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ARTIGIANATO

periodico d’informazione tecnica e sindacale

Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa / Associazione Provinciale di Vicenza

giugno 2010 anno IX numero 2

& imprese

NASCE RETE IMPRESE ITALIA Per le aziende

l’alba di una nuova rappresentatività www.cnavicenza.it

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Poste Italiane spa - Spedizione abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in l. 27/02/2004 n. 46), art. 1, comma 1, DCB Vicenza Contiene I.P.


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primo piano Le nuove procedure telematiche per interagire con gli enti pubblici

”ComUnica” la CNA è già pronta D

opo due anni di speri- gli altri enti si stanno rapidamentazione, da aprile mente orientando in questo è diventata pienamen- senso. Si può inoltre effettivate operativa e obbligatoria, mente avviare un’impresa senper ogni forma giuridica di za dover presentare nessuna impresa, individuale o socie- documentazione cartacea. Ciò tà, la Comunicazione Unica riguarda anche tutti gli altri d’Impresa (ComUnica), una aspetti della vita dell’imprenuova procedura interamente sa: modifiche, variazioni, fino alla cessazione telematica per e alla cancellale comunicaziozione. ni tra le imprese Telemaco, firme Tutto ciò pase i vari enti di riferimento, Cadigitali, StarWeb, sa attraverso tutta una serie mera di ComPec: tutte sigle di strumenti mercio, Agenzia delle Entrate, che trovano risposta i n f o r m a t i c i : l’accesso a TeInps. negli uffici banca Questa modalità dell’associazione lemaco, dati del sisteoperativa nasce ma camerale dall’idea di semplificare e informatizzare il più per ottenere in tempo reale possibile le procedure che in- ogni informazione sulle imteressano la creazione dell’im- prese italiane (visure, bilanci, presa. Nel concreto, le Camere protesti ecc.); la possibilità di di commercio non accettano operare grazie alla propria “firpiù documentazione cartacea ma digitale”, quindi autenticariguardante l’impresa, mentre ta, con la Carta Nazionale dei

Assemblea provinciale della CNA il 12 luglio Si svolge lunedì 12 luglio l’assemblea provinciale di CNA Vicenza, sul tema “Forma & Azione della formazione: idee e strumenti per le Pmi del Nord Est”, con relatori Daniele Marini della Fondazione Nord Est e Paolo Gubitta, preside del Master Cuoa per le PMI.

:: La sede provinciale CNA a Vicenza Servizi accedendo ai servizi offerti in rete dalle pubbliche amministrazioni; realizzare on line (StarWeb) le pratiche indirizzate al Registro Imprese, all’Albo Imprese Artigiane, all’Inps, all’Inail e all’Agenzia delle Entrate; operare con la propria casella obbligatoria di Posta Elettronica Certificata (Pec) che permette di inviare e ricevere comunicazioni agli enti pubblici con la stessa efficacia della consegna e del ritiro manuale o per via postale. La CNA di Vicenza, con il suo servizio di pratiche amministrative, ha partecipato alla fase di sperimentazione ed è in grado di fornire completa assistenza alle imprese associate su tutti questi campi: oltre alla

possibilità di svolgere nei suoi uffici tutte le pratiche di ComUnica, la CNA dà la possibilità di ottenere gli strumenti per poter operare direttamente, da parte delle imprese, nei diversi nuovi servizi in rete. Per le aziende tutto ciò implica uno sforzo di adeguamento alle nuove modalità operative on line attraverso Internet, ma porterà anche notevoli vantaggi in termini di rapidità e snellimento nell’effettuazione di tantissime pratiche. La nuova procedura innova anche l’obbligo del deposito dei bilanci delle società alla Camera di commercio, che da quest’anno potranno essere trasmessi solamente attraverso ComUnica seguendo i canali telematici.

2/2010 ARTIGIANATO

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Periodico edito da CNA via Zampieri 19, Vicenza Registrazione Tribunale di Vicenza n. 1019/11.3.2002 Comitato di redazione Silvano Scandian, Paolo Monaco, Giuseppe Mantese, Stefano Masiero, Giannina Scremin, Enrico Storti, Marco Troncon, Leonardo Zamperetti Direttore responsabile Claudio Strati Redazione e pubblicità via G. Zampieri 19, Vicenza. Tel. 0444 569900, fax 0444 961628 e mail: cna@cnavicenza.it Stampa C.T.O., via Corbetta 9, Vicenza

Scandian Piccole imprese insieme per contare

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Edilizia Costruzioni annus horribilis con speranze

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Rifiuti Norme-caos e ci rimettono le aziende

Fotografie: dall’archivio CNA NFORMATIVA AI SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 196 DEL 30/06/2003. Spettabile Impresa, il D. Lgs. n. 196 del 30/06/2003, “CODICE IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI”, all’art. 13 impone l’obbligo di informare l’interessato sugli elementi fondamentali del trattamento. Per quanto attiene alla scrivente Associazione vi si adempie compiutamente informandoLa che: 1) i dati sono stati raccolti per inviarle del materiale che pubblicizza la nostra associazione e per promuoverne l’attività; 2) in relazione alle summenzionate finalità, il trattamento dei dati personali avviene mediante strumenti cartacei ed informatici in modo da garantirLe la sicurezza e la riservatezza dei dati, nonché la piena osservanza della Legge; 3) la presente informativa è resa per i dati raccolti da pubblici registri, elenchi; 4) contro le sopra indicate finalità di utilizzo dei dati può esercitare i diritti di cui all’ art. 7 della Legge; 5) i diritti che Le competono sono quelli previsti dall’art. 7 della Legge ed in particolare: di conoscere, in ogni momento, quali sono i Suoi dati presso noi e come essi vengono utilizzati; di farli aggiornare, integrare, rettificare o cancellare, chiederne il blocco ed opporsi al loro trattamento; 6) titolare del trattamento è CNA Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa - Associazione Provinciale di Vicenza, corrente in Vicenza, Via Zampieri, n. 19. Vicenza, dicembre 2008

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ARTIGIANATO & imprese


primo piano La nuova “cordata” delle Pmi. Il presidente provinciale di CNA, Silvano Scandian, s

Rete Imprese Italia, l’alleanza

IL “PATTO DEL CAPRANICA”

Un percorso unitario scattato quattro anni fa

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lla storia passerà come “il patto del Capranica”, dal nome dell’ex cinema romano in cui si svolse, il 30 ottobre del 2006, la prima manifestazione unitaria promossa da CNA, Casartigiani, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti in risposta ad alcune scelte allora operate, con la legge finanziaria, dal Governo Prodi: scelte che si traducevano in un inasprimento della pressione fiscale e contributiva a carico delle Pmi e delle imprese dei servizi. Da allora in poi e fino alla creazione, oggi, di “Rete Imprese Italia”, si è sviluppato, tra le cinque organizzazioni, un processo di coordinamento informale, che le ha portate ad esprimersi, con documenti e portavoce unitari, in tutte le principali sedi di confronto: dai tavoli di concertazione a Palazzo Chigi alle audizioni in sede parlamentare. Giorno dopo giorno ha preso corpo una nuova rappresentanza, unitaria, del mondo delle Pmi del nostro Paese che non annulla ovviamente storia ed identità delle Confederazioni che vi partecipano. Vi è un “fil rouge” che funge da traccia comune dello sviluppo dell’idea. E cioè che la rivalutazione delle ragioni dell’economia reale e, con essa, il riconoscimento crescente del ruolo centrale delle Pmi e delle imprese dell’artigianato, del commercio, dei servizi e del

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turismo come asse portante del sistema produttivo del nostro Paese.

un nuovo soggetto, capace di rappresentare non solo un sistema produttivo che si estende dalla manifattura ai servizi e riguarda milioni di imprese e di addetti, ma anche ogni impresa in quanto espressione di territori, di bisogni, di contesti.

La CNA ha sempre avuto nel proprio dna l’idea che il suo ruolo di soggetto sociale e di rappresentanza si dovesse configurare anche come spinta alla costruzione e al rafforzamento Il nuovo soggetto è pensato dell’identità del mondo come costruzione sintetica dell’artigianato e dell’ im- di più alto valore aggiunpresa diffusa. to nell’interesse del Paese E forte di questo fonda- e degli imprenditori, non mento c o m e ideale u n a ha semm e r a pre cers o m cato di matoria cogliere di più ed esprisoggetm e r e ti; come le evoscelta luzioni proposidell’imtiva, non presa e :: Il logo di Rete Imprese Italia contro rappre- rappresenta la nuova unione tra le qualcus e n t a re organizzazioni delle Pmi italiane no ma a i dinafavore mismi e i protagonismi del dell’impresa diffusa, del sistema produttivo. Sulla grande Made in Italy, di un scorta dell’esperienza sin sistema di servizi competiqui realizzata e del cammi- tivi e adeguati al Paese. no fatto la CNA ritiene sia “Rete Imprese Italia” strategico aprire nel Pae- dev’essere un soggetto rise un nuovo capitolo nella gorosamente autonomo rappresentanza e parteci- dagli schieramenti politici parvi da protagonista, so- e pensato per essere restenendo il progetto volto sponsabile dell’iniziativa a costruire un nuovo riferi- programmatica su tutte le mento nella rappresentan- principali questioni rienza del mondo dell’artigia- tranti “nell’agenda Paese”, nato, della piccola, media per esercitare il suo peso e impresa e dei servizi. la sua influenza sulle scelte Si tratta di un progetto am- e sulle azioni della politica, bizioso che comporta un per costruire un nuovo diaconsistente investimento logo sociale. politico e culturale insieme È indubbiamente un profinalizzato a dare autono- getto di nuova rappresenmia organizzativa e forza a tanza che richiede il corag-

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gio delle grandi scelte. Si tratta di compiere, pur nel rispetto della storia di ogni soggetto, un percorso nuovo e condiviso di rappresentanza che dia identità e riconoscibilità ad un intero mondo sinora privo di una voce corrispondente al suo peso nel sistema produttivo del Paese. In questo senso, il soggetto unitario é una costruzione mediata, di secondo livello, una risultante di forze, al quale le singole storie associative delegheranno significative attività di progetto, di cultura, lobbying nell’interlocuzione con il Governo e il Parlamento. Elemento fondante della nuova rappresentanza èl’apertura a tutte le dimensioni d’impresa che hanno un rapporto forte con il territorio e trovano nel mercato e nella competizione le ragioni più profonde del loro essere. In questo nuovo scenario la CNA, primaria associazione nazionale, porta tutto il suo peso con il valore aggiunto della piccola e media industria, secondo solo a quello di Confindustria. La costituzione di una nuova identità, pertanto, non solo non esclude il rafforzamento delle identità che concorrono a formarla ma, anzi, le presuppone più forti. Rafforzarsi significa infatti dare peso e consistenza al patrimonio di interessi, di varietà di rappresentanza, di storia, di idee con cui si costruisce il nuovo soggetto unitario.


n, spiega vantaggi e obiettivi dell’unione di cinque sigle dell’artigianato e del commercio

a delle piccole e medie imprese “ L o scorso 10 maggio, di fronte ad autorità e rappresentanti delle associazioni, dei partiti e del mondo dei media, è stato presentato a Roma il progetto “Rete Imprese Italia”, che costituisce un momento storico per la rappresentanza politica e la tutela delle Pmi italiane, raggruppando in un unico soggetto le associazioni rappresentative del mondo dell’artigianato (con CNA, anche Confartigianato e Casartigiani) e del Commercio (Confcommercio e Confesercenti). Di fatto viene dunque a costituirsi, per ora solo a livello nazionale, un soggetto “politico” unico con cui le piccole e medie imprese si presenteranno di fronte alle istituzioni per far sentire più forti le loro ragioni.

sidenza come un momento di ricerca del dialogo e della coesione tra associazioni, tanto più in questa particolare e difficile fase della nostra storia, caratterizzata dalla necessità di dare risposte e progetti concreti ai nostri associati, che giustamente non comprenderebbero motivi di divisione o di disaccordo tra di noi”.

Vogliamo dare un segnale unitario in un panorama che frammenta la rappresentatività delle imprese. Nel Vicentino la nuova intesa favorirà il dialogo già avviato

cisivo verso la semplificazione e l’efficacia nella tutela delle Pmi ed è un positivo segnale unitario in un quadro generale di frammentazione e dispersione della rappresentanza e della rappresentatività. L’accordo per ora riguarda solo il livello “politico” e istituzionale nazionale, ma è chiaro che sarebbe auspicabile che anche sul territorio si creassero le medesime sinergie”.

Si riusciranno a superare le frizioni che esistono fra diverse associazioni? “Per quanto riguarda CNA Vicenza, non esiste alcun motivo di frizione sul territorio con le altre tre associazioni firmatarie del “patto” (Casartigiani non è infatti presente nel Vicentino) ed io in particolare ho sempre desiderato caratterizzare la mia pre-

L’accordo permetterà di far diminuire o sparire le lobby parlamentari che chiedono di volta in volta questo o quel provvedimento a questo o quel parlamentare? “Lo spirito dell’accordo, come peraltro più volte ribadito dai partner, non è quello di lavorare “contro” qualcosa o qualcuno, né di rubare spazi “istituzionali” ma semsegue ☞

Sul progetto e sulle sue eventuali ripercussioni sul territorio vicentino ecco le opinioni del presidente di CNA Vicenza, Silvano Scandian. Presidente, cosa cambierà per la CNA? L’intesa avrà riflessi a livello locale? “Quello che è stato presentato a Roma è un progetto importante e lungimirante, che consente alle rappresentanze delle piccole imprese italiane di proporsi con una sola voce di fronte ai soggetti istituzionali, ai media e agli stakeholder. “Rete Imprese Italia” rappresenta un passo de-

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:: Da sinistra il presidente nazionale di CNA Ivan Malavasi, il sociologo Giuseppe De Rita e i responsabili delle altre quattro associazioni, Guerrini, Venturi, Basso e Sangalli

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primo piano segue

Rete Imprese Italia, l’alleanza delle piccole e medie imprese

plicemente quello di dare più forza alla voce delle piccole imprese, che rappresentano pur sempre la stragrande maggioranza nel Paese. Non si tratta quindi di raffrontarsi con le “lobby”, portatrici di interessi specifici, spesso limitati a poche categorie di persone, ma di lavora-

delle nostre aziende coincidono, indipendentemente dalle dimensioni”.

Non faremo il contraltare della grande industria ma faremo emergere le esigenze delle aziende medio piccole, spesso dimenticate: rappresentano l’economia reale di questo Paese

Che effetti pratici di beneficio ne avranno commercianti ed artigiani? Ad esempio provvedimenti riparatori come quelli sul Mud, prorogati all’ultimo istante, si ripeteranno?

“La produzione legislativa italiana, nel passato anche recente, ha dimostrato di non tenere mai in adeguache sembra condurre il per la piccola impresa, che to conto le esigenze delle gioco? costituisce il presente e il piccole imprese. Il caso futuro dell’Italia, ma che della normativa sui Mud “Come ho detto prima, va rappresentata e guidata è in tal senso esemplificativo di procedure non più tollerabili. Del resto, anche su questo argomento, abbiamo registrato da parte di tutte le associazioni oggi partner di “Rete Imprese Italia” prese di posizione del tutto analoghe nei contenuti e nelle argomentazioni, come è logico che fosse. Ecco: in tal senso, avere una unica voce di fronte a simili situazioni avrebbe rappresentato un esempio di come l’”unione può :: Un’immagine di Palazzo Chigi. “Rete Imprese Italia”, non appena costituita, ha incontrato il Governo per fare la forza” e mettere sul tappeto le richieste delle piccole e medie imprese italiane rappresentare qualcosa in più re con le Istituzioni per non lavoriamo per essere con strumenti nuovi, con della semplice somma alil bene del Paese che, vi- il contraltare di nessuno, logiche inclusive e non gebrica delle parti”. sti i numeri, non può che tantomeno di Confindu- esclusive, con la forza dei Le associazioni hanno coincidere con il bene per stria che sa fare peraltro numeri e della credibilità tradizionalmente una bene il lavoro di rappre- delle nostre associazioni. ‘coloratura’ le Pmi”. politica. sentanza e tutela della Per molti aspetti, ritenia- Questa unione si tradurI piccoli sono meno visi- grande industria, che (non mo che Confindustria po- rà in un unico grande bili: ritenete di diventa- dimentichiamolo) ha fat- trà rappresentare un utile gruppo con uniforme inre un valido contraltare to crescere e prosperare alleato di “Rete Imprese dirizzo politico? o, eventualmente, un il Paese nel secondo do- Italia”, perché spesso (ma alleato di Confindustria poguerra. Noi siamo però non sempre) gli interessi “E’ vero che le associazio-

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ni nate nel secondo dopoza quantitativamente più guerra si sono caratterizzagrossa, riteniamo però di te per la vicinanza politica essere portatori di idee e a questo o quel soggetto e proposte di comune utilità che tale suddivisione rape che vorremmo volentieri presentava una logica rapcondividere con gli amici presentazione del quadro di Confartigianato, Con“sociale” dell’epoca. Oggi fcommercio e Confeserperò quei tempi e quelle centi”. Rete Imprese Italia non farà l’errore logiche sono solo un ricordi “sposare” forze politiche, do, pur restando nel “dna” Che peso avrà il Veneto di ciascuno di noi i valori in tutto questo? sarebbe anacronistico. (spesso simili e condivisi) Lavorando su temi concreti il Veneto che hanno mosso i rispetti“Il Veneto avrà il peso che dell’imprenditoria potrà ribadire vi “padri fondatori”. CNA vorrà decidere di avere, mi il suo ruolo trainante per prima oggi si muove auguro il più elevato posesclusivamente nell’intesibile. Siamo una Regione resse dei propri associati e ciazioni abbiano avviato verso i colleghi presidenti trainante dell’economia non fa distinzioni di colore un positivo dialogo al fine delle altre tre associazioni italiana di inizio millennio politico se deve lamentare di replicare sul territorio partner vicentine di un pri- e questo non dobbiamo comportamenti o prov- il modello di “Rete Im- mo incontro “esplorativo” dimenticarlo, sia per l’orvedimenti non adeguati rispetto alle esigenze dei nostri imprenditori. Del resto, nel mondo globalizzato di questo millennio sarebbero anacronistiche e non comprensibili divisioni sulla base di appartenenze a gruppi ideologici o partiti (che peraltro non esistono più come li abbiamo conosciuti nel secolo scorso). “Rete Imprese Italia” non farà l’errore di cadere in queste situazioni ed in tal senso avrà la più ampia :: Un momento dell’assemblea all’Auditorium Parco della Musica di Roma dove, il 10 maggio, CNA, Confartigianato, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti hanno avviato Rete Imprese Italia libertà, autonomia e credibilità nell’avanzare le rivendica- prese Italia” e tutto ciò è congiunto che verifichi goglio e la credibilità che zioni dei propri associati”. senz’altro positivo ed au- quanto prima la possibili- ci danno questi numeri, sia Si arriverà localmente spicabile. CNA è stata sin tà che anche su Vicenza si per la responsabilità e il a essere più uniti? Cosa dall’inizio tra le associa- possa creare un coordina- dovere che abbiamo verso ostacola ancora questo zioni più attive affinché mento unitario delle istan- i nostri imprenditori di saquesto progetto vedesse ze condivise delle Pmi per superare ogni interesprocesso? la luce e di sicuro anche a artigiane e del commercio se localistico o di parte per “Dalle dichiarazioni che livello locale non ci tirere- sul modello della strut- riconoscere in loro e nelle ho già avuto modo di sen- mo indietro nel fare la no- tura nazionale. Anche se loro esigenze la vera fortire, mi pare che al livello stra parte. Anzi, sin da ora a livello locale CNA non za ed il vero legame che ci regionale le nostre asso- desidero farmi promotore rappresenta certo la for- può e che ci deve unire”.

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editoriale

Mercati globali CNA pronta alle nuove sfide di Paolo Monaco

E’

:: Paolo Monaco direttore provinciale CNA

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stato recentemente presentato in direzione nazionale CNA, da parte del segretario nazionale Sergio Silvestrini, il piano strategico della nostra associazione per il quadriennio 2010-2013, che si propone alcuni obiettivi prioritari: il principale è rappresentato dal progetto di costituire il nuovo soggetto unitario di rappresentanza politica con le altre associazioni del mondo dell’Artigianato e del Commercio. Si tratta di “Rete Imprese Italia”, presentata ufficialmente lo scorso 10 maggio a Roma, e di cui parliamo diffusamente in altre pagine del giornale. Qui invece vorrei approfondire, di tale documento, l’analisi sul contesto macroeconomico con cui le imprese artigiane si stanno confrontando, e che rappresenta senza dubbio un elemento di forte criticità e discontinuità con procedure e logiche del passato, alla luce degli effetti della crisi esplosa a fine 2008. In questo contesto, quali sono dunque i processi con

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cui abbiamo iniziato a confrontarci e con i quali ci confronteremo inevitabilmente nei prossimi anni? La natura straordinaria della crisi e il suo andamento, associato alle numerose e diverse problematiche preesistenti che ne condizionano gli sviluppi, hanno reso incerte sia previsioni che stime di tempi e modi della ripresa. Tuttavia, sono individuabili alcune tendenze macroeconomiche di fondo, sia sul piano internazionale sia su quello nazionale, ben analizzate nel nostro documento programmatico e che a seguire approfondiremo. In particolare, si registra che l’economia mondiale si muove su un sentiero di ripresa (già dalla seconda metà del 2009), ma con ritmi di recupero differenti: lento e discontinuo in Europa, relativamente più vivace negli Stati Uniti, decisamente spedito nelle economie emergenti e, soprattutto, in quelle asiatiche. Per l’area delle economie occidentali la prospettiva di crescita è complessivamente modesta, se confrontata con la profondità della caduta recessiva da cui i sistemi produttivi devono riprendersi. Presenta, altresì, molti gradi di incertezza: incertezza circa la sua capacità di prescindere dalle politiche espansive messe in atto dai Governi e incertezza circa l’intensità che potrà assumere un recupero “autonomo” di consumi e investimenti. Le ripercussioni ritardate della crisi economica sul

mercato del lavoro tendono, infatti, a comprimere le capacità di spesa delle famiglie. La situazione del credito a famiglie e imprese (soprattutto piccole e piccolissime) è sempre estremamente problematica. Inoltre, in prospettiva, non può essere sottovalutato il peso che sull’andamento della ripresa giocherà il forte allargamento dei disavanzi e debiti pubblici, che riguarda pressoché tutte le economie avanzate, ma pone nell’immediato sfide particolarmente impegnative nell’area dell’Euro, come ha purtroppo dimostrato la recente crisi monetaria ed economica in Grecia. Sostanzialmente diversa appare, invece, la condizione del ciclo nelle aree emergenti, che presentano prospettive di crescita più robuste. Grandi economie, come India e Brasile, registrano già oggi tassi di espansione elevati. La Cina si configura come la principale locomotiva della ripresa mondiale, e traina, in primo luogo, le vicine nazioni dell’Estremo oriente. L’incidenza della quota che l’Asia detiene dell’economia mondiale presenta un trend in continua crescita: è passata dal 18% nel 1980, al 27% nel 1995, al 34% nel 2009. Sempre nel 2009 il 40% degli investimenti globali ha avuto luogo in Asia. Con questo ritmo l’economia asiatica in quattro anni potrà superare quella europea e americana sommate insieme.

I tassi di crescita previsti indicano il ritorno del Pil ai livelli pre-crisi solo nel 2013: perciò occorre lavorare per migliorare i limiti strutturali del Paese

Il quadro internazionale evidenzia quindi il profilarsi di scenari molto competitivi caratterizzati da grandi nuovi player in grado di condizionare la dinamica degli scambi commerciali, dei mercati dell’energia e delle


materie prime, dei mercati finanziari e dei mercati settoriali. L’incidenza di queste grandi novità si può sintetizzare appena 10 anni fa il G7 controllava circa l’80 per cento della ricchezza del mondo ed era unificato da tre codici: un unico codice monetario, il dollaro; un unico codice linguistico, l’inglese; un unico codice politico, la democrazia occidentale. Ora non è più così: il G7 controlla ormai solo il 50 per cento della ricchezza del mondo; non c’è più un unico codice monetario, perché al dollaro si sono aggiunte altre monete; non c’è più un unico codice linguistico, perché altre lingue, altre culture sono apparse sulla scena; non c’è più un unico codice politico, perché altre forme di governo si confrontano con la democrazia occidentale. Questi nuovi scenari internazionali comportano forti disparità e contraddizioni anche per le nostre imprese. Da un lato, esse hanno davanti potenziali grandi mercati, ma spesso, e almeno sinora, si è trattato di mercati di difficile penetrazione perché fortemente protetti e perché richiedono capacità di investimenti, risorse e organizzazione di cui non sempre le nostre imprese dispongono. Non minori sono le disparità sul piano del mercato interno, quando le nostre imprese si ritrovano a competere con produzioni dei paesi emergenti, che non rispettano le regole stabilite e sfruttano le difficoltà dello Stato di garantire un pieno controllo del territorio. Se ai Paesi emergenti viene riconosciuta la piena capacità di operare su tutti i mercati mondiali, non deve essere consentito in alcun modo l’esercizio di dumping di tipo sociale, ambientale o

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Nel quadro internazionale grandi cambiamenti: i Paesi del G7 hanno perso una rilevante fetta del controllo della ricchezza, nuovi protagonisti a livello monetario, linguistico e culturale sono apparsi sulla scena economica mondiale

monetario che offre loro elevati margini competitivi. E’ importante, quindi, per un verso attivare accordi

internazionali che sappiano contenere gli svantaggi concorrenziali e, nello stesso tempo, mettere a punto stru-

La recessione ha picchiato duro: investimenti diminuiti del 18%, produzione industriale di oltre il 25%, prodotto interno lordo del 6,4 Sono dati notevolmente peggiori rispetto a quelli delle fasi di crisi economica precedenti

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menti e modalità, che consentano alle imprese di sfruttare a pieno le opportunità che si aprono nei mercati internazionali anche in conseguenza dell’ampliamento della domanda dei consumi. Oggi, infatti, sebbene i tre quinti della popolazione mondiale vivano in Asia, la quota dei consumi privati sul totale è circa del 20%. Ciò nonostante, già adesso l’Asia è il più grande mercato per molti prodotti, (35% delle vendite di automobili, 43% dei telefoni cellulari); inoltre brucia il 35% dell’energia mondiale (era il 26% nel 1995). E dal 2000 i due terzi dell’incremento complessivo della domanda di energia hanno luogo in Asia. Inoltre, vi è un ulteriore dato che richiede attenzione e adeguate strategie di risposta. Le economie emergenti, in particolare quelle asiatiche, ricevono fortissime spinte dagli enormi investimenti nella ricerca avanzata, nella ricerca di nuove tecnologie, nella educazione e formazione messi in campo dagli Stati. Si tratta di una potenza di fuoco rispetto cui le ben note, e per certi versi uniche, capacità di adattamento e reazione delle nostre imprese e le innovazioni di processo produttivo, sono del tutto insufficienti. Per quanto riguarda l’economia italiana, sono rilevabili recuperi modesti in un percorso che si presenta lento, accidentato e discontinuo. La recessione è stata molto profonda, come risulta da una varietà di indicatori: gli investimenti si sono contratti di circa il 18%, la produzione industriale di oltre il 25%, il prodotto interno lordo del 6,4 per cento. Si tratta di percentuali notevolmente più ampie di quelle riscontrate segue ☞


editoriale segue

Un piano poliennale per una CNA in linea con i nuovi scenari nelle recessioni precedenti, anche in quelle più severe.

Le previsioni più ottimistiche vedono, per il prossimo futuro, tassi di crescita tali da potere tornare solo nel 2013 al livello di Pil pre crisi. Il Paese, quindi, ha un compito ineludibile davanti a sé: sciogliere il nodo che tiene insieme l’uscita dalla crisi e la sua crescita futura e lo può fare solo riprendendo in mano il bandolo dei problemi strutturali, che da un decennio condizionano l’economia. La crisi, per ragioni legate al crollo della domanda internazionale, ha colpito particolarmente i segmenti più robusti della produzione manifatturiera e le aree produttive più forti e consolidate del paese. CNA sta svolgendo una importante azione per correggere limiti di natura strutturale dell’Italia, riconducibili a carenze nelle infrastrutture materiali e immateriali, nel sistema formativo e nella ricerca, nonché nell’insufficiente capacità complessiva di mettere in atto politiche economiche, industriali e sociali e di governarne i processi. Ha conseguenze rilevanti il radicamento di una cultura istituzionale attenta a principi, regole e procedure, ma noncurante del mercato e delle libertà economiche, in particolare di una cultura giuridica ed economica che non tiene in adeguato conto e non interviene in presenza di modalità di agire molto costose per le imprese, ma

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anche per la collettività nel suo insieme. Se così non fosse, come spiegare l’indifferenza istituzionale, l’inerzia amministrativa di fronte alla pratica molto diffusa dei “ritardi dei pagamenti” che le piccole e medie imprese subiscono da parte di quelle grandi (pubbliche e private) e da parte delle pubbliche amministrazioni? E si tratta di una pratica con effetti de-

quelli che oggi sono i motori della crescita: ricerca, innovazione, accesso a nuovi mercati internazionali. Senza investimenti per la ricerca che genera innovazione il nostro sistema produttivo non ha futuro. L’innovazione agisce da moltiplicatore della crescita e della produttività. La competitività di un paese si nutre di mobilità sociale,

La mancanza di una politica industriale adeguata richiede maggiore impegno nella formazione, nella ricerca e nella cultura delle regole: l’inerzia istituzionale sulla non-tutela dai ritardi dei pagamenti è il simbolo dei ritardi del Paese

vastanti per l’intero sistema produttivo, peraltro in un fase ciclica distinta da estrema mancanza di liquidità. L’altra principale imputata, nella debolezza strutturale del Paese, é la mancanza di una politica industriale efficace e tempestiva che abbia come oggetto prioritario il mondo dell’artigianato, delle piccole e medie imprese, il cuore del sistema produttivo del Paese, che metta a disposizione interventi di lungo termine capaci di agire su

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potente incentivo alla fiducia e all’ambizione di costruire un futuro. Si nutre di energie nuove e diverse che traggono linfa da un rinnovato impegno per l’imprenditoria femminile piena di risorse e di potenzialità ancora non compiutamente espresse. La competitività di un paese richiede Governi che governano con il passo delle riforme. A riguardo non si può non registrare che le scelte attuate dall’Esecutivo per contrastare la grave cri-

si finanziaria ed economica, sono state improntate alla prudenza e alla profonda consapevolezza dei rischi a cui l’enorme debito pubblico espone il Paese. Le misure messe in campo sono state finalizzate a stabilizzare il sistema, ma sono state parziali e insufficienti soprattutto nelle politiche di sostegno della domanda, inadeguate a contrastare gli effetti della crisi e poco ragionevoli a fronte di una spesa pubblica che non diminuisce nonostante i ripetuti impegni in sede di programmazione economica. Il contesto delineato ha tutte le caratteristiche tipiche delle fasi di transizione, in cui rischi e opportunità si combinano variamente, progresso e regresso sono ugualmente possibili e dipendono dalla qualità e forza delle scelte. Sta dunque a noi la pesante responsabilità e l’ambizione di non sbagliare, e soprattutto non rinviare più, le scelte strategiche condivise che segneranno il futuro dell���Italia come economia matura di riferimento per una molteplicità di settori, spesso caratterizzati da forti tratti di innovazione, che storicamente appartengono alla nostra storia, alla nostra cultura e alla nostra identità. Questa ambizione ha spinto la CNA, insieme alle altre Confederazioni dell’artigianato e del commercio, a promuovere l’integrazione sociale, culturale e politica dell’impresa diffusa e delle organizzazioni che attualmente la rappresentano, con l’obiettivo di pervenire alla creazione di un nuovo soggetto di rappresentanza. Questo insieme di processi, sfociati nel progetto “Rete Imprese Italia”, rappresenta la nostra speranza e insieme la nostra certezza per il futuro a venire.


artigianato oggi Manovra. Rete Imprese Italia e CNA chiedono misure contro i ritardi dei pagamenti degli enti. Preoccupazione per le imprese edili penalizzate

Sacrifici sì, ma più efficienza pubblica L

a manovra per rimet- alla fonte del 10% sugli imtere ordine nei conti porti dei bonifici con i quali i dello Stato è stata al beneficiari delle agevolazioni centro dei colloqui tra il mini- fiscali (del 36% sulle ristruttustro dell’Economia Giulio Tre- razioni edili e del 55% per il monti e una rappresentanza di risparmio energetico) paghe“Rete Imprese Italia”, guidata ranno le imprese esecutrici dal presidente di turno Carlo dei lavori. “Siamo pienamente Sangalli e con la presenza del d’accordo con la necessità di segretario generale di CNA una lotta efficace contro il laSergio Silvestrini. I capisaldi voro nero e l’evasione fiscale del provvedimento, vale a dire – hanno spiegato i presidenti controllo, riqualificazione e delle categorie dell’edilizia ed riduzione della spesa pubblica impiantistica di CNA e Conimproduttiva, oltre alla lotta fartigianato – ma ci sembra che contro l’evaquesto provsione fiscale, vedimento sono misure penalizzi che l’organizle imprezazione imse regolari, prenditoriaquelle che le giudica fatturano indispensabili sistematipresupposti camente i strutturali loro lavori per giungere e pagano le quanto pritasse. La rima alla rifortenuta del ma fiscale e, :: Il ministro dell’Economia, 10% sulle quindi, alla Giulio Tremonti fatture riduriduzione delce la liquidila pressione che grava sulle tà delle imprese in una fase di imprese. crisi acuta, che, tra l’altro, ha Quindi sì ai sacrifici, ma ci provocato una crescente diffidev’essere un’attenzione coltà di accesso al credito per maggiore alle Pmi. In partico- le piccole imprese del settore. lare “Rete Imprese Italia” ha Inoltre questa norma istituichiesto “una riaccelerazione sce, con un’evidente forzatura, dei pagamenti della pubblica un’ulteriore anticipazione del amministrazione alle imprese, prelievo fiscale su di un reddiun potenziamento dei consor- to per cui già sono versati aczi Fidi e il rinnovo dell’avvi- conti d’imposta; anticipazione so comune sulla moratoria dei che, tra l’altro, viene applicata debiti in scadenza a giugno”. sul ricavo anziché sul reddito, Le misure messe in campo determinando, quindi, delle dal Governo - è stato riba- sicure situazioni di credito fidito - devono essere neces- scale”. sariamente rilevanti perché In tema di lotta all’evasione, devono fronteggiare una tem- la CNA ricorda che l’introdupesta finanziaria globale che zione dell’incentivo fiscale su sta mettendo a repentaglio le ristrutturazioni e manutenziosorti non solo dell’euro, ma ni si è rivelata una delle poche dell’intero progetto politico misure realmente efficaci nel europeo. far emergere aree di lavoro Tra le misure previste dalla nero o irregolare. Gli incentivi manovra di finanza pubblica, vanno perciò mantenuti e popreoccupa quella riguardante tenziati. Il provvedimento del le ristrutturazioni edilizie, con Governo, al contrario, rischia l’introduzione di una ritenuta di ridurne la portata.

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ARTIGIANATO & imprese

PENSIONI

Slittano i tempi “finestre” più lontane

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llungamento delle “finestre” di uscita per la pensione di anzianità nel 2011. È questa la soluzione tecnica inserita nel decreto legge 78 del 31/maggio 2010 (manovra anticrisi) per recuperare ogni anno 1,6 miliardi. L’intervento sulle date di accesso alla pensione una volta maturati i requisiti, le cosiddette “finestre”, ha trovato conferma nel decreto governativo. Dal prossimo anno 2011, dunque, coloro che matureranno i requisiti di diritto alla pensione di anzianità dovranno attendere ancora 12 mesi se lavoratori dipendenti e 18 mesi se autonomi, prima di vedere la prima rata della pensione. Durante questi mesi, tuttavia, se continueranno a lavorare, verseranno ulteriori contributi che solo in parte contribuiranno al valore della pensione. Di fatto, per molti lavoratori autonomi, che vedevano nella meritata pensione una via di uscita dalle difficoltà d’impresa del momento, on è una buona notizia. Analogo l’intervento per le pensioni di vecchiaia (65 anni di età per gli uomini, 60 per le donne dell’Inps, probabilmente 65 per le donne del pubblico impiego). Di conseguenza i tempi di attesa si allungheranno con un significativo risparmio per le casse dello Stato. Ad esempio per un autonomo: 18 rate di pensione risparmiate e 18 mesi di contribuzione in più versata. Quasi una vera e propria tassa per andare in pensione. Confermato anche l’intervento sulle pensioni di invalidità civile, pubblicizzato come “lotta ai falsi invalidi”, ma nei fatti una vera e propria riduzione dello “stato sociale”: si tratta infatti di erogazioni di 250 euro al mese, legate a rigidissimi tetti di reddito. Per capirci, con lo stipendio di un parlamentare si pagherebbero 50 invalidi. Si tratta di una misura strutturale: oggi le pensioni di invalidità sono 2,5 milioni, di cue due terzi prevedono l’indennità di accompagnamento e un terzo sono ordinarie. Una delle problematiche riferite alle indennità di accompagnamento (480 euro al mese), già comunque oggetto di severi controlli, nasce dal fatto che possono essere erogate senza tenere conto del reddito Si intende quindi introdurre fasce redituali per limiatane il numero, mentre per la definizione dell’assegno si agirà sull’innalzamento delle percentuali richieste passando dal 75% allo 85%. Anche qui, probabilmente, molte famiglie che hanno invalidi totali in casa si vedranno togliere un sostegno che quando va bene copre solo in parte i costi dell’assistenza.


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credito

“ Confidi, nuovo Cda L’assemblea ha anche preso atto dei nuovi traguardi 2009: garanzie oltre i 50 milioni e soci oltre quota 2.900

“P

er la prima volta nella storia del Confidi CNA Vicenza abbiamo superato la soglia dei 50 milioni di euro di garanzie deliberate nel 2009, e delle 2.900 aziende associate”: annunciando questi numeri il presidente Nereo Sella ha aperto l’assemblea dei soci del Confidi CNA. L’assemblea è stata l’occasione per analizzare i dati del 2009 e per sottolineare le numerose novità che stanno investendo il mondo dei Consorzi Fidi: dalla possibilità per il Confidi CNA Vicenza di associare anche imprese del settore del commercio, agli aggiornamenti normativi in tema di trasparenza bancaria e privacy, alle nuove convenzioni con le banche per la concessione di garanzie consortili ancora maggiori. “Il consolidarsi della struttura negli ultimi anni e il continuo aumento del numero dei soci – afferma Sella - confermano che

:: Nereo Sella il Consorzio risponde a una effettiva e concreta esigenza per le imprese, rimanendo un punto di riferimento costante e sicuro nel territorio. Ma non per questo si può abbassare la guardia sul fronte della valutazione dei rischi: dal 2008 ad oggi abbiamo assistito ad una crescita delle posizioni in sofferenza e abbiamo conseguen-

temente dovuto incrementare gli accantonamenti prudenziali in bilancio”. L’assemblea ha anche provveduto al rinnovo delle cariche sociali, nominando il nuovo consiglio di amministrazione, ora composto da Cristiano Acquasaliente, Ivano Maistrello, Gianantonio Michelusi, Giuseppe Pretto, Nereo Sella, Marcello Splendore e Gianni Zigliotto. La serata è proseguita con un workshop dal titolo “I Confidi insieme alla Regione per le Imprese”, con l’intervento da parte di Vittorio Scrocco, capo del Dipartimento Artigianato della Regione Veneto, e di Mario Borin, amministratore delegato del Consorzio Fidi Regionale “Sviluppo Artigiano”. I relatori hanno sottolineato l’importanza dei Consorzi Fidi in termini non solo di garanzie rilasciate al sistema bancario, ma soprattutto di conoscenza del tessuto imprenditoriale e di capacità di aggregazione nel territorio.

BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO

Energia dai tetti delle scuole finanziato il progetto della Provincia

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ttimi risultati in tema di risparmio energetico e di riduzione di emissioni inquinanti a partire da subito e ben prima del 2017. L’assessore Paolo Pellizzari ha ribadito l’obiettivo della Provincia di Vicenza di anticipare le indicazioni di Kyoto per arrivare in pochi anni all’autosufficienza energetica da fonti rinnovabili del proprio patrimonio. Alle parole seguiranno in breve i fatti, come hanno promesso i firmatari dell’accordo, siglato a palazzo Nievo tra la Provincia di Vicenza e VI.Energia, incaricata per la progettazione, l’installazione e la gestione di un impianto fotovoltaico sui tetti di 6 istituti superiori del territorio vicentino:

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l’Einaudi di Bassano, il De Fabris di Nove, il Garbin di Schio, il Boscardin e il Da Schio di Vicenza e il Masotto di Noventa Vicentina. “Ogni impianto eviterà l’emissione di oltre 10 mila chilogrammi di anidride carbonica l’anno. L’amministrazione provinciale non dovrà sostenere alcun onere finanziario, ma godrà da subito del minor assorbimento elettrico della rete. Gli impianti verranno consegnati in autunno”. La realtà che rende possibile dal punto di vista finanziario il progetto è il Credito Cooperativo, attraverso le dieci banche e Casse Rurali vicentine, interessate ai temi dell’innovazione, del risparmio energetico, del rispetto dell’ambiente,

ARTIGIANATO & imprese

dell’educazione dei giovani: la Bcc di Romano e Santa Caterina, la Banca del Centroveneto, la Bcc di Quinto Vicentino, la Bcc di Campiglia, la Bcc del Vicentino di Pojana Maggiore, la Cassa Rurale di Brendola, la Bcc di Pedemonte, la Banca Alto Vicentino di Schio, la Cassa Rurale di Roana e Banca S. Giorgio e Valle Agno finanzieranno rispettivamente le scuole già coinvolte nel progetto e quelle che potranno aggiungersi in futuro. A loro, attraverso VI.Energia, saranno trasferiti i proventi del Conto Energia in misura tale da ammortizzare interamente l’investimento, calcolato in 500 mila euro. Molto soddisfatto anche l’assessore all’Edilizia Scolastica Nereo Galvanin.

CEVA

Cassa Edile contributi alle imprese

:: Marcello Splendore

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e operazioni di consolidamento delle passività a breve termine e di ristrutturazione di impianti debitori realizzati - attraverso la garanzia del Confidi – dalle imprese aderenti alla Ceva, Cassa Edile di CNA Veneto, potranno usufruire di un contributo a fondo perduto. La Cassa ha deliberato infatti la creazione di un fondo di 150 mila euro per aiutare gli associati alle prese con le difficoltà legate al credito. L’aiuto straordinario alle imprese edili si concretizza con l’erogazione di un contributo una tantum pari all’1% dell’importo consolidato per le operazioni con garanzia del Confidi erogate dal primo gennaio 2010 al 30 giugno 2011. I finanziamenti agevolabili devono essere di importo minimo di 10 mila euro e di durata compresa tra i 24 e i 120 mesi. “Accogliamo con favore l’intervento della cassa edile – dice il presidente dell’Unione CNA Costruzioni e consigliere della Ceva, Marcello Splendore – in quanto il sostegno al credito rimane uno dei fattori su cui maggiormente puntare per sostenere la categoria. La scelta di veicolare il contributo tramite i Consorzi Fidi risponde all’esigenza, sempre più pressante, di dare aiuti che siano effettivamente mirati e che supportino concretamente le imprese.”.


formazione Per i lavoratori in Cassa Integrazione Serata con l’autore D’Anselmi su concorrenza Guadagni in deroga e dinamiche economiche italiane

”Politiche attive” Il lavoro che evade ripartono i corsi è una palla al piede R

ipartono gli “interventi di politica attiva per il reinserimento, la riqualificazione, il reimpiego dei lavoratori del sistema produttivo colpito dalla crisi economica”. Contro la disoccupazione la Regione Veneto nel 2009 ha sottoscritto con le parti sociali una serie di accordi sulle misure anticrisi e sull’erogazione della Cig (Cassa Integrazione Guadagni) in deroga. Nel 2009 sono state presentate 10.000 domande di cassa integrazione in deroga. Ora la direttiva regionale dà attuazione anche per il 2010 a interventi per sostenere occupazione e occupabilità dei lavoratori in esubero congiunturale o strutturale: si intende promuovere, nel 2010, 35.156 doti (ammontare di risorse di cui il soggetto è portatore) per interventi individualizzati. Destinatari degli interventi sono i lavoratori residenti nel Veneto che beneficiano di trattamenti di cassa integrazione in deroga o di altri ammortizzatori in deroga per i quali è previsto il cofinanziamento FSE: essi accedono alle attività di politica attiva sulla base della dichiarazione di immediata disponibilità (Did) sottoscritta in sede aziendale. Un percorso formativo grazie al quale il lavoratore può percepire l’indennità somministrata dall’Inps, in proporzione delle ore frequentate. Il rientro in servizio del lavoratore per la ripresa dell’attività lavorativa sospende temporaneamente l’obbligo di partecipare alle attività formative, che dovranno essere svolte durante il periodo di CIG richiesto. Ciascun lavoratore può completare le attività entro la scadenza della richiesta aziendale.

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IN REGIONE

Formazione continua, CNA Vicenza accreditata

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l 31 marzo 2010 la Regione Veneto ha comunicato l’iscrizione della CNA Vicenza srl nell’elenco degli organismi di formazione accreditati nell’ambito della formazione continua, con contestuale comunicazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, avendo dimostrato di possedere a livelli di eccellenza tutti i requisiti richiesti. CNA Vicenza è pertanto accreditata a gestire, come previsto dalla legge regionale 19/2002, attività di formazione ed orientamento interagendo con il territorio e utilizzando risorse pubbliche. Obiettivo dell’accreditamento è quello di realizzare politiche di sviluppo delle risorse umane attraverso l’introduzione di standard di qualità dei soggetti operanti nel sistema della formazione, sulla base di parametri oggettivi: strutturali, economico-finanziari, di capacità organizzativa e gestionale, di dotazione di risorse umane.

ARTIGIANATO & imprese

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l tema della concorrenza è stato al centro di un incontro in sede provinciale CNA, ospite il direttore del Giornale di Vicenza, Ario Gervasutti. Il filo conduttore della serata, che ha sviscerato la differenza nel sistema Italia tra chi opera nel libero mercato, come gli artigiani e le piccole imprese, e chi invece è protetto da contratti collettivi, interessi corporativi e rendite di posizione, è stato costituito dall’intervento di Paolo D’Anselmi, autore del volume “Il Barbiere di Stalin” (edito da Università Bocconi). In un mondo in cui tutto dipende da tutto, nella ecologia come nella economia, il tuo benessere dipende dal mio lavoro e viceversa, ha spiegato D’Anselmi. È questo il senso ultimo della frase “sistemapaese”: nessuno può chiamarsi fuori, nessuno è al di sopra delle parti. Si rende necessario dare conto del lavoro. È questo ciò che vuol dire anche il movimento-moda della responsabilità sociale d’impresa (Csr - corporate social responsibility), che deve valere nel pubblico e nel privato: dare conto di tutto il lavoro. Il lavoro di cui non si dà conto (quello non valutato) può essere addirittura nocivo alla collettività, sia per il suo impatto in sé (esempio: una giustizia economica lenta serve poco all’economia) sia perché può assorbire troppe risorse (essere sovra pagato) rispetto ad altri lavori e generare così inefficienza del sistema.

Il lavoro che è soggetto a concorrenza è immesso in un meccanismo intrinsecamente valutativo e, quindi, dà conto di se stesso. La libera e volontaria transazione tra fornitore e cliente è un momento di rendiconto del lavoro e costituisce approvazione sociale del lavoro svolto. “La “concorrenza è spietata, si sente dire spesso - ha aggiunto D’Anselmi -. Eppure 17 milioni di italiani, sul totale dei 23 milioni che lavorano, sono soggetti a concorrenza e non si lamentano. Tra i 6 milioni meno soggetti a concorrenza troviamo non solo l’amministrazione pubblica (3,5 milioni), ma anche certe grandi banche e certe grandi aziende e le aziende di servizi locali e tanti altri, perfino qualche settore della piccola impresa”. E l’assenza di concorrenza aumenta la possibilità che il lavoro stesso sia sopravvalutato, aprendo così la strada al privilegio. Quindi il lavoro non soggetto a concorrenza è esposto al rischio di “evasione”, in quanto non rendicontato. “Evasione del lavoro - ha sottolineato D’Anselmi - è essere una palla al piede di chi lavora ed esporta o serve il mercato interno in modo efficiente. L’evasione del lavoro fa rima con l’evasione fiscale. C’è una sorta di scambio nella società italiana: “io privato evado le tasse, tu pubblico evadi il lavoro”. E’ il gioco al ribasso nel quale ci troviamo ora”.


territorio Montecchio Maggiore, incontro tra la CNA e l’amministrazione comunale: sul tappeto progetti e linee di collaborazione

Rilancio dell’Ovest Vicentino L

a presidenza territoria- un progetto di CNA per una le della CNA di Mon- importante manifestazione di tecchio Maggiore e fotografia con valenza nazioValle del Chiampo ha incon- nale ed internazionale in protrato il sindaco di Montecchio gramma per l’autunno. Maggiore Milena Cecchetto Il sindaco e l’assessore hanno e l’assessore ai servizi socia- illustrato alcuni progetti, tra li Livio Merlo per affrontare cui la nascita della consulta questioni di grande interesse delle categorie economiche per le piccole e medie im- che vede CNA fattiva parteciprese, che, come il sindaco pe in un confronto sulle varie ha sottolineato, sono il tessu- tematiche anche non stretto produttivo del territorio. tamente legate a questioni e Sul tappeto le problematiche difficoltà di economiche e accesso al creproduttive, un dito (le banche fondo rotativo non aiutano per le Pmi del certo, voglio(il Comune no sempre esstanzia inizialsere “super gamente 200 rantite”) e nei mila euro, alpagamenti che tri 800 mila le spesso si albanche), un lungano a difondo per i di:: Milena Cecchetto smisura, quanpendenti che si do non diventano insoluti, trovano in mobilità o in cassa oltre al calo di commesse che integrazione; e per le famiglie ha determinato riduzioni del in stato di necessità. lavoro e quindi cassa integra- Ci sono poi iniziative rivolte zione o licenziamenti. alle persone anziane, fascia deIl presidente Ruggero Zi- bole da proteggere con servizi gliotto ha illustrato il pro- coma un numero verde per le getto condiviso con le altre emergenze, l’assistenza nella associazioni imprenditoriali spesa e nell’acquisto farmaci, per il rilancio dell’Ovest Vi- la consegna dei pasti a domicentino, che vede capofila cilio. l’associazione industriali e Cordiale e proficuo ha definiil contributo della Camera to l’incontro il presidente Zidi Commercio, e ha chiesto gliotto e di buon auspicio per la collaborazione dell’am- la collaborazione tra CNA e ministrazione comunale su amministrazione locale.

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Stranieri in crescita serve una politica migratoria lungimirante

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onostante la crisi e la mancata reiterazione del decreto flussi nel 2009, la presenza straniera è ulteriormente aumentata così come gli occupati stranieri (IV trimestre del 2009), in controtendenza rispetto all’andamento generale dell’occupazione. Si calcola che gli stranieri regolari in Italia, segnala CNA World, si aggirino attorno ai 4,5 milioni all’inizio del 2010. L’immigrazione è oramai un fenomeno di massa e la normativa necessita una profonda revisione per quanto riguarda sia i meccanismi di accesso legale al paese di cittadini stranieri, sia la durata dei permessi di soggiorno e le lentissime procedure di rinnovo, sia la concessione della cittadinanza e dei diritti di voto. Il governo ha invece messo in atto provvedimenti di pesante – quanto inutile, quando non dannosa – impronta securitaria. Ma con il “pacchetto sicurezza” non si combatte l’irregolarità, che è dovuta all’estensione dell’economia sommersa e del lavoro al nero, alla normativa impervia per l’accesso legale, alla corta durata dei permessi. Nell’autunno del 2009 si è proceduto a una sanatoria di quasi 300mila colf e badanti, persone arrivate in Italia con visti turistici ma spesso da anni impiegate nelle le famiglie. Una sanatoria “zoppa”, che non ha voluto regolarizzare altre centinaia di migliaia di irregolari impiegati in lavori non meno utili e necessari. Riforma della normativa per l’accesso legale al paese; controllo delle cause – e non solo dei sintomi – dell’irregolarità; consistenti investimenti nell’integrazione dei migranti; nuova normativa sull’acquisizione della cittadinanza; rigoroso rispetto delle convenzioni internazionali per il diritto d’asilo: questi sono i punti fondamentali per una politica migratoria lungimirante non sequestrata dall’ossessione securitaria.

AGNO. NASCE PROGETTO SALUTE

orta con la collaborazione della CNA, socio promotore con la firma di Vittorio Vencato, l’associazione Progetto Salute sa distinguersi e farsi notare in tutti quelli aspetti esistenziali collegati alla salute e alla qualità della vita in genere. E’ supportata da soci che oltre alle attività economiche aggregano le rappresentanze

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CNA WORLD

di molte associazioni di volontariato, culturali, medici ospedalieri ed altre realtà sociali. Gli scopi dell’associazione sono principalmente legati al sostegno e al miglior funzionamento della sanità nella Valle dell’Agno ed in particolare dell’Ospedale Civile di Valdagno. Vengono vagliate posizioni e condizioni all’interno della struttura

ARTIGIANATO & imprese

ospedaliera tenendo conto delle osservazioni o lamentele esposte dai cittadini e pazienti. La direzione sanitaria viene costantemente aggiornata dell’andamento funzionale dell’Ospedale perché ne possa trarre le necessarie deduzioni. La CNA sostiene e divulga i progetti condivisi dal consiglio direttivo, recentemente rieletto, con presidente Die-

go Zattera e vice Giancarlo Osti, segretaria Marina Dal Maso, tesoriere Carla Lorenzi e consiglieri Guido Novella, Francesco Battistella e Renzo Ruella. Per la CNA partecipa alle riunioni del consiglio il presidente territoriale Giuseppe Pretto, avvalorando cosi una delle principali finalità della stessa CNA, la “responsabilità sociale dell’impresa”.


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categorie Il rapporto Cresme prevede un 2010 ancora fortemente negativo. Ma segnali positivi vengono dal recupero

Costruzioni, un po’ di luce nella nebbia E’

a tinte fosche lo scenario delle costruzioni secondo lo studio annuale del centro studi Cresme. Il 2010 si chiuderà, prevede l’analisi, in flessione e si tratta del quarto anno di caduta dal 2007. La flessione degli investimenti sarà inferiore a quella del 2009, ma gli effetti sul sistema dell’offerta e sul lavoro saranno più pesanti. Se il 2008 e il 2009 sono anni di flessione della domanda, il 2010 sarà l’anno di una ulteriore crisi della domanda e soprattutto della crisi dell’offerta, per fattori provenienti da lontano. Solo dando un occhio alla filiera produttiva si vede che, ad esempio, la produzione di acciaio in Italia già nel 2008 è scesa del -3,1% e il consumo apparente del tondo per cemento armato è sceso del -5,7%; ma la produzione di acciaio nei primi nove mesi del 2009 è calata secondo Federacciai del 41,7%. Ne risente l’occupazione:

un calo del 20% del mercato produce una tensione misurabile in 400.000 posti di lavoro totali nel settore edilizio; il calo dei lavoratori dipendenti è di circa di 250.000 unità. I necessari processi di razionalizzazione e di riduzione dei costi, sulla base della recessione e sulla base di una ripresa modesta,

porteranno le imprese a rimanere molto leggere. Quanto alle costruzioni, il segmento residenziale ha registrato una caduta dei livelli di mercato del 25 per cento, mentre più pesante ancora quella del non residenziale. “La crisi attuale è in parte figlia dell’eccesso di offerta - si legge nel documento del Cresme -: si è costruito troppo, i prezzi sono cresciuti troppo, la speculazione è stata troppo alta e il rapporto qualità e prezzo non è stato soddisfacente. La crisi da eccesso ha a che fare con il più importante boom immobiliare della storia (30% di compravendite in 10 anni), la cui caduta era nella natura stessa di ogni ciclo immobi-

liare. Gli ultimi dati del mercato parlano chiaro: se va bene, le compravendite residenziali in Italia scenderanno del 30% rispetto al picco del 2006 (ovvero da quasi 870mila a meno di 600mila), i prezzi sono scesi del 10% e dovranno scendere di un altro 10%. E l’invenduto rende difficile la ripresa del mercato”. In questa Waterloo di cifre, c’è anche il risvolto positivo: un nuovo ciclo si presenta ed è legato al rinnovo. Una sorpresa annunciata dai trend 2009, con segnali di minore crisi per le imprese dei settore riqualificazione. Nel 2009 le domande di defiscalizzazione sono cresciute del 16,1%, toccando il picco massimo di domanda dal 1998, anno nel quale sono partite le agevolazioni. A questo si legano le speranze dell’impiantistica, che negli anni ‘90 ha segnato un autentico boom e che ora si aspetta buone nuove dal settore energetico.

RISPARMIO ENERGETICO E AMBIENTE

Impiantisti pronti allo sviluppo, ma frenati dai produttori

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nnovazione tecnologica, attenzione per l’ambiente, efficienza energetica. Saranno questi fattori, secondo quanto emerso da un convegno ‘nazionale di CNA Installazione e Impianti sul risparmio energetico e sul basso impatto ambientale, fattori fondamentali per il rilancio del settore dell’impiantistica e dell’edilizia. Purtroppo c’è un dato negativo che incombe, cioè il ritardo dei grandi produttori nazionali. Infatti in Italia le ditte che sviluppano sistemi per la produzione di energie rinnovabili, quali i

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pannelli fotovoltaici o le tecnologie eoliche, non sono né per numero né per dimensione rilevanti, specie se paragonate ad altre nazioni dell’Europa. Sarebbe opportuno che lo Stato incentivasse maggiormente la ricerca dalla quale possano scaturire iniziative imprenditoriali di questo genere, ha osservato il presidente nazionale di CNA Ivan Malavasi. Secondo le ultime stime circa 230.000 imprese di installazione di impianti elettrici, termoidraulici e generici, hanno delineato gli scenari e le possibili strategie per fronteggia-

ARTIGIANATO & imprese

re la flessione del comparto e aprire nuove prospettive per lo sviluppo di un settore dalle grandi potenzialità. Le imprese impiantistiche attive su tutto il territorio nazionale rappresentano una risorsa fondamentale per lo sviluppo dell’economia italiana: hanno contribuito a creare ricchezza e occupazione. I dati Istat del decennio 1991-2001 delineano chiaramente l’andamento di un settore che, seguendo il trend positivo del mercato delle costruzioni, è cresciuto significativamente registrando un progressivo aumento nel

numero di imprese (+75%) e degli occupati (+53%). Il ridimensionamento del mercato dell’edilizia, che registra una flessione per il quarto anno consecutivo dal 2007, si ripercuote sul settore dell’impiantistica: l’indagine del Cresme sui bilanci di 1000 imprese della filiera delle costruzioni ha evidenziato come già nel 2008, l’11% di queste fosse condizionato da margini operativi negativi e perdite di bilancio, e il 12% da margini operativi positivi e perdite di bilancio dovute a esposizioni finanziarie.


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categorie CNA contesta i dati ministeriali, “drogati” da società off-shore in Italia

Artistico in salute ma è made in Italy N camuffato

TRASPORTO

Abusivismo nel Veneto dati pesanti

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rtigianato artistico e mente qualità e prezzo. tradizionale con trend Tale fenomeno di sfruttapositivo nell’export: mento della reputazione del lo dicono gli analisti ed il prodotto italiano è in contiMinistero dello Sviluppo eco- nua crescita e trova sponda nomico, secondo i dati tra gli su un sistema carente di conultimi due mesi del 2009 ed i trollo delle merci in ingresso, primi mesi del 2010. I dati di svolto a campione, e su vuoti gennaio confermano che l’ex- legislativi che paradossalport è in crescita sia nei con- mente favoriscono tale tipo fronti dei padi produzioesi extra Ue ne. Il sistedove si attema dei dazi sta al +4,4%, e l’assenza sia nei condi criteri di fronti dei pareciprocità esi membri in merito, e si attesta al non aiuta il +3,3%. vero prodotMa questi to italiano ad dati, seconimporsi nei do l’Unione mercati ove Artistico e continua ad esTradizionale ser ricercato. A di CNA, sono Situazione permessa titolo di esemfuorvianti, dai vuoti normativi, pio, l’esporper lo meno dal sistema dei dazi tazione di un per il settore prodotto itae dalle carenze rappresentaliano in Cina nei controlli to, in quanto è soggetta a derivanti da tasse doganaincrementi non imputabili li che variano tra il 23% ed direttamente o non del tutto il 35% in relazione al tipo di a società italiane. Si è infatti merce. L’ingresso di un proevidenziato nell’ultimo pe- dotto di provenienza cinese riodo una crescita di imprese in Italia è assoggettato ad una off-shore che creano sedi in tassa del 2,5% . Italia. Tali imprese, soprattut- Un ultimo dato da evidenziato provenienti da Cina ed In- re riguarda lo spostamento dia, sfruttano i bassi dazi im- dei consumi intermedi delle posti dagli organismi europei imprese italiane verso maai paesi membri (2,5%) per terie prime e semi-lavorati le merci in ingresso ed intro- provenienti da paesi orientali ducono prodotti finiti o semi- o mediorientali modificando lavorati dai paesi d’origine, l’impostazione del prodotto sviluppano l’ultima fase di la- d’artigianato artistico che si vorazione o di solo confezio- basa fondamentalmente sul namento del prodotto in Italia rispetto delle tradizioni e che e lo esportano come “made quindi perde di valore storiin Italy” abbassando notevol- co-culturale e di qualità.

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ARTIGIANATO & imprese

el Veneto risultano almeno 300 mila mezzi per il trasporto “in esubero”. E’ la differenza tra i camion iscritti al Pra (489 mila) e quelli effettivamente registrati negli appositi elenchi Conto Terzi (69.000) e Conto Proprio (114.000). Un dato che dimostra come l’abusivismo nel settore dell’autotrasporto sia una realtà. La CNA insieme con Confartigianato e Casartigiani ha studiato il fenomeno affidando il compito ad Ebav e ne ha presentato i risultati. Le tipologie di abusivismo sono tante: ad esempio operare nel trasporto di merci altrui, avendo una “licenza di Conto proprio” invece che di “Conto terzi”, è abusivismo. Le regole ed i costi che le due tipologie di impresa devono affrontare sono infatti del tutto diverse e a vantaggio del conto proprio. Diventa quindi “appetibile” per i “conto proprio” operare nell’ambito di attività che, per legge, non possono esercitare, in particolare in una situazione di stagnazione economica come quella attuale. L’abusivismo nell’autotrasporto però è una piaga particolarmente difficile sia da individuare che da arginare. I controlli infatti, riguardano di solito infrazioni legate alla sola sicurezza stradale. Le infrazioni rilevate dalla Polstrada nel Veneto rappresentano il 7 per cento dei controlli a livello nazionale: le infrazioni riguardano per oltre il 70% trasporti italiani, per circa il 15 comunitari e per il 5% extracomunitari.

ALIMENTARE

Export ok nei prodotti di nicchia

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nnovazione, prodotti di nicchia, trasformazione del prodotto agricolo, ma anche ricerca di nuovi mercati nel contesto internazionale. Sono queste le esigenze e aspettative di Sara Reniero, presidente di CNA Alimentare della provincia di Vicenza. In una congiuntura certo non positiva per il mercato e per il livello dei prezzi, le aziende che scelgono di specializzare il prodotto e che puntano tutto sulla qualità hanno una carta in più da giocare. “Nei primi mesi di quest’anno l’export alimentare è tornato a crescere, e questo è indice della vocazione internazionale dei nostri prodotti - spiega Sara Reniero -. Dovremo andare a recuperare mercati che sono un po’ in difficoltà, come quello americano e inglese, che speriamo tornino presto a crescere”. La congiunzione tra comparto agricolo, in difficoltà, e mondo dell’industria è il fattore chiave secondo Reniero. C’è anche chi, in buona salute, guarda ad un allargamento della distribuzione e cerca interlocutori nella Gdo. “L’agroalimentare rappresenta per ora una piccola quota sul totale dell’export vicentino (il 2,7% nel 2009) ma le potenzialità paiono essere interessanti - spiega Reniero -. La cosa che ci interessa è far capire a consumatori e buyer che c’è uno zoccolo duro di nostri prodotti che danno garanzia di qualità e genuinità”.


categorie Tessile e abbigliamento, l’esigenza di tutelare la filiera italiana approfondita in un convegno CNA al Lanificio Conte di Schio

Moda, in attesa da dieci anni

IMPRESE DI PULIZIA

Formazione e aggiornamento per il cleaning professionale

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l mondo della pulizia professionale vicentina ha da oggi degli operatori più preparati e uniti, grazie al percorso tecnico per il settore del cleaning professionale, sostenuto da professionisti e da CNA Vicenza. Il corso è nato dopo grandi richieste, per sviluppare un percorso di crescita specialistico per un settore spesso dimenticato e considerato nicchia di rifugio per disoccupati a bassa preparazione. Il mercato del “pulito” ha dimostrato un tasso di crescita per anni del 5-6% e registrato un rallentamento solo di recente con crescita positiva intorno al 2%. In Italia operano 18.733 imprese (dati Agenzia Entrate 2008): 46% società individuali, 16% società di persone, 22% società di capitali, 16% società cooperative. Si registra una crescita sia delle poche grandi aziende, sia di una miriade di piccolissime imprese individuali e cooperative. Il basso costo d’ingresso e la convinzione di un lavoro “facile” facilitano il turnover: facile è l’avvio di nuove imprese, come la loro uscita dal mercato spesso per fallimenti per problemi di credito o ritardato pagamento. Il mercato della pulizia si distribuisce tra la forte domanda pubblica e quella privata. La prima la fa da padrone, :: Enrico Marzari nonostante i tagli alla spesa, la secondi Performare spa da sfrutta sempre più “l’outsourcing multi-servizio”.. Il percorso formativo è iniziato dalla teoria di base per la conoscenza dei detergenti per poi soffermarsi sulla tipologia di pavimenti, sui loro trattamenti, sull’organizzazione del lavoro. Numerosi gli interventi e i quesiti dei partecipanti. L’ultimo incontro tecnico ha approfondito l’ottimizzazione e l’organizzazione del lavoro, con esempi di piani di pulizia. In tema di customer relationship alcuni rappresentanti degli amministratori condominiali hanno introdotto al nuovo contesto del “condominio moderno”. Si è quindi parlato di sicurezza e del testo unico 81 per affrontare la normativa e prevenire i rischi da infortuni sul lavoro. Spesso durante gli incontri ha fatto capolino la difficoltà di creare un’etica di categoria: le imprese di pulizia più evolute soffrono la presenza di operatori che “in qualche modo” propongono servizi a costi improponibili. “Sono convinta che tanto e tanto ancora si debba fare per quest’attività - dice la presidente della categoria CNA, Antonietta Campesato -. Va diffusa la conoscenza, consapevoli che ognuno di noi ha ancor oggi una visione diversa del concetto di pulizia. Il pericolo è che la frenesia del vivere in un mondo di spray e di pezze umidificate, dove spesso non teniamo conto della nostra salute e dei prodotti che usiamo, non ci permetta di trovare gli spazi per investire nella nostra azienda. Gli operatori devono capire che anche in questo settore non si è mai finito di imparare: noi daremo continuità alle iniziative formative per il settore”. Enrico Marzari

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ARTIGIANATO & imprese

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ull immersion sulla dimostrano che per tutelare moda italiana e sul il Made in Italy si delinea un Made in Italy al La- percorso a difesa del prodotnificio Conte di Schio, con to italiano e, do più, europeo. il convegno organizzato da Senza l’intervento dell’EuCNA Vicenza e CNA Vene- ropa il nostro prodotto non to. Il presidente nazionale di viene difeso, perché ciò che CNA Fedrmoda, Luca Rin- viene bloccato alla dogana freschi, ha spiegato le grandi italiana in quanto irregolapotenzialità che finalmente re può invece passare tranuna legislazione a tutela della quillamente nei porti e nelle realizzazione in Italia dei ci- strade di tutto il Continente cli di lavorazione apre per le finendo qui da noi su gomma imprese nostrane. o per altre vie. D’altra parte “Attendiamo questa legge una norma a tutela del made da dieci anni - ha dichiarato in Italy è in linea con quanto Rinfreschi -: avviene in Pain Europa il esi come Usa, prodotto totalGiappone, mente realizIndia, dove i zato in Italia consumatonon è tutelato ri conoscono mentre invece con certezza francesi, tedel’origine dei schi e inglesi capi che acsono sempre quistano. Però pronti a fare c’è ancora le barricate molto da fare: per difendersi. la tracciabilità E noi italiani del prodotto è no. La moda l’unica garan:: Cinzia Fabris italiano, nonozia per ogni stante l’avanzata delle econo- seria lotta alla contraffaziomie low cost, non ha ceduto ne. E poi occorre diffondere e rimane uno dei settori trai- tra i consumatori una magnanti dell’economia veneta giore consapevolezza del sulla scena internazionale”. valore intrinseco del prodot“Occorre proteggere il pro- to che acquistano, dato non dotto italiano con una legi- solo dalla sua utilità diretta slazione che obblighi alla ma dal marchio, dalla storia, tracciabilità della filiera del dalla tradizione di chi lo retessile abbigliamento, im- alizza”. ponendo che la produzione Il convegno è stato aperto che espone il marchio Made con i saluti del sindaco Luigi in Italy avvenga al cento per Dalla Via. Sono intervenuti cento sul territorio nazionale anche Andrea Lulli, commis- ha commentato Cinzia Fa- sione attività produttive Cabris, presidente territoriale mera dei Deputati, Vincenzo di Schio della CNA -. Negli De Feo dell’ufficio antifrode ultimi mesi sono accadute del direttore regionale Agencose importanti: dopo tanti zia Dogane, Elisabetta Boannunci, la recente normati- scolo segretario vicario della va e la risoluzione del Parla- Camera di Commercio, l’asmento Europeo per l’introdu- sessore allo sviluppo econozione del marchio d’origine mico di Schio Daniela Rader.


servizi Rifiuti da apparecchiature elettriche e elettroniche, sulle imprese nuovi oneri

Rifiuti caos, norme doppie F costi alle stelle

RAEE, GLI OBBLIGHI

Ritiro “uno a uno”

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l 2010 sarà ricordato come l’anno del caos normativo in tema di gestione dei rifiuti, afferma il direttore della CNA di Vicenza, Paolo Monaco: “Si sperava che, ottenuta la proroga per la presentazione del Mud dei rifiuti prodotti e smaltiti nel 2009 e in attesa dell’auspicato rinvio al 2011 dell’operatività del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) ci potesse essere un periodo di respiro per le imprese anche per poter assimilare le nuove ed onerose procedure. Ma l’illusione é durata poco considerato che il 4 maggio é stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto, da anni annunciato ma sempre rinviato, che stabilisce le modalità per la gestione dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). Distributori, installatori e gestori dei centri di assistenza tecnica saranno obbligati, per vendere un nuovo prodotto, a ritirare gratuitamente quello vecchio, ad iscriversi all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e a compilare una serie di documenti quali lo schedario di carico e scarico, il documento di trasporto dei RAEE e la dichiarazione che indica dove é stato effettuato il ritiro. Una

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procedura costosa che si configura come norma speciale rispetto alla normale gestione dei rifiuti e che rende di fatto inutile per la gran parte di questi operatori l’iscrizione al SISTRI effettuata entro il 29 aprile, quindi ben prima della pubblicazione in Gazzetta delle nuove disposizioni sui RAEE”. Una diversa tempistica avrebbe almeno evitato costi aggiuntivi non giustificati: “Le associazioni di categoria dell’artigianato - aggiunge Monaco - hanno chiesto una verifica con il Ministero innanzitutto su due questioni fondamentali: la riduzione dei costi e la semplificazione delle procedure. Per quanto riguarda la semplificazione i dati che le imprese forniscono allo Stato attuale (anagrafiche, mezzi, ecc.) devono essere duplicati perché devono raggiungere sia il Sistri che l’Albo gestori. Situazione non accettabile visto che i dati sono in genere gli stessi. Per quanto riguarda i RAEE, è stato fatto un quadro di quanto sta succedendo (moltiplicazione dei costi, tripla iscrizione, mancanza piattaforme,ecc.) e si chiederà al Ministero l’impegno a predisporre soluzioni accettabili e adeguate”.

ARTIGIANATO & imprese

inora erano stati pubblicati due decreti, in attuazione al decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151. Con il n. 65 del 4 maggio si dà completa attuazione alla normativa che disciplina le misure per prevenire la produzione di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, promuovere il reimpiego, il riciclaggio e le altre forme di recupero dei RAEE, migliorare, sotto il profilo ambientale, l’intervento dei soggetti che partecipano al ciclo di vita di dette apparecchiature e ridurre l’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. I distributori hanno l’obbligo di informare i consumatori sulla gratuità del ritiro, con modalità chiare e di immediata percezione, anche tramite avvisi nei locali commerciali, con caratteri facilmente leggibili. Il trasporto dei RAEE provenienti dai nuclei domestici sarà effettuato dai distributori, o dai terzi che agiscono in loro nome. Il trasporto dovrà essere accompagnato da un documento conforme al modello indicato nel decreto, numerato e redatto in tre esemplari. Il documento di trasporto va compilato, datato e firmato dal distributore che deve anche tenere il registro di carico e scarico conservando per tre anni le copie dei documenti di trasporto. Il distributore conserva la copia del documento di trasporto insieme allo schedario. I distributori devono adottare tutte le misure necessarie ad assicurare che i RAEE giungano al centro di raccolta nello stato in cui erano stati conferiti, senza aver subito processi di disassemblaggio o di sottrazione di componenti. Il raggruppamento dei RAEE dovrà essere effettuato al punto di vendita del distributore, o in altro recapito risultante dalla comunicazione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, in luogo idoneo, non accessibile a terzi e pavimentato. I RAEE dovranno essere protetti dalle acque meteoriche e dall’azione del vento a mezzo di appositi sistemi di copertura anche mobili e raggruppati avendo cura di tenere separati i rifiuti pericolosi.

E bisogna iscriversi all’Albo

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hi effettua raggruppamento e raccolta di Raee ha l’obbligo di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali (in caso di raggruppamento e trasporto di componenti di apparecchiature, ad esempio risultanti dalla manutenzione, si ritiene non sussista l’obbligo di iscrizione). Dovranno iscriversi alla specifica sezione anche le imprese che risultano essere già iscritte all’Albo stesso. Per ottenere l’iscrizione, che va rinnovata ogni 5 anni ed è subordinata alla corresponsione di un diritto di 50 euro, non occorre presentare garanzie finanziarie. I soggetti interessati sono: distributori (fornitori di apparecchiature nuove che garantiscono il ritiro uno a uno dell’usato) e trasportatori operanti per loro conto, installatori e centri di assistenza tecnica. Le tipologie di Raee individuate dalla norma sono: grandi elettrodomestici (esclusi i fissi di grandi dimensioni), piccoli elettrodomestici, apparecchiature informatiche per le comunicazioni, apparecchiature di consumo e di illuminazione, utensili elettrici ed elettronici (esclusi gli industriali fissi di grandi dimensioni), giocattoli e apparecchiature per il tempo libero e lo sport, dispositivi medici (esclusi tutti i prodotti impiantati e infettati), strumenti di monitoraggio e controllo, distributori automatici.


CNA Pensionati Siglato un protocollo d’intesa tra l’Istituto e le organizzazioni sindacali dei pensionati italiani

L’Inps ora ci ascolta di più

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ra l’Inps e le organizzazioni sindacali dei pensionati italiani organizzati nel Cupla, tra i quali ovviamente la CNA Pensionati, è stata siglata un’intesa per migliorare l’intesa tra l?istituto previdenziale e la rete dei cittadini e delle loro rappresentanze. Un modo per rendere l’Inps più vicino alle esigenze dei pensionati e in grado di ascoltarne lamentele e richieste. L’obiettivo è di garantire servizi sempre più efficienti ed elevati sul territorio, proprio a partire dalle esigenze dell’utenza: per questo si è deciso di costituire un confronto organico e costante tra l’Inps e le organizzazioni dei pensionati, stabilendo un metodo e delle regole di comportamento, da far valere anche ai livelli Inps di direzioni regionale, provinciale e sub provinciale. L’accordo prevede un incontro tra Inps e organizzazioni del pensionati almeno con cadenza trimestrale e livello nazionale e su richiesta di una delle parti, per valutare problematiche e individuare soluzioni, oltre che per esaminare temi più generali riguardanti i pensionati e le strategie dell’Inps in merito. Per quanto riguarda le problematiche locali, invece, sia sugli obiettivi delle programmazione, sia per assicurare l’efficace applicazione sul territorio delle decisioni nazionali, saranno garantiti incontri a livello periferico. Nel protocollo d’intesa si legge che questo confronto tra le parti ha come scopo quello di contribuire a migliorare il livello di efficienza e di efficacia dei servizi resi dall’Inps ed esaminare le cause delle disfunzioni per avviarle a soluzione. Oltre agli incontri saranno anche avviati “canali di scambio preventivo delle informazioni”, e saranno esaminate insieme le questioni attinenti la gestione dei servizi e le procedure riguardanti trattamenti di previdenza e pensione. L’Inps si impegna a fornire ogni informazione su obiettivi e sul livello di erogazione dei servizi. Nascerà a livello nazionale un Osservatorio sui disservizi e sulle questioni individuate si formeranno dei tavoli tecnici perché formulino proposte di miglioramento dei servizi. Le problematiche non risolvibili a livello locale saranno esaminate in apposite sedi a livello nazionale.

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Gite e soggiorni: la Carmen all’Arena, Praga e Budapest, Ischia e le terme

VICENZA Più posti letto, meno rette

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’assessore Giovanni Giuliari ha incontrato il Cupla provinciale, di cui fa parte la CNA pensionati, per informare sull’accordo con Ipab, Ulss 6 e Regione. Il Cupla ha manifestato molto interesse per la proposta di realizzare tre nuove case di riposo in città e di aumentare il centro residenziale di M. Crocetta. Durante l’incontro, che è servito anche ad esaminare il bilancio previsionale 2010 del Comune per il sociale, il Cupla ha premuto sull’assessore perché il Comune insista sulla Conferenza dei sindaci e sulla Regione perché siano al più presto riparametrati i posti letto di primo livello del distretto di Vicenza rispetto alla media dell’Ulss 6, che vede Vicenza fortemente penalizzata. Giuliari è d’accordo: “La Regione deve aumentare il fondo per la non autosufficienza e contenere le rette della case di riposo”.

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UGF A VICENZA

’ finalmente operante anche a Vicenza UGF, Banca del gruppo Unipol con una propria filiale in Corso Santi Felice e Fortunato, n. 300. L’altra Filiale UGF è da oltre un anno presente a Bassano in via 11 Febbraio, 5. UGF riserva condizioni economiche speciali esclusivamente ai Pensionati della CNA.

ARTIGIANATO & imprese

PROGRAMMA

Anche nel 2010 è ricco il programma culturale e turistico della CNA Pensionati. Ecco i principali appuntamenti, soggiorni e gite organizzati. • La Carmen all’Arena Dopo il soggiorno marino ad Amantea, in Calabria, nella seconda metà di giugno, martedì 20 luglio uscita all’Arena di Verona per l’opera lirica Carmen di Bizet. La quota comprende: andata e ritorno in pullman, biglietto ingresso gradinate all’Arena, 2 paninetti e 1 succo di frutta per ogni partecipante. Partenze: Schio ore 17 Piazzale ristorante Beppino; Thiene ore 17,15 via del Terziario, sede CNA; Vicenza ore 17,40 via Zampieri 19 sede CNA; Alte Ceccato ore 18 casello A4. • Praga e Budapest Dal 10 al 16 settembre, “Una Capitale all’anno”: quest’anno la gita riguarderà Praga e Budapest, tour di 7 giorni e 6 notti in pensione completa con pullman riservato. Il tour prevede di toccare Lubana, poi due giorni a Budapest con visita di Buda e Pest, visita al castello di Grassalkovich (castello di Sissi), spettacoli equestri; arrivo a Bratislava, con visita guidata, e due giorni a Praga con visite a quartiere Hradcany, castello reale di Boemia, vicolo d’oro, cattedrale di S. Vito, Ponte Carlo, musei, sinagoghe e vecchio cimitero ebraico, inoltre crociera sul fiume Moldava e visita alla città vecchia. Rientro con sosta a Monaco. • Ischia - Casamicciola Dal 31 ottobre al 14 novembre, invece, soggiorno all’Hotel Thermal Palace Park Nausicaa ad Ischia. Soggiorno a Casamicciola Terme, a pochi passi da piazza Bagni e a 300 metri dal mare. L’hotel dispone di un attrezzato parco termale interno, composto da 6 piscine di cui una coperta. Possibilità di bagni e fanghi termali con impegnativa del medico di famiglia • Fine anno Per la fine e l’inizio del nuovo anno è in cantiere la definizione delle attività e dei soggiorni. Ogni iniziativa verrà portata a conoscenza di iscritti e simpatizzanti con tempestività. Informazioni: CNA Pensionati, via Zampieri 19, Vicenza (zona mercato nuovo, fronte Catasto). Tel. 0444 261924 oppure 569900, fax 0444 961628, e-mail: cnapensionati@cnavicenza.it


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Artigianato & Imprese | CNA Vicenza 02/2010