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Settimanale di informazione sul settore radiotelevisivo dell’Associazione Coordinamento Nazionale Radio Televisioni

Terzo Polo Digitale www.cnrtv.eu

Anno XIII N. 38 del 09/11/2019

QUESTO

NUMERO

- MISE-Com: l’ottavo incontro del Tavolo TV 4.0 - DTT: la proposta del CNRT-TPD su DAB, IPtv e Mpeg4 - DTT: DVB-T2, risposte a interrogazioni parlamentari - TV: mercato format, Banjiay TV acquisisce Endemol - MEDIA: Vivendi-Mediaset, il Tribunale concede tempo - GO-TV: pubblicità, settembre in positivo con +10,2% - IPTV: debutta Apple Tv+, il nuovo servizio streaming - TV: Panzironi, insorge anche l’Ordine Medici di Vicenza - PUBBLICITA’: digitale, a settembre crescita dell’1,3% - DTT: siglato accordo Giglio Group-HSE24 sul canale 37 - FREQUENZE: pericoli da inquinamento impianti 5G - DIRITTI TV: si alleano Mediaset Espana con DAZn - WEB: nel 2019 continua a calare la libertà in rete 3

OTTAVO INCONTRO DEL TAVOLO DI COORDINAMENTO TV 4.0

TV LOCALI ULTIME DEL CARRO SPARIRA’ ALMENO LA META’ DELLE ATTUALI EMITTENTI

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Giovedì 7 novembre scorso, così come previsto, si è tornato a riunire presso il MISE-Com il Tavolo di coordinamento Tv 4.0 per procedere verso la dismissione della banda 700MHz e il passaggio contestuale al digitale terrestre di seconda generazione. Sono state discusse tutta una serie di problematiche di particolare interesse per il settore televisivo locale, e precisamente: 1) definizione dei criteri e delle modalità di erogazione di indennizzo a favore di Operatori di rete in ambito locale, ai sensi dell’articolo 1, comma 1039, lettera b) della legge 27 dicembre 2017. n. 205; 2) calendario per il rilascio della banda 700 MHz di cui al decreto 19 giugno 2019: definizione del calendario di dettaglio delle aree ristrette prima fase (1 semestre 2020); 3) prossimi adempimenti ai sensi della legge 27 dicembre 2017, n. 205 di competenza dell’AGCom; 4) decreto interministeriale per l’erogazione dei contributi per l’acquisto degli apparati televisivi, ai sensi dell’art. 1, commi 1039 e 1040 della legge 27 dicembre 2017, n. 205: tempistica di pubblicazione del decreto e prime azioni di comunicazione. Come sempre ha preso parte anche una delegazione del CNRT-TPD rappresentata da Costantino Federico (presidente e coordinatore Tv), Gino Conte (coordinatore nazionale radio) e i consulenti ing. Roberto Lauro e avv. Domenico Siciliano. • Nel corso dell’esame dei punti suindicati, sono emersi alcuni fattori di maggiore criticità. Prima di tutto c’è da sottolineare che il Calendario per la dismissione della banda 700MHz (e relativi passaggi) resta confermato come già stabilito nei mesi scorsi, con la prima fase che avrà luogo nel primo semestre del 2020. • Riguardo l’indennizzo per chi “molla” lo spettro (a favore del 5G) è stato calcolato in 301.158mila Euro calcolato su criterio della popolazione coperta, regolarità amministrative e contributive (canoni), e con il vincolo del rilascio anticipato dei canali. La tempistica dovrebbe vedere gennaio come mese nel quale entra nel vivo l’erogazione. • La situazione per i Fornitori di contenuti locali si conferma grave perchè molti non ce la faranno ad “entrare” nelle frequenze disponibili. Si calcola che circa il 50-60% degli attuali soggetti spariranno, proprio perché le reti locali saranno soltanto una di primo livello e una di secondo livello. In pratica non c’è spazio. • Riguardo le domande da presentare per l’assegnazione, il bando uscirà a dicembre e gli Operatori di rete potranno procedere tramite piattaforma telematica. Riguardo tutta la procedura burocratica e le autorizzazioni, diciamo più “spicciole”, è stato ipotizzato che il MISE-Com superi le barriere degli Enti locali (Regioni, Province, ARPAC, ecc.). • L’AGCom, in considerazione delle nuove nomine e del passaggio di consegne di alcuni direttori, avvierà gli adempimenti di propria competenza (ottimisticamente) non prima del nuovo anno. - Segue a pag.2 -


OTTAVO INCONTRO DEL TAVOLO DI COORDINAMENTO TV 4.0 L’INTERVENTO DEL CNRT-TPD: DESTINARE I CONTRIBUTI DECODER A IMPLEMENTAZIONI TENCOLOGICHE Riguardo gli stanziamenti per i decoder, è emerso che si tratta di 151mln di Euro. Per la fruizione, limitate di 20mila euro isee e si ipotizza un secondo scaglione. A usufruirne saranno circa 3mln di famiglie. 50 euro andranno ai produttori con il meccanismo del credito di imposta. Il provvedimento sarà licenziato entro fine novembre con fruizione a dicembre sfruttando il Natale per incentivare il ricambio degli apparecchi Tv. Riguardo ai produttori, il CNRT-TPD è intervenuto ribadendo che molti produttori, se non quasi tutti, hanno già sostenuto i costi, anche ammortizzati, per il parco tv/decoder; per cui questa risorsa risulterebbe un “regalo” vero e proprio. Sarebbe, piuttosto, importante destinarla all’implementazione del DAB in modo da favorire anche la ricezione della radio digitale nei nuovi apparecchi, ma non solo. Insomma, che abbiano il codec HEVC (H.265); che siano in grado di ricevere la IP Tv e la IP Radio; che siano in grado di ricevere il DAB+; che siano progettati e costruiti non prima del 2019. In seno a tale proposta, anche quella di evidenziare tale valore aggiunto tecnologico dotando i ricevitori/tv/decoder di apposito bollino (o qualsivoglia logo di identificazione) che segnala la presenza del ricevitore DAB+ e ulteriori elementi aggiunti. Anche la comunicazione/pubblicità di questo surplus assume importanza strategica per l’intera filiera, che il MISE-Com dovrebbe integrare nelle disposizioni. A tal proposito Gino Conte, (coordinatore nazionale radio), ha fatto presente al Tavolo che “solo in questo modo i 151milioni, ed eventualmente quelli che saranno ulteriormente stanziati, saranno effettivamente ben spesi anticipando di fatto i processi evolutivi sia della Tv che della Radio. L’inserimento del DAB+ anche sui ricevitori televisivi consentirebbe, inoltre, di far rientrare nuovamente nelle case degli italiani un mezzo che per semplicità di fruizione è rivelato stato sempre fondamentale. Diversamente sarebbe una occasione persa. Inoltre, sarebbe auspicabile non accodare il processo di digitalizzazione della radio DAB alla Tv, bensì, integrarlo facendolo avanzare di pari passo così come sirendono disponibili le frequenze VHF coordinate con i paesi frontalieri o liberate dalla RAI”.

INTERROGAZIONI PARLAMENTARI RISPONDE IL SOTTOSEGRETARIO DEL MISE LIUZZI “NON CI SARA’ NESSUN RITARDO IN LIBERAZIONE BANDA 700 MHZ”

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Il Sottogretario allo Sviluppo Economico Mirella Liuzzi è intervenuta in audizione alla Commissione IX (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera, dando risposta ad alcune interrogazioni a risposta immediata. Di particolare interesse per gli operatori televisivi quella dell’On.le Massimiliano Capitanio (Lega), relativa all’attuazione del piano per il rilascio delle frequenze degli operatori nazionali nella banda 700 MHz. MASSIMO IMPEGNO PER RISPETTARE IL TERMINE INVALICABILE DI GIUGNO 2022 “Premesso che a decorrere dal 1° gennaio 2017 non è più consentita la vendita di apparecchi televisivi non idonei allo standard di trasmissione DVB-T2, il passaggio al 5G mediante il rilascio definitivo delle frequenze in banda 700MHz aggiudicate dagli operatori delle TLC nell’asta pubblica dello scorso anno (che ha portato nelle casse dello Stato oltre 6 miliardi di euro), richiede un rilevante impegno da parte del Ministero, con diverse procedure e azioni volte a realizzare nei tempi previsti (entro il 20 giugno 2022) il riassetto dell’intero settore televisivo”, ha spiegato alla Camera il sottogretario Liuzzi. GARANZIE A CITTADINI ED OPERATORI COINVOLTI “È pertanto nella responsabilità del Ministero dello sviluppo economico governare il processo in atto, di liberazione della banda 700 MHz, assicurando le più ampie garanzie per i cittadini e gli operatori coinvolti“, ha continuato la Liuzzi. “A tal fine, con decreto dell’8 agosto 2018,è stato costituito il Tavolo TV 4.0 per avviare, con tutti gli stakeholder pubblici e privati coinvolti, il processo di liberazione delle frequenze in banda 700 MHz a favore del 5G e per definire le modalità e le tempistiche di transizione alla tecnologia DVBT.

COMUNICAZIONE COI CITTADINI PER PREPARARLI ALLO SWITCH-OFF Rispondendo al quesito posto, evidenzio che le procedure di rilascio delle frequenze per la liberazione della banda 700 saranno necessariamente accompagnate da attività di comunicazione rivolte ai cittadini. L’oggetto delle attività di comunicazione sarà coordinato nell’ambito del citato Tavolo TV 4.0, in modo da fornire informazioni univoche e coerenti da parte di tutti i settori, operatori TV, costruttori e rivenditori di apparecchi televisivi, associazioni di consumatori, e altro.


BANIJAY GROUP (MAGNOLIA) ACQUISISCE ENDEMOL STEPHANE COURBIT, VIVENDI E DE AGOSTINI AZIONISTI DI COLOSSO SETTORIALE

RISCHIO MONOPOLIO NEL MERCATO DEI FORMAT C’è davvero una rivoluzione nel mercato televisivo con la notizia dell’acquisto di Endemol Shine Group da parte del francese Banijay Group. Si tratta infatti di due società che dominano la scena dei format televisivi di intrattenimento non solo in Italia ma anche a livello mondiale e che hanno per principale concorrente europeo l’altro colosso Fremantle (Rtl Group). Banijay finora era un gruppo più giovane e più piccolo e sicuramente meno noto di Endemol. In Italia però la situazione era un po’ diversa, in quanto Banijay comprende Magnolia, la notissima società di produzione Tv che è molto forte da anni nel nostro Paese.

CHI E’ BANIJAY GROUP Banijay Group è un gruppo francese nato nel 2008 e che ha per azionisti principali LOV Group di Stéphane Courbit e DeA Communications di De Agostini, mentre Vivendi ha avuto finora solo una partecipazione minoritaria. Messosi in proprio, Courbit è man mano cresciuto, in particolare dopo la fusione, avvenuta nel 2016, di Banijay con l’importante Zodiak Media del gruppo De Agostini, cui in Italia faceva già capo Magnolia; quest’ultima società, fondata da Giorgio Gori nel 2000, era passata a De Agostini nel 2007.

CHI E’ ENDEMOL SHINE

Società del campo televisivo, fondata dagli olandesi Joop Van Den Ende e John de Mol nel 1994 e legata da sempre al ‘Grande Fratello’, Endemol è stata presto attivissima in Italia, dove rilevò le attività di La Italiana Produzioni Audiovisive e di Aran. Successivamente è passata attraverso tutta una serie di proprietà e gestioni, tra cui Telefonica, ma da noi è ricordata soprattutto per il clamoroso acquisto da parte di Mediaset nel 2007 e poi per la successiva cessione nel 2012. A dicembre 2014 era nato il Gruppo Endemol Shine, una joint-venture che aveva unito Endemol, Shine (gruppo Murdoch) e Core Media, creando uno dei più grandi gruppi per l’intrattenimento televisivo al mondo. Dopo i recenti ulteriori cambiamenti, Endemol Shine fa capo alla Walt Disney e ai fondi gestiti dalla società Apollo Global Management. Ma dall’anno scorso la società era in vendita all’asta.

NASCE UN COLOSSO DI PROPORZIONI BIBLICHE CHE DEVE ESSERE ASSOLUTAMENTE VALUTATO SOTTO IL PROFILO ANTITRUST ! Con la clamorosa acquisizione di Endemol Shine, il nuovo colosso che si creerà sarà controllato dalla LDH di Courbit per il 67,1% e da Vivendi, che sarà così adesso in prima linea, con il 32,9%. De Agostini sarà azionista di minoranza della LDH, di cui detiene il 36%, mentre il 52 fa capo alla citata LOV di Courbit e una quota minore alla Fimalac di Marc Ladreit de Lacharrière. Il nuovo grandissimo Gruppo Banijay sarà proprietario di quasi 200 società di produzione in 23 Paesi e di diritti per quasi 100.000 ore di contenuti. I ricavi totali del gruppo combinato dovrebbero essere di circa 3 miliardi di euro, valori relativi al 2019.

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Questi numeri rendono ben chiaro come il mercato dei format televisivi sia destinato ad essere controllato totalmente da un solo soggetto dominante capace di fare il bello ed il cattivo tempo in tale spazio vitale, quello dei contenuti, per le emittenti televisive. E’ facile pensare a forti barriere all’ingresso per gli editori e ad accordi restrittivi per la concorrenza che potrebbero nascere tra questo nuovo players e gli editori televisivi. Occore, quindi, per quanto riguarda il nostro Paese, una valutazione scrupolosa da parte di AGCOm e Antitrust onde evitare che anche in questo segmento di mercato si possano generare monopoli senza precedenti.


IL TRIBUNALE DI MILANO CONCEDE TEMPO PER CONCILIAZIONE LA DELIBERA SU FUSIONE CON SPAGNA SOSPESA FINO A 22/11 Mediaset e Vivendi hanno tempo fino al 22 novembre prossimo per trovare una conciliazione sull’assemblea di inizio settembre – impugnata dai francesi con Simon Fiduciaria – che avvia la fusione della holding tv di Cologno con la controllata spagnola e la nascita della holding MediaforEurope (Mfe). Lo rende noto un comunicato di Mediaset, nel quale si specifica che fino a quella data dal Tribunale è stata disposta “la provvisoria sospensione della delibera”. La richiesta di conciliazione è stata avanzata da Mediaset, con le parti convocate nuovamente dal giudice Elena Riva Crugnola dopo l’udienza del 30 ottobre. Berlusconi avrebbe proposto la revisione di alcuni articoli dello statuto di Mfe, l’holding in Olanda dove intende concentrare tutte le sue attività e partecipazioni. In particolare si tratterebbe degli articoli 42 e 43 che contengono anche parti della gestione della governance. In caso di accettazione da parte dei francesi, con la fiduciaria Simon che nel ricorso unificato con quello di Vivendi contesta di non essere stata accettata al voto dell’assemblea del 4 settembre, si terrebbe una nuova assemblea di Mediaset per introdurre i cambiamenti concordati in fase in conciliazione.

GOTV: SETTEMBRE IN POSITIVO CON +10,2% DA GENNAIO PROGRESSIVO A +6,3% L’Osservatorio Fcp-Assogotv (Fcp-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mezzo Go Tv, periodo gennaio settembre 2019. Per il singolo mese, i dati evidenziano un fatturato totale di € 1.685.000,00, con un incremento del 10,2% rispetto al corrispettivo 2018. Dall’inizio dell’anno (gennaio-settembre), i dati evidenziano un fatturato totale di € 14.607.000,00, con un incremento del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2018. Il commento di Angelo Sajeva, presidente Fcp-Assogotv: “Il risultato a doppia cifra di settembre, dopo la brillante performance dei primi otto mesi, conferma la solidità della crescita della Go TV in un mercato ‘debole’ come quello di quest’anno in cui la Televisione non brilla. Le analisi condotte mostrano come la Go TV abbia conquistato maggiore spazio nelle pianificazioni di video strategy alla ricerca di coperture incrementali a condizioni di efficienza; la grande soddisfazione deriva però da quanto ci raccontano sempre più spesso clienti e centri media: la Go TV si è affermata nella fase strategica di scelta dei media, con l’obiettivo di sostenere campagne di lancio di brand quando gli investimenti sono contenuti. Perché la Go TV? Perché consente di raggiungere velocemente un target attivo e numeroso ; l’efficienza poi favorisce la continuity della pianificazione che si dimostra elemento vincente per sviluppare (prima) e mantenere (poi) l’awareness. Siamo confidenti sul proseguo di questo trend e la stima del mese di ottobre indica una performance ancora in crescita a doppia cifra”.

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IL DEBUTTO DI APPLE TV+, IL NUOVO SERVIZIO STREAMING Ha debuttato venerdì 1 novembre il nuovo servizio di streaming video in abbonamento del magnate di Cupertino Apple. In uscita in contemporanea in oltre 100 Paesi, Apple Tv+ offre una varietà di programmi originali firmati Apple, al prezzo di 4,99 euro al mese, con una prova gratuita di 7 giorni. Zach Van Amburg, responsabile Apple di Worldwide Video, aveva annunciato che “Con Apple Tv+ stiamo presentando al mondo storie originali ideate dalle menti piu' brillanti e creative. Siamo sicuri che grazie a questo servizio gli spettatori scopriranno nuovi film e spettacoli preferiti". Un altro colosso che punta al mercato IPTV.


ANCORA PANZIRONI NELLE CRONACHE LA LISTA SI ALLUNGA: ORA INSORGE L’ORDINE DEI MEDICI DI VICENZA: “I MEDICI DI VICENZA SARANNO SANZIONATI SE PRESCRIVONO LIFE 120. E’ UN FAR WEST DIETETICO” “Saranno sanzionati i medici che prescrivono la dieta Panzironi“. Anche l’Ordine dei Medici di Vicenza con la relazione del presidente vicentino dell’Ordine Michele Valente davanti alla platea di “camici bianchi”, fa sapere ai suoi iscritti che aderisce alla battaglia da tempo avviata dai medici italiani contro “Life120” e il suo ideatore, Adriano Panzironi, giornalista sospeso dall’Ordine dei Giornalisti del Lazio e denunciato dall’Ordine dei Medici nazionale, ma con un seguito enorme di “adepti” e negli ultimi mesi divenuto un caso mediatico nazionale, con tanto di docu-film nei cinema e conferenze. “Macchiandosi di abuso di professione – attaccano i medici di Vicenza – prescrive diete e schemi alimentari del tutto sbilanciati e fuori da qualsiasi raccomandazione scientifica. Tutte le evidenze suggeriscono regimi dietetici con riduzione dell’apporto delle proteine animali per prevenire le patologie, privilegiando il regime vegetale e integrale, in linea con la dieta mediterranea e invece Life120 propone l’esatto opposto, ovvero l’apporto costante di proteine animali e persino grassi saturi, come panna, burro, esponendo il corpo a gravi rischi per la salute che, di certo, non vengono contenuti con le pillole di integratori proposti sempre dalla falsa dieta”. “In altre province – continua la missiva – sono stati già sanzionati i medici che hanno partecipato alle trasmissioni del “Il CercaSalute” o che hanno consigliato ai loro pazienti di seguire questo ‘Far West’ dietetico, come è stato definito da Walter Ricciardi, ex direttore dell’Istituto superiore di sanità e docente di Igiene e Medicina preventiva dell’Università Cattolica. Panzironi è stato oggetto di pesanti sanzioni comminate dall’Antitrust e dall’AGCom”. Panzironi rischia anche fino a tre anni di carcere: è accusato di esercizio abusivo della professione dal pm Francesco Marinaro e pochi giorni fa, come annunciammo nello scorso numero del CNRT-Informa, è stato annunciato che avverrà il processo.

BASTA DARE TROPPA VISIBILITA’ A CHI NON RISPETTA LE NORME!

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Nonostante questo ormai interminabile elenco di prescrizioni, multe, avvisi e sospensioni, parrebbe logico pensare che il sig. Panzironi dovrebbe essere del tutto scomparso dalla scena mediatica, o che perlomeno la sua visibilità sia ridotta. E invece no. Anzi, al contrario, Panzironi è più sotto i riflettori che mai e sembra proprio che approfitti anche di questo per portare a suo vantaggio una sorta di “accanimento” tanto da giustificare che la sua teoria “anti medicina tradizionale” sia contrastata dai poteri forti! Il film-documentario di (e su) Adriano Panzironi, dal titolo L’uomo che volle vivere 120 anni, è uscito nelle sale cinematografiche italiane lo scorso 8 ottobre, ricevendo di conseguenza ulteriore visibilità sui media. Le trasmissioni sull’emittente nazionale “Life 120 Channel” e su molte emittenti locali continuano, per nulla limitate dall’obbligo di inserimento di un disclaimer e dalle sanzioni già ricevute. E sempre più persone parlano del ‘guru’ della dieta, chi per elogiarlo e chi per criticarlo: insomma, “nel bene o nel male, purché se ne parli” Panzironi sfida tutti. Ecco perché, una volta accertate le violazioni, il programma “Il CercaSalute” così come tutte le apparizioni si questo signore andrebbero inibite in modo totale per evitare di causare danni alla salute delle persone.


PUBBLICITÀ DIGITALE CRESCITA DELL’1,3% A SETTEMBRE NEL PROGRESSIVO, INCREMENTO +2,1% I dati di fatturato rilevati dall’Osservatorio Fcp-Assointernet (FcpFederazione Concessionarie Pubblicità) per il periodo gennaiosettembre 2019, raffrontati allo stesso periodo del 2018.

A settembre: Desktop/Tablet -8,2% - Smartphone 25,6% - Smart TV/Console 76,8% - Tot. +1,3%

Il commento del Presidente Fcp-Assointernet, Giorgio Galantis:

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“A chiusura del terzo quarter 2019, il dato progressivo gennaio-settembre rilevato dall’Osservatorio Fcp Assointernet registra un incremento del +2,1%. Un dato confortante in un contesto di mercato che rimane nel suo insieme complesso. A settembre, in un mese rilevante, il dato incrementa del +1,3%. Nei nove mesi è da segnalare il +27,8% della componente smartphone la cui incidenza sul totale passa rispetto al periodo omologo del 2018 dal 26,2% al 32,8%. Tra i settori che contribuiscono alla crescita segnaliamo tra gli altri Abbigliamento, Alimentari, Enti/Istituzioni, Farmaceutici/Sanitari e Informatica/Fotografia”.


CRESCONO I COLOSSI DELLA TELEVISIONE COMMERCIALE DTT DEDICATA ALLO STORE ACCORDO GIGLIO GROUP-HSE24 SUL CANALE NAZIONALE 37 Accordo tra Giglio Group e HSE24. La società attiva nella progettazione, realizzazione e gestione di piattaforme di ecommerce ad alto valore aggiunto per i mondi Fashion, Design, Lifestyle e, più recentemente, Food S.p.A., ha raggiunto un accordo di partnership con HSE24 S.p.A., società proprietaria dell’omonimo canale televisivo in onda sull’LCN 37 del DTT con una programmazione interamente dedicata allo shopping.

GIGLIO FORNITORE ESCLUSIVO DELL’ONLINE STORE DI HSE24 Con la sottoscrizione dell’accordo Giglio Group diventerà il fornitore esclusivo dell’online store di HSE24 (brand della famiglia Sciscione) e si occuperà della creazione e della gestione in completo outsourcing della piattaforma e-commerce, oltre al successivo collegamento con i principali marketplace del mondo. Giglio Group gestirà tutte le vendite digitali di HSE24 che nel 2018 hanno generato un fatturato di circa 20 milioni di euro cui si aggiungono gli oltre 11 milioni per il Private Label. Infine, data l’esperienza della società nel settore fashion e lusso, Giglio Group fornirà abbigliamento e accessori prodotti per le linee di abbigliamento Private Label, che saranno realizzate in esclusiva per HSE24 (nel 2018, il settore Private Label di HSE24 ha oltrepassato gli 11 milioni di Euro di fatturato).

SOTTRARRE FREQUENZE TV A FAVORE DEL 5G: OLTRE AI PERICOLI DI SICUREZZA NAZIONALE C’E’ POI QUELLA DELL’INUQINAMENTO ELETTROMAGNETICO

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Quando viene introdotta una nuova tecnologia, come nel caso di quella 5G, la progettazione e l’implementazione della rete sfrutta per quanto possibile l’infrastruttura esistente realizzata con il susseguirsi delle generazioni tecnologiche precedenti; vengono cioè impiegati i siti fisici dove sono già installati gli impianti delle stazioni radio base. L’aggiunta degli apparati e delle antenne della nuova tecnologia che opera nello spettro di frequenze ad essa assegnato negli stessi siti comporta una valutazione del rispetto dei limiti di esposizione considerando la potenza emessa complessivamente da tutti i sistemi in tutte le frequenze e da parte di tutti gli operatori che condividono il sito. Nei siti nei quali la progettazione delle tecnologie precedenti abbia portato valori di esposizione prossimi ai limiti, l’aggiunta di una nuova tecnologia come il 5G può risultare impossibile, e l’effetto di aumento del numero di siti dovuto a limiti stringenti può risultare in qualche modo amplificato. Ovviamente, la necessità di realizzare i nuovi siti imposti dai limiti vigenti comporta all’operatore di rete maggiori interventi tecnologici sul territorio (dovuti alla costruzione del sito, acquisto e installazione degli apparati d’impianto) e oneri operativi di esercizio (dovuti all’occupazione dello spazio per l’acquisizione dei siti, alla gestione del maggior numero di apparati e al consumo energetico). Inoltre, l’identificazione di nuovi luoghi dove poter costruire un sito per apparati radiomobili è un processo sempre più difficile e lento a causa del progressivo esaurimento nei centri urbani di luoghi adeguati (palazzi alti con posizioni favorevoli alla copertura) e della scarsa disponibilità dei proprietari, tale da costituire un potenziale rallentamento nell’introduzione della nuova tecnologia 5G.


DIRITTI TV CALCIO SPAGNA MEDIASET ESPANA E DAZN SI ALLEANO PER LA COPA DEL REY Mediaset Espana alleata con DAZn in spagna per ottenere i diritti televisivi della Copa del Rey, la coppa di Spagna a cui partecipano le squadre della prima e della seconda divisione del calcio professionistico. L'offerta dei due gruppi è stata presentata alla Royal Spanish Football Federation durante la terza tornata dell'asta che riguarda i campionati 2019-20, 2020-21 e 2021-22 della coppa. La federazione si attende 45 milioni di euro a stagione per i diritti televisivi, una cifra molto lontana da quanto offerto nelle altre due tornate, tanto che Mediapro ha abbandonato la gara mentre finora aveva presentato l'offerta più alta superando i 18 milioni di euro a stagione. Mediapro ha parlato di una richiesta da parte della federazione spagnola “assolutamente esorbitante e fuori dal mercato”. L’accordo, seppur relativo al mercato spagnolo, rende evidente come DAZn, ormai fortemente attivo in Italia, sia in costante e temibile crescita come player monopolista. Di Mediaset già sappiamo. Inoltre, accordi tra big sono ulteriormente il segnale che esiste una stretta di mano pur di divorare tutto un mercato (come accaduto già tra Sky e la stessa DAZn in Italia).

IN BREVE

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FREQUENZE IN DVB-T2 L’ASSETTO DI MERCATO FORTEMENTE SQUILIBRATO Ricordiamo che la divisione dei multiplex nazionali in DVB-t tra gli operatori di rete del nostro Paese resta ancora fortemente squilibrata (come recentemente sentenziato dal Consiglio di Stato) tale da non consentire la chiusura della procedura di infrazione da parte della Commissione UE nei confronti dell’Italia. Di seguito l’assetto di mercato per numero di operatori e mux assegnati: • E. Industriale (EI Towers–Mediaset): 2,5 • RaiWay (Rai): 2,5 • Persidera (Telecom-L’Espresso): 2,5 • Premiata Ditta Borghini & Stocchetti di Torino (ReteCapri): 0,5 • Prima Tv: 0,5 • Europa Way: 0,5 • H3G: 0,5 • Cairo Network: 0,5

IN BREVE ADERISCI ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE

NEL 2019 CONTINUA A CALARE LIBERTA’ WEB

Questo momento delicato per le emittenti locali e nazionali indipendenti vede il CNRT-TPD fortemente attivo sul campo allo scopo di tutelarle. Gli editori che lo volessero, possono aderire allo nostra associazione collegandosi al sito: www.cnrtv.eu dove poter scaricare il modulo di adesione. Uniti si vince !

La libertà di parola e la privacy su internet sono diminuiti a livello globale per il nono anno consecutivo. Ad affermarlo e’ il rapporto ‘Freedom on the Net 2019’ del think thank Freedom House. L’aumento delle interferenze elettorali online e della sorveglianza dei governi, entrambe diffuse sulle piattaforme social, sono due tra le ragioni principali che secondo gli autori della ricerca hanno portato al declino del livello di libertà in rete. “Oltre a facilitare la diffusione della propaganda e della disinformazione durante i periodi elettorali, i social media hanno consentito la raccolta e l’analisi di grandi quantità di dati su intere popolazioni”, si legge nel rapporto, secondo cui “il futuro della libertà di internet si basa sulla nostra capacità di correggere i social media”.

Comunicazione per i destinatari di “CNRT-Informa”: In base all’art. 13 del Decreto Legislativo N°196 del 2003, i vostri recapiti vengono utilizzati esclusivamente ai fini di questo servizio di informazione e non sono, pertanto, comunicati e/o diffusi a terzi. Nel caso non desideriate ricevere più il “CNRT-Informa”, ed essere cancellati dal suo elenco, inviate un fax al N. 081 837 0421 oppure una e-mail all’indirizzo: news@cnrtv.eu Direttore Responsabile: Manfredi Pagano Reg.Tribunale di Napoli N. 4/07 del 17/01/2007 SEDE: Piazza Municipio, 80 - 80133 NAPOLI

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