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Carta dei Valori I Club della Libertà

vogliono innovare, stimolare e

riportare alla partecipazione attiva quella parte di cittadini che chiedono uno Stato più giusto, un’Italia più moderna, con la tutela delle nostre identità e delle nostre tradizioni.

I Club della Libertà

si propongono di attuare questi

cambiamenti attraverso la realizzazione di iniziative culturali, sociali e politiche volte alla diffusione dei principi e dei valori della democrazia liberale e del riformismo moderato popolare, che vedano coinvolti tutti coloro i quali in questi anni, pur non riconoscendosi in alcun partito o movimento, hanno lavorato per dare all’Italia un futuro migliore nel contesto europeo e mondiale.

Ci rivolgiamo

a coloro i quali credono ancora nella

possibilità di riformare il nostro Stato in senso liberaldemocratico, favorendo il ricambio generazionale contro l’avvizzimento delle gerontocrazie. Non pensiamo che si debba per forza essere giovani, ma che si debba necessariamente pensare in modo giovane, improntato al futuro, col coraggio e la “follia” tipica dei giovani. Nella nostra visione fattiva e concreta i Club della Libertà possono svolgere funzioni di assistenza previdenziale e fiscale per le famiglie e le imprese costruendo così i presupposti per il mantenimento di


uno sportello sempre aperto alle necessità dei cittadini e in grado di autofinanziarsi.

Ci rivolgiamo a chi ama la libertà in tutte le sue forme, a chi rispetta la libertà altrui come se fosse la propria, a chi è aperto a tutte le opinioni tranne che a quelle degli intolleranti. Perché per noi ad essere centrale è l’uomo, al centro dell’universo c’è la persona. Per noi l’uomo viene prima della società e sicuramente prima dello Stato. Noi assumiamo la persona come valore e stella polare di riferimento centrale. La libertà mette in primo piano l’ uomo, che è superiore allo Stato, lo Stato deve essere al servizio dei cittadini non il contrario. Anzi uno stato si legittima ed è uno Stato legittimo soltanto se ha come risultato del suo agire la difesa del diritto di libertà dei cittadini. Il principio di sussidiarietà orizzontale e verticale è uno dei capisaldi della nostra azione politico amministrativa. Il federalismo fiscale e la suddivisione delle funzioni tra le diverse istituzioni dello Stato sono un’applicazione fondamentale di questo principio verticale; così come al pubblico dobbiamo limitare la gestione di quelle attività e prestazioni di servizi non delegabili al privato (ad esempio la gestione dei servizi pubblici locali deve essere affidata ai privati; il servizio sanitario e di formazione dei cittadini deve essere posto in competizione tra pubblico e privato).

Ci rivolgiamo

a chi crede che l’essenza dell’individuo si

sostanzi nella famiglia. Per noi la famiglia è la forma primaria di aggregazione, viene molto prima dello Stato e da questo non dev’essere assorbita, ma incentivata. E’ nella famiglia che si crea il carattere dell’individuo, è la famiglia che deve svolgere il ruolo primario di educatore, è la famiglia che deve agire per controllare i


propri membri. La famiglia per noi è un prezioso e insostituibile elemento di stabilità sociale ed economica.

Ci rivolgiamo

a chi vuole siano adottati i criteri della

trasparenza all’interno della pubblica amministrazione, della imparzialità e della meritocrazia nelle macchine arrugginite della giustizia, della scuola e dell’università, degli ospedali, contro il nepotismo, lo strapotere delle élites e contro ogni forma di baronia che blocca la possibilità per i più bravi e preparati di emergere e li costringe ad emigrare impoverendo il nostro Paese. Coerenti con la centralità della persona, vogliamo la piena responsabilità individuale di cogliere oneri e onori delle proprie azioni, ma anche pari opportunità per tutti nel raggiungere i propri obiettivi.

Ci rivolgiamo

a chi ritiene che la scuola e l’Università

italiane abbiano bisogno di competizione. Spesso abbiamo paura di questa parola, perché la competizione è guerra; tuttavia il progresso scientifico si ha perché la ricerca scientifica è una competizione serrata tra idee. Competizione vuol dire meritocrazia e meritocrazia rimanda a competizione. Dobbiamo entrare in questo circolo virtuoso ed uscire da quello vizioso dell’università dei baroni, della scarsa ricerca, slegata dal mercato. E’ la competizione ad animare la scienza, la democrazia e il mercato: chi non vuole la competizione sceglie di bloccare il cambiamento. La parola cumpetere vuol dire cercare insieme, cercare insieme la soluzione migliore in modo agonistico. Ognuno insieme con gli altri

Ci rivolgiamo

a chi vuole rompere il circolo vizioso che

mantiene da decenni intatte e intoccabili le sacche consolidate di privilegio, a chi si vuole contrapporre alle minoranze organizzate


che attraverso le amicizie e il ricatto sociale agiscono sovvertendo il volere delle maggioranze silenziose e moderate.

Ci rivolgiamo a coloro i quali credono che sia necessaria una riforma della Costituzione perché uno Stato moderno e competitivo non può essere guidato con gli strumenti di 60 anni fa, che blocca lo slancio verso il futuro e garantisce i privilegi. Ci rivolgiamo a chi crede che sia necessaria una riforma in senso presidenziale dello Stato, che consente al cittadino di scegliere chiaramente chi lo deve guidare e dà al cittadino il potere di conferire al Premier gli strumenti adeguati per governare, come nominare e revocare i ministri e sciogliere le camere. Per noi la Costituzione dev’essere funzionale al benessere e al progresso della Nazione.

Ci rivolgiamo

a chi è consapevole che accanto ai diritti

sanciti dalla Costituzione negli anni è sorto un altro diritto: il diritto a non avere paura. La sicurezza per noi è prioritaria. Convinti della sussidiarietà riteniamo che la sorveglianza spetti alle forze di polizia, ma che la vigilanza tocchi anche ai cittadini.

Ci rivolgiamo a chi ritiene che l’immigrazione debba essere guidata e non subita. A chi esige che i propri valori, la propria cultura e il proprio diritto a non aver paura non sia sacrificato sull’altare dell’accoglienza a tutti i costi. Ci rivolgiamo a chi ritiene che l’immigrazione sia una risorsa da sfruttare e non un’esternalità da tollerare.

Ci rivolgiamo a chi crede che l’economia non sia fine a se stessa, bensì a servizio della gente. Crediamo in una società fondata sull’individuo, sulla libertà, sulla solidarietà e la coesione sociale.


Questa è l’economia sociale di mercato. Senza uno sviluppo economico sostenibile, non potranno esserci neanche la coesione sociale e la stabilità politica. Per noi la libertà di iniziativa economica è fondamentale, lo Stato deve limitarsi ad assicurare le regole al mercato, impedire la formazione di monopoli, e difendere i più deboli. Per noi la libertà economica ha lo stesso valore civile e spirituale della libertà politica, della libertà religiosa, di tutte le altre nostre libertà. Al pari delle altre libertà è stata messa a rischio dalla sinistra. Al pari delle altre libertà necessita di attenzione: “il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza”.

Ci rivolgiamo a chi è convinto che l’Italia debba avere un ruolo sempre più importante nello scenario internazionale, attraverso una politica estera filo atlantica tesa a difendere i valori e l’identità dell’Occidente. Vediamo l’esigenza di una politica estera comune dell’Unione Europea, a cominciare dall’immigrazione, del quale l’Italia deve farsi promotrice. Nei rapporti con i Paesi sottosviluppati siamo convinti che sia necessario l’affermarsi della democrazia. Perché senza la democrazia non ci può essere la libertà e senza libertà non può esserci rispetto dei diritti civili, dei diritti umani, non può esserci il rispetto della dignità dei cittadini, non ci può essere la parità tra uomo e donna, non ci può essere lo stato di diritto. Ci rivolgiamo a chi è convinto che globalizzazione significhi in primis globalizzazione dei diritti.

Ci rivolgiamo a chi ritiene che la tutela ambientale debba essere collegata con l’attenzione al futuro, intesa sia come rispetto della natura per le prossime generazioni che come necessità di uno sviluppo sostenibile.


Ci impegniamo per migliorare la legislazione e diminuire la burocrazia al fine di creare una solida crescita economica, per proteggere i cittadini, per rafforzare il ruolo dell’Italia nel mondo, per portare il merito e la competizione nel sistema-Italia e per avvicinare le istituzioni ai cittadini e per riportare i cittadini all’interno delle istituzioni. I cittadini devono sentirsi protagonisti, devono essere consultati: io devo poter dire la mia sulle grandi scelte, utilizzando anche e nuove tecnologie. La democrazia va partecipata.

Il nostro obiettivo è di arrivare ad un Paese dove tutti e ciascuno possano realizzarsi, possano seguire la propria vocazione possano guardare con fiducia al futuro, possano pensare di costruirsi una famiglia di avere dei figli a cui passare il proprio nome. Un’ Italia in cui non ci sia nessuno emarginato fuori dal benessere un Italia in cui nessuno abbia la propria porta chiusa alla speranza, questa è l’ Italia che noi vogliamo, questa è l’ Italia che insieme vogliamo costruire.

Dobbiamo cambiare il nostro futuro prima che sia il nostro futuro a cambiare noi


Club della libertà - Carta dei Valori