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distribuzione gratuita anno 15 - n. 3/2017 Maggio / Giugno

Liberi dal tabacco L’INTERVISTA: Ipertensione PEDIATRIA: Le infezioni della pelle

BENESSERE: Remise en forme IN PARTENZA: La farmacia da viaggio


distribuzione gratuita anno 15 - n. 3/2017 Maggio / Giugno

sommario L’intervista IPERTENSIONE

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Intervista a Gianfranco Parati di Luisa Castellini

L’obiettivo SMETTERE DI FUMARE

Intervista a Francesco Schittulli di Luisa Castellini

Pediatria

LE INFEZIONI DELLA PELLE Susanna Esposito

Benessere

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REMISE EN FORME Patrizia Mantoessi

In partenza LA FARMACIA DA VIAGGIO

Psicologia HO PAURA DELL’ESAME!

Stefania Puglisi

Bimestrale di informazione al pubblico della Cooperativa Farmaceutica Lecchese Anno 15, n° n. 3 Maggio / Giugno 2017 Reg. Trib. Lecco N. 10/03 del 22/09/2003 Direttore responsabile Luisa Castellini Comitato Scientifico Paolo Borgarelli, Valentina Guidi Hanno collaborato Susanna Esposito, Patrizia Mantoessi, Stefania Puglisi Impaginazione Sergio Muratore Moretti Editore - www.morettieditore.com Stampatore Gam Edit Srl – Italy, Via A. Moro, 8 - 24035 Curno (Bg) Associazione Nazionale Editoria Periodica Specializzata Socio Effettivo

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L’ordine della crescita È quello che occorre per portare a termine le sfide più grandi, che spesso sono il frutto di un lavoro sulle nostre abitudini. Come prenderci cura di noi stessi in modo consapevole, ad esempio misurando regolarmente la pressione. Su questo tema ci confrontiamo con Gianfranco Parati, presidente della SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa) in un’intervista in occasione della Giornata Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa, per scoprire quanto ancora sia sottovalutata pur essendo un importantissimo fattore di rischio per molti eventi e malattie invalidanti. Proseguiamo la lettura mantenendo il filo rosso dei grandi fattori di rischio, ma anche della consapevolezza e dell’impegno incontrando Francesco Schittulli, presidente della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori). Smettere di fumare è infatti uno degli obiettivi più alti che possiamo porci per la nostra salute. Dire addio alle “bionde” significa liberare il nostro corpo dalla nicotina e dalle oltre 400 sostanze nocive contenute nelle sigarette. Ritrovare fiato per correre, riscoprire i sapori ma soprattutto abbattere il rischio cardiovascolare e di sviluppare un tumore. Gli strumenti per riuscire nell’impresa non mancano, ma serve una strategia, quell’ordine a cui guardiamo in questo numero. Lo stesso che occorre per prendersi cura dei propri figli, “ripassando” ad esempio le principali infezioni che ne interessano la cute, specialmente in estate. Procediamo pensando alla bella stagione e scopriamo come avviare un’efficace remise en forme portando a tavola i cibi giusti e rimettendo in moto il metabolismo. Verifichiamo se sono necessarie vaccinazioni o precauzioni particolari per la nostra prossima avventura e prepariamo la farmacia da viaggio. Non ultime le pagine di psicologia, che ci raccomandano di impiegare lo stress in modo positivo per superare le prove che ci stanno più a cuore. La maturità, la laurea, ma anche l’ingresso nel mondo del lavoro: questione di metodo, ancora una volta di ordine, per raggiungere un cambiamento e compiere una crescita. Quella che l’arrivo dell’estate ci chiama, ancora una volta, a compiere.

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l’Ipertensione Arteriosa del 17 maggio. Un momento importante per avere l’attenzione dei cittadini e coinvolgerli in iniziative di prevenzione. Quest’anno riproporremo il nostro Questionario sul rischio: invitiamo a compilarlo o a farlo tramite la nostra app ESH. Un modo per coinvolgere il paziente in un progetto sulla sua salute e per raccogliere dati aggiornati sui quali lavorare, una sorta di “epidemiologia di strada”.

L’INTERVISTA

IPERTENSIONE

Ne soffre un italiano su tre, ma solo la metà lo sa. Il problema non sono le terapie, che non mancano, ma la consapevolezza. Arrivando tardi alla diagnosi il rischio di partenza resterà sempre alto, soprattutto se si costruisce fin da piccoli con sovrappeso e sedentarietà

Intervista a

Gianfranco Parati

• Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare, Università Bicocca-Milano • Direttore del Dipartimento di Cardiologia, Istituto Auxologico di Milano • Presidente della SIIA, Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa > siia.it

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on è una malattia e forse per questo è spesso sottovalutata. Eppure aumenta il rischio di essere colpiti da alcuni tra gli eventi e le patologie più invalidanti: infarto, ictus, insufficienza renale. Nel 2000 su “Lancet” viene indicata come la terza causa di invalidità su scala mondiale. 13 anni dopo, l’ipertensione compare al secondo posto del-

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la stessa classifica. Segno che nonostante l’avanzare della ricerca scientifica, il miglioramento delle terapie e quindi la possibilità di contenerne gli effetti, molto ancora sfugge. I malati che non sanno di esserlo e quelli che, semplicemente, la sottovalutano e, ancora, la mancata aderenza alle terapie. Da qui la necessità di portare l’ipertensione all’attenzione dei cittadini per convincerli che si tratta di una cosa seria, da gestire con precisione, come ci spiega il professor Parati in questa intervista. Asintomatica e spesso sottovalutata: come si può cambiare la percezione del rischio di avere la pressione alta? Con tanta informazione: per questo la SIIA si impegna nella promozione della Giornata Mondiale contro

Quante persone soffrono di ipertensione senza saperlo o ignorano il problema? I dati di prevalenza sono preoccupanti perché in salita a causa di uno stile di vita inadeguato, di un aumento di peso generalizzato e della sedentarietà. Il 33% degli uomini e il 31% delle donne soffrono di ipertensione ma una buona metà ne è inconsapevole perché non manifesta alcun sintomo (giramenti di testa, palpitazioni, perdita di sangue dal naso) o pensa si tratti di una condizione passeggera, magari dovuta allo stress. Perché la pressione tende a salire con gli anni? Sostanzialmente perché c’è una predisposizione. Chi ha entrambi i genitori ipertesi ha ottime probabilità di esserlo a una certa età e in particolare verso i 35-40 anni. Se a questa predisposizione, che resta con gli anni, si aggiunge uno stile di vita che ne amplifica gli effetti, si comprende subito come la situazione vada controllata e corretta. Cosa bisogna fare quando ci si accorge di avere la pressione alta? Quando si riscontra un’ipertensione in persone che stanno bene e non hanno sintomi, non bisogna

I valori

quando sono alti? L’intervento terapeutico, che segue o comunque dovrebbe andare di pari passo con la correzione dello stile di vita, è indicato in presenza di valori di pressione pari o superiori a 140 mm Hg per quanto riguarda la pressione sistolica (la massima) e/o pari o superiori a 90 mm Hg per quanto riguarda la pressione diastolica (la minima). Con valori pressori compresi tra 140/90 e 160/100 si parla di ipertensione arteriosa di grado 1; tra 160/100 e 180/110 di ipertensione arteriosa di grado 2. Oltre i valori di 180/110 si tratta di ipertensione arteriosa di grado 3.

A prova di app il diario delle misurazioni Lanciata nel 2016, tradotta in 11 lingue, l’app ESH CARE è uno strumento che aiuta il paziente a controllare la pressione e a tenere un diario da condividere con il medico curante. All’interno sono presenti diversi contenuti, un video informativo in cartone animato e un questionario che si può completare per ottenere una stima preliminare del profilo di rischio cardiovascolare individuale aiutando nel contempo, in forma anonima e sicura, la raccolta di dati utili alla ricerca. L’app, ideata dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa in collaborazione con la European Society of Hypertension, è parte di un progetto internazionale tra Italia, Argentina e Cina volto a verificare come attraverso la tecnologia sia possibile coinvolgere sempre di più il paziente nelle cure migliorando anche l’aderenza alle terapie.

aspettare che la situazione peggiori per intervenire perché, di fatto, vivono già con un fattore di rischio. Le Linee guida sono chiarissime: bisogna prima lavorare sulla correzione dello stile di vita e, se necessario, prescrivere una terapia farmacologica. In quale misura lo stile di vita può modificare concretamente uno stato di ipertensione? Ricordiamo l’equivalenza tra 1 kg di peso corporeo in meno e la diminuzione di 1 mm Hg di pressione per cui, ad esempio, perdendo 5 kg possiamo far scendere la pressione minima da 85 a 80, evitando i farmaci. Oltre a perdere peso è importante considerare la tipologia degli alimenti: diminuire il consumo di sale e di alimenti che fanno salire la pressione come la liquirizia, di insaccati e carni rosse a favore del consumo di pesce, cereali, frutta e verdura. Anche l’attività fisica ha un grande potenziale: le arterie si vasodilatano e la pressione scende. Non dimentichiamo poi il fumo di sigaretta, che fa salire la pressione per un quarto d’ora: pensiamo a chi ne consuma un

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pacchetto al giorno, a quale beneficio avrebbe nello smettere. I farmaci col tempo sono spesso necessari, specialmente se ci si inizia a curare tardi, ma lo stile di vita dischiude molte possibilità di miglioramento. Quando bisogna iniziare a controllare la pressione? Fin da piccoli: se una persona è in salute bastano una-due volte l’anno. Iniziare a misurarla quando c’è un disturbo o verso i 40 anni è già tardi perché possono essere già presenti delle complicazioni. Individuando l’ipertensione per tempo si può intervenire subito. Da qui l’importanza, una volta individuata, di tenerla sotto controllo con precisione, misurandola più spesso a casa o in farmacia e tenendo un diario con cui arrivare in ambulatorio. Perché è importante iniziare a trattare l’ipertensione fin dagli esordi? Un paio di anni fa ho pubblicato con alcuni colleghi sul Journal of Hypertension una metanalisi. Abbiamo rivisto la letteratura degli ultimi 60 anni per rispondere a 10 domande: da questo lavoro sono emersi alcuni punti fondamentali, tra cui proprio questo. Se il cuore non soffre di ipertensione si riducono significativamente le morti per cause cardiovascolari o eventi combinati. Anche l’ipertensione lieve, ad esempio 145/95, va trattata perché si ottiene un grande beneficio quando il rischio di partenza è basso. Cosa comporta rimandare la cura? Quando un paziente con rischio medio-alto inizia un trattamento si assiste a una riduzione del numero di eventi avversi per cui il beneficio delle cure è molto alto. Il rischio di partenza di questo tipo di paziente, però, resta alto. Si tratta del rischio residuo, sul quale non si riesce a intervenire neppure con i farmaci perché ormai è in corso il danno d’organo, le arterie sono fibrose e si è innescato un processo irreversibile. Si protegge ancora il soggetto ma non come sarebbe stato possibile se si fosse intervenuti per tempo. Quali attenzioni bisognerebbe rivolgere a bambini e ragazzi? La SIIAA sta lavorando affinché la misurazione della pressione rientri nella visita medica annuale scolastica e stiamo ultimando una ses-

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La terapia i farmaci disponibili I farmaci antipertensivi sono diversi e sono prescritti dal medico curante dopo un’attenta valutazione complessiva. Di norma si inizia con un farmaco per aggiungerne, se necessario, un altro in associazione dopo alcune settimane fino al raggiungimento degli obiettivi. I farmaci per la pressione sono di norma ben tollerati: in caso di effetti collaterali - alcuni tipici come il gonfiore alle caviglie dei calcioantagonisti o la tosse degli ACE inibitori - sarà cura del medico modificare la terapia. Una certa stanchezza durante i primi giorni di trattamento è invece considerata normale perché causata dalla riduzione della pressione e di norma scompare in breve tempo. Tra le categorie più importanti di farmaci per il trattamento dell’ipertensione ci sono i diuretici, i bloccanti del sistema renina – angiotensina, un meccanismo ormonale che regola la pressione arteriosa, i calcioantagonisti, che bloccano l’entrata di calcio nelle cellule muscolari delle arteriole e riducono l’eccessiva costrizione arteriolare, i betabloccanti, gli alfabloccanti e gli antiadrenergici centrali, che riducono la risposta circolatoria agli stimoli del sistema nervoso simpatico.

sione dedicata a bambini e adolescenti nella nostra app. Il bambino in sovrappeso ha una pressione un po’ più alta che spesso passa inosservata. Il riferimento non è, infatti, 140/90, ma in funzione delle tabelle percentili di superficie corporea: la pressione deve essere valutata in funzione dell’età, del peso, dell’altezza. Questi bambini saranno gli obesi e gli ipertesi di domani se non si interviene in questa fase così delicata di sviluppo del loro metabolismo.

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SMETTERE DI FUMARE Sono ancora troppi, oltre 11,5 milioni, gli italiani che non riescono a rinunciare alle “bionde”. La maggior parte le ha incontrate sui banchi di scuola e ancora oggi fatica ad accettare di essere vittima di una dipendenza. Perché il tabagismo è una malattia cronica, ma le ragioni per superarla sono forti, come gli strumenti oggi a disposizione 

Intervista a

Francesco Schittulli • Specialista in Chirurgia e in Oncologia • Presidente LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori > legatumori.it

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film con i pacchetti di sigarette ben in vista nelle mani dei protagonisti sono ormai un ricordo. Non lo è ancora il fumo, benché la vita dei fumatori sia diventata sempre più difficile tra aumenti di costo, divieti e sanzioni. Passeggiare per strada, aspettare un treno, passare di fronte a un liceo è sufficiente per accorgersi di quanti siano i fumatori. Oltre il 71% inizia a fumare proprio tra i 15 e i 17 anni. Parliamo del 22% della popolazione. Inutile illudersi che fumare poco metta al riparo dai danni di quella che è da considerare una malattia, come ci spiega il professor Schittulli, presidente della LILT, da sempre in prima linea nella lotta al fumo.

Una volta spenta Dopo 30 MINUTI i battiti cardiaci e la temperatura di mani e piedi si normalizzano Dopo 8 ORE aumenta la concentrazione di ossigeno nel sangue Dopo 12 ORE migliora il respiro Dopo 1 GIORNO il monossido di carbonio nei polmoni cala drasticamente e migliora la circolazione Dopo 1 SETTIMANA migliorano gusto, olfatto e alito; capelli e denti sono più puliti Dopo 1 MESE il polmone recupera fino al 30% della funzione respiratoria Dopo 3-6 MESI diminuisce la tosse cronica e il peso tende a normalizzarsi Dopo 1 ANNO il rischio di infarto è dimezzato e si riduce anche quello di sviluppare un tumore Dopo 5 ANNI il rischio di tumore al polmone si riduce del 50% e quello di ictus è pari a quello di un non fumatore Dopo 10 ANNI il rischio di tumore si riduce ai valori minimi di probabilità

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Perché è così difficile smettere di fumare? Il tabagismo è una dipendenza causata dalla prolungata assunzione di tabacco. Si tratta di una pessima abitudine che sfocia anche nella morte. La nicotina agisce sul sistema nervoso, cardiovascolare e sul metabolismo, inducendo l’abitudine irrefrenabile di assumere fumo e prodotti derivati dal tabacco.

Donne

perché fa più male Genetica, metabolismo e assetto ormonale espongono maggiormente la donna agli effetti del fumo di sigaretta. Se al fumo si associa l’uso della pillola anticoncezionale, il rischio di infarto e di ictus cerebrale aumenta fino a 20 volte. Anche la ricerca della maternità è più complessa, con difficoltà nel concepimento e maggiore rischio di gravidanze extra-uterine. Fumare in dolce attesa aumenta il rischio di aborto, di complicanze alla placenta e di parto prematuro. Numerosi sono poi gli effetti nocivi sul bambino: ridotto peso alla nascita, anomalie di sviluppo, rischio di morte improvvisa in culla, asma bronchiale, otiti. Durante l’allattamento, la nicotina passa nel latte provocando disturbi del sonno, irrequietezza e sintomi gastro-intestinali. In pre-menopausa, la naturale protezione sul sistema cardiovascolare assicurata dagli ormoni è annullata dal tabacco, che aumenta invece il rischio di cardiopatia ischemica. Le fumatrici rischiano di morire a causa di un attacco di cuore 14 anni prima rispetto alle altre. Il fumo anticipa la menopausa e aumenta il rischio di osteoporosi.

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Cosa respirano i fumatori oltre alla nicotina? Sono oltre 400 le sostanze nocive presenti in ogni sigaretta e più di 40 sono cancerogene. Tra queste catrame, polonio-210, monossido di carbonio, monossido di azoto, ammoniaca, arsenico e moltissimi altri additivi chimici che sono assorbiti dall’organismo per inalazione, oltre che attraverso la saliva e la mucosa orale, provocando un’infiammazione cronica, una sofferenza di tessuti e di organi, e mutazioni nel DNA delle cellule.   Qual è il rapporto del fumo di sigaretta con i big killers? I tumori al seno, alla prostata, al polmone e al colon retto rappresentano oltre il 65% di tutti i tipi di cancro e sono comunque correlati al tabagismo. Il fumo è anche tra le cause principali di infarto, ictus, ipertensione arteriosa, aneurismi, arteriopatie periferiche, insufficienza renale. Non dimentichiamo poi i danni che provoca all’apparato respiratorio: BPCO ed enfisema sono presenti nel 90% dei fumatori.   La Giornata Mondiale Senza Tabacco del 31 maggio lo indica come una minaccia per lo sviluppo, in che senso? Chi non fuma e tutti gli ex fumatori sono persone che hanno più probabilità di vivere una vita attiva, in salute, senza costi sociali dal punto di vista familiare e sanitario. Investire in salute significa investire nello sviluppo. Da qui il tema della Giornata, che LILT sostiene scendendo nelle piazze, tra la gente, per distribuire materiale informativo e andando nelle scuole a incontrare i ragazzi, grazie al protocollo d’intesa con MIUR e CONI. L’anno scorso sono stati varati nuovi provvedimenti come l’eliminazione dei pacchetti da 10: quali saranno i prossimi passi? L’Italia è stata il primo Paese a vietare il fumo. Da allora le norme di vendita sono diventate più restrittive,

sono diminuiti gli spazi dove si può fumare e sono aumentate le sanzioni. Sicuramente anche il nuovo aumento delle accise sul tabacco avrà delle ripercussioni positive, ma manca ancora un cambiamento culturale profondo, che richiede altro tempo e lavoro nonché l’intervento diretto delle istituzioni. Non dimentichiamo che manca ancora una norma europea che unisca e semplifichi le legislazioni nazionali. Qual è il futuro della prevenzione per LILT? Entrare nelle scuole, fin dalla materna. Coinvolgere pedagogicamente i bambini alle elementari, alle medie e durante l’adolescenza. Per questo credo che dovrebbero essere ripristinati due “vecchi” insegnamenti: educazione sanitaria e civica. Il dibattito sul fumo deve essere costante, coerente, presente in ogni ambito: dalla scuola al luogo di lavoro, con la partecipazione attiva dei media.   Quali misure potrebbero essere adottate per i fumatori? Sarebbe importante monitorare lo stato di salute dei grandi fumatori, di chi da vent’anni fuma oltre 20 sigarette al giorno, con uno screening al polmone. Sottoporli a una Pet/Tac annualmente permetterebbe di individuare subito le lesioni minimali e intervenire con cure tempestive ed efficaci.   Quali sono i servizi che LILT dedica a chi vuole smettere? Il Numero Verde SOS LILT 800 998877, attivo da lunedì a venerdì dalle 10 alle 15, permette a ogni cittadino di avere corrette informazioni e di conoscere l’ambulatorio più vicino anche per smettere di fumare. Abbiamo oltre 400 ambulatori di prevenzione dove svolgiamo visite e, fin dagli anni ’80, sono attivi i gruppi guidati da medici e psicologi per i fumatori che condividono il percorso di disassuefazione dal fumo.

I metodi

meglio in gruppo

e con la terapia sostitutiva Quando si decide di smettere di fumare è importante conoscere le migliori strategie a disposizione. Rivolgersi al medico di famiglia, chiedere consiglio al farmacista, contattare un Centro Antifumo, chiamare un ambulatorio LILT è un primo, significativo, passo. Nella maggior parte dei casi è più facile dire addio alla sigaretta insieme ad altri fumatori seguendo i gruppi guidati da medici e psicologi dove si condividono le difficoltà, si affronta un percorso comune e ci si incoraggia a vicenda. Spesso viene consigliata la terapia sostitutiva con nicotina: ovviando ai sintomi dell’astinenza (desiderio irrefrenabile di fumare, irritabilità, depressione, mancanza di concentrazione, ansia, disturbi del sonno, aumento di peso) il fumatore riesce a concentrarsi sul cambio di vita che sta compiendo. In commercio esistono gomme da masticare, cerotti transdermici, inalatori, pastiglie sublinguali che non richiedono prescrizione medica. Il medico può ritenere opportuno l’uso di farmaci come il buproprione, studiato come antidepressivo, che elevando la dopamina fa calare il desiderio di nicotina, ma soprattutto la vareniclina, indicata come farmaco specifico per la terapia del tabagismo. Essa agisce legandosi ai recettori per la nicotina presenti nei neuroni e il fumatore non prova più lo stesso piacere a fumare. Il ciclo terapeutico standard è di 12 settimane. Di grande aiuto, qualsiasi strada si scelga, stare all’aria aperta, fare sport, frequentare non fumatori, festeggiare i primi risultati.

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PEDIATRIA

LE INFEZIONI DELLA PELLE

Complici caldo e umidità, i pomeriggi in piscina e i giochi nella sabbia, sono molto frequenti e portano spesso dal pediatra. Impetigine, funghi e verruche sono le più comuni: ecco come riconoscerle e curarle

Susanna Esposito

• Professore ordinario di Pediatria presso l’Università degli Studi di Perugia • Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, WAidid > susannaesposito.it > waidid.org

È

più delicata e quindi più sensibile di quella di un adulto alle infezioni. La pelle del bambino va curata con molta attenzione: igiene, detersione, protezione dal sole e dal vento devono essere azioni quotidiane e automatiche per ogni genitore. Spesso però le precauzioni non bastano, soprattutto con l’arrivo della bella stagione. Il clima caldo-umido, i pomeriggi in piscina, nelle sabbiere al parco giochi o sulla battigia, facilitano le infezioni cutanee che già in età pediatrica sono abbastanza comuni. Quando si formano lesioni sulla pelle di un bambino, per esempio per una piccola ferita, un graffio o una puntura d’insetto, i batteri possono trovarvi un facile accesso per insediarsi all’interno e dare l’infezione che successivamente potrà diffondersi in altre zone della cute, anche sana, a causa del grattarsi del bambino stesso. Da qui la neces-

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sità di conoscere le infezioni più comuni per riconoscerle tempestivamente e agire con prontezza, non dimenticando di passare per l’indispensabile consulenza del pediatra di famiglia che indicherà, se necessaria, la visita dermatologica.

L’impetigine Favorita dalla sabbia, rappresenta circa il 10% di tutti i problemi cutanei pediatrici. Nella forma non bollosa, provocata da Staphylococcus aureus e, più raramente dallo Streptococco beta-emolitico di gruppo A, esordisce sulla cute del volto o delle estremità, spesso in seguito a punture d’insetto, abrasioni, bruciature o infezioni come la varicella; presenta piccole vescicole o pustole che

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evolvono rapidamente in croste color miele. Le lesioni non sono dolorose sebbene circondate da una zona di eritema; raramente provocano prurito e, più frequentemente, un aumento dimensionale dei linfonodi. Di solito scompaiono spontaneamente nell’arco di due settimane, senza lasciare cicatrici residue. La forma bollosa, invece, causata sempre da Staphylococcus aureus, è caratterizzata dalla comparsa di bolle flaccide e trasparenti, spesso localizzate nell’area del pannolino o sul volto, destinate nel tempo a rompersi. Il pediatra potrà indicare un trattamento topico con pomate antibiotiche (mupirocina) da spalmare sulle lesioni oppure un antibiotico per via orale se la zona interessata è molto estesa o quando le creme verrebbero facilmente rimosse, come intorno alla bocca.

Le infezioni micotiche I ben noti e temuti funghi possono diffondersi sulla testa o sulla cute. Nel primo caso (tinea capitis), la lesione è inizialmente costituita da piccole papule localizzate alla base del follicolo e, successivamente, si forma una placca circolare eritematosa e squamosa, al cui centro il capello diventa fragile e si spezza. Diventano così evidenti zone prive di capelli (alopecia) e il bambino può lamentare prurito. Nel secondo caso, le infezioni della cute (tinea corporis) si presentano come placche squamose, lievemente sopraelevate ed eritematose, che si diffondono in senso centrifugo lasciando una tipica lesione ad anello. Il trattamento, in entrambi i casi, sarà con un farmaco antifungino: i funghi spariranno nel giro di qualche mese.

La Candidosi orale Il mughetto è un’infezione che colpisce circa il 2-5% dei neonati al passaggio attraverso il canale del parto o i bambini più grandi durante trattamenti antibiotici o immunodepressori. Si presenta con piccole chiazze biancastre distribuite sulla mucosa del cavo orale, in particolare sulla lingua, e la mucosa sottostante è lievemente arrossata. Di norma viene trattata con sospensioni orali antimicotiche.

Le verruche Sono le lesioni caratteristiche delle infezioni virali da Papilloma virus e riguardano il 5-10% dei bambini, in particolare quelli che frequentano piscine o docce pubbliche. Le verruche comuni (verruca vulgaris) si riscontra-

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no più frequentemente sulle dita, sul dorso delle mani, sul volto, sulle ginocchia e sui gomiti. Si tratta di papule ben circoscritte, con superficie irregolare e rugosa. Le verruche piane (verruca plana) sono caratterizzate da papule lievemente rilevate, di dimensioni generalmente inferiori ai 3 mm e di colore variabile dal rosa al marrone. La distribuzione è simile a quella delle verruche comuni, in alcuni casi però possono essere multiple e distribuirsi lungo una linea di trauma cutaneo, per esempio dal margine dei capelli al cuoio capelluto a causa dell’utilizzo del pettine. Nella metà dei casi, le verruche scompaiono spontaneamente entro due anni. Il mancato trattamento può però provocare la diffusione ad altre sedi del corpo. Le verruche sono lesioni che interessano la parte superficiale della cute, quindi non cicatrizzano a meno che vengano trattate in modo aggressivo; generalmente si consiglia l’applicazione di pomate all’acido salicilico, mentre più discusso è l’utilizzo dell’azoto liquido.

Al mare attenzione a meduse e tracine Entrambe causano reazioni da contatto. Le punture da medusa - la più comune nel Mediterraneo è la Pelagia Noctiluca - provocano dolore bruciante e poi prurito intenso: sulla pelle rimane una zona eritematosa ed edematosa con possibile formazione di una bolla. È necessario disinfettare con acqua di mare e poi con bicarbonato, medicando quindi la parte con un gel a base di Cloruro Alluminio. La puntura della tracina, un pesce che si trova sotto la sabbia, vicino alla riva, causa un dolore intenso che può persistere per alcune ore: la sede dell’inoculazione del veleno si presenta arrossata e gonfia. Bisogna mettere subito il piedino del bambino sotto la sabbia calda o tamponare con acqua bollente, perché il calore lenisce il dolore provocato dalle tossine velenose.

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BENESSERE

REMISE EN FORME Portare in tavola i cibi giusti e tanto buon umore. Stare di più all’aria aperta. Rimettere in moto il metabolismo liberandoci dalle tossine e curando la circolazione per riscoprire il piacere di prenderci cura di noi stessi

Patrizia Mantoessi • Farmacista a Monza

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uello che avviene nel corpo ha riflessi sulla mente e viceversa in una direzione biunivoca. Lo sapevano anche gli antichi quando dicevano mens sana in corpore sano. Benessere significa sentirsi bene, ascoltare e riconoscere ciò che il corpo sa e ci comunica. Permettiamo che il cambiamento avvenga nel corpo e nella mente e periodicamente: a maggior ragione a primavera ricordiamoci che è importante depurare e nutrire l’organismo invece di inquinarlo e intossicarlo. Avviamo un processo di depurazione dalle tossine accumulate a causa dell’esposizione a fumo, agenti inquinanti atmosferici, materiali insalubri, vernici, farmaci, eccessi alimentari e alcool. Il primo passo è realizzare strategie mentali efficaci, che ci aiutino a ristrutturare l’immagine di noi stessi per raggiungere determinati obiettivi evitando eccessive restrizioni o, all’opposto, abusi alimentari.

Scegliere alimenti “amici” Certi cibi sono portatori sani di buon umore, latte e tacchino perché sono fonti di triptofano così come alcuni estratti vegetali quali la rhodiola rosea e la griffonia. La prima è un adattogeno in grado di aumentare la resistenza fisica e mentale, migliora

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le difese nelle situazioni di stress e nelle astenie. La griffonia è invece un regolatore del buon umore in quanto fonte di 5HTP (5 idrossitriptofano) un precursore della serotonina e riduce la fame nervosa intesa come ricerca spasmodica di cibo a scopo gratificante. Alimenti ricchi di vitamina C e magnesio come la bietola e i legumi allentano la tensione e aumentano le difese. Il pesce, in quanto fonte di DHA, protegge il cervello e aumenta la concentrazione.

Rinnovarsi in profondità partendo dalla matrice Il primo passo per un’autentica “remise en forme” è la depurazione e disintossicazione della matrice (MEC). La MEC rappresenta il 30% del nostro peso corporeo ed è la sede dove avvengono processi di regolazione metabolica: è la zona di comunicazione e interscambio che riceve e smista i segnali emessi anche da cellule distanti e non in contatto tra loro. È anche la zona di stoccaggio delle scorie

metaboliche in grado di smistare ed elaborare le informazioni provenienti dal centro (cervello e organi) e dalla periferia. Consente quindi un costante controllo del transito di liquidi, acqua, sali, nutrienti, ormoni, ma anche tossine. Tutte le cellule sono immerse in questo compartimento, sia quelle che migrano e si muovono nell’organismo sia quelle organizzate a costituire tessuti e organi. Mantenere in uno stato fluido la matrice e non in uno stato di gel stagnante non solo consente di garantire all’organismo migliori scambi per eliminare sostanze di rifiuto e scorie, ma anche di assorbire e trattenere nutrienti essenziali e importanti. Per mantenere la MEC pulita ed efficiente è necessario: • idratarla e fornire elementi utili a strutturarla come vitamine, minerali e aminoacidi; • sostenere l’attività drenante del sistema linfatico, del fegato e dei reni: per rimuovere tossine e metalli pesanti si possono utilizzare prodotti a base di gallium, lycopodium, tarassaco, cardo mariano e carciofo; • salvaguardare l’equilibrio acido-base;  • garantire una corretta circolazione arteriosa e venosa; • mantenere una buona eubiosi a livello intestinale riequilibrando la flora batterico-intestinale e proteggendo le cellule del sistema immunitario qui presenti assumendo anche fermenti lattici. 

Metabolismo, circolazione, pelle: inneschiamo un circolo virtuoso Il tutto si traduce in una riduzione dello stato infiammatorio e di acidosi dell’organismo: uno dei primi segni di miglioramento è l’aspetto della pelle e la riduzione della cellulite. Questa è ormai riconosciuta come patologia multifattoriale causata da cattiva circolazione, ritenzione idrica, rallentamento del metabolismo, sovrappeso, vita sedentaria, terapie ormonali.  La natura ci fornisce diversi rimedi per contrastare almeno alcuni di questi fattori. Vitamina C, Amamelide, Ippocastano e Centella sono rimedi noti da tempo per migliorare elasticità e tono di arterie e vene, e quindi la circolazione con diminuzione della formazione di edemi. Da un punto di vista alimentare diminuire drasticamente la quota di sodio e zuccheri vuol dire ridurre la ritenzione idrica, poiché si tratta di sostanze osmoticamente attive. Sul sovrappeso, oltre ad assumere sempre una quota di fibre come verdura o prodotti pronti disponibili in farmacia per abbassare l’indice glicemico

Verso l’estate più movimento e preparazione al sole La primavera e le belle giornate sono un incentivo a uscire e praticare un po’ di sport all’aria aperta. Possiamo massimizzare gli effetti utilizzando anche creme che oltre ad avere un’azione idratante ed elasticizzante stimolino la circolazione, il drenaggio o riducano gli accumuli adiposi.  Le vitamine A, C ed E, per la nota azione antiossidante, sono utilissime  per preparare la pelle al sole e migliorarne aspetto e reattività.  La vitamina C concorre a formare collagene di buona qualità mentre la vitamina A migliora la risposta della pelle in seguito all’esposizione solare. Assumere integratori a base di beta carotene, un precursore della vitamina A, almeno un mese prima dei bagni di sole riduce la comparsa di eritemi, macchie e rughe.

e far lavorare meglio l’intestino, possiamo ricorrere a integratori che contrastino la sensazione di fame aumentando il senso di sazietà come sembrano fare la Garcinia Cambogia e l’Opuntia ficus indica o come alcune proteine contenute nel baccello di fagiolo in grado di rallentare l’assorbimento di grassi e zuccheri e prolungare il senso di sazietà. Menzione a parte merita il Fucus vesiculosus (noto anche come quercia marina) che è in grado di dare uno stimolo al metabolismo e di accelerare lo scioglimento dei grassi, a patto di non avere problemi di tiroide. In farmacia sono disponibili diversi integratori per eliminare i chili in eccesso, dobbiamo solo scegliere di rimetterci in forma ridando forza e vitalità all’organismo.

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IN PARTENZA

LA FARMACIA DA VIAGGIO

Dalle eventuali vaccinazioni alla terapia quotidiana, al mare o in montagna, in una città straniera o nel deserto: ovunque siamo diretti, meglio essere preparati

I

l mal di testa che ci assale appena sbarcati sull’isola dei nostri sogni. La storta presa rincorrendo un taxi in una capitale straniera. E ancora il mal di denti, l’insonnia, una scottatura: sono molti gli inconvenienti che possono sorprenderci durante una vacanza rischiando magari di rovinarla, specialmente se siamo dall’altra parte del globo e non sappiamo esattamente a chi rivolgerci o cosa domandare. Meglio allora pensarci per tempo verificando, quando decidiamo la meta delle nostre vacanze, oltre al meteo, le condizioni sanitarie e le eventuali vaccinazioni o precauzioni necessarie. Al momento della preparazione della valigia, è poi importante allestire un kit con l’occorrente, pensato ad hoc per la nostra meta. Così, ad esempio, se partiamo per un’escursione, cercheremo di non dimenticare il ghiaccio secco ma se il nostro volo ci porterà in una zona tropicale dovremo invece far scorta di antimalarici.

La terapia quotidiana e il bugiardino Al momento di comporre la farmacia da viaggio,

ricordiamo di inserire subito i farmaci che assumiamo quotidianamente. Calcoliamo quanta terapia ci occorre in base al tempo di permanenza e, se necessario, richiediamo un’apposita dichiarazione di accompagnamento al nostro medico. Non pensiamo di acquistare i farmaci una volta arrivati col rischio di scordare di farlo, di incontrare difficoltà e, in determinati paesi, di incappare in medicinali contraffatti. Controlliamo le date di scadenza di tutto quello che mettiamo nel kit, ricordiamo i foglietti illustrativi e le disposizioni per i liquidi se viaggiamo in areo, perché nel bagaglio a mano si possono portare in recipienti fino a un massimo di 100 ml.

Nausea, jet lag e stipsi Per contrastare la tipica nausea del viaggiatore, portiamo un anticinetosico in cerotti, le compresse o i bracciali antinausea. Per quella correlata a difficoltà digestive sono indicati un antivomito, un digestivo e un antiacido, mentre un lassativo sarà prezioso in caso di pigrizia intestinale. Quando la meta è lontana, con rischio jet lag, aggiungiamo melatonina e valeriana o un blando sedativo.

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Siti e app a misura di globetrotter Sul sito della Farnesina viaggiaresicuri.mae.aci.it o sulla app si possono trovare moltissime informazioni, dalla sicurezza alla situazione sanitaria. Digitando il paese dove si è diretti si può avere una panoramica sulle strutture sanitarie, le malattie presenti, le vaccinazioni obbligatorie, le avvertenze, link ad altri siti stranieri e indirizzi utili. Sono inoltre presenti vari approfondimenti, dall’assicurazione sanitaria ai documenti per i viaggi all’estero dei minori. Un altro sito molto utile è quello del Ministero della Salute salute.gov.it. La sezione Se parto per... (che è anche un’app) è una guida interattiva che permette ai cittadini e agli operatori sanitari di appurare se hanno o meno diritto all’assistenza sanitaria durante un viaggio o una residenza all’estero. Rispondendo a tre semplici domande, si hanno informazioni su come ottenere l’assistenza sanitaria nei paesi stranieri, a chi rivolgersi e come domandare eventuali rimborsi. Non ultimo il sito della SIMVIM, simvim.it, la Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni, con un motore di ricerca del centro di medicina dei viaggi più vicino, informazioni su infezioni e vaccinazioni e tanti materiali scaricabili come il Piccolo Manuale Sanitario del Viaggiatore Internazionale.

Beauty & Sun

Nel kit non mancheranno i prodotti per l’igiene quotidiana: spazzolino, dentifricio, filo interdentale, doccia-shampoo, deodorante, salviette per l’igiene intima. Una buona crema solare con adeguato fattore di protezione sarà indispensabile al mare come in montagna ma anche in una capitale se viaggiamo col solleone. Se le nostre precauzioni non sono servite, avremo con noi per gli eritemi solari una pomata al cortisone: attenzione, però, quelle a base di antistaminico possono causare fotosensibilizzazione. Ricordiamo di proteggere anche gli occhi, con occhiali da sole e di portare dei colliri monodose, utilissimi in caso di arrossamenti oculari. Un buon idratante/doposole completa la parte Beauty&Sun.

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Pronto soccorso e punture di insetti Garze, cotone, cerotti, guanti sterili e disinfettante sono sempre consigliati per far fronte ad abrasioni e ferite: se si parte per un’escursione meglio aggiungere una confezione di ghiaccio secco ed eventualmente un siero contro le punture di vipera, mentre i prodotti per potabilizzare l’acqua sono necessari se si transita in una zona a rischio. Il repellente per gli insetti è un must, soprattutto nelle zone tropicali, insieme agli stick con ammoniaca contro le punture e a una crema specifica. Si consigliano prodotti con oli essenziali per le pelli sensibili o icaridina e dietiltoluamide, indicati per gli allergici o per chi si reca in zone a rischio.

Antifebbrili e antibiotici Se per un mal di gola lieve, tipicamente causato dagli sbalzi di temperatura, soprattutto se si entra ed esce da luoghi con aria condizionata, possono bastare delle pastiglie o degli spray che disinfettino la gola, in caso di patologie delle alte e basse vie respiratorie è utile avere un antibiotico ad ampio spettro (compreso di ricetta), indispensabile anche in caso di infezioni urinarie e cutanee. Importanti anche un antibiotico intestinale e un antidiarroico in caso di diarree intense accompagnate da febbre. E ancora un antifebbrile (se la temperatura supera i 38°) e un antispastico per le coliche. Portare un termometro è sempre consigliato.

Antinfiammatori e antidolorifici Mal di testa, di denti, dolori articolari e contratture possono capitare: meglio allora portare alcuni antidolorifici ricordando che alcuni, quali il paracetamolo, sono utili anche come antipiretici.

Reidratanti salini e fermenti lattici I primi possono essere utili in caso di bassa pressione, sudorazione profusa o di febbre, mentre i fermenti aiutano la ripresa dopo una diarrea o l’assunzione di antibiotici. Quelli in spora, che sopportano variazioni di temperatura esterna, possono essere utili per le alterazioni dell’alvo.

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PSICOLOGIA

HO PAURA DELL’ESAME! Terza media, maturità, laurea, ma anche l’ingresso nel mondo del lavoro: come affrontare le prove usando lo stress in modo positivo

La tensione verso il cambiamento

Stefania Puglisi

Psicologo-Psicoterapeuta e Mediatore Familiare, Genova • puglisistefania-psicologo-genova.com

«H

o paura di sbagliare, di fare scena muta, di non rispondere alle domande, di fare una brutta figura, di mostrarmi agitato o impreparato». Questo è quanto dice di sé chi non si sente sicuro nell’affrontare un’interrogazione o una verifica scolastica. Forse si tratta di bassa autostima, di paura di fallire, di timidezza… Così le persone descrivono le proprie risposte comportamentali a situazioni di vita stressanti: una prova scolastica ma anche una relazione importante di lavoro, talvolta un confronto sentimentale.

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corpo, la storia personale, la memoria e la situazione sociale. Sintomo principale è la preoccupazione: ci si reca dal medico per raccontare il disagio fisico elencando sintomi quali battito cardiaco accelerato, intensa sudorazione, nausea. E ancora irrequietezza, irritabilità e insonnia: ci si sveglia improvvisamente per non riuscire più a prendere sonno. Senza dimenticare la stanchezza e la difficoltà di concentrazione. Parlando con le persone si scoprono eventi traumatici di diversa origine: difficoltà relazionali personali e/o familiari, eventi critici del ciclo di vita come il passaggio dall’essere in famiglia al matrimonio, la nascita del primo figlio, terminare gli studi, entrare nel mondo del lavoro o andare in pensione. Uscire di casa e viversi in autonomia in un appartamento e con il proprio lavoro rappresenta, ad esempio, il raggiungimento di una tappa importante della vita di ognuno e la risposta cognitiva ed emotiva a questo passo è spesso intensa e contrastante. Si è felici per il successo ottenuto ma può anche sembrare l’inizio di una solitudine e di un eccessivo carico da affrontare.

L’ansia

In realtà l’ansia, nel suo quadro clinico, prevede risposte fisiologiche e comportamentali per lo più definite. È importante distinguere tra l’ansia come sentimento o esperienza, e il disturbo d’ansia come diagnosi psichiatrica. Una persona può sentirsi ansiosa senza soffrire di un disturbo d’ansia. L’ansia è infatti una risposta multisistemica a una minaccia o a un pericolo percepito. Riflette una combinazione di cambiamenti biochimici nel

Il raggiungimento del diploma o il superamento di un esame all’università rappresentano l’avvicinamento a una meta. L’uscita dal mondo scolastico e quindi l’inizio di una nuova realtà fatta di impegno personale e di motivazione al cambiamento, aspetti che sottintendono un obiettivo e la tensione al raggiungimento di altre tappe di sviluppo. Non è semplice e per gli ansiosi è il tempo di sperimentare sintomi quali la paura, l’angoscia, la pressione e il combattimento interiore. Più c’è ansia più si ritarda il raggiungimento del risultato perché si rallenta, ci si difende, si aspetta e ci si chiude. Arrivare a non uscire per non andare a scuola o non riuscire a concentrarsi per preparare un esame universitario, fa sì che la persona si percepisca come fallita e incapace. Dalla paura si genera quel circolo vizioso che può condurre alla depressione, ovvero più ci si percepisce incapaci e ci si sforza per raggiungere i propri obiettivi, più si sente di non riuscire e quindi ci si avvilisce.

Essere reattivi e organizzati Per affrontare l’esame al meglio si può usare

I genitori attenti e propositivi Quando a vivere lo stress per gli esami sono i bambini e i ragazzi, il supporto degli adulti è fondamentale. Ascoltare e osservare, cercare il dialogo, evitare di minimizzare o di sdrammatizzare eccessivamente quelle che sono difficoltà che causano stress e preoccupazioni che possono sembrare insuperabili. Fare attenzione agli eventuali malesseri psicosomatici che possono comparire, dal mal di testa ai dolori allo stomaco fino all’insonnia. Dimostrare di comprendere i sentimenti, di condividere gli obiettivi, infondere fiducia e coraggio, pianificare insieme una strategia: così si aiutano i figli a superare le difficoltà coltivando il senso di responsabilità e accrescendo la stima personale.

l’ansia in senso positivo cioè “tenersi sul pezzo” per offrire una prestazione fondata sullo studio e quindi sulla certezza di essere preparati. Riposare bene la notte e studiare nelle prime ore del mattino e dopo una buona colazione. Cercare uno svago nella giornata che riporti il buonumore e predisponga a riprendere la concentrazione. Fare molte pause e riprendere dal riassunto delle cose appena studiate. Usare il bel tempo per le passeggiate all’aperto oppure per rilassarsi in modo utile praticando ad esempio uno sport. Parlare con gli amici e distrarsi per sentirsi parte di una collettività con cui condividere i propri momenti di sconforto, stanchezza o di pessimismo. Parlare con un terapeuta quando se ne sente la necessità a causa del protrarsi dei sintomi, del malessere o del sistema in cui si vive. Ci sono molti aspetti che vanno considerati e spesso il tempestivo intervento del professionista permette di fare ordine nella confusione e di facilitare il recupero e il benessere.

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