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Settimanale di informazione sul settore radiotelevisivo dell’Associazione Coordinamento Nazionale Radio Televisioni

Terzo Polo Digitale www.cnrtv.eu

Anno XIII N. 10 del 16/03/2019

QUESTO

NUMERO

- TV LOCALI: contributi statali, ancora blocchi e ritardi - FREQUENZE: il baratro, incertezze favoriscono le telco - PAY TV: il caso Premium-Sky, Antitrust apre istruttoria - TV LOCALI: anche quelle storiche rischiano di chiudere - DIRITTI TV: Sky divora anche mondiali calcio femminile - TV-WEB: Mediaset accusa Google, Facebook e Amazon - TV: in italia giro d’affari da 8,8 miliardi di euro, forte Sky - PAY TV: Vivendi chiede sospensione in attesa dell’UE - OTT: Dazn si espande, sarà un nuovo monopolista - RADIO: TER, pubblicati gli ascolti del 2° semetre 2018 - OTT: un altro big in espansione, accordi di Rakuten Tv - TV: la morsa del fisco, prosegue l’appello per condono 3

MISURE DI SOSTEGNO ALLE RADIOTELEVISIONI LOCALI

ANCORA BLOCCHI E RITARDI,

EDITORI ESASPERATI ! Dopo l’ennesima delusione avuta al “Tavolo TV 4.0” (di cui riparliamo alla pagina 2 n.d.r.), l’unica buona notizia che demmo la scorsa settimana riguardava i contributi statali, in particolare il decreto direttoriale del 25/02/2019 che autorizzava la DGSCERP del MISE-Com a procedere all’erogazione di un’altra “rata” (il 40%) delle somme relative all’annualità 2016. In verità non era proprio una notizia totalmente positiva perché evidenziava come, dopo le tante promesse del Governo, si stesse procedendo “alla spicciolata” su quote relative ad un ritardo di tre anni! Ma non essendoci limite al peggio, è arrivato lo stop del TAR Lazio che ha accolto l’istanza con cui la società Radio Tele Molise S.r.l aveva richiesto, con motivi aggiunti a ricorso R.G. 12327/2017, l’annullamento previa sospensione del decreto direttoriale del MISE-Com, nonostante una diversa Sezione dello stesso TAR Lazio abbia invece respinto, nei giorni scorsi, un’analoga richiesta di sospensiva presentata dalla società Canale 7 S.r.l. Ora bisognerà aspettare l’udienza di merito al TAR fissata per il prossimo 3 aprile.

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IL GOVERNO DIA DIMOSTRAZIONE DI VOLER TUTELARE IL PLURALISMO INFORMATIVO Semplicemente scandaloso, non ci sono altre parole per commentare questa farsa. Le promesse erano tutte mirate a superare ritardi e blocchi da parte dei Tar per evitare che il settore rimanesse nell’impasse e continuasse a sprofondare. La realtà è che siamo ancora fermi al 2016 con una sola metà liquidata. Nei giorni scorsi si è parlato di “tutela del pluralismo nell’informazione”. Bene, intanto si proceda immediatamente a liquidare le somme. Poi, a contenzioso sbloccato, si potrà eventualmente rivedere il tutto, proprio come era stato inizialmente stabilito. I ritardi, intanto, si ripercuotono sul resto: riguardo l’annualità 2017 è stata pubblicata la graduatoria provvisoria di radio e tv comunitarie. Procede, invece, l’esame delle domande presentate dalle emittenti radiofoniche e televisive locali per l’anno 2017. Per quanto riguarda le tv locali commerciali, la relativa graduatoria provvisoria è stata pubblicata il 20 dicembre 2018. Non è, invece, ancora stata sbloccata la pubblicazione della graduatoria provvisoria per le radio locali commerciali 2017, attesa da ormai oltre due mesi. Intanto le domande per l'anno 2019 sono state un totale di 999, di cui si nota come siano diminuite quelle per le tv commerciali (151) e aumentate quelle comunitarie (306), chiaro segnale del disagio del settore.


IL BARATRO DELLE FREQUENZE LE INCERTEZZE CHE FAVORISCONO LE TELECOMUNICAZIONI Appare preoccupante il fatto che quasi nessuno abbia accennato all’ultimo incontro del “Tavolo TV 4.0” tenutosi lo scorso 7 marzo al MISE. E’ vero che si è trattato di una riunione, diciamo, di aggiornamento sull’iter che riguarda la rottamazione della banda 700MHz. Altrettanto vero, però, è il quadro che in generale si prospetta. Prima di tutto il rispetto del calendario di spegnimento che sarà effettuato in base ai multiplex attualmente pianificati, ma sarà suscettibile di modifica a seguito delle assegnazioni definitive delle frequenze. In pratica, una volta rispettato il calendario, tutto potrebbe tornare ad ulteriore verifica a seguito delle assegnazioni definitive. Praticamente non c’è nulla di definitivo mettendo a rischio ogni investimento e “congelando” pianificazioni e strategie. Secondo molti analisti, tutto questo potrà avere una conseguenza molto grave: avvantaggiare e potenziare le telco rispetto agli operatori del broadcast. C’è, infatti, già da prendere in considerazione i dati di cui abbiamo già parlato la settimana scorsa: l’aumento della fruizione in streaming e on demand rispetto alle tradizionali piattaforme Sat e DTT. Se poi andremo incontro a problemi dovuti alla transizione al DVB-T2 e alla incertezza riguardo le nuove assegnazioni frequenziali, si rischia di dare un ulteriore grosso vantaggio alle telco con una perdita ancora più forte degli utenti della tv tradizionale. Per evitare questo occorre, quindi, dare certezze. Permettere agli editori di pianificare con chiarezza investimenti, altrimenti si rischia soltanto lo stallo favorendo la fuga dei telespettatori verso altre forme di fruizione.

IL PRIMO GENNAIO 2020 SI SPEGNERÀ IL CODEC MPEG2

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NECESSARIO TV/DECODER ADEGUATO Come già detto, non cambia, nonostante i timori di ritardi che serpeggiano tra le associazioni di categorie e i rivenditori, la roadmap del MISE-Com nel cammino verso lo spegnimento del codec MPEG-2. Per le leggi in vigore, tale data è prevista per il 1° gennaio 2020, ma sarà probabilmente prorogata. Secondo indiscrezioni, infatti, la tabella di marcia per il passaggio al T2 entro il 2022 che il MISECom dovrà adottare ex L. 145/2018 sarà posticipata di diversi mesi; forse addirittura di un anno per quanto riguarda l’adozione del formato H264. Ritardi potrebbero essere registrati oltre che per la migrazione al formato MPEG4 anche per la pubblicazione dei bandi per l’assegnazione delle frequenze DVB-T2 e per la determinazione delle graduatorie dei fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA) che avranno diritto ad essere trasportati sui nuovi multiplex DVB-T2 regionali o infraregionali. Al momento dello spegnimento, tutti gli utenti dovranno essere dotati di un TV o almeno un decoder compatibile con il codec MPEG 4-AVC. Il MISE-Com si prenderà, quindi, fino all'ultimo giorno sfruttando la finestra temporale stabilita dalla Legge di bilancio per il 2019.


L’ANTITRUST APRE ISTRUTTORIA SU ACQUISIZIONE DI R2 (MEDIASET PREMIUM) DA PARTE DI SKY L’Autorità ha avviato, in data 7 marzo 2019, un procedimento istruttorio volto a valutare l’operazione di concentrazione consistente nell’acquisizione del controllo della società R2 S.r.l. (ramo operation pay di Mediaset Premium) da parte di Sky Italia S.r.l. e Sky Italian Holdings S.p.A. Il procedimento è diretto ad accertare le possibili ricadute concorrenziali dell’acquisizione da parte di Sky, operatore dominante nel mercato della pay-tv, di R2, vale a dire la piattaforma tecnica del digitale terrestre di Mediaset Premium, il quale ha rappresentato in passato sostanzialmente l’unico concorrente di Sky nel mercato della televisione a pagamento. In particolare, verrà valutato se l’operazione possa determinare il rafforzamento della posizione dominante di Sky nel mercato dei servizi al dettaglio della televisione a pagamento (pay-tv) e nel mercato dei servizi di accesso all’ingrosso alla piattaforma tecnica della televisione a pagamento del digitale terrestre, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza in tali mercati, nonché nei mercati ad esso collegati, quali quelli riguardanti il broadcasting digitale, i contenuti per la televisione a pagamento e i canali pay-tv.

…E LE STORICHE TV LOCALI RISCHIANO DI CHIUDERE Intanto continua la crisi delle tv locali tra contributi in stallo, LCN in stallo e ora anche la questione frequenze nel mare delle incertezze. Un quadro sicuramente drammatico nel quale continuano a cadere “teste”, anche grosse, spinte non solo dalla crisi (la quale spesso viene citata come alibi, o almeno come causa principale), ma proprio da queste condizioni di stallo su materie delicatissime.

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Tra le tante realtà importanti ha rischiato di essere cancellata anche Unica, la tv di Lecco e Sondrio, che è stata letteralmente salvata dal baratro grazie ad una cordata di aspiranti editori che si sono proposti per evitare la chiusura di una voce importante per la regione. La stessa cosa accadde per Antenna 5 di Empoli. Si tratta di realtà dei fatti che confermano quanto il comparto delle tv locali stia soffrendo, e non parliamo più di emittenti medio/piccole.

IL CNRT-TPD RICORDA CHE NEL PROPRIO SITO WWW.CNRTV.EU È POSSIBILE CONSULTARE E SCARICARE TUTTI I NUMERI DEL ‘CNT-INFORMA’ GRAZIE AL NOSTRO ARCHIVIO ON-LINE CHE CONTIENE LE EDIZIONI DEGLI ULTIMI DUE ANNI


DIRITTI TV CALCIO TUTTA LA FIFA WORLD CUP FEMMINILE FRANCIA 2019 IN DIRETTA SU SKY SPORT Prosegue la totale conquista monopolistica del mercato dei diritti sportivi sul calcio da parte di Sky. Incurante del procedimento Antitrust sulla vicenda Mediaset Premium, il colosso della tv a pagamento annuncia l’acquisizione dei diritti per la trasmissione di tutta l’ottava edizione della FIFA World Cup di Calcio Femminile, che si disputerà in Francia dal 7 giugno al 7 luglio 2019. Grazie a un accordo con la FIFA, Sky Sport trasmetterà in diretta tutte le 52 partite del torneo, di cui 37 in esclusiva. Sono 24 le nazionali partecipanti, tra cui l’Italia, che manca dalla competizione da ben vent’anni. L’ultima apparizione delle azzurre in un Mondiale risale infatti all’edizione del 1999. Le giocatrici allenate da Milena Bartolini sono inserite nel Gruppo C, insieme a Brasile, Giamaica e Australia. Esordio domenica 9 Giugno alle 13 allo Stade du Hainaut di Valenciennes con Australia-Italia. Il secondo incontro sarà Venerdi 14 Giugno alle 18:00 allo Stade Auguste-Delaune di Reims contro la Jamaica. Si chiude la prima fase Martedì 18 Giugno alle 21 allo Stade du Hainaut di Valenciennes con la supersfida Italia-Brasile.

Sky garantirà una copertura totale del torneo, con un’attenzione particolare alla Nazionale Italiana, diventando così anche la tv delle azzurre: oltre alle partite e agli studi di approfondimento pre e post, Sky Sport seguirà infatti il ritiro della Nazionale in vista della preparazione al Mondiale, documentando con il racconto live tutte le tappe dell’avventura francese. Sky arricchisce così la propria offerta di calcio femminile, che già comprende la Serie A per due stagioni (2018/2019, 2019/2020), le semifinali e la finale di Coppa Italia, oltre alla Supercoppa Italiana.

GUERRA TRA COLOSSI MEDIASET ACCUSA GOOGLE E FACEBOOK “SONO PADRONI DEL MONDO”

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"I vari Google, Facebook e gli Amazon sono aziende che hanno accumulato in poco tempo un potere enorme. Il mondo del WTO si reggeva su determinati accordi, ma oggi e' saltato tutto e tutto e' fuori controllo. Così ci troviamo questi 'signori' che arrivano, 'prendono' i tuoi prodotti e non pagano. Se qualcuno 'prende' ciò che è tuo e lo fornisce ad altri, dovrebbe pagare. Eppure, nessuno lo fa! I nuovi attori usano tutta la loro potenza per fare una lobbying incredibile". Lo ha afferma recentemente in un’intervista il Presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri. Siamo di fronte ad un chiaro segnale che vede i big players della televisione ad aver timore dei big internazionali che stanno “invadendo” il settore. Se prima eravamo di fronte a mercati separati, adesso non esiste più alcuna barriera netta. L’on demand e lo streaming sono diventati realtà sempre più consolidate che vanno a picconare le tradizionali piattaforme della televisione.


TELEVISIONE: GIRO DI AFFARI DA 8,8 MILIARDI IN ITALIA IL NUOVO STUDIO MEDIOBANCA: SETTORE CALA SU SCALA NAZIONALE, MA SKY È L’UNICO AD AUMENTARE FATTURATO (+2,1%), UTILI, SHARE E INVESTIMENTI Il settore “televisioni e radio” ha raggiunto un giro di affari in Italia pari a 8,8 miliardi di euro nel 2017 (-1,1% sul 2016). Un mercato dominato da cinque grandi operatori, che tende sempre più a concentrarsi in un unico polo: Rai-MediasetSky. Questi ultimi tre, da soli, detengono circa il 90% dei ricavai televisivi totali, gli altri due sono Discovery Italia e La7. Questo è quanto emerge dall’esame dei bilanci 2013-2017 dei cinque principali Gruppi televisivi italiani effettuato dall’Area Studi di Mediobanca. I cinque principali Gruppi televisivi italiani, presi tutti assieme, hanno chiuso il 2017 con un fatturato aggregato di 9,4 miliardi di euro. Il dato è in calo dell’1,4% rispetto al 2016, ma in aumento rispetto al 2013 (+3,5%). A livello nazionale, Sky Italia nel periodo considerato ha aumentato il proprio fatturato del 2,1%, a 2,8 miliardi di euro, mentre Mediaset, pur posizionandosi al primo posto, con 3,6 miliardi di euro (di cui 1,1 miliardi realizzati all’estero però), ha registrato una perdita dello 0,8%. Sky Italia, inoltre, ha chiuso il quinquennio 2013-2017, in positivo, con utili per 118 milioni, seguita solo da Discovery con 31 milioni. Negativi più o meno rilevanti per gli altri: la Rai, ad esempio, ha totalizzato perdite per 214 milioni di euro. Tutti assieme, i cinque grandi gruppi hanno accumulato complessivamente perdite nette per 321 milioni di euro. PER QUANTO RIGUARDA LA REDDITIVITÀ INDUSTRIALE, il quadro d’insieme segnala una ripresa, con tutti gli operatori in miglioramento nel 2013-2017: Discovery Italia ha registrato nel 2017 l’ebit margin più elevato (14,2%, in aumento dell’1,9% sul 2013), seguono Mediaset (al 9%, in crescita dell’1,5), Sky Italia (6%, che segna l’aumento maggiore +4,8%) e Rai (3,4%, stabile). Anche per tasso d’investimento è Sky ad ottenere il dato migliore, con un +1,9% sul 2013, un indicatore che si conferma generalmente positivo anche per gli altri operatori. IN TERMINI DI QUOTE DI ASCOLTO, infine, se da una parte cresce lo share dei canali di Sky Italia e Discovery Italia (rispettivamente +2,2% e +1,3% sul 2013) e dei canali tematici di Rai e Mediaset (entrambe +0,8%), dall’altra sono in calo le quote di ascolto delle reti generaliste (-1,9% per Mediaset e 2,9% per Rai). Rai è sempre l’emittente più seguita dagli italiani, raggiungendo il 36,5% di quote di ascolto nel giorno medio nel 2017. Seguono Mediaset (31,3%), Sky Italia (8,4%), Discovery Italia (6,9%) e La7 (3,4%).

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VALORE FILIERA TELEVISIVA A QUOTA UN MILIARDO DI EURO Secondo l’ultimo rapporto dell’APT, il valore della filiera della produzione televisiva italiana ha raggiunto un miliardo di euro: il cinema è a quota 263 milioni, la fiction sta attraversando un vero e proprio boom con l'assorbimento del 38% del mercato e un valore fra i 360 e i 380 milioni di euro. Seguono gli altri generi televisivi e Internet con un valore fra i 310 e i 340 milioni di euro. I lavoratori impegnati sono 70mila che aumentano a 100mila grazie all'indotto. Le imprese attive sono 7.247. A trainare la crescita sono diversi fattori: l'estensione del tax credit al prodotto televisivo e la maggiore comprensione della sua centralità culturale; lo sviluppo della committenza degli Over The Top con significativi effetti sull'intero versante della quantità di prodotto audiovisivo richiesta; l'espansione delle attività degli operatori on demand nazionali ma soprattutto internazionali come Netflix e Amazon.


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TELENOVELA MEDIASET-VIVENDI VIVENDI CHIEDE SOSPENSIONE IN ATTESA DEL GIUDIZIO UE SULLA DELIBERA DELL’AGCOM Nuovo rinvio per il contenzioso legale tra Mediaset e Vivendi. Il giudice di Milano Daniela Marconi deciderà dopo il prossimo 30 aprile sulla richiesta di sospensione avanzata dal gruppo che fa capo a Vincent Bollorè, in attesa del pronunciamento della Corte Ue sulla legittimità della delibera dell’AGCom. Lo scorso 5 novembre il Tar del Lazio aveva deciso di rimettere alla Corte di Giustizia Ue la decisione sulla legittimità della delibera dell’Authority che ad aprile 2017 aveva imposto a Vivendi di alleggerire la sua partecipazione in Telecom Italia o in Mediaset. I legali della media company francese hanno chiesto in particolare la sospensione della terza causa al centro della battaglia giudiziaria tra i due gruppi, e cioè quella relativa alla presunta concorrenza sleale nata dopo la denuncia del giugno 2017 di tentata scalata dei transalpini al gruppo italiano. Causa trattata sempre in sequenza alle due, poi unificate, promosse da Mediaset e Fininvest sul mancato acquisito di Premium di cui Mediaset, a procedimento avviato, ha avanzato la richiesta non più dell’esecuzione del contratto ma della sua risoluzione per inadempienza. Il giudice si è riservato oggi di decidere inoltre sulle istanze istruttorie (prove testimoniali e documentali e consulenze tecniche), la data è ancora da fissare. Il termine del 30/4 si è reso necessario per permettere la traduzione di alcuni documenti che erano stati depositati in lingua inglese.

DAZN SI ESPANDE: SARA’ UN NUOVO MONOPOLSITA

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Più volte abbiamo messo in guardia il settore televisivo: DAZN non scherza. Per lanciarsi nel mercato dei diritti tv del calcio di Serie A in Italia, non si tratta certo di un’operazione suicida come lo è per tantissimi altri operatori. Si tratta di un soggetto che ha alle spalle un colosso americano che potrà entrare a gamba tesa nel sistema e creare più pericoli di quanto non lo sia Netflix. DAZN Group, infatti, leader digitale tra i media sportivi a livello globale, ha annunciato oggi che DAZN Media, con l’introduzione di sponsorizzazioni e pubblicità all’interno della piattaforma di streaming sportivo, sarà la nuova entità responsabile per le media partnership internazionali. DAZN Media supervisionerà tutte le opportunità commerciali a livello globale e locale per i brand all’interno di DAZN, il servizio di streaming live e on demand interamente dedicato allo sport, presente in Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera, Giappone, Stati Uniti, Canada e prossimamente anche in Brasile. Gestirà inoltre la raccolta pubblicitaria di alcuni dei più conosciuti siti sportivi, come Goal e Sporting News. DAZN Media lancerà anche DAZN+, un innovativo network off-platform che aggregherà la reach delle piattaforme media di proprietà del gruppo, tra cui Goal, Sporting News e DAZN Player (l’ex ePlayer), canali social, influencer, talent, diritti e attivazioni negli stadi per offrire ai brand una piattaforma data driven davvero unica per raggiungere i fan. ePlayer, la piattaforma sportiva VOD di DAZN Group, è stata invece rinominata DAZN Player. DAZN Player raggiunge milioni di tifosi in tutto il mondo, aggredando contenuti sportivi premium selezionati, provenienti da DAZN, dai detentori dei diritti e dalle agenzie di stampa per la distribuzione a migliaia tra i più grandi siti al mondo, tra cui Mail Online, MSN, Mundo Deportivo e La Repubblica.


PUBBLICATI GLI ASCOLTI DEL 2° SEMESTRE 2018 DEVICE TV E IP SUPERANO IL RICEVITORE TRADIZIONALE STABILE L’AUTORADIO Il TER (Tavolo Editori Radio) ha reso noto i dati di ascolto radiofonici relativi al secondo semestre del 2018. (26 giugno-17 dicembre) e dell’anno 2018. L’ASCOLTO COMPLESSIVO nel giorno medio è salito nel secondo semestre 2018 fino a 34.856.000 utenti rispetto a 34.535.000 del primo semestre. I contenuti radio vengono sempre più fruiti attraverso la televisione (cd. visual radio), cresce del 10% da un semestre all’altro, posizionandosi nel giorno medio da 4.118.000 (ascolto sonoro + audiovisivo) del primo semestre a 4.513.000 del secondo, contribuendo quindi per circa il 13% all’ascolto del medium in generale, in aumento pertanto di 2 punti percentuali di incidenza. L’attore più forte, RTL 102.5 mostra che la tv (“radiovisione”) porta un contributo di oltre il 22% mentre per Radio Italia l’apporto della televisione sul complesso dell’audience è del 18%; Radio Norba detiene il record, con il 32%, cioè praticamente 1/3 del totale degli ascolti. Nella rilevazione per device cresce anche l’ascolto via IP: la somma delle fruizioni via tablet/PC con quella via smartphone segna un aumento dal primo al secondo semestre 2018 da 3.067.000 a 3.392.000, pari ad una crescita di circa il 10% (l’aumento della sola componente tablet/PC è del 10%). Stabile l’ascolto attraverso l’autoradio (2° semestre = 25.115.000/1° semestre = 25.114.000), che si conferma in assoluto il device dominante, mentre, confermando la discesa in atto da qualche anno, si riduce ulteriormente di un punto e mezzo percentuale su scala semestrale l’ascolto attraverso il ricevitore tradizionale stand-alone che scende da 9.978.000 dei primi sei mesi a 9.847.000 del secondo semestre.

OTT: ECCO UN ALTRO BIG IN ESPANSIONE, RAKUTEN TV

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ACCORDO CON I MARCHI DI TV PER TASTO SU TELECOMANDO Gli abbonati a Rakuten Tv, società giapponese Over The Top controllata dal gruppo Rakuten Inc, e possessori di Smart Tv Samsung, LG, Philips, Hisense potranno collegarsi ai servizi in streaming digitando il tasto Rakuten, come accade oggi su molti modelli di Tv per Netflix e Amazon Prime Video che hanno raggiunto intese simili con i produttori di Smart Tv. L’OTT Rakuten Tv inoltre aumenterà la sua presenza sul mercato europeo. Opera già in Spagna, Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania per un totale di 5 milioni di clienti. L’obiettivo è quello di raggiungere oltre 40 milioni di utenti e triplicando la propria distribuzione da 12 a oltre 40 paesi nel corso del 2019, con un piano di ulteriore crescita nel 2020. Il servizio in streaming, ad eccezione della Spagna, rimarebbe in pay-per-view e non in abbonamento. L’invasione degli operatori internazionali è ormai chiara. Occorre garantire a quelli nazionali e soprattutto ai più piccoli protezione da monopolio. Per ora il totale di attività del gruppo Rakuten (che si occupa in prevalenza di servizi finanziari e internet, di e-commerce, e non di tv) in Europa vale appena 230 milioni di euro nel 2018, su un totale di 8,84 miliardi di ricavi nel mondo. La società giapponese ha quindi lanciato la propria sfida nel mercato dello streaming video pay, dove debutteranno tra il 2019 e il 2020 anche i nuovi Over The Top di Disney, Hbo, Nbc Universal e Apple.Nel mercato italiano Rakuten Tv è presente dal 2015 con il brand Kobo, e andrà a concorrere con la solita Netflix, Amazon Prime Video, Chili Tv, NOW Tv (Sky), Infinity (Mediaset) e TIMVision.


EDITORI NELLA MORSA DEL FISCO Prosegue l’apello del CNRT-TPD affinchè si mettano fine a provvedimenti ormai chiaramente “tampone” come le varie “Rottamazioni di cartelle” e il recente “Saldo e stralcio” le cui domande si sono aperte lo scorso primo marzo. Tali provvedimenti, come evidenziato anche da recenti analisi della Commissione UE in tema di pressione fiscale, non hanno sortito rilevanti effetti benefici per il rilancio della produzione. Anzi, la situazione appare poco rosea con un aumento del carico fiscale per il 2019. Occorre, quindi, rilanciare l’ipotesi di un condono “una tantum” inteso in senso stretto, con l’eliminazione del carico pendente.

IL NUOVO E PERICOLOSO NETFLIX VUOLE RADDOPPIARE LO STORYTELLING INTERATTIVO Todd Yellin VP of product di Netflix ha confermato le intenzioni del colosso streaming di produrre più contenuti interattivi: "Le nuove storie interattive potranno essere anche commedie romantiche, in cui tocca allo spettatore scegliere se far andare la protagonista con l’uno o con l’altro pretendente”.Netflix, dopo il grande successo dell’episodio di Black Mirror-Bandersnatch, ha intenzione di produrre più storie interattive che implicano un ruolo chiave dello spettatore, “costretto” a compiere delle scelte e a modificare (per quanto possibile) il corso degli eventi.

IN BREVE FREQUENZE IN DTT L’ASSETTO DI MERCATO FORTEMENTE SQUILIBRATO

Ricordiamo che la divisione dei multiplex nazionali in DVB-t tra gli operatori di rete del nostro Paese resta ancora fortemente squilibrata (come recentemente sentenziato dal Consiglio di Stato) tale da non consentire la chiusura della procedura di infrazione da parte della Commissione UE nei confronti dell’Italia. Di seguito l’assetto di mercato per numero di operatori e mux assegnati:    

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IN BREVE ADERISCI ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE Questo momento delicato per le emittenti locali e nazionali indipendenti vede il CNRT-TPD fortemente attivo sul campo allo scopo di tutelarle. Gli editori che lo volessero, possono aderire allo nostra associazione collegandosi al sito: www.cnrtv.eu dove poter scaricare il modulo di adesione. Uniti si vince !

E. Industriale (EI Towers–Mediaset): 5 RaiWay (Rai): 5 Persidera (Telecom-L’Espresso): 5 Premiata Ditta Borghini & Stocchetti di Torino (ReteCapri): 1 Prima Tv: 1 Europa Way: 1 H3G: 1 Cairo Network: 1

BOOM DI FIBRA IN ITALIA +43% È boom di fibra, sia a casa (Ftth) che al condominio (Fttb). E l’Italia è davanti, con una forte accelerazione nella copertura e una buona crescita anche delle sottoscrizioni. Secondo quanto riporta il Ftth Market Panorama realizzato da Idate per la Ftth Conference 2019, infatti, l’Italia ha visto una crescita eccezionale nel numero di case cablate, passate da 4,399 milioni di unità a settembre 2017 a 6,295 milioni di unità a settembre 2018, con un aumento totale del 43.12%. E la fibra continua a crescere, sia per copertura che per abbonati in tutta Europa.

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