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Affari Generali IMPOSTA COMUNALE SULLA PUBBLICITA’

Arrivano i controlli con le relative sanzioni Il comune di Modena - Servizio tributi, tramite la società di gestione riscossione ICA S.r.l. sta effettuando controlli a tappeto nei confronti delle imprese soggette al pagamento della tassa comunale sulla pubblicità. Stessa cosa sta succedendo in altre realtà della nostra provincia. Si tratta di un adempimento in vigore già da parecchi anni, ma che i Comuni non hanno controllato capillarmente, al contrario di quanto sta avvenendo ora, probabilmente a causa delle difficoltà finanziarie delle amministrazioni locali. Di conseguenza le imprese - ad esempio attività di servizio come parrucchiere, barbieri, estetiste, aziende dell’autoriparazione, lavanderie, tutto il mondo del commercio al dettaglio, edicole, pubblici esercizi, eccetera - devono porre particolare attenzione alla propria situazione e valutare l’ipotesi, qualora non l’avessero già fatto, di regolarizzare la propria posizione per evitare di incorrere in sanzioni che possono arrivare al 100% dell’imposta dovuta. Consigliamo alle imprese di verificare tutte le forme di pubblicità presenti nel proprio esercizio, dalle insegne alle piccole vetrofanie, comprese le immagini e i simboli che possono ricondurre ad una implicita pubblicità dell’attività svolta. L’improvvisa stretta in atto sull’applicazione dell’imposta di pubblicità sta creando non pochi disagi e tensioni alle imprese e quanto sta accadendo è giustamente vissuto come atto vessatorio nei confronti di chi, come i commercianti ed i piccoli artigiani, è assoggettato ad una mole impressionante di adempimenti burocratici, rischia di essere schiacciato dal peso di una fiscalità abnorme e sta pagando in modo salato il conto della crisi economica in atto. Cna ha richiesto e formalmente aperto un tavolo di confronto tecnico-politico teso a definire in modo il più puntuale possibile, e utilizzando il buon senso, le linee di confine tra pubblicità soggetta all’imposta e quella esente. Vediamo in sintesi la legge in materia.

SOGGETTO PASSIVO La pubblicità esterna è soggetta ad una imposta, a favore del Comune nel cui territorio è effettuata, da colui che dispone del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso o da colui che produce o vende la merce o fornisce servizi oggetto della pubblicità. AMBITO APPLICATIVO L’imposta sulla pubblicità si applica a tutti coloro che effettuano la diffusione di messaggi pubblicitari attraverso mezzi visivi e/o acustici diverse da quelle assoggettate al diritto sulle pubbliche affissioni in luoghi pubblici o aperti al pubblico o che sia percepibile da questi luoghi. Dunque è assoggettata all’imposta anche la pubblicità esposta in luoghi privati, ma aperti al pubblico o comunque percepibili da tali luoghi. Rientrano quindi in quest’ambito anche i messaggi diffusi in aree private come i cortili delle aziende, le vetrine dei negozi, i marciapiedi antistanti ai negozi o le pubbliche vie. Vi rientrano anche le forme pubblicitarie eseguite all’interno dei locali pubblici come i locali da ballo e i negozi o nei luoghi aperti al pubblico come le gallerie dei centri commerciali, gli impianti sportivi, le stazioni ferroviarie, gli ospedali etc. Sono assoggettati alla tassa, anche i messaggi diffusi nell’esercizio di una attività economica allo scopo di promuovere la domanda di beni o servizi ovvero finalizzati a migliorare l’immagine del soggetto pubblicizzato. CASI DI ESENZIONE DELL’IMPOSTA Esistono anche alcune esenzioni. Eccole: - La pubblicità realizzata all’interno dei locali adibiti alla vendita di beni o alla prestazione di servizi quando si riferisca all’attività negli stessi esercitata, nonché i mezzi pubblicitari, ad eccezione delle insegne, esposti nelle vetrine e sulle porte di ingres2

so dei locali medesimi, purché siano attinenti all’attività in essi esercitata e non superino, nel loro insieme, la superficie complessiva di mezzo metro quadrato per ciascuna vetrina o ingresso. Quando questi mezzi pubblicitari vengono apposti esternamente ai locali non devono essere superiori a 300 cmq, pena la decadenza dell’esenzione. La pubblicità ricompresa in questo ambito va tenuta in ogni caso distinta da eventuali scritte riportanti la ragione o la denominazione sociale dell’esercizio perché in questo caso funge da insegna e ne risulta esente se è inferiore a 5 mq. - Gli avvisi al pubblico esposti nelle vetrine o sulle porte di ingresso dei locali, o in mancanza nelle immediate adiacenze del punto di vendita, relativi all’attività svolta che non superino la superficie di mezzo metro quadrato (avvisi relativi e strumentali all’attività svolta nonché generici come ad esempio le locuzioni “Aperto - Ingresso - Svendita - Saldi etc.” senza che però compaiano riferimenti alla ragione sociale, alla tipologia dell’esercizio perchè in tal caso fungono da insegne e sono esenti se inferiori a 5 mq.) e quelli riguardanti la locazione o la compravendita degli immobili sui quali sono affissi, in questo caso di superficie non superiore a 250 cmq; - La pubblicità comunque effettuata all’interno, sulle facciate esterne o sulle recinzioni dei locali di pubblico spettacolo qualora si riferisca alle rappresentazioni in programmazione; - La pubblicità, escluse le insegne, relative ai giornali ed alle pubblicazioni periodiche, se esposta sulle sole

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