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Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa Area Metropolitana di Roma

CNA Roma Notizie n. 4 del 13 settembre 2013 - Anno 10 Mensile Poste Italiane Spa - Sped. in abb. postale Dlgs n. 353/2003 (convertito in Legge n. 46 del 27 Febbraio 2004) Art. 1 Comma 1 - DCB Roma - CONTIENE I.P.


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CNA Roma Notizie n. 4 del 13 settembre 2013 - Anno 10 Mensile Poste Italiane Spa - Sped. in abb. postale Dlgs n. 353/2003 (convertito in Legge n. 46 del 27 Febbraio 2004) Art. 1 Comma 1 - DCB Roma - Abbonamento annuale Euro 10,0 + quota associativa - Registrazione Tribunale di Roma n. 67/04.


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L’EDITORIALE LA FORZA DELL’ASSOCIAZIONE di Erino Colombi Le assemblee congressuali dei mesi scorsi sono state un condensato delle esperienze maturate negli ultimi anni in Cna: nei tanti appuntamenti sul territorio ho ascoltato le voci e riconosciuto i volti di imprenditori che hanno raccontato le loro diverse esperienze, incontrandosi con gli altri e scoprendo tanti punti in comune. C’è chi chiede incentivi per macchinari desueti, chi lamenta l’aumento del costo delle materie prime, chi il calo dei consumi, molti denunciano la concorrenza sleale… Ma dietro queste diverse istanze, c’è un terreno comune sul quale convergere: la forza dell’associazione, che è l’unione delle tante forze. Perché, è vero, le riunioni, gli incontri e gli impegni fuori dalla bottega, dal negozio, dal capannone e dal laboratorio tolgono tempo all’attività principale. Ma è altrettanto vero che quando ci si siede per partecipare a quelle riunioni, si rincorrono gli argomenti e non si vorrebbe più andar via. Voi stessi lo avete raccontato in queste pagine. Mai come quest’anno la stagione congressuale è stata la prova di come fare sistema sia l’unica strada per guardare al futuro con speranza e fiducia, superando gli individualismi e mettendo in rete conoscenze, competenze ed esperienze. La compresenza in Cna di Roma di tante unioni e gruppi di interesse, seppur diversi fra loro, testimoniano questa convinzione. Ho scelto l’immagine del prisma, perché l’economia del territorio è un’unica realtà dalle tante sfaccettature, con potenzialità trasversali. Il compito della Cna è farle incontrare, e così contribuire a valorizzare i territori. In occasione del Congresso provinciale abbiamo raccolto in queste pagine le interviste ai neopresidenti delle unioni e dei gruppi di interesse preesistenti e neonati, che hanno raccontato qual è, secondo loro, il valore aggiunto dell’Associazione e quali sono i propositi per i prossimi anni. Ho pensato fosse il modo migliore per augurarvi un autunno all’insegna della speranza e dell’ottimismo. Che, mi auguro davvero, non perdiate mai. Il Presidente Erino Colombi

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Alimentare. Roberto Pieri: non teniamo le cose buone nel cassetto Roberto Pieri, inventore e produttore unico della Pizza Croccantina®, é stato confermato Presidente di Cna Alimentare. “Se si propongono i prodotti giusti col marchio tricolore si può star certi che qualcosa si muoverà” ha detto Pieri. Qual é il valore aggiunto di appartenere alla Cna? Oggi le aziende non hanno tempo di guardarsi intorno per cercare opportunità. La Cna lo fa per loro proponendo manifestazioni fieristiche ed iniziative internazionali, anche col supporto delle istituzioni, ad esempio. O opportunità per stringere relazioni con altre imprese. É inutile tenere una cosa bella nel cassetto: dovremmo far in modo che siano promosse con continuità manifestazioni enogastronomiche. Le delizie enogastronomiche italiane sono apprezzate in patria? Senz’altro è importante fare qualcosa affinché i buoni prodotti italiani si riconoscano non solo quando escono fuori dai confini. Le manifestazioni fieristiche sono un’occasione irrinunciabile. Cosa si può fare per dare continuità a queste iniziative? Bisogna farsi assistere da chi ha le competenze per farlo, valorizzando i prodotti. E far fruttare le esperienze acquisite. Anche per questo è importante il ruolo di Cna. Cosa è stato fatto di importante nel passato e cosa si pensa di fare per il futuro? C’è da stringere la cinghia ancora per un po’. Ma dobbiamo porci singoli obiettivi, avendo ben chiare le prospettive. E puntare molto sull’internazionalizzazione. Se si propongono i prodotti giusti col marchio tricolore si può star certi che qualcosa si muoverà. CNA Alimentare Responsabile: Claudio Capezzuoli Per informazioni: capezzuoli@cnapmi.com; tel: 06 57015614 5


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Artistico e tradizionale. Corrado Sacchi: benvenuti pionieri delle nuove tecnologie “La mia conferma alla guida dell’unione servirà per completare il processo di rinnovamento che abbiamo avviato, ma che purtroppo è stato rallentato dalla crisi. Ringrazio i colleghi per avermi dato la loro fiducia: insieme porteremo a termine gli obiettivi e i progetti che abbiamo condiviso”: così Corrado Sacchi, maestro orafo da generazioni, titolare di una bottega storica al Pantheon, confermato alla presidenza del settore Artistico della Cna di Roma. Qual è il valore aggiunto, per un’impresa, di appartenere alla Cna? Sentirsi uniti per conseguire gli stessi obiettivi ed entrare in contatto con gli altri imprenditori. Un compito che viene svolto bene dalla Cna, che cerca di unire e far intervenire tutti gli artigiani nelle problematiche del settore. Quali sono le priorità nella sua agenda? Dare visibilità alle attività artigianali. È un percorso che abbiamo già avviato, con progetti che hanno valorizzato l’artigianato artistico e di qualità di Roma. Ora vogliamo promuovere strumenti più diretti, come l’e-commerce, per allargare il mercato e far conoscere a tanti potenziali consumatori i propri prodotti. Fare eventi è importante, ma serve anche inserirsi in altri settori, ad esempio il mercato estero. Come si può fare a promuovere uno strumento come l’e-commerce, poco conosciuto e così legato alle nuove tecnologie? In tutte le iniziative ci sono dei pionieri che hanno lo scopo di avviare il progetto e fronteggiare le problematiche iniziali. Una volta partiti, intercettare i seguaci è più semplice. Trovare pionieri, in questo caso artigiani che vogliano uscire dalla bottega e affacciarsi in mondi ancora non conosciuti, è un compito che spetta all’associazione e a chi è chiamato a rappresentarne i diversi settori. Io contribuirò con convinzione a questo processo. CNA Artistico e Tradizionale Responsabile: Federico Bottura Per informazioni: bottura@cnapmi.com; tel: 06 57015806 6


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Acconciatura ed Estetica. Fabiola Casali: la formazione prima di tutto per un servizio di qualità “Abusivismo, affitto della poltrona/cabina e formazione; ma anche un nuovo modo di rapportarsi con gli istituti di qualificazione saranno le linee di azione che porteremo avanti nei prossimi anni”: così Fabiola Casali, neopresidente di Cna Benessere spiega i principali obiettivi del suo mandato. Qual è il valore aggiunto di appartenere al sistema Cna? L’informazione, la possibilità di essere aggiornati sulle normative. Quali sono i suoi obiettivi? Dobbiamo lavorare per alleggerire la burocrazia, confrontandoci, con la forza della Cna, con le istituzioni. Quali sono gli aspetti più problematici per il settore? Il dilagare dei coupon, il lavoro nero, l’abusivismo. Troppo spesso vengono sfornate ragazze senza preparazione adeguata, costrette poi, anzi incentivate, a lavorare a casa. I romani sono in crisi, ma al benessere non rinunciano. È ancora vero? Qualche effetto la crisi lo ha avuto anche sulle spese per il benessere. Ma certo è che i romani riconoscono la qualità. Magari rinunciano a qualche seduta. Ma posso assicurare che, dopo aver provato offerte a basso costo, o acquistato un coupon, poi tornano dall’estetista di fiducia, perché prediligono la qualità del servizio. Cosa consiglierebbe a una ragazza che decide di intraprendere questa attività? È una strada difficile e, se si sceglie, serve la passione. Non può essere inteso come un parcheggio di qualche anno. È senz’altro un settore che andrebbe rinnovato a livello formativo. Io, personalmente, vengo dalla maturità scientifica: mi è molto servito avere una base formativa. Poi ho conseguito un corso specialistico in tecnica dermatologica. Sono anche naturopata. Consiglio a tutte un percorso professionale di qualità: aiuta ad avere un’apertura mentale a tutto tondo. E quando sono stata pronta, a 26 anni, ho avviato la mia attività che oggi porto avanti con una socia. È vero che gli esami non finiscono mai? Se si ha a cuore quello che si fa, è vero: l’ultimo corso l’ho fatto appena un anno fa… CNA Benessere e Sanità: Acconciatura ed Estetica Responsabile: Federico Bottura Per informazioni: bottura@cnapmi.com; tel: 06 57015806 7


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Odontotecnici. Luigi Cleri: lotta all’abusivismo, la nostra priorità Il valore aggiunto, per un’impresa odontotecnica, di appartenere alla Cna? “Ottenere risposte chiare e certe e avere a disposizione gli strumenti” così Luigi Cleri, confermato alla guida degli Odontotecnici Cna Roma. Quali sono le priorità nella vostra agenda? Lotta all’abusivismo, innanzitutto: in Italia eravamo 22mila fino a qualche anno fa. Oggi siamo 12mila. Che fine hanno fatto quei 10mila? Molti hanno scelto la via dell’anonimato e dell’abusivismo: una piaga per studi odontoiatri e laboratori odontotecnici. Cosa si può fare per arginare questo fenomeno? Noi proponiamo la totale deducibilità delle spese sostenute dai pazienti, e la fattura separata del laboratorio odontotecnico da quella rilasciata per cure dall’odontoiatra. Il paziente potrebbe così ottenere anche una dichiarazione di conformità: una garanzia dei materiali scelti e delle procedure seguite nella realizzazione delle protesi. Riconoscimento della professione, un’altra priorità per voi… Podologi, infermieri e tecnici ortopedici hanno già un albo. Noi siamo rimasti gli unici a essere considerati “ausiliari della professione”. Serve modificare gli indirizzi accademici, prevedendo corsi e lauree anche per odontotecnici. Dal punto di vista legislativo, cosa c’è di inadeguato? Una legge del 1928 vieta all’odontotecnico di entrare in uno studio per fare le prove di congruità. In pratica, se verifichiamo personalmente l’adeguatezza della protesi di un paziente, siamo irregolari. Un’assurdità… Un impegno personale? Aumentare la consapevolezza della categoria verso questi temi. Con tutti i mezzi possibili. CNA Benessere e Sanità: Odontotecnici Responsabile: Federico Bottura Per informazioni: bottura@cnapmi.com; tel: 06 57015806 8


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Commercio. Giovanna Marchese Bellaroto: modello di sviluppo sostenibile per il territorio Rilancio del commercio di vicinato, sinergia tra operatori del commercio e freno allo sviluppo disordinato di grandi strutture commerciali: su queste linee direttrici si muoverà Cna Commercio. Giovanna Marchese Bellaroto è stata eletta Presidente. “Il valore aggiunto di Cna Commercio? Essere un vero modello di sviluppo sostenibile, frutto della condivisione fra vari comparti dello stesso sistema produttivo: commercianti, artigiani, sportivi, mercatali, sanitari, albergatori e ambulanti” ha detto Bellaroto. Cna Commercio è una realtà nuova sul territorio. Come è nata quest’esigenza? Dal 2001 al 2006 è cresciuto nella città un sistema d’impresa che ha permesso di portare il PIL al +6,4% (+1,2% il dato nazionale). Ma purtroppo negli ultimi anni la città, che per un quarto della sua ricchezza vive di consumi delle Pa e di Pmi fino a 10 dipendenti, e non di industria, ha rallentato la sua corsa. Oggi il PIL è in sofferenza, anche più della media nazionale: -1,2%, rispetto alla media italiana del -0.9%. E visto che la ricchezza della città è rappresentata quasi totalmente da commercio, terziario e servizi, sono proprio questi i settori che ne hanno risentito maggiormente. Cna Commercio è nata per difendere le nostre aziende, partendo dall’amore per il proprio territorio e dalla solidarietà che lega i nostri destini in una rete associativa che deve avere il coraggio, ad alta voce, di riprendersi la dignità del nostro lavoro. Il piccolo commercio di vicinato ha risentito della flessione dei consumi, ma anche dello sviluppo di grandi strutture commerciali… Negli ultimi 15 anni a Roma si è avuto il massimo sviluppo di centri commerciali, concepiti da un piano disordinato e privo di una visione adeguata di mobilità. Non si è individuata una fascia di rispetto della città e grandi strutture di vendita sono state catapultate nel tranquillo traffico dei quartieri, rendendo la vita e la mobilità impossibile per la grande attrazione di flussi che generavano, oltre a modificarne le funzioni vitali. E così dalle strade sono scomparsi i piccoli negozi, ad esempio quelli di generi alimentari, con il conseguente impoverimento dei mercati rionali, vera centralità urbana e indotto indispensabile per la filiera dell’artigianato e delle botteghe dei mestieri. Quali sono i risultati conseguiti in questi primi anni di attività dell’associazione? Oggi si susseguono vetrine abbassate che generano senso di insicurezza e degrado: siamo riusciti come Cna Commercio a dimostrare che la città non avrebbe potuto più sopportare nuove metrature di centri commerciali. Con la nostra azione capillare di scambio di informazioni abbiamo documentato l’impossibilità attuativa del nuovo piano del commercio di cui Roma si voleva dotare. Quali sono gli obiettivi che intende perseguire nel suo mandato? Garantire alla città un futuro migliore, in armonia sostenibile fra categorie di lavoro e cittadini, per essere i protagonisti di una ripresa che riparta dal cuore di Roma. CNA Commercio Responsabile: Antonio Fainella Per informazioni: fainella@cnapmi.com; tel: 06 57015604 9


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Editoria. Emiliano Guerra: l’alleanza vincente con le librerie indipendenti “Oggi gli editori fanno libri perché è la passione a guidarli, non certo la remunerazione. L’amore per la diffusione della cultura è ciò che li guida, anche se spesso i conti non tornano, soprattutto in questo periodo” così Emiliano Guerra, direttore vendite della DEd’A Edizioni, confermato portavoce di Cna Editoria. All’assemblea congressuale erano presenti 50 piccoli e medi editori e circa 20 librerie indipendenti. E l’alleanza tra piccoli editori e librerie indipendenti è stata una delle strade indicate per uscire dalla crisi. La crisi dei consumi ha colpito anche il vostro settore? Il nostro e quello delle librerie: oggi in Italia sono 5.600, nel ‘95 erano 12mila, solo a Roma nell’ultimo anno ne hanno chiuse 10, storiche. Quanto è importante unirsi per superare queste difficoltà? Molto importante. Mettersi insieme è l’unica strada per avviare un cambio di passo, a partire da un’inversione di tendenza di tipo culturale. Anche i grandi lettori sono in calo, solo nel primo trimestre di quest’anno sono diminuiti dell’8%. Non è un buon segnale. Eppure il settore a Roma conta un numero considerevole di aziende… Siamo 180, pari ad altrettante individualità che ogni giorno provano a cambiare qualcosa. Dovrebbe bastare poco per connetterci, e purtroppo non ci si riesce sempre, ma noi sentiamo il bisogno di provarci. Associarci è una strada percorribile. Qual è il valore aggiunto di Cna? Siamo qui nella Casa delle Imprese perché Cna dà strumenti e servizi: finanziari, amministrativi, fiscali e di formazione altamente qualificati all’editore come impresa e come azienda. Quello che dobbiamo fare noi invece è trovare nuovi modi, idee, strategie per fare le cose. Ad esempio tornando a parlare con i librai: secondo noi questa sinergia è l’unica che ci dà respiro reciproco. CNA Comunicazione e Terziario: Editoria Responsabile: Federico Bottura Per informazioni: bottura@cnapmi.com; tel: 06 57015806 10


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Arti grafiche. Walter Pellegrini: la piccola impresa? La famiglia allargata di oggi Walter Pellegrini, amministratore unico della società Falc srl, è stato confermato Presidente di Cna Arti grafiche, comunicazione e terziario avanzato. “Ringrazio chi mi ha rinnovato la fiducia: andremo avanti sul percorso inaugurato in questi anni. C’è molto da fare, per ripensare il ruolo della carta stampata come mezzo di comunicazione nell’attuale crisi economica. Il nostro settore deve aprirsi alle opportunità, come le nuove tecnologie, che la crisi ha generato” ha detto Pellegrini. Qual è il valore aggiunto di appartenere a Cna? Essere un gruppo importante, non solo in momenti di crisi come questo. Quali sono i risultati raggiunti? Aver aggregato aziende che prima non erano rappresentate in Cna. Voglio continuare su questa strada. Di cosa ha bisogno il settore in questo momento? Di liquidità e di certezza degli incassi. Non siamo mai sicuri dei pagamenti. Risolte queste cose, tutti potremo volare. Parliamo di tasse. Un mio dipendente, facciamo un esempio, prende 1300 euro e io ne do altrettanti allo Stato. Io voglio continuare a pagare quello che sto pagando, non chiedo sconti, ma di poter dare al mio dipendente 1800. Questo metterebbe in moto tante cose: prima di tutto il potere d’acquisto di quella persona. Qual è il valore della piccola azienda? Abbiamo preso il posto delle grandi famiglie allargate: in un’azienda piccola come le nostra il rapporto interpersonale è fondamentale. Si conosce tutto dei dipendenti, che diventano come una famiglia: se ha un mutuo, se ne diventa il testimone di nozze, gli si tiene il bambino quando gli nasce. Come fai poi a dirgli: “c’è troppa crisi, ti lascio a casa?!”. Meriti e demeriti del suo mandato? Da una parte sono contento perché all’inizio ci contavamo sulle dita di una mano. Adesso siamo cresciuti, ma è sul tipo di aggregazione che intendo spendermi al massimo. La partecipazione è sempre difficile, ci sono tanti impegni, il lavoro assorbe quasi tutto il tempo e non ne resta per fare vita associativa. Ma quando partecipano, gli imprenditori, poi non vorrebbero più andar via, tante sono le buone idee che si rincorrono in quegli incontri. E che portate in azienda diventano ricchezza. CNA Comunicazione e Terziario: Arti grafiche Responsabile: Federico Bottura Per informazioni: bottura@cnapmi.com; tel: 06 57015806 11


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Costruzioni. Carlo Bellioni: le Tre ‘R’ per rilanciare l’economia del territorio “Superare l’individualismo e fare squadra” parte da questa idea Carlo Bellioni, ingegnere, legale rappresentante di Larchitrave srl, azienda familiare, costituita nel 1994 con i fratelli, eletto neopresidente dei Costruttori della Cna di Roma. Qual è il valore aggiunto di appartenere alla Cna? La Cna è un interlocutore autorevole, oltre che una famiglia dove ciascuno di noi trova una forte rappresentanza di interessi. Quali sono i problemi aperti per la categoria? Il costo della manodopera e del lavoro in generale. La troppo evidente tendenza ai maxi appalti e la scarsa attenzione alle pmi. Nel corso della campagna elettorale si è parlato molto di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. È la volta buona per ripartire davvero su questo fronte? Ce lo auguriamo. Da parte nostra non smetteremo di sollecitare politiche di sostegno ai diversi interlocutori. Il mercato irregolare è una piaga sul fronte dell’edilizia? Il lavoro portato avanti con personale non in regola, che non rispetta le norme di sicurezza, non implica solo problemi di legalità, ma anche un’offerta di scarsa qualità. Anche per l’utente… Certo: c’è il rischio di incorrere in sanzioni in caso di infortunio. E soprattutto chi opera nella legalità lavora meglio. Un imprenditore serio ci tiene anche a fare un buon prodotto, diversamente da chi specula. Che cosa è mancato in questi anni al mercato dell’edilizia a Roma? La crisi ha comportato una riduzione degli appalti dal pubblico e dal privato. E poi c’è la grave piaga dei ribassi ingiustificati. Sul fronte del recupero dei beni culturali? Mancano i fondi. Sicuramente il project financing, tra tutte le tipologie di contratti di collaborazione, è quella che dà più opportunità. È uno strumento utile per le pmi, noi lo stiamo studiando anche attraverso il ricorso al consorzio. Molte imprese sono spaventate all’idea di affrontare nuovi mercati da sole, ma pensano anche di non avere le forze per ricorrere a questi strumenti. E invece sono una grande risorsa: un imprenditore dovrebbe cercare di essere meno individualista, di unirsi agli altri. E l’associazionismo è un tema verso il quale gli imprenditori dovrebbero essere più sensibili. CNA Costruzioni e Impianti: Costruzioni Responsabile: Paolo Marongiu Per informazioni: marongiu@cnapmi.com; tel: 06 57015212 12


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Impiantisti. Claudio Di Simone: formiamo i giovani, per dargli un futuro Claudio Di Simone, titolare di Di Simone Eurimpianti srl, attiva da 35 anni nel settore degli impianti di riscaldamento e condizionamento, è stato confermato presidente dell’unione Impiantisti. Qual è il valore aggiunto di appartenere a un sistema come Cna? Abbiamo una rappresentanza costituita da un nucleo molto forte che garantisce grandi professionalità ed esperienza. Faccio un esempio: della sicurezza della mia azienda non posso occuparmi da solo. Avrei dovuto delegarlo a ditte esterne, ma l’idea di affidarla a Cna mi dà più sicurezza. Obiettivi futuri e cosa puoi dire di aver raccolto fino a oggi? Abbiamo portato avanti tante battaglie, ad esempio nei confronti di alcune società di controllo. Da soli, gli impiantisti, non avrebbero ottenuto gli stessi risultati conseguiti tutti insieme. Scegliere Cna è una garanzia in più verso l’utente finale? Certamente. Criticità che riguardano il settore? Il problema del lavoro: ce n’è poco e per quel poco che abbiamo, avere i pagamenti è diventato difficile. E poi, per molti lavori, come la sostituzione di caldaie, l’installazione di pannelli, dobbiamo anticipare noi i fondi. E per ottenere quanto dovuto, soprattutto dal pubblico, dobbiamo aspettare mesi. E le banche ci chiudono la porta in faccia. Senza contare gli studi di settore, che sono aggiornati a cinque anni fa. Eppure, tenete duro... Abbiamo cercato di non licenziare, facendo sacrifici immensi, sperando che ripartisse il lavoro. Stiamo tenendo duro ma non ce la facciamo più. Cosa chiede alla futura amministrazione? Chiederei di rivedere i prezzi per chi fa interventi nel centro storico, visto che c’è una tassa pesante di circolazione. Nel prossimo mandato? Suggerirei ai colleghi di prendere stagisti dalle scuole di formazione e avviarli all’apprendistato in azienda. Così, in qualsiasi momento avessimo bisogno di qualcuno, lo troviamo già in parte formato. Non costa nulla e si possono fare convenzioni con le scuole. CNA Costruzioni e Impianti: Impiantisti Responsabile: Paolo Marongiu Per informazioni: marongiu@cnapmi.com; tel: 06 57015212 13


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Federmoda. Emy Fabbri: non riesco ad essere pessimista “Penso di poter dare tanto, da testimone di lungo periodo del mondo della moda, ad altissimo livello. Voglio mettere la mia conoscenza al servizio di chi vuole imparare, provando ad allargare i loro orizzonti” così Emy Fabbri, eletta presidente di Federmoda Cna di Roma. Modellista e premiére, Emy ha iniziato la sua attività nel 1985 in un’accademia torinese. Oggi è titolare di un atelier a due passi dal Pantheon. Ha lavorato gomito a gomito con i più grandi stilisti italiani e stranieri. Le sue conoscenze, al servizio di tutti. La Cna può essere un buon tramite per trasferire le sue esperienze? In Cna si possono coltivare relazioni e questo difficilmente avviene fuori. L’artigiano e lo dico da artigiana, non ha mai tempo. Si chiude nella sua bottega, guardando con diffidenza alle innovazioni. Questo approccio è sbagliato e non porta risultati. Io mi rivolgo a chi vuole ascoltare: ho alle spalle mie mille esperienze, in tante città. Ho lavorato con grandi stilisti, ho interesse ad avere nuove conoscenze. Perché è dannoso l’individualismo dell’artigiano? Perché non si evolve. Siamo spesso schiavi del perfezionismo, ma questo ci porta a chiuderci alle novità, dentro ai vecchi schemi. Aprirsi verso l’esterno, invece, è un’opportunità per tutti. Per chi fa l’artigiano, e per chi vorrebbe diventarlo. Far incontrare diverse specialità è un modo per dare lavoro a chi sa fare cose diverse. Io stessa, nel mio atelier, preferisco dedicarmi a qualcosa che mi piace di più e delegare a qualcun altro quello che non ho tempo o voglia di fare. Io credo moltissimo nel lavoro di équipe. Ho lavorato a Milano negli anni ’80, quando è nato il prêt-à-porter: lì ho assorbito il valore degli scambi e il principio per cui nessuno è più bravo dell’altro. Nessuno deve sentirsi migliore di un altro, tutti devono contribuire con le proprie idee. Dove l’ha portata il grande desiderio di comunicare la sua esperienza? Collaboro con alcune accademie di moda. Mi interessa poter trasferire nel reale tutto quello che nella moda è teoria. Ho girato molto, sono curiosa. Agli allievi trasferisco tutto quello che ho acquisito negli anni. Mi sento responsabile di fare qualcosa. Cosa consiglia a un giovane che volesse intraprendere questa strada? Che deve sgobbare, essere curioso, guardare le vetrine, farsi venire mille idee, leggere. Saper recepire messaggi e stimoli. Alla base di tutto deve esserci un grandissimo amore. Lo stilista deve tornare a essere quello che era una volta. Deve imparare a conoscere i materiali, a cucire, a fare il modello e a specializzarsi. Certo, alla base di tutto deve esserci la qualità. Quello che io dico sempre ai miei studenti è che se metti sul mercato un prodotto scadente, il tuo mercato è morto prima ancora di cominciare l’avventura. Le difficoltà del mercato quali sono? Il mercato è saturo, ci sono i marchi della grande distribuzione che ricopiano i modelli dell’alta moda e intercettano chi ha sempre meno disponibilità economica. La crisi è evidente. Ma chi come me è riuscito nel tempo a crearsi una piccola nicchia continua a lavorare come sempre. Questo non vuol dire che non ci sia ricambio tra la mia clientela: io vado avanti molto con il passaparola, che resiste finché riesco a garantire la qualità. CNA Costruzioni e Impianti: Costruzioni Roma Responsabile: Maria Paola Marta Per informazioni: martapaola@cnapmi.com; tel: 06 57015701 14


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TRASPORTI. Roberto Orlandi: calo consumi e caro carburante le emergenze del settore Roberto Orlandi, titolare di un’attività di trasporto conto terzi, è stato confermato Presidente di Cna FITA. “Intorno a me vedo tanti imprenditori che, nonostante le difficoltà, hanno ancora voglia di cambiare lo stato di cose, di guardare avanti” ha detto Orlandi. “Il nostro settore soffre, tra le altre cose, per via della crisi dei consumi, calati del 30%, e del caro-carburante. Su questo è necessario attivare politiche di sostegno. Mi farò portavoce, per la categoria, di queste priorità”. Cosa direbbe a un imprenditore non associato per spiegargli l’importanza di essere in Cna? L’associazione è importante per confrontarci tra di noi e con chi lavora in altri settori. Con Cna troverebbe strade alternative che non ha mai battuto, per crescere e per cogliere preziose informazioni. In Cna si possono mettere in moto collaborazioni preziose. Quali sono le criticità, in questo momento, per il settore? Molte imprese hanno dovuto decidere di chiudere per via della concorrenza sleale, della scarsa rimuneratività, legata all’aumento dei costi di esercizio, che sono raramente adeguati alle tariffe dei noli, soprattutto per via dell’aumento del costo del carburante. Per uscirne, è importante unirsi, aggregarsi in modo che si crei una maggiore capacità contrattuale e di controllo dei costi. Il calo dei consumi ha avuto effetti negativi sul vostro comparto? Certo, sono diminuiti del 30%, con contraccolpi pesanti sulla movimentazione delle merci. Le più deboli hanno chiuso, solo le più grandi, che potevano diversificare, sono sopravvissute. Quello che fate è percepito come un lavoro molto duro, è così? Duro e di grande responsabilità: noi dobbiamo garantire che la merce arrivi. La merce ha una filiera lunghissima e tutti i passaggi devono rispondere a esigenze molto diverse. Come si può migliorare? Migliorando le infrastrutture e la logistica: noi faticheremmo di meno e si garantirebbe più efficienza. C’è partecipazione alla vita associativa? Vedo tanta gente che ha voglia di lavorare e ha desiderio di comunicarlo ad altri. Si può migliorare, ma la grande partecipazione all’assemblea che si è svolta a giugno dimostra che i presupposti ci sono. CNA Trasporti Roma Responsabile: Antonio Migliaccio Per informazioni: migliaccio@cnapmi.com; tel: 06 57015807 15


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Produzione. Michelangelo Melchionno: spazi adeguati per creare ricchezza “Semplificazione burocratica, accesso al credito, associazionismo, aree produttive e norme sulla sicurezza sono le priorità del settore su cui mi impegnerò”: questa la ricca agenda di Michelangelo Melchionno, titolare di una falegnameria artigianale di seconda generazione, neopresidente di Cna Produzione. Qual è il valore aggiunto di appartenere ad un’associazione come Cna? Avere più forza per risolvere problemi comuni. Anche per questo è importante essere in molti a partecipare alle iniziative dell’associazione: più saremo più potremo contare quando incontreremo gli interlocutori istituzionali. Il credito è una questione trasversale a tutte le unioni… Per questo è bene sfruttare a fondo le potenzialità di Coopfidi, il nostro confidi unitario, per sostenere noi artigiani nel momento in cui ci sediamo davanti a una banca per chiedere un finanziamento. Altro tema è la possibilità di ottenere strumenti finanziari di nuova generazione: penso ad esempio a quelle linee di credito dietro cui sussiste una garanzia non legata alla redditività (in caduta libera, di questi tempi), ma al patrimonio: capita spesso che un’impresa si veda chiudere i rubinetti nel momento in cui presenta i risultati dell’attività dell’anno precedente. Ma magari quella stessa impresa può vantare immobili in garanzia, su cui sceglie di rischiare pur di salvare l’azienda. Non si può chiudere la porta, di fronte a casi come questi… Semplificare si può? Si deve: bisogna per esempio eliminare inutili duplicazioni e le sovrapposizioni di competenze amministrative. Un esempio per tutti? Il Durc. La posta certificata è un esempio virtuoso? Potenzialmente sì. Ma se poi, per avere il Durc, devo andarmelo a prendere allo sportello o l’ufficio competente deve spedirmelo per posta, la posta certificata a cosa serve? Le piccole aziende chiedono semplificazioni. Anche le grandi lo fanno. Le esigenze sono molto diverse? La legge 81/08 sulla sicurezza prevede norme identiche per tipologie diversissime di attività. Come si può pensare di chiedere gli stessi requisiti sulla sicurezza a piccoli artigiani, che lavorano in laboratori di poche decine di metri quadri, e a grandi industrie? Vi si chiede di tener duro, ma come fare? Soprattutto “dove” farlo: mancano gli spazi produttivi. Siamo costretti a lavorare nei garage, o nei sottoscala. Non solo per garantire le produzioni, ma per assicurare la sicurezza e la salute dei cittadini. Su questo la richiesta è chiara: recuperiamo spazi dismessi. Roma ne è piena. CNA Produzione Responsabile: Sabina Russillo Per informazioni: russillo@cnapmi.com; tel: 06 57015617 16


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Autoriparazione. Angelo Alessandrelli: prima c’erano le vie artigiane, oggi le reti “In questi anni abbiamo inaugurato un percorso che ci ha portato a importanti risultati. Ora il mio obiettivo è continuare a crescere e contare sempre di più, facendo comprendere che la nostra partecipazione ai tavoli non deve essere intesa come una testimonianza della realtà, una pura constatazione. Quei tavoli si trasformino davvero in tavoli di concertazione” così Angelo Alessandrelli, autoriparatore e titolare di una carrozzeria, in origine gestita dal padre e in cui ha iniziato a operare a 15 anni come apprendista. Alessandrelli è stato confermato presidente di Cna Autoriparazione di Roma. Qual é il valore aggiunto di appartenere a Cna? Condividere, con realtá diverse, problematiche comuni e crescere attingendo da esperienze di altre categorie. Se dài e ricevi dagli altri, arricchisci la tua cultura. Quali sono le criticità per il vostro settore? La crisi ha portato a un abbassamento dei valori, si deve rivedere il modo di pensare. Molti hanno abbandonato la correttezza per abbracciare il mordi e fuggi. Parla dell’abbassamento degli standard di servizio? Sì. Si accontenta il cliente sul prezzo ma così facendo non gli si fa un servizio, ma un danno. Io questo lo definisco degrado morale. Un suo impegno personale? Favorire la conoscenza, l’interscambio di idee. Abbiamo ad esempio in cantiere uno strumento innovativo per fare assistenza e garanzia utilizzando procedure standardizzate. Ecco: questo é un esempio di come sia necessario saper guardare oltre per superare le difficoltà attuali. La crisi esaspera le difficoltà e rischia di aumentare l’individualismo? È un rischio che non possiamo permetterci. Dobbiamo coalizzare, vivere gomito a gomito con il collega, percepirlo come un’opportunità, non come un avversario. La rete sarà la versione moderna delle antiche vie artigiane. In cui si conviveva fianco a fianco coi chi faceva lo stesso lavoro. Adesso siamo fisicamente dispersi, ma abbiamo tanti strumenti per ritrovarci. CNA Servizi alla Comunità: Autoriparazione Responsabile: Claudio Capezzuoli Per informazioni: capezzuoli@cnapmi.com; tel: 06 57015614 17


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Imprese di pulizia. Antonietta Montone: ci spostiamo mentre la città è ferma “Sono felice della fiducia accordatami. Cercherò di rappresentare al meglio il settore. In particolare affronterò con tutti gli altri associati le problematiche che oggi si presentano nel nostro mercato”: così Antonietta Montone, titolare di Centroservice srl, azienda con 42 dipendenti, è stata nominata coordinatrice dell’unione Imprese di pulizia Cna Roma. Qual è il valore aggiunto di appartenere alla Cna? Le nostre sono imprese che vivono di manodopera: per questo è molto importante avere, tramite l’associazione, una consulenza sul lavoro, soprattutto per le assunzioni, per essere indirizzati sulla miglior scelta da fare, in termini di personale e di eventuali agevolazioni all’assunzione. Quali sono le zavorre per un’azienda di pulizie, a Roma? Molte aziende non conoscono i meccanismi delle gare, serve assisterle per partecipare. E poi c’è il capitolo Consip: noi abbiamo costi di manodopera fissa, e questi bandi sono tutti al ribasso. E se si vince una gara, l’amministrazione paga puntualmente? No: siamo penalizzate anche noi per i ritardi dei pagamenti. Aspettiamo anche un anno per ottenere quanto ci è dovuto. Per questo io, personalmente, cerco di lavorarci poco. Spesso si maneggiano prodotti tossici o si ha a che fare con materiali di valore: computer, parquet. È importante averne consapevolezza? Può essere senz’altro utile organizzare dei corsi di formazione anche per gli addetti alle pulizie, per insegnar loro, ad esempio, come non farsi male utilizzando prodotti tossici, o non provocare danni ai materiali. È un lavoro duro: spostarsi da una parte all’altra della città, in orari difficili… Il vantaggio è di muoversi quando il resto della città è ferma: la mattina presto o la sera tardi. Se fatto bene è un bellissimo lavoro. L’importante è organizzarsi e mettere la testa in quello che si fa. Un’idea per il suo settore? Organizzarci in consorzi, mettendo insieme, ad esempio, un’impresa di pulizie, una che cura il verde e magari un tappezziere e un falegname per rispondere alle esigenze di chi ha bisogno di più servizi. CNA Servizi alla Comunità: Imprese di pulizia Responsabile: Claudio Capezzuoli Per informazioni: capezzuoli@cnapmi.com; tel: 06 57015614 18


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Tintolavanderie. Patrizia Astolfi: il prodotto artigiano, “mio” al 100% Un fatturato che, negli ultimi tre anni, è precipitato del 50%. Causa la crisi, ma soprattutto costi di gestione che non lasciano scampo: a denunciarlo è stata Patrizia Astolfi, titolare dell’impresa Senza Macchia, eletta presidente dell’unione Tintolavanderie Cna Roma. Quali sono le difficoltà per il settore oggi? È necessario intervenire quanto prima per aiutare gli operatori a mantenere i macchinari in sicurezza. Il rischio di malattie professionali, nel nostro settore, è altissimo. Qualcosa è stato fatto con la legge approvata nel 2006. La legge prevede che in ciascuna tintolavanderia sia presente una figura tecnica responsabile, ma al momento non esiste alcun percorso professionale e l’attività non è in alcun modo riconosciuta. Continua a dilagare l’illegalità, l’evasione. E tutte le tintolavanderie che operano nel rispetto delle regole, intanto, continuano a pagare carissimo il peso della burocrazia. Quale capitolo pesa di più sulle casse della sua azienda? Prendiamo il caso dell’emissione di polveri sottili: mi sono adeguata a tutte le normative previste dal Sistri, che poi non è mai partito. E intanto a noi non hanno ridato indietro niente. E così finisce che sui prezzi al pubblico restano pochi margini: come possiamo abbassarli se poi per la luce abbiamo tariffe altissime e i rifiuti li paghiamo addirittura due volte: quelli normali e quelli speciali! Per non parlare degli studi di settore: si basano sui consumi di energia, ma io qui, ad esempio, ho due tavole da stiro. Ne utilizzo una sola, perché di lavoro ce n’è poco. Poi, certo, il consumo di luce resta invariato. Non posso mica illuminare solo metà negozio… Senza risorse quali rischi si corrono? Rischi per la sicurezza, degli operatori e dei consumatori. Il percloroetilene, che serve per il lavaggio a secco, è una sostanza che utilizzata con macchinari a regola, all’avanguardia e con professionalità non crea alcun rischio. Diventa nociva se usata con macchinari fatiscenti. E allora perché non si è mai pensato di favorire con incentivi l’acquisto per il rinnovo di questi strumenti di lavoro? Tenere duro è necessario, soprattutto oggi… Quanto conta l’amore per il suo lavoro? Ci vuole un grande senso di responsabilità: tra le mie mani passano capi che hanno una storia. Oltre al valore intrinseco, c’è la componente emotiva. Magari mi portano un abito da cerimonia indossato per la prima volta 40 anni fa, tirato fuori da un vecchio baule per una grande occasione. La crisi è davvero dura, ma io non mollerò mai. CNA Servizi alla Comunità: Tintolavanderie Responsabile: Claudio Capezzuoli Per informazioni: capezzuoli@cnapmi.com; tel: 06 57015614 19


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Cultura e spettacolo. Giuseppe Viggiano: cultura, settore chiave per la città “Essere in Cna vuol dire entrare in contatto con molti imprenditori che affrontano la quotidianità di tematiche comuni.” Così Giuseppe Viggiano, titolare del Gran Teatro, rieletto alla Presidenza di Cna Cultura e Spettacolo. Qual è il valore aggiunto, per un’impresa, di appartenere alla Cna? Il punto di forza di questo raggruppamento, formalizzato da circa 2 anni e mezzo, è di affrontare le tematiche di un settore importante per l’economia della nostra città e della nostra regione. Essere in Cna vuol dire entrare in contatto con molti imprenditori che affrontano la quotidianità di tematiche comuni; avere servizi fondamentali per la vita delle imprese e poterli personalizzare in base alle proprie esigenze. Quali sono le priorità nella sua agenda? Ad esempio affermare il valore economico delle industrie culturali e creative. Il loro valore sociale è indiscusso e con il passare degli anni ha superato quella delle strutture sostenute dall’amministrazione pubblica. Tra le priorità c’è quindi quella di dare impulso a leggi e regolamenti che governino il settore, consentano programmazione, occupazione e investimenti. Quali sono i risultati più importanti conseguiti in questi anni? Cna Cultura e Spettacolo è oggi considerata una grande associazione datoriale nel modo dell’industria culturale e creativa. Questo riconoscimento ci ha portato a sedere in tutti i tavoli di concertazione e di formazione delle leggi e dei regolamenti a livello comunale e regionale. E’ stato instaurato un rapporto con la Camera di Commercio di Roma e, negli ultimi mesi, Cultura e Spettacolo ha realizzato due grandi appuntamenti di interesse pubblico: la presentazione di uno studio di Unioncamere sul valore dell’economia del nostro settore nella provincia di Roma e, in occasione delle ultime elezioni comunali, il confronto con i candidati a sindaco, con grande successo di partecipazione. Cosa possono fare le imprese per migliorare l’offerta della città e allargare la platea di destinatari a chi oggi è fuori dalla fruizione di cultura? Oggi più che mai investire nella formazione delle nuove generazioni è un elemento imprescindibile: alcuni sondaggi rilevano la poca partecipazione a molte delle attività. Perché l’intero settore dell’industria culturale e creativa possa ripartire, riaffermarsi ed allargare il proprio bacino, sarà molto importante ripartire da qui. CNA Cultura e Spettacolo Responsabile: Sabina Russillo Per informazioni: russillo@cnapmi.com; tel: 06 57015617 21


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Giovani. Sabina de Dominicis: non lasciamo invecchiare Roma “Il ruolo dei giovani a Roma e nel Lazio è diventato sempre più marginale: i titolari d’impresa under 30 rappresentano appena il 5% del totale; gli amministratori sono ancora meno, un misero 3%”: così Sabina de Dominicis, che gestisce insieme ad altri soci il Teatro Ambra alla Garbatella, eletta alla Presidenza di Cna Giovani Roma. Qual è il valore aggiunto di appartenere a un’associazione come Cna? In questo momento la presenza di un organismo di rappresentanza e supporto alle imprese giovanili come il nostro è diventato indispensabile. Io credo che la scelta associativa dimostri che una delle prime esigenze che abbiamo è quella di fare massa, di metterci in rete, di creare legami tra le nostre imprese per poter meglio affrontare competizioni che in un mercato globale non si possono vincere in solitudine. Quali sono i fattori di debolezza del sistema delle piccole e medie imprese? Senza dubbio la frammentazione e la piccola dimensione delle imprese. Per questo il primo passo da fare è proprio questo: lavoriamo insieme; favoriamo la comunicazione e i network tra imprese. Ma creiamo anche un nuovo rapporto tra imprese e istituzioni. Quali sono le priorità nella sua agenda? In questi anni ci impegneremo a creare e portare avanti il rapporto con le istituzioni, che non possono più essere impermeabili alle indicazioni che vengono dal mondo produttivo. Per fare politiche utili alle imprese è necessario coordinarsi, scegliere insieme come agire, su quali settori puntare e con quali strumenti. Le istituzioni devono essere in grado di coinvolgere lo straordinario tessuto di artigiani e piccole e medie imprese, che sono una risorsa insostituibile del nostro territorio. Credito e sostegno alle start up di imprese sono senza dubbio le priorità per il sistema. Cosa serve oltre a queste grandi emergenze? L’altro grande tema è quello del rinnovamento degli asset produttivi. Che è un tema ovviamente legato a quello del credito e degli investimenti, ma che, sono convinta, sia anche una questione di carattere culturale. E poi c’è il discorso legato a innovazione tecnologica ed e-commerce. Basti pensare ad esempio che solo il 55% delle piccole imprese investe più di un euro in tecnologia; solo il 7% ha destinato a questa voce oltre il 5% di fatturato (dati Unicredit). Occorre sostenere l’innovazione tecnologica delle imprese, soprattutto in fase di avvio, e favorire l’utilizzo dell’e-commerce. Associarsi, quindi, per conoscersi e scambiare esperienze? C’è una frase di Henry Ford che secondo me oggi è preziosa più che mai: “Unirsi è un inizio, restare insieme un progresso, lavorare insieme è la riuscita”. CNA Giovani Responsabile: Sabina Russillo Per informazioni: russillo@cnapmi.com; tel: 06 57015617 22


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Impresa donna. Maria Fermanelli: lavoriamo per non dover più parlare di imprenditoria femminile “Avremo centrato i nostri obiettivi quando potremo dire conclusa l’esperienza del Comitato: quando non ci sarà più bisogno di parlare di imprenditoria femminile, ma di imprenditoria e basta e questo avverrà quando le donne imprenditrici confluiranno naturalmente nei ruoli chiave”: così Maria Fermanelli, titolare dell’azienda Cose dell’altro pane, confermata portavoce del Gruppo di interesse Cna Impresa Donna. Qual è il valore aggiunto per un’impresa di appartenere alla Cna? Avere un luogo di scambio dove poter incontrare e relazionarsi ad altri imprenditori e allargare lo sguardo, la conoscenza. Grazie a Cna ho conosciuto i valori dell’associazionismo. Condividere vuol dire avere l’opportunità di far sentire la propria voce e di prendere coscienza del valore sociale che ciascun imprenditore ha. Insomma, fare impresa non è una missione da portare avanti singolarmente, ma da condividere con gli altri. Un’assemblea molto partecipata, metafora del peso che avete nel panorama imprenditoriale del territorio e del Paese… Siamo tante e più tenaci degli uomini e questo conta in un clima di sfiducia come quello che si respira oggi. Le donne sono più disincantate rispetto alla crisi. Perché per un’imprenditrice già riuscire a entrare nel gioco è di per sé un successo: gli ostacoli che ha dovuto superare sono molti più dei loro colleghi. Per noi il successo è molto meno scontato che per gli uomini: le loro aspettative imprenditoriali sono state sempre in miglioramento. Da portavoce del comitato, qual è il suo impegno? A questo punto abbiamo voglia di crescere, insieme agli uomini. Non c’è più il femminismo allo stato puro. Avremo centrato i nostri obiettivi quando potremo dire conclusa l’esperienza del Comitato: quando non ci sarà più bisogno di parlare di imprenditoria femminile, ma di imprenditoria e basta e questo avverrà quando le donne imprenditrici confluiranno naturalmente nei ruoli chiave. Sarà un processo naturale? No, non può esserlo. Pensiamo alla presenza delle donne nei ruoli di vertice: le quote rosa sono una punizione per non aver saputo garantire un’adeguata rappresentanza femminile. A nessuno piacciono, ma perché dobbiamo parlare delle quote e non dei motivi che hanno portato a quella punizione? Parliamo invece del fatto che il paese non percepisce l’importanza di valorizzare lo sforzo femminile. Come è cambiato il comitato in questi anni? Abbiamo deciso di ripensare al ruolo del Comitato: ognuna di noi può dare un gran valore perché è attiva in un settore particolare e presente all’attività dell’associazione. Questa “trasversalità” è la vera ricchezza. Può aiutare a far emergere schemi diversi di gioco, costruendo insieme un metodo per affrontare le cose, per veder emergere talenti che domani potrebbero essere i punti di forza per l’associazione. La rappresentanza si fa se è efficace lo sforzo per rappresentare le idee. CNA Impresa Donna Responsabile: Federico Bottura Per informazioni: bottura@cnapmi.com; tel: 06 57015806 23


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Industria. Anna Rizzo: insieme, per guardare oltreconfine “Il nostro punto di forza? Il gioco di squadra”: secondo Anna Rizzo, titolare di Rizzo Umberto Srl e confermata presidente di Cna Industria, è nelle persone il valore aggiunto di appartenere a Cna. “Grazie al reciproco rapporto di stima siamo riusciti a costruire molto in questi anni”. Cosa trova un’impresa in Cna? Tanti servizi e tanti strumenti: come quello per accompagnare le imprese all’estero. Oggi non esistono strade alternative all’internazionalizzazione: per restare sul mercato prima di tutto, e per provare a crescere, aggregandosi. Ma abbiamo bisogno di strumenti adeguati: le imprese possono scommettere sul proprio futuro, ma anche le istituzioni e il sistema bancario devono scommettere con loro. Come Cna continueremo ad accompagnare le imprese che vogliono fare il grande passo di superare i confini nazionali. Farsi conoscere può fare davvero la differenza? Noi avviamo un percorso. Le esperienze che proponiamo non solo iniziative una tantum: se accompagniamo le aziende lo facciamo perché possano presentarsi sui mercati esteri e poi rimanerci. Magari insieme ad altri: per questo le reti sono molto importanti non solo nella fase iniziale. Dove guardate? Ci sono mercati in grande espansione. In Europa, dove guarda al momento il 77% delle pmi che vanno all’estero, ma soprattutto fuori dall’Europa, dove ci sono mercati con trend di crescita altissimi. Nicchie molto lontane dove il made in Italy è in grande espansione, è molto apprezzato e valutato, molto ricercato. Bisogna conquistare quei Paesi. Ma per un’azienda da sola è impossibile farlo. Quali sono i punti nella sua agenda? Sicuramente ripeteremo la positiva esperienza delle giornate della cultura d’impresa che hanno riscontrato grande interesse tra gli imprenditori che spesso hanno poche nozioni di marketing o di lettura di bilanci. E sicuramente parleremo anche di reti. Cercheremo poi di sfruttare al massimo tutte le opportunità messe a disposizione dalle istituzioni. E non smetteremo di vigilare, insieme all’associazione, sul rispetto delle promesse fatte dalle istituzioni locali nei mesi scorsi. Le aziende hanno bisogno di sostegno, soprattutto sul fronte del credito. CNA Industria Responsabile: Sabina Russillo Per informazioni: russillo@cnapmi.com; tel: 06 57015617 25


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World. Indra Perera: la forza di una grande associazione per partire col piede giusto Indra Perera, dello Sri Lanka, titolare di un’attività commerciale, è stato confermato Presidente di Cna World. “Oggi è più che mai necessario superare le formule associative espressione esclusiva della propria comunità di riferimento”, ha detto Perera. “Apparentemente danno forza, ma nella realtà lo straniero che fa o vuole fare impresa si trova senza guida e riferimenti nel dialogo con le istituzioni”. Quali sono stati i risultati conseguiti in questi anni? Abbiamo dialogato con le istituzioni e, nello stesso tempo, reso visibile ai romani e alla politica questa realtà. Con le istituzioni abbiamo intrapreso un’intensa attività di relazione. Il nostro è un osservatorio privilegiato per monitorare come l’imprenditoria, costituita da noi immigrati, è cambiata in Italia e a Roma in particolare, e per vederne le prospettive, perché lo straniero che crea impresa vuole mettere radici e avere un futuro per sé e per i propri figli in questo Paese. La crisi ha colpito indistintamente le imprese. Ma l’imprenditoria straniera vanta dei punti di forza, quali sono? Nonostante un contesto italiano reso problematico dalla crisi, l’imprenditoria straniera è riuscita a rafforzarsi. I dati parlano chiaro: le imprese straniere sono in forte crescita, sebbene sfoltite da molte partite Iva che nella realtà mascherano lavoro dipendente, e da ditte individuali con titolari stranieri particolarmente colpite dalla recessione. Ma c’è di più: la diminuzione delle ditte individuali è stata compensata (e in parte spiegata) dall’aumento del numero di imprese più strutturate, organizzate ad esempio in società di persone o in società a responsabilità limitata. Il contributo degli stranieri al sistema delle imprese è dunque più che positivo. Gli immigrati sono spinti da motivazioni “forti”: la ricerca di indipendenza, la necessità di sostenere la famiglia, la voglia di valorizzare le proprie competenze per costruire un futuro diverso e migliore. Qual è il valore aggiunto di appartenere a un’associazione come Cna? Oggi è più che mai necessario superare le formule associative espressione esclusiva della propria comunità di riferimento. Apparentemente danno forza, ma nella realtà lo straniero che fa o vuole fare impresa si trova senza guida e riferimenti nel dialogo con le istituzioni e un contesto, come quello italiano, molto rigido per normative e leggi. Riferimenti e dialogo che si possono invece trovare in una grande associazione, come Cna, che rappresenta tutta l’imprenditoria ed è anche capace di dare voce, tramite una struttura dedicata, agli interessi e alle esigenze di noi imprenditori immigrati. Come ci si finanzia per iniziare un attività commerciale e come va sul fronte del credito bancario? L’accesso al credito è molto limitato per uno straniero che voglia iniziare una attività in Italia. Le banche non sono in grado di offrire il credito minimo necessario per lo start up di un’ attività commerciale. La maggior parte dell’imprenditoria immigrata si autofinanzia; riceve aiuti dai propri parenti e dai connazionali. Un’opzione vantaggiosa per le istituzioni che non hanno l’onere di dover investire sull’imprenditoria straniera, ma che contribuisce a creare o perpetuare lo schema delle comunità chiuse e auto-riferite e a dar vita a ghetti socio-economici in cui la gestione del denaro le conseguenti rimesse per l’estero avviene al di fuori del controllo dei canali legali e ufficiali. Un aiuto iniziale può bastare? Dopo la partenza serve l’assistenza. Per un imprenditore iniziare non è tutto: serve un continuo supporto, soprattutto oggi. CNA World Imprenditoria straniera Responsabile: Claudio Capezzuoli Per informazioni: capezzuoli@cnapmi.com; tel: 06 57015614 26


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Città storica. Giulio Anticoli: la ricchezza di Roma per la ripresa Giulio Anticoli è il primo Presidente di Cna Roma Città Storica. Anticoli è titolare di Kent, negozio di abbigliamento e confezioni di seconda generazione, attivo dal 1955 e da allora dotato di un comparto di sartoria per camiceria e abiti. “Cna Roma Città Storica nasce da un lavoro fatto con la Cna, culminato oggi con un gruppo di presidenza rappresentato da artigiani e commercianti di altissima qualità. L’obiettivo è attivare politiche mirate per il centro storico che riqualifichino il territorio e agevolino l’attività delle pmi dell’artigianato, dalle quali dovrebbe ripartire l’economia locale e nazionale” ha detto Anticoli. Qual è il valore aggiunto di appartenere a Cna? Di far parte di un gruppo di migliaia di aziende del territorio e avere una rappresentanza sindacale molto importante; di riuscire a interfacciarsi in modo autorevole con le istituzioni e perché Cna ha sempre operato in tante azioni per la salvaguardia e lo sviluppo delle piccole e medie imprese e dell’artigianato artistico. Un suo impegno personale? Creare le condizioni per agevolare le piccole e medie imprese per portare avanti il ruolo che hanno sempre svolto: rilanciare l’economia nei momenti difficili. Quanto è più vero nel vostro caso il principio per cui l’unione fa la forza? Per rafforzare l’importanza dell’unione è necessario lavorare molto per superare l’individualismo. Serve compattezza e condivisione di obiettivi comuni. Il primo obiettivo che si proponi di realizzare? La segmentazione del territorio per promuoverlo nei confronti dei turisti e dei romani stessi. Con Botteghiamo lo abbiamo fatto con i rioni Parione, Monti e Regola. Ora penseremo a estenderlo ad altri. Quali sono le criticità da affrontare in questo momento? La situazione resta pesante, ma l’economia ripartirà da artigiani e commercianti che oggi si trovano a dover affrontare problemi gravi, come il caro affitto, che porterà molte imprese a chiudere e così perderemo una parte del nostro tessuto. Per ripartire abbiamo bisogno del sostegno dell’amministrazione che deve supportarci con norme ad hoc e con politiche di valorizzazione. CNA Città storica Responsabile: Antonio Fainella Per informazioni: fainella@cnapmi.com; tel: 06 57015604 27


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Creatività e Innovazione. Gabriele Valli: drivers di sviluppo del territorio Industria Creativa e Culturale è un comparto importante per il benessere delle economie sviluppate. Per questo Cna ha dato vita a Cna Creatività e Innovazione. Gabriele Valli, Presidente di Informale, è stato eletto Coordinatore. “Questo settore nasce per dare forza a un comparto che al momento non trova rappresentatività esplicita” ha detto Valli. “Sono imprese che nascono per rinnovare il panorama complessivo dell’economia del territorio, anche, e soprattutto, le pubbliche amministrazioni”. Da quali presupposti nasce Cna Creatività e Innovazione? Cito Henri Poincaré: “La Creatività è la capacità di unire elementi esistenti, con connessioni nuove, che siano utili a qualcuno”. Nuovi modelli organizzativi insieme alle nuove tecnologie non solo possono influire positivamente sul conto economico di molte aziende, ma possono migliorare anche la vita dei cittadini e delle imprese, grazie ad una pubblica amministrazione più efficace, efficiente e trasparente. Partiamo da qui. A che tipo di aziende vi rivolgete? Tra le altre, a chi opera nella pubblicità, nell’architettura, nel design, nell’audiovisivo, nel software e nell’editoria. Come superare la vecchia convinzione per cui con la cultura non si crea ricchezza? In un vero mercato l’innovazione e la creatività diventano fattori di competitività dei sistemi economici e delle stesse imprese. Tutte le imprese di tutti i settori hanno bisogno di coltivare la creatività per innovare e competere, ma ci sono delle imprese che sono più di altre portatrici di creatività nel mercato e nel sistema. È per dar loro voce che avete creato questo coordinamento? Sono loro i potenziali driver per lo sviluppo del territorio: le oltre 10 mila aziende a Roma del comparto che, a livello europeo, contribuiscono al 2,6% del Pil ed offrono lavoro di qualità a 5 milioni di persone. Uno spot per i primi cento giorni? Pochi convegni e seminari tradizionali! Incontriamoci, sì, ma negli spazi di coworking, nei momenti conviviali. Da lì sì che nascono idee creative e innovative. CNA Creatività e Innovazione Responsabile: Antonio Fainella Per informazioni: fainella@cnapmi.com; tel: 06 57015604 28


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Professioni. Alessandro Tamino: grazie a Cna, riordino delle professioni senza albo “La Cna è un prezioso strumento per diffondere a macchia d’olio e valorizzare lo straordinario patrimonio di esperienze comuni” così Alessandro Tamino, psichiatra, Arte Terapeuta e rappresentante delle associazioni professionali degli Arti Terapeuti: APIART (Associazione Professionale Italiana degli Arte Terapeuti) e ARTE (Associazione per la Ricerca nelle Terapie Espressive) e nuovo portavoce di Cna Professioni. Qual è il valore aggiunto di appartenere alla Cna? Cna Professioni nasce dal matrimonio tra Assoprofessioni, il più qualificato consorzio delle associazioni dei professionisti non ordinistici e Cna. Tanto per cominciare, senza la potenza di fuoco di Cna non saremmo mai riusciti a portare a casa l’enorme risultato dell’approvazione, in “zona Cesarini” dell’ultima legislatura, della legge (N°04 del 14 Gennaio 2013) sulle professioni, fino ad allora, non regolamentate. Questa legge finalmente metterà ordine nel settore delle professioni non ordinistiche. Che cosa cambierà quindi con la nuova legge? I cittadini utenti di servizi (cioè tutti, ma proprio tutti gli italiani) avranno finalmente strumenti certi per orientarsi nella scelta dei professionisti, di tutti i professionisti, non solo quindi di quelli che abbiano un ordine e un albo. Dal canto loro anche i professionisti che non hanno un ordine e un albo saranno più tutelati nei confronti di chi opera selvaggiamente al di fuori delle regole. Tutto questo può aiutarci a superare questa fase di crisi economica? Certo. Noi tutti siamo consapevoli che il nostro paese sta attraversando una grave crisi economica, morale e culturale. E sappiamo anche che questa crisi non è contingente ma strutturale. Non torneremo mai a come si stava una volta. Nel bene e nel male. Quali sono gli obiettivi del suo mandato? Valorizzare le esperienze più creative e valide delle professionalità che rischiano di non essere messe nelle condizioni di dare il loro contributo alla ripresa economica, culturale e morale del nostro paese. Qualche esempio? Nella nostra città si stanno sviluppando esperienze che potrebbero rivoluzionare il mercato del lavoro, come il ruolo del mondo web per rendere più facile la scelta del professionista giusto o per accorciare la filiera della commercializzazione o, ancora, il co-working o il ruolo delle cooperative in cui i disabili si trasformano da onere in risorsa. CNA Professioni Responsabile: Cristoforo Battaglia Per informazioni: battaglia@cnapmi.com; tel: 06 570156232 29


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Area Litorale. Lorenzo Agostinelli: dalla nautica opportunità di occupazione “Un posto barca genera dai tre a cinque posti di lavoro. Dietro un cantiere c’è tanto lavoro artigianale. Rilanciare la nautica vuol dire creare opportunità di occupazione e di sviluppo per tutto il territorio” così Lorenzo Agostinelli, titolare del cantiere navale Agostinelli eletto presidente di Cna Litorale Roma. Lorenzo Agostinelli è stato eletto Presidente. “Appartenere a Cna vuol dire far parte di una grande famiglia, fare fronte comune su tanti temi di interesse per le imprese”. Quali sono le criticità emerse sul territorio e per la nautica, settore chiave per quest’area? Nel corso del convegno abbiamo esposto i problemi che ci affliggono: la burocrazia (in primis le concessioni demaniali), l’istituzione dell’area di riserva naturale del litorale romano che ha messo in discussione l’attività di strutture preesistenti: siamo su quest’area da 60 anni e nel 1996 sono state cambiate tutte le carte in tavola. Abbiamo pieno rispetto per l’ambiente, ma come facciamo a garantire la nostra attività? Infine la difficoltà di accedere al credito. La crisi dei consumi ha messo in ginocchio il settore… Per la nautica è un periodo difficile: crisi dei consumi, provvedimenti che hanno “criminalizzato” il possesso di una barca. Quando poi dormire in un hotel di lusso costa quanto noleggiare un posto barca. Che tra l’altro genera tre posti di lavoro nell’indotto. Purtroppo in Italia stanno chiudendo più della metà delle aziende che producevano barche e quelle di manutenzione hanno ridotto la capacità occupazionale. La tradizione nautica del territorio può essere una risposta alla crisi? Fiumicino è una realtà difficile, ma a salvarla, rispetto ad altre realtà italiane, è il fatto che i cantieri hanno delle maestranze di altissimo livello. Su cosa lavorerete rispetto alla nuova amministrazione cittadina? Il nuovo sindaco ha posto l’accento sul problema del vetusto ponte levatoio che, ha promesso in campagna elettorale, andrebbe sostituito da un sottopasso. Speriamo di poterlo vedere prima possibile. C’è poi il dragaggio dell’uscita del Tevere alla foce di Fiumana Grande. Obiettivi per il suo mandato? Cercherò di stare vicino a tutte le aziende a cui servirà una mano, per quanto possibile. Cercheremo di lavorare con l’amministrazione a stretto contatto e chiederemo di creare un tavolo permanente per la nautica. Avere delle strutture recettive adeguate significa portare turismo? Certo. Su questo servono finanziamenti: mentre noi abbiamo delle difficoltà di accedere al credito, altre regioni hanno addirittura finanziamenti a fondo perduto. Eppure investire su questo settore significa portare davvero sviluppo: la nautica è una vera e propria filiera. Una barca non fa lavorare solo il cantiere, ma l’officina meccanica, il fabbro, il tappezziere, il falegname e così via. Un posto barca fa lavorare due-tre persone: la nautica è fatta di cantieri e di artigiani che supportano il lavoro. CNA Area Litorale Responsabile: Federico Bottura Per informazioni: bottura@cnapmi.com; tel: 06 57015806 31


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Area Nord Est. Adele Minestrini: scopriamo la ricchezza del nostro territorio Adele Minestrini, titolare di Pubblidada, è stata eletta Presidente della Cna Area Nord Est. “Vent’anni fa si diceva che l’artigianato sarebbe stato spazzato via, a beneficio delle grandi industrie: è quello che sta avvenendo purtroppo, sotto i nostri occhi” ha detto Minestrini. La formazione è una strada su cui investire? Formazione e cultura sono l’essenza per la vita delle imprese. Ogni piccola impresa deve ormai comprendere che l’economia è cambiata, deve studiare le strategie per adeguarsi al cambiamento e non farsi trovare impreparata. Serve affrontare questo con determinazione e preparazione, insistendo su un consolidamento strutturale, innovazione, ricerca, ottimizzazione dei processi, riduzione dei costi. Abbiamo bisogno di strumenti e di risposte che ci facciano guardare avanti. Quello che mi sta a cuore è fare di tutto per non far morire l’artigianato, proteggiamo il Made in Italy. Con la globalizzazione siamo stati copiati, con scarsa qualità e a basso costo penalizzando il nostro PIL. Bisogna investire creando consorzi, ad esempio, per poter far sì che il nostro territorio si sviluppi ancora di più. Nella nostra area abbiamo realtà di altissimo livello, spesso sconosciute. Vanno rilanciate. Non meno importante è lavorare sul rilancio del turismo per lo sviluppo del nostro territorio, promuovendo nuovi modelli di marketing territoriale. Rilanciare il patrimonio delle bellezze locali attraverso la valorizzazione ristrutturazione e conservazione dei beni culturali, basti pensare quanto la nostra zona sia ricca di castelli. Quali sono le criticità del sistema imprenditoriale del territorio? Il rapporto con le banche, che non guardano allo storico delle imprese, impedendo così il rilancio degli investimenti. Più elasticità e valutazione dei progetti, basta rating e Basilea2. Servono più aiuti alle imprese e non ammortizzatori sociali. Mancano opportunità a misura di Pmi, che rappresentano oltre il 90% del tessuto economico nazionale, ma continuano a essere emanati bandi per le grandi imprese, spazzando via le piccole già penalizzate dal calo dei consumi provati. E così restano tagliate fuori dall’unico mercato su cui poter puntare in questo momento. Dove produrre? Anche questa è una priorità? La provincia potrebbe offrire diverse aree produttive, che invece oggi sono destinate all’abbandono. Si preferisce far deteriorare una struttura, piuttosto che darla in mano agli artigiani sempre più trascurati, che invece potrebbero costituire consorzi filiere. Da soli del resto non andiamo da nessuna parte. Ma si deve partire dalle politiche: non più individualiste, ma di rete. Solo così, in questo momento, l’artigiano può emergere: con una politica di accorpamento. Pur mantenendo una propria identità. Mettersi insieme, fare rete, può essere una soluzione? Credo molto nelle sinergie tra imprese, nella collaborazione. Personalmente ho fatto esperienza e posso testimoniare che si può fare a tutto vantaggio del proprio business. CNA Area Nord Est Responsabile: Antonio Migliaccio Per informazioni: migliaccio@cnapmi.com; tel: 06 57015807 33


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Area Sud. Luciano Peduzzi: sosteniamo le buone idee “Viviamo un cambiamento strutturale. Se non diamo risposte concrete utilizzando nuovi linguaggi e nuovi modelli, rischiamo di rimanere impantanati nelle promesse di un presente che non guarda avanti” questo l’invito rivolto agli imprenditori da Luciano Peduzzi, titolare di una falegnameria artigiana, confermato presidente di Cna Area Sud. “Artigiani, commercianti e piccoli e medi imprenditori sono consapevoli della responsabilità che ogni giorno devono sostenere. L’auspicio è che questo senso di responsabilità sia condiviso anche da coloro che possono decidere. A tutti i livelli: dal Governo centrale agli amministratori locali” dice Peduzzi. Qual è il valore aggiunto di appartenere a un’associazione come Cna? Significa avere un punto di riferimento per ogni tipo di problema e poter usufruire di molte opportunità. Non essere solo. La Cna è l’associazione che lavora per mettere in rete le diverse realtà del territorio. L’imprenditore che non sfrutta questa grande risorsa, perde un’occasione. La rete come modello: come metterlo in pratica? In tre modi. Innanzitutto come modello di relazioni, di business, di integrazione e sviluppo territoriale; come luogo di incontro per condividere progetti e idee, evitando di lasciare l’imprenditore solo ad affrontare il contesto di difficoltà economico-sociale del Paese. Poi come rete di business: incontro tra le imprese per attività economiche attraverso le diverse forme di aggregazione (contratti di rete, ATI, consorzi, collaborazioni progettuali). Infine come rete di integrazione e sviluppo territoriale: affrontare le esigenze e le opportunità territoriali in termini di azioni condivise tra Comuni, Regione, realtà territoriali, aree produttive e filiere produttive. In questo contesto di difficoltà, in cui c’è una competizione sempre più internazionale, la rete sta diventando una necessità per noi piccoli e medi imprenditori. Quali sono gli impegni che assumerà il nuovo gruppo dirigente? Abbiamo fatto una scelta di continuità, allargando il numero degli imprenditori nella Presidenza in una logica di rappresentanza territoriale. Dobbiamo affrontare le sfide future con entusiasmo, responsabilità e determinazione. Serve poi far emergere le criticità dei diversi territori dell’area e insieme trovare possibili soluzioni. Vogliamo promuovere una Cna aperta e dinamica, che sia vicina alle imprese e sostenga le buone idee. Un obiettivo personale? Continuare il buon lavoro realizzato fino a oggi e poter vedere negli occhi dei miei colleghi speranza e passione per il lavoro che svolgono. CNA Area Sud Responsabile: Valerio Galeotti Per informazioni: galeotti@cnapmi.com; tel: 06 57015712 35


CNA AREA METROPOLITANA DI ROMA Viale Guglielmo Massaia, 31 00154 Roma T.: 06 570151 (20 linee a.r.) F: 06 57015222 Email: info@cnapmi.com Website: www.cnapmi.org

AREA SUD Albano Laziale Via Vascarelle, 54 00041 Albano Laziale T.: 06 9304976 - 06 9305527 F: 06 9304330 Email: sedealbano@cnapmi.com

AREA TIBURTINA Tivoli - Villa Adriana Via Tiburtina,114 00010 Tivoli T.: 0774 381102 - 0774 381643 F: 0774 382187 Email: sedetivoli@cnapmi.com

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AREA TUSCOLANA Roma Tuscolana Via Vincenzo Lamaro, 15 (Centro Commerciale CinecittĂ 2) 00173 Roma T.: 06 2412803 - 06 2412606 F: 06 2412602 Email: sedetuscolana@cnapmi.com

AREA NORD Roma Prati Circonvallazione Clodia, 29 00195 Roma T.: 06 39751595 - 06 30610378 F: 06 39735368 Email: sedeprati@cnapmi.com

CNA POINT Piazzale Ionio Piazzale Jonio, 21 00141 Roma T.: 06 88640910 F: 06 88640946 Email: info@cnapoint.it CNA POINT Tecnopolo Tiburtino Via Giacomo Peroni, 400/402 (Pl. 2) 00131 Roma T./F: 06 45667042 CNA POINT Fiumicino Via del Serbatoio, 28/B 00054 Fiumicino T.: 06 81913571 CNA POINT Guidonia Via Numa Pompilio, 15 00012 Guidonia T.: 0774 344600

Cna Roma Notizie n.4 2013-Assemblea Elettiva Cna Roma  

Ci mettiamo la faccia: le interviste ai neopresidenti della CNA di Roma

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