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Settimanale di informazione sul settore radiotelevisivo dell’Associazione Coordinamento Nazionale Radio Televisioni

Terzo Polo Digitale www.cnrtv.eu

Anno XIII N. 33 del 05/10/2019

QUESTO

NUMERO

- RADIOTV: confermato il duopolio Rai-Mediaset - TV: quali provvedimenti contro il duopolio? E con Sky? - RADIOTV: Conte Bis, quale futuro? Parla Martella - RADIOTV: fisco, condono, “abbiate il coraggio di agire” - PAYTV: la Lega Calcio ammette,abbassare costi canone - PAYTV: paradosso, Sky cresce ma licenzia 46 persone - TV: ancora una multa dell’Antitrust per Panzironi - PUBBLICITA’: mercato Comunicazione al -0.3% - TV: news dai monopoli, sale l’utile Mediaset, bene RTL - RADIO: bene la raccolta pubblicitaria di Agosto +7,5% - RADIO: aumenta l’ascolto via smartphone - TVWEB: accordo Tim-CHILI per veicolare contenuti 3

MERCATO RADIOTV SENZA EQUITA’ E PLURALISMO

I DATI CONFERMANO IL DUOPOLIO RAI-MEDIASET PUBBLICATA UN’ANALISI SULLA RADIO MA LEGATA ALLA TV E’ stato reso noto un sunto dell’esame del comparto radiofonico italiano effettuato dall’AGCom, concluso con la pubblicazione della delibera N. 369/19/CONS. Da sottolineare che lo studio ha avuto come oggetto il mercato radiofonico ma è risultato estremamente evidente (visti gli stretti legami di attività e di sinergia dei due gruppi con l’attività televisiva) che la condizione di posizione dominante e, quindi, di duopolio, riguarda l’intero settore mass-mediale, in particolare la radio e la televisione. Nel dettaglio, il mercato radiofonico italiano è condizionato dalla presenza di importanti gruppi multimediali collocati ai primi posti per ricavi (come RAI e Fininvest, attraverso Radiomediaset). Tali superplayer sono in grado, attraverso la propria offerta radiofonica, di raggiungere numerosi e diversi target sociodemografici con audience significative (in particolare, Fininvest).

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ECCO LE SINERGIE CHE CONFERMANO IL DUOPOLIO ANCHE NELLA TV ! Come dicevamo, l’analisi rileva che la posizione di duopolio è espandibile anche ad altre attività, in primis la televisione. RAI e Fininvest (Mediaset), infatti, secondo l’esame AGCom, si collocano fra i primi tre operatori per risorse economiche complessivamente assorbite all’interno del SIC, peraltro con quote non distanti fra di loro e piuttosto stabili nel tempo. In secondo luogo, considerata la total audience realizzata dagli stessi gruppi multimediali nelle aree economiche del SIC più strettamente correlate, dal lato della domanda e dell’offerta (radio e televisione in chiaro), si è potuto appurare come i medesimi soggetti assumano una indiscussa rilevanza anche nel panorama dell’informazione, stante l’elevata capacità di intercettare una quota significativa della popolazione italiana. Analizzando la dimensione complessiva d’impresa, inoltre, l’AGCom ha appurato la distanza fra i primi due gruppi editoriali multimediali RAI e Fininvest (Mediaset) dagli altri operatori del mercato rilevante – per fatturati derivanti dal complesso delle attività svolte – che consente a tali soggetti di godere di un considerevole vantaggio competitivo. Nel dettaglio, tale dimensione conferisce a detti operatori una elevata capacità finanziaria e di accesso al credito che può essere utilizzata per effettuare investimenti di lungo periodo. Inoltre, si legge nell’Allegato A alla Delibera n. 389/19/CONS, solamente RAI e Fininvest sono in grado di sfruttare le sinergie derivanti dall’esercizio di attività in ambiti caratterizzati da una stretta correlazione (mercati radiotelevisivi), condividendo fattori produttivi, conoscenze, tecnologie, fasi del processo produttivo stesso. Inoltre, tali operatori possono beneficiare di economie di costo derivanti dall’offerta congiunta di spazi pubblicitari sia sulle proprie emittenti televisive che su quelle radiofoniche, grazie alla capacità di utilizzare il leveraging televisivo sia sotto il profilo pubblicitario che nell’uso dei personaggi di spettacolo noti al grande pubblico. - Segue alla pagina successiva -


IL DUOPOLIO RAI-MEDIASET NON E’ LA PRIMA VOLTA CHE VENGONO EVIDENZIATE POSIZIONI DOMINANTI Quanto esposto in prima pagina assume sicuramente un valore forte perché è l’Autorità indipendente a rendere noti quei dati. In realtà lo ha fatto già con le relazioni annuali nelle quali, negli ultimi anni, ha sempre rimarcato la supremazia dei gruppi Rai e Mediaset (affiancati da Sky). Nella relazione annuale, però, c’è sempre un’attenzione troppo allargata perché si sintetizza l’intero comparto delle comunicazioni comprese le telecomunicazioni, e l’intera attività dell’Autorità. Questa volta, invece, ci si sofferma su specifici mercati e su specifici operatori, Rai e Mediaset appunto. Per questo, la pubblicazione della Delibera 369/19/CONS assume un rilievo che non può passare inosservato, e non ci riferiamo solo al comparto Radio.

VA BENE L’ANALISI, MA I PROVVEDIMENTI? La domanda che ci poniamo ora è questa: confermato ormai che il mercato radiotelevisivo è nelle mani di un duopolio (a cui si affianca, come detto, Sky), appurato che non sono soltanto le nostre dichiarazioni a renderlo noto, ma è l’AGCom a pubblicare nero su bianco, perché non ci sono provvedimenti ad hoc da parte dell’Antitrust? Perché non si pongono in atto azioni volte a limitare le posizioni dominanti accertate favorendo, invece, la crescita del pluralismo e la sana concorrenza nel mercato? Perché tutto si ferma sempre a metà e nel frattempo tali monopoli si rafforzano nel tempo, crescono e si affiancano ad altri come Sky? C’è forse una volontà politica di “non andar oltre”? uno stallo dovuto a più o meno evidenti intrecci tra politica e industria? Continuando solo a pubblicare dati, denunciare, analizzare, ecc., si rischia di perdere solo tempo e denaro pubblico senza risolvere niente, ma arricchendo soltanto fascicoli, volumi, scaffali e database.

…E AGGIUNGIAMO SKY IN CONTINUA CRESCITA!

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Intanto, come abbiamo accennato, non bisogna sottovalutare un terzo monopolista che opera nel settore televisivo, Sky, che assieme a Rai e Mediaset realizza un pieno triopolio di mercato. Tanto per stare in attualità, proprio in questi giorni è notizia del prosieguo dell’evoluzione tv puntando sull’esperienza di visione di Sky Q. Dopo il lancio di Sky Q via satellite, arriva Sky Q anche con la tua fibra di casa. Non si ferma, quindi, il percorso di innovazione di Sky basato sulla volontà di offrire i migliori contenuti e il massimo dell’esperienza di visione anche dove non è possibile installare la parabola. PALLANUOTO LEN CHAMPIONS LEAGUE: SU SKY TUTTE LE PARTITE DELLA PRO RECCO Anche nel mercato dei diritti sportivi tv, Sky è monopolista favorendo addirittura fenomeni collaterali come la pirateria che, proprio nei giorni scorsi, è stata oggetto delle cronache nazionali con una delle più grosse operazioni che hanno dato scacco a ben 5 milioni di “pirati”. Prosegue anche in questo mercato il rafforzamento di posizione anche puntando su altri sport: è notizia di questa settimana, ad esempio, che la pallanuoto torna protagonista su Sky con i match della Pro Recco nella LEN Champions League 2019/2020, la più importante competizione maschile per club a livello europeo. Sky trasmetterà tutte le partite di Champions League dei biancocelesti nella Regular Season, una per ogni giornata, oltre alla Final 8 di giugno 2020.


CONTE-BIS: QUALE FUTURO PER RADIO E TV? IL NEO SOTTOSEGRETARIO ALL’EDITORIA PROMETTE: “CONTINUITÀ DEL SOSTEGNO PUBBLICO, L’INFORMAZIONE È UN BENE DI TUTTI CHE VA PROMOSSO E DIFESO. APRIRÒ CONFRONTO CON TUTTI” “L’informazione è un bene di tutti che va promosso e difeso. E che va quindi sostenuto anche economicamente. Per fare questo serve un approccio sistemico a tutti i problemi. Dalla remunerazione dei giornalisti alle garanzie per le imprese”. Ad affermarlo Andrea Martella, sottosegretario con delega all’Editoria (nella foto). “Sono consapevole che nei mesi scorsi sono state avanzate negli stati generali varie valutazioni e ipotesi di lavoro, ma a me sembra giunto il momento delle scelte politiche per fornire un quadro funzionale e aggiornato del settore editoriale”, ha aggiunto Martella, sottolineando la necessità di “un approccio sistemico” ai temi del settore e di “approvare misure per avviare un’inversione di tendenza dei trend negativi che da quasi un decennio caratterizzano il settore”. “Mi propongo di garantire una serie di incontri con gli stakeholders per aprire tavoli di confronto”.

VALORIZZAZIONE ALLE RISORSE STATALI E AL FONDO PER IL PLURALISMO “Mi muoverò, impegnandomi per la la continuità e la stabilità del sostegno pubblico, attraverso la valorizzazione delle risorse statali e del fondo per il pluralismo e la loro finalizzazione verso misure coordinate, capaci di sostenere le imprese anche nel loro percorso di innovazione e di incentivare la domanda di informazione e di qualità”.

GARANTIRE L’INFORMAZIONE E IL PLURALISMO SIGNIFICA SOSTENERE L’EMITTENZA RADIOTELEVISIVA LOCALE Le parole del Sottosegretario Martella lasciano presagire che c’è la volontà di non trascurare il sostegno statale, e soprattutto l’attenzione è data all’informazione. Questo significa che l’emittenza radiotelevisiva locale è considerata, almeno indirettamente, nel pieno delle attenzioni essendo l’universo delle radio e tv locali uno scrigno di garanzia per il pluralismo dell’informazione. Le misure di sostegno, insite nel Fondo pluralismo, assumono in questo caso una necessità imprescindibile che va potenziata e garantita evitando anche i soliti problemi burocratici di ritardi e disguidi vari. Il CNRT-TPD, quindi, confida in tali dichiarazioni di Martella se davvero si intende garantire ed incentivare il settore dell’informazione che, poi, equivale a garantire la democrazia.

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EDITORI NELLA MORSA DEL FISCO: “ABBIATE IL CORAGGIO DI AGIRE” La necessità che davvero di sia concreto aiuto statale richiede anche ulteriori altre forme di intervento a sostegno dell’editoria, specie quella locale più sottoposta agli effetti dei monopoli. Una di queste è sicuramente nel campo fiscale, con l’alleggerimento del carico. I Governi precedenti l’attuale hanno iniziato a porre attenzione a questo riguardo programmando forme innovative di agevolazioni, valga per tutte la famosa “Rottamazione delle cartelle”. Gli esiti di tali interventi hanno sicuramente posto un cerotto alla vasta ferita ma, purtroppo, non hanno dato la spinta necessaria alla ripartenza della produzione. Ecco perché l’ipotesi di un condono fiscale una tantum non era da scartare prima e non lo è, a maggior ragione, oggi; non è più sufficiente mettere in campo provvedimenti tampone, parziali, ma bisogna avere il coraggio di agire radicalmente senza timori di ricadute sotto il punto di vista politico. C’è la vita del Paese in ballo, non l’immagine di questo o quel partito politico che dal sistema Paese poi dipende.


DIRITTI TV CALCIO LA LEGA AMMETTE: CONTRO LA PIRATERIA OCCORRE ABBASSARE I COSTI PER GLI UTENTI Luigi De Siervo, Amministratore Lega Calcio Serie A: “La Tv pirata? La perdita è stata di oltre un miliardo di euro, che i cittadini, in questo modo, forniscono alla criminalità organizzata. Invito tutti a capire che questa non è una furbata, ma è un reato. Se il San Paolo è in queste condizioni, è perché De Laurentis ha una squadra con un costo, ma se ci fossero fondi a sufficienza da parte dei tifosi, tutto andrebbe per il meglio. Così facendo si sottraggono fondi agli imprenditori al fine di rendere migliori anche le attrezzature utilizzate, e non solo diminuire la probabilità che si acquisti un grande giocatore. Siervo, quindi, chiarisce che il danno enorme ricade anche sulle squadre di calcio. Sul contrasto ai pirati poi, avverte: “Tra qualche settimana verranno fuori le prime persone responsabili, che inizieranno a pagare. Ciascun collegamento internet lascia una scia indelebile all'interno dei server, così da garantire l'individuazione alla polizia postale. Se i comportamenti dovessero continuare, i cittadini verranno multati: le multe oscilleranno tra i 2500 e i 5000 euro”. La formula per sconfiggere la pirateria è chiara, ed è in linea con quanto già delineato dal CNRT-TPD a riguardo: “La strategia presuppone un attacco su più fronti nei confronti dei criminali. E' una battaglia legale che procede da mesi. Chiedo ai tifosi di pagare regolarmente l'abbonamento, perché quei soldi andranno alla squadra, affinché vengano investiti nel migliore dei modi. Per poter abbassare il prezzi del calcio in tv, dobbiamo avere molti abbonamenti in più. Se il sistema non trova fondi, è impossibile. In soli due anni, 5-6 squadre di Serie A falliranno, se queste furbate continueranno a proliferare. Ad oggi, se si vuole competere con le altre squadre internazionali,l bisogna stare alle regole di mercato". In pratica per attirare abbonamenti e fare in modo che l’utente preferisca non rischiare violando la legge, occorre presentargli un conto non salato, ossia un costo conveniente che gli offra un ottima varietà di prodotto. Questo non è accaduto lo scorso anno dopo che Mediaset Premium lasciò il mercato, perché con la conquista del monopolio (assieme a DAZn), Sky ha aumentato i costi a fronte di un’offerta parziale e poco trasparente. Da qui il boom del “pezzotto”. Ovviamente, di conseguenza, per abbassare i costi, come la legge del mercato ci dice, occorre che ci sia pluralismo e non monopolio. Non c’è quindi altro da dire, anche la Lega come il CNRT-TPD, ammette indirettamente che il monopolio uccide il calcio, giocato e visto in tv.

PARADOSSO ALL’ITALIANA:

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SKY ACCRESCE IL MONOPOLIO E LICENZIA 46 LAVORATORI Esternalizzazione dei servizi informativi e licenziamenti dei lavoratori di Sky ancora al centro dell’attenzione. Nei giorni scorsi è stato presentato l’ambizioso nuovo palinsesto di SkyTG24 con quindici edizioni quotidiane, più approfondimenti, maggiore respiro internazionale grazie alle sinergie con Sky News e con l’area news del gruppo Comcast (eccellenza internazionale con la presenza di NBC News, MSNBC, CNBC), interattività, format multimediali e multipiattaforma. E’ stato omesso però che proprio mentre si stava avviando questo grande progetto editoriale 46 lavoratori di Videobank (legata a Sky) hanno ricevuto le lettere di licenziamento. Troppo facile essere monopolisti crescendo sulla spalle dei lavoratori fino a metterli alla porta a convenienza.


ANCORA GUAI PER PANZIRONI: FIOCCA L’ENNESIMA SANZIONE DELL’ANTITRUST, 300MILA EURO BASTA CON QUESTE RIDICOLE MULTE, E’ EVIDENTE CHE NON SONO SERVITE. OCCORRE INIBIRE LA TRASMISSIONE TV ! Non è passata neanche una settimana da quando ne abbiamo ancora riparlato come un caso davvero preoccupante e di inaudita gravità, sia per la salute delle persone che per la programmazione televisiva locale e nazionale. E’ il solito Adriano Panzironi, sedicente guru delle diete, ideatore di ‘Life120’ (che da addirittura il nome ad un canale tv nazionale creato ad hoc per martellare il pubblico con programmi e spot), che spaccia uno stile di vita come curativo di molte patologie gravi, pur non avendo alcun titolo in medicina ma un tesserino da giornalista pubblicista (per altro sospeso dall’Ordine Professionale). Questa è la seconda sanzione che l’Antitrust spedisce a Panzironi e le sue società, stavolta di ben 300mila euro. La stessa contestazione, infatti, risale ad un anno fa: per Antitrust “l’ideatore dello stile di vita Life 120 continua a trasmettere in televisione messaggi «ingannevoli» e «occulti» per vendere i suoi integratori alimentari pubblicizzati nella trasmissione Il cerca salute”. UN AFFARE DA 11 MILIONI: Life120 è un stile di vita che promette di far vivere 120anni (o molto a lungo) chiunque non mangi carboidrati e possibilmente compri integratori e pure i prodotti della filiera alimentare messa sul mercato da Adriano Panzironi e dal gemello Roberto, un business da circa 11 milioni di euro nel 2018.

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LA PRIMA SANZIONE: L’Antitrust, però, il 13 settembre 2018 ha sanzionato Panzironi e le società a lui riconducibili - in particolare Life120 srls e Welcome Time Elevator srl – “per la scorrettezza di due distinte pratiche commerciali”: la diffusione “di asserititi effetti terapeutici degli integratori alimentari della Life120”; la “promozione occulta degli integratori alimentari dissimulata in contesto surrettiziamente informativo, la trasmissione Il Cercasalute”. Dopo questa sanzione, con la nuova edizione del programma partita a gennaio, Il Cercasalute ha cambiato format e spot. Ha inserito messaggi all’inizio e alla fine del programma per spiegare ai telespettatori che: 1) Il Cercasalute è un programma commerciale; che Adriano Panzironi è socio della società che produce la trasmissione; 3) che nella trasmissione sono inseriti prodotti commerciali. In più ci sono avvertenze “sanitarie”: che “l’integrazione non ha efficacia terapeutica né natura curativa”; che “i contenuti della trasmissione non devono ritenersi in alcun modo sostitutivi del rapporto medico-paziente”. LA SECONDA SANZIONE: per Antitrust questi accorgimenti non sono stati sufficienti a evitare né pubblicità occultà né messaggi ingannevoli. I messaggi ingannevoli - evidenzia l’Autorità - sono contenuti negli spot degli integratori Orac Spice. “Si continua a fare riferimento al fatto che le spezie contenute in Orac spice sarebbero potenti antibatterici, antimicotici, antiinfiammatori del tutto naturali e alla conseguente asserita capacità del prodotto di “contrastare patologie dell’intestino quali la sindrome del colon irritabile e la candida.. nonché all’asserita capacità di riduzione della glicemia”. LE ALTRE SANZIONI: Contro Panzironi, un anno fa, il Ministero della Salute aveva preso provvedimenti, chiedendo l'intervento dell’AGCom con l'attivazione delle procedure previste dalla legge in materia di pubblicità sanitaria e repressione dell'esercizio abusivo della professione. Il Ministero, inoltre, ha imposto che nel corso della trasmissione dovesse essere specificato che “Panzironi non è abilitato alla prescrizione di diete, e che quanto asserito non ha validità scientifica”. Infine, l’Ordine dei Giornalisti del Lazio ha irrogato la sanzione disciplinare consistente nella sospensione per sei mesi dall’esercizio dell’attività di giornalista pubblicista. Nonostante tutto Il Cercasalute di Panzironi continua ad andare in onda, chiaro segnale che le sanzioni non scalfiscono l’ormai “Impero panzironiano”. Cosa si aspetta a inibire spot e trasmissioni inerenti?


INVESTIMENTI PUBBLICITARI: MERCATO DELLA COMUNICAZIONE A -0,3% NEL 2019 Si è tenuta nei giorni scorsi la prima edizione del tradizionale appuntamento di studio che i consulenti della pubblicità hanno affrontato uniti sotto le insegne di UNA per analizzare la situazione degli investimenti.

CENTRO STUDI: 2019 A -0,3% E 2020 A +2,2%

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l’aggiornamento sull’andamento del mercato della pubblicità (le prime elaborazioni sul tema erano state prodotte dal Centro studi dell’associazione prima dell’estate) ha fatto riatterrare tutti nella realtà di questi mesi. UNA ora prevede una flessione del mercato a -0,3%, con la tv a -3,4% e il digital a +7,8%. Le cose dovrebbero andare meglio nel 2020, anno pari, stimato in crescita a +2,2%, con la tv in saldo positivo a +1,2% ed il digital a +7,3%, e con televisione (48%) e digitale (31%) che si accaparreranno l’80% delle quote di mercato, e con il formato video che diventa (60%) l’esperanto della comunicazione della nuova era. Non cambia di molto la situazione – tra 2019 e 2020 – per gli altri mezzi: con la flessione della stampa che continua, la radio che fa bene, la pubblicità non convenzionale che cresce, il programmatic che avanza, lo schermo dello smartphone che diventa il terreno su cui preferibilmente programmare l’ingaggio del consumatore.


NEWS DAL MONDO DEI MONOPOLISTI… NEL PRIMO SEMESTRE SALE L’UTILE DI MEDIASET A 108 MLN RICAVI IN FLESSIONE Nel primo semestre dell’anno Mediaset ha registrato un utile netto di 108 milioni, contro i 42 milioni dello stesso periodo del 2018, con ricavi che scendono a quota 1,4 miliardi rispetto agli 1,8 precedenti. Lo comunica la holding tv, evidenziando un aumento dell’indebitamento, mentre la posizione finanziaria netta è negativa per 1.194 milioni contro gli 877 della fine dell’anno scorso, soprattutto per l’acquisto della quota di Prosiebensat. Confermati i target per l’intero anno. In Italia nei primi sei mesi i ricavi sono stati pari a 1.002 milioni rispetto ai 1.297 milioni del pari periodo dell’anno precedente “anche per effetto dell’atteso decremento dei ricavi provenienti dagli abbonamenti all’offerta Premium”. In Spagna ha registrato ricavi per 482 milioni rispetto ai 507 milioni del 2018. Determinante in entrambi i Paesi l’andamento dei mercati pubblicitari e l’assenza della raccolta legata ai Mondiali di Calcio 2018, spiega Mediaset. Nel semestre il gruppo in generale segna costi operativi complessivi (costi del personale, altri costi operativi, ammortamenti e svalutazioni) in discesa a 1.290 milioni rispetto ai 1.680,8 milioni del primo semestre 2018 (-23%). L’Ebit di gruppo ammonta a 191 milioni in crescita (+55%) rispetto ai 123 milioni del precedente esercizio. In Italia il risultato prima degli oneri finanziari è positivo per 39 milioni con un’inversione di segno rispetto ai -28 milioni del 2018. In Spagna il dato è stabile a 154 milioni rispetto ai 152 dei primi sei mesi del 2018.

RADIO: RTL 102.5 INVESTE GLI UTILI IN SVILUPPO

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Stando ai risultati del bilancio consolidato del 2018 riportati dal quotidiano Italia Oggi, la società RTL 102.5 subisce un calo del 4,5% con i ricavi complessivi che ammontano a 43,66 mln di euro, con conseguente discesa anche degli utili netti (pari a 2,4 mln). Il motivo è che la società investe costantemente sulla multipiattaforma per stare al passo coi tempi. Infatti, in una nota di commento al bilancio l’amministrazione ha spiegato che la redditività “viene condizionata da tutte quelle scelte gestionali, indispensabili a contrastare la concorrenza e a fidelizzare, sempre più, gli ascoltatori”. Come ribadito dalla società, le risorse sono state reinvestite per il costante miglioramento degli impianti di trasmissione e di diffusione in FM (piattaforma ancora prioritaria in questo periodo di rapido avvicendamento tecnologico) di RTL 102.5: gli ultimi dati forniti vedono per l’emittente 1.053 impianti totali, di cui 747 di irradiazione e 306 di collegamento. Una parte essenziale degli investimenti è stata destinata, inoltre, all’area visual radio.

IL CNRT-TPD RICORDA CHE NEL PROPRIO SITO WWW.CNRTV.EU È POSSIBILE CONSULTARE E SCARICARE TUTTI I NUMERI DEL ‘CNT-INFORMA’ GRAZIE AL NOSTRO ARCHIVIO ON-LINE CHE CONTIENE LE EDIZIONI DEGLI ULTIMI DUE ANNI


RADIO: BENE LA RACCOLTA PUBBLICITARIA AD AGOSTO CON UN +7,5% L’Osservatorio FCP-Assoradio (FCP-Federazione Concessionarie Pubblicità) ha raccolto i dati relativi al fatturato pubblicitario del mese di Agosto 2019. Il fatturato pubblicitario del mezzo Radio registra nel mese di Agosto 2019 un dato pari al +7,5% rispetto al corrispettivo 2018. Tale dato corrisponde ad un fatturato totale di € 15.429.000,00.

AUMENTA L’ASCOLTO RADIO VIA SMARTPHONE. BENE GLI AGGREGATORI Negli ultimi anni gli smartphone sono diventati un accessorio indispensabile nella vita di tutti i giorni. La fruizione dei contenuti multimediali è effettuata quotidianamente: oltre ai milioni di video in streaming disponibili sulle tante piattaforma online, si ascolta musica di ogni genere, fornita da servizi gratuiti e a pagamento, tanto che i cellulari sono diventati oggi uno dei media su cui si concentra maggiorente le pubblicità di massa, specialmente quella rivolta alle fasce d’età tra i 16 e i 35 anni.

IN BREVE

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FREQUENZE IN DTT L’ASSETTO DI MERCATO FORTEMENTE SQUILIBRATO Ricordiamo che la divisione dei multiplex nazionali in DVB-t tra gli operatori di rete del nostro Paese resta ancora fortemente squilibrata (come recentemente sentenziato dal Consiglio di Stato) tale da non consentire la chiusura della procedura di infrazione da parte della Commissione UE nei confronti dell’Italia. Di seguito l’assetto di mercato per numero di operatori e mux assegnati: • E. Industriale (EI Towers–Mediaset): 5 • RaiWay (Rai): 5 • Persidera (Telecom-L’Espresso): 5 • Premiata Ditta Borghini & Stocchetti di Torino (ReteCapri): 1 • Prima Tv: 1 • Europa Way: 1 • H3G: 1 • Cairo Network: 1

IN BREVE ADERISCI ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE Questo momento delicato per le emittenti locali e nazionali indipendenti vede il CNRT-TPD fortemente attivo sul campo allo scopo di tutelarle. Gli editori che lo volessero, possono aderire allo nostra associazione collegandosi al sito: www.cnrtv.eu dove poter scaricare il modulo di adesione. Uniti si vince !

TV STREAMING ACCORDO TIM-CHILI TIM e CHILI hanno siglato un accordo che consentirà la commercializzazione, anche attraverso il TIM Box, dell’offerta di CHILI, la piattaforma digitale che propone, oltre al noleggio e all’acquisto dei film on demand, anche tutto il merchandising legato al mondo dell’intrattenimento. Da ottobre i clienti TIM potranno accedere al catalogo CHILI a prezzi scontati che potranno essere pagati direttamente in bolletta. L’accordo con CHILI va a completare la partnership già avviata tra le due aziende: da giugno infatti TIM ha arricchito il programma fedeltà TIM Party proponendo la “Welcome Gift Card CHILI”, un bonus utilizzabile dai clienti TIM per guardare tra gli oltre 800 titoli i film più amati sulla piattaforma CHILI.

Comunicazione per i destinatari di “CNRT-Informa”: In base all’art. 13 del Decreto Legislativo N°196 del 2003, i vostri recapiti vengono utilizzati esclusivamente ai fini di questo servizio di informazione e non sono, pertanto, comunicati e/o diffusi a terzi. Nel caso non desideriate ricevere più il “CNRT-Informa”, ed essere cancellati dal suo elenco, inviate un fax al N. 081 837 0421 oppure una e-mail all’indirizzo: news@cnrtv.eu Direttore Responsabile: Manfredi Pagano Reg.Tribunale di Napoli N. 4/07 del 17/01/2007 SEDE: Piazza Municipio, 80 - 80133 NAPOLI

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CNRT-Informa N. 33/2019  

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