Page 1

IN

Settimanale di informazione sul settore radiotelevisivo dell’Associazione Coordinamento Nazionale Radio Televisioni

Terzo Polo Digitale www.cnrtv.eu

Anno XII N. 9 del 10/03/2018

QUESTO

NUMERO

- TV Iocali: contributi, soliti ritardi, prosegue il calvario - TV locali: contributi, nessuna responsabilità dei ricorsi - TV locali: far west in Campania, sequestrata emittente - TV:morsa del fisco,si chiede condono al nuovo Governo - DIRITTI TV: TIM mostra interesse per il calcio Serie A - FREQUENZE: Persidera da’ ordine di cedere quote mux - RADIOTV: UE, entro estate nuovo codice comunicazioni - PAYTV: Sky-Netflix, il pericoloso rivoluzionario accordo - PAYTV: Vivendi-Mediaset, Mediaset come un “derivato” - DTT: Discovery spaventa l’Italia con la sua crescita - WEB-TV: streaming in 250mln di case, Italia ventesima - TLC: 5g, pubblicata l’indagine AGCom 3

MISURE DI SOSTEGNO ALLE RADIO E TV LOCALI

PROSEGUE IL CALVARIO SFORATI I TERMINI: NUOVO REGOLAMENTO, VECCHI RITARDI E’ e resta sempre il nodo più doloroso per le emittenti locali: parliamo delle misure di sostegno statali, quelle che chiamiamo più comunemente “contributi”. Nonostante si fosse messo mano ad una rivoluzionaria nuova regolamentazione della materia, non si arrestano i problemi. Il Nuovo Regolamento sui Contributi RadioTv, entrato in vigore nell’ottobre scorso e che riforma la vecchia L. 448/98, ha avuto un avvio veloce con un tabellino di marcia spedito e preciso: domande per Contributi 2016 dal 22 novembre al 21 dicembre 2017; domande per i Contributi 2017 dal 2 al 31 gennaio 2018; domande per i Contributi 2018 da 1 al 28 febbraio. Nel contempo la nuova norma, a parte i criteri di riparto, detta anche tempi precisi di liquidazione degli importi ai beneficiari. Infatti, conclusa l'istruttoria, il MISE-Com è tenuto a pubblicare le 4 graduatorie nazionali provvisorie dei soggetti ammessi al contributo, distintamente per le emittenti televisive e per quelle radiofoniche a carattere commerciale e a carattere comunitario con l'indicazione degli importi spettanti. Nei trenta giorni successivi alla pubblicazione delle graduatorie provvisorie, con le stesse modalità di presentazione della domanda, le emittenti potranno eventualmente presentare richiesta di rettifica del punteggio o di riammissione qualora escluse insieme a tutti gli elementi necessari per il riesame della propria posizione. Entro sessanta giorni il MISE-Com deve pubblicare le graduatorie definitive. Entro sessanta giorni il MISE-Com dovrà provvedere alla successiva liquidazione in un'unica soluzione degli importi spettanti. Al momento il MISE-Com non ha ancora provveduto alla pubblicazione delle graduatorie provvisorie relativamente ai Contributi 2016 nonostante siano trascorsi più di due mesi dalla presentazione delle 1.001 domande.

Pagina

1

Nella speranza che questo avvenga a stretto giro di giorni, magari entro il 15 marzo, le liquidazioni dell'annualità 2016 dovrebbero avvenire entro il prossimo 15 agosto. Diversamente verrà accumulato un ritardo che porterà le liquidazioni a settembre inoltrato e, conseguentemente, un accavallamento con le liquidazioni delle annualità 2017 e 2018. Sono 1029 le domande presentate sul SICEM da radio e tv ai fini dell’ottenimento del contributo per l’annualità 2018: 186 TV commerciali, 238 TV comunitarie, 302 Radio commerciali 303 Radio comunitarie


MISURE DI SOSTEGNO ALLE RADIO E TV LOCALI PERMANGONO FORTI PERPLESSITA’ SUL RICORSO DEL CNRT RESPINTO DAL TAR Ha destato forte perplessità l’esito negativo del ricorso presentato dal CNRT-TPD al Tar del Lazio finalizzato al riconoscimento, ai fini del "requisito di acceso", di 2 dipendenti part time (di cui 1 giornalista) così come previsto dalla Legge 66/2001 e ottenere la "semplificazione amministrativa" per ciò che attiene la parte dei fatturati. Troppi “sembra” nella sentenza hanno scosso gli uffici legali quasi a trovarsi di fronte alla sede non qualificata alla quale è stata posta la questione che, comunque, pare sia stata sommariamente argomentata omettendo taluni aspetti quale la “semplificazione normativa”.

RITARDI O BLOCCHI: NESSUNA RESPONSABILITA’ AI RICORSI Riguardo un presunto blocco o ritardo dell’iter relativo all'erogazione dei contributi, torniamo a ribadire che nulla di tutto ciò è causato da qualsivoglia ricorso alla giustizia amministrativa. il Nuovo Regolamento Contributi, obbliga il MISE-Com a pagare indipendentemente da eventuali ricorsi in quanto prevede un accantonamento dell'1% proprio per questo motivo (art. 2, comma 2, D.P.R. 146/17

TV LOCALI CAMPANIA UN ALTRO CASO CHE CONFERMA IL ‘FARWEST’ SEQUESTRO DI TUTTE LE QUOTE SOCIETARIE EDITORIALI E IMPRENDITORIALI DI ‘TV LUNA’ Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Caserta ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dall’ufficio del G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della locale Procura, avente ad oggetto beni immobili sia personali che societari, nonché la nomina di un Amministratore Giudiziario e di un Giudice delegato alla procedura. La Procura della Repubblica di Santa Maria C.V. nel richiamare numerosi carichi giudiziari pendenti relativi a Pasquale Piccirillo, rileva la collocabilità dello stesso nelle categorie di pericolosità previste dall’art.1 del codice antimafia.

Pagina

2

L’autorità proponente, allegando inoltre minuziose indagini patrimoniali e finanziarie relative al proposito e alla sua famiglia, evidenziava la presenza di una forte sperequazione tra le fonti e gli impieghi relativi al nucleo, il quale si serviva di un coagulo di società e persone giuridiche di vario tipo, tutte sostanzialmente a lui riconducibili, attraverso le quali, il proposto compendiava i verosimili guadagni di attività illecite oltre ai proventi di evasioni fiscale. Sulla base degli elementi sopra sinteticamente riportati e di quelli attinenti ai redditi dichiarati ed all’attività economica del proposto e dai componenti il suo nucleo familiare, dettagliatamente indicati in proposta, la Procura della Repubblica presso questo Tribunale, rilevando la collocabilità del Piccirillo all’interno della categoria criminologica dei soggetti dediti a traffici delittuosi c/o di coloro che vivono, anche in parte, con i proventi dell’attività delittuosa, ha, quindi, chiesto l’applicazione nei confronti dello stesso nella misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per due anni, applicazione di un’idonea cauzione ai sensi dell’art. 31 del codice antimafia oltre al sequestro finalizzato alla confisca dei beni.


EDITORI RADIOTV NELLA MORSA DEL FISCO IL CNRT-TPD CHIEDE AL NUOVO GOVERNO DI SALVARE UN PREZIOSO SETTORE ALLA DERIVA Tra i primi problemi urgenti, da sottoporre all’attenzione del futuro Governo sono la diminuzione del carico fiscale e abbattere il pesante contenzioso che sta distruggendo soprattutto gli editori radiotelevisivi medio piccoli indipendenti. Sul primo fronte, come suggerito anche da più parti, occorrerebbe stabilizzare l’aliquota del 19% sulla media europea, applicare una tax flat non superiore al 20%, introdurre un sistema di tassazione sostituivo per le aziende che fatturano fino a 300.000 euro con una tassa al 5% per chi ha dipendenti a tempo determinato e al 3% per quelle a tempo indeterminato, adottare un regime a tre aliquote per l’imposta sui redditi delle persone fisiche, agevolare e favorire i contratti di rete tra aziende.

C’E’ FORTE DIVARIO TRA NORD E SUD Preoccupa poi, il forte divario tra Nord e Sud che crea disuguaglianze e povertà. Secondo i dati di Unimpresa, l’occupazione al Nord supera i livelli pre-crisi mentre al Sud deve ancora recuperare le 380.000 unità con un tasso di occupazione tra i peggiori d’Europa. Altro dato allarmante è l’accesso al credito bancario. Se al centro Nord gli impieghi bancari eccedono i depositi per oltre 800 miliardi di euro, al contrario al sud gli impieghi sono inferiori ai depositi per circa 10 miliardi di euro nel 2016. Per stabilizzare questo divario, bisognerebbe puntare sul rilancio degli investimenti pubblici e sull’attivazione di uno specifico fondo per la crescita delle imprese del Mezzogiorno.

ADOTTARERE IL CONDONO FISCALE Sul fronte del contenzioso c’è aperto un capitolo a parte che potrebbe essere chiuso solo se si adottano provvedimenti importanti, considerato che quelli posti in essere (“Rottamazione delle cartelle” e cambio pelle di Equitalia) non hanno sortito gli effetti sperati. Occorre non esitare più e procedere con un condono ‘una tantum’, provvedimento che pare spaventare ma che la stessa Commissione UE aveva sollecitato oltre tre anni fa.

DIRITTI TV CALCIO TIM: INTERESSE PER LA SERIE A

Pagina

3

Congelata la jv con Canal+, TIM punta ai contenuti di qualità per TIMVision. Nel piano 2018-2020 di TIM approvato dal cda lunedì e illustrato ieri durante una conference call dall’ad Amos Genish insieme con il bilancio 2017 si capisce chiaramente che Telecom è in cerca di nuovi contenuti per le proprie piattaforme. Il piano infatti prevede un aumento dei clienti della banda ultra larga da 1,8 a oltre 5 milioni e della penetrazione Lte dal 76% a oltre il 95%, “Supportato da maggiore convergenza e domanda di contenuti” per i quali Telecom sta contattando diversi possibili partner dopo il fallimento del progetto di joint venture con Canal+ di cui avrebbe dovuto far parte anche Mediaset nell’intricato caso con Vivendi.


FREQUENZE DTT PERSIDERA: TELECOM ITALIA DÀ ORDINE DI CEDERE QUOTE DEL PROVIDER TITOLARE DI 5 MUX NAZIONALI Telecom Italia ha conferito mandato al trust Advolis di cedere la quota detenuta nel network provider Persidera (70%; il restante 30% è di GEDI, ex Gruppo L’Espresso), titolare di 5 diritti d’uso nazionali DTT, per la quale aveva avanzato due offerte la joint venture Raiway e del fondo d’investimenti F2i (di proprietà di Fondi Italiani per le Infrastrutture SGR S.p.A., una società italiana di gestione del risparmio, che con F2i – dal 2016 il maggior Fondo italiano – effettua investimenti nel settore delle infrastrutture).

STRATEGIE PER OVVIARE AL LIMITE DI LEGGE DEI 5 MUX Alla prima offerta, giudicata troppo bassa, ne era seguita una seconda, di circa 250 mln di euro, più vicina alle previsioni del venditore, che, in verità, aveva stimato l’asset del provider digitale tv terrestre 350 mln, pur nella consapevolezza che difficilmente avrebbe trovato sul mercato investitori interessati ad un valore effettivamente molto distante dal trend settoriale. La decisione di Raiway di correre in tandem con F2i è stata determinata dal fatto Raiway è già titolare di 5 mux, limite ex lege invalicabile e quindi i diritti d’uso di Persidera avrebbero potuto essere rilevati nel complesso solo da un nuovo entrante (qualsiasi player esistente, ancorché con un solo diritto d’uso nazionale, avrebbe superato la soglia acquistando i 5 mux di Persidera). Di qui la scelta di spezzare l’asset tra beni materiali (il ferro – le torri e gli apparati – in mano a RaiWay) e immateriali (i diritti d’uso, a F2i).

QUASI CERTO IL PASSAGGIO AL MONOPOLISTA RAIWAY Ma dopo la scadenza del termine fissato da Telecom Italia/GEDI per la presentazione delle offerte, ne è arrivata una molto appetibile di un altro fondo d’investimenti, I Squared, che di milioni ne ha offerti 290. Il cda di Telecom Italia ha quindi dato mandato ad Amos Genish, amministratore delegato di Telecom Italia il 28/09/2017, di finalizzare la vendita, valutando positivamente l’offerta di Raiway e F2i, pur senza rinunciare a eventuali altre offerte (vincolanti) come, appunto, quella di I Squared, se venisse riformulata con carattere obbligatorio. I giochi non sono comunque conclusi, posto che GEDI può opporsi anche al trasferimento delle quote detenute nel provider DTT al trust indicato da Vivendi (controllore di fatto di Telecom Italia) nel caso non si fosse riusciti a cedere Persidera (ricordiamo che il 30% di GEDI in Persidera è valorizzato sul complesso di 350 mln, quindi una vendita anche a 290 mln determinerebbe una sensibile minusvalenza).

Pagina

4

Detta necessità, lo ricordiamo, nasce dall’obbligo antitrust fissato dall’UE che, considerata l’ingombrante partecipazione di Vivendi in Mediaset, ha posto l’obbligo di cedere la partecipazione in Persidera per preservare quella di controllo in Telecom Italia. Un mancato rispetto di tale ordine comunitario comporterebbe per Vivendi l’esposizione a sanzioni pesanti, calcolate in percentuale sul fatturato.


RADIO E TV. UE: ENTRO L’ESTATE IL NUOVO CODICE COMUNICAZIONI ELETTRONICHE Entro l’estate 2018 sara’ adottato il nuovo codice delle comunicazioni elettroniche UE che, potenziando i concetti di multipiattaforma ed ibridizzazione, prevederà un incremento del coordinamento sullo spettro. Lo riferisce il periodico Newslinet. Si tratta di un accordo politico su diverse parti della nuova regolazione del settore delle telecomunicazioni e dello spettro radio raggiunto in sede. I settori coperti dall’accordo sono la disponibilità dello spettro radio per le reti 5G entro il 2020 nella UE, vent’anni di investimenti per le licenze, il coordinamento rafforzato e la verifica comune delle procedure di assegnazione. L’accordo trilogo, indica la Commissione, preparerà il terreno per gli sviluppo della rete 5G nella UE tenendo conto del negoziato concluso sulla definizione delle tariffe per lo spettro radio, sull’eliminazione delle interferenze transfrontaliere.

ENTRO 2019 DEFINIZIONE PROTOCOLLI CONNECTED CAR Il codice delle comunicazioni elettroniche novellato fissa nel 2019 si concretizzerà l’armonizzazione tecnica delle bande 3.6 GHz e 26 GHz, rispettivamente per i corridoi delle auto connesse (coerentemente coi programmi delle case automobilistiche) e per una banda larga senza fili potenziata e densa (anche attraverso tecnologie potente, come il 4,5G e il 5G NR). Entro i primi sei mesi del 2020 avverrà la trasposizione del codice nella legge nazionale, con previsioni specifiche sul tempo limite obbligatorio per rendere disponibile lo spettro radio, la verifica comune e la durata delle licenze più lunghe. Prima della fine del 2020, prevede il codice delle comunicazioni elettroniche aggiornato, avrà luogo l’assegnazione della banda 700 MHz nella maggior parte degli Stati con l’obiettivo del 5G in almeno una città. Tra il 2020 e il 2022 tutti gli Stati dovranno assegnare la banda 700 MHz (le altre bande 5G e cioè 3.6 GHz e 26 GHz), saranno soggette alla scadenza obbligatoria per l’assegnazione, mentre, per converso, saranno riassegnate le frequenze delle bande inferiori destinate alla televisione digitale terrestre ed al DAB+. In particolare, nella banda al di sotto dei 700 MHz (470-694 MHz) viene data priorità a lungo termine all’uso per la radiodiffusione, fino al 2030, vantaggio controbilanciato dalla possibilità per ogni Stato membro di adottare un approccio più flessibile all’utilizzo alternativo dello spettro (es. i servizi mobili multimediali avanzati) in base al diverso grado di diffusione della televisione digitale terrestre.

Pagina

5

Tra il 2020 e il 2025 avrà invece luogo il dispiegamento delle infrastruttura 5G con l’obiettivo di renderla disponibile nelle grandi città e lungo le maggiori rotte di trasporto entro il 2025, data fissata per il roll-out della nuova tecnologia che promette di rivoluzionare la fruizione dei contenuti IP in mobilità, tenuto conto che, secondo i calcoli della Commissione, già nel 2020 il traffico Internet mobile aumenterà di circa otto volte rispetto a quello attuale.

IL CNRT-TPD RICORDA CHE NEL PROPRIO SITO WWW.CNRTV.EU È POSSIBILE CONSULTARE E SCARICARE TUTTI I NUMERI DEL ‘CNT-INFORMA’ GRAZIE AL NOSTRO ARCHIVIO ON-LINE CHE CONTIENE LE EDIZIONI DEGLI ULTIMI DUE ANNI


NOZZE SKY-NETFLIX RIVOLUZIONARIO ACCORDO DI PARTNERSHIP PER UN PACCHETTO UNICO Sky e Netflix si sposano e riportano la famiglia tutta sul divano davanti alla tv. E' un fatto che la rivoluzionaria grande partnership che raggrupperà l'intero servizio Netflix all'interno di un nuovo pacchetto di abbonamento Sky TV, riporta la pace nelle case italiane dove oramai il gap generazionale tra le varie piattaforme stava assumendo dimensioni preoccupanti: adolescenti e millennials chiusi nelle camerette con il mobile o il tablet in mano; e genitori e nonni sul divano davanti allo schermo sempre più grande. Questa partnership, la prima al mondo nel suo genere, offrirà ora a milioni di clienti Sky accesso diretto a Netflix attraverso la piattaforma Sky Q. Il tutto non avverrà solo in Italia ma in tutta Europa: all'inizio del 2019 assisteremo al lancio di Netflix, insieme al nuovo pacchetto Sky TV, sulla piattaforma Sky Q prima nel Regno Unito, poi subito dopo in Irlanda e in seguito in Italia, infine in Germania e Austria. Quali saranno i costi non è ancora dato sapere, ma i vantaggi per l'utente finale saranno indubbi. Tutto sarà più semplice, al netto dell'acquisto attuale del Chromecast, che aiuterà sempre per portare sullo schermo della tv Google, con Youtube ad esempio, ma non Amazon tv che invece necessita di un dispositivo suo, che però consente a sua volta la visione di tutto il resto. L'accordo con Netflix si estende comunque anche ai servizi streaming di Sky senza abbonamento. Nel Regno Unito e in Irlanda, ad inizio 2019 quindi, Sky lancerà Netflix come app standalone sulla famiglia dei dispositivi streaming di NOW TV, incluso lo Smart Stick NOW TV lanciato di recente. A seguire anche Sky Ticket in Germania e Austria, e NOW TV in Italia, lanceranno un'app sui loro dispositivi. La meraviglia sarà che Sky renderà disponibile la vastità dell'offerta Netflix ai clienti nuovi ed esistenti creando un pacchetto TV di intrattenimento ad hoc, che per la prima volta raggrupperà sotto lo stesso tetto i contenuti Sky e Netflix. Una pessima notizia che rappresenta un altro duro colpo per le tv nazionali indipendenti e per quelle locali. Una library senza confronto che riporterà sullo stesso supporto serie amatissime dagli spettatori di tutto il mondo, contenuti preziosi e molto contesi, che magari bisognava inseguire nelle decennali stagioni da un broadcast all'altro. Una rivoluzione che non sarà senza conseguenze anche nel mondo produttivo, visto che sia Sky che Netflix sono operatori molto impegnati nella realizzazione di contenuti originali a partire appunto dalle grandi serie come ad esempio Gomorra e Suburra, per parlare dell'Italia ovviamente.

Pagina

6

LE TV INDIPENDENTI NAZIONALI E LOCALI NON SONO INVITATE AL BANCHETTO Terrificanti scenari si aprono agli occhi degli analisti i quali, sebbene erano consci dei problemi che attanagliano il mercato pay in Italia (paese che non si è mai affezionato all’idea di “pagare per vedere”), con Sky e Netflix in affanno, temono il consolidamento di un unico grande “imperatore” della pay tv, impossibile da eguagliare, che assorbirà tutto il mercato lasciando fuori chiunque altro (non solo le tv indipendenti n.d.r.). E’ un banchetto che se si farà, come pare, sarà riservatissimo, senza inviti.


TV E POLITICA CADE MEDIASET, “DERIVATO” DELLA SPECULAZIONE, E RITORNA VIVENDI Il vero spread dell’Italia? Inutile guardare ai titoli di Stato, sono ormai poco significativi. Mediaset, piuttosto, il colosso tv di Silvio Berlusconi crolla a Piazza Affari (-5,5%) il giorno dopo le elezioni che fanno del Movimento Cinque Stelle il primo partito d’Italia e vedono Forza Italia superata dalla Lega. L’Italia non ha un Governo? Mediaset è la cosa più vicina a un derivato sul paese. Per chi segue il mercato non è una novità: è da almeno 5 anni che il titolo dell’emittente commerciale italiana è trattato come una sorta di “proxy”: si punta su una ripresa del Paese e sulla stabilità politica? Comprare Mediaset. Si scommette contro l’Italia? Vendere Mediaset. – Questo è quanto scrive il più autorevole quotidiano economico italiano, il Sole24Ore. Già nelle settimane prima del voto, Mediaset aveva perso quota. La spiegazione era che il mercato scontava l’ingovernabilità dell’Italia, e dunque il dileggiato e criticato Jean-Claude Juncker, in fondo, aveva ragione: gli investitori stranieri vendevano Italia e dunque Mediaset: dai 3,38 euro di inizio anno, il titolo era sceso ai 3,11 euro di venerdì sera. Un calo dell’8% che si attribuiva appunto all’”Italy Discount” in vista delle elezioni più incerte della storia repubblicana. Ma allo stesso tempo gli investitori scommettevano anche sulle “Larghe Intese”, e cioè che dalle urne sarebbe uscito un Governo sull’asse Fi-Pd, con Berlusconi di nuovo sulla scena politica e ago della bilancia. Svanito lo scenario di Grosse Koalition, ogni appeal speculativo-politico è scemato: il giorno dopo il terremoto elettorale, il titolo, già a buon mercato, è così caduto ulteriormente. C’è poi anche una motivazione “interna”: un Berlusconi in qualche modo coinvolto nel Governo sarebbe garanzia che Mediaset non verrebbe penalizzata o non avrebbe la politica contro, ragionano alcuni analisti. Così, invece, l’azienda è più esposta al rischio di qualche sgambetto.

LA PACE VIVENDI-MEDIASET SI ALLONTANA La sconfitta elettorale, tuttavia, potrebbe rafforzare il finanziere bretone Vincent Bolloré, che prima ha promesso di prendere in sposa la tracollante Mediaset Premium e poi ha provato a spaccare la stessa famiglia italiana, calando l’asso della scalata a Mediaset. La settimana prima delle elezioni, si era svolto un primo “scontro” in Tribunale sul maxi-risarcimento da 3 miliardi di euro, interlocutorio. Tutti davano “Re Silvio” in procinto di essere nuovamente incoronato sovrano d’Italia e dunque non ci sarebbe stata partita per i francesi, dati palesemente per sconfitti: nei nei mesi scorsi, peraltro, Vivendi medesima aveva avallato negli osservatori l’idea di una ritirata con i suoi atteggiamenti da “distensione” come l’assenza nelle assemblee di Mediaset.

Pagina

7

Ora che Berlusconi esce politicamente indebolito dal voto a vantaggio della Lega, i francesi potrebbero riprendere forza. Entro un mese Vivendi dovrebbe costituire un Trust dove mettere un 20% circa del pacchetto di Mediaset. Fa parte degli accordi presi con l’AGCom un anno fa. Ma a questo punto, Bolloré rispetterà i patti oppure sarà tentato di tornare all’attacco, approfittando di un nemico più fragile?


IL MONOPOLISTA CHE SPAVENTA L’ITALIA DISCOVERY COMPLETA ACQUISIZIONE DI SCRIPPS NETWORK E CAMBIA IL NOME IN DISCOVERY INC. Discovery Communications, Inc. ha annunciato di aver completato con successo la propria acquisizione di Scripps Networks Interactive Inc. Nel nuovo assetto, l’azienda sarà ufficialmente nota con il nome Discovery, Inc. “Oggi è un altro momento storico per Discovery: diventiamo una media company ancora più distintiva, grazie a un portfolio che include i brand per tutta la famiglia più rilevanti al mondo”, ha affermato David Zaslav, President & CEO Discovery. “Come leader globale nel real life entertainment, Discovery raggiungerà un’audience appassionata, con contenuti in grado di ispirare, informare e intrattenere su tutti gli schermi. La società fornirà agli inserzionisti e ai distributori nuove modalità per raggiungere su larga scala un pubblico altamente profilato e creerà nuovo valore e nuove opportunità di crescita per tutti gli stakeholder.” Il cambio del nome in Discovery, Inc. rappresenta una rinnovata strategia focalizzata sulle aree in cui Discovery si distingue attraverso i generi più amati dal pubblico, e un impegno a favore dei superfan che desiderano esplorare il proprio mondo su ogni schermo, servizio e piattaforma. Si prevede che l’acquisizione porterà a una crescita graduale dell’utile per azione e del free cash flow nel primo anno dopo il closing, incluse importanti sinergie di costo. Si prevede inoltre che l’unione delle aziende creerà un forte modello economico con capacità di ripianamento rapido del debito e un percorso agevolato di crescita e di creazione di valore. Kenneth W. Lowe, ex Chairman, President & CEO di Scripps Networks Interactive, entrerà a far parte del Board of Directors di Discovery con effetto immediato. “L’acquisizione di Scripps Networks International è una nuova grande tappa per il nostro gruppo”. ha dichiarato Marinella Soldi, Chief Strategy Officer EMEA & Managing Director Southern Europe Discovery “Da sempre cerchiamo di sorprendere il pubblico con contenuti originali e di qualità, servizi innovativi e talent capaci di entrare nel cuore degli appassionati. Un’ambizione che è un vero motore in Italia e nel Sud Europa e fonte di ispirazione per tutti gli altri Paesi in cui è presente Discovery. L’operazione con Scripps renderà il portfolio ancora più ricco e completo, consentendoci un ulteriore salto di qualità, grazie a contenuti proprietari molto appetibili - utilizzabili sulle piattaforme lineari e non, in svariati formati - e pienamente coerenti con il resto dell’offerta.”

Pagina

8

PLURALISMO “UNDER ATTACK” Ci chiedono perché questa operazione spaventa l’Italia. Basta solo dire che Discovery (divisione Italia) è leader nell’intrattenimento di qualità con un portfolio multipiattaforma di 14 canali e il servizio OTT Dplay. I 7 canali free to air (NOVE, Real Time, DMax, Giallo, Focus, K2 e Frisbee) e i 7 canali pay (Discovery Channel, Discovery Science, Discovery Travel&Living, Animal Planet in esclusiva su Sky; ID – Investigation Discovery, in esclusiva su Mediaset Premium; Eurosport e Eurosport 2 su Sky e Mediaset Premium) raggiungono una share complessiva del 7% sugli individui e del 9% sul target commerciale 15-54 anni. Scusate se è poco per non allarmarsi.


LA TV IN STREAMING È IN 250 MILIONI DI CASE, ITALIA VENTESIMA CON 8% Sono 250 milioni le case nel mondo in cui si paga l'abbonamento ad un servizio di contenuti audiovisivi in streaming, come Netflix o Amazon Video. A dirlo è uno studio di Strategy Analytics, secondo cui gli il numero di abbonamenti a fine 2017 ha raggiunto i 345 milioni, con diverse famiglie che quindi hanno sottoscritto più di un servizio. La cifra spesa ogni mese è in media di 9,46 dollari, il 5% in più rispetto al 2016. Gli analisti prevedono un trend in crescita per i prossimi anni. Stando alle stime, il numero di case in cui sarà presente almeno un abbonamento saranno circa 300 milioni alla fine di quest'anno, per salire a 450 milioni entro il 2022. A livello geografico la penetrazione è più alta negli Usa, con il 59% delle case che ha almeno un abbonamento. Seguono il Canada (51%) e la penisola scandinava con Norvegia (46%), Svezia (45%) e Finlandia (44%). L'Italia è ventesima, con solo l'8% delle famiglie che ha un abbonamento. A confronto, il Regno Unito è al 34%, la Danimarca al 33%, la Germania al 19%, la Francia al 14% e la Spagna al 9%.

IN BREVE FREQUENZE IN DTT L’ASSETTO DI MERCATO FORTEMENTE SQUILIBRATO

ADERISCI ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE

------------------------------------------------------------------------------------

Questo momento delicato per le emittenti locali e nazionali indipendenti vede il CNRT-TPD fortemente attivo sul campo allo scopo di tutelarle. Gli editori che lo volessero, possono aderire allo nostra associazione collegandosi al sito: www.cnrtv.eu dove poter scaricare il modulo di adesione. Uniti si vince !

Ricordiamo che la divisione dei multiplex nazionali in DVB-t tra gli operatori di rete del nostro Paese resta ancora fortemente squilibrata tale da non consentire la chiusura della procedura di infrazione da parte della Commissione UE nei confronti dell’Italia. Di seguito l’assetto di mercato per numero di operatori e mux assegnati: • • • •

Pagina

9

• • • •

IN BREVE

E. Industriale (EI Towers–Mediaset): 5 RaiWay (Rai): 5 Persidera (Telecom-L’Espresso): 5 Premiata Ditta Borghini & Stocchetti di Torino: 1 Prima Tv: 1 Europa Way: 1 H3G: 1 Cairo Network: 1

TLC: 5G, ESITO INDAGINE AGCOM La disponibilità di risorse spettrali rappresenta uno degli asset strategici per lo sviluppo e il lancio non solo dei servizi mobili di quinta generazione, ma anche per competere sul mercato del fisso. L’AGCom ha pubblicato gli esiti dell’Indagine conoscitiva di cui alla delibera n. 557/16/CONS, concernente le prospettive di sviluppo dei sistemi wireless e mobili verso la quinta generazione (5G) e l’utilizzo di nuove porzioni di spettro al di sopra dei 6 GHz. Il documento, evidenzia come lo sviluppo del 5G riguardi un insieme estremamente variegato di servizi e applicazioni, che nel loro complesso non sono riconducibili all’impiego di una sola gamma di frequenze, ma, piuttosto, ad un insieme di varie gamme, aventi ciascuna determinate caratteristiche, con infrastrutture di rete mobile e wireless diffusamente interconnesse con quelle di rete fissa e, in particolare, con quella in fibra ottica e con la possibilità, per talune funzionalità ed impieghi particolari, di collegamenti realizzati attraverso l’uso di reti satellitari.

Comunicazione per i destinatari di “CNRT-Informa”: In base all’art. 13 del Decreto Legislativo N°196 del 2003, i vostri recapiti vengono utilizzati esclusivamente ai fini di questo servizio di informazione e non sono, pertanto, comunicati e/o diffusi a terzi. Nel caso non desideriate ricevere più il “CNRT-Informa”, ed essere cancellati dal suo elenco, inviate un fax al N. 081 837 0421 oppure una e-mail all’indirizzo: news@cnrtv.eu Direttore Responsabile: Manfredi Pagano Reg.Tribunale di Napoli N. 4/07 del 17/01/2007 SEDE: Piazza Municipio, 80 - 80133 NAPOLI

C.N.R.T. Terzo Polo Digitale – Informa - Spedizione gratuita via e-mail e-mail associazione : segreteria@cnrtv.eu --- redazione: news@cnrtv.eu Sito: www.cnrtv.eu

CNRT - Informa N. 09/2018  
CNRT - Informa N. 09/2018  
Advertisement