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MENSILE DI INFORMAZIONE TECNICA E SINDACALE PER IL MONDO DELLE PICCOLE E MEDIE AZIENDE ANNO 4 - NUMERO 7 OTTOBRE 2005 Confederazione Nazionale dell’ Artigianato e della Piccola e Media Impresa Associazione Provinciale di Vicenza

Foto Cristiano Urban

DOPO VILLAVERLA

IL DESIGN HA UN FUTURO (NELL'ARTIGIANATO) POSTE ITALIANE S.P.A. - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1, COMMA 1, DCB VICENZA

www.cnavicenza.it


in primo piano Persiste il trend asfittico sui mercati internazionali CNA ARTIGIANATO & IMPRESE Periodico di informazione tecnica e sindacale per il mondo delle piccole e medie aziende

Cocktail rivitalizzante per l’oro Le associazioni di categoria fanno squadra

Edito da CNA, via Giordano, 4 - Vicenza

Registrazione Tribunale di Vicenza n. 1019 dell’11/3/2002 Comitato di redazione FRANCESCO PIGATO ARMIDO BATTISTELLO ANNALISA SALIONTI FEDERICO SASSARO ENRICO STORTI MARCO TRONCON Direttore responsabile CLAUDIO STRATI Foto Cristiano Urban: copertina; opere artisti pagine 7, 8, 9. Archivio CNA Redazione via Giordano, 4 - 36100 Vicenza tel. 0444 569900 - fax 0444 961628 e-mail: cna@cnavicenza.it Stampa C.T.O., via Corbetta 9 36100 Vicenza

NFORMATIVA AI SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 196 DEL 30/06/2003 Spettabile Impresa Il D. Lgs. n. 196 del 30/06/2003, "CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI", all’art. 13 impone l’obbligo di informare l’interessato sugli elementi fondamentali del trattamento. Per quanto attiene alla scrivente Associazione vi si adempie compiutamente informandoLa che: 1) i dati sono stati raccolti per inviarle del materiale che pubblicizza la nostra associazione e per promuoverne l’attività; 2) in relazione alle summenzionate finalità, il trattamento dei dati personali avviene mediante strumenti cartacei ed informatici in modo da garantirLe la sicurezza e la riservatezza dei dati, nonché la piena osservanza della Legge; 3) la presente informativa è resa per i dati raccolti da pubblici registri, elenchi; 4) contro le sopra indicate finalità di utilizzo dei dati può esercitare i diritti di cui all’ art. 7 della Legge; 5) i diritti che Le competono sono quelli previsti dall'art. 7 della Legge ed in particolare: di conoscere, in ogni momento, quali sono i Suoi dati presso noi e come essi vengono utilizzati; di farli aggiornare, integrare, rettificare o cancellare, chiederne il blocco ed opporsi al loro trattamento; 6) titolare del trattamento è CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa – Associazione Provinciale di Vicenza, corrente in Vicenza, Via U. Giordano, n. 4. Vicenza, maggio 2005

❁ La situazione economica, nonostante certi ottimismi sbandierati mese dopo mese, continua a non essere interessante. Il Vicentino, che pure “si difende” assai meglio di altre zone d’Italia, vede molti settori in sofferenza. Il settore orafo, uno dei simboli dell’economia della locomotiva provinciale, da tempo è in stand-by e in attesa di segnali concreti di ripresa soprattutto nei grandi numeri, poichè chi sa operare in nicchie privilegiate ha patito meno la congiuntura asfittica che persiste. Archiviato il terzo appuntamento annuale della Fiera orafa, Orogemma 2005, è possibile affermare che non siamo in presenza di una inversione della tendenza

che c’è bisogno di una robusta inversione di tendenza. “La CNA sta proponendo delle azioni formative – spiega Antonio Trevisan, da poco riconfermato presidente provinciale del settore orafo dell’associazione – su tematiche legate alla gestione dell’impresa, al tema delle tendenze e verso i processi di miglioramento e certificazione. Crediamo inoltre che sia necessario aumentare la qualità del lavoro intrapreso a Vicenza e a livello nazionale dal Tavolo Intercategoriale di settore”. Da alcuni anni le associazioni di mestiere orafo hanno costituito il Tavolo Intercategoriale della categoria con l’obiettivo di migliorare la capacità di incidere nelle politiche di sostegno al settore e per poter partecipare attivamente alla promozione dello stesso. Difatti è in corso di definizione il programma delle attività promozionali a sostegno del settore per l’anno 2006. Le associazioni di mestiere (CNA - Confartigianato - Apindustria - Assindustria) hanno definito un programma che tende a delineare alcune linee di indirizzo entro le quali si chiede che tutti gli enti, a vario titolo coinvolti, partecipino in modo da poter sviluppare delle negativa oramai filo azioni a forte impatto conduttore degli ultimi sui mercati. tre anni. Le imprese Intanto la novità del settore, e quelle di importante è la costipiccole dimensione in tuzione di Vicenza modo particolare, Fiera International srl, devono continuare a presieduta dall’imprenmisurarsi con l’arrivo ditore Valentino Ziche sul mercato di nuovi e con amministratore competitori con diffedelegato Andrea Turrenziali di costi di procato: la società vede duzione, di cambio e nella compagine sociadi dazi molto significale, oltre alla Fiera di tivi. In questo conte- Antonio Trevisan Vicenza che ne detiene sto l’attrattività del la maggioranza, insieme con il prodotto orafo vicentino è diminuiWorld Gold Council, la Banca Popota considerevolmente. lare di Vicenza e tutte le associazioLa gravità della situazione del setni di categoria vicentine. tore può essere letta anche da una “A questa nuova società – dice nuova “opportunità” introdotta nei Antonio Trevisan – è stato “delegiorno scorsi per il settore: la gato” il compito di “accompagnacassa integrazione per i lavoratori re” le imprese vicentine nelle loro impiegati nelle imprese artigiane e presenze fieristiche. Contiamo che nelle piccole e medie imprese con arrivino i risultati attesi dalla catemeno di 15 dipendenti, da sempre goria orafa”. escluse da questo istituto. È chiaro

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IL PROGRAMMA Le strategie per il 2006 ❁ Russia, Est Europa, Hong Kong, Cina e Sud Est Asiatico, Usa sono i mercati su cui hanno deciso di puntare le associazioni orafe vicentine: CNA (che ha il consorzio Corart come suo braccio operativo), Confartigianato, Assindustria, Apindustria. Il programma di massima prevede di partecipare nel 2006 ad alcuni appuntamenti fieristici: Fiere di Mosca (maggio e settembre); Jewellery Show di Hong Kong (marzo e settembre); Fiere di Istanbul (marzo e settembre); Amberif di Danzica; (Polonia); JCK Las Vegas. Si promuoverà una azione di coordinamento della partecipazione delle imprese vicentine, con indagini di mercato e azioni di scouting preliminari. Inoltre si ritiene opportuno valutare la partecipazione ad iniziative di promozione del Lusso Made in Italy, promosse e coordinate da Ice o enti analoghi. Missioni esplorative sono programmate nei Paesi del Golfo Persico (Oman, Qatar, Bahrain e Arabia Saudita), escluso Dubai, e in Ucraina. A livello promozionale infine si intende sostenere la organizzazione di sfilate di gioielli vicentini, in collaborazione con Ente Fiera di Vicenza, Vicenza Fiera International e Ice. Le sfilate dovrebbero tenersi durante le suddette fiere e in occasione di eventi di promozione del Made in Italy organizzati da altri Enti come Ice, le Ambasciate e le Camere di Commercio italiane all’Estero.


artigianato oggi Viabilità. La superstrada che non c'è turba i sonni delle imprese e dei cittadini

Pedemontana, urge ma senza sbreghi Opera indispensabile, ma deve essere in sintonia col territorio ❁ La Pedemontana, la “strada dei sogni” stando alle vicissitudini multidecennali che hanno visto politici e amministratori ingarbugliarsi fin dagli anni ‘60 per darle una fisionomia a servizio di un’area tra le più produttive del Veneto, stenta ancora. Ma siamo alla stretta finale, dice la Regione che ha una fretta tremenda di mandare avanti qualcosa, purchessia. Eppure le ultime versioni hanno fatto imbufalire ancor di più amministrazioni che prima non protestavano. E la recente tornata di osservazioni approvata dai diversi consigli comunali ha scaricato in laguna, all’esame della commissione tecnica incaricata, molteplici richieste per addolcire l’impatto su un territorio che comunque procurerà disagi paesaggistici e di vivibilità.

Bisognerà vedere se ora si darà corpo a queste richieste del territorio, o se si andrà avanti a testa bassa per non perdere altro tempo. Una cosa è certa: tutti riconoscono l’urgenza dell’arteria, pur con i dovuti distinguo. «Nel Thienese tutti ammettono che è indispensabile – spiega Silvano Scandian, presidente provinciale della CNA e anche del Forum di Thiene –. Ci siamo trovati tra categorie e sindaci e questo è il responso. Però tutti si lamentano per un progetto calato dall’alto senza confronti con il territorio. Tra l’altro la progettazione di base è stata fatta su cartografie sorpassate. Di certo una concertazione maggiore avrebbe potuto dare meno sprechi di territorio e minori disastri ambientali: ci sono passaggi distruttivi nel Breganzese, ad esempio. Ora

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Da sin.: Vittorio Vencato, Maurizio Pettenuzzo, Enrico Storti.

c’è urgenza di fare l’autostrada, ma anche di non combinare macelli per cui la progettazione dovrà tener conto delle osservazioni e delle varianti possibili per non travolgere le peculiarità del territorio. Noi qui dobbiamo sì lavorare, e la Pedemontana – aggiunge Scandian – ci sarà utile, ma anche vivere con le nostre famiglie: il territorio è importante tanto quanto la strada. Su questo le associa-

zioni di categoria sono unanimi». Perplesse anche le amministrazioni locali. Enrico Storti è parte dell’organigramma della CNA ma anche sindaco di Villaverla: «Le amministrazioni non hanno posto pregiudiziali e condividono l’esigenza della strada – spiega Storti – e noi, con Thiene e Montecchio, abbiamo anche avanzato ipotesi di variante. Emerge però una situazione


EDITORIALE Campagna elettorale o misure per l'economia? di Francesco Pigato

di difficoltà complessiva per inserire l’opera in un territorio fortemente urbanizzato, con abbattimenti e impatti notevoli. Il risvolto è stata l’assoluta mancanza di dialogo della Regione con le amministrazioni. Il tracciato venne definito nel dicembre 2003, e la documentazione finale è stata depositata in Provincia il 23 agosto scorso, in pieno periodo di ferie, con il termine per presentare le osservazioni il 22 settembre! Le solite furbizie. In mezzo ci sono state decine di mesi di silenzio informativo». Gli imprenditori adesso chiedono un po’ di raziocinio per fare le cose veloci e senza “sbreghi”. Vittorio Vencato, presidente della CNA dell’Agno e del Forum di quel territorio: «Per ambiente e paesaggio sono numerose le proposte migliorative. Le categorie qui dicono che qualunque soluzione comunque va bene, purchè partano i lavori. Sicuramente servono soluzioni migliorative in qualche tratto, ma non possiamo neanche pensare che dopo 8-9 anni di lavoro adesso, poichè ci sono le amministrazioni nuove, si debba ripartire da zero! È già stato un autogol pesante non fare le infrastrutture, ora si deve rimediare. Miglioriamo ma senza esagerare, e facciamo decollare questa strada». Anche nel Bassanese il dibattito è a toni alti. «Certe cose si sapevano anche prima – esclama Maurizio Pettenuzzo, presidente della CNA dell’area bassanese – cioè l’impatto che la strada avrebbe avuto. Adesso

trovo pretestuose certe richieste dell’ultimo minuto, questi sindaci dov’erano in questi ultimi dieci anni... Chiedere il tratto senza pedaggio per sempre, per un’arteria che nasce pedaggiata! Questa autostrada nasce da una legge dello Stato: dov’erano tutti, allora? L’ultima versione a mio avviso deve andare avanti, non c’è più tempo da buttare. Metterla in trincea da Breganze a Romano non è possibile, perchè andrebbe a incidere la falda, per evitare i cavalcavia meglio mantenere le complanari come “rete” di collegamento di un’area tagliata a metà dal passaggio. Piuttosto – prosegue Pettenuzzo – è amaro considerare che tempo fa si parlò di un’ipotesi diversa, più a sud, che avrebbe devastato meno e sarebbe anche costata meno. È stata cestinata. Non c’è stata la forza per spostare da qui una strada annunciata anche troppo, almeno a giudicare dalle compravendite di terreni, che mi consta siano state numerose, nelle zone in cui si pensava dovesse passare».

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Silvano Scandian, presidente provinciale della CNA, qui ritratto all'inaugurazione della recente mostra artigiana di Villaverla. In alto, eterea immagine di un'autostrada del Nord Europa: quasi un facsimile onirico della tanto discussa e mai concretizzata Pedemontana.

❁ Non è dato sapere se chi parla di “segnali di ripresa” dell’economia esprima convinzioni derivanti dai dati di fatto o semplici auspici, motivati dalla opportunità di diffondere ottimismo ad ogni costo. Certo è che chi vive a contatto quotidianamente con le imprese registra pareri poco ottimistici, anche se nessuna si fa prendere dallo scoramento: gli artigiani infatti sono abituati a stringere i denti in attesa del bel tempo. Il guaio è, però, che chi dovrebbe occuparsi di assecondare l’avvio della ripresa, in primis il governo, è costantemente impegnato in tutt’altre faccende. Legge elettorale, devolution, discussioni sulla leadership, avvicendamenti lampo di ministri, rivendicazioni di visibilità, e tutto ciò che si presume possa avere qualche effetto sull’ormai prossima consultazione elettorale, diventa prioritario. Intanto il quadro economico si deteriora, mettendo a repentaglio la possibilità di favorire o almeno agganciare una eventuale possibilità di ripresa. Il rapporto deficit/Pil viaggia verso il 5%, il cuneo salariale (cioè la differenza tra costo del lavoro e stipendio netto) non diminuisce, le infrastrutture sono al palo, insomma la competitività delle nostre imprese si riduce in continuazione, anche nei confronti degli altri paesi europei. Quel che preoccupa ulteriormente è che la prospettiva di una inversione di tendenza non è prevedibile. La campagna elettorale, di fatto già cominciata, non consente nè rigore nè scelte impopolari o in contraddizione con le promesse sempre seminate a piene mani. Occorre fare appello affinchè prevalga il senso di responsabilità e si eviti che il paese scivoli verso il caos, dal quale sarebbe poi oltremodo difficile uscire. Gli artigiani e le piccole imprese che hanno fatto la loro parte per mantenere in piedi le aziende, chiedono con forza che i loro sforzi non siano sacrificati sull’altare di una estenuante campagna elettorale.


artigianato oggi Categorie. Dopo le assemblee dei vari settori ecco i vertici

Nascono le “Unioni” Le nuove associazioni di mestiere e i presidenti

Sergio Paolin

Marcello Splendore

Egidio Manea

Sergio Carrara

Alberto Lanaro

Nereo Sella

Maurizio Pettenuzzo

Marino Casarotto

❁ Si è conclusa la prima fase delle Assemblee Quadriennali Provinciali, quella dedicata alle “Unioni”, le strutture cioè che sostituiscono, nel mondo CNA, le vecchie associazioni di categoria. Il quadro è quello sancito dal nuovo Statuto Nazionale della CNA che con l’obiettivo di semplificare e razionalizzare l’articolazione dei mestieri dell’Associazione ha accorpato 24 associazioni di categoria in 10 Unioni. La partecipazione alle Assemblee Provinciali non è stata sempre rilevante ma complessivamente il risultato può senz’altro considerar-

si positivo. Sono state costituite 8 Unioni che hanno eletto i presidenti, le presidenze e i consigli provinciali, e si sono poste le basi per un lavoro sui mestieri del quale le imprese sentono indubbiamente l’esigenza. Formazione, aggiornamento professionale e, più in generale sostegno per poter rimanere sul mercato, sono state le istanze poste dagli associati, consapevoli del ruolo che l’Associazione può svolgere per lo sviluppo delle imprese. Anche sul versante della rappresentanza è emerso frequentemen-

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te, come artigianato e piccola impresa possano svolgere compiti importanti nel contesto economico e sociale. Ecco chi sono i presidenti delle nuove Unioni provinciali. CNA Artistico e Tradizionale: Orazio Sergio Paolin. CNA Costruzioni: Marcello Splendore. CNA Servizi alla Comunità’: Egidio Manea. CNA Comunicazione e Terziario Avanzato: Sergio Carrara. CNA Fita: Alberto Lanaro. CNA Produzione: Nereo Sella. CNA Benessere e Sanità: Maurizio Pettenuzzo. CNA Installazione Impianti: Marino Casarotto.

CREDITO Il Confidi a dimensione regionale ❁ Continua la crescita dell’operatività del consorzio fidi della CNA nel corso del 2005, confermando il trend degli ultimi anni. Ultimato l’investimento per la nuova sede di Thiene, il Confidi CNA si sta impegnando ora nello studio di fattibilità, promosso dalla CNA Regionale, della fusione regionale dei confidi provinciali CNA in un’unica struttura. La recente normativa sui consorzi fidi e Basilea 2 pone infatti importanti interrogativi al futuro dei Confidi: per la CNA ciò significa scegliere se rimanere così come si è oppure passare ad un Confidi vigilato dalla Banca d’Italia. Già da alcuni mesi i Confidi CNA veneti hanno intrapreso uno studio di fattibilità del processo di concentrazione, appoggiati in questo da una società di consulenza specializzata, per poter capire quale possa essere la strategia corretta e decidere quindi il proprio destino. Il tutto è fortemente legato alla normativa in evoluzione: si attendono infatti in questo autunno le indicazioni del Ministero dell’Economia che, su indicazioni della Banca d’Italia, fissano i parametri per il passaggio ai Confidi vigilati, anche se attualmente non ci sono date certe (viste anche le recenti vicissitudini del Ministero e di Bankitalia, ndr). Una cosa è certa: qualsiasi sia la decisione, verrà comunque conservato il rapporto localistico delle strutture dei Confidi provinciali, cioè il rapporto stretto e la vicinanza con il territorio e la conoscenza del tessuto economico locale. Vale a dire, le carte vincenti che hanno fatto dei Confidi, in particolare di quello della CNA vicentini, le strutture di fiducia delle piccole e medie imprese nell’approccio “tutelato” al credito e nel dialogo con gli istituti bancari.


eventi

A Villaverla bellissima 7a edizione della mostra dell'artistico

Il design “rinasce” artigiano Paolin: «Le piccole e medie attività gli possono garantire un futuro» ❁ La magica atmosfera di villa Ghellini, a Villaverla, ha fatto da riuscita cornice alla 7a edizione della mostra dell’artistico CNA, dal titolo “Creativià, design e artigianato”. Col patrocinio del Comune di Villaverla e con il contributo della Camera di Commercio, la mostra ha segnato sicuramente una svolta positiva rispetto all’esperienza consolidata delle rassegne precedenti (l’ultima, molto bella anch’essa, ricordiamo, al castello di Thiene). Molto coinvolgente l’alIl taglio del nastro con il presidente lestimento, che ha Scandian e il sindaco Storti. sfruttato gli ambienti di da Debora Petrina, ha incantato un edificio ricco di stonella sala dei caminetti un pubria esaltandoli con luci sapienti. blico attento e numeroso. E all’apertura, il concerto di canUna mostra, quella di Villaverla, zoni della tradizione (“Canzoni che ha saputo coniugare ancocome nuove”) con la straordinara di più il mondo dell’artigianaria interpretazione di Patrizia Lasegue a pag 8 quidara, accompagnata al piano

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eventi

Segue da pag 7

➬ to artistico a quelli della ricerca, del design, dell’università, per segnare un momento di nuovo contatto tra le imprese creative artigiane e lo sbocco verso nuovi impulsi e nuove opportunità di crescita.

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Significativo a questo riguardo, spiega Orazio Sergio Paolin, presidente della categoria provinciale e, ora, anche regionale, è stata la presenza di cinque giovani designer “aspiranti artisti” dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, “adottati” da aziende artigiane le quali hanno accolto e sviluppato i loro progetti: Ludovico Bomben con

Tagliamonte Vicenza, Rosaria Boemi con Yasmin Naqvi e Paolo Cenedese, Paolo Polloniato con Fusina, Giada Tagliamonte con Falegnami Riuniti, Vally Tessarollo con Arbos. «Abbiamo voluto che questa mostra, più di altre volte, segnasse la concretezza dell’artigianato nell’approccio alle idee creative – dice Sergio Paolin –.


I CONVEGNI Più che la classica vetrina con le realizzazioni degli artigiani artisti, la rassegna ha inteso porre alcune idee che ci devono aiutare nel futuro, aprire alle collaborazioni esterne, uscire dal nostro tradizionale ambito. Anche i due convegni sono andati in questa direzione: il Made in Italy può avere un rilancio se si collega alle capacità dell’artigianato e della piccola e media impresa. Le grandi aziende, che hanno cavalcato nei decenni scorsi il Made in Italy, oggi con la globalizzazione si snaturano, magari fanno disegnare da inglesi ciò che poi fanno produrre in Romania. L’artigianato invece, per la sua natura e la sua storia, ha nel Dna il radicamento nel territorio e può e deve diventare la nuova bandiera della creatività italiana, ritrovando una nuova ragione d’essere nel favorire nuova occupazione e nell’attirare i giovani ad un lavoro qualificato e innovativo. Io credo che la mostra di Villaverla abbia dato, in questo, un valore aggiunto molto alto».

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❁ Annunciata dall’anteprima “Tessiture”, opere di Renata Bonfanti e Cristina Busnelli a Breganze, la mostra di Villaverla ha visto al suo interno due convegni (foto sopra e sotto). Il primo, “Design e artigianato, una relazione da sviluppare” in collaborazione con il corso di laurea di disegno industriale dello Iuav, ha visto intervenire il designer Aldo Cibic e i docenti Laura Badalucco e Medardo Chiapponi, oltre alle testimonianze di Carla Riccoboni e Sergio Paolin. Il secondo ha presentato il libro “Design e creatività nel made in Italy. Proposte per i distretti industriali”, con l’intervento di uno degli autori, Marco Bettiol dell’università di Padova (l’altro è Stefano Micelli di Ca’ Foscari).

Alle pag. 7-9 opere e realizzazioni di Bruna Munari, Luca Bonato, Carlo Bonato, Candido Fior, Guasina, Pino Guzzonato, Arbos Riccoboni e Bertinazzo, Falegnami Riuniti, Alessio Tasca, Secondo Binario, Vittore Tasca, Daniele Pianezzola. A pag. 8 Sergio Paolin, qui Patrizia Laquidara. Gli altri espositori della mostra: Tobia Dall'Osto Argilla e mani di Raffaella Bassa, Bb 1987 di Antonio Bonaldi, Cristina Busnelli, Mario Converio, Myver di Pietro Viero, Claudio Capozzo, Stylnove Ceramiche di G. Zanovello, Tagliamonte Vicenza, Bottega del Tornio di Nico Toniolo, Luce Meneghetti, Sartori di Vanna e Cesare Sartori, O'Tavia Deco, Il pesce rosso di Chiara Raccanello con Sandra Pellegrini, Studio Emme di G.B. Mossolin, Start di Lucia Baù, Federico Bonaldi, Alessandra Capozzo e Massimiliano Bertuzzi (opera in copertina), Floriano Gheno, Lee Babel, Alessandro Bonfanti.


CONFIDI CNA VICENZAScarl Sede Legale: 36100 Vicenza - via U. Giordano, ano o, 4 - tel. 0444 569900 fax x 0444 961628 Sede Operativa principale: 36100 Vicenza - viale S. Lazzaro, 50/B e-mail:confidi@cnavicenza.it Promosso da


territorio Cresce la presenza degli extracomunitari anche alla guida delle aziende

Quando l’impresa è a colori Un’indagine CNA rivela la consistenza crescente del fenomeno ❁ Nell’Italia che cambia, è l’impresa a svolgere (e anche nelle nostre zone) il ruolo di veicolo per l’integrazione sociale. Il dato emerge dal sondaggio sull’imprenditoria extracomunitaria in Italia, organizzato dai Giovani Imprenditori della CNA: essere titolare di un’impresa è la palese dichiarazione di una volontà di ottenere un inserimento stabile nel territorio ed un miglioramento professionale e personale. Oggi l’imprenditoria extracomunitaria si configura anche come uno dei comparti più attivi, sia in termini di prodotto e di occupazione che in termini d’integrazione. L’economia nazionale beneficia, sostiene Fabio Giovannini, presidente dei Giovani imprenditori della CNA, di questi impulsi: basti pensare che il saldo attivo delle imprese italiane in termini numerici è dovuto proprio all’apporto di questo nuova imprenditoria che oggi deve cominciare ad essere definita parte integrante del nostro tessuto economico in quanto radicata e sostanzialmente integrata nella società italiana. Un’imprenditoria dall’origine etnica diversa che però sconta le stesse problematiche delle imprese italiane, difficoltà di finanziamento, di credito, di burocrazia e di reperimento clienti (da qui deriva la necessità di appoggiarsi a reti di relazioni precostituite). Secondo i risultati dello studio, la quasi totalità degli imprenditori immigrati si colloca al di sotto dei 45 anni con una percentuale di giovani imprenditori under 40, intorno al 60 %. Circa il 70 % sono uomini. Nel profilo dell’imprenditore immigrato si riscontra un’anzianità di residenza in Italia che per oltre l’80% di essi è superiore a 10 anni. Ben il 90% non riscontra difficoltà con la lingua italiana Un collegamento importante per l’apprendimento della lingua e più in generale per l’integrazione è la presenza di figli che attraverso la frequenza scolastica fungono da “ponte” linguistico con la società italiana. Nella maggior parte dei casi (circa il 50%) l’imprenditore immigrato ha avuto in Italia una precedente esperienza da dipendente; in più di un caso su quattro la precedente esperienza lavorativa si è trasformata in un lavoro in proprio.

Un dato di rilevante interesse sta nella scelta della collocazione geografica dell’azienda che è da imputarsi in primo luogo alla presenza dei familiari in un determinato territorio e solo in piccola percentuale per le prospettive di lavoro e le infrastrutture offerte dal territorio. Risulta dunque evidente che la presenza della comunità di riferimento è la principale motivazione della scelta della collocazione dell’impresa. Le risorse e la ricchezza del territorio rivestono un ruolo secondario. Alla motivazione della scelta possono collegarsi le difficoltà, e le successive soluzioni, relative all’avviamento dell’attività. Gli imprenditori (circa il 40 %) dichiarano che le principali difficoltà incontrate nell’avviare la loro impresa sono da imputarsi agli aspetti economici (credito, finanziamento, reperimento clienti, ecc.) e agli aspetti di natura burocratica. I principali strumenti di sostegno, anche finanziario, vengono trovati nel gruppo familiare allargato o nella comunità di riferimento. Un “tessuto” che si sostituisce alle istituzioni locali e al sistema creditizio. Quanto all’organizzazione dell’impresa si riscontra la presenza di un’azienda di tipo individuale su cinque; in genere i dipendenti appartengono alla stessa etnia dell’imprenditore anche se in circa il 15 % dei casi sono presenti dipendenti di nazionalità italiana. È il caso soprattutto delle imprese del settore dei servizi. La clientela è per la maggior parte di origine italiana o mista; solo nel 10% dei casi si riscontra una clientela esclusivamente appartenente al Paese di origine. Oltre il 70% degli imprenditori immigrati si dichiara abbastanza soddisfatto della propria attività. Circa il 90% si sente integrato e accettato dalla società italiana anche se è capitato loro di aver ricevuto segnali di ostilità per la loro origine etnica. Quasi irrilevante è la quota di coloro che hanno ricevuto segnali di ostilità per la loro fede religiosa. Solo il 20% afferma di avere intenzione di tornare al proprio Paese d’origine contro un 50% che pensa di rimanere in Italia.

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IN PROVINCIA “L'illusione di avere ancora una frontiera” ❁ Anche la CNA si è accorta, eccome, del fenomeno dell’imprenditoria extracomunitaria. La vicina Marca trevigiana è un po’ la “capitale” italiana delle piccole aziende fondate da extracomunitari, ma anche qui non si scherza. Nell’Alto Vicentino, ad esempio, spiega Giuseppe Mantese, direttore della sede CNA di Thiene, il fenomeno delle aziende extracomunitarie è notevole: “La maggior parte delle informazioni che eroghiamo con lo sportello Crea l’impresa, per i nuovi imprenditori, va a immigrati che si mettono in proprio. E anche molte delle attività di formazione che organizziamo vengono frequentate da loro, che cercano gli strumenti non solo per far decollare le loro attività ma anche per una compiuta integrazione”. La provincia è un po’ a macchie di leopardo. Nella zona di Montecchio il direttore della sede CNA, Stefano Masiero, non ha la sensazione di tante nuove nascite aziendali, ma di una presenza sempre più massiccia di lavoratori stranieri anche nelle aziende artiGiuseppe Mantese giane, quella sì. (Thiene) “C’è una grande richiesta di integrazione – dice Masiero –, qui forse per una maggiore monocultura produttiva è più difficile aprire aziende ma la forza lavoro è numerosa. Ce ne accorgiamo dai numeri in crescita, davvero significativi, dei cedolini paga. Anche nelle piccole e medie imprese il lavoratore immigrato è una realtà. Anche qui insomma si riflette quel grande trend della mobilità delle persone sul pianeta, e più che innalzare barriere conta la capacità di utilizzare al meglio i “talenStefano Masiero ti” dei lavoratori immigrati. Ed è anche (Montecchio) una scommessa, oltre che per le imprese, per tutta la comunità locale, perchè occorre ricercare spazi e prospettive per la gestione di una condizione umana, economica, culturale, con cui confrontarci. La migrazione internazionale, lo ha sostenuto anche un recente gruppo di studio parlamentare, appare una necessità strutturale che va governata con programmi specifici, adottando però un approccio regionale che salvaguardi la collaborazione tra paesi appartenenti alla stessa area. Inutile una politica che si illuda di avere ancora frontiere invalicabili e che si limiti a controllare o respingere l’immigrazione clandestina, deve invece “aprire” all’immigrazione legale nuovi canali che tengano conto delle diverse esigenze del sistema economico e produttivo del Paese”.


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sicurambiente Le proiezioni dello Spisal dell’Ulss 6: migliora il trend nelle aziende

Infortuni ancora in calo nel 2005 Unico dato negativo nei Servizi dove opera il “lavoro flessibile” ❁ Dalla “proiINFORTUNI TOTALI ULSS 6 VICENZA suddivisi per comparti produttivi dal 1995 al 2004 e proiezioni 2005 ANNO 1)ENERGIA % su aa prec 2)ACC.CHIM % su aa prec 3)METALM % su aa prec 4)MANIFATT % su aa prec 5)EDILI % su aa prec 6)COMM % su aa prec 7)TRASP % su aa prec ezione” effet1995 25 0,0 % 568 0,0 % 1.612 0,0 % 949 0,0 % 706 0,0 % 614 0,0 % 227 0,0 % tuata utiliz1996 28 12,0 % 563 -0,9 % 1.632 1,2 % 959 1,1 % 729 3,3 % 625 1,8 % 236 4,0 % zando i cer1997 30 7,1 % 513 -8,9 % 1.472 -9,8 % 914 -4,7 % 694 -4,8 % 616 -1,4 % 232 -1,7 % 1998 35 16,7 % 536 4,5 % 1.608 9,2 % 972 6,3 % 832 19,9 % 591 -4,1 % 274 18,1 % tificati degli 1999 26 -25,7 % 485 -9,5 % 1.510 -6,1 % 999 2,8 % 765 -8,1 % 595 0,7 % 329 20,1 % infortuni 2000 25 -3,8 % 510 5,2 % 1.519 0,6 % 994 -0,5 % 736 -3,8 % 564 -5,2 % 246 -25,2 % 2001 27 8,0 % 527 3,3 % 1.238 -18,5 % 1.083 9,0 % 747 1,5 % 493 -12,6 % 236 -4,1 % accaduti 2002 29 7,4 % 499 -5,3 % 1.209 -2,3 % 793 -26,8 % 810 8,4 % 537 8,9 % 215 -8,9 % sino a luglio 2003 18 -37,9 % 391 -21,6 % 1.198 -0,9 % 846 6,7 % 787 -2,8 % 546 1,7 % 198 -7,9 % 2004 13 -27,8 % 372 -4,9 % 1.144 -4,5 % 796 -5,9 % 791 0,5 % 551 0,9 % 192 -3,0 % (inviati dal 2005 11 -13,3 % 341 -8,2 % 992 -13,3 % 670 -15,8 % 644 -18,6 % 520 -5,6 % 193 0,7 % pronto socVariazione -54,9 % -39,9 % -38,5 % -29,4 % -8,7 % -15,3 % -14,9 % 2005 su 1995 corso), nel Variazione -54,90% -33,05% -34,69% -32,60% -12,47% -7,76% -21,44% 2005 su 2000 2005 si dovrebbe regiANNO 8)CREDITO % su aa prec 9)SERVIZI % su aa prec 10)AGRIC % su aa prec 11)STRAD % su aa prec 12)SCUOLE % su aa prec TOTALE TOTALE (-11e12) % SU AA PREC 1995 48 0,0 % 674 0,0 % 667 0,0 % 475 0,0 % 0 0,0 % 6.565 6.090 0,0 % strare una 1996 42 -12,5 % 1.035 53,6 % 562 -15,7 % 745 56,8 % 246 0,0 % 7.402 6.411 5,3 % 13% riduzione 1997 41 -2,4 % 1.146 10,7 % 489 -13,0 % 842 13,0 % 385 56,5 % 7.374 6.147 -4,1 % 0% 1998 62 51,2 % 1.134 -1,0 % 503 2,9 % 1.033 22,7 % 338 -12,2 % 7.918 6.547 6,5 % 7% degli infortu1999 57 -8,1 % 725 -36,1 % 437 -13,1 % 1.350 30,7 % 423 25,1 % 7.701 5.928 -9,5 % -3% ni sul lavoro 2000 44 -22,8 % 739 1,9 % 399 -8,7 % 1.325 -1,9 % 301 -28,8 % 7.402 5.776 -2,6 % -4% 2001 43 -2,3 % 824 11,5 % 334 -16,3 % 1.349 1,8 % 319 6,0 % 7.220 5.552 -3,9 % -2% di circa l’8% 2002 38 -11,6 % 768 -6,8 % 254 -24,0 % 1.180 -12,5 % 281 -11,9 % 6.613 5.152 -7,2 % -8% rispetto al 2003 27 -28,9 % 756 -1,6 % 294 15,7 % 1.245 5,5 % 326 16,0 % 6.632 5.061 -1,8 % 0% 2004 25 -7,4 % 720 -4,8 % 262 -10,9 % 1.241 -0,3 % 277 -15,0 % 6.384 4.866 -3,9 % -4% 2004, se2005 45 80,4 % 797 10,7 % 263 0,2 % 1.111 -10,5 % 343 23,8 % 5.932 4.477 -8,0 % -7% condo l’anaVariazione -6,0 % 18,3 % -60,6 % 134,0 % 39,5 % -9,6 % -26,5 % 2005 su 1995 lisi dello SpiVariazione 2,49% 7,88% -34,20% -16,13% 13,97% -19,86% -22,48% 2005 su 2000 sal dell’Ulss 6 di Vicenza. Un dato estremamente posi- parto che presenta rischi di tivo anche perchè, al di là del infortunio grave e mortale è risultato medio del comples- consistente dopo anni di so delle aziende, si registra- andamento “altalenante”, ❁ Ogni anno avvengono molti ❁ Il DLGS 209/2003, “Attuazione no punte migliori nei settori con punta negativa nel infortuni agli occhi, che potrebbero della direttiva 2000/53/CE relativa essere evitati se fosse rispettata la ai veicoli fuori uso” ha stabilito, storicamente a maggior 2002). normativa sulla sicurezza e fossero all’articolo 9 che “dal 1° luglio Nell’edilizia non vi sono dimirischio. Negli ultimi sette anni nuzioni di volumi di lavoro, usati i Dispositivi di Protezione 2003 è vietata la produzione o (1999-2005) la tendenza pertanto lo Spisal attribuisce Individuali (DPI). Nei casi più l’immissione sul mercato di matealla riduzione è rimasta le buone performance anche gravi, avendo l’infortunio determi- riali e componenti di veicoli contenato un indebolimento di un organenti piombo, mercurio, cadmio o costante portando a una al forte impegno delle parti no di senso, il datore di lavoro è cromo esavalente. Tale divieto sociali (Comitato Paritetico riduzione superiore al 30,8 penalmente perseguibile per lesionon si applica nei casi ed alle con% (gli infortuni passano dai Territoriale e Casse Edili) che ni personali (art. 590 c.p.). Nel dizioni previsti nell’allegato II che 6.547 del 1998 ad un nume- offrono formazione e pro- 2000 sono avvenuti, nel Veneto, stabilisce, tra l’altro, che: dal 1° ro che sarà inferiore a 4.500 pongono assistenza. ben 2726 (comparto metalmeccagennaio 2005 è in vigore il divieto nel 2005). Le proiezioni e i Dato negativo nei Servizi nico 908, edilizia 549, commercio e di utilizzare il vetro delle lampadidati dello Spisal sono com- (2005/2004 = +10,7%): riparazione 251, legno 155). I DPI ne e delle candele contenenti mentati favorevolmente al questo comparto raggruppa devono essere utilizzati in ogni piombo o composti di piombo nei servizio Sicurambiente della attività diverse ed è in situazione in cui vi sia la possibilità componenti; dal 1° luglio 2005 CNA vicentina: si tratta di espansione occupazionale di proiezione di frammenti di mate- non possono più essere utilizzati: miglioramenti dovuti anche perché comprende i cosid- riale, di liquidi, di vapori, di gas e le masse in piombo di equilibratura delle ruote; stabilizzante conteal coinvolgimento delle detti “lavoratori atipici”: l’in- di radiazioni. Il datore di lavoro, nella scelta dei nente piombo o composti di piomcremento del lavoro “flessibiaziende e a un lavoro a favore delle imprese che le” riguarda lavoratori con dispositivi deve tener conto dei bo per le vernici protettive; spazdifficoltà a ricevere forma- rischi specifici di ciascuna fase di zole di carbone per motori elettriparte da lontano. Nello specifico si segnalano zione e addestramento ade- lavoro, evitando l’utilizzo non ci contenenti piombo o composti motivato e tenendo conto anche di piombo; dal 1° luglio 2006 non le acciaierie (2005/2004 = guati. delle esigenze personali del lavopossono essere utilizzate le paste -8,2), la metalmeccanica e le Molte delle aziende del ratore, il quale ha il diritto di par- a film spesso contenenti cadmio; fonderie (2005/2004 = nostro territorio hanno rag- tecipare alla scelta dei dispositivi, dal 1° luglio 2007 non può essere -13,3%: riduzione costante giunto un discreto standard tramite i suoi rappresentanti e il utilizzato il rivestimento contenenda 5 anni), le imprese mani- di sicurezza. Ovviamente dovere di partecipare al program- te cromo esavalente nel rivestifatturiere in genere devono proseguire su que- ma di informazione e formazione mento anticorrosione. Tutti i divie(2005/2004 = -15,8%), l’edi- sta strada, seguite dalle e usare i DPI secondo istruzioni ti riguardano gli autoveicoli apparlizia (2005/2004 = -18,6%: loro organizzazioni impren- ricevute. Maggiori informazioni a tenenti alle categorie N1 e alle Sicurambiente CNA, 0444 569900. categorie M1. la riduzione, in questo com- ditoriali.

OCCHI

13 CNA ARTIGIANATO&Imprese

AUTOFFICINE


categorie RICONOSCIMENTI

Edilizia. Il decreto Lunardi dispone

Campesato, il cultore della pietra di Vicenza

Edifici più in linea col risparmio energetico

❁ Giovanni Campesato, da molti anni presidente CNA Basso Vicentino e Consigliere del Confidi CNA Vicenza, oltre che dirigente CNA di lungo corso, è stato premiato in camera di Commercio nell’ambito della manifestazione “Omaggio al lavoro e al progresso economico”. La sua attività, si legge nel profilo dedicatogli in occasione del premio, Giovanni Campesato, dopo aver maturato una significativa esperienza nel settore, la avvia nel 1967. Nel corso degli anni, l’azienda di Mossano con i suoi sette dipendenti, si specializza nella produzione legata all’utilizzo della pietra di Vicenza; tale materiale da costruzione viene utilizzato in particolare nelle ristrutturazioni edilizie dove la valorizzazione del prodotto e delle lavorazioni tipiche ne esaltano utilità e tipicità. La volontà di sviluppare ulteriormente la propria attività porta l’azienda ad ampliare progressivamente anche la sede. L’ultimo ampliamento, realizzato nel 2003, ha dato un’immagine nuova al laboratorio che ora si sviluppa su una superficie di oltre 1000 metri quadrati, ai quali vanno aggiunte le sedi degli uffici e dell’esposizione. Recentemente l’azienda ha deciso di puntare sulle nuove tecnologie e, grazie agli investimenti per l’acquisto di due nuove fresatrici a coppia e con testa inclinabile a controllo per la lavorazione della pietra e dei graniti, è riuscita ad affermarsi sul territorio provinciale potenziando l’attività commerciale, anche con commesse esterne.

❁ Le amministrazioni locali dovranno adeguare i regolamenti edilizi alle disposizioni indicate dal Decreto del Ministro Lunardi che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 agosto scorso e che giunge con oltre 14 anni di ritardo in applicazione di una parte della legge sul risparmio energetico, la n. 10 del 9 gennaio 1991. Il testo definisce i criteri tecnici per la costruzione di nuovi edifici e per la loro ristrutturazione. Particolarmente interessante l’obbligo attraverso i Prg di favorire l’utilizzo del solare termico che consente di trasformare l’energia del sole in calore a fini di riscaldamento degli ambienti e/o dell’acqua. Inoltre: schermature contro l’insolazione attraverso l’applicazione di strutture a basso assorbi-

mento di calore, dispositivi ad alta efficienza energetica e contro la dispersione termica. “È una vera e propria rivoluzione dice Renzo Sangiorgi, responsabile di CNA Installazione e Impianti - che dà enorme importanza alla dotazione impiantistica e al lavoro degli installatori. Dobbiamo peraltro considerare che sul versante dei prezzi qualche risvolto negativo rischia di aversi nei confronti del cittadino se non si ha a che fare con imprese preparate ad applicare le nuove tecniche costruttive ed impiantistiche. La CNA si è attrezzata per tempo mettendo a punto iniziative di aggiornamento nate appunto dall’esigenza di adeguare la capacità e la professionalità delle imprese del settore”.

VICENZA Martedì e Venerdì 10:00-12:00 THIENE Venerdì 10:00-12:00 ASIAGO Mercoledì 10:00-12:00 BASSANO Martedì 10:00-12:00

14 CNA ARTIGIANATO&Imprese


FOTOVOLTAICO

VALUTAZIONE RISCHI

Finalmente ma non è ancora competitivo

La definizione di “mezzo di trasporto”: chiarimenti

❁ È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 181 del 5 agosto scorso il decreto 28 luglio 2005, del Ministro delle Attività Produttive, recante il titolo “criteri per l’incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare”. Un provvedimento atteso da tempo, un passo importante che consente anche ai privati di scontarsi, per una durata di venti anni, la parte di energia autoprodotta e ceduta alla rete. Otto anni è il periodo di tempo stimato per ammortizzare i costi sostenuti per installare sul tetto della propria casa un impianto fotovoltaico da tre chilowatt, destinato a produrre energia elettrica dal sole. È un decreto che va nella strada giusta ma che non apre del tutto il mercato a questa fonte di energia alternativa. Il giudizio che la CNA dà del provvedimento è positivo. Vanno però rilevati alcuni punti negativi: 1) il provvedimento giunge con un anno di ritardo rispetto alla scadenza prevista dal D. Lgs. 387/2003; 2) l’importo di incentivo riconosciuto è inferiore sia unitariamente (per kw prodotto) sia nella durata complessiva (20 anni contro i 25 di Germania ed altri Paesi) a quello prtaicato in altri Paesi che da tempo hanno raggiunto importanti risultati per lo sviluppo delle fonti rinnovabili; 3) il limite di 100 MW stabilito è modesto se si considera che, ad esempio per quello che concerne il settore privato (fino a 20 kw) il provvedimento di incentivazione si prevede che riuscirà ad intervenire per non più di 30 mila famiglie in tutta Italia; 4) le modalità di accesso agli incentivi sono tutt’altro che semplici ed introducono una eccessiva burocrazia e tempi lunghi per l’autorizzazione e gli incentivi.

❁ La Direzione Regionale per la Prevenzione della Regione Veneto ha fornito la definizione di “mezzo di trasporto” in relazione all’obbligo di inserimento dello stesso nel documento di valutazione dei rischi. La nota si è resa necessaria in relazione ai numerosi quesiti intervenuti in merito. L’articolo 30 del decreto legislativo 626/1994 e successive modifiche ed integrazioni, intende stabilire l’ambito di applicazione delle norme di cui al titolo II, con lo scopo di specificare i casi in cui le medesime disposizioni non devono essere applicate. Dalla lettura del decreto e degli orientamenti della UE in materia di valutazione del rischio “si ritiene – afferma il documento regionale – di poter affermare che il mezzo di trasporto è più assimilabile all’attrezzatura di lavoro che al luogo di lavoro”. L’art. 5 del D. Lgs 626 dispone che i lavoratori utilizzino correttamente “i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le sostanze ed i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro…”, cioè inserisce il mezzo di trasporto tra le attrezzature di lavoro. Gli orientamenti della UE citano, nell’ambito delle attrezzature di lavoro, i movimenti di macchinari e di veicoli, fornendo così, oltre una utile indicazione per inquadrare i mezzi di trasporto, anche la conferma che gli stessi sono soggetti a valutazione dei rischi. La Regione ricorda il suo progetto di azioni mirate per ridurre il rischio di infortunio stradale per i lavoratori che utilizzano la strada come loro ambiente abituale di lavoro o il mezzo di trasporto come strumento principale del loro lavoro: categorie tipiche dei trasporti (camionisti, agenti di commercio, eccetera), lavoratori in servizio nella circolazione stradale o che usano il mezzo per servizi a domicilio.

15 CNA ARTIGIANATO&Imprese

PILLOLE Diversamente abili e piccola impresa ❁ “Crediamo fortemente che la piccola impresa sia la dimensione ideale per far entrare efficacemente i disabili nel mondo del lavoro” ha sostenuto il segretario generale CNA Gian Carlo Sangalli alla tavola rotonda “Oltre la siepe” svoltasi con la partecipazione di Cinzia Allitto, capo segreteria del sottosegretario al Ministero del Lavoroi, del sen. Tiziano Treu membro commissione Lavoro e Previdenza Sociale, Giancarlo Curzi responsabile politiche sociali Caritas, Romano Benini responsabile nazionale CNA Impresa Sensibile. “Ma per tutto questo proprio perché siamo contro un lifting di facciata ed a favore dell’ingresso dell’etica nell’impresa ha proseguito Sangalli - e su questo c’è piena condivisione di giudizi fra noi e la Caritas, bisogna che ci sia un terreno fertile di collaborazione fra imprese e società per consentire ai disabili ed all’impresa stessa di essere pronti e programmati all’incontro. Altrimenti si corre il rischio di fare solo dell’assistenza che non serve alle persone disagiate né alle imprese”.

Autrotrasporto, Fita CNA richiama il Governo ❁ L’autotrasporto rompe gli indugi. Con un caro-gasolio che ha sfondato ogni limite di guardia, mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese, la CNA Fita ha avviato un calendario di manifestazioni di protesta per sollecitare l’attenzione di Governo e controparti su una situazione ormai gravissima. “Le imprese italiane di autotrasporto – dice Maurizio Longo, Segretario Nazionale di CNA Fita – versano in una crisi strutturale senza precedenti dovuta principalmente alla impossibilità, conseguenza di una cronica debolezza contrattuale, di rigirare i maggiori costi di produzione dei servizi sulla merce trasportata”. In una lettera inviata a Palazzo Chigi, la CNA ha ricordato le richieste della categoria per “tamponare l’esasperazione provocata dalla difficile situazione economica delle imprese che rischia di degenerare in una vertenza particolarmente tesa”.

Concia, bando regionale sui distretti ❁ Il Bur Veneto ha pubblicato il bando regionale sui distretti produttivi, per i quali mette a disposizione 20 milioni di euro. Nel 2005 possono essere presentati altri progetti relativi a tipologie di azioni non già finanziate nel 2004. Ad Arzignano si sono riunite le forse del Distretto vicentino della Concia per illustrare i meccanismi del bando. Nel 2004 i progetti presentati da diversi soggetti beneficiari hanno riguardato l'Osservatorio del distretto (monitoraggio e studio dati del settore), il Progetto Crispino (innovazione e trasferimento tecnologico) e il Portale di distretto (comunicazione e informazione in rete).

Gas, circolare sui raccordi a pressare ❁ Con una circolare il Ministero delle Attività produttive interviene sull’ormai annosa vicenda dell’installazione di raccordi a pressare negli impianti a gas, prodotti innovativi che servono a collegare le diverse parti di un impianto, al posto dei più tradizionali sistemi (saldatura ecc.) da sempre utilizzati. “Dopo l’emanazione avvenuta in febbraio di questo anno della Norma di installazione di questi raccordi – dice il segretario degli installatori della CNA Renzo Sangiorgi – questa modalità di installazione è stata accettata, ma solo per le parti di impianto esterne all’edificio, anche dalla Norma italiana di riferimento che gli operatori devono applicare per essere certi di eseguire lavori a regola d’arte, come è peraltro previsto dalla legislazione italiana in materia. Come al solito però la tecnologia ha sopravanzato la normativa che è arrivata in considerevole ritardo rispetto alla diffusione di questi prodotti nel mercato”. La circolare ministeriale dispone che tutti gli impianti a gas eseguiti prima del febbraio 2005 andranno sottoposti a verifica per accertare l’effettiva tenuta dei raccordi. “Gli stessi impianti – prosegue Sangiorgi – dovrebbero inoltre, secondo la stessa circolare, essere controllati ogni 5 anni. Non possiamo non rilevare negativamente come questa disposizione costringa gli installatori a comunicare ai propri clienti la nuova situazione, provvedendo a fornire assistenza per i nuovi oneri che ne nascono”.


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Artigianato & Imprese | CNA Vicenza 07/2005