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- DTT:LCN, tv locali mandate a morte. Mercato si regola - PUBBLICITA’:nel 2016 vince il triopolio Rai-Mediaset-Sky - AGCOM: audizione Vivendi entro Febbraio,occorre tempo - TV:la morsa del fisco,incassi record per Equitalia nel 2016 - TLC: Corte dei Conti, “troppa burocrazia e digital divide”

Settimanale di informazione sul settore radiotelevisivo dell’Associazione Coordinamento Nazionale Radio Televisioni

- RADIO: Pubblicati gli ascolti del II° semestre del 2016 - RADIO e TV: unione sempre più stretta tra i due media

Terzo Polo Digitale

- TLC-TV: accordo Rai-TIM sul cinema, “l’Antitrust vigili” - WEB:nel 2016 oltre 42mln di italiani hanno avuto accesso

www.cnrtv.eu

- TLC-MEDIA: sempre più unione, dal 2020 arriva la 5g tv

Anno XI N. 6 del 18/02/2017

- DTT Tv locali:modifiche e integrazioni determine FSMA

NUMERAZIONE DEI CANALI SUL TELECOMANDO

TV LOCALI MANDATE A MORTE IL MERCATO SI REGOLA DA SE’ Dopo il vuoto normativo causato dall’annullamento totale della Delibera AGCom N. 366/10/CONS, meglio nota come regolamentazione della numerazione dei canali sul telecomando, c.d. LCN, e dopo l’interminabile attesa del varo dei bandi per la richiesta della posizione LCN, il mercato si assesta in maniera naturale, nella piena illegittimità delle assegnazioni iniziali. E’ vero, infatti, che la suddetta delibera ha messo ordine sul telecomando, ma è altrettanto vero che dal 2012, anno della importantissima sentenza del Consiglio di Stato, questo ordine è stato definito “discriminatorio” perché non si è attenuto a giusti criteri e, pertanto, annullato. Il problema è che tale assetto non è mai cambiato fino ad oggi, questo perchè i supremi giudici amministrativi avevano stabilito la prosecuzione di quella numerazione “ordinando” però di provvedere con urgenza ad una ridefinizione… che, però, non è ancora avvenuta.

GLI EFFETTI DELL’INTERMINABILE ATTESA DELLE NUOVE ASSEGNAZIONI COSA È, QUINDI, SUCCESSO? NON CI VUOLE MOLTO PER CAPIRLO:

1. prima di tutto chi ha ottenuto posizioni di vantaggio (definite tali dagli analisti quelle più basse o con numeri ridondanti perché rendono più visibile l’emittente ai fini di audience, n.d.r.) ha ottenuto un vantaggio competitivo non indifferente, (trattasi in buona parte di piccole tv di scarsa copertura e qualità nell’era analogica) mentre altre sono state, di conseguenza, danneggiate pesantemente (in buona parte tv un tempo leader in ascolti e copertura).

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2. La grande incertezza sul mercato ha causato uno “stallo da attesa” bloccando ogni tipo produzione/investimento per quelle emittenti che sono riuscite a sopravvivere (perché molte nel frattempo hanno chiuso i battenti). 3. Si è avviato un mercato parallelo fatto di compravendita di posizioni che ha finito per stravolgere ulteriormente la sana costituzione del mercato esistente prima del digitale terrestre. Sono, infatti, già tanti gli editori che hanno deciso di vendere LCN mentre altri, senza più speranza di giustizia, hanno deciso di investire centinaia di migliaia di euro per ottenere maggiore visibilità. Ultimo caso di compravendita si registra questa settimana in Piemonte dove il canale 19 è passato dal gruppo Telecolor a Sestarete (in gran parte della regione).


PUBBLICITA’ 2016: VINCE IL TRIOPOLIO +5,4%. SKY +13,5%. RAI +6,3%, MEDIASET +2,8% Si chiude in bellezza il 2016 per la raccolta pubblicitaria sul mezzo televisivo che sale del 5,4% rispetto al 2015 e si stabilizza a quota 3,84 mld di euro. Quello che spaventa è che quasi totalità del mercato è dominata da un triopolio. Mediaset si aggiudica il 56,2% del totale con ben 2,16 mldi incassati, in aumento del 2,8% rispetto alla raccolta 2015. Bene anche la Rai , secondo i dati stimati, conclude il 2016 con una raccolta che sfiora gli 800 mln (vale il 20,7% del mercato televisivo), in salita del 6,3% rispetto all'anno precedente (complici gli Europei di calcio e alle Olimpiadi). L'AD della concessionaria Rai Pubblicità, Fabrizio Piscopo, è molto fiducioso per il 2017, in cui la raccolta pubblicitaria per il servizio pubblico, in base a stime interne, dovrebbe salire del 3%. Dietro ai due colossi Mediaset e Rai si affermano sia Sky sia Discovery: per Sky Media il 2016 si chiude a 484,5 mln di euro (il 12,6% del mercato), in aumento del 13,5% rispetto al 2015 (decisivi sia i risultati di Tv8 sia la raccolta per gli europei di calcio). Il gruppo Discovery, invece, si attesta a quota 240 mln di euro, con incassi pubblicitari in crescita del 13,4% (grosso contributo di Nove) e una quota di mercato televisivo pari al 6,2%. Infine La7, con i suoi 157 mln di raccolta e una crescita dell'1,9% sensibilmente inferiore rispetto alle performance del complessivo mercato pubblicitario televisivo, di cui la rete di Urbano Cairo controlla una fetta del 4%.

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I due terzi degli investimenti pubblicitari si concentrano su tv (46,7%) e social (27,7%) E’ quanto evidenzia Nielsen sull’andamento del mercato pubblicitario nel 2016


VIVENDI IN UDIENZA ALL'AGCOM ENTRO QUESTO MESE All’Autorita' presieduta da Marcello Cardani manca solo l'audizione dei francesi di Vivendi - che senz’altro ci sara' entro fine mese - per completare il quadro formativo dell'istuttoria aperta su Vivendi. La scadenza è ad aprile ma forse anche prima l'AGCom stabilirà se la comtemporanea presenza in Telecom e in Mediaset del gruppo presieduto da Vincenti Bollore' viola le disposizioni del testo unico delle comunicazioni. Il 21 marzo è fissata la prima udienza in Tribunale per il mancato rispetto del contratto su Mediaset Premium da parte di Vivendi. E più o meno nello stesso periodo dovrebbe arrivare a conclusione l'istruttoria dell’AGCom.

L’AGCOM AVVERTE: “OCCORRE MOLTO TEMPO” “Stiamo facendo il lavoro che avevamo detto che avremmo fatto. Stiamo guardando i dati ma ci vuole un sacco di tempo”. Lo ha detto il presidente dell'AGCom, Angelo Marcello Cardani, parlando del dossier Mediaset/Vivendi. “Mediobanca non si schiera mai con nessun socio su operazioni che riguardano loro stessi. Da banchiere tuttavia, la mia valutazione e' che eventuali operazioni di concentrazione vanno sempre condotte in maniera amichevole e concordata: le statistiche ci dicono infatti che, in caso contrario, il rischio d'esecuzione e' molto piu' elevato e le operazioni si rivelano piu' costose”. E' quanto ha dichiarato nel corso di una conference call l'a.d. di Mediobanca, Alberto Nagel, commentando il braccio di ferro che contrappone dal luglio scorso Fininvest e Vivendi per il controllo di Mediaset.

BERLUSCONI: “MEDIASET È INCEDIBILE, INDISSOLUBILMENTE LEGATA ALLA MIA FAMIGLIA” “La mia famiglia considera Mediaset assolutamente incedibile. È una storia industriale italiana della quale sono orgoglioso di essere il fondatore e sono ancor più orgoglioso di come i miei figli e i miei collaboratori hanno continuato la mia opera facendo crescere l'azienda e mantenendole il ruolo di protagonista dell'informazione e dello spettacolo nel nostro Paese. Il destino della famiglia Berlusconi e quello di Mediaset sono indissolubilmente legati”. Lo afferma Silvio Berlusconi, intervistato da La Repubblica. Pagina

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Con Vivendi “noi - aggiunge l'ex premier - non abbiamo mai voluto la guerra. Ma è necessario che tutti stiano ai patti, alle regole e alle leggi. Su queste basi, ma solo su queste basi, gli accordi sono sempre i benvenuti”. E’ altresì necessario – sostiente il CNRT-TPD - che AGCom e Antitrust facciano la sua parte non solo in questa operazione ma su tutte le intese e gli accordi tra grandi players per non affossare gli editori indipendenti medi e piccoli.


TELEVISIONI NELLA MORSA DEL FISCO LE TV INDIPENDENTI STROZZATE DA EQUITALIA Equitalia chiude il 2016 con 8,7 miliardi di euro riscossi. Un risultato andato anche oltre le attese. Basti pensare che nel 2016 il 53,7% delle somme riscosse arriva da piani di rateizzazioni (nel 2015 l’incidenza delle dilazioni era del 49,6% e tre anni fa non arrivava al 46%). Dagli uffici della sede generale dell’Eur a Roma non nascondono la soddisfazione di aver centrato un risultato importante che si traduce in un 6,2% di riscosso in più rispetto al 2015.

RISCOSSIONI RECORD GRAZIE ALLA MORSA DI EQUITALIA. ORA CONDONO L’azione asfissiante del “braccio armato” del fisco ha, quindi, garantito un ottimo gettito allo Stato ma ha altresì mandato a morte decine e decine di imprenditori tra cui quelli dell’emittenza radiotelevisiva. Era prevedibile, quindi, che il risultato fosse ottimo per Equitalia, ma non per i contribuenti che stanno aspettando da anni un condono che vada oltre la semplice “rottamazione delle cartelle” (azione che ha inteso dare un segno all’Europa sulle buone intenzioni dell’Italia).

LA CORTE DEI CONTI BACCHETTA: TROPPA BUROCRAZIA SULLA BANDA LARGA ED ECCESSIVO DIGITAL DIVIDE Il fenomeno del “digital divide” (divario esistente tra chi ha accesso alle tecnologie dell’informazione e chi invece ne è escluso, in parte o del tutto) è stato notevolmente ridotto, ma preoccupante è la questione riguardante i ritardi cronici in termini di realizzazione delle infrastrutture necessarie per le comunicazioni a banda larga nelle zone a fallimento di mercato a causa di procedimenti di rilascio dei permessi da parte degli enti amministrativi troppo lunghi. Questo è quanto emerge dalla Relazione della Corte dei Conti (delibera n°21 depositata in segreteria il 30/12/2016), a proposito dell’attività svolta da Infratel (Infrastrutture e Telecomunicazioni per l’Italia) in materia di attuazione del programma di investimenti per la banda larga durante il periodo 2007-2015.

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Ritardi per cui la stessa Corte dei Conti rimanda al MISE-Com (che, insieme ad Invitalia, Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, ha istituito Infratel Italia S.p.a.) e ad Infratel, l’onere di inoltrare le opportune comunicazioni di sollecito per ottenere i permessi in tempi nettamente più veloci. La Corte inoltre aggiunge che il MISE-Com dovrebbe fare meno ricorso alle consulenze esterne “ove non strettamente necessarie” con lo scopo di ridurre i costi di funzionamento connessi agli interventi infrastrutturali in esame che pesano sul bilancio dello Stato. Tuttavia, una nota positiva emerge: il digital divide infatti, nell’arco di dieci anni, è passato dal 15% all’1,03%, equiparandosi alla stessa percentuale presente in Europa e riducendosi di ben 13,97 punti percentuali.


I NUOVI DATI RADIOMONITOR DELL’ASCOLTO DELLA RADIO NEL II° SEMESTRE 2016 E NELL’ANNO

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RTL 102.5 SEMPRE LEADER, BOOM DI 105, KISS KISS E 101. BENE ANCHE RDS, DEEJAY, VIRGIN E RADIO 24


RADIO E TELEVISIONE SEMPRE PIU’ UNITE Interessante l’analisi pubblicata da Newslinet secondo la quale tra due anni la maggior parte delle emittenti radiofoniche sarà sulla tv. Non ci si riferisce alle nazionali, che in gran parte già presidiano la piattaforma digitale terrestre, quand'anche col solo flusso audio, ma alle superstation, alle radio interregionali e alle prime radio regionali o metropolitane. Parliamo, in sostanza, delle 250/300 radio “che contano” in termini di audience e pubblictà nazionale (che, a sua volta, nell'arco dello stesso periodo peserà sempre di più nei bilanci) e che hanno capito che a dover essere colonizzato non è solo il web, ma anche il televisore di casa, posto che, nel 70% delle abitazioni degli italiani, è ormai l'unico sintonizzatore disponibile per i contenuti radiofonici (fuori i pc e i cellulari, naturalmente).

RADIOVISIONE, COBRANDING O SEMPLICE TRASPORTO DEL FLUSSO AUDIO Fermo restando il fatto, rimane da capire se sarà privilegiata la soluzione della cd. "radiovisione", cioè la traslazione del mero contenuto radiofonico in video (con corredo di filmati), il cobranding, cioè l'abbinamento di un logo radiofonico ad un contenuto che tale non è (sul modello di Radio Italia, Radio Capital Tv, m2o, ecc.) ovvero del mero sfruttamento del mux per trasportare il flusso audio. Stanti i precedenti – scrive Newslinet - sembrerebbe che la soluzione premiante (in termini di riscontro, identità e costi) sia quella dell'integrazione video del contenuto radio, senza passare dal solito canale collettore di video musicale appellato col nome della stazione radiofonica, mentre quella del canale audio potrebbe avere un senso in presenza di un minimo supporto video (il "cartello" - allo stato dell'assetto normativo - presenta controindicazioni formali legate al divieto delle immagini fisse, sicché occorrerà munirsi di soluzioni digitali animate). I costi sono irrisori: con l'attuale disponibilità di banda, 2 MB (il taglio tipico di capacità) si possono acquistare anche a 5.000 euro + IVA/mese (cioè le mere spese per il funzionamento di un impianto FM su Milano) in bacini di 10 mln di abitanti, mentre la soluzione audio-animata a 500 euro/mese + IVA.

ACCORDO STRATEGICO FRA TIM E RAI SUL CINEMA

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Tim e Rai hanno siglato un accordo strategico che permetterà a tutti gli abbonati di TimVision, la piattaforma televisiva on demand di Tim, di vedere in anteprima assoluta tutti i 20 film del listino cinematografico di Rai Cinema/01 Distribution proiettati nelle sale cinematografiche nel corso degli ultimi mesi. A un anno dall’uscita nelle sale tutti i contenuti saranno sempre disponibili in esclusiva on-demand per 24 mesi su TimVision. Gli stessi titoli avranno un passaggio sulle reti Rai a partire dal trentesimo giorno dalla messa online di TimVision.

IL RUOLO FONDAMENTALE DELL’ANTITRUST La tecnologia digitale che unisce può anche essere nociva se capace di creare posizioni dominanti, ancor peggio un monopolio. E’ bene che nell’epoca digitale l’Antitrust gioca un ruolo primario per la salvaguardia della concorrenza e del pluralismo, mai come in passato.


NEL 2016 PIÙ DI 42 MILIONI DI ITALIANI HANNO AVUTO ACCESSO AL WEB, UTILIZZANDO SEMPRE DI PIÙ SMARTPHONE E TABLET Nel 2016 l’online risulta disponibile per 42,6 milioni di italiani, l’88,7% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni che dichiara di accedere a internet da qualsiasi luogo e strumento. Il 75,8% degli italiani – 36,4 milioni – dichiara di accedere a internet da telefono cellulare, +11,5% rispetto al 2015. La total digital audience nel 2016 ha registrato un valore medio di 29 milioni di utenti unici nel mese e di 22,1 milioni nel giorno medio, con un incremento dell’8,1% dell’audience quotidiana da mobile. Nell’ultimo mese di rilevazione, dicembre 2016, hanno navigato almeno una volta vol dai device rilevati (PC e mobile smartphone e tablet)) 30,6 milioni di utenti unici, 23,1 milioni nel giorno medio. Lo dicono i nuovi dati Audiweb, diffusi il 13 febbraio. In base ai nuovi dati cumulati della Ricerca di Base, Base, nel 2016 la diffusione dell’online in Italia ha raggiunto l’88,7% della popolazione tra gli 11 e i 74 anni, 42,6 milioni di italiani che dichiarano di poter accedere acced a internet da location fisse (da casa, ufficio o da un luogo di studio) o da mobile (smartphone (smartphone e tablet). tablet I dati sulla disponibilità di accesso a internet dai vari device e dalle singole location esaminati, oltre a confermare una capillare diffusione del mezzo tra i diversi segmenti socio-demografici, socio demografici, registrano l’evidente l’affermazione degli smartphone con accesso a internet (36,4 milioni di individui tra gli 11 e i 74 anni, a pari al 75,8% dei casi) sulla disponibilità di accesso tramite computer da casa (35,4 milioni, pari al 73,8% dei casi).

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Più in dettaglio, la disponibilità di accesso a internet tramite smartphone presenta ancora margini di crescita, registrando un incremento cremento dell’11,5% rispetto ai dati cumulati del 2015, così come i dati sulla diffusione di televisori connessi,, disponibili per 5 milioni di individui (il 10,5% della popolazione di 11-74 11 anni), che presenta un incremento di circa il 13% in un anno. Dai dati dell’Audiweb dell’ Database, il nastro di pianificazione sui dati della effettiva fruizione di internet – total digital audience -, risulta che nel 2016 hanno navigato mediamente 29 milioni di utenti unici nel mese e 22,1 milioni nel giorno medio. L’aud audience media quotidiana nel 2016 ha raggiunto 19 milioni di utenti unici da mobile (smartphone smartphone e/o tablet), tablet +8,1% rispetto al dato medio dell’anno precedente e circa 11 minuti in più per persona dedicati alla navigazione nel giorno medio, confermando l’affermazione l’affe del mobile surfing sul pc che, con 10,7 milioni di utenti, registra un calo di accessi dell’11,2%.


TELCO & MEDIA SEMPRE PIÙ UNITE

DAL 2020 ARRIVA LA 5G TV TV TRADIZIONALE VERSO LA CRISI? Nel frenetico mondo dei Media la vecchia cara TV è dura a morire e appare sempre più al centro delle evoluzioni nell’ambito della convergenza con le Telco.. Secondo Strategy Analytics,, le recenti dimostrazioni relative al fatto che il 5G potrà garantire data rate di 1Gbps lasciano intendere che la trasmissione di video e TV costituirà uno dei principali servizi del prossimo standard di comunicazioni wireless. Il report della società di consulenza indica nel numero di famiglie e di dispositivi supportati dal servizio 5G TV all’interno di ogni cella il fattore determinante per decretarne il successo e la sua diffusione. “La “ televisione sta già attraversando un profondo percorso di trasformazione dettato essenzialmente dall’offerta dei nuovi servizi digitali come Netflix e Amazon”, nota Michael Goodman, Goodman Director, TV and Media Strategies. “L’arrivo L’arrivo dei servizi wireless della 5G TV annuncia una nuova ondata di disruption della TV tradizionale a partire dal 2020”. Secondo David Mercer, Mercer VP e Principal Analyst, “La comparsa della 5G TV rappresenta uno step ulteriore nelle convergenza tra Media & Telco, tra servizi di rete fissa e rete wireless, ponendo domande importanti sul ruolo che i diversi player giocheranno nell’ecosistema e sulla futura struttura della value chain del media".

IN BREVE FREQUENZE IN DTT L’ASSETTO DI MERCATO FORTEMENTE SQUILIBRATO ------------------------------------------------------------------------------------

Ricordiamo che la divisione dei multiplex nazionali in DVB-t tra gli operatori di rete del nostro Paese resta ancora fortemente squilibrata tale da non consentire la chiusura della procedura di infrazione da parte della Commissione UE nei confronti dell’Italia. Di seguito l’assetto di mercato per numero di operatori e mux assegnati:

IN BREVE ADERISCI ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE Questo momento delicato per le emittenti locali e nazionali indipendenti vede il CNRT-TPD fortemente attivo sul campo allo scopo di tutelarle. Gli editori che lo volessero, possono aderire allo nostra associazione collegandosi al sito: www.cnrtv.eu dove poter scaricare il modulo di adesione. Uniti si vince !

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E. Industriale (EI Towers–Mediaset): 5 RaiWay (Rai): 5 Persidera (Telecom-L’Espresso): 5 Premiata Ditta Borghini & Stocchetti di Torino (ReteCapri): 1 • Prima Tv: 1 • Europa Way: 1 • H3G: 1 Cairo Network: 1

DTT TV LOCALI MODIFICHE E LE INTEGRAZIONI DELLE DETERMINE FSMA DI BASILICATA, CAMPANIA E SARDEGNA

Pubblicati gli aggiornamenti relativi alle regioni Basilicata, Campania e Sardegna delle graduatorie regionali relative ai fornitori di servizi di media audiovisivi, per il servizio televisivo digitale terrestre, oggetto dal Bando del 02/05/2016. 02/05/2016 Le graduatorie gradua individuano i soggetti che avranno diritto di essere trasportati, alle condizioni dei listini pubblicati, su frequenze coordinate assegnate agli operatori di rete in ambito locale nelle regioni oggetto della c.d. “rottamazione delle frequenze”, come previsto dal decreto legge n.145/2013, art. 6, c. 9-ter ter e quater. quater

Comunicazione per i destinatari di “CNRT RT-Informa”: ”: In base all’art. 13 del Decreto Legislativo N°196 del 2003, i vostri recapiti vengono utilizzati esclusivamente ai fini di questo servizio di informazione e non sono, pertanto, comunicati e/o diffusi a terzi. Nel caso non desideriate ricevere più il “CNRT-Informa”, “ ”, ed essere cancellati dal suo elenco, inviate un fax al N. 081 837 0421 oppure una e-mail mail all’indirizzo: all’indirizzo news@cnrtv.eu Direttore Responsabile: Manfredi Pagano Reg.Tribunale di Napoli N. 4/07 del 17/01/2007 SEDE: Piazza Municipio, 80 - 80133 NAPOLI

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CNRT - Informa N. 6/2017