Page 1

S V I Z Z E R A I TA L I A N A E MISSIONE BOLLETTINO INFORMATIVO TRIMESTRALE DEGLI ORGANISMI MISSIONARI E DI missio -Svizzera

1 – 2011


Invocazione 2

La pazienza del contadino Piove al villaggio di Kiwanja, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Per i contadini è la stagione della semina. Maman Jeanne Oyaka ha appena seminato i suoi fagioli. Jeanne Oyaka attende il frutto del suo lavoro. Sa che i semi germoglieranno e cresceranno. Di giorno o di notte, sotto il sole o la pioggia, lei e i suoi bambini attendono pazientemente. “Guardate il contadino: egli aspetta con pazienza che la terra produca i suoi frutti preziosi” (Gc 5,7). Jeanne Oyaka sa che la messe verrà. Che per quanto lunga sia la notte, si leverà il giorno. Tutte le notti della nostra esistenza cederanno il passo alla luce del Giorno. (dalla pagina del 23 aprile dell’Agenda di Sacrificio Quaresimale)

SOMMARIO Invocazione

2

Editoriale Un altro mondo deve essere possibile di Daria Lepori

3

Campagna Quaresimale Strumenti adeguati per fermare il saccheggio di Federica Mauri

4

Campagna Missio Memoria del passato ponte per il futuro di Rosalba Bianchetto

5

Progetti diocesani Continuità indispensabile di don Marco Castelli

6

Infanzia missionaria 20*C+M+B*11 di C. Carbonetti e M. Morandi

7

11 Botteghe del mondo Cammino non calpesto di Associaz. Botteghe del Mondo Lettere dalle Missioni L’amore di Cristo ci spinge e di dà forza di Romano Eggenschwiler

APOSTOLATO DELLA PREGHIERA Aprile – Intenzione missionaria: i missionari, con la proclamazione del Vangelo e la testimonianza di vita sappiano portare Cristo a quanti ancora non lo conoscono. – Intenzione generale: la Chiesa sappia offrire alle nuove generazioni, attraverso l’annuncio credibile del Vangelo, ragioni sempre nuove di vita e di speranza. Maggio – Intenzione missionaria: il Signore doni alla Chiesa in Cina di perseverare nella fedeltà al Vangelo e di crescere nell’unità. – Intenzione generale: quanti operano nei mezzi di comunicazione rispettino sempre la verità, la solidarietà e la dignità di ogni persona. Giugno – Intenzione missionaria: lo Spirito Santo faccia sorgere dalle nostre comunità numerose vocazioni missionarie, disposte a consacrarsi pienamente alla diffusione del Regno di Dio. – Intenzione generale: i sacerdoti, uniti al Cuore di Cristo, siano sempre veri testimoni dell’amore premuroso e misericordioso di Dio.

12

14 Notizie CMSI - La chiesa universale ci chiama di Mauro Clerici - Grazie di cuore di Carlo Carbonetti

IMPRESSUM Organo ufficiale della Conferenza Missionaria della Svizzera italiana Gruppo di redazione Augusto Anzini, Carlo Carbonetti, Chiara Gerosa, fra Martino Dotta, Romano Eggenschwiler, Margherita Morandi Credito fotografico Le fotografie che non provengono dall’archivio CMSI-Missio, sono gratuitamente messe a disposizione da autori vari; il disegno dell’albero a pag. 8-9 è di Christiane Wuchse. Stampa La Buona Stampa - Pregassona


Editoriale 3

Un altro mondo deve essere possibile Sono seduta sotto un mango in fiore, sull’isola di Niondior a sud di Dakar, attorniata da un gruppo di donne, così colorate nei loro bei vestiti. Le presentazioni sono già avvenute. Si sono scusate per non aver fatto festa al molo al nostro arrivo, non è il momento giusto, sono in attesa della salma del figlio di una di loro, morto in Europa. Ora la presidente del gruppo sta spiegando a Souleymane Bassoum e a François Mercier, rispettivamente coordinatore locale e responsabile del programma in Senegal di Sacrificio Quaresimale, quali sono i problemi emersi durante i sei mesi di monitoraggio. “C’è un periodo in cui la pesca è chiusa. Allora il cibo scarseggia, e anche se possiamo contare sui nostri orti per le verdure e perfino del riso, ci indebitiamo” continua la donna. Qui si parla il wolof e il serer, occorre tradurre domande e risposte da e per il francese. La mia mente si allontana e penso al nostro lavoro in Svizzera per sensibilizzare la popolazione ai

Se il tuo tesoro è sepolto nel suolo resterai con la schiena curva ma se è nascosto in mezzo alle stelle allora ti metterai in piedi e seminerai perle di luce in un’alba novella temi della cooperazione allo sviluppo; oggi la chiamiamo “cooperazione”, ieri si diceva “aiuto”. Nel 2011 Sacrificio Quaresimale compie 50 anni… penso che per decenni la generosità, le piccole rinunce quotidiane di tante persone si sono materializzate in villaggi come quello in cui mi trovo; mi auguro che questo possa continuare negli anni a venire. Sì, perché i problemi si complicano. Oggi ci sono i telefonini che contengono il coltan, estratto a caro prezzo dalla terra, come nella Repubblica Democratica del Congo. È il tema della Campagna ecumenica di quest’anno: “La mia gioia, il tuo dolore. Tesori della terra e diritti umani”. Una terra ricca che non riesce però a

sfamare la sua gente, a metterla al riparo da soprusi e violenze. Una terra che finisce in oggetti e utensili che rendono più comoda e più bella la nostra vita: nell’alta tecnologia, nei gioielli, nei cavi elettrici, nel calore delle nostre case l’inverno, nei catalizzatori delle automobili. Con questa campagna contiamo di sensibilizzare le persone in Svizzera e renderle più attente a come la nostra vita sia legata o collegabile a quanto accade altrove nel mondo… Già il mondo! Un altro mondo è possibile? È quello che mi sto chiedendo, seduta sotto questo mango. E quale è il nostro ruolo nella costruzione di un altro mondo in cui ci sia la vita, la vita in abbondanza, per tutte e tutti? Le donne sedute vicino a me non chiedono l’elemosina, ma di essere trattate alla pari, nel rispetto della loro dignità. Da sotto il mango osservo la gioventù locale che sfila, forse in nostro onore, in folli corse su carretti trainati da asinelli; sull’isola non ci sono automobili, ci si arriva in piroga. La scuola è finita, bambine e bambini tornano a casa disperdendosi in tutte le direzioni. Tra un po’ ci sarà qualche cosa di buono da mangiare, anche per noi, gli ospiti svizzeri. Daria Lepori Sacrificio Quaresimale


Campagna quaresimale 4

Strumenti adeguati per fermare il saccheggio Sacrificio Quaresimale, Pane per tutti e Essere solidali chiedono di firmare una petizione per l’elaborazione di un quadro giuridico coerente, chiaro e trasparente in materia dei diritti umani La Repubblica Democratica del Congo (RDC) è uno fra i paesi più ricchi di materie prime al mondo. Dispone di un terzo delle riserve mondiali di cobalto, del 10% di rame e dell’80% di quelle di coltan. Gli introiti derivanti da tasse e concessioni per l’estrazione di questi metalli – sempre più ricercati sui mercati internazionali – sono una fonte importante per i paesi del Sud in cui vi sono miniere. O dovrebbero esserlo. La maggior parte della popolazione di questi paesi vive però nell’estrema povertà e soffre la fame. Come è possibile? Le ragioni di questo paradosso sono molteplici. Paesi come la RDC non hanno gli strumenti necessari per regolamentare e controllare in modo efficace le attività delle transnazionali sul loro territorio. Queste ultime, di fronte a governi deboli, anni di conflitti e corruzione, dettano le regole del gioco per ottenere concessioni minerarie ed estrarre materie prime dal sottosuolo. Opporsi a una simile situazione diventa ancor più difficile per la società civile locale, quando la trasparenza in questo settore è carente. A tutt’oggi non esistono controlli e cifre ufficiali sulle quantità di minerali realmente estratti e la loro esportazione. Ingenti quantitativi ogni giorno lasciano il paese illegalmente, senza che sia versata alcuna tassa allo stato congolese. Avviene così che un paese confinante come il Ruanda figuri fra i grandi esportatori, pur non estraendone. Stando alle stime di “Observatoire

gouvernance et transparence”, tra il 1999 e il 2004 la RDC si è vista privare di più di 10 miliardi di dollari di entrate. E il saccheggio continua! Tale somma avrebbe permesso al paese africano non solo di rimborsare il debito estero (circa 12 miliardi), ma anche di investire in progetti di sviluppo. Per porre fine a simili ingiustizie la cooperazione allo sviluppo nei paesi del Sud è sì molto importante, per permettere alle persone di avere una vita migliore, ma da sola non basta. È indispensabile intervenire qui, al Nord. È in Svizzera che hanno la loro sede diverse imprese transnazionali implicate nell’estrazione di rame, nichel e cobalto, come Xstrata o Glencore, entrambe con domicilio fiscale a Zugo e molte filiali sparse nel mondo. Se però si verificano espropriazioni illegali di ter-

re, inquinamenti dei corsi d’acqua, sfruttamento del lavoro minorile al Sud, non vi è alcuno strumento giuridico per denunciarle. Per Sacrificio Quaresimale, Pane per tutti e Essere solidali, è dunque fondamentale introdurre nel diritto svizzero un “dovere di diligenza” che obblighi le imprese transnazionali a prendere le misure necessarie affinché le loro filiali non violino i diritti umani. È pure indispensabile una maggior trasparenza finanziaria: rendendo obbligatorio per le imprese transnazionali di pubblicare, paese per paese, i loro introiti e i versamenti fatti ai paesi in cui sfruttano giacimenti, la società civile disporrà degli strumenti per diventare parte attiva in un processo di cambiamento, ad esempio denunciando casi di corruzione o di evasione fiscale, chiedendo la rinegoziazione di contratti di concessione mineraria sfavorevoli, rivendicando i diritti della popolazione locale. Firmate quindi anche voi la petizione (www.dirittoalcibo. ch/petizione) o richiedete il formulario (091 922 70 47): la vostra firma conta! Federica Mauri Luzzi


Campagna Missio 5

Memoria del passato ponte per il futuro La campagna 2010 si è conclusa lasciandoci diversi momenti di testimonianza fraterna vissuti nella nostra chiesa, attraverso le proposte dell’ottobre missionario e in particolare durante la celebrazione della Giornata Missionaria. Nelle parrocchie si è diffuso il messaggio di speranza in comunione con la Chiesa del Togo. Anche bambini e ragazzi di diverse parrocchie si sono incamminati lungo le vie dei loro paesi portando annunci di gioia tramite l’azione dei Cantori della Stella. Pubblichiamo con piacere una sintesi della lettera che mons. Gaglo, ospite in Svizzera durante il mese di ottobre, ci ha inviato per esprimerci profonda gratitudine, dopo il suo rientro in Togo: «Dopo la visita in Svizzera, dal 16 al 26 ottobre scorso, mi rivolgo a voi anche a nome della conferenza dei Vescovi in Togo per esprimervi la profonda gratitudine per tutto quello che ho vissuto tra di voi e con voi. Dopo il mio rientro, a parte gli incarichi pastorali, ho voluto dedicare sufficiente tempo per riflettere e capire tutto ciò che ho vissuto con voi e che definisco come un’esperienza impressionante! Ringraziando il Signore, conservo un ricordo forte delle mia visita nel vostro bel Paese. Sono molto riconoscente a ciascuno di voi per lo spirito di apertura che vivete nel sentirvi chiesa. Al termine della visita nelle vostre diverse diocesi, ho osservato che il vostro lavoro pastorale integra i problemi della vostra società e cerca di trasformarli alla luce del Vangelo di liberazione. Ho constatato con grande soddisfazione che la vostra capacità di dialogo con le altre confessioni e lo sviluppo dell’ecu-

Riflettere e capire il vissuto per trasformare alla luce del vangelo aspirazioni di autenticità, bellezza, onestà e giustizia di ogni creatura nell’avvento del regno di Dio menismo costituiscono fattori importanti per la riuscita della pastorale. Tutto questo ha ridestato in me un grande desiderio di prendere l’esempio da voi per iniziare un nuovo approccio pastorale nella mia diocesi. Da tre anni abbiamo centrato la nostra pastorale sulle “comunità cristiane di base “ come luogo di vera fraternità, di solidarietà e di maturazione della fede cristiana. Il nostro scopo è quello di costruire una Chiesa Famiglia per rendere più concreta la nostra testimonianza a Cristo in una società politicamente divisa. La costruzione della pace e della giustizia resta il nostro cantiere primario in vista di una democratizzazione. Ma è importante sviluppare uno spirito di dialogo, di apertura e di collaborazione con le altre confessioni, inclusa la religione tradizionale. Sperando che continueremo a sostenerci recipro-

Mons. Gaglo e mons. Togni al termine della Veglia a Giubiasco

camente vorrei ringraziarvi ancora una volta per l’ospitalità ricevuta e per tutto quello che ho imparato da voi. Prendo l’occasione per inviarvi i miei auguri per la riuscita di tutte le vostre iniziative a favore del popolo di Dio. Possa l’Emmanuele, Colui che si è fatto carne per noi, sostenere i nostri sforzi e fecondarli abbondantemente per la manifestazione del Suo Regno di pace, di amore e di gioia». Ottobre missionario 2011 Missio, in questo nuovo anno, ci invita a riprendere il cammino mettendo la lente d’ingrandimento sul Nicaragua. Assieme ad Haiti, è riconosciuto il Paese più povero dell’America Latina. La chiesa svolge un ruolo importante nel Paese, cerca di arrivare dove lo stato è assente. Emerge un forte impegno missionario da parte dei preti e dei laici che, con energia, portano avanti un lavoro di evangelizzazione in tutti gli ambiti della vita sociale, in modo particolare in quello educativo valorizzando la dignità della persona. Missio vuole conoscere, capire, entrare in sintonia, aiutare finanziariamente in modo particolare la regione atlantica del Paese, quella poco sviluppata e povera che corrisponde al Vicariato di Bluefields su cui torneremo a parlare prossimamente.

Rosalba Bianchetto


Progetti diocesani 6

Continuità indispensabile La gente sta ora diventando consapevole che l’impegno e il sacrificio significa sviluppo e promozione ma non può venir meno il nostro aiuto e soprattutto la nostra presenza Dopo tre anni e mezzo sono tornato in Ciad per far visita a don JeanLuc Farine e alla parrocchia di Mbikou. La mia prima constatazione è stata quella di vedere che il villaggio non aveva subito nessun mutamento. Le capanne ancora costruite allo stesso modo, la gente indaffarata nelle sue attività abituali, lo scorrazzare di molti bambini. Ma il tempo della mia breve visita mi ha permesso di andare oltre la prima impressione. Le persone impegnate in parrocchia erano ancora presenti, dedite a svolgere compiti come l’alfabetizzazine, la formazione in ambito dello sviluppo sociale e umano, la preparazione dei pasti per i partecipanti ai diversi incontri di formazione. Era pure aperto il cantiere per la costruzione del nuovo tetto della chiesa rifatto con sostegni metallici e nuove e più solide lamiere. La scuola con le sue tre aule in paglia accoglie sempre i bambini che prima di iniziare le lezioni si lavano e durante la pausa di tarda matti-

nata ricevono un pasto caldo. Per il momento le aule sono in paglia. Prima di costruire le aule in muratura si prevede di dotare la scuola delle toilettes, si stanno scavando le fosse sulle quali sorgeranno le cabine in mattoni; al più presto verra pure scavato il pozzo e realizzati la cucina e il muro di cinta. A questi lavori dovranno dare il loro contributo, sotto forma di mano d’opera, le famiglie locali. Quello della scuola è il progetto che al momento sta a cuore alla comunità e sul quale si concentrano i maggiori sforzi. Non per questo si trascura il resto delle attvità che come detto vanno avanti regolarmente. Per es. il servizio offerto con la biblioteca, aperta tre pomeriggi alla settimana, la cassa di gestione e risparmio comincia ad avere degli affiliati attenti nel gestire i loro risparmi, gli incontri di preparazione ai sacramenti. Le motivazioni e gli stimoli a garantire un futuro migliore non mancano. Rimane però importante la presen-

za di qualcuno che incoraggi questa gente a continuare e far capire che, nella misura in cui dimostrano di voler andare avanti, i loro sforzi saranno sostenuti con gli aiuti finanziari, indispensabili, non da sprecare ma da essere valorizzati con risposte e risultati concreti. La mia constatazione è che la consapevolezza che quanto si sta facendo adesso sarà utile per il futuro dei loro figli comincia a entrare nel pensiero della gente. La continuità e l’impegno ossevati sono certo un buon auspicio. Rimane indispensabile continuare come l’attuale concetto missionario prevede, e che viene applicato in modo magistrale nella missione di Mbikou, cioè il far capire alla gente del posto che occore metterci del proprio, essere parte attiva di un progetto, perché non si può ottenere nulla se non ci si impegna. Da ultimo mi ha colpito la gioia della gente nel vedermi ritornare. Da ciò ho capito l’importanza della testimonianza data in questi anni di impegno missionario. Nel tempo è nata una fiducia che non deve venir meno. Per questo sarebbe bello, oltre che utile, proseguire in questo progetto missionario. don Marco Castelli


Infanzia missionaria 7

20 * C + M + B * 11 Se il 2009 ha visto i Cantori della Stella dare avvio –nella Svizzera italiana in modo visibilmente luminoso– ad una animazione particolare del periodo natalizio, il 2010 è stato l’anno in cui quest’iniziatva ha marcato in modo determinante la vita parrocchiale in oltre 20 comunità. Eravamo certi che la gioia fosse contagiosa, e così è stato. La gioia e la speranza sono i sentimenti che trapelano in modo chiaro dalle numerose testimonianze e dalle foto e dai filmati che i diversi gruppi ci hanno inviato. Sono documenti preziosi che attestano come il messaggio di pace e di serenità abbia coinvolto tutti: i destinatari degli incontri, i piccoli messaggeri e i loro accompagnatori che con grande impegno hanno preparato ed attuato l’evento. Come avvenne nel 1843, quando fu un grande successo la risposta dei bambini al fondatore di “Infanzia missionaria” mons. Charles De Forbin, che aveva chiesto loro “una preghiera al giorno e un soldo al mese” per salvare i bambini in Cina, così è stato un gran-

Un acronimo enigmatico che ora non sveliamo perché ci auguriamo possa giungere su una stella in tutte le vostre case donata dai Cantori della Stella per portare benedizione de successo l’impegno dei Cantori della nostra diocesi nel sostenere il progetto 2010 di Infanzia missionaria: la costruzione di un piccolo ospedale pediatrico in Togo. Sono anni che i Cantori della Stella portano in giro per il mondo il loro messaggio di fraternità e di pace. Dalla Svizzera italiana quest’anno la bella iniziativa è giunta persino in India, nella località di Simdega, dove opera don Rayesh Kerketta, un sacerdote che era stato ospite della casa delle suore durante il suo servizio pastorale a Massagno. Si deve all’infaticabile suor Carla Pia il coinvolgimento di questo giovane indiano nei confronti dei Cantori della Stella. Il sacerdote, tornato in India, si è messo all’opera ed ha formato un gruppo di Cantori della Stella. Con

orgoglio ci ha trasmesso una foto (in basso) dalla quale osserviamo i protagonisti che indossano gli abiti variopinti, abituali per la loro cultura, ma diversi rispetto a quelli che la tradizione attribuisce ai Re Magi. Risultano del tutto simili ai costumi dei nostri Cantori. Con molta soddisfazione don Rayesh ha scritto: «Con un gruppo di bambini e di ragazzi abbiamo girato nelle famiglie per portare il messaggio della pace di Gesù Bambino. Con grande entusiasmo abbiamo cantato i canti di Natale e abbiamo pregato per il mondo. Ogni famiglia ci ha accolto con grande affetto e gioia. Alla fine della preghiera la famiglia ci ha offerto il tè e un tipico dolce indiano. Non soltanto i componenti delle famiglie hanno partecipato, ma tutta la gente del villaggio ha partecipato alla preghiera, assicurando la loro presenza per altri momenti come questi. Tutti abbiamo avuto una bella esperienza perché era la prima volta che abbiamo organizzato questo tipo di incontri. I Cantori della Stella sono stati per tutti noi un dono di


Infanzia missionaria 8

Dio che si è fatto uomo per noi. Grazie di cuore a suor Carla Pia». Questa testimonianza è la conferma che ogni gruppo di Cantori della Stella, ciascuno con la propria originalità, in ogni parte del mondo è messaggero di un grande annuncio: la nascita di Gesù, venuto a portare sulla Terra amore e pace. Da sottolineare che, seppur importante, l’aspetto caritatevole non è stato il movente che ha spinto bambine e bambini, ragazze e ragazzi, parroci, mamme e catechisti ad impegnarsi nell’azione, ma è stata l’adesione ad una proposta di un’esperienza nuova di fede, vissuta come segno dell’amore di Dio per l’uomo, che è diventato concreto con piccoli gesti di buona volontà e di condivisione. Bello è il piede del messaggero che porta la pace Con questa bella espressione biblica, il presidente della Conferenza missionaria Mauro Clerici ha salutato i circa cinquanta partecipanti, convenuti venerdì 18 febbraio a Gravesano, nei locali messi a disposizione della parrocchia, per condividere i momenti significativi delle esperienze vissute con i Cantori della Stella nel periodo natalizio. Animatrici parrocchiali e parroci sono stati i portavoce di tanti bambini che, nel periodo dell’Avvento, sfidando i rigori del freddo (in Verzasca il termometro segnava meno 12 gradi) hanno percorso le vie del loro paese per comunicare il calore dell’amore di Gesù per ciascuno di noi. Il commento alla rassegna di immagini, ha costituito l’occasione per rivivere emozioni con le rappresentanti delle varie comunità. Ciascuna ha evidenziato qualche nota caratteristica. Alle Semine di Bellinzona, l’evento si è svolto come Sacra Rappresentazione, alla quale hanno partecipato anche alcuni bambini musulmani. A Gordola, le uscite serali sono state ben sette, con la presenza di circa venticinque bambini. A Giubiasco, il percorso è stato breve e sono state visitate le case attorno alla chiesa, luogo in cui è avvenuto il mandato da parte del parroco ed è stata celebrata la conclusione. Vario è stato l’itinerario del Gruppo di Claro che, dopo aver sostato al centro commerciale e alla casa per anziani, si è spinto fino al monastero, segnando i passi con i lumicini, preparati dai Cantori stessi. A Origlio e Ponte Capriasca, le attività sono state inserite all’interno della programmazione per la catechesi della prima Comunione e hanno visto anche l’intervento dei papà e di un bambino appartenente alla Chiesa Battista, invitato da un compagno. Egli, dopo aver coinvolto altri suoi amici, ha manifestato il segno della loro condivisione con un’offerta a favore del progetto missionario. Belle e coinvolgenti sono state definite le attività a Cadro e Davesco, sia durante le giornate di preparazione, sia durante le quattro serate di visita nelle case. A Gerra e Cugnasco c’è stata un’unica uscita in forma processionale dalla chiesa di una parrocchia a quella dell’altra, preceduta però da un mese di preparazione, con la partecipazione di cinquanta bambini. A Ponte Tresa, la comunità, che ha condotto l’esperienza per tre anni, è costituita da un esiguo numero di bambini, ma la catechista ha dichiarato: “Continueremo finché avremo bambini”.

C dell


Infanzia missionaria 9

A Magadino e a San Nazzaro, la preparazione è avvenuta per opera del Gruppo dell’oratorio; ha destato stupore la presenza di un cammello, che ha accompagnato i bambini anche alla Casa per anziani. Dall’ampia zona della Verzasca, le sette parrocchie hanno collaborato. L’iniziativa è stata inserita nel contesto della “Scuola di fede”. La fiaccolata, documentata con foto suggestive sotto la neve, si è snodata lungo le vie del paese di Brione, preceduta dalla celebrazione del mandato, svoltasi a Vogorno.

Cantori la Stella

La serata è continuata con la condivisione della cena, occasione per comunicare scambi di impressioni e per programmare altre uscite, poiché è stata apprezzata la bellezza di andare verso la gente con spirito di amicizia. Il profumo del minestrone di suor Carla Pia e l’allegria dei commensali hanno reso piacevole la serata. I rappresentanti di tre parrocchie non hanno potuto essere presenti, ma hanno inviato messaggi e foto per documentare il loro operato. Ben presto la somma raccolta: fr. 19.334,75 raggiungerà il Togo, come segno tangibile della nostra solidarietà. Per l’anno prossimo c’è la proposta di invitare monsignor Vescovo a conferire il mandato missionario a livello diocesano.

Andate e portate frutto e il vostro frutto rimanga (Giovanni 15,16) I Cantori della Stella, in oltre 20 comunità della nostra diocesi, sono stati veri messaggeri dell’amore di Gesù nei confronti di tutta la nostra gente. Hanno camminato lungo strade diverse, ma li ha accomunati un unico impegno: donare semi di speranza destinati a fruttificare. Riportiamo qui alcuni commenti espressi dagli stessi protagonisti. “Abbiamo ricevuto il mandato per occuparci dell’Infanzia Missionaria fin dall’ottobre 2001… Ora cerchiamo di rendere viva la presenza dei bambini all’oratorio, e speriamo di poter incrementare anche lo spirito missionario” (suor Giovanna e suor Letizia da Bellinzona). “Ciò che è avvenuto sabato 18 dicembre è stato frutto di una vera collaborazione e di tanta gioia nel fare insieme, e questo operare in unità ha attirato anche la Provvidenza…” (da Gerra Piano e Cugnasco). “Questo meraviglioso progetto ha dato la possibilità di rendere concreto il bene e la condivisione con chi necessita aiuto… Ringraziamo tutte le persone che ci hanno accolto con entusiasmo e hanno partecipato con un aiuto concreto alla visita dei Cantori della Stella” (da Mezzovico-Vira e Sigirino). “Noi Cantori della Stella desideriamo portarvi la gioia del Natale e benedire la vostra casa… Non ci fermere-


Infanzia missionaria 10

mo molto perché vogliamo visitare tante famiglie. Abbiamo un salvadanaio per eventuali offerte, che saranno destinate al progetto di Infanzia Missionaria” (dal Gambarogno). “La prima sera abbiamo iniziato da una vecchina, che al suono del campanello ci ha aperto e ascoltato... Ci ha chiesto che cosa poteva darci, e così ci ha fatto un’offerta… Un’altra, dicendole che portavamo una bella notizia ci ha

detto: “Oh, sì, abbiamo bisogno di belle notizie!... L’ultimo posto in cui siamo stati è stato un ristorante. Qui hanno smesso di lavorare e di bere, per osservarci ed ascoltare Astro del ciel, che chissà da quanto tempo non sentivano più” (da Origlio). Quest’anno, quattro gruppetti sono andati a cantare, portando simpatia e allegria in varie case di Tesserete e di altri paesi della Capriasca. Qualcuno ha aderito

con entusiasmo, altri hanno fatto fatica nel creare il gruppetto di ragazzi. A volte, dove c’era il desiderio delle madri, erano i figli a frenare perché si vergognavano… (da Tesserete). “Invitiamo i Cantori ad offrire per qualche giorno sé stessi agli altri ragazzi del mondo, secondo lo slogan: “I bambini aiutano altri bambini” (dalle Comunità della valle Verzasca). C. Carbonetti e M. Morandi


Botteghe del mondo 11

Cammino, non calpesto Rosso fragola, arancio mandarino, bianche, blu e total black. Nei nuovi colori, nelle Botteghe del Mondo per la seconda volta le scarpe eque e rispettose dell’ambiente. In Cina i lavoratori incollano le scarpe sportive per meno di 2 dollari al giorno e cuciono palloni per 50 centesimi di dollaro l’uno. “Sono stanco da morire. In due dobbiamo incollare 120 paia di scarpe all’ora… Stiamo lavorando senza riposo e abbiamo sempre paura di non lavorare abbastanza in fretta per fornire le suole alla linea successiva (…) Nessuno di noi ha tempo di andare in bagno o bere un bicchiere d’acqua. I supervisori fanno pressione e ci assillano di continuo. Siamo stanchi e sporchi. Lavoriamo senza pause e siamo comunque rimproverati dai supervisori”. E la testimonianza di un lavoratore raccolta nel rapporto Play Fair Campaign 2008. Camminare senza calpestare i diritti di chi lavora, è possibile.

Tornano nelle Botteghe del Mondo scarpe che ci permettono di camminare senza calpestare i diritti di chi lavora L’idea del progetto Ethletic comincia a prendere forma in seguito agli scandali degli «sweatshops», ossia quelle manifatture nelle quali i dipendenti sono sfruttati: salari da fame, sfruttamento dei bambini, nessuna protezione sociale e diritti sindacali calpestati. Dal 1992, grazie all’impegno delle organizzazioni impegnate nella lotta per migliorare le condizioni di lavoro, si sa che le grandi marche sportive affidano la fabbricazione dei loro prodotti ad intermediari che sfruttano la manodopera in modo scandaloso.

Ora il commercio equo è in grado di rispondere mettendo sul mercato per il secondo anno nelle Botteghe del Mondo le scarpe da tennis equo solidali: sono le Sneakers Ethletic realizzate con gomma naturale certificata FSC (Forest Stewardship Council) e cotone biologico certificato fair trade. Le scarpe da ginnastica Ethletic, che ricordano il famoso modello “AllStar”, hanno una storia radicalmente diversa. La confezione vera e propria avviene in Pakistan. Per permettere ad operai, operaie e alle loro famiglie di vivere in condizioni dignitose, i salari versati sono superiori alla media. Camminare per la propria strada senza calpestare i diritti degli altri, si può. Associazione Botteghe del Mondo


Lettere dalle missioni 12

L’amore di Cristo ci spinge e ci dà forza Introduciamo la nostra rubrica con la riproduzione integrale della lettera di suor Giacinta, che p. Fiorenzo Crameri ci ha fatto pervenire dal Kenia perchè riflette di prima mano e con semplicità esauriente la concretezza dell’Azione Natalizia e di chi opera nel vero senso di Gesù che si è fatto partecipe della povertà umana, senso che d’altronde coincide pure con l’azione di Sacrificio Quaresimale. È quindi una suora africana nata e cresciuta nella zona dove sorge la scuola a raccontarci questa realtà.

«C

ordiali saluti nel nome del Signore. Colgo con grande gioia e profonda riconoscenza questa occasione offertami da p. Fiore per condividere con umiltà e semplicità la mia esperienza sulla realtà della Scuola “Cottolengo”, dato che si trova proprio nella zona dove sono nata e cresciuta. Prima di tutto devo ringraziare il Signore perché la scuola “Cottolengo” è davvero un dono e una benedizione per tanta gente vicina e lontana. Dico che è un dono perché predilige chi è povero. Infatti la grande maggioranza dei bambini che hanno frequentato e tutt’ora frequentano la scuola “Cottolengo” proviene da famiglie povere: figli di ragazze-madri, figli di vedove, orfani di tutti i genitori perché morti di Aids ecc. La scuola “Cottolengo” è un dono perché non fa discriminazione tra Cristiani e non Cristiani, tra Cattolici e non Cattolici. Accoglie tutti ugualmente perché tutti sono figli e figlie di Dio; di un buon Padre ed è solo la carità di Cristo che spinge i nostri sacerdoti a spendere le loro energie, anzi, la loro vita per il

bene dei più poveri di qualsiasi religione. Io stessa, come tante altre persone, sono testimone dell’enorme lavoro che c’è a scuola e che i nostri sacerdoti portano avanti con grande generosità ma anche con grande fatica. Sempre per la gloria di Dio e per il bene dei bambini e conseguentemente di tante famiglie. Cosa dire poi dell’insegnamento che i bambini ricevono alla scuola “Cottolengo!” Qui i bambini non solo ricevono un’ottima istruzione intellettuale ma vengono aiutati sopratutto a crescere nell’aspetto umano e nel contesto sociale. Già dalla scuola materna imparano e praticano le virtù umane che li aiutano a crescere bene da persone dignitose. Quello che ricevono a scuola supplisce a quello che non hanno ricevuto dai genitori. In una parola i bambini che hanno la possibilità di studiare alla scuola “Cottolengo” sono veramente fortunati. Un’altra cosa bellissima che vorrei sottolineare è che la scuola “Cottolengo” promuove anche la dignità della donna impegnando le mamme povere che hanno figli a scuola, nei vari lavori come giardinaggio, cucina etc. In questo modo le mamme sono responsabilizzate e guadagnano qualcosa per le loro famiglie: sono esse che guadagnano il pane quotidiano per la famiglia. Quel poco che ho sottolineato è sufficiente, penso, per constatare che la scuola “Cottolengo” è un dono, una benedizione per la nostra gente specialmente per i poveri. Ma vorrei esprimere anche una pena che porto nel cuore. La realtà che circonda la scuola “Cottolengo” è una realtà povera, di gente povera nella stragrande maggioranza. Le strutture della scuola “Cottolengo” non possono contenere tutti i bam-

bini poveri che la circondano anche se questi volessero ed anche se c’è la buona volontà da parte dei nostri sacerdoti. Non solo le strutture ma anche le risorse sono limitate specialmente le risorse economiche e la scala delle spese e i prezzi sale sempre in alto. Questi due elementi specialmente, limitano l’accesso a tanti altri bambini poveri. Di tutto cuore ringrazio i benefattori che con la loro generosa collaborazione hanno contribuito alla crescita della scuola “Cottolengo” e hanno offerto ai nostri sacerdoti la possibilità di raggiungere e aiutare tante famiglie povere cambiando la loro sorte da una situazione che le condanna ad una miseria perpetua ad una condizione più dignitosa e umanamente vivibile. Dio non mancherà di ricompensarvi perché Gesù ha promesso: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più poveri, l’avete fatto a me” (Mt 25,40). Colgo con riconoscenza questa occasione per esprimere i miei migliori e più sentiti auguri di un buon e santo Natale e di un felice Anno nuovo 2011, anche a nome dei nostri sacerdoti p. Fiore e p. Cristoforo e di tutte le famiglie e bambini che hanno beneficiato frequentando la scuola “Cottolengo”. DEO GRATIAS! »

C

ome ben sapete é soprattutto il bisogno educativo e di formazione dei più giovani e dei bambini che impegna i nostri missionari a dar la possibilità a questi adulti di domani di trasformare la situazione di indigenza in un mondo migliore, ma c’è anche chi, come i coniugi Re nella regione tra Cuzco e il Titicaca in Perù, coopera concretamente con i campesinos ad affrontare i problemi ambientali


Lettere dalle missioni 13

utilizzando al meglio le risorse; è questo un lavoro che richiede un impegno di partecipazione politica vigile e costante. La radio cui collabora Rosalia ha contribuito non poco a sensibilizzare alle problematiche affrontate dal movimento “Tierra y Libertad” così che ora ad Espinar è stato eletto un sindaco coerente ed operativo, che farà presto dimenticare la precedente gestione disonesta e disastrosa. Nella regione gli abitanti sono purtroppo alle prese con una vera e propria guerra dell’acqua. Essi sperano di arrivare ad una contrattazione, per ora allo stallo dopo manifestazioni di protesta duramente represse, con il governo per salvaguardare dei diritti sull’acqua dell’imponente affluente del Rio delle Amazzoni l’Apurimac (in lingua quetchua: Dio che parla), che si vuole dirottare, con spese ingenti, verso la pianura del versante oceanico della cordillera a scopo d’irrigazione. Più promettente, purché non si areni allo stato di promessa è il piano varato dalle agenzie governative di dotare settantamila abitazioni rurali di pannelli fotovoltaici. A Espinar Luciano e i suoi collaboratori sono riusciti a recensire un fabbisogno di almeno quattromiladuecento pannelli. Motivo di soddisfazione per Luciano e gli altri coautori é pure l’interesse suscitato fra le persone più direttamente coinvolte dal loro libro: Energie rinnovabili e benessere umano.

F

luiamo ora a valle del Rio delle Amazzoni e in Brasile a Ponta Grossa ritroviamo don Sandro Colonna sicuramente ormai già all’opera secondo la riprogrammazione annuale messa a punto ad inizio gennaio con i fratelli Kavanis. Il periodo natalizio ha coinciso con

una positiva conclusione dell’anno scolastico della Casa da Criancas; infatti una media di risultati scolastici del nostro quattro e mezzo ha dimostrato da una parte motivazione ed impegno negli allievi ed ha anche permesso di individuare alcune delle lacune nell’insegnamento da colmare. Un politico locale serio ed impegnato ha provveduto grazie al suo contributo a premiare i ragazzi, che hanno festeggiato cogliendo l’occasione per presentare la Casa da Criancas alla comunità. I contributi di tanti amici ticinesi son serviti ad installare la nuova centralina elettrica e l’impianto per internet, utilissimo per l’attività didattica, oltre che ad altri interventi strutturali; ma grazie ad essi si é pure potuta dotare di una borsa di studio un’allieva che ha terminato il liceo e iscrivere un professore d’inglese all’università.

T

orniamo sulla sponda pacifica a Guayaquil da padre Carletti che ci espone con dovizia di dati l’attività dei padri salesiani di cui egli fa parte. Questa si svolge in ben undici fra scuole, asili e collegi ben integrati nei vari quartieri per un totale di tremila allievi per lo più poveri e che mediamente possono contribuire solo alla metà dei dieci dollari che costituiscono il costo mensile pro capite. I collaboratori sono 180 e i maestri ricevono un salario di 300 dollari mensili, mentre per vivere dignitosamente ne occorrerebbero almeno 550. Ringraziamo padre Carletti perchè queste cifre, anche se nude e massicce, rassodano l’idea di concretezza dei contributi a quelle opere sociali e di cui dovrebbe farsi ca-

rico la società tramite politici più responsabili.

A

nche a Popayan in Colombia suor Lucia Rossi sta sostenendo col nostro aiuto nello studio una ventina di bambini molto poveri, ma volonterosi e da un anno collabora con una sorella francescana, che raccoglie un’ottantina di bambini di strada da piccolissimi a 15 anni, vittime di droga e violenza. Molte sono ancora le famiglie che per la violenza generata dallo stato di guerriglia vengono dalla campagna ad accrescere il numero dei poveri.

L

a vastissima parrocchia di Suor Maria del Sasso sulle rive del Paranà in Nordargentina ha visto venticinque seminaristi della zona impegnati in una missione per raggiungere i fedeli in quei luoghi difficilmente visitabili dai sacerdoti del centro. Nel contempo qui il vescovo impartiva la prima comunione e la cresima a più di duecento giovani, ragazzi e ragazze, a coronamento di un’adeguata preparazione catechetica. Sarebbe interessante anche per noi in Ticino saperne qualcosa di più su contenuti e percorsi delle catechesi, per ciò che riguarda le varie realtà che vedono impegnati i nostri missionari. Concludiamo con i saluti di Gerard Rovelli dal Ciad, che a Goré ha ripreso la costruzione di una chiesuola per le suore della Carità, e con i saluti di suor Cristina Massa che si unisce al coro dei missionari ringraziando Bollettino e Conferenza per l’Azione Natalizia. Romano Eggenschwiler


Notizie CMSI 14

La chiesa universale ci chiama Esistono luoghi in cui vivere il proprio battesimo è più comodo? Scopriamolo là dove fratelli e sorelle ci chiedono di non lasciarli soli Girando nei paesi è facile notare come le giovani Chiese siano ancora in grande difficoltà per avere agenti pastorali in numero sufficiente. E proprio in quei luoghi dove la Chiesa sta vivendo una promettente primavera. Durante il campo estivo dello scorso anno ad Haiti un sacerdote mi diceva che per raggiungere piccole comunità della sua parrocchia deve camminare (o andare con il mulo) per almeno 4 ore sulle montagne e in un’altra parrocchia la presenza del sacerdote nei vari settori non è nemmeno assicurata una volta al mese. Noi, pur considerando le difficoltà, siamo ancora una Chiesa ricca di agenti pastorali. La nostra diocesi da anni è impegnata con Chiese del sud e dà un valido apporto all’evangelizzazione e allo sviluppo. La Chiesa di Doba conta sul nostro appoggio e sul nostro personale. Monsignor Vescovo

ha lanciato un appello pressante durante la messa crismale del giovedì santo dello scorso anno. Quanti si sono resi disponibili? È inutile ribadire che è urgente sostituire chi rientra, sia sacerdote che laico. Ma non posso nemmeno tacere che abbiamo un impegno di massima anche con il vescovo Wirz di Maldonado in Uruguay per l’invio di un sacerdote e possibilmente di laici per reggere una parrocchia di vaste dimensioni in piena città. Sarà che vivere in modo comodo il proprio battesimo qui sia più qualificante e meritevole che condividere per 2 o 3 anni la propria esperienza di fede con fratelli e sorelle che vivono in situazioni di particolare disagio e non possono essere attesi da agenti locali? Forse la nostra ricchezza economica spegne il fuoco della condivisione? Rilancio l’appello: svegliamoci! Coraggio!

La nostra Chiesa ha una lunga tradizione in quanto a sacerdoti Fidei Donum inviati. E non dimenticherei nemmeno i laici partiti negli ultimi decenni. Sarà che non abbiamo più testimoni di questa caratura? Mauro Clerici, presidente

Campo estivo 2011 Riproponiamo durante il mese di luglio il campo estivo della CMSI. Si torna ad Haiti, ad Anse-à-Veau. Purtroppo i media hanno dimenticato la catastrofe del 12 gennaio 2010, il colera e le elezioni. I legami di affetto che fanno sentire nostro anche il dolore di quella popolazione, ci spinge a tornare nella diocesi del vescovo Dumas, soprattutto per svolgere un servizio alle comunità più dimenticate perché difficilmente raggiungibili con le vie di comunicazione. Il gruppo sarà più ridotto nel numero per limitare le difficoltà logistiche sul posto e per favorire anche il legame all’interno del gruppo stesso. Come per i campi precedenti, il gruppo porterà medicinali, materiali scolastici e quanto verrà richiesto a seconda delle necessità più urgenti al momento della partenza. Chi volesse contribuire, lo può fare utilizzando il conto della Conferenza Missionaria della Svizzera italiana con l’indicazione Haiti (69-868-6). Eventuali richieste di informazioni sono da rivolgere al segretariato (091 966 72 42) o al presidente (mauro.clerici@ bluewin.ch)


Notizie CMSI 15

GRAZIE DI CUORE AZIONE NATALIZIA

SA N T E M E S S E

BOLLETTINO


CMSI /missio - Corso Elvezia 35 - Casella postale 4329 - 6904 Lugano 091 9667242 - ccp 69-868-6 - www.cmsi.ws - e.mail: segreteria@cmsi.ws

CH - 6904 Lugano

GAB

Il messaggio di pace e la benedizione che i Cantori della Stella hanno portato in tante case della nostra diocesi giunga a tutte le famiglie che non è stato possibile visitare.

Bollettino 1-2011  

Bollettino trimestrale della Conferenza Missionaria Svizzera Italiana

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you