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Settimanale di informazione sul settore radiotelevisivo dell’Associazione Coordinamento Nazionale Radio Televisioni

Terzo Polo Digitale www.cnrtv.eu

Anno XIII N. 18 del 18/05/2019

QUESTO

NUMERO

- TV LOCALI: contributi 2016, il CDS sblocca 2° acconto - DIRITTI TV: il Tar conferma la maximulta di 7mln a Sky - PAY TV: il monopolista Sky dichiara guerra alla pirateria - DIRITTI TV: calcio, Mediapro vuole la Serie A 2021-2024 - DTT: switch-off T2, scontro tra operatori sul calendario - RADIO: AGCOM, aggiornamento Regolamento DAB+ - MISE-COM: incontro in vista dell’8° CEPT a Stoccolma - PUBBLICITA’: primo trimester a -0,2%, tiene la Radio - PAY TV: Sky non molla e pensa a Internet e produzioni - DTT: conti in crescita per Viacom Italia che vola a +31% - AGCOM: elezioni, scattato il divieto di sondaggi - AGCOM: Europee, richiamati Rai, Sky, Mediaset e La7 - TV: incremento degli utili nel I° trimestre per Mediaset 3

CONTRIBUTI STATALI TV LOCALI ANNUALITA’2016

IL CONSIGLIO DI STATO SBLOCCA ACCONTO 40% E’ UNA GOCCIA NELL’OCEANO CON RITARDI CRONICI ! Ennesima puntata della telenovela contributi statali alle Tv locali. La VI Sezione del Consiglio di Stato, con ordinanza del 9/05/2019, pubblicata il 13/05/19, ha respinto l’appello avverso l’ordinanza n. 2090/19 con la quale il Tar Lazio aveva rigettato la richiesta di sospensiva del provvedimento della Dgscerp del MISE-Com del 25/02/2019 che aveva disposto, tra l’altro, il pagamento di un secondo acconto (del 40% del totale) sui contributi per le tv locali commerciali di cui al DPR n. 146/17 relativi all’anno 2016. Ecco la motivazione di tale provvedimento:

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“l’appello cautelare è infondato e va respinto, per le ragioni di seguito esposte; va premesso che, per principio pacifico del processo civile, applicabile anche al processo amministrativo in forza dell’art. 39 c.p.a., nessuno, salvi i casi tassativi di legge, può far valere in nome proprio un diritto altrui. Di conseguenza, la domanda proposta dalla ricorrente appellante va intesa come volta a far valere esclusivamente le pretese patrimoniali ad essa eventualmente spettanti, e non le pretese di altri soggetti, ancorché essi possano versare nella stessa sua situazione. Ciò posto, è emerso dal contraddittorio processuale (…) che le somme ancora da distribuire, accantonate dal Ministero in via prudenziale per il caso di accoglimento del ricorso e pari al 10% del totale, sono più che sufficienti a coprire il finanziamento che alla ricorrente appellante spetterebbe anche nella più favorevole delle ipotesi da lei prefigurate, e ciò a prescindere dal rilievo, pure svolto dalla difesa del Ministero, per cui si tratta comunque di un’obbligazione pecuniaria di cui il debitore è un soggetto sicuramente solvibile come lo Stato. L’ulteriore rischio paventato dalla ricorrente appellante, ovvero una generale ridistribuzione dei fondi, che toccasse le posizioni anche di altri soggetti, intanto è allo stato solo un’eventualità teorica, e comunque richiederebbe un’iniziativa giudiziaria di questi altri interessati, che al momento non consta; - di conseguenza, manca il periculum in mora”.

NON PERDETE TEMPO, OCCORRE METTERSI AL PARI CON IL 2019

Ora la Dgscerp del MISE-Com può procedere al pagamento del secondo acconto (pari al 40% del totale) relativo ai contributi spettanti alle tv locali commerciali per l’anno 2016. Intanto è urgente che si proceda al pagamento anche del secondo acconto (sempre 40%) sui contributi 2017, il cui primo acconto era stato disposto due settimane fa. Non c’è tempo da perdere! Siamo nel 2019 e ancora combattiamo per le annualità 2016 e 2017, senza pensare a quella del 2018!


DIRITTI TV CALCIO IL TAR CONFERMA LA MAXIMULTA DI SETTE MILIONI A SKY PER INFORMAZIONI SU PACCHETTO CALCIO Nessuna sospensione della maximulta da complessivi 7 milioni di euro inflitta nel febbraio scorso dall'Antitrust a Sky Italia per mancate informazioni che sarebbero state fornite sul contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018-2019. L'ha deciso il Tar del Lazio con un'ordinanza con la quale hanno respinto le richieste di sospensione cautelare del provvedimento sanzionatorio. Ovviamente si tratta di una sanzione assolutamente irrisoria (nonostante sembri ingente) perché i vantaggi ottenuti a fronte di un “prezzo” pagato ha sicuramente favorito il monopolista Sky. Due le violazioni del Codice del consumo che sarebbero state accertare dall'Autorità.

SKY NON CHIARI’ CHE NON AVREBBE TRASMESSO TUTTE LE PARTITE Sky - comunicò l'Antitrust - non avrebbe fornito informazioni chiare e immediate sul contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018/19, lasciando intendere ai potenziali nuovi clienti che tale pacchetto fosse comprensivo di tutte le partite del campionato di Serie A come nel triennio precedente. In più, l'Autorità accertò che la stessa società aveva attuato una pratica aggressiva, avendo esercitato un indebito condizionamento dei clienti abbonati al pacchetto ‘Sky Calcio’, i quali, a fronte di una rilevante ridefinizione dei suoi contenuti non sarebbero stati posti nella condizione di poter assumere liberamente una decisione in merito al mantenimento o meno del pacchetto. Adesso il Tar ha ritenuto “che il ricorso, al sommario esame proprio della presente fase cautelare, non si presenta assistito da sufficiente fumus boni juris, avendo l'Autorità compiutamente fatto emergere i profili di riconducibilità delle condotte oggetto d'esame a specifiche violazioni del codice del consumo, sia con riferimento ai profili di scorrettezza sia a quelli di aggressività”, nonché “che l'evidenziata assenza di profili di fondatezza escluda la ricorrenza dei profili di incertezza interpretativa posta a base della richiesta cautelare”.

ORA SKY VUOLE DICHIARARE GUERRA ALLA PIRATERIA Dopo aver favorito (a causa del loro monopolio) la crescita ed il proliferare del cosiddetto “pezzotto”, i monopolisti intendono adesso correre ai ripari cercando soluzioni che possano contrastare la pirateria.

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COS’E’ IL “PEZZOTTO”: particolare decoder che può essere collegato alla linea telefonica. n questo modo è possibile aggiornare i codici che arrivano via mail e che vengono poi decodificati e trasformati in segnale tv. In questo modo, pagando solo il prezzo del decoder e una simbolica cifra mensile, gli utenti possono guardare senza limiti e restrizioni Sky, Mediaset, Netflix e Dazn. LA SOLUZIONE: le autorità italiane e i vertici della Federazione e della Serie A, starebbero pensando di imitare il modello inglese. In pratica, per salvaguardare la Premier League, in Inghilterra vengono individuati e oscurati i canali streaming durante gli orari in cui vengono trasmesse le partite. Questo procedimento si chiama “super injunction” e lo si può tradurre in “spegnimento a tempo“. In pratica si è agito contro la sorgente della pirateria, mentre in Italia si vanno a colpire gli ultimi della catena, ovvero siti e applicazioni.


DIRITTI TV CALCIO MEDIAPRO TORNA ALLA CARICA E RILANCIA PER LE STAGIONI SERIE A 2021-24 In occasione dell’assemblea di ieri a Milano l’ad Luigi De Siervo ha presentato alle società della Serie A il nuovo piano industriale, oltre a relazionare i presidenti sulla riunione dell’UEFA di mercoledì che ha discusso la riforma dei tornei continentali. L’amministratore delegato della Lega Calcio ha illustrato i contorni della proposta di transazione ricevuta dagli spagnoli di MediaPro con cui è in atto un complesso contenzioso. Nella precedente gara di assegnazione dei diritti tv della Serie A (triennio 2018-2021) l’azienda di Barcellona non era riuscita a pagare una fideiussione per la chiusura dell’accordo, dopo essersi aggiudicata nell’asta la possibilità di rivendita di tutti i diritti come intermediario. MediaPro lasciò inoltre nelle casse della Lega 64 milioni di euro versati a titolo di caparra.

L’ESCAMOTAGE DI UN CANALE TELEVISIVO DEDICATO Oggi gli spagnoli sono intenzionati ad avviare una partnership “tecnica” (utilizzando proprio quella caparra come “anticipo”) con la Lega per le prossime stagioni 2021-24. L’obiettivo sarebbe quello di lavorare insieme alla Lega Serie A per la produzione audiovisiva dei match, nella gestione e nella distribuzione, restando però entro i limiti della Legge ‘Melandri’. Quest’ultima impone in prima battuta alla Lega di vendere collettivamente i diritti tv a soggetti terzi attraverso un bando, potendo disporre di un proprio canale tv solo in caso di aste insoddisfacenti. Sempre la Legge ‘Melandri’ in ottica Antitrust vieta poi che gli intermediari indipendenti si trasformino in un editore, salvaguardando la libertà degli operatori anche in ottica di raccolta pubblicitaria. Nel maggio del 2018 MediaPro ritirò l’offerta per queste limitazioni di legge. Il progetto della Lega è sempre quello solito di scorta: i club di Serie A potranno fare a propria discrezione le aste per la vendita dei diritti, ma in caso di esito negativo potranno realizzare un proprio canale Tv con il supporto di MediaPro. Gli spagnoli a loro volta si assumeranno i costi di produzione e garantiranno un incasso “minimo” ai club di Serie A che nella scorsa vendita hanno portato a casa 973 milioni di euro annui da Sky e DAZN. Lo streaming potrebbe rappresentare un’opportunità distributiva aggiuntiva non trascurabile nel “piano” MediaPro visto anche l’arrivo sulla scena del 5G, progressivamente a partire dai prossimi mesi e con la liberazione della banda 700 MHz nel 2022 da parte dei broadcaster tv. Fra i contenuti, gestibili in vario modo, potrebbero esserci partite e contenuti aggiuntivi, ma anche le library dei vari club.

OBIETTIVO: SALVARE LA LOBBY

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In pratica quella che si intende rafforzare è la solita lobby tra soggetti dominanti per evitare indebolimenti e il rischio di a un’altra gara di assegnazione intricata e ingestibile come l’ultima fatta nel 2018. Del resto, gli strascichi legali dell’asta 2015-18 non sono mancati. L’Antitrust ha multato DAZN (500mila euro) e Sky (7 milioni) per per pubblicità ingannevole e pratica aggressiva. Pagina

Un’esperienza simile non fa comodo a nessuno dei monopolisti, per cui già da ora si cerca di correre ai ripari ed a soluzioni che possano garantire ai soliti big di avere le solide barriere creando una sorta di “walled garden”, ossia un giardino murato in cui poter coltivare il proprio orticello indisturbati, lasciando come sempre gli editori indipendenti fuori da questa cinta muraria.


TRANSIZIONE AL NUOVO DIGITALE TERRESTRE E’ SCONTRO TRA GLI OPERATORI SUL CALENDARIO PER IL RILASCIO DELLA BANDA 700MHZ E PER IL PASSAGGIO AL DVB-T2 Un passaggio obbligato quello del DVB-T2 se tutti i canali di tutti gli operatori tv vorranno rimanere in onda sul DTT. La scorsa settimana sono scaduti i termini delle consultazioni pubbliche del MISE-Com sulla nuova roadmap e sulle questioni che riguardano le tv locali. Gli operatori e le associazioni hanno quindi inviato le proprie posizioni sui punti nodali e ora il Ministero è già al lavoro per poi arrivare ai provvedimenti finali previsti entro i prossimi due mesi. Una delle questioni che vede in forte disaccordo gli operatori tv, e che avrebbe ripercussioni anche sui cittadini, è quella del passaggio al sistema di codifica delle trasmissioni del digitale terrestre mpeg-4. In sostanza il Ministero ha previsto un passaggio intermedio a una tecnologia già vecchia prima di approdare al nuovo standard a giugno del 2022, che richiederà alla maggior parte delle famiglie di adattare o cambiare i ricevitori, ovvero che si tenga l’attuale digitale terrestre ma si usi un sistema di codifica che consenta di comprimere di più i canali tv. In questo modo le famiglie che hanno i televisori in HD non sarebbero toccate. La data prevista per questo passaggio all’mpeg-4 è slittata dall’1 gennaio 2020 all’ultimo quadrimestre 2021. Persidera, però, preferirebbe passare direttamente al DVB-T2 con codifiche HEVC perché vende capacità trasmissiva e solo col passaggio secco al nuovo standard potrebbe continuare con l’attuale numero di canali alla stessa definizione. Anche la Rai, seppur disposta, trova difficoltà nel passaggio all’mpeg-4 perché non riuscirebbe a coprire il 90% della popolazione. Il passaggio soft, soprattutto per non perdere telespettatori, è appoggiato invece da Mediaset e sarebbe il percorso avallato dalla maggior parte degli operatori. AVVIATO IL PROCEDIMENTO DI AGGIORNAMENTO DEL REGOLAMENTO SULLA RADIO DIGITALE DAB+ L’AGCom con delibera N. 152/19/CONS dell’08/05/2019 ha avviato il procedimento per l’aggiornamento e l’integrazione del regolamento recante la nuova disciplina della fase di avvio delle trasmissioni radiofoniche terrestri in tecnica digitale (di cui alla delibera N. 664/09/CONS). Il procedimento è svolto dalla Direzione Infrastrutture e Servizi di Media dell’Autorità. Il termine di conclusione è previsto in 180 giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento nel sito dell’AGCom (10/05/2019).

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INCONTRO AL MISE-COM IN VISTA DELL’OTTAVA RIUNIONE DELLA CEPT A STOCCOLMA Dal 20 al 24 maggio 2019 si terrà a Stoccolma l’8° riunione CPG della (CEPT) European Confedence of Postal and Telecommunications Administrarions. Durante tale incontro saranno approvate anche le proposte comune europee (ECP). Al fine di acquisire i punti di vista di tutti gli operatori e associazioni, il 1405/2019 si è svolta presso il MISE-Com una riunione per acquisire i punti di vista. Nel corso della discussione, sono stati trattati gli aspetti relativi alle ECP: 1) 1.13 relativa alle bande 31.8-33.4 GHz, 71-76 GHz e 81-86 GHz; 2)1.16 opzione 1 e 2 relativa alla banda su 5 GHz; 3) 7 Issue B, D, G, H e K. Per tutte le ECP di prossima approvazione, dopo gli approfondimenti effettuati, non è stato espresso alcun parere ostativo, dai presenti alla riunione.


MARZO: PRIMO TRIMESTRE -0,2% (-3,5% SENZA IL DIGITALE), GIÙ TV E STAMPA, TIENE LA RADIO, BENE IL CINEMA Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude il mese di marzo con segno meno, rispetto allo stesso periodo del 2018, portando la raccolta nel trimestre a -0,2%, in flessione di circa 4,2 milioni di euro. Lo segnalano i nuovi dati Nielsen , nei quali si segnala che, se si esclude dalla raccolta web la stima sul search, social, classified (annunci sponsorizzati) e dei cosiddetti ‘Over The Top’ (OTT), l’andamento nel periodo gennaio–marzo si attesta a -3,5%.

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Relativamente ai singoli mezzi, la TV cala nel singolo mese del -1,2% e chiude il trimestre a -2,7%. Sempre in negativo i quotidiani, che a marzo perdono il -10,7%, consolidando il periodo cumulato gennaiomarzo a -12,2%. Stesso andamento per i periodici, sia nel singolo mese che per il trimestre, con cali rispettivamente del 18,7% e -13,1%. La radio cresce del +0,8% a marzo e chiude il trimestre in parità (0,4%). Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising nel primo trimestre dell’anno chiude in positivo a +8,7% (+3% se si considera il solo perimetro Fcp AssoInternet). Il cinema è in crescita del 20,8%, mentre il segno è leggermente negativo per GoTv (-0,2%) transit (-0,3%). Sempre in negativo l’outdoor (-7,2%).


INVESTIMENTI PER SETTORE: BENE ELETTRODOMESTICI, FINANZA, INFORMATICA/FOTO, FARMACEUTICI, GIOCHI E SERVIZI PROFESSIONALI

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 10 in crescita, con un apporto di circa 54 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti. Alla buona performance di tempo libero (+18,2%), farmaceutici (+7,5%) e finanza (+25,6%), si contrappongono i cali di distribuzione (-4,3%), automobili (-11,0%) e telecomunicazioni (-21,7%). Tra gli altri settori che contribuiscono alla crescita si segnala il buon risultato in termini di investimenti pubblicitari di finanza (+25,6%), elettrodomestici (+26,3%) e informatica (+99,2%).

SKY VUOLE MANTENERE IL MONOPOLIO ED HA LE IDEE CHIARE:

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“INVESTIMENTI SU PRODUZIONI ORIGINALI E INTERNET, MANTENENDO LA LEADERSHIP NELLO SPORT” In un contesto di mercato che “in 3 anni è cambiato come in 30” per i contenuti televisivi a pagamento, Sky punta a “investire nei contenuti, soprattutto nelle nostre produzioni originali, mantenere la leadership sullo sport e distribuire i contenuti sempre più attraverso internet”. Lo afferma Andrea Zappia, amministratore delegato per l’Europa Continentale di Sky, in un convegno all’Università Cattolica di Milano.


LA CRESCITA DEI MONOPOLISTI INTERNAZIONALI CONTI 2018 IN CRESCITA FATTURATO DELLA TV IN CHIARO A +31% Viacom International media networks Italia archivia l’esercizio 2018 con un valore della produzione in netta crescita, a quota 80,4 milioni di euro, +18,4% sul 2017, e un risultato positivo nella gestione ordinaria, con un valore della produzione che supera i costi della produzione di 10,4 milioni dieuro (erano 7,9 milioni nel 2017). Lo riferisce Italia Oggi. L’ultima riga del bilancio di esercizio 2018 esprime poi utili eccezionali, pari a 56,8 milioni di euro (4,7 mln nel 2017), ma l’exploit dipende esclusivamente da una operazione infragruppo avvenuta nel febbraio 2018: Viacom International media networks Italia, infatti, ha ceduto il 29,62% di Rainbow spa alla capogruppo Viacom Holdings Italia srl per 88.860.000 euro. Quella partecipazione era però iscritta a bilancio per 40,3 milioni di euro, e quindi siè generata una plusvalenza di 48,5 milioni di euro che ha fatto decollare gli utili. Prescindendo dagli eventi eccezionali, il business del gruppo televisivo guidato dall’amministratore delegato Andrea Castellari appare comunque piuttosto solido e bilanciato tra introiti dalla produzione di canali e contenuti per le piattaforme pay, e invece ricavi da tv in chiaro.

LA POTENZA DI FUOCO VIACOM SUL DTT E SU SKY Viacom Italia, infatti, edita i canali in chiaro Paramount channel, VHL, Spike e Super! (in joint venture al 50% con DeAgostini. E il 50% di Super! è iscritto a bilancio a 1,9 milioni di euro), mentre offre in esclusiva a Sky i tre canali di Nickelodeon, il sistema Mtv e Comedy central. I ricavi dalla pay tv, che arrivano quasi tutti da Sky, salgono del 4,8% nel 2018 e raggiungono i 39,63 milioni di euro. In grande crescita la tv in chiaro, che, attraverso la raccolta pubblicitaria, porta a Viacom 27,7 milioni di euro nel 2018, con un +31,1% dovuto in parte al lancio del nuovo canale Spike, e in parte al buon andamento generale del portfolio free. Il digital, che sale del 50%, vale comunque ancora poco, a quota 554 mila euro. Quanto invece a tipologia di canali, quelli musicali di Viacom assicurano 16,7 milioni di euro di ricavi (+9,8% ), quelli kids sono stabili (14,9 milioni), ma sono i canali a target più maturo a ti rare la volata, con 36,3 milioni di euro e un ottimo +23,4% sul 2017. Pure nell’esercizio 2019 i risultati di Viacom, in base alle stime degli amministratori, saranno positivi e in crescita. Nel giugno del 2020, però, scade l’accordo quinquennale con Sky, e lì ci potrebbe essere qualche piccolo problema, poiché negli ultimi tempi i rinnovi di Sky con gli editori terzi sono stati tutti tendenzialmente al ribasso. A Viacom Italia lavora un organico composto da 114 persone (108 nel 2017), di cui 16 dirigenti (15), 26 quadri (24) e 72 impiegati (69).

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SCATTATO IL DIVIETO DI PUBBLICAZIONE E DIFFUSIONE DEI SONDAGGI POLITICI ED ELETTORALI L’AGCom ha ricordato che nei quindici giorni precedenti la data della votazione e fino alla chiusura delle operazioni di voto “è vietato rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto.” Il divieto scatta dalle ore 24 del 10 maggio 2019 e si riferisce a tutte le competizioni elettorali in corso di svolgimento.


ELEZIONI EUROPEE RICHIAMATI RAI, SKY, LA7 E MEDIASET: "TROPPO SPAZIO ALLA LEGA E AL GOVERNO".

INVIATI CINQUE ORDINI A REIQUILIBRARE IL TEMPO DESTINATO AL PARTITO DEL VICEPREMIER LEGHISTA La Lega gode di una sovraesposizione televisiva. Anche rispetto agli alleati di governo del M5S. E anche il governo ha una quota troppo elevata nei notiziari del Tg1 e del Tg2. L'AGCom ha anche rilevato una presenza troppo "abbondante" del partito di Salvini e del Governo anche nel TgLa7 e su SkyTG24. Lo dice l'AGCom, che ha esaminato i dati relativi alla campagna elettorale per le Europee riferiti alle settimane 22-28 aprile e 29 aprile-5 maggio e ha spedito alla Rai, La7, Mediaset e Sky l'invito a procedere subito al riequilibrio delle presenze. L'Autorità, in una nota metodologica, spiega di "avere analizzato la presenza e il peso delle forze politiche in competizione nel tempo a loro dedicato dai notiziari. Contestualmente - si dice - abbiamo analizzato la trattazione dei temi elettorali rispetto all'informazione politica più in generale e all'informazione istituzionale anche al fine di garantire il diritto del cittadino-elettore ad una corretta e completa informazione per la formazione dell'opinione ai fini delle scelte di voto. Sulla base di questi elementi di valutazione sono stati rilevati squilibri che hanno costituito oggetto di cinque provvedimenti di ordine. Su loro richiesta, le decisioni sono state assunte con il voto contrario dei commissari Antonio Martusciello e Francesco Posteraro".

IN BREVE

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FREQUENZE IN DTT L’ASSETTO DI MERCATO FORTEMENTE SQUILIBRATO Ricordiamo che la divisione dei multiplex nazionali in DVB-t tra gli operatori di rete del nostro Paese resta ancora fortemente squilibrata (come recentemente sentenziato dal Consiglio di Stato) tale da non consentire la chiusura della procedura di infrazione da parte della Commissione UE nei confronti dell’Italia. Di seguito l’assetto di mercato per numero di operatori e mux assegnati:  E. Industriale (EI Towers–Mediaset): 5  RaiWay (Rai): 5  Persidera (Telecom-L’Espresso): 5  Premiata Ditta Borghini & Stocchetti di Torino (ReteCapri): 1  Prima Tv: 1  Europa Way: 1  H3G: 1  Cairo Network: 1

IN BREVE ADERISCI ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE Questo momento delicato per le emittenti locali e nazionali indipendenti vede il CNRT-TPD fortemente attivo sul campo allo scopo di tutelarle. Gli editori che lo volessero, possono aderire allo nostra associazione collegandosi al sito: www.cnrtv.eu dove poter scaricare il modulo di adesione. Uniti si vince !

MONOPOLIO MEDIASET FORTE INCREMENTO DEGLI UTILI NEL I° TRIMESTRE Nel primo trimestre dell’anno Mediaset ha registrato un utile netto di 39,6 milioni, in fortissimo incremento rispetto ai 3,5 milioni dello stesso periodo del 2018. I ricavi netti sono di 718 milioni rispetto agli 839 milioni del 2018, mentre l’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2019 è diminuito a 791 milioni. La raccolta pubblicitaria italiana del secondo trimestre, al netto della cessazione del calcio pay e dell’effetto Mondiali, dovrebbe essere in linea con quella del primo trimestre.

Comunicazione per i destinatari di “CNRT-Informa”: In base all’art. 13 del Decreto Legislativo N°196 del 2003, i vostri recapiti vengono utilizzati esclusivamente ai fini di questo servizio di informazione e non sono, pertanto, comunicati e/o diffusi a terzi. Nel caso non desideriate ricevere più il “CNRT-Informa”, ed essere cancellati dal suo elenco, inviate un fax al N. 081 837 0421 oppure una e-mail all’indirizzo: news@cnrtv.eu Direttore Responsabile: Manfredi Pagano Reg.Tribunale di Napoli N. 4/07 del 17/01/2007 SEDE: Piazza Municipio, 80 - 80133 NAPOLI

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