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CNA Roma Notizie n. 1 del 11 Febbraio 2013 - Anno 10 Mensile Poste Italiane Spa - Sped. in abb. postale Dlgs n. 353/2003 (convertito in Legge n. 46 del 27 Febbraio 2004) Art. 1 Comma 1 - DCB Roma - CONTIENE I.P.


Anno 2013 - CNA Notizie Il Magazine della CNA di Roma

L'Associazione

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L’EDITORIALE REGIONALI 2013: LA NAVE RITROVI LA ROTTA di Erino Colombi Aspettano risposte concrete e non faranno sconti gli imprenditori del Lazio. A pochi giorni dal verdetto delle urne, chiedono ai futuri amministratori di garantire regole del gioco certe sullo scacchiere del mercato. Chiedono parità di condizioni, rispetto alle imprese delle altre Regioni, per fisco e credito. Abbiamo raccolto dalle imprese queste ed altre istanze e le abbiamo sottoposte ai candidati alla Presidenza. In questo numero di “CNA Roma Notizie” riportiamo le prime risposte raccolte. Sarà un utile documento per valutare i programmi in materia di economia e sviluppo del territorio. Ma servirà anche dopo, per verificare il rispetto delle promesse fatte. La futura guida della Regione troverà un’eredità pesante, frutto anche di un autismo istituzionale che denunciamo da tempo e i prossimi mesi saranno un banco di prova importante. Per questo abbiamo domandato a ciascun candidato quali saranno i primi provvedimenti da adottare. Non abbiamo mai mancato di passare in rassegna le mancanze della scorsa Giunta, ma ora guardiamo al futuro. Vigileremo attentamente sull’operato dei nuovi amministratori; verificheremo che ogni singola azione del prossimo governo regionale vada nella direzione dello sviluppo del territorio e non staremo a guardare. Nonostante la tempesta non sia passata, la nave deve ritrovare la rotta. Gli imprenditori non si accontenteranno di scialuppe di salvataggio. Vi auguro buona lettura, e

EDITO DA CNA ROMA Viale Guglielmo Massaia, 31 00154 Roma Tel. 06 570151 Fax 06 57015222 www.cnapmi.org info@cnapmi.com

DIRETTORE CNA ROMA Lorenzo Tagliavanti direzione@cnapmi.com

PROGETTO EDITORIALE Alexander Galiano info@galiano.biz

DIRETTORE RESPONSABILE Fabio Camilletti direzione@cnapmi.com

FINITO DI STAMPARE Febbraio 2013

REDAZIONE Maria Chiara Guglielmi guglielmi@cnapmi.com Paola Toscani toscani@cnapmi.com

vi invito a conservare questo prezioso documento, a futura memoria.

Il Presidente Erino Colombi

STAMPA Revelox - Roma

CNA Roma Notizie n. 1 del 11 Febbraio 2013 - Anno 10 Mensile Poste Italiane Spa - Sped. in abb. postale Dlgs n. 353/2003 (convertito in Legge n. 46 del 27 Febbraio 2004) Art. 1 Comma 1 - DCB Roma - Abbonamento annuale Euro 10,0 + quota associativa. - Registrazione Tribunale di Roma n. 67/04.

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Le proposte della CNA Lazio

10 idee per una Regione amica delle Imprese Credito, edilizia e investimenti in infrastrutture: ecco alcuni dei dieci capitoli che la CNA mette sul tavolo dei futuri amministratori per il rilancio del territorio e per una Regione amica delle imprese. Gli imprenditori chiedono di sostenere e accompagnare il territorio fuori dalla crisi con una nuova idea di politica economica a medio-lungo periodo; promuovere interventi urgenti per combattere la crisi finanziaria delle imprese; alleggerire la burocrazia e aumentare le opportunità. Per rilanciare l’economia del territorio serve un’amministrazione coerente con i principi guida dello Small Business Act lanciato nel giugno 2008 dalla Commissione Europea e aperta a una sana concertazione, con le organizzazioni di rappresentanza dell’artigianato e delle PMI. E’ opportuno istituire un unico tavolo di confronto per la PMI che superi la segmentazione settoriale (commercio, artigianato, industria, ecc.) per condividere e promuovere con l’Amministrazione un nuovo progetto unitario e coerente di sviluppo del territorio.

“Think Small First” (principio SBA)

“Think Small First” ovvero “Pensare innanzitutto in piccolo”: è questo il principio cardine introdotto dallo SBA per contrastare la perdurante crisi economica e la premessa che sta alla base delle dieci proposte. Perché riconoscere il protagonismo delle piccole 4

imprese è un primo importante passo per adottare politiche pubbliche adeguate ad accompagnarle nell’auspicabile fase di rilancio dell’economia. Lo Small Business Act deve essere adottato come sistema di riferimento dai diversi livelli di Governo, soprattutto da quello regionale. Solo così le norme, i regolamenti e i programmi possono essere concepiti e attuati nel rispetto delle esigenze e delle caratteristiche specifiche delle PMI del territorio. Il primo principio su cui declinare le nuove politiche di sviluppo economico e di sostegno alle piccole imprese a livello regionale è “Dar vita a un contesto più favorevole alla PMI che sia gratificante per lo spirito imprenditoriale”. Un obiettivo che si può raggiungere adottando ad esempio lo “Think Small Test”: uno strumento sistematico di monitoraggio e verifica d’impatto di tutti i provvedimenti che interesseranno le piccole imprese. E’ necessario creare le condizioni per garantire l’uscita dalla crisi e il recupero della competitività del sistema Lazio, rilanciando le micro e piccole imprese, fondamentali in questa fase di difficoltà dell’economia. Gli interventi mirati vanno quindi accompagnati da adeguate politiche che migliorino il contesto in cui operano le imprese.

Le proposte della CNA Lazio

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Gli interventi urgenti per il sostegno delle Imprese Favorire l’accesso al credito. Per far fronte alla mancanza di liquidità degli artigiani e dei piccoli imprenditori va favorito l’accesso al credito rafforzando il sistema dei confidi, una risorsa che interviene concretamente e positivamente nel rapporto tra banca e impresa. E’ indispensabile al riguardo affrontare la questione del riordino degli strumenti e delle società regionali nel settore della garanzia. Per due ragioni: eliminare sovrapposizioni e duplicazioni di interventi e integrare strumenti e fondi di garanzia pubblici e privati. Da questo riordino riusciranno rafforzate la valenza strategica dei confidi e l’efficacia stessa delle iniziative della Regione. Rispettare i tempi di pagamento e far fronte ai debiti verso le imprese. La nuova amministrazione dovrà garantire che le PMI siano effettivamente pagate entro trenta giorni dai soggetti pubblici, anche attraverso meccanismi di compensazione tra crediti e debiti. Vanno inoltre individuate procedure per liquidare alle imprese i pagamenti pregressi. Rilanciare il settore strategico dell’edilizia con appalti “a misura di PMI”. Si deve puntare sulla riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente piuttosto che sulla nuova edificazione, nell’ottica della limitazione del consumo del territorio e di una più efficace connessione tra i sistemi urbani.

Occorre attuare un piano organico che punti su tre direttrici di sviluppo: ristrutturazione dell’esistente: si deve sostenere una nuova fase che non punti soltanto su interventi spiccioli e polverizzati di sostituzione di elementi fabbricativi o di impianti guasti; riqualificazione energetica: in relazione al tema della certificazione energetica degli edifici la Regione Lazio deve rendere applicabile la normativa nazionale ed istituire un efficace sistema regionale di certificazione; riqualificazione urbana: intesa come intervento di rigenerazione dello spazio costruito, utile al miglioramento della qualità della vita, che tenga conto delle varie destinazioni funzionali che contribuiscono a dare valore ai sistemi locali. In questa fase di indiscutibile difficoltà economica il PPP può svolgere un ruolo determinante per portare avanti progetti di riqualificazione urbana che tengano conto delle esigenze del territorio. La Regione deve stimolare e valorizzare l’apporto progettuale e finanziario dei privati e favore l’impegno degli istituti bancari su progetti medio-piccoli. Occorre inoltre garantire – per ciò che riguarda gli appalti pubblici – una normativa “a misura di PMI” (prevedendo, ad esempio, “quote” riservate alle piccole imprese) per facilitarne la partecipazione. Di questa istanza la Regione dovrebbe farsi portavoce in Conferenza Stato-Regioni per sollecitare un

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intervento a livello di Governo. Sono necessari inoltre interventi efficaci per garantire un adeguato livello di investimenti e promuovere strumenti a sostegno della domanda, in particolare: destinare immediatamente risorse alle opere pubbliche di dimensioni medio piccole e di livello locale, immediatamente cantierabili, rivedendo il patto di stabilità interno per regioni ed enti locali; garantire che i pagamenti dovuti alle imprese per lavori da esse eseguiti siano effettuati nel rispetto dei tempi previsti; definire un programma di interventi immediati di recupero del patrimonio edilizio scolastico; potenziare e stabilizzare gli incentivi per la riqualificazione del patrimonio edilizio privato e a sostegno dell’efficienza energetica degli edifici.

Le proposte della CNA Lazio

pagano il problema sanità due volte: con l’IRAP più alta d’Italia e con trasferimenti dallo Stato alle regioni ridotte al lumicino.

Alleggerire e semplificare. Serve superare, con un intervento generale di semplificazione, l’attuale approccio settoriale che determina provvedimenti spesso non coordinati tra loro. Con una legge quadro in materia di semplificazione sarebbe possibile individuare i nodi strategici su cui intervenire. Va migliorata la qualità della regolazione e devono essere adottati strumenti di misurazione degli oneri sulle imprese. E poi: razionalizzare, abrogare e accorpare le norme sono priorità non più rinviabili. Ogni intervento in materia deve tener conto dello spirito insito nell’esperienza dell’Agenzia delle imprese (autocertificazione). La legge quadro sull’artigianato va adeguata a queste esigenze. Occorre inoltre coinvolgere i Tassazione: ad artigiani e PMI parte dei proventi. sistemi associativi nei processi di modernizzazioÈ indispensabile garantire che parte dei proventi ne, gestione e crescita dei territori: nell’approcderivanti dall’IRAP venga ridistribuita sul tessuto cio proposto, la Regione deve rivestire un ruolo di dell’artigianato e delle PMI. Il bilancio in cui versa primo piano in fase di regolamentazione, e non di la Regione non può pesare sulle imprese che oggi attuazione dei processi.

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Le proposte della CNA Lazio

Un piano strategico per il rilancio dell’economia e dei territori Ai nastri di partenza dello sviluppo, un nuovo sistema produttivo. L’approccio distrettuale degli strumenti pubblici di sostegno non risponde più alle esigenze delle imprese. Per sostenerne lo sviluppo e accompagnarle verso la ripresa serve avviare un percorso di consolidamento strutturale che va al di là dell’appartenenza a singoli comparti. Alle PMI servono meccanismi generalizzati per la riqualificazione e il rafforzamento, da sostenere con: l’innovazione; l’ottimizzazione dei processi per la riduzione dei costi; la promozione degli investimenti; la qualificazione del personale; la crescita dimensionale attraverso forme di aggregazione; l’introduzione di sistemi di incentivazione su misura che tengano conto dell’evoluzione dei distretti industriali e della polarizzazione produttiva intorno a comparti strategici per lo sviluppo del territorio. Essenziale a tale riguardo è la sinergia da un lato, tra enti locali, università, centri di ricerca pubblici e privati e, dall’altro imprese che devono essere coinvolte direttamente. Ad esempio prevedendo meccanismi che premino prima di tutto la domanda e poi l’offerta di innovazione e conoscenza. In questo processo programmatico un ruolo importante è rivestito dalla nuova fase di programmazione dei fondi comunitari: sta per partire il nuovo ciclo 2014-2020. A tale riguardo va sottolineato che i fondi strutturali non sono solo incentivi, ma l’occasione per avere una visione e disegnare una politica industriale di medio-lungo periodo. E’ inoltre necessario far leva sulle PMI per affermare una strategia dello sviluppo sostenibile

anche nei centri urbani nell’ottica di stimolare la filiera regionale della green economy. Per centrare gli obiettivi di efficienza energetica e promozione delle fonti rinnovabili servono incentivi specifici e scivoli per l’accesso al credito. Basti pensare all’impatto della grande distribuzione commerciale e dei processi di liberalizzazione derivanti dalle direttive comunitarie sui servizi economici di interesse generale. In tale ambito va favorita la partecipazione delle PMI, nella veste di consumatori di energia e di attori nel settore energetico. Infine vanno valorizzate le ricchezze del territorio e la sua vocazione turistica e culturale, attraverso investimenti e interventi di regolamentazione che incoraggino l’imprenditoria in questo comparto. Internazionalizzare per dare nuovo respiro alle imprese. E’ indispensabile sostenere i percorsi di internazionalizzazione delle imprese del Lazio attraverso un piano strategico organico che metta a sistema risorse e competenze diverse. E’ importante attrarre investimenti sul territorio, a patto che i progetti insediativi producano effetti chiari e misurabili in termini di occupazione e di animazione delle filiere di fornitura e servizi nella Regione. Non puntiamo però solo o soprattutto su paesi lontani e difficili da aggredire. Le altre Regioni italiane fanno il loro business in termini di export soprattutto nei Balcani e in Nord Africa devono. Questi devono essere i Paesi target dei prossimi anni per le imprese, che lì possono fra l’altro apprendere nuove metodologie. La legge 7


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Le proposte della CNA Lazio

5/2008 non è idonea a raggiungere tali obiettivi di risorse per rafforzare gli ammortizzatori sociali e va dunque completamente rinnovata. in deroga. Creare un ambiente favorevole per lo start up di imprese. Devono essere varati strumenti che sostengano non solo le nuove iniziative imprenditoriali innovative e creative, ma anche la nascita di imprese in settori tecnologicamente maturi e tradizionali, e con un particolare riguardo al tema del trasferimento generazionale di impresa. In tal senso occorre stimolare l’interesse dei giovani e delle donne verso il “fare impresa”. Infine è opportuno rafforzare le scelte che favoriscano la nascita di nuove imprese gestite da immigrati nella logica di una corretta politica di integrazione. Parola d’ordine: aggiornamento. Per promuovere il rinnovamento di competenze nelle PMI e nell’artigianato serve sostenere attività formative rivolte ai titolari d’impresa e diffondere i contratti di apprendistato. Sostenere la formazione di alta qualità e di facile fruibilità agli imprenditori significa lavorare per favorire lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione. Occorre garantire risorse adeguate e meccanismi concordati con le rappresentanze, al fine di consentire il finanziamento di attività efficaci con tempi e modalità di realizzazione certi ed efficienti. Nel campo dell’occupazione, vanno rafforzati gli enti bilaterali che hanno bisogno di risorse tali da rappresentare un volano in grado di incidere sul tessuto produttivo di riferimento, in modo particolare in questa fase di crisi. Nel Lazio occorrerebbero infine importanti iniezioni 8

Più infrastrutture per “fare impresa”. Occorre intervenire per compensare i ritardi in termini di infrastrutture materiali e immateriali che pesano sull’intero sistema imprenditoriale: diffusione delle ICT e della banda larga, efficienza dei servizi e della logistica dei trasporti, rete ferroviaria, porti, interporti, aeroporti e, in particolare, viabilità regionale, articolata sulle direttrici longitudinali collegate dagli assi viari trasversali individuati nei documenti di programmazione della Regione. In particolare sul versante della mobilità, sia delle persone che delle merci, va incentivato lo sviluppo del trasporto pubblico su ferro, i processi di integrazione fra ferro e gomma (parcheggi di scambio), la realizzazione di piattaforme logistiche per la rottura del carico, l’ammodernamento del sistema viario. Va affrontato con urgenza il problema degli spazi produttivi in tutto il territorio regionale. Vanno inoltre valorizzati e salvaguardati i territori urbani attraverso il sostegno al commercio e all’artigianato di vicinato, a quello artistico e alle botteghe storiche. La rivisitazione della legge sul commercio e quella sull’artigianato, pur nel rispetto delle norme generali, dovranno caratterizzarsi come strumenti in grado di favorire una ricomposizione dei tessuti urbani. La Regione deve riscoprire e rafforzare il ruolo di acquisizione di aree e progettualità di medio periodo sugli insediamenti da realizzare. Il ruolo della Regione deve essere attivo, e vissuto come politica per le imprese, e non solo ridotto a un mero sportello procedurale a livello urbanistico.

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I candidati: Nicola Zingaretti

I candidati: Nicola Zingaretti Quale modello economico produttivo immagina per la Regione nei prossimi anni?

La crisi economica sta lasciando un segno pesante sul territorio, sulle sue imprese, sulla vita delle persone. Il prezzo che il Lazio sta pagando è particolarmente alto. Anche a causa dell’assenza, sino ad oggi, di un’amministrazione regionale in grado di contribuire a dare un’identità economica definita al nostro sistema produttivo. Il nostro è un territorio con enormi potenzialità che ha affrontato la crisi finora senza un disegno unitario, privo di orizzonte strategico. Sotto molti punti di vista, quindi, il Lazio è in ritardo di anni rispetto alle esperienze regionali più avanzate, sia italiane che europee. È un ritardo che non possiamo permetterci. Perché il Lazio torni ad essere competitivo dobbiamo percorrere la strada dell’innovazione, valorizzando l’enorme risorsa di professionalità nel campo della ricerca e della tecnologia. Nei prodotti e nei processi, nelle pratiche gestionali e organizzative delle imprese, nella Pubblica Amministrazione, nei suoi strumenti operativi, nei servizi che offre, nel modo di porsi nel dialogo con i suoi interlocutori. Innovazione è la nostra parola d’ordine. Il Lazio avrà un ruolo di primo piano nel mercato globale solo se saprà rinnovare, velocemente, il suo tessuto produttivo.

Come sfruttare al meglio, integrandole nel disegno di politica economica ed industriale, le potenzialità offerte dalla nuova programmazione dei Fondi strutturali europei 2014-2020?

I fondi strutturali europei rappresentano il più importante strumento di sviluppo di cui disponiamo. Soprattutto in un momento di contrazione delle risorse nazionali. Spesso tuttavia, per incapacità di chi governa, i fondi europei non vengono spesi, con il rischio che, in sede di contrattazione comunitaria, si riduca la fetta destinata all’Italia e soprattutto con la conseguenza di rinunciare a una leva fondamentale per la crescita e per l’innovazione. Come nel caso del Lazio. Noi vogliamo inserire i finanziamenti europei in una programmazione seria fondata su chiare e precise priorità. La logica da cui uscire, subito, è quella dei finanziamenti a pioggia. Per prima cosa, quindi, è necessario individuare linee di sviluppo su cui orientare i finanziamenti: noi, in armonia con l’Europa, crediamo che la grande sfida da proporre alle imprese laziali sia quella della riconversione ecosostenibile della nostra economia. Poi è necessario anche realizzare un diffuso e articolato servizio di assistenza tecnica che sia in grado di informare e supportare nell’accesso alle tante opportunità della nuova programmazione tutti gli interessati.

Quali sono i primi tre provvedimenti che adotterà per lo sviluppo economico?

Partiamo da quello che deve fare l’amministrazione regionale per rendersi davvero utile alle imprese: dobbiamo ridurre drasticamente la complessità burocratica che, in particolare per le piccole imprese, rappresenta un onere insostenibile in termini di tempo e di costi. Lavoreremo con l’obiettivo di ridurre tutti gli oneri burocratici inutili che dalle procedure amministrative di Regione ed Enti locali del Lazio gravano sulle imprese, e lo faremo consultando le organizzazioni di categoria. Il secondo punto è aiutare le imprese 9


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I candidati: Nicola Zingaretti

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I candidati: Francesco Storace

a fare massa: uno dei maggiori problemi del nostro sistema produttivo, oggi, è l’incapacità di mettersi in rete e costruire legami per avere più forza nel mercato globale. Per questo, tra i primi provvedimenti, rivedremo la legge regionale sui distretti e i sistemi produttivi locali e incentiveremo, anche attraverso condizioni agevolate per il credito, le imprese che fanno rete. E infine l’innovazione: ci impegniamo a confermare lo strumento del Fondo rotativo per le PMI per il finanziamento dei programmi di investimento delle imprese, rimodulandone gli obiettivi anche in funzione degli assi prioritari individuati per la nuova Programmazione 2014-2020 dei Fondi comunitari.

I confidi restano l’unica ancora di salvezza per tante imprese strozzate dalla stretta del credito, ma la Regione Lazio ha stanziato nell’ultimo anno solo 2 milioni di euro per alimentarne il patrimonio. La Lombardia 150 milioni. Aumenterà, e di quanto, le risorse?

È una priorità assoluta, perché non è neppure pensabile un progetto di rilancio dell’economia laziale se non si predispongono strumenti efficaci per l’accesso al credito. Bisogna quindi incrementare il più possibile il finanziamento regionale al sistema dei Confidi. Ma non solo. Serve in generale una riorganizzazione del sistema del credito alle imprese, iniziando con l’eliminazione di tutte le aree di sovrapposizione tra strumenti regionali e associativi e concentrando il più possibile le energie pubbliche e private. L’obiettivo è allargare la platea delle imprese garantite. Credo inoltre che sia necessario dare supporto ai Confidi con la maggiore sostenibilità patrimoniale, reddituale e finanziaria e chiamare tutti gli enti territoriali del Lazio a partecipare al rafforzamento finanziario della filiera delle garanzie, anche sfruttando le opportunità offerte da decreto “Salva Italia”, dal decreto Sviluppo-bis, e dal Fondo Centrale di garanzia.

Le società regionali costano tanto e rendono poco, come ha documentato la Corte dei Conti. Cosa farà su questo fronte?

Ho in mente un processo radicale di riordino del fitto bosco di società. Che oggi sono enormi centri di spesa, spesso con funzioni sovrapposte e, quasi sempre, con enormi sacche di spreco. Le soluzioni per ridurre questa giungla ci sono e noi le metteremo in atto. Bisogna procedere subito a una riorganizzazione del sistema delle società, agenzie e enti, con accorpamenti e anche con la dismissione di partecipazioni dirette e indirette della Regione. E in questo quadro di risparmi bisogna intervenire anche sulla governance delle società. Siamo contro i manager superpagati, le consulenze d’oro e il poltronificio con consigli di amministrazione affollati. Dovremo quindi anche ridurre il numero di consiglieri di amministrazione e i compensi previsti.

Un autoriparatore laziale paga il 21% di Irap regionale in più di un collega lombardo. Come e quanto ridurrete le tasse per restituire competitività al sistema?

Abbassare la il peso delle tasse è un obiettivo ineludibile. Noi pensiamo a una progressiva riduzione della pressione fiscale sulle imprese. Ma dobbiamo anche ribadire che paghiamo addizionali altissime a causa del debito accumulato nella sanità da chi ha governato senza oculatezza, causando in questo modo il commissariamento che va avanti ormai da sette anni.

Perché ritiene che i piccoli e medi imprenditori dovrebbero sostenere la Sua candidatura?

Perché le imprese hanno bisogno, oggi più che mai, di un interlocutore affidabile per attraversare questo momento critico. Faccio un esempio. In cinque anni di governo alla Provincia di Roma i fornitori sono stati pagati tutti entro 60 giorni. Un record di cui non vogliamo vantarci, ma che vorremmo fosse un traguardo anche per la Regione Lazio. Nel frattempo ci siamo potuti occupare di innovazione, abbiamo sostenuto la nascita di nuove imprese, abbiamo dato ascolto a chi aveva idee innovative e creato nuovi strumenti per far incontrare aziende e professionalità qualificate. Io credo che sia quello che serve al sistema produttivo del Lazio. Noi proponiamo alle imprese un progetto ambizioso di cambiamento, che inizierà dal modo stesso di lavorare della Regione e che dovrà coinvolgere tutti gli attori del territorio. Con l’obiettivo comune di avere un ruolo di primo piano tra i grandi motori dell’innovazione europei. 10

I candidati: Francesco Storace Quale modello economico produttivo immagina per la Regione nei prossimi anni? Il modello produttivo in cui credo è quello di uno sviluppo sostenibile per il territorio, che valorizzi le peculiarità del Lazio, il cui tessuto produttivo è legato alla piccola e media impresa, che ne rappresenta la rete principale. Puntare alle agevolazioni fiscali nei confronti di queste categorie è sicuramente un obiettivo prioritario, faccio riferimento ad esempio agli sgravi sull’Irap, perché aiuterebbe a superare le complicate congiunture del momento, rilanciando in questo modo anche l’occupazione di settori fondamentali come ad esempio quello edile. Come sfruttare al meglio, integrandole nel disegno di politica economica ed industriale, le potenzialità offerte dalla nuova programmazione dei Fondi strutturali europei 2014-2020? Be’, nella mia passata esperienza amministrativa la Giunta che ho guidato è stata in grado di recuperare risorse ingenti dall’Europa che ce le ha riconosciute proprio per la validità dei progetti messi in atto nel Lazio. Puntare al forziere Europa è parte integrante e fondamentale di rilancio della nostra Regione, dobbiamo dimostrare di meritare la credibilità dell’Europa e abbiamo tutte le carte in tavola per guadagnarcela. Quelle risorse, poi, dovranno essere impegnate per la promozione d’impresa anche in forma di agevolazione per i giovani che volessero intraprendere attività in proprio, per esempio. Dobbiamo essere in grado di dare una iniezione di positività al sistema, e solo credendo nelle potenzialità del nostro territorio sarà possibile ottenere risultati in questo senso. Quali sono i primi tre provvedimenti che adotterà per lo sviluppo economico? 1) Dimezzare l’addizionale Irap per le imprese operanti nei settori dell’agricoltura, delle costruzioni, del trasporto, del commercio e più in generale per le imprese manifatturiere. 2) Impegno per ottenere il riconoscimento delle aree di crisi industriale presenti nella Regione, così come definite dal Decreto Sviluppo. 11


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I candidati: Francesco Storace

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I candidati: Giulia Bongiorno

3) Potenziamento e crescita di Banca Impresa Lazio (BIL) per ampliare l’attività di sostegno alle imprese mediante garanzie sui finanziamenti bancari, smobilizzo dei crediti commerciali, sostegno alla patrimonializzazione delle PMI. I confidi restano l’unica ancora di salvezza per tante imprese strozzate dalla stretta del credito, ma la Regione Lazio ha stanziato nell’ultimo anno solo 2 milioni di euro per alimentarne il patrimonio. La Lombardia 150 milioni. Aumenterà, e di quanto, le risorse? È fondamentale, per rilanciare l’economia e non lasciar morire molte imprese del Lazio, che quei due milioni aumentino in maniera esponenziale nel giro di 12 mesi. La mia Giunta si impegnerà in tal senso già nei primi 100 giorni di mandato. Le società regionali costano tanto e rendono poco, come ha documentato la Corte dei Conti. Cosa farà su questo fronte? Stiamo pensando a una disposizione che preveda, per risparmiare e tenere maggiormente sotto controllo le spese delle società regionali, l’eliminazione dei cda e il controllo stesso da parte del consiglio regionale, per avere ancora più trasparenza e un efficientamento del sistema. Un autoriparatore laziale paga il 21% di Irap regionale in più di un collega lombardo. Come e quanto ridurrete le tasse per restituire competitività al sistema? Intervenire sulla tassazione imposta dal governo dei tecnici è prioritario per rilanciare la produttività del territorio mortificata da una pressione fiscale insostenibile. Pensiamo ad agevolazioni proprio sull’Irap regionale per le aziende, secondo il principio che in un momento di depressione generale del sistema economico e produttivo insistere sull’eccessivo rigore è deleterio e dannoso. Perché ritiene che i piccoli e medi imprenditori dovrebbero sostenere la Sua candidatura? Perché conosco più degli altri candidati alla presidenza regionale il territorio laziale che, tanto per fare un esempio, sotto la mia guida, dal 2000 al 2005 ha visto scendere la disoccupazione dal 12 al 7%, rilanciando conseguentemente le Pmi e la produttività del settore.

I candidati: Giulia Bongiorno Quale modello economico produttivo immagina per la Regione nei prossimi anni? Nel Lazio abbiamo bisogno di un modello che sappia guardare alla crescita qualitativa delle imprese medio-piccole e dell’artigianato, al fine di stimolarne la competitività e la capacità di penetrazione dei nuovi mercati. Dobbiamo favorire l’accesso al credito, velocizzare il sistema dei pagamenti, semplificare e sveltire l’azione amministrativa, puntare sulla formazione continua. In poche parole: serve investire di più. Come sfruttare al meglio, integrandole nel disegno di politica economica ed industriale, le potenzialità offerte dalla nuova programmazione dei Fondi strutturali europei 2014-2020? I fondi dell’Unione europea sono un’occasione unica di investimento per la crescita. Sprecarli è un lusso che non possiamo permetterci. Ma per garantire l’utilizzo di tutti i contributi europei disponibili servono merito, capacità, competenze e buoni amministratori. Al contempo, occorre vigilare per incrementare la trasparenza sulla gestione dei fondi. Quali sono i primi tre provvedimenti che adotterà per lo sviluppo economico? Fin dai primi giorni di governo, mi impegnerò a concentrare l’attenzione sui versanti connessi: 1) allo sviluppo e al sostegno finanziario delle imprese; 2) alla formazione professionale e all’occupazione giovanile; 3) al potenziamento delle infrastrutture e dei trasporti. I confidi restano l’unica ancora di salvezza per tante imprese strozzate dalla stretta del credito, ma la Regione Lazio ha stanziato nell’ultimo anno solo 2 milioni di euro per alimentarne il patrimonio. La Lombardia 150 milioni. Aumenterà, e di quanto, le risorse? Molti dei risparmi che otterremo dal settore sanitario saranno destinati al rilancio dell’economia laziale: ciò significherà più ossigeno alle imprese e nuove prospettive di crescita.

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I candidati: Giulia Bongiorno

Le società regionali costano tanto e rendono poco, come ha documentato la Corte dei Conti. Cosa farà su questo fronte? L’inefficiente sistema delle partecipazioni regionali si inserisce nel più ampio progetto di “dimagrimento” e razionalizzazione dei costi dell’amministrazione. La riduzione delle società partecipate, con l’abolizione di vari Consigli d’amministrazione, rappresenterebbe una riforma a costo zero. Elimineremmo costi inutili e sovrapposizioni di competenze che rallentano inevitabilmente le procedure. Un autoriparatore laziale paga il 21% di Irap regionale in più di un collega lombardo. Come e quanto ridurrete le tasse per restituire competitività al sistema? Dobbiamo evitare che l’imposizione regionale costituisca un ulteriore freno all’impresa, specie in questo momento di crisi economica. Se vogliamo competere ed attirare nuovi investimenti, dobbiamo ridurre un’imposta che già è ai massimi nella nostra Regione. Per farlo, dovremo prima contenere il disavanzo sanitario da record. Perché ritiene che i piccoli e medi imprenditori dovrebbero sostenere la Sua candidatura? Perché il declino del sistema economico italiano e l’assenza di investimenti sono da imputare ad una gestione superficiale e troppo distante dai problemi. Prima di essere un politico, sono un avvocato ed imprenditrice di me stessa: so quanto costa mandare avanti uno studio legale e quante tasse gravano sull’impresa e sul lavoro. Per anni ci si è dimenticati delle imprese, specie di quelle medio-piccole, uccidendo l’iniziativa economica in interi settori e soffocando l’artigianato. E’ ora di risollevare la testa e mettere la Regione nelle mani di chi sa quanta fatica c’è dietro un’idea imprenditoriale.

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Cna roma notizie n 1 2013 elezioni regionali  

10 idee per una Regione amica della imprese.

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