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ANTROPOLOGIA INTEGRATA

LA COPPIA COME

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PROGETTO: DALLA DIPENDENZA ALL'AMORE

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a solidità di un rapporto di coppia è direttamente proporzionale al grado di coscienza che la donna e l'uomo banno di sé e del proprio inviolabile progetto di vita. Perpoter costruire un rapporto di coppia è necessario che ciascuno dei due abbia coscienza di sé, dei principi cardine della propria esistenza, e di cosa vuole realizzare nello spazio-tempo della propria vita. Nessuno può "mendicare" un rapporto, perché mendicherà sempre, e nessuno può soggiacere ad un rapporto, perché soggiacerà sempre, sviluppando dentro di sé conflitti e stati di malessere che portano a sofferenze troppo spesso schiaccianti. Quindi possiamo dire che non esiste il matrimonio, come possibilità di una costruzione tra uomo e donna, se l'uomo e la donna non arrivano a sceglierlo partendo dalla consapevolezza della propria realtà e dei propri limiti (limiti che non sono colpe, ma il risultato di condizionamenti, traumi e quant'altro si è subito da una società che ancora non sa "educare"), e dal desiderio di farsi da "specchio" l'un con l'altra per costruire un rapporto in cui si possa crescere realizzando un progetto di vita condiviso e amato da entrambi. Nella maggior parte dei casi ci si sposa dopo una prima fase di attrazione ed innamoramento: l'innamoramento è una spinta potenrissinla cbe dà grande gioia nell'incontro, ma deve essere la spinta che permette di awiare la costruzionefra la donna e l'uomo, altrimenti quando poi si attenua si verifica un totale abbassamento di tutta l'energia iniziale e ci si ritrova con la cruda realtà di una delusione che è sempre la risposta all'illusione iniziale, ovvero alla mancanza di coscienza di sé, di conoscenza dell'altro, di chiarezza della strada che insieme si è intrapresa e si vuole portare avanti.

Il problema della delusione è una delle cause principali che portano alla separazione di una coppia. Come si fa a non deludersi? Sviluppando quella conoscenza, di sé e dell'altro, che pennette di non illudersi che l'altro sia quello che noi pensiamo o vogliamo, perché nessuno può e deve aderire esattamente a quello che l'altro pensa o vuole. La conoscenza non lascia spazio alle illusioni, ma dà coscienza della realtà, per poteme superare i limiti e godere di tutto ciò che di positivo già presenta. La donna, ad esempio, non può pensare al marito come ad una sorta di "figlio" da accudire e proteggere pretendendo al tempo stesso la totalità da lui, e lo stesso vale per l'uomo nei confronti della donna, perché lapersona che viene accudita e protetta non sviluppa la sua importanza all'interno della coppia, ma ben presto si abitua a quel sistema di relazione, e quando subentra l'abitudine la coppia è spenta, non ha più alcun valore evolutivo, Don c'è più la possibilità di costruire perché ci si adatta e ci si adegua ad uno status quo in cui non c'è dinamismo, non c'è crescita né individualmente né insieme. Un altro serio problema nei rapporti di coppia è la tendenza a "misurare" l'altro in base a ciò che fa e che dà, ma non per ciò che è nella sua realtà sostanziale. Spesso, purtroppo, i due partner tendono a valorizzare le caratteristiche "esteriori" - "è affettnoso, disponibile, mi dà sicurezza" e via dicendo - ma in questo modo non si valorizza la realtà dell'altro ali 'interno della coppia, bensì le compensazioni alle proprie esigenze o carenze,

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e questo non ha nulla a cbe vedere con l'amore: all'interno di una coppia l'amore è legato alfine della coppia stessa, che è quello di potenziarsi a vicenda e crescere, non di cercarsi una tranquillità che di fatto è stasi, è una sorta di "morte apparente" in cui il rapporto stesso non ha vita. La donna e l'uomo non devono cercare la tranquillità, ma devono poter essere felici di crescere fino all'ultimo giorno della loro vita, e la coppia è un mezzo privilegiato a tal fine, perché permette verifiche, scambio di energia, superamento dei propri limiti, grande gioia nel percorso che si realizza e nel vedere l'altro sempre più libero e autonomo in se stesso. In quest'ottica anche i momenti di sofferenza che si vivono sono sempre utili alla crescita della coppia, e non generano mai delusioni, rabbia, rivalse e tutto ciò che porta alla fine del rapporto. Ali 'interno della coppia l'autonomia è fondamentale. L'uomo non può e non deve essere "tutto" per la donna, né la donna "tutto" per l'uomo: ciascuno deve avere e mantenere la propria Gutonomia, con la gioio di "cammillare insieme" acquisendo chiarezza di ogni attimo della vita. È la verità che dà chiarezza: più siamo chiari più siamo forti in noi stessi, consapevoli della nostra energia da "investire" nella coppia e nei nostri progetti di vita. Avere chiarezza significa uscire dalla nebbia dei condizionamenti, delle dipendenze, degli automatismi stimolo-risposta, significa avere quella consapevolezza che ci permette di essere 1I0i stessi e vivere nella verità, senza doverci alterare o deformare per rispondere alle aspettative degli altri. Purtroppo il mondo fmora è stato dominato per lo più dall'ignoranza, da una logica capace di falsificare la verità, dalla furbizia di chi pensa di potersi conquistare gli altri con artifici e strategie che offendono la propria dignità e quella dell'altro. La coppia non è sfuggita a questo stato di fatto: ancora oggi spesso chi sa usare "artifici" riesce ad avere una coppia "stabile", fmo a che il sistema non satura. Prendiamo ad esempio la donna che per potersi affermare ha dovuto alterarsi e ricorrere a stratagemmi di tutti i tipi: questa donna non è mai se stessa, cambia a seconda della situazione, di quello che vuole ottenere, può assumere tutte le fomle che ritiene utili ai propri scopi, ma questo infieia gravemente la sua possibilità di crescita perché /10/1 vive la verità; è una donna che escogita sempre il modo per avere l'altro ai suoi voleri, e così facendo non stabilirà il rapporto con l'altro per quello che lui è, nella sua realtà sostanziale, ma eserciterà il possesso sull 'altro facendo leva sui suoi condizionamenti, fino a che il rapporto non arriverà a saturazione e le strade si separeranno, perché di fatto la spinta evolutiva che ciascuno ha dentro porta a cercare ciò che è utile alla propria crescita. Se l'essere umano non cresce, pian piano "soffoca": non si può rimanere uguali nel tempo, mantenendo le stesse abitudini e gli stessi condizionamenti, perché questa vita ci serve ad evolverci, a superare i limiti che man mano emergono, e più li superiamo più affiniamo la nostra capacità di lavorare su noi stessi; guardando indietro dobbiamo poter vedere il cammino fatto, e se non c'è cammino, cambiamento, crescita, allora stiamo sprecando la vita. Nel rapporto di coppia, in particolare, nessuno deve voler dominare o possedere l'altro, né pretendere che l'altro aderisca ai propri desideri, voleri, aspettative; troppe volte viene rinfacciato all'altro ciò cbe si 8 CN ".2/2006


è dato o fatto, ma nella realtà non si può rinfacciare ciò che si vive comunque per scelta, non avendo un fucile alle tempie se non quello dei propri condizionamenti, poiché un rapporto non è una "società per azioni" in cui ad ogni investimento deve corrispondere un ricavo: in una coppia non

si investe la propria energia sull 'altro per avere untornaconto, si esprime la propria energia ali 'interno di un percorso che vede entrambi felici di verificarsi, dialogare, ricercare la verità e crescere per raggiungere stati di libertà e coscienza sempre più elevati. Il mio amore, quello che ho dentro e che esprimo, nessuno lo può quantizzare: ognuno dà ed esprime ciò che ha, ciò che ha realizzato nella propria coscienza. L'investimento delle proprie risorse non ha niente a che fare con l'amore, con j'''investimento'' di ciò che io sono nella mia vita e nella costruzione che voglio realizzare. Se ho sviluppato coscicnza di me come essere unico e irripetibile, la mia energia, iI mio amore, tutto ciò che sono e che ho real izzato consapevolmente io lo investo sulla mia vita, poi nella mia vita c'è il partner, ci sono i figli, c'è tutto ciò che fa parte della mia esistenza, e allora dò perché vivo, non dò perché pretendo qualcosa in cambio: nel primo caso sono "soggetto" della mia vita, nel sccondo sono "oggetto" di organizzazioni mentali condizionate. Quando l'essere non è libero dentro di sé non può stare bene, perché quand'anche tenta di tenere l'altro "asservito" ai propri condizionamenti alla fine i conti non tornano mai: gli altri non possiamo bloccarli, perché ciascuno è un sistema dinamico che tende alla libertà, all'identificazione e affennazione del proprio lo cosciente, è un sistema dinamico che in qualunque modello, anche fonnalmente "perfetto", satura e non accetta di essere bloccato poiché non vi trova l'al imento di cui ha bisogno per evolversi. Nessun modello - sociale, religioso, familiare - può contenere la vita umana nel suo dinamismo, c se vogliamo avere veramente un rapporto d'amore una persona c 'è una sola strada: condividere dei pro-

insieme che rispettino la fisiologia dell'evoluzione L'amore di coppia è sempre un'esperienza importante, ~mlaa~col'll qlJasi sconosciuta all'uomo e alla donna, perché dovrebbe essere l'amore per il progetto che l'altro deve ' SI'O/I~el·nlefj'a "ua vita e deve portare a compimento prima

di morire. E prima di morire dobbiamo essere diventati li-

beri: liberi dai condizionamenti, dai modelli, dalle aspettative, dalle gratificazioni esterne, liberi di avere tutta la ':p<Jtelr1Z3 disponibile della propria energia cosciente. lo un

'1lIJ:>pC,tto di coppia costruito su tali fondamenta il "lega" è di ordine spirituale, trascendente, perché le sue raaffondano nella profondità della vita, nella 1PI'1lg~:ttualità dell'essere, nell'anelito alla crescita e alla liO . deUa coscienza.

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la coppia come progetto: dalla dipendenza all'amore  

di Luciana Luisa Papeschi. la solidità di un rapporto di coppia è direttamente proporzionale al grado di coscienza che l'uomo e la donna han...