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Settimanale di informazione sul settore radiotelevisivo dell’Associazione Coordinamento Nazionale Radio Televisioni

Terzo Polo Digitale www.cnrtv.eu

Anno XII N. 39 del 10/11/2018

QUESTO

NUMERO

- FREQUENZE: Tavolo 4.0, no al sacrificio delle Tv locali - TV LOCALI: contributi 2016, da liquidare ora solo il 50% - TV LOCALI: ddl bilancio 2019, le norme che interessano - PAYTV: piattaforma tecnica di Mediaset Premium a Sky - TV: Ok del Consiglio UE alle nuove regole sui FSMA - MEDIA: Ok della Commissione UE a unione Disney-Fox - DIRITTI TV: cresce DANZ con Champions di CEV-Volley - IPTV-VOD: arriva in Italia Rakuten Tv, cinema e Home - IPTV: più di 1000 operatori nel mondo, 2019 in crescita - TV: lo stato della televisione e principali trend in Europa - TV LOCALI:Puglia,fallito l’editore di Studio 100. Indagini - RADIO: pubblicati gli ascolti del terzo trimestre 2018 3

LA SAGA DELLE FREQUENZE: NUOVO INCONTRO TAVOLO 4.0

NO AL SACRIFICIO DELLE TV LOCALI Si è tenuta il 5 novembre scorso, presso il Salone degli Arazzi del MiSE-Com, la terza riunione del Tavolo TV 4.0 presieduto da Marco Bellezza, Consigliere giuridico per le comunicazioni e l’innovazione del Ministro Luigi Di Maio, con i rappresentanti delle Istituzioni competenti in materia, gli operatori televisivi e le associazioni di categoria tra cui il CNRT-TPD. Nel corso dell’incontro, sono state affrontate le seguenti tematiche: 1) la realizzazione, da parte della RAI, di un multiplex contenente l’informazione regionale e la trasmissione di programmi in ambito locale; 2) il numero di blocchi coordinati destinabili alla radiofonia digitale. Tali tematiche, sono finalizzate ad accompagnare il processo di transizione del sistema radiotelevisivo digitale terrestre verso la nuova tecnologia DVB-T2. LA POSIZIONE DEL GOVERNO: Il Consigliere giuridico, ha sottolineato l’importanza del ruolo della concessionaria del servizio pubblico nel contribuire all’innovazione e alla crescita economica del Paese insieme alla necessità di promuovere, anche per la radio, la diffusione in tecnica digitale che consenta alla stessa di concorrere alla trasformazione del nostro Paese in una Smart Nation.

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LA POSIZIONE DEL MONOPOLISTA RAI: Viale Mazzini si é resa disponibile ad abbandonare la III banda e ad allocare RaiTre su uno dei 3 mux nazionali, a lei destinati quasi certamente, annunciando, in tal caso, la realizzazione di 2 mux SFN e 1 mux K-SFN dove veicolare i contenuti locali. RAI non accetta che il mux regionale operi in VHF, in quanto l’utenza è ormai priva di sistemi di ricezione in tale banda e pertanto chiede che le vengano assegnate frequenze UHF e, soprattutto, non vorrebbe essere soggetta al vincolo di trasporto delle tv locali che non trovassero spazio sugli operatori di rete assegnatari e vorrebbe veicolare contenuti esclusivamente propri. Pagina

LA POSIZIONE DEL MONOPOLISTA MEDIASET: il colosso di Cologno, aderirebbe alla proposta dei 12 canali nazionali, 1 in piú, rispetto ai 3 previsti per sviluppare progetti locali e, insieme agli altri big nazionali, non vorrebbe la riserva di 1/3 delle risorse a favore delle locali prevista dal vigente ordinamento giuridico. Cairo asserisce che il DAB é inutile per la radio e che pianificherebbe con piacere anche in KSFN utilizzando tutta la III banda. (continua a pag. 2)


NO AL SACRIFICIO DELLE TV LOCALI LA POSIZIONE DEL CNRT-TPD Da quanto evidenziato nelle intenzioni del Governo, c’è la netta volontà di garantire al monopolista pubblico la massima attenzione, prevalenza e rilievo nel futuro panorama del mercato radiotelevisivo con la sottintesa motivazione di “servizio pubblico”. Andare, però, a potenziare l’attività produttiva in ambito regionale, e quindi locale a Rai, significherebbe spezzare le gambe a chi del territorio locale ne ha sempre fatto prezioso punto di riferimento per la propria attività, vale a dire le tv locali. Cultura, sport, folclore, tradizioni, cronaca, eventi strettamente legati ad un tessuto fortemente localizzato sono la materia prima per un’emittente locale su cui ha sempre fondato il proprio legame con un pubblico ben fidelizzato. Andare a potenziare l’attività di un soggetto che opera già in regime di monopolio sottraendo maggiori soggetti produttivi da sempre “made in local” non fa altro che indebolire ulteriormente le tv locali che sono già in sofferenza storica. Peraltro in tema di diritti sportivi negati abbiamo già accennato a quanto le tv locali abbiano maggiore valore nella rappresentazione delle realtà locali.

DA NON DIMENTICARE GLI ALTRI PROBLEMI GRAVI DI FONDO La vicenda Rai si lega alle altre problematiche già affrontate nelle precedenti sessioni del Tavolo 4.0 dove il CNRT-TPD ha rivendicato la necessità di non sottrarre ulteriori risorse (frequenziali) alle tv locali in vista della rottamazione della banda 700Mhz. In particolare, in caso di indennizzo, è primario mettere in conto un ingente tesoretto che possa ripagare il sacrificio richiesto (cosa al momento non prevista dal ddl sulla Legge di Bilancio 2019 di cui parliamo a pag.3 n.d.r.). Questo varrebbe anche per l’emittenza nazionale indipendente alla quale occorre (senza discriminante di alcun genere) garantire pari condizioni di risorse, a maggior ragione dopo la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha definito “squilibrate” le assegnazioni dei multiplex nel passaggio dall’analogico al digitale terrestre avvenuto nel lontano 2009, imponendo di rimediare proprio in occasione delle nuove assegnazioni di frequenze.

CONTRIBUTI 2016 TV LOCALI: SBLOCCATI 78,7MLN MA PER ORA SOLO IL 50% !

TRADITA LA PROMESSA DI LIQUIDARE TUTTO E SUBITO!

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Con riferimento alle domande per il 2016 presentate, il MISE-Com ha inizialmente vagliato quanto riguardante le emittenti comunitarie (305 radio e 211 tv) ed è poi passata all’analisi delle commerciali (303 radio e 190 tv), per le quali nello scorso mese di ottobre ha pubblicato le graduatorie definitive. L’ammontare complessivo delle risorse stanziate per il 2016, quelle destinate alle televisioni commerciali ammontano a 78,7 milioni di euro; mentre le radio locali commerciali si spartiranno 10,9 milioni di euro. Dopo una interminabile attesa, nonostante le promesse di accorciare i tempi dell’iter per la liquidazione, arriva un mezzo dietrofront: pagamenti a breve ma non dell’intero ammontare. Mentre le radio commerciali dovrebbero ricevere la totalità di quanto a loro spettante entro la fine dell’anno, le tv locali commerciali ne riceveranno inizialmente soltanto il 50%, il resto molto probabilmente a primavera! La motivazione è tipica: ci sono diversi ricorsi al Tar di molte emittenti per cui si dovrà attendere l’esito. Nel frattempo, la Divisione V della Direzione Generale per i Servizi di Comunicazione Elettronica di Radiodiffusione e Postali sta procedendo con l’analisi delle domande relative al 2017. Prendiamo atto, dunque, che nonostante gli sforzi del Governo, non si riesce a uscire dall’impasse di risolvere una volta e per tutte lo storico dramma dei contributi chiudendo i conti sempre nei termini fissati e, di conseguenza, anche le liquidazioni nei tempi limite.


DDL DI BILANCIO 2019 ECCO LE DUE NORME CHE RIGUARDANO IL SETTORE RADIOTELEVISIVO LOCALE Lo scorso 31 ottobre il disegno di legge di bilancio 2019, dopo il passaggio dalla Ragioneria generale dello Stato, è stato trasmesso alla Camera dei Deputati, dove inizierà il proprio iter la prossima settimana. Il provvedimento si compone di 108 articoli. Le disposizioni di interesse del settore dell’emittenza radiofonica e televisiva locale sono specificamente contenute all’art. 14 e all’art. 57

FONDO PLURALISMO E CONTRIBUTI STATALI ALLE RADIOTV LOCALI L’art. 14 prevede che le somme riguardanti il cosiddetto “extragettito del canone Rai” finanzino il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione di cui alla legge 26 ottobre 2016, n. 198, anche per gli anni successivi al 2018. L’importo fissato per tale extragettito (come da ultimo previsto dall’art. 57 del DL n. 50/2017 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96/2017) è pari a un massimo di euro 125 milioni per ogni anno (suddivisi al 50% tra emittenza radiotelevisiva locale e carta stampata). La quota destinata ai contributi annuali per tv e radio locali previsti dal DPR n .146/2017, recepito dalla legge n. 108/2018, erogati dal MISE-Com, è prevista, pertanto, dal ddl, a decorrere dal 1° gennaio 2019, di euro 62,5 milioni annui. Da tale importo deve, poi, essere detratta la quota per gli investimenti pubblicitari incrementali, fissata annualmente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con DPCM (per l’anno 2018 tale quota è di 12,5 mln). Conseguentemente, in caso di conferma dell’attuale stanziamento previsto per la pubblicità incrementale, l’importo dei contributi per l‘emittenza locale, a decorrere dall’anno 2019, sarebbe previsto per un massimo di euro 50 milioni annui.

PROVVIDENZE PER L’EDITORIA L’art. 57 (commi da 6 a 8) riguarda le provvidenze editoria e dispone, a partire dal 1° gennaio 2020, (e quindi con riferimento alle domande da presentare al 31 gennaio 2021) la soppressione dei rimborsi relativi alle riduzioni tariffarie telefoniche (50% del relativo costo).

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URGONO MODIFICHE PER NON DARE L’ENNESIMA MAZZATA ALLE TV LOCALI Riguardo l’art.14 è chiaro come l’importo messo a disposizione dell’emittenza locale sia decurtato. Occorre, come minimo, riportare lo stanziamento ai livelli previsti per gli anni 2016-2018. Ridurre ulteriormente il sostegno statale significa mandare a morte altre realtà imprenditoriali (oltre quelle già defunte). Come se non bastasse, all’art. 57 ulteriore ghigliottinamento con la cancellazione dei rimborsi telefonici. Quanto ancora si vuol insistere nel perseguire solo e soltanto l’emittenza locale? Questo Governo aveva o no nelle sue intenzioni quella di tutelare questo settore come bene prezioso per il pluralismo nell’informazione? Aveva o no intenzione di rompere il duopolio televisivo storico che ha ammazzato concorrenza e, appunto, pluralismo? Se così era, non si esiti a modificare quanto previsto nel suddetto ddl, altrimenti la credibilità sarà praticamente azzerata. Intanto il ddl di bilancio 2019 non contiene alcuna norma relativa agli indennizzi per il rilascio delle frequenze da parte degli operatori di rete televisivi in ambito locale! Cosa inaccettabile!


IL MONOPOLIO CHE AVANZA MEDIASET ESERCITA OPZIONE: A SKY LA PIATTAFORMA TECNOLOGICA PREMIUM Mediaset ha esercitato l'opzione put, di cessione a Sky della società R2: la vendita della “piattaforma” su cui gira Premium. L’ufficialità, a quanto risulta al Sole 24 Ore, c’ è stata nella giornata di martedì scorso, con una comunicazione fra le società che dà così il via a tutto il processo per la cessione di ciò che Mediaset ha già inserito nel veicolo societario R2, controllato al 100% e quindi l’ infrastruttura su cui poggia il tutto. Come l’ad di Mediaset Pier Silvio Berlusconi ha voluto didascalicamente precisare ai suoi stessi manager in un incontro di metà ottobre, non è Premium che sarà venduta a Sky, ma un perimetro in cui rientrano circa 130 contratti di lavoro subordinato; il contratto con Nagravision che è la società che fornisce a Premium software e hardware per il criptaggio del segnale televisivo utile all’attività pay e poi tutta la parte “operation”.

DA GENNAIO IL DEFINITIVO SCAMBIO DI CANALI MEDIASET-SKY Il tutto previsto all’ interno di un accordo complessivo, siglato il 30 marzo che ha portato i canali di cinema e serie Premium visibili sulla piattaforma Sky, con i canali free di Mediaset che lo diventeranno da gennaio 2019 e Sky a lanciare la sua offerta sul digitale terrestre. Ora, con un outsourcing agreement Sky passerà a ospitare l’ offerta pay di Premium.

LA PAROLA AD ANTITRUST E AGCOM: CHE DIRANNO? Con l’esercizio dell’opzione put adesso parte l’attività di notifica dell’operazione all’Antitrust e all’AGCom. Le Authorities avalleranno anche questa ennesima mossa che completa un monopolio già troppo asfissiante da parte di Sky in Italia (da poco passato sotto la proprietà del colosso multinazionale Comcast) ? I risultati sono già sotto l’occhio di tutti gli utenti con l’aumento dei costi di abbonamento e la diminuzione dei servizi, seppur il tutto ben mascherato da ottime campagne promozionali studiate ad hoc.

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EDITORI NELLA MORSA DEL FISCO Sono giunti online i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate sui “condoni” fiscali, contenuti nel decreto legge varato lo scorso mese.  Si parte martedì 13 con i casi di accertamento con adesione sottoscritto ma non perfezionato al 24 ottobre 2018 (data di entrata in vigore del provvedimento).  Entro il 23 novembre sono invece chiamati alla cassa i contribuenti che hanno ricevuto un invito al contraddittorio, per il quale l’istruttoria era ancora pendente al 24 ottobre 2018.  Il versamento può essere effettuato in un’unica soluzione oppure in un massimo di venti rate trimestrali di pari importo; la prima rata dev’essere versata entro i predetti termini. Le rate successive alla prima devono essere versate entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre. Sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi legali calcolati dal giorno successivo al termine di versamento della prima rata. Il CNRT-TPD non chiama “condono” tali misure e continua a sostenere la necessità del vero condono fiscale che eviti ipocrisie frutto della mancanza di coraggio di un Governo troppo preoccupato di perdere consensi piuttosto che rilanciare davvero la produttività del Paese.


FORNITURA SERVIZI MEDIA AUDIOVISIVI NELL’UE OK DEL CONSIGLIO EUROPEO VIA LIBERA DEFINITIVA ALLE NUOVE REGOLE UE Dopo il voto favorevole di martedì scorso del Consiglio Europeo sì possono dire definitivamente approvate le nuove regole relative alla fornitura di servizi di media audiovisivi all’interno dell’Unione europea. Le norme in questione stabiliscono una quota minima del 30% delle produzioni europee nell’offerta al pubblico delle piattaforme di streaming on demand come ad esempio Netflix o Amazon Video. Dopo l’ok del Parlamento europeo dello scorso 2 ottobre, ieri è arrivato il sì definitivo del Consiglio. Ora dovranno passare una ventina di giorni prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea che ne segnerà l’entrata in vigore effettiva. Gli Stati membri dell’Ue avranno 21 mesi di tempo per recepire la nuova normativa sull’audiovisivo. Il testo definitivo approvato dal Consiglio prevede anche una maggiore e più efficace tutela degli spettatori, soprattutto dei minori, da contenuti violenti, dannosi o offensivi e incitanti all’odio (razziale, politico, sessuale, culturale). La norma è utile infine per aumentare quella che è stata definita la diversità culturale in Europa, promuovendo appunto contenuti audiovisivi “Made in Europe” e introducendo la quota del 30% sulle piattaforme online per lo streaming on demand.

MATRIMONIO DISNEY-FOX ARRIVA L’OK DELLA COMMISSIONE EUROPEA MA SENZA 6 CANALI

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La Commissione Ue ha approvato l’acquisizione di parti della Fox da parte della Disney, a condizione che vengano rispettati tutti gli impegni sottoscritti da Disney. Nello spazio economico europeo le due major di Hollywood sono fornitori di contenuti audiovisivi e canali tv a distributori e broadcaster. Sulla fornitura all’ingrosso di canali, la Commissione UE aveva rilevato che la transazione avrebbe eliminato la concorrenza tra due grandi fornitori di “canali fattuali”, cioè quelli che trasmettono documentari, programmi scientifici come National Geographic channel e History channel. Per superare i dubbi Ue Disney si è impegnata a dismettere tutti i canali fattuali che controlla nello spazio Ue: A+E Television Networks, History, H2, Crime & Investigation, Blaze e Lifetime. L’impegno, spiega Bruxelles, rimuove completamente la sovrapposizione tra le attività di Fox e Disney. I matrimoni spaventano sempre. Specie se volti a restringere la concorrenza. Ci auguriamo che i paletti imposti dalla Commissione UE siano sufficienti a evitare qualsiasi pericolo. Nella foto, da sinistra il ceo di Walt Disney Bob Iger e Rupert Murdoch (Foto Ansa – EPA/THE WALT DISNEY COMPANY)


MERCATO DIRITTI TV SU DAZN LA CEV VOLLEYBALL CHAMPIONS LEAGUE MASCHILE E FEMMINILE La grande pallavolo europea sbarca su DAZN. Per le prossime due stagioni, infatti, la piattaforma di streaming trasmetterà in esclusiva, in diretta e on demand, la CEV Volleyball Champions League maschile e femminile. A partire da martedì 20 novembre, con la partenza della fase a gironi, gli appassionati di pallavolo potranno quindi seguire il meglio delle due principali competizioni europee per club, tra cui tutti gli incontri delle sei squadre italiane al via, oltre alle semifinali e alla gran finale, che si disputerà il 18 e il 19 maggio.

IL NUOVO PLAYER HA SUPERATO LE PRIME DIFFICOLTA’ Da ricordare che DAZN, che fa parte del colosso americano Perform Group, trasmette in esclusiva 114 partite della Serie A TIM (3 per giornata), tutte le partite di Serie BKT, LaLiga e Ligue 1, il meglio di Copa Libertadores, Copa Sudamericana, FA Cup e EFL Cup, oltre a sport americani (NFL, NHL e MLB), sport da combattimento (boxe, MMA), pallavolo, rugby, e molto altro. DAZN è disponibile su una vasta gamma di dispositivi connessi a Internet, tra cui Smart TV, PC, smartphone, tablet e console di gioco. Per ogni account, è possibile associare fino a 6 dispositivi, di cui 2 utilizzabili contemporaneamente. Veronica Diquattro , executive vicepresident revenue per l'Italia di Dazn, ha recentemente rilasciato un’intervista in cui, parlando dello sbarco del player in Italia, ha detto “Nei primi 100 giorni di attività sono stati superate le prime difficoltà”.

RAKUTEN RAGGIUNGE L’ITALIA: NIENTE PIU’ ATTESA TRA L’USCITA DEI FILM AL CINEMA E L’HOME ENTERNAINMENT NUOVO MONOPOLISTA IN ARRIVO?

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Anche in Italia presto si potranno vedere film originali in contemporanea nelle sale e comodamente a casa in video on demand grazie a Rakuten TV. Il player on demand (ex Wuaki tv, start-up spagnola che ha creato una piattaforma per il noleggio e la vendita di film online) acquistata successivamente dal colosso giapponese dell’e-commerce Rakuten, sembra stia riuscendo a raggiungere il suo obiettivo: portare il cinema in tutte le case d’Europa, offrendo la migliore qualità possibile in 4K HDR. In questo senso, da tempo Rakuten TV puntava ad espandersi in Italia e, alla fine, sembrerebbe esserci riuscita. Nell’incontro di fine ottobre avvenuto a Roma tra il ceo della piattaforma Jacinto Roca e i vertici delle case di produzione e distribuzione (come Minerva Pictures, Medusa e Lucky Red) si è discusso del progetto Rakuten cinema, che prevede la distribuzione di film originali contemporaneamente sia nelle sale cinematografiche, che online direttamente sulle smart tv e su altri device. Si prospetta, dunque, lo sbarco di un altro big player internazionale nel mercato dei media italiano. L’IPTV si fa sempre un terreno di grande conquista che si pone in diretta concorrenza con la televisione tradizionale. Occorre mantenere sempre elevata la guardia per evitare di arrivare sempre troppo tardi sui problemi di monopoli.


IPTV-OTT: SONO PIU’ DI

MILLE GLI OPERATORI IN TUTTO IL MONDO Lo Streaming On Demand è un realtà trasformatasi in un ricchissimo nuovo mercato: ad oggi sono più di mille e sono diffusi, ormai in maniera capillare, in tutto il mondo. Non è stato sicuramente raggiunto il picco massimo del mercato, ma il 2019 si preannuncia un anno di forte concorrenza. Come ha ribadito in molte interviste David Zaslav, a.d. e presidente del gruppo Discovery il successo potenziale per l’operatore deriva dal fatto: “perché rivolgersi a terzi quando è possibile creare una piattaforma per la diffusione dei propri contenuti?” Walt Disney e At&T ne sono un chiaro esempio di futuri investimenti che andranno a contrastare l’attuale crescita di Netflix.

NEL 2019 SARA’ GUERRA TRA OPERATORI Sarà interessante seguire – sostengono dalle pagine del periodico Newslinet - cosa accadrà, poiché lo streaming on demand è diventata una vera e propria giungla di applicazioni: ogni concorrente mira ad un contenuto originale e a fare in modo che il proprio utente non lo abbandoni per qualcos’altro poiché, sulle piattaforme che già frequenta potrebbe trovare anche tanti altri contenuti di suo gradimento. Sarà ulteriormente interessante capire, da un lato, se il mercato sarà condizionato dall’effetto Amazon in vista dell’arrivo della piattaforma free parallela a Prime Video e, dall’altro, quali saranno le mosse degli italiani Tim Vision, NowTV, Infinity e gli altri per adeguarsi ai nuovi modelli di streaming stranieri.

STATO DELLA TELEVISIONE E PRINCIPALI TREND IN EUROPA

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Esce il XVI Rapporto Annuale ITMedia Consulting Turning Digital sullo stato della televisione ed i principali trend in Europa Alla fine del 2017, il fatturato totale del mercato televisivo dell'Europa Occidentale ha raggiunto € 98,7 miliardi, con un aumento dello 0,5% rispetto al 2016. L’incremento, molto limitato, è stato comunque inferiore al tasso di inflazione (1,4%). Se in valori assoluti, la pay-TV registra una crescita (+2,7%) e la pubblicità un calo (-2,4%), in realtà analizzando le singole realtà nazionali, si evince che tanto più è evoluto il sistema e sviluppata la banda larga e il consumo online, tanto più si contrae il tradizionale mercato broadcast. La pay-TV conferma la sua leadership con un fatturato di € 46,3 miliardi. Analizzando però i diversi Paesi, si nota come la realtà sia molto diversificata. La pubblicità a sua volta ha mostrato un’ulteriore flessione, registrando € 30,8 miliardi di ricavi totali, con una perdita del 2,4% rispetto all'anno precedente, conseguenza dello spostamento di risorse dai media tradizionali al mercato online negli ultimi anni. In termini di media mix, la pubblicità online ha ormai generalmente superato la pubblicità televisiva nell'Europa Occidentale. Principali tendenze: I tradizionali provider di pay-TV formano partnership con ex-rivali OTT per fidelizzare il cliente, mentre il cord-cutting (ossia la migrazione degli abbonati dalla pay-TV ai servizi on demand) inizia a manifestarsi nei paesi in cui l’online sta acquisendo sempre più peso.


TV LOCALI PUGLIA FALLITO L'EDITORE DELL'EMITTENTE TELEVISIVA STUDIO100 Il Tribunale fallimentare di Taranto, nel collegio presieduto dal giudice Anna De Simone, relatore Giuseppe De Francesca, a latere Italo Federici) con sentenza depositata lo scorso 30 ottobre, ha dichiarato il fallimento della Jet s.r.l., editore dell’emittente televisiva Studio100. richiesto dalla Procura della repubblica di Taranto. Un fallimento annunciato in un procedimento che si protrae inspiegabilmente da lungo tempo. Curatore fallimentare è stato nominato il dr. Cosimo Valentini. Il collegio fallimentare ha disposto ed ordinato la presentazione entro tre giorni dalla notifica della propria decisione i bilanci, le scritture contabili e fiscali, e l’elenco dei creditori, fissando per il prossimo 29 gennaio 2019 la rituale adunanza dei creditori in occasione della quale verrà valutata la massa debitoria ammessa alla procedura fallimentare.

INDAGINI DELLA PROCURA SU CESSIONI RITENUTE “SOSPETTE” Resta imbarazzante ed arduo credere alle dichiarazioni del legale della società fallita, che sostiene “che non cambia nulla per l’emittente tarantina“, sopratutto considerando la circostanza non indifferente che la Procura di Taranto ha inoltre richiesto la trasmissione degli atti al proprio ufficio perchè vuole fare luce e chiarezza su alcuni passaggi relative alle due cessioni di rami d’azienda, ed in particolare quella che riguarda la cessione della frequenza televisiva della televisione tarantina posseduta dalla Jet s.r.l alla Mastermedia Club srl società che era notoriamente gestita da Giancarlo Cardamone (sino alla sua condanna definitiva ed affidamento ai servizi sociali), fratello dell’editore, che era stata sottoscritta dinnanzi al notaio il 27 novembre del 2017 e quindi soggetta a revocatoria da parte del curatore fallimentare nominato dal Tribunale.

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La procura di Taranto intende fare luce su queste cessioni “sospette” di ramo aziendale che potrebbero consentire alla Mastermedia Club di incassare i 780.156,71 euro dei contributi pubblici assegnati dal Ministero dello Sviluppo economico con Decreto direttoriale dello scorso 1 ottobre 2018 (relativi all’ annualità 2016) .

IL CNRT-TPD RICORDA CHE NEL PROPRIO SITO WWW.CNRTV.EU È POSSIBILE CONSULTARE E SCARICARE TUTTI I NUMERI DEL ‘CNT-INFORMA’ GRAZIE AL NOSTRO ARCHIVIO ON-LINE CHE CONTIENE LE EDIZIONI DEGLI ULTIMI DUE ANNI


ASCOLTI RADIO: PUBBLICATI I DATI DEL TERZO TRIMESTRE 2018 Sono stati pubblicati dal Tavolo Editori Radio (TER) i dati aggregati relativi al totale degli ascoltatori del mezzo radio per il terzo trimestre 2018 che copre il periodo 26 giugno – 8 ottobre

IN BREVE

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FREQUENZE IN DTT L’ASSETTO DI MERCATO FORTEMENTE SQUILIBRATO Ricordiamo che la divisione dei multiplex nazionali in DVB-t tra gli operatori di rete del nostro Paese resta ancora fortemente squilibrata (come recentemente sentenziato dal Consiglio di Stato) tale da non consentire la chiusura della procedura di infrazione da parte della Commissione UE nei confronti dell’Italia. Di seguito l’assetto di mercato per numero di operatori e mux assegnati:  E. Industriale (EI Towers–Mediaset): 5  RaiWay (Rai): 5  Persidera (Telecom-L’Espresso): 5  Premiata Ditta Borghini & Stocchetti di Torino (ReteCapri): 1  Prima Tv: 1  Europa Way: 1  H3G: 1  Cairo Network: 1

IN BREVE ADERISCI ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE Questo momento delicato per le emittenti locali e nazionali indipendenti vede il CNRT-TPD fortemente attivo sul campo allo scopo di tutelarle. Gli editori che lo volessero, possono aderire allo nostra associazione collegandosi al sito: www.cnrtv.eu dove poter scaricare il modulo di adesione. Uniti si vince !

SINTESI RAPPORTO PUBBLICITA’ SETTEMBRE Relativamente ai singoli mezzi, la TV a settembre cala del -0,8%, senza impattare sull’andamento positivo dei primi 9 mesi (+1,2%). Segno negativo per i quotidiani, che a settembre calano del -10%, consolidando il periodo cumulato a 6,2%. Stesso andamento per i periodici, sia nel singolo mese che nei primi 9 mesi, con cali rispettivamente del -11,6% e del -8,9%. Stabile il mese di settembre per la radio (+0,1%) che chiude il periodo cumulato a +5,5%. Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising nei primi 9 mesi dell’anno chiude in positivo a +8,3% (+4% se si escludono il search e il social). In crescita il cinema (+13,4% nonostante il mese di settembre negativo), il transit (+13%) e la GoTV (+14,3%). Rimane in calo l’outdoor (-11%).

Comunicazione per i destinatari di “CNRT-Informa”: In base all’art. 13 del Decreto Legislativo N°196 del 2003, i vostri recapiti vengono utilizzati esclusivamente ai fini di questo servizio di informazione e non sono, pertanto, comunicati e/o diffusi a terzi. Nel caso non desideriate ricevere più il “CNRT-Informa”, ed essere cancellati dal suo elenco, inviate un fax al N. 081 837 0421 oppure una e-mail all’indirizzo: news@cnrtv.eu Direttore Responsabile: Manfredi Pagano Reg.Tribunale di Napoli N. 4/07 del 17/01/2007 SEDE: Piazza Municipio, 80 - 80133 NAPOLI

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CNRT-Informa N. 39/2018  
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