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distribuzione gratuita anno 15 - n. 5/2017 Settembre / Ottobre

IL POTERE DEL SORRISO L’INTERVISTA: L’allenamento si fa senior DALL’OCULISTA: Gli occhi dei bambini

PSICOLOGIA: Stress da rientro BENESSERE: Giocare d’anticipo


distribuzione gratuita anno 15 - n. 5/2017 Settembre / Ottobre

sommario Pensiero positivo IL POTERE DEL SORRISO

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Luisa Castellini

Dall’oculista GLI OCCHI DEI BAMBINI

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in collaborazione con Monica Autolitano

L’intervista L’ALLENAMENTO SI FA SENIOR

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GIOCARE D’ANTICIPO

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Patrizia Mantoessi

Psicologia STRESS DA RIENTRO Stefania Puglisi

Lo suggerisce l’esperienza. Lo testimoniano i dati di tanti studi. Il sorriso, con la risata che spesso lo accompagna, fa bene alla salute e all’umore. E allora perché non provarci più spesso e farne un’abitudine? Con questo spirito positivo salutiamo l’estate e accogliamo l’autunno, una stagione splendida, che

Intervista a Deodato Assanelli di Luisa Castellini

Benessere

Sorridere ogni giorno

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forse ancor più delle altre sollecita la creatività, l’organizzazione, gli incontri, i nuovi progetti e i buoni propositi. Studio, lavoro, passioni: sull’agenda si moltiplicano gli impegni ed eccoci ad affrontarli... ma col sorriso. In questo numero del Gazzettino, dopo esserci convinti dell’importanza di un’attitudine positiva, leggiamo come prenderci cura degli occhi dei nostri bambini. Incontriamo poi Deodato Assanelli, Presidente della SIMSE, la Società Italiana di Medicina dello Sport e dell’Esercizio, per sco-

Bimestrale di informazione al pubblico della Cooperativa Farmaceutica Lecchese Anno 15, n° n. 5 Settembre / Ottobre 2017 Reg. Trib. Lecco N. 10/03 del 22/09/2003

prire come i senior possono, e dovrebbero, declinare l’esercizio fisico. Dall’importanza della scelta dell’attività più adeguata alla messa a punto di un

Direttore responsabile Luisa Castellini

programma di allenamento personalizzato, tutti i

Comitato Scientifico Paolo Borgarelli, Valentina Guidi

benefici in termini di salute psicofisica e quindi di

Hanno collaborato Monica Autolitano, Patrizia Mantoessi, Stefania Puglisi

qualità di vita. Raccogliamo poi le nostre energie in vista del grande freddo, scoprendo i protocolli di

Impaginazione Sergio Muratore Moretti Editore - www.morettieditore.com

prevenzione più consigliati: gli immunomodulanti

Stampatore Gam Edit Srl – Italy, Via A. Moro, 8 - 24035 Curno (Bg)

nostro organismo, che anche adesso ha bisogno

Associazione Nazionale Editoria Periodica Specializzata Socio Effettivo

e gli immunostimolanti che aiutano a rafforzare il di sostegno. Sì perché tornare nei “ranghi”, a casa, a scuola e al lavoro, non sempre è immediato. Leggiamo allora nei consigli della nostra psicologa come trasformare lo stress da rientro in un’occasione di crescita e cambiamento. Per vivere ogni giorno di questo autunno al meglio. L.C.

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PENSIERO POSITIVO

IL POTERE DEL

SORRISO

Migliora la circolazione e sostiene la memoria, aiuta a sconfiggere l’ansia e la depressione, abbassa lo stress liberando nuove energie: cosa stiamo aspettando a farci una risata?

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rendiamola sul ridere. Non c’è niente di più serio di un’affermazione come questa, specialmente se il contesto è dei più stressanti o ansiogeni, come una riunione ai piani alti dell’ufficio. Perché sorridere fa bene, e tanto, all’umore e alla salute. E allora vale proprio la pena di provare a farlo più spesso o, perché no, di iscriversi a un corso di yoga della risata, per fare di un dono a noi stessi e agli altri che forse concediamo troppo raramente una pratica quotidiana e un’attitudine verso la vita.

I benefici del sorriso Negli ultimi anni si sono moltiplicati i dati delle ricerche che ci rassicurano sugli effetti positivi e spesso risolutivi di un bel sorriso e di una sonora risata, soprattutto in situazioni di stress. Deponiamo le armi dello scetticismo: sorridere fa bene non “solo” alla mente

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di Luisa Castellini ma anche al corpo, a partire dal rilascio di endorfine che è la chiave dell’umore con cui possiamo affrontare ogni situazione.

L’allenamento più divertente per la salute del cuore Sorridere mette in moto una ventina dei nostri muscoli facciali: molti ne sono davvero grati perché altrimenti non si attiverebbero mai. Basta poco e possiamo

ringiovanire il viso di almeno tre anni e gli habitué hanno un’aspettativa di vita maggiore. Il sorriso, dati alla mano, favorisce la dilatazione dei vasi, migliora la circolazione del sangue e quindi la pressione arteriosa rallentando il battito cardiaco. Alzi la mano chi conosce un modo più piacevole ed economico per contribuire a contrastare le malattie cardiovascolari. E secondo i risultati di una ricerca dell’American Stroke Association faciliterebbe la riabilitazione dopo un ictus. Restando negli States, per lo studioso Lee Berk la risata sviluppa nel cervello alcune frequenze che producono onde in grado di sincronizzare l’attività neuronale sostenendo quindi la memoria. I pregi del sorriso e della risata non sono finiti. Sono noti effetti positivi sul sistema respiratorio e su quello immunitario. Sorridere rilassa, aiuta il corpo a recuperare energie e ad essere più reattivo rispetto agli eventi. Un sistema immunitario più forte significa meno malattie e più forza. Non ultima la bilancia. Dieci minuti di risate fanno smaltire circa 50 calorie. Portate a sistema, secondo i dati di una ricerca pubblicata sull’International Journal of Obesity, 15 minuti di risate al giorno farebbero perdere 2 kg in un anno. Niente male.

Contro lo stress per ritrovare intesa e creatività Degli effetti liberatori siamo stati tutti spesso testimoni. Quante volte un sorriso ha spezzato un’atmosfera irrespirabile o permesso di uscire da un’impasse? L’effetto rilassante e la capacità di ridurre lo stress e l’ansia sono il fiore all’occhiello del sorriso, che è stato elevato a disciplina con lo yoga della risata e a metodo con il coaching. Fermarsi, fare un

Yoga della risata una filosofia di vita

Se il sorriso e la risata apportano così tanti benefici, perché non farne una disciplina e quindi una filosofia di vita? Nasce con Madan Kataria lo yoga della risata, che oggi conta oltre 6000 centri in 65 paesi del mondo, che promuovono la Giornata mondiale della risata, la prima domenica di maggio, fin dal 1998. Lo yoga della risata combina le posizioni “classiche” a esercizi ad hoc. Il corpo non sente la differenza tra una risata spontanea e una indotta, a patto che questa sia volontaria: i benefici fisiologici e psicologici sono gli stessi. Per ottenerli, bisogna però ridere almeno 10-15 minuti, in modo forte e puntando tutto sul diaframma. Punto di partenza è la fiducia nel cambiamento positivo che la risata può innescare sulla nostra salute. L’umore influisce fortemente sulla qualità di vita per cui una maggiore produzione di endorfine può aiutarci a guardare positivamente alla nostra esistenza. Abbassare lo stress migliora i rapporti e aumenta le energie.

respiro profondo e sorridere è il primo passo per mutare l’assetto di una situazione. La flessibilità mentale viene subito sollecitata e la comunicazione riprende a scorrere. È più facile ascoltare, domandare, confrontarsi se c’è un sorriso a spezzare le tensioni, abbassare la competizione e aiutare a costruire un obiettivo

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comune. Una risata può sbloccare le energie e far scorrere la creatività perché abbatte gli ormoni dello stress: il cortisolo del 39%, l’epinefrina del 70% e la dopamina del 38% secondo i dati della Mayo Foundation for Medical Education and Research. Via libera allora al buon umore perché supporta la coesione e il lavoro in gruppo migliorando efficienza e produttività.

Smiley

Il sorriso come terapia Sorridere tiene il cervello in attività e aiuta a combattere ansia e depressione: un video comico aumenta i livelli di beta-endorfine del 27%. E ridere in compagnia per 15 minuti alza la soglia del dolore del 10%. Questi dati aiutano a comprendere l’importanza e il successo delle esperienze di clownterapia che dal medico americano Hunter Doherty “Patch” Adams in poi si sono diffuse in tutto il mondo, portando sorrisi e speranze nelle corsie degli ospedali e delle strutture di ricovero. La clownterapia alleggerisce l’atmosfera e facilita le cure ospedaliere, specialmente dei più piccoli. Sorriso, gioco, buon umore, empatia sono gli strumenti attraverso i quali il clown dottore riesce a entrare in contatto

l’icona mondiale della felicità Sta per compiere vent’anni il World Smile Day, la Giornata mondiale del sorriso, che si celebra il primo venerdì di ottobre dal 1999. A istituirla Harvey Ball, il padre dello Smiley, il sorriso più condiviso al mondo. La storia è nota: il nostro lo inventò nel 1963 in quel di Worcester, Stati Uniti, per risollevare il morale dei dipendenti di una ditta di assicurazioni appena acquisita da un’azienda più grande. Stampato su poster, appuntato su ogni scrivania, lo Smiley ebbe un effetto immediato tanto da diffondersi velocemente. Nel frattempo ne sorsero varie versioni: oggi è forse l’icona più usata, alla “faccia” di qualsiasi lettera dell’alfabeto, in tutto il mondo. In occasione della giornata fioriscono ogni anno le iniziative più disparate. Piccole o grandi che siano hanno lo stesso obiettivo: portare un sorriso dove non c’è. Dallo Smiley disegnato con gruppi di persone vestite di giallo e di nero ai palloncini fino ai concerti e alle performance circensi: non ci sono limiti alla fantasia e al potere di un sorriso. con la persona attivando il pensiero positivo e le risorse interiori indispensabili per affrontare un periodo di cura, specialmente se lungo e complesso.

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DALL’OCULISTA

GLI OCCHI DEI BAMBINI

Le prime visite, i segnali ai quali prestare attenzione, la tecnologia: come prendersi cura della vista dei più piccoli in collaborazione con

Monica Autolitano

• Specialista in Oculistica • Referente scientifico dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus > iapb.it

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quilla la campanella e dalla materna alle elementari le mamme si ritrovano e si confrontano. Sulla scuola, certo, ma soprattutto sulla salute dei bambini. Tra gli argomenti più frequenti, la vista, che preoccupa soprattutto per l’esposizione sempre più precoce ai device tecnologici. I tempi del Carosello sono finiti e già dai primi mesi di vita tra cellulari, tablet e tv i piccoli sono esposti agli schermi, con effetti che è difficile valutare sul lungo termine ma che già hanno condotto diverse associazioni di pediatri a pronunciarsi invitando quanto meno alla moderazione. Dello stesso parere Monica Autolitano, oculista: «È bene non superare un’ora al giorno per i più piccoli». Anche i più grandi vanno controllati: meglio non lasciarceli «più di un’ora di seguito facendo pause e guardando lontano». Meglio le “vecchie” attività all’aria aperta, ricordando di proteggersi dai raggi solari con lenti a norma di legge.

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I problemi oculari nei bambini La vista va controllata alla nascita e durante la crescita per evitare che eventuali disturbi passino inosservati. Da qui l’importanza di seguire, in condizioni fisiologiche, i controlli di routine. «Le fasce d’età più delicate sono la primissima infanzia, per escludere patologie congenite o connatali, l’età prescolare e quella scolare, in cui si manifesta la maggior parte dei disturbi rifrattivi».

Dalla nascita a un anno I problemi più comuni sono «la non pervietà del dotto lacrimale (ovvero la sua occlusione), le congiuntiviti connatali, la retinopatia del prematuro (ROP), i glaucomi e le anomalie congenite». Condizioni che di norma sono diagnosticate in modo tempestivo se il piccolo è sottoposto a una visita oculistica alla nascita.

Da 1 a 6 anni «Le problematiche più comuni sono le congiuntiviti allergiche, i problemi rifrattivi e gli strabismi», ovvero il disallineamento oculare causato da uno squilibrio della muscolatura extraoculare. L’ipermetropia è

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Dovrà mettere gli occhiali? Le parole chiave della prevenzione VISITE E CONTROLLI I neonati devono essere sottoposti alla nascita al “test del riflesso rosso”. Se non ci sono problemi particolari, si esegue una prima visita oculistica entro il primo anno. La seconda a 3 anni e la terza tra i 4-5 anni o comunque prima dell’inizio della scuola primaria. Seguiranno controlli periodici. CAMPANELLI D’ALLARME • se gli occhi del bambino non sono in asse (strabismo); • se strizza uno o entrambi gli occhi, ad esempio per guardare la televisione; • se è infastidito dalla luce; • se assume posizioni particolari con la testa per leggere, scrivere o disegnare; • se si infastidisce quando la visione dell’occhio migliore è ostacolata, ad esempio mettendo una mano davanti; • se accusa frequenti mal di testa; • se ha sovente palpebre e ciglia ricoperte di secrezione e/o occhi rossi con lacrime; • se ha particolari difficoltà a scuola o nello studio; • quando il bambino è in grado di parlare, possiamo domandargli se vede meno con un occhio rispetto all’altro. LENTI E OCCHIALI. Se il medico li ha prescritti, assicuriamoci che il bambino li indossi. Insegniamo al piccolo a prendersi cura degli occhiali e, nel caso delle lenti, le norme igieniche fondamentali. BUONE ABITUDINI. Nessun bambino dovrebbe giocare con oggetti piccoli e appuntiti o con sostanze irritanti o dannose per gli occhi. Se in casa ci sono animali, insegniamo a non mettersi le dita negli occhi e a lavarsi le mani dopo averci giocato. FLASH. Se nelle foto scattate col flash negli occhi del bimbo è presente un riflesso rosso è normale. Se notate invece la pupilla bianca è importante fare una visita specialistica.

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il più frequente vizio rifrattivo: è un difetto della messa a fuoco causato da un bulbo oculare troppo corto. Il bambino vede bene da lontano sforzando la messa a fuoco (accomodazione), mentre da vicino la visione può essere offuscata perché richiede nuovamente uno sforzo di messa a fuoco superiore. Importante è anche riconoscere l’occhio pigro (ambliopia): in assenza di lesioni anatomiche oculari o a livello delle vie ottiche, un singolo occhio si può “disattivare” e la corteccia cerebrale visiva non si sviluppa correttamente nel bambino. In questi casi spesso basta che l’oculista bendi l’occhio sano del bambino per far sforzare per un certo periodo quello che non lavora. Non ultimo, l’astigmatismo: l’occhio non riesce a mettere a fuoco un punto a prescindere dalla distanza. Gli astigmatismi lievi possono essere asintomatici, ma sono anche causa di annebbiamento visivo. «I difetti rifrattivi come ipermetropie e astigmatismi possono essere misconosciuti se il bambino non presenta strabismo o posizioni anomale del capo o particolari atteggiamenti – un esempio tipico: si avvicina troppo agli oggetti e alla tv – e non viene portato a una visita oculistica».

Il 12 ottobre è la Giornata Mondiale della Vista. Promossa dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità, è un’occasione preziosa per informarsi e usufruire di un check-up oculistico gratuito. Info al numero verde 800-068506, attivo da lunedì a venerdì, ore 10-13, o su >iapb.it

NUTRIRSI BENE, VIVERE MEGLIO Forniscono energia, rafforzano la massa muscolare, “riparano” l’organismo. Le proteine sono alleate fondamentali della salute, ma gli adulti ne sono spesso carenti: uno su tre non raggiunge il fabbisogno giornaliero raccomandato. A fare la differenza possono essere i supplementi nutrizionali

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tanchi, svogliati, più pigri. Con l’età, il corpo cambia, e le attività e gli impegni di ogni giorno possono diventare un peso via via più gravoso. A incidere su questa sensazione di affaticamento sono una serie di fattori fisiologici e uno stile di vita non attivo.

In farmacia: Meritene®

A ciascuno la sua dieta Ogni persona ha esigenze nutrizionali differenti in base all’età, alle condizioni di salute, all’attività fisica e allo stile di vita. Carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali sono il carburante che il nostro corpo ricava dall’alimentazione. Scegliere ogni giorno la corretta nutrizione è il modo migliore per occuparsi del proprio benessere: bere almeno 2 litri d’acqua, consumare 5 porzioni di frutta e verdura, assumere carboidrati e alimenti ricchi di proteine ogni giorno.

Dai 6 ai 12 anni

L’importanza delle proteine in un’alimentazione varia ed equilibrata Le proteine sono fondamentali per la massa muscolare, per costruire e riparare l’organismo e per fornire energia. La ricerca scientifica ha dimostrato che ben 1/3 degli over 50 non assume la corretta quantità di proteine raccomandata giornalmente, uno squilibrio tra il cibo di cui si nutre e quello di cui il corpo ha bisogno per essere in salute. Le conseguenze possono essere diverse: dalla stanchezza e fatica alla perdita di peso, dalla diminuzione della massa muscolare fino riduzione della risposta immunitaria.

In questa fascia d’età la condizione più frequente è la miopia. Il bambino vede bene gli oggetti da vicino mentre da lontano ha una visione sfocata. Si tratta di un disturbo della messa a fuoco e di norma è imputabile a un allungamento eccessivo del bulbo oculare. Una volta individuata e corretta la miopia, è importante verificare che i bimbi mettano le lenti, soprattutto a scuola per guardare la lavagna e a casa per la tv. Recenti studi hanno dimostrato che è importante che i bambini vivano parte del loro tempo all’aria aperta e alla luce. Un numero maggiore di ore trascorse all’esterno è associato a una minore miopia, anche se naturalmente contano anche gli aspetti genetici.

Qual è l’apporto proteico giornaliero raccomandato? È pari a 0.9 g/kg di peso corporeo al giorno ed aumenta fino a 1.2 g/kg oltre i 65 anni. Questo significa, ad esempio, per un uomo di 70 kg, un apporto di 63 g/die e per una donna di 60 kg di 54 gr/die che possono essere assunti portando in tavola, in una giornata tipo, un vasetto di yogurt da 125 gr, 200 ml di latte parzialmente scremato, 1 uovo, pasta (100 gr per lui; 65 gr per lei), una pietanza di pollo, manzo o maiale (100 gr per lui; 80 gr per lei) e ancora 50 gr di tonno e patate (100 gr per lui, la metà per lei).

19 vitamine e minerali con in più le proteine. Le vitamine B2, B6 e B12 e minerali come ferro e magnesio aiutano a ridurre il senso di stanchezza e fatica; le vitamine A, C, B6 e B12 supportano la normale funzione del sistema immunitario; le proteine contribuiscono al mantenimento della massa muscolare. In versione solubile o pronto da bere, Meritene® Forza e Vitalità è un valido alleato da inserire in una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano.

I supplementi nutrizionali Per sopperire a quanto non è introdotto in misura adeguata con l’alimentazione, i supplementi nutrizionali possono essere un aiuto prezioso. Alimenti ricchi di proteine, vitamine e sali minerali possono arricchire una dieta o personalizzarla. Nasce da qui Meritene® Forza e Vitalità, il supplemento nutrizionale per contrastare la sensazione di fatica e debolezza e per vivere pienamente la giornata.

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L’INTERVISTA

mino di qualche Asl, l’iniziativa è lasciata al singolo o al volontariato ma non è integrata nell’offerta del Sistema Sanitario Nazionale. Eppure l’attività fisica «dovrebbe essere somministrata esattamente come un farmaco. Anche in presenza di malattie croniche meglio muoversi poco che non fare nulla». Come scegliere l’attività fisica migliore? Bisogna pensarla come un abito. Il migliore è quello sartoriale, fatto su misura. Confezionato, ma di taglia giusta, veste meglio. La misura unica è sicuramente meno efficace. Il gold standard è l’esercizio fisico personalizzato, che presuppone una visita con uno specialista in medicina sportiva, in un centro specializzato, l’esecuzione di alcuni test per valutare le condizioni psicofisiche e un allenamento seguito da un professionista del fitness del paziente, meglio se laureato in Stampa (Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata).

L’ALLENAMENTO SI FA

SENIOR Dalla camminata al circuito all’aperto, dalla palestra alla piscina per migliorare la capacità cardiopolmonare, l’equilibrio e la muscolatura. L’esercizio fisico è un grande alleato della salute e dell’umore degli over 65, a patto di scegliere un’attività adeguata e il più possibile personalizzata

Intervista a

Deodato Assanelli

• Presidente della SIMSE, Società Italiana di Medicina dello Sport e dell’Esercizio • Docente dell’Università di Brescia > simse.org di Luisa Castellini

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e eccezioni, come spesso accade, portano al Nord Europa. «Secondo i risultati dei più importanti studi di coorte, più si invecchia e meno si fa attività fisica. Si instaura così un circolo vizioso, perché la sedentarietà favorisce non solo l’invecchiamento,

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ma un invecchiamento peggiore». A spiegare l’importanza di mantenersi attivi anche e soprattutto in pensione è Deodato Assanelli, presidente della SIMSE, che sfata subito un mito tutto nostrano: «in Italia abbiamo un’aspettativa di vita più lunga ma la qualità di vita dell’anziano è scadente perché si fa molto poco a livello di prevenzione con l’esercizio fisico negli anziani e nei malati cronici» (dati Ambrosetti). Non si tratta di sport – che presuppone un impegno intenso e continuativo, né di riabilitazione, di breve durata – ma di cultura e quindi educazione e abitudine alla pratica dell’esercizio fisico: un’attività fisica moderata, ma regolare. È questa a mancare perché, salvo casi sporadici, come i gruppi di cam-

Quali sono le più consigliate? Dipende dalla persona e anche da quello che può e vuole fare. La camminata a passo lesto è un inizio e va abbinata a una serie di esercizi. Se si abita in un piccolo centro o in periferia, si possono consigliare i circuiti all’aperto mentre in città, considerando l’inquinamento, si prediligono le attività indoor con esercizi specifici in palestra o la piscina. Per fare attività sportiva non occorrono grandi investimenti: le catene offrono buoni prodotti a prezzi ragionevoli e per camminare o andare in palestra la cosa importante sono le scarpe e l’abbigliamento comodo e adeguato. Su quali aspetti si concentra l’allenamento di un senior? Nell’ambito di un programma il più possibile personalizzato, si cerca generalmente di lavorare al potenziamento della forza muscolare, soprattutto del tronco e delle braccia. Importanti anche gli esercizi che favoriscono la flessibilità e l’equilibrio. Questi sono fondamentali per chi è già caduto: una volta inquadrato il deficit si eseguono attività ad hoc. Tra le più comuni, camminare su una linea dritta e poi curva a occhi prima aperti e poi chiusi alternativamente. In aggiunta la classica camminata veloce, tutti i giorni, completa una buona abitudine. Intensità, durata e frequenza: come si ottengono i risultati migliori? A contare di più è la frequenza. Un recente studio condotto su un gruppo di donne obese ha dimostrato che 20 minuti di attività intensa 3 volte al giorno, danno risultati anche migliori– in termini di capacità

I benefici sulla qualità di vita Nel rispetto delle condizioni fisiche di partenza, un’adeguata attività fisica contribuisce positivamente alla salute e al benessere. Può migliorare i parametri cardiopolmonari e l’equilibrio e rafforzare muscoli e articolazioni, senza dimenticare le ricadute positive a livello psicologico. L’attività fisica migliora l’umore, aumenta l’autostima, favorisce il sonno. Diversi studi hanno dimostrato l’influenza positiva sulla depressione ma anche su patologie neurologiche come Parkinson e Alzheimer. L’esercizio migliora non “solo” la funzionalità motoria ma agisce sulla plasticità neuronale rallentando il decorso di molte malattie croniche. aerobica e dimagrimento – di un’ora consecutiva, sempre al giorno, per almeno 4 volte la settimana. Meglio poco esercizio ripetuto più di frequente, che allenamenti sporadici e sfiancanti. Qualche consiglio per i neo sportivi? Se la parola d’ordine è sempre gradualità, questa è ancora più importante quando si parte da zero. Bisogna avere pazienza per preparare il “fondo” con un allenamento su base mensile o bimestrale aumentando i carichi poco a poco. Riscaldamento e detraining sono indispensabili per non avere problemi a muscoli e ossa. Bisogna poi idratarsi adeguatamente con bevande ricche di sodio, potassio e magnesio. Si parla spesso di mancata aderenza alle terapie: vale anche per l’attività fisica? Certo. Ci sono pazienti che vanno in palestra una volta la settimana, altri addirittura tre. Emblematici i risultati di uno studio (Paprica) condotto a San Gallo, in Svizzera. Sono stati presi in esame 1000 soggetti in prevenzione primaria con l’obiettivo di renderli più attivi nella cura della propria salute. I ricercatori hanno somministrato a tutti

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un questionario per valutarne la motivazione rispetto all’attività fisica. Alla fine li hanno divisi in 4 gruppi: attivi, saltuari, i “vorrei ma non posso” e infine i soggetti totalmente disinteressati. Hanno quindi studiato un programma di esercizi personalizzato su base annuale solo per i soggetti motivati con incontri di controllo mensili. Oltre il 50% degli arruolati ha partecipato al programma con risultati così buoni da destare l’interesse della comunità scientifica svizzera e internazionale. Quali sono i parametri da verificare col medico prima di compiere un’attività sportiva, soprattutto se si è in terapia per una malattia cronica? Oltre ai controlli di rito (esami del sangue, urine, elettrocardiogramma) è importante valutare la resistenza cardiopolmonare, la forza, la flessibilità e l’equilibrio. È necessario verificare che non ci siano controindicazioni al tipo di attività ma anche al singolo esercizio proposto. Un caso tipico è quello dell’osteoporosi. Il movimento assicura un beneficio ma bisogna stabilire una soglia di rispetto, per ciascuno, per non aumentare il rischio di fratture. Medico di famiglia, specialista in medicina sportiva, centro specializzato: a chi affidarsi? In prima battuta al medico di famiglia, che può suggerire al paziente sano di fare esercizio fisico e di monitorare i risultati con strumenti semplici come i contapassi o l’accelerometro. In Veneto entro il 2017 sarà approntata una normativa affinché chi prescrive esercizio fisico abbia una determinata preparazione documentata. Questo perché in presenza di un soggetto con patologie è meglio indirizzare allo specialista e quindi eventualmente al centro specializzato, se occorrono approfondimenti ancora più mirati.

Sport & Diabete Per un’attività fisica moderata, in presenza di diabete di tipo 2, si raccomanda la misurazione della glicemia prima e dopo l’allenamento e possibilmente della frequenza cardiaca. Sono inoltre molte le persone con diabete di tipo 1 che non rinunciano all’attività sportiva, anche agonistica, arrivando a una gestione perfetta della malattia, più di recente anche mediante l’ausilio di microinfusori. In tutti i casi è indispensabile il controllo medico e preferibilmente dello specialista di branca e/o del medico dello sport e dell’esercizio.

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Palestre e centri sportivi sicuri domani sarà più facile scegliere

In Emilia Romagna è stato stilato un elenco di palestre sicure dove opera personale laureto in Scienze Motorie con un listino prezzi calmierato e una metodologia approvata dalla Regione. «Il Veneto sta seguendo lo stesso esempio che speriamo presto sia fatto proprio anche dalla Lombardia, per poi diventare uno standard in tutta Italia» spiega Deodato Assanelli, Presidente della SIMSE. La creazione di questo genere di strutture accreditate in tutta Italia sarà un aiuto prezioso per chi decide di mettersi in moto. Ma come orientarsi nel frattempo? Lo specialista in medicina sportiva può sicuramente consigliare la palestra o il centro più adatto al tipo di attività prescritta. Ricordiamo che la riabilitazione è affidata al fisioterapista, mentre è il laureato in Scienze Motorie a impostare, con la supervisione del medico, l’attività fisica che si spera diventi un appuntamento regolare. In generale è meglio optare per realtà il più possibile certificate con personale qualificato, verificando, prima di iscriversi, che siano attrezzate per rispondere a esigenze particolari o comunque a un’utenza senior. «Uno degli errori più comuni è la composizione di gruppi di esercizio di persone con disabilità e capacità funzionali differenti, mentre è importante creare gruppi il più possibile omogenei».


LA SECCHEZZA CUTANEA

Con l’età la pelle è più sottile, fragile, incline alle irritazioni e quindi al prurito, che può diventare molto persistente: dall’importanza di un’idratazione costante e mirata alle buone abitudini, ecco come affrontarlo

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esposizione solare, il freddo, il vento, l’inquinamento, le cattive abitudini: sono molti i fattori che possono influenzare la salute della pelle. La secchezza è una situazione molto frequente e si può manifestare in varie fasi della vita o può essere il sintomo di alcune malattie.

In farmacia: Dexeryl®

La pelle secca nell’anziano L’età induce cambiamenti importanti nella pelle, tra cui una ridotta produzione di sebo e di glicerolo, una sostanza fondamentale per il trasporto di acqua tra i vari strati della pelle. A questo si aggiunge l’assottigliamento del derma, riserva della maggior parte dell’acqua cutanea. Gli anni, gli effetti del fotoaging, il clima, lo stile di vita e la presenza di eventuali patologie (dermatite atopica, psoriasi, ittiosi, insufficienza renale, diabete) o l’assunzione di alcuni farmaci per malattie croniche possono rendere la pelle sempre più sottile e screpolata. Così la cute, più fragile, è maggiormente esposta agli effetti dannosi degli agenti esterni e incline alle irritazioni e alle infiammazioni: da qui la sensazione di prurito spesso lamentata dai senior. Quando questa condizione è accentuata, con effetti negativi sulla qualità di vita, si parla di xerosi cutanea. Parola d’ordine: idratare Gli emollienti sono utili nelle patologie infiammatorie croniche della cute che presentano come segno fondamentale una xerosi marcata. La mancanza di acqua e glicerolo tipica della pelle dell’anziano e della xerosi persistente può essere ripristinata impiegando con costanza prodotti emollienti ricchi in glicerolo saturo in acqua. Un prodotto studiato ad hoc come Dexeryl, usato regolarmente, aiuta l’idratazione e ricostituisce la barriera cutanea alterata. Buone abitudini antiprurito Oltre all’uso di un emolliente 1-2 volte al giorno, è utile usare detergenti delicati con pH fisiologico, limitare il numero e la durata di bagni e docce preferendo l’acqua tiepida. Dopo essersi lavati è importante tamponare la pelle senza strofinarsi e applicare subito l’idratante in quantità adeguata, con movimenti circolari fino a completo assorbimento. Preferire abiti comodi e tessuti naturali, usare un umidificatore negli ambienti dove si vive, non co-

Senza profumo, coloranti e lanolina, Dexeryl è una crema dermoprotettiva indicata in tutti i casi di secchezza della pelle persistente, di natura fisiologica o patologica. Migliora il benessere cutaneo riducendo la sensazione di prurito e previene la penetrazione di sostanze allergizzanti. La sua formula permette di legare un’importante quantità di acqua al glicerolo rendendola disponibile rapidamente sulla superficie cutanea: paraffina e vaselina provvedono a limitarne l’evaporazione. Maggiori info su pelle-secca.it

prirsi troppo la notte e non eccedere nel riscaldamento sono altre buone abitudini che aiutano a contrastare la secchezza cutanea.

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BENESSERE

il trattamento preventivo comporta una riduzione significativa del numero di episodi e del consumo di antibiotici.

GIOCARE D’ANTICIPO

La vitamina C

Aumenta la resistenza alle infezioni batteriche e virali accelerando la guarigione in caso di raffreddore. È essenziale per la cicatrizzazione delle ferite e ha un’azione antiossidante, neutralizzando i processi di fotoinvecchiamento e cancerogenesi. Ogni eventuale eccesso viene escreto con le urine: alti dosaggi sono però controindicati in caso di predisposizione alla calcolosi renale. I contraccettivi orali, il fumo e alcuni farmaci come le tetracicline, l’aspirina e i corticosteroidi riducono la disponibilità di vitamina C nell’organismo. La dose nutrizionale consigliata è di 400-1000 mg/die.

La vitamina D Gli immunomodulanti e gli immunostimolanti aiutano a rafforzare le difese del nostro organismo in vista del grande freddo. Dalle vitamine ai rimedi omeopatici fino alla fitoterapia, i protocolli di prevenzione più consigliati

Patrizia Mantoessi • Farmacista a Monza

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l vantaggio per la salute offerto dalla medicina omeopatica da sola o in combinazione con quella convenzionale, sempre sotto controllo medico, è prezioso per il singolo e per il sistema sanitario nell’ottica di una migliore gestione delle epidemie stagionali che interessano il tratto respiratorio. Se è presto per pensare alla vaccinazione antinfluenzale, consigliata tra la fine di ottobre e la prima metà di novembre, non lo è per seguire un protocollo di prevenzione che ci aiuterà ad affrontare meglio le rigide temperature invernali.

I rimedi omeopatici

Tra i più usati, il rimedio a base di lisato di fegato e

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cuore d’anatra, indagato da diversi studi. Uno del 2012, in particolare, lo ha riconosciuto come un prezioso aiuto per prevenire le infezioni del tratto respiratorio: la somministrazione, oltre a non provocare reazioni avverse o intolleranze, comporta potenziali benefici tra cui la riduzione dell’uso di antibiotici. Il trattamento a scopo preventivo implica l’assunzione di una dose (contenente 1 g, circa 200 globuli impregnati con 0,01 ml di estratto specifico di fegato e cuore d’anatra) a settimana per 8 mesi, di norma da inizio settembre a fine aprile. I pazienti dello studio sono stati seguiti da 1 a 10 anni, valutando il numero di infezioni delle vie respiratorie (RTI), ovvero dei seni paranasali, della gola, delle vie aeree o dei polmoni e che solitamente presentano un’eziologia virale e talvolta batterica. La valutazione dell’efficacia del trattamento preventivo era la riduzione del numero di episodi per anno rispetto al precedente l’inclusione nello studio. Se non c’è ancora un’evidenza sufficientemente forte che il medicinale omeopatico abbia un effetto sulle RTI, si è comunque osservato che

Oltre a essere indispensabile per lo sviluppo e il mantenimento delle ossa, modula la risposta del sistema immunitario stimolando i linfociti B. La maggior parte della popolazione non raggiunge i livelli ottimali per la scarsa esposizione al sole e perché le fonti alimentari (tonno, uova, salmone, trota iridea) possono al massimo coprire il 20% del fabbisogno. Può essere quindi necessaria un’integrazione in forma di gocce o compresse. Quanto più adeguati sono i livelli, tanto maggiore è la protezione verso un’ampia gamma di patologie: affezioni parodontali, diabete, malattie cardiovascolari, infezioni, comprese quelle delle vie respiratorie, cancro.

Lo zinco

Utile in caso di raffreddore e di infezioni frequenti, è indispensabile per il corretto funzionamento di numerosi enzimi e per l’efficienza del sistema immunitario. Ne basta una dose di 15 mg ai pasti: come tutte le integrazioni, va fatta a cicli prevedendo un periodo di sospensione (finestra terapeutica) per evitare accumuli o interferenze con l’assorbimento di altre sostanze. L’assunzione eccessiva può inibire l’assorbimento di rame e ferro. 

L’echinacea

Pallida o Augostifolia? A lungo considerate varietà della stessa specie o addirittura la stessa pianta, sono state invece riconosciute come due specie distinte. Sono un supporto per il sistema immunitario: l’esatto meccanismo d’azione non è del tutto chiaro, ma

In tavola il cibo è la prima medicina Lo ricordava già Ippocrate. Fin dall’antichità una buona alimentazione è considerata la prima forma di cura e medicamento. Non dimentichiamo, allora, di fare attenzione a cosa portiamo in tavola e di assicurarci un buon equilibrio emotivo, che si riflette sui comportamenti e sulla salute.

aumentano la resistenza dell’organismo nei confronti degli agenti esterni. Gli effetti di alcuni preparati sono stati analizzati con studi in vitro e in vivo. I principi attivi maggiormente implicati nell’azione immunomodulante sono polisaccaridi ed echinacosidi. Rari gli effetti avversi, che si verificano a livello cutaneo. Meglio somministrare con cautela nei pazienti con importanti malattie allergiche o in terapia con statine, benzodiazepine o antifungini per la possibile interferenza con il sistema enzimatico che metabolizza proprio questi farmaci.

L’astragalo e l’uncaria

In parte farmaco e in parte alimento, l’astragalo è un nutraceutico. Oltre a essere utile come tonico nelle situazioni di deficit energetico, inibisce la crescita batterica e riduce l’incidenza e il decorso della sindrome da raffreddamento. L’uncaria, per le proprietà immunostimolanti ed immunomodulanti, trova impiego in tutti i casi di infezioni croniche, come antivirale e depurativo dell’intero tratto gastrointestinale.

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PSICOLOGIA

STRESS DA RIENTRO

Stanchezza, confusione, insonnia, un po’ di malinconia: riprendere le redini del © Pavel / Shutte lavoro e dello studio dopo le vacanze richiede un nuovo adattamento, non per tutti immediato. Dalla riorganizzazione delle giornate ai buoni propositi, come trasformare il ritorno alla quotidianità in un’occasione di miglioramento

Stefania Puglisi

• Psicologo-Psicoterapeuta e Mediatore Familiare, Genova > puglisistefania-psicologo-genova.com

L

e giornate volgono verso il cambiamento e si accorciano mentre le fatiche aumentano. La sensazione di tornare alla “gabbia” della routine quotidiana può rendere l’umore instabile e sottoporre a stress, ovvero alla capacità di riadattamento psicofisico. Al rientro dalle vacanze per molti di noi tutto sembra più difficile da affrontare. Non si riesce a riprendere il “ritmo”, ci si sente sfasati e si vive la giornata che ricomincia con nervosismo, ansia e mancanza di volontà. Si avverte una sensazione di stanchezza inspiegabile considerando il periodo di pausa appena trascorso. La sensazione di spossatezza è in parte fisiologica, causata dal riadattamento del fisico a orari e doveri diversi, e in parte psicolo-

gica e legata all’accettazione della ripresa del solito carico di responsabilità lavorative e familiari.

Portare l’energia delle vacanze a casa

Il contesto della vacanza è dominato dall’assenza della sveglia programmata e dalla prevalenza di attività piacevoli e di svago. Quando si avvicina la ripresa lavorativa bisognerebbe concentrarsi sulla possibilità di mantenere lo svago tra gli obiettivi del quotidiano. Un esempio? Sì all’iscrizione in palestra ma non per senso del dovere o “solo” per dimagrire ma pensando, anche, al piacere di svagarsi, fare movimento, magari provare esercizi e corsi nuovi, stringere amicizie. È lo spirito che ci anima verso gli obiettivi che ci poniamo a rendere entusiasmante o meno l’impegno quotidiano. L’energia che viviamo in estate durante le vacanze può accompagnarci, rivisitata, anche per tutto il resto dell’anno se proviamo a portare nella gestione delle nostre attività

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Consigli per una buona ripresa

Insonnia, sbalzi d’umore, svogliatezza: all’estero chiamano Post Vacation Blues quella difficoltà mista a insofferenza a tornare nei ranghi dopo un periodo di vacanza dal lavoro o dallo studio. A volte lo stress da rientro comprende anche mal di testa e gastrite, gli stessi disturbi di cui soffre chi, al contrario, non riesce a staccarsi dal lavoro. Gradualità e ottimismo sono le parole d’ordine per affrontare il rientro. Riprendiamo il più possibile gradualmente le attività quotidiane: evitiamo di passare nell’arco di 12 ore dalla spiaggia alla scrivania. Rispettiamo le ore di sonno, che sono il reale momento in cui l’organismo si riprende dalla fatica. Se in vacanza siamo stati attivi, cerchiamo di esserlo anche a casa: l’attività fisica regolare è indispensabile per la salute e l’equilibrio psicofisico, aiuta a diminuire lo stress e a dormire meglio. Aiutiamo il nostro organismo a riprendere il giusto ritmo curando con maggiore attenzione l’alimentazione soprattutto se in vacanza abbiamo esagerato tra aperitivi, grassi e dolci. Approfittiamo delle belle giornate per stare all’aria aperta, magari in pausa pranzo, con una passeggiata o una gita nel week-end. Continuiamo a concederci del tempo per le pause e le attività piacevoli: iniziamo l’anno pianificando bene il lavoro e lo studio senza dimenticare i necessari spazi di svago. Se si presentano sintomi seri di ansia e crisi di adattamento non aspettare e cercare aiuto.

ottimismo e obiettivi sensati, soprattutto rispetto alla gestione del tempo e del nostro benessere.

Organizzare con cura le giornate: sì al lavoro ma anche allo sport e allo svago

Essere in forma d’estate si associa alla snellezza, all’abbronzatura, allo sport, all’alimentazione sana, mentre in inverno “solo” all’assenza di malattie. Il sen-

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so di benessere deve invece essere costantemente ricercato e mantenuto come stile di vita. Basta trovare un tempo per ogni attività e dividere la giornata concedendosi sempre un momento piacevole per dedicarci a quanto ci rilassa e ci fa stare bene, che si tratti di fare sport, cucinare, leggere o passeggiare. Ognuno di noi trarrà giovamento a rientrare nelle proprie competenze, se svilupperà questo principio di conservazione del proprio interesse alla salute inteso come benessere a 360°. La gioia e l’entusiasmo si manifestano se ci sentiamo soddisfatti e questo avviene quando i nostri bisogni sono appagati e i nostri obiettivi sono raggiungibili.

Anche per bambini e ragazzi il rientro può essere una fonte di stress. Concediamo ai nostri figli il tempo e lo spazio necessari per riabituarsi alla sveglia, alla sedentarietà e ai compiti anche se questo significa sacrificare un giorno di vacanza. Sonno, alimentazione, attività fisica e poca tecnologia: questa è una buona “ricetta” per sostenerli in questa fase di cambiamento e per tutto l’anno nell’affrontare nuove sfide. Un ultimo consiglio: non esageriamo con le attività extrascolastiche e lasciamo anche a loro qualche ora libera.

Tornare sui banchi di scuola

È importante riprendere l’elenco delle materie, rivedere il lavoro fatto e quello rimasto in sospeso. È utile ripassare aprendo i libri o i quaderni per prepararsi a ciò che si sta per affrontare: bastano pochi gesti. All’università è importante aggiornarsi sulle materie da frequentare, i libri da cercare e organizzarsi con la suddivisione del tempo tra ore di lezione, di studio, di svago e per le uscite. La gestione delle risorse personali e del tempo garantisce continuità e successo. Raggiungere gli obiettivi scolastici significa impegno ma anche aver sfruttato al meglio capacità ed energie. Il contesto rende poi più agevole la combinazione. Vivere e studiare in uno spazio luminoso, silenzioso, pulito e ordinato favorisce la concentrazione e la memorizzazione dei concetti e diminuisce le fonti di stress nocivo.

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Gazzettino della farmacia 05 set ott 2017 archivio  
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