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www.pd.cna.it N. 5 - giugno 2014

SP E C I A L E

N° 5 giugno 2014.

Sped. in abb. postale, quindicinale. Poste Italiane SpA Sped. in abb. postale D.L. 353/2003 (convertito in legge 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 1, NE/PD, reg. Tib. Pd, 987/12.01.87

1984-2014

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IMPRENDITORI INTRAPRENDENTI

Così si racconta Giovanni Salvalaggio, presidente del consorzio Forexport da febbraio di quest’anno. Perito industriale, ha iniziato giovanissimo nel 1972 specializzandosi nel campo della progettazione di impianti industriali nel settore alimentare, e in particolare per la produzione di pasta. Nel 1986 ha avviato la sua attività nel settore creando la SARP, azienda artigiana, con il fratello Stefano. L’azienda si è ampliata diventando una piccola industria. Oggi occupa 30 persone tra impiegati, tecnici, operai, oltre naturalmente ai familiari, moglie e figli e copre attualmente una superficie di 3.000 mq. coperti. L’azienda ha sempre avuto una vocazione per i mercati esteri. Giovanni ha realizzato il primo impianto per un pastificio tedesco e poi ha sempre continuato la sua attività rivolta alla ricerca di nuovi mercati, in ogni parte del mondo, seguendo personalmente i rapporti commerciali con l’estero, partecipando a tutte le fiere specializzate del settore ed alle numerose missioni commerciali organizzate dal Consorzio, dalla Camera di Commercio di Padova e dalla Regione Veneto. L’azienda oggi fattura oltre 5 milioni di euro, di cui l’80% all’estero e più precisamente il 70% in Europa, il 30% in Russia, Australia e Stati Uniti. La SARP è un classico esempio di azienda che, anche tramite la partecipazione alle attività verso l’estero organizzate da Forexport, ha saputo consolidarsi nei mercati esteri. Presente nel Consorzio dal 1987, oltre ad avere aderito alle prime fiere organizzate nella ex Jugoslavia e addirittura ad alcune missione commerciali nella ex URSS, Giovanni è sempre stato parte attiva nella gestione del Consorzio, ricoprendo la carica di consigliere e ora appunto di Presidente.

Giovanni Salvalaggio è convinto che la strategia del Consorzio Forexport deve cambiare, così come stanno cambiando i tempi. Il Consorzio non può limitarsi a organizzare la partecipazione a fiere, ma deve essere protagonista di progetti complessi che prevedono per esempio la creazione di ‘fusioni’ con aziende estere per la gestione dell’attività di assistenza tecnica post-vendita o l’attività di assemblaggio degli impianti necessari in alcuni paesi, quali il Brasile o la Russia, per superare le barriere doganali o i dazi d’importazione molto alti. Per Salvalaggio un’occasione estremamente importante può essere Expo 2015, dato che il te-

ma dell’esposizione universale è per l’appunto “Nutriamo il Pianeta”, con l’attesa di 20 milioni di visitatori previsti e 147 paesi espositori. Il sistema produttivo veneto, non può perdere questa occasione di mettere in una prestigiosa vetrina internazionale i propri prodotti ed attrarre nel proprio territorio i visitatori indirizzati al polo turistico di Venezia. Il padiglione “Veneto”, all’interno del padiglione Italia deve essere un momento di rilancio della nostra economia e di uscita dalla crisi economica che ci attanaglia con la rinascita di un nuovo turismo che, oltre alle bellezze architettoniche e d’arte è arricchito dai prodotti del territorio provenienti da industria, artigianato, agricoltura. ◾

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Sped. in abb. postale, quindicinale. Poste Italiane SpA Sped. in abb. postale D.L. 353/2003 (convertito in legge 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 1, NE/PD, reg. Tib. Pd, 987/12.01.87

Direttore Responsabile: Silvia Veronese. Editore: CNA Padova, via Croce Rossa 56, 35129 Padova, NUMERO REPERTORIO ROC, in attesa di registrazione. Redazione: via croce Rossa 56, 35129 Padova. t. 049 8062233. f. 049 8062200, ufficiostampa@pd.cna.it. Stampato da: Grafiche Corrà, Vr Grafica: YGES IT - yges.com

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{

Il futuro legato ai consorzi per l’export

}

ARIA NUOVA PER COORDINARE LE AZIONI ALL’ESTERO Renzo Fornasiero, responsabile del Consorzio, illustra le evoluzioni. Dalla sua costituzione nel luglio 1984, il suo primo nome, Artigianexport fino a oggi. All’attualissimo Forexport. “Se ripenso a quello che eravamo e a quello che abbiamo fatto in tutti questi anni, possiamo dire che il mondo è davvero cambiato. Nessuno pensava che la Cina sarebbe diventata la prima potenza economica mondiale, superando addirittura gli Stati Uniti, che il grande impero sovietico si sarebbe dissolto come niente, che molti stati sarebbero balzati agli onori delle cronache per lo sviluppo economico, oltre alla Cina, la Russia, il Brasile, l’India e molti paesi del sud-est Asiatico”. Così esordisce Renzo Fornasiero nel misurare la trasformazione in trent’anni del consorzio. Anche l’Unione Europea si è rafforzata, molte barriere doganali e protezionistiche sono cadute, sono nati molti accordi di cooperazione internazionale, quali il WTO, il NAFTA, il MERCO-SUR e il nostro paese si è confermato come grande paese esportatore. Moderni Marco Polo che hanno saputo conquistare mercati del tutto nuovi. “Abbiamo fatto tutto da soli, ognuno ha saputo trovare la sua strada all’estero. I nostri esportatori sono stati capaci di vendere all’estero l’immagine di cultura, tradizione, saper fare: non a caso dopo gli anni di delocalizzazione selvaggia nella moda, ma anche in altri settori, le grandi griffe del lusso, stano riportando in Italia le loro produzioni”, prosegue Fornasiero. Sono 20.000 le aziende italiane che esportano con grande continuità, ma ce ne sono almeno 70.000 che lo fanno saltuariamente, addirittura chi dice 180.000, il 97% con meno di 10 dipendenti. A loro dobbiamo guardare per consolidare il

trend e rendere ancora più stabili le nostre esportazioni. Arte, paesaggio, clima, cucina, “dolce vita”, la creatività del made in Italy, la qualità della nostra manifattura. L’Italia vanta risorse che fanno impallidire gran parte dei nostri concorrenti e che ci offrono oggi il trampolino ideale per spiccare il salto in avanti nell’economia glo-

Renzo Fornasiero ◾

① Stand Consorzio. Fiera

Meble di Mosca

② San Paolo del Brasile, fiera Encontri de moda ◾

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continua da pag. 5 { Il futuro legato ai consorzi per l’export

bale. Il made in Italy ha ancora un potenziale di mercato enorme, se pensiamo che solo nel turismo, nel prossimo decennio, i flussi turistici mondiali cresceranno del 50%. Intercettare una quota consistente di questa ondata deve diventare una priorità nazionale anche per far conoscere e valorizzare il made in Italy. Il Veneto è la seconda regione esportatrice in Italia con più di 50 miliardi di euro nel 2012 e con un saldo attivo di circa 13 miliardi di euro, Il punto di forza dell’economia veneta è caratterizzato dalla meccanica che rappresenta circa un quinto del fatturato estero, ma molto bene sta andando l’abbigliamento, il calzaturiero, l’exploit dei prodotti alimentari e dei vini. I nostri tradizionali mercati sono la Germania, Francia, USA e Svizzera, Russia e Paesi Arabi. Altra grande risorsa per la regione è data dal turismo che produce con l’indotto ol-

tre 11 miliardi di euro e con 60 milioni di presenze all’anno, il Veneto si conferma la prima regione turistica in Italia. “Stiamo attraversando una fase di profonde trasformazioni nel settore dell’internazionalizzazione. Dieci anni fa abbiamo cambiato la denominazione sociale del consorzio da Artigianexport a Forexport, perché la maggior parte delle aziende associate nel frattempo erano diventate piccole industrie per fatturato e numero di dipendenti. Ora anche la legge sui consorzi export è radicalmente cambiata. L’anno scorso è stata emanata una nuova normativa che amplia notevolmente la sfera di attività dei consorzi export. Oggi possiamo associare infatti anche grandi aziende, aziende operanti nei settori del commercio, servizi, turismo, agricoltura, ma anche banche e enti pubblici e privati, insomma tutto l’universo dell’imprenditoria può utilizzare i consorzi, sia per l’export, sia per l’importazione di prodotti, per la formazione specializzata, ecc. e non più a livello regionale, ma a livello nazionale. Sulla base di questa nuova normativa. Forexport si tra-

sformerà gradualmente da Consorzio plurisettoriale (per fatturato oggi è tra i maggiori a livello nazionale) a Consorzio specializzato nel settore food-tecnologie alimentari, e in tal senso stiamo predisponendo, proprio in funzione all’Expo 2015 un grande progetto per valorizzare le aziende del settore che operano nel territorio, sia nel food, sia nelle tecnologie necessari per la produzione. Per la moda verrà organizzato un grande evento internazionale con le aziende top venete, invitando centinaia di buyers russi, coinvolgendo tutti i settori della bellezza, cosmesi ed estetica. È stato concluso un accordo molto importante con Fiera Milano per promuovere un nuovo evento sulla casa nel suo complesso, Homi Mosca, dal 15 al 18 ottobre; il consorzio inoltre sarà presente alle due fiere di Mosca, I Saloni Worldwide e Mebel. Con l’associazione UNIAFRICA, l’Unione per lo sviluppo delle relazioni tra Italia e Africa, organizzeremo una grande missione plurisettoriale in Mozambico, dove sono in programma ingenti investimenti pubblici e privati. Nell’area del Golfo a Dubai, a novembre, parteciperemo alla fiera GULFOOD, per il settore tecnologie alimentari. In Brasile, parteciperemo alla fiera EQUIPOTEL di San Paolo per il settore HO.RE.CA, e da ottobre partirà il progetto “CA NOVA” un grande show-room di 400 mq. localizzato nel più prestigioso quartiere di San Paolo, Morumbi, dedicato al settore casa, e poi ancora un grande progetto sulle energie rinnovabili”, chiude Fornasiero. Quindi il consorzio si concentrerà su alcuni paesi quali Russia, Brasile, Paesi Arabi e del Centro Africa per sviluppare nuove opportunità commerciali per le aziende, senza dimenticare di assistere le aziende in decine di fiere in Europa e Stati Uniti. ◾ Forexport al Meble, Mosca ◾

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Una meta commerciale a portata di { Brasile. piccole e medie imprese

}

NULLA È IRRAGIUNGIBILE, QUANDO QUALCUNO SA ABBATTERE LE DISTANZE

Sonia Moura, collaboratrice a progetto del Consorzio, una lunga esperienza nel settore dell’abbigliamento, prima come modella e poi come stilista, con una formazione specifica al “Marangoni di Milano”, ha aperto le porte del suo Brasil alle piccole imprese della regione Veneto.

Sonia Moura. Collaboratrice del Consorzio per il Brasile ◾

Il Consorzio Forexport sta sviluppando un’intensa attività promozionale in vari mercati ed in particolare verso quello brasiliano. Da circa tre anni Sonia Moura segue infatti, per conto del Consorzio Forexport, progetti di sviluppo commerciale in Brasile organizzando numerose fiere e missioni: ricordiamo le fiere FISPA TECNOLOGIA per il settore tecnologie alimentari, la fiera “ENCONTRO DA MODA” e missioni con incontri B2B a San Paolo, Rio De Janeiro e Fortaleza. Negli ultimi tre anni almeno 30 aziende padovane hanno partecipato alle iniziative organizzate in Brasile dal Consorzio. Quest’anno sono quattro i progetti che Forexport organizzerà in Brasile. Il primo riguarda una ricerca di mercato per il settore meccanica finanziato dall’EBAV (Ente per l’Ar-

tigianato Veneto) in particolare per i settori macchine agricole, macchine per la lavorazione del legno e automotive; la seconda, realizzata con il contributo di “Veneto Promozione”, riguarderà la partecipazione alla fiera Equipotel di San Paolo dal 15 al 18 settembre per il settore HO.RE.CA-forniture alberghiere, di particolare importanza in vista delle prossime olimpiadi del 2016, l’avvio del progetto “Cà Nova”, con la realizzazione di uno show-room per il settore arredamento, nel prestigioso quartiere di Morumbi a San Paolo, e l’organizzazione di una missione per il settore energie rinnovabili, dato il forte interesse del governo federale di Brasilia per le energie rinnovabili. Complessivamente in tre anni saranno oltre 50 le aziende venete accompagnate in questo mercato, molto difficile, ma che conta circa 200 milioni di abitanti, di cui almeno 40 milioni con un reddito superiore a quello italiano, senza contare i legami culturali tra i due paesi (30 milioni di Brasiliani oriundi) ed un vero culto per i settori eccellenti del made in Italy, food, meccanica, moda e lusso. “Il Veneto ha una fortissima offerta verso questo paese, non dimentichiamo il turismo”sottolinea Sonia Moura. Padova con Sant’Antonio di origine portoghese, è molto famosa in Brasile, ma tutti i settori della produzione sono appetibili per questo mercato. La moda, il food, le tecnologie per l’industria alimentare, la meccanica in generale. Sono già oltre 700 le aziende venete che esportano, ma da un nostro

sondaggio potrebbero raddoppiare. Certo, le aziende, soprattutto le piccole, devono considerare che questo mercato non è la Germania o la Francia: qui i dazi doganali sono proibitivi se non si ricercano soluzioni di collaborazione con l’industria locale, joint favorite dai vari stati brasiliani. Le piccole aziende si devono mettere in rete per elaborare progetti comuni, quali la gestione di centri di assistenza, postvendita, penso all’industria alimentare, con il sostegno della finanza pubblica, in primo luogo della SACE”, continua Moura. Tramite il consorzio, le aziende possono risparmiare molto tempo e denaro, perché grazie agli uffici di San Paolo collegati e coordinati da Sonia Moura, si è in grado di dare informazioni precise alle aziende. “In conclusione, non voglio assolutamente sostenere che il Brasile sia la terra promessa per il made in Italy e che vendere qui sia una passeggiata: è un mercato molto complesso ma, tramite Forexport è possibile ricercare le migliori soluzioni che possono essere le più varie partecipazioni a fiere e missioni, ricerche di mercato, progetti di inserimento commerciale, progetti di sostegno finanziario perché per esportare non basta offrire un prodotto, è necessario offrire un pacchetto completo che consenta al cliente di acquistare con un piano finanziario che gli permetta di ricevere anticipi di liquidità importanti sulle forniture, strumenti necessari per concludere molti affari”, chiude Moura. ◾

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{ Un brand di successo

}

PACO PEREZ DAL NORD EST… AL RESTO DEL MONDO Stefania, Magda, Paola, Edna BROGIN seconda generazione di CLEB4 stanno portando in alto il Made in Italy nel settore moda. Nuovo brand, nuovi programmi, nuovi orizzonti. Hanno puntato sull’originalità e sulla qualità... quattro donne al timone di un’azienda? Questo è già un “caso imprenditoriale” e un successo garantito… con le difficoltà del caso.

Paco-Perez. Stefania indossa un abito della collezione ◾

I Fantastici 4… A Padova abbiamo le Fantastiche 4… Stefania Brogin consigliera Forexport dal 2010 (laurea in economia) e le sue sorelle: Magda stilista, Paola con competenze amministrative, Edna architetto. Insieme fanno la CLEB4. L’azienda familiare alla seconda generazione opera nella moda, è distributore di abbigliamento uomo donna con un target medio alto e di abbigliamento professionale. Produce e distribuisce il proprio marchio Paco Perez made in Italy distintivo della collezione femminile e di recente anche maschile per la moda tango. Nato all’inizio come brand per un total look femminile si è specializzato poi nella moda per ballo, un settore che rappresenta un segmento di mercato estremamente piccolo ma altrettanto vivace e legato a un crescente interesse di pubblico alla cultura del ballo del tango e ai nuovi stili di vita e consumo. Perché questa scelta della moda tango? Paco Perez è il nostro brand, dove creatività competenze esperienza e tradizione di anni nel mondo della moda confluiscono. Puntare a occupare una nicchia come quella della moda per ballo nel caso del tango si è rivelata come una possibile strate-

gia vincente. Non solo, ma volevamo cambiare rispetto alla linea che prima distingueva il marchio, desideravamo esprimere originalità con la ricercare di contenuti culturali nuovi, di forte condivisione e feeling e il fascino della cultura del tango unita anche a una passione personale ci ha conquistato proponendo modelli di manifattura curata e italiana di scelta stilistica elegante, fresca con tagli e asimmetrie per dare movimento alle creazioni e con attenzione a definire un prezzo finale accessibile. Siete anche distributori, quali le criticità? Le criticità sono molte per chi vuole rimanere su un segmento medio alto e di made in Italy. Abbiamo un punto vendita all’ingrosso di abbigliamento uomo e donna, posizionato all’interno del centro commerciale più grande del Nord Est e oltre vendere sul pronto raccogliamo ordine su campionario. Gestire competitività e marginalità è e sta diventando estremamente determinante, significa non avere giacenze, acquistare bene, far produrre ottimizzando costi non rinunciando a qualità, abbreviare i tempi di incasso. Poi concorrenza cinese, l’aumento grande distribuzione una crisi che ha decimato negozi e contratto fortemente i consumi e la specializzazione di quelli rimanenti su marchi e prodotti a basso prezzo. Le opportunità che si aprono per l’esperienza di mercato e settore, diversificando anche il business. Curare gestione finanziaria non gravata da costi e vincoli di fi-

nanziamento, avere strutture di costi flessibili, produzioni personalizzate, fidelizzare il cliente sulla professionalità e serietà, avere un’offerta curata garantita nella qualità e differenziata, orientata al cliente, e fare marketing, molto, anche on line e tanto impegno stringendo forti collaborazioni con i propri fornitori basate su credibilità e reputazione, qualità vincenti in qualunque tipo di relazione e cercare mercati oltre confine. Su cosa devono puntare le piccole imprese manifatturiere? Sulla creatività, l’internazionalizzazione, l’innovazione anche del modello organizzativo come la creazione di reti tra imprese, alleanze formalizzate e aggregazioni. La differenza sta nel salto qualitativo di cultura d’impresa di management di visione del proprio modello di business di consapevolezza delle criticità, limiti e punti di forza che in una forma a rete possono generare vantaggio competitivo in un contesto concorrenziale complesso, globale in cui il cambiamento continuo rappresenta la costante ma anche l’opportunità di successo. In questo percorso a supporto della piccola impresa che vuole innovare e internazionalizzarsi, la consulenza di associazioni e consorzi di supporto allo sviluppo d’impresa e strategie di export giocano un ruolo fondamentale di sensibilizzazione, di offerta di servizi e di accompagnamento con il risultato di superare quel limite dimensionale che rappresenta una criticità per la competitività delle imprese italiane. ◾ PMI } giugno 2014

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Un giovane astro nel firmamento di un rarissimo mestiere antico…

DALLE MANI DI UN LIUTAIO, ARIA SONORA… Giovanni Lazzaro a 47 anni è uno dei pochissimi liutai attivi in Italia e all’estero. Il suo pensiero positivo e propositivo in un momento dove i giovani inseguono chissà quale speranza, mentre ancora il lavoro delle "mani intelligenti" dà da vivere…

L'artigianato, nello specifico la liuteria di qualità, può esprimere compiutamente le capacità dell'imprenditoria uniti al talento italiano. Spesso ci dimentichiamo che le radici del nostro essere, traggono spunto dalla nostra storia di eccellenti creativi, artisti ed “artigiani”. Perché proprio in questo i grandi pittori, scultori, architetti del passato hanno saputo eccellere facendo la differenza, insegnando al mondo il senso del bello plasmato dalla e nella materia. “Il rilancio delle tipiche capacità artigianali e artistiche italiane, passa anche attraverso una rivisitazione e consapevolezza del passato e delle realtà odierne; dalla necessità di consolidamento e promozione, dell'assoluta priorità nel recupero delle conoscenze altrimenti perdibili per sempre e della necessità di mantenerle vive e forti”, precisa

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Giovanni Lazzaro. Questo è uno degli scopi primari che la classe politica, dirigenziale di questo Paese dovrebbe avere nella prospettiva di un futuro dove le nuove generazioni possano esprimersi non solo – ed esclusivamente – tramite lo studio sempre utile ma spesso fine a se stesso, ma anche attraverso la pratica e conoscenza delle “materie”, madri e accompagnatrici dell'uomo nel cammino del sapere per l'esistenza. “L'artigianato cosiddetto “artistico” è una fucina di creatività, artigianalità e arte. Creare con le proprie mani, accordatamente al talento, intelligenza e conoscenza, sono una delle sfide al futuro che, guarda caso, si rivolge nuovamente al passato, già mentore e maestro di ciò che siamo”, prosegue Lazzaro. Recuperando il gusto del fare si

possono scoprire nuove mete, nuovi orizzonti. “Fare artigianato” non è un ripiego, ma anzi, un'incredibile opportunità di crescita e sviluppo anche del sapere in senso lato. “Investire nella nostra storia, arte e cultura – e quindi artigianato parimenti – promuovendo la cultura del fare e creare è la chiave di successo anche, soprattutto per i giovani che vogliano disincagliarsi da una statica, anoressica visione del lavoro. Dobbiamo essere consapevoli e fieri detentori del nostro “sapere artigiano”, nonché propugnatori non solo di un passato che ha insegnato al mondo la via ad excelsior, ma di un presente memore di ciò che è stato che proponga nuove arti e mestieri... Materiam superabat opus. ◾


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Fiere 2014 - Annuali

Località

Data

Cosmetica Ristorazione e hospitality Logistica Edilizia Ingegneria

Incosmetics Brazil Equipotel Sao Paulo Movimat Feicon Batimat Nordeste Fimmepe Nordeste

Sao Paulo Sao Paulo Sao Paulo Recife Recife

09-10/09/2014 15-18/09/2014 16-18/09/2014 22-24/10/2014 22-24/10/2014

Settore

Fiere 2015 - Annuali

Località

Data

Sicurezza Edilizia Alluminio Automotive Automotive Illuminazione Energia e produzione di zucchero Fornitura Ristorazione e hospitality Macchinari e Machine utensili Cosmetica Ristorazione e hospitality Logistica

ISC Brazil Feicon Batimat Expo Aluminio Automec Pesados & Comerciais Motor Show Nordeste Expolux Sucronor Forind Nordeste Equipotel Nordeste Mecanica Sao Paulo Incosmetics Brazil Equipotel Sao Paulo Movimat

Sao Paulo Sao Paulo Sao Paulo Sao Paulo Recife Sao Paulo Olinda Recife Recife Sao Paulo Sao Paulo Sao Paulo Sao Paulo

marzo 2015 marzo 2015 aprile 2015 aprile 2015 aprile 2015 aprile 2015 aprile 2015 aprile 2015 maggio 2015 maggio 2015 settembre 2015 settembre 2015 settembre 2015

Settore

Fiere 2015 - Biennali

Località

Data

Plastica Elettronica Plastica Edilizia

NT&TT show FIEE Eletrica Feiplastic Febrava

Sao Paulo Sao Paulo Sao Paulo Sao Paulo

aprile 2015 aprile 2015 maggio 2015 settembre 2015

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EUROBLECH HANNOVER 21/25 ottobre 2014

Fiera internazionale lavorazione lamiera

EIMA BOLOGNA

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COLLECTION PREMIERE MOSCA

Saloni internazionali della moda

UNIQUE SAO PAULO

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I SALONI WORLDWIDE MOSCA 14/18 ottobre 2014

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MEBEL MOSCA

Salone russo del mobile

13/17 maggio 2014

12/16 novembre 2014

SISTEMA PERSONA ABBIGLIAMENTO COSMETICA

3/6 settembre 2014 15/18 ottobre 2014 27/30 agosto 2014

15/18 settembre 2014 9/13 novembre 2014

15/18 ottobre 2014

24/26 novembre 2014

COME ESPORTARE IN BRASILE UN CONVEGNO AD HOC Interventi:

Valdeci Mazzoni

funzionario della dogana di San Paolo (SP)

Julio Bortolato

avvocato esperto di diritto contrattuale con studio in San Paolo (SP) Banca Popolare di Vicenza per l’America Latina

Alessandro Conte

società di spedizione Expotrans

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La partecipazione al seminario è gratuita. Per richiedere informazioni sulla data e luogo del convegno è sufficiente inviare a info@forexport.it la richiesta: “ SIAMO INTERESSATI AL SEMINARIO COME ESPORTARE IN BRASILE”


{ La testimonianza

}

QUANDO ESPORTARE SIGNIFICA SALVARE LA PROPRIA AZIENDA

Esuberante, estroverso, ironico. Non sia mai che non segua direttamente le vendite partecipando a tutte le fiere e missioni che la sua azienda organizza direttamente o tramite il consorzio. Il suo è pertanto un punto di osservazione privilegiato perché è in contatto diretto sia con le aziende maggiori che esportano, sia con i buyers esteri. “Per le aziende del settore mobili, illuminazione, complementi d’arredo il 2013 è stato ancora una volta caratterizzato da pesanti difficoltà, chiusura di molte aziende, anche grandi gruppi, esordisce Saoncella. Centinaia di piccole e medie aziende hanno non solo licenziato il personale ma cessata l’attività, creando in alcune zone, monosettoriali come la Bassa padovana e veronese e al Distretto della Destra Piave nel Veneto, ma pure al Pesarese, al Distretto dell’Imbottito di Matera, situazioni davvero drammatiche per l’occupazione”. Infatti l’anno si è chiuso ancora con un forte calo del fatturato rispetto al 2012 a due cifre (-11,6%). Ciò aggrava una situazione già di per sé precaria: il giro d’affari del Macrosistema è crollato di un terzo (-33%) rispetto al 2007, che tradotto in miliardi di euro significa averne perso 14,2 (dai 42,5 del 2007 si è passati ai 28,3 del 2013). Il calo del fatturato nel 2013 è la combinazione delle perdite di entrambi i Macrosistemi che compongono l’aggregato Macrosistema Legno-Arredo: il Macrosistema Arredamento (-10,5%) e il Ma-

crosistema Legno-Edilizia arredo (-13,6%). È il mercato nazionale ad attraversare le maggiori difficoltà: il consumo interno apparente registra un -17,6%, valore che scende al -19,4% se si osserva solo il Macrosistema Arredamento. A conferma della situazione complessivamente negativa è anche la chiusura delle aziende e la conseguente riduzione del numero di addetti nel settore, piuttosto preoccupante. Le imprese che dal 2008 hanno cessato la propria attività sono già 7.800 (-10%), di cui ben 2.400 nell’ultimo anno (-3,3%). La perdita di posti di lavoro non ha Marco, socio della ditta Saoncella ◾

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continua a pag. 14

Marco Saoncella, past president del Consorzio Forexport e tuttora componente del consiglio di amministrazione, da sempre nel settore dell’arredo, gestisce due attività imprenditoriali. La ditta Saoncella snc, azienda artigiana di lucidatura, e Interstyle sas che commercializza mobili in tutto il mondo.


continua da pag. 5 { Il futuro legato ai consorzi per l’export

precedenti: oltre 49.000 (-11,6%), di cui 8.200 nel 2012 (-2,1%). Le esportazioni, invece, proseguono il trend positivo degli ultimi tre anni (+2,5%), anche se in misura più contenuta. Più dinamica la crescita del saldo commerciale del Macrosistema Legno-Arredo che ammonta per il 2013 a 7.791 milioni di euro, in aumento rispetto al 2011 del +9,3%; trend favorito dalla caduta delle importazioni del -10%. Di particolare importanza le esportazioni di mobili in Russia. Infatti le nostre vendite di mobili verso la Russia hanno manifestato nel 2013 forti segnali di ripresa rispetto alle pesanti flessioni subite ininterrottamente dal 2008, tanto da ridimensionare del 60% la quota che quel mercato rappresentava per le nostre esportazioni, passate da circa 900 milioni di euro del 20072008 ai poco più di 400 milioni di euro nel 2010, con la conseguente espulsione dal mercato russo di oltre 300 aziende italiane e ridimensionamento della nostra quota

di mercato rispetto a quella cinese. “Il calo delle nostre esportazioni è dipeso in grande misura dalla saturazione del mercato dell’arredo in principale modo per la fascia medio alta e particolarmente vistosa nella città di Mosca. Se si pensa che in molti casi la percentuale export verso la Russia superava in molti casi il 50% del fatturato complessivo di molte aziende, possiamo comprendere la straordinaria importanza di questo mercato per le nostre aziende associate”, aggiunge Saoncella. Per Marco non c’è solo la Russia. Negli ultimi tre anni ha esteso la sua azione anche in Cina, aderendo a un progetto molto importante “abitare lo stile italiano”, con la partecipazione per tre anni a uno show-room a Shanghai. “È stata un’esperienza con molte ombre e

luci, che poteva dare sicuramente risultati migliori, ma il mercato cinese è ancora proibitivo, soprattutto per quanto riguarda la tutela della proprietà industriale, la tutela della concorrenza, forse, oggi, solo i grandi brand possono farcela”, chiude Saoncella. Marco crede che esistano altri mercati ai quali affacciarsi: Centro Africa, Paesi Arabi come il Qatar, l’Oman, ma anche Stati Uniti e Sud-Est Asiatico, “Da soli non possiamo farcela. Senza sostegni pubblici, senza il supporto di una guida”.

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