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SPETTACOLO

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L’INTERVISTA

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di Paola Stefanucci - paolastefanucci@virgilio.it

Daniele Pacchiarotti

Il ritrattista “inseguito” dalle dive

L

a bellezza è un’esigenza imprescindibile per Daniele Pacchiarotti, artista romano, classe 1980, ormai noto come il “ritrattista delle dive”. Di tutti i tempi: Vivien Leigh, Audrey Hepburn, Marlyn Monroe, Elizabeth Taylor, Anna Magnani, Madonna, Aretha Franklin… Immortalate con certosina fedeltà. E pervase da un poetico lirismo. Opere che esprimono l’inconfondibile identità di Daniele Pacchiarotti e accendono il mercato dei collezionisti del genere, raggiungendo quotazioni di tutto rispetto. Laureato cum laude in Scenografia e Storia dell’Arte all’Accademia capitolina di Belle Arti, Daniele dimostra subito il suo valore al Teatro dell’Opera di Roma con Maurizio Varamo, che volle lui per realizzare, tra l’altro, la scenografia per una memorabile edizione del balletto, musicato da Johann Strauss jr, “Il pipistrello”, con l’étoile di fama mondiale Carla Fracci e la partecipazione dell’attore Massimo Dapporto. Da allora (2005) corrono dodici anni di fervore creativo tra interventi sulle maggiori ribalte teatrali e cinematografiche, nonché sulle passerelle di AltaRoma, mostre e apparizioni televisive nel colto programma del filosofo Gabriele La Porta “Anima guarire”. Ma ecco l’intervista all’artista da sempre “inseguito” dalle star per farsi fare il ritratto.

Daniele quando ha scoperto il suo talento per la scenografia e il ritratto? Con il tempo ho scoperto l’arte. Anzi, l’arte ha scoperto me. Io sono molto credente, penso che qualsiasi abilità sia un dono di Dio, un privilegio che abbiamo il dovere di coltivare e trasmettere. Sin da bambino, dall’età di 5 anni ovunque mi trovassi scarabocchiavo, mi divertivo a ritrarre tutti i miei parenti - durante i viaggi insieme in macchina, nelle riunioni familiari durante le festività- o gli avventori nel negozio di mio padre, che aveva ed ha ancora una macelleria. Sapevo disegnare ma avevo anche molta fantasia. Ricordo le mie maestre che mostravano orgogliose le mie opere infantili. La prima opportunità pubblica di mostrare la sua bravura? A ventitré anni nella trasmissione tv di Michele Guardì “Scommettiamo che…?” condotta da Marco Columbro e Lorella Cuccarini. In diretta, dipingevo i balletti di Lorella sulle coreografie di Franco Miseria. In qualità di scenografo, a Roma al Brancaccino con la direzione artistica di Stefano Cianfichi, ha partecipato alla commedia “2 ali sotto l’albero”, e al Brancaccio per “La Presidentessa” con Sabri-

na Ferilli, per la regìa di Gigi Proietti. Ha mai espresso il suo estro creativo su un set cinematografico? Sì, tante volte. La prima volta nel film “Taxi Lovers”, per la regia di Massimiliano Caroletti, con Ettore Bassi, Alberto Rossi, Elisabetta Cavallotti e Edoardo Leo. I suoi artisti, anzi no, le sue artiste di riferimento? Senza dubbio, le grandissime pittrici Frida Kahlo e Tamara de Lempicka, che ho anche ritratto. Oltre ai miti del cinema, ci può citare almeno un paio di attrici nostrane “entrate” nelle sue tele? Barbara De Rossi, Maria Monsè. E un attore? Raoul Bova. Il ritratto più curioso? Ad una mia cara amica animalista in atteggiamento materno con quattro maialini. Dopo il successo della mostra “Riflessi”, ispirata alle dive del passato e presentata alla sfilata di intimo della stilista Pamela Olivieri, quale sarà la cornice del prossimo evento, che sappiamo dedicato a Marilyn? Non amo i luoghi convenzionali. Sarà una sorpresa.

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