccio’, ricordare le imprese di Che Guevara e gli ultimi giorni del ciclista Marco Pantani. Il tutto attraverso le tavole originali degli autori del fumetto. L’iniziativa, è stata organizzata dall’associazione culturale Palermo fumetto.

Fabio Velardi (Ang. Via Marchese Ugo) Edicole Viale Regione Siciliana Damiani M.Rita Pipi Alberto Via Terrasanta, 5 (Angolo Via Perpignano) C.so Calatafimi, 327 Libri Giò Dario Badalamenti di Giuseppe Mercurio Attività commerciali Via G.F. Ingrassia Via Duca della Verdura Articoli e oggetti sacri Bruno Maurizio E. Calò Rosa Maria Cerniglia Via Lincoln, 124 Marco Mercurio Villabate Cori David e Carmen Richichi Via F. Laurana Associazione Esperanza Calata S. Erasmo Edicola Lino Via Magione, 44 Capizzi Via Don Orione Orefice Nino Scrima Piazza G. Cesare Rosetta Abatangelo Via Magione Vincenzo Di Bella Via Marchese di Villabianca, 111 Gazebo CNTN Via Roma Libreria Mercurio Piazza Marina (Accanto posta centrale) Via M. di Roccaforte, 62 Libreria Paoline Giovanni Serra Ciulla e Cannella C.so Vittorio Emanuele, 456 Via Cavour Via Cirrincione Bar Pasticceria Amalia Rimedio Catalano Francesca Rivendita giornali Via P.pe di Palagonia, 2/F Via E. Amari Claudia Amica Libreria Articoli Sacri Siddiolo Giampiero Piazza dell’Esedra LDC, di Lombardo Via Roma Lidia Monsignore Via A. Siciliana, 16/D (Ang. C.so Vittorio Emanuele) Via E. Restivo, 107 Erg area servizi carburanti Ferrara Angelo Da Silvio Via M. Marini, 435 Via Ruggero Settimo Marineo (Pa) New Generation Edicola Mercurio Cuccia Francesco Luigi Via Lincoln, 125 di Antonia Siddiolo Via F. Laurana, 79 L’edicola di A. Cappello 90143 Palermo Sedi Istituzionali Via Vaglica (Piazzale Ungheria) Edicola Resuttana dal 1920 Facoltà Teologica Testagrossa Via Resuttana, 243 Corso V. Emanuele, 463 Via P. Calvi Pirrone Antonino (Loredana Ferraro) D’Amico Domenico Piazza Verdi Galleria e Biblioteca d’Arte Via Dante, 78 Mario Cassano Studio 71 F.M. Scorsone Giovanni Cricchio Via De Gasperi 237 Via Fuxa, 9 Via Notarbartolo

anno XII • n. 3 • 30 ottobre 2011

Chiese

Basilica SS. Trinità alla Magione Via Magione S. Giovanni dei Napoletani Corso Vittorio Emanuele Santa Caterina da Siena Via Garibaldi S. Cristoforo Via S. Cristoforo (Via Roma di fronte la Standa) SS. Crocifisso Via Ciaculli Maria SS. di Lourdes Via Ponticello Borgo della pace Baucina (Pa)

Privati

Lidia Castellana C. Vittorio Emanuele, 547 Villabate Micale – Badalamenti Via M. Cipolla, 106 Salvo Di Lorenzo Via Fiduccia, 11 (Villabate) Caterina Gaglio Largo Hilton - Villabate

Ospedali

Ospedale Cervello (interno bar) Buccheri La Ferla (interno bar) Clinica La Maddalena (interno bar)

23



CNTN n 3 anno XII