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S V I Z Z E R A I TA L I A N A E MISSIONE BOLLETTINO INFORMATIVO TRIMESTRALE DEGLI ORGANISMI MISSIONARI E DI missio -Svizzera

1 – 2009

Sì, il mondo è fatto così!


Invocazione 

Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature, spetialmente messor lo frate Sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de Te, Altissimo, porta significatione. Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle: in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle. Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento. Laudato si’, mi Signore, per sor’Acqua. la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta. Laudato si’, mi Signore, per frate Focu, per lo quale ennallumini la nocte: ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte. Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti fior et herba. San Francesco d’Assisi (cantico delle creature - parziale)

APOSTOLATO DELLA PREGHIERA Aprile – Intenzione missionaria: I cristiani, che operano nei territori in cui più tragiche sono le condizioni dei poveri, dei deboli, delle donne e dei bambini, siano segni di speranza, grazie alla loro coraggiosa testimonianza del Vangelo della solidarietà e dell’amore. – Intenzione generale: Il Signore benedica il lavoro degli agricoltori con un raccolto abbondante e renda sensibili i popoli più ricchi al dramma della fame nel mondo. Maggio – Intenzione missionaria: Le Chiese cattoliche di recente fondazione, grate al Signore per il dono della fede, siano pronte a partecipare alla missione universale della Chiesa, offrendo la loro disponibilità a predicare il Vangelo in tutto il mondo. – Intenzione generale: I laici e le comunità cristiane si rendano responsabili promotori delle vocazioni sacerdotali e religiose. Giugno – Intenzione missionaria: Le Chiese particolari operanti nelle regioni segnate dalla violenza siano sostenute dall’amore e dalla vicinanza concreta di tutti i cattolici del mondo. – Intenzione generale: L’attenzione internazionale verso i Paesi più poveri susciti un più concreto aiuto, in particolare per sollevarli dallo schiacciante onere del debito estero.

SOMMARIO Invocazione

2

Editoriale 3 Proteggendo il clima garantiamo il cibo ovunque di Daria Lepori Campagna quaresimale Carta geografica su misura di Carlo Carbonetti

4

Progetti missionari 5 - Sulla strada giusta per l’autonomia di don Angelo Treccani 6 - La gioia di un ritorno di C e M. Pagnamenta Notizie Missio Bambini e ragazzi aiutano i coetanei / Campagna missio 2009 di Margherita Morandi e fra’ Martino Dotta

8

Lettere dalle missioni 10 - Passione, pazienza, impegno e rischio di Romano Eggenschwiler - Trovarsi di nuovo a casa di p. Luigi Geranio

12

Botteghe del mondo 13 Chi ha detto che deve essere bianco di Daniele Sgarbi Sciolli Notizie CMSI di Carlo Carbonetti e Mauro Clerici

14

Invito

16

IMPRESSUM Gruppo di redazione Augusto Anzini, Chiara Gerosa, Carlo Carbonetti, fra Martino Dotta, Romano Eggenschwiler, Margherita Morandi, Piergiorgio Tettamanti Credito fotografico Copertina, p. 3 e 4: Sacrificio Quaresimale; p. 5 Enrica Branca; p. 6 e 7: Claudio Pagnamenta; altre: archivio CMSI-Missio Stampa Tipografia Buona Stampa - Lugano


Editoriale 

Proteggendo il clima garantiamo il cibo ovunque Lo slogan della Campagna ecumenica 2009 è: “Proteggendo il clima garantiamo il cibo ovunque”. Con la loro Campagna, Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti, in collaborazione con Essere solidali, affermano che la crisi alimentare e quella climatica vanno di pari passo e che il diritto di ogni essere umano al cibo necessario per vivere è oggi messo in questione anche dalle conseguenze dei mutamenti climatici. È possibile leggere la crisi climatica che ci sta di fronte come una crisi delle relazioni. Innanzitutto quella tra l’essere umano e il pianeta, poiché le attività umane mettono a rischio la capacità della Terra di rigenerarsi. Di conseguenza è in crisi la relazione tra l’essere umano e Dio, che gli affidò il Creato affinché ne avesse cura. Terzo: ad essere in crisi è la relazione tra esseri umani che vivono in luoghi e in epoche diverse. Tra chi vive oggi e le generazioni future che non potranno più abitare una Terra intatta; tra le popolazioni dei Paesi ricchi e quelle dei Paesi in via di sviluppo che dipendono maggiormente da risorse sensibili al clima, ma non hanno i mezzi per adattarsi ai cambiamenti. Se l’emergenza climatica per il Nord è tale al momento solo sulla carta, al Sud è una realtà. Nell’Africa subsahariana, i periodi delle piogge sono sempre più corti. L’intervallo tra due raccolti si allunga e i giorni trascorsi tra un pasto e l’altro diventano uno, poi due, poi tre… Lungo le coste oceaniche il livello dell’acqua si sta alzando, le popolazioni di migliaia di villaggi sono costrette a lasciare le case in cui vivevano e le attività che permettevano loro

Riconoscere il valore della creazione e considerare l’ambiente come bene comune sono valori che interpellano i cristiani ed elementi prioritari per un’etica della solidarietà e dello sviluppo di vivere. In America centrale si osserva un aumento anomalo degli uragani e della loro intensità: nel 2008 Haiti è stata colpita nell’arco di due settimane da tre tempeste con venti fino a 300 km/h che hanno annientato l’agricoltura e le infrastrutture. Si osserva che le conseguenze del riscaldamento del clima ricadono su chi non ne ha una responsabilità e non ha ottenuto alcun vantaggio: i poveri nei Paesi in via di sviluppo e le generazioni future. La situazione venutasi a creare è fortemente ingiusta. In quest’ottica e come cristiani siamo interpellati in due sensi: come rendere conto a Dio che ci ha affidato il Creato affinché lo coltivassimo e lo facessimo prosperare? Che cosa rispondere a chi subisce o subirà le conseguenze del riscaldamento climatico? Ognuno può fare qualche cosa.

Tutte le persone di buona volontà devono impegnarsi affinché il tema non sia banalizzato e nel diminuire sensibilmente le emissioni di gas a effetto serra. La politica deve attuare le riforme strutturali necessarie coinvolgendo anche i Paesi poveri. L’economia deve indirizzarsi verso l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e applicare l’efficienza energetica, ancor prima che siano le leggi a chiederlo. Anche le Chiese hanno un ruolo da svolgere: fungere da esempio anche realizzando per le proprie strutture le medesime misure attese dai privati e dalle imprese. Nei Paesi del Sud la giustizia si realizza dando loro la possibilità di proseguire nel loro sviluppo pur riuscendo a far fronte alle conseguenze dei mutamenti climatici. Daria Lepori responsabile regionale di Sacrificio Quaresimale


Campagna quaresimale 

Carta geografica su misura Con la condivisione si possono vincere anche gli squilibri causati dai mutamenti climatici e ristabilire giuste proporzioni di distribuzione di alimenti tra le nazioni Le immagini della terra riprese dal satellite, a intervalli di decenni mostrano diversi cambiamenti sostanziali. Dai ghiacciai a foreste spariti, a laghi prosciugati, a deserti più estesi o nuovi laghi, nuove isole artificiali, nuove pianure. Le immagini non mostrano però le persone che soffrono cronicamente la fame. Nuova carta geografica Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti, che da anni hanno scelto una nuova strategia di comunicazione visiva, ci propongono –durante la campagna quaresimale– un’originale immagine satellitare, elaborata in base al consumo di generi alimentari nei vari continenti. Si tratta dell’immagine di copertina, di pagina tre e di questa pagina. I Paesi del Sud stringono la cinghia, mentre quelli del Nord non stanno nei pantaloni. E non è fantasia bensì realtà. Una realtà amara per quasi un miliardo di persone. A tanto ormai si avvicina il numero di chi attualmente patisce una malnutrizione acuta. Le grandi cifre sembrano attenuare la drammaticità dei singoli casi, ma l’aumento di circa 40 milioni, rispetto all’anno scorso non può lasciarci indifferenti. Energia pulita - faccia sporca Alcuni Paesi in via di sviluppo, prima che i prezzi dei cereali schizzassero alle stelle, erano sulla buona strada per raggiunge-

re il primo degli 8 “obiettivi del millennio”: ridurre della metà il numero di persone che soffre la fame. Tuttavia sebbene il mondo produca abbastanza cibo per tutti, sono aumentate le persone che patiscono la fame. Uno dei motivi che fa tirare la cinghia ai Paesi del Sud sono i mutamenti climatici che compromettono i già magri raccolti, ma anche l’uso di cereali per scopi diversi dall’alimentazione umana. Per esempio il 70% del grano prodotto negli Stati Uniti

è utilizzato come mangime per il bestiame; in Brasile, intere coltivazioni (una superficie grande 7 volte la Svizzera) di mais e canna da zucchero sono trasformate in carburante. Ed il termine di “biocarburante” attribuito a tale combustibile, ci nasconde la faccia sporca di questo genere di energia pulita: la privazione di alimenti per milioni di persone. Condividiamo Sacrificio Quaresimale, a prescindere dai temi e slogan che ogni anno propone alla nostra riflessione, da 40 anni ci invita –tout court– a condividere il nostro pane, tanto o poco che sia, con chi ne ha meno di noi ...con almeno una persona di quel miliardo! Carlo Carbonetti


Progetti missionari 

Sulla strada giusta per l’autonomia Don Angelo Treccani, incredibile ma quasi settantenne ed instancabile nella sua opera di attività missionaria, dopo 9 anni nella parrocchia di Espino ritiene opportuno prepare Marzio e i suoi collaboratori a portare avanti la pastorale in parrocchia senza sacerdote. Il prete che il vescovo aveva intenzione di mandare al suo posto non è più disponibile. Ma la decisione di don Angelo, di dedicarsi ad un altro servizio pastorale non è definitivamente presa perché non vorrebbe lasciare la comunità senza parroco. Il lavoro più impegnativo è la formazione cristiana per adulti, che consiste in un percorso suddiviso in quattro tappe, da svolgere in due o più anni, alla fine delle quali si possono ricevere i sacramenti. A Parmana, la catechista Thais si occupa sempre dell’animazione pastorale che vuol dire anche servizio sociale in tutti i campi: educazione, salute, alfabetizzazione e organizzazione per la soluzione dei problemi comunitari. La casa parrocchiale è un punto di riferimento per tutte le persone che hanno le necessità più diverse. Questa disponibilità al servizio e alla carità dà credibilità alle parole della catechesi. La casa di accoglienza per ragazzi e ragazze in situazione di abbandono famigliare (casa-hogar Rostros de Cristo) è entrata in una nuova tappa con l’arrivo di due nuovi educatori, Geo e Liliana. Questi hanno già lavorato in un progetto governativo per ragazzi di strada, ma per mancanza di fondi non ha potuto continuare. Nella casa voluta da don Angelo, lo scopo

Nella speranza di diventare presto inutile ogni missionario pure di fronte alle nuove generazioni diventa riferimento e insostituibile operatore ed evangelizzatore per cui è stata costruita, si sta realizzando: accogliere e dare una formazione a ragazzi e ragazze “difficili”. Il metodo educativo dei nuovi responsabili, impostato sull’ordine e rigore –dopo la fase iniziale di accoglienza con tanto buon cuore di ragazzi di strada– sta dando alla casa una buona impostazione. Geo lavora con i ragazzi più grandi che si fermano anche il sabato per svolgere attività ricreative o lavori di utilità alla casa oppure di “castigo” come strappare erbacce dal giardino o pulire la cucina. Con i ragazzi più piccoli, Liliana fa un lavoro pedagogico individuale commisurato alla problematica di ciascuno. Questi metodi che avrebbero potuto far temere l’abbandono della casa (i ragazzi non sono obbligati a frequentarla) si sono rivelati positivi ed i ragazzi hanno accettato le regole. Don Angelo sta lavorando anche per rendere la casa economicamente indipendente dal Ticino. E il

gruppo di amici venezuelani della Casa che aiutano economicamente sta crescendo e si sta organizzando sempre meglio. Anche le autorità politiche e amministrative si stanno interessando molto al lavoro della missione (casa, falegnameria, fattoria...). Ma don Angelo teme che si tratti di propaganda elettorale e non è disponibile a strumentalizzazioni e la Fondazione di gestione è vigile e protettiva. La fattoria e la falegnameria, ben avviate, oltre a dare l’opportunità ai ragazzi di imparare un lavoro, costituiscono ormai un aiuto finanziario per le altre opere. Come vedete non manca il lavoro e per ora –continua don Angelo– “gracias a Dios” neanche la voglia di lavorare e voi con il vostro interesse, la vostra amicizia e il sostegno anche materiale ci siete di grande aiuto. da una lettera di don Angelo

Bambine e bambini della casa “Rostros de Cristo”


Progetti missionari 

La gioia di un ritorno Felici di aver iniziato il nuovo anno a Mbikou dove un piccolo seme posto anni or sono seppur lentamente sta portando buoni frutti in una Chiesa giovane che impara a camminare Dopo quattro anni, nel mese di gennaio scorso, abbiamo avuto la gioia di tornare a Mbikou. L’équipe dei nostri missionari ci ha accolto con molto entusiasmo. L’arrivo di Etienne ha costituito, per la loro esperienza di gruppo, una grossa novità. Ciadiano, ordinato diacono nel mese di dicembre 2008, Etienne ha comportato un cambiamento nella lingua di comunicazione parlata in casa e un contatto molto più diretto con la realtà ngambay. Anche per noi è stato un aiuto per riuscire ad entrare subito nella realtà della missione. Durante questo mese di permanenza abbiamo vissuto con i nostri missionari ed abbiamo avuto la possibilità di condividere con loro i successi e le difficoltà della missione. Con molta gioia abbiamo visitato tutti i settori della parrocchia, incontrando le persone che avevano collaborato con noi. È stato un po’ difficile per noi ricordare proprio tutti, ma quando ci tornava in mente il loro nome facevamo subito il collegamento al lavoro svolto insieme negli anni del nostro impegno in missione e subito ci tornavano in mente le esperienze vissute. Siamo rimasti molto contenti di aver notato nuovi collaboratori nella parrocchia. Scuola e centro parrocchiale La scuola comunitaria parrocchiale è una novità ben avviata. Ci

sono tre hangar (scuole in paglia) con un totale di 100 allievi. Questi bambini sono fortunati, perché hanno la possibilità di avere il materiale scolastico ed essere seguiti da maestri che vengono formati dalle suore, secondo un innovativo indirizzo pedagogico: dare ai ragazzi la possibilità di esprimersi. Cosa non scontata in questa realtà dove prevale l’apprendimento ripetitivo di nozioni. I genitori pagano la quota scolastica; ciò li rende corresponsabili e permette continuità alla scuola. Nelle altre scuole, invece, manca sempre il materiale, dato che i genitori non s’impegnano a pagare la quota scolastica, e il livello dei maestri è molto basso. Lo Stato ha costruito parecchi nuovi stabili per le scuole ma ci

si chiede a cosa serviranno visto che per il momento solo alcuni vengono utilizzati. Con grande soddisfazione abbiamo constatato che il centro parrocchiale è diventato polifunzionale, utilizzato ogni giorno per incontri di formazione. Quando noi nel 2005 lasciammo la missione, il centro era appena stato inaugurato. Attualmente si tengono incontri di ogni genere: alfabetizzazione, catechesi, “cohabitation”, équipe pastorale, cooperativa, mamme catechiste, bambini, promozione della donna, ecc. Operatori di pace Nella zona, tra agricoltori ed allevatori non corre buon sangue. L’invasione del bestiame nei campi coltivati è motivo di conflitto tra queste due categorie di lavoratori. Per rispondere a questa problematica, la parrocchia ha promosso incontri di “Cohabitation pacifique”, un sistema decentralizzato, semplice, agile, gratuito per affrontare la gestione del territorio: ogni villaggio,

Equipe pastorale della parrocchia di Mbikou


Progetti missionari 

ogni “férik”, cerca delle persone che fungono da mediatori in caso di conflitto. A Mbikou entrambi i gruppi hanno trovato nella parrocchia uno strumento di pacificazione.

tento, in modo che la catechesi sia fatta seriamente tanto dai catechisti come dai catecumeni. Un passo nuovo è pure rappresentato dalla preparazione al sacramento della cresima, per proporre ai battezzati un ulteriore cammino nella fede. Nella tabella seguente sono indicate le statistiche dei battesimi da quando la parrocchia di Mbikou è stata fondata. EC significa che si tratta di un bambino battezzato mentre stava per morire, poi però sopravvissuto.

Evangelizzazione Per quanto concerne i sacramenti, la catechesi di preparazione non è cambiata, ma ci sono parecchie novità. Ora i catechisti utilizzano immagini come sussidi didattici. I missionari sono molto più presenti e c’è un controllo più atAnno

Mbikou

Komé

Békia

Béguere

Come si nota, i battesimi sono diminuiti poiché ora la catechesi è molto più esigente e chi non partecipa non ha la possibilità di ricevere il battesimo. La preparazione richiede tre anni di catecumenato con tre incontri alla settimana e la partecipazione alla Messa domenicale. Ogni 20 lezioni ci sono gli esami. Durante il quarto anno vi è un incontro mensile di una giornata.

Moundouli

Totale per anno

Batt.

EC

Batt.

EC

Batt.

EC

Batt.

EC

Batt.

EC

Batt.

EC

2002

49

13

28

6

17

6

62

19

49

6

205

50

2003

38

4

32

9

12

6

38

25

36

15

156

59

2004

44

-

25

7

-

-

15

2

24

4

108

13

2005

27

6

4

-

-

-

-

-

11

6

42

12

2006

83

12

35

6

3

-

20

1

8

1

149

20

2007

26

3

11

3

2

1

15

2

7

-

61

9

2008

96

5

24

1

-

-

15

4

21

5

156

15

Totali

363

43

159

32

34

13

165

53

156

37

877

178

La gioia di un ritorno Il lavoro non manca e i nostri missionari stanno svolgendo un ottimo servizio alla diocesi di Doba. Siamo veramente felici di aver iniziato il 2009 a Mbikou.

Per quanto concerne il sacramento del matrimonio (nella tabella in basso vi sono i numeri), vi è un certo calo poiché gli uomini che desiderano sposarsi devono pagare almeno metà della dote. Su questa usanza e sui vari aspetti culturali, i vescovi ciadiani hanno avviato una ricerca, alla quale sono interessati anche i nostri missionari.

Marzia e Claudio Pagnamenta

Anno

Mbikou

Komé

Békia

Béguere

Moundouli

Totale

2002

6

8

7

11

5

37

2003

12

4

-

3

4

23

2004

7

1

-

1

1

10

2005

-

-

-

-

-

-

2006

12

3

1

2

1

19

2007

11

8

4

3

-

26

2008

8

11

-

3

-

22

Totali

56

35

12

23

11

137

Bambini all’uscita da scuola


Notizie Missio 

Bambini e ragazzi aiutano i coetanei / Campagna missio 2009 Di antica origine i Cantori della Stella si stanno diffondendo anche in Svizzera Chiamateci in segretariato se anche nella vostra comunità volete dare inizio alla tradizione Da 20 anni in Svizzera “La testimonianza della vita cristiana è la prima e insostituibile forma di Missione: Cristo, di cui continuiamo la missione, è il testimone per eccellenza e il modello della testimonianza cristiana”. (Redemptoris Missio, 42). Le esperienze vissute dai bambini di Infanzia Missionaria nel periodo natalizio sono state certamente belle testimonianze di vita cristiana. Tra gli eventi che hanno attestato la presenza di Cristo tra i piccoli missionari citiamo il grande incontro dei “Cantori della stella”, celebrato a San Gallo il 3 gennaio scorso per ricordare il ventesimo della loro fondazione in territorio svizzero. La bella tradizione, particolarmente viva nella Svizzera romanda e tedesca, vede i bambini

come portatori della benedizione di Cristo per tutto l’arco dell’anno nelle case delle loro comunità. La celebrazione nella cattedrale di San Gallo ha visto confluire bambini da diverse diocesi. Tra gli organizzatori di Missio erano presenti padre Bernard Maillard, Flavio Moresino, responsabile di Infanzia Missionaria e Martin Bernet. La nostra diocesi era rappresentata da due attive animatrici, Brigitte Suozzi e Gianna Mattiazzo. Il loro entusiasmo traspare attraverso la testimonianza che ci hanno fornito: “Abbiamo collaborato con gli animatori locali a vestire da Re Magi gli oltre quattrocento bambini presenti e a suddividerli in gruppi. Ogni gruppo era guidato da un bambino-stella… Sulla grande piazza del convento, la

Cantori della Stella alla festa del 20° a San Gallo

presenza dei piccoli messaggeri di luce dava calore a quella notte di gelo. È seguita la lunga processione dei Magi bambini verso la cattedrale… Come sarebbe bello organizzare una festa così anche in Ticino!” Il vescovo Markus Büchel così si è rivolto ai bambini: “I Re Magi sono stati accompagnati dalla stella per raggiungere Cristo, luce del mondo. Voi, Cantori della Stella, siete messaggeri di Cristo, perché col vostro impegno aiutate altri bambini meno fortunati”. La cerimonia si è conclusa con la benedizione e il mandato missionario di portare la luce e la pace di Cristo nelle case. Le offerte raccolte sono state devolute ai progetti missionari in Colombia. Iniziative ticinesi Esperienze di riflessione sulla presenza di Cristo, luce del mondo, sono state vissute anche in alcune nostre comunità parrocchiali e hanno avuto come destinatari privilegiati i Cantori della Stella. Segnaliamo quella avvenuta nella chiesa parrocchiale di Ponte Tresa, sotto forma di rappresentazione simbolica, dal titolo: “Carissimo mondo…”. Il tema della luce è stato evidenziato dalla presenza di un mappamondo colpito da una fonte di luce. Una voce misteriosa fuori campo, che si è presentata come Gesù, ha passato in rassegna le realtà difficili proposte ultimamente dall’attualità della cronaca nei vari continenti, per richiamare tutti all’esigenza di cambiare il cuore degli uomini. I piccoli Cantori di Pura hanno sostenuto, con le loro voci, i locali Cantori della Stella nel proporre canti in armonia con il tema della narrazione. Ampia è stata la partecipazione attiva degli adulti nel ruolo di


Notizie Missio 

educatori, se si pensa alle modeste dimensioni della Comunità di Ponte Tresa. Un grazie alle maestre di religione e catechismo Adele, Loredana, Franca e ai collaboratori esterni Carla, Esther, Chistian e Michel. In questa occasione è stata indicata la disponibilità del parroco don Dario a sostenere attivamente tutti i genitori impegnati nell’educazione dei loro figli. Per attuare in modo concreto il messaggio di Gesù al mondo, i Cantori della Stella di Ponte Tresa hanno donato franchi 400.- al progetto missionario “Con-vivamos”. Si tratta di un’associazione che opera a Medellin ed è impegnata nell’aiutare le vittime della violenza a riacquistare fiducia nella pace. Per lo stesso progetto, sono giunti al Segretariato della Conferenza Missionaria franchi 300.- da Giubiasco, da parte dei bambini della Prima Comunione e del gruppo di Infanzia Missionaria. Per un altro progetto, a Inirida (Colombia) riguardante il sostegno al foyer di accoglienza “Sacra Famiglia”, la Comunità parrocchiale di Cadro ha inviato franchi 780. Accanto a questi gesti di condivisione proposti da Missio-Svizzera segnaliamo l’impegno dei ragazzi dell’Oratorio di San Rocco di Lugano, così pure quello dei cresimandi di Sant’Antonino nel versare rispettivamente franchi 300.- e franchi 250,40 a favore del progetto missionario ticinese in Ciad. Ci auguriamo che questi begli esempi di testimonianza missionaria incoraggino altri gruppi a operare nella medesima direzione. Il prossimo appuntamento a livello diocesano, è previsto per il primo maggio prossimo a Stabio.

Senegal, alla prova gli incontri interreligiosi Il Senegal è il paese ospite della Campagna di missio di quest’anno. Dopo il Madagascar, la nostra attenzione torna alla realtà ecclesiale e sociale di uno stato africano, sostanzialmente laico, in cui la maggioranza della popolazione è musulmana, mentre il cristianesimo costituisce una minoranza significativa. Le comunità cristiane nel loro insieme, non solo quella cattolico-romana quindi, si sentono interrogate nel loro modo di testimoniare il Vangelo dalle confraternite musulmane. Nel medesimo tempo, in Senegal come altrove, l’Islam si sente interpellato dalla presenza viva della Chiesa. Anche in questo vasto paese (è grande 5 volte la Svizzera, ma conta “solo” 12 milioni d’abitanti), missio sostiene numerosi progetti pastorali e sociali in collaborazione con i suoi interlocutori locali, a cominciare dalla Diocesi di Kaolack. L’Islam è attestato in Senegal sin dall’XI secolo, mentre i primi contatti con le culture europee risalgono al 1442: portoghesi, inglesi, olandesi e francesi si sono succeduti come potenze coloniali. L’indipendenza risale al 1960 ed è stata realizzata in maniera pacifica grazie alla saggezza di una personalità politica fuori dal comune, non solo nel Continente africano, come Léopold Sédar Senghor. È stato il primo

Presidente senegalese dell’era contemporanea (1960-1981), membro dell’Accademia francese e di spirito profondamente umanista. Il suo testimone è stato preso in consegna da Abdou Diouf, che ha seguito la linea tracciata dal suo predecessore. Dal 2000, regge il governo Abdoulaye Wade, dirigente del Partito democratico senegalese, rieletto due anni fa nonostante un aumento della corruzione nel paese ed il degrado delle condizioni di vita e delle strutture amministrative. In vista della Campagna annuale, il Direttore di missio, fr. Bernard Maillard, si è recato in Senegal. Il tema principale dell’intero viaggio è stato l’incontro (forse più che il dialogo) tra Islam e Cristianesimo. In Senegal, in genere, le relazioni tra le due grandi religioni sono improntate al rispetto reciproco e al riconoscimento, da parte dei musulmani, della qualità dell’azione ecclesiale, soprattutto negli ambiti sanitari e formativi. I dispensari e le scuole gestiti dalla Chiesa cattolica, sono frequentati da chiunque, indipendentemente dalla propria appartenenza religiosa: adulti e bambini vi sono curati e seguiti anzitutto come esseri umani bisognosi di assistenza e, di certo, non con fini proselitistici. Si tratta di un esempio di convivenza pacifica che ha molto da insegnare anche alla nostra società! fra Martino Dotta

Margherita Morandi un musulmano con padre Marcel Pichonnaz (msc)


Lettere dalle missioni 10

Passione, pazienza, impegno e rischio Chi vive a contatto con miseria e ingiustizia ci fa partecipi di sentimenti, emozioni e situazioni diverse in cui è sempre l’amore di Cristo a servizio degli altri “Gesù Bambino viene a salvare tutti gli uomini e a donare la ricchezza dell’amore di Dio e Maria” con questo augurio inviatoci da Suor Cristina Massa dal suo meritato riposo in quel di Venaria riassumiamo tutti quelli trasmessici in occasione dell’Azione Natalizia dai missionari attivi sul campo che così contraccambiano il nostro coinvolgimento nella loro azione. Alcune lettere che presentiamo in questo numero fanno riferimento alla situazione vissuta lo scorso anno, che affiancate a quelle più recenti danno comunque quel senso di continuità di una storia trapuntata di passione nell’impegno missionario: una vera e propria lotta continua. Dal Congo Riprendo degli spezzoni dall’originale di don Sandro Colonna dal Congo, che con la sua sapidità rende meglio di qualsiasi nostra circonlocuzione il pulsare della loro vita. La nostra scuola è ancora lungi dall’essere pronta. Mancherà non meno di un mese e mezzo, prima che possiamo pensare di non avere più operai tra i piedi e anche allora penso che di operai ne avremo sempre qualcuno tra i piedi, perché in una costruzione come la nostra c’è sempre qualcosa che non funziona. Qui la maggior parte delle cose che si comprano sono fabbricate in Cina e la qualità è, normalmente,

molto scadente. Bisognerebbe avere un container al mese che arriva dall’Europa con tutto il necessario, ma l’esperienza ci insegna che dai container è meglio stare alla larga. Abbiamo iniziato l’anno scolastico: ogni giorno 80 piccole pesti arrivano da noi alle 7:30 per la scuola, mangiano alla Mac e nel pomeriggio dopo attività varie rientrano in famiglia alle 18 circa. Ve li immaginate voi 80 diavoletti (a cui si aggiungono nel pomeriggio altri 30 che vengono da noi dopo la scuola pubblica) che corrono, gridano, litigano (come è normale tra bambini… fino ai 99 anni), si inseguono, stuzzicano il povero Ronny (il mio cane): lui si vendica rincorrendoli tutte le volte che giocano al pallone e gli ruba la palla che, naturalmente, tra le sue fauci termina ingloriosamente la sua spesso brevissima carriera: ma loro si divertono moltissimo: un po’ meno

io che dovrei avere a disposizione 365 palloni all’anno. La costruzione è a livello “decente” al piano terra, dove si trovano le aule di scuola, la cucina e i bagni. Anche qui: note dolenti, perche al momento abbiamo in funzione due, dico due, docce, una per i bambini e una per le bambine, col risultato che 40 persone devono fare la doccia nel tempo di un’ora e, naturalmente, si spingono, gridano, scivolano, cadono …tutto come deve essere in un bel film, solo che noi non siamo in un film! Devo ammettere che alcuni dei bambini sarebbero da chiudere in galera a vita: una ne fanno e mille ne pensano. Le due maestre che abbiamo hanno i loro bei problemi a tenerli a bada e non passa giorno che non debba intervenire per litigi, per problemi vari: per il momento mi sento più un gendarme che un educatore, ma bisogna pure che qualcuno svolga anche quel ruolo. La mattina iniziamo alle 7:30 con un breve momento di preghiera tutti insieme: qualcuno non sa fare neanche il segno della croce (qualcuno poi è anche di altre religioni) ma cerco di far loro capire che, anche se siamo diversi, Dio è nostro

Un gruppo di bambini della scuola in Congo


Lettere dalle missioni 11

Padre e che lui non guarda alle differenze. Ciascuno può pregare Dio nel modo in cui lo conosce e poi Dio smista alla sezione “cattolici”, ”protestanti”, “mussulmani”… Vi assicuro che iniziare dei piccoli di 10 anni a leggere e scrivere non è per niente semplice: i loro interessi sono davvero molto diversi e quindi risulta una bella sfida conciliare i “piccoli” coi più grandi: soprattutto nel gioco. L’aggravante della costruzione impedisce ai dieci aspiranti di venire qui ad abitare e quindi anche di dare una mano. Siamo in un periodo “nero” per luce ed acqua… ma io non posso dire a 120 ragazzi che vogliono mangiare: “non c’è corrente, quindi mangerete domani”. Così abbiamo dovuto comprare un generatore con tutto quello che ne viene appresso. Però a poco a poco sembra che stiamo ingranando: anche i bambini sembrano comprendere che siamo in un ambiente diverso. Un giorno, parlando con un papà, al quale facevo presente che il figlio è un demonietto e che, spesso e volentieri , picchia gli altri, mi diceva con le lacrime agli occhi: ”Padre, cosa vuole… mio figlio ha già visto uccidere e picchiare selvaggiamente per il solo gusto di farlo, dove abitavamo prima (all’est c’è ancora la guerriglia con episodi di violenza assolutamente gratuiti!) Purtroppo ne è rimasto marcato e, forse, non riuscirà a cancellare dalla sua mente tutto quello che ha dovuto vedere”. È vero: dietro un atteggiamento dei nostri bimbi, c’è sempre un vissuto differente che forse noi adulti non riusciamo a cogliere, ma che li condiziona. Dall’Uruguay Ora dall’Africa trasvoliamo in America Latina dapprima da suor Olga

Pianezza in Uruguay. Qui come al solito la gente è sempre più preoccupata per la situazione ulteriormente degradata a causa del Signor Dollaro che, anche se vale un pidocchio, vuole sempre spadroneggiare in tutto il mondo, facendo pagare le conseguenze alle persone più indifese. Fare un budget del mese è oggi già un racconto di una bella favola, nel giro di una settimana non vale già più. Comunque anche se i media amano dare risalto alla cronaca nera, nascosto e discreto cresce il senso della solidarietà alla ricerca di soluzioni comunitarie e cooperativiste. Come la cooperativa “Juan Cacharpa” composta da una ventina di famiglie che per sbarcare il lunario ha deciso di far fronte ai problemi comuni selezionando i rifiuti. Anche se l’Uruguay è un paese nettamente laico, la gente più umile e cosciente è convinta che non ci si può mettere al posto del Signore e che anche quando le cose vanno storte è sempre per qualcosa di meglio. Dall’Equador Continuiamo alla volta di Esmeraldas in Equador da dove padre Antonio Crameri e suor Giusy ci comunicano alcuni momenti tristi che hanno duramente punteggiato ultimamente il loro percorso di ormai otto anni di missione peraltro ricchi di cose belle ed edificanti. Due colonne portanti della loro comunità parrocchiale, vangelo vivo per tutti, sono decedute. Mentre le suore hanno vissuto un

Cooperativa “Juan Cacharpa: abitazioni e rifiuti

drammatico assalto a mano armata da parte di tre “amici” incappucciati, la cui mente risulterà essere un vicino da loro aiutato: casa, studi dei suoi bimbi. La denuncia è stata fatta, ma la polizia non si muove e anche se suor Giusy lo sente per ora ancor difficile, Gesù perdona e dimentica. “Hay que confiar y confiar siempre, aqui estamos para amar unicamente a Dios y darle gusto en cada cosa”. Dall’Argentina La prossima lettera ci porta a Bovril in Argentina nella comunità di suor Maria del Sasso Franscella. Suor Maria con altre due consorelle, dopo tanti anni spesi negli ospedali e fuori accanto a tanta sofferenza, è felice ora di rivivere una nuova primavera fra i salti le grida e i canti dei bambini di una grande scuola, costruita 40 anni fa con grandi sacrifici dalle prime suore che vennero in questo paese fondato 60 anni prima da emigranti tedeschi ed Ebrei e che ora conta 10 mila abitanti. I 26 maestri della scuola, frequentata da 441 allievi, sono pagati dallo stato; mentre, grazie anche ai nostri contributi, è organizzata una mensa dove 130 fra i bambini più poveri ricevono il pasto e ad essi viene pure procurata la divisa. Una commissione di genitori si occupa di organizzare delle attività per raccogliere fondi per la manutenzione degli edifici. Suor Maria si è assunta il compito di riorganizzare i 6 gruppi dell’infanzia missionaria, con la fascia d’età compresa fra i 6 e i 12 anni ed interviene nell’attività scolastica trattando tematiche che interessano più da vicino i bambini; inoltre nell’ambito della “scuola per genitori” dà il suo contributo sul tema: ”famiglia nuova o rinnovata”.

Romano Eggenschwiler


Lettere dalle missioni 12

Trovarsi di nuovo a casa In Tanzania come in altri paesi africani riuscire a dare alla popolazione acqua pulita è una sfida che i missionari si trovano per prima cosa ad affrontare ... e con successo grazie al Ticino Anche quest’anno sono tornato a Sumbawanga (Tanzania). Da Friborgo a Dar in mezza giornata, poi 900 km. di asfalto. L’ultimo tratto di 300 km di strada sconnessa e polverosa m’ha assicurato di trovarmi di nuovo a casa. Mi aspettava Don Demetrio: ”sono contento che sei arrivato in tempo per darmi una mano perchè il parroco è via per un paio di mesi. La parrocchia della Sacra Famiglia è una delle tre della città che conta 100.000 ab. Interminabili code al confessionale e la domenica le Messe sono lunghe lunghe, l’offertorio è una celebrazione a sè, dove col calice e le ostie arrivano sporte piene di granoturco, frumento, patate dolci, pezzi di sapone, sale, caschi di banane, tutto a passo di danza. C’è poi l’offerta per la parrocchia e poi quella per i poveri.

Ai quali va tutto quello che è stato portato. Le comunità di base si incaricano della distribuzione. La predica prende il suo tempo, ma è vivace, perchè si dialoga, si fanno commenti, approvazioni o mormorii di scontento, colpi di tosse espressivi. La Messa prende, al minimo, due buone ore. Si canta, si danza, si fa festa, si prega. Ma tutto questo, forse un tantino pittoresco, e forse anche, per molti, giù di moda, non dà che un’dea molto parziale della vita d’insieme delle varie comunità che formano la parrocchia. Perchè la domenica nella maggior parte dei villaggi si devono accontentare di celebrazioni guidate dal catechista. Il prete ci arriva forse una volta al mese. Il vero motore sono le comunità di base, presenti nei quartieri e nei villaggi della periferia. Partendo dalla lettura in

comune della Parola, si prendono cura dei malati, li portano anche all’ospedale o al dispensario vicino, aiutano i più poveri, accolgono i nuovi arrivati. E il bicchiere d’acqua non si rifiuta mai al passante. Don Demetrio è anche il direttore della Caritas diocesana. Con lui e il gruppo dei suoi collaboratori, da parecchi anni mi ooccupo del problema dell’acqua generalmente inquinata per molti fattori, specialmente per la presenza del bacillo del tifo. Ne so qualche cosa. La febbre tifoide che ne risulta, e che sovente va di pari passo con un attacco di malaria, è una delle cause principali della mortalità infantile. Con l’équipe della Caritas si son scavati pozzi di 60 m. provvisti di pompe a mano. In due mesi ne ho inaugurate tre, la cui realizzazione è stata possibile grazie all’aiuto dal Ticino. Precedentemente, dal 2003, ci eravamo occupati d’incanalare sorgenti nelle vicinanze di villaggi, frequentate continuamente dal bestiame, e, dove, purtroppo anche la gente deve venire ad attingere. Si trattava di salvaguardare la sorgente, incanalare e portare l’acqua più lontano. Lavori eseguiti dalla popolazione. Il denaro serviva all’acquisto del materiale. Termino la mia chiacchierata con questa osservazione. La Tanzania, fin dalla sua indipendenza, nel Dicembre 1961, non ha mai conosciuto la guerra. Da molti anni ha accolto migliaia di profughi. Bisognava alloggiarli, nutrirli, curarli, dar loro la possibilità di farsi una vita. Tra poveri si può sempre far posto all’altro, al lo straniero, anche se privo di documenti. Quando nel cuore c’è posto, si può sempre far posto anche in casa. Per l’altro. P. Luigi Geranio


Botteghe del mondo 13

Chi ha detto che deve essere bianco? Bianco dentro, nero fuori. Il nuovo riso Khaw Dam del Laos, da poco nelle Botteghe del Mondo, si presenta con una colorazione insolita, perlomeno alle nostre latitudini. Un motivo più che sufficiente per scoprire anche le altre qualità di questo sorprendente cereale. Il riso è la più importante risorsa del Laos. Le famiglie contadine, che rappresentano l’85% della popolazione, hanno nella coltivazione del riso la principale fonte di sostentamento. In un paese che dipende ancora in larga misura dalle importazioni di riso, raggiungere l’autosufficienza e sviluppare un sistema funzionale di ricerca sul riso sono aspetti essenziali per sconfiggere la povertà. Per questo è nato il progetto pilota “ProRice”, sviluppato da Helvetas, in collaborazione con il governo laotiano e sostenuto finanziariamente dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) svizzera. Grazie a questo programma, tra il 1990 e il 2004, la produzione di riso è aumentata da 1,5 a 2,5 milioni di tonnellate. Con un tasso di crescita annuo medio di oltre il 5%, quasi tre quarti delle famiglie laotiane che hanno preso parte al programma hanno avuto un’eccedenza o sono stati autosufficienti nel settore del riso. E tutto ciò in un paese che vanta la più grande ricchezza di varietà di riso al mondo. Allo scopo di salvaguardare la biodiversità genetica del riso, i fondi della DSC sono stati utilizzati per creare una banca del riso che conserva oltre 15 800 campioni di riso indigeno provenienti da circa 8000 varietà e che promuove lo sviluppo di varietà più resistenti a parassiti e a condizioni climatiche estreme.

Il riso nero Khaw Dam resistente a condizioni climatiche estreme e ben adattato al clima locale con il sostegno anche della Svizzera ha reso autosifficienti molte famiglie del Laos Equo e bio: c’è più gusto! Il riso nero, chiamato nella lingua nazionale Khaw Dam è proprio una di queste varietà ricuperate e valorizzate dal progetto ProRice. Coltivato nel distretto di Sangthong, uno dei più poveri del paese (pur distando solo una settantina di km dalla capitale Vientiane), il riso nero appartiene a quelle varietà tradizionali che ben si sono adattate al clima locale. Per la sua coltivazione non si utilizzano complicati sistemi di irrigazione: bastano le piogge. I 574 produttori riuniti in cooperative, non utilizzano fertilizzanti o antiparassitari chimici e adottano i dettami dell’agricoltura bio in vista di una prossima certificazione. Grazie a questo prodotto riescono ad avere un accesso al mercato europeo, a guadagnare un reddito dignitoso, a promuovere un’agricoltura rispettosa dell’am-

biente e a valorizzare una varietà antica di riso, dalle proprietà straordinarie. Il Khaw Dam è infatti un prodotto speciale. È integrale (la buccia nera, che conferisce il particolare colore al riso, custodisce i numerosi e preziosi elementi nutritivi), aromatico ed estremamente versatile, essendo adatto a preparazioni salate e dolci. Nel Laos il riso nero ha un posto di riguardo negli usi e costumi locali: è riservato per le feste e le cerimonie, per la preparazione di dolci, ma è anche utilizzato addirittura come medicinale. Non vi è già venuta voglia di provarlo, anche semplicemente lessato e condito con un po’ di burro e pepe, per scoprirne la fragranza? Daniela Sgarbi Sciolli


grazie

Notizie CMSI 14

Azione natalizia Una pagina intera di grazie non sarebbe sufficiente per dire tutta la nostra gratitudine a nome dei missionari sostenuti da voi lettori con l’Azione natalizia. Anticipiamo ciò che troverete sul tradizionale foglio celeste di fine anno: il totale di fr. 113.115,60 che abbiamo da poco distribuito, secondo quanto arrivato con specifico riferimento ad un missionario o con indicazione a favore di tutti i missionari. Da parte loro riceviamo lettere di ringraziamento con l’invito a farne partecipi, assieme alle loro preghiere, tutti i benefattori. È ciò che facciamo in questa occasione. Anche noi ringraziamo tutti coloro che hanno manifestato affetto ai missionari con la solidarietà, la preghiera, il volontariato offerto nelle varie manifestazioni o azioni comuntarie. E penso in particolare a qualche comunità o gruppo che ha organizzato bancarelle o a quella comunità in cui è stata intrapresa un’azione particolare con le cartoline natalizie che ha permesso di raccogliere 7.000.- fr. a favore di una suora missionaria. Un particolare grazie a tutti indistintamente per ogni offerta di qualsiasi entità, da quella “della vedova” a quella particolarmente generosa. Tutte sono la dimostrazione che quel bambino Gesù che non aveva trovato posto nell’albergo, ha trovato una porta aperta nel cuore di tutti voi e che lui saprà riempire del suo amore. Sante Messe Grazie alle numerose persone, tra cui tanti sacerdoti, che hanno inviato offerte per la celebrazione

di Sante Messe. Per il secondo anno tali offerte (fr. 8.000.-) le abbiamo inviate a mons. Antonius Dang Mingyan, vescovo della diocesi di Xi’an in Cina. Le Sante Messe, secondo le intenzioni degli offerenti, saranno quindi celebrate da sacerdoti di questa diocesi. Chissà, forse anche di nascosto, poiché sebbene le annunciate aperture, i severi controlli sulla professione pubblica della fede prevedono a volte l’arresto arbitrario di pastori protestanti, di preti e vescovi cattolici. Ed il numero di detenuti più grande nelle carceri di tutto il Paese è rappresentato dagli adepti ad un movimento religioso. Padre Guido Zanetti Il Dio della Vita ha ha chiamato a sé il missionario betlemita p. G. Zanetti il 6 febbraio scorso. P. Guido è cresciuto a Poschiavo. Ha frequentato i collegi di Milano, Maroggia e Svitto. Nel 1946 è entrato nella Società Missionaria di Betlemme. È stato ordinato sacerdote nel 1952. Dopo aver conseguito il diploma magistrale a Londra, nel 1956 fu inviato come missionario nella Rhodesia del Sud (Zimbabwe). Terminato lo studio della lingua locale shona, ha insegnato in diverse medie e magistrali della diocesi di Gweru. Dal 1970 era superiore e parroco in varie stazioni missionarie e parrocchie della diocesi. Per dodici anni fu pure consigliere vescovile e per alcuni anni anche superiore regionale della comunità missionaria. Per parecchio tempo ha pure rivestito il ministero di decano. Il suo motto era: “Tutto posso in colui che mi dà la forza” (Fil 4,13). Negli ultimi anni era assistente pastorale in una scuola media a Gweru.

Ma la CMSI chi è? La Conferenza Missionaria della Svizzera Italiana (CMSI) è nata nel 1977 per desiderio della Conferenza dei Vescovi svizzeri che hanno istituito i tre organismi missionari sul territorio elvetico. Il compito affidatole fu l’impegno per la pastorale della missione ad gentes nei territori della diocesi di Lugano, di Coira per le valli di lingua italiana e per le missioni italiane in Svizzera. Secondo lo statuto la CMSI è: - strumento e luogo di evangelizzazione e cooperazione missionaria nello spirito del magistero della Chiesa e del Concilio Vaticano II; - strumento e luogo di spiritualità e pastorale missionaria; - strumento e luogo di formazione e sviluppo della coscienza missionaria. Per questo la CMSI si impegna a informare e sensibilizzare sulla missione, mantenendo dei forti legami con i missionari della Svizzera italiana sparsi nel mondo (una ventina), a coltivare le vocazioni missionarie, sia religiose che laiche; ad animare le comunità attraverso incontri. Il Bollettino “Svizzera italiana e Missione” è l’organo informativo pubblicato 4 volte all’anno e che raggiunge circa 3500 famiglie. La CMSI ha un proprio segretariato stabile, in Corso Elvezia 35 (Palazzo Cittadella). Carlo Carbonetti è il segretario e Claudio Cerfoglia incaricato dell’amministrazione. Il segretariato è impegnato anche per i progetti missionari diocesani che fanno capo ad un’apposita commissione di nomina vescovile e funge da segretariato di MISSIO. La Conferenza Missionaria ha una propria assemblea composta da una ventina di membri (delega-


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ti diocesani, vicariati e decanati, facoltà teologica e seminari, gruppi missionari, opere d’aiuto come SQ e Missio). L’assemblea nomina il comitato che resta in carica per 4 anni. Lo scorso mese di dicembre si è proceduto al rinnovo delle cariche: Mauro Clerici, presidente, rapporti con diocesi e opere d’aiuto, delegato consiglio di fondazione Missio, responsabile campi estivi; Rosalba Bianchetto-Lupi, vicepresidente, delegata presso Associazione Sviluppo Comunitario Barranquilla e coordinatrice Commissione Progetti Missionari Diocesani. Don Pietro Borelli, animatore di nomina vescovile e responsabile formazione; Suor Carla Pia Rossi, coordinatrice Infanzia Missionaria; frà Martino Dotta, delegato Missio; Chiara Gerosa, responsabile informazione; Mathieu Moggi, delegato Consiglio Missionario Cattolico Svizzero e responsabile formazione; Franco Ferrari, delegato FOSIT e rapporti con missionari; Augusto Anzini, rapporti con gruppi missionari.

Campo estivo a Montevideo Montevideo produce 600 tonnellate di rifiuti al giorno. Migliaia di persone vivono di questi rifiuti. Nei decenni scorsi, non molto lontano dall’aeroporto è sorta la Villa del chancho (quartiere del maiale). È sorta sulle immondizie. Sotto le casupole ben 12 metri di rifiuti che esala(va)no gas tossici e proibitivi per la salute. Chi viveva lì “ripescava” dai rifiuti ciò che ancora era sfruttabile sul mercato. Il resto veniva mangiato dai maiali che la gente allevava. Date le condizioni disumane in cui vi si viveva, con aiuti stranieri e con una donazione di terra da parte della città, le famiglie sono state sfrattate e inviate a poche centinaia di metri dove sono at-

tualmente alloggiate in casupole di legno e cartone. Già Villa del chancho non esiste più. Sta sorgendo però COVINUS, il nuovo barrio (Coperativa de viviendas no es un sueño). Lavorando comunitariamente si stanno costruendo le prime 28 case. La gente però non vuole cambiare la propria vita e continuerà a cercare tra i rifiuti e ad allevare porci, ma in condizioni più umane. Lì si svolgerà il campo estivo della CMSI, aiutando nella costruzione delle case e del centro comunitario, accompagnando i bambini, le donne, svolgendo campagne di salute e sviluppando il senso comunitario che è ancora fragile. I nostri giovani saranno in collegamento con le suore francescane del verbo incarnato, congregazione di cui fa parte suor Olga Pianezza di Savosa che da diversi anni lavora in quella città. Il campo si svolgerà tra luglio e agosto (3 settimane) e sarà aperto a un massimo di 20 persone. Vista la particolarità dell’intervento, sarebbe interessante poter contare su qualche elettricista e/o idraulico, magari anche solo apprendista.

In Uruguay a quel momento farà freddo (tra 0 e 15 gradi) e saranno probabili delle piogge. Occorre godere di buona salute ed essere disposto a vivere in condizioni difficili e in gruppo. Chi fosse interessato, può contattare il segretariato o direttamente il presidente Mauro Clerici che è pure il responsabile del campo (079 653.20.65 / mauro.clerici@ bluewin.ch). Pur senza partire si può essere di grande aiuto, versando un’offerta sul conto CMSI, 6904 Lugano (69-868-6) con indicazione Cruz de Carrasco. Il gruppo porterà medicine, vestiti, scarpe, occhiali, giochi, materiali scolastici. È possibile consegnarli in segretariato o contattare Tiziana Ticozzi (091 866.25.40) Per chi intendesse dare una mano sul posto, ma non potesse farlo in luglio, ci può contattare ugualmente, perché il campo sarà sempre aperto, grazie alla grande disponibilità delle suore. Carlo Carbonetti e Mauro Clerici


Invito

SEGRETERIA CMSI /missio - Corso Elvezia 35 - Casella postale 4329 - CH - 6904 Lugano Tel. 091 966 72 42 - Fax 091 967 47 89 - ccp 69-868-6 - www.cmsi.ws - e.mail: segreteria@cmsi.ws


Bollettino 1-2009