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www.cnonline.it - cn@cnonline.it edizioni C.E.U.

Numero 8 - Aprile - Giugno 2012 Periodico telematico trimestrale a carattere tecnico-scientifico del Centro studi per l’Evoluzione Umana - C.E.U.


Centro studi per l’Evoluzione Umana “Anagrafe Nazionale delle Ricerche” (D.P.R. 11/7/1980 n.382-art.64) n.A18909G2 Ente accreditato presso il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Dipartimento per lo Sviluppo dell'Istruzione - Decreto del 08.03.2006 Iscritto nel “Registro delle Associazioni e degli enti che svolgono attività nel campo della lotta alle discriminazioni” (d.lgs 215/2003) presso l’U.N.A.R. Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Diritti e Pari Opportunità Costituzione e scopi Istituzione di ricerca scientifica pluridisciplinare che adotta il metodo dell’integrazione delle Scienze per l’approccio alle problematiche sociali ed ambientali che limitano l’evoluzione umana. Costituzione: ente eminentemente scientifico, apartitico e senza scopo di lucro, aperto a studiosi di tutte le discipline al fine di rendere umana la scienza, sviluppando parametri dinamici integrati idonei a rimuovere gli ostacoli che attualmente limitano l’evoluzione umana. Scopi: il C.E.U. si propone di raggiungere i suoi obiettivi prevalentemente attraverso: - la formazione e l’aggiornamento del personale della scuola di ogni ordine e grado; - la formazione dei formatori nel campo dell’Educazione ai Diritti Umani; - la formazione, l’aggiornamento e l’orientamento professionale; - l’alfabetizzazione dei Diritti Umani attraverso corsi, seminari, convegni finalizzata alla prevenzione delle micro e macroviolazioni degli stessi all’interno dei diversi ambiti professionali ed istituzionali. Attività Il Centro opera attraverso iniziative conformi alle sue finalità quali: a) progetti, studi e ricerche multidisciplinari ed integrate nelle principali aree di intervento educazione, giustizia, sanità ed ambiente b) creazione di istituti di alta formazione nelle suddette tematiche; c) realizzazione di convegni, seminari e conferenze sulle suddette aree di intervento; d) consulenze e collaborazioni scientifiche con organismi ed istituzioni nazionali ed internazionali. Attività scientifiche Svolgimento di incarichi di studio per le Istituzioni nazionali e le Organizzazioni internazionali (ONU, UNESCO, Unione Europea, Consiglio d’Europa e OSCE) con gli strumenti forniti dagli studi integrati multidisciplinari; sviluppo di nuove metodologie educative integrate; studi scientifici sull’applicazione dei diritti umani; studi di sviluppo sociale integrato con particolare attenzione alla gestione funzionale fisiologica dei rapporti uomo-donna; studi e ricerche in campo psicologico, del benessere e della salute. Attività didattica Corsi, seminari e conferenze relativi alle metodologie applicative del C.E.U. indirizzate alle attività nel campo della salute, dell’educazione, dei diritti umani e dell’ambiente; progetti formativi per i formatori nei suddetti campi; corsi di aggiornamento per le scuole di ogni ordine e grado; corsi di formazione pre- e post laurea a livello nazionale ed internazionale. Attività di documentazione Raccolta di testi specializzati e stampa internazionale; divulgazione degli studi e delle attività del C.E.U. a livello nazionale ed internazionale. Periodici Cultura e Natura, periodico telematico a cadenza trimestrale a carattere tecnico scientifico. Nata nel 1985, Cultura e Natura seleziona ed attua una divulgazione educativo-scientifica finalizzata ad offrire a tutti, e a coloro che operano nel campo del sociale, del benessere e della salute, strumenti conoscitivi utili allo svolgimento delle proprie attività.


Sommario aprile-giugno 2012

Periodico telematico trimestrale a carattere tecnico scientifico del Centro studi per l’Evoluzione Umana AnnoII Numero 8 - Aprile – Giugno 2012

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Editoriale

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APPROFONDITAMENTE

Direttore Responsabile

La forza della natura e la forza della mente: eventi sismici e terremoti mentali.

Maria Torlini

di Maria Torlini Iscrizione al Tribunale civile di Roma n° 201/2010 – 13 maggio 2010

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CouchSurfing, in vacanza sul divano. a cura di Elisabetta Gatti

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Veramente difficile.

pubblicita@cnonline.it

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Il compostaggio e la riduzione dei RUB in discarica.

Chi desideri sottoporre articoli a CN

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Escursionismo fai date? Si, ma senza rischiare.

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Sotto il solleone: il vero e il falso.

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AFORISMI

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POESIA

Per informazioni sulla pubblicità Tel. 06.8073420 - Fax 06.8077306

per eventuale pubblicazione può inviare il materiale alla redazione redazione@cnonline.it L’opinione espressa dagli autori non impegna la

Un Faro nel Tempo (O. Wilde).

Direzione. I collaboratori assumono la piena re-

a cura di Elisabetta Gatti

sponsabilità delle affermazioni contenute nei loro scritti.

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SPECIALE AMBIENTE Ricette per la dieta della nostra pattumiera.

La riproduzione è consentita solo con precisa citazione della fonte,completa di indirizzo.

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Biomasse, l’oro “arcobaleno”. a cura di Elisabetta Gatti

Tutto il materiale ricevuto e non richiesto (testi e fotografie), anche se non pubblicato, non sarà

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Quando Fido si rivolge all’avvocato.

restituito.

a cura di Enza Palombo

Qualsivoglia forma di collaborazione a questa testata deve essere prestata a titolo esclusiva-

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NEWS

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EVENTI

mente gratuito, in quanto intesa come adesione spontanea alle iniziative etiche perseguite. Webmaster: Elisabetta Gatti

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Editoriale

La giovinezza. La giovinezza non è un periodo della vita, essa è uno stato dello spirito, un effetto della volontà, una qualità dell’immaginazione, un’intensità emotiva, una vittoria del coraggio sulla timidezza, del gusto dell’avventura sulla vita comoda. Non si diventa vecchi per aver vissuto un certo numero di anni; si diventa vecchi perché si è abbandonato il nostro ideale. Gli anni aggrinziscono la pelle, la rinuncia al nostro ideale aggrinzisce l’anima. Le preoccupazioni, le incertezze, i timori, i dispiaceri, sono nemici che lentamente ci fanno piegare verso la terra e diventare polvere prima della morte. Giovane è colui che si stupisce e si meraviglia, che si domanda come un ragazzo insaziabile ” e dopo?”, che sfida gli avvenimenti e trova la gioia al gioco della vita. Voi siete così giovani come la vostra fede, così vecchi come la vostra incertezza. Così giovani come la vostra fiducia in voi stessi, così vecchi come il vostro scoramento. Voi resterete giovani fino a quando resterete ricettivi. Ricettivi di tutto ciò che è bello, buono e grande. Ricettivi al messaggio della natura, dell’uomo e dell’infinito. Se un giorno il vostro cuore dovesse essere mosso dal pessimismo e corroso dal cinismo, possa Dio avere pietà della vostra anima di vecchi. Generale Douglas Mac Arthur ai cadetti di West Point, 1945

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cultura e natura

···ApprofonditaMente···

La forza della natura e la forza della mente: eventi sismici e terremoti mentali I recenti eventi sismici che hanno interessato diverse parti del mondo, hanno riportato alla ribalta una serie di considerazioni che, spesso, stentiamo a mantenere presenti nelle nostre valutazioni quotidiane di Maria Torlini

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uando si sperimenta la perdita o la distruzione di persone o cose a livello improvviso ci si trova dinanzi a qualcosa di più grande di noi. L’uomo continua a imporre la propria presenza sui territori spesso senza tenere in giusto conto le caratteristiche vitali del sistema in cui si inserisce. Il pianeta segue leggi fisiche di movimenti micro e macroscopici. Questi movimenti possono essere impercettibili o improvvisamente violenti e imprevedibili. In questo

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secondo caso la sensazione è quella di essere uno sparuto formicaio che viene totalmente sconvolto da potenze energetiche incontenibili. Nel mondo naturale il concetto di “stabilità” si concretizza tramite fenomeni che si controbilanciano mantenendo, attraverso una serie di eventi, un certo “equilibrio”. Dunque, stabilità intesa come equilibrio. In natura l’equilibrio è dinamico, nel nostro sistema mentale rischia spesso di trasformarsi in “statico”, cioè “fermo”. Ovviamente questo contrasta fortemente con un ambiente che, volenti o nolenti, ha dinamiche che noi spesso “ignoriamo” anche per comodità immediate. Attraverso l’esperienza l’uomo continua a raffinare le sue conoscenze. In campo antisismico si sono fatti grossi passi avanti ed è possibile convivere con questi fenomeni a patto di integrarne le caratteristiche con scelte progettuali e tecnologiche adeguate. Chi scrive ha sperimentato personalmente un evento sismico durante l’adolescenza e per di più nel giorno in cui ricorreva il quindicesimo compleanno: è stato uno dei regali più importanti. Questo evento ha aperto tutta una serie di riflessioni che, nella mente di un adolescente, sono veramente potenti e possono determinare lo sviluppo di una consapevolezza improvvisa di forza, mista ad impotenza, del singolo individuo. La determinazione ad andare avanti, risollevarsi, ricostruire, parte dalla grande forza di volontà applicata ad un progetto importante di ricostruzione… Già, ricostruzione… ma di cosa? Le strutture materiali sono più facili da ricostruire, ma il senso della vita, la capacità di resilienza, sono fattori prettamente individuali e potenziali che possono essere rinforzati ed espressi solo sulla base di principi fondamentali.

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···ApprofonditaMente···

cultura e natura metodo, costanza e risolutezza. Occorre agire per priorità e la priorità, oltre l’emergenza, è uno stato di salute psicofisica della persona. In questo senso l’insorgenza di comportamenti altruistici e di solidarietà, insieme all’intelligenza e alle competenze organizzative, sono una componente preziosissima e mettono in risalto le caratteristiche evolutive dell’essere umano nella sua espressione migliore: propositiva, generosa, disinteressata, amorevole. Spiace intravedere questi aspetti soltanto di fronte ad emergenze gravi, dovremmo tutti sforzarci di trattenere e spendere queste energie anche nella quotidianità di tutti i giorni ed invece assistiamo ad un impoverimento di queste qualità, con il conseguente smarrimento e ricerca di benessere in forme artificiose di divertimento, assunzione di sostanze stupefacenti, abuso di alcolici a scopo liberatorio ma che di liberatorio non hanno assolutamente nulla e scrivono invece pagine nere nella vita di chi le assume. Il concetto di benessere, è noto a tutti, non è solo la risultanza di una mera stabilità materiale, ma diviene un’imprescindibile priorità ristabilire un equilibrio interiore che non sottragga del tutto all’individuo le proprie energie, affogandolo nel torrente impetuoso della sofferenza.

Messa in sicurezza del campanile dell'Oratorio della Maddona della Porta (1602-1604) a Mirandola (MO)

Tali principi, in prima istanza, non si identificano, giocoforza, nei beni materiali, ma in qualcosa di molto più materialmente inconsistente e per converso molto più potente: la forza interiore dell’essere umano, un valore senza scadenza, seppur con alti e bassi. In questi contesti l’essere umano è davvero esposto a “tutti i venti” e si trova a dover riconsiderare il significato della vita sotto diversi profili perché “tutto è andato perduto”, si “deve ricominciare tutto daccapo”. Le famiglie, come gli individui, come tutta la comunità, si trovano a dover affrontare il senso della paura, cercando di non amplificarla con pensieri che innescano automaticamente reazioni psicofisiche in tal senso. Bisogna cercare di mettere insieme idee ed energie per far fronte alle prime emergenze. Bisogna dare forza e darsi forza a vicenda. Bisogna guardare al futuro con la tenacia di chi sa che se ce la mette tutta può anche subire tentativi di arresto, in un primo momento, ma non potrà essere fermato per sempre e raggiungerà l’obiettivo. Viviamo in un momento storico difficile, in realtà colmo di terremoti di tutti i tipi, familiari, sociali, naturali, tecnologici, politici, economici. Occorre identificarne le sorgenti ed intervenire con

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cultura e natura L’ormone dello stress Il corisolo è un ormone prodoto dalle cellule della fascicolata del surrene in risposta all’ormone ipofisario ACTH. L’ACTH è dunque un precursore del corisolo. Il corisolo viene spesso definito “ormone dello stress” perché la sua produzione aumenta, appunto, in condizioni di stress psico-fisico severo, per esempio dopo esercizi fisici molto intensi o interveni chirurgici o trumi psico-fisici. Con la sua azione quest’ormone tende ad inibire le funzioni corporee non indispensabili nel breve periodo, garantendo il massimo sostegno agli organi vitali. Per questo moivo il corisolo: induce un aumento della gitata cardiaca, aumenta la glicemia, incrementando la gluconeogenesi epaica (conversione di alanina in glucosio), simolando la secrezione di glucagone e riducendo l’aività dei recetori insulinici. Riduce le difese immunitarie diminuendo, di conse-

Modello3D dell’ormone cortisolo. (Wikipedia)

possiamo fare”, per andare oltre, nel migliore dei modi. Ognuno deve essere coinvolto e reso partecipe di questo processo, altrimenti rischiamo di creare forme di impotenza appresa perché si rischia di dedicare particolare attenzione alle memorie del vissuto drammatico e non si aiutano le persone a creare nuove esperienze che diano forza, incentivino una risposta costruttiva e attivino l’energia giusta per la ripresa.

Il Dalai Lama a Mirandola (foto Davide Mantovani)

Condividere i propri timori ci fa sentire più vicini gli uni agli altri, ma attenzione a non venire assorbiti da un senso di impotenza e vittimismo, per rialzarsi bisogna darsi da fare, con ottimismo e intelligenza, i bambini ci guardano e imparano dai nostri atteggiamenti di fronte alle difficoltà, i ragazzi sono molto ricettivi e cercano una guida autorevole che gli dia il là per sperimentarsi, sentirsi utili, e intervenire con entusiasmo anche in presenza di dolore e sofferenza. Non si possono anestetizzare le difficoltà della vita, esse vanno vissute nella dimensione giusta, senza enfatizzarle né sminuirle. La parola d’ordine dovrebbe sempre essere “cosa

guenza, anche le reazioni infiammatorie (inibizione della fosfolipasi A). Diminuisce la sintesi di collagene e della matrice ossea, accelerando l’osteoporosi. Favorisce il catabolismo proteico (simola la conversione delle proteine in glucosio e la glicosintesi). Favorisce la mobilitazione e l’uilizzo degli acidi grassi, ma in alcuni distrei simola la litogenesi. Un aumento del corisolo in circolo si manifesta anche in caso di digiuno prolungato o abitudini alimentari scorrete. Ad esempio, saltare la prima colazione e/o mangiare molto in un unico pasto giornaliero favorisce infai l’ipercorisolismo (cioè l’aumento del corisolo).

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cultura e natura Disturbo Post Traumatico da Stress La maggior parte delle persone che sopravvivono a disastri naturali, guerre, attacchi fisici violenti, incidenti gravi, e altri eventi traumatici sono in grado di ristabilirsi entro poche settimane o mesi. Ma per gli altri, paura, ansia, impotenza, e altre emozioni intense sperimentate durante l'evento persistono, causando una condizione psichiatrica debilitante nota come disturbo posttraumatico da stress (DPTS). Perché alcune persone sono più sensibili di altre? Nuove ricerche in campo genetico e neurobiologico stanno contribuendo a fare chiarezza in quest’ambito per fornire trattamenti più efficaci. I pazienti con DPTS presentano livelli di superiori di noradrenalina, una sostanza chimica coinvolta nella eccitazione e nello stress. Alti livelli di noradrenalina intensificano la risposta neurobiologica delle reazioni emotive dell'amigdala, una regione del cervello coinvolta nella risposta alla paura, producendo una ridotta attività della corteccia prefrontale, che normalmente ci consente di sopprimere i ricordi e pensieri preoccupanti. Non tutti coloro che sperimentano un trauma psicologico e/o fisico in presenza di eventi disastrosi, catastrofi naturali, guerre o incidenti, sviluppa un Disturbo Post Traumatico da Stress. Attualmente nel campo della ricerca sta emergendo che almeno una parte del rischio per il DPTS sia genetica. Queste risultanze emergono da uno studio multigenerazionale condotto su una popolazione armena sopravvissuta a un terremoto devastante nel 1988. L'identità dei geni coinvolti nella suscettibilità ai sintomi del DPTS rimane un mistero, anche se un candidato probabile è un gene chiamato FKBP5. La proteina prodotta da questo gene aiuta gli ormoni dello stress, i quali si legano con i loro recettori alle cellule cerebrali e, pertanto, aiutano a regolare la risposta del cervello allo stress. Uno studio condotto su adulti, che hanno subito abusi durante l'infanzia, ha evidenziato che individui, con specifiche variazioni di questo gene legato allo stress, avevano una suscettibilità maggiore di sviluppare un DPTS rispetto agli adulti che avevano subito abusi ma non presentavano tali variazioni. Si sa che i bambini possono ereditare alcuni fattori di rischio di DPTS dai loro genitori. Ad esempio, i neonati di madri che hanno sviluppato un DPTS in seguito agli eventi dell'11 settembre 2001 con gli attacchi al World Trade Centre, presentavano livelli di cortisolo inferiori alla media. Il cortisolo (ormone dello stress) è un fattore associato con DPTS . I figli adulti di madri che hanno sviluppato DPTS dopo essere sopravvissute all'Olocausto, sono stati colpiti in misura simile. In passato, gli scienziati hanno rilevato che le persone con DPTS tendevano a presentare un ippocampo più piccolo della media. Questa porzione cerebrale è coinvolta nei processi che riguardano la memoria. Ad esempio, si è riscontrato che alcuni veterani della Guerra del Vietnam con DPTS da combattimento presentavano un ippocampo di dimensioni ridotte rispetto ai veterani senza i sintomi. E 'un cambiamento della dimensione dell'ippocampo causata da stress o un fattore di rischio preesistente? Un recente studio ha rivelato che entrambi i veterani del Vietnam con DPTS e i loro fratelli gemelli non combattenti avevano ippocampi piccoli. Ma solo i veterani DPTS presentavano variazioni in un'altra zona del cervello (la corteccia rostrale cingolata anteriore) attiva nell'inibire la risposta di paura. Questa scoperta mostra come fattori ereditari ed esperienza (lo stress di un evento traumatico), siano componenti entrambi presenti nell’insorgenza di un DPTS. Altre ricerche hanno scoperto che l'amigdala, una regione del cervello coinvolta nella risposta alla paura può, in alcune condizioni, diventare iperattiva nei reduci di guerra con DPTS. Questa scoperta potrebbe spiegare perché le persone con DPTS sembrano incapaci di imparare a dimenticare le intense emozioni che hanno accompagnato il loro trauma iniziale. Gli scienziati hanno identificato gruppi di cellule dell'amigdala, conosciuti come neuroni intercalari, che sembrano essere essenziali per questo oblio. I farmaci che prendono di mira queste cellule potrebbero rivelarsi utili nel trattamento di DPTS. Un farmaco promettente è il D-cicloserina, un antibiotico che viene utilizzato anche sperimentalmente per il trattamento di vertigini. Utilizzato in combinazione con una terapia comportamentale, la D-cicloserina sembra migliorare il processo di estinzione paura. Un altro farmaco, il beta-bloccante Propranololo ha mostrato, in alcune prove, di essere in grado di prevenire lo sviluppo di talune caratteristiche DPTS quando viene somministrato entro poche ore da una esperienza traumatica.

Riferimenti Yehuda R, Teicher MH, Seckl JR, Grossman RA, Morris A, Bierer LM. (2007) Parental Disturbo Post-traumatico da stress come fattore di vulnerabilità per Trait cortisolo basso nella progenie dei sopravvissuti all'Olocausto. Arch Gen Psychiatry 1040-1048. Yehuda R, SM Engel, marca SR, Seckl J, Marcus SM, Berkowitz GS. (2005) effetti transgenerazionali del disturbo da stress post-traumatico nei neonati di madri esposte agli attacchi del World Trade Center durante la gravidanza. J Clin Endocrinol Metab 90 (7) :4115-4118. Kuehn B. (2008) Scienziati sonda effetti DPTS, i trattamenti. JAMA 299 (1) :23-26. Binder EB, RG Bradley, Wei L, et al. (2008) Associazione FKBP5 polimorfismi e abuso dell'infanzia con il rischio di sintomi post-traumatici da stress negli adulti. JAMA 1291-1305. Goenjian AK, Noble EP, Walling DP, Goenjuian HA, Karayan IS, T Ritchie, Bailey JN. (2008) ereditabilità dei sintomi di disordine da stress posttraumatico, ansia e depressione in famiglie armene esposte nel terremoto. Genetica psichiatrica 18 (6) :261-266. Terri Tanielian e Lisa H. Jaycox. (2008) Le ferite invisibili della guerra: danni psicologici e cognitivi, le loro conseguenze, e servizi per assistere Recovery . Rand Corporation. GS. JAMA. 2008; 299 (1) :23-26.Gli scienziati della sonda DPTS effetti, trattamenti. Kuehn B. JAMA. 2008; 299 (1) :1291-1305.Associazione FKBP5 polimorfismi e abuso dell'infanzia con il rischio di sintomi post-traumatici da stress negli adulti.

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cultura e natura

“Quando il terremoto continua” Strategie per gestire la paura e lo stress durante lo sciame sismico Questo opuscolo è rivolto alle persone che abitano nelle zone interessate dallo sciame sismico iniziato a maggio 2012 nel Nord Italia. Una sequenza di scosse sismiche che continua per giorni o settimane può essere stressante a livello fisico e psicologico. Ad ogni scossa sismica abbiamo una repentina risposta automatica di allarme chiamata “lotta o fuga” caratterizzata da cambiamenti corporei (es., accelerazione battito cardiaco) ed emozioni di paura. Le persone stanno facendo fronte a questo periodo di sciame sismico in modo diverso: alcune sono calme o indifferenti, altre moderatamente tese e preoccupate, altre mostrano un’ansia molto intensa. Eccoti una serie di reazioni comuni che potresti aver vissuto o che forse stai vivendo tuttora: “Non riesco a dormire” “Ho gli incubi” “Sono sempre allerta, teso, come sul filo del rasoio” “Ho come la sensazione che le scosse non finiscano mai” “Non ne posso più di queste scosse” “Mi sento impotente, sfinito” “Penso che ogni vibrazione sia una scossa di terremoto” “Mi sono venuti in mente ricordi di terremoti passati” “Mi ritorna in mente il boato del terremoto” “Ho paura che venga una scossa ancora più forte” “In casa mi sento insicuro” “Mi sento come travolto dagli eventi, in preda al panico” “Ho la nausea, ho lo stomaco chiuso, non ho fame” “Ho il tremore alle gambe” “Mi gira la testa, come se stessi per cadere” “Mi viene da piangere” “Ho difficoltà a concentrarmi” Tutte queste sono reazioni legittime e comprensibili. Ogni persona ha le sue strategie per fronteggiare questa situazione inconsueta e minacciosa. Esistono semplici accorgimenti che ti possono aiutare a gestire la paura e lo stress di questo periodo. Alcune di queste indicazioni ti sembreranno difficili da attuare specie adesso, altre ti sembreranno scontate. Valuta quale può essere la più congeniale per te. Racconta la tua esperienza. Racconta cosa pensi e cosa senti alle persone vicino a te, potresti scoprire che molte reazioni sono più comuni di quello che pensi. Scrivi quello che stai vivendo su un foglio o condividilo su un social network. Ti aiuterà a capire ciò che stai provando e renderà queste sensazioni più sopportabili. Ricerca informazioni accurate sul terremoto. Dopo un terremoto, possono diffondersi voci infondate sul terremoto, sulle cause e sulle future scosse. Purtroppo non è possibile prevedere il momento e l’intensità di una scossa futura. Fidati solo delle fonti ufficiali come la Protezione Civile, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia o le autorità locali. Documentati su cosa puoi fare in caso di terremoto per ridurre il rischio di essere ferito. Ma evita gli eccessi: se passi tutto il tempo leggendo o cercando le notizie riguardo al terremoto su giornali, TV o Internet, potresti non riuscire a “staccare mai la spina” e aumenteresti così soltanto l’ansia e le preoccupazioni.

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cultura e natura

Pensa agli aspetti che danno speranza in questa situazione tragica. Anche se è difficile, cerca di vedere gli sforzi che le persone stanno realizzando in questo momento per intervenire nella situazione. Nei paesi colpiti dal terremoto, molte persone non si sono arrese ma hanno voglia di ricostruire e andare avanti. Una donna ha detto che le persone del suo paese “hanno la scorza dura”. Uno striscione è stato appeso con la scritta “barcolliamo ma non crolliamo”. Mantieni le tue abitudini. Cerca di mantenere le routine che per te sono importanti come i pasti, gli orari del sonno e della sveglia, i tempi per i compiti e per lo svago. Dedicati ad attività piacevoli. Cerca di distrarti durante il tuo tempo libero. Trova il tempo di fare un’attività che ti fa stare bene: leggere un libro, portare a spasso il cane, passare un po’ di tempo con gli amici o i familiari. Fai attività fisica. L’esercizio fisico è in grado di alleviare l’ansia e la depressione, migliorando l’umore. Se le strutture sportive sono danneggiate o hai paura a stare al coperto, ci sono molte possibilità per fare attività fisica all’aperto. Esci per una camminata o fai un giro in bicicletta. Scegli l’attività che più ti è congeniale e goditela. Prova qualche esercizio di rilassamento. Quando stai riposando o ti stai addormentando, puoi cercare di respirare profondamente. Inspira lentamente, pensa a colori o immagini che ti calmano, ascolta musica rilassante, pronuncia mentalmente frasi come ‘il mio corpo si sta riempiendo di calma’ o ‘il mio corpo si sta svuotando di tensione’. Dedicati ad attività di aiuto agli altri. Aiutare le persone del tuo paese e della tua comunità può aumentare la sensazione di controllo su quello che ti sta accadendo. Una mano tesa può fare la differenza per gli altri e per te. Cerca l’aiuto degli altri. Resisti alla tentazione di isolarti. Alcune persone non chiedono aiuto agli altri perché pensano “che si diventi un peso o che le persone non ti capiscano”. Chiedere aiuto non significa essere deboli ma significa comprendere i propri bisogni. Rivolgiti a uno psicologo o un medico nei casi in cui lo stress stia interferendo con la tua qualità di vita e se ti sembra che le paure e le ansie stiano peggiorando. Alcuni consigli su come cercare di dormire meglio I problemi di sonno (difficoltà ad addormentarsi, sveglie improvvise e frequenti) sono un problema comune durante uno sciame sismico. Per aumentare la qualità del riposo: - Cerca di andare a dormire e svegliarti regolarmente alla stessa ora - Riduci o elimina il consumo di alcool - Elimina il consumo di caffeina (caffè, coca-cola, tè, cioccolato); è meglio bere acqua, succhi di frutta e tisane - Fai esercizio fisico durante il giorno evitando di farlo la sera - Rilassati con attività che aiutano a calmarsi (es., farsi un bagno caldo) ed evita di stare al pc prima di mettersi a letto - Non fare sonnellini pomeridiani lunghi più di 15’ e non dopo metà pomeriggio - Se non riesci a dormire, è preferibile non rimanere a letto, ma alzarsi e dedicarsi ad attività rilassanti (es., lettura di un libro, guardare la tv) - Informati dal tuo medico rispetto a vantaggi e svantaggi delle “pillole per dormire” Per approfondimenti Pietrantoni L., Prati G. (2009). Psicologia dell’emergenza. Mulino, Bologna. Pietrantoni L., Prati G., Palestini L. (2008). Il primo soccorso psicologico nella maxi-emergenze e nei disastri. CLUEB,Bologna. Roberts N. et al. (2012) Early psychosocial interventions to treat acute traumatic stress symptoms. Cochrane review. A cura del gruppo ricerca in Psicologia dell’Emergenza e della Sicurezza dell’Università di Bologna composto da Luca Pietrantoni, Gianluca Pescaroli, Elisa Saccinto, Alice Papi, Gabriele Prati Giugno 2012 - sito web: emergenze.psice.unibo.it

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cultura e natura

CouchSurfing, in vacanza sul divano. Immaginate di avere un amico interessante dovunque andiate, che sia a 2000 miglia di distanza o proprio nella tua città. E’ il CouchSurfing, un nuovo modo di viaggiare, economico, ma ricco per il pieno di esperienze personali. E’ per tutte le età, per tutte le professioni, per tutte le nazioni... conta solo ciò che si è. a cura di Elisabetta Gatti

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os'è CouchSurfing? Con milioni di membri La Visione CouchSurfing

in più di 230 Paesi in tutto il mondo, CouchSurfing apre nuove strade verso un mondo migliore e più aperto, in cui persone differenti l'una dall'altra possano trovare le loro somiglianze.

Il sogno è quello di creare un mondo in cui ognuno sia stimolato ad interessarsi dell'altro e ad aiutarlo, senza guardare alle differenze culturali o ideologiche. Più vediamo il mondo come un incredibile mix di persone uniche, più saremo motivati a preservare e proteggere la diversità.

Come funziona CouchSurfing? Iscrivendosi a CouchSurfing, si entra in una rete di accoglienza mondiale. Puoi offrire la tua ospitalità e vedere la tua città con occhi nuovi offrendo ai viaggiatori un posto dove stare durante il loro viaggio. Puoi bypassare la tipica esperienza in hotel stando a casa di una persona del posto e imparando qualcosa sulla cultura locale. Puoi partecipare alle Attività CouchSurfing, da un giro in bicicletta, ad una festa, e conoscere persone interessanti, a casa tua o in viaggio, con cui condividere esperienze avvincenti e nuove amicizie.

La Missione CouchSurfing Creare Esperienze Illuminanti CouchSurfing International vuole un mondo in cui chiunque possa esplorare e creare legami significativi con i posti e le persone che incontra. Costruire legami significativi con persone di culture differenti ci permette di rispondere alla diversità con curiosità, rispetto e apprezzamento. L'apprezzamento della diversità diffonde tolleranza, e crea una comunità globale.

CouchSurfing è impegnato a favore della comprensione interculturale. Il loro obiettivo non è niente di meno che cambiare il mondo. Ecco perché sono classificati come B Corporation: B sta per Benefica. E' un nuovo segmento dell'economia dedicato alla creazione del bene. “Come B Corporation, siamo legalmente responsabili per l'avanzamento della nostra visione di un mondo migliore. Non importa come la nostra organizzazione cambi o cresca nel tempo, la nostra missione rimarrà sempre la nostra priorità. “

Come far diventare questa visione una solida realtà? Le "Esperienze che Ispirano" sono esperienze divertenti, emozionanti e accessibili che stimolano le persone ad imparare e a crescere. Esperienze di questo tipo incoraggiano le persone ad esplorare e ad entrare in connessione con persone e località diverse da quelle a cui siamo abituati. Se un numero abbastanza grande di noi facesse questo tipo di esperienze, potremmo iniziare a vedere un mondo in cui le persone si sentissero più in connessione le une con le altre, a dispetto delle differenze. Questi legami permetterebbero di apprezzare la diversità e costruire una comunità mondiale che cercherebbe l'armonia anche quando sorges-

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cultura e natura sero dei conflitti. Conoscenza Attraverso le Esperienze Il modo migliore per acquisire e mantenere conoscenze passa per esperienze fatte in prima persona. Infatti "Creare Esperienze Significative", spinge chi partecipa a questa organizzazione a ricercare esperienze diverse, di vita reale, che siano divertenti e contribuiscano ad una crescita personale.

garanzie aiutano a rendere la nostra comunità mondiale sicura quanto una cittadina ed eccitante quanto ogni grande città.

La prospettiva del singolo non può competere con vari punti di vista. L'organizzazione di CouchSurfing è una, ma non l'unica, fonte di informazioni sulla sicurezza di rilievo per la nostra comunità. Gli annunci, i consigli e le allerte che condividiamo sono un completamento delle comunicazioni da Sicurezza membro a membro che sosteniamo attraverso il nostro siI membri di CouchSurfing sono partecipanti attivi della si- stema. curezza della comunità. Condividendo informazioni con il sistema, educandosi l'un l'altro alla fiducia e alla sicurezza, Infine un’ultima osservazione dedicata agli aspiranti coue decidendo attentamente chi incontrare e chi no, i Cou- chsurfer italiani che desiderano ospitare persone straniere. chSurfer si tengono sicuri a vicenda. Non bastano gli spaghetti, serve anche l’Inglese, è un ottimo viatico per il CS ed è il principale requisito per avere, praticamente, tutto il mondo a casa tua. Profili onesti portano esperienze positive Un profilo non deve vincere una gara di popolarità. Rima- Grazie a questa lingua di “scambio” si possono stabilire lenere se stessi aumenta le possibilità di incontrare persone gami profondi, avere informazioni sulle altre culture e dare che piaceranno. I profili su CouchSurfing sono pensati per informazioni utili sul nostro Paese. Per gli ospiti infatti , incoraggiare i membri ad essere onesti e diretti sulle pro- per quanto aperti mentalmente, l’Italia è - a volte - l’equiprie idee, personalità, stile di vita e identità offline. Non valente di un altro pianeta, molto bello ma difficile da cacensuriamo i profili dei membri perché ogni informazione pire... e come dare loro torto? è utile al momento di scegliere chi incontrare. La reputazione è il fondamento di una comunità sicura. Le città più piccole non sono più sicure perché sono piene di cittadini fantastici: sono più sicure perché le persone si conoscono e si rispettano vicendevolmente. Referenze e Testimonial Membri "CouchSurfing è una rete dalla comunità vivace. Credo che arricchisca la vita di chiunque lo utilizzi. Spazzando via stereotipi, inibizioni e pregiudizi, possiamo vivere in armonia, vivere il mondo fuori dal nostro guscio e fare amicizia in tutto il mondo. La vita non sarà mai più la stessa: sarà interessante e piena di nuove esperienze e amicizie." Anthony Sibbald (United Kingdom) Quotidiani New York Times Prende l'antica nozione di ospitalità e la colloca in un paradigma moderno. Time CouchSurfing non è un modo per trovare un alloggio: è un modo completamente nuovo di viaggiare. The New Yorker Mi sono iscritto per risparmiare dei soldi. Ma adesso pagherei molto volentieri per incontrare queste persone ed avere questi tipi di esperienze NPR Abbiamo visto e imparato molto di più che se avessimo preso una camera d'albergo. Puoi evitare di essere "quella persona" che esplora la città con la cartina aperta.

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Q

uale delle seguenti linee aiuterebbe ad acquisire le informazioni in maniera più efficace? Quale linea è più facile da leggere?

Una nuova ricerca dimostra che la linea 1 è più facile da leggere, ma che le linee 2,3 e 4 sono più facili da ricordare. I ricercatori della Princeton University e dell’Indiana University hanno condotto due esperimenti per determinare se cambiare gli stili del carattere dei testi da studiare potrebbe migliorare la memoria e dunque intervenire sui processi di apprendimento. Nel primo studio, persone appartenenti ad un range che va da 18 a 40 anni, hanno avuto 90 secondi di tempo per memorizzare informazioni scritte in caratteri diversi. Quindici minuti dopo è stato chiesto loro di riferire ciò che ricordavano. I soggetti hanno ottenuto il 72,8% di recupero di informazioni corrette quando hanno memorizzato informazioni tratte da un testo di facile lettura (carattere Arial, linea 1), ma il punteggio è stato significativamente migliore (86,5% ) quando hanno memorizzato le informazioni scritte presentate con il carattere più complesso da leggere (carattere Comic Sans MS linea 4). Nel secondo studio, i ricercatori hanno studiato il carattere del testo in aula. Hanno cambiato il tipo di carattere nei fogli di lavoro e nelle presentazioni di diapositive in Powerpoint in sei diverse classi delle scuole superiori (AP inglese, Honors inglese, Honors Fisica, Storia degli Stati Uniti e Honors Honors Chimica), successivamente hanno esaminato le prestazioni di 222 studenti delle scuole superiori. E’ emerso che il rendimento degli studenti in tutte le classi è stato significativamente migliore quando gli studenti

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hanno appreso utilizzando materiali di difficile lettura rispetto ai materiali scritti con stili più semplici. Inoltre non sono emerse differenze nelle prestazioni di prova tra i diversi stili di carattere complessi. Questi dati suggeriscono che un semplice cambiamento del carattere tipografico può influenzare, migliorandolo, l’apprendimento e la memoria. Una spiegazione proposta dai ricercatori per questi risultati è che la difficoltà di leggere un testo tipograficamente più complesso promuove “strategie di elaborazione più profonde”. In altre parole, il materiale che presenta una decodifica tipografica più complessa ci spinge a soffermarci e a pensare meglio perché allunga i tempi di concentrazione ed attenzione. Questi esperimenti dimostrano anche come un piccolo cambiamento anche formale nel materiale didattico possa intervenire nei raffinati processi di apprendimento.

BIBLIOGRAFIA Eric H. Chudler, University of Washington Neuroscience For Kids Dieman-Yauman, c. Oppenheimer, DM e Vaughan, EB, Fortune favors the bold (and the Italicized): Effects of disfluency on educational outcomes (Cognition 118:111-115, 2011).

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Il compostaggio e la riduzione del Rifiuto Urbano Biodegradabile in discarica. Una specifica Direttiva Europea 99/31/CE richiede agli Stati membri la riduzione del 65% del RUB da avviare a discarica, rispetto ai valori del 1995. La raccolta differeniata degli scarti organici e il settore del compostaggio danno un contributo tangibile al raggiungimento di tale obiettivo europeo, trasformando in compost le frazioni organiche da raccolta differenziata. Ecco i dati del Consorzio Italiano Compostatori.  

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ATO: Ambito Territorliale Ottimale



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Escursionismo fai-da-te? Si, ma senza rischiare. Prima di partire per le escursioni in montagna, è bene informarsi, soprattutto per chi non ha esperienza. Sul sito http://www.montagnapertutti.it, Carlo Gozzi dà consigli utili per la sicurezza e il benessere durante le passeggiate, sia lunge che corte.

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n tutte le attività svolte in ambiente montano quello che manca, spesso, è la capacità di percepire e soprattutto prevedere una situazione di pericolo. Eescursionisti meno esperti, a volte inconsapevoli delle difficoltà dell'itinerario scelto, oppure impreparati ai repentini cambiamenti del tempo in montagna, o semplicemente perché non posseggono un adeguato equipaggiamento (il tipo di calzatura o l'abbigliamento possono essere fondamentali) possono andare incontro a rischiose disavventure... Cosa portare? Come regola base dobbiamo considerare che un minimo di effetti personali bisogna sempre averli al seguito, anche per le passeggiate di un paio d'ore. La prima cosa cui pensare è quindi lo zaino. Per le gite "in giornata" (anche se di poche ore), lo zaino più versatile ha una capienza di 30, al massimo 40 litri. Quest'ultimo potrebbe andare bene anche per tutto un week end... Ma per un trekking di 3 o più giorni dobbiamo per forza preferirne uno da 55-60 litri. Un primo consiglio: evitare di comprare uno zaino molto grande, per usarlo in tutte le occasioni, perché quando è vuoto è scomodo da portare. Il peso rimane tutto nella zona lombare procurando fastidi alla schiena. Poi una selezione naturale è data dagli zaini da donna o da uomo (anche se non tutte le marche producono prodotti differenti). Infine non resta che provare qualche modello per vedere quale di questi risulta il più comodo. Un altro consiglio: provare uno zaino con della carta dentro non serve a nulla: solo quando contiene qualche cosa di pesante possiamo renderci conto se il modello è adatto a noi. Basta chiedere al negoziante di riempirlo con

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una corda, scarponi ... qualunque cosa possa renderlo pesante a sufficienza e capire se gli spallaci sono poco imbottiti o se il peso è mal distribuito sulla schiena. Per le gite brevi, mettiamo nello zaino qualche cosa da mangiare e, soprattutto, da bere. Oltre le borracce, vanno benissimo le bottigliette d'acqua di plastica, anche se il contenuto risente della temperatura esterna. Oggi vanno per la maggiore le camel bag, “sachetto del cammello”: sono un ottima soluzione per avere a disposizione la "poppata" senza bisogno di fermarsi e recuperare la borraccia. Tutto sommato serve anche per bere di più durante l'escursione. Cosa bere? Sono da evitare le bibite gasate: gonfiano e soprattutto non dissetano ed è meglio contenersi con gli integratori salini che vanno bene, ma per una "passeggiata" possono essere anche esagerati. L’ acqua, anche quella del rubinetto, è la migliore soluzione (od un thermos di the caldo, nel caso facesse freddo). E per mangiare ? Si dovrrebbero evitare cibi troppo salati (il prosciutto cotto è meglio di quello crudo), e soprattutto poco digeribili. Il concetto è che non bisogna appesantirsi: occorre solo integrare per non finire l'energia; la sera poi potremmo sempre rifarci: ● la cioccolata può essere risolutiva soprattutto verso la fine della fatica, perché gli zuccheri danno energia immediatamente disponibile all'organismo; ● i carboidrati (intesi come zuccheri complessi come il pane, per intenderci), sono più adatti ad uno sforzo prolungato; ● la frutta secca è ricca di potassio ed aiuta a prevenire i

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cultura e natura crampi. Ma come mi vesto ? Indipendentemente da quello che indossiamo alla mattina, nell'arco della giornata possono cambiare tante cose, anche solo perché il percorso si sviluppa su più versanti: ad un tratto esposto al sole ne segue un altro in cui il vento o la stessa ombra determinano sensazione di freddo. L'ideale (restando in ambito escursionistico, perchè in alpinismo ci sono altre teorie) è essere dotati di un abbigliamento a strati, tipo cipolla! In questo modo ci si può vestire o spogliarsi a seconda delle condizioni meteo che, come già detto, possono cambiare in fretta. Molto dipende, ad esempio, dalle quote che raggiungiamo (in teoria al salire di 1000 m corrisponde una diminuzione della temperatura di circa 6°), o dalle condizioni meteo (il vento contribuisce a far calare la temperatura corporea). In commercio ormai si trovano vari tessuti che permettono una corretta traspirazione della pelle e che asciugano in poco tempo: magliette in capilene, tute in terinda (o dupont), maglioni di pile (magari anche wind stopper!), microfibre, giacche di goretex..... Spesso dipende soprattutto dal nostro portafogli. In generale bisognerebbe evitare assolutamente i pantaloni di jeans: non tengono assolutamente il vento, non mantengono la temperatura corporea, in caso di pioggia (o neve) asciugano molto lentamente e diventano delle zavorre. Ecco una lista essenziale: ● guanti ● cappello (dalla testa si ha la maggior dispersione di calore!) ● poncho (magari di quelli larghi che coprono anche lo zaino) ● un ricambio (calze, pantaloni e maglietta). Il ricambio lo si può lasciare in macchina, ma anche nello zaino non guasta. Può accadere che anche nell'escursione in giornata ci colga un acquazzone. Un piccolo suggerimento: il ricambio, è meglio tenerlo dentro un sacchetto di plastica.... in caso di pioggia si può bagnare lo zaino.

in fretta. Segnalare la propria posizione utilizzando un fischietto, oltre a permettere di farci udire a distanze maggiori, è sicuramente meno stancante. Dentro lo zaino, poi, non dovrebbe mancare un mini pronto soccorso: ● qualche cerotto (compresi quelli per le vesciche ai piedi), ● qualche goccia di disinfettante non sono certo di troppo ● una bandana, la stessa può anche essere impiegata per fare una fasciatura d'emergenza (se proprio non vogliamo portare una benda od una garza!). ● un piccolo coltellino in una tasca .....e lo zaino è fatto. Non resta che metterci le scarpe e... La pedula, per l'escursionismo, è la calzatura migliore: permette di avere una buona aderenza in qualsiasi tipo di terreno, non è troppo pesante e, non essendo rigida, consente di avere un'ottima sensibilità del piede. Spesso, ma non sempre, un prezzo troppo basso è sinonimo di materiale scadente, soprattutto in termini di suola (il marchio "vibram", in genere, è una garanzia). Avere una calzatura goretex (almeno la pedula) non è indispensabile; ma senza dubbio rappresenta un vantaggio in caso di pioggia o in presenza di piccoli guadi o brevi tratti su neve. Lo scarpone, invece, è rigido, decisamente più pesante (a scapito della sensibilità), un pò più costoso. In compenso, rispetto alla pedula, presenta grossi vantaggi in caso di gite sulla neve o lungo i corsi d'acqua. Al momento dell'acquisto, utilizzate dei calzettoni spessi e poi calzate gli scarponi quanto più potete. Scoprire che vi fanno male quando siete su per i monti.....è tardi! Infatti non esiste cosa peggiore che avere il mal di piedi durante la giornata! Un'ultima cosa, rispetto agli scarponi: se il vostro scopo è l'escursionismo, non fatevi infinocchiare dal negoziante che vi rifila scarponi rigidi a lamina intera (la suola è davvero rigida: fate presto a distinguerli da un mezza lamina), magari ramponabili ... quelli sono scarponi da alpinismo e costano un botto in più degli altri !

Cos'altro? Una giacca che ci ripari dal vento e dall'umido: una giornata di nubi basse persistenti (quindi con alta percentuale di umidità), è quasi equivalente alla pioggia. I wind-stopper? Davvero ottimi per proteggere dal vento (evitando al massimo la dispersione di calore) ma attenzione: non sono il massimo per il freddo (specie se intenso). Per quest'ultimo non c'è niente di meglio di un maglione (vecchio stile ... ) o di un pile (senz'altro più leggero) Avrò bisogno di aiuto ? L'importanza di avere in tasca un fischietto: può capitare di trovarsi improvvisamente in mezzo alla nebbia, perdendo di vista i compagni di gita: gridare aiuto a squarcia gola affatica ed il fiato a disposizione si esaurisce

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Sotto il solleone: il vero e il falso. “Stendersi al sole è un piacere. A patto però che si usino le dovute precauzioni, cioè ci si protegga con una crema solare idonea al tipo di pelle, non si rimanga esposti troppo a lungo e si evitino sempre le ore più calde della giornata.” Altroconsumo fa chiarezza sulle credenze più diffuse e le distingue in vere e false. Altroconsumo SOLO LE RADIAZIONI UVB SONO DANNOSE, LE UVA INVECE FANNO SOLO ABBRONZARE FALSO. I raggi UV sono radiazioni luminose comprese nella porzione dello spettro elettromagnetico che va dai 100 ai 400 nanometri. I raggi UVA hanno una lunghezza d’onda compresa tra i 315 e i 400 nanometri e si trovano quindi appena al di sotto delle radiazioni visibili (che hanno una lunghezza d’onda compresa tra 400 e 800 nanometri). Sono capaci di penetrare in profondità nella pelle, raggiungendo anche il derma, lo strato cutaneo che si trova sotto l’epidermide e in cui arrivano i vasi sanguigni. Queste radiazioni dal punto di vista dell’esposizione solare sono state ignorate per lungo tempo, e ritenute praticamente innocue per la pelle. Oggi invece si sa che sono proprio gli UVA ad essere responsabili dell’invecchiamento precoce e della comparsa di danni cellulari, che predispongono ai tumori cutanei. Assieme agli UVB, inoltre, contribuiscono a provocare eritema e scottature. E’ chiaro, quindi, che proteggersi dai raggi UVA è altrettanto importante quanto farlo dai più conosciuti UVB. Questi ultimi hanno una lunghezza d’onda compresa tra 280 e 315 nanometri, penetrano nella pelle, ma non in profondità come gli UVA: si fermano infatti a livello dell’epidermide, provocando danni immediati, come eritema solare e scottature. LE CREME SOLARI NON POSSONO ESSERE ABBRONZANTI, PERCHE’ BLOCCANO I RAGGI SOLARI NEGATIVI PER LA PELLE VERO. Le creme protettive, di per sé, sono fatte apposta per bloccare i raggi UV, che provocano l’abbronzatura. Due sono le componenti principali (e complementari) dei prodotti solari: i principi attivi, i cosidetti filtri, (che proteggono la pelle dai raggi UV) e il veicolo o eccipiente (crema, latte...) che permette di distribuire in modo uniforme il principio attivo sulla pelle. I principi attivi possono essere chimici, costituiti cioè da sostanze che bloccano con differente efficacia e specificità i raggi UV che arrivano alla pelle; oppure fisici, ossia polveri minerali che riflettono come uno specchio la maggior parte degli UV. Il fattore di protezione di un prodotto solare è calcolato con metodologie diverse a seconda che ci si riferisca ai raggi UVA e UVB (per questo sulla confezione dei solari attivi sia contro UVA e UVB devono essere riportati entrambi i valori) e dipende dalla quantità e dalla qualità del filtro presente. A PARITA’ DI FATTORE DI PROTEZIONE LE CREME

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SOLARI SONO UGUALI FALSO. Infatti le creme solari , oltre a proteggere dagli UVB e dagli UVA, devono essere fotostabili, cioè possedere un’efficacia duratura, non alterata dall’esposizione solare. In genere i filtri UVA sono quelli più “difficili” da questo punto di vista e in effetti quelli veramente stabili sono pochi. In ogni caso, bisogna sottolineare che l’azione della luce e il fatto che i filtri più avanzati si fermano negli stati superficiali della pelle, rendono necessarie nuove applicazioni del prodotto ogni 2-3 ore, per renderlo veramente protettivo. Le creme solari devono anche essere resistenti all’acqua, altrimenti i bagni in mare e in piscina, ma anche il sudore, possono diminuirne l’efficacia e favorire l’arrossamento della pelle in tempi brevi. LA RADIAZIONE E’ SEMPRE UGUALE SIA CHE CI SI ESPONGA AL MARE CASALINGO, AI TROPICI O IN MONTAGNA. FALSO. Ai tropici e in alta montagna è necessaria una protezione maggiore. Questo essenzialmente perché la quantità di radiazioni UV è collegata all’angolo di elevazione del sole (cioè quanto il sole è alto sull’orizzonte). Si tenga presente che anche il cielo terso aiuta il passaggio di maggiore radiazione. Così come il sole di mezzogiorno (alto in cielo) è molto più intenso di quello delle 9-10 del mattino. L’atmosfera assorbe una elevata quantità di radiazioni, soprattutto per opera dello strato di ozono. Nubi e particelle di polvere sono un filtro ulteriore. Se si prende il sole in città si ha un minor bisogno di protezione rispetto all’alta montagna. Per fare una proporzione tra mare nostrano e montagna, si può dire che il sole di inizio primavera in montagna corrisponde al sole di maggio-giugno al mare. SE SI USANO SOLARI CON INDICI DI PROTEZIONE TROPPO ELEVATI NON CI SI ABBRONZA. FALSO. L’abbronzatura appare più lentamente e meno intensa, ma ci si abbronza anche con fattori di protezione elevati. In questo modo l’abbronzatura che si ottiene è più uniforme e dura di più. SE SI HA LA PELLE SCURA NON SERVONO PROTEZIONI ALTE. FALSO. Nei primi giorni di esposizione al sole, la pelle deve essere ben protetta anche se è olivastra, per ridurre al minimo i danni da UVA, meno visibili di quelli UVB, ma capaci di colpire in profondità. Per questo anche chi ha la pelle scura per i primi giorni dovrebbe usare una protezione media o se si ha la pelle

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cultura e natura molto scura anche bassa. ANCHE SE SI È ABBRONZATI, BISOGNA CONTINUARE A USARE I PRODOTTI SOLARI. VERO. La cute abbronzata non è protetta dall’azione degli UVA e dai danni al DNA e alle fibre elastiche della pelle che questi possono provocare. Bisogna quindi continuare a utilizzare i prodotti solari finché ci si espone al sole. ABBRONZARSI TROPPO IN FRETTA FA MALE. VERO. Le abbronzature accelerate, tipiche da week-end, danneggiano maggiormente la pelle, perché una grande quantità di raggi UV colpisce la cute in poco tempo. Il primo giorno bisognerebbe esporsi per non più di tre quarti d’ora, 20 minuti se la radiazione è intensa. L’abbronzatura ottenuta in modo veloce, poi, anche se può apparire più intensa all’inizio, è meno duratura, e soprattutto meno protetta contro le scottature I PRODOTTI SOLARI SERVONO ESCLUSIVAMENTE A NON SCOTTARSI. FALSO. La protezione UVB serve fondamentalmente a evitare scottature, ma i solari devono proteggere anche contro gli UVA, responsabili dei danni più profondi e più rischiosi per la pelle, come il fotoinvecchiamento. PER PROTEGGERE LA PELLE È IMPORTANTE SEGUIRE ANCHE UNA DIETA ADEGUATA. VERO. L’esposizione al sole favorisce la formazione di radicali liberi, sostanze derivate dall’ossigeno che possono favorire l’invecchiamento e le alterazioni cellulari. Consigliamo di consumare alimenti ricchi di antiossidanti (vitamina C, vitamina E, beta-carotene, zinco, selenio e glutatione) a scopo preventivo, anche nei 30-40 giorni che precedono l’esposizione al sole. Meglio una dieta quindi di frutta e verdura e moderazione con i grassi, che possono favorire la formazione di radicali liberi. E’ utile bere molti liquidi, acqua, spremute e succhi di frutta. LE LAMPADE UVA PREPARANO LA PELLE ALL’ESPOSIZIONE AL SOLE. FALSO. Queste lampade ossidano esclusivamente la melanina superficiale e la colorazione che danno dura solo poche ore. L’abbronzatura da lampada non è quindi sufficiente a proteggere la pelle durante l’esposizione solare. E’ NORMALE CHE LA PELLE SI ARROSSI PRIMA DI ABBRONZARSI. FALSO. L’arrossamento della pelle è indice di irritazione. L’abbronzatura che si instaura su una pelle già irritata non è omogenea e tende a svanire rapidamente perché l’organismo cerca di liberarsi velocemente delle cellule danneggiate mediante l’esfoliazione e l’apoptosi (morte cellulare programmata). LE ACQUE SOLARI NON HANNO UN’ELEVATA AZIONE PROTETTIVA. VERO. La maggior parte dei filtri solari è liposolubile: significa che si sciolgono male nell’acqua, che dunque difficilmente può contenere filtri a elevata protezione. Inoltre le modalità di utilizzo fanno sì che lo strato di prodotto applicato sulla pelle sia molto sottile, riducendo anche a un terzo il fattore di protezione indicato sulla confezione. Infine, l’acqua evapora velocemente facendo evaporare anche i liquidi presenti nella pelle e favorendo quindi la disidratazione.

SPELLARSI QUANDO SI TORNA DALLE VACANZE È NORMALE. FALSO. È un’evenienza comune solo quando la pelle è traumatizzata. Se l’abbronzatura è stata presa in modo graduale e utilizzando la giusta protezione, l’esfoliazione della pelle è lenta e impercettibile, esattamente come quando la pelle non è esposta al sole. Per limitare i traumi alla pelle, applicate dopo l'esposizione una crema idratante per ammorbidire la pelle e restituirle l'idratazione persa durante il giorno. Inutili invece i docciaschiuma che vantano i claim di proteggere l'abbronzatura o doposole, dal nostro test non puliscono abbastanza. UNA VOLTA CHE CI SI E’ SCOTTATI SI PUO’ FARE A MENO DI USARE I PRODOTTI SOLARI FALSO. La pelle arrossata dalla scottatura non è altro che la prova che la pelle è stata danneggiata dal sole. Se continuiamo a non usare protezione, non facciamo altro che stressare ulteriormente una pelle già provata e che probabilmente non è più in grado di difendersi da sola. SE SI STA AL SOLE SOLO PER IL FINE SETTIMANA SI PUO’ FARE A MENO DI USARE I PRODOTTI SOLARI. FALSO. E’ noto che sono proprio le gite brevi, in cui si sta (erroneamente) di più al sole e con meno attenzione per abbronzarsi prima, a provocare i danni maggiori. La maggior parte dei casi di eritemi e di scottature si verifica proprio nei week-end. Anche se si sta al sole per brevi periodi, bisogna quindi utilizzare solari con un indice di protezione indicato al proprio fototipo. OGNI PARTE DEL CORPO HA UNA DIVERSA SENSIBILITÀ AL SOLE. VERO. Le pelli più sottili, come quella del viso e del collo, hanno una difesa inferiore dai raggi UV, mentre quelle più consistenti sono più difese, ma solo dai raggi UVB: quando si abbronza, la pelle s’ispessisce provvedendo così ad aumentare la protezione naturale. Assieme all’abbronzatura, l’ispessimento è una reazione di difesa della pelle che però per funzionare ha bisogno di giorni di adeguamento. Il viso, il decolleté e le braccia sono le zone che si scoprono per prime e che quindi si possono scottare più spesso, ma sono anche quelle più abituate alla luce del sole e che quindi traggono maggior vantaggio da un’esposizione continuativa. LA DURATA DELL’ABBRONZATURA VARIA A SECONDA DELLE PARTI DEL CORPO. VERO. La durata dell’abbronzatura dipende dalla velocità del rinnovo cellulare cutaneo, che varia a seconda delle parti del corpo. Le cellule del viso, ad esempio, si rinnovano completamente nel giro di 2-3 giorni ed è per questo che il colorito si attenua prima qui rispetto ad altre parti, dove può lasciare un “ricordo” anche da una stagione all’altra. I TESSUTI (DELLA MAGLIETTA, DELL'OMBRELLONE...) RIPARANO DAI RAGGI UV VERO. Ma dipende anche dal tipo di tessuto: quelli di cotone o di lana sono decisamente più protettivi di quelli sintetici. Se bagnato, il tessuto è più permeabile ai raggi UV, visto che l'acqua modifica struttura e comportamento fisico delle fibre di tessuto. BUONE VACANZE!!!

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Quando si guarda la verità solo di profilo oppure di tre quarti la si vede sempre male. Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia.

Aforismi

Gustave Flaubert

I pensatori della politica si dividono generalmente in due categorie: gli utopisti con la testa fra le nuvole e i realisti con i piedi nel fango. George Orwell

Al suo livello più profondo la realtà è la matematica della natura. Pitagora

Tutti gli uomini si nutrono, ma pochi sanno distinguere i sapori. Confucio

La libertà significa responsabilità: ecco perché molti la temono. George Bernard Shaw

Nel mondo c’è un ordine naturale di farmacie, poiché tutti i prati e i pascoli, tutte le montagne e colline sono farmacie. Il nuovo non si inventa, si scopre.

Paracelso

Giovanni Pascoli

I nostri successi e i nostri fallimenti sono tra loro inscindibili, proprio come la materia e l’energia. Se vengono separati l’uomo muore. Nikola Tesla La tolleranza dovrebbe essere una fase di passaggio. Dovrebbe portare al rispetto. Tollerare è offendere. L’abilità non serve a molto senza l’opportunità. Goethe Napoleone


Poesia

Un faro nel Tempo Oscar Wilde (1854 - 1900) è stato un poeta, scrittore e drammaturgo irlandese. Oltre che per la straordinaria produzione letteraria, Oscar Wilde si è distinto per il suo stile di vita impudente, provocatore e contrario alle regole del tempo. a cura di Elisabetta Gatti sizione come un ispettore scolastico. Nel 1884 sposò Constance Lloyd ed ebbero due figli nel 1885 e nel 1886. Wilde divenne un omosessuale praticante nel 1886. Credeva che la sua sovversione del codice morale vittoriano fosse l'impulso per la sua scrittura. Si considerava un criminale che sfidava la società, creando scandalo. Prima della sua condanna per omosessualità nel 1895, infatti, lo scandalo morale era essenzialmente privato.

Oscar Fingall O'Flahertie Wills Wilde nacque a Dublino, in Irlanda, il 16 ottobre 1854. Suo padre, Sir William Wilde, era un noto chirurgo, sua madre, Jane Francisca Elgee Wilde, scrisse poesia popolare e prosa con lo pseudonimo di Speranza. Per tre anni Wilde fu educato nei classici al Trinity College di Dublino, dove iniziò ad attirare l'attenzione del pubblico attraverso l'eccentricità della sua scrittura e il suo stile di vita . All'età di 23 anni Wilde entrò nel Magdalen College, Oxford. Nel 1878 fu insignito del Premio Newdigate per il suo poema "Ravenna". Attrasse a sé un gruppo di seguaci, educandoli al culto della personalità. La sua iconoclastia andava in contraddizione con gli stereotipi devozionali dell'epoca vittoriana. Wilde pubblicò le sue poesie nel 1881 che ebbero una buona accoglienza. I successivi sei anni furono i pià freneticivi. Trascorse un intero anno a fare conferenze negli Stati Uniti e poi tornò ad insegnare in Inghilterra. Chiese invano una po-

I suoi drammi Tra il 1892 e il 1895 Wilde fu un drammaturgo prolifico. Le sue opere, che egli stesso definifa come "commedie banali per gente seria", divennero popolari, grazie allo stile epigrammatico dei dialoghi, così sconcertanti ed efficaci per l’intelligenza dei giochi di parole. Il 2 marzo 1895, Wilde avviò una causa per diffamazione contro il marchese di Queensberry, che aveva contestato l'amicizia di Wilde con il figlio, Lord Alfred Douglas. Fu condannato per cattiva condotta omosessuale a 2 anni di carcere e ai lavori forzati. La prigione trasformò radicalmente Wilde come l’entrata dell’omosessualità nella sua vita nel 1886. In un certo senso si era preparato per il carcere e la trasformazione della sua arte fu rappresentata in De Profundis , una commovente lettera ad un amico che Wilde scrisse in prigione. L’opera fu pubblicata la prima volta integralmente nel 1905. Nel testo difendeva se stesso, in quanto non era diverso da altri uomini, e affermava di essere stato un capro espiatorio. Trascorse gli ultimi anni della sua breve vita in povertà, tra stenti, stratagemmi per sbarcare il lunario, sbronze e malattie. Morì a Parigi il 30 novembre, 1900 lasciano al mondo il meglio di sé con le sue opere e i suoi aforismi. .Fonte: Wikipedia; Encyclopedia of World Biography

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Poesia

Se noi non avessimo amato Se noi non avessimo amato,

chi sa se quel narciso avrebbe attratto l'ape

nel suo grembo dorato,

se quella pianta di rose avrebbe ornato

di lampade rosse i suoi rami!

Io credo non spunterebbe una foglia

in primavera, non fosse per le labbra degli amanti

che baciano. Non fosse per le labbra dei poeti

che cantano.

Oscar Wilde

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cultura e natura

SPECIALE AMBIENTE

Ricete per la dieta della nostra patumiera

QUANDO SOLO IL 10% OGGI NON è RICICLABILE…

COME POSSIAMO RIDURRE I NOSTRI RIFIUTI

La prima cosa che si vede quando metti il naso in una pattumiera è che, a guardarci bene, la pattumiera non dovrebbe esistere, infatti dovrebbe contenere solo il pattume, ma pattume significa “miscuglio di cose peste e infradiciate, che serve per concio a ingrasso della terra” e quindi non carta, non ferro, non plastica, che alla terra rischia di farle male. Pattume deriva dal francese patouillage che significa sudiciume, che a sua volta deriva da “pat – piede onde poi il senso di calpestare, e indi quello di cosa pesta, trita”.

Vi sono 5 flussi principali di scarti: i rifiuti biodegradabili, i rifiuti di natura cartacea, i rifiuti da imballaggio, i rifiuti ingombranti o beni durevoli, i materiali usa-e-getta. Azioni come il compostaggio domestico o comunitario, la riduzione degli sprechi alimentari delle mense o nei supermercati o un’attenta gestione dei parchi può ridurre, in media, i rifiuti di 40 chilogrammi per abitante all’anno.

Interventi di dematerializzazione negli uffici con le tecnologie informatiche, l’eliminazione della posta anonima indesiderata o la sostituzione della carta da cucina usa-e-getta- con Le pattumiere sono come le nostre impronte digitali: ci materiale lavabile e riusabile permettono di ridurre di identificano, sono il nostro codice genetico dell’inefficienza ulteriori 15 chilogrammi per abitante all’anno. e a volte anche della maleducazione. La pattumiera è un cadavere, perché un sacchetto abbandonato, pieno di ogni Gli imballaggi possono essere contenuti promuovendo il sorta di materiale è condannato alla morte, definitiva, consumo di acqua pubblica, come quella del rubinetto, senza possibilità di rinascere in niente. con la vendita di prodotti con vuoto a rendere o sfusi o alla spina, sostituendo borse in plastica usa-e-getta riutilizzabili, Il tecnico dei rifiuti, il “rifiutologo”, seziona il sacchetto e arrivando a risparmiare 25 chilogrammi per abitante alscopre che quella pattumiera ha un’anima, anzi diverse l’anno. anime, che convivono. Un’anima di plastica, una di vetro, una di metallo ecc. anime che, liberate dalla pattumiera, La stessa quantità può essere evitata incentivando la riparazione di beni ancora in buono stato, promuovendo lo sono destinate a continuare a vivere. scambio di oggetti, o gli acquisti in comune, sostituendo Il rifiutologo alla lavagna sentenzia che, grossolanamente, prodotti durevoli a quelli usa-e-getta, come per esempio i possiamo suddividere la nostra pattumiera in questo modo: pannolini. - gli scarti della cucina e quelli del giardino sono un terzo Alcune autorità locali italiane hanno incominciato a redigere della pattumiera (30-33%); e mettere in pratica piani di prevenzione come la Lombar- le plastiche il 15% circa; dia: - il vetro l’8%; Azione1: vendita di prodotti liquidi e solidi sfusi o alla spi- il legno il 5%; na. - i tessuti il 3%; Azione 2: promozione e sollecitazione all’acquisto da parte - i metalli, come il ferro l’alluminio, il 3% Solo il 10% non siamo riusciti a suddividerlo tra i vari muc- dei clienti di prodotti poco imballati. chi del tavolo ed è rimasto mescolato. Oggi, solo di questo Azione 3: recupero cibo invenduto non scaduto per mense sociali. 10% non sappiamo davvero cosa fare. I 541 chili prodotti in media ogni anno da ogni italiano si- Azione 4: acqua alla spina. Azione 5: carta negli uffici. gnificano poco più di 10 chili alla setAzione 6: carta nelle cassette postali. timana, 45 kg per Azione 7: vendita diretta in cascina (Farm una famiglia di delivery). 4 persone. Azione 8: filiera corta. Azione 9: compostaggio domestico. Azione 10: pannolini riutilizzabili. Azione 11: recupero ingombranti. Ecofeste: utilizzo di prodotti e stoviglieria usa-e-getta biodegradabili al posto della plastica.

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cultura e natura

ETNEIBMA ELAICEPS IN BAGNO E IN LAVANDERIA

punti che, oltre ad alimenti secchi, vendono anche olio, vino, latte, in modo sfuso, il tutto prodotto entro 70 km dal punto vendita, abbinando al risparmio di imballaggi anche un minor impatto ambientale per la riduzione dei trasporti. Acquistare insalata fresca è meglio: è dimostrato che quella confezionata ha una carica microbica molto più alta di quella fresca e si raccomanda comunque di lavarla.

L’Italia è il maggior consumatore di prodotti per l’igiene in Europa. Tra gli imballaggi in plastica, dopo le bottiglie per bevande, i più numerosi in quantità, in volume e in peso, sono i flaconi per detersivi e detergenti. Il detersivo alla spina è una pratica molto utile per l’ambiente e dopo la quarta, quinta ricarica, i benefici aumentano in modo esponenziale. Digitate ‘detersivi alla spina’ su google troverete i punti vendita più vicini a voi. Sostituire i rasoi usa e getta, sostituire gli spazzolini da denti con quelli a testina di ri- LA STANzA DEI BAMBINI cambio, non usando rasoi, spazzolini e assorbenti usa-eScambio di giochi e vestiti (meno 14 chilogrammi). A getta si riduce la produzione di altri due chili di rifiuti proLondra esistono le biblioteche dei giocattoli. I genitori poscapite all’anno che finirebbero in discarica. sono prendere in prestito un gioco, soprattutto i giochi educativi, per un periodo di 6 settimane. Stanno sorgendo anche punti di vendita e scambio di abiti, giochi e attrezzature dedicate all’infanzia. LA CUCINA

COMPOSTAGGIO DOMESTICO

Usare borse per la spesa riutilizzabili. Scegliere confezioni che hanno una quantità di imballaggio inferiore per unità di prodotto (confezioni familiari, prodotti in dispenser). Utilizzare acqua del rubinetto che è di buona qualità, sicura e controllata. Se riuscissimo a produrci anche le bevande aromatizzate (al supermercato vi sono aromatizzanti per tutti i gusti), il risparmio in plastica potrebbe arrivare a 20 chili di rifiuti in meno all’anno per famiglia. Potremmo anche dotarci di un bicchiere tascabile, e ricorrere alle fontanelle pubbliche senza comprare le bottigliette che spesso vediamo abbandonate in giro. Nei supermercati stanno comparendo i dispenser per prodotti secchi sfusi (pasta, cereali, frutta secca, caramelle, ecc.)con lo scopo di poter ridurre gli imballaggi. Ci sono

Possiamo produrci un ammendante e fertilizzante con i nostri stessi scarti, ci sono in commercio compostiere o si possono realizzare da sé. E’ facile anche reperire informazioni di base in internet per la messa in opera. Tratto da: “Meno di 100 chili” - ricette per la dieta della nostra pattumiera di Roberto Cavallo, Edizioni Ambiente Fonte iconografica: http://www.zeroemission.eu

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cultura e natura

Biomasse, l’oro “arcobaleno”. In Africa, nella sola zona sub-sahariana, 730 milioni di persone consumano meno di 20 milioni di cittadini europei mentre a livello globale il 48,8% di tutta la produzione energetica mondiale è destinata ai 30 Paesi industrializzati aderenti all’OCSE, la percentuale rimanente, al resto del mondo. a cura di Elisabetta Gatti

S

e il petrolio è definito l’oro nero, allora le biomasse possono essere definite “l’oro arcobaleno” per la grande varietà di fonti e di prodotti energetici che offrono. Con questo termine infatti si possono raggruppare tutte le fonti energetiche che derivano dalla fotosintesi clorofilliana presenti sul pianeta ad eccezione dei combustibili fossili e delle plastiche di origine petrolchimica. Utilizzate dall’uomo fin dalla notte dei tempi - anche la legna da ardere appartiene a questa categoria - le biomasse entrano nella nostra era tecnologica con un po’ di difficoltà. Infatti sono soprattutto i paesi in via di sviluppo, con bassi consumi energetici e con poco sviluppo tecnologico, che utilizzano percentuali maggiori del loro potenziale. Ad esempio l’Africa trae da questa fonte mediamente il 60% dell’energia consumata. Invece i paesi industrializzati raggiungono solo il 3% degli usi energetici primari. In Europa, sono i paesi del nord (18% in Finlandia e 17% in Svezia), che sfruttano al meglio questa variegata tipologia di rinnovabili. L’Italia è ancora in una fase di basso sfruttamento, nonostante il suo potenziale sia il doppio di quello attualmente utilizzato. Secondo il Biomass Energy

Executive Report 2012 se riuscissimo a sfruttarlo interamente, entro il 2020 l’Italia produrrebbe 29.236 GWhe di energia elettrica equivalente a 5.467 ktep (5.467.000 Tonnellata Equivalente di Petrolio) e 17.870 GWhth di energia termica equivalente a 1.537 ktep. CHE COSA SONO Il termine biomassa è l’ abbreviazione di "massa biologica". In base alla recente normativa introdotta dal Decreto Legislativo 28/2011, che recepisce le disposizioni europee sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, per biomassa si intende: “la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l'acquacoltura, gli sfalci e le potature provenienti dal verde pubblico e privato, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani:” LE TIPOLOGIE DI BIOMASSE Ci sono diversi criteri di classificazione di questi fonti. Alcuni prendono in considerazione il contenuto dell’acqua o l’origine (vegetale, animale).

Fonte:Biomass Energy Report 2009

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cultura e natura Altri la vitalità (se ci sono microorganismi vivi o morti) o il prodotto finale (gassoso, liquido solido). Un ulteriore criterio di classificazione, è dato dal processo di conversione. In base a quest’ultima categorizzazione possiamo individuare principalmente tre diversi tipi di conversione: termochimico, biochimico, meccanicochimico:

COMBUSTIONE DIRETTA

In questo procedimento viene utilizzato soprattutto il legno in tutte le sue varietà (tronchetti, pellets, segatura, chips), residui e prodotti agricoli (paglia, semi, erba, ecc.) e residui agroalimentari (sanse di olive, lolla, panello proteico). La tecnologia è molto ben sviluppata (con rendimenti fino all’80/85%) e conveniente. Grazie alle diverse taglie disponibili nell’impiantistica di stufe e caldaie, questo sistema è il più flessibile perché si adatta a tutti gli usi, come ad esempio quello domestico (riscaldamento), quello collettivo (teleriscaldamento, distribuzione attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate, di acqua calda, acqua surriscaldata o vapore) o industriale (energia elettrica).

Fonte: M. Morini, M. Pinelli Dip. di Ingegneria Università degli Studi di Ferrara

IL PROCESSO TERMOCHIMICO Il processo termochimico si basa sull’azione del calore che dà origine a quelle reazioni utili per la trasformazione della biomassa in combustibile. In questo processo sono utilizzati fonti cellulosiche e legnose il cui rapporto carbonio/azoto è superiore a 30 e l’umidità contenuta fino al 30%. La massa biologica più idonea per la trasformazione termochimica è costituita principalmente da: ● legna e tutti i suoi derivati (segatura, trucioli, etc.); ● i più comuni sottoprodotti colturali di tipo lignocellulosico (paglia di cereali, residui di potature, etc.); ● scarti della lavorazione del riso, dei cereali (lolla e pula); ● noccioli e gusci derivati dalla lavorazione di frutta secca (mandorle, nocciole, noci, pinoli). Nell’ambito di questo processo e si utilizzano diversi metodi applicativi, i principali sono: ♦ la combustione diretta, ♦ la carbonizzazione, ♦ la gassificazione, ♦ la pirolisi.

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Da un punto di vista tecnologico le caldaie sono principalmente di due tipi: • letto fisso con griglia mobile per le biomasse con pezzature diversificate e combustione a temperatura tra 850°C e 1450°C; • letto fluido per le biomasse con pezzature minori che bruciano a una temperatura massima di 850°C – (come ad esempio la Centrale di Bando Ferrara e il Termovalorizzatore di Hera Ferrara). Oltre alla combustione diretta, le biomasse trovano applicazione anche nella co-combustione, ovvero la combustione simultanea di combustibili differenti. Infatti la co-combustione di biomasse e/o residui solidi urbani insieme al carbone permette di sfruttare impianti già esistenti apportando modifiche tecniche non eccessivamente costose. Un esempio di impianti a cocombustione è la Centrale Enel del Sulcis in Sardegna. I risultati sono incoraggianti perché si riduce la necessità di approvvigionamento del carbone e il tasso di emissioni nocive. Inoltre consente di smaltire la parte solida organica dei rifiuti urbani. Riguardo alla combustione diretta, va detto che se la fonte è di origine legnosa, le emissioni inquinanti possono essere anche maggiori di quelle prodotte dal gasolio o dal gas. Pertanto gli impianti vanno dotati di sistemi di

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cultura e natura abbattimento e controllo dei fumi nocivi. CARBONIZZAZIONE

Uno dei più tradizionali metodi di carbonizzazione del legno è costituito dalla carbonaia all’aperto, cioè una specie montagnola dalla forma tipicamente conica, con un camino centrale ed altri cunicoli di sfogo laterali, usati con lo scopo di regolare il tiraggio dell'aria. Il principio si basa sull’eliminazione dell'acqua e delle sostanze volatili dalla materia vegetale mediante l’azione del calore in ambienti con ridotta presenza di ossigeno. Oltre a questa forma tradizionale di sfruttamento, la tecnologia ha sviluppato forni speciali per la gestione del processo in grado di raccogliere anche i sottoprodotti (catrame e acido di pirolisi) e controllare i gas di scarico. GASSIFICAZIONE

Questo metodo consente la conversione del carbone in composti gassosi di diverso tipo (ad esempio: ossido di carbonio, anidride carbonica, metano, idrogeno e miscele gassose). Grazie all’ossidazione della fonte energetica ad elevate temperature (900÷1.000°C) si ottiene un gas combustibile detto di gasogeno (SYNGAS o gas povero o gas di sintesi). Poiché il potere calorifico è medio-basso, il suo uso diretto è poco conveniente. Tuttavia può essere trasformato in alcool metilico (metanolo) ed usato per alimentare motori. Inoltre se ulteriormente raffinato si può ottenere benzina sintetica.

PIROLISI E’ un processo che si basa sulla decomposizione termochimica di materiali organici che avviene a

temperatura comprese tra 400-1000°C, in assenza di ossigeno o in ridottissima percentuale. I prodotti utilizzabili per la decomposizione sono molteplici: legname in tutte le sue forme; paglie di cereali; residui di raccolta di legumi secchi; residui di piante oleaginose (ricino, cartamo, ecc.); residui di piante da fibra tessile (cotone, canapa, ecc.); residui legnosi di potatura di piante da frutto e di piante forestali; residui dell’industria agroalimentare. A seconda del metodo di combustione (convenzionale, lento e veloce) con il pirolizzatore è possibile estrarre tre diversi tipi di combustibile: liquido (bio-olio), solido (char) e gas (gas di pirolisi o Syngas - gas di sintesi). Gli impianti di pirolisi sono da preferire agli impianti di incenerimento nei termovalorizzatori, in quanto, non essendoci combustione diretta, si eliminano le emissioni in atmosfera di nanoparticelle che, recenti studi, hanno indicato come particolarmente insidiose per la salute pubblica. IL PROCESSO BIOCHIMICO Grazie all’azione di enzimi, funghi e micro-organismi è possibile ricavare combustibili gassosi. Le fonti che possono essere utilizzate sono quelle il cui rapporto carbonio/azoto è inferiore a 30 e il cui tasso di umidità è superiore al 30%. Rientrano in queste caratteristiche: colture acquatiche, sottoprodotti colturali (foglie e steli di barbabietola, ortive, patata, ecc.), reflui zootecnici, scarti di lavorazione (borlande, acqua di vegetazione, ecc.), FORSU (Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani), reflui urbani ed industriali. I principali processi biochimici sono: la digestione anaerobica, la digestione aerobica e la fermentazione alcolica.

DIGESTIONE ANAEROBICA Il processo avviene in assenza di ossigeno. In questo stato i micro-organismi demoliscono le sostanze organiche complesse (lipidi, glucidi e protidi) sia di origine vegetale che animale e producono biogas composto da metano (5080%) e anidride carbonica. I residui di questa trasformazione possono essere utilizzati come fertilizzanti in quanto contengono fosforo, potassio e azoto demineralizzato. DIGESTIONE AEROBICA Come indicato dalla definizione stessa, questo processo chimico si verifica in presenza di ossigeno, che consente ai batteri di convertire le sostanze complesse in più

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cultura e natura semplici (anidride carbonica e acqua). Grazie al grande lavorio di questi microorganismi, viene prodotto calore nella massa sottostante che deve ancora essere digerita. Tale calore viene quindi prelevato con degli appositi scambiatori e trasferito all’esterno. Il sistema è ideale per la depurazione dei liquami e delle acque di scarico. FERMENTAZIONE ALCOLICA

PROSPETTIVE Attualmente lo sviluppo delle biomasse avanza piccoli passi a causa delle barriere economiche e tecnologiche, nonostante gli innumerevoli vantaggi. Da un punto di vista ecologico, l’utilizzo delle biomasse per il riscaldamento e per l’energia elettrica, riduce sensibilmente l’emissioni di gas serra, per le maggioranza dei casi, con percentuali che vanno dal 55% al 98%. Uno dei maggiori rischi di questo settore produttivo è dato dal cambiamento d’uso dei terreni agricoli e, per quanto riguarda le colture energetiche, dalla riduzione della biodiversità che potrebbe causare in seguito all’intensificazione delle coltivazioni.

Consente di trasformare i glucidi in bioetanolo (alcool etilico). Le fonti utilizzate sono materiali zuccherini (canna da zucchero, sorgo, bietole, barbabietole, etc) o amidacei (grano, mais, patate granoturco, orzo, riso, cereali in genere). Il bioetanolo così estratto può essere utilizzato direttamente come combustibile per autotrazione in motori dual-fuel. Oppure, in combinazione con un altro idrocarburo petrolifero, l’isobutene, può produrre un carburante alternativo come l’ETBE (Etil-TerButilEtere). IL PROCESSO MECCANICO-CHIMICO

Colture Energetiche Fonte: M. Morini, M. Pinelli Dipartimento di Ingegneria Università degli Studi di Ferrara

Con questo metodo di conversione è possibile estrarre combustibile attraverso la semplice spremitura meccanica di piante oleaginose (soia, colza, girasole, palma) e utilizzare gli oli direttamente come combustibile per motori adattati. Una volta estratto l’olio, lo si può sottoporre ad un’ulteriore trasformazione chimica, denominata trans-esterificazione. Quest’ultimo processo sfrutta la reazione degli oli in presenza di alcool metilico grazie alla quale possono essere prodotti la glicerina (per le case farmaceutiche) e il biodiesel. Quest’ultimo tipo di carburante, se puro, (contrassegnato con le sigle BD100 o B100 - Biodiesel al 100%) può essere utilizzato in qualsiasi motore Diesel a petrolio, anche se viene più comunemente utilizzato in concentrazioni inferiori. Rispetto al gasolio, il biodiesel riduce nettamente le emissioni di ossido di carbonio del 50% circa e di anidride carbonica del 78,45%; infatti il carbonio delle sue emissioni è pari a quello che era stato fissato dalla pianta durante la sua crescita nell'atmosfera terrestre.

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In Europa i consumi termici ed elettrici basati sulle biomasse sono arrivati a 800 TWh. Il livello raggiunto si dimostra ancora basso rispetto al target fissato nel 2020, che punta al raddoppio con una quota di 1.650 TWh. Tra i paesi europei più all’avanguardia in questo settore delle rinnovabili, spicca la Danimarca, per l’intenso sfruttamento delle fonti provenienti dai residui agricoli. Secondo l’ultimo rapporto europeo sulle Biomasse, (Biomass for heat and power – Opportunity and economics) l’uso di tali fonti dovrebbe essere indirizzato con urgenza verso il bio-carburante. I vantaggi di sostituire il carburante tradizionale con quello proveniente da biomasse sarebbero di tale portata che si dovrebbe perseguire come priorità sul resto della produzione energetica. Anche nel resto d’Europa il settore particolarmente sviluppato è rappresentato dalle fonti ligneo-cellolusiche, provenienti soprattutto dall’industria forestale. Quindi, come per l’Italia, l’uso diretto delle fonti primarie si afferma sul mercato sia per i piccoli impianti sia per quelli più grandi. Rispetto allo sviluppo futuro, è fondamentale che l’implementazione della produzione di biomasse vada di pari passo con la tutela dell’ambiente e non sia in competizione con la produzione alimentare destinata al sostentamento delle popolazioni. A questo proposito, alcuni studi hanno dimostrato che sul

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cultura e natura nostro continente, ci sarebbe abbastanza massa biologica per il raggiungimento dell’obiettivo del 2020 di 1.650 TWh, senza intaccare la produzione per il fabbisogno alimentare e minacciare l’esistenza delle foreste vergini. In un ottica a lungo termine, sarebbe necessario innalzare la quantità disponibile delle biomasse in modo da poter abbassare i costi e ammortizzare le flessione della produzione di energia. In questo modo il settore delle biomasse diverrebbe più competitivo nei confronti delle fonti tradizionali e sarebbe particolarmente utile per l’alimentazione delle centrali termiche a carbone. ITALIA A TRE VELOCITA’ Per quanto riguarda la situazione italiana, Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano nel suo rapporto annuale sulle bioenergie (Biomass Energy Report 2012) ha fatto un’istantanea con luci e ombre piuttosto nette. Lo studio del Politecnico, analizzando il mercato delle bioenergie del 2011, ha rilevato che il nostro paese: “ha mostrato di muoversi a "tre velocità":

CONCLUSIONI Nonostante i risultati interessanti e gli sviluppi promettenti, purtroppo, la legislazione non sembra essersene accorta e l’ultimo schema di Decreto Interministeriale del 13 aprile 2012, rischia di affossare qualsiasi slancio migliorativo. Infatti se non interverranno modifiche alla legge, il settore subirà una contrazione del 40% rispetto del potenziale disponibile perché fissa un tetto massimo di nuova potenza incentivabile, per il prossimo triennio 2013-2015, pari 880 MW contro i 1500 MW installati nel 2009-2011. Inoltre si appesantiscono gli iter autorizzativi e si impone l’abbattimento delle tariffe del biogas pari al 30% che sicuramente deprimerà il settore che si stava espandendo. In sostanza anche qui si replica una delle dicotomie tipiche

Fonte Biomass Energy Executive Report 2012.

(i) con una crescita "sostenuta", soprattutto nel caso del biogas agricolo con nuove installazioni per oltre 200 MW (il doppio rispetto all'installato dell'anno precedente), ma anche per le caldaie a pellet che ormai da qualche anno fanno registrare un numero costante di nuove installazioni, nell'ordine di 150.000 unità l'anno; (ii) con una crescita "appena accennata", come nel caso del teleriscaldamento e delle biomasse agroforestali (scarti legnosi e agricoli impiegati per la produzione di energia elettrica) che hanno visto percentuali di crescita dell'installato complessivo nell'ultimo anno nell'ordine di 4-5 punti; (iii) sostanzialmente con crescita "zero", come nel caso degli impianti per la valorizzazione energetica dei rifiuti o, qui addirittura con un calo del 75% rispetto alle nuove

installazioni del 2010, della produzione di energia da oli vegetali.” Secondo il gruppo di Energy & Strategy, l’origine di questo andamento asincrono può essere dato da diversi motivi. In primo luogo il rapporto costi/rendimenti non è per tutti uguale e varia in base alla tecnologia; ecco perché vanno bene i segmenti di mercato (da quello residenziale a quello industriale) per i quali esiste una offerta tecnologica. In secondo luogo gli scarsi incentivi e gli iter burocratici-autorizzativi troppo complessi o confusi, scoraggiano gli investimenti delle imprese. Tra le luci il report evidenzia come, malgrado la mancanza di incentivi, le biomasse siano prossime alla grid-parity, ovvero alla parità di costi con le altre fonti energetiche tradizionali. In particolare la produzione di energia termica è già ora conveniente senza incentivi. Un’altra piacevole sorpresa che riserva il settore è la tecnologia tutta italiana che si afferma con una quota pari al l’85% su tutte le imprese operanti nel settore. Infine, made in Italy sono anche la maggior parte dei progettisti, degli installatori e delle ditte di manutenzione.

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cultura e natura del nostro bel paese, la società e le forze produttive evolvono verso una direzione mentre le strategie politiche si dirigono verso un’altra. Un errore che nell’attuale congiuntura dovremmo assolutamente evitare e di cui speriamo il legislatore prenda coscienza per attuare i correttivi necessari.

FONTI BIBLIOGRAFChE E INCONOGRAFIChE www.enel.it; Dipartimento di Ingegneria Università degli Studi di Ferrara ; www.nextville.it; Biomass Energy Executive Report 2012; Dipartimento di Chimica dell'Università di Siena.(N. Graniglia); http://www.infobuildenergia.it; Biomass for heat and power – Opportunity and economics

Biomass for heat and power – Opportunity and economics

wikipedia;

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cultura e natura

Quando Fido si rivolge all’avvocato. Già dal 2004 il codice penale prevede pene e sanzioni pecuniarie per chi uccide o maltratta gli animali. La legge 201/2010 ha poi finalmente reso esecutiva la Convenzione di Strasburgo del 13/11/1987 inerente le norme di protezione degli animali domestici. La convenzione è entrata in vigore in Italia il 1/11/2011, dopo vari iter burocratici di ratifica. a cura di Enza Palombo PRIMO CHIARIMENTO: IL CONCETTO DI ANIMALE "DA COMPAGNIA" E DI ANIMALE "DOMESTICO" L'animale da compagnia (o "da affezione") è, per la legge italiana, "ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto, dall'uomo, per compagnia o affezione senza fini riproduttivi od alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all'uomo, come il cane per disabili, gli animali da pet-therapy, da riabilitazione, e impiegati nella pubblicità.” (vedi DPCM 6/2/2003). Anche a livello europeo c'è una definizione, più specifica, che fa riferimento all'animale "domestico" includendo nella categoria "ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto dall’uomo, in particolare presso il suo alloggio domestico, per suo diletto e compagnia." (vedi Convenzione di Strasburgo del 13/11/87). Entrambe escludono dalla categoria gli animali selvatici o comunque quelli che non possono adattarsi alla cattività. TENUTA DEGLI ANIMALI DOMESTICI Queste le regole basilari a cui deve attenersi chi convive con un animale: - non causargli inutilmente dolore, sofferenza o angosce (in breve, non maltrattarlo); - non abbandonarlo; - occuparsi della sua salute e benessere fornendogli cure ed attenzioni tenendo conto dei suoi bisogni e della sua razza e specie (tutte precise responsabilità del possessore dell'animale); - rifornirlo di quantità sufficienti di cibo ed acqua; - procurargli adeguate possibilità di esercizio; - prendere tutti i ragionevoli provvedimenti per impedire che fugga. Se un animale da compagnia viene selezionato per la riproduzione, si deve tener conto delle sue caratteristiche che potrebbero mettere a repentaglio la progenitura o l'animale femmina.

L'eventuale addestramento dell'animale da compagnia deve esser fatto adottando metodi che NON danneggino o compromettano la sua salute e il suo benessere, in particolare è vietato costringere l'animale a superare le proprie capacità di forza naturale ed utilizzare mezzi artificiali che causino ferite, dolori o sofferenze inutili. L'animale da compagnia non può essere venduto ad un soggetto minore di 16 anni senza il consenso dei genitori o di chi ne fa le veci. Le Regioni dovrebbero anche promuovere programmi rivolti a scoraggiare, in generale, il dono di animali da compagnia ai minori di 16 anni se non vi èil consenso dei genitori o comunque il dono di animali da compagnia come premio o ricompensa. Da sapere anche che per chi possiede un cane c'è l'obbligo, dal 2005, di registrarlo all'anagrafe canina nel secondo mese di vita, tramite l'applicazione di un microchip. Si può provvedere rivolgendosi alla Asl o ad un veterinario. UCCISIONE O MALTRATTAMENTO DI ANIMALI L'uccisione di un animale è reato punibile con la reclusione da quattro mesi a due anni, se avviene per crudeltà e senza necessità. Se vengono uccisi o danneggiati animali che appartengono ad altri può scattare, a querela della persona offesa, la reclusione fino ad un anno o una multa di 309 euro. Se il fatto è commesso su tre o più capi di bestiame raccolti in gregge o mandria, ovvero su bovini od equini (anche non raccolti in mandria) la reclusione varia da sei mesi a quattro anni. Fa eccezione il caso di chi colpisca volatili sorpresi nel proprio fondo che gli rechino danno. E' prevista la reclusione da tre a diciotto mesi oppure una multa di importo variabile da 5.000 a 30.000 euro, invece, per chi: - cagiona lesioni ad un animale; - sevizia un animale o lo

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cultura e natura sottopone a comportamenti, fatiche o lavori non sopportabili per le sue caratteristiche; - somministra ad un animale sostanze stupefacenti o vietate o lo sottopone a trattamenti che procurano danni alla salute; Se da tali fatti deriva la morte dell'animale la pena è aumentata della metà. Secondo la legge italiana costituiscono deroga alle regole di cui sopra (purtroppo) le attività regolate da leggi speciali, come la caccia, la pesca, l'allevamento, il trasporto e la macellazione di animali, la sperimentazione scientifica, l'attività circense, i giardini zoologici, etc., nonché le manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalle Regioni. Si ricorda che il divieto di maltrattare ed uccidere riguarda anche gli animali randagi (cani, gatti). Ovviamente, le normative penali di cui sopra riguardano, in generale, tutti gli animali domestici. Ci sono tuttavia dei casi in cui l'uccisione è consentita, se decisa da un veterinario o necessaria per porre fine alle sofferenze dell'animale dovute a malattie o lesioni incurabili. La soppressione in generale può avvenire solo per mano di un veterinario o di altra persona competente, tranne i casi di urgenza nei quali si rende necessario porre fine alle sofferenze dell'animale e non si può ottenere rapidamente l'assistenza di un veterinario. L'uccisione deve avvenire con la minima sofferenza fisica e morale dell'animale, con un metodo che ne garantisca la certezza applicato dopo aver provocato la perdita di coscienza e un'anestesia. NON si può procedere con metodi "sacrificali" come l'annegamento, l'asfissia, l'utilizzazione di un veleno o droga di cui non sia possibile controllare il dosaggio, nonché l'elettrocuzione (a meno che non eseguita dopo aver provocato la perdita di coscienza). ABBANDONO DI ANIMALI Dal 2004 anche l'abbandono di animali è reato. Chiunque abbandoni animali domestici o animali che abbiano acquisito abitudini della cattività è punibile con l'arresto fino ad un anno o con il pagamento di un'ammenda di importo variabile da 1.000 a 10.000 euro.

Stesse pene per chi tiene gli animali in condizioni di sofferenza o comunque non compatibili con la loro natura (vi rientra il caso di utilizzo del collare elettrico sui cani). L'abbandono di animali domestici (tenuti nella propria abitazione) è punibile anche col pagamento di una sanzione amministrativa di importo variabile da 154,94 a 516,46 euro. L'abbandono, quindi, perseguibile sia civilmente che penalmente. UTILIZZO DI ANIMALI DOMESTICI AI FINI COMMERCIALI DI PELLI E PELLICCE E' vietato l'utilizzo di cani e gatti per produrre o confezionare pelli, pellicce, capi di abbigliamento di pelletteria, così come è vietato il commercio di tali pelli o pellicce. La pena è l'arresto da tre mesi ad un anno con pagamento di un'ammenda variabile da 5.000 a 100.000 euro. Anche la foca è protetta in tal senso, perché le stesse pene sono previste anche per chi produce commercializza, esporta o introduce in Italia qualunque prodotto derivato dalla foca. A tali pene sono collegate anche la confisca della merce ed alcune pene accessorie come la sospensione dell'attività. SPETTACOLI, MANIFESTAZIONI E' vietato organizzare o promuovere spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali. Chi lo fa è punibile con la reclusione da quattro mesi a due anni e con una multa di importo variabile da 3.000 a 15.000 euro. Se l'evento ha il fine di trarre profitto (per sé o per altri) oppure se è collegato ad attività di scommesse clandestine la pena è aumentata da un terzo alla metà. Stessa cosa se dall'evento ne deriva la morte dell'animale. E' anche vietato promuovere od organizzare combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possano metterne in pericolo l'integrità fisica. Chi lo fa è punibile con la reclusione da uno a tre anni e con una multa di importo variabile tra 50.000 e 160.000 euro. La pena è aumentata da un terzo alla metà se: - le attività sono compiute con il coinvolgimento di minorenni o di persone armate; - le attività sono promosse utilizzando video riproduzioni o materiale di qualsiasi tipo contenente scene od immagini dell'evento; - il promotore od organizzatore riprende o registra in qualsiasi modo l'evento. Chiunque alleva od addestra animali con lo scopo di destinarli, anche tramite terzi, ai suddetti eventi (combattimenti o competizioni) è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con una multa di importo variabile da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena colpisce anche i proprietari degli animali che partecipano ai suddetti eventi, se consenzienti. Chi, invece, organizza o effettua scommesse collegate ai combattimenti e alle competizioni è punibile con la reclusione da tre mesi a due anni e con una multa di importo variabile da 5.000 a 30.000 euro.

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cultura e natura necessari dal veterinario nell'interesse dell'animale; - gli interventi volti ad impedire la riproduzione. In ogni caso, se l'intervento è doloroso dovrà essere effettuato sotto anestesia, da un veterinario o sotto il suo controllo. COSA PUO' FARE IL CITTADINO CHE RILEVA UNA VIOLAZIONE? Un cittadino che rilevi la violazione di norme penali relativamente agli animali (quindi uccisione, maltrattamento, violenza, etc.) può senz'altro denunciare il fatto ad un organo di polizia giudiziaria, quindi ai Vigili urbani, alla Polizia, ai Carabinieri, al Corpo forestale, etc. In caso di urgenza può bastare una telefonata, altrimenti occorre redigere una segnalazione scritta, raccontando i fatti, specificando i propri dati e sottoscrivendo il tutto. Si ricorda che in alternativa e se non vi sono particolari urgenze, può esser fatta una segnalazione scritta (esposto) direttamente alla locale Procura della Repubblica, consegnata di persona o inviata per raccomandata a/r.

In caso di condanna l'animale viene confiscato, salvo che appartenga a persona estranea al reato. ANIMALI DOMESTICI Oltre a quanto sopra, per gli animali domestici sono previste particolari norme protettive. Possono essere utilizzati per pubblicità, spettacoli, esposizioni, competizioni SOLO se adeguatamente tenuti (curati, nutriti, mantenuti in esercizio, etc.) con attenzione alla loro salute, al loro benessere e alla loro sicurezza. In particolare è vietato somministrare loro sostanze o trattamenti per aumentare o diminuire il livello naturale delle sue prestazioni. INTERVENTI CHIRURGICI SU ANIMALI DOMESTICI Sono vietati gli interventi chirurgici sugli animali da compagnia che siano finalizzati a modificare il loro aspetto o ad altri scopi NON curativi. In particolare è vietato: - il taglio della coda; - il taglio delle orecchie; - la recisione delle corde vocali; - l'esportazione delle unghie e dei denti. Uniche eccezioni sono: - gli interventi, anche se non prettamente curativi, ritenuti

RIFERIMENTI NORMATIVI - Codice penale art.dal 544 bis al 544sexies, e art.638 e 727 introdotti o modificati dalla Legge 189/2004 e dalla Legge 201/2010. - Legge 281/1991 "Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo" - DPCM 28/2/2003 "Recepimento dell'accordo recante disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy" stipulato il 6/2/2003 tra il Ministero della salute, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano - Legge 189/2004 "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate. " - Legge 201/2010 "Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno" Normative europee ratificate - Convenzione di Strasburgo del 13/11/1987 in vigore in Italia dal 1/11/2011 grazie alla Legge 201/2010 Qui il testo originale e lo schema dell'entrata in vigore in Europa - Art.13 Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea modificato dal Trattato di Lisbona del 13/12/2007 in vigore dal 1/12/2009. LINK UTILI - Sito del Ministero della Salute con informazioni ed approfondimenti - Sito Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente

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TAC: rischio per i bambini L'utilizzo della tomografia computerizzata in dosi cumulative di 50 mGy può triplicare nei bambini il rischio di leucemia e intorno ai 60 mGy può aumentare di tre volte anche il rischio di tumori cerebrali. Il Gray (Gy) è l'unità di misura di cessione di energia ai tessuti. In genere si usa il milli Gy (mGy). Un esame radiografico dà, in media, circa 1 mGy, la TAC anche 6-8 mGy, un esame medico nucleare, in media, 4-5 mGy. Nel sintetizzare e commentare i risultati delle analisi statistiche, gli autori ricordano che, trattandosi di neoplasie piuttosto rare, l'aumento di rischio relativo, per i bambini e gli adolescenti, sottoposti alle radiazioni da Tac non corrisponde a un rischio assoluto elevato. Tuttavia, concludono i ricercatori, anche se i benefici di questi esami superano i rischi complessivi, è necessario fare il possibile per mantenere le radiazioni al livello più basso possibile e prendere in considerazione procedure alternative che non comportino l'assorbimento di radiazioni ionizzanti. Insomma, cautela si impone, soprattutto nella richiesta che viene dai cittadini (sembra che farsi un Tac sia di moda) e anche nel sottoscrivere il consenso informato ad indagini mediche. Meglio essere ben informati sui potenziali rischi di taluni accertamenti diagnostici. Fonte: The Lancet, Early Online Publication, 7 June 2012

Prezzi dei distributori di benzina a quando il monitoraggio? Già l'art. 55 della L. n. 99/2009 prevedeva l'istituzione di un servizio di raccolta e pubblicizzazione dei prezzi praticati dai singoli distributori di carburante, ma tale attività, sino ad oggi, non è stata mai realizzata. Tale ritardo è stato opportunamente sottolineato dall'Autorità Antitrust con una comunicazione al Presidente del Consiglio ed al Ministero dello Sviluppo Economico del 1° giugno scorso, in cui si sottolinea l'importanza di un monitoraggio che costituirebbe un “elemento di forte stimolo concorrenziale nel settore della distribuzione del carburante”. Come ulteriormente sottolineato dal Garante del Mercato, infatti, contrariamente a quanto succede negli Stati Uniti d'America, in Francia o in Spagna, dove sono stati aperti siti istituzionali in cui sono raccolti e pubblicizzati tali dati raccolti con diverse modalità, “la mancata realizzazione di una banca dati istituzionale, che raccolga e pubblicizzi i prezzi praticati da tutti gli impianti presenti sul territorio, rappresenta un elemento di ostacolo ad un maggiore sviluppo delle dinamiche concorrenziali in questo settore”, oltretutto, dove “per anni era radicata la convinzione di un'estrema rigidità della domanda al prezzo” e dove, sin dal 2007, “non esistono più prezzi consigliati unici a livello nazionale”. Ai consumatori, peraltro, sottolinea infine il Garante, potrebbe essere riservata una parte importante di tale monitoraggio, nel momento in cui potrebbero verificare e segnalare direttamente all'Autorità l'autenticità dei dati che i gestori sarebbero obbligati a comunicare. ( ADUC)

Le spiaggie italiane sono sempre piu’ biocompatibili e tecnologiche Passerelle in materiale riciclato, cabine e ombrelloni fotovoltaici, pozzi geotermici e impianti eolici per sfruttare mare, vento e sole. Per un tratto della costiera romagnola, acqua refrigerata gratis e collegamento a internet illimitato. Sono questi alcuni dei punti di forza delle spiagge ecosostenibili italiane, stabilimenti balneari che possono sventolare, oltre a quella del mare pulito, anche le bandiere del risparmio energetico e del rispetto ambientale. Una pioggia d’investimenti lungo tutto lo Stivale, tra gestori, aziende e organi provinciali, per sfruttare le fonti rinnovabili e migliorare le strutture turistiche. Con risultati d’eccellenza e biocompatibili in tutto il Mediterraneo. Da Rimini, fino alla Sicilia. Tra le regioni più sensibili, sotto il profilo del rispetto ambientale e dell’accesso alle nuove tecnologie spicca l’Emilia Romagna. Un amore per l’ecologia, cominciato già una decina di anni fa con i primi finanziamenti per la sostenibilità negli stabilimenti balneari della provincia di Rimini. Aiuti pratici ai gestori, come la fornitura gratuita dei riduttori di flusso per il risparmio idrico e la creazione di isole ecologiche per la raccolta differenziata. Tra le operazioni di maggior rilievo, quella appena terminata lungo 9 chilometri della costa romagnola tra Cervia, Milano Marittima e Tagliata che ha coinvolto nel processo di rinnovamento 223 stabilimenti. Un investimento, quasi obbligato, per rinnovare le vecchie reti ormai fatiscenti di acqua e di gas che ha permesso, oltre a eliminare il sistema delle vecchie

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bombole, anche di cablare ininterrottamente con la fibra ottica tutto il percorso. Con la conseguenza, di rendere Cervia la spiaggia wi-fi più estesa d’Italia. Una svolta verso il progresso, ma anche un freno allo spreco delle risorse naturali. Grazie al collegamento diretto al sistema idrico, ogni stabilimento può mettere a disposizione dei turisti l’acqua fresca, anche quella gasata, evitando lo stoccaggio e lo smaltimento dei contenitori vuoti. Risparmiando almeno una tonnellata di plastica per ogni stabilimento. Alcuni stabilimenti di nuova generazione, poi, sono molto avanzati per quello che riguarda lo spreco hanno anche una struttura per l’accumulo dell’acqua piovana. Inoltre sono state inserite passerelle, interamente di materiale riciclato fatto da pvc e noccioli d’oliva, studiate per essere facilmente accessibili a disabili e a non vedenti, riduttori di flusso e il riciclo dell’acqua per l’innaffiamento ed inserimento di impianti fotovoltaici. In provincia di Agrigento vi è uno stabilimento dalla forma di scafo totalmente alimentato dalle rinnovabili provvisto di impianto minieolico per l’illuminazione dei pontili e di docce riscaldate con i raggi solari. (Corriere della Sera del 21 giugno 2012)

Droghe, cannibalismo e differenze di genere Recenti fatti di cronaca accaduti in America hanno portato alla ribalta una sostanza stupefacente nota come "Bath Salt" (Sali da bagno) che sta provocando fenomeni di cannibalismo. La sostanza è venduta negli stores e nei mini-maket come sali da bagno o come fertilizzante. Questa tipo di droga può essere ingerita, sniffata, disciolta nell'acqua e iniettata. Il principio attivo della sostanza è il metilenedioxypyrovalerone. Il neuro farmacologo, Gian Luigi Gessa (Univ.di Cagliari), sostiene che la sostanza può fare da 'detonatore' di tendenze già presenti, ma da sola non può spingere a mangiare altri esseri umani, in questi individui non sono solo presenti gli istinti violenti, ma anche la perversione. L'effetto delle droghe - spiega Gessa – è quello di rendere manifesta la loro condizione, ma non esiste ancora una droga che possa far diventare una persona un cannibale". La sostanza assunta in questo caso è un mix di tre molecole sintetiche simili ad una anfetamina naturale che si trova nel Khat, una pianta africana: "In Africa questa pianta è' molto diffusa - sottolinea l'esperto -. Tutte queste droghe, come la loro 'parente stretta' cocaina, spesso sono proprio assunte allo scopo di esaltare la violenza innata, perché chi le assume si sente 'Rambo', non ha fame, non ha sonno e non ha freni inibitori". La principale di queste droghe, il mefedrone, ha una grande diffusione in nord Europa, al punto che in Gran Bretagna si stima che la usi fino al 4,4% dei giovani, ma si trova anche da noi: "La globalizzazione nel mondo della farmacologia di strada è più veloce di quella economica - afferma Gessa - c'è solo da riflettere se associare una sostanza ad un effetto come questo non serva solo a renderla più 'mitica', e quindi più popolare”. In Italia è attivo un attento monitoraggio, più di 150 nuove molecole sono state registrate dal Sistema Nazionale di Allerta Precoce (N.E.W.S.) del Dipartimento Politiche Antidroga (la cui delega è affidata al ministro Andrea Riccardi), con 127 segnalazioni provenienti da tutta Italia e dall'Osservatorio Europeo (OEDT). Tra le nuove droghe identificate, 36 sono cannabinoidi sintetici, 30 catinoni sintetici, 23 fenetilamine. Nel 2011 si sono registrati casi di intossicazione acuta dovuti al consumo delle nuove droghe, correlati all'assunzione di miscele di erbe vendute come profumatori ambientali in Internet o in smart shops, ma risultate contenere cannabinoidi sintetici, o catinoni sintetici. Altro dato inquietante è che le donne che si avvicinano all'uso di cocaina sono in aumento colmando un divario nel consumo di droga e raggiungendo quasi un'equità tra i sessi, anche in questo campo. L'allarme arriva da Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento politiche antidroga (Dpa), secondo cui le donne, 'che hanno sempre avuto un fattore di resistenza all'addiction maggiore rispetto agli uomini, contando su una resilienza che le ha contraddistinte' lo hanno perso negli ultimi tempi mostrando interesse verso delle sostanze tipicamente di uso maschile come la cocaina. Altro dato è che in Italia tra le ragazze, appartenenti alla fascia d’età tra i 15 e i 19 anni, sta emergendo un aumento di abuso di farmaci non prescritti. (ANSA – ADUC).

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14° CAMPIONATO MONDIALE DI FUOCHI D'ARTIFICIO!

XXII EDIZIONE FESTA MEDIEVALE DI MONTERIGGIONI -

LAGO MAGGIORE, LAGO D'ORTA, OSSOLA 8 luglio - 26 agosto

Monteriggioni (SI) 6 -8 e 13 -15 luglio

500.000 spettatori nel 2011, sette show, tre continenti in gara, Fiori di Fuoco è l'evento pirotecnico dell'estate 2012. Dal Lago Maggiore al Lago d’Orta, fino alle incontaminate vallate dell’Ossola, le notti dell’estate si illuminano di luci e colori proposti dalle migliori squadre mondiali. Le migliori aziende pirotecniche internazionali si contenderanno il trofeo “Fiori di Fuoco 2012”, in una sequenza di spettacoli coinvolgenti ospitati in location naturali suggestivei. info: http://www.distrettolaghi.it

MUSICHE DA UN ALTRO MONDO - CONCERTI IN CAVA Ornavasso 28 giugno - 30 agosto Esperienze musicali da terre lontane e non solo, interpretate sotto terra nell'antica cava di Marmo di Ornavasso, dal XIV sec. utilizzato anche per il Duomo di Milano. Nonostante il caldo qui la temperatura è sempre di 8 gradi... http://www.anticacava.it/eventi_19.html

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La XXII edizione della Festa Medievale torna a illuminare il centro storico di Monteriggioni, splendido borgo a nord della città di Siena, attraversato dalla Via Francigena e famoso al mondo per la citazione dantesca che ne esalta la tonda cerchia muraria e la preziosa corona di torri. I primi due weekend di luglio decine di eventi animeranno il cuore della città fortificata tra performance dal vivo, musica, danza, teatro e antichi sapori. Sulle note del tema “Inferno e Paradiso”, nelle piazze e nei giardini del borgo andrà in scena un ricco programma di spettacoli selezionati dal direttore artistico Gabriele Tozzi di Jobel Teatro con l’obiettivo di ricreare l’atmosfera e l’ambientazione di un villaggio medievale con le sue guarnigioni militari, gli artigiani, i nobili e i popolani. Come ogni anno, la formula articolata su due week-end con temi diversi ma collegati è stata pensata per offrire una duplice occasione per raggiungere le Terre di Siena e vivere la Festa: una sorta di percorso a tappe in cui rimane stabile il tema dello scontro tra bene e male, luce e ombra, angeli e demoni, sempre in continua lotta tra loro.

ASTROSUMMER 2012 Roma - 30 giugno- 1 settembre Per il quinto anno consecutivo il Planetario e Museo Astronomico di Roma accenderà le stelle dell’estate con Astrosummer 2012, una grande rassegna di spettacoli in orario serale – unica fra i Musei Civici che inizierà il 30 giugno e terminerà il 1 settembre. Tutti i giorni (tranne il lunedì) alle 21 e 22.30 i migliori spettacoli astronomici del Planetario di Roma vi proietteranno fra le stelle, per regalarvi ogni sera un’emozione nuova, un diverso viaggio nello spazio. Il sabato e la domenica sono in programma altri due spettacoli alle 17 e alle 18. Oltre ai più apprezzati spettacoli del repertorio di oltre 60 show astronomici, gli astronomi del Planetario proporranno nuove produzioni e ospiti dal mondo della scienza e della cultura, secondo un calendario organizzato in ben 48 differenti serate tematiche. info: www.planetarioroma.it.

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NEL BOSCO DELLE SFERE PER GIOCARE E IMPARARE LE LEGGI DELLA FISICA Austria - Regione Hall - Wattens Tirolo Estate 2012

XVII EDIZIONE FONTANONESTATE

Roma - Giardino della Fontana dell’Acqua Paola al Gianicolo 26 giugno - 9 settembre 2012 Rassegna dedicata a teatro e musica di qualità ideata e promossa dall’Associazione Teatro Studio, con la direzione artistica di Enzo Aronica, Riccardo Barbera e Roberto Della Casa. Saranno rappresentati capolavori e personaggi della letteratura classica e moderna, nazionale ed internazionale. Anche la musica, dalla classica al varietà, sarà parte integrante del cartellone estivo di quest’anno. info: http://www.fontanonestate.it

AGRITURISMI.IT PER L’EMILIA ROMAGNA ESTATE - 2012 Gli agriturismi dell'Emilia Romagna non si arrendono al terremoto. Questo è il messaggio che emerge dall'indagine condotta da Agriturismi.it tra i gestori delle strutture convenzionate presenti nelle zone colpite dai recenti eventi sismici. Grande è la voglia di ricominciare, nonostante un calo sensibile delle prenotazioni e un numero rilevante di cancellazioni per i mesi estivi. A fronte di un'informazione che spesso appare imprecisa e incompleta, emerge la necessità di rilanciare e sostenere il turismo in questa regione, all'apertura della stagione estiva.

Per l’estate 2012 il Glungezer si arricchisce di un’interessante novità: il “Bosco delle Sfere”. Un parco giochi di 7000 metri quadrati posizionato a 1.500 metri di altitudine. Case sugli alberi e varie stazioni di gioco, costruzioni sostenibili e attività sportive integrate nella natura. Legno locale, manodopera a kilometro zero, alleanza fra ente turistico e associazione agricoltori sono alla base del progetto. 600 ore di lavoro offerto gratuitamente dagli artigiani della regione per la realizzazione di un'opera ecosostenibile e completamente immersa nella natura dalla quale prende forma.Il leit motiv è il legno, come materiale ludico, ma anche didattico: l’attrazione principale è la Kugelbahn, una pista di legno di pino cembro che, con i suoi 200 metri di lunghezza, è nel suo genere la più grande al mondo.

strutture stesse per l'accoglienza degli ospiti. Molte e diversificate sono le iniziative e le offerte proposte dagli agriturismi emiliano-romagnoli, che puntano sulla promozione dei prodotti locali, sulla ristorazione e su pacchetti speciali. E' di primaria importanza che la disinformazione non arrechi ulteriori danni economici a un territorio già così duramente colpito, rassicurando turisti italiani e stranieri sulla reale entità dei rischi, e incentivandoli a trascorrere le prossime vacanze presso gli agriturismi dell'Emilia Romagna.

Occorre sottolineare che la maggior parte delle strutture situate in zone non direttamente coinvolte non ha subito alcun tipo di danno o disagio, né interruzioni dell'attività. Il fatto che diversi agriturismi abbiano dato la loro disponibilità ad ospitare persone sfollate dalle loro case dimostra la sicurezza delle

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Friuli, Grotte carsiche

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