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CNA Roma Notizie n. 1 del 3 Maggio 2013 - Anno 10 Mensile Poste Italiane Spa - Sped. in abb. postale Dlgs n. 353/2003 (convertito in Legge n. 46 del 27 Febbraio 2004) Art. 1 Comma 1 - DCB Roma - CONTIENE I.P.


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STAMPA Revelox - Roma Aprile 2013

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CNA Roma Notizie n. 1 del 3 Maggio 2013 - Anno 10 Mensile Poste Italiane Spa - Sped. in abb. postale Dlgs n. 353/2003 (convertito in Legge n. 46 del 27 Febbraio 2004) Art. 1 Comma 1 - DCB Roma - Abbonamento annuale Euro 10,0 + quota associativa - Registrazione Tribunale di Roma n. 67/04.


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L’EDITORIALE INSIEME, INDICHIAMO LA STRADA di Erino Colombi Vi è stato richiesto uno sforzo supplementare: di resistere, mentre le grandi imprese ridimensionavano. In attesa che il vento cambiasse. Non avete mollato la presa, pur di mantenere le vostre produzioni, gli occupati e pur di continuare ad animare il territorio nel quale operate. Il vento, purtroppo, non è cambiato: la crisi non ha allentato la morsa e l’attesa di buone notizie è rimasta frustrata. Nonostante tutto avete continuato a ricordare alle istituzioni che senza il dialogo con le forze produttive del territorio, la ripresa restava un’utopia. La richiesta di ascolto è stata in parte accolta. Abbiamo portato a casa importanti conquiste, mentre troppe sono diventate altrettante promesse, e come tali ce n’è traccia solo sulla carta. Giugno, mese di congressi per il rinnovo dei nostri organismi dirigenti, coinciderà questa volta con un cambiamento anche nelle sedi istituzionali del territorio: Regione, dove la nuova giunta è già insediata, e Roma Capitale, il cui rinnovo è ormai prossimo. Per questo la partecipazione di tutti voi è più che mai importante. Metteremo insieme le proposte, per presentare ai neo-amministratori piattaforme chiare e definite. Piattaforme e programmi che serviranno, a tutti noi, per avere un percorso condiviso, e ai nostri interlocutori, come base di partenza per rilanciare lo sviluppo del territorio. Perché senza la nostra forza non c’è alcuno sviluppo possibile. Il Presidente Erino Colombi

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CHE FARE? La volontà per contrastare il declino, insieme L’appuntamento congressuale della CNA di Roma del 2013 giunge in un tempo caratterizzato da una forte incertezza di prospettive. Quattro anni sono passati dai congressi elettivi del 2009, anni in cui il contesto economico è radicalmente mutato, in un territorio che fino al 2010 sembrava aver sopportato meglio di altre regioni del Paese gli urti della crisi e adesso accusa anch’esso i colpi e le ripercussioni della fase recessiva. Sarebbe limitativo però pensare che la crisi che il Paese sta attraversando sia solo un ciclo economico: essa infatti implica trasformazioni strutturali e profonde nella nostra economia e nella società civile che manterranno i loro effetti anche dopo il superamento dell’attuale ciclo economico negativo. Cambiando le esigenze delle imprese, nonché il quadro all’interno del quale esse operano, anche organizzazioni solide e fortemente ancorate al territorio come la CNA devono porsi l’obiettivo di intraprendere con forza sentieri di cambiamento affinché, giocando d’anticipo, possano meglio rispondere alle mutate esigenze delle imprese stesse. L’instabilità del quadro politico, come anche evidenziato nelle scorse settimane dalla Banca d’Italia, può a lungo termine minare la possibile ripresa del sistema. L’Italia in questo frangente sembra non avere né progetti né strategie per accompagnare le imprese verso la ripresa. Per questo l’appuntamento con la stagione congressuale del 2013 è fondamentale. Una fase così complessa e articolata di trasformazione del contesto economico, politico e sociale rende essenziale l’intercettazione e la valorizzazione della classe dirigente che sarà chiamata a guidare l’associazione nei prossimi anni, sia nei termini di un necessario ricambio generazionale che di una maggior responsabilizzazione nel governo dell’intero sistema da parte di tutto il gruppo dirigente delle numerose articolazioni territoriali e settoriali. 5


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I magazzini sono più leggeri, ma la disoccupazione aumenta L’economia internazionale, dopo un periodo di espansione che ha raggiunto l’apice nel 2007, è stata interessata da una crisi finanziaria iniziata nella seconda metà del 2008. L’inversione di tendenza del ciclo economico è dipesa da un lato dal crollo dei mercati finanziari avvenuto a fine 2008, dall’altra dal rialzo improvviso dei prezzi delle materie prime che ha portato quindi ad una accelerazione dell’inflazione internazionale. Ma soprattutto la crisi dei mercati immobiliari, creando instabilità nel sistema finanziario, ha causato difficoltà di accesso al credito per le imprese. Nel 2010 sono stati rilevati i primi timidi segnali di ripresa, subito riassorbiti nel 2011 a seguito di una nuova fase recessiva trainata dalla crisi dei debiti sovrani che ha investito diversi paesi europei, tra cui l’Italia. La congiuntura economica negativa non ha però scoraggiato gli imprenditori del nostro Paese, considerato che in Italia sono state registrate oltre 390 mila nuove iscrizioni di imprese nei registri camerali a fronte di 340 mila cancellazioni, con un saldo positivo di oltre 50 mila unità. La provincia di Roma ha registrato il tasso di crescita delle imprese (al netto delle cancellazioni d’ufficio) più alto tra le province italiane: 2,3% contro lo 0,8% della media nazionale. La provincia di Roma nel 2011 è stata la prima per numero di imprese registrate localizzate (450.463), precedendo quelle di Milano (355.148), Napoli (267.615) e Torino (237.433). Nel primo e nel secondo trimestre 2012 nella provincia di Roma è proseguito il trend di aumento (+0,5% e +0,8% rispettivamente) del numero di imprese registrate, mentre a livello nazionale è stata registrata una riduzione (-0,4%) nel primo trimestre e un aumento (+0,5%) nel secondo trimestre. 6


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I risultati dell’Indagine condotta dalla CNA sulle piccole e medie imprese del Lazio confermano il permanere di condizioni molto difficili per il sistema produttivo regionale. Sia i dati del consuntivo del II semestre del 2012, sia le previsioni del I semestre del 2013 evidenziano saldi negativi per tutti i cinque indicatori principali. I saldi negativi più ampi si registrano per il fatturato estero e per l’utile lordo; per il primo dei due indicatori si registra inoltre un peggioramento in prospettiva (dal -45,6% al -52,5%). Anche il fatturato totale registra un lieve peggioramento (da -38,2% a -40,6%) passando dai dati a consuntivo ai dati delle previsioni. Un lieve miglioramento è atteso però per gli indicatori principali dell’Indagine: quello della produzione (dal -36,8% al -36,6%), quello degli ordini (dal -41% al -34,8%) e quello dell’utile lordo (dal -47,6% al -43,9%). I nostri indicatori segnalano dunque che, a partire dal novembre 2012, la caduta dei livelli di attività potrebbe essersi comunque esaurita. Un’inversione di segno della congiuntura non si è ancora consolidata, ma nell’aggregato ordinativi e produzione hanno smesso di cadere e la giacenza di scorte si sta riavvicinando a livelli fisiologici. Stante queste evidenze di base, il tratto caratterizzante del 2013 potrebbero rivelarsi i processi di ristrutturazione, con cui le imprese adegueranno la propria dotazione di fattori produttivi al vuoto di domanda apertosi dopo il 2007 e che, oramai è chiaro, non verrà colmato prima della fine del corrente decennio. Ciò significa che la disoccupazione continuerà ad aumentare nel corso dell’anno, raggiungendo nuovi valori di massimo storico. Un secondo elemento caratterizzante è rappresentato dal prosciugamento del credito, che colpisce sia le famiglie, sia le imprese. Opera un fattore di avvitamento, per cui le difficoltà congiunturali si traducono in un deterioramento degli impieghi, a cui gli istituti creditizi rispondono inasprendo ulteriormente i criteri di concessione del credito. Nel corso dell’anno, l’erogazione di prestiti al sistema economico continuerà pertanto a diminuire. 7


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Roma: Capitale del terziario La Pubblica Amministrazione rappresenta indubbiamente un perno dell’economia locale e dell’occupazione. Peculiare per Roma è quell’intreccio continuo che si manifesta grazie alla presenza sul territorio, oltre che dei servizi e delle istituzioni regionali e locali, anche di tutti gli apparati della politica, del governo e dell’amministrazione nazionale, che hanno nella Capitale la loro sede. Fondamentale è inoltre il comparto dell’edilizia che oltre a registrare un numero preponderante di attività imprenditoriali rispetto agli altri è stato alla base del modello di sviluppo economico del territorio degli scorsi anni. Un’altra anima di Roma è rappresentata dall’offerta culturale e religiosa, dal suo patrimonio storico, artistico e sociale unico al mondo. Un settore, quello dell’industria culturale e creativa, che produce PIL e occupazione e al contempo una offerta turistica che si articola in un settore economico di punta, sebbene con ampi margini di ulteriore crescita. Se l’economia di Roma si configura innanzitutto come economia terziaria (l’87% del valore aggiunto è prodotto da questo settore), le dimensioni della provincia capitolina, con 4,2 milioni di residenti e 450 mila imprese registrate, offrono opportunità e spazi di mercato ai settori dell’artigianato artistico, all’agroalimentare, ma anche ad un solido comparto manifatturiero articolato in oltre 26 mila imprese, in larga misura di piccole dimensioni. La forte attenzione politica e istituzionale alle dinamiche dell’edilizia, alle sue ricadute sull’economia, all’impatto della domanda pubblica e alla spesa della PA nel nostro territorio, hanno determinato negli anni una inadeguata percezione della “città che produce”, con effetti negativi anche sulle politiche e sulle risorse destinate a questo segmento. Eppure la presenza diffusa di attività manifatturiere, integrate nel tessuto economico, contiene un ruolo indiscutibilmente strategico per la Capitale, ponendosi come dinamico bacino occupazionale e come veicolo di conoscenze, saperi, innovazione, necessari alla competitività del sistema locale. Il Lazio vanta il primato nazionale per spesa pubblica in “ricerca e sviluppo” (1,8% rispetto al PIL contro l’1,1% dell’Italia), per numero di addetti in settori ad alta tecnologia (6 addetti ogni 1.000 abitanti contro la media italiana di 3 addetti) e per esportazioni di “prodotti tecnologici” (circa il 60% delle esportazioni totali contro il 26% dell’Italia). La propensione all’export della provincia di Roma è di circa il 6%, contro il 24% dell’Italia. Roma è la 10° provincia per il livello delle esportazioni. 8


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PMI: trampolino verso il futuro La strada per tornare sui valori pre-crisi finanziaria ed economica del 2007-2009 appare tortuosa e lunga. Infatti, la ripresa si presenterà nel 2014 e continuerà anche nel 2015 senza tuttavia ritornare sui valori precedenti al crollo del 2009. Ben più grave appare la crisi dei consumi italiani per cui si prospetta una prima ripresa solo nel 2015. Nel pieno della crisi e del caos, non bisogna dimenticare che anche in queste situazioni, paradossalmente, possono nascere importanti occasioni di sviluppo. Roma e il suo territorio sono chiamati ad interrogarsi sul proprio presente e a ripensarsi a 360°. Solo in questo modo si potranno delineare e mettere in campo i paradigmi più efficaci per affrontare le sfide attuali. Roma oggi rappresenta certamente un elemento catalizzatore, possiede intatta la sua identità che irradia dal centro alla periferia. Essa deve dunque riacquistare un ruolo di traino per se stessa, per la sua regione e per il Paese. Il futuro di Roma Capitale è inscindibilmente legato alle piccole e medie imprese ed all’impresa diffusa, chiave di volta della sua competitività, struttura portante dell’economia reale e dei processi di sviluppo territoriale, luogo di integrazione e costruzione delle appartenenze. Costruire le condizioni che consentano a queste imprese di esprimere compiutamente le loro potenzialità è una responsabilità condivisa: delle istituzioni locali e della politica, delle forze economiche e sociali. Una responsabilità che avvertiamo anzitutto come nostra: di chi pone al centro della propria missione di rappresentanza la relazione stretta tra imprese e territori. Le imprese romane piccole e medie, l’impresa diffusa trovano nel mercato le ragioni più profonde del loro essere. Sono frutto di investimenti e di iniziativa privata, senza aiuti e sussidi, senza mercati protetti, senza monopoli e rendite di posizione sono state negli anni passati il vero motore della trasformazione e della crescita della nostra città. Hanno saputo coniugare competizione ed efficienza insieme a prossimità e coesione sociale. Hanno prodotto innovazione, ricchezza ed occupazione, alimentando la connettività del tessuto sociale. Stanno dimostrando di sapersi misurare con i nuovi scenari competitivi. Hanno salde radici nel territorio e ambiscono ad esplorare il mondo valorizzando il Made in Italy nel mercato globale. Si sono aperte alla contaminazione tra la produzione e il mondo dei servizi, dell’artigianato, del commercio, delle reti, del turismo. Si avviano ad agire in rete, si uniscono per competere, fanno squadra. Significano modernità e sistema-Paese. Significano futuro. Durante la crisi stanno sviluppando percorsi differenziati e flessibili di risposta. Sanno di essere di fronte al futuro 9


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ed ambiscono a costruirlo. Sanno che sviluppo e crescita non sono assicurati in partenza, ma dipendono dalla qualità e forza delle scelte messe in campo, da nuove visioni, nuove prospettive, nuove modalità di azione. E da nuove forme di rappresentanza. Le piccole e medie imprese non devono rassegnarsi a subire con passività il lento scivolare del Paese verso posizioni marginali, perché il declino è reversibile, la crisi può essere combattuta facendo leva su quelle energie che la nostra città e il nostro territorio ancora possiedono. E’ però indispensabile che chi ne ha la responsabilità attui le necessarie politiche di sviluppo economico e di sostegno alle piccole e medie imprese del territorio. E’ necessario creare le condizioni per garantire l’uscita dalla crisi ed il recupero della competitività del sistema Lazio, rilanciando le micro e piccole imprese fondamentali in questa fase di difficoltà dell’economia. Gli interventi mirati vanno quindi accompagnati da adeguate politiche volte al miglioramento del contesto in cui operano le imprese. Occorre infine aprire una nuova stagione di concertazione, qualificando il rapporto tra le organizzazioni di rappresentanza dell’artigianato e delle PMI e le amministrazioni. E’ opportuno istituire un unico tavolo di confronto per la PMI che superi la segmentazione settoriale (commercio, artigianato, industria, ecc.) al fine di condividere e promuovere con gli interlocutori istituzionali un nuovo progetto unitario e coerente di sviluppo del territorio. In un contesto di limitate risorse pubbliche occorre definire strategie prioritarie ed interventi attuabili nel breve periodo ed in grado di ottenere in modo veloce ed efficace effetti virtuosi sul tessuto produttivo. Strategie e interventi che dovranno fondarsi su 10 priorità, dal credito agli investimenti in infrastrutture.

1) FAVORIRE L’ACCESSO AL CREDITO La mancanza di liquidità nelle imprese è la prima emergenza da affrontare: l’accesso al credito degli artigiani e dei piccoli imprenditori attraverso l’impegno nel rafforzamento del sistema dei confidi, una risorsa che interviene concretamente e positivamente nel rapporto tra banca e impresa. E’ indispensabile al riguardo affrontare la questione del riordino degli strumenti e delle società regionali nel settore della garanzia. La ridefinizione e la distinzione dei ruoli di ciascuno consentirebbe sia di cogliere l’obiettivo di eliminare sovrapposizioni e duplicazioni di interventi, sia quello di realizzare una integrazione virtuosa tra strumenti e fondi di garanzia pubblici e privati con il risultato di rafforzare la valenza strategica dei confidi e l’efficacia stessa delle iniziative della Regione. 10


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2) RISPETTARE I TEMPI DI PAGAMENTO E FAR FRONTE AI DEBITI VERSO LE IMPRESE Occorre adottare procedure atte a garantire che le PMI siano effettivamente pagate entro trenta giorni dai soggetti pubblici, anche attraverso meccanismi di compensazione. Vanno inoltre individuate procedure per la risoluzione dei pagamenti pregressi alle imprese.

3) RILANCIARE IL SETTORE STRATEGICO DELL’EDILIZIA Va rilanciato il settore strategico dell’edilizia con l’attivazione di politiche per la riqualificazione e rigenerazione urbana, che mobilitino anche capitali e idee degli operatori privati (partenariato pubblico-privato). In questo settore vanno favoriti i progetti medio piccoli, sollecitando e favorendo un maggiore sostegno da parte del sistema finanziario. Occorre inoltre garantire per ciò che riguarda gli appalti pubblici, una normativa “a misura di PMI” (prevedendo, ad esempio, “quote” riservate alle piccole imprese) per facilitare la loro partecipazione. Di questa istanza la Regione dovrebbe farsi portavoce in Conferenza Stato-Regioni per sollecitare un intervento a livello di Governo. Sono necessari inoltre interventi efficaci per garantire un adeguato livello di investimenti, promuovere strumenti a sostegno della domanda e favorire lo sviluppo sostenibile. In particolare è necessario:

• Destinare immediatamente risorse alle opere pubbliche di dimensioni medio piccole e di

livello locale, immediatamente cantierabili, rivedendo il patto di stabilità interno per Regioni ed Enti locali. Garantire che i pagamenti dovuti alle imprese per lavori da esse eseguiti siano effettuati nel rispetto dei tempi previsti. Definire un programma di interventi immediati di recupero del patrimonio edilizio scolastico. Potenziare e stabilizzare gli incentivi per la riqualificazione del patrimonio edilizio privato e a sostegno dell’efficienza energetica degli edifici (va applicata la normativa nazionale sulla certificazione energetica degli edifici ed istituito un efficace sistema regionale di certificazione).

• • •

4) REDISTRIBUIRE AGLI ARTIGIANI E ALLE PMI PARTE DEI PROVENTI DELLA TASSAZIONE In campo fiscale, è indispensabile garantire che parte dei proventi da versamenti IRAP venga ridistribuita sul tessuto dell’artigianato e delle PMI. E’ acquisita la situazione di bilancio in cui versa 11


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la Regione, ma non possiamo dimenticare che le imprese pagano il problema sanità due volte: con l’IRAP più alta d’Italia e con un basso livello di trasferimento di risorse pubbliche verso le imprese.

5) RIDURRE IL PESO DELLA BUROCRAZIA CON INTERVENTI RADICALI IN TEMA DI SEMPLIFICAZIONE Occorre varare un intervento di semplificazione di respiro generale che superi l’approccio prevalentemente settoriale, con provvedimenti spesso non coordinati tra loro. Una legge quadro sulla materia dovrebbe individuare i nodi strategici su cui intervenire, migliorare la qualità della regolazione, prevedere strumenti di misurazione degli oneri ricadenti sulle imprese, razionalizzare, abrogare e accorpare le norme. L’azione in materia deve necessariamente tener conto dello spirito insito nell’esperienza dell’Agenzia delle imprese (autocertificazione). La legge quadro sull’Artigianato va adeguata a queste esigenze. Occorre inoltre coinvolgere i sistemi associativi nei processi di modernizzazione, gestione e crescita dei territori: l’approccio auspicato vede una Regione impegnata a regolamentare in materia di processi e non ad attuare gli stessi.

6) CONSOLIDARE E RILANCIARE IL SISTEMA PRODUTTIVO REGIONALE SOSTENENDONE LO SVILUPPO In tema di sostegno allo sviluppo è giunto il momento di abbandonare l’approccio distrettuale degli strumenti pubblici di sostegno, non più rispondente alle esigenze delle imprese; esse vanno accompagnate in un percorso di consolidamento strutturale che va al di là dell’appartenenza a singoli comparti. Il sistema produttivo regionale dovrebbe camminare su due gambe verso la strada per la ripresa: con una serie di meccanismi generalizzati per la riqualificazione ed il rafforzamento della piccola e media impresa, da sostenere attraverso l’innovazione, l’ottimizzazione dei processi per la riduzione dei costi, la promozione degli investimenti, la qualificazione del personale, la crescita dimensionale attraverso forme di aggregazione; con sistemi di incentivazione su misura che tengano conto dell’evoluzione dei distretti industriali e della polarizzazione produttiva intorno a comparti strategici per lo sviluppo del territorio. Essenziale a tale riguardo è la sinergia tra Enti locali, Università, Centri di ricerca pubblici e privati con le imprese, in un processo però che deve vedere l’input partire da basso, dalle imprese, attraverso meccanismi che premino prima di tutto la domanda e poi, di conseguenza, l’offerta di innovazione e conoscenza. In tale processo programmatico un ruolo importante è rivestito dalla nuova fase di programmazione dei fondi comunitari, che vedranno partire il nuovo ciclo dal 2014 fino al 2020. A tale riguardo va 12


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sottolineato che i Fondi Strutturali non sono solo incentivi ma l’occasione per avere una visione, per attuare un disegno di politica industriale a medio-lungo periodo. E’ inoltre necessario far leva sulle PMI per affermare una strategia dello sviluppo sostenibile anche nei centri urbani (impatto della grande distribuzione commerciale, impatto dei processi di liberalizzazione derivanti dalle direttive comunitarie sui servizi economici di interesse generale) nell’ottica di stimolare la filiera regionale della green economy; in tale ambito va favorita la partecipazione delle PMI, sia in quanto consumatori di energia che come soggetti che operano attivamente nel settore energetico, al conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica e promozione delle fonti rinnovabili, anche mediante incentivi specifici e facilitazione dell’accesso al credito. Infine vanno valorizzate le ricchezze del territorio e la sua vocazione turistica e culturale, attraverso investimenti e interventi di regolamentazione che incoraggino l’imprenditoria in questo comparto.

7) INTERNAZIONALIZZARE PER DARE NUOVO RESPIRO ALLE IMPRESE E’ indispensabile sostenere i percorsi di internazionalizzazione delle imprese del Lazio attraverso un piano strategico organico che metta a sistema risorse e competenze diverse. E’ importante attrarre investimenti sul territorio, ma tenendo presente che gli stessi devono avere sostegno solo se i progetti insediativi hanno un effetto chiaro e misurabile in termini di occupazione creata e di animazione delle filiere di fornitura e servizi nella Regione. A livello strategico infine, non puntiamo solo o soprattutto su paesi lontani e difficili da aggredire. Le altre Regioni italiane fanno il loro business in termini di export soprattutto nei Paesi limitrofi. L’Europa non è un mercato domestico ed esportare nei Paesi europei deve essere una priorità per le nostre imprese, anche perché può essere il primo passo di un percorso di apprendimento per le stesse. Europa, Balcani e Nord Africa devono essere i Paesi target dei prossimi anni. La legge 5/2008 appare non idonea a raggiungere tali obiettivi e va dunque completamente rinnovata.

8) CREARE UN AMBIENTE FAVOREVOLE PER LO START UP DI IMPRESE Devono essere varati strumenti che sostengano non solo le nuove iniziative imprenditoriali innovative e creative ma anche la nascita di imprese in settori tecnologicamente maturi e tradizionali, e con un particolare riguardo al tema del trasferimento generazionale di impresa. In tal senso occorre definire strumenti che favoriscano la trasmissione d’impresa stimolando l’interesse dei giovani e delle donne verso il “fare impresa”. Infine è opportuno rafforzare le 13


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scelte che favoriscano la nascita di nuove imprese gestite da immigrati nella logica di una corretta politica di integrazione.

9) PROMUOVERE L’AGGIORNAMENTO DELLE COMPETENZE NELLE PMI E NELL’ARTIGIANATO Tale obiettivo strategico può essere raggiunto attraverso il sostegno di attività formative rivolte ai titolari d’impresa e la diffusione dei contratti di apprendistato. Sostenere la formazione di alta qualità e di facile fruibilità agli imprenditori significa lavorare per favorire lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione. Occorre garantire risorse adeguate e meccanismi concordati con le rappresentanze, al fine di consentire il finanziamento di attività efficaci con tempi e modalità di realizzazione certi ed efficienti. Nel campo dell’occupazione, rafforzare lo strumento degli Enti Bilaterali: essi hanno bisogno di risorse tali da rappresentare un volano in grado di incidere sul tessuto produttivo di riferimento, in modo particolare in questa fase di crisi. Nel Lazio occorrerebbero infine importanti iniezioni di risorse per rafforzare gli ammortizzatori sociali in deroga.

10) INVESTIRE IN INFRASTRUTTURE PER CREARE UN AMBIENTE FAVOREVOLE ED ATTRATTIVO PER FARE IMPRESA Occorre intervenire per compensare i ritardi in termini di infrastrutture materiali e immateriali che pesano sull’intero sistema imprenditoriale: diffusione delle ICT e della banda larga, efficienza dei servizi e della logistica dei trasporti, rete ferroviaria, porti, interporti, aeroporti ed in particolare, la grande viabilità regionale, articolata sulle direttrici longitudinali collegate dagli assi viari trasversali individuati nei documenti di programmazione della Regione. In particolare sul versante della mobilità sia delle persone che delle merci, va incentivato lo sviluppo del trasporto pubblico su ferro, i processi di integrazione fra ferro e gomma (parcheggi di scambio), la realizzazione di piattaforme logistiche per la rottura del carico, l’ammodernamento del sistema viario. Va affrontato con urgenza il problema degli spazi produttivi in tutto il territorio regionale . Vanno inoltre valorizzati e salvaguardati i territori urbani attraverso il sostegno al commercio e all’artigianato di vicinato, a quello artistico e alle botteghe storiche. La rivisitazione della legge sul Commercio e quella sull’Artigianato, pur nel rispetto delle norme generali, dovranno caratterizzarsi come strumenti in grado di favorire una ricomposizione dei tessuti urbani. La Regione deve riscoprire e rafforzare il ruolo di acquisizione di aree e progettualità di medio periodo sugli insediamenti da realizzare. Il ruolo della Regione deve essere attivo, e vissuto come politica per le imprese, e non solo ridotto ad un mero sportello procedurale a livello urbanistico. 14


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Unire le forze per non restare soli Sebbene siano il punto di forza riconosciuto del territorio, le piccole e medie imprese non hanno ancora maturato la capacità di incidere sui percorsi di sviluppo economico della Capitale e sulle scelte dell’amministrazione. L’abbandono in cui le imprese sono lasciate dalla politica si traduce in quella solitudine del piccolo e medio imprenditore, cui egli appare abituato, e che a suo modo governa efficacemente, ma che è insieme fonte di disagio. In questi anni la CNA ha consolidato l’identità del sistema attraverso la attività di rappresentanza, sempre più forte ed autorevole. Si trova però a combattere le forme di disimpegno e disinteresse degli imprenditori e il crescente clima di sfiducia che partendo dal fallimento della politica rischia di investire il mondo della rappresentanza e le forze sociali del Paese. Eppure in questo contesto diventa ancora più strategico il ruolo dell‘associazione di rappresentanza, quale soggetto rinnovato, efficace ed efficiente in grado di affrontare in positivo le nuove domande delle imprese e le sfide poste dalle trasformazioni economiche e istituzionali in atto. Le dinamiche economiche e competitive tenderanno infatti a modificare sempre più la domanda delle imprese nei confronti dell’associazione, passando dagli adempimenti alla consulenza e al supporto per lo sviluppo delle imprese sui mercati. Già negli anni passati la CNA si era mostrata sempre più consapevole della necessità di trovare nuove forme di collaborazione tra associazioni imprenditoriali, per concordare posizioni unitarie attraverso le quali confrontarsi in maniera più forte ed efficace con le istituzioni politiche locali. Uno sforzo che, pur tra le inevitabili dialettiche e differenze tra le associazioni, ha portato in questi anni a rafforzare la rappresentanza delle PMI. Da questa esperienza è nata la volontà di replicare a livello locale l’esperienza nazionale di Rete Imprese Italia. L’Associazione R.E TE. Imprese Italia è nata come evoluzione del “Patto del Capranica”, stretto tra Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti. L’acronimo R.E TE. (Rappresentanza E TErritorio) contiene in sé l’essenza 15


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stessa del ruolo cruciale svolto dalle associazioni fondatrici: attenzione alle istanze del territorio e rappresentanza presso le sedi istituzionali, confluite nell’Associazione R.E TE. Imprese Italia, attraverso il metodo della condivisione. R.E TE. Imprese Italia intende favorire la promozione e il consolidamento delle imprese come componenti fondamentali del sistema economico e della società civile, nonché il riconoscimento del loro ruolo a tutti i livelli di interlocuzione istituzionale e privata. Rete Imprese Italia Roma sarà quindi la nuova rappresentanza delle piccole medie imprese, dell’impresa diffusa, del “popolo del fare impresa” della Capitale. Rete Imprese Italia Roma supererà le logiche di rito della concertazione per riequilibrare e ricomporre la rappresentanza delle imprese in un quadro che concretamente ne valorizzi l’apporto dei processi evolutivi del sistema-Paese. Roma e la Provincia hanno bisogno di una rotta, di una bussola, di un obiettivo, di un punto da cui partire, da cui ri-partire. Le imprese romane sono soggetti capaci di dare alla città vitalità collettiva, innovazione continuata, efficienza ed internazionalizzazione. Per questo, Rete Imprese Italia Roma così come Rete Imprese Italia ha un’ambizione: modernizzare la rappresenta delle imprese per modernizzare l’economia e la società romana. E’ una nostra responsabilità. E’ un’opportunità per la città e la provincia.

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CNA: Associazione del presente proiettata nel futuro Il 19 ottobre 2012 è stata inaugurata la Casa delle Imprese della CNA di Roma. La nuova sede, che sorge nel cuore di Garbatella, è il più grande centro servizi per le imprese della Capitale. Un luogo per gli imprenditori dove fermarsi, ricevere ascolto, servizi e consulenza. Quando l’imprenditore è stanco e stressato vuole trovare ristoro. E questo è il senso della Casa delle Imprese: in un momento di difficile dialogo con le banche, il fisco e il mercato, qui gli imprenditori, troveranno il luogo che accoglie, la loro casa in cui confrontarsi, incontrarsi, trovare risposte. Una Casa più grande per accogliere un numero di imprese associate in costante crescita: 18mila quelle iscritte, con un aumento, dal 2001 a oggi, del 30%. E la crescente richiesta è stata accolta offrendo servizi nuovi, accanto a quelli tradizionali. L’elaborazione di un Piano Strategico per la CNA di Roma è stata un percorso lungo che ha rappresentato un momento molto importante per l’associazione, che ci ha permesso di riflettere e di approfondire alcuni temi specifici, determinanti per comprendere appieno gli sviluppi del mondo economico e associativo in un’ottica triennale. Il risultato finale è stato la costruzione di un progetto condiviso, frutto del contributo di tutti, imprenditori, dirigenti e collaboratori. Il Piano Strategico ci aiuterà in questi anni a raggiungere la luce in fondo al tunnel, intraprendendo un percorso da compiere insieme per giungere alla vittoria più importante: “Fare di Roma il luogo dove fare impresa sia facile ed entusiasmante”. Nuovi mezzi di comunicazione sono entrati prepotentemente nella vita quotidiana dell’associazione. Internet, social network, dirette streaming degli eventi, il TG impresa hanno affiancato le forme di comunicazione tradizionali per rafforzare in modo innovativo il collegamento con gli associati in un’ottica bidirezionale che permetta lo scambio, l’integrazione, la circolazione di idee anche tra imprenditori. Eliminazione degli sprechi, sobrietà organizzativa e comportamentale, innovazione nei modelli relazionali, necessità di supporto all’economia reale con relativa eliminazione di tutte quelle sovrastrutture che si sono accumulate nel tempo e che non portano più valore 17


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aggiunto alle imprese e al mondo dell’economia, costituiranno il paradigma di riferimento per la CNA negli anni a venire. La CNA sarà chiamata ad avviare una attenta analisi interna in un’ottica di spending review, al fine di individuare spazi per il contenimento dei costi e di razionalizzazione della propria struttura, progettando nuove soluzioni anche in termini di servizi efficaci ed efficienti in un approccio di sistema. Occorrerà inoltre ricercare un nuovo assetto organizzativo più rispondente al mutato contesto e alle esigenze delle imprese. Una maggiore flessibilità degli assetti, una maggiore attenzione alle cose da fare, alle funzioni da svolgere, agli obiettivi da perseguire, alle esigenze reali delle imprese associate, sarà assunta come criterio di validazione della nuova configurazione associativa dell’Associazione. Le idee sono l’asset più prezioso che un’organizzazione come la nostra possiede. Il mix dei settori, dei generi, delle nazionalità degli imprenditori sono un elemento essenziale perché la generazione delle idee è più feconda in ambienti eterogenei. Il mezzo per rendere visibile e praticabile l’idea, è la partecipazione: l’associazione ha infatti una funzione cruciale per la definizione degli obiettivi comuni e per la mobilitazione per il loro conseguimento. “Quando un’idea è rappresentata da una associazione, deve per forza prendere una forma più netta e precisa; essa conta i suoi partigiani e li impegna nella sua causa” (Alexis de Tocqueville)

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CNA AREA METROPOLITANA DI ROMA Viale Guglielmo Massaia, 31 00154 Roma T.: 06 570151 (20 linee a.r.) F: 06 57015222 Email: info@cnapmi.com Website: www.cnapmi.org

AREA SUD Albano Laziale Via Vascarelle, 54 00041 Albano Laziale T.: 06 9304976 - 06 9305527 F: 06 9304330 Email: sedealbano@cnapmi.com

AREA TIBURTINA Tivoli - Villa Adriana Via Tiburtina,114 00010 Tivoli T.: 0774 381102 - 0774 381643 F: 0774 382187 Email: sedetivoli@cnapmi.com

Pomezia Via dei Castelli Romani, 15/A 00040 Pomezia T.: 06 9106664 F: 06 91624060

Roma Tiburtina Ottoboni Via Pietro Ottoboni, 50 00159 Roma T.: 06 4394810 - 06 4394811 F: 06 4394812 Email: sedetiburtino@cnapmi.com

AREA TUSCOLANA Roma Tuscolana Via Vincenzo Lamaro, 15 c/o Centro Commerciale CinecittĂ 2 00173 Roma T.: 06 2412803 - 06 2412606 F: 06 2412602 Email: sedetuscolana@cnapmi.com

AREA NORD Roma Prati Circonvallazione Clodia, 29 00195 Roma T.: 06 39751595 - 06 30610378 F: 06 39735368 Email: sedeprati@cnapmi.com

CNA POINT Piazzale Ionio Piazzale Jonio, 21 00141 Roma T.: 06 88640910 F: 06 88640946 Email: info@cnapoint.it CNA POINT Tecnopolo Tiburtino Via Giacomo Peroni, 400/402 (Pl. 2) 00131 Roma T./F: 06 45667042 CNA POINT Colleferro Via Casilina 49600 00034 Colleferro T./F: 06 9770359 Email: cnapointcolleferro@cnapmi.com CNA POINT Fiumicino Via del Serbatoio, 28/B 00054 Fiumicino T.: 06 81913571 CNA POINT Guidonia Via Numa Pompilio, 15 00012 Guidonia T.: 0774 344600


Anno 2013 - CNA Notizie Il Magazine della CNA di Roma

CNARoma-Assembleeelettive

Assemblee Congressuali 2013: il Calendario

Martedì 7 maggio 2013 - Ore 09.00 CNA Cultura e Spettacolo Tempio di Adriano (Roma - Piazza di Pietra)

Martedì 18 giugno 2013 - Ore 18.30 CNA Piccola editoria Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Sabato 11 maggio 2013 - Ore 11.30 CNA Odontotecnici Laghi Verde Oasi (Roma - Via di Lunghezzina, 75)

Mercoledì 19 giugno 2013 - Ore 16.00 CNA Giovani imprenditori Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Mercoledì 15 maggio 2013 - Ore 18.30 CNA Artistico Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Giovedì 20 giugno 2013 - Ore 18.00 CNA Castelli (Albano Laziale, Grottaferrata, Pomezia) Sede CNA Castelli (Albano Laziale - Via Vascarelle, 54)

Lunedì 27 maggio 2013 - Ore 09.30 CNA Acconciatura ed Estetica Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Sabato 22 giugno 2013 - Ore 10.30 CNA Autoriparazione Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Martedì 28 maggio 2013 - Ore 10.00 CNA Pensionati Teatro Flaiano (Fiumicino - Via del Serbatoio, 24)

Lunedì 24 giugno 2013 - Ore 13.30 CNA Città storica Spazio Cinque Lune (Roma - Piazza delle Cinque Lune, 74)

Martedì 28 maggio 2013 - Ore 18.00 CNA Imprese di pulizia Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Lunedì 24 giugno 2013 - Ore 19.00 CNA FITA - Trasporto merci e persone Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Giovedì 30 maggio 2013 - Ore 18.30 CNA Impresa Donna Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Mercoledì 26 giugno 2013 - Ore 18.00 CNA Federmoda Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Martedì 4 giugno 2013 - Ore 17.00 CNA Costruzioni Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Giovedì 27 giugno 2013 - Ore 18.30 CNA Zona Litorale Hotel Cancelli Rossi (Fiumicino - Via Portuense, 2443)

Martedì 4 giugno 2013 - Ore 17.00 CNA Impiantisti Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Lunedì 1 luglio 2013 - Ore 19.00 CNA Area Nord Est (Salaria, Tiburtina, Valle dell’Aniene) Hotel “Il Maniero” (Villa Adriana - Via di Villa Adriana, 41)

Martedì 4 giugno 2013 - Ore 17.00 CNA Professioni Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Lunedì 8 luglio 2013 - Ore 10.00 CNA Commercio Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Mercoledì 5 giugno 2013 - Ore 16.00 CNA Produzione Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Giovedì 11 luglio 2013 - Ore 17.00 CNA World - imprenditoria straniera Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Mercoledì 12 giugno 2013 - Ore 18.30 CNA Comunicazione e Terziario Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Martedì 16 luglio 2013 - Ore 18.00 CNA Alimentare Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Giovedì 13 giugno 2013 - Ore 16.00 CNA Industria Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31)

Mercoledì 17 luglio 2013 - Ore 18.30 CNA Tintolavanderie Casa delle Imprese (Roma - Viale Guglielmo Massaia, 31) Lunedì 23 luglio 2013 - Ore 18.30 CNA Creatività e Innovazione Spazio Informale (Roma - Via dei Cerchi, 75)

Segui tutte le news sui congressi su: www.cnapmi.org

Cna roma notizie n 1 2013 assemblee elettive  

"Che fare?" è il filo conduttore dei Congressi Cna del 2013. Un'occasione importante per prender parte e contribuire alla vita dell'associaz...

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