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CMAGAZINE.IT

n.6

RICORDANDO

PEPPINO IMPASTATO

25

ANNI

ANDREA

PERRONI siete tutti invitati

ALL'OMBRA DEL

COLOSSEO

POL. CITTÀ DI CIAMPINO

ANNO VINCENTE

C-magazine - n°6 di Giugno 2015 - Supplemento 41 stagione 2014/2015 Editore Calcio a 5 Live SRL - Direttore responsabile Francesco Puma Redazione Via Trento 44 A, Ciampino (RM) - Tel. Redazione 327.26.72.908 Rivista periodica, indipendente, a distribuzione gratuita - e-mail: info@cmagazine.it Registrato presso il Tribunale di Velletri il 25.10.2007 - Registrazione n. 2507

IL MURO DEL CANTO #soffiamoviagliabusi


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L’editoriale

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di Fabio Sorrentino

Aprire una finestra sul mondo per scrutarne la storia è oggi una scelta coraggiosa. Ancor più importante è scegliere di oltrepassare la finestra ed entrare in campo per conoscerla e cambiare quella storia che fa inorridire gli occhi e atterrisce. Come era prevedibile, non sarebbe bastata una manifestazione pubblica con i Capi di Stato in prima linea ad anestetizzare la paura delle masse, a sedare i facinorosi o i fanatici integralisti. Non parlateci più di guerre di religione. Non invocate scontri di civiltà. Non giustificate le rivendicazioni macchiate di sangue. Non è religione quella che uccide. Non è civiltà quella che ricorre alle armi. Non è diplomazia quella che decide le sorti del pianeta intorno a tavole imbandite tra bicchieri di cristallo e foto di rito. C’è una realtà oltre l’apparenza. È una realtà stanca dei falsi miti, stanca dei fumi che si elevano tra le rovine del Medioriente. C’è ancora un Abele massacrato dal fratello Caino nel campo lì fuori, a pochi passi dalla finestra. Dove sarebbe la presunta superiorità europea rispetto alla condizione di minorità dei Paesi arabi, se dell’Occidente non rimane che una moneta a celare la sua crisi e la sua incapacità di stabilire un’economia giusta per tutti? Come pretendere di individuare e radere al suolo il nemico, se la sua barbarie rievoca operazioni di “pulizia” etnica ed estirpazione del diverso, escogitata appena pochi decenni addietro nei campi di sterminio dalla “bestia bionda” o, ripercorrendo ancor più a ritroso la storia, dagli antichi Romani nelle azioni di persecuzione di massa dei primi cristiani? In cosa differisce l’Occidente “civile” dal “feroce” Medioriente? Non è forse storia disumana quella appena oltre la finestra? Non è forse lo stesso sangue umano quello che macchia le strade in Kenya, in Francia, in Siria o in Afghanistan? Non parlateci di differenze di civiltà o di religione, né di ideologie orientate a destra o a sinistra. Neppure le rivoluzioni rosse hanno cambiato il mondo. Di tutte queste vicende oltre la finestra la piccola Hudea ne sa poco o nulla. Non ne capirebbe il motivo. Non sa distinguere neppure una fotocamera da un fucile. Conosce però la violenza. Quella sì. Fissa l’uomo e alza le mani. Questa è la storia. Punto.

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SOMMARIO C MAGAZINE Direttore Responsabile: Francesco Puma - Editore: Calcio a 5 Live SRL - Progetto Grafico: Sabrina Aglitti - Registrato presso il Tribunale di Velletri il 25.10.2007 - Registrazione n° 2507 - Per pubblicità, informazioni, segnalazioni e collaborazioni invia una mail a: info@cmagazine.it, oppure chiama il 329.4420244 - Redazione Cmag Via Trento 44A Ciampino (ROMA). L’invio di lettere, articoli e foto implica automaticamente l’autorizzazione alla pubblicazione dei testi e delle foto spediti, nonché di tutti i dati personali in essi contenuti, consentendone espressamente il trattamento ai sensi del D.lgs. 196/03. L’invio delle foto dei minori implica automaticamente l’autorizzazione alla pubblicazione delle immagini e dei dati da parte dei soggetti esercenti la potestà genitoriale sugli stessi. La redazione si riserva il diritto di scegliere le lettere e le foto da pubblicare e di rielaborare i testi per esigenze giornalistiche e/o di riservatezza dei soggetti coinvolti. Le lettere, gli articoli e le foto sono testimonianza spontanea dei lettori e dei collaboratori che si assumono, con l’invio alla redazione, ogni responsabilità in ordine alla veridicità e alla liceità dei contenuti. Ai sensi dell’art. 13 D.lgs. 196/03 l’editore Calcio a 5 live di Vincenzo d’Avino, titolare de trattamento dei dati, informa che i dati pervenuti alla redazione, nonché le foto, saranno utilizzati esclusivamente per le finalità delle varie rubriche della rivista e non saranno pubblicati ad altri soggetti. Esaurite le fi nalità, tutti i dati forniti, le foto, gli scritti, saranno distrutti. La riproduzione dei testi ed immagini, anche parziale, deve essere autorizzata dall’editore. La collaborazione ad articoli o servizi è da considerare del tutto gratuita e non retribuita.

Giugno 2015 Castelli

pg 8

Castelli... e dintorni

pg 36

Moda

pg 48

Arte e Storia

pg 54

Scienze

pg 64

Benessere

pg 70

Cultura

pg 76

Viaggi Uomo e Natura

pg 96 pg 100

Musica

pg 108

Cinema e TV

pg 120

Teatro

pg 132

Sport

pg 146

Impresa

pg 152

Oroscopo

pg 162

CAPANNELLE MILLENNI DI STORIA... IN UN SORSO DI ACQUA

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NOTIZIE FLASH

0 1 mag GENZANO MONTE 0 2 mag COMPATRI 0 3 mag CASTELLI 0 4 mag VELLETRI 0 5 mag CIAMPINO 0 6 mag ALBANO 07 mag LANUVIO 0 8 ROCCA mag PRIORA

www.castelliromaniweb.it

Il pane casareccio Igp di Genzano apre l'EXPO di Milano, con Marco Bocchini (Forno Da Sergio), Luciano De Luca (La Fornarina) ed il sindaco Flavio Gabbarini. Parte fino a fine maggio il progetto del San Raffaele “Proteggi il tuo cuore allenandolo”, che prevede controlli, esami e attività fisica, tutto gratuito Continuano i progetti di educazione ambientale promossi dal Parco. Ragazzi e associazioni coinvolti in iniziative per comprendere il valore della zona. Il corpo di un soldato tedesco ucciso il 2 giugno 1944 è stato riportato alla luce in piazza Garibaldi. Individuato grazie ad alcune fotografie dell’epoca. Nasce il comitato “Sport: Obiettivo Solidarietà” dall'azione di associazioni politiche e civiche per promuovere lo sport come strumento di fratellanza. Seconda tappa per DataLab Lazio Tour, ciclo di cinque incontri nelle province laziali, organizzato all'interno del progetto regionale Open Data Lazio. Presentato "Storie di paesaggio, beni comuni, riqualificazione urbana. Le Casette sopra le mura”, sulla storia dell'urbanizzazione nel territorio lanuvino. Partita una delegazione dell’Amministrazione comunale con la Confraternita di San Biagio per rinnovare il gemellaggio con il comune lucano di Maratea.

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NOTIZIE FLASH MONTE09 mag PORZIO 10 mag NEMI

11 mag VELLETRI GROTTA12 mag FERRATA 13 CIAMPINO mag 14 ALBANO mag 15 mag PAVONA 16 mag FRASCATI

www.castelliromaniweb.it Maratona di lettura che conclude il progetto LIBRINSIEME, partito a settembre e ricco di laboratori scientifici, incontri con autori e giochi in biblioteca.

Manufatti abusivi rimosi al Lago: i Guardiaparco hanno smantellato e rimosso diverse strutture irregolari sulle coste del bacino, bonificando l’area. Incontro sulla droga al Cesare Battisti: studenti coinvolti in un approfondimento sui rischi di alcol e stupefacenti, con relatori della Polizia di Roma. Tenta di uccidere l’ex datore di lavoro: in manette italiano 35enne con le accuse di tentato omicidio, estorsione, detenzione e porto illegale di armi. Il Comune sbarca su WhatsApp. I cittadini riceveranno notizie aggiungendo ai contatti (+39)3929100257 e inviando il messaggio NEWS ON COMUNE DI CIAMPINO. Centro sportivo di Villa Doria: infrastrutture e servizi a costo zero per i cittadini grazie alla collaborazione tra Amministrazione pubblica e privati. Iniziati i lavori su Via del Mare, l’arteria viaria che collega Albano a Torvaianica. Borelli (Pd): “No a strumentalizzazioni elettorali sui lavori”. Concerto della Young Orchestra, “Musica, Maestro! 2015” presso l’Auditorium delle Scuderie Aldobrandini con proiezioni del fotografo Francesco Pulice.


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NOTIZIE FLASH ROCCA DI 17 mag PAPA CASTEL 1 8 mag GANDOLFO ROCCA 1 9 mag PRIORA 2 0 mag ARICCIA

2 1 mag COLONNA 2 2 mag VELLETRI 2 3 mag CIAMPINO 2 4 CASTELLI mag ROMANI

www.castelliromaniweb.it Rievocate a Monte Cavo le antiche Feriae Latinae, organizzate dall’Archeoclub d’Italia aricinonemorense, Legio Secunda Parthica Severiana e Thyrrenum.

Sequestro lampo per un debito di usura. I Carabinieri salvano un noto ristoratore dei castelli romani e arrestano un 38enne di Nettuno con precedenti. Alunni dell'istituto Cambellotti partono per Milano, dopo aver vinto il concorso indetto dal Ministero dell'Istruzione "La scuola per Expo 2015". Inaugurata la Casa dell’Acqua grazie ai 25mila euro delle Cartoniadi: i cittadini avranno acqua purificata a prezzi bassi e si produrranno meno rifiuti. Presentato il libro “Matriarchè” di Monica Di Bernardo e Francesca Colombini, una rivendicazione del principio materno per risanare la società attuale. Grande successo di Ambientiadi 2015, progetto di educazione ambientale per la promozione della raccolta differenziata fra i ragazzi mediante il gioco. Individuati 3 minori responsabili di aver danneggiato a sassate un treno, con il lieve ferimento di un passeggero ed un ritardo di 30 minuti del convoglio. Giornata di pulizia al Tuscolo organizzata da Italia Nostra Castelli Romani, per denunciare il degrado in cui versano gli argini della sede stradale.

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NOTIZIE FLASH

25 mag ALBANO 26 mag CASTELLI 27 mag LARIANO 28 CIAMPINO mag 29 mag CIAMPINO 30 mag FRASCATI 31 COLONNA mag

www.castelliromaniweb.it Guerra al Piano delle Antenne: ricorso straordinario della multinazionale Vodafone al Capo dello Stato perché giudicato troppo restrittivo e protezionistico.

Rubano 7 quintali di rame per un valore di 14mila euro. Cinque cittadini di nazionalità romena sono stati denunciati per ricettazione in concorso. Commemorazione del 71 anniversario dalla morte del Carabiniere Antonino Fleres, con deposizione di una corona d'alloro in piazza Martiri della Libertà. Il famoso alpinista Daniele Nardi presenta il suo libro "In vetta al mondo", in cui racconta la sua esperienza durante la scalata dell'Everest e del K2. Operazione "Tutela disabili" operata dalla Polizia Locale: irregolari il 75% dei tagliandi invalidi per il parcheggio esposti nei parabrezza dei veicoli. Presentato il libro-diario di Valerio Nicolosi "Be filmaker a Gaza". Il ricavato sarà destinato a portare avanti i progetti di formazione a Gaza. Decima edizione del Memorial Pelliccioni, organizzato dalla SSD Colonna per ricordare Angelo Pelliccioni, atleta scomparso all’età di 15 anni nel 2005.


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Castelli

CIAMPINO

TEMPI INTERESSANTI

HORIZON 2020 E LA SMART CITY

QUALE STRATEGIA PER L’ITALIA?

I

l nuovo programma europeo dedicato a ricerca e innovazione si occupa anche di Smart City, indirizzando risorse verso alcuni temi prioritari per le aree urbane dell’Unione. L’obiettivo è creare una “nuvola” di progetti, arricchendo il ventaglio di strumenti intelligenti a disposizione delle città. Per fare questo serve una struttura di analisi e di elaborazione e gestione delle politiche territoriali rispondente, a sua volta, a requisiti minimi di “Smartness”. L’Ottavo Programma Quadro della Commissione Europea per la Ricerca e l’Innovazione “Horizon 2020” è attivo ormai da un anno. Finanziato con 80 miliardi di Euro, il programma ha l’obiettivo di rafforzare le capacità dell’Unione Europea in materia di ricerca scientifica e di difendere la sua leadership industriale nei diversi settori dell’innovazione. Horizon 2020 mira ad alcu-

C mag | Castelli | Giugno 2015 13

Domenico DI PIETRO

ni temi considerati prioritari per la città intelligente in Europa (energia, trasporti, ICT) e, proprio per questo, si fonda sul presupposto che le istituzioni responsabili del governo del territorio siano già organizzate in un infrastruttura gestionale integrata e compatibile con Smart City. Sono gli stessi Enti locali italiani, attraverso la loro associazione (ANCI) a illustrare nel dettaglio cosa significhi questo presupposto e a constatare come nel nostro paese sia assai lontano dall’essere verificato. Secondo il “Vademecum per la città intelligente” (2013, Osservatorio Nazionale Smart City - ANCI), premessa essenziale della Smart City è una governance intelligente, dotata di una visione sistemica. Non si tratta di una generica prescrizione di principio... La governance intelligente è dunque un parametro che riguarda tutte

le fasi del processo decisionale che si situa al vertice del governo del territorio, dalla continua raccolta di informazioni alla loro analisi, dall’assunzione di decisioni all’intervento e al monitoraggio dei suoi effetti. Il completamento delle basi dati territoriali è un processo tutt’ora in corso, la digitalizzazione è non di rado incompleta, la disponibilità di dati disaggregati e la loro utilizzabilità a normativa vigente è modesta. Si pensi alle competenze del Sindaco, che emana atti in materia di ordine e sicurezza pubblica, vigila sull’ordine e la sicurezza pubblica e deve coordinare la polizia locale con le Forze di polizia (Art. 54 Tuel) senza disporre automaticamente dell’accesso ai dati territoriali disaggregati raccolti dalle stesse Forze di polizia nemmeno in forma depurata dai dati sensibili. Siamo, purtroppo, in un contesto nazionale che oppone resistenza all’introduzione di tecnologie innovative se queste tendono a modificare prassi consolidate; così, lo stesso rapporto Icityrate di Formez che classifica il percorso verso la Smart City dei 103 capoluoghi di Provincia italiani, si basa quasi esclusivamente su indicatori tradizionali a cui si premette strategicamente, l’attributo Smart. Infine, dovendo individuare l’ostacolo

principale nell’affrontare dall’Italia la strategia di Horizon 2020, si può ancora far riferimento al vademecum dell’ANCI, secondo cui le più avanzate esperienze italiane in tema di Smart City si sono spinte fino alle prime, rudimentali forme di “city dashboard”. Un cruscotto urbano tecnologicamente maturo e integrato nei meccanismi decisionali è la condizione minima di partenza, e non il traguardo, per qualunque ipotesi di Smart Governance e per attribuire senso ai progetti tematici Smart City. L’integrazione tra livelli istituzionali diversi è strettamente necessaria ma ancora confinata a modalità e strumenti del tutto tradizionali, come nel caso della tutela della vivibilità e dell’ordine pubblico. In questo modo si utilizzerebbe un settore chiave dell’integrazione informativa e decisionale, particolarmente delicato per la sofisticatezza tecnologica e la complessità multidisciplinare richieste, come cardine per l’opera di realizzazione dell’infrastruttura intelligente a cui agganciare tutti i progetti Smart City. Il fatto che, ad oggi, le responsabilità comuni di Ministero dell’Interno, Prefetture, Forze dell’Ordine ed Enti locali per tutelare la vivibilità e la sicurezza, non abbiano una piattaforma informativa comune e uno strumento di costruzione delle strategie condiviso e coordinato non appare per esempio molto giustificato.


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Castelli

CIAMPINO

Roberta SCONCI

L'OPPOSIZIONE

BASTA AI

RIFUGIATI POLITICI

I

n un’intervista telefonica rilasciata all’Osservatore Laziale il Sindaco di Ciampino Giovanni Terzulli ha dichiarato che l’Ostello Casale dei Monaci verrà liberato, entro la fine di giugno, dalla presenza dei 70 ragazzi che finora vi hanno dimorato. Tutto questo perché la prefettura, che si occupa dell’emergenza immigrazione, in seguito al bando lanciato per l’accoglienza dei richiedenti asilo politico e gli stessi aggiudicanti non hanno indicato, come sede delle strutture, il Comune di Ciampino. La gestione della struttura, vinta dalla ERICHES 29 nel 2012 (di cui era presidente Salvatore Buzzi implicato nello scandalo di MAFIA CAPITALE), è di prossima scadenza. Apprendiamo dall’intervista del primo cittadino di Ciampino che l’Amministrazione introita annualmente dalla Cooperativa 40mila euro anche “se non è tanto sicuro” come non è particolarmente interessato, probabilmente, a come hanno ridotto la struttura visto che ha dichiarato “poi quello che ci fanno non interessa, basta che rispetti la destinazione d’uso del bene”. Non è molto edificante venire a conoscenza del fatto che un Sindaco non abbia la certezza del guadagno che la sua Amministrazione ricava dall’utilizzo di un bene comunale e che non si sia posto il problema di programmare, prima che

Roberta Sconci - Forza Italia

la struttura venga lasciata, dei sopralluoghi mirati alla constatazione delle condizioni in cui il bene si trova. Confidando nella sua lungimiranza e in quella della sua giunta ci aspettiamo che gli eventuali danni vengano stimati perché la struttura versa in un degrado sempre più crescente. Ci aspettiamo che il bando che verrà predisposto sia un bando pubblico approvato in sede di Consiglio Comunale e non deciso nelle stanze comunali e che la destinazione d’uso di questo patrimonio comunale torni alle origini e che non sia, nonostante le dichiarazioni della prefettura, adibito nuovamente ad ospitare nuovi rifugiati politici.


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Castelli

CIAMPINO

C mag | Castelli | Giugno 2015 17

SPORT

POLISPORTIVA CITTÀ DI CIAMPINO

UNA STAGIONE TRIONFALE

S

i chiude una stagione indimenticabile per la Polisportiva Città di Ciampino. Nata nel 2000 come associazione sportiva non profit con l’obiettivo di sviluppare il settore giovanile -ed in particolare la scuola calcio-, opera nella città presso l’impianto sportivo comunale Superga e negli ultimi tempi sta occupando un ruolo di primaria importanza nello scenario dello sport dilettantistico. Un salto di qualità per cui è stato fondamentale l’arrivo del presidente Antonio Paolo Cececotto, grazie a cui la società è diventata un’importante e significativa realtà sportiva. Paolo, il bilancio dell’anno sportivo che sta per finire non può che essere positivo per voi. È sicuramente stato un anno indimenticabile. Abbiamo vinto il campionato di Giovanissimi Regionali Fascia B, la Serie D di Calcio a 5 si è guadagnata la promozione in C2, fra tante altre soddisfazioni non solo a livello sportivo ma anche a livello umano. Ma io dico sempre: a giugno si mette un punto e si riparte da capo perché non dobbiamo mai fermarci a dormire sugli allori, sarebbe un grosso sbaglio. Quello che abbiamo fatto questa stagione è stato molto bello ma è già passato e

noi dobbiamo pensare al presente e al futuro. Uno dei puntali fondamentali in questo processo di crescita è stato il potenziamento della vostra struttura. Sicuramente sì. Abbiamo investito tanto sul complesso -sul quale la società opera da più di dieci anni- e oggi il nostro impianto è dotato di un campo di calcio a 11, un campo di calcio a 8 ed un campo di calcetto, tutti in erba sintetica di ultima generazione, oltre ad una piscina da 25 metri. Non a caso quest’anno abbiamo fatto la preparazione in casa e i risultati sono stati ottimi, perciò la prossima stagione faremo sicuramente lo stesso. Offrite una formazione trasversale, puntando sempre sui bisogni dei bambini. In effetti uno dei nostri obiettivi è quello della formazione dei bambini non soltanto sotto il profilo calcistico

Claudio Peroni e il Presidente Tonino Cececotto

ma anche su quello educativo. ll bambino atleta che viene affidato all’istruttore impara il giuoco del calcio, le sue regole e le regole comportamentali per l’inserimento dello stesso all’interno di un gruppo. Tutti gli istruttori preposti all’insegnamento sono riconosciuti dalla FIGC con apposito patentino e supervisionati dal responsabile della Scuola Calcio Ad esempio, mi riempie di orgoglio il fatto di avere 400 bambini nella Scuola Calcio i cui genitori seguono anche le altre squadre e settori perché si svolgono in un ambiente sano, senza il tifo pesante, volgare presente, purtroppo, in altre realtà sportive. Noi siamo appassionati di calcio che si godono le partite bene, rilassati, senza disperazione del risultato. Quando abbiamo avuto dei problemi con alcuni ragazzi, sono stati sempre quelli venuti da fuori. Così, ad esempio, alla terza partita che non giocavano andavano dall’allenatore chiedendo spiegazioni e allora arrivavano i problemi. I nostri ragazzi, quelli che sono cresciuti con noi, sono riusciti a fare

Polisportiva Città di Ciampino - Prima Squadra


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Castelli

CIAMPINO

SPORT

fino a otto o dieci partite in panchina, persino un anno intero, e poi la stagione dopo sono diventati titolari e oggi si trovano in prima squadra, come Amendola e tanti altri. Siamo contenti perché risultati si cominciano a vedere!

che in altre società non succede. L’esempio che faccio sempre con i ragazzi è quello di Davide Peruzzi, che si è fatto male con noi e non me la sono sentito di lasciarlo fuori, così ho pagato i 9 mesi di recupero. Questa è la filosofia della nostra società sportiva!

Certamente l’ambiente che si vive nella Polisportiva è eccellente! Non a caso molti giocatori provenienti da realtà sportive più forti hanno deciso di rimanere qua… Questa è un’altra realtà che mi riempie di orgoglio! Calciatori che prima giocavano in squadre molto forti, che guadagnavano cifre molto più alte, sono venuti qua perché si trovavano molto bene con le comodità della nostra struttura e anche dal punto di vista personale. Perché noi puntiamo sulla qualità, sulle certezze, non andiamo in giro a sperperare i soldi. I nostri rimborsi sono piccoli -perché stiamo sempre parlando di calcio dilettantistico- ma sicuri, i nostri giocatori sanno che i loro stipendi arrivano puntualmente tutti i mesi, cosa

E per finire, Presidente, ci può svelare qualche novità per la prossima stagione? In questo momento con Simone Santoni come Direttore Sportivo della Prima Squadra e della Juniores, che coadiuverà il dg Giuseppe Paci ed il mister della prima squadra Enrico Baiocco, stiamo pianificando il futuro della Polisportiva. Per ora non facciamo altri nomi… aspettiamo fino al 30 giugno! La qualità paga e la Polisportiva Città di Ciampino punta sempre più in alto. Dalla redazione C magazine il nostro più sentito in bocca al lupo per la nuova stagione, campioni!

Festeggiamenti per la promozione in Eccellenza


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Castelli

CIAMPINO

Portavoce M5S

POLITICA

CIAMPINO CHIAMA ROMA SEDUTA SPECIALE E CONGIUNTA PER LA COMMISSIONE TECNICA ED URBANISTICA SU PIANO DI ZONA MOROSINA

G

razie all’iniziativa del presidente Marco Bartolucci, lunedì 11 maggio la Commissione tecnica ed urbanistica di Ciampino si è riunita per la prima volta nella storia di Ciampino in seduta pubblica e congiunta con la Commissione permanente del VII Municipio, presieduta da Marco Poli, con all’ordine del giorno il Piano di Zona ex L. 167/62 C5 – Morosina. L’invito ai colleghi del VII municipio romano è stato concepito dal presidente Bartolucci come avvio di una nuova stagione di confronto al fine di garantire il rispetto delle necessità reciproche dei due territori – quello di Ciampino e quello di Morena – per la gestione di un tessuto urbano i cui confini rendono la nostra cittadina sempre più parte della periferia romana. Il punto all’ordine del giorno, infatti, che lega Ciampino al VII Municipio è il Piano di Zona ex L. 167/62 C5 - Morosina, un piano nato qualche anno fa che già ha visto collaborare i due municipi per meglio integrare questo progetto nell’area a confine cercando di limitare i disagi

legati allo sviluppo progettuale di un nuovo insediamento residenziale. Grazie a questa seduta congiunta, si è potuto assistere ad un confronto pubblico tra le due commissioni permettendo una visione d’insieme e una valutazione delle procedure espletate finora in modo più esaustivo nel tentativo di trovare soluzioni condivise che arrechino minor disagio nella fase di cantiere e, di conseguenza, portino ad un assetto definitivo quanto più vantaggioso possibile per tutti i cittadini coinvolti. In particolare, si stanno valutando soluzioni che creino dei nuovi passaggi per evitare l’appesantimento dell’attuale rete viaria locale – già sovraccaricata da un considerevole traffico quotidiano. L’auspicio è che questo piccolo passo fatto in commissione possa dimostrare come una politica territoriale propositiva, condivisa e trasparente sia la migliore strada perseguibile per garantire a tutti i cittadini un paese più vivibile.


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Castelli

Fabrizio RINALDI

CIAMPINO

rinaldi_fabrizio@hotmail.com

STORIA DI UN GIOVANE

TORREFATTORE [Seguita dal numero precedente...]

F

u lui a consigliarmi una base di Robusta Indiana, una giusta percentuale di Santos Brasiliano (un tipo di arabica che praticamente si trova in tutte le miscele di tutti i bar del mondo) e un buon Centro America, per aggiungere al caffè un po’ di dolcezza. La mia miscela stava finalmente diventando un fatto concreto. Al bar la gente cominciò ad apprezzare il cambiamento, ricevetti i primi complimenti, dopo ben sei mesi che avevo cominciato la mia avventura. Però non mi bastava. Volevo dare al mio

C mag | Castelli | Giugno 2015 25

Torrefattore

caffè un sapore unico e per farlo dovevo scavare fino in fondo, distinguere i pregi e i difetti di ogni singolo paese di produzione, in modo da saperli dominare, come un chimico fa con gli elementi. Stefano mi fu accanto e con pazienza, quasi ogni giorno, rispose in modo esauriente a tutte le mie richieste. Fu lui a spingermi verso i caffè del Centro Africa, per aggiungere ancora più corpo e crema. Scoprii poi l’eccellenza del caffè etiope, storicamente riconosciuto come il luogo di nascita di questo caffè. Fu lui il primo a parlarmi di Limu, maragogype, Blue Montain, bourbon, Cherry, e tanti altri. Fu lui a farmi capire che dovevo

seguire ogni istante della tostatura, in modo da decidere io il grado di cottura, regolandomi semplicemente con la colorazione del chicco. Poi un giorno mi mandò, a suo nome, in un bar torrefazione di Ostia, il cui proprietario è un suo cliente e amico, che è solito tostare il caffè di sabato mattina. La loro macchina tostava sessanta chili di caffè alla volta, tutt’altra storia rispetto al mio giocattolo! Per la prima volta scoprii tutti i segreti di una vera torrefazione, dal momento in cui si accendeva la cappa di aspirazione per i fumi, fino al travaso del caffè tostato in appositi sili d’acciaio. Il mastro torrefattore fu molto gentile con me, al punto che si lasciò aiutare nel suo lavoro. Fu incredibile versare nell’imbuto della tostatrice, in un solo istante, un intero sacco di caffè! Fu ancora Stefano a suggerirmi come imbustare i pacchetti di caffè che vendevo ai miei clienti, dandomi i contatti di un’azienda di Milano per la pistola termo saldatrice, necessaria per sigillare le confezioni, e una ditta di Cava di Tirreni per le bustine neutre, a cui avrei attaccato, in seguito, le etichette sui cui veniva impresso il nome del mio bar. Grazie a questi preziosi consigli la vendita di caffè macinato nel mio bar è raddoppiata, per la comodità con cui i clienti potevano acquistare i miei pacchetti, in comode confezioni sottovuoto, come nei supermercati. Il resto è storia recente. Ho seguito delle interessanti lezioni, a Roma, tenute dai docenti di un’accademia di caffè fondata da un celebre marchio, riguardo i vari aspetti di questa bevanda, dalla coltivazione dei chicchi alla degustazione in tazza, che mi ha fornito una mappa completa sull’ argomento. Infine, navigando sul web, ho scoperto l’utilissimo blog di Gabriele Cortopassi, che è diventato un nuovo punto di riferimento. Ho seguito il suo corso di tostatura e miscelazione, tenuta alla torrefazione Mokaflor, a Firenze. Una giornata molto interessante e al tempo stesso divertente. Lui e Marco Cremonese, il maestro torrefattore, ci hanno messo

entusiasmo e passione e l’hanno riversata in tutti noi, iscritti al loro corso. Proprio in seguito a quelle ore trascorse insieme, ho sentito il bisogno di mettere per iscritto la mia esperienza, in modo da poterla condividere con chiunque la sappia ascoltare. Anni fa, nel mio bar, lavoravo meno di due chili al giorno di caffè. Adesso ogni mese io ne tosto circa centoventi chili. I numeri parlano da soli. Vedo i clienti entrare nel locale apposta per bere un buon caffè e restarne soddisfatti. Parlo con loro, mi chiedono informazioni sulla miscela e consigli per preparare questo caffè anche a casa. Io non mi stanco mai di aiutarli, come Raimondo, Stefano e Gabriele hanno fatto prima con me. La ruota sta girando e ne sono onorato. Mi piace dare consigli. Ho deciso di scrivere questa storia per darne ancora degli altri, a tutti coloro che si avvicinano a questo mondo, per lavoro, o per passione, e ne vogliano capire i segreti. Ma la parte più divertente di questa fatica letteraria è proprio la fine, adesso, perché al termine di queste ultime parole che sto scrivendo, mi aspetta un ottimo caffè, acquistato, tostato e macinato da me personalmente, che già sale lento dalla mia moka. Buona bevuta a tutti!


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Castelli

CIAMPINO

Salvamamme www.salvamamme.it

SALVAMAMME

GABRIELLA SISTI NOMINATA REFERENTE PER I TERRITORI DI CIAMPINO, MARINO E GROTTAFERRATA

È

di poche ore fa la notizia della nomina a referente dell’Associazione Salvamamme e Salvabebè dei territori di Ciampino, Marino e Grottaferrata per Gabriella Sisti, ex Assessore alla Sanità e ai Servizi sociali e Presidente della Consulta per la tutela dei diritti dei malati e dei disabili. Gabriella Sisti, già da anni attiva nell’universo Salvamamme, una realtà concreta nell’universo dell’Associazionismo, nata nel 1992, che può vantare numeri importanti: ben 8.000 bambini aiutati, numerosi i progetti attivati, come ad esempio quello con il Centro Nutrizionale del Bambino, quello con l’Ospedale San Camillo per lo sportello amico, con il Policlinico Umberto I, con La Regione Lazio, l’Anci, Roma Capitale. Entusiasta la Presidente di Salvamamme, Grazia Passeri, che riconosce in Gabriella Sisti una persona di grande esperienza ma anche di grande predisposizione all’aiuto e all’assistenza di famiglie in grave difficoltà. “La crisi economica che sta interessando il nostro Paese ha determinato, a fronte di una forte riduzione di risorse per il sociale, un aumento esponenziale di richieste di aiuto da parte delle nostre famiglie. Mai come in questo momento, afferma Gabriella Sisti, il mondo del Welfare e le Istituzioni devono dialogare e costruire un percorso di collaborazione che porti a restituire dignità a tutti coloro che stanno attraversando un momento di difficoltà.”

Numerosi i progetti che verranno attivati, dal Progetto “Boutique Bebe’”, a quello della “Nutrizione del Bambino”, fino a quello più recente denominato “Valigia di Salvataggio”, un percorso di sostegno a favore delle donne vittime di violenza e stalking. Partecipa a quest’ultimo progetto anche L’Associazione “Noi angeli sulla terra” di Mary Sangiovanni. Altri progetti quindi da aggiungere a quelli della già attivissima Consulta Sanitaria che proprio in questi giorni sta affrontando il tema dell’olio di palma presente soprattutto negli alimenti dei bambini e dei cardiopatici.


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Castelli

MARINO

Micaela Neri micaela_csd@hotmail.com

CALIBRO 40

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aniele Quaranta -meglio conosciuto come Calibro 40- nasce 29 anni fa a Marino, proprio nei Castelli Romani, e inizia a scrivere i suoi primi rap nel 2003. Nel cuore e nella testa solo la passione per le rime e la boxe. Proprio seguendo le teorie del ring Calibro 40 è riuscito a farsi conoscere partendo dai 24407 like della sua pagina alle numerosissime visualizzazioni dei suoi video su YouTube e Vevo, interviste in radio e ospitate in tra-

smissioni TV. In uscita un ep ed un cd di inediti a breve. Se volete una colonna sonora per l'estate i brani consigliati sono “My girl” (YouTube) e “La bomba”. Con l'augurio che C magazine lo porti con il braccio alzato in cima alle classifiche! In bocca al lupo a calibro 40!

calibro 40

calibro40.segreteria@gmail.com


CON LA PARTECIPAZIONE DI:


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Eventi

Eventi 3-7 IL CAMBIO DEI CAVALLI giugno

TEATRO. Teatro Argentina

Roma

4-14 giugno

Franca Valeri. Un’artista così originale, che ha attraversato la storia dello spettacolo italiano e che rappresenta un caposaldo della nostra cultura, non ha bisogno di presentazioni. Una carriera unica, oltre sessant’anni, fra teatro, radio, cinema e tv, con uno stile inconfondibile basato su un uso intelligente e sottile dell’ironia. A conferma della sua inesauribile vitalità artistica ci regala il suo ultimo gioiello drammaturgico, Il cambio dei cavalli, nel quale il suo pungente sarcasmo si sposa ad una meravigliosa arguzia di scrittura, protagonizzato da una vecchia signora ironica e raffinata, un ricchissimo imprenditore (figlio dell’amante storico, morto da alcuni anni, della signora) ed una specie di arrampicatrice sociale. L’imprenditore sfreccia, indolente e infastidito, lungo il suo percorso di finanziere e puttaniere, ma sempre più spesso si concede una sosta, il cambio dei cavalli, dalla sua improbabile e comprensiva matrigna.

4-7 VESTIRE GLI IGNUDI giugno

TEATRO. Teatro Ambra alla Garbatella

Roma

La regista Ilenia Costanza, fondatrice de I Vetri Blu e direttore artistico de Il Gusto dell’Italia, è a capo del movimento LDD per spronare alla denuncia verso ogni tipo di sopruso contro le donne. Direttore della prima edizione di Roma Capitale delle Donne, ha guidato l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, l’Accademia Nazionale di Danza e l’Accademia di Costume e Moda. In “Vestire gli ignudi” presenta le vicende di Ersilia Drei, tipico personaggio pirandelliano, emblema della verità secondo cui nessuno di noi è ciò che appare, né riesce ad apparire come vorrebbe. L’abitino decente è la banalissima e necessaria menzogna esistenziale: senza si è nudi, con tutto il “laido” che regna dentro ciascuno di noi. Come è stato affermato da Italo Borzi, “Ognuno è un’anima nuda e sente la necessità di rivestirsi di un abito di rispettabilità, di qualità apprezzate dagli altri, per dare un senso alla propria vita e sentirsi concretamente qualcosa”.prezzate dagli altri, per dare un senso alla propria vita e sentirsi concretamente qualcosa”.

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L’ESPOSIZIONE UNIVERSALE TEATRO. Teatro India

Roma

Se la drammaturgia è riflettere la cultura, la realtà sociale del proprio tempo, conservare la memoria e intuire la possibilità che gli accadimenti, quando rimossi nella memoria, si ripresentino, quest’opera di Luigi Squarzina scritta nel dopoguerra e ambientata nel 1946 negli spazi dell’Eur 42, è drammaturgia pura e di ampio valore. Già nel 1948 una giuria presieduta da Eduardo De Filippo e costituita da Visconti, Stoppa, Costa e Pandolfi attribui al testo il Premio Gramsci. Siamo di fronte ad un esempio di Teatro Documento con ispirazioni neorealiste ed un esempio di Teatro civile. La condizione umana di un gruppo di sfollati che occupano gli spazi dell’Esposizione, il loro quotidiano sforzo per ricominciare dopo il periodo bellico, fra amori e storie di famiglia, si intrecciano con gli interessi speculativi di affaristi senza scrupoli che han ben capito quale potrà essere lo sviluppo economico di quell’area nel periodo della ricostruzione.

6-9 CONCIERTO DE ARANJUEZ giugno

MUSICA. Auditorium Parco della Musica

Roma

Un fil rouge tutto spagnolo contraddistingue il programma diretto da Pablo Heras Casado, uno degli interpreti più versatili ed interessanti dell'attuale scena musicale. Il quarto degli Etudes di Stravinskij è un piccolo omaggio alla città di Madrid. Il salto poi a due autori spagnoli viene di conseguenza cosicché il divo della chitarra Miloš Karadaglic ci delizierà con le suadenti melodie del celeberrimo Concierto de Aranujez di Rodrigo mentre troveremo tutti i profumi, i ritmi e le melodie della Spagna più autentica nelle Suites da Il cappello a tre punte di Falla. Al centro del programma una delle composizioni più singolari di Stravinskij, Les Noces -una versione dell'americano Steven Stucky- che amplifica a tutta l'orchestra lo strumentale originale costituito da quattro pianoforti e percussioni, oltre che dal coro e dai solisti: vi si rappresenta un matrimonio nella Russia rurale e Les Noces fanno da pendant alla Sagra della Primavera.


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Eventi

Eventi 10 KRYSTIAN ZIMERMAN IN RECITAL

giugno

MUSICA. Auditorium Parco della Musica

Roma

"Notevoli, ma in un senso diverso dalle altre", così Schumann definiva le ultime tre Sonate per pianoforte di Schubert. Amato dal pubblico per i suoi Lieder per pianoforte e voce, era quasi sconosciuto per il resto della sua produzione pianistica che cercava invano di far pubblicare. Gli editori, preferendo non rischiare, gli pubblicavano i Lieder, ignorando il resto. Le aspettative di risollevare fama e portafoglio andarono deluse e solo molti anni dopo la sua scomparsa le composizioni per pianoforte di Schubert vennero recuperate. Le Sonate 22 e 23 sono la sintesi della poetica musicale schubertiana e anche una serena e rassegnata valutazione di una brevissima vita con poche soddisfazioni. Brani che per essere penetrati richiedono la maturità artistica e lo spessore che appartengono a un poeta della tastiera, il pianista polacco Krystian Zimerman, capace di cesellature e tocchi di incomparabile grazia, ma anche di vigorose pennellate sonore.

14 QUESTI FIGLI AMATISSIMI…

fino al

giugno

TEATRO. Teatro Manzoni

Roma

Anna e Giulio sono una coppia di oggi. Federica e Gabriele i loro figli. Come sucede spesso quando i genitori cominciano a credere di aver svolto per intero il loro compito, Giulio e Anna si trovano invece a dover affrontare una serie di problemi inaspettati. Silvio Giordani mette in scena questa frizzante commedia di Roberta Skerl sulla famiglia nella quale c’è veramente di tutto: amore, risate, imprevisti, situazioni comiche e nevrosi quotidiane. I figli, se pur amati e ben guidati dai genitori, non sono così autonomi e maturi come sembrano. E i giovani genitori che si credevano ormai liberi di pensare un po’ a loro stessi, presto saranno costretti a rimboccarsi le maniche per rituffarsi a risolvere i problemi e le situazioni complicate dei figli. Famiglia vera, quella composta dai nostri. Ognuno porta il suo contributo di ironia, intelligenza, pazienza, simpatia per svolgere al meglio il difficile e “mai concluso” mestiere di genitore.

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23 SLASH giugno

MUSICA. Ippodromo delle Capannelle

Roma

Hanno registrato "tutto esaurito" nelle date invernali -due concerti clamorosi a Torino e Firenze- e i fans italiani non vedono l'ora di rivedere Slash ft. Myles Kennedy & The Conspirators. L’occasione è la presentazione di "World On Fire", album uscito lo scorso settembre che ha riscosso molto successo fra gli amanti del rock di tutto il mondo. La produzione è stata curata da Michael Baskette e la cover dall’artista Ron English. La realizzazione è stata documentata in “Real To Reel”, disponibile su www.slashonline.com, documentario che mostra l’intero processo, dal primo giorno in studio alla fine dei lavori. Il progetto solista dell'ex-chitarrista di Guns N' Roses tornerà on the road per un tour estivo sui palchi italiani che lo vedrà protagonista al Rock in Roma il 23 giugno -dopo quattro anni dall'indimenticabile serata del 29 luglio, dove fece il live di chiusura dell'edizione 2011- ed il giorno successivo alla Summer Arena di Milano.

LO STADIO TOUR 2015 26-27 giugno MUSICA. Stadio Olimpico

Roma

Arriva uno degli appuntamenti più importante della prossima estate! Non si arresta il successo dell’attesissimo tour di Tiziano Ferro, che sarà la sua prima tournée negli stadi: dopo il raddoppio di San Siro annunciato pochi giorni fa, ci sarà un doppio appuntamento anche nella Capitale: il 26 e 27 giugno allo Stadio Olimpico. L’amore è una cosa semplice 2012 è stato un tour trionfale, con record di vendite di biglietti su tutte le date, che ha portato l´artista ad esibirsi in 23 palazzetti (tutti sold-out) e in alcune delle venue all´aperto più affascinanti della penisola. Adesso Tiziano farà emozionare decine di migliaia di fan in tutta Italia con “Lo Stadio” Tour 2015: 8 concerti in 6 dei più importanti stadi italiani, a partire dall´Olimpico di Torino il 20 giugno, per poi proseguire allo Stadio Franchi di Firenze, l´Olimpico di Roma, il Dall´Ara di Bolgona, San Siro a Milano, per concludersi l’8 luglio allo Stadio Bentegodi di Verona.


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CASTELLI... e dintorni

Redazione

PRESENTAZIONE LIBRO

ALESSANDRA

"

A

CAPITANO DEL RIS

lessandra Capitano del RIS” (Manidistrega Ed., 2008 - info@mdseditore.it), il primo romanzo sul RIS in Italia, vincitore alla XII Edizione del Premio Firenze Capitale D'Europa, porta l’introduzione dell’ex Comandante del RIS di Parma, Luciano Garofano, e la prefazione dello scrittore Leonardo Gori. L’autrice è Francesca Padula, biologa, nata a Pisa nel 1967. La sua prima pubblicazione è del 2005.

tutto d’un pezzo, con il quale Alessandra avrà scontri molto accesi, ma non soltanto… È sempre a Roma che poi avverrà l’epilogo della storia, con un colpo di scena in cui si svelerà la misteriosa trama nera che compare a tratti nel romanzo e che ha origine ancor prima del suo inizio.

Nel libro, in cui si raccontano cinque anni della vita del Capitano De Bosis, scienza, indagini, amicizia, amore ed emozioni si intrecciano in modo appassionante e coinvolgente. Le storie vissute dai personaggi, descritte con grande realismo, scorrono come fotogrammi di un film. Fanno da sfondo alcune città, protagoniste anch’esse: Firenze, città natale di Alessandra, Parma, dove comincia la sua “nuova vita” ed in cui si svolgeranno i casi oggetto di indagine, e Roma, sede della scuola che frequenterà per diventare un ufficiale dei Carabinieri. La città eterna appare più volte, suggestivo è per il lettore trovarsi in alcuni dei luoghi più caratteristici della città: il Pincio, Piazza Navona, Trinità dei Monti... Romano è anche il protagonista maschile, un ufficiale

Presentazione alla Feltrinelli di Parma con il Comandante Garofano

francescapad67

la piada di Lella di Rimini fatta a mano

un posto tranquillo con tavoli anche all’esterno


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CASTELLI... e dintorni

SERATE ROMANE

BRINDISI VIP ALLA NUOVA APERTURA DEL

S

C A IO

erata dalle forti emozioni per Cosetta Turco, attrice e produttrice, che ha festeggiato il suo compleanno in grande stile, insieme ad amici e colleghi, nella cornice del nuovo ristorante, che ha contribuito a far nascere, Caio Funky Trattoria. Un esclusivo scenario tra parchi e lusso che ha ospitato numerosi personaggi tra cui Marco Palvetti, Natalie Caldonazzo, Nicola Canonico, Federico Costantini, Maria Monsè, Samuel Peron, Linda Batista, Rodolfo Corsato, Antonella Salvucci, Giuseppe Cantore, Eleonora Scopelliti, Tony Aglianò, l’organizzatore di eventi Fabrizio Pacifici, Francesco De Simone, Valeria Valente, Manuela Morabito, Noemi Smorra, Anthony Peth, Marco Iannone, Emanuele Ajello, il mitico Toni Santagata, Angelo Monacelli, l’indimenticabile Nino La Rocca, Stefano Fregni, Fernando Alba, Luca Di Nardo, lo stilista Cesare Guidetti, il brand manager della maison Egon Von Furstenberg Vincenzo Merli, Carlo Tessier e Corrado Ferrante. Una doppia festa protratta fino a tarda notte, tra flash, sorrisi, coppe di champagne e taglio della torta. Tanti flash e tintinnio di calici per una serata indimenticabile in uno dei luoghi più suggestivi della Capitale.

Daniela CHESSA chessa.stampa@gmail.com


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Chiara PRIORINI

EVENTO DEL MESE

PRO LOCO TORRE IN PIETRA a

13 FESTA

sottoscrivere la nostra tessera di 15 euro/anno ed avere così accesso a numerose convenzioni con molti grandi nomi. Potrete sostenerci acquistando i prodotti in vendita: abbiamo deciso di proporvi sia abbigliamento per bambini usato molto poco, quasi nuovo a prezzi convenienti, sia oggetti di varia natura artigianali, completamente realizzati a mano. Grazie a tutti dalla Pro loco Torre in Pietra e dal Comitato Organizzatore della Festa della Torre che instancabilmente ogni anni si impegna per darvi ore di divertimento e di buona cucina!

DELLA TORRE D

a anni la Pro loco di Torre in Pietra si occupa delle problematiche del territorio svolgendo attività di tramite fra i cittadini ed il Comune di Fiumicino. Per il 2015 abbiamo una serie di impellenti urgenze quali viabilità, sicurezza stradale, pulizia del verde pubblico, manutenzione dei fossi che ci circondano tra cui Rio Tre Denari che diventa sempre una discarica a cielo aperto nonostante i nostri sforzi (PER CONTATTARE IL SERVIZIO DI SMALTIMENTO DI RIFIUTI INGOMBRANTI: 800020661 e GRATUITAMENTE verranno ritirati). Altro impellente problema è la totale assenza delle fermate dell'autobus che percorrono la via Aurelia, soprattutto quella vicina al cimitero di Palidoro, che presenta un altro enorme problema, la totale assenza di un parcheggio. Stiamo facendo risistemare il piccolo parco giochi antistante la Chiesa di modo che per la

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PROGRAMMA DELLA FESTA LA PROLOCO DI TORRE IN PIETRA Con il patrocinio del Comune di Fiumicino presenta la “13° Festa della Torre” 19-20-21 Giugno 2015 VENERDÌ 19 GIUGNO 17:30 Inaugurazione “13° Festa della Torre” con fuochi d’artificio 18:00 Apertura degli stand gastronomici 18:00 Esibizione dell’associazione STRATOS A.S.D.C. con presentazioni dei vari corsi, e delle crew. 20:30 Band Cantina 287 e vari artisti locali. SABATO 20 GIUGNO 17:30 Apertura stand gastronomici 19:00 Proiezione del film “I Pinguini di Madagascar” all’interno del salone adiacente la chiesa. 21:00 Serata all’insegna del divertimento con il comico Gianfranco Butinar, Daniele Zero Si Nasce e con la magia del Borsalino Show. 23:30 Inizio “Notte Bianca” con musica da discoteca animata dal Dj.

13° Festa della Torre sia agibile per i bambini. Un programma divertente ed allegro per farvi dimenticare i problemi, così abbiamo pensato di realizzare tre serate di artisti locali. La festa abbraccerà l’evento della Notte Bianca: sabato 20 giugno vi aspetta uno degli imitatori più ricercati nel panorama romano, Gianfranco Butinar, accompagnato da bravissimi colleghi che vi incanteranno e vi faranno credere alla magia per qualche momento. A seguire daremo anche spazio ai giovani, un dj mixer musica da discoteca per dar modo anche a loro di divertirsi e godersi la loro giovane età. E non dimentichiamo i bambini, per loro ci sono due pomeriggi dedicati.

DOMENICA 21 GIUGNO 11:00 Santa Messa presso la nostra parrocchia S.Antonio Abate 17:00 Apertura degli stand gastronomici 17:30 Spettacolo per tutti i bambini con l’animazione della “ZOO GROUP ANIMAZIONE” con spettacolo teatrino, balli di gruppo e baby dance, spettacolo interattivo Peter Pan entrata mascotte a sorpresa. 19:00: ASD PATTINAGGIO A ROTELLE si esibirà con noi 20:30 Serata salsera con la scuola A.S.D. “UNIVERSAL LATINOS” 23:30 Fuochi d’artificio a conclusione della festa.

Ma non vi sveleremo di più, scopritelo di persona venendo numerosi alla 13° Festa della Torre. Saremo presenti fra le bancarelle con il nostro gazebo dedicato alla Pro loco stessa, qui potrete prendere informazioni,

- L’illuminazione sarà a cura della ditta “Risi Alessandro” via Riace, 28 00118 Roma (tel. 335/7375785). - Lo spettacolo pirotecnico sarà a cura della ditta “Maurizio Franzè e figlio” (tel. 331/5351586 - 333/7888358).

In alto: gli Universal Latinos in basso: Gianfranco Butinar

Il comitato festeggiamenti declina ogni responsabilità prima, durante e dopo la manifestazione per eventuali danni causati a persone o cose.


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DOVE

Redazione

LA MOSTRA DEL MESE

Fino al 13 settembre

Palazzo delle Esposizioni Via Nazionale 194, Roma

ORARIO Domenica, martedì, mercoledì, giovedì: dalle ore 10,00 alle ore 20,00 Venerdì e sabato: dalle ore 10 alle ore 22.30

BIGLIETTI

DAVID LACHAPELLE “DOPO IL DILUVIO”

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opo oltre quindici anni torna a Roma il mondo onirico e pop del grande fotografo americano David LaChapelle con una delle più importanti retrospettive a lui dedicate: circa 100 opere di cui alcune totalmente inedite, altre presentate per la prima volta in un museo e molte di grande formato. Roma è stata una città fondamentale nella sua carriera artistica: nel 2006 ha occasione di visitare privatamente la Cappella Sistina; la sua sensibilità artistica è scossa dalla bellezza e dalla potenza dell’arte romana che danno una svolta alla sua produzione. Fino ad allora aveva preferito che le sue foto viaggiassero sulle pagine di riviste di moda e di cataloghi senza testi. Ma nel 2006 ha voltato le spalle alla mondanità per ritirarsi a vivere in un’isola selvaggia del Pacifico: “Avevo detto quello che volevo dire”. La mostra è concentrata perciò

sui lavori realizzati a partire dal 2006, anno di produzione della monumentale serie “The Deluge”. Ispirato al grande affresco michelangiolesco, LaChapelle torna a concepire un lavoro con l’unico scopo di esporlo in una galleria d’arte. Per permettere al pubblico di conoscere le origini del lavoro dell’artista, è esposta anche una selezione di opere che comprende ritratti di celebrità della musica, della moda e del cinema, scene con tocchi surrealisti basati su temi religiosi, citazioni di grandi opere della storia dell'arte e del cinema; una produzione segnata dalla saturazione cromatica e dal movimento, con cui ha raggiunto la propria riconoscibile cifra estetica e ha influenzato molti artisti delle generazioni successive. L’esposizione ospita anche una rassegna di filmati nei backstage che ci illustrano il complesso processo di produzione dei suoi lavori.

Intero: euro 12.50 Ridotto: euro 10,00 Il biglietto permette di visitare tutte le mostre in corso al Palazzo delle Esposizioni

PER SAPERNE DI PIÚ www.palazzoesposizioni.it www.coopculture.it/ticket #DavidLaChapelle #DopoilDiluvio #AftertheDeluge

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Romina DODDI

FAMOSE DU' PASSI

BOMARZO N

el XVI secolo, precisamente nel 1552 nasceva dal volere del Principe Orsini “La villa delle Meraviglie”, ideata dall’illustre Pirro Ligorio, celebre architetto che dopo la morte di Michelangelo fu chiamato a lavorare in San Pietro. La villa, dopo la morte del Principe e dei suoi eredi, fu

dimenticata ed abbandonata per molti anni, tanto da essere ribattezzata dalla fantasia popolare col nome “Parco dei mostri”. Solo dopo 400 anni fu riscoperta dalla famiglia Bettini ed è grazie alla loro opera di restauro che oggi possiamo godere di tanta bellezza. Nelle ville dei giardini laziale troverete molti elementi

simili, ma “La Villa delle Meraviglie” è davvero unica nel suo genere, incanta la profonda suggestione della natura e del paesaggio che fa da scenografia e diventa un tutt’uno con le maestose sculture in pietra e si ha come l’impressione che emergono dal suolo come arcano prodigio. Entrando nel parco si ha la sensazione di entrare in un luogo sospeso tra la realtà e la fantasia, tra mostri marini, animali esotici, iscrizioni e case pendenti si rischia di perdere nell’incanto di tanta bellezza il senso del tempo e dello spazio rimanendo sospesi a contemplare la meraviglia.

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Oltrepassando il cancello vi troverete due sculture raffiguranti le sfingi, dedicate all’Imperatore Augusto che aveva scelto questa bestia come sigillo privato. Vi danno il benvenuto e vi chiedono dopo la visita il Vostro responso con strane parole che recitano così: “Chi con cigli inarcate et labbra strette non va per questo loco manco ammira le famose del mondo moli sette…” Ed ancora:


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FAMOSE DU' PASSI

“Tu h’entri qua pon mentre parte a parte e dimmi poi se tante meraviglie sin fatte per inganno o pur per arte”. Ed allora non resta che imboccare il sentiero a sinistra e procedere con la visita. Tra le tante sculture, tutte di grande bellezza e maestria, alcune mi hanno maggiormente affascinata. L’Orco è una di queste, possente testa di uomo, impietrita in un grido di spavento, tra l’altro Orcus è uno dei nomi dei re degli inferi e bisogna scorgervi l’entrata nel mondo degli inferi come lo attesta la scritta sulle affrontato: Annibale. Tra le varie suggestioni si giunge vicino alla primitiva entrata del parco, alla casa pendente; infatti Orsini voleva subito dare la prima emozione ai suoi amici ingannandoli per scherno con l’intenzione di fare una sosta, invece dovevano uscire subito dopo con la sensazione del capogiro. labbra, parafrasi di Dante “Ogni pensiero vola”, man mano che ci si avvicina l’aspetto è sempre più feroce, entrando nella bocca c’è un tavolo dove sembra quasi essersi appena consumato un rito pagano; la maschera vuole rappresentare comunque l’impotenza dell’uomo di fronte alla forza del destino. Proseguendo il cammino ci si imbatte in un grande pachiderma condotto da una guida, mentre afferra un legionario. Secondo Ligorio il pachiderma è il più saggio degli animali che riesce a discernere il bene ed il male e soprattutto, non va dimenticato che, per gli antichi incarnava l’Eternità. L’elefante che prese parte a tante battaglie, rappresenta le glorie e le disfatte romane. Infatti il legionario incarna il nemico più pericoloso che l’armata romana abbia mai

La casa è costruita sopra un masso inclinato, ma non è stata oggetto di smottamento ma di inclinazione realizzata con perizia architettonica. Ma avanti si deve andare seppur con la mente un po' confusa, infatti si viene subito scossi dalla vista della lotta dei giganti dove Ercole, non per gloria di sangue e scempio ma per giustizia e protezione dei più deboli, compie il bruto gesto nell’atto di squarciare Caco che rubava il sostentamento ai più indifesi; fissando bene l’espressione di Ercole ci accorgiamo come l’intenzione è morale e rappresenta l’atto dell’eroe che vince sul male. Affascina la natura un po' selvaggia, le sculture imponenti, i corsi d’acqua, le sculture rappresentanti animali

esotici, mostri marini, dei e miti romani, tutto incanta di questo straordinario parco, unico nel suo genere. La visita è così terminata e molte cose rimangono un mistero, ma forse è così che deve essere e questo è il mistero del “Sacro Bosco”, dove 400 anni fa da massi informi la genialità degli Orsini e la maestria di Pirro Logorio diedero vita a questo luogo che solo a se stesso ed a nessun altro somiglia.


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Moda

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TATTOO

Noir Studio TATTOO

SIMBOLOGIA DEL

Il serpente (hebi). Per la cultura occidentale ebraica e cristiana è da sempre simbolo di Satana, mentre in Giappone è la rappresentazione della forza e dell’acutezza.

TATUAGGIO GIAPPONESE

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ei tatuaggi giapponesi ogni dettaglio e ogni sfumatura sono curati nei minimi particolari, e la scelta e la posizione dei soggetti, ed anche alcuni abbinamenti di figure sono studiati per conferire al tatuaggio un profondo significato. Gli abbinamenti, i cosiddetti Kara-jishi, sono di provenienza classica e creano delle vere e proprie opere d’arte. Lo scopo dei tatuaggi giapponesi è sia decorativo che spirituale, e sono questi complessi intrecci di simboli a conferire al tattoo il suo grande valore artistico e sociale. Il dragone. Per i giapponesi il dragone è portatore di pace e saggezza. È simbolo dell’acqua e ha la capacità di realizzare i desideri. La carpa (Koi). Siamo davanti ad animali di cui la cultura mitologica del giappone è piena. Animali che sono non solo belli perché usati come abbellimento estetico dei famosi giardini giapponesi, ma che vengono associati a qualità principalmente mascoline e positive. È simbolo di coraggio e perseveranza. La leggenda narra di una carpa che riuscendo a risalire i fiumi fino alle porte del cielo fu trasformata in drago, per questo i draghi sono raffigurati con squame da pesce.

I fiori di ciliegio. Simboleggiano l’effimero e la trascendenza della vita, per secoli furono impressi sulla pelle dei samurai e degli appartenenti alla yakuza, ad indicare la precarietà delle loro vite. Il leone (shishi). Raffigurato in maniera stilizzata, rappresenta la protezione dagli spiriti malvagi (gli Oni), è portatore di salute e prosperità. Il fiore di loto. È un fiore sacro per l’Induismo e il Buddhismo erappresenta lapurezza, la longevità e la rinascita fisica e spirituale; è spesso raffigurato insieme alla carpa.

La tigre. È con le tigri che nella cultura giapponese si fonde con quella cinese. Per spiegare il significato di una tigre della cultura giapponese dobbiamo infatti rifarci al significato di questo splendido animale nella cultura cinese. Le tigri rappresentano forza coraggio e longevità, tutte qualità che il tatuato desidererebbe raggiungere successivamente al tatuaggio. Le tigri sono uno degli quattro animali sacri, simbolo del Nord e che rappresentano inoltre l’autunno e il controllo dei venti, particolarmente importante per un popolo che si affida al mare come principale mezzo di sostentamento. La fenice. Nonostante non si tratti di un animale appartenente originariamente alla cultura giapponese, la fenice è entrata grazie al contatto con la cultura occidentale e nordafricana anche della tradizione giapponese. Siamo davanti ad un uccello leggendario, capace di rinascere dalle proprie ceneri e per questo non soltanto simbolo di longevità e immortalità, ma anche e

soprattutto di rinascita, rinascita spirituale e fisica. Maschera Hannya. Maschera del teatro tradizionale kabuki che raffigura una donna che per un amore non corrisposto si è vendicata del suo “non amante” e si è lasciata così consumare dalla rabbia. Questa maschera non ha un significato malevolo, anzi, tutto il contrario. Questo tipo di tatuaggio si dice che allontani gli spiriti maligni e che porti buona fortuna alle persone che li indossano sulla loro pelle. La geisha. La vera natura di queste donne è quella di completare l’uomo in ogni suo aspetto. Una geisha di ieri e oggi, deve avere portamento e pensiero raffinato, conoscere la musica, stupire parlando di arte e letteratura, saper recitare, sapere accompagnare un uomo, saperlo servire a tavola o introdurlo in una casa. Una geisha è una donna che esalta tutte le qualità dell’uomo restando in secondo piano e che rende la sua bellezza statica, come quella di una bambola, poiché attraverso la perfezione dei suoi tratti, esprime la perfezione dei suoi intenti. Crisantemo (Kiku). Sono considerati un simbolo del Giappone stesso. Va accostato a soggetti autunnali. Era il fiore della casa imperiale, il fiore delle spose, un simbolo di perfezione, bellezza e armonia. Peonie (Botan). Le peonie sono fiori primaverili e vanno accostati generalmente con sfondi di acqua e rocce. Simbolo di magnificenza imperatoriale, di tranquillità e serenità. Acero (Momigi/Irohamomigi). L'acero è simbolo dell'autunno. Le foglie sono spesso rappresentate al di sopra di una cascata. Cadendo in autunno il miglior colore per rappresentarle è il marrone.


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Moda

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C mag | Moda | Giugno 2015 51 Valentina

LA MIA

INDIA

all’isola di Elephanta per conoscere un po’ di più della religione indù e ritrovarsi a farsi rubare qualche nocciolina da qualche scimmietta incuriosita dal turista di turno, camminare lungo qualche mercato coperto dove l’igiene sembra essere sconosciuta ma dove abbonda di colori, di sapori e di sorrisi.

P

er molti il cuore dell’India è New Delhi, per me la città che rappresenta meglio questo Paese è Mumbai. Conosco molte persone che ancora oggi chiamano questa città Bombay dal nome che gli diedero i coloni ma Mumbai ha un suono così tipicamente indiano che è un’assurdità usare un altro nome. Mumbai è la capitale commerciale dell’India dove passano buona parte delle transazioni di capitali dell’intera economia del Paese eppure è un centro così ricco e vario che per scoprire le mille meraviglie del Paese devi assolutamente iniziare da qui. Il mio tragitto è sempre lo stesso, Roma-Dubai-Mumbai, qui ci torno per lavoro o semplicemente per ritrovare me stessa. Dopo ore e ore di voli aerei, taxi, treni e la vista di un po’ di luoghi in giro per il mondo posso affermare che in India ci sono menti eccellenti cresciute in un’atmosfera mistica e di pace interiore anche in città dove 24 h su 24 si sentono rumori di clacson e di persone urlanti. Cercare di descriverla è come provare a descrivere il proprio cuore. Per me l’India è riflessa

negli occhi dei bambini e nei sorrisi delle donne, nelle passioni dei giovani e nella voglia di riscatto da quella povertà evidente. Quando atterri a Mumbai ti devi scordare le tue Louboutin tacco 12 o la tua Diorama sotto il braccio, se vuoi vivere veramente devi calzare delle scarpe da ginnastica e prendere una di quelle borsette cosi carine vendute da quelle cooperative di donne. Ricordo come fosse ieri la mia prima esperienza su un autobus dove tutti si accalcavano e inghiottita da esso persi i sensi per qualche istante ma non riuscii a cadere, eravamo tutti talmente stretti che svenni in piedi. Forse ero troppo figlia di papà per sopravvivere a quel mondo, pensai, ma anche troppo incuriosita da questa realtà per non vivermela. Una passeggiata a Marina Drive, un giro

Proprio in uno di questi mercati coperti incontrai una donna che poi è diventata negli anni un’amica che mi raccontò come i mendicanti per strada fanno parte di un giro di racket e che nessun indiano seppur povero calpesterebbe mai la sua dignità infatti per sopravvivere ci sono donne che vendono gioielli creati da loro e tante cooperative che vendono spezie o cuciono sari. I sari e le spezie sembrano non avere nulla in comune ma se vi soffermate ad osservare attentamente hanno gli stessi bellissimi e lucenti colori, delle spezie apprezziamo poi l’odore, dei sari la morbidezza sotto ai polpastrelli. L’India per me non è stata lavoro o vacanza, l’India per me è vita e riscoperta di me stessa, dei miei valori e di ciò che in Occidente abbiamo perso da così tanto tempo come la felicità delle piccole vittorie giornaliere e la semplicità di singoli gesti quotidiani. Questo Paese mi ha fatto riscoprire la forza della volontà: volontà di sopravvivere, volontà di emergere,

volontà di realizzare i propri sogni. Nei loro occhi c’è questo. Gli occhi delle persone raccontano, a volte, più delle loro parole e nei loro è compreso tutto il mondo anche quella gran parte che non hanno mai visto. Ad ogni amico o semplice conoscente alla ricerca di qualcosa suggerisco di andare laggiù, nel Paese dei contrasti e delle emozioni, dalle mille religioni e sfumature, dal caos esteriore e dalla pace interiore. L’India mostra solo quello che gli occhi sono in grado di vedere. Namastè. seguitemi su

PAGINA PUBBLICA VALENTINA BUGGIO


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Cinema Moda e TV

INTERVISTA WEDDING

www.edseventi.com wp.edseventi@libero.it

ERNO ROSSI

EDS EVENTI WEDDING PLANNER

E

DS Eventi wedding planner, con i suoi servizi, è UN QUALIFICATO TIM che rispettando le esigenze e il preventivo di spesa fatto con i futuri sposi, riuscirà ad organizzare, una cerimonia perfetta e completa in ogni minimo dettaglio. EDS Eventi WP di Erno Rossi e Denise Rossi ha firmato la realizzazione anche di molteplici matrimoni di vip di cui ricordiamo fra i più glamour e principesco della figlia della Marchesa D’Aragona, Ludovica Leuzzi del

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EDS Eventi Wedding Planner

Secco (figlia della marchesa Daniela del Secco d'Aragona) con Gianalberto Scarpa Basteri, in cui ha messo il massimo della concentrazione e della serietà: un matrimonio all'insegna dell'eleganza, con 120 invitati e tema total white con dress code dei colori del mare. Il matrimonio romantico dell'attrice de I Cesaroni Micol Olivieri con Christian Massella. In questo evento ha messo il cuore.infine quello di Mary Calvi, presidente dell'Associazione "Sorridendo Onlus", convolata a

nozze con Simone Terranova. È stato un matrimonio di forte impatto mediatico, allegro, giovane e moderno, basato sul tema bianco e Tiffany. La figura del wp è fondamentale, soprattutto negli ultimi anni, poichè sembra che il tempo sia diventato un bene prezioso, si conducono vite talmente impegnate e frenetiche, che spesso si va a finire di decidere tutto all’ultimo momento, correndo anche il rischio di incappare in spiacevoli situazioni. Il wedding planner, sin dal primo incontro, deve essere in grado di fornirvi consigli e trovare le soluzioni più adatte alla realizzazione del matrimonio che rispecchierà la vostra personalità, l’esigenza rispettando il budget da voi stabilito, disponibile per seguire dal principio alla fine le vostre nozze. La EDS Eventi di Erno Rossi e il suo staff ama lavorare insieme per fornire un servizio di qualità, professionale, divertente, e unico. La figura del Wedding Planner non è legata solo al giorno del fatidico sì, ma è una persona che con il passare del tempo ha fatto in modo di diventare un punto di riferimento per qualsiasi tipo di evento si voglia programmare: battesimi, compleanni, feste di laurea, cene a casa, comunioni e tutto quello che possa essere trasformato in un avvenimento importante. Un bravo Wedding Planner non si tirerà mai indietro. Ci piace ascoltare clienti potenziali idee e trasformare la loro visione in tutto quello che avevano sognato e di più!  Ci occuperemo di tutto: dalla scelta dell’abito al viaggio di nozze vi seguiremo passo dopo passo, vi consiglieremo, sceglieremo insieme, con la massima cura per ogni dettaglio. Abbiamo scelto un alto livello di servizi perché crediamo che la professionalità, qualità stile, ricercatezza e eleganza facciano la differenza. La nostra mission è quello di realizzare tutto quello che desiderate e vi preoccupa in modo da poter godere la vostra giornata con la famiglia e gli amici interpretando al meglio i vostri desideri… Il W.P. diventerà il vostro angelo custode, vi prenderà per mano e vi guiderà sino all’ultimo istante del vostro giorno più

bello, facendo in modo che, il vostro solo pensiero e di chi vi è accanto, sia quello di godervi ogni istante e che DIVERTIMENTO sia la parola d’ordine. La nostra società si basa sulla convinzione che le necessità dei clienti sono della massima importanza! Tutto il nostro team è impegnato a soddisfare tali esigenze. IL MOTIVO PER CUI OGGI SI SCEGLIE EDS EVENTI WEDDING PLANNER? Per lasciare ad altri la preoccupazione e la soluzione di QUALSIASI IMPREVISTO. Riepilogando, perché AFFIDARSI ad un wedding planner QUALIFICATO per l’organizzazione delle vostre nozze? - Per risparmiare denaro - Per evitare lo stress dell’organizzazione del matrimonio - Per lasciare ad altri la soluzione di tutti gli imprevisti e complicazioni - Per ottimizzare il vostro tempo che è molto PREZIOSO. - Per ottenere il meglio nella realizzazione del vostro sogno - Per avere appuntamenti mirati con i vari operatori E PROFESSIONISTI DEL SETTORE SENZA CADERE IN SITUAZIONI POCO GRADEVOLI - Per pensare con tranquillità ai preparativi della cerimonia e del ricevimento. Inoltre, fate attenzione alla scelta della persona che vi seguirà fino al giorno più bello. Scegliete il Wedding Planner affidandovi al vostro istinto, senza lasciarvi condizionare dai media. La cortesia e la disponibilità devono essere le prime qualità che noterete nel vostro Wedding Planner. Se sin dal primo incontro il Wedding Planner riesce ad intuire ed anticipare i vostri desideri prima, che voi scendiate nei dettagli…allora si che avete trovato il personaggio a cui potete tranquillamente affidare il vostro giorno più bello ed indimenticabile.


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Arte e Storia

PITTURA

Redazione

ASSOLUZIONE Dora Wolf 2011 80x40 acrilico/olio

A

destra, in alto, il Cristo con la bocca sigillata dal simbolo dei Templari e dietro un templare: Cristo dormiente tace perché attende che l’Umanità si svegli. Dietro appare un templare: la lotta della Chiesa che ha imposto una figura di Cristo artefatta (infatti Cristo tace...); in basso, Mosè porta tutta la saggezza antica, il Sacerdote

dell’Altissimo. Al centro, la doppia faccia dei professori di culto, di volta in volta ipocriti e pronti a vendersi al miglior offerente! Infatti il loro sguardo torvo rappresenta il rapace pronto ad avventarsi sulla preda, la doppiezza del mercante che scruta i probabili acquirenti della sua dottrina intorno: persone senza volto, senza iride, ovvero senza anima, volti mascherati, volti deturpati, volti ghignanti... A sinistra l'immagine della donna addormentata in veste monacale: è così che la società ha visto la donna, succube e addormentata. Al suo fianco la coscienza, bianca, pulita e vigile che, nonostante gli occhi chiusi, parla: è come se dicesse “IO SONO PRESENTE!”.


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Arte e Storia

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Carlo Eugenio MORGANTI

STORIA E CIVILTÀ

Storico e Medico

SAN PIETRO ED IL CRISTO

S

an Giovanni narra che quando Gesù Cristo incontrò Simone, il pescatore di Cafarnao sulla riva del lago di Tiberiade gli disse: “Tu sei Simone figlio di Giona: tu sarai chiamato Cefa, che vuol dire Pietro”. Un giorno Gesù si recò alla casa di Pietro e vide la suocera di questi a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre sparì. Un’altra volta Gesù invitò a salire in barca i suoi discepoli e a precederlo all’altra sponda del lago di Tiberiade. Gesù andò verso di loro camminando sulle acque. Allora Pietro gli chiese di poter anch’egli camminare sulle acque. E Gesù gli disse “Vieni”. Pietro, sceso dalla barca cominciò a camminare sulle acque per andare verso Gesù. Ma vedendo che il vento era forte, ebbe paura e cominciando ad affondare gridò “Signore, salvami!”. E subito Gesù, stesa la mano, lo prese, poi gli disse: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. Arrivato Gesù sulla terra di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: “La gente chi dice che sia il Figlio dell’Uomo”. Rispose Pietro: “Tu sei il Cristo, Figlio del Dio Vivente”. E Gesù gli rispose: “Beato te, Simone, figlio di Giona, perché non la carne né il sangue ti ha rilevato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. Ed io dico a te, che sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le Porte dell’Inferno mai prevarranno contro

di lei. E a te darò le chiavi del Regno dei Cieli…”. In seguito Gesù predisse il rinnegamento di Pietro: “… non canterà il gallo che già mi avrai rinnegato tre volte”. Nell’orto degli ulivi, durante l’arresto di Gesù, Pietro aveva una spada, la sfoderò e colpì un servo del sommo sacerdote Caifa recidendogli l’orecchio destro. Pietro, uomo semplice e onesto aveva un carattere sanguigno e di fronte all’enorme ingiustizia dell’arresto del suo Maestro reagì con violenza ma Gesù lo invitò a rimettere la spada nel fodero. Dopo la cattura di Gesù, Pietro, fuori dall’atrio del sommo sacerdote presso il quale era stato condotto il Cristo, fu riconosciuto come il discepolo di Gesù ma egli per tre volte lo negò. E subito il gallo cantò. Allora Gesù si volse verso Pietro e lo guardò in silenzio, senza pronunciare una parola. L’Apostolo rammentò la profezia. Ricordò il primo incontro con Gesù: riascoltò le sue parole; rivide i suoi gesti, i suoi miracoli, il suo coraggio, la sua giustizia, la sua carità, la sua pace. Capì. E pianse amaramente. Un solo sguardo di Gesù desta Pietro dal sonno della tiepidezza, della viltà e della ingratitudine. Da quel giorno, acceso dal fuoco inestinguibile dell’amore divino, dedicherà tutto il resto della vita alla missione santa ed eroica affidatagli da Cristo, fino al sacrificio supremo. Non temerà più né tribunali, né carceri, né torture né la stessa morte. Unirà le lacrime della penitenza ai sudori dell’apostolato versando infine il sangue del martirio, come gli aveva profetizzato Gesù: “In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi da te e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, stenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti condurrà dove tu non vuoi”. Stenderai le mani… cioè sarai crocifisso, come avvenne realmente per volontà di Nerone. Era l’anno 64.

San Pietro Apostolo

Pietro non indietreggerà né di fronte ai potenti né di fronte al popolo levando alta la voce per proclamare la verità che “Gesù è il Cristo, il figlio del Dio vivente”. Fino nella lontana terra dove oggi sorge la città di Ciampino. Qui infatti ho scoperto tracce della sua presenza e della sua predicazione attraverso lo studio analitico degli antichissimi toponimi del territorio e degli affreschi delle catacombe sulla Via Latina. Una scoperta entusiasmante e consolante, che rischiara lo spirito e disvela i disegni divini, in atto oggi come ieri, secondo la promessa di Gesù: “Se i discepoli tacciono, le pietre grideranno” (Vangelo secondo San Luca 19,40), perché ecco io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del Mondo” (Vangelo secondo San Matteo 28,20).

Crocifissione di San Pietro (Caravaggio, 1601)


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Arte e Storia

IL PERSONAGGIO

C mag | Arte e Storia | Giugno 2015 59 Guillermo ALLEN-SCHULTZ

ANDREA DORIA UN GENOVESE CONTRO BARBAROSSA

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ondottiero e ammiraglio della Repubblica di Genova, nacque nel 1466 ad Oneglia. Nel 1484, rimasto orfano e privo della sua porzione di patrimonio feudale ceduta dalla madre al cugino Domenico, Andrea si trasferì a Roma giovanissimo, agli ordini di Nicolò Doria, comandante delle guardie papali sotto Innocenzo VIII, appartenente alla familia ligure dei Cybo. Salito al soglio pontificio Alessandro VI Borgia, Andrea, rimasto privo di appoggi, passò ad Urbino presso i Montefeltro e successivamente presso i Della Rovere. Nel 1513 Andrea entrò al servizio della Repubblica genovese, comandando due galere per la protezione di Genova e delle riviere. Nel 1516 egli acquistò tre galere ed iniziò ad appaltare i suoi servizi a Francesco I re di Francia (1522-28) e al papa Clemente VII Medici (1526). Nell’estate del 1528 il Doria stipulò un nuovo contratto con Carlo d’Asburgo, re di Spagna e imperatore, in base al quale egli metteva a disposizione del sovrano dodici galere e tre triremi, ricevendo un compenso di 90.000 scudi d’oro annui ed il placet imperiale alla Guerra di Corsica. Sul piano politico Andrea chiese ed ottenne la sottomissione di Savona e l’indipendenza di Genova, alleata ma non sottoposta all’Imperatore, con la demolizione dell’odiata fortezza del Castelletto, già sede della guarnigione francese. Nel 1531 ricevette il titolo di principe del feudo di Melfi in Basilicata ed il conferimento dell’ambita

Ritratto di Andrea Doria (Sebastiano del Piombo, 1526)

onorificenza del Toson d’Oro, la più alta del tempo, il cui collare con il vello dorato del montone compare spesso nei suoi ritratti. La Repubblica di Genova in segno di riconoscenza gli conferí il titolo di Pater Patriae e decretò l’erezione di

delle sue galere. I servitori avevano ricevuto l'ordine di togliere ogni volta ad ogni commensale i piatti d’oro vuoti o con resti del cibo che era stato consumato e di gettarli fuori delle finestre anziché portarli a lavare. Carlo V e i suoi cortigiani commensali si stupirono del fatto che questo Ammiraglio genovese buttasse a mare tanta ricchezza, per cui lo considerarono ricco oltre misura e stimarono ancora di più sia lui che la Repubblica, che aveva cittadini talmente ricchi da permettersi di gettare via simili ricchezze. Ma non sapevano una cosa. E cioè che sceso dalla galera Carlo V Al servizio di Carlo V Andrea lottò contro i temuti pirati col suo seguito, i servitori di Andrea tirarono su le reti barbareschi, tra cui i famosi Barbarossa e Dragut. Egli sospese sotto la nave… e recuperarono subito tutto dovette affrontare nel 1547 la congiura dei Fieschi, che quell'oro! si concluse con l’annientamento della familia rivale ma in cui perse la vita l’amato cugino ed erede Giannettino. La repressione fu implacabile. Ma quando la Spagna cercò, con il pretesto di una congiura filo-francese, di ridurre la già precaria libertà genovese imponendo un presidio, Andrea Doria si oppose risoluto. Da ultimo volle trasferire le sue ricchezze e i suoi onori al pronipote Gian Andrea, ma non si appartò interamente. Così guidò la riconquista della Corsica, fatta sollevare da turchi e francesi, per porre in difficoltà l’alleanza di Genova con la Spagna. Fino all’ultimo della sua lunghissima vita fu sempre geloso dell’indipendenza della sua patria, cui volle dare nuovo ordinamento politico e splendore d’arte. una statua celebrativa di dimensioni colossali (eseguita nel 1539 dal Montorsoli). Accettò la carica di Principe perpetuo dei sindacatori, preferendo presentarsi come campione dell’ordinamento repubblicano, mentre di fatto, anche se non giuridicamente, egli era il signore della città. Nella sua qualità di Principe, anche se di un feudo lontano, egli diede vita insieme alla sposa Peretta Usodimare, vedova del Marchese del Carretto, ad una nobile corte rinascimentale che rimase un unicum nella storia genovese.

LA CURIOSITÀ: CARLO V ED I PIATTI D’ORO A proposito di Andrea Doria si racconta che durante una visita di Carlo V Imperatore di Spagna a Genova, ospitò l'illustre personaggio nella sua casa di Fassolo (quella che oggi viene chiamata il “Palazzo del Principe”, in via Andrea Doria, accanto alla chiesa di San Benedetto). Un giorno fu preparato e servito il pranzo a bordo di una

Andrea Doria nelle vesti di Nettuno (Bronzino, 1550)


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Arte e Storia

L'OCCHIO DI LISA

Lisa Bernardini Presidente Occhio dell'Arte Direttore Artistico www.occhiodellarte.org www.attraversolepieghedeltempo.it occhiodellarte@gmail.com -info@occhiodellarte.org www.lisabernardini.it - info@lisabernardini.com Mobile 347-1488234

BARBARA MARIN Architetto insoddisfatto, vice direttore creativo per la pubblicità, Barbara Marin è arrivata alla fotografia per caso e non l'ha più lasciata.

T

he Immaginarium è un grande sogno diventato realtà. Oggi è una vetrina virtuale internazionale di eccezionale bellezza fotografica e ci piacerebbe saperne di più: da dove nasce la tua creatura, Barbara? Un anno fa sono caduta. The Imaginarium nasce da una sconfitta. Forse per questo é così forte e potente. E non lo dico solo io. Parlano i 365 giorni che ci sono voluti per avere oltre 100.000 fans e più di 20.000 iscritti ai gruppi e alle pagine di supporto. Numeri che si vedono dopo un impegno di anni. Sfido chiunque a provarmi il contrario. Il 13 gennaio del 2014 il primo vagito di The Imaginarium. Come una lampadina che si accende, mi sveglio in piena notte e comincio a farmi delle domande. Come possono esistere insieme fotografia e stile? Per stile, intendo una personalità, quelle che fanno di ogni essere umano un essere unico: per le sue caratteristiche somatiche, per la sua voce, per i suoi modi, per il suo pensiero. Ritenevo allora - e non ho cambiato idea- che la torta di mercato fotografico fosse stata già tagliata e divisa in più parti ma che qualcuno ne avesse dimenticata una. Ecco, era quella che volevo. La fetta di mer-

cato che nessuno aveva assaggiato mai. Per metterla sul piatto dovevo abbandonare la scelta di autori sobri, gli amici, i parenti. A occhi chiusi, solo la qualità. La torta delle meraviglie. Non importa se piacerà subito. Se in molti l'assaggeranno. Io ci credo. E inizia l'avventura, forte e potente come una malattia. Insieme a me un team stupendo che a partire da Daniele Fusco, co-fondatore della pagina, proseguendo verso Antonella Renzulli e Silvia Petrone, senza dimenticare

C mag | Arte e Storia | Giugno 2015 61 i grandi scomparsi, vivi ma altrove impegnati, ai quali va comunque il mio grazie per avermi spinta sulla scala e non aver permesso a nessuno di farmi cadere più. La condivisione delle immagini inizialmente proveniva da una contaminazione. Una sorta di contagio a tutti gli effetti. Tra gruppo, pagina e immaginario, i desiderata della fotografia erano declinati con linguaggi e lingue diverse e diversi gusti certamente ma tutti tendenti ad uno stesso mood che fuggiva dalla realtà, sicuramente non si associava al realismo o alla fotografia prettamente documentaria. Lontani dal quel realismo, nuotavamo nei sogni, nella placenta dell'onirico, del surreale. Forse per quella tremenda paura di guardare la vita in faccia, per quella voglia di fuggire dal qui e ora, che appartiene a molti. Forse non a tutti. Con gran forza sostenendo la potenza della post produzione come indice di progresso e non di riempimento di incapacità fotografica, ho voluto che la diatriba finisse sulla mia pagina. La post è uno strumento di potenziamento dell'anima e della sua capacità espressiva per chi apprezza il sublime, senza chiedersi il cosa ma il come, non una protesi per amputate capacità. The imaginarium abbraccia tutti quei modi di pensare che sono petali intorno ad un concetto. Come in una grande agorà nei secoli, la presenza di autori famosi, accostati a talentuosi neofiti e a fotoamatori con il quid nella pancia, costituisce un mondo di dei, una sorta di Olimpo al quale appartenere diventa dapprima un onore, poi una coscienza delle proprie capacità. Da tutto il mondo 24 ore su 24 i nostri amministratori scelgono la fotografia che ci rappresenta, immergendo le mani nella grande scatola delle opportunità che offre internet e non si fermano mai, perché credono in quel che ho consegnato loro. Nel mondo di The Imaginarium siamo in pochi a vivere di fotografia, quasi tutti a vivere per lei. La mia forza é stata quella di credere che l'esperienza sensoriale visiva sia alla base della fotografia ancestrale. The Imaginarium continua idealmente attraverso la fotografia a verificare e spe-

rimentare le conoscenze che quest'arte di immaginare porta con sé. Rendere esperienza estetica un'emozione ed un sentimento creato da altri é qualcosa che questa pagina ha ereditato da me. La leadership del cuore. E se la fotografia è memoria di un istante, The Imaginarium dimentica tempo e spazio e memorizza il bello. Grazie allo staff, agli autori, ai fan. Grazie a tutti per averci creduto - perché dall'inizio tutto questo significava credere in me.

Grazie a te, Barbara, per permetterci ogni giorno un viaggio virtuale pazzesco tra milioni di immagini che mai avremmo sperato di vedere tutte insieme e raggruppate in così poco tempo. E il viaggio continua...

PER SAPERNE DI PIÚ www.theimaginarium.it imaginarium.net groups/imaginariumhalloffame tributetophotography TheImaginarium3 TheImaginarium3


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Scienze

MEDICINA

Dentista

LA PREVENZIONE E I SINTOMI

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redetemi, ci sono davvero poche persone che non hanno bisogno del dentista. Ma davvero poche. Invece, a sentire i miei pazienti, tutti ne conoscono uno o addirittura più di uno, di questi rari fortunati: “Ah, dottoressa, sa, mia nonna (mia zia, la mia prozia, la cugina di mio nonno) è morta con tutti i suoi denti, non è mai andata dal dentista in tutta la sua vita!”. Eh no, signori, i conti non tornano, temo che troppi di voi nutrano la speranza di

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Claudia CONTI

far parte della ristrettissima cerchia degli eletti. E questo accade perché noi dentisti non insistiamo abbastanza sul fatto che NON C’È un rapporto fra i sintomi e l’opportunità di sottoporsi ad una visita. Sono due cose diverse che possono non essere correlate e proporzionali fra loro. La visita va fatta anche in assenza di sintomi, e ciò perché lesioni cariose o affezioni parodontali anche gravi possono fare danni nella vo-

stra bocca senza che vi rendiate conto di nulla, non parliamo poi delle lesioni precancerose della mucosa orale. Specialmente se non siete mai stati particolarmente curiosi di osservare i dettagli, il colore e l’aspetto esterno dei denti e delle gengive, se non avete mai passato il filo interdentale e se della vostra bocca non vi siete mai interessati granché. In realtà l’interno della bocca di ciascuno dovrebbe essere come qualsiasi altra parte del corpo: osservato, riconosciuto e monitorato nel tempo. È un luogo comune il fatto che una lesione dell’integrità dei tessuti duri o molli si annunci con una sintomatologia non trascurabile. Anzi, le carie e lo scompaginamento de parodonto spesso si sviluppano senza sintomi finché non raggiungono dimensioni tali da aver creato problemi biologicamente ed economicamente rilevanti, cui segue l’urgenza di intraprendere una terapia impegnativa e a volte anche lunga e fastidiosa, con la conseguente classica “reazione di rigetto” a cui si associa la nostra figura professionale. Il risultato è che di solito, fatta l’inevitabile cura, tutti i buoni propositi di prevenzione e di assoluta dedizione alle pratiche di igiene domiciliare si sgretolano in un batter d’occhio e l’avventura, se così vogliamo chiamarla, è pronta ad essere rivissuta di lì a qualche anno.

dormire. - Cestinate gli spazzolini con setole dure e cambiateli spesso.

- Smettete di fumare;

- Armatevi di santa pazienza ed imparate ad usare il filo interdentale, il vostro dentista saprà come illustrarvi la tecnica ed assistervi nei vostri primi passi. A questo proposito sappiate che il filo: * Ci aiuta a mantenere i denti davvero puliti là dove serve di più (circa l’80% delle carie si sviluppa tra un dente e l’altro). * Ci avvisa dell’avvenuta formazione del tartaro, quando ci accorgiamo che gli spazi sono diventati più stretti. * Ci avvisa che qualcosa non va quando si sfilaccia o si rompe: basta andare a farsi visitare per scoprire un restauro che deve essere cambiato o una nuova carie. * È un alleato fondamentale per prevenire l’alito cattivo dovuto al ristagno di cibo. * Ci costringe a guardare la nostra bocca da vicino.

- Dedicate tempo allo spazzolamento dei denti (almeno tre minuti), specialmente prima di andare a

I mezzi per prevenire le urgenze ci sono, basta che decidiate di volerli adottare.

Il succo della questione è: - Non fatevi trarre in inganno dall’assenza di disturbi e fate una visita almeno ogni due o tre anni;


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Arte&Cultura Scienze

BIOLOGIA

Tiziana VESPERTILLI

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Biologa e consulente sull'igiene e la sicurezza degli alimenti cell: 347.7208617 musicista studiosigen@virgilio.it - tives6@virgilio.it

ALLERGIE ALIMENTARI ALLERGOLOGIA MOLECOLARE E MICROBIOLOGIA IN AIUTO

L

e allergie erano conosciute già nel mondo antico e 3000 anni fa i dottori cinesi descrissero un’allergia delle piante che causava raffreddori in autunno. Vi sono inoltre testimonianze che il faraone Menes sia morto a causa della puntura di una vespa nel 2641 a. C. e due millenni e mezzo più tardi il filosofo romano Lucrezio scrisse che «quello che è cibo per un uomo è veleno per un altro». L'allergia è una malattia del sistema immunitario caratterizzata da reazioni eccessive sostenute da particolari anticorpi  nei confronti di sostanze abitualmente innocue le cui caratteristiche principali sono la specificità e la velocità. La prima è legata alla reazione unica e altamente specifica tra anticorpo e sostanza: in presenza dell’allergene gli anticorpi innescano una reazione del sistema immunitario attivando una componente chiamata “mastocita” che secerne una gran quantità di agenti chimici. La velocità è rappresentata dalla risposta immediata che si ha dal momento del contatto

con la sostanza allergizzante (mediamente 15 minuti). Tra tutte le allergie sono particolarmente interessanti e in aumento quelle alimentari, queste rappresentano una rapida reazione patologica del sistema immunitario nei confronti di un alimento ingerito. Manifestazioni di allergie alimentari si osservano nel 6-8% dei bambini e nell’1-3% degli adulti. La reazione allergica determinata dagli alimenti è causa di sintomi diversi: si va da manifestazioni a livello cutaneo, come l’orticaria; a livello nasale, come la rinite; a livello bronchiale, come l’asma; a livello gastrointestinale, con vomito e diarrea; a livello della glottide, con il pericolo di ostruzione e soffocamento, fino alla forma più pericolosa a livello circolatorio, con lo shock anafilattico, che può mettere a rischio la vita stessa del paziente. Tra gli alimenti maggiormente coinvolti nelle allergie alimentari vi sono il latte, le uova, la soia, le arachidi, le nocciole, il pesce, i crostacei e molti altri alimenti capaci di far degranulare l'istamina contenuta nei mastociti.

Interessante è la teoria dell’immunologo Ruslan Medzhitov, secondo la quale le allergie non ci vengono (come suggerisce la teoria più accreditata) come risposta ad un meccanismo mal riuscito di difesa contro i parassiti intestinali, non sono un errore biologico ma piuttosto sono una difesa contro agenti nocivi, una difesa che è servita ai nostri antenati per decine di milioni di anni e che perdura ancora oggi. Anche quando si arriva alla certezza di allergia le possibilità di equivoci non finiscono e molti, ad esempio, eliminano dalla loro tavola alcuni cibi senza sapere che potrebbero consumarli in modo alternativo,senza correre rischi: parti differenti di uno stesso alimento possono avere una diversa allergenicità e si può essere intolleranti al tuorlo d’uovo ma non all’albume, o reagire alla buccia di una mela ma non alla polpa. Grazie ai progressi dell’allergologia molecolare oggi possiamo sapere a quali “pezzetti” dell’alimento si è intolleranti, è possibile avere

una sindrome allergica a proteine resistenti al calore che si trovano nella buccia della mela e in tal caso è possibile tollerarne la polpa; oppure è possibile essere ipersensibili alla profilina una proteina che si degrada alle alte temperature e quindi si possono mangiare le mele cotte senza pericoli. In futuro la microbiologia potrà aiutarci nei confronti delle allergie alimentari vista l’importanza e il ruolo protettivo svolto dal microbioma, (ovvero il complesso dei batteri che vivono nel nostro intestino), il quale interviene nella regolazione e modulazione del sistema immunitario e come tale può influenzare anche le manifestazioni allergiche. Alcuni ceppi batterici sembrano avere un ruolo protettivo mentre altri risultano inefficaci, in futuro sarebbe auspicabile riuscire ad avere solo una flora “positiva” per proteggerci dalle allergie. Le attuali conoscenze purtroppo non sono sufficienti ma in futuro potrebbe essere possibile.


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Scienze

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Felice STATI

PSICOLOGIA

Psicologo e Psicoterapeuta

Contemporaneamente a quattordici anni circa la tendenza ad investire nelle relazioni extrafamiliari si fa imponente. Nasce l’esigenza di avere rapporti individuali o in un piccolo gruppo con propri amici diversi e distanti dal nucleo familiare. Nell’ambito della amicizia si inizia a condividere una maggiore intimità e complicità, mentre si diventa meno interessati, comprensivi e tolleranti con i fratelli. In seguito la frequentazione con i fratelli diventa una scelta sempre più consapevole.

f.stati@tiscali.it

no della fratria con protagonisti dello stesso sesso, invece peggiora nella situazione mista. Mentre nel primo caso aumenta l’intimità, la condivisione, la confidenza, fratello e sorella si trasformano in una coppia di cani e gatti con alti livelli di competizione e di conflitto.

ADOLESCENZA C

E FRATELLI

on l’adolescenza per l’individuo inizia un momento difficile. Da un lato deve rivedere l’idea che aveva dei suoi genitori. Dall’altro deve costruirsi una propria identità che non sia uguale a quella dei genitori. Un tempo dopo la pubertà si andava a lavorare. Oggi il tempo adolescenziale si è

dilatato. L’individuo assiste ad un cambiamento radicale del mondo in cui sino ad allora si viveva. Muta il corpo e le relazioni con i propri cari. Anche con i fratelli e le sorelle. All’inizio dell’adolescenza migliorano i rapporti all’inter-

Crescendo anche il secondogenito, il rapporto diventa più alla pari, con una reciprocità di intenti e di scambi. Il primogenito si scrolla di dosso il peso di dover controllare ed accudire il piccolo, quest’ultimo si sente finalmente all’altezza e non deve ricorrere all’aiuto dei grandi per poter competere.


Benessere

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BELLEZZA

Belli Come il Sole Salone di bellezza e benessere

EPILAZIONE

LASER IL LASER A DIODO

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l laser a diodo ci permette di andare ad agire su quelle zone particolarmente ricche di peli con una azione sicura che garantisce risultati impareggiabili. Vi permetterà di liberarvi dei peli superflui, affidandovi nelle mani di un esperto che utilizzerà una tecnica certificata scientificamente. Il laser a diodo può agire in tutte le zone ricoperte da peli. È efficace sia per chi si trovi ad affrontare un’alta concentrazione di bulbi piliferi in una zona, sia per chi vorrebbe invece rimuovere quei pochi peli che rendono una zona brutta da vedersi e da accarezzare. È possibile offrire sedute personalizzate per tipologia di cute e di pelo. La luce pulsata ha come obiettivo la melanina che è presente anche sulla cute. Il tempo di ricrescita varia dai 21 ai 30 giorni. Il laser a diodo, non essendo aggressivo sulla melanina, permette di trattare con successo anche fototipi più scuri senza rischi. Il tempo di ricrescita varia dai 45 ai 60 giorni. Sono tecniche testate, che se vengono messe in opera da personale

specializzato non ci sono danni sulla cute. Il trattamento non è doloroso e non crea in genere problemi di alcun tipo. L’unica sensazione che avvertirete è quella di un leggero riscaldamento della vostra cute che molti trovano piacevole. Una seduta dura pochi minuti. Tra una seduta e l’altra possono passare 60-90 giorni, a seconda della zona. In genere difficilmente si hanno meno di cinque sedute. Gli specialisti in Italia che si affidano a questa tecnologia sono tanti e non per cavalcare una moda. Gli studi scientifici parlano di una rimozione dell’80% nell’area trattata per i primi 6 mesi, che arriva a picchi del 90% per il primo anno, per poi tornare a quota 80 – 85% per il secondo anno.


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Benessere

FISIOTERAPIA QUANDO ROLLARE

FA BENE

È la nuova pratica Wellness che arriva direttamente dagli Stati Uniti, lo Yamuna Body Rolling, studiata ed applicata ai suoi pazienti anche dal Dott. Visconti Marco, Fisioterapista e Chinesiologo esperto in Terapia Manuale e specializzato in Osteopatia

L

o YBR® (Yamuna Body Rolling), ci spiega il Dott. Visconti, consiste in un lavoro innovativo per l’allungamento muscolare profondo che può aiutare tutti, sportivi e sedentari di ogni età, a muoversi meglio e a ridurre i dolori, dunque a sentirsi più attivi, giovani ed energici. Praticamente la tecnica si svolge in carico su particolari palloni appositamente studiati per dimensioni ed intensità di impatto, mediante particolari esercizi si riesce ad agire su tutto il corpo in modo dettagliato. Gli esercizi attuati nel rispetto della fisiologia del corpo umano, consentono una sorta di dialogo tra il centro e la periferia, tra il cervello e i muscoli. I principi fondamentali di que-

C mag | Benessere | Giugno 2015 73 Redazione

sta innovativa tecnica sono: la stimolazione profonda che ne modifica la qualità. La stimolazione del tendine e del tessuto connettivo. L’allungamento muscolare dal punto di origine a quello di inserzione. Il risultato è il recupero di quello spazio all’interno delle articolazioni che, col passare degli anni, con gli errati stili di vita o per i ripetuti traumi, si era drasticamente ridotto. Gli effetti maggiormente riscontrabili già dopo poche

sedute di trattamento sono i miglioramenti della postura, il rilassamento muscolare, l’incremento della mobilità articolare e la minore affaticabilità. Migliorare il proprio livello di salute e benessere fisico è una ricerca comune in molte persone e questa tecnica risponde con grande efficacia a questa esigenza. Un lavoro individuale ma anche all’interno di un piccolo gruppo può essere prenotato o richiesto direttamente nel nuovo centro di Fisioterapia FisioSana.


Benessere

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BELLEZZA

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Annalisa BATTISTA Centro Estetico Anaïs

I FOTOTIPI SONO: 1. Soggetti bruni: fotoresistenti, con pigmentazione rapida e uniforme. 2. Soggetti castani: mediamente fotoresistenti con pigmentazione progressiva ed uniforme. 3. Soggetti biondi: poco fotoresistenti, con pigmentazione lenta ma uniforme. 4. Soggetti rossi: scarsamente fotoresistenti, con pigmentazione lenta e non omogenea. 5. Soggetti immediatamente fotosensibili (albini).

queste troviamo i sun block, contengono sostanze a protezione totale, prevalentemente sono polveri opache che riflettono o assorbono completamente i raggi UV. Si trovano soprattutto in stick per labbra o in creme specifiche e formano sulla pelle uno strato bianco opaco. Sono usati soprattutto sulla neve. Ci sono poi i filtri solari (sostanze ad assorbimento mirato). Un filtro per essere buono deve avere determinate caratteristiche:

L'applicazione dei prodotti con fattore di protezione possono consentire l'esposizione solare, riducendo il rischio di eritema, prevengono l'invecchiamento cutaneo prematuro della pelle, eventuali reazioni di fotosensibilizzazione e discromie cutanee. Va sottolineato l'effetto che ha il sole sulla nostra pelle, se ci si espone senza le dovute attenzioni.

ALLARME SOLE

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l sole è fonte di vita, ci illumina, ci riscalda, fa bene al nostro organismo, è un ottimo antidepressivo e stimola sulla pelle il processo dell'abbronzatura. I fattori che entrano in gioco nella risposta cutanea ai raggi solari sono diversi e vanno tutti valutati preventivamente se non si vuole incorrere nel rischio dell'insorgenza di una fotodermatosi: - VALUTAZIONE DEL FOTOTIPO - LA QUANTITÀ DI RADIAZIONI (per le lampade solari)

- IL LUOGO, L'ORA E LA DURATA DELL'ESPOSIZIONE (per la luce naturale) Tenendo presente le caratteristiche genetiche che determinano la pigmentazione si possono classificare i soggetti in cinque gruppi. A secondo del diverso gruppo di appartenenza, ad ogni soggetto verrà associata la così detta MED (minima dose eritematogena) in cui si determina la durata di tempo di esposizione al sole necessaria per indurre un eritema solare.

Tra i danni in primis c'è il PHOTOAGING, termine coniato appositamente per descrivere gli effetti cronici del sole sulla pelle. A differenza dell'invecchiamento cutaneo intrinseco, fisiologico, dovuto all'età anagrafica, che si manifesta con rughe sottili e rilassamento cutaneo, il photoaging è un invecchiamento cutaneo estrinseco ed è la diretta conseguenza della cronica esposizione al sole. Clinicamente si manifesta con: secchezza cutanea, chiazze brunastre sul dorso di mani, avambracci, volto e dorso; le rughe sono profonde, la pelle risulta rilassata ed è frequente l'insorgere di teleangectasie. Va sottolineato inoltre che una scorretta esposizione al sole può generare situazioni più gravi come melanomi e tumori della pelle. Prendersi cura della propria pelle utilizzando le protezioni solari è un dovere verso noi stessi! Esistono diverse protezioni solari per ripararci dal sole. Tra

Un buon assorbimento degli UVA UVB Un'elevata stabilita alla luce Essere insolubile nell'acqua e nel sudore Non provocare irritazioni cutanee Favorire l'abbronzatura Si trovano in diversi formati: emulsioni olio in acqua, emulsioni acqua in olio, micro emulsioni, olii e spray oleosi. I consigli per una corretta esposizione solare restano sempre gli stessi, prendere il sole ad un orario adeguato, usare un prodotto di qualità con un fattore di protezione adatto al proprio fototipo, ricordarsi che il nuoto e la traspirazione richiedono applicazioni ripetute infine usare quotidianamente creme dopo sole per reidratare la pelle. Rivolgetevi sempre a personale qualificato per farvi consigliare le protezioni solari più adatte alle vostre esigenze.


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Food&Drink Cultura

L'INIZIATIVA

www.derev.com/it/fantasiapiedelibero

FANTASIA

A PIEDE LIBERO DIARIO DI BORDO GIUGNO 2015 SBRIGATEVI! MANCANO POCHI GIORNI ALLA FINE DELLA NOSTRA CAMPAGNA CROWDFUNDING! AIUTATECI A RAGGIUNGERE IL NOSTRO OBIETTIVO: SCOPRITE COM'È FACILE FAR PARTE ATTIVAMENTE DEL PROGETTO “FANTASIA A PIEDE LIBERO” PER LA REALIZZAZIONE DI UN DOCUFILM CON PROTAGONISTI I BAMBINI DELLE SCUOLE D'ITALIA ED IL LORO PUNTO DI VISTA INNOCENTE SULLA FANTASIA LEGATA AL NOSTRO SVILUPPO SOCIALE. CON MONSIEUR DAVID E MAURIZIO SIMONETTI!

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C mag | Cultura | Giugno 2015

Yolanda FUERTES GARCÌA

utti noi quando eravamo piccoli ci siamo divertiti ad usare la fantasia, era uno dei nostri giochi preferiti. Inventavamo storie, identità con cui trascorrevamo parte del nostro tempo libero. Crescendo, i troppi impegni legati ad una società frenetica, ci hanno ostacolato nella massima espressione della fantasia, limitandoci ad investire le energie nelle quotidiane attività lavorative ed organizzative che giocano un ruolo fondamentale nelle nostre vite. La nostra campagna “Fantasia a piede libero” vuole realizzare un docufilm -girato nelle scuole elementari,

ECCO LA NOSTRA "LISTA DELLA SPESA"

Scopri i protagonisti e rimani aggiornato su tutte le novità del progetto su: www.fantasiaapiedelibero.wordpress.com

"Se puoi sognarlo, puoi farlo!" Walt Disney

TROUPE - SPESE: 2000 euro M. Simonetti - Regista D. Rausa - Autore/attore M. Galli - co-autore M. Mazza - operatore (camera HXR - MC 2000E) N. Ricca - operatore (canon 1100D) N. Intino - costumista A. Zaccariello - fotografia R. Romiti & T. Iadecola - comunicazione THALIA GROUP (nell'ambito delle riprese) - SPESE: 2000 euro Due operatori con canon 300 Due assistenti operatori Un microfonista (munito di mixer audio a sei canali, cinque collarini radio, un boom) Un fonico Un macchinista (munito di un ciak elettronico e polistiroli) Un elettricista (dotazione delle luci: LED e quarzi) In aggiunta all'attrezzatura già elencata, seguono quattro monitor di controllo, un PC per l'acquisizione delle schede, quattro schede per ogni camera in dotazione.

medie e case famiglia- facendo emergere il punto di vista spontaneo delle nuove generazioni sul valore della fantasia e dell’immaginazione, attraverso interviste, racconti e sensazioni. Verranno trattate le storie del vissuto degli inventori dello scorso secolo, sensibilizzando i ragazzi al coraggio, all’estro ed alla forza di volontà di queste figure.

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THALIA GROUP (nell'ambito della post produzione) - SPESE: 2000 euro Acquisizione girato: due turni in sala montaggio con relativo assistente al montaggio. Montaggio del docufilm: cinque turni montaggio con un montatore ed un assistente al montaggio. Ogni turno va dalle 11:00 alle 18:00. Color correction: due turni dalle 10:00 alle 20:00 con un tecnico color. Mixer Audio e montaggio della colonna sonora. TOTALE DELLE SPESE: 6000 EURO

Ricompense 10 EURO: Un ringraziamento pubblico al donatore sui social network + la foto della mascotte della campagna personalizzata con la firma degli autori. 25 EURO: Tutti i premi di cui sopra + la copia digitale del backstage del docufilm. 50 EURO: Tutti i premi di cui sopra + la copia digitale del docufilm + ringraziamento personale nei titoli di coda. 100 EURO: Tutti i premi di cui sopra + il DVD ufficiale del docufilm firmato dagli autori spedito a domicilio. 250 EURO in su: Tutti i premi di cui sopra + l'invito ufficiale al party inaugurale ed alla prima del docufilm. 500 EURO: Tutti i premi di cui sopra + l'inclusione del logo dell'azienda/associazione/istituzione del donatore nei titoli di coda del docufilm. 750 EURO: Tutti i premi di cui sopra + una cena con gli autori del docufilm. 1000 EURO: Tutti i premi di cui sopra + l'opportunità di sponsorizzare la vostra azienda/ass./istituz. tramite uno spot o semplice video che verrà inserito nei nostri blog e social network relativi all'iniziativa.


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LETTERATURA

Redazione

L’ODORE DEL

MUSCHIO SELVATICO Nara Fend si avvolge nel mistero come fosse un mantello magico che la protegge da tutto ciò che è materia, libera la sua essenza tramite i suoi scritti e, tra le righe dei suoi romanzi, potrete scoprire i suoi mondi e la loro bellezza.

A

more infinito, come il dolore, senza confini! Passione travolgente, non quella che dura un’ora o un paio di settimane ma ciò che è conseguenza inevitabile dell'amarsi oltre ogni pudore, ostacolo, confine, anche perchè tutte queste cose non esistono quando l'amore ha dimensioni cosmiche. Questo libro spiega, insegna a coloro che non hanno mai provato un sentimento simile, come dovrebbe essere il vero coinvolgimento amoroso, eterno fra due esseri che si fondono in un’unica stupefacente essenza, cosi esagerata e umanamente incomprensibile per chi non ne è affetto, da sembrare divina. All' apparenza, inizialmente può sembrare una semplice cronaca di vita vissuta, invece ammaestra il lettore passo dopo passo, capitolo dopo capitolo; è facile essere ignoranti, inesperti e forse anche increduli di fronte a tanto ardore. Scritto di getto, non ci sono esitazioni,

ripensamenti nemmeno nel descrivere le vere reazioni fisiche che una giovane donna prova solo nel vedere e odorare colui che è certa essere l'uomo della sua vita, l'unico possibile! Un rammarico che il romanzo lascerà alla stragrande maggioranza dei lettori sarà quello di sentirsi delusi, privati di una sensazione così grande e intensa che non hanno mai provato e che forse non conosceranno mai.

Trovalo su www.amazon.it Nara Fend


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Cultura

negli occhi della giovane e un complimento che rischiava di moltiplicarne il fascino.

LETTERATURA

“ Ad una bella ragazza come te non si può chiedere di leggere un libro di questo genere. Ci vuole ben altro”. “ Fammi un esempio, allora”.

STORIE DI VITA (STRA)ORDINARIA

Il secondo colpo di Fabrizio RINALDI

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uella mattina, appena salì sul treno, Ciacco aveva nella testa troppi pensieri per accorgersi di una ragazza che gentilmente spostava la sua giacca per farlo sedere. Non la ringraziò, si buttò sul sedile e chiuse gli occhi, sperando di crollare in un mondo di sogni. Ma le palpebre restarono vigili come il suo cuore, fermi sulla stessa immagine, e sullo stesso dolore. E allora li riaprì, e incontrarono una signora anziana che lo guardava con evidente disprezzo. Doveva fare schifo. A conferma di questo, la donna pochi istanti dopo cercò di aprire il finestrino dicendo che le mancava l’aria. In quello stato d’animo da povera bestia, non si accorse che di nuovo la ragazza seduta affianco a lui lo stava guardando, con interesse insolito. Forse era la barba, lasciata incolta su un viso abbastanza giovane, e un espressione dura e solitaria, come di un eroe smarrito, ad avere attirato la sua attenzione. O forse la compagnia sgraziata di quella vecchia davanti a lei che da quando era cominciato il viaggio, mezz’ora prima, aveva trovato da ridire su tutto, dal capotreno ai sedili, fino ai raggi di sole che le facevano girare la testa. Ciacco tirò fuori da uno zaino, unico bagaglio per tutta la sua fuga, l’ultimo libro di Camilleri. Provò a

leggerlo, ma appena si imbatte in un paio di espressioni in dialetto siciliano, alle prime righe, terminò la lettura. Ne aveva le palle piene, di quella gente, e di quei suoni. Fu in quel momento che incontrò gli occhi di lei, e poi il suo corpo fiero e composto. “Io preferisco Zingaretti”. Ciacco impiegò qualche secondo di troppo a capire che la ragazza gli stava parlando e quindi fu lei a riprendere il discorso. “ Intendo che preferisco la versione televisiva di Montalbano. Ho provato a leggere un paio di libri, ma non sono riuscita a finirli”. La prima cosa che pensò Ciacco, mentre ascoltava distratto quelle parole, era che l’incontro con la ragazza poteva essere pericoloso. Aveva un piano preciso, quel giorno, e non poteva ammettere esitazioni, c’era di mezzo la sua vita. Si era promesso che non avrebbe fatto conoscenza con nessuno durante il tragitto che da Napoli lo stava portando a Roma. Sarebbe stato zitto e placido come un pesce in una boccia di vetro. Ma quegli occhi chiari che lo guardavano e quel seno che si intravedeva dalla scollatura già stavano portando altrove il suo cervello. Gli sfuggì un sorriso che entrò

Si era fregato da solo. Primo, non doveva parlare con lei, e con nessun altro. Secondo aveva improvvisato un discorso di cui ne sapeva meno di un bambino di dieci anni, visto che aveva letto al massimo tre romanzi in tutta la sua vita. Maledì il suo amico Salvatore che gli aveva parlato di quel libro, durante il viaggio in macchina da Palermo a Napoli, e che alla fine, giunti in stazione, gli aveva quasi costretto a comprare. “Non so, per te andrebbe bene una storia tipo... tipo Cime tempestose -Era di nuovo lui, il grande Ciacco, il mago e il bugiardo, aveva tirato fuori una perla di saggezza, un ricordo di sua sorella che da bambina si era invaghita di quel libro. Sei un tipo sognatore, credo, una di quelle che viaggia con la fantasia. Magari sei anche una pittrice”. Per un istante la donna sembrò colpita da quelle parole, ma cercò di non rivelare le sue sensazioni. “ Forse vent’anni fa avresti indovinato. Ma adesso ti sbagli. Sono totalmente l’opposto. E mi occupo di relazioni pubbliche per un’azienda di cosmetici. Ci sarà stato qualcosa nel mio aspetto che ti avrà ingannato”. Per i gusti di Ciacco quella donna parlava troppo, non era il suo tipo, e forse era meglio chiudere il discorso prima ancora di cominciarlo. Ma lei gli strinse la mano e lui era un uomo e non poteva rifiutarsi. “Ancora non mi hai detto il tuo nome”. “Piacere, Ciacco”. “Ciacco? Davvero ti chiami così ? Come il personaggio di Dante?”.

81 “No, come mio nonno, all’epoca si usava così”. “Almeno è un nome originale. L’opposto del mio”. “Posso indovinare?”. “Basta che non ti sbagli, visto che mi hai scambiato per una pittrice”. “Ti chiami Maria, per caso?”.

In quel momento, a storpiare l’incanto, ci fu il borbottio della vecchia seduta accanto a loro che li rimproverò di fare silenzio, perché stava cercando di dormire. “Con questa caldo, signora ? Faranno quaranta gradi, stamattina”. “Chiudete le tende, allora”. Ciacco e Maria si guardarono negli occhi e risero. E li venne naturale alzarsi e proseguire il loro discorso all’interno del vagone ristorante. Davanti ad un caffè discreto, in un attimo di pace, l’uomo fu tentato di accennare a quello che gli era accaduto nelle ultime settimane, e che teneva ancora chiuso nel suo stomaco, ma cancellò subito quel pensiero. “E tu invece che lavoro fai?”. “Sarebbe meglio chiedermi cosa non ho fatto ancora nella vita, visto che le ho provate tutte”. “E credi di non aver concluso nulla, immagino”. Ciacco finì di bere il suo caffè e abbassò lo sguardo, e fu meglio di mille parole. “Ti posso capire benissimo. Anche io la pensavo come te fino a qualche anno fa. Avevo un sogno, sai… Oddio, ma perché ti sto raccontando queste cose?”. “ Forse perché sarò l’unica persona, qui dentro, che ha voglia di ascoltarle. Il viaggio è lungo, tranquilla, abbiamo tempo per confessarci uno con l’altro. Ti concedo l’onore di iniziare per prima”.

continua nel prossimo numero...


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Cultura

INTERVISTA

C mag | Cultura | Giugno 2015

Paolo ORANGIS paolinochiamalinus@deliradio.it

Come si prepara un' intervista? Devo deluderti: io non la preparo! Ovviamente bisogna sapere chi hai davanti e cosa ha fatto nella sua carriera ma senza fossilizzarsi troppo su questo. L'intervista è un po' come fare l'amore: devi seguire le “onde”, essere curiosi. Pensa che Fidel Castro lo intervistai per chiedergli come mai inaugurò una statua di John Lennon visto che si dice che i Beatles fossero banditi a Cuba. Nulla di preparato se non quella domanda: l'intervista durò 2 ore! Nel 2008 a Milano visitai «Rock'n'Music Planet», esposizione dei tuoi cimeli musicali dagli anni 50 ai 90. Strumenti musicali, locandine, autografi, poster, oggetti, foto, riviste d'epoca, interviste video e vestiti, ma anche scritti, poesie e pensieri di personaggi come (tra gli altri) Jimi Hendrix, George Harrison, Kurt Cobain, Jim Morrison, John Lennon e Bob Dylan. C'è un oggetto al quale sei particolarmente affezionato e che non venderesti mai per nulla al mondo?

RED RONNIE IL ROXY BAR CONQUISTA IL WEB E

ntrando per un momento, anche solo attraverso una telefonata, nel mondo di Red Ronnie, ci si ritrova in un piacevole vortice di ricordi, consigli, progetti, racconti e curiosità su tutto ciò che è la musica e il sostegno concreto che il noto dj radiofonico, giornalista e conduttore tv ha dato ad essa da sempre.

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Nel corso della tua carriera hai intervistato Fidel Castro, David Bowie, Paul McCartney, John Lydon, Whitney Houston, Mick Jagger, Robert Plant, Placebo, Radiohead, Robbie Williams, Beyonce, Britney Spears, Cyndi Lauper e tantissimi altri... Chissà come dev'essere trovarsi faccia a faccia con dei veri e propri miti.

Non venderei mai un disegno molto psichedelico fatto da Jimi Hendrix. Per il resto mi sono ritrovato a dover mettere all'asta gran parte della mia collezione purtroppo, anche perchè costretto a tenere questi oggetti in un caveau della banca senza poterli utilizzare per altre esposizioni. Era la collezione più importante in Europa e l'opportunità di esporla che ho avuto a Milano è stata più unica che rara, cosa che non ho potuto fare a Bologna, la mia città. Oggi, la chitarra di Jimi Hendrix che possedevo e che Bologna non ha voluto mettere in mostra, è il fulcro centrale dell'Experience Music Project Museum di Seattle creato da Paul Allen, socio di Bill Gates, che disse: “se non ho quella chitarra non posso fare il museo”! Ti rendi conto di come sia tutto relativo?

Troppa gente al potere non appassionata di musica, che fa fatica a comprendere il valore di certi oggetti? No, non è questione di passione. In Italia purtroppo la cultura è in mano a persone che la gestiscono in maniera “clientelare”: non si chiedono “cosa do io alla città con questa mostra?”, ma si chiedono “quanto guadagno io”? Ecco il problema di chi gestisce la cultura oggi. I social network hanno accorciato le distanze tra artista e fans: nei tuoi programmi tv, attraverso le telefonate da casa e le chat, sei stato il primo a fare in modo che i fans potessero interagire in maniera diretta con i propri artisti preferiti. Possiamo dire che sei stato il primo social network? Sai, credo che nella vita non conti essere “il primo”,


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Cultura

INTERVISTA ma essere colui che fa meglio! Nella mia carriera ho sempre avuto molte anteprime o esclusive ma non ho mai usato queste parole, non ho mai voluto sottolineare l'“esclusiva” di un servizio perchè non mi interessa. Ad esempio: Vasco Rossi venne da me i primi di ottobre e registrammo ben 3 ore di filmato nelle quali mi ha raccontato e fatto ascoltare ogni brano del suo ultimo album “Sono innocente”, che sarebbe uscito un mese dopo! Avrei potuto fare uno speciale per fare ascoltare in anteprima assoluta l'album ma non l'ho fatto. È andato in onda lo speciale Tg1, lo speciale su Rai2 in prima serata, etc. Io ho messo online il mio materiale dopo 3 mesi: eppure io raggiungo 1 milione e mezzo di spettatori mentre Rai2 ne fa 700mila. Questo per ribadire il concetto che non è importante essere i primi ma è importante fare bene! Nel 2011 hai fondato la tua webtv: la RoxyBarTv. Sì esatto, per vederla dal computer basta collegarsi a www.roxybar.tv oppure si può scaricare l'applicazione tramite smartphone o tablet. Quello che io faccio è parlare di arte e di cultura: in ogni programma racconto delle storie, cercando di suscitare nello spettatore la curiosità di scoprire ciò che non sa. Al Roxy Bar invito sempre molti artisti pronti ad esibirsi senza sapere bene di preciso cosa succederà durante la diretta: si improvvisano duetti, rimpatriate, chiacchierate… tutte in nome della musica. Vi aspetto quindi sul web, dove la musica è davvero libera! E poi ci troveremo come le star, a condividere un post dal Roxy Bar...

RED RONNIE


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MEMORIALE

Desirè Sara SERVENTI 100passijournal desiresaraserventi@hotmail.it

RICORDANDO

PEPPINO IMPASTATO Che cosa ha rappresentato per l’Italia Peppino Impastato? Lo abbiamo chiesto a Pietro Grasso, Presidente del Senato, Toni Capuozzo, giornalista, Gianluca Perilli vicepresidente I Commissione sicurezza e lotta alla criminalità ed a rappresentanti del mondo della cultura e dell’informazione.

C mag | Cultura | Giugno 2015

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oraggioso, ribelle verso ogni forma di illegalità, tutore dei più deboli, e soprattutto un siciliano che voleva essere libero, svincolato da ogni forma di sottomissione, ecco chi era Peppino Impastato, un giornalista, un poeta, un attivista, che ha fatto dei propri ideali la sua ragione di vita. Peppino per quel periodo storico rappresentava un rivoluzionario, che non temeva niente e nessuno, e questo è stato ben evidente nella sua lotta contro la mafia, una guerra aperta verso Cosa Nostra dichiarata senza alcun timore, attraverso la pubblica denuncia dei numerosi traffici illeciti e dei collegamenti con la politica. Peppino Impastato era un giovane di Cinisi, proveniente da una famiglia di mafiosi, ma nonostante ciò ha combattuto contro tutto e contro tutti, contro quel mondo di tradizioni omertose nel quale era cresciuto. Peppino ha sempre portato avanti la sua battaglia con onore, senza mai abbassare lo sguardo, o cedere a compromessi. Ciò che di questa vicenda fa sicuramente scalpore è il fatto che la famiglia Impastato fosse una famiglia di origini mafiose, figlio e nipote di mafiosi. Peppino Impastato rappresentava dunque una minaccia per la sua stessa famiglia, dalla quale era visto come un traditore. Peppino era uno a cui il coraggio certamente non mancava, e lo dimostrò quando creò Radio Aut, dove tutta l’informazione girava proprio attorno alle azioni della mafia e in particolar modo alle vicende del boss Tano Badalamenti. Tutto però era raccontato in chiave satirica, espediente che gli consentiva di far ridere la gente, ma allo stesso tempo di denunciare senza esitazioni. Radio aut era difatti una trasmissione seguitissima, anche se, per timore delle conseguenze, nessuno andava a sbandierare il fatto di ascoltare una trasmissione radio, nella quale il boss Badalamenti veniva ridicolizzato, senza alcun genere di ossequioso rispetto. Invece Peppino aveva ben chiaro il concetto di rispetto, quello autentico, rispetto verso se stesso, rispetto verso gli altri e verso i più deboli, ai quali venivano espropriati i loro beni, le loro terre e le

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loro case, solo perché le attività della mafia potessero prosperare e fruttare. Peppino è stato un pioniere della ribellione, per molti giovani ha rappresentato quello che forse in tanti avrebbero voluto fare. Tuttavia per fare certe cose ci vuole coraggio, un coraggio di tipo eroico, quasi mitologico, una dote che purtroppo non hanno tutti, ma che a distanza di anni, si può dire a gran voce Peppino avesse. Peppino Impastato non riuscì a portare a termine la sua lotta alla mafia, in quanto venne ucciso barbaramente, e a commissionare l’omicidio fu proprio Tano Badalamenti. Peppino venne ucciso a sassate, e successivamente il suo corpo venne fatto saltare in aria con della dinamite nei binari ferroviari. L’intento era quello di macchiare la memoria di Peppino, facendolo apparire come un terrorista, rimasto vittima del suo stesso attentato. Un’accusa che è sempre apparsa inverosimile e incoerente, sia alla sua famiglia che ai suoi amici, i quali lottarono affinché la verità emergesse. La verità si fece attendere, anche se di fatto nessuno aveva alcun minimo dubbio su chi fosse il mandante dell’omicidio. Tano Badalamenti venne accusato da un pentito e condannato all’ergastolo. Peppino ha rappresentato una Sicilia pulita, che voleva liberarsi della polvere dell’ingiustizia e dell’illegalità. A rispondere alla domanda che ho posto in occasione dell’anniversario della sua morte su ciò che ha rappresentato Peppino Impastato per l’Italia, il Presidente del Senato della Repubblica Pietro Grasso, il giornalista Toni Capuozzo, il consigliere regione Lazio e vicepresidente I commissione sicurezza, lotta alla criminalità Gianluca Perilli del M5S, il regista Massimo Coglitore, la fotografa nel mondo dello spettacolo, di eventi televisivi e cinema Sabina Filice, il regista Marco Limberti, il cantautore Lorenzo Vizzini, il regista Andrea Muzzi, l’editore presso C magazine Agostino D’Avino, l’attore Gianni Rosato, il blogger Iacopo Melio promotore della campagna di sensibilizzazione #vorreiprendereiltreno, e la cantante Sara Galimberti.

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MEMORIALE

C mag | Cultura | Giugno 2015

RICORDANDO PEPPINO

CHE COSA HA RAPPRESENTATO PER L’ITALIA

PEPPINO IMPASTATO?

Pietro Grasso, Presidente del Senato Peppino Impastato ha rappresentato e rappresenta tutti quelli che non si voltano dall’altra parte, che non cedono all’indifferenza, che si battono per un ideale. Sfidò la mafia a viso aperto, raccontandone i soprusi e mettendone in ridicolo i presunti “valori”. Lo fece senza risparmiarsi, sapendo benissimo che avrebbe potuto pagare con la vita il suo impegno per la legalità e l’amore per la sua terra. A distanza di molti anni il suo esempio è ancora in grado di infondere nei nostri cuori

la speranza di poter cambiare le cose ed è per questo che, nell’anniversario della sua uccisione, lo ricordiamo con affetto e gratitudine. Toni Capuozzo, giornalista Non so cosa abbia rappresentato Peppino Impastato per l’Italia, almeno prima dei Cento passi. Per me ha rappresentato la possibilità, pagata a caro prezzo, di essere liberi anche in un piccolo paese, a pochi passi dal boss. E ogni volta che ho sentito parlare di radio li-

bere, o risentito la canzone di Finardi, ho pensato a lui. Gianluca Perilli, vicepresidente I Commissione sicurezza e lotta alla criminalità Ha rappresentato la forza dirompente dell’esempio. Nulla è destinato a sopravvivere nell’eternità più di una vita consegnata al perseguimento concreto dei massimi valori di giustizia e legalità. Nessuna parola scritta, nessuna regola può ottenere quel che Peppino Impastato è riuscito a riaffermare con la concretezza delle sue azioni. La cultura della legalità, la sua diffusione mediante un linguaggio efficace e originale. Poi ha rappresentato il valore di una opposizione ad un destino personale e collettivo già scritto. Il coraggio di percorrere in direzione “ostinata e contraria” la propria esistenza abbandonando le proprie radici, recidendo taluni legami, perdendo per sempre taluni affetti.  Non si tratta tuttavia di una rinuncia o di una perdita ma di una scelta consapevole e coraggiosa, intrisa di uno smisurato senso di libertà. Marco Limberti, regista Quello che Peppino Impastato ha rappresentato per l’Italia è simbolizzato dalla frase che il suo personaggio, interpretato da Luigi Lo Cascio, dice ne I cento passi di Marco Tullio Giordana: “Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!” Credo che questa frase dovremmo ripeterla ogni giorno, ogni mattina davanti allo specchio, come se fosse un mantra. È il rischio più grosso che corriamo oggi, tutti, di abituarci. Agostino D’Avino, editore Peppino ha rappresentato la dignità assoluta del popolo italiano. Andrea Muzzi, regista Per me Peppino rappresenta un’Italia in cui vorrei vi-

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vere. L’Italia che ha dei valori, che si indegna, che non piega il capo. L’Italia coraggiosa che con orgoglio rivendica la propria onestà. Insomma Peppino rappresenta un’Italia dove mi piacerebbe far crescere i miei figli. Massimo Coglitore, regista Quando Peppino Impastato venne ucciso dalla mafia avevo solo 8 anni, ma il suo valore e il suo esempio riecheggiano ancora attorno a me. Un ragazzo straordinario, un esempio per tutte le generazioni, un coraggioso eroe solitario che si oppose alle organizzazioni malavitose. Un vero siciliano che voleva una Sicilia pulita, una terra di cultura, arte e amore e non terra di mafia. Impastato oggi è motivo di essere orgogliosi di essere italiani. Lorenzo Vizzini, cantautore Per me, che in Sicilia sono nato, Peppino Impastato è l’emblema del pensiero che vince sull’ignoranza, la forza della verità che scoperchia le menzogne del potere, uno dei volti più coraggiosi che ha restituito dignità alle brutture di questa terra, troppo spesso martoriata dai suoi stessi figli. Sono stato a Cinisi proprio l’anno scorso, a visitare la sua casa: le pareti sprigionavano dolore sì, ma soprattutto vita, progresso, futuro e questa è la risposta migliore che il tempo abbia potuto restituire a Peppino. Gianni Rosato, attore Penso che se Peppino fosse vissuto con Internet, avrebbe compiuto imprese straordinarie. Non si sarebbe certo chiuso in casa davanti al computer, ma avrebbe continuato a incontrare le persone e a condurre le sue inchieste in mezzo alla gente. Adorava stare con gli altri. Forse avrebbe aperto un sito, ma avrebbe certamente sfruttato tutte le potenzialità della rete mantenendo il suo stile di giornalista puro, schietto, sincero e diretto. L’icona di Impastato non può dunque in alcun


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MEMORIALE

modo, essere mercificata. Questa è un’importante vittoria che va in questa direzione, ma c’è ancora molto da fare per tenere viva la memoria di coloro che sono morti combattendo la mafia. Ci sono binari da cui non si può deragliare. Eppure capita, si deraglia. Ecco cosa significavano, metaforicamente parlando, i resti del suo corpo vicino alla strada ferrata: un deragliamento. Il deragliamento di Impastato risultava intollerabile pur essendo una pura e semplice rivolta generazionale, almeno all’apparenza. Ma non in Sicilia, non a Cinisi, non in quegli anni. Rappresentava, rappresenta l’eccezione che non conferma la regola. La prova provata della falsità di uno dei proverbi più tossici della tradizione siciliana: “Chi nasce tondo non può morire quadrato”. La storia di Peppino Impastato, per chi se la sente sta a smentire proprio la favola dell’irredimibilità che rende i siciliani prigionieri del loro destino apparente: chi nasce tondo può benissimo morire quadrato. Sabina Filice, fotografa Ci vuole una forte dose d’incoscienza e di forza morale per affrontare un simile destino, perché non è solo sfidare la morte, ma anche la tua famiglia e i tuoi cari. Insomma mettersi contro tutti. Quello che Peppino ha rappresentato è la parte della società civile che ogni giorno lotta e si spende per garantire a tutti pari dignità e rappresentanza, come Libera per esempio. Sarebbe bello che tale spirito fosse espresso anche nella nostra classe dirigente. Iacopo Melio, blogger Impastato è uno dei miei maggiori, se non il più grande, punto di riferimento. In quanto aspirante giornalista, mi auguro di potermi avvicinare anche solo un poco alla sua onestà intellettuale, non solo denunciando ciò

RICORDANDO PEPPINO che c’è di sbagliato e che troppo spesso non viene evidenziato perché sarebbe scomodo, ma anche dando voce a chi per troppo tempo non ne ha avuta. Credo che sia stato una figura importante per la sua ostinata ribellione verso un sistema ingiusto è colluso. Ci ha insegnato che le idee sono libere e che nessuno potrà mai realmente ingabbiarle. Ci ha lasciato il coraggio di portare fermamente avanti quello in cui crediamo, se lo riteniamo giusto, perché per un giusto ideale può valer la pena anche morire. Sara Galimberti, cantante Peppino Impastato è stato un uomo che è vissuto e morto per la libertà. Si rimane sbalorditi dinnanzi al suo immenso coraggio nel raccontare, combattere e testimoniare una realtà così scomoda e drammatica. Ricordarlo e non dimenticarlo significa in qualche modo ricordare a noi stessi l’importanza di valori quali il coraggio e la libertà e far sì che la sua stessa vita ed il suo impegno non risultino vani. C’è una frase di Peppino Impastato che mi ha particolarmente colpito ed è questa: “Bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza, aiutare a riconoscerla e difenderla. Credo che in questa frase sia racchiusa la vera essenza della “missione” di Peppino Impastato e che sia inoltre un bellissimo messaggio. Saper riconoscere la vera bellezza, aiutare gli altri a riconoscerla laddove si è perso il senso della realtà e custodirla, difenderla come un vero patrimonio, credo sia un atto di vera umanità, di civiltà ed un messaggio davvero rivoluzionario e senza tempo. Tante altre cose si potrebbero aggiungere riguardo Peppino Impastato, un uomo che si è battuto con coraggio e senza paura contro tutto e tutti per portare avanti la legalità e la libertà.


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A SPASSO IN EUROPA

Guillermo ALLEN-SCHULTZ

I MAGNIFICI QUATTRO 1

CASTELLO DI BRAN

TRANSILVANIA

SULLE TRACCE DI DRACULA

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a Transilvania, regione storica che costituisce la parte nordoccidentale e centrale della Romania, è sicuramente una delle zone più affascinanti, romantiche ed esuberanti dell’Europa ed il vero gioiello nella corona di un Paese che in pochi anni ha subito una svolta storico-sociale profonda e oggi si presenta come una destinazione che sa sorprendere i suoi ospiti per la sua freschezza e ricchezza naturalistica, culturale e spirituale, una terra di estremi posta a confine tra il mondo occidentale e quello orientale. Situata al di sopra dei Carpazi meridionali, la Transilvania è caratterizzata da un paesaggio di straordinaria bellezza -custodisce dei veri paradisi dalla natura incontaminata come il Parco Nazionale

Retezat, l’Oltenia o la Grotta di Scarisoara-, e da alcune delle città medievali meglio conservate nel Vecchio Continente. Avvolta in mille leggende e misteri, il nome di questa terra, però, rimane e rimarrà per sempre ineluttabilmente legato nell’immaginario collettivo al suo ambasciatore più… illustre, il Conte Dracula. Vlad III Dracul -ecco il vero nome del “principe delle tenebre”- fu un nobile che dominò la Valacchia dal 1456 al 1462, terrorizzando i suoi nemici con le sue efferate crudeltà (basta sapere il suo sopranome: “Tepes”, ovvero “l’Impalatore”) e divenne fonte d'ispirazione per lo scrittore irlandese Bram Stoker che lo rese immortale nell’omonimo capolavoro del 1897.

Affascinante e bohémien, è la principale città dellaTransilvania per importanza culturale e commerciale e si trova quasi a 170 chilometri da Bucarest. Situata a sud della regione, si presenta immersa nella natura a causa della sua particolare posizione che ha facilitato lo sviluppo in direzione nord-est, mantenendo intatta la delimitazione nelle rimanenti direzioni ove si affacciano boschi fitti di alberi. Fondata dai cavalieri teutonici nel 1211 e fortificata dai Sassoni, è un dedalo di stradine, facciate barocche e guglie gotiche. La pittoresca cittadella medievale è circondata da mura costruite nel Quattrocento, alte 12 metri, lunghe 3 chilometri e con 7 bastioni, e qui si trovano la Chiesa Nera, la più grande chiesa gotica in Romania, la Strada Rope o Sforii, la via più stretta d’Europa che collega via Cerbului con via Poarta Schei e la bellissima Cattedrale di San Nicola.

Conosciuto ai più come il Castello di Dracula, è la fortezza più famosa e visitata della Transilvania e si trova a Bran, tra i monti Bucegi, a pochi chilometri dalla città di Brasov. Costruito nel Trecento da Ludovico I D’Angiò come posto di guardia, è arroccato su una parete rocciosa all’interno di una stretta gola. Questo ambiente drammatico e spettacolare ha aiutato ad accrescere l’alone di mistero e di leggenda che avvolge l’intera fortezza. L’architettura del castello si è evoluta nel corso dei secoli ma sono i caratteri gotici, le scalinate strette e tortuose, le camere a graticcio, i passaggi sotterranei e le quattro imponenti torri che gli conferiscono un sapore misterioso e affascinante. Il castello, che oggi ospita il Museo di Arte Medievale, incarna la vivida immaginazione dell’autore irlandese che, pur non avendolo mai visto, lo inserì perfettamente nel suo romanzo.

BRASOV

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A SPASSO IN EUROPA

3 SIGHISOARA

Una delle città più belle e turistiche del Paese grazie al suo particolare patrimonio architettonico. Fondata nel 1190 dai Sassoni sul’antico insediamento romano Cibium, era la più ricca delle 7 cittadelle murate e si trovava lungo la strada del commercio tra Oriente e Occidente. Diviso in Città Alta e Bassa, il suo incantevole centro storico ha strette e ripide strade su cui si affacciano edifici del XVII secolo dai caratteristici tetti a timpano, vaste piazze e torri di difesa. Nella Città Alta si trovano la Piazza Grande, con la chiesa barocca romano-cattolica, la Torre del Consiglio e il Palazzo Brukenthal in stile tardobarocco, la Piazza Piccola, fiancheggiata da negozi e caffetterie, e Piazza Huet dove si trovano diversi edifici gotici e la Cattedrale evangelica. La Città Bassa è collegata alla parte superiore dal Ponte delle Bugie, primo ponte in ferro battuto della Romania.

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TRANSILVANIA

LA LEGGENDA

Città-fortezza, tra le pochissime abitate in Europa e dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, è la città più romantica della Romania grazie al suo grazioso borgo medievale, piazze caratteristiche e antiche mura. Fondata dai Sassoni nel XII secolo, raggiunse il suo massimo splendore nel XV secolo quando diventò una città libera. Questo gioiello architettonico ha 9 torri delle 14 originarie, possenti bastioni, case medievali ed un magico mix di tortuose viuzze acciottolate, ripide scalinate e piazzette appartate. Da non perdere la casa di Vlad Dracul, dove è nato nel 1431, la Chiesa del Monastero Domenicano tardogotico, la Chiesa gotica sulla collina -raggiungibile con la Scala Studiosi in legno rivestito e al cui interno sono conservati delicati affreschi quattrocenteschi- e la Torre dell’Orologio, chiamata anche Torre del Consiglio poiché ospitava le assemblee cittadine.

SIBIU

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LA MORTE DI

VLAD TEPES La data esatta della sua morte è sconosciuta, ma è quasi certo che egli morì prima tra il 26 novembre e il 31 dicembre 1476 (alcune fonti riportano il 14 dicembre come data più probabile). L'ubicazione è sconosciuta, ma sembra si tratti di un luogo lungo la strada tra Bucarest e Giurgiu, e anche le circostanze della sua morte sono avvolte nel mistero. Secondo alcuni studiosi venne ucciso per sbaglio perché scambiato per un turco, secondo altri ucciso dagli ottomani durante una battaglia e la sua testa tagliata ed inviata insieme alla sua spada a Costantinopoli come un macabro trofeo di guerra. Un'altra ipotesi, priva però di prove, sostiene invece che Vlad Tepes sarebbe stato fatto prigioniero a Costantinopoli, riscattato poi dalla figlia, al sicuro in Italia, e infine sepolto nella chiesa di Santa Maria la Nova presso Napoli. Non si conosce il luogo dove vennero inumati i resti di Vlad Tepes: la tradizione vuole che quando la testa di Vlad fu portata a Costantinopoli, il suo corpo venne sepolto senza cerimonie dal suo rivale, Basarab Laiota, nel monastero di Comana. Solamente a partire dal XIX secolo si è sparsa la voce che Vlad sia stato sepolto nel monastero di Snagov, su un'isola, nel bel mezzo di un lago situato a trentacinque chilometri a nord di Bucarest. Studi archeologici sul sito, avvenuti nel 1933, hanno portato alla scoperta che la presunta tomba di Vlad è completamente vuota. In un'altra tomba scoperta nel monastero venne rinve-

nuto un corpo con indosso abiti sontuosi ed un anello con il simbolo del dragone. Tale corpo, data la presenza della testa, non è certamente quello di Vlad III. Secondo alcuni studiosi è probabile che il corpo di Vlad Tepes sia stato bruciato; secondo altri che sia stato smembrato dai turchi sul campo di battaglia oppure ad Istanbul.

Interno monastero Snagov


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AMICI ANIMALI

C mag | Uomo e Natura | Giugno 2015 101 Nicoletta by Dog's

all'aperto, veniva fatto entrare in casa solo nelle notti più fredde e comunque solo per riscaldare l'uomo che talvolta lo ospitava anche nel suo letto. Per cui il cane era diventato un indicatore dell'intensità del freddo tanto che si diceva: “Fa un freddo cane”, o “Fa un freddo per due cani”... e da cui il modo di dire usato anche da noi. “Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino” nasce dal fatto che, in passato, il lardo veniva tagliato sul tagliere con la lama a mezzaluna, taglio fatto a ritmo veloce, da mani esperte. Sicuramente il gatto di casa, attratto dal profumo del lardo, allungava la zampetta per rubarne qualche pezzo. Dai e dai ci sarà stato certamente qualche gatto che ci “ha lasciato la zampina”.

“NUN C'È TRIPPA PE' GATTI” L

a nostra bella lingua italiana è talmente ricca che quando ci troviamo di fronte ad inutili parole prese in prestito da altri idiomi ci viene voglia, almeno ad alcuni di noi, di usare apposta parole ormai in disuso. E cosa dire di tutti quei modi dire che sono eredità del passato che pronunciamo spesso senza chiederci da cosa derivano, del perché sono diventati di uso comune? Per non allontanarmi troppo dal tema “a quattro zampe”, sapete per esempio da cosa deriva il detto “Non c'è trippa per gatti”? Sembra che risalga ai primi del

'900, quando era Sindaco di Roma Ernesto Nathan. Mentre analizzava il Bilancio Comunale si accorse che una notevole spesa era destinata all'acquisto mensile di trippa destinata a sfamare i gatti che servivano a dare la caccia ai topi, che in quell'epoca infestavano il Campidoglio. Considerata eccessiva la spesa venne depennata. Così venne riportata sul libro del Bilancio la frase che poi passò alla storia: “Nun c'è trippa pe' gatti”. E “Fa un freddo cane”? Sembra derivi essenzialmente dal fatto che, nei popoli artici il cane, abituato a vivere

Ma non è solo la nostra lingua ad essere ricca di modi di dire e di arzigogoli verbali sugli animali. Qualche anno fa, in Messico, nella cittadina di Xalapa, vennero affissi manifesti elettorali in occasione delle elezioni comunali che, sulla falsariga della campagna presidenziale di Barack Obama, citavano: “Yes, we cat”. Un simpatico gatto bianco e nero era stato candidato sindaco. “El candigato” prometteva di liberare la città dai topi, di dormire a lungo e di fare le fusa per tutti i cittadini, senza alcuna distinzione. Morris, il suo vero nome, fu il portavoce dell'insoddisfazione dei cittadini, il simbolo naturalmente non comparve sulla scheda elettorale ma i cittadini che volevano esprimere una protesta verso i candidati reali scrissero il nome del micio sulla scheda stessa. “I candidati qui non mantengono quasi mai le loro promesse. Il nostro candidato promette di dormire, mangiare, sbadigliare e giocare ed è proprio quello che farà se vincerà le elezioni”. Nel nostro Bel Paese dove, in occasione delle elezioni, non mancano certo i simboli che affollano le schede elettorali, non ci starebbe certo male quello di un

“candigato”, l'unico che manterrebbe senza ombra di dubbio le sue promesse elettorali e per il quale la voce in Bilancio della “trippa” ci costerebbe senz'altro meno di quella che sosteniamo oggi per i nostri politici. C'è da pensarci...


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AMICI ANIMALI

ilarianazaret@tiscali.it

UN AIUTO… A DUE ZAMPE

L’IMPORTANZA DEL VOLONTARIATO

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n questo numero vorrei dedicarmi a parlarvi del volontariato, di quanto anche un nostro piccolo gesto o una giornata a settimana tolta dal nostro tempo possa essere davvero importante per aiutare i nostri amici a 4 zampe. Potete organizzarvi dedicando una giornata o più giornate al volontariato in un canile o un rifugio dove tanti cagnolini o gattini potranno essere aiutati grazie alla vostra collaborazione. È davvero semplice! È sufficiente informarvi dove si trova un canile più vicino a voi o un rifugio contattarlo e chiedere per fare volontariato. Solitamente si deve frequentare un corso di qualche giorno che vi prepara

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Ilaria NAZARET

ad interagire con gli animali organizzato dal personale addetto del rifugio stesso o canile. Dopo qualche giornata di affiancamento di un volontario più esperto siete pronti per iniziare. Potrete dare la vostra disponibilità di giorni ed orari e mettendovi d’accordo con il personale addetto potrete iniziare a fare volontariato. È un’esperienza davvero unica che vi permetterà di aiutare tanti animali bisognosi che aspettano solo una carezza, di fare una passeggiata o semplicemente di avere un contatto con voi. È proprio lì che nasce un forte legame con gli animali di cui vi prenderete cura

e vi rendete conto di come anche una sola giornata del vostro tempo possa cambiare la vita di un animale arricchendola. Ogni giorno imparerete qualcosa di nuovo che vi aiuterà a capire meglio come comportarvi nei confronti degli animali che dovrete accudire poiché ognuno di loro ha un carattere e non sempre possiamo comportarci allo stesso modo con tutti, anzi, dobbiamo modulare le nostre azioni e adattarle a seconda di chi abbiamo davanti. Tornerete a casa arricchiti fieri e orgogliosi di ciòc he fate e vi renderete conto di come un vostro gesto, uno sguardo verso un cane o un gatto abbandonato possa arricchirgli la vita dandogli uno spiraglio di luce e di forza perché avranno qualcuno su cui fare riferimento. Purtroppo spesso molti canili sono sovraffollati e i volontari che ci sono non ce la fanno a dedicare tempo ad ogni singolo animale ed è proprio per questo che… più siamo, meglio è!

Vi invito a vivere questa grande esperienza che può solo che arricchirvi, anche noi abbiamo bisogno di volontari! Se volete dedicarci una giornata del vostro tempo contattatemi al numero 331.5482558 o su ilarianazaret@tiscali.it Abbiamo bisogno anche di ANTIPARASSITARI, COPERTE e CIBO UMIDO E SECCO. Grazie per ciò che farete! Nel nostro progetto “Angeli a 4 zampe” aiutiamo cani abbandonati che hanno bisogno di riparo, sostegno emotivo e cure. Per questo qualsiasi cosa avete da donare -cucce, coperte, cibo e medicine- lo accettiamo molto volentieri, anche donazioni che ci permettono di salvare tante vite. Contattatemi! Ilaria Nazaret 331.5482558 - ilarianazaret@tiscali.it


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AMICI ANIMALI

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Ignazio PUMILIA

tra le mie amicizie, posso annoverarne una che per me rappresenta motivo di grande vanto, quella con Enzo Salvi. Ancora una volta, una amicizia che scaturisce dalla comune passione per gli animali. Enzo Salvi è una persona speciale che nonostante sia una figura di spicco nel mondo dello spettacolo ha una tale carica di umanità che travolge tutti coloro che hanno la fortuna di conoscerlo. Posseggo due dobermann, un pappagallo, dieci gatti e parecchi volatili.

ignazio.pumi@gmail.com

CONOSCIAMO

IGNAZIO PUMILIA IL VETERINARIO DEL C MAG SI PRESENTA AI LETTORI

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ari lettori,

Mi chiamo Ignazio Pumilia, ho 34 anni e vivo a Marsala, una bellissima città lagunare della Sicilia occidentale che guarda verso le tre perle del canale di Sicilia: Favignana, Levanzo e Marettimo. Mi sono laureato in Medicina Veterinaria presso l'Università di Messina e specializzato in Patologia Aviare presso l'Università Federico II di Napoli. Indubbiamente devo la scelta della branca specialistica al mio mentore, dott. Massimo Natale, considerato uno dei più grandi ornitologi di fama mondiale. Sono un esperto in endoscopia e chirurgia mininvasiva per cani, gatti, animali esotici e da zoo e svolgo attività

di formazione nel settore della medicina veterinaria, per conto della SIVAE (società italiana veterinari animali esotici). Scrivo per la rivista "Alcedo ornitologia e natura" di cui sono responsabile veterinario e mi occupo della direzione sanitaria del "Bioparco di Sicilia" a Carini (PA). Svolgo la mia attività presso il "Centro Veterinario Araba Fenice" di Marsala, di cui sono uno dei titolari, e presso altre strutture veterinarie siciliane. Mi capita spesso di tenere sotto controllo sanitario anche diverse collezioni di volatili sul territorio nazionale.

La mia passione nasce fin da piccolo o forse era già nel mio DNA, infatti, ricordo quante volte per gioco prendevo le medicine da casa per curare i gatti del giardino. I miei regali preferiti erano sempre animali, dagli uccellini ornamentali ai pesci rossi, alle tartarughe, anatroccoli, criceti, camaleonti. A nove anni, finalmente, è però arrivato il regalo più desiderato da sempre, un cucciolo di Alano nero proveniente da uno degli allevamenti più importanti di allora. Anche se cucciolo era grande quasi quanto me. La felicità e la simbiosi con il mio Dolf fu però di breve durata, infatti, dopo esattamente quattro anni mi fu portato via da una malattia incurabile, flagello di tutto il bacino del mediterraneo, la Leishmaniosi. Il dolore, in quel momento, fece esplodere in me tanti dubbi esistenziali che mi portarono a riflettere sull'esistenza dell'anima dopo la morte degli animali. Crescendo, tutte queste esperienze mi guidarono verso la scelta sicura della mia facoltà universitaria. Dopo la specializzazione ho avuto l'onore di conoscere due colleghi che considererò sempre i miei grandi maestri: i dottori Paolo Selleri e Tommaso Collarile del CVS di Roma. Con loro sono cresciuto professionalmente e grazie alla passione comune per la musica e per gli animali è nata una fraterna amicizia. Da alcuni anni,


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Yolanda FUERTES GARCÌA

SOCIALE

@fuertesgarcia_y www.looksplanet.org

Tavola di ZeroCalcare per la campagna #soffiamoviagliabusi

IL MURO DEL CANTO #soffiamoviagliabusi

“Erano tutti figli come noi. C’hanno lasciato tanto da lottare. Le lacrime di ieri sò rimaste qua…” “Figli come noi” è il brano che Il muro del canto ha voluto dedicare alla battaglia di ACAD -Associazione contro gli abusi in divisa-, che da anni si spende senza sosta insieme alle famiglie delle vittime, un lavoro svolto in tutta Italia con coraggio, per sostenere e aiutare materialmente e psicologicamente chi cerca giustizia per i propri cari. Uno strumento collettivo per scuotere le coscienze e rompere la passività su una piaga così dirompente nel nostro Paese. Ne parliamo con Ludovico Lamarra, bassista della band che incarna la voce della Roma ribelle, che non si rassegna. La Roma (e l’Italia) di cui sentirsi fieri in tempi di sfiducia e incertezze.

#Soffiamoviagliabusi. Un hashtag che rappresenta un esempio di coerenza e onestà morale ed artistica con il quale Il muro del canto e ACAD chiamano a raccolta quanti vorranno aderire a quest’iniziativa perché “se ritornerà la bestia umana, la gente tutta unita la combatterà”. Un soffio che può avere la forza di un uragano. “Quando abbiamo scritto questo pezzo ci siamo resi conto che era riduttivo abbandonarlo in un disco, ci siamo confrontati e abbiamo pensato che era fondamentale metterci la faccia poiché esistono temi di fronte ai quali prendere una posizione diventa un’urgenza morale e gli abusi compiuti dalle forze dell’ordine nel nostro Paese sono sicuramente uno di quelli. Le ultime inchieste giornalistiche e tutte le vicende balzate agli onori della cronaca mettono davanti ai nostri occhi un autentico allarme, oltre che una vergogna per un Paese che vuol essere chiamato civile”. Un fenomeno sempre controverso anche per gli interessi di parte chiamati in causa, spesso puramente corporativi. “Proprio per questo non lasciare sole le famiglie vittime degli abusi e di svincolarsi in modo netto dalla tipologia di dibattito schierato a cui si è assistito

finora era il nostro obiettivo fondamentale. Non possiamo dimenticare che i morti ammazzati da chi commette un abuso della propria divisa sono, appunto, “figli come noi”. Molto spesso giovani lasciati su “brande d’ospedale, morti pe’ la strada o all’autogrill”. “Vogliamo sottolineare che queste vittime non devono avere un’appartenenza sociale, un colore politico. Così abbiamo pensato che l’unica risposta possibile per affrontare il tema fosse quello di mettere al centro del progetto i soggetti superstiti: le famiglie”. Perché troppo spesso dimentichiamo che l’unico soggetto al centro dell’attenzione della comunità dovrebbero essere soltanto loro. Il video di “Figli come noi” nasce proprio con questa finalità: riunire su un set, per la prima volta, un numero elevato di famiglie e di affiancarle ad esponenti del mondo del cinema, del giornalismo, della musica e della televisione: Michele Alhaique, Assalti Frontali, Luca Bertazzoni, Chef Rubio, Valerio Di Benedetto, Giulia Bosetti, Donpasta, Stefano Fresi, Elio Germano, Ignazio Oliva, Tommaso Piotta, Boris Sollazzo e Zerocalcare, che per l’occasione ha realizzato una tavola inedita, copertina di “Figli come noi”.


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SOCIALE “Abbiamo costruito con ACAD una sceneggiatura condivisa, insieme anche a Marcello Saurino (già regista per Il muro del canto e Assalti frontali de “Il lago che combatte”), il quale ha fatto un lavoro straordinario, così come il resto della troupe”. C’è stata anche l’adesione sentitissima della famiglia Sandri, non supportata da ACAD: nel video le cuffie da DJ riprese in una sequenza sono quelle di Gabriele Sandri. “I genitori ci hanno chiesto espressamente: usatele”. Tutti quelli che hanno lavorato a questa iniziativa lo hanno fatto in modo del tutto gratuito. “L’obiettivo è quello di raccogliere fondi attraverso la vendita del brano e un aspetto molto significativo è il fatto che l’intero ricavato dalla vendita digitale di “Figli come noi” sarà destinato al fondo per le spese legali di ACAD, compresa la percentuale della nostra etichetta Goodfellas, che in questo modo si unisce all’iniziativa, così come il compenso della band”. Un percorso di crescita artistica ed emozionale in cui è molto difficile -anzi, impossibile- “scegliere” un solo caso. “Ci sono moltissime storie tragiche che rimangono sconosciute, storie struggenti con le quali è difficile confrontarsi, molte volte anche per il modo attraverso il quale sono raccontate: o molto politico -per cui ci si schiera con le forze dell’ordine o con le vittime a seconda dello schieramento politico d’appartenenza-, oppure in modo corporativo. Infatti non potremmo sceglierne una. Alle riprese hanno partecipato Magherini, Brunetti, Budroni, Cucchi, Serra (nipote di Francesco Mastrogiovanni), Bianzino, Sandri, Zotti (moglie di Vito Daniele), Antignano (mamma di Daniele Franceschi), Bifolco, Ferrulli, Casalnuovo e l’avvocato Anselmo (che cura le cause di quasi tutte le famiglie di ACAD)… Prima, durante e dopo le riprese abbiamo vissuto delle

#SOFFIAMOVIAGLIABUSI grandissime emozioni. In modo spontaneo, profondamente umano è nata una rete di contatti e di professionalità con il fine di portare avanti questo progetto. Perché le famiglie vogliono soltanto giustizia. La verità”. Una decisione dettata dalla coscienza nei confronti di un argomento che è necessario far emergere nell’opinione pubblica italiana. “Guardate il video. Abbiate il coraggio di sostenere gli occhi dei familiari quando soffiano -i loro sguardi già raccontano tanto-, di spogliarvi dei vostri ruoli, come abbiamo fatto tutti noi mescolandoci ai familiari, al di là delle nostre attività. Riscopriamoci comunità per poter affrontare in modo maturo un tema che fino ad oggi non è mai stato affrontato in modo corretto per interessi di parte”.

www.acaditalia.it www.ilmurodelcanto.com AcadOnlus Il Muro del Canto

“Figli come noi”


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INTERVISTA

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Desirè Sara SERVENTI desiresaraserventi@hotmail.it Foto: Flavio DI PROPERZIO

nato ad andare avanti. Sono cresciuta con la musica fino a quando non sono andata a Roma a studiare canto, e ho intrapreso una strada prettamente artistica. Tu rivisiti principalmente le canzoni dei grandi artisti, come mai questa scelta? Diciamo che ci sono tanti artisti che amo, e di cui mi sono dilettata da sempre a cantare le loro canzoni, da Aretha Franklin, Whitney Houston e tanti altri. La mia rivisitazione di alcuni brani nasce da una grande stima per questi big, ma ho fatto anche degli inediti, e li ho portati in un grande tour con Rtl 102.5 in tutta Italia, poi dopo il programma televisivo The Voice of Italy, un altro inedito “Salto nel vuoto” scritto da Gianluca Falcone con il relativo video diretto da Michele Conidi, e poi c'è il mio cd animalista, visto che sono vegana, dove canto quattro brani inediti dedicati interamente agli animali scritti da Pierpaolo Cirillo.

TALENTO E SIMPATIA

ROBERTA ORRÙ Un talento e una simpatia che coinvolge il pubblico in tutti i suoi concerti

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l pubblico viene trascinato dalla sua musica con grande entusiasmo e partecipazione. Roberta Orrù è una cantante che si sta facendo spazio nel mondo della musica e sta riscuotendo un grande successo non solo per le sue doti canore ma anche per la sua simpatia.

Vuoi parlare del tuo esordio nel mondo della musica? Ho iniziato a cantare quando avevo 4 anni e ho vinto allora il mio primo concorso, e non mi sono più fermata. La famiglia da parte di mia madre in Sardegna, è composta da soli musicisti, e i miei mi hanno sempre spro-

Qual è il genere musicale che prediligi? Io amo il genere pop rock, ma sono molto versatile. Vuoi parlare del tuo concerto? Ho cantato tutti i brani che hanno rappresentato la mia crescita musicale a partire dalla mia adolescenza ad oggi, vedere la gente che sta lì per te non ha prezzo questo è ciò che ti fa felice, non c'è nient'altro. Cosa dici riguardo i tuoi abiti? Nel concerto i miei abiti sono stati davvero strepitosi, e per questo devo ringraziare Impero Couture e il presidente Luigi Auletta. Impero Couture è il brand dell'abito per le occasioni speciali, e questa lo era, sono stati degli abiti speciali che hanno accompagnato e arricchito con straordinaria eleganza ogni mio brano. I tuoi prossimi impegni?

Innanzitutto ci sarà un tour che probabilmente inizierà a giugno che mi porterà a girare un po' tutta l'Italia, e per questo ringrazio il mio manager Luca Pacelli. A breve inizierò ad incidere il secondo cd animalista che come il primo uscirà anche in Danimarca, Francia, Spagna, forse un singolo e un lavoro importante di cui utilizzo la frase tipica top secret. Per quanto riguarda Roberta Orrù si può dire che la sua è una carriera brillante.


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Yolanda FUERTES GARCÌA

INTERVISTA

@fuertesgarcia_y www.looksplanet.org

GARY LOW

IL RE DEGLI ’80 TORNA CON “BAILAME ASI”

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na decade indimenticabile, base della nostra cultura moderna. Ed un nome legato a “lei”: Gary Low. Protagonista assoluto dello spaghetti dance degli ‘80, questo romano dal sangue spagnolo -è figlio del cantante dei mitici Los Paraguayos- aveva 6 anni quando calcò per la prima volta un palcoscenico a Johannesburg. Così ebbe inizio una carriera piena di successi evergreen che non si è mai fermata: You are a danger e I want you, con più di dodici milioni di copie vendute in tutto il mondo, poi la consacrazione con Go on, La colegiala -più di sette milioni di copie-, I wanna be with you, Niña, Rien ne va plus, How Much… Dischi d’oro e platino e svariati riconoscimenti internazionali, fra cui il “Premio Personalità Europea” ricevuto in Campidoglio. Cantante ma anche musicista, pittore, poeta, modello e disegnatore, il suo fascino non fa altro che crescere quando si ha la fortuna di averlo davanti. Il Re degli ’80 è tornato. Lunga vita al Re.

Gary, è da anni che ti esibisci con enorme successo in serate dedicate agli anni ‘80 ma adesso torni “in prima linea” con “Bailame asi”. La domanda è d’obbligo: perché ci hai fatto aspettare così tanto tempo? (Ride) Ci vogliono sempre i tempi giusti e una mente libera di problemi e impedimenti. C’è stato un periodo in cui la musica anni ‘80 è stata al massimo dei suoi livelli,

fino all’arrivo della techno. Ma negli ultimi tempi questa decade -la migliore, a mio avviso- sta andando di moda, è ormai da 8 anni che faccio queste serate vintage in tutto il mondo! Mi accorgo sempre più spesso che la gente che viene a vedermi non ha 40 o 50 anni, ma 25 o 30. E tanti altri artisti hanno notato la stessa cosa. Inizialmente pensavo che fossero i figli di quelli che mi seguivano prima, invece no! In tanti si sono stancati del rumore che, dal punto di vista musicale, spesso si fa oggi e hanno cominciato a spingermi… E che cosa ha fatto scattare la scintilla di questo tuo attesissimo ritorno? Tempo fa subì un intervento chirurgico che mi diede l’ispirazione per fare un video intitolato “Spanish Titanium” -perché mi misero un piccolo pezzo di titanio sulla spalla!- e lo misi su YouTube, devo dire che senza alcuna pretesa. Ma quest’esperienza mi fece riflettere: ho un pubblico definito che posso raggiungere e per fortuna il fisico mi accompagna! (ride)… quindi perché io non devo fare ciò che amo, ciò che mi piace, indipendentemente dal mercato e dalla promozione? È così è nato “Bailame asi”, che in Spagna sta riscuotendo un grande successo, mi sta dando molte soddisfazioni. Un brano accattivante che ci racconta una bella storia d’amore...

La canzone è dedicata a una donna che mi piace e dice “Bailame asi, llename de besos, ensename tus pasos”, cioè, insegnami a ballare, riempimi di baci e insegnami i tuoi passi, anche in un senso profondo perché quando a fianco hai una persona che ti ama, questo ti regala la possibilità di imparare a camminare sicuro, di inseguire una strada meravigliosa. Anche il videoclip avrà un sapore tutto spagnolo! Non a caso l’abbiamo girato con una ballerina flamenca in un vero tablao –palcoscenico tradizionale per le esibizioni di ballo e musica flamenca, ndr-. La seconda parte del videoclip, invece, è stata girata in una discoteca stile anni ’80 a Barcellona, un posto fantastico che è rimasto proprio com’era in quel periodo!

Grecia. Quindi il tour estivo sarà anche un’opportunità stupenda per promuovere il nuovo brano, perciò farò molti eventi nel nostro Paese. E un artista come te, con un curriculum a tutto tondo, cosa pensa dell’attuale panorama musicale, ormai invaso dai talent? Devo confessarti che non concepisco e non amo le gare di canto, per me non hanno senso. La musica è una questione di gusti, ognuno sceglie quello che vuole, dal funky al soul, dal rock alla musica classica… Non si possono fare gare di persone che devono emozionare le persone, è tutto finto quando viene ripreso da una telecamera, è tutto programmato, una sorte di finzione. Il vero successo è quello del pubblico. Parola di artista. Parola di Gary Low.

È cambiato molto il tuo rapporto con il pubblico dopo tanti anni carriera e tanti successi mondiali? Per niente, è sempre lo stesso! Il pubblico è fatto di persone che ti vogliono bene, che vengono a vederti, ti ammirano e si aspettano emozioni da te. Le mie canzoni fanno parte della loro storia, quindi il concerto è un premio per loro ma soprattutto per me. Non importa il numero di persone che hai davanti ma il fatto che sia un pubblico ricettivo, che tu riesca a sentire il loro calore -anche dal punto di vista fisico-. Io tante volte dico: “vorrei portarvi qua per farvi capire cosa significa stare al posto mio”. Insomma, due ore di spettacolo, di sano divertimento e serenità, in cui scordarsi dei problemi. L’estate 2015 si presenta molto movimentata… Piena di serate anni ‘80! Adesso sono stato in Corea e Miami e devo andare a Singapore… Il maggior numero di richieste arriva dal Mediterraneo: Spagna, Italia e

GARY LOW


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Musica Cultura Cultura

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Redazione

IN USCITA

tropicale diventano, così, la chiave di volta del brano che racconta dell’affanno in cui si è costretti a vivere tra disservizi, ingiustizie e speranze che la soluzione sia (davvero) dietro l’angolo e che la luce sia in fondo al tunnel.

Foto: Ivan D'ANGELO

Il divertentissimo video che accompagna “Il bailo de lo sbailo” -pieno di trovate, balli e cameo di personaggi, ma soprattutto di allegria e buonumore- è stato registrato il 28 maggio, in grande stile, presso lo stabilimento bagni La Vittoria di Ostia Lido. Un insieme di ritmo, gag e simpatia per non pensare troppo ai problemi che ci circondano e per reagire con una sana risata e con un “me siento matto come un cabailo”, sempre nell’attesa di tempi migliori.

“IL BAILO DE LO SBAILO” ENZO SALVI ALLA CONQUISTA DELL’ESTATE 2015 dopo il successone di "Va va va" il comico lidense ci riprova con un nuovo tormentone

A

lzi la mano chi non ha canticchiato qualche volta (forse troppe nell’Italia di oggi) “Va va va, … devi annà!”. Pochi, vero? Lo scorso anno Enzo Salvi spopolò il web con un brano che in un solo mese di presenza in rete, prima di esse-

re rimosso per una parolaccia di troppo, collezionò un milione e mezzo di visualizzazioni su Youtube. Adesso l’amato attore lidense riprova la fortunata strada della musica da tormentone estivo, questa volta con

“Il bailo de lo sbailo”, arrangiata e musicata dal duo “Red & Vegas” già disponibile per essere scaricata su tutti i digital stores. Accattivanti ritmi caraibici come base musicale per un testo che elenca e impersona, con la consueta ironia e verve, le noie e le controversie che molti di noi viviamo giorno dopo giorno, indicando una sola ricetta per affrontarle e superarle: il sorriso che esorcizza le sventure di un Paese messo contro il muro da una crisi che non è soltanto economica ma anche di valori. Le musiche e le atmosfere da vacanza


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INTERVISTA

Foto: Michele CONIDI

LA LA LA

ELENA PRESTI CI PRESENTA LA CANZONE DELL'ESTATE!

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l nuovo singolo dell’attrice, cantante e showgirl Elena Presti è un pezzo dance scoppiettante che diventerà il tormentone di un’estate che sta ormai bussando alle porte! Non a caso i curatori della compilation HITMANIA 2015 l’hanno subito inserito tra i brani fondamentali che ogni anno inondano le vacanze degli italiani. Elena, a te l’onore di presentare “La la la” ai nostri lettori! Con vero piacere! “La la la” è brano molto energetico, allegro, ed è stato edito dalla Mediterraneos production di Gianni Gandi e Pietro Fotia, che ne sono anche autori e compositori. Da metà maggio è uscito nelle edicole italiane e anche nei negozi Feltrinelli e negli autogrill, con una tiratura iniziale di 40.000 copie. Inoltre è già disponibile in tutti gli stores digitali di oltre 250 Paesi del mondo. State anche curando molto la distribuzione del singolo. Sì, proprio in questo mese è cominciata la programmazione nazionale ed internazionale su più di 200 TV a rotazione per un anno con “Millevoci” e altri circuiti TV –tra cui quelli della Fox Production- e radio. “La la la” è diventato anche la sigla della nuova trasmissione SuperKasting di Rete 7 e Sky, di cui sono anche pre-

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Redazione nico, girato da Michele Conidi. Le riprese si sono svolte in un clima molto divertente e coinvolgente grazie alla professionalità ed il talento di Michele e dei suoi assistenti, in delle location stupende, tra cui il Ristorante Rinaldo all’Acquedotto, con una fontana che ricorda quella della Dolce Vita, e con uso di droni per le riprese dall’alto. Raccontaci la storia del videoclip, in cui fai la parte di una vera diva! (Ride) Sì, infatti faccio la parte di una superstar che arriva con la sua Ferrari ad una festa in una villa che ricorda tanto l’estetica de “La grande bellezza” e che snobba tutti gli improbabili “pretendenti” che desiderano incontrarla e la riempiono di regali e gioielli. Ma io passo in mezzo alle situazioni ballando e divertendomi senza mai fermarmi su nessuno, il tutto raccontato in un modo molto ironico e… con finale a sorpresa! E ti sei fatta circondare da artisti di primo livello. Proprio così! Nel videoclip hanno partecipato Domenico Saverni, attore vincitore di 10 Biglietti d’Oro del Cinema- e tanti attori e comici bravissimi, tra cui Massimo Bagnato, Gabriele Marconi, che fa la parte del pugile un po’ suonato, Gianfranco Phino, il mio assistente personale un po’ “sopra le righe”, o Massimiliano Rodi. sentatrice. Sarà anche un’occasione per far conoscere i diversi remix che hanno fatto prestigiosi DJ, tra cui Loving Time, Marcello Sound, Marco Sacco, Cristian Bui e Max Losurdo. La canzone va accompagnata da un videoclip divertentissimo che sta già spopolando sui social. In effetti sono molto soddisfatta, è un video molto iro-

Quindi si avvicina un’estate molto movimentata! Veramente movimentata e piena di lavoro! Perché sarò anche presente nel Festival Show di Radio Monella e Radio Birikina. Il tour comincia a Castelfranco Veneto sabato 27 giugno e si concluderà con il gran finale all’Arena di Verona, dove sarò in concerto con artisti meravigliosi come Al Bano, Moreno o Emma Marrone.

Sei impegnata in un altro progetto lavorativo molto interessante che ha a che vedere con l’EXPO di Milano. Pensa che “La la la” l’hanno cantata persino i cinesi all’EXPO in presenza delle telecamere della prima TV del Paese! Il brano sarà anche nel filmato e nei concerti che farò per FederItalia al Festival dell’Oriente di Roma e ai Padiglioni Italia e Cina all’EXPO, nelle varie manifestazioni artistiche e culturali di cui sarò madrina e anche presentatrice.

“La la la”, anteprima del nuovo album di Elena presti che uscirà dopo l’estate, è un pezzo dance-pop che contiene gli ingredienti giusti per spopolare nelle discoteche, una vera sorpresa sin dal primo ascolto, con i passi di danza che Elena ha ideato con i suoi ballerini, tra cui “Los cheveres latinos” che faranno vibrare i corpi in tutte le piste d’Italia con energia pura!

Presti Elena

Elena Presti Official Page

www.elenapresti.eu


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Paolo ORANGIS

ESCLUSIVA

paolinochiamalinus@deliradio.it

È USCITO IL NUOVO LIBRO DI MAURIZIO COSTANZO

LE MIE TELE-VISIONI EDITO DA MONDADORI

I

l rispetto che Maurizio Costanzo ha sempre avuto per il pubblico, insieme alla sua mente per natura libera da censure, all'autonomia di cui comunque ha goduto da parte degli editori, oltre al suo innato talento di comunicatore, gli hanno permesso di fare televisione, o meglio "la" televisione, per oltre quarant'anni, mettendo in scena giorno dopo giorno l'Italia dell'epoca. A distanza di anni, dopo che il tempo ha comunque permesso di rileggere avvenimenti e personaggi, Costanzo torna a parlare di televisione e lo fa ancora una volta a modo suo: non lesinando aneddoti, ricordi personali, acute riflessioni. E il racconto fluisce ammiccante e sornione, partendo proprio da "Bontà Loro" - primo esperimento di quello che verrà poi chiamato talk show - fino al "Maurizio Costanzo Show", il cui straordinario e longevo successo ha fatto del suo autore una sorta di "memoria storica" della televisione italiana. In esclusiva, sul prossimo numero di C magazine, un’interessante intervista esclusiva a Maurizio Costanzo che ci racconterà meglio il libro e il suo ritorno in tv nel prossimo autunno.


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LA STORIA

C mag | Cinema e TV | Giugno 2015 Guillermo ALLEN-SCHULTZ

ANNA MAGNANI I

l 7 marzo del 1908 nasce a Roma Anna Magnani, considerata una delle più grandi attrici italiane di tutti i tempi. Archetipo della popolana sfrontata e colma di umanità, con degli occhi penetranti di lucente vividezza, il volto incorniciato da ciocche di capelli neri e le occhiaie perennemente peste e dolenti. Temperamento vulcanico e possessivo, seppe regalare al cinema una galleria di personaggi di donne forti e struggenti, popolane che vivevano la loro vita come lei visse la sua, senza mezze misure o condizionamenti e, soprattutto, senza dubbi o incertezze, pagandone spesso le conseguenze per non rinunciare mai alla propria dignità e al proprio orgoglio. Nel 1926 inizia a frequentare la scuola di arte drammatica di Silvio D'Amico. Nel 1934 passa al teatro di rivista e debutta sul grande schermo ne “La cieca di Sorrento”. In “Tempo massimo” rivela il suo talento comico, una disinibita cameriera che insidia un timido professore, Vittorio De Sica. I ruoli nelle commedie si intensificano, ma si tratta sempre di parti minori, poi-

ché molti registi la ritengono inadatta al cinema. Tra questi Goffredo Alessandrini, che la sposa nel 1935 e la dirige in “Cavalleria” (1936), con il ruolo marginale della canzonettista Fanny. È il teatro che le dà le maggiori soddisfazioni, grazie alla vena drammatica dimostrata in “Anna Christie” (1939) e a una fortunata serie di avanspettacoli con Totò, a partire dal 1940. Sul grande schermo è Vittorio De Sica a offrirle per la prima volta la possibilità di costruire un personaggio non secondario, l'artista di varietà Loletta Prima,

amante del protagonista, incarnato dallo stesso De Sica, in “Teresa Venerdì” (1941). Nel 1943 l'attrice recita nelle commedie “L'ultima carrozzella” di Mattoli e “Campo de' fiori” di Bonnard, in cui interpreta la fruttivendola Elide, innamorata del pescivendolo Peppino (Aldo Fabrizi). Ma la grande occasione arriva subito dopo la grande guerra, quando Rossellini le offre di affiancare ancora una volta Fabrizi nel film manifesto del Neorealismo: “Roma città aperta” (1945), in cui rivela una forza drammatica e un personalissimo stile recitativo. L’indimenticabile corsa verso la morte, dietro al camion sui cui i tedeschi stanno portando via il suo uomo, scuote il cinema italiano dal torpore a cui è stato costretto. Vince il Nastro d'Argento come migliore interprete e diventa l'emblema del nuovo cinema italiano. Nel 1947 vince il suo secondo Nastro d'Argento e il premio come migliore attrice alla Mostra di Venezia per “L'onorevole Angelina”, ennesima figura di popolana, portavoce di un gruppo di madri costrette a fare i conti con le durissime condizioni del dopoguerra. Nel 1948 riporta sullo schermo il dramma della gelosia di Assunta Spina di Mattoli e interpreta il suo ultimo film con Rossellini, che le frutta il suo terzo Nastro d'Argento. Nel 1951 vince il suo quarto Nastro per “Bellissima” di Visconti, nei panni di Maddalena Cecconi, che sogna di lanciare sua figlia nel mondo del cinema. È uno dei suoi film più importanti, in cui raggiunge un'incredibile profondità di recitazione. Corteggiata a Hollywood, interpreta “La rosa tatuata” (1955) al fianco di Burt Lancaster, nel ruolo di una vedova siciliana emigrata in Florida. Grazie a questo film si impone come prima attrice italiana vincitrice dell'Oscar per la migliore interpretazione femminile, nonché l'unica ad averlo vinto con un film americano, recitato in inglese. L’ultimo Nastro d'Argento le viene conferito per “Suor Letizia” (1956). Recita accanto ad Anthony

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Quinn in “Selvaggio è il vento” (1957), primo David di Donatello come migliore attrice e seconda candidatura all’Oscar. Nel 1959 vince il secondo David per “Nella città l'inferno”, con Giulietta Masina. Con “Pelle di Serpente” (1959) di Lumet, in cui ama Marlon Brando, si conclude l'avventura americana di Nannarella, mentre “Risate di Gioia” (1960) di Monicelli ricompone la cop-

pia storica dell'avanspettacolo Magnani-Totò. Con “Mamma Roma” (1962) Pasolini le offre un personaggio indimenticabile, una matura prostituta che tenta di cambiare vita per amore del figlio. Nonostante i conflitti tra regista e attrice, è la sua ultima grande interpretazione cinematografica. Poi torna in teatro, dove trionfa con "La lupa", diretta da Zeffirelli. Nel 1971 si cimenta con la tv nel ciclo di mini-film “Tre donne”, che ripercorrono le tappe della sua carriera, una sorta di testamento morale. È il suo ultimo film da protagonista. Nel 1972, per chiudere “Roma”, Fellini insiste per averla, come simbolo della Città Eterna: ridendo, entra in un portone e lo chiude davanti alla macchina da presa.


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Cinema e TV

C mag | Cinema e TV | Giugno 2015

SPECIALE

Redazione

LA SFIDA FAME ZERO DELLA FG PICTURES

Il Sindaco di Giungano Francesco Palumbo e la Produttrice della FG Pictures Stefania Capobianco

2015, l’anno dell’Expo, l’anno dell’alimentazione. La FG Pictures ha accolto l’iniziativa Zero Hunger Challenge, promossa dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, con l’intento di coinvolgere i cittadini e le istituzioni a fare la propria parte nel raggiungere l’obiettivo Fame Zero. La sfida, pensata come un invito all’azione, vuole essere per la FG Pictures l’occasione

per dare il proprio contributo, lasciando un’impronta sull’importante cammino verso la “Sfida Fame Zero”. Partendo dal presupposto aristotelico secondo cui la natura non crea nulla di inutile, la FG Pictures, sta realizzando un documentario commissionatogli dall’ONU, diretto da Francesco Gagliardi, dal titolo “Mediterranean diet example to the world”.

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Il progetto filmico è stato scritto dagli autori Francesco Gagliardi, Stefania Capobianco, Daniela Di Bartolomeo e Sabrina Palumbo e si configura come un viaggio poetico dal mito ad oggi, con il commento di una suggestiva voce narrante che accompagnerà lo spettatore in un percorso colmo di storia, cultura, odori e sapori, con l’obiettivo di evidenziare il nesso che intercorre tra umanità, produzione del cibo e legame sociale. “Abbiamo scelto di raccontare la nostra sfida fame zero attraverso gli occhi e la voce di un vecchio saggio” – afferma il regista, Francesco Gagliardi – “La consapevolezza che le popolazioni più povere necessitino di una sicurezza alimentare fondata su una nuova cultura del cibo, ci ha portato nel Cilento, patria della dieta mediterranea, intesa come stile di vita esportabile in tutto il mondo nonché come esempio di longevità”. Riconosciuta nel 2010 dall’UNESCO come “Patrimonio Immateriale dell’Umanità”, la Dieta Mediterranea prenIl regista Francesco Gagliardi de vita all’interno del progetto filmico come un modello alimentare fatto di stagionalità, tipicità e biodiversità e, Hub Magna Graecia”, progetto ambizioso che s’inserisce in una rete di 40 spazi aperti strutturati in Hub, presenti allo stesso tempo, come cultura da tramandare. in tutto il mondo e che sarà realizzato in un’area bonifiLe riprese inizieranno nel mese di giugno 2015 in Cam- cata di Giungano”. pania e saranno, in parte, ambientate nel Comune di Giungano. È stato infatti chiuso l’accordo tra la Produt- Prenderanno parte al documentario artisti di spicco trice della FG Pictures, Stefania Capobianco e il Sinda- come Franco Nero, voce narrante e attore protagonico di Giungano, Francesco Palumbo, per far veicolare, sta, Stelvio Cipriani, autore della colonna sonora e Blaall’interno del prestigioso progetto, l’alto valore delle sco Giurato, direttore della fotografia. Proiettato in sedi istituzionali internazionali, quali Parigi, nel palazzo sede tradizioni agroalimentari locali. dell’Unesco e Bruxelles, al Parlamento Europeo, fino ad “Trasmettere l’eccellenza del territorio e dei prodotti arrivare a Milano, in occasione dell’EXPO 2015, il docudel Cilento, permetterà di far conoscere le potenzialità mentario si propone di far veicolare la cultura della dieta di questi luoghi, non ancora totalmente espresse -di- mediterranea in tutto il mondo. chiara con orgoglio il Sindaco Palumbo-. Prendere parte al documentario sarà l’opportunità di lanciare “The Questa è la sfida della FG Pictures.


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Cinema e TV

WEB TV

Redazione

GIUSEPPE COSSENTINO

OSCAR ITALIANO DEL WEB

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on capita spesso di incontrare uno sceneggiatore e regista trasversale, capace di affidare la sua penna camaleontica a web radio soap di calibro come “Passioni senza fine” e “Intrigo”, e monologhi sulle tradizioni napoletane come la “Caffettiera napoletana” pubblicata da Autorinediti nel libro "Napoli nel cuore" della poetessa Tina Piccolo e del giornalista Giuseppe Nappa, fino al debutto alla regia di un corto tratto dallo stesso libro. Il personaggio di cui stiamo parlando si chiama Giuseppe Cossentino, è nato a Napoli nel 1986 e i suoi lavori sono riusciti a colmare le distanze, non solo fisiche, che separano l'Italia dagli Usa, ottenendo diversi successi come sceneggiatore anche nel paese dello Zio Sam, la patria delle serialità per antonomasia. Ad Aprile 2015 vince i Rome Web Awards 2015, Oscar italiani del Web, un evento di premiazione patinato dedicato alle professionalità del web provenienti da tutto il mondo. Giuseppe Cossentino, arriva a vincere ben tre premi Oscar, il primo con il corto “Napoli nel cuore” come miglior Sceneggiatura, il secondo con la web radio soap “ Passioni Senza fine” come Miglior Web Soap e l’ultimo un Oscar Onorario alla Carriera per aver saputo reinterpretare classici radiofonici con l’uso dei nuovi media. Insomma, con le sue sceneggiature, Cossentino è riuscito ha conquistare una popolarità fortissima, con premi e riconoscimenti

prestigiosi negli anni, affermandosi come uno dei giovani professionisti della sceneggiatura nazionale. Sei un Oscar italiano del Web, come ti senti dopo questa vittoria? Frastornato. Non ci credo ancora. È un momento magico e ringrazio chi realmente mi è stato vicino. Come ad esempio la mia famiglia e il giornalista Giuseppe Nappa. Radio, Web, Teatro, Tv e Cinema, hai scritto copioni di successo, quale forma d’arte prediligi? Tutte. Mi danno lavoro. Ma se dovrei scegliere, la radio e il web sono il mio primo amore. Progetti per il futuro? Mi sto occupando di una sit – com, web radiofonica, cross – mediale, Assunta & Gennarino. Una commedia brillante con l’attrice Maria Rosaria Virgili e l’attore Luca Marano.


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Cinema e TV

Nuovi Volti

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iglia del produttore e regista cinematografico Francesco Gagliardi, Aurora Gagliardi nasce a Genova il 12 novembre del 2002. Nel 2006 si trasferisce a Roma, capitale del cinema e a soli quattro anni scopre la passione per la danza classica. Per completezza formativa, Aurora porta avanti in parallelo lo studio del canto e del pianoforte. Studentessa brillante, frequenta corsi di perfezionamento per la lingua inglese e spagnola ottenendo di quest’ultima la certificazione internazionale. La vena artistica del padre scorre nel sangue della piccola Aurora che inizia a muovere i primi passi nel cinema nel 2009, prendendo parte al film prodotto dalla FG Pictures, “Prigioniero di

Aurora

gagliardi

un Segreto”, per la regia di Carlo Fusco, distribuito dalla Iris Distribution, accanto a nomi del calibro di Franco Nero, Tony Sperandeo, Giulia Elettra Gorietti, Antonella Ponziani, Angelo Infanti, Ciro Petrone e Antonio Cupo. Rimasta incantata dalla magia del set cinematografico, Aurora decide di seguire un corso di recitazione presso lo Studio Emme di Sergio Martinelli divenuto oggi il suo agente. A soli 12 anni Aurora farà parte del cast del prossimo film di Francesco Gagliardi, intitolato MòVi-Mento “Lira di Achille”, interpretando un importante ruolo in cui dovrà dimostrare non solo le sue qualità attoriali ma anche il suo talento atletico…

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129 i origine siciliana, dopo un primo periodo nel mondo del calcio inizia a lavorare per demetra.info, guida degli eventi del Mediterraneo. Grazie al suo volto telegenico farà la comparsa ne La scomparsa di Patò, (Mortelliti, 2011), tratto da un romanzo di Camilleri, in cui riveste il ruolo di fruttivendolo e si fa notare attraverso un gesto: prende un’arancia, ferma un passante e, al di fuori dall'iniziativa del regista, la innalza al sole per convincere il passante a comprarla. In questo gesto il regista riconosce tutta la "sicilianità" e promuove l'artista a figurante, regalandogli un primo piano. Da lì partono le sue avventure nel mondo della recitazione: Annamaura (Grasso, 2012), seconda esperienza di figurante nei panni di un giovane carabiniere, e Pagate Fratelli (Bonaffini, 2013), tratto da una storia vera dei frati di Mazzarino e la loro collusione con la mafia. Interpreta con ruolo e battute Salvatore, giovane affascinante che rapisce la sua amata. Tony Gangitano vede in lui una grande promessa e lo sprona ad iscriversi al corso per attori di prosa presso il teatro Stabile di Caltanissetta, dove impara il metodo Stanislavsky-Strasberg. Con lui nasce Il viaggio della vita in tour, ideato da Angelo, che a 14 anni perde un amico in un incidente stradale e dal percorso di conversione maturato a 18 anni, in seguito al quale entra a far parte del "Rinnovamento nello spirito". Il progetto nazionale cinematografico sulla sicurezza stradale prevede la possibilità di girare il cortometraggio sulle strade cittadine di ogni provincia e i due protagonisti incassano il premio per il miglior contenuto nel Kalat Film Festival. È la volta di Sky, dove l'artista partecipa alla fiction i Setti Peccati. Rocco Turone lo porta fuori dalla Sicilia, indirizzandolo ai casting più adatti al suo profilo. Arriva a Roma in Presto farà Francesco Arca. Presto esordisce come protagonista di giorno (Ferlito, 2014), con un ruolo molto impegnativo: Un santo senza parole, sulla vita del santo siciliano San Mattia, ragazzo dal volto ustionato, piromane-bipolare. Felice da Nicosia. La fiducia in lui viene rinnovata, è la volta de Il Commissario Rex (2014). Nonostante le difficoltà riesce a suangelosferrazza.wix.com/ perare i provini e sarà la volta del Soldato Capasso, una angelomariasferrazza scena con il protagonista Marco Terzani interpretato da

Nuovi Volti

Angelo Maria

sferrazza


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Cinema e TV

INTERVISTA

C mag | Cinema e TV | Giugno 2015 Redazione

SIMONA MANCINI L'ATTRICE SI RACCONTA A CMAG "

S

ONO” UN’ATTRICE.- “Dico sempre che “sono” un’attrice perché quando anni fa ho cominciato la mia carriera artistica un grande maestro mi chiese: “Perché vuoi fare questo come mestiere?”. Ho risposto: “Io non voglio fare questo mestiere, io SONO questo mestiere, SONO un’attrice”. E lui mi disse: “La risposta è giusta… e lo sarai”. Non a caso il primo ricordo che ho a livello artistico, di performance personali, me lo racconta mia madre! Avevo sette anni e mi chiudevo in bagno, mi mettevo nella vasca e lei mi sentiva parlare con delle voci diverse: mi intervistavo e mi chiedevo “com’è andato il suo ultimo film?”, “quali progetti ha per il futuro?”, “si è trovata bene nel personaggio?”. ATTORE SI NASCE.- “Ho lavorato con persone molto preparate: alcune venivano dall’Accademia, alcune dalla Scuola di Cinema, altre erano andate all’estero per perfezionarsi… Non do giudizi, la tecnica è sicuramente importante ma ho visto persone molto più talentuose senza avere tutto questo background tecnico. Fare l’attore è una cosa che ti scorre nelle vene, è sangue, ti svegli la mattina con quell’idea, con quel credo. Perciò la mia è una missione. Questo forse potrebbe sembra-

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re un delirio di onnipotenza ma è una cosa che sento dentro”. ESPERIENZA TEATRALE.- “Ho fatto diversi anni di teatro, sono stata un’attrice comica, drammatica… Anche se principalmente mi facevano fare ruoli comici, non so perché! Ma è anche vero che mi capitò di recitare “Lo stupro”, di Franca Rame, un esempio di drammaturgia moderna. Feci diverse repliche a teatro e posso dire che è stata l’esperienza più bella di recitazione della mia vita, anche se paradossalmente l’argomento è terribile. Ma uscire dal teatro, trovare il pubblico che piange, che ti abbraccia, è stato veramente emozionante. Per me fu una grande scomessa artistica, perciò la porto sempre nel cuore. Ricordo tutto quello che ho recitato: tutte le battute, i monologhi… Ma del testo di Rame qualche pezzettino l’ho rimosso perché mi ha colpito tanto”. CINEMA E TV.- “Ho fatto degli sketch televisivi per reti private, che mi hanno permesso di passarse dal comico al drammatico con disinvoltura, e ho fatto anche tantissimi cortometraggi; è un genere che mi piace, specie quando non c’è il parlato o ci sono pochissime battute, perché si capisce meglio l’espressività, si vede l’artista. Tempo fa ho fatto un provino e sono stata scelta come protagonista femminile per un film di sala a fianco di Alvaro Vitali. Era una commedia dal titolo “Tutti ad Ostia Beach”… Ed il giorno dopo avevo un provino drammatico al Brancaccio! Quando sono arrivata mi hanno subito chiesto: “Di dove sei?”. Questa domanda mi piace perché vuol dire che la tua dizione è quella giusta, è sempre un bel complimento per un attore. Ho risposto: “Di Roma” e mi hanno detto: “La sai fare, la coatta?”. Ci ho pensato un attimo, ho ricordato provini con Alfiero Alfieri… Entrai così nel personaggio, misi una gomma in bocca e cominciai a dire “ma sti ca..!” E mi presero! Purtroppo il film poi non è andato in porto, ma è stata

una bella esperienza cinematografica”. E ARRIVA LA RADIO.- “Adesso mi è arrivata una bella soddisfazione professionale, sto per condurre una trasmissione radiofonica, per ora da metà maggio fino a fine luglio. Il direttore, che mi ha conosciuto durante una performance, mi ha dato carta bianca ed io vorrei impostarla come una trasmissione “al femminile”, parlando delle problematiche delle donne. Il leit motiv, però, è artistico, con ospiti artisti in ogni puntata. È una scomessa perché non ho mai fatto la speaker, ma di certo la capacità oratoria non mi manca!”.


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Teatro

IN SCENA

Stefania LASTORIA

LASCIA PERDERE

JOHN

MILES S

ono appena tornata a casa dopo aver visto questa esilarante commedia dal titolo “Lascia perdere John Miles”, scritto e diretto da Massimo Bertucci ed interpretata da Mattia Cirelli, Valentina Gemelli, Davide Santarpia, Federica Colucci, Simone Serini, Noemi Giangrande. La commedia si potrebbe anche intitolare “Sei personaggi in cerca di se stessi”, parafrasando il celebre Pirandello. Eh sì, perché a mio avviso, i rapporti d’amore, fraterni, di amicizia che qui sono descritti e che non vengono mai apprezzati appieno per le mille sfaccettature che ognuno di noi ha, rischiano di essere vissuti con approssimazione, superficialità, arroganza e spesso con quella capacità che tutti abbiamo di dare molte cose per scontate. E invece, tra parole omesse, taciute, voglia di ostentare il fascino dell’uomo dalle mille conquiste, tentativi di vivere la realtà un po’ sopra le righe con il rischio di essere considerati un tantino “svalvolati” ma più veri

di altri… ciò che viene fuori sono le maschere che noi tutti indossiamo. A volte sono tatuate sui nostri volti, a volte appena appoggiate ma in ogni caso sono filtri per proteggerci dalla vita, dalla paura di amare, di osare nel dichiarare un amore, per la paura di un no che ci paralizza, paura di realizzare il sogno della propria vita. E alla fine di questa divertente commedia, tra risate e battute, ognuno senza esserne consapevole, aiuterà gli altri a togliersi questa maschera. A struccarsi come fanno i clown a fine spettacolo per tornare ad essere se stessi, con la consapevolezza del proprio valore, con la scoperta delle proprie potenzialità, con l’accettazione dei propri difetti, con la voglia di guardarsi allo specchio e riconoscere se stessi nell’immagine riflessa. Dunque a mio avviso, tante risate, sì, ma anche la riflessione che ogni forma d’arte deve lasciare allo spettatore. Applaudo all’intera compagnia che ha dato prova di grande professionalità e armonia. Uno spettacolo che consiglio a tutti.


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Teatro

CABARET

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UN ANNO DI SUCCESSI

AL PUFF Spesso si dice che non c’è una ricetta per il successo. È vero, qualche passo ci sfugge (quasi) sempre, ma gli ingredienti ormai li sappiamo: passione, talento, azione. Ecco il perché della trionfale stagione teatrale che è appena finita al Puff. Cala il sipario del tempio del cabaret capitolino (ma niente paura: la ragione è un più che meritato riposo estivo) dopo 8 mesi di successo ininterrotto grazie alle due novità della stagione 2014-2015: “I venerdì a casa di Lando” e “Una voce, una città”. Il tutto con l’impeccabile direzione artistica di FRANCESCO FIORINI, che adesso fa bilancio con noi.

E

cominciamo dal Maestro, dal padrone di casa, che è tenuto per se lo spazio del sabato, dedicato al recital “Una voce, una città”, uno straordinario amarcord emotivo articolato da tutte le canzoni che raccontano l’eternità della sua

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Yolanda FUERTES GARCÌA

Francesco Fiorini

Roma. “Paradossalmente questa stagione è stata la prima volta in 47 anni che Lando, a casa sua, ha fatto un recital, un mini concerto vero e proprio, soltanto lui ed il pianoforte del maestro Eugenio Tani, arricchito da una parte comica. A differenza degli anni precedenti,

con uno spettacolo strutturato in due tempi, questa stagione è stato un atto unico. Una bellissima esperienza e anche una vera sorpresa per noi e per tutti i nostri affezionati clienti e ammiratori di Lando. Questa nuova formula è stato un trionfo che ci ha regalato delle emozioni straordinarie, soprattutto perché malgrado i suoi 77 anni, Lando ha una voce fantastica. Devo dire che siamo rimasti piacevolmente colpiti!”. La seconda scommessa vincente della stagione, “I venerdì a casa di Lando”, ha aperto le porte dello storico teatro di Trastevere ai migliori rappresentanti dello spettacolo capitolino. “Abbiamo cominciato il 9 ottobre con Antonio Giuliani e da quella serata il nostro palcoscenico ha ospitato i comici più amati della Capitale: Antonello Costa, Marco Capretti, Luciano Lembo, Marco Passiglia, Gianfranco Phino, Pablo e Pedro, Andrea Perroni, Michela Andreozzi, i Sequestrattori, Massimo Bagnato, Dado, Camillo Toscano, Nino Taranto, Gennaro Calabrese, Federico Perrotta, Alberto Laurenti, Alessandro Serra, Sandro Scapicchio... Anche questa nuova manifestazione è stata un’esperienza magnifica ed una grande emozione perché tutti si sono avvicinati e hanno abbracciato questo tempio che è il Puff, con grande rispetto, il che ci riempie di orgoglio”. Emozioni e gioia condivise da un pubblico che tutte le sere usciva incantato dall’ultimo vero e proprio cabaret che è rimasto a Roma. “Infatti sono stati tutti stupendi e abbiamo fatto delle scoperte meravigliose. Non a caso l’idea è nata perché l’estate scorsa andai in giro per Roma a vedere tutti questi comici e scegliere quelli che ritenevo più opportuni. Così abbiamo dato l’opportunità ad un altro

tipo di pubblico di scoprire tanti artisti nuovi e anche di “riscoprire” quelli più conosciuti”. Questione di fiuto, di talento, di uno che ama e conosce bene il suo mestiere. Perché solo così si è in grado di portare avanti un lavoro che richiede una bella dose di pazienza, sacrificio ed energia. “È stato veramente un lavoro faticosissimo, più di quanto pensavamo, una dura prova per tutta l’organizzazione del Puff, collaudata da ormai 47 anni! Perché è come se avessimo fatto tutto un altro lavoro: prima con Lando c’era uno spettacolo che andava da novembre a fine maggio, perciò tutti eravamo concentrati su quello. Questa stagione, invece, ogni settimana ci dovevamo concentrare su due cose diverse”. La domanda, allora, è d’obbligo: ne è valsa la pena? “Assolutamente sì, siamo pienamente soddisfatti del grande lavoro svolto. Pochi giorni fa, il 30 maggio, è stato l’ultimo recital della stagione e abbiamo anche chiuso il brunch, come facevamo una volta. A Lando stanno arrivando tantissime richieste per le serate, stiamo valutando se farle o meno ma per ora ci riposeremo. Sono contento perché la chiusura estiva ci servirà anche per gustarci tutto quello che abbiamo fatto. Il problema quando si fa questo lavoro “dietro le quinte” è che non hai mai il tempo di goderti tutte le cose belle che stai facendo, poiché hai tutti i sensi concentrati sui dettagli affinché tutto vada bene. Quindi adesso ci prendiamo una meritata pausa e poi… poi decideremo cosa faremo da grandi!”. Più grandi di così non si può.


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Teatro

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ESTATE ROMANA

Redazione

ALL'OMBRA DEL COLOSSEO

SI PARTE

IL 18 GIUGNO COMINCIA LA STORICA MANIFESTAZIONE DELL’ESTATE ROMANA CON UN CARTELLONE STRAORDINARIO PER FESTEGGIARE IL SUO 25 ANNIVERSARIO

L

a manifestazione simbolo della voglia di ridere nelle lunghe estati di Roma arriva quest’anno al traguardo della 25° edizione. Una lunga storia di successi che hanno consolidato la presenza di All’ombra del Colosseo nel cuore dei romani come manifestazione principe della comicità nazionale all’interno dell’Estate Romana: un lungo percorso di pro-

fessionalità nel settore del tempo libero e della cultura popolare che quest'anno per celebrare la ricorrenza d'argento vuole aprirsi a tre nuovi generi artistici: oltre al teatro comico il palco di All'Ombra del Colosseo proporrà opera lirica e concerti jazz. La programmazione rinnoverà l’appuntamento con il

grande cabaret con la presenza di artisti affermati nel mondo del teatro comico brillante, potendo vantare la presenza di Alessandro Di Carlo (27 giugno, 23 luglio, 22 agosto e 6 settembre), Andrea Perroni (20 giugno, 18 luglio, 8 agosto e 30 agosto) Antonello Costa (4 luglio, 26 luglio, 6 agosto e 27 agosto), Cinzia Leone (17 luglio), Colorado Show con Alberto Farina, Scintilla e Chicco d'Olivo (30 luglio e 26 agosto), Dado (26 giugno, 3-10-25 luglio, 5-21-28 agosto, e 4 settembre), Dario Cassini (28 giugno, 19 luglio, 9 agosto e 29 agosto), Demo Mura (18 giugno), Enzo Salvi e Mariano D'Angelo (5 luglio, 24 luglio, 13 agosto e 3 settembre), Fabrizio Gaetani e Gli Effervescenti Naturali (2 settembre), Luciano Lembo (7 agosto), Marco Capretti (11 luglio e 16 agosto), Marco Passiglia (9 luglio), Milani e De Santis (25 giugno), Nino Taranto (12 luglio) e Pablo e Pedro (16 luglio, 20 agosto e 5 settembre). Di particolare interesse per questa prossima stagione il Comic Ring Show, uno spettacolo scritto e diretto da Stefano Fabrizi nato oltre dieci anni fa dai laboratori del quartiere San Lorenzo con un gruppo di giovanissimi artisti, molti dei quali ormai affermati, in scena ogni martedì per tutta l'estate. Per rinnovare la propria proposta artistica sempre nel segno della diffusione della cultura popolare, ogni lunedì dalle ore 21.00 la grande Opera sarà in scena all'Ombra del Colosseo con concerti per canto e pianoforte che proporranno le arie più celebri del melodramma. Verranno eseguiti brani tratti dalle opere di maggior successo come La Traviata, Rigoletto, Il Trovatore, Carmen, La Bohème, Tosca, Turandot, L'Elisir d’Amore, Lucia di Lammermoor. Il pubblico potrà apprezzare, nelle suggestioni della cornice del parco del Celio, uno spettacolo particolarmente godibile, adatto ai giovani, come agli appassionati o ai turisti. Un’occasione in più per rinnovare i fasti di quello che il mondo

vede e considera, a ragione, come uno dei prodotti più peculiari e rilevanti della storia e della cultura italiana: l’Opera lirica! Infine un cartellone di concerti denomintao Colosseo Jazz Fest proporrà il meglio del jazz italiano con opening acts di giovani band emergenti. A calcare il palco durante i mercoledì di giugno e luglio saranno Gegè Telesforo (24 giugno), Maria Pia De Vito (1 luglio), Roberto Gatto perfect trio (8 luglio), Sergio Caputo (15 luglio), Rosario Giuliani e Luciano Biondini (22 luglio) per chiudere poi con Danilo Rea, Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra con il loro super trio Doctor 3 (29 luglio). Ristorante, cocktail bar, pub, spazi d'intrattenimento all'aria aperta fanno da cornice alla manifestazione che da 25 anni rappresenta per i romani la vera vacanza a chilometri zero!


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Teatro

Yolanda FUERTES GARCÌA

DA NON PERDERE

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ANDREA PERRONI

SIETE TUTTI INVITATI Siete tutti invitati (poi non dite che non vi abbiamo avvisato). Quindi sfogliate le agende e non prendete impegni per le sere del 20 giugno, 18 luglio, 8 e 30 agosto. Quattro date imperdibili per una festa “all’Ombra del Colosseo” con un anfitrione incantevole. Romano, classe 1980. Attore, imitatore, comico e musicista che vanta un curriculum a tutto tondo: Un medico in famiglia, Colorado Cafè -con l’ormai mitica imitazione di Sandro Piccinini-, I Cesaroni, Gli sgommati, Stracult, Radio 2 Social Club, Zelig Circus e le sue esilaranti “cronache romane” dei concerti dei più grandi musicisti italiani-... Per citarne solo alcuni. Un misto perfetto di talento, fascino e qualità vocali grazie a cui è diventato uno dei nomi imprescindibili della scena artistica nazionale. Avete capito chi è?

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opo il “tutto esaurito” al Teatro Sistina a marzo, il nuovo spettacolo di Andrea Perroni -anche questo nato dal suo fortunato sodalizio artistico con Stefano Fabrizi, dopo “Imperfetto equilibrio” (2012) e “Hai capito chi è?” (2014)sbarcherà quest’estate sul Parco del Celio. Ma cosa ci troveremo in questa festa un tanto particolare? “Il titolo è già molto eloquente: “Siete tutti invitati”, basato in un’esperienza mia personale, si svolge in una festa in un attico della “Roma bene”. Vengo invitato per fare uno spettacolo e mi imbatto in una serie di personaggi del tutto inediti, a cominciare dal padrone di casa, che prendo a modello per dissacrare gli stereotipi di quella “Roma bene”, passando da un vero e proprio Caronte, un astrologo napoletano che si chiama Enzo (un personaggio che ho conosciuto veramente!), che mi guiderà nelle varie situazioni. Così incontrerò una galleria di personaggi stravaganti, dall’attivista sostenitrice del teatro indipendente, ad un fantomatico doppiatore dalla voce piuttosto improbabile, fino ad arrivare a dei critici d’arte e nuove discipline impossibili, come la “body cooking” -ad un certo punto il proprietario di casa offre agli invitati un buffet con un vero modello nudo... con delle pietanze sopra!-”. Ma sul Parco del Celio questo “one man show” dal talento sconfinato non sarà da solo. “Siete tutti invitati” ha un profilo molto live e la musica farà da contorno a tutto lo spettacolo. Avrò la fortuna di avere con me sul palco Carlo Alberto D’Alatri al pianoforte e Tommaso Costantini al sax”. Così, in questo “spettacolo nello spettacolo”, Andrea porterà in scena, in grande stile, uno spaccato dell’Italia in questi tempi di malcontento e sfiducia, per darci la possibilità di (ri)scoprire il brutto ma anche il bello del nostro Paese. Perché “Siete tutti invitati” è sicuramente un momento di gioco, ma anche di riflessione e confronto, in cui l’immaginazione del pubblico ha voce in capitolo.

“Abbiamo scelto una formula, a mio avviso, diversa, originale. Non lo dico per “fare il figo” ma perché è la dimensione in cui io mi trovo meglio, interpretando personaggi inediti, non facendo delle imitazioni. Il tutto per raccontare -in un esercizio di stile se vogliamo anche un po’ assurdo, surreale- quello che può accadere in un appartamento dell’aristocrazia, della Roma benestante. Io mi troverò intrappolato in questa dimensione, da cui uscirò, infatti, soltanto con degli spaccati, prenderò spunti con cui poi mi confronterò con il pubblico. Insomma ci saranno dei momenti di sfogo che romperanno la famosa “quarta parete” per raccontare tutto quello che c’è dentro quell’appartamento e che anche loro stanno vedendo”.


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Teatro

INTERVISTA Dal 2009 Andrea è diventato un punto di riferimento di questa manifestazione ormai storica dell’Estate romana. “Credo sinceramente che All’ombra del Colosseo sia la manifestazione per antonomasia, fra le più antiche dell’Estate romana, un luogo di ritrovo per il pubblico e soprattutto per gli artisti, poiché ci da la possibilità di esibirci in una cornice già di per se spettacolare. Lo spettacolo, infatti, inizia già entrando nella manifestazione, sul colle del Celio, quindi ha una dimensione emozionale per l’artista, almeno per quanto mi riguarda: significa esibirsi a pochi passi dal punto in cui nell’Antica Roma si svolgevano gli spettacoli... Siamo fra il Colosseo ed il Circo Massimo e forse è giusto che noi siamo proprio nel mezzo, per non essere troppo denigratori di quello che è stato lo spettacolo della Roma Antica! (ride)”. Niente affatto. Lui si destreggia con maestria in TV, teatro, cinema... e anche in radio: va in onda tutti i sabato e domenica su “Radio 2 Social Club”, insieme a Luca Barbarossa e Neri Marcorè, un programma in cui l’atmosfera del varietà la fa da padrona, sempre attento agli artisti emergenti della scena musicale contemporanea e che è anche diventato punto fermo per i grandi nomi dello spettacolo italiano. “Ho la fortuna di fare radio da sei anni in Radio 2 e posso dire che non rinuncerei per niente a farla, è diventata una certezza, una dimensione bellissima che mi ha dato la possibilità di ampliare il mio bagaglio culturale e di imparare ad ascoltare. Per me è stato -ed è tutt’oggi- un momento di crescita, di evoluzione, di trasformazione. In radio l’ascolto è fondamentale, poi tu ne fai tesoro e lo porti anche nella vita personale. Purtroppo nella mia vita privata non sono un bravissimo ascoltatore... Ma pian piano sto facendo progressi, grazie alla radio!”.

ANDREA PERRONI

E un artista come lui, cosa pensa della situazione della comicità in Italia? “La comicità ha infinite forme di espressione, infinite forme di universalità. L’impegno del comico credo sia quello di avere una valenza sociale: questo c’è chi lo fa in una maniera “nazional-popolare” e c’è anche chi lo fa in una maniera più impegnata, attiva. Io mi sento di rispettare ogni forma di comicità tranne che non sfoci nella volgarità gratuita. Questa è una cosa che mi disturba alquanto perché è un mezzo per cercare incosciamente di stupire ma che poi diventa inevitabilmente dannoso, in primis per il performer e poi per il pubblico. Però io rispetto ogni forma di comicità nella misura in cui venga rispettata la mia”.

www.andreaperroni.it andyperroni @andyPERRONI Andrea Perroni


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Teatro

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OPERA

Cristina COSTA

BOHÈME

25 e 29 luglio, 1, 3, 5, 7 agosto

inno a

GIACOMO

PUCCINI al festival di Caracalla 2015

Q

uest'anno il Teatro dell’Opera di Roma ha annunciato la nuova Stagione Estiva 2015 alle Terme di Caracalla, uno dei più antichi e affascinanti complessi termali del mondo, un incantevole e unico luogo dove la magia della grande musica lirica quest'anno vede protagonista il Maestro Giacomo Puccini. Un appuntamento da non perdere poichè saranno messe in scena tre delle sue più celebri e famose opere conosciute e amate in tutto il mondo per il pathos della trama, le splendide melodie e la superba orchestrazione.

MADAMA BUTTERFLY

6, 9, 14, 16, 30 luglio e 6 agosto Puccini non visitò mai il Giappone ma gli capitò di assistere a New York, nel marzo del 1900, al dramma Madame Butterfly messo in scena da David Belasco e ne fu rapito al punto che decise di realizzare questa opera. È una vera "tragedia giapponese in due atti" che vede protagonista una infelice storia d'amore tra Pinkerton, Ufficiale della Marina Americana e una geisha quindicenne Cio-cio-san Butterfly (soprano). I due si sposano ma ahimé solo lei è veramente innamorata mentre il giovane ufficiale ritorna in America e non manda più sue notizie per tre anni. Butterfly aspetta il suo ritorno "con sicura fede" ma il Console Sharpless le legge la lettera di Pinkerton in cui si annuncia il suo ritorno ed all'improvviso un colpo di cannone annuncia l'arrivo di una nave da guerra nel porto. Pinkerton torna con la moglie Kate ma solo per portare via il bambino. La tragedia si consuma nel più grande dolore e Butterfly dopo aver abbracciato disperatamente il figlio, col pugnale fa harakiri. Quando l’Ufficiale americano, sconvolto dal rimorso, entrerà nella casa di Butterfly per chiederle perdono, sarà troppo tardi: la piccola geisha ha già esalato quell'ultimo sospiro per quell'amore non corrisposto.

Anche questa opera è un dramma lirico che narra la vita e le storie d'amore di giovani poveri artisti. Parigi, in una misera soffitta, quattro giovani artisti conducono "una vita gaia e terribile" e qui riscaldando la "gelida manina" Rodolfo incontra Mimì. Siamo nel 1830 circa ed i soldi mancano quasi sempre, spesso si digiuna, ma la gioventù e la spensieratezza aiutano a superare molti ostacoli. Nell'opera si dipanano le storie d'amore fra Marcello e Musetta e fra Rodolfo e Mimi concludendosi con la morte di quest'ultima malata di tisi.

TURANDOT 15, 18, 20, 24, 28, 31 luglio, 4 e 8 agosto Una fiaba teatrale con ambientazione fantastica in Cina dove viveva una bellissima principessa (Turandot) che però detestava tutti gli uomini. Il popolo di Pechino e l'Imperatore sperano

in un matrimonio e lei acconsente purché il giovane aspirante sposo sia in grado di sciogliere i tre enigmi da lei proposti… ma se fallirà però morirà. Calaf è un giovane principe tartaro che si innamora di Turandot e riesce a risolvere gli enigmi! Turandot è disperata e Calaf le propone a sua volta un indovinello: se prima dell'alba la Principessa riuscirà a scoprire il suo nome lui morirà altrimenti diventerà legittimamente il suo sposo (promessa che consacra la celebre aria "VINCERÒ'" resa famosa in tutto il mondo dalla straordinaria voce di Luciano Pavarotti). Alla fine è Calaf stesso a rivelarle il proprio nome ma dopo averla baciata. Bacio che sconvolgerà Turandot la quale ammetterà di aver scoperto il nome dello straniero: il suo nome è "Amor" per tutta la vita! Quest’opera fu l’ultima ad essere composta dal grande Maestro ma rimase incompiuta poiché Puccini morì ed infatti la sera della prima rappresentazione lo stesso Maestro Toscanini dirigendo l’orchestra, interruppe l'esecuzione sull'ultima nota della partitura pucciniana, ossia dopo il corteo funebre che segue la morte di Liù proprio per sottolineare l'ultima nota composta dal grande Maestro Puccini mentre l’ultima parte fu terminata da un allievo musicista.

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Sport

FREE BOXE APOCALYPSE MANUEL

SALVI

VS MASSIMILIANO

AURELI

V

Angolo Salvi: Cristiano Vassallo Angolo Aureli: Baciucci/Lucci

e ne abbiamo parlato il mese scorso e adesso torniamo con ottime notizie per Manuel Salvi, campione italiano di Free Boxe pesi massimi 2015 di Iksa-Italia. Il match di apertura di APOCALYPSE all’interno della gabbia di MMA fra il pugile lidense e Massimiliano Aureli -provenente dalla Kickboxing e K1-, svoltosi il 24 maggio a Roma in via Monti della Farnesina snc, si è concluso con la vittoria di Salvi dopo 30 secondi di combattimento per KO tecnico di Aureli. Manuel Salvi è così riuscito a conquistare il titolo italiano semipro di AFSO ITALY categoria pesi massimi al primo round, con un record di 11 match di cui 8 vinti, 2 pareggi e soltanto una sconfitta, sempre a testa alta. Il campione ha dichiarato: “Aureli è stato un avversario molto ostico ma grazie alla mia caparbietà e, come sempre, alla mia ottima preparazione atletica, che è durata quasi un mese, sono riuscito a portare il tanto atteso titolo con cintura”.

Redazione


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Sport

ESTATE IN MOVIMENTO

CITTÀ DI CIAMPINO

Angela FELICI

ASSESSORATO ALLA CULTURA

A.S.D. ACQUA ACETOSA organizzano

Ballando

VIVI L'ESTATE

sotto le Stelle

serate danzanti con musica dal vivo e gastronomia locale

L'

estate sta arrivando e l’A.S.D. Acqua Acetosa è pronta ad accoglierla con svariate e ricche attività. Chiudendo in bellezza il mese di maggio, ricco di tornei calcistici e saggi danzanti, ripartiamo nel mese di giugno super carichi! Diamo inizio a tante altre attività dedicate sia ai più piccoli che agli adulti. Sono aperte infatti, ad esempio, le iscrizioni per il centro estivo ricreativo, dove i vostri bambini saranno intrattenuti con svariate attività sportive e culturali, restando sempre sotto l’accurato controllo del personale addetto. Inoltre l’Associazione

sportiva Acqua Acetosa, sarà lieta di accompagnarvi nel tanto atteso evento di “Ballando Sotto Le Stelle”, composto da splendide serate danzanti e gastronomiche dove il divertimento e lo “stare in famiglia” sono la cosa più bella per trascorrere una serata tra chiacchiere, svago e semplicità! Vi riportiamo qui di seguito la nostra locandina dove troverete tutti gli appuntamenti per stare con noi. Pronti ad accogliervi numerosi, vi auguriamo di trascorrere un buon inizio estate… e di vederci presto!

presso il centro sportivo comunale ELIO ORSINI Via Marcandreola snc - Tel. 0679350082

SERATE

ALL'ASD ACQUA ACETOSA

Sabato 06 Giugno Sabato 13 Giugno Sabato 20 Giugno Sabato 27 Giugno Sabato 04 Luglio Sabato 11 Luglio

DJ

E LUCIO O N A F E ST i tti inviteat siete tu par a parteci


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Sport

RICORDIAMO LA CHIUSURA DELLA STAGIONE 2014-2015 DELLA SERIE A CON GLI SCATTI DI:

ALFREDO FALCONE www.alfredofalcone.it


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Quando vivere diventa un'impresa

I SEGRETI DEL SUCCESSO

Fabio MASTROPIETRO

C mag | Quando vivere diventa una impresa | Giugno 2015 153

Mental Coach e Business Trainer fabiomastropietro@hotmail.com + 39 3490949390

un attimo, ascoltarsi, osservarsi, anche nei segnali inconsci che genera il nostro corpo (respirazione accelerata, respiro “che si blocca”, etc...). Ciò avviene perchè certe mete hanno una reazione fisiologica immediata sul nostro spirito e sul nostro corpo. Subito dopo è importante tracciare un giusto piano d' azione che con metodo e motivazione ci porti ad individuare il “primo passo” da compiere. E' soltanto in quel momento che il cambiamento prenderà forma, concretizzandosi in cio' che sognavamo da tempo per noi.

professionisti e non, a raggiungere i loro obiettivi, a sviluppare una vera leadership, un'efficace capacità di pianificazione della sua vita personale e/o lavorativa, attraverso una salda strategia di valori e di strumenti espressi sempre con la massima chiarezza.

“L' attenzione verso qualcosa che ci interessa crea energia, ma è la passione che la trasforma.” [Deepak Chopra]

- Gestire gli stati emotivi e ad utilizzarli a proprio vantaggio

Il mio scopo professionale è proprio quello di aiutare il cliente ad entrare in possesso, e successivamente a veicolare, le risorse interiori nascoste in lui. Perchè il coaching parte dal presupposto che ognuno di noi ha gia in dentro di sé tutto per farcela, tutto per riuscire a vivere con soddisfazione piena la vita che desidera. È per questo che aiuto quotidianamente decine di

RISOLVERE LE INSODDISFAZIONI

COL COACHING

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e insoddisfazioni sono spesso il risultato di un disallineamento di idee, valori e convinzioni tra mente, corpo e cuore. Per una piena soddisfazione di sé dobbiamo innanzitutto lavorare su una buona, meglio se perfetta, corrisponden-

za tra questi tre elementi che compongono l'individuo nella sua totalità. Quando ci accorgiamo che mente, corpo e cuore non collimano nella stessa direzione è importante fermarsi

INSIEME IMPAREREMO A: - Migliorare la comunicazione con se stessi e gli altri

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Quando vivere diventa un'impresa

C mag | Quando vivere diventa una impresa | Giugno 2015 155

SPETTACOLO

Redazione

In effetti tutti i venerdì e sabato i nostri clienti hanno la possibilità di scegliere fra 4 menu diversi con una fascia di prezzi che va dai 18 ai 32 euro, sempre con lo spettacolo incluso, senza supplemento. Il nostro ristorante ha 210 posti a sedere e abbiamo anche un bel giardino esterno con 50 posti per godersi una magnifica cena all’aperto o fare uno sfizioso aperitivo. Il tutto in un’atmosfera molto ospitale, calda, accogliente.

RE PER UNA NOTTE

LA CULLA DEL CABARET CAPITOLINO

S

e il mese scorso abbiamo presentato ai nostri lettori questo storico tempio del cabaret e della comicità capitolina, adesso C magazine ha avuto l’onore di parlare con quello che è la vera anima di “Re per una notte”, quello che ogni sera lavora instancabilmente insieme al suo numeroso staff, curando tutti i dettagli affinché i suoi clienti possano godersi una serata indimenticabile all’insegna del divertimento e dei piaceri gastronomici: il signor Franco.

Signor Franco, Lei è alla guida di un locale ormai storico di Roma. Quando è cominciata quest’avventura? Sono già passati 20 anni, dal 15 ottobre 1995. Quel giorno Enzo Schiavone vinse la popolare trasmissione televisiva condotta da Gigi Sabani “Re per una notte”, grazie alla sua interpretazione di Michele Zarrillo. Vent’anni in cui è stato testimone d’eccezione della nascita di artisti oggi molto quotati a li-

vello nazionale. Infatti sono veramente orgoglioso di poter dire che questo locale è stato la culla vera e propria di tanti artisti che sono diventati nomi imprescindibili del panorama comico e cabarettistico romano e italiano. Parlo di Enrico Brignano, Teo Mammucari, Max Giusti, Gabriele Cirilli, Antonio Giuliani, Antonello Costa… La lista è lunga. Ma oltre al divertimento, offrite ai vostri numerosissimi clienti un accurato servizio di ristorazione adatto a tutti i tipi di budget.

Veramente magica! Cosa devono fare tutte le persone interessate ad organizzare un evento nel vostro locale? Al “Re per una notte” organizziamo meeting e convention, e anche compleanni e addio al celibato. Ci possono chiamare anche solo per informazione, rimaniamo a completa disposizione dei nostri clienti e amici. Gusto e spensieratezza sono le parole chiave di una serata indimenticabile. Vietato mancare al “Re per una notte”!


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OROSCOPO

Giugno

Mauro Gabbiadini

ARIETE

Molto equilibrio, c’è spazio per i sentimenti, per i progetti, per il dinamismo e, quasi, quasi, per la politica: sarete ricercatissimi e affascinanti.

TORO

Imponete una scelta economica, ne avete il potere, lavorare troppo senza compenso adeguato non fa per voi e così sarete più valutati anche da chi vi ama.

GEMELLI

Chiarirete i vostri propositi e molti si sentiranno attratti, cercheranno di imitarvi nel lavoro: soddisfazioni economiche dopo una lunga attesa.

CANCRO

L’obiettivo mette a fuoco il lavoro con serietà, il carisma fa vincere le sfide e guadagnare di più, felici di partecipare a tutto: amicizie festose.

LEONE

Si parlerà molto di voi e c’è bisogno di un intervento che chiarisca le idee a tutti. Pontificherete anche nella vita sociale, autorevoli e distaccati quanto basta per essere venerati nell’intimità.

VERGINE

Avete destato l’attenzione di chi comanda e vi chiederà di attivare dei guadagni a favore di tutti. Prima eravate ignorati: potenza del fascino? No, del denaro!

BILANCIA

Le idee fanno la differenza: voi volate alto, gli altri cercano di imitarvi e poi si adeguano, vogliono capire il vostro segreto. Brevettatelo, se occorre: fuori gli intrusi!

SCORPIONE

La segretezza funzionerà da deterrente, guadagni e investimenti si potenziano ma non vi farete notare per non suscitare contrapposizioni. Chi conta vi stima molto.

SAGITTARIO

Romanticismo, nostalgia, viaggi spirituali e materiali. Incontrerete persone affascinate dal vostro stile di vita così disinvolto e anticonvenzionale: riuscirete comunque a vivere bene!

CAPRICORNO

L’attività di un alveare e la vostra acutezza mentale permettono di visualizzare il panorama a lunga distanza: avete deciso di non arrendervi mai!

ACQUARIO

Sorprese in amore, progetti e nuove esaltanti esperienze da finanziare in modo autonomo. Il lavoro va, una straordinaria armonia vi unisce agli amici e ai collaboratori.

PESCI

C’è da discutere ma l’ultima parola spetta a voi. Chi vi circonda non ha capito che siete fortissimi perché seguite l’intuito, e prima o poi riguadagnerete il terreno perduto.


C mag 6/2015 (giugno)  

C mag 6/2015 (giugno)

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