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distribuzione gratuita anno 17 - n. 4/2019 Luglio / Agosto

Tutti in viaggio L’INTERVISTA: La salute e la città FOCUS: Medicina cinese

BENESSERE: Summer Time IN CUCINA: Peperoni


distribuzione gratuita anno 17 - n. 4/2019 Luglio / Agosto

sommario ESTATE

TUTTI IN VIAGGIO

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Intervista a Alberto Tomasi di Luisa Castellini

FOCUS MEDICINA CINESE

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In collaborazione con Attilio Bernini

NELLE FARMACIE CLUB SALUTE L’ESTATE IN CIRCOLO

L’INTERVISTA LA SALUTE E LA CITTÀ

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NELLE FARMACIE CLUB SALUTE HELPY OOPS

BENESSERE SUMMER TIME

PEPERONI Claudia Amato

per i bambini o il last minute da scovare, ci capita di trascorrere parte dell’estate comunque di fretta, esattamente come durante il resto dell’anno. Ma, a un certo punto, l’estate arriva. Così, all’improvviso. In un aperitivo o in un cinema all’aperto, in una passeggiata lunghissima, in un bagno in piscina o

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all’ombra di un albero circondati, finalmente, da

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allora a viverla tutta d’un fiato. E noi con voi. Per

tanto silenzio. Un giorno arriva l’estate ed eccoci questo iniziamo questo numero con i consigli per i viaggiatori particolari. Famiglie, bambini, senior,

Patrizia Mantoessi

IN CUCINA

Presi tra il lavoro, il campo estivo da organizzare

al mare fuori programma oppure in un libro letto

Intervista a Andrea Lenzi di Luisa Castellini

Un giorno d’estate

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sportivi: tutto o quasi lo siamo. Verifichiamo allora come organizzarci al meglio tra bagagli e vaccinazioni per partire in sicurezza. Scopriamo poi le radici antichissime della medicina tradizionale cinese e le sue discipline più diffuse in Italia. E poiché la maggior parte di noi vive in un conte-

Bimestrale di informazione al pubblico di Club Salute S.p.A. Anno 17, n° 4 Luglio / Agosto 2019 Reg. Trib. Lecco N. 10/03 del 22/09/2003 Direttore responsabile Luisa Castellini Comitato Scientifico Valentina Guidi, Rosanna Martino

sto urbano, scopriamo come questo possa influire sulla nostra salute in occasione, a luglio, della Giornata nazionale per la salute e il benessere nelle città. In questo numero ricco di approfondimenti, non dimentichiamo tanti consigli per l’estate, dal relax per la mente, magari in acqua, all’abc di una

Hanno collaborato Claudia Amato, Patrizia Mantoessi

corretta esposizione solare, per godere di tutti i

Impaginazione Sergio Muratore Moretti Editore - www.morettieditore.com

fotoaging alla carcinogenesi. Non ultimo l’angolo

Stampatore 44U S.r.l. - Via Tarvisio, 6 - Limbiate (MB) - Italy Associazione Nazionale Editoria Periodica Specializzata Socio Effettivo

benefici diminuendo i possibili effetti negativi, dal dedicato alla cucina, che ci svela come gustare i peperoni, veri protagonisti della tavola estiva. Adesso sì che possiamo rilassarci e iniziare a vivere la nostra estate. Buone vacanze a tutti! L.C.

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ESTATE

TUTTI IN VIAGGIO

ticolari” come gli over 65 affetti da una malattia cronica, consiglio di informarsi sulle condizioni sanitarie del paese dove si è diretti e di recarsi in un Ambulatorio di Medicina dei Viaggiatori presente in tutte le Asl per una consulenza ad hoc o di contattare il medico curante per appurare se sono necessari comportamenti o precauzioni particolari. Un esempio pratico: i diabetici che viaggiano verso est, verso le giornate più lunghe, devono aumentare a seconda del fuso orario l’assunzione di insulina. O, ancora, potrebbe servire una dichiarazione per il trasporto di alcuni farmaci o del kit salva-vita con adrenalina per gli allergici. Per chi ha disabilità motorie è importante avvisare la compagnia di volo e assicurarsi la massima assistenza. Chi deve stare più attento alla sindrome da classe economica? I voli lunghi su aerei sempre più piccoli sono un fattore di rischio per la trombosi in particolare per le donne in gravidanza, gli anziani e chi soffre di problemi cardiocircolatori. Si consiglia di sgranchirsi le gambe, disegnare le lettere dell’alfabeto con le caviglie, sciogliere i lacci delle scarpe, allentare la cintura, non indossare abiti troppo stretti e non dormire troppo, perché stando fermi aumenta il rischio. È indispensabile assumere regolarmente liquidi e bevande non alcoliche. Se necessario il medico prescriverà dei farmaci da assumere prima della partenza.

Intervista a

Alberto Tomasi • Direttore dell’Area di Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest • Presidente della SIMVIM, Società Italiana di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni > simvim.org di Luisa Castellini

C

hi sono i viaggiatori particolari? Tutti noi, a pensarci bene: neonati e bambini, donne in gravidanza, malati cronici, lavoratori, sportivi e i cosiddetti VFR - Visiting friends and relatives che tornano nelle zone di origine, anche endemiche, per far visita a parenti ed amici. A viaggiare non sono

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Famiglie con bambini e neonati, future mamme, senior, malati cronici, ma anche lavoratori, VFR e sportivi: tutti o quasi siamo viaggiatori “particolari” e sempre più in movimento. Dalle vaccinazioni alle valigie, le misure indispensabili per partire in sicurezza più solo i giovani o i manager, ma una fetta sempre più importante di popolazione, anziani compresi. Sempre più senior viaggiano per il mondo, con quali precauzioni? A tutti i viaggiatori, e in particolare a quelli “par-

Come organizzare un piccolo kit di pronto soccorso? Pensando alla meta e al tempo di permanenza. Oltre alla terapia quotidiana - compresa la pillola anticoncezionale - in dosi adeguate, il kit ideale contiene i farmaci per far fronte alle esigenze più comuni - antipiretico, antibiotico ad ampio spettro, antidolorifico, disinfettante delle vie urinarie, antispastico - comprese le piccole ferite e le punture di insetti. Nelle zone tropicali non dimenticheremo un buon repellente; per la montagna bende elastiche per eventuali contusioni; in barca gli anti-nausea. Non ultimi i preservativi e il buon senso, per non esporci al rischio di MST, malattie sessualmente trasmesse, la cui incidenza è in ascesa. Cosa si consiglia alle gestanti? Durante la gravidanza, sarebbe meglio non viaggiare se non strettamente necessario. I periodi più a rischio sono il I° e il III° trimestre. E comunque dopo la 28a settimana è bene contattare la compagnia di viaggio perché molte - quasi tutte dopo la 35a, 32a in caso di gemelli - vietano il decollo. Anche i vaccini vanno

Atleti e sportivi attenzione al jet-lag Anche chi pratica sport rientra nella categoria dei viaggiatori particolari. Gli atleti professionisti, che si muovono per le competizioni, devono essere attenti agli effetti del jet-lag, che colpisce soprattutto chi va verso est, e curare bene l’idratazione. L’ideale è arrivare qualche giorno prima per ambientarsi. Non sono rari i casi di gare importanti perse proprio per un mancato ambientamento. Tasto dolente le vaccinazioni a cui spesso gli atleti, benché seguiti da uno staff, non si sottopongono pensando di avere effetti negativi sulle performance. Non ultimi gli appassionati: oggi sono molto di moda le vacanze all’insegna dello sport. Trekking estremi in Africa, vacanze in bicicletta, immersioni. È consigliabile informarsi bene sulle condizioni climatiche e sanitarie della propria meta, fare le vaccinazioni e non esagerare con gli sforzi se non si è allenati.

valutati: quelli con microrganismi vivi attenuati sono controindicati. È quindi importante una valutazione rischi-benefici attenta. D’estate si assiste al picco delle vaccinazioni, ci sono controindicazioni per i soggetti più fragili? Proprio perché sono soggetti più a rischio, gli anziani e i malati cronici devono fare le vaccinazioni essendo più esposti alle infezioni. C’è una mole di studi considerevole sulle epidemie di influenza e polmonite sulle navi da crociera. L’anno scorso ne è stata registrata una di morbillo in Florida e l’epicentro del contagio era Disneyland. Ai gate degli aeroporti vediamo sempre più bambini: con quali rischi? Oggi i bambini sono sempre più giramondo, a volte anche con qualche eccesso. Molti vanno dall’altra parte del mondo con i genitori in vacanza o in visita ai parenti a poche settimane di vita nei paesi di origine. Se possibile sarebbe meglio aspettare i 12

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mesi e di aver fatto le principali vaccinazioni soprattutto se ci si reca in zone a rischio. Per alcune ci sono limiti d’età: ad esempio quello per la febbre gialla non si può somministrare sotto i 9 mesi. Anche la profilassi per la malaria e l’uso dei repellenti andrebbero rimandati dopo l’anno. Dopo bisogna assicurarsi che il piccolo abbia fatto tutte le vaccinazioni e valutare quelle extra a seconda della meta, come tifo, epatite A e rabbia: i bambini sono curiosi, è facile che lecchino le mani sporche o che accarezzino un animale e vengano morsi. Chi sono i VFR e perché sono al centro dell’attenzione? Sono le persone, sempre più numerose, che tornano per periodi più o meno lunghi nei paesi d’origine per visitare parenti ed amici. Tornando a casa non pensano siano necessarie vaccinazioni o precauzioni particolari o non ne sono informati, anche se si recano in zone endemiche o a rischio. La metà dei casi di malaria importati in Italia è tra i VFR e ci mostra che sarebbe necessario studiare un piano vaccinale o comunque una comunicazione dedicata a questa fascia di persone. Chi tutela i lavoratori? Il datore di lavoro è obbligato per legge a tutelarli informandoli debitamente anche sulle vaccinazioni raccomandate e provvedendo all’assistenza in loco. Quali sono, in sintesi, le vaccinazioni più consigliate? A prescindere dalla meta è importante fare i richiami delle vaccinazioni principali. Difterite, tetano e pertosse e morbillo - senza quest’ultima in alcune zone dell’America non si può entrare o si incappa in una multa - sono vaccinazioni importantissime. Lo stesso vale per l’epatite B, per cui la maggior parte della popolazione nata dopo gli anni ’80 è immunizzata, ma vale la pena di controllare. Fondamentale, inoltre, il vaccino per l’epatite A, una malattia molto diffusa, che si trasmette per contatto oro-fecale per cui attraverso il cibo poco cotto o mal conservato ma anche con lo scambio di siringhe o i rapporti non protetti. E quelle a cui non si pensa mai? La vaccinazione per l’encefalite che si contrae con il morso delle zecche. Se ci si reca in Austria, in Baviera o nei paesi del Nord per trekking o escursioni in bici, è bene pensarci. Un’altra è quella per la rabbia, una malattia letale che causa ancora la morte di 50mila persone ogni anno. Bisogna sapere che in caso di

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Wilderness medicine Non “solo” sport estremi. Oggi sempre più persone cercano l’avventura organizzando trekking in alta quota, spedizioni nelle foreste e in zone inospitali, lasciando a casa ogni comodità e spesso anche la prudenza per muoversi in jeep o a dorso di mulo. Così la medicina si specializza sugli effetti dell’esposizione alle temperature estreme, sui morsi di animali, sul primo soccorso esplorando la dimensione wild, selvaggia.

morsi e graffi di animali ci sono 10 giorni di tempo per farla e salvarsi così la vita. Come regolarsi per la malaria? Oggi abbiamo a disposizione cure efficaci ma la diagnosi deve essere tempestiva. Ancora meglio giocare d’anticipo con una buona prevenzione ricordando l’ABCD della malaria. Dove A sta per Awareness of risk ovvero consapevolezza. Anche se in calo, è comunque presente in 100 paesi per cui è importante informarsi prima della partenza. B ricorda la Bite Prevention: una volta arrivati bisogna cercare di evitare i morsi coprendosi, usando buoni repellenti e cercando di non stare troppo vicino ai corsi d’acqua o alle piscine soprattutto al calare del sole. La C indica la chemioprofilassi: a seconda delle zone e della partenza sono prescritti i farmaci necessari. Di solito il trattamento inizia prima della partenza, prosegue durante la permanenza e al rientro per qualche giorno. Non ultima la D, la diagnosi: se al ritorno da una zona a rischio, soprattutto se dall’Africa e dall’Asia, abbiamo la febbre dobbiamo subito pensare all’eventualità della malaria ed effettuare una visita medica per una diagnosi rapida.


Il Qi Gong, invece, è una ginnastica medica e ha alcune affinità con il Tai Chi. Abbina il movimento - o a volte anche l’immobilità - alla respirazione e alla concentrazione per riattivare i sistemi fisiologici o riportare in equilibrio le funzioni organiche. Non ultime la farmacologia cinese - che si basa soprattutto sull’impiego di erbe e minerali, e di poche sostanze di origine animale - e la dietetica tradizionale. «In Italia sono però poco praticate anche perché sono percepite come antagoniste rispetto alla fitoterapia riservata ai medici in base agli accordi Stato-Regione, e al lavoro del nutrizionista-dietista anche se in realtà potrebbero essere complementari». Infine, le discipline non mediche che si interessano dello spazio intorno all’uomo e del suo destino, dal Feng Shui all’astrologia energetica.

FOCUS

MEDICINA CINESE

Le evidenze scientifiche

Agopuntura, massaggio Tuina e Qi Gong sono le discipline più note di un sistema di pensiero, prima che di cura, antichissimo, che si fonda sull’idea dell’unità dell’uomo con l’ambiente Con la collaborazione di

Attilio Bernini

• Specialista in Scienze dell’Alimentazione • Specializzato in Agopuntura e Farmacologia Cinese • Presidente dell’Associazione Italiana Medicina Tradizionale Cinese > aimtc.it

«L

a medicina tradizionale cinese è un insieme di principi terapeutici che derivano da un’esperienza millenaria maturata in Cina e in Asia Centrale, dove ancora oggi è usata, con pari dignità, insieme al sistema biomedico». Così Attilio Bernini, Presidente dell’Associazione Italiana Medicina Tradizionale Cinese, ci introduce a questo pensiero antichissimo che si basa sui principi di equilibrio delle energie della natura, descritti con le analogie dello Yin-Yang e dei Cinque Movimenti - Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua - per articolarsi in modo omogeneo attraverso varie pratiche e discipline. «La sua peculiarità è proprio la coerenza interna: i principi su cui si fonda sono gli stessi del pensiero filosofi-

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co, basato sull’osservazione dell’uomo e della natura secondo un sistema analogico, e non analitico come quello occidentale».

Le discipline La più nota e praticata in Italia è l’agopuntura. «Nasce come intervento diretto ed esterno volto a regolare i flussi di energia affinché l’organismo possa tornare a confrontarsi in modo adeguato agli stimoli esterni. La salute è un equilibrio dinamico: risponde ai nostri movimenti interni, ma anche alle condizioni esterne. L’agopuntura si impiega per ripristinare l’equilibrio e quindi sia nella cura che nella prevenzione, attraverso la stimolazione di punti precisi e la regolazione di flussi di energia, detti meridiani. Oggi la scienza con strumenti sofisticati come la PET, ha confermato come questi interventi creino effettivamente specifiche modificazioni nell’organismo». Segue il massaggio tradizionale Tuina, che opera sui punti e i flussi studiati anche dall’agopuntura «e spesso fatica a essere percepito come una pratica medica pur essendolo a tutti gli effetti». Si impiega per le patologie fisiatriche, ortopediche, per il dolore osteoarticolare, ginecologico ma anche per l’insonnia e la cefalea.

Da secoli la medicina tradizionale cinese è impiegata con successo e in sicurezza per curare le persone: negli ultimi decenni le ricerche sulla sua efficacia si sono moltiplicate. «Da una parte c’è la ricerca di base, che cerca di dimostrare dal punto di vista biofisico e chimico i meccanismi secondo i quali, ad esempio, quel punto stimolato dall’agopuntura risponde agli obiettivi del trattamento. E poi ci sono le evidenze. L’OMS e le revisioni Cochrane hanno indicato l’agopuntura quale trattamento consigliabile per molte condizioni perché di pari efficacia e con nessun effetto collaterale rispetto alle alternative disponibili. Tra le indicazioni più diffuse ci sono le nausee da chemioterapia o postchirurgia, la cefalea e i disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico».

Un esempio pratico «Pensiamo al reflusso gastroesofageo: la medicina occidentale cerca di rintracciarne le cause con esami specialistici e poi, sapendo quanto sia nociva per l’esofago la risalita dei succhi gastrici, cerca di limitarne l’acidità con farmaci appositi e di correggere, per quanto possibile, lo stile di vita. Per la medicina cinese, lo stomaco regola il movimento delle energie verso il basso, permettendone la trasformazione e l’elaborazione». Secondo la teoria dei Cinque movimenti è un organo vivace e se fosse lasciato a se stesso il cibo scenderebbe troppo velocemente. «Da qui la collaborazione con l’energia del fegato, che sale verso l’alto, per una discesa armonica del bolo. Quando il fegato è in disarmonia, aumenta il movimento verso l’alto: si dice che è “surriscaldato” spiegando così il dolore dietro lo sterno e le lesioni. Durante la

In Italia norme, formazione e prospettive La medicina tradizionale cinese è arrivata negli anni ’60 passando per la Francia, dove era stata introdotta da medici indocinesi. Francia e Inghilterra sono state la sua culla, e i paesi dove tuttora molti professionisti seguono corsi di formazione. In Italia, rispetto all’Europa, è però meno diffusa. L’agopuntura può essere praticata in Italia solo da medici che hanno seguito una formazione triennale accreditata a livello regionale secondo la normativa nazionale. Molte delle scuole di formazione sono unite nella Fisa (Federazione Italiana delle Società di Agopuntura). Diversamente, ad esempio in Svizzera, dopo il diploma superiore, si può accedere a un corso di 4 anni in scuole accreditate e diventare Agopuntore. In Italia molti medici studiano anche il Tuina, l’alimentazione o la fitoterapia con corsi privati. «Oggi non esiste un percorso omogeneo: chi pratica massaggio Tuina e Qi Gong e non è un medico è inserito nell’elenco degli Operatori della salute e del benessere» spiega Attilio Bernini, Presidente dell’Associazione Medicina Tradizionale Cinese. «Stiamo quindi cercando di creare percorsi di formazione omogenei e certificazioni specifiche per regolarizzare e valorizzare ogni disciplina della medicina cinese al pari dell’agopuntura».

visita si controllano alcuni segni sulla lingua e sul polso e se viene confermata questa ipotesi si interviene con un approccio organico. Si rilassa il fegato con alimenti leggermente dolci, eliminando i cibi troppo riscaldanti, si rinfresca e si regola il movimento interno delle energie con l’agopuntura e si aiuta a ridurre le tensioni nervose con esercizi di Qi Gong». Tutte le discipline concorrono allo stesso obiettivo e possono essere integrate.

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NELLE FARMACIE CLUB SALUTE

L’ESTATE IN CIRCOLO

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l “segreto” è riuscire a trarre il meglio dalle piante che da secoli sono impiegate per le loro proprietà benefiche, utili per l’organismo . Studiare i meccanismi d’azione dei principi attivi contenuti nei fitocomplessi vegetali, è l’obiettivo principale per capire come sfruttarli ed usufruirne al meglio, mettendo al primo posto il benessere e la sicurezza per l’uomo. Oggi giorno sono stati fatti numerosi passi avanti sia da un punto di vista biochimico che tecnologico, pertanto abbiamo a disposizione tutti gli strumenti necessari per formulare al meglio prodotti di qualità e adatti ad ogni esigenza». Così Gabriele Ghirardelli - farmacista preparatore e responsabile sviluppo dei prodotti a marchio Club Salute spiega la filosofia che ha guidato la messa a punto di Powerflux e Levi Up Gel, due alleati del benessere delle gambe. Powerflux è un integratore alimentare che contiene Vite Rossa - per un’azione veno-capillare, utile per favorire la fisiologica funzionalità del microcircolo -, Ippocastano standardizzato in Escina, Rusco che sostiene il ritorno venoso e la funzionalità del plesso emorroidario, Bromelina enzima proteolitico da gambo d’ananas. «La standardizzazione di un fitocomplesso nei suoi principi attivi, caratterizza la pianta officinale e quindi le sue proprietà. Lo stesso vale per il rilascio: Powerflux ha due modalità di rilascio. Una veloce, all’inizio, e una lunga, per mantenere l’effetto durante la giornata». Così i principi attivi del fitocomplesso possono esplicare al meglio la loro proprietà, sopra descritte. Escina e Ippocastano sono inoltre protagonisti di Levi Up Gel. Un cosmeceutico per il suo contenuto elevato di Escina, superiore del 20% rispetto agli standard attuali di mercato. Da qui il suo effetto, che si esplica al meglio con un massaggio paziente dal basso verso l’alto, senza timore di macchiarsi o ungersi. «L’effetto rinfrescante non è dato dal “classico” mentolo, che secca la pelle e può irritarla, ma dall’azione combina-

Gonfiore, pesantezza, fragilità dei capillari: col caldo le gambe richiamano tutta la nostra attenzione. Dalla natura ecco i migliori rimedi naturali, ottimizzati e potenziati dalla tecnologia farmaceutica per sostenerle

POWERFLUX

È un integratore alimentare con estratti vegetali standardizzati a base di Vite Rossa, Ippocastano, Rusco e Bromelina da Ananas. La Vite Rossa supporta la funzionalità del microcircolo, ha una attività antiossidante e supporta la regolare funzionalità dell’apparato cardiovascolare. Il Rusco è utile alla funzionalità della circolazione venosa e del plesso emorroidario. Le compresse hanno un doppio rilascio, sommando una veloce azione iniziale a un lento assorbimento. In fase acuta, si consiglia di assumerne 3 al dì per 15 giorni prima dei pasti. Per il mantenimento, 1 compressa al dì per 3 mesi prima di colazione.

LEVI UP gel fresco gambe leggere

È un prodotto cosmeceutico di ultima generazione con un pool di componenti vegetali attivi: contiene l’1,2% di Escina, Bioflavonoidi, Vite Rossa, Ananas, Rusco, Mirtillo nero e un complesso di idratazione con Acido Ialuronico, Vitamina E e Ciclodestrine. Consigliato per alleviare le gambe e le caviglie gonfie e pesanti lascia la pelle tonica, elastica e idratata grazie all’acido ialuronico e alla vitamina E. Si può conservare anche in frigo per una azione rinfrescante maggiore. Non unge e non macchia e si applica con un massaggio dal basso verso l’alto 2 volte al giorno. ta di tutti gli ingredienti che sono liberi di agire dato il veicolo leggero ed evanescente». La pelle resta fresca e idratata grazie alla presenza di acido ialuronico e vitamina E, con buona pace delle nostre gambe stanche a fine giornata.

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L’INTERVISTA

LA SALUTE E LA CITTÀ cui non sviluppare alcuna complicanza. Da 100 persone con diabete a 6,25 curate efficacemente: questo significa che, nella media mondiale, il 93,75% dei diabetici è in uno stato di sofferenza. A seconda delle zone del pianeta la percentuale dei trattati in modo assolutamente efficace (senza complicanze) è diversa: si va dal 2-3% al 20% nelle aree migliori. L’Italia si colloca a metà, al 10-15% circa.

Inquinamento, disparità dei servizi, eccessiva concentrazione di abitanti: vivere nei grandi centri ci allontana da uno stile di vita sano e attivo. Sovrappeso, inattività e diabete urbano sono le epidemie del nuovo millennio. Dai numeri all’azione: come invertire la marcia e sostenere il benessere dei cittadini?

Quali sono i numeri dell’epidemia urbana? In città due terzi delle malattie, e quindi della mortalità, sono riconducibili a uno stile di vita scorretto: 3,2 milioni di morti all’anno per inattività fisica, 0,4 per ipertensione, 4,4 per obesità, 3,7 per inquinamento sono solo alcuni dei numeri legati al fenomeno dell’urbanizzazione. Ad aprile sono stati presentati i dati dell’Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation che non hanno lasciato adito a dubbi: metà degli adulti è interessata da sovrappeso o obesità, 1 su 4 tra bambini e adolescenti. Vi sono differenze di genere ma soprattutto territoriali, tra centro e periferia e a seconda del livello di istruzione. A Roma la prevalenza del diabete è più elevata in periferia; in centro, dove maggiore è il livello di istruzione, adulti e bambini praticano più sport e, in qualche modo, riescono a fare quei 7-10mila passi che ognuno di noi dovrebbe fare ogni giorno, oltre a mangiare più sano.

Intervista a

Andrea Lenzi

• Presidente del Comitato di Biosicurezza, Biotecnologie e Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei Ministri • Presidente dell’Health City Institute > healthcitythinktank.org di Luisa Castellini

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erché oggi il rapporto tra città e salute è al centro del dibattito scientifico? Fino a 50 anni fa le città erano viste come il luogo dove trasferirsi per stare meglio in termini di servizi e qualità di vita ed essere più protetti. Da alcuni anni, la situazione si è ribaltata e le città sono diventate “patogene”, ovvero inducono condizioni patologiche, soprattutto quando hanno dimensioni medio-grandi. Senza andare a Città del Messico, con i suoi oltre 20 milioni di abitanti, si tratta di un fenomeno che riguarda anche il nostro Paese dove oggi, su quasi 8000 comuni, le 14 città metropolitane inglobano 21 milioni di abitanti e, unitamente alle prime 75 città per dimensione, raggiungono il 50% della popolazione. In che modo le città sono diventate “patogene”? La città, così come è organizzata, rende difficili molte attività per tutte le età, non solo le più fragili. Pensiamo alla disparità di accesso ai servizi tra

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La sfida del domani è quindi sulle malattie non trasmissibili? Una volta c’era il Ministero della Sanità e il suo com-

centro e periferia o al diverso livello di qualità della vita tra un quartiere e l’altro; all’obbligo di muoverci nel percorso casa-lavoro o casa-scuola con i mezzi pubblici - nel migliore dei casi - altrimenti privati, con rare opportunità di raggiungere il posto di lavoro in bici o a piedi; senza dimenticare, infine, l’inquinamento atmosferico, acustico, luminoso cui l’urbanizzazione e l’alta concentrazione di abitanti ci sottopone. L’uomo è nato camminatore e corridore. Oggi lo stile di vita urbano favorisce il sovrap-

peso, l’obesità e lo sviluppo del diabete di tipo 2. Cosa caratterizza il diabete urbano? È il diabete di tipo 2, che colpisce persone che non lo avrebbero mai sviluppato se non vivendo in città. A livello mondiale è un’emergenza sociale. Su 100 persone che hanno il diabete, solo 50 sanno di averlo; di questi, 25 hanno almeno una terapia; la metà, 12,5, ha una terapia che permette di raggiungere il target di glicemia controllata; 6,25 hanno una cura tramite

Dai benessere alla tua città La IIa edizione della Giornata Nazionale per la salute e il benessere nelle città promossa dall’Health City Institute viene celebrata il 2 luglio. È il giorno al centro dell’anno per ricordare la necessità di porre la salute al centro delle azioni politiche ogni giorno. Numerosi gli eventi e le iniziative organizzate autonomamente in tutta Italia.

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pito principale era evitare le patologie trasmissibili perché il problema maggiore erano le infezioni. Oggi abbiamo il Ministero della Salute che si occupa soprattutto di patologie che derivano da stili di vita scorretti. La medicina da sola non basta. Oggi abbiamo a disposizione tecnologie e farmaci straordinari, ma dobbiamo adeguare il nostro stile di vita. Per questo c’è bisogno, oltre che di medici, di epidemiologi, urbanisti, architetti, psicologi, amministratori pubblici. Per il domani sarebbe bello immaginare che il nostro Ministero si chiamasse Ministero del Benessere. Come è nato il Manifesto “Salute nelle città: bene comune”? Cinque anni fa è nato l’Health City Institute, un Think Tank che ha riunito oltre 300 esperti intorno a questo tema. Abbiamo seguito l’approccio Map (Mappa), Share (Condividi), Act (Agisci). Abbiamo raccolto e condiviso i dati sulle malattie non trasmissibili in città e ora siamo passati all’azione con molte iniziative che hanno come simbolo la Giornata Nazionale della Salute e del Benessere nelle città di ogni 2 luglio. Il decalogo del Manifesto è stato il punto di partenza e ha avuto molta risonanza: molti dei Comuni italiani l’hanno inserito tra i propri obiettivi di mandato amministrativo, ne è nato un Intergruppo parlamentare e la stessa Unione Europea l’ha recepito attraverso il Comitato delle Regioni. Il Manifesto pone il diritto a una vita sana e integrata nel contesto urbano quale fulcro delle politiche pubbliche per il cittadino, attraverso l’aumento della consapevolezza, l’inserimento dell’educazione sanitaria a scuola, l’incentivazione all’adozione di stili di vita sani, la prevenzione dell’obesità, il migliore accesso alle pratiche sportive e motorie, la promozione della sostenibilità ambientale e l’adesione ai programmi di prevenzione primaria, una particolare attenzione alle fasce più deboli e a rischio. Roma e Milano: qual è la città più walkable? Entrambe sono coinvolte nel progetto internazionale Cities Changing Diabetes, nato per far fronte all’aumento delle malattie croniche non trasmissibili nelle grandi città (in particolare rispetto al diabete), di cui fanno parte anche metropoli come Città del Messico e città super virtuose come Copenhagen. A Roma c’è il progetto di unire tutti i parchi urbani e abbiamo già realizzato una guida alla scoperta della città con 50 percorsi tematici sviluppati su 320 km. Milano è partita dopo, ma già con l’Expo ha intrapreso un grande cambiamento. La salute è un bene comune. Le amministrazioni possono incrementare i percorsi pedonali e ciclabi-

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Obesità tutte le differenze I dati del rapporto Istat presentato al primo summit sull’obesità in Italia lasciano poco spazio all’interpretazione. Il 46% degli adulti, 23 milioni di italiani e il 24,2% di bambini e adolescenti - 1,7 milioni tra i 6-17 anni - sono in eccesso di peso. Molte le differenze. Anzi tutto di genere: le donne hanno un tasso di obesità minore (9,4%) e così le femmine tra i minori (20,8% rispetto al 27,3% dei maschi). Seguono le differenze territoriali. Ad avere più problemi con la bilancia sono i cittadini del Sud e delle Isole, in particolare tra bambini e adolescenti, dove si pratica - ad eccezione della Sardegna anche meno attività fisica. Importanti anche i dati sulle zone rurali e i centri urbani. Nei paesi con meno di 2mila abitanti gli obesi sono il 12%, nelle aree metropolitane l’8,8%, anche se negli ultimi anni si è osservato un incremento nei centri urbani maggiori e nelle loro periferie. Non ultimo il livello di istruzione: un elevato titolo di studio significa maggiore attenzione alla salute e alla prevenzione. L’obesità riguarda il 6,6% dei laureati ma sale al 14,2% tra chi ha la licenza media. Idem per i bambini, dove si registra il numero più alto di obesi tra i figli di genitori con il livello di istruzione più basso. L’obesità ha complicanze importanti: diabete, ipertensione, dislipidemia, cardiopatia ischemica, insufficienza respiratoria ed è un fattore di rischio per i tumori, il tutto con una riduzione dell’aspettativa di vita di almeno 10 anni senza trascurare l’aspetto della discriminazione e dello stigma sociale.

li, abbassare l’inquinamento, sostenere le attività di innovazione sociale, indirizzare la popolazione verso stili di vita corretti e la prevenzione, migliorare l’assistenza sanitaria territoriale… perché non possiamo invitare i cittadini ad andare in bici per poi costringerli alla mascherina! Per fare questo, però, c’è bisogno di una grande alleanza, dalle istituzioni alle aziende sanitarie alla società civile, che stimoli tali comportamenti e adotti un approccio multidisciplinare rispetto a un tema così rilevante di salute pubblica e benessere dei cittadini.


NELLE FARMACIE CLUB SALUTE

HELPY OOPS Per chiedere soccorso, rilevare le cadute, localizzare: così la tecnologia diventa alleata della salute e della sicurezza

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HELPY OOPS

È un innovativo dispositivo GSM/GPRS/ GPS ideato per garantire la sicurezza di anziani, disabili, bambini, sportivi e lavoratori. Unisce le funzioni di telesoccorso a quelle di un telefono cellulare salvavita. Con Helpy Oops è possibile chiedere soccorso in automatico, rilevare le cadute, geolocalizzare il dispositivo o tracciare aree di sicurezza. E ancora, ascoltare l’ambiente circostante o inviare allarmi silenziosi. Il tutto con un unico bottone. In esclusiva in farmacia.

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della persona da monitorare informando in tempo reale su eventuali cadute accidentali, spostamenti o situazioni di pericolo tramite telefonata, sms o notifica push sull’app dedicata. In particolare, premendo un solo pulsante, chi si trova in difficoltà può inviare in automatico le chiamate di soccorso ai numeri pre-impostati (fino un massimo di 12, compresi call center o centrali operative di vigilanza ) complete di un sms di geolocalizzazione e notifica push. Un altro caso tipico è quello della caduta. Grazie ad appositi sensori, Helpy Oops rileva la caduta accidentale e in automatico invia le richieste di soccorso complete di geolocalizzazione. Questa permette anche di seguire gli spostamenti o tracciare delle aree di sicurezza ricevendo un avviso immediato nell’eventualità siano oltrepassate. Non ultime le funzioni telefono - si parla in vivavoce premendo un pulsante e si ricevono chiamate tramite la app -, antirapina, e il room monitoring, l’ascolto silenzioso, per monitorare il sonno o i movimenti dei più piccoli o vegliare un malato nella stanza accanto. Helpy Oops permette infine di attivare un allarme silenzioso che non emette nessun tipo di segnale visivo o acustico. Uno strumento per la protezione individuale versatile ma semplice da usare.


BENESSERE

SUMMER TIME Tintarella, trekking o riposo assoluto? A ciascuno la sua estate: per tutti, dal viaggio all’esposizione al sole e alle alte temperature, tanti consigli per viverla in libertà e in salute

Patrizia Mantoessi • Farmacista a Monza

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al latino vacantis ovvero essere privo di, vacante, l’estate è il periodo nel quale la maggior parte di noi sospende l’attività lavorativa. D’estate è possibile vivere le giornate senza orari o impegni definiti. Che si parta per un lungo viaggio o si resti in città, è utile ricordare alcuni semplici gesti per viverla pienamente in serenità e salute.

In viaggio La scoperta di nuovi gusti fa parte dell’esperienza ma può essere occasione di disagi che si possono prevenire. Nei paesi dove è scarso il livello di igiene e sicurezza alimentare, meglio mangiare solo cibi cotti, bere da confezioni sigillate e assumere regolarmente fermenti lattici perché la diarrea del viaggiatore - nota anche come “maledizione di Montezuma” - potrebbe essere in agguato. L’estate è sinonimo di libertà ma va vissuta senza correre rischi inutili. In valigia dobbiamo portare, oltre alla terapia quotidiana, il necessario per un primo

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Leggeri

Vacanze

nell’acqua

per la mente

Quando siamo in mare, la forza di gravità diminuisce di circa 6-7 volte rispetto a quella sulla terraferma. L’acqua alleggerisce il corpo e la mente: diminuisce i dolori e la fatica, riduce la pressione sulle vertebre, rilassa la muscolatura. Mare, piscine e laghi ci aspettano, ma anche le terme, dove l’acqua, soprattutto se calda, ricorda l’esperienza di un abbraccio e rilassa profondamente favorendo la produzione di endorfine.

Il relax e la leggerezza estivi vanno riservati soprattutto alla mente. Il viaggio può essere l’occasione per mettere a fuoco i propri desideri e ritrovare se stessi. Il contatto con la natura permette di scaricare lo stress: il silenzio e il verde aiutano a svuotare la mente, a pensare più serenamente e a fare scelte più autentiche. Quando siamo calmi, in pace con noi stessi, riusciamo più facilmente a vedere sotto una nuova luce anche le situazioni negative, a essere creativi e a lasciare correre il pensiero in modo non convenzionale per trovare soluzioni diverse, ispirazione e nuove energie.

soccorso. Possono inoltre essere utili un prodotto preventivo e trattante per le punture di insetti e le piante urticanti. Tra i rimedi naturali disponibili in granuli e creme, ledum palustre è utile per l’ipersensibilità alle punture, mentre apis riduce ponfo e rossore. A queste si aggiungeranno una pomata antistaminica o cortisonica, anticinetosici (compresse, chewing-gum o polsini), arnica per traumi e contusioni. Oltre all’antidiarroico e ai fermenti lattici, si possono usare veratrum album e okoubaka in caso di diarrea e intossicazioni alimentari. Mirtillo rosso, pareira ed estratti di semi di pompelmo sono una valida alternativa per prevenire e trattare le cistiti. Completano il kit, un antipiretico, un antinfiammatorio, un antibiotico ad ampio spettro e l’occorrente per trattare piccole ferite. Non ultimi i preservativi, per evitare le malattie sessualmente trasmissibili.

Destinazione verde Se la nostra vacanza è all’insegna di un’immersione green, fresca e rigenerante, i benefici saranno numerosi. Abbandonare l’auto a favore dei piedi o della bici è un toccasana. Il trekking, residenziale o itinerante che sia, consente di aumentare il tono muscolare, ridurre la pressione e migliorare l’apporto di ossigeno ai tessuti. Unica fondamentale attenzione è la

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contrasta quindi la perdita di tono, mentre lo zinco potenzia il sistema immunitario. scelta dell’altitudine, che deve tenere conto dell’età e delle condizioni generali di salute. Bambini, anziani e soggetti con patologie croniche dovranno scegliere località che, salvo il parere del medico, non superino i 1000-1500 metri di altitudine.

Effetto sole Migliora il tono dell’umore, attiva la vitamina D, fondamentale per il consolidamento dello scheletro osseo con effetto antirachitico e un’influenza positiva sul sistema immunitario, il metabolismo e la flora batterica cutanea. In estate la pelle, più esposta, può traspirare più liberamente, ma deve essere protetta con attenzione. L’esposizione prolungata senza un’adeguata protezione può risultare dannosa perché concorre all’invecchiamento cutaneo (fotoaging) e può favorire l’insorgenza di tumori della pelle. La cute esposta per periodi prolungati al sole diventa ruvida, presenta chiazze colorate in modo non uniforme (discromie), è sol-

cata da rughe, si irrigidisce e perde elasticità. Questo accade perché i raggi ultravioletti distruggono l’elastina presente nel derma - cui si deve l’elasticità cutanea - il collagene, responsabile della compattezza e l’acido ialuronico, capace di trattenere l’acqua conferendo turgore alla pelle. Per preservare struttura e barriera cutanea e prevenire le malattie cutanee, è fondamentale applicare creme con filtri solari ad ampio spettro, fotostabili, ad elevata tollerabilità, arricchite con antiossidanti, resistenti all’acqua e impercettibili al tatto. Donano immediato confort alla pelle garantendo una protezione piacevole ed efficace, meglio ancora se sono prodotti con minimo impatto sull’ambiente. Le creme non sono però inattaccabili dall’acqua e dal sudore e vanno riapplicate almeno ogni due ore. Per potenziarne gli effetti possiamo assumere un pool di antiossidanti per attivare una fotoprotezione sistemica. Associazioni di vitamina C e selenio prevengono la comparsa di eritemi. La vitamina C partecipa alla formazione del collagene e

Attenzione al calore Il colpo di calore avviene quando l’organismo non riesce a rispondere in modo adeguato alle variazioni ambientali con la sudorazione. Non è legato esclusivamente all’esposizione al sole: si può manifestare anche al chiuso in caso di alta temperatura esterna, ridotta ventilazione ed elevata umidità relativa. Il collasso da calore , invece, è provocato da un’eccessiva perdita di acqua e sali e quindi dalla disidratazione. Non ultimo il colpo di sole, che si può manifestare in seguito a un’eccessiva esposizione diretta. Tra i sintomi, un malessere generale e improvviso, mal di testa, vertigine, nausea, scarsa sudorazione. La temperatura corporea si alza anche fino a 40-42° , la pelle appare secca e molto arrossata. In tutti i casi è necessario chiamare i soccorsi, spostare il soggetto in un luogo fresco per abbassare la temperatura corporea, rinfrescare le estremità e se possibile far bere acqua a temperatura ambiente o alzare le gambe per favorire il ritorno venoso.

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IN CUCINA

PEPERONI Giallo, verde e rosso… fin dai colori sono un’esplosione di sole e calore. L’elevato contenuto di acqua e fibre e le poche calorie ne fanno dei buoni alleati delle diete ipocaloriche

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tilizzati (essiccati e pestati!) anche da Leonardo Da Vinci per preparare le tinte dei suoi affreschi, il primo a citare i peperoni fu Cristoforo Colombo, che – parlando dell’isola di Haiti – nel suo diario scrisse: «I miei uomini vi trovarono molti aji che gli indigeni usano come fossero pepe e che vantano maggiori pregi del nostro, perché esso può considerarsi vera e propria pietanza per chi riesca a sopportarne il sapore assai forte. Niuno là mangia senza il condimento di questo aroma». Ricchi di sali minerali – quali fosforo, magnesio, potassio, ferro e calcio – vantano una percentuale di vitamina C quattro volte maggiore degli agrumi, con la conseguente capacità di aumentare la resistenza alle infezioni e l’assorbimento del ferro. In 50 gram-

SOLANINA e buccia indigesta Alcune persone non li digeriscono bene a causa della cellulosa presente sulla buccia, ma un altro elemento cui prestare attenzione – soprattutto se si soffre di problemi gastrici – è la solanina, una sostanza (tossica, se assunta in quantità elevate) che si riduce se i peperoni sono coltivati al sole e nel loro periodo ottimale: l’estate. È quindi opportuno rispettare la stagionalità di tutte le solanacee (patate, pomodori e melanzane), preferendo i peperoni gialli/rossi a quelli verdi che, più acerbi, presentano una percentuale maggiore di questo alcaloide glicosidico tossico.

mi di peperoni, soprattutto quelli rossi, è contenuto, infatti, il 75% della razione giornaliera raccomandata (RDA). Ottimi come contorno e per condire insalate e paste fredde, contengono anche la capsaicina, la sostanza responsabile della piccantezza che si trova principalmente nel tessuto placentale a cui sono attaccati i semi e che ha proprietà antibatteriche, antidiabetiche, analgesiche e antitumorali.

Farro con crema di peperoni e feta In dispensa • 3 peperoni 3 cucchiai di farro a testa 50 grammi di feta 1 pizzico di sale 1 pizzico di peperoncino origano olio EVO acqua q.b.

Preparazione Mettere il farro a cuocere in abbondante acqua salata e i peperoni, precedentemente lavati, in forno a 180° gradi per circa 30 minuti. Quando saranno pronti, una volta spellati e privati dei semi, metterli in un mixer con un filo d’olio, un pizzico di sale e del peperoncino e frullare fino ad ottenere un composto cremoso. Quando il farro sarà pronto, scolarlo e “coppettarlo” usando una scodella o le formine per gli hamburger. Mettere due cucchiai di crema di peperoni sul fondo del piatto, scodellare il farro e decorare con un pizzico di origano e dei cubetti di feta.

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Gazzettino 4 luglio 2019  

Gazzettino 4 luglio 2019  

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