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SPORT

CULTURA

1820: lo scontro tra “caltanissettesi” e sancataldesi

Da Caltanissetta con passione, il Karate del Maestro Nicosia

Il Vescovo, il Provveditore e l’unità d’Italia

di F. Falcone

di D. Polizzi

di F. Falci

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ISSN: 2039/7070

STORIA

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RESS

FREE P

Mensile di approfondimento Direzione Editoriale: Michele Spena

-

redazione: Viale della Regione, 6 Caltanissetta

- Tel/Fax: 0934 594864

Gennaio 2019 Anno IX Num. 58

Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 conv. N. 46 art. 1 comma 1. Sud /CL

- Stampa: STS S.p.A. Zona industriale Vª Strada, Catania - Reg. Tribunale di Caltanissetta n° 224 del 24/02/2011

SPECIALE SCUOLA

La scelta

“Superiore” Un viaggio nella scuola nissena per orientare studenti e genitori verso la scelta più opportuna. Gli Istituti superiori di Caltanissetta illustrano la loro offerta formativa. Società

Adolescenti, alcol e droghe. L’importanza di una corretta informazione

di S. Falzone

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Giovani e Società

Adolescenti a scuola, stiamo veramente formando cittadini cosmopoliti?

di M. Sardo

a pagina 37 scrivi alla redazione: lettere@ilfattonisseno.it

Fatti per la scuola

Quando i ”prof” per ottenere una cattedra andavano a Sud

Sono 1.574 chilometri quelli che separano Dogliani in provincia di Cuneo da Bivona in provincia di Agrigento. Oggi per Google Maps equivalgono a 17 ore e 8 minuti di auto. E tanto basta a farcelo sembrare un viaggio infinito. Immaginiamoci allora cosa dovette pensare il giovane laureato in lettere e filosofia Placido Cerri che, nel 1870, ricevette a casa sua (a Dogliani) la comunicazione del ministero della Pubblica Istruzione del neonato Regno d’Italia, con la quale, con tante felicitazioni, gli si conferiva una cattedra come insegnante di latino e greco e lo si destinava in un liceo appena istituito in un nuovo capoluogo di circondario, Bivona per l’appunto. di G. Tona

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Giovani & Società

Adolescenti, alcol e droghe

l’importanza di una corretta informazione L’attività della Polizia di Stato attraverso le campagne di prevenzione e i controlli volti alla repressione del fenomeno dello spaccio presso le scuole

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ra le attività di prossimità della Polizia di Stato c’è quella di fornire agli adolescenti corrette informazioni sull’uso e, spesso abuso, di alcol e droga. Nel corso delle conferenze svolte presso le scuole nissene sul tema, è spesso emersa la convinzione, purtroppo molto diffusa tra gli studenti, che l’uso di alcol e di cannabis non siano dannose. Da ultimo, con la legge 242/2016, che ha normato la produzione e vendita della cannabis sativa L., c.d. “cannabis light”, questa convinzione, per ciò che concerne la marijuana, si è radicata generando confusione (attualmente anche due sezioni della Corte di Cassazione si sono pronunciate – il 13 giugno e il 10 ottobre – con pareri opposti circa la liceità della vendita delle infiorescenze). Nell’attuale dibattito pubblico sugli effetti delle droghe leggere (cannabinoidi) si possono riscontrare pareri favorevoli al loro uso, perché - si dice - non sono dannose, anzi rilassano e producono benessere! Purtroppo non è sempre così, infatti, fatti salvi i casi di assunzione di cannabis per fini terapeutici (D.M. del Ministero della Salute del 9.11.2015), a seguito di prescrizione medica, se focalizziamo l’attenzione sulla cannabis acquistata illegalmente per strada, negli ultimi anni si è registrato un continuo innalzamento del principio attivo di d9-Tetraidrocannabinolo (thc) contenuto nella marijuana e nell’hashish. Negli anni 90’ il thc contenuto nella marijuana sequestrata dalle forze di polizia oscillava da un minimo di 0,5 a un massimo del 2% per dose. Oggi il thc medio contenuto per dose è di circa il 20%, ma si arriva, sempre più spesso a percentuali più alte. Gli esperti ci spiegano che la marijuana che contiene più del 15% di thc può scatenare sintomatologie da intossicazione dell’organismo dei ragazzi con effetti devastanti sia dal punto di vista fisico sia da quello psichico,

simili a quelli prodotti dal consumo di droghe pesanti (eroina, cocaina, lsd). Ciò poiché i produttori senza scrupoli della criminalità organizzata coltivano le piante di marijuana con fertilizzanti chimici e pesticidi tossici che ne aumentano potenziale e guadagni. Inoltre, oggi esiste anche il cannabinoide sintetico prodotto in laboratorio che, spruzzato su marijuana di bassissima qualità, produce un effetto potenziato di thc per dose molto superiore alla media. Circa il consumo di alcol, sempre più adole-

di più bevande alcoliche in un intervallo di tempo più o meno breve. Corrisponde all’assunzione in un’unica occasione e in breve tempo di oltre sei unità alcoliche (circa dodici grammi di alcol puro) di una qualsiasi bevanda alcolica. Lo scopo principale di queste “abbuffate alcoliche” è l’ubriacatura immediata e la perdita di controllo. Tale pratica spesso si associa al compimento di un reato oppure per puro gioco tra i più giovani. A causa degli effetti a lungo termine, il binge drinking è considerato un

emotivo che caratterizza il periodo adolescenziale, i giovani possono ricorrere a comportamenti devianti, come appunto l’uso di sostanze psicoattive e l’abuso di alcool, condotte che se non adeguatamente comprese, possono sfociare anche nella psicopatologia. Tra i motivi che spingerebbero gli adolescenti a fare ricorso all’uso di alcol e al consumo di cannabinoidi (hashish e marijuana), c’è sicuramente l’emulazione del gruppo e la paura di esserne estromessi, la convinzione di poter superare ansie

L’INIZIATIVA

YouPol: l’App della Polizia di Stato contro cyberbullismo e droga

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ouPol è l’App della Polizia di Stato, che consente di segnalare, anche in via anonima, se si è testimoni o si è venuto a conoscenza di episodi di bullismo o spaccio di stupefacenti. L’applicativo è facilmente “scaricabile” su tutti gli smartphone e tablet accedendo alle piattaforme di Apple Store, per i sistemi operativi IOS, e Play Store, per i sistemi operativi Android. Grazie a “YouPol” è possibile inviare immagini o segnalazioni scritte direttamente alla sala operativa della Questura, anche se il segnalante si trova in una provincia diversa. Si tratta di un nuovo canale di acquisizione delle criticità concernenti episodi di bullismo e/o di spaccio di sostanze stupefacenti, che si affianca a quello storico del 113 telefonico. Attraverso l’App sarà consentito di segnalare all’autorità di polizia fatti di cui si è testimoni diretti (anche mediante foto o immagini acquisite sul proprio dispositivo) ovvero notizie di cui si è appreso in forma mediata (link, pagine web, ricezione messaggi, informazioni orali etc.). La Polizia di Stato con YouPol desidera coinvolgere scenti fanno abuso di birra e superalcolici nei fine settimana e da ultimo, non poteva mancare la moda social, il c.d. “binge drinking” (sbronzarsi). Pratica che consiste nell’assunzione

gli adolescenti e responsabilizzarli sul rifiuto del consumo della droga e di ogni forma di violenza, realtà che troppo spesso restano sommerse e che sono fonte di emarginazione e grande sofferenza. L’utente avrà anche la possibilità di fare una chiamata di emergenza, utilizzando un pulsante ben visibile di colore rosso, alla sala operativa della provincia nella quale si trova.

serio problema per la salute. Il binge drinking è spesso collegato a ridotte relazioni amicali, incidenti, vandalismo, violenza, dispersione scolastica e altri problemi sociali. Nel contesto

e paure e – come già detto – l’ignoranza circa i danni che l’uso di alcol e droga provocano nell’organismo. Parallelamente all’attività informativa, nel corso dell’anno, la Polizia di

Stato ha eseguito numerosi controlli presso le scuole della provincia. Con la direttiva del Ministero dell’Interno “Scuole Sicure”, che contiene misure per prevenire e contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti tra i giovani, sono stati svolti diversi servizi preventivi all’interno e all’esterno delle strutture scolastiche, anche con l’ausilio di unità cinofile antidroga. L’attività di contrasto allo spaccio ha consentito di arrestare in flagranza di reato 7 minori, di denunciarne 3 e di segnalarne amministrativamente per uso personale circa 60. Alla luce di quanto detto è fondamentale che gli adulti offrano agli adolescenti sostegno emotivo porgendosi in maniera non giudicante; in primis i genitori, quindi gli insegnanti e gli altri adulti che fanno parte della loro vita. E’

necessario creare loro intorno uno spazio di ascolto e di accoglienza nel quale possano sentirsi liberi di parlare e confidarsi anche su questi temi. Se necessario, può essere utile ricorrere a programmi di sostegno e di prevenzione psicologica da parte di adeguate figure professionali.


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di Salvatore Falzone Sostituto commissario della Polizia di Stato

Aspetti giuridici della “cannabis light”

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a legge 242/2016 prevede che la “cannabis light” debba possedere un thc (principio attivo) compreso tra lo 0,2% e lo 0,6%. Entro questi limiti nessuna responsabilità è posta a carico dell’agricoltore che ha rispettato le prescrizioni della legge. Tale disposizione si pone come legge speciale rispetto al DPR 309/90, che disciplina i profili penali del diritto degli stupefacenti, introducendo un limite di tolleranza legale in materia di presenza di thc superiore a quello individuato con alcune sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha determinato la soglia di thc nello 0,5%. Diversamente

dal DPR 309/90, la legge 242/2016 precisa il raggio di azione della normativa che si applica solo alle coltivazioni di canapa di alcune varietà, che non rientrano nell’ambito di applicazione del testo unico sugli stupefacenti. La legge individua le categorie di prodotti ottenibili dalla canapa coltivata (cannabis sativa L.): produzione di alimenti e di cosmetici, fornitura di semilavorati in fibra, coltivazioni dedicate alle attività di ricerca da parte di istituti pubblici o privati, coltivazioni destinate al florovivaismo. Alla luce delle premesse svolte, si deve ritenere che la messa in vendita di infiorescenze in sé, per essere considerata legale, debba essere fatta rientrare, a scelta, in qualcuna delle categorie sopraindicate, e comunque con un thc non oltre lo 0,2%. Chiamata a pronunciarsi sulla liceità della commercializzazione dei prodotti derivati dalla cannabis light, la Corte di Cassazione con due pronunce – del 13 giugno e del 10 ottobre – si è espressa con opposti pareri. Non resta che attendere l’inevitabile pronuncia delle Sezioni Unite della Corte, che non potrà non prendere atto dell’esistenza di un contrasto così importante, anche perché l’attuale situazione di incertezza ha evidenti ripercussioni sull’operatività dell’attività di contrasto agli stupefacenti.

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Storia & Cultura

Fatti per la scuola

Quando i “prof” per avere una cattedra andavano a Sud

Fatta l’Italia gli insegnanti dovevano fare gli italiani di Giovanbattista Tona

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ono 1.574 chilometri quelli che separano Dogliani in provincia di Cuneo da Bivona in provincia di Agrigento. Oggi per Google Maps equivalgono a 17 ore e 8 minuti di auto. E tanto basta a farcelo sembrare un viaggio infinito. Immaginiamoci allora cosa dovette pensare il giovane laureato in lettere e filosofia Placido Cerri che, nel 1870, ricevette a casa sua (a Dogliani) la comunicazione del ministero della Pubblica Istruzione del neonato Regno d’Italia, con la quale, con tante felicitazioni, gli si conferiva una cattedra come insegnante di latino e greco e lo si destinava in un liceo appena istituito in un nuovo capoluogo di circondario, Bivona per l’appunto. Non che Placido Cerri non avesse mai viaggiato. Già si era trasferito a Torino per frequentare l’Università e poi per approfondire i suoi studi di sanscrito era stato a Lipsia in Germania. Le valigie rifatte dopo il lungo soggiorno tedesco furono spedite nella terra siciliana che da qualche anno Cerri doveva considerarsi non suolo estero ma territorio del proprio Stato. Un territorio unito più dalle guerre e dalla politica che non dalle strade, dovette pensare il ventisettenne professore mentre si inerpicava verso Bivona a dorso di una mula, cercando di recuperare la coperta che gli faceva da sella e che ad ogni inasprirsi delle salite gli scivolava sotto le gambe. Mentre si stava completando il processo di unificazione e il Regno sabaudo diventava Regno d’Italia, la legge Casati del 1859 creava quella

che oggi identifichiamo come scuola secondaria; un percorso di studi intermedio per formare la nuova classe dirigente, per creare un titolo di accesso alle professioni in una società divenuta più complessa e in uno Stato alla ricerca di una nuova e fedele burocrazia. Nella nuova concezione della scuola pubblica c’era il nobile desiderio di costruire una nuova comunità nazionale, con una visione comune e con il superamento di quella enorme distanza culturale tra un enorme fetta di popolazione povera e non istruita e i pochi che accedevano agli studi più per abitudine, titolo nobiliare e censo che non per vocazione. Mettere in moto lo sviluppo della società significa investire nella scuola e nella società. 150 anni fa sembrava più chiaro di adesso. Così come era più chiaro che per fare contare davvero i cittadini regnicoli non bastava dargli il diritto di accedere a ogni forma di rappresentanza politica o di pubblico potere; bisognava superare le limitazioni che di fatto impedivano loro di avere un peso reale nell’esercizio di queste facoltà. E solo una più diffusa e adeguata preparazione culturale poteva consentirlo. Per incentivare la sfida degli studi, si creò il sistema dei “titoli” scolastici, il documento che si acquisisce al termine degli anni prescritti e che consente di accedere agli uffici pubblici e all’impiego. La scuola diventava un investimento di prospettiva e il sapere veniva visto come una proprietà da acquisire per trarre utili in termini di prestigio sociale e di carriera.

Per assicurarsi il riconoscimento di un ruolo rilevante era essenziale per i paesi come Bivo-

na, capoluogo di circondario, avere un liceo e lo Stato unitario non poteva negarglielo. Si stava formando una “borghesia umanistica” che il giovane professor Cerri non doveva vedere di cattivo occhio nonostante le tribolazioni di quel trasferimento, perché chi crede nel “sapere”, vuole elevare la sua persona, aprire i suoi orizzonti e conseguentemente migliorare la società nella quale vive. Ma tra quella borghesia vi era anche tanta gente che credeva più nel “potere” che nel “sapere” e che pertanto guardava alla scuola come luogo dove declinare il proprio ego, rafforzare il proprio prestigio, raccattare

titoli senza studiare per accedere ai “posti” dove mantenere rendite. Di questo racconta Cerri in un suo breve racconto dal titolo “Tribolazioni di un insegnante di ginnasio”, pubblicato dopo il suo rientro a Dogliani e poco prima della sua morte prematura a 31 anni nel 1874. Parla di alcuni suoi colleghi, promossi insegnanti avendo alle spalle più dichiarazioni di patriottismo che solidi studi; di altri che si dedicavano ad altre attività e che dalla scuola cercavano di trarre motivi di prestigio personale da far valere in modo clientelare rispetto alla comunità locale; e poi di alcuni allievi convinti in quel contesto che nella scuola lo studio

naggio a nome di un suo alunno, uno dei più svogliati e impreparati ma appartenente ad una famiglia di patrioti destinati ad acquisire censo e potere. Gli chiedeva quel signore di dargli “i temi degli esami” così da portarli in tempo al ragazzo. Cerri gli chiese se stesse scherzando ma il signore gli rispose che non capiva perché dovesse scherzare visto che stava facendo “cosa naturale”. Cerri replicò dicendo che riteneva naturale fare il proprio dovere e l’uomo continuando a non capire si allontanò. Il dovere. Il sapere. Il potere. Il volere. Tutte parole che fanno rima, che sembrano avere un significato chiaro ma che invece in ogni tempo possono prestarsi a molti usi, spesso diversi, spesso equivoci. Una cosa resta certa. È dal senso che riescono a dare a queste parole la scuola, i suoi insegnanti, il suo personale, i suoi allie-

Il dovere, il sapere, il potere, il volere. Tutte parole che fanno rima, che sembrano avere un significato chiaro ma che invece in ogni tempo possono prestarsi a molti usi, spesso diversi, spesso equivoci fosse un mero accidente e la preparazione una variabile delle apparenze. Cerri racconta di un personaggio che qualche giorno prima delle prove scritte (quelle per conseguire il “titolo”) si presentò a lui un perso-

vi, che può derivare la crescita di una comunità civile e quindi di uno Stato. Sempre che ovviamente - ancora oggi e non solo 150 anni fa - vi sia una comunità civile capace di ricordarsi che tutto parte dalla scuola.


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Fatti, Scuola & Territorio

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i recente mi hanno chiesto da cosa comincerei se potessi pensare ad un progetto cittadino. Fermo restando che è nel potere di tutti pensare alla propria comunità dal proprio posto di responsabilità, mi è venuto spontaneo rispondere: «partirei da un suo punto di forza, ossia il mondo della scuola.» Quando si vivono momenti di ripiegamento interiore, ciascuno di noi, infatti, deve farsi forte di ciò che ha costruito con abnegazione e sacri-

ficio; di ciò che rimane àncora e approdo; di ciò che sostiene nonostante gli scivolamenti. Ecco: a Caltanissetta, la scuola funziona. Funziona perché i docenti riescono ad essere trincea rispetto alle accelerazioni di uno sfibramento sociale; perché riescono a stare al passo con i saperi in evoluzione; perché sono duttili al cambiamento della qualità e quantità del lavoro (che non consiste soltanto nelle 18 o 24 ore di didattica frontale). Funziona perché i dirigenti cercano di coniugare la complessità con le responsabilità sempre maggiori e con nuove conflittualità che talora oppongono scuola e famiglia; perché le segreterie recepiscono con profes-

Un patto educativo territoriale per la Città di Marina Castiglione

sionalità i continui cambiamenti legislativi che raramente consentono di replicare l’anno scolastico successivo ciò che è stato formalizzato nel precedente. Funziona nonostante i continui tagli alle risorse; nonostante edifici talora privi di palestre e di spazi di socializzazione; nonostante le riforme e controriforme che tolgono valore e consistenza al merito; nonostante le disomogeneità dei nuovi apprendenti di italiano come lingua seconda. Funziona nonostante

riconoscevamo l’inutilità e il danno progressivo. Oggi ci stupiamo di non avere un ruolo sociale, ma abbiamo rinunciato ad esercitare il ruolo di intellettuali; ci stupiamo che gli studenti sappiano sempre meno, ma ci limitiamo nel chiedere approfondimenti perché un Ministro della Repubblica ci intima di assegnare pochi compiti per le festività natalizie; ci stupiamo che gli studenti siano imbambolati davanti agli schermi dei vari strumenti tecnologici, ma non sappiamo far comprendere la bellezza di leggere un libro, far sentire l’emozione di

In una società che pur avendo il più grande patrimonio culturale e storico-artistico mondiale declassa le scienze umanistiche, dobbiamo renderci conto che tutto è stato capovolto, perché se il nostro orizzonte di insegnamento è limitato all’immediato e alla ricerca passiva di “informazioni” da collazionare con il metodo “copia e incolla”, tanto vale non applicarsi a studiare neanche i buchi neri e la geologia. Ma per vivere e per educare non basta avere una medicina per ogni malanno, una buona tecnologia per ogni fatica e google ricerca per ogni dizionario

gli operatori sappiano intimamente che, in realtà, il sistema è collassato. Una cosa, infatti, ha contraddistinto le politiche scolastiche: la progressiva mano pesante sull’organizzazione scolastica e la ossimorica mano leggera nel distribuire risorse. L’Italia è stato l’unico paese europeo che dopo il 2008, negli anni della crisi, tagliò con Tremonti che faceva il ministro dell’Istruzione per conto della Gelmini, ben 8 miliardi alla scuola. Nessun altro paese (governato da destre o sinistre) ha fatto analoghe scelte suicide, perché tutti sappiamo che, quando c’è crisi, è necessario investire in innovazione e l’istruzione è la prima cosa da salvaguardare e far crescere in qualità e quantità. La continuità in questa opera di despoliazione è rimasta inalterata nei dieci anni successivi e non accenna a cambiare corso. Gli “analfabeti funzionali” non sono figli di questo governo, per intenderci… I professori hanno subìto le classi pollaio, la diminuzione del monte ore, l’imbarazzante invenzione disciplinare della geo-storia, la marginalizzazione dei saperi a vantaggio delle competenze, la scomparsa dell’educazione civica, l’invadenza dei corsi, conferenze, presentazioni di libri in orario curriculare, l’“esposizione” di pacchetti formativi nelle giornate di orientamento come se la scuola si fosse trasformata in un’agenzia di viaggio. Noi docenti, di ogni ordine e grado, abbiamo favorito mutamenti profondi senza reagire e controllare, anzi, adattandoci ad un supplizio di cui

una scoperta scientifica, dare risposte ai perché oggi siamo dentro una nuova storia che frammenta gli Stati anziché unirli; ci stupiamo come se non fossimo parte di un sistema che ci vede protagonisti, ognuno con le proprie responsabilità.

enciclopedico: a scuola non formiamo soltanto futuri architetti, cuochi, infermieri, odontoiatri, avvocati, ma anche futuri cittadini, padri, madri, volontari, politici. I nostri metodi didattici sono collegati agli obiettivi più nobili dell’e-

A Caltanissetta, la scuola funziona perché i docenti riescono a stare al passo con i saperi in evoluzione, perché sono duttili al cambiamento della qualità e quantità del lavoro, perché i dirigenti cercano di coniugare la complessità con le responsabilità sempre maggiori La classe insegnante tutta dovrebbe chiedersi: come sto attualizzando il mio compito educante? Sto veicolando l’idea che l’utile non è il solo prodotto quantificabile in denaro, nozioni, valutazioni, ma soprattutto è utile civico, di crescita collettiva, di valorizzazione dei legami? Sto ponendo domande forti alla mia disciplina così da essere credibile presso i miei studenti? Anche all’Università la professionalizzazione delle scienze ha modificato il ruolo sociale delle scienze stesse e gli stessi umanisti sono diventati esperti iper-specializzati distaccandosi dal senso complessivo del sapere.

ducazione e non ai programmi che cambiano come le proposte dell’ultima moda. Contro ogni moda educativa e ogni consumismo culturale era don Lorenzo Milani, educatore intelligente e determinato, quindi pericoloso. La vera cultura deve essere pericolosa per il sistema. Deve porsi come interrogativo costante e percorso interpretativo dei fenomeni del reale. Deve costruire la consapevolezza della relatività e fragilità dell’animo e dei prodotti dell’uomo. Deve contrastare i conformismi e i dogmi con la forza dell’argomentazione. Deve fare toccare con mano parole e teorie e trasformarle in prassi.


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I Fatti di Etico Cosa c’entra tutto questo con Caltanissetta? Sono partita dalla premessa che credo nella scuola nissena come comunità educante che ha cura delle future generazioni e credo che questa comunità debba riconoscersi come tale aldilà delle appartenenze ad un Istituto o ad un altro. Ma questa comunità deve diventare protagonista di percorsi consapevoli di riscatto e autonomia. Proprio il venir meno della considerazione sociale del ruolo e del valore della classe docente potrebbe essere, in una città come la nostra, il motore di una rivalutazione globale del modo di fare scuola. In questo senso un ruolo centrale dovrebbero occupare la Consulta della scuola e la Consulta dei Giovani, in qualità di luoghi della progettazione unitaria e dell’animazione di iniziative che pongano al centro un’idea di patto educativo territoriale con tutti gli enti e gli organismi cittadini coinvolgibili. Le esperienze di “città educanti” sono presenti come incubatori soprattutto in Nord Italia e stimolano la condivisione di principi educativi tra i soggetti che vi aderiscono. La possibilità di co-costruire un patto educativo è un passaggio importante per porre al centro dell’attività di ciascun ente i bambini e i giovani, tornando a discutere di che tipo di società stiamo costruendo insieme. All’interno del patto educativo dovrebbe ritrovare spessore il percorso di cittadinanza attiva costituito dal Consiglio comunale dei giovani. La prossima amministrazione comunale dovrà risolvere seriamente il casus del dimensionamento scolastico degli istituti comprensivi che, dopo una definizione avvenuta nel giugno

zione si trova in eredità sperando di poterlo risolvere con tavoli tecnici, assemblee e buona volontà: è indegno che ad oggi manchi la possibilità di arrivare a scuola in orario senza dover percorrere chilometri a piedi per raggiungere il proprio plesso scolastico. Una legge regionale, inoltre, la L.R. 9/2011 “Norme sulla promozione, valorizzazione e insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole”, attualmente operativa e rilanciata, potrebbe costituire la base legislativa per fare di Caltanissetta la sede di una sperimentazione di scuola diffusa dell’Identità culturale cittadina negli istituti scolastici della città mediante azioni volte alla formazione della classe docente. Tale azione andrebbe sviluppata attraverso una conferenza di servizi con l’ufficio scolastico provinciale. A ciò si aggiunge anche l’inserimento nei PTOF delle scuole di progetti volti alla conoscenza e valorizzazione dell’identità culturale locale sostenuti finanziariamente dal Comune come strumento mediante il quale combattere il fenomeno della dispersione scolastica e consolidare il senso di appartenenza ad una città che ha una storia ricca a partire dai popoli pregreci, una letteratura interessante e un dialetto tra i più peculiari tra le varietà linguistiche isolane. A tal proposito, dopo la positiva esperienza di “Rosso in un tweet” a cui hanno partecipato Licei e Istituti tecnici, si è lanciato, con il Parco letterario Piermaria Rosso di San Secondo, il progetto “Caltanissetta in un tweet”, per coinvolgere tutte le scuole nella costruzione di un portale turistico originale ed esperienziale che coniughi scrittura breve, percorsi

L’unica “Buona scuola” è quella di Gentile F

ra cinque anni la Riforma Gentile compirà un secolo di vita. E’ da allora che una teoria infinita di colti, meno colti, filosofi e sedicenti tali, politici e politicanti, professionisti e aspiranti docenti, esperti e tromboni, sta cercando di distruggere, mortificare e cambiare il rivoluzionario e incredibilmente futurista assetto della scuola voluto dal filosofo di Castelvetrano. Stanno tentando da cento anni di distruggere il grande dono che Gentile ci ha donato, senza un minimo di pudore, “senza intelligenza”, come qualcuno ha detto. Da destra a sinistra il bombardamento sotto il rassicurante titolo della “Buona Scuola” continua imperterrito. E’ un attacco violento, senza criterio, talebano; un attacco che ha matrici economiche, ideologiche e perfino giuridiche ma anche di stupidità e ottusità. Una devastazione senza senso che fa male alla scuola ma anche alla nostra società. Ma davvero oggi non è pensabile affrontare un tema così importante svincolandolo da calcoli utilitaristici? Ma davvero non è possibile pianificare, non un bombardamento, ma una profonda analisi che giustamente metta quella riforma al giudizio dei tempi e dei necessari adeguamenti che il mondo di oggi impone? La barbarie oggi imperante impone di valutare tutto sulla base del solo criterio dell’utilità, alla cui luce la filosofia e l’arte, la teologia e la storia risultano, evidentemente, indegne di essere coltivate e studiate. La stupidità non ha limiti. Anche un bambino si può accorgere di come i continui tagli dei finanziamenti destinati alla cultura (o, in forma complementare, il foraggiamento, non sempre

zione al paradigma dell’azienda e dell’impresa (debiti e crediti, presidi managers, informatica e inglese in luogo del latino e del greco, e mille altre amenità coerenti con la ristrutturazione capitalistica della scuola). Il potere nichilistico della finanza e del capitale che si

Oggi grandi interessi economici gravitano sul mondo della scuola sul quale invece andrebbe fatto un serio investimento utilizzando la struttura pensata da Gentile e adeguandola come oggi richiede chi veramente vive nella scuola e per la scuola

2016, è stato riposto in un cassetto: la situazione delle nascite e della popolazione scolastica è peggiorata, ma si ha paura a mettere mano ad una “messa in sicurezza” che assicuri stabilità nei numeri, territorialità e verticalità almeno per il prossimo decennio. Agli adulti e a tutte le agenzie politiche resta demandato l’annoso problema del pendolarismo e del diritto allo studio che ogni giovane genera-

inconsueti, social. L’offerta formativa è un fiore all’occhiello che merita di sbocciare ancora di più e di definire la sua centralità cittadina nella visione dei prossimi anni, arricchendosi di sbocchi successivi come gli Istituti Tecnici Superiori, al momento inesistenti in città, e con Master post-universitari su cui si potrebbe cominciare a riflettere insieme al Consorzio universitario.

utile, a flusso continuo delle eterogenee forme di specializzazione) rispondono essi stessi a un programma politico opportunamente mascherato dietro le leggi anonime dell’economia. Stiamo, in effetti, assistendo alla distruzione pianificata del liceo e dell’università, tramite quelle riforme interscambiabili di governi di destra e di sinistra che, smantellando le acquisizioni della riforma della scuola di Gentile del 1923, hanno conformato – sempre in nome del progresso, della modernizzazione e del superamento delle antiquate forme borghesi – l’istru-

accompagna o usa utili idioti che gravitano nel mondo della politica, deve tagliare ogni testa pensante, sostituendola con il cretinismo economico delle teste calcolanti: la distruzione del liceo è una tappa fondamentale di questo criminale processo oggi in corso. Ma potremmo parlare di tanto altro a cui abbiamo assistito in tanti anni di sciagurate evoluzioni. Oggi grandi interessi economici gravitano sul mondo della scuola sul quale invece andrebbe fatto un serio investimento utilizzando la struttura pensata da Gentile e adeguandole e incrementandola nei tempi, dei mezzi e nei contenuti come oggi richiede chi veramente vive nella scuola e per la scuola. Ma al capitale non serve chi ragiona, non interessano esseri umani dotati di identità culturale e di spessore critico, consapevoli delle loro radici e della falsità del tempo presente: vuole vedere ovunque becero conformismo e azioni di consumo senza identità e senza cultura, in grado di parlare unicamente secondo stereotipi vuoti o esprimendo concetti superficiali che mal si conciliano con la forza dell’uomo, dei suoi valori, della cultura autentica, con il rispetto delle regole e, se vogliamo dirla tutta, del culto della Patria.


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Storia & Cultura

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orreva l’anno 1863, da appena due anni era stato proclamato il Regno d’Italia ed esteso a tutto il territorio della giovane nazione lo Statuto Albertino del 1848, che all’art. 1 recitava: “La Religione Cattolica, Apostolica e Romana è la sola religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi”. La vecchia alleanza trono-altare, pilastro delle monarchie assolute, era stata assunta anche come fondamento della prima monarchia costituzionale italiana, ma, ad Unità realizzata, l’annessione al nuovo regno dei territori dello Stato della Chiesa aveva reso impraticabili i rapporti tra il Papato e la monarchia e impresso alla amministrazione del regno uno stile spiccatamente anticlericale, che la forte influenza massonica su molti esponenti della classe dirigente liberale potenziava progressivamente. A Caltanissetta questa tensione sarebbe esplosa intorno alla vicenda del Liceo del Seminario Vescovile, nel mirino di uno zelante Provveditore agli Studi che voleva ispezionarlo a tutti i costi, in conflitto con il Vescovo, Mons. Giovanni Guttadauro, che sin dal suo insediamento a Caltanissetta, nel 1859, aveva istituito il Seminario, atteso fin dalla fondazione della Diocesi, affidandone provvisoriamente la cura didattica ai Gesuiti del Collegio, affiancati da due sacerdoti diocesani. In pochi anni il Seminario, che offriva la formazione del ginnasio inferiore e del liceo classico oltre che dei corsi di teologia, aveva raggiunto grandi numeri per quel tempo: 120 iscritti a convitto più 50 iscritti esterni perché residenti in città, e nel 1862 un ulteriore aumento degli iscritti aveva portato il Vescovo ad affittare il palazzo Palmieri per ospitare nuove classi. Il sistema scolastico statale a Caltanissetta si stava strutturando in quegli stessi anni di costruzione dell’unità del nuovo Stato anche negli ordini di istruzione superiore: nel 1862 era stato istituito l’Istituto Tecnico Minerario, il primo in Italia, scuola di eccellenza nella città capitale dello zolfo. Più complicata la vicenda del Liceo Classico, la più antica scuola superiore cittadina, che con l’arrivo di Garibaldi, nel 1860, aveva sostituito proprio il prestigioso Liceo Gesuitico, annesso alla chiesa di S. Agata, il cui edificio, espulsi i Gesuiti, era stato re-

quisito dallo Stato e nel marzo di quel 1863, aveva ospitato il nuovo Liceo Ginnasio statale. Ma aveva numeri piuttosto striminziti: una sola sezione,

meno di quaranta studenti in tutto. Era Provveditore agli studi l’abate Giuseppe Vaccaro, un ex frate cappuccino di origini nissene, che nel 1840 aveva lasciato il monastero rimanendo sacerdote secolare con dispensa pontificia, e a Palermo veniva conteso dalle famiglie aristocratiche come precettore per la sua profonda preparazione culturale. Tra i suoi allievi anche il marchese Antonio Di Rudinì, futuro Presidente del Consiglio. Vaccaro aveva seguito con entusiasmo le vicende risorgimentali, ed era stato incaricato nel nuovo regno italiano di dirigere i Regi Ginnasi di Catania e Piazza Armerina, prima di essere nominato Provveditore di Caltanissetta, per i suoi meriti “liberali” oltre che culturali. Appena insediato a Caltanissetta aveva preso di mira il Seminario Vescovile, che con il suo Liceo Ginnasio surclassava ampiamente il Liceo statale di cui era, agli occhi del Provveditore, un temibile concorrente, specialmente perché le famiglie benestanti del territorio sembravano non gradire l’impostazione spiccatamente anticlericale di diversi suoi docenti, no-

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di Fiorella Falci

decreto di soppressione del Seminario nisseno, e si prendeva la soddisfazione di notificarlo personalmente, il 18

Finalmente, sostituito Vaccaro con un nuovo e più equilibrato Provveditore, Pietro Noto, un altro decreto ministe-

Mons. Guttadauro ne accoglieva con commozione il pentimento e andava a trovarlo personalmente, abbraccian-

Il Vescovo, il Provveditore e l’unità d’Italia

Il laicismo autoritario e il pentimento “in articulo mortis” nostante la presenza tra essi di alcuni sacerdoti. Mons. Guttadauro, di fronte alle pressioni del Provveditore Vaccaro, reiterava il rifiuto dell’ispezione governativa, attivando una corrispondenza con tutti i possibili interlocutori istituzionali, anche se si sarebbe sempre distinto per una inequivocabile e intransigente autonomia rispetto a tutti i poteri politici, sia in epoca borbonica che in epoca sabauda. Sarebbe stato uno dei

due Vescovi che, al Concilio Ecumenico Vaticano I, convocato da Pio IX nel 1869, avrebbe votato contro il dogma dell’infallibità del Papa. Ma Vaccaro era riuscito ad ottenere il

novembre 1863, accompagnato dal delegato di Pubblica Sicurezza, intimandone la chiusura immediata e la consegna delle chiavi. Ma il Seminario non era un edificio (e in quegli anni non lo era ancora): era una comunità di formazione spirituale, e non erano stati suffi-

cienti i sigilli alle sue porte per cancellarla dalla vita di chi vi faceva parte. Per quattro anni, dal 1863 al 1867, la vigilanza poliziesca sollecitata dal Provveditore per pedinare docenti e studenti e scoprire se e dove continuassero le lezioni, veniva elusa da una organizzazione “clandestina” che portava i giovani allievi a sparpagliarsi per seguire le lezioni nelle sacrestie di diverse chiese nissene, o vivendo riuniti in abitazioni dedicate all’ospitalità sotto la sorveglianza dei superiori, alternative al convitto.

riale avrebbe consentito la riapertura ufficiale del Seminario e del suo Liceo. In quello stesso 1867 un’epidemia di colera colpiva a morte centinaia di nisseni, tra i quali anche il Provveditore Vaccaro, che nei giorni della sua malattia aveva maturato il pentimento per il suo passato e aveva voluto esprimerlo in una ritrattazione ufficiale dei suoi errori, sottoscritta di suo pugno e conclusa chiedendo perdono al Vescovo per il dolore che gli aveva procurato.

dolo sul letto di morte e somministrandogli i sacramenti. Il suo impegno personale e quello di tutta la Chiesa nissena per soccorrere le popolazioni colpite dall’epidemia gli sarebbero valse l’onorificenza di Commendatore dei SS. Maurizio e Lazzaro. L’onestà intellettuale, la tenacia e la coerenza del Vescovo avevano avuto ragione dello zelo iconoclasta del funzionario governativo, anche di fronte alle istituzioni. L’unità d’Italia si costruiva senza crociate laiciste ma con l’impegno di formazione dei giovani e di solidarietà per le popolazioni sofferenti che, soprattutto nel Sud, il nuovo Regno stava trascurando colpevolmente. La Chiesa nissena non avrebbe mai abbandonato questa linea di impegno civile, oltre che spirituale. Prima e dopo il Concordato. Fino ai nostri giorni.


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Apprendistato e Alternanza Scuola-Lavoro al “Galilei”…

Il futuro è già presente, MAT per una “DIGITAL SCHOOL” all’insegna della Robotica e della Domotica

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per il successo dei nostri studenti a quest’anno scolastico per gli studenti del quarto anno dell’IPSIA “GALILEO GALILEI” l’inserimento nel mondo del lavoro diventa una realtà. L’istituto, partecipando al bando emanato dalla Regione Sicilia, è inserito in un catalogo regionale che consente agli studenti di stipulare contratti in Apprendistato di I livello e di entrare nel mondo del lavoro attraverso un canale qualificato e qualificante. Il contratto di Apprendistato, che nasce dal combinato disposto tra

mazione in azienda e vero e proprio lavoro retribuito. L’istituzione scolastica ha il compito di favorire l’incontro tra le imprese presenti nel territorio e gli studenti e di accompagnare quest’ultimi, attraverso il supporto di un tutor scolastico e il costante contatto con il tutor aziendale, in questo percorso. Il contratto in Apprendistato permette agli studenti di mettere in pratica le conoscenze, le competenze e le abilità acquisite durante il percorso scolastico, di rafforzare le proprie vocazioni personali, di ac-

Jobs Act e Buona Scuola, consente agli studenti di essere assunti come apprendisti presso un’impresa e conseguire il diploma d’istruzione secondaria superiore attraverso periodi di formazione in aula, for-

crescere la motivazione allo studio, di responsabilizzarsi perché diventano dei lavoratori a tutti gli effetti. Il contratto in Apprendistato affianca e completa il percorso di Alternanza Scuola-Lavoro previsto dalla

normativa vigente e presente nel nostro Istituto. Il nostro Istituto ha, con successo, avviato i percorsi di alternanza con le imprese di riferimento per gli indirizzi presenti nel territorio, con gli Enti Pubblici, le aziende del terzo settore e le associazioni di categoria presenti nel territorio locale e regionale. All’interno del percorso di Alternanza Scuola-Lavoro è prevista la formazione in tema di Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro, mediante un corso di formazione, ai sensi del Dlgs 81/08, con un Ente formatore accreditato che rilascia agli studenti l’attestato di formazione sulla sicurezza, nonché corsi di formazione con la Croce Rossa o con esperti dell’INAIL. Le attività di Alternanza si articolano in momenti di formazione, sia a scuola, sia in “azienda”, realizzati privilegiando le attività laboratoriali e con la presenza costante di tutor che seguono gli studenti. Per sviluppare le attitudini imprenditoriali e professionali degli studenti l’Istituto ha inserito per le classi terze, quarte e quinte, all’interno dell’orario curriculare, un’ora di attività di Impresa Formativa Simulata con l’ausilio della piattaforma “SIMULATORE IFS CONFAO”. L’attività, svolta all’interno di uno dei nostri laboratori di informatica, permette agli studenti di conoscere ed affrontare tutti gli step necessari per creare una start-up. Partendo da un’idea che vogliono sviluppare, imparano a redigere un Business Plan, simulano la redazione dello Statuto aziendale presso un Notaio, imparano a gestire le operazioni di acquisto e vendita di beni e servizi.

’acronimo MAT sta a significare “MANUTENZIONE ED ASSISTENZA TECNI-

CA”. Il Settore rappresenta uno dei capisaldi dell’IPSIA che ha determinato la Storia dell’Istituto, esso racchiude in se tre Corsi caratterizzanti come: Meccanica, Elettrotecnica ed Elettronica. I Corsi MAT attribuiscono competenze prettamente tecniche per dotare l’allievo di tutte le capacità organizzative così da poter gestire aziende d’Istallazione, Collaudi e Manutenzione. Al terzo anno si certifica la Qualifica Professionale come Operatori Elettrico-Elettronico e Meccanico spendibile immediatamente nel mondo specialistico del lavoro. Una seconda

Sistemi d’impiantistica Robotica, Domotica e Meccatronica. Si seguono appunto le linee guida che il Ministero detta attraverso la “ Scuola Digitale”. Infatti il nostro Settore MAT partecipa con gruppi classe e team coordinati, ad eventi di Elettronica, Manifestazioni scientifico-Informatici, Bandi concorsuali relativi alla “Progettazione di Sistemi di comando e di Programmazione”. Una informazione importante da far divulgare è che da quest’anno scolastico sono aumentate le ore destinate alle lezioni di Laboratorio. Il valore aggiuntivo e di qualità del nostro Istituto è determinato appunto, dalla presenza di tantissimi laboratori attrezzati per tutte le discipline. In linea con

certificazione viene rilasciata per le Attività “Alternanza ScuolaLavoro” attraverso protocolli d’intesa che gli alunni e l’Istituto contraggono con le Aziende del settore. Il Diploma di Stato di “Tecnico” viene conseguito alla fine del quinquennio con gli esami di Stato conclusivi. La qualità che dimostra di avere l’IPSIA Galileo Galilei, attraverso le risorse tecniche e laboratoriali, consiste nella capacità di rinnovamento continuo seguendo l’esigenza dei mercati del lavoro e delle nuove tecnologie, realizzando vere e proprie “ Start up” interne con gli alunni i quali partecipano in modo attivo sia alla progettazione sia alla realizzazione di veri e propri sistemi automatici. Resta di fatto che nella Programmazione annuale nel Settore M.A.T. vengono inserite Attività relative alla “ Programmazione dei Microcontrollori – Schede Arduino e P.L.C. con le quali si realizzano

i nuovi ordinamenti dell’istruzione professionale, il Laboratorio va “osservato” come luogo didattico dove le attività ad esso connesse sono particolarmente importanti: a) gli studenti mettono in pratica quanto hanno appreso a livello teorico, questo è un privilegio che pochissime scuole hanno; b) perché consentono di attivare processi didattici in cui gli allievi diventano protagonisti superando l’atteggiamento di passività e che in sostanza fanno acquisire il “sapere” attraverso il “fare”, dando forza all’idea che la scuola è il posto in cui si “impara ad imparare” per tutta la vita. In aggiunta ai percorsi didattici dettati dalla programmazione Ministeriale nel Settore MAT c’è la possibilità di seguire dei progetti mirati dove si esercitano “Attività laboratoriali” inerenti alla caratterizzazione dei Corsi di Meccanica – Elettrotecnica – Elettronica ed Informatica.


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Galileo Galilei, L’indirizzo ottico e... IPSIA “Una scuola per tutti” “vedi chiaro il tuo futuro” L

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’offerta formativa dell’IPSIA “Galileo Galilei”, da quest’anno, si è arricchita ulteriormente grazie all’attivazione della classe prima dell’indirizzo “Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: OTTICO”, rappresentando una grande opportunità per i ragazzi che l’hanno scelto o che si apprestano a scegliere il proprio percorso di studi, poichè è l’unico corso presente per le provincie di Caltanissetta, Enna e Agrigento. Al termine del percorso quinquennale, i nostri alunni avranno le competenze necessarie per realizzare, nel laboratorio oftalmico, ogni tipo di soluzione ottica personalizzata e per confezionare, manutenere e commercializzare ausili ottici nel rispetto della normativa vigente, inoltre saranno in grado di riconoscere e valutare i difetti visivi con metodi oggettivi e soggettivi e proporre le soluzioni adeguate per i difetti semplici (miopia, presbiopia). Il diploma da l’accesso a tutte le Facoltà Universitarie così come permette l’insegnamento in qualità di Insegnante Tecnico Pratico presso gli Istituti Professionali dove è previsto l’indirizzo. Dopo aver conseguito il diploma, agli studenti è data la possibilità di conseguire l’abilitazione alla professione presso il nostro Istituto. Di grande rilevanza sono gli sbocchi professionali del diplomato ottico, sia in campo imprenditoriale che come dipendente: può lavorare in piccole, medie e grandi aziende sanitarie (che si occupano della strumentazione in uso negli ospedali e nelle cliniche); può egli stesso aprire

un’attività commerciale finalizzata alla vendita di apparecchi ottici, può inserirsi in aziende pubbliche o private che operano in questo campo. Scegliere di iscriversi nel nostro in-

’ Ipsia Galileo Galilei si distingue, da sempre, per la sua vocazione all’accoglienza, all’inclusione e alla piena integrazione di tutte le studentesse e gli studenti. La presenza di alunni disabili, DSA, BES, stranieri o a rischio dispersione non rappresenta una

TUTTI i nostri alunni di sviluppare le competenze necessarie per entrare nel mondo del lavoro. Un’importanza fondamentale, nel processo di inclusione, è rappresentato dai progetti che ogni anno si realizzano e che permettono di superare all’interno delle classi le possibili differenze.

criticità all’interno delle classi ma un punto di forza perché i docenti curriculari, mediante l’uso di metodologie innovative, inclusive, multimediali, permettono a tutti, ognuno con le proprie capacità e competenze, di raggiungere il successo formativo. Il continuo confronto tra i docenti di sostegno, i docenti curriculari e le famiglie consente di predisporre Piani Educativi che danno la possibilità agli alunni di seguire una programmazione che permetta loro di raggiungere gli obiettivi prefissati. Il piano di studi caratterizzato da una prevalenza di attività svolte nei nostri laboratori consente a

Per i ragazzi che presentano situazioni più gravi, oltre ad una programmazione mirata e specifica in grado di potenziare e sviluppare le loro capacità, la scuola attiva dei progetti specifici, come “Nuoto per tutti” e “In sella oltre la disabilità”. Inoltre è sempre presente, a supporto del docente di sostegno, l’assistente all’autonomia e l’assistente alla comunicazione. È importante ricordare che il nostro istituto ha il riconoscimento di “Scuola Dislessia Amica” conferito dall’AID- Associazione Italiana Dislessia perché i docenti hanno seguito un percorso formativo sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

dirizzo Ottico significa puntare sul proprio futuro e entrare in un settore che non conosce crisi occupazionale perché è un settore in continua evoluzione .

Arti ausiliare delle professioni sanitarie

Odontotecnico.. il lavoro in un “Sorriso” È una presenza consolidata nell’offerta formativa dell’IPSIA “Galileo Galilei” l’indirizzo “Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: Odontotecnico”. I nostri alunni, al termine del percorso quinquennale di studi, possiedono le competenze necessarie per predisporre, nel rispetto della normativa vigente, apparecchi di protesi dentaria su modelli forniti da professionisti sanitari abilitati, sanno individuare le soluzioni corrette ai problemi igienico-sanitari del settore e utilizzano metodi e strumenti di valutazione e monito-

raggio della qualità del servizio. L’istituto è dotato di due laboratori moderni e all’avanguardia con postazioni singole dove i ragazzi svolgono le numerose ore di pratica laboratoriale previste e che consente loro di realizzare protesi dentarie fisse, mobili e combinate, utilizzando materiali in continua evoluzione anche in relazione agli aspetti estetici. Per offrire ai nostri studenti l’opportunità di inserirsi immediatamente nel mondo del lavoro il nostro istituto permette di conseguire la licenza di abilitazione necessa-

ria per esercitare la professione di Odontotecnico. Il diplomato dell’indirizzo Odontotecnico ha concrete possibilità di inserimento nel mondo del lavoro (su 100 posti disponibili, per le figure professionali di Igenisti, Assistenti ai dentisti e Odontotecnici, ad oggi 33 restano scoperti per mancanza di diplomati). Al termine del quinquennio il diploma di Odontotecnico consente di accedere ai test di ammissione di tutte le facoltà universitarie e in modo particolare: • Corsi di laurea per Odontoiatra

• Corsi di laurea per Igienista Dentale Inoltre il diploma di Odontotecnico costituisce il titolo necessario per: • divenire titolare di Laboratorio Odontotecnico; • essere assunto alle dipendenze di Laboratori Odontotecnici o di

ditte che producono attrezzature per il settore; • svolgere la professione di informatore e rappresentante di prodotti odontotecnici; • insegnare come Insegnante Tecnico Pratico negli Istituti Professionali dove è presente l’indirizzo.


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Ragazzi del socio Sanitario pronti alle sfide del domani Tante opportunità, tanta qualità L’Istituto Galileo Galilei è in prima linea per le opportunità che offre ai propri alunni, coniugando formazione e professione con l’innovazione, sempre al passo coi tempi e sempre attento ai talenti dei giovani. Numerosissimi sono infatti i progetti approvati e finanziati dalla Comunità Europea che saranno avviati già da quest’anno ed attuati durante i prossimi tre anni e che daranno alla nostra scuola un ulteriore impulso di innovazione di alta qualità. Molteplici saranno i progetti extracurriculari con diverse e variegate finalità. ‘Ad ogni alunno il suo’… sì, ogni alunno potrà scegliere il progetto che lo appassiona e lo interessa di più fra un ventaglio di tantissime proposte tutte atte ad aiutare gli alunni a potenziare i loro talenti e le loro propensioni. Quest’anno il Galilei si proietta oltre confine infatti saranno avviati corsi di lingua inglese con relativo conseguimento di Certificazione Linguistica e viaggio in Inghilterra, importante step per un eventuale esperienza lavorativa all’estero. Inoltre, per quanto riguarda l’Alternanza Scuola-Lavoro, si prevedono anche stage lavorativi nel Regno Unito, ove, oltre a conoscere il mondo del lavoro all’estero, gli alunni potranno affinare le competenze linguistiche necessarie per sbocchi professionali anche oltre confine. Sempre in seno all’Alternanza Scuola- Lavoro, saranno attivati percorsi, anche questi, completamente finanziati, per cui completamente gratuiti per i ragazzi, per potenziare le competenze digitali applicate alla DOMOTICA ed all’ENERGIA RINNOVABILE, considerando la specificità del corso di studi che caratterizza il nostro Istituto. Inoltre, grazie ad un progetto finalizzato a sviluppare le competenze digitali di base, sarà possibile per gli adulti interessati, conseguire la Patente Europea in informatica. Per gli appassionati di sport il nostro Istituto, con allenamenti pomeridiani, propone di divulgare nuove ed interessanti discipline ancora poco conosciute nel nostro territorio: il Badminton e il Kembo boxing, sport divertenti ed alla portata di tutti, che faciliteranno momenti di inclusione. Altro progetto ‘Tutti in scena’, ormai attivo da anni, grazie alla Compagnia

Teatrale Permanente del nostro istituto, prevede l’allestimento di un’opera teatrale, solitamente rappresentata come ogni anno, presso il prestigioso Teatro Margherita di Caltanissetta.

IPSIA

L’Indirizzo dei Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale dell’IPSIA “G. Galilei” di Caltanissetta sintetizza il modello innovativo di didattica inclusiva e di qualità dettato della riforma degli Istituti Professionali. La nostra città, grazie alla presenza dell’ Indirizzo dei Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale può avvalersi di professionisti che, possedendo competenze nella progettazione, nell’organizzazione e nella attuazione di proposte personalizzate, è in grado di rispondere alle esigenze sociali e sanitarie di singoli, gruppi e comunità, dando avvio ad un panorama in cui il professionista, l’utente e le reti informali e territoriali collaborano al recupero e al mantenimento di un adeguato stile di vita. Grazie ad un ricco e variegato per-

diplomato dei Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale è in grado di lavorare in autonomia o in collaborazione con altre figure professionali in attività educative, di animazione sociale, ludiche e culturali adeguate ai diversi contesti e

Galileo Galilei

Spettacolo che rappresenta un momento importante per la nostra scuola, in quanto i nostri talentuosi alunni, con grande impegno e passione si cimentano in performance di alto livello, regalando alla cittadinanza momenti di grandi emozioni. Il nostro fiore all’occhiello è il progetto nazionale “Don Milani 2 - Bussole” il Galilei, infatti, orgogliosamente, ricopre il ruolo di unica scuola Polo e capofila per tutte le altre scuole del territorio siciliano. Il nostro Istituto insieme alla comunità Exodus di Don Mazzi sta portando avanti, con serietà e professionalità, attività e strategie atte a prevenire la dispersione scolastica ed il disagio dei giovani adolescenti. Inoltre, molto presto, sempre guardando avanti per essere al passo con le nuove tecnologie, il Galilei allestirà nuovi e modernissimi ulteriori laboratori. Al fine di incrementare ed ottimizzare le competenze in coerenza con l’evoluzione degli impianti tecnologici dei settori civile, terziario ed industriale sarà allestito, con i fondi europei già stanziati, un laboratorio di Training per automazione ed il Building automation con Home network, invece, per incrementare le competenze nel settore della meccatronica si allestirà anche un nuovo laboratorio informatico per la progettazione di cicli automatici e la realizzazione di prodotti meccatronici. Si creeranno inoltre nuovi ambienti per accogliere attività diversificate, come musica, danza, laboratori artistici oltre ad essere utilizzati anche per la formazione dei docenti e per interventi formativi destinati al territorio.

corso formativo orientato all’apprendimento di materie appartenenti del settore Sanitario, come Scienze integrate, Chimica, Fisica Igiene, Anatomia, e al settore Sociale come Scienze Umane e Sociali, Metodologia Operativa e Psicologia, nel corso di un quinquennio, il diplomato dell’indirizzo dei Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale, avrà competenze a collaborare nella gestione di progetti e attività dei Servizi Sociali, Socio Sanitari e Socio Educativi, rivolti a bambini e adolescenti, minori a rischio, soggetti in situazione di svantaggio, coinvolgendo sia l’utente che le reti territoriali. Il diplomato dei Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale, grazie allo studio di due lingue straniere dal primo al quinto anno, è un esperto nella facilitazione della comunicazione e della relazione tra persone e gruppi appartenenti anche a culture e contesti diversi. Grazie alla conoscenza di caratteristiche e modelli della comunicazione ludica e terapeutica il

ai diversi bisogni. La rimodulazione del quadro orario e, soprattutto, il potenziamento delle ore laboratoriali pianificate e realizzate in collaborazione con le risorse territoriali come Comunità, Cooperative sociali, Centri polifunzionali, Ludoteche e Azienda Ospedaliera, arricchisce il curriculum formativo dello studente facendogli acquisire competenze specifiche e maturate sul campo. Molte sono, infatti, le opportunità formative e di crescita professionale in grado di rappresentare il dinamismo sociale, ponendosi a sostegno e a tutela della persone con fragilità per favorirne l’integrazione e migliorare la qualità della vita. Si annoverano tra queste i numerosi progetti attraverso i quali gli studenti, utilizzando forme di comunicazione adatte alle situazioni specifiche, promuovono la costruzione di una cultura per l’inclusione nella comunità; l’Alternanza

Scuola Lavoro (ASL) attraverso cui si attuano modalità di apprendimento flessibili e equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo in grado di mettere in relazione sistematicamente la formazione in aula con l’esperienza pratica e di arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l’acquisizione di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro; l’Apprendistato, sistema che, attraverso un contratto di lavoro a tempo determinato, è finalizzato alla formazione e all’occupazione giovanile, rappresentando uno dei capisaldi del sistema duale italiano, Si tratta di una formazione professionale che consente allo studente di aggiornare ed ampliare le proprie competenze, maturate all’interno di un vero e proprio contratto di lavoro la cui causa è lo scambio tra prestazione lavorative, retribuzione e obbligo formativo a carico del datore di lavoro. Scegliere l’Indirizzo dei Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale vuol dire scegliere un percorso professionalizzante orientato al futuro in grado di offrire risposte articolate e dinamiche alle domande del mondo del lavoro e delle professioni.

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co i s s a l C Liceo Coreutico e o c i t s i u IMO g T T Lin E S RO

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La scuola ha ottenuto l’attestato di riconoscimento di Scuola Amica dei bambini e dei ragazzi”, promosso da UNICEF e MIUR

Il Liceo Classico Scegliere fra tradizione e innovazione il futuro Quattro anni non son pochi... T È empo di scelte difficili. Tra la molteplicità delle offerte formative che tutte le scuole in queste settimane stanno avanzando agli studenti e alle famiglie che si apprestano a decidere quale indirizzo di studio intraprendere vi è la proposta del Liceo Classico quadriennale. Non è una scorciatoia per il raggiungimento del diploma, ma un percorso organico mirato a compattare i saperi e le conoscenze che sono fondanti dell’indirizzo di studi classici. Un indirizzo classico che vuole rinnovarsi per stare al passo con i tempi che stiamo vivendo e per

collocare i nostri studenti ai livelli di istruzione europ ei. L’enfasi è posta sulla did attica, sulla scelta metodologica che accomuna tutte le discipline e che aiuta a sviluppare le competenze necessarie a sostenere la crescita e la formazione del discente. Didattica che pone al centro della sua azione lo studente che avverte il bisogno di diventare sempre più consapevole della sua realtà di cittadino aperto alle istanze che provengono da una società che è cambiata e che è in continuo divenire. Come docenti del liceo Classico abbiamo raccolto la sfida di elaborare il percorso quadriennale senza togliere ore di lezione preziose, ma abbiamo pensato di lavorare diversamente in queste ore, sfruttando momenti di compresenza, di ricerca-azione, di dibattito e confronto, abbiamo pensato a fare lezioni in spazi che non siano solo l’aula, spazi che sti-

molano l’apprendimento. L’impianto metodologico è il fiore all’occhiello di questa nostra sperimentazione e costituisce l’asse portante dell’impianto formativo. Nulla rispetto all’indirizzo tradizionale è stato tralasciato, anzi l’offerta si arricchisce del supporto dei contenuti di materie quali il Diritto o la conversazione in lingua straniera; conosce, sfrutta ed utilizza le nuove tecnologie, le piattaforme e gli ebook per lo studio e per il lavoro. Il Liceo Classico Ruggero Settimo, ricordiamocelo, è stata una scuola sempre attenta ai cambiamenti e alle istanze che provengono dalla società, alle sfide che il MIUR ha lanciato in questi decenni: pensiamo con orgoglio alla sperimentazione Brocca ad indirizzo classico e linguistico che ha formato con successo tanti ragazzi della nostra città e della nostra provincia, pensiamo alla scuola digitale, e ai tanti progetti che hanno sostenuto la nostra azione didattica in tutti questi anni. Il Liceo Classico di Caltanissetta è tra le cento scuole in Italia ad aver ottenuto, già nello scorso anno, l’autorizzazione da parte del MIUR ad avviare un corso di studi quadriennale: hanno valutato la nostra sperimentazione e creduto nella sua forza, quella di bilanciare tradizione e cambiamento. A volte siamo spaventati dalle novità, ma nella scelta che come genitori dobbiamo fare insieme ai nostri figli dobbiamo pensare concretamente ai nostri ragazzi e valutare il loro bene con un gesto di fiducia verso un’istituzione scolastica che è stata protagonista della storia della nostra città. Un Liceo Quadriennale che si apre al mondo, che si internazionalizza, che fa da motore alla società verso un futuro più significativo per i nostri giovani. Prof.ssa Caterina Miraglia

Et oscula et basia Una Notte piena di baci

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er il quarto anno consecutivo si è celebrata anche nella nostra scuola l’11 gennaio 2018 la Notte Nazionale del Liceo Classico, che vede coinvolte più di 400 scuole sul territorio nazionale, con un tema molto amato: quello dell’amore e dei baci. Un momento che quest’anno ha avuto uno spazio di approfondimento in Aula Magna, con la presenza di Marina Castiglione e Calogero Micciché dell’Università di Palermo, che hanno declinato le varie sfumature dell’amore e del suo contrario, l’odio; della dott.ssa Maria Gattuso che ci ha parlato del bacio come forma di comunicazione amorosa primigenia, dalla quale discende ogni nostro approccio all’amore. Non solo: tutti ci siamo messi in campo con tutte le nostre risorse, in quanto docenti e studenti ci

siamo avvicendati in letture, approfondimenti, giochi ed esperimenti, in una scuola che ha aperto le porte al pubblico, piena di quell’energia e di quella originale creatività che i nostri studenti mettono in campo quando vogliono raggiungere un risultato. Per questo hanno voluto proporre un video sui baci nel cinema, nell’arte, nella fotografia, uno spazio “Archimede” dedicato alla scienza, sulla quale i classici hanno ancora tanto da insegnarci, ed uno momento dedicato all’arte e alla pittura per consentire i visitatori di entrare dentro un quadro, con qualche rapida apparizione di divinità greche riccamente abbigliate. Non è mancata, a fine serata, la musica, con squarci meravigliosi dal Rigoletto di Verdi, che hanno proiettato il pubblico

verso la magia del suono, grazie ad Andrea e Rebecca, musicisti talentuosi. Così da Saffo a Prévert e Neruda è stata una notte in cui letteratura, scienze, musica, arte si sono intersecate, come si intersecano al mattino nel fluire dei momenti didattici, ma con un’aria di leggerezza, di gioco, di festa che rende unica la Notte del Liceo Classico. Prof.ssa Aurelia Speziale

tempo di scegliere la scuola da frequentare per i prossimi cinque anni, la scuola più adatta alle aspirazioni personali e a prepararsi per un futuro in cui le capacità, le competenze e i saperi saranno necessari per un ottimo inserimento sia nei percorsi universitari, sia nella vita sociale e lavorativa. Il Liceo offre questo scenario di futuro a tutti i ragazzi e le ragazze

e le studentesse che da oltre 150 anni fino ai giorni nostri l’hanno frequentato, sono da sempre la testimonianza del successo dell’impresa formativa di istruzione ed educazione che ha il compito di realizzare, sempre al passo con i tempi. Chi entra nei percorsi Liceali offerti dal nostro Istituto avverte sin da subito di far parte di un progetto di crescita e sviluppo di grande attrattività e fascino, di

che sanno impegnarsi e farsi coinvolgere in un progetto importante e stimolante, che permetta loro di proseguire gli studi su una solida via, che affonda le sue fondamenta sulla tradizione della cultura umanistica e scientifica e che si sviluppa attraverso esperienze formative di alto valore innovativo. Si tratta di scegliere il proprio indirizzo di studi, classico, linguistico o coreutico con le diverse articolazioni e potenziamenti, quinquennale o quadriennale, ma anche l’ambiente per l’apprendimento più stimolante e più sereno dove poter star bene e condividere percorsi di crescita all’interno di una cornice di valori alti e di relazioni formative importanti, con gli educatori e con i pari. Si tratta di scegliere la scuola in cui si possa divenire da subito protagonisti della vita sociale e culturale che all’interno si respira, in cui il clima organizzativo è favorevole alla partecipazione e alla creatività, a potenziare la propria identità e arricchire il bagaglio di saperi da portare con sé nella vita. Scegliere il Liceo Ruggero Settimo significa garantirsi tutto questo potendo costatare che gli studenti

poter ricevere tante forme di sostegno (sportelli didattici, corsi di recupero, percorsi per Bisogni Educativi Speciali, contributi, laboratori, certificazioni linguistiche, opportunità per eccellere…) per restare orientati verso il futuro; si accorge di vivere in un ambiente aperto e dinamico in cui ci si prende cura del benessere di ciascuno e di tutti, di essere cittadini del mondo a contatto con una pluralità di “mondi”. Altissimo è infatti il tasso di internazionalizzazione dei nostri percorsi e l’attenzione a certificare le competenze acquisite e ad offrire opportunità affinché queste possano manifestarsi. Per conoscere più approfonditamente l’offerta formativa della scuola abbiamo organizzato specifici percorsi di orientamento e azioni di informazione e, tra queste, la pubblicazione del nostro Piano Triennale dell’offerta formativa (PTOF) consultabile sul sito del MIUR “Scuola in chiaro” e sul sito web www.liceorsettimo. gov.it” Entra anche tu nel mondo del Liceo Ruggero Settimo; i tuoi anni migliori cominciano qui.


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co i s s a l C Liceo Coreutico e o c i t s i u IMO g T T Lin E S RO

“Chi sarebbe fra noi due la maschera?”

RUGGE

Al premio Mondello c’eravamo anche noi

Francesco Tona, premio Scrittura Creativa alla 55a edizione del Convegno Studi Pirandelliani, ci racconta la sua esperienza

Q

uando siamo partiti avrei potuto aspettarmi di tutto, tranne di essere chiamato sul palco per ritirare il premio “Scrittura Creativa” del Convegno Pirandelliano.

I nostri studenti hanno fatto parte della giuria del premio Mondello Giovani, scrivendo una recensione sui libri in concorso. Il 30 novembre Giulia Bruno, della classe VBC, è stata premiata per il suo lavoro su “Appunti per un naufragio” di Davide Enia. Emozionanti le sue parole.

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ecensire un libro è filtrare attraverso la propria anima e la propria storia le parole di qualcun altro, le quali, a volte, possono travolgere o rimanere incise per sempre, permettendo di sperimentare “la bellezza della letteratura, nella scoperta che la propria solitudine è una solitudine universale”. “Tu appartieni.” (Fitzgerald) Appropriarsi delle parole di qualcun altro e commentarle mettendole a nudo è un’operazione a cui bisogna prestarsi con rispetto, empatia, delicatezza e umanità; trattando ogni pagina come una gemma preziosa di chi, con coraggio, dona una parte di sé. La recensione al libro di Davide Enia, è stata quasi una rielaborazione necessaria. Questo ha aperto una fessura nella mia coscienza di figlia, di siciliana, di donna che vive un’epoca fatta anche di tragedie e dolori di una portata storica dalla difficile lettura, di cittadina italiana, di cittadina del mondo. Le pagine

di “Appunti per un naufragio” hanno fatto emergere in me un’urgenza esplosiva di verità e giustizia, hanno “cambiato il mio rapporto con l’orizzonte”. L’aver partecipato con tale recensione al “premio Mondello” ha caricato di responsabilità l’analisi del libro, poiché tale “competizione” conferisce grande importanza al giudizio e alla sensibilità di noi ragazzi. E poi, inaspettatamente, la premiazione! Ero in fondo alla sala quando ho sentito il mio nome al microfono e i ragazzi del liceo che avevano concorso con me urlare… ho letto al pubblico la “motivazione” pensando per tutto il tempo che probabilmente non ce l’avrei fatta con il fiato! Quando ormai la premiazione era giunta al termine, un incontro speciale ha aggiunto significato a quel momento; il padre dell’autore, uno dei protagonisti del libro, mi ha ringraziata per aver scritto di quella trama leggera e intricata del legame tra lui e Davide. È

stato bellissimo. A coordinare i lavori di questa magnifica esperienza è stata la professoressa Romano che, con la sua presenza determinante e affettuosa, ha accompagnato ognuno di noi in tutte le tappe di questo percorso, con rispetto e fiducia. Un ultimo grazie va a Davide Enia, per avermi insegnato che, nonostante il naufragio, ognuno di noi “ha-sempre- un approdo”.

Il metodo natura per l’insegnamento del latino e del greco: la parola agli studenti

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in da piccola sono stata affascinata dal latino e dal greco, due lingue antiche ma di sicuro non “morte”. Studiandole è possibile assaporare tutti gli aspetti della cultura romana e greca, ogni singola parola ci fornisce informazioni sul modus vivendi di persone che un tempo hanno parlato queste lingue, sulle loro abitudini, sui loro usi e costumi, sul loro modo di pensare, di vestire, di mangiare. Credo che sia meraviglioso conoscere così a fondo un popolo partendo dalla sua lingua. Una volta arrivata al liceo classico, quella che era una curiosità iniziale si è trasformata in una vera e propria passione. Non mi pento minimamente di essermi iscritta nella mia scuola e soprattutto sono entusiasta di aver avuto l’opportunità di studiare il latino e il greco con il metodo natura. Penso che per conoscere una lingua sia necessario parlarla e scrivere adoperandola, viverla

quotidianamente: è quello che facciamo con il metodo Ørberg, purtroppo, a volte, soggetto a luoghi comuni da sfatare. Per esempio, molti sono convinti che, studiando il latino e il greco con questo sistema, si tralasci la grammatica; in realtà non è così, infatti, la grammatica nasce per dare un ordine e delle regole ad una lingua la cui funzione principale resta comunque la comunicazione. Quindi parlando, scrivendo e leggendo in latino o in greco, automaticamente impariamo le regole grammaticali e sviluppiamo una maggiore padronanza della lingua. Ciononostante anche il nostro libro ci fornisce una grammatica chiara e dotata di tavole per consolidare le conoscenze acquisite dalla lettura e avere un quadro generale di ciò che abbiamo imparato. Con questo metodo si apprende un gran numero di vocaboli che sono estremamente utili anche

nella traduzione con il dizionario. Avendo un lessico ricco è possibile ottimizzare i tempi di ricerca sul vocabolario e concentrarsi maggiormente sulle sfumature di significato delle parole. Uno dei vantaggi di questo metodo, che ho potuto constatare in questi due anni, è che il nostro modo di studiare il latino e il greco non è una novità ma è il metodo più ovvio e naturale per imparare una lingua, un metodo che non preclude né la grammatica né l’uso del dizionario ma che anzi li arricchisce, un metodo più divertente rispetto a quello tradizionale ma non per questo meno funzionale che ci fa

entrare a pieno nel mondo greco e romano. Ritengo che per imparare una lingua occorra prendere confidenza, conoscere la maggior parte del lessico frequenziale, usarla in tutte le sue sfumature ogni giorno e tenere sempre sotto braccio il dizionario e il libro della grammatica e penso che il metodo natura abbia come fondamenta proprio tutto questo e che ci permetta di avere una conoscenza a trecentosessanta gradi delle lingue classiche. Sono soddisfatta di aver intrapreso questo percorso di studi. Alessandra Spataro IICC

L’ultima sera era quella delle premiazioni. Si notava che c’era più attenzione, quasi tensione. Dopo i cortometraggi, era il momento della scrittura creativa. Una mia compagna mi ha appena finito di sussurrare:” Stasera sento che vincerai”. E proprio mentre rispondo con un ironico “Seee” che sento: “Il secondo premio va al testo di Francesco Tona”. Mi giro verso i miei compagni con la bocca spalancata, mentre mi spingono fuori dalla fila di sedie per andare sul palco. L’adrenalina è alle stelle. Solo un po’ di autoironia mi ha aiutato a rilassarmi. Pirandello, dopo aver subito la mia violenta accusa, ha avuto la sua vendetta, facendomi dimenticare i motivi per i quali sono stato premiato. Non li ricordo. Ero troppo emozionato. La cosa più bella, però, è stata conoscere Arturo Puoti, il ragazzo di Napoli che è stato assalito ed accoltellato da una gang napoletana. Io ero andato per stringergli la mano e per complimentarmi per la sua forza, quando lui mi ha detto: “Sei stato grande! Porta sempre con onore questa targa. Come io porto questa” ha detto indicando la sua ferita al collo” Tu devi portare con onore questa, perché l’hai meritata; questa è tua e lo sarà per sempre”. Mi ha emozionato. Questa cosa mi è rimasta nel cuore più di tutte. Questo sarà ciò che racconterò quando mi chiederanno della 55ª edizione del convegno pirandelliano.


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Il Museo Scientifico Storico e l’Alternanza Scuola-Lavoro

Cu avi lingua, passa u mari

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u avi lingua, passa u mari” ovvero “Chi sa parlare, attraversa il mare” recita un vecchio proverbio della tradizione siciliana che racchiude sinteticamente una verità condivisa e attuale. Abbiamo voluto rivolgere qualche domanda a riguardo ai nostri studenti, per farci raccontare la loro esperienza con le lingue all’interno dell’indirizzo linguistico del “R. Settimo” -Secondo te, il metodo utilizzato per lo studio della lingua e delle letterature straniere è efficace e in linea con i tempi? Sì e lo affermo con convinzione. Lo studio delle lingue straniere rivolto alla comunicazione e alla conoscenza delle letterature è arricchito da tante attività che sicuramente rendono il percorso scolastico più piacevole e interessante Mi riferisco agli stage, agli spettacoli in lingua, ai progetti PON e alle certificazioni che mi hanno dato la possibilità di mettermi alla prova in contesti diversi da quello scolastico. Come molti dei miei compagni non mi iscriverò in una facoltà di lingue, ma grazie alle conoscenze di tre lingue straniere mi sento pronto ad affrontare il mondo. (Luigi, classe V) -Perché pensate che sia utile studiare la lingua cinese? “Abbiamo scelto l’ampliamento for-

mativo con il cinese perché è la lingua più parlata al mondo. Siamo sicure che potrà servirci soprattutto per trovare lavoro perché l’economia cinese è in espansione ma sono poche le persone che conoscono la lingua” (Sofia e Federica, classe II) -Se pensi al tuo futuro, come pensi sia spendibile l’ESABAC? L’ESABAC è un titolo che ci permette di prendere” due diplomi in uno”, dà accesso alle università francesi grazie al potenziamento della lingua e allo studio della storia in francese. Siamo sempre più convinti della sua utilità in previsione delle nostre scelte future dal momento che vorremmo frequentare l’università in Francia. (Anna e Matteo, classe IV) Infine, abbiamo voluto sentire anche il parere di alcuni dei nostri ex alunni, testimoni credibili di una scelta che ormai risale a qualche anno fa. “Perché consiglieresti a uno studente di terza media di iscriversi al Liceo Linguistico “R.Settimo”? -Perché quando ho fatto richiesta per l’Erasmus non ho dovuto sostenere la prova di ingresso (Marco, ingegnere) -Perché ho acquisito un metodo di studio efficace che mi è stato utile negli anni. (Carla laureata in Giurisprudenza) -Perché grazie alle competenze logico-comunicative ho superato il test di ingresso nella facoltà di mediazione culturale (Martina)

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al 14 al 30 settembre 2018 Caltanissetta ha ospitato la manifestazione “Le Vie dei Tesori” aprendo al pubblico luoghi spesso sconosciuti. Tra questi anche il Liceo Classico, Linguistico e Coreutico “R. Settimo” che ha aperto al pubblico la collezione degli strumenti scientifici storici. L’idea del museo scientifico storico ha preso forma grazie al progetto, “Progettare il museo: Ideazione e Comunicazione”, nell’ambito di Alternanza Scuola Lavoro rivolto alla classe 5BC

l’unica scuola superiore operante a Caltanissetta. Pur cambiando sede nel 1966 quando il Liceo dal centro storico (attuale Biblioteca Comunale “Scarabelli”) fu trasferito nell’attuale istituto non mancarono i locali idonei ad accogliere il laboratorio scientifico e i suoi strumenti che vennero via via implementati con acquisti di nuove attrezzature fino alle moderne interfacce con sensori che “dialogano” con i PC fornendo misure in tempo reale e in grado, con software adatti, di effettua-

Purtroppo un incendio alla fine degli anni ’80 ha distrutto gli inventari degli strumenti e oggi non è più possibile risalire all’esatto anno di acquisto degli strumenti, ma poiché in alcuni l’etichetta con la dicitura dell’anno è ancora leggibile si riesce a percepire il senso della storia e il senso dell’appartenenza. I nostri studenti sono stati protagonisti nelle visite guidate, nell’ambito di un progetto di Alternanza Scuola-Lavoro, accompagnando i visitatori ed illustrando gli strumenti organizzati

nel triennio 2015 – 2018, che ha avuto come obiettivo la catalogazione ed il restauro di molti degli strumenti storici del laboratorio scientifico. Ogni strumento così è stato corredato da una scheda in italiano (e molte anche in inglese) che spiega sia la struttura dello strumento che le modalità di utilizzo. Gli strumenti definiti storici fanno parte della collezione di fisica del laboratorio scientifico del Liceo Ginnasiale Governativo che nel 1863 sostituisce definitivamente il Liceo Gesuitico che era stato fin dal 1809

re analisi dei dati. Gli strumenti storici sono stati oggi sostituiti da modelli nuovi e sicuramente più efficienti grazie all’uso di materiali moderni come il plexiglass o l’acciaio ma il principio fisico è sempre lo stesso: è cambiato il materiale, ma rimane il fascino dell’antico e della storia.

secondo specifiche sezioni. La scuola si è aperta ancora di più al territorio, accogliendo chi vuole fare esperienze, anche di natura scientifica e, non ultimi, gli studenti degli altri istituti venuti a conoscere e sperimentare. Prof.ssa Giusi Ianuzzo

La colonna sonora della mia vita

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i chiamo Fabrizio Grispino ed ho 14 anni. Vengo da Valledolmo, un piccolo paesino in provincia di Palermo, e mi definisco un ragazzino con tante ambizioni ma soprattutto con una grande passione: quella per la danza. Per me la danza è libertà, coraggio di esprimere se stessi integralmente, è bellezza, è armonia e per quanto mi riguarda la colonna sonora della vita. Questa passione che ho sin da bambino e che mi ha accompagnato negli anni, prende una piega, positiva naturalmente, circa un anno fa quando da studente della scuola secondaria di primo grado mi approccio a una delle scelte più importanti della vita: scegliere il liceo da frequentare. Non avevo alcun dubbio, secondo la mia predisposizione, il liceo classico era l’ideale per me. Quando poi tramite le attività di orientamento, grandissimo ausilio per gli studenti, scopro il Liceo Coreutico Ruggero Settimo di Caltanissetta, all’inizio mi è sembrato di sognare: avevo trovato una scuola che oltre agli studi poteva anche coincidere con la mia più grande passione, la danza. Immediatamente cambiai idea avevo scelto, avevo trovato la mia dimensione. Proseguii con la prova d’ammissione e fui entusiasta nel sapere che ero stato ammesso. Oggi sono ufficialmente un alunno di questa meravigliosa scuola: nel mio indirizzo studiamo tutte le materie di un liceo, affiancate però a materie prettamente

attinenti alla danza. I docenti che ci seguono in questo percorso hanno un’alta professionalità e preparazione che cercano di trasmetterci quotidianamente durante le loro lezioni. L’esperienza in questa scuola, dalla quale sto raccogliendo molti frutti, sta risultando molto positiva. La mia è una scelta che rifarei!

ERASMUS + ka 229 Die Wunderbare Natur Flora e fauna endemica ed invasiva dei territori

Paesi coinvolti: Italia - Ungheria - Turchia

lingua veicolare: tedesco 20 alunni scelti per il livello di competenza in lingua tedesca 3 mobilità: 6/13 2018 a Barcs - Ungheria maggio 2019 a Caltanissetta ottobre 2019 a Tarso - Turchia


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I SS no ebastia

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Mottura

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all’anno scorso molte cose sono avvenute: ancora un notevole aumento degli iscritti al primo anno, molti alunni diplomati che hanno trovato lavoro in Italia, in Europa e oltre sia nelle attività produttive, estrattive, industriali, delle biotecnologie chimiche ed ambientali, delle nanotecnologie, dell’elettronica ed elettrotecnica, meccanica e meccatronica e, anche, nelle applicazioni della robotica e domotica. Gli alunni

versi come quelli del mondo del lavoro e del sapere accademico, l’Università, dove i nostri alunni riescono ad aggredire anche facoltà prestigiose come il Politecnico di Torino e Milano. Al centro la persona dell’alunno e, nel cuore, il suo futuro. Discipline come la matematica e la

tica dei laboratori tutti al servizio dell’alunno in ottica trasversale: il Museo Mineralogico, paleontologico e della zolfara -laboratorio per eccellenza; i laboratori di chimica, fisica, scienze, disegno, pro-

2) Elettronico Elettrotecnico 3) Meccanico meccatronico 4) Chimica, Materiali e Biotecnologie ambientali 5) Logistica e Trasporti - Costruzione del mezzo 6) Liceo Scientifico Scienze applicate Percorso Quinquennale e Sperimentazione quadriennale. I CORSI SERALI Per chi necessita conseguire un diploma in tempi più brevi i nostri due

Occupazione e Università Le sfide del “Mottura” del Settore industriale insieme a quelli del Liceo Scientifico Scienze applicate approdano facilmente all’Università, superando i test per entrare in Medicina, Biologia, Matematica e Fisi-

fisica o la chimica considerate difficili sono da noi comprese grazie all’impegno dei docenti che praticano l’arte dell’incoraggiamento e sviluppano il senso della premialità, le capacità

Un nuovo indirizzo, Logistica e Trasporti: pensare e progettare il mezzo aereo, navale e terrestre ed organizzare il lavoro, la produzione e la distribuzione della ricchezza ca, Geologia, Ingegneria, Professioni sanitarie perché il curriculo di scuola nei cinque anni è il più simile ai piani di studio di queste Facoltà. Il segreto? Abbiamo riorganizzato i saperi della società della conoscenza e resi a portata dei nostri studenti che vogliono crescere per imparare, partecipare per crescere ed essere attori protagonisti del loro futuro. Noi li aiutiamo a raggiungere competenze e a farle trasferire in contesti di-

creative e di fronteggiamento di situazioni problematiche per superare le difficoltà. Le discipline vengono riproposte con metodologie attrattive in un contesto relazionale e affettivo motivante e incoraggiante. Le discipline del biennio sono rese più facili grazie a nuove metodologie come la flipped –classroom che alleggerisce i compiti a casa e fa apprendere di più in classe, al mattino. L’insegnamento è reso vivo dalla pra-

gettazione e rappresentazione grafica, elettrotecnica, topografia, meccanica e meccatronica con l’aula robotica e domotica che sono ben dotati ed attrezzati all’interno del nostro Istituto. Essi sono tutti resi funzionanti dalla squadra dei docenti che traducono la teoria in prassi e didattica in un’ottica globale e accompagnano l’alunno guidandolo nella scelta del mondo del lavoro, dei tirocini aziendali e degli stage in alternanza Scuola –Lavoro sia nel nostro territorio che fuori di esso. La classe inclusiva - Il laboratorio di arte creativa La nostra scuola è frequentata da 35 alunni con disabilità che costruiscono, grazie ad un percorso personalizzato e con l’ausilio, la dedizione e l’amore dei docenti e del personale specializzato, il proprio progetto di vita. Essi usufruiscono di veri spazi e di laboratori per la creatività e la socializzazione. I NOSTRI CORSI Settore tecnologico Industriale 1) Costruzioni Ambiente e territorio Articolazione Geotecnico

corsi serali ad Indirizzo Elettronico -elettrotecnico e Meccanico-meccatronico offrono piani di studio personalizzati grazie al riconoscimento delle pregresse esperienze lavorative che costituiscono credito scolastico e formativo. Il nostro diploma vale un lavoro: Occupazione o “Effetto Placement” I nostri alunni, difatti, riescono a trovare lavoro entro i primi due anni dal diploma e non un lavoro qualsiasi ma consono al proprio titolo di studio. Ci sono ex alunni in Cina, Vietnam, Norvegia ma anche in Italia a lavorare nelle piattaforme continentali, all’Enel, alla Cisco- Quality, alla Play Mobil e, pure, come Insegnante Tecnico Pratico nelle scuole del nord. Li abbiamo in apprendistato all’Enel di Palermo per conseguire il diploma e un lavoro. I nostri successi Scuola Polo per il Piano Nazionale Scuola Digitale, in tutta la provincia, per la Formazione in servizio rivolta ai Dirigenti scolastici, Direttori am-

ministrativi, personale docente e non docente. Scuola Capofila Polo Tecnico “Febo” per la costruzione di laboratori professionalizzanti. Scuola capofila per Alternanza Scuola lavoro progetto d’eccellenza Traineeship in convenzione con Federmeccanica. Partnership con USR Sicilia, Liceo Galilei Palermo, Università Studi di Palermo, Osservatorio Dispersione, Radio Cento passi per la prevenzione e la lotta al Cyberbullismo Tante altre collaborazioni con Progetti come Le Vie dei tesori, Ciaula scopre la luna, e inoltre siamo sede di Convegni, Seminari, Corsi di formazione, progetti nazionali e europei. E, quanti progetti per gli alunni come il Corso Volo Virtuale, Astro-fisica e Tecnico del suono , Play Energy, Laboratoriamo, Borse di studio, Gare scientifiche, astronomiche, matematiche, meccaniche ed elettrotecniche, Giornalisti per un giorno, Flashmob contro la violenza nei confronti delle donne, TeleMottura, vera e propria televisione interna dotata di attrezzature importanti , anche per produrre cortometraggi, Progetto Nuoto, Corso di spagnolo, Madrelingua in Inglese, Corsi Cambridge e tanti, tanti altri, come il nostro Coro composto da docenti ed alunni per costruire volontà partecipativa e voglia di vivere insieme all’interno di una scuola potenziata che vuole l’occupabilità dei giovani , mietere successi, premiare ed incentivare gli alunni . E, negli ultimi due anni, i due più grandi risultati: 1) una notevole diminuzione del numero delle sospensioni di giudizio 2) una drastica riduzione delle ripetenze, abbandoni e frequenze saltuarie La novità e la riconferma Una novità e una riconferma importante, quest’anno ho l’onore di presentare alla mia futura utenza. 1) Il nuovo indirizzo, unico a Caltanissetta, Logistica e Trasporti Costruzione del mezzo aereo e navale del Settore Industriale Esso consentirà ai nostri alunni di saper ideare e progettare per costruire impianti e strutture nel settore dei trasporti e della logistica. 2) ll percorso quadriennale Liceo Scientifico Scienze applicate a Caltanissetta, vera e propria sperimentazione che permetterà di far conseguire il diploma di maturità scientifica in quattro anni come in molte parti d’Europa, come già accaduto in alcuni istituti d’Italia dal 2013/14. Il quinto anno viene redistribuito equamente nei quattro previsti e saranno previste ore in più di laboratorio. Vi aspettiamo all’open day, nella nostra Scuola, da giorno 12 gennaio come da locandina, ogni sabato e domenica fino al 27 gennaio per rispondere alle vostre domande! Il Dirigente scolastico Prof.ssa Laura Zurli


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Geotecnico

Un’ alternanza scuola-lavoro di qualità come garanzia di lavoro

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Indirizzo C.A.T., “Costruzioni, Ambiente e Territorio” – Articolazione “Geotecnico” rappresenta un’evoluzione dello storico corso minerario finalizzata a rispondere alle necessità attuali di valorizzazione del territorio e di recupero dell’ambiente. Il corso si propone l’obiettivo di preparare tecnici con competenze specifiche nei settori delle grandi costruzioni civili, quali gallerie, viadotti, dighe; sfruttamento delle risorse del territorio, come cave e miniere; prevenzione e recupero del dissesto idrogeologico. Per assicurare l’acquisizione delle competenze specifiche un ruolo fondamentale assume l’alternanza scuola-lavoro. Questa viene effettuata presso aziende leader del settore che con la scuola hanno sottoscritto apposite convenzioni e protocolli d’intesa, consentendo agli studenti di frequentare i cantieri e di acquisire abilità e conoscenze specifiche sul campo. Grazie a tali competenze i ragazzi in possesso del diploma

hanno diverse opportunità di inserirsi nel mondo del lavoro in aziende come Eni, Sidercem, Italkali, Sa-

il recupero della memoria della storia mineraria dell’intero territorio e un laboratorio per lo studio della

Cyberangels

Una rete contro il bullismo

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lini Impregilo. Molte attività didattiche hanno come riferimento il Museo Mineralogico, Paleontologico e della zolfara che, grazie all’impegno costante della sua Dirigente, è diventato un centro attivo per la divulgazione e

Scienza delle Terra per tutti gli studenti della scuola primaria e secondaria non solo della provincia di Caltanissetta ma della Sicilia. Curcuruto Enrico, Crucillà Rosa

Un altro premio di prestigio per il Mottura

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Istituto “S. Mottura” in questi giorni ha ricevuto da Bruxelles la targa del prestigioso encomio che lo inserisce tra le “Scuole eTwinning” d’Europa. Tale riconoscimento è una conferma di come l’Istituto, grazie alla solerzia della Dirigente prof.ssa Laura Zurli, sempre pronta a promuovere iniziative di tal genere, abbia nel corso degli anni sviluppato pratiche organizzative ed innovative, veicolando metodi efficaci di insegnamento ed apprendimento, sviluppati attraverso progetti transnazionali ed attività di sviluppo professionale. La targa mette in evidenza come a questa scuola sia stato riconosciuto il ruolo di leader nei seguenti ambiti: - Pratiche digitali - Pratiche dell’eSafety - Approcci innovativi e creativi alla pedagogia - Promozione dello sviluppo professionale continuo dello staff - Promozione di pratiche di apprendimento collaborativo per lo staff e per gli studenti Come si evince dalla lettera di accompagnamento all’encomio, scritta dal Commissario europeo per l’Istruzione, la Cultura, la Gioventù e lo Sport

Mr Tibor Navracsics, l’Istituto ha dimostrato di saper cogliere il vero significato dei progetti eTwinning e di aver migliorato il percorso educativo degli studenti, avvalendosi dei più recenti e innovativi strumenti digitali che hanno contribuito a sviluppare la loro creatività. Inoltre è stato riconosciuto lo sforzo nel promuovere il continuo sviluppo professionale degli insegnanti impegnati nel portare

questo prestigioso riconoscimento si è reso possibile grazie al percorso progettuale ancora in atto e al proficuo lavoro d’equipe portato avanti dai docenti Traina Cinzia, Fornasero Renato, Mastrosimone Stefania, Castiglione Italia, La Rosa.

avanti i progetti eTwinning, consolidando, in tal modo, il senso di appartenenza ad una Comunità europea unita. Il conseguimento di

Accoglienza Una visita didattica al parco astronomico di Isnello per gli alunni delle prime classi

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nche quest’anno l’Istituto ha organizzato diverse attività finalizzate all’accoglienza degli alunni neoiscritti e dei loro genitori. All’inizio di settembre la Dirigente e i docenti hanno incontrato le famiglie per condividere scelte educative e didattiche. Nei primi giorni di scuola gli allievi sono stati coinvolti in brainstorming, circle time e dialoghi educativi per favorire la conoscenza reciproca, potenziare l’orientamento formativo, porre le basi per la creazione di un sereno clima di lavoro. Il fulcro dell’accoglienza si è concretizzato nella visita didattica al Parco astronomico di Isnello, GAL Hassin.

Gli studenti sono rimasti affascinati dal planetario digitale, che ha simulato un’esplorazione spaziale in tre dimensioni, e dalla terrazza osservativa dotata di diversi telescopi per l’osservazione della superficie e dell’atmosfera solare. La giornata si è conclusa con una passeggiata a Cefalù, uno dei borghi più belli d’Italia, comprendente anche la visita alla Cattedrale, Patrimonio dell’Unesco. Tale iniziativa, connessa con il primo modulo di Scienze della Terra, ha consentito agli studenti di sperimentare una metodologia didattica aperta al territorio e alla sua valorizzazione storica e culturale.

l 29 novembre 2017 si è tenuto all’Istituto IPSSEOA «P. Piazza» di Palermo il Convegno conclusivo del progetto “Cyberangels: una rete contro il bullismo” che ha visto coinvolti nove Istituti Superiori della Sicilia in un percorso avente come scuola capofila il Liceo Scientifico «G. Galilei» di Palermo, insieme al Dipartimento di Sociologia dell’Università degli Studi di Palermo e a «Radio 100 passi». Del progetto ha fatto parte anche l’IISS «S. Mottura» di Caltanissetta guidato dalla Dirigente prof.ssa Laura Zurli impegnata in prima persona nella realizzazione del progetto che ha coinvolto più di 40 studenti del 3° anno: la III^ G per intero e i rappresentanti delle altre classi terze, tutti i ragazzi coinvolti sono stati destinatari di un percorso formativo di 40 ore. La finalità della Rete regionale è stata quella di aver accomunato scuole che hanno inserito nei rispettivi PTOF e nei Piani di Miglioramento strategie ed azioni didattiche ed educative rivolte al contrasto di ogni forma di discriminazione e violenza. Il Progetto, in coerenza con quanto inserito nel PTOF, ha previsto la formazione di alunni, docenti e genitori sulla specifica tematica del bullismo e del cyberbulismo e dei “Diritti e doveri di internet”. Nello specifico, il progetto è stato finalizzato ad interventi di contrasto e prevenzione di comportamenti vessatori ed atti di tipo bullistico. La scommessa è stata quella di promuovere, all’interno dell’organizzazione scolastica, moduli innovativi per trovare soluzione a problemi emergenti. Il Progetto regionale è stato presentato al territorio della provincia di Caltanissetta in un Seminario informativo svoltosi nel marzo del 2017 presso l’Aula Magna dell’IISS «S. Mottura», al quale hanno partecipato, nella qualità di relatori, la dott.ssa Tomai G., Magistrato della Corte di Appello di Caltanissetta, il dott. Falzone S., Ispettore Superiore della Polizia di Stato di Caltanissetta e la dott.ssa Insisa I., Assessore Comunale Innovazione e Sviluppo. Nel corso dell’incontro, inoltre, sono state precisate le caratteristiche del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, è stato delineato il profilo del bullo e del cyberbullo ed è stato illustrato il percorso formativo e didattico rivolto agli studenti, ai docenti e alle famiglie. Il Progetto regionale è entrato nella sua fase esecutiva all’interno del Mottura con l’avvio della formazione interna diretta agli studenti e ai docenti coinvolti e ai docenti delle altre scuole in rete della Sicilia occidentale (il “Veneto Trento” di Messina, il “Curcio” di Ispica, il “Majorana” di Avola e l’“Archimede” di Catania) attraverso un seminario interprovinciale, tenuto nel settembre del 2017, al quale hanno partecipato, in qualità di relatori, autorevoli personalità altamente esperte in materia di Bullismo e Cyberbullismo: la dott.ssa Fasulo P. Agata, DT USR Sicilia, il dott. Gentile M., Referente Osservatorio Regionale Bullismo, il dott. Lo Verde F.M., professore associato di Sociologia generale nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Palermo, la dott.ssa Arcidiacono E., Psicologa, Psicopedagogista e docente utilizzata su progetti contro la dispersione, dott. Fossati A., Docente assegnato all’USR Sicilia, i quali hanno fornito spunti per le modalità operative e hanno affrontato la problematica del Bullismo e del Cyberbullismo dal punto di vista pedagogico, psicologico e giuridico. Il convegno ha anche avviato un Corso di formazione rivolto agli alunni, ai docenti e ai genitori del Mottura della durata di 40 ore, svolto nei mesi di ottobre e novembre, la cui finalità principale è stata quella di selezionare e formare dei peer educator con il compito di animare il lavoro di sensibilizzazione alla tematica del bullismo e del cyberbullismo nelle altre classi dell’Istituto. La fase formativa del progetto, che ha prodotto un cortometraggio finale, ha visto coinvolti, interessati e appassionati gli studenti partecipanti (i Cyberangels) che sotto la guida sapiente della psicologa, dott.ssa Letizia Drogo, hanno imparato a comprendere i vari aspetti del bullismo e del cyberbullismo, a sviscerarne gli aspetti subdoli e pericolosi, i mascheramenti e a focalizzare gli effetti sulle vittime. Le competenze acquisite dai Cyberangels e i prodotti da loro realizzati durante il corso formativo sono stati presentati durante due Convegni conclusivi entrambi svolti a novembre del 2017. Il primo, tenuto nell’istituto Mottura, ha visto la presenza, tra gli altri, del Dott. Antonino Liberto Porracciolo, Presidente del Tribunale per i minori di Caltanissetta e dell’Ispettore Capo Michele Fiore, Responsabile della Sezione della Polizia Postale e Comunicazioni di Caltanissetta. Il secondo, svoltosi a Palermo, ha permesso ai nostri Cyberangels di incontrare i Cyberangels delle altre scuole partner per uno scambio reciproco delle esperienze acquisite. Il percorso effettuato non costituisce un punto di arrivo, ma rappresenta il nastro di partenza di un cammino che intende includere quanti più studenti possibili insieme alle loro famiglie e alle istituzioni scolastiche. Se si vuole, infatti, fermare il bullismo, si deve riuscire a stabilire un’alleanza tra la scuola e la comunità familiare e civile, perché i ragazzi meritano di vivere ogni istante della loro vita senza dover temere di subire abusi di qualsiasi genere. Prof. Vincenzo Giuliana


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Meccatronica:

Una nuova frontiera formativa e lavorativa

L’

industria metalmeccanica nazionale continua ad essere interessata da una fase espansiva. Lo dicono i dati dell’indagine congiunturale di Federmeccanica, che segnala nel primo trimestre del 2018 una crescita delle esportazioni e dei volumi realizzati mantenendo pressoché invariata l’attività produttiva a livello nazionale, così come si evince dalla produzione manifatturiera di aziende meccatroniche e dagli export positivi soprattutto

so l’est e l’oriente, è però indispensabile puntare sulla creazione di modelli educativi che consentano di vincere le sfide della rivoluzione digitale e rispondere ai fabbisogni delle imprese, che sono alla ricerca di profili tecnici altamente specializzati nel campo della Meccanica e Meccatronica. Gli operatori nelle fabbriche manifatturiere sono ormai tecnici specializzati Hi-Tech, altamente qualificati e con un lavoro completamente diverso da quel-

nelle regioni più industrializzate. Alla luce della difficoltà di crescita a lungo periodo e degli orientamenti della politica commerciale, rivolta ver-

lo del vecchio operaio della catena di montaggio. La Meccatronica riguarda poi non solo il processo produttivo, ma anche il prodotto finale, dove mecca-

nica, elettronica e informatica convergono aprendo opportunità fino a ieri inimmaginabili. Questo aspetto può essere colto dai giovani che si formano verso il mercato del lavoro e dalle loro famiglie che li possono orientare nelle scelte. Il corso di “Meccanica, Meccatronica ed Energia” rappresenta una realtà oramai affermata nel piano dell’offerta formativa dell’I.I.S.S. “S.Mottura” di Caltanissetta e segue il trend di forte crescita dell’intero settore della Meccatronica a livello nazionale e a livello regionale. Il profilo professionale in uscita è quello di tecnico meccatronico altamente specializzato, che consente ampi sbocchi lavorativi così come già accaduto per gli allievi appena diplomati che hanno trovato lavoro con contratto a tempo indeterminato in importanti aziende del settore del giocattolo robot, nel campo degli impianti antintrusione o come operatori di macchine utensili a controllo numerico, solo per citarne alcuni. Altri alunni hanno invece preferito proseguire gli studi in ingegneria meccanica in importanti università come il Politecnico di Milano, l’Università di Parma e di Palermo e Catania conseguendo eccellenti risultati.

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L’impegno dello studio e del lavoro in contemporanea apre scenari didattici che vengono affrontati dai docenti e da tutto il personale con parametri sicuramente diversi da quelli utilizzati per la co-

siddetta scuola del mattino. Gli obiettivi e le prospettive, anche se si concludono con il conseguimento del Diploma che ha un valore identico a quello del corso

Mobilità Erasmus del Mottura in Ungheria

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decima edizione

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ell’anno scolastico corrente 2018/2019 avrà luogo la nona edizione del Corso di Astrofisica. L’iniziativa mira alla divulgazione dei valori della cultura scientifica ad alto livello attingendo alla fisica moderna, in particolare alla teoria della relatività e alla fisica dei quanti. L’attività è aperta al territorio, a tutti gli appassionati, adulti e studenti, interni ed esterni all’Istituto che mostrano interesse verso la conoscenza dell’universo e nel progresso dell’indagine astronomica. Il corso è incentrato sullo studio di stelle, galassie, buchi neri, non solo dal punto di vista teorico ma anche attraverso l’analisi dei grandi esperimenti scientifici che hanno permesso la ricostruzione dell’evoluzione dell’universo a partire dai suoi primissimi istanti di vita. Vengono esaminati quei segnali di varia natura (radiazione elettromagnetica, raggi cosmici, onde gravitazionali) che ci giungono da altri corpi celesti posti a distanze enormi da noi, che qui vengono interpretati e studiati. L’organizzatore del corso, il prof. Michele Fiorino, anche in questa edizione ha coinvolto numerosi esperti esterni (astronomi, docenti universitari e ricercatori) e proporrà, attraverso esperienze di osservazione diretta al telescopio, un quadro completo del cosmo, delle componenti che lo costituiscono e delle leggi fisiche che lo governano. Prof. Michele Fiorino

Prof. Gaetano Costa

Non è mai troppo tardi l desiderio di apprendere e di migliorare il livello di conoscenza è insito in ognuno di noi. A tal fine il corso serale rappresenta una grande opportunità, soprattutto per quegli adulti che nel passato non hanno acquisito una preparazione culturale e professionale e che con grande impegno, nonostante la dura giornata di lavoro, dedicano la parte finale del giorno alla formazione. La presenza del corso serale nel nostro Istituto trova ragion d’essere nella logica funzionale di un servizio ad una comunità di utenti, in una fascia di età varia, che può cogliere l’opportunità per trovare spazi di crescita culturale, umana, sociale che altrimenti difficilmente potrebbe realizzare.

Corso di Astrofisica

Attività di robotica con il progetto Arduino

diurno, sono oltremodo diversi e forse ancor più carichi di valori aggiuntivi soprattutto mediante la realizzazione di attività con un target specialistico che nessun’altra esperienza potrebbe dare. Il corso serale del nostro Istituto costituisce un nodo fondamentale e un’opportunità unica per la realizzazione dell’educazione permanente e per l’acquisizione di saperi fondanti che trovano applicazione immediata nella crescita e nella scoperta delle risorse presenti in ogni nostro alunno. Attualmente è attivo il corso serale di Elettronica ed Elettrotecnica. Per il prossimo anno scolastico vi è anche l’opportunità di frequentare il corso serale di Meccanica, meccatronica ed energia.

l progetto di Robotica “Arduino”, giunto alla quarta edizione, ha come obiettivo principale quello di approfondire quanto sviluppato durante le lezioni in classe con idee progettuali in ambito elettronico che poi vengono realizzate in laboratorio in orario extracurricolare. Questo permette di sviluppare le competenze di lavoro in team, di risolvere problemi, di collaborare e partecipare avendo uno scopo comune. Inoltre, essendo la gran parte della documentazione in lingua inglese, si potrà potenziare la conoscenza dell’inglese tecnico durante le lezioni teoriche e nell’uso della manualistica, della documentazione tecnica, dei siti web specifici, dei video tutorial. Gli obiettivi disciplinari che si vogliono raggiungere mettendo in opera il progetto sono quelli del potenziamento delle competenze relative alla progettazione di piccoli impianti elettrici ed elettronici e di miglioramento dell’inglese tecnico grazie all’utilizzo di dispense, documentazione, video e manuali in lingua. Inoltre, si motivano gli alunni cercando di far vedere alcune discipline (come l’elettronica e i sistemi automatici) in maniera diversa con innumerevoli applicazioni ed esempi che integrano quanto fatto nelle lezioni curricolari. La presenza di gruppi di alunni di indirizzi diversi, elettronico e meccatronico, permette una socializzazione ed uno scambio di conoscenze ed opinioni molto proficuo; ciascuno di loro, avendo livelli di conoscenze diversificati e tipologie di materie different,i può trovare punti comuni nella progettazione di sistemi complessi che contemplano sia la parte meccanica che l’elettronica. Quest’anno si svilupperà in particolare la programmazione dei robot Festo, Lego Mindstorm e MakeBlock.

Prof. Nicola Renato D’Antoni

Prof. Renato Fornasero

Jaszbereny (Ungheria), località situata a 50 km da Budapest, continuano per l’Istituto I.I.S.S. Mottura di Caltanissetta, di cui è dirigente scolastica la prof. Laura Zurli, le mobilità relative al progetto europeo Erasmus Plus nell’ambito dell’azione chiave KA229. Nello specifico l’Istituto sta partecipando in questi giorni con una delegazione di docenti e alunni.del Liceo Scienze Applicate. Il percorso progettuale è denominato ““Hand to Hand with Clil” finalizzato alla sperimentazione delle metodologie Clil e Peer to Peer. Fanno parte della delegazione del Mottura presente in Ungheria, la referente del progetto, la prof. Loredana Riggi, docente di lingua e cultura inglese, il prof. Renato Fornasero, docente di Matematica, e

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gli studenti Michele Pio Gueli, Alessia Palermo, Martina Di Gregorio e Stefano Mancuso. Il progetto si propone, tramite un partenariato strategico tra scuole europee, di portare avanti scambi di buone pratiche. Particolare attenzione è focalizzata sul metodo Clil, acronimo di “Content and Language Integrated Learning”. Si tratta di una metodologia che prevede l’insegnamento di contenuti di discipline non linguistiche in lingua straniera per favorire l’acquisizione di contenuti disciplinari e l’apprendimento della lingua inglese. Oltre all’IISS Mottura, partecipano al progetto anche scuole di Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Slovenia che insieme hanno anche preso parte ad una escursione a Budapest.

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Il Mottura si internazionalizza

L’ Chimica senza frontiere

progetti con viaggi di istruzione in Islanda, Francia e non solo

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l Mottura la chimica ha veramente oltrepassato i confini! La disciplina che da sempre si è studiata al biennio in tutti gli indirizzi ma che, in questi ultimi anni, con la nascita dell’indirizzo “Chimica, Materiali e biotecnologie ambientali” nelle due opzioni “Chimica e materiali” e “Biotecnologie ambientali”, la scienza della materia e delle sue trasformazioni si è imposta all’insegna della “Green Chemistry”, sia in campo industriale che ambientale. Le interessantissime discipline di indirizzo sono propedeutiche agli innumerevoli sbocchi occupazionali o a successivi studi universitari. Tantissime sono le attività promosse dall’Istituto, possiamo ricordare il 1°corso sulle Nanotecnologie che ha ospitato relatori d’eccellenza provenienti da

prestigiose Università, dal CNRISMN e dal mondo dell’impresa e che quest’anno si riproporrà con un taglio ancor più sperimentale. I giovani allievi chimici lo scorso anno hanno potuto visitare in Francia la realtà più tecnologicamente avanzata del pianeta, il progetto internazionale ITER ad Aix en Provence, il luogo dove è in corso di realizzazione il primo reattore nucleare a fusione che emulerà il nostro sole! Quest’anno, invece, gli alunni andranno in Islanda a visitare il Centro DeCode Genetics di Reykjavik, centro all’avanguardia nella ricerca delle malattie di origine genetica. Auguriamo a questi giovani di arrivare sempre più lontano con i loro sogni per un radioso futuro!

che rappresenta un valore aggiunto per la comunità scolastica. Questo obiettivo, francamente “alto”- afferma la prof. Riggi- vuole essere una delle best practices della scuola per

è strategico in questo senso: è da questo che passano valori e conoscenze per fare dei nostri giovani cittadini responsabili, italiani, europei, globali. Siamo sicuri - afferma ancora la Dirigente Scolastica,

no affrontare nel mondo dello studio e del lavoro. A promuovere l’iniziativa della scuola è la Prof.ssa Loredana Riggi, docente di Lingua e cultura Inglese ma anche Cultore di Lingua e civiltà Spagnola (e docente del corso). Le lezioni vengono svolte in un laboratorio linguistico innovativo

un mondo sempre più globalizzato. La conoscenza di un’ulteriore lingua comunitaria e la cultura sono veicoli di cittadinanza europea e globale. Le nostre società sono attraversate da cambiamenti veloci e radicali e richiedono risposte condivise a livello internazionale. Il sistema di istruzione e formazione

Prof.ssa Laura Zurli - che in questo modo la scuola avvia un percorso interculturale ampio, partecipando a pieno titolo alla promozione della “società della conoscenza” e favorendo un’esperienza formativa forte con ricadute sulla comunità scolastica e sul territorio”. Prof.ssa Loredana Riggi

Prof.ssa Sandra Stringi

Attività di Alternanza Scuola Lavoro all’Agenzia delle Entrate di Caltanissetta per sviluppare la cultura della legalità fiscale

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Istituto “S. Mottura” sta ampliando l’offerta formativa nello studio delle lingue straniere: codocenza in Inglese con insegnanti di madrelingua, corsi di Inglese Cambridge e l’attivazione di un corso di Lingua Spagnola. Quest’ultimo è iniziato nel mese di Novembre ed è rivolto a 15 studenti del biennio del Liceo Scienze Applicate per 2 ore settimanali curriculari. Il progetto di internazionalizzazione nasce infatti dall’esigenza di potenziare l’apprendimento delle lingue straniere comunitarie, con la consapevolezza che la conoscenza di più lingue straniere è ormai un elemento irrinunciabile e fondamentale per le sfide future che i nostri giovani alunni dovran-

isite guidate all’Agenzia delle Entrate di Caltanissetta, incontri con funzionari, dibattiti e riflessioni, analisi del materiale di supporto cartaceo e multimediale. L’Alternanza scuola lavoro si arricchisce quest’anno scolastico di attività finalizzate a sensibilizzare gli studenti al rispetto delle regole fiscali e a sviluppare il senso di responsabilità civile e sociale connessa all’esercizio della cittadinanza attiva. Il 15 Novembre 2018 la classe IV sezione C dell’indirizzo Elettronica ed Elettrotecnica si è recata per la prima volta negli uffici dell’Agenzia delle Entrate nell’ambito del progetto “Fisco e scuola” coordinato dal prof. Stefano Lo Giudice. Gli alunni sono stati accompagnati dai proff. Condorelli Giovanna, Lo Presti Ignazia e Lo Giudice Stefano. Il progetto “Fisco a scuola” nasce da un protocollo d’intesa nazionale (stipulato tra il Ministero della Pubblica Istruzione e l’Agenzia delle Entrate) e regionale (firmato tra l’Ufficio scolastico regionale e la Direzione regionale della Sicilia dell’Agenzia delle Entrate) ed è inserito tra gli obiettivi della Convenzione 2014-2016 redatta tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze e l’Agenzia delle Entrate. Deriva dalla consapevolezza che i giovani sono sensibili ai temi sociali e che la partecipazione attiva è fondamentale per costruire una società civile. Gli studenti dell’Istituto hanno partecipato con interesse, incrementando il senso civico nel rapporto cittadino/Fisco e la motivazione ad un comportamento “fiscalmente corretto”.

Acquisizione delle “cinque chiavi per il futuro” grazie agli alunni diversamente abili

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on si potrebbe immaginare un Istituto “Mottura” senza il cospicuo numero di studenti diversamente abili. Il protagonismo dell’alunno, l’attenzione alla diversità di cui ognuno è portatore, la valorizzazione delle potenzialità di ciascuno sono divenuti realtà anche grazie al lavoro costante, motivato e a volte faticoso che da anni tutto il personale scolastico svolge con dedizione nei confronti dei ragazzi in situazione di handicap. Un elevato numero di docenti di sostegno, coadiuvati dagli assistenti igienico sanitari e dagli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, permette di rispondere ai singoli bisogni educativi di ogni studente in difficoltà per favorire l’attuazione di un progetto di vita finalizzato all’inclusione sociale e lavorativa. Progetti, metodologie didattiche innovative, visite didattiche, attività laboratoriali si estendono dalle classi con alunni con Bisogni Educativi Speciali all’intera comunità scolastica. Il progetto “Un’idea con-creta”, finalizzato alla realizzazione di manufatti

in ceramica, e il progetto “Calcio a 5” potenziano la socializzazione, il lavoro in gruppo, la motricità, l’apprendimento delle regole. Attività di didattica all’aria aperta, musica, cinema e fotografia; una ricca dotazione di materiale speciale, incrementata dai più aggiornati software, e la frequenza da parte dei docenti di sostegno di corsi specifici disseminano pratiche educative e didattiche che favoriscono negli studenti l’acquisizione del pensiero disciplinare, la sintesi di differenti idee e conoscenze, la capacità di affrontare

situazioni nuove, il rispetto per tutte le diversità, lo sviluppo di persone eticamente responsabili. Le “cinque chiavi per il futuro”, intelligenze indispensabili per affermarsi nel mondo futuro (secondo lo psicologo statunitense Howard Gardner), vengono più facilmente coltivate in un ambiente scolastico dove la persona diversamente abile è una ricchezza per tutti. Ed essa è una realtà all’Istituto “Mottura”. I docenti di sostegno dell’Istituto


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co i s s a l C Liceoaritario “ P Mignosi

“Pietro

Liceo Classico paritario

Mignosi

“Una scuola plurale” “S

cuola di preti e di suore”: questo è ciò che pensano e dicono gli studenti di altre scuole riguardo alla nostra. Si tratta di un pregiudizio o di un giudizio formulato con coscienza? Rispondo io senza riserve e onestamente: si tratta senza dubbio di un pregiudizio! È bene ricordare che il Liceo Classico Paritario “Pietro Mignosi” non è una scuola di tipo confessionale, bensì un istituto inserito nel sistema nazionale di istruzione e quindi riconosciuto dallo Stato come agenzia scolastica a tutti gli effetti. La nostra scuola, pur nel rispetto della libertà religiosa garantita dalla nostra Costituzione, promuove la cultura cristiano-cattolica, riconoscendo in essa un modello ideale, che con i suoi valori potrebbe incoraggiare i giovani, cittadini del domani, a condurre uno stile di vita fondato sulla condivisione e sul dialogo con il prossimo. Quegli elementi dottrinari di cui tanto si parla nei testi sacri, quali l’amicizia, l’incontro del diverso, il perdono dei torti subiti, non costituiscono forse la base del nostro vivere democratico? Il cattolicesimo è una religione universale che non condanna l’alterità, ma che anzi stimola la conoscenza di ciò che è altro da noi. Vivere la propria quotidianità in una scuola a-confessionale diocesana significa credere nella democrazia, nella sovranità plurale, nel potere che non è prerogativa di un potente, ma

dell’intera società civile. Il nostro istituto è il punto convergente in cui si incontrano pensieri divergenti,

A sostegno di questa didattica integrativa e partecipativa, tutti i docenti del nostro liceo adottano dei metodi

ma anche la valorizzazione dei talenti dei singoli, affinché ognuno possa affermare la propria identità, difen-

perché convivere vuol dire accettare le differenze, gli ideali e gli orientamenti politico-religiosi altrui, senza creare discriminazioni od offendere minoranze come pure soggetti remissivi, introversi, i quali non riescono a inserirsi bene nel tessuto sociale e hanno delle difficoltà nel dialogare.

che siano in linea con questa politica dell’accoglienza e che permettano agli alunni di manifestare la loro individualità creativa. Così facendo, non solo si garantisce la coesione del gruppo,

dendo la sua originalità a scapito dell’appiattimento della personalità. In questa società così complessa, in

preda alla rivoluzione digitale, anche la nostra scuola si è modernizzata tramite l’utilizzo di strumenti digitali e di supporti didattici interattivi, che consentano un apprendimento atto alla vita dell’oggi, in balia del progresso, che nella nostra scuola non è ancora riuscito ad annichilire il nostro senso di appartenenza al mondo di ieri, che con i suoi valori eterni è destinato a tramandare nel corso del tempo i suoi costumi e le sue opere, letterarie e non. Attraverso queste metodiche innovative e grazie all’offerta formativa proposta, ma soprattutto grazie al supporto della Diocesi di Caltanissetta e alla guida spirituale di S. E. Mons. Mario Russotto, che con la sua Missione diretta a noi ragazzi ci offre un’occasione di crescita all’insegna della pace e del quieto vivere, la nostra scuola è uno dei centri formativi più all’avanguardia, non tanto dal punto di vista tecnologico, quanto da quello della maturità intellettuale. Per controbattere alla frase iniziale, mi permetto di dire , usando le parole di Dante, che la nostra scuola «solo Amore e Luce ha per confine» (v. 54 “Divina Commedia”, Paradiso, Canto XXVIII). Mattia Augello

La forza dell’esperienza Q

uello che i classici ci hanno lasciato è un patrimonio immenso che sta alla base della nostra società. A loro dobbiamo la nostra identità che è ciò che ci caratterizza in una società sempre più globalizzata, ha affermato l’ex Ministro dell’Istruzione Giannini. Latino e greco sono strumenti capaci di aprire la mente, di allenarla, propongono un metodo di lavoro valido per tutta la vita. Accanto alla sequenza metodologica speri-

mentata con lo studio, si affianca anche l’esperienza sul campo realizzata dagli alunni in diversi contesti. I ragazzi hanno partecipato nelle vesti di piccoli archeologi agli scavi effettuati presso l’Ente Parco della Valle dei Templi ad Agrigento. Hanno avuto l’opportunità di scavare i resti dell’antico teatro di Akragas, vivendo l’emozione di dare alla luce ciò che si cercava da decenni e che finalmente affiorava dalla polvere portata via dalle mani di giovani sedicenni entusiasti.

Avere contatti diretti con i visitatori delle Vie dei Tesori e far loro da guida alla scoperta della storia della più antica scuola della città e invitarli a sedersi sugli stessi banchi di antico legno che li avevano ospitati più di 50 anni fa e rivivere l’esperienza dei bombardamenti dell’ultima guerra con la corsa verso il rifugio antiaereo ancora oggi visitabile presso la scuola elementare San Giusto di

Viale Regina Margherita. Sfogliare documenti originali del 1600 presso l’Archivio di Stato e decifrare le lettere dotali in cui venivano descritti gli oggetti che facevano parte della dote sia di nobili che di contadini, uniti nell’abbraccio della Storia svelata da ragazzi di Liceo che non solo studiano, ma vivono con i documenti originali un’esperienza

di metodo storico e scientifico che li abitua alla serietà e profondità della ricerca, che loro stessi estenderanno a qualunque esperienza lavorativa che si troveranno ad affrontare. Questo il vero significato di una scuola come il Liceo Classico “Mignosi” che prepara alla vita! Salvatore Vizzini


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Pro Liceo Classico eligendo P erché per un ragazzino del terzo millennio il Liceo Classico è ancora una scelta sensata? La domanda può sembrare banale, finanche retorica, ma a ben guardare non lo è affatto. La scelta della scuola superiore è una scelta che mette a dura prova ragazzini e

servazioni sullo scopo che il Liceo Classico aspirerebbe a possedere, è l’attualità del suo messaggio ad attrarre studenti e genitori. Le discipline caratterizzanti il Liceo Classico, infatti, posseggono quel valore aggiunto incalcolabile e non contabilizzabile che forma gli stu-

to suo, incide profondamente nella formazione della Persona e fornisce strumenti utili per orientarsi in mondo che si fa sempre più ampio, ma anche più incerto. La sua nobile missione consiste, infatti, nella comprensione di una realtà complessa e difficile da decifrare.

Prepararsi al futuro

C

genitori. In questo XXI secolo ormai inoltrato, sembra essere cambiato il modello di riferimento: tra le nuove abitudini educative dei genitori si fa sempre più spazio il paradigma della “spendibilità”. Se il panorama contemporaneo è sempre più dominato da discipline professionalizzanti come scienza e tecnica, inglese e informatica, a cosa serve tradurre versioni di greco e di latino o “rompersi” la testa con lo studio della filosofia? Non sarebbe più opportuno scegliere percorsi di studio professionalizzanti e più spendibili nel mondo del lavoro o che solchino la strada per future professioni tecnico-scientifiche? Eppure, anche in mondo che riduce tutto al pragmatismo, alla spendibilità e all’utilità immediate, c’è tanto bisogno di cultura classico-umanistica. Elencherò solamente alcune delle tante ragioni a favore della scelta del Liceo Classico. Non si tratta di fare l’ elogio o l’apologia di un “sapere inutile” per tirare acqua al proprio mulino, ma di mostrarne l’utilità intrinseca per il cittadino di oggi e di domani. In primo luogo, tralasciando le os-

denti ai valori universali e assolvono al ruolo di “discipline funzionarie” di quell’umanità che si innalza dove soffia il vento della bellezza, della verità e del bene. Il Liceo Classico è il luogo dove ai ragazzi viene insegnato “come l’uom s’etterna”. In secondo luogo, ha senso studiare latino e greco? Latino e greco mettono in contatto diretto e personale con le civiltà classiche che sono parte viva e integrante della nostra identità. Per di più, tradurre un testo latino o greco significa mettere in atto un ragionamento complesso che stimola la capacità di analizzare e scomporre un problema nei minimi dettagli, induce a formulare un’ipotesi di lavoro e vedere se funziona. In questo modo vengono potenziate quelle capacità di problem solving, quella flessibilità mentale e quella fluidità di ragionamenti fondamentali per affrontare il mondo di oggi in costante cambiamento. Questo spiega perché gli studenti del Classico ottengono risultati eccellenti anche in materie ben lontane dalla classicità. E la filosofia? La filosofia, dal can-

Cercatori di Bellezza

L’originale iniziativa del Mignosi

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a cinque anni nel nostro istituto si svolge una rassegna dedicata alla.... bellezza. Non una bellezza qualsiasi, ma la bellezza della lettura. Parafrasando un articolo della scrittrice Silvana Grasso, uscito recentemente su La Sicilia (16 dicembre 2018), appare sempre più urgente la necessità di far conoscere ai ragazzi la bellezza della poesia e dell’alta prosa che funga da «spartiacque indispensabile e dovuto tra il Bello e il Brutto, il Decoro e il Pattume». Così, il cartellone “Cercatori di bellezza” traccia itinerari di letture, percorsi tra le pagine scelte dagli stessi

alunni del liceo Mignosi intorno a tematiche prestabilite e che stimolano riflessioni e pareri più profondi e meditati di quelli espressi da una semplice emoticon sullo smartphone. La rassegna coinvolge anche alcuni istituti di istruzione secondaria di primo grado della città e della provincia che si esibiscono in performance musicali.. Gli appuntamenti sono pomeridiani, si tengono nell’auditorium del Seminario Vescovile in piazza Giovanni Paolo II e sono aperti a tutti. Le date sono le seguenti: 18 febbraio, 22 marzo, 15 aprile. Debora Di Pietra

Tutto questo senza trascurare l’importanza delle discipline scientifiche che, sebbene il monte ore ad esse dedicato non sia preponderante, sono organicamente e armonicamente integrate con le discipline umanistiche, nell’ottica di una formazione globale che mira a fornire strumenti metodologici e concettuali in grado di far fronte alle sfide della contemporaneità. Sul versante della spendibilità, infine, sono i numeri a incoronare il Classico come una delle scelte migliori. Una ricerca condotta un paio di anni fa da Almalaurea mostra come gli studenti del Classico ottengono a scuola i risultati migliori e anche all’università i laureati provenienti dal Liceo Classico, secondo la ricerca di Almalaurea, conseguono, in qualunque facoltà universitaria, perfino in quelle scientifiche, un punteggio nel voto di laurea più alto di quello dei colleghi di altre scuole. E relativamente al mondo lavorativo? I diplomati al Classico svolgono lavori in ogni ambito e a tutti i livelli. Armando Miraglia

osa vuoi fare dopo la scuola? Qualunque persona che abbia frequentato le superiori avrà riflettuto, almeno una volta nella vita, su questa domanda. E non sempre è facile dare una risposta. L’orizzonte lavorativo, soprattutto negli ultimi anni, non è stato tra i più rosei per i giovani: l’altissimo tasso di disoccupazione ne è la prova. È normale, dunque, per uno studente, chiedersi quale sia la strada migliore da intraprendere una volta varcata la soglia del diploma. Come qualsiasi percorso, essa presenta degli ostacoli: per chi sceglie la via universitaria, in primo luogo si stagliano gli esami d’ammissione. Temuti in modo considerevole da noi alunni, in realtà questi possono dimostrarsi più accessibili sotto la giusta guida. Ecco perché al Liceo Classico Paritario “Pietro Mignosi” dedichiamo alcune ore a settimana alla preparazione ai suddetti test. Secondo la metodologia del “Teaching to the test”, abbiamo l’opportunità di simulare le prove di ammissione riguardanti differenti facoltà, in modo da acquisire maggiore esperienza possibile con le tipologie degli esami proposti, e allo stesso tempo prepararci su più discipline per creare da noi un

bagaglio di competenze completo. Durante lezioni apposite, gli insegnanti ci indicano le varie modalità con cui si può affrontare un test, dalla semplice lettura della consegna, il più delle volte fondamentale, al metodo di esclusione nei quesiti a risposta multipla, tramite il quale è possibile individuare in minor tempo le opzioni proposte errate. I laboratori hanno portato i loro frutti, come abbiamo potuto constatare in occasione del “Salone dello Studente”, evento organizzato a Catania il 28 novembre. In tale frangente, abbiamo avuto l’opportunità di misurarci con la simulazione di una prova d’ammissione, fornitaci dal gruppo “Hoepli Test”. La modalità di domanda/risposta presente nel quiz era molto simile a quella con cui ci siamo esercitati, perciò, raccogliendo anche i pareri dei miei compagni d’istituto, il feedback è stato positivo. Il nostro Liceo tanto si adopera per poterci garantire esperienze come questa. Il vantaggio a nostro favore è immane, se si considera l’eccezionalità della proposta educativa: gettare solide basi oggi significa prepararsi efficacemente al futuro. Lorenzo Macaluso

Un conviviale per educare alla gioia

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ome educare alla gioia? Noi vi proponiamo la nostra “ricetta”: un pranzo conviviale prenatalizio in fraternità con alunni, ex-alunni, docenti e amici del Liceo. Si condivide tutto, cibo e allegria: quest’anno, poi, il tradizionale scambio di auguri natalizi è stato l’occasione per festeggiare un compleanno speciale, quello del nostro carissimo prof. Salvatore Vizzini. Sono stati protagonisti i piatti della cucina siciliana, preparati dai genitori e dai docenti, che hanno svestito i panni degli insegnanti per improvvisarsi, o meglio per rivelarsi, ottimi cuochi.

Condividendo cibo, musica, canti, abbiamo stretto tra noi le maglie della catena di prossimità, già sperimentata con i Progetti “I Care” e, nel corso del mese di dicembre, con il Progetto Caritas, presso l’Emporio della Solidarietà. Noi alunni, divisi in squadre, ci siamo fatti prossimi di chi è in cerca non solo di vestiti, ma di un sorriso, non solo di un riparo, ma di un abbraccio. La catena di vicinanza ha trovato compimento nelle risorse che abbiamo dedicato “a chi non ha…” non quod superest (il superfluo), ma quod super est (quanto è sulla tavola, uguale per tutti).

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I S ico e tif rti n e i c S Liceo ico Traspo a Tecn andro Volt Aless

La novità formativa

Volta per e con

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redo che una scuola, prima ancora di caratterizzarsi per l’offerta formativa,si qualifichi per la quotidiana azione di guida e di orientamento che

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Il

CEPFAS. Per questo sono del parere che le famiglie degli studenti delle terze medie,che si apprestano a compiere la delicata e controversa scelta della

ziano la formazione scientifica e favoriscono l’orientamento universitario; • il potenziamento all’interno del percorso liceale scientifico della formazione linguistica con l’introduzione nelle seconde classi del docente di madrelingua inglese e soprattutto con l’insegnamento della Lingua cinese,che per monte ore assegnato (14 ore settimanali nel quinquennio e livelli raggiunti con le relative certificazioni) ha piena dignità di insegnamento e non di attività secondaria;

Per i futuri medici nasce l’indirizzo biologia con curvatura biomedica

C’

è anche il Liceo Scientifico A.Volta tra i settanta istituti scolastici selezionati, tramite bando nazionale, per istituire il percorso denominato “Biologia con curvatura biomedica”. Questo ampliamento dell’offerta formativa, assolutamente innovativo e unico della provincia nissena, sarà attivato a partire dalle classi terze e consiste in un iter biomedico strutturato in centocinquanta ore aggiuntive dal terzo al quinto anno, finalizzate al potenziamento scientifico e ad orientare gli studenti verso la facoltà di Medicina: del monte ore annuale previsto, venti ore saranno dedicate a lezioni teoriche tenute dai docenti di biologia, altrettante a lezioni magistrali, impartite da medici individuati dagli Ordini; infine nelle rimanenti dieci gli studenti potranno effettuare un autentico tirocinio sul campo, con visite ad ambulatori, ospedali e laboratori di analisi. Alla fine del triennio lo studente avrà dunque

sentire ad un maggior numero di studenti, di accedere con maggiore facilità e con adeguate competenze a corsi di laurea come Medicina ed in genere a quelli scientifico- sanitari. Non a caso il percorso, partito come progetto da una iniziativa della Dirigente Scolastica dell’istituto Leonardo da Vinci di Reggio Calabria, ha subito ottenuto l’egida del Miur e dell’Ordine dei Medici, e va a rafforzare la peculiarità culturale d’indirizzo: l’identità “scientifica”, peculiarità che contrassegna il Volta fin dalla sua fondazione. Se il neo istituito indirizzo si presenta altamente innovativo per struttura e contenuti, lo è altrettanto anche per l’adozione di pratiche didattiche attente alla dimensione laboratoriale, con il fine, altresì, di orientare le scelte universitarie delle studentesse e degli studenti, che nutrono un particolare interesse per la prosecuzione degli studi in ambito chimico-biologico e sanitario. Attivato da quest’anno per le classi

fruito di un monte ore complessivo di centocinquanta ore di lezione, sotto la docenza di esperti altamente specializzati, per poi accedere direttamente ai test per l’ammissione alla facoltà di Medicina ed a tutte quelle inerenti alle professioni sanitarie. Il nuovo percorso, concepito per il potenziamento delle discipline relative all’ambito medico-sanitario, colmerà una lacuna formativa, onere molto diffuso tra

terze del Volta, l’indirizzo Biologia con curvatura biomedica ha subito registrato tra gli studenti un altissimo indice di gradimento ed un notevole numero di adesioni; soddisfazione per l’avvenuta selezione dell’istituto è stata manifestata dal Dirigente Scolastico Vito Parisi, dalla coordinatrice del progetto prof.ssa Giusi Lima e dalle famiglie; unanime infine il giudizio positivo espresso dal personale medico e

le famiglie: numerosissimi infatti gli studenti che, già dal quarto anno, frequentano costosi corsi di preparazione per affrontare i temuti test, i quali, pur contestatissimi, decidono spesso le sorti universitarie e occupazionali degli adolescenti. Il percorso “Biologia con curvatura biomedica” contribuirà quindi a collegare la scuola superiore all’università, in modo da con-

paramedico coinvolto. Considerato il successo iniziale, il percorso sarà riproposto, nel prossimo anno scolastico, alle classi quarte in prosecuzione della sperimentazione già avviata e alle classi terze per l’avvio di un nuovo ciclo.

• il completamento del primo quinquennio del liceo scientifico ad indirizzo sportivo,nel quale le materie d’indirizzo proprie dello Scientifico (Matematica e Fisica) vengono integrate dalle discipline dell’area motorio-sportivo con molteplici esperienze dal calcio alle Arti marziali, completate dal Diritto e dall’Economia dello Sport. compie o,meglio,cerca di compiere nei confronti degli studenti e delle studentesse,in costante e insostituibile collaborazione con le famiglie. Potrei dire dei successi nelle gare di eccellenza,come è avvenuto lo scorso anno per Matematica e Fisica o dei valori medio-alti nelle rilevazioni Invalsi per l’Italiano e la Matematica;potrei dire degli esiti pienamente positivi dei cosiddetti risultati a distanza,cioè dei crediti formativi conseguiti dai diplomati del Volta al termine del primo anno universitario, come annualmente documenta la fondazione Agnelli con la rilevazione Eduscopio, che pone il nostro istituto tra i migliori del territorio. Nel tempo presente,contrassegnato dalla rivoluzione digitale e da paura sociale,nel quale si manifesta tra i giovani una sorta di “incapacità”ad analizzare costruttivamente i propri vissuti, come dimostrano la persistente irrequietezza comportamentale,il misconoscimento delle figure d’autorità, e persino forme estreme di autolesionismo,credo che primo e irrinunciabile compito della scuola debba essere quello di fornire una pluralità di strumenti ed esperienze,che sviluppino progressivamente capacità di auto-orientamento e di riconoscimento delle diversità.In tal senso l’ascolto e la direzione formativa sono le parolechiave del lavoro della scuola,dal Dirigente ai Consigli di classe alle figure con specifiche responsabilità,come per i coordinatori delle aree strategiche dell’Inclusione e dell’Innovazione digitale,alle collaborazioni sia con specifiche professionalità, come per la consulenza psicologica,sia con i soggetti istituzionali del territorio, come il Consultorio,gli uffici della mediazione educativa,la Polizia Postale,il

scuola superiore,prima ancora di valutare quantità e qualità dei corsi di studio,dovrebbero poter percepire il cosiddetto clima educativo che ogni scuola cerca di realizzare.Certo non

All’interno di tale quadro da due anni è attivo il corso di studi del Tecnico dei trasporti indirizzo aeronautico,nel quale fin dal primo anno è stato introdotto l’insegnamento ad un primo

bastano depliant, incontri informativi e open days,ma potrebbe essere proficuo fermarsi a considerare il porsi della scuola come istituzione che accoglie e guida, condizione insostituibile dell’esser scuola.

livello delle Scienze aeronautiche grazie alla collaborazione con un qualificato esperto esterno,che cura le attività di Laboratorio e le visite didattiche presso centri di volo. Credo quindi che si comprenda la particolare intitolazione del presente testo (Il Volta per e con), volendo sottolineare che,chi compie la scelta del Volta,entra in una scuola animata dalla volontà di rinnovare la propria storica e preziosa identità,entra in una comunità consapevole che la fatica dell’educare,oggi più che mai,richiede attenzione,sensibilità, servizio e guida. Il dirigente scolastico Vito Parisi

Nelle pagine presentate troverete alcuni dei punti di forza dell’azione educativa della nostra scuola: • l’introduzione da quest’anno nelle classi del triennio dello Scientifico del corso Biomedico, nel quale l’insegnamento scientifico,la prima formazione medica e le esperienze di Alternanza scuola-lavoro presso l’ospedale di Caltanissetta poten-

Prof.ssa Giusi Lima coordinatrice del progetto alternanza scuola-lavoro


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IS ico e tif rti n e i c S Liceo ico Traspo a Tecn andro Volt Aless

Il volo...

verso il futuro S

ta già completando il primo biennio l’Istituto Tecnico “Trasporti e logistica”, unico nella provincia nissena, il cui indirizzo è quello aeronautico. Una scelta formativa ben ponderata, finalizzata a consentire sia il prosieguo degli studi all’università, sia un veloce e agevolato inserimento nel mondo del lavoro. Gli alunni che frequentano tale indirizzo acquisiscono nel corso quinquennale la conoscenza di norme e regole, in linguaggio tecnico-giuridico,spesso redatte solo in lingua inglese; altri fondamenti del percorso sono la conoscenza e la comprensione delle norme del traffico aereo, dei sistemi di navigazione, delle leggi della meccanica del volo, della meteorologia aeronautica e del funzionamento delle apparecchiature radioelettriche utilizzate. La materia tecnica di base, Navigazione Aerea, collima con altri insegnamenti e rimane ad essa strettamente collegata durante tutta la durata del corso: Matematica, Fisica, Meccanica, Elettrotecnica, Chimica e Inglese. Nel corso del biennio viene svolto il programma di Scienze e Tecnologie Applicate e Laboratorio di Scienze Aeronautiche; queste discipline si propongono di fornire agli allievi un primo approccio con il mondo aeronautico. Gli studenti approfondiscono semplici nozio-

ni sulle parti che compongono il velivolo, sui suoi movimenti, sulle leggi fondamentali che permettono il volo e sull’ambiente nel quale il volo stesso si sviluppa (atmosfera, spazi aerei, aeroporti). Nello specifico la disciplina della navigazione aerea abbraccia lo studio dei proce-

degli elementi fondamentali della navigazione stessa (posizione, direzione, orientamento, distanza, tempo) e dei principali sistemi di navigazione: stimata, radiogoniometrica, iperbolica, astronomica, isobarica, inerziale, satellitare. La conoscenza teorica è sempre se-

all’alunno, quale potenziale controllore del traffico aereo, la capacità di gestire la movimentazione degli aeromobili, sia a terra che in volo, in modo sicuro, ordinato e fluido, mediante l’applicazione di regole e norme sia internazionali (ICAO,International Civil Avia-

dimenti, dei metodi e dei mezzi la cui applicazione permette di condurre un velivolo dalla verticale di un punto alla verticale di un altro punto. Gli studenti nel corso del triennio approfondiscono lo studio

guita dall’applicazione dei concetti appresi con esercitazioni pratiche; questo per fornire agli allievi una sufficiente dimestichezza con i problemi legati alla condotta del volo. L’obiettivo prefisso è di far acquisire

tion Organization) che nazionali ( stabilite dall’ENAC, Ente Nazionale Aviazione Civile). Pertanto lo studente deve conoscere le regole del volo a vista (VFR) e quelle del volo strumentale (IFR) nella sua

Stage in Cina, un’ esperienza indimenticabile

G

razie alla sinergia conl’Istituto Confucio di Enna, quattordici studenti delle classi quarte I ed L dell’indirizzo anglo-cinese, dell’Istituto d’Istruzione Superiore A.Volta di Caltanissetta, hanno effettuato uno stage linguistico in Cina: il gruppo del Volta ha soggiornato nel Paese del Dragone per l’intero mese di dicembre, grazie a borse di studio concesse dal suddetto Istituto Confucio. Gli studenti hanno fruito della possibilità di potenziare lo studio della lingua cinese alla Dalian University of Foreign Languages. In Cina ai ragazzi è stata offerta l’occasione di studiare e potenziare la lingua cinese, nonché di scoprire con i propri occhi il fascino della Terra di Mezzo, dopo averla sognata per quattro anni

soltanto attraverso i libri e i racconti del professore di lingua cinese.Ricco il programma dello stage: durante la mattina gli studenti hanno svolto attività inerenti alla cultura cinese, come il kung fu, la preparazione di piatti tipici e di prodotti di artigianato locale; il pomeriggio è stato invece dedicato allo studio della lingua cinese. Durante il loro soggiorno, i ragazzi hanno avuto la possibilità di visitare la Grande Muraglia al confine con la Corea del Nord e la meravigliosa capitale della Cina, Pechino. Esperienza che ancora una volta dimostra che l’impegno profuso prima o poi viene ripagato: gli studenti, infatti, hanno ottenuto le borse di studio grazie al conseguimento dell’esame di lingua cinese HSK, esame che gli studenti del Volta sosten-

gono tre volte l’anno (marzo, luglio, dicembre) presso suddetto Istituto Confucio di Enna. L’erogazione del notevole beneficio economico ha esonerato le famiglie dalle spese di vitto, di alloggio e di frequenza scolastica, consentendo agli studenti di vivere un’esperienza unica, decisiva dal punto di vista formativo e soprattutto indimenticabile da quello culturale e umano. L’Istituto e i ragazzi ringraziano l’Istituto Confucio per le meravigliose opportunità che offre costantemente, nonché la direttrice dell’Istituto, prof.ssa Sun Ao, per aver accompagnato personalmente i ragazzi del Volta a Dalian. Prof. Armando Turturici docente di Lingua e Civiltà Cinese

interezza, dal momento dell’accensione dei motori sull’aeroporto di partenza fino al loro spegnimento presso l’aeroporto di destinazione, comprendendo così anche le fasi del volo in rotta. A completamento si svolgono esercitazioni pratiche che simulano le situazioni già evidenziate. Esse sono finalizzate alla verifica delle capacità raggiunte dall’allievo nel saper gestire il traffico aereo, evidenziando così il grado di maturità raggiunto nell’essere capace di coniugare la teoria studiata alla pratica esercitata, unitamente all’utilizzo della fraseologia standard prevista dall’ICAO, nelle comunicazioni T/B/T (Terra/ Bordo/ Terra). Assicurati e molto ambiti gli sbocchi lavorativi, già raggiungibili alla fine del quinquennio: lo studente diplomato presso il Tecnico trasporti potrà spendere il proprio titolo di studio presso l’ENAV (Ente Nazionale Assistenza al Volo) e l’ENAC, presso i vari settori dell’Aeronautica Militare, nonchè presso tutte le compagnie aeree, come pilota, assistente di volo (hostess e stewards),impiegato dei servizi a terra e controllore del traffico aereo. In altre parole: pronti per…prendere il volo! Prof.ssa Sofia Federica Pistone docente di Scienze e Tecnologie Applicate


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L’unico liceo scientifico ad indirizzo sportivo in provincia di Caltanissetta D opo cinque anni di esperienza, il Liceo Scientifico ad indirizzo sportivo del Volta di Caltanissetta può a pieno titolo dirsi soddisfatto per numero di iscritti e per i risultati raggiunti, grazie anche alle sinergie e collaborazioni attuate con il territorio e con il mondo delle federazioni sportive.Il bilancio positivo include una diversificazione ed un ampliamento dell’offerta formativa, che tende sempre più ad ampliare la conoscenza non solo in ambito sportivo, ma anche sanitario-riabilitativo. I percorsi formativi proposti non hanno mai voluto tralasciare la vocazione dei Licei del sapere unico e del metodo di studio, il quale è caratterizzato da una metodologia progettuale e interdisciplinare. Il Liceo Sportivo, per citare un esempio significativo, è stato tra i protagonisti dell’ultimo evento internazionale del “Giro D’Italia”, che ha visto realizzare una mostra storico-culturale sulla rinomata gara ciclistica, fruendo della fattiva collaborazione degli studenti, coinvolti in prima persona nella tappa nissena. Risultano pregnanti le discipline studiate nel percorso di studio, le

quali spesso vengono approfondite nelle attività di alternanza scuola-

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lavoro: calcio, rugby, pallavolo, basket, ginnastica adattata, karate, nuoto, tennis, atletica, pallamano, badminton, tennis da tavolo, scherma, fitness, danza sportiva e vela. I percorsi di alternanza scuo-

la-lavoro sono rivolti sia all’ambito motorio-sportivo, sia a quelli sanitario-preventivo e riabilitativo ed economico-giuridico. L’offerta formativa è corroborata anche da appositi viaggi di istruzione, per i quali si è operata la scelta dello stage sportivo: in particolare gli studenti fanno esperienze di stage residenziali di pallavolo, presso le strutture convenzionate FIPAV e stage velici a Palermo, presso il Centro Velico Regionale. Per l’anno in corso gli alunni aggiungeranno l’esperienza dello stage naturalistico di sostenibilità ambientale. Analizzando il piano di studi di questo particolare indirizzo,oltre all’ampliamento delle discipline sportive, emerge subito lo studio approfondito dell’Economia e Diritto dello sport: quello del Liceo Sportivo infatti è l’unico indirizzo, presso l’istituto Volta, in cui il Diritto costituisce materia curricolare. Inoltre risulta molto mirato lo studio delle Scienze, con approfondimenti tematici di anatomia e fisiologia umana, di educazione alimentare e di biotecnologie applicate allo sport. L’alunno che sceglie il liceo scientifico sportivo potrà accedere a tutte le facoltà universitarie, ma in particolar modo a quelle dell’ambito sanitario-sportivo ed economico-giuridico. Inoltre potrà conseguire un’ottima preparazio-

ne per accedere alle selezioni nelle Forze Armate e nelle Forze dell’Ordine: Carabinieri, Finanza, Polizia, Vigili del Fuoco e Accademie militari. In altre parole il liceo sportivo è

un’importante opportunità per coniugare una approfondita e armonica cultura, sia in ambito umanistico sia scientifico, attraverso la promozione del valore educativo dello sport. Si tratta di un modello formativo che introduce nel nostro ordinamento una cambiamento culturale, riconoscendo il valore aggiunto della pratica sportiva nei processi formativi per la costruzione di competenze e di personalità: al fine di raggiungere tali finalità, si considera fondamentale l’unicità del fenomeno dello sport, non in termini addestrativi, né ricreativi, ma in una dimensione pedagogica e culturale. Inoltre l’indirizzo sportivo, a partire già dal primo anno di studio,si inserisce strutturalmente nel percorso del liceo scientifico, grazie all’approfondimento delle scienze motorie e sportive e di una o più discipline sportive, coniugate all’acquisizione delle conoscenze e dei metodi propri delle scienze matematiche, fisiche e naturali, nonché dell’economia e del diritto. Lo studente viene guidato a sviluppare le conoscenze e le abilità e a maturare le competenze necessarie per individuare le interazioni tra le diverse forme del sapere, l’attività motoria e sportiva e la cultura propria dello sport, assicurando la padronanza dei linguaggi, delle tecniche e delle metodologie relative. In sintesi un indirizzo altamente formativo, dagli sbocchi occupazionali sicuri, che ha fin da subito entusiasmato gli studenti. Prof.ssa Michela Di Gangi docente di Scienze motorie e coordinatrice del Liceo Scientifico ad indirizzo sportivo

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Matematica e Scienze e innovazione digitale

N

el percorso culturale del liceo scientifico fondamentale risulta l’acquisizione delle conoscenze e dei metodi propri della Matematica, della Fisica e delle Scienze Naturali. Tale patrimonio guida lo studente a maturare le competenze necessarie per seguire lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica; gli obiettivi formativi più specifici del percorso scientifico sono la padronanza dei linguaggi e delle metodologie, anche attraverso la pratica laboratoriale, la quale permette un approccio sperimentale alle Scienze, metodologicamente più stimolante rispetto a quello teorico. Il curricolo scientifico viene anche ampliato dalle numerose azioni di potenziamento per la partecipazione alle gare di eccellenza di Matematica, di Fisica, di Informatica e di Scienze, gare in cui, ogni anno, gli studenti del Volta riportano ottimi piazzamenti, arricchendo il palmarès d’istituto: basti pensare alle gare EUSO, la prima scuola estiva di Fisica; o anche alla medaglia d’argento conseguita, durante lo scorso anno scolastico, dallo studente Alessandro Cigna, alla fase finale nazionale delle Olimpiadi di Matematica, in cui hanno gareggiato oltre trecento studenti selezionati da tutta Italia. Trasversale all’insegnamento delle altre discipline e, soprattutto, a quello della Matematica, si pone il curricolo dell’Informatica,della quale, presso il Volta, è possibile conseguire le certificazioni: infatti l’istituto è un EI-Center, cioè sede Eipass, l’ente erogatore dei programmi in-

ternazionali di certificazione delle competenze digitali. Il curricolo informatico contempera diversi obiettivi teorici e pratici:basilare la padronanza degli strumenti da utilizzare per la soluzione di problemi significativi, soprattutto in chiave interdisciplinare, cosicchè le competenze informatiche costituiscano per lo studente un valido strumento di formazione; altro obiettivo rilevante, soprattutto nella nostra era digitalizzata,è che lo studente acquisisca la consapevolezza dei limiti dell’uso degli strumenti e dei metodi informatici e delle conseguenze sociali e culturali di tale uso. Infine per una concreta trasversalità didattica dell’Informatica, presso l’istituto A.Volta, per il secondo anno consecutivo, è stato attivato un corso di formazione digitale per i docenti, la cui partecipazione massiccia dimostra il sussistere di istanze formative, volte ad innovare la didattica, per suscitare un maggiore coinvolgimento nei discenti “nativi digitali.” prof. achille mammana, docente di matematica e informatica, formatore eipass; Prof. Achille Mammana, docente di matematica e informatica, formatore Eipass; Prof.sse Maria Petitto e Rosaria Signorino, docenti responsabili del dipartimento di matematica e fisica; Prof.ssa Luisa Asaro, docente responsabile del dipartimento di scienze.

Dopo Simonetta Agnello Hornby, al Volta anche Dacia Maraini

S

ara’ l’incontro con Dacia Maraini il momento culminante del Progetto Lettura,coordinato dalle docenti Monica Alaimo e Adriana Valenza,responsabili del Dipartimento Umanistico del Volta.La rinomatissima e pluripremiata scrittrice,protagonista del panorama culturale del Novecento,incontrerà a febbraio gli studenti coinvolti, dai rispettivi docenti di Lettere,nel laboratorio propedeutico di lettura dell’ultima pubblicazione dell’autrice, firmata Rizzoli:Corpo felice,un’indagine sofferta sull’universo femminile,incentrata sui temi della memoria e del dialogo uomo-donna.Tematiche di alto valore formativo,come quelle trattate nel progetto dello scorso anno scolastico,in cui era stata Simonetta Agnello Hornby,altro personaggio di spicco della letteratura contemporanea,a concludere il percorso sulla disabilità,con il suo saggio-romanzo Nessuno può volare,edito da Feltrinelli. Dopo il forte coinvolgimento e la ricaduta educativa rilevata lo scorso anno,si ripropone un progetto che consente non solo agli studenti,ma anche al pubblico nisseno, di partecipare ad eventi culturali di spessore Prof.sse Monica Alaimo e Adriana Valenza responsabili dipartimento umanistico


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I SS elo g n A . n Se Rocco Di

IISS Sen. Angelo Di Rocco:

formazione e tecnica-professionale per la scuola del futuro

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o storico I.I.S. “Sen. A. Di Rocco” di Caltanissetta si conferma la scuola del futuro in quanto, in un periodo di crisi economica, riesce a creare figure professionali richiestissime in diversi settori, perciò rappresenta un punto di riferimento importante per i giovani di oggi perché è una scuola che promuove e sostiene la formazione di cittadini motivati, competenti e responsabili, capaci di progettare e realizzare iniziative imprenditoriali innovative in armonia con le vocazioni economico-produttive del territorio. Da alcuni anni, anche i mass media hanno compreso l’importanza dell’industria delle produzioni enogastronomiche, del made in Italy, dell’accoglienza, delle colture biologiche, della salvaguardia e tutela delle condizioni ambientali, della sostenibilità alimentare. In tale direzione, l’Istituto “Di Rocco” si propone come laboratorio di ricerca permanente, di sperimentazione e innovazione didattica. Con le sue sedi associate quali l’Istituto Tecnico Agrario, l’Istituto Professionale Alberghiero, che comprende il corso serale per adulti, e l’Istituto Professionale Agrario di San Cataldo, è una scuola altamente formativa in grado di sviluppare la maturazione di tutte le dimensioni della personalità dei propri studenti, attraverso una pluralità di saperi, di attività curricolari ed extracurricolari e di esperienze significative. Gli studenti apprendono attraverso un processo di costruzione attiva del proprio sapere e non per ricezione passiva di nozioni e possono

cimentarsi in attività stimolanti e riferite a contesti reali anche grazie ad una grande azienda agraria, ai bar, al ristorante didattico e a numerose attrezzature funzionali, diversificate e tecnologicamente avanzate di cui la scuola dispone. La scuola, attraverso metodologie innovative e grazie a docenti motivati ed entusiasti, forma giovani dotati di una solida preparazione, che riescono facilmente ad inserirsi direttamente nel mondo del lavoro, anche con percorsi di apprendistato, o che continuano gli studi universitari con eccellenti risultati che sono spesso agli onori della cronaca. La scuola è soprattutto attenta alle relazioni umane e favorisce i rapporti socio-affettivi tra gli studenti, sa instaurare rapporti di collaborazione con le famiglie, con enti e associazioni operanti sul territorio, innescando processi virtuosi proprio in quei settori da cui si vuol far ripartire l’economia della nostra Regione e della nostra Nazione. Il “Di Rocco” è altresì una scuola inclusiva che valorizza le differenze e le specificità, crea legami autentici tra le persone, favorisce l’incontro tra culture diverse e le differenti realtà sociali. I ragazzi con bisogni speciali hanno un posto privilegiato a scuola e sono coinvolti in tutti i progetti, i laboratori d’arte, di teatro e musica, di informatica, di psicomotricità con corsi di equitazione, piscina, sport di squadra e cinema. L’Istituto Tecnico Agrario, coerente con le Linee Guida ministeriali, indirizza gli alunni verso una professionalizzazione specifica in “Agraria, agroalimentare ed agroindustria”, e risponde in modo efficace alle scelte di ogni studente con tre articolazioni, quali “Produzioni e Trasformazioni”, che approfondisce le problematiche collegate all’organizzazione delle produzioni animali e vegetali, alle trasformazioni e alla commercializzazione dei relativi prodotti, all’utilizzazione delle biotecnologie; “Gestione dell’Ambiente e del Territorio”, che approfondisce le problematiche della conservazione e tutela del patrimonio ambientale e le tematiche collegate alle operazioni di estimo e al genio rurale; “Viticoltura ed Enologia”, che approfondisce le problematiche collegate

all’organizzazione specifica delle produzioni vitivinicole, alle trasformazioni e alla commercializzazione dei relativi prodotti, all’utilizzazione delle biotecnologie. Nell’Istituto Professionale di Stato per i Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale di San Cataldo, dedicato al giudice Rosario Livatino, a conclusione del percorso scolastico, il diplomato è in grado di operare tanto a supporto dell’azienda agraria, intervenendo in diversi settori, quali la valorizzazione, la commercializzazione e il marketing delle produzioni agrarie ed agroindustriali, quanto all’interno dell’azienda, intervenendo nella produzione dei prodotti agricoli. L’indirizzo di studi “Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera” a Caltanissetta viene istituito nel settembre 2000 con solo 4 prime classi, oggi ne conta 38. La riforma degli studi secondari ne ha modificato il curricolo indicando nelle tre articolazioni un assetto più rispondente alle nuove esigenze del mercato del lavoro nel mondo dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera. Con l’articolazione in Enogastronomia il diplomato è in grado di intervenire nella valorizzazione, produzione, trasformazione, conservazione e presentazione dei prodotti enogastronomici; operare nel sistema produttivo promuovendo le tradizioni locali, nazionali e internazionali e individuando le nuove tendenze enogastronomiche. Con l’articolazione in Sala e vendita il diplomato è in grado di svolgere attività operative e gestionali in relazione all’amministrazione, produzione, organizzazione, erogazione e vendita di prodotti e servizi enogastronomici, sa anche interpretare lo sviluppo delle filiere enogastronomiche per adeguare la produzione e la vendita in relazione alla richiesta dei mercati e della clientela, valorizzando i prodotti tipici. Con l’articolazione in

Accoglienza Turistica il diplomato è in grado di intervenire nei diversi ambiti delle attività di ricevimento, sa gestire e organizzare i servizi in relazione alla domanda stagionale e alle esigenze della clientela, promuove i servizi

di accoglienza turistico-alberghiera anche attraverso la progettazione di prodotti turistici che valorizzino le risorse del territorio. L’offerta formativa nel settore è completata con il Corso serale per lavoratori nell’articolazione Enogastronomia per il raggiungimento dell’obiettivo di “Investire nelle competenze, nell’istruzione e nell’apprendimento permanente”, priorità strategiche di Europa 2020. Annesso all’IIS Di Rocco vi è un Convitto che costituisce servizio unico prestato agli alunni forestieri che frequentano l’Istituto e che, da qualche anno, ospita studenti che frequentano anche altri istituti superiori della Città. Scegliere uno di questi istituti, qui brevemente presentati ma ben noti per l’interesse che suscitano, significa garantirsi opportunità formative di alto e qualificato profilo e l’acquisizione di competenze e titoli di studio spendibili nel mercato del lavoro in continua evoluzione.

LA MISSION

Inclusività al Di Rocco:

sensibilià che diventa eccellenza

I

l processo di inclusività nell’Istituto Superiore ” Sen. A. Di Rocco” ha raggiunto in questi ultimi anni scolastici livelli di eccellenza grazie alla sensibilità della Dirigente

ciali”. La nostra offerta formativa si sviluppa non solo con la partecipazione ad attività svolte durante le ore di lezione ma anche con la presenza dei

scolastica, professoressa Giuseppina Terranova e all’impegno costante di tutto il corpo docente. Diverse sono le attività programmate nel PTOF rivolte agli alunni “Speciali”: equitazione, nuoto, tennis, tennistavolo, cinema, visite guidate, musicoterapia. Per favorire tale processo di integrazione le attività coinvolgono costantemente gli alunni delle classi dove sono presenti i nostri ragazzi “Spe-

ragazzi “speciali” nei progetti PON e POR svolti nelle ore pomeridiane. La frequente partecipazione a tali attività si propone come fine ultimo non solo quello di formare il bagaglio educativo ed umano dell’alunno in linea con gli obiettivi che sono alla base del progetto di integrazione, ma soprattutto agevolare il loro inserimento nei vari contesti sociali.


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Le attività di didattica e sperimentazione

Tanti i progetti del Di Rocco L

’Istituto Tecnico Agrario si propone come luogo d’incontro per chiunque voglia contribuire al recupero ed alla divulgazione delle tradizioni agricolo/ gastronomiche delle aree interne siciliane e al contempo essere motore di sviluppo ed innovazione. È stata avviata nelle aziende agrarie dell’Istituto la coltivazione delle colture più autentiche della tradizione agricola nell’entroterra siciliano, con l’impegno di coltivare e custodire il germoplasma delle varietà antiche sia erbacee (cereali e leguminose), che arboree (pistacchio, vite, ficodindia, mandorlo e fruttiferi minori) al fine di salvaguardarlo per le generazioni successive, contribuendo così alla tutela della biodiversità agronomica. Sarà valutata, nei nostri laboratori, la rispondenza agli standard eco/ varietali delle colture attuate. Al maturare delle singole esperienze colturali verranno prodotti testi monografici che illustreranno sia la tecnica di coltivazione che di trasformazione a fini alimentari (filiera corta e a Km 0), per la promozione e diffusione di un’alimentazione consapevole. I PROGETTI La strutturazione delle attività produttive presenti nella nostra scuola è proponibile in vere e proprie fattorie didattiche, ove vengono illustrate: - le peculiarità dei frumenti antichi la gestione agronomica e fitoiatrica, la trasformazione in farina; - la gestione agronomica e fitoiatrica del pescheto con la preparazione di conserve di frutta e marmellate;

- la gestione agronomica e fitoiatrica del vigneto, la cantina e la produzione del vino; - la gestione agronomica e fitoiatrica dell’oliveto, il frantoio e la produzione di olio extravergine di oliva; - la gestione agronomica e fitoiatrica del ficodindieto con la produzione degli “agostani” e dei “bastardoni”; - la gestione della fungaia, la commercializzazione del prodotto fresco e sottolio; - le peculiarità del pistacchieto e la gestione agronomica e fitoiatrica; - la gestione agronomica delle produzioni orticole in serra anche in attività di alternanza S/L; - la gestione agronomica e fitoiatrica e il riconoscimento degli antichi fruttiferi minori; - le finalità commerciali e divulgative del nascente punto vendita dei prodotti freschi e/o trasformati; - le escursioni guidate in ambienti di grande valore paesaggistico nella RNO di “Capodarso e della Valle dell’Imera meridionale”, limitrofa alla nostra azienda di “Sabucina”. Le attività avviate hanno finalità formative rivolte principalmente ai nostri allievi e agli operatori agricoli del territorio. L’ARTICOLAZIONE “VITICOLTURA ED ENOLOGIA” L’Istituto Tecnico Agrario “Sen. Angelo Di Rocco”, dal corrente anno scolastico 2018/2019, s’è arricchito di una nuova importante articolazione: “Viticoltura ed enologia”, che gli allievi potranno scegliere nel prosieguo dei loro studi dalla terza

sole articolazioni: “Produzioni e trasformazioni” e “Gestione dell’ambiente e del territorio”. La nuova articolazione è particolarmente richiesta dal territorio, che sta facendo registrare l’affermazione di realtà vitivinicole locali in grado di competere con le maggiori case vitivinicole nazionali ed internazionali. Il profilo formativo in uscita degli alunni che frequenteranno la terza articolazione è quello di un tecnico specializzato e qualificato in campo enologico e vitivinicolo. Il vigneto nell’azienda agraria di Sabucina, la presenza nella stessa azienda di una cantina per la vinificazione controllata sia in rosso che in bianco, l’affinamento in barrique, la conservazione e il confezionamento dei vini, permetteranno agli allievi di partecipare proficuamente, tramite l’alternanza scuola/lavoro, a tutte le fasi che dall’impianto del vigneto portano alla produzione di un vino di qualità. La presenza dei due laboratori per le analisi consentirà loro, inoltre, di conoscere le attrezzature laboratoriali ed i protocolli per eseguire le analisi in campo enologico. Il percorso sarà completato da visite e stage professionalizzanti nelle principali realtà imprenditoriali vitivinicole del territorio nel contesto di quella che si annuncia come una novità assoluta in termini di offerta formativa in provincia di Caltanissetta. alla quinta classe. Finora l’offerta formativa dell’Istituto Tecnico Agrario comprendeva due

Apprendistato,

un percorso flessibile e personalizzato

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resso il nostro Istituto, grazie alla partecipazione all’avviso pubblico emanato dalla Regione Siciliana per l’individuazione di un catalogo ed il sostegno alla realizzazione di un’offerta formativa in apprendistato, è possibile, a partire dal corrente anno scolastico, completare il percorso scolastico da apprendista presso una delle aziende partner. Il percorso di apprendistato, si delinea come una nuova modalità di

studio e formazione duale che consente di attuare un percorso flessibile e personalizzato, fortemente esperienziale, per arrivare insieme, scuola e mondo del lavoro, alla certificazione di competenze ritenute unitariamente valide. L’apprendistato in azienda mira a incrementare al massimo le potenzialità professionali acquisite a scuola e persegue in modo ottimale il raccordo fra la formazione in aula e l’esperienza pratica, sostenendo lo

sviluppo delle vocazioni personali e dei talenti. L’apprendistato di I livello presenta molteplici vantaggi per i nostri studenti, permette infatti di: • Frequentare la scuola e conseguire il titolo di studio di istruzione secondaria superiore facendo contemporaneamente un’importante esperienza di lavoro retribuita.

• Sviluppare, durante gli studi, competenze professionali coerenti con il proprio percorso formativo spendibili nel mondo del lavoro. • Accedere direttamente al mercato del lavoro mediante un vero e proprio contratto di lavoro.

• Essere più preparato, competitivo e qualificato, riducendo i tempi di ingresso nel mercato del lavoro. Gli ambiti interessati sono: per il settore Alberghiero l’enogastronomia e il turismo; per il settore agrario le produzioni enologiche di qualità e l’agroalimentare.


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I tre percorsi dell’Alberghiero: Enogastronomia, Sala e Vendita, Accoglienza turistica

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’indirizzo di studi “Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera” che tutti chiamano ancora “Alberghiero”, permette alle studentesse e agli studenti di apprendere e sviluppare abilità tecniche, economiche e nor-

mative nei settori dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera, così come nei servizi e nelle tecniche di comunicazione e relazione con il cliente. Il percorso di studi è sviluppato in tre distinte articolazioni: Enogastronomia, Sala e Vendita e Accoglienza turistica. Al fine di permettere lo sviluppo negli studenti di quei saperi e di quelle competenze che sono necessarie per assumere ruoli tecnici operativi nei settori specifici è prevista, nel piano di studi, una forte integrazione tra istruzione generale e cultura professionale. L’istituto si pone, nel territorio, come punto di riferimento per le molteplici attività che ha intrapreso nel tempo con i diversi operatori riuscendo ad agire sulla per-

sistente disoccupazione giovanile, anche attraverso interventi mirati e puntuali. L’Azione Metodologica e Didattica, nel corso degli anni, si è arricchita sempre più al fine di essere coerente con l’evoluzione delle tecniche, dei processi di pro-

duzione, di commercializzazione e

di marketing. L’Istituto promuove diverse attività formative nel proprio curricolo quali: alternanza scuola-lavoro, stage professionali in aziende italiane e straniere, collaborazioni con importanti aziende del settore ed associazioni di categoria. La crescita educativa, culturale e professionale degli studenti, infatti, avviene non solo attraverso le conoscenze ma anche attraverso il saper fare, l’agire e il saper essere. I percorsi formativi sono fondati su una solida base di istruzione generale e competenze tecnico- professionali, correlati agli interessi e alle motivazioni degli studenti. Le discipline di indirizzo concorrono, in particolare, ad educare all’imprenditorialità e consentono agli studenti di sviluppare una visione orientata al cambiamento, all’intraprendenza e alla mobilità geografica. La preparazione dello studente viene articolata, arricchita e potenziata in modo da poter favorire il sor-

gere di interessi e valori di alto profilo umano e fornire l’acquisizione di abilità, flessibili e trasversali, che rendano più agevole l’inserimento nel mondo del lavoro o la prosecuzione degli studi. Nel corso del quinquennio, gli studenti sono indirizzati a immaginare, progettare, programmare e realizzare eventi per valorizzare il patrimonio delle risorse ambientali, artistiche, culturali, artigianali del territorio e la tipicità dei prodotti enogastronomici. L’attività formativa viene pertanto sviluppata anche attraverso la programmazione di manifestazioni ed esercitazioni speciali, attività che offrono agli studenti occasioni privilegiate di apprendimento tramite il contatto con persone esterne alla scuola e con situazioni reali di lavoro. Tre parole chiave possono aiutare a sintetizzare i riferimenti progettuali in atto nell’istituto in modo da rispondere ad una pluralità di bisogni: menti d’opera, professionalità e laboratorialità. Tre parole chiave costituiscono la mission dell’istituto: educare, istruire e formare. Educare, promuovendo l’acquisizione di valori che costituiscono la base per una condotta improntata alla correttezza, al rispetto, al senso di autonomia e di responsabilità e che concorrono alla promozione della persona nella

sua globalità. Istruire, favorendo un processo spontaneo di costruzione e acquisizione di conoscenze e abilità. Formare, sviluppando competenze trasversali e professionali in campo operativo e tecnico, necessarie ad orientarsi e muoversi all’interno dei contesti organizzativi dell’attuale mercato del lavoro. L’Istituto è luogo di valorizzazione della persona, poiché opera con l’obiettivo di formare personalità consapevoli della realtà socio-economica cui appartengono e nella quale vivono, mira all’integrazione di tutti persone, nel rispetto delle diverse identità, culture ed etnie, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una convivenza pacifica e di sviluppare la solidarietà. L’istituto, luogo di innovazione e di costruzione del futuro, capace di trasmettere ai giovani la curiosità, il fascino dell’immaginazione e il gusto della ricerca, intende perseguire un percorso di miglioramento continuo che tenga in forte considerazione l’evoluzione nel campo delle metodologie di insegnamento e dei cambiamenti delle professioni. Cambiamento orientato a superare la figura del “qualificato del passato” per delineare una nuova figura di “lavoratore” consapevole dei propri mezzi, in grado di mobilitare risorse personali, professionalità e competenze per la costruzione del proprio progetto di vita.

educazione motoria nell’ambito del progetto realizzeranno periodicamente attività sportive mirate alla tonicità muscolare e ai benefici in esse implicite.

La formazione con esperti esterni riguarderà principalmente i danni e i rischi che l’alcool e il fumo arrecano al nostro organismo esponendolo alle malattie.

Prevenzione “Sapere per essere in condizione di scegliere”

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l dirigente scolastico, prof.ssa Giuseppina Terranova, nell’atto di indirizzo per la pianificazione del nuovo PTOF 2019/2022, ha insistito sul concetto che, oggi più che mai, la prevenzione appare non solo come l’unica via in grado di togliere i giovani dal giogo delle dipendenze, ma anche unica arma in grado di contrastare l’insorgenza dei tumori e sull’esigenza di allargare gli orizzonti della prevenzione per consentire agli studenti di “sapere per essere in condizione di scegliere”. A tale scopo l’istituto ha posto l’accento sul bisogno di avviare un concreto percorso che, lungi dal ridursi a mera

quanto futile morale, consenta di guidare gli stessi studenti ad un costruttivo confronto sui temi della prevenzione primaria e secondaria, ma anche a più corretti stili di vita e ad una conoscenza piena e consapevole di ciò che può accadere, soprattutto a chi, senza adeguata prevenzione, rischia di finire nella rete delle dipendenze o in quella dei tumori. Il progetto “Alzati e fai qualcosa” intende investire nella prevenzione e nel controllo delle malattie croniche per migliorare la qualità della vita e del benessere degli individui e della società in generale, promuovendo stili di vita sani e agendo in particolare sui

principali fattori di rischio delle malattie cronico-degenerative. Un investimento da valutare a lungo periodo, con la riduzione dei rischi delle malattie del benessere e, nel breve, con il miglioramento della qualità della vita. Le attività formative intendono informare, educare, assistere, stimolare la responsabilità individuale, affinché ogni persona diventi protagonista e responsabile della propria salute e delle proprie scelte. I docenti esperti in materia alimentare si faranno carico di attenzionare casi limite che necessitano un percorso di accompagnamento alla sana alimentazione, mentre i docenti di


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IPSASR L

… a porte aperte!

a nostra scuola, l’Istituto Professionale per l’Agricoltura, sita in San Cataldo in cima al Corso Vittorio Emanuele, invita le famiglie e i ragazzi delle scuole medie a visitare i locali, le strutture e l’ambiente tipico dell’indirizzo sco-

macchinari agricoli di nuova generazione. Si fa presente, altresì, che alcune giornate saranno dedicate al centro di consulenza per gli agricoltori attraverso l’attivazione della Stazione Meteorologica, di cui la nostra

DISTATO presso aziende agricole convenzionate e finanziate dalla Regione Sicilia: un’opportunità per un “giovane –lavoratore” da non perdere! Sarà dato spazio anche

lastico. Si vuole organizzare delle giornate- tipo, dedicate all’informazione didattica dell’Offerta Formativa per orientare gli studenti ad una scelta che spiani la strada a un futuro “Perito agronomo” e “Apprendista biotecnico”. Tutti i giovedì, a partire dal mese di dicembre, dalle ore 16.30 alle 18.00, si terranno incontri di orientamento e convegni riguardanti tematiche legate alla biodiversità; all’inseminazione e alla produzione di grani antichi; all’utilizzo di tecniche e

scuola dispone, per fornire una rilevazione attenta e scientifica di dati e parametri impiegati in tale ricerca. Inoltre, il nostro Istituto all’interno del Piano dell’Offerta Formativa darà la possibilità allo studente di conseguire il PATENTINO per il trattamento e l’uso di fitofarmaci, oggi, largamente impiegati nell’ambito agricolo e nel settore chimicofarmaceutico. A tal fine saranno resi disponibili gli appositi laboratori di Scienze, Chimica e Informatica, presenti nell’istituto; a ciò si aggiunge l’offerta di percorsi di APPREN-

a momenti di svago e socializzazione attraverso luoghi di intrattenimento, come la palestra, l’ampio spazio verde e il campetto sportivo. Non mancheranno i percorsi naturistici: visita lungo il solare oliveto, frutteto e pistacchieto, in cui i ragazzi metteranno in

atto le competenze teoriche apprese durante il loro percorso di studio. Lo scopo principale di questi “itinerari naturali” sarà quello di incentivare la formazione del futuro esperto verso una tecnica di coltivazione bio-diversificata, finalizzata a un prodotto biologicamente certificato e sponsorizzato sul mercato attraverso moderni marchi di selezione dop e doc. Sarà piacevole intrattenervi nella “via dei profumi” attraverso la dimostrazione pratica dell’impianto di serra di cui la scuola è dotata. Di certo lo scopo di queste giornate sarà quello di dare consigli utili e innovativi dal punto di vista formativo e professionale. Vi aspettiamo numerosi!


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Giovani & Territorio

di Marcella Sardo

Adolescenti a scuola:

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Tanta cultura e consapevolezza ma pochi stimoli per il pensiero critico e il lavoro di gruppo

stiamo veramente creando cittadini cosmopoliti?

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a scuola forma i giovani per diventare “cittadini del mondo”, prepararli a fronteggiare qualsiasi situazione, aiutarli ad adattarsi a qualsiasi contesto professionale e umano. Questi buoni propositi, però, si trasformano in realtà o rimangono chimere idealiste? Gli studenti italiani, uscendo dalle aule con in mano il proprio diploma e all’attivo un percorso di Alternanza Scuola Lavoro, sono veramente “maturi” e pronti a integrarsi nel mondo? Una domanda che si rivolgono insegnanti e legislatori ma alla quale possono rispondere soltanto loro: gli ex studenti ormai diplomati o coloro i quali hanno frequentato almeno un anno di studi all’estero entrando in contatto con differenti strutture sociali e culturali. “A 14 anni non avevo ancora chiaro il mio futuro ma avvertivo il desiderio di impegnarmi attivamente in un contesto internazionale che perseguisse una causa nobile - ha commentato Andrea Milan, funzionario ONU presso il Data Officer dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni -. Ho scelto di seguire un indirizzo linguistico per acquisire quelle basi che mi avrebbero aperto le porte del mondo. Le scuole superiori a Caltanissetta, l’università in Emilia Romagna e i corsi di specializzazione in Inghilterra, Olanda e negli Stati Uniti sono stati, per me, strumenti funzionali per formarmi e trasformarmi in ciò che desideravo essere”. Il vero termometro di valutazione, quello che permette di capire “se” e “quanto” di buono è stato appreso negli anni di scuola, difatti, si può avere soltanto quando si va oltre i propri confini locali e lo studente inizia a confrontarsi con altri coetanei. “Ho scelto di seguire il quarto anno di studi superiori in Texas – ha raccontato Yvonne Di Francesco -. Questo mi ha permesso di imparare una lingua

nuova, una cultura straniera e, soprattutto, un differente approccio allo studio”. Dalle esperienze raccontate dagli italiani che si spostano all’estero e intera-

volontà di entrare nella contemporaneità e rendere i giovani più competitivi, più sicuri di sé stessi e, dunque, più “appetibili” per il mercato del lavoro.

sulle quali gli studenti devono maturare un pensiero critico o una tesi personale da dover argomentare davanti a una platea. “All’estero eravamo spronati a scrivere saggi, ad avere il coraggio di confutare le idee che non ritenevamo coerenti con il nostro modo di pensare. Un modus operandi che andava applicato sia con gli altri studenti sia con i professori o altri autorevoli studiosi” ha raccontato Andrea Milan. La canalizzazione dello studio verso ridotti e specifici argomenti conduce, inoltre, verso un altro obiettivo. Già tra i banchi di scuola il giovane approfondisce un particolare ambito disciplinare e inizia a valutare se quell’interesse maturato possa trasformarsi in passione. Il piano di studi personalizzato, infatti, incentiva l’allievo che, ritrovandosi a studiare soltanto ciò che ama e lo appassiona, traccia quella strada

giscono con altri contesti, seppur eterogenei, si avverte un filo conduttore comune. Sono tutti fieri e onorati delle proprie origini e consapevoli di avere un forte bagaglio culturale. Rilevano, però. alcuni aspetti che potrebbero essere migliorati o adeguati allo stile di vita e di lavoro condotto all’estero. L’Italia, penisola che vanta antichissime e importanti origini, è ancora capace di tramandare il proprio pensiero sociale, politico, culturale e storico. Gli studenti già in tenera età scoprono i miti greci e latini per proseguire con l’apprendimento dei rudimenti basilari del sapere umano in ambito umanistico, artistico e scientifico. Imparano a comunicare con chiarezza un concetto o un assioma maturando, anche grazie ad attività extrascolastiche, un’ottima preparazione di base. Ciò che manca, forse, è il “tempo” o la

Caratteristiche che i coetanei internazionali riescono ad assorbire perché il sistema, ormai da decenni, si muove focalizzando l’attenzione su una minore mole di argomenti. Nozioni e idee

che lo orienterà verso il proprio futuro professionale. A essere differente, oltre all’offerta formativa e il campus, è anche l’approccio tra il docente e lo studente. “In Ame-

rica ho avuto l’impressione che gli insegnanti tendessero a creare dei <<cittadini modello>> piuttosto che, come avviene in Italia, incentivati a coltivare <<menti eccelse>>. Due differenti obiettivi che influenzano l’interazione con gli studenti – ha proseguito Yvonne Di Francesco - Oltreoceano, spesso, l’insegnante si trova a sostituire quel genitore, quel parente o quell’amico che interviene al momento del bisogno anche in orari extrascolastici. Questo crea un contatto più amichevole e confidenziale. In Italia, fortunatamente, la famiglia in quanto istituzione è ancora molto influente nella crescita personale del giovane. I nostri docenti, dunque, possono mantenere il loro ruolo formale e autorevole”. Cambiare l’istituzione scolastica italiana, dunque, non è così semplice come si potrebbe pensare. Un atteggiamento “cattedratico” o “da amicone”, non è mai casuale ma, al contrario, rispecchia e connota il sistema che ne sta alla base. Cambiare in meglio, però, non solo è possibile ma anche doveroso. Le nuove generazioni non devono sentirsi emarginate dal mondo che le circonda ma aiutate a integrarsi. Il processo di abbattimento delle barriere tra il sistema scolastico e quello professionale è già stato avviato ed è già in corso una trasformazione della cultura imprenditoriale. Il giovane comincia a essere presentato come una risorsa di cui beneficiare e non un peso da dover sopportare. La strada, seppur in salita, è stata già intrapresa. Insegnare creando occasioni di interazione e potenziando il lavoro di gruppo, abbracciare la nuova teoria didattica orientata verso il cooperative learning e l’attività di tutoring. Una via che, se adeguatamente percorsa, consentirà di far emergere la più intima personalità dell’individuo, far maturare il pensiero critico e, dunque, far evolvere non soltanto il singolo ma l’intera società.


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I.T.E.T. i d r a s i p Ra inci Da V

Indirizzo Informatica e Telecomunicazioni Il futuro tra i banchi di scuola AlternazaScuola-Lavoro:

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n un territorio, come quello del centro-Sicilia, caratterizzato da una forte migrazione giovanile verso le più grandi città del nord Italia e dell’Europa, è sempre più necessario formare tecnici in grado di inserirsi nel mondo del lavoro e nei settori più richiesti. Competenze laboratoriali, condivisione delle conoscenze e approfondimenti

interdisciplinari sono gli elementi chiave della didattica innovativa che l’Istituto tecnico economico e tecnologico “Rapisardi Da Vinci” persegue, in linea con le direttive del Miur. L’ITET Rapisardi Da Vinci, nell’ambito dell’indirizzo “Informatica e Telecomunicazioni”, si rivolge al mercato del lavoro per offrire ai propri studenti sbocchi lavorativi nel campo dell’informatica, del digitale, delle telecomunicazioni e della robotica. Gli studenti , guidati dai docenti dell’indirizzo “Informatica e Telecomunicazioni” , partendo da idee innovative, traducono le loro attività laboratoriali in applicazioni concrete che danno loro la possibilità di crearsi una reale opportunità lavorativa. Sono numerose le occasioni in cui l’Istituto si rende protagonista grazie alle realizzazioni degli studenti che si distinguono per inventiva e competenze tecniche. In questo senso le Olimpiadi di Robotica sono state un bel banco di prova per gli studenti che hanno avuto l’opportunità di mettere in campo le diverse abilità e le molte competenze acquisite. In tale occasione sono stati due i progetti presentati dagli studenti dell’ITET “Ra-

pisardi – Da Vinci” di Caltanissetta alle finali delle Olimpiadi di Robotica che si sono tenute al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano dal 21 al 23 maggio scorsi : DPF (Digital Page Flipper) e SIMA ( Steward with intelligence and Mechanical Automation ). DPF – Digital Page Flipper è un’apparecchiatura elettromeccanica

che consente di sfogliare le singole pagine di un testo e trasmettere vocalmente le parole a una periferica collegata a una stampante per ottenere un testo stampato in Braille. La forza del progetto sta nella realizzazione di un prodotto a basso costo, ma di grande impatto sociale. SIMA – Steward with intelligence and Mechanical Automation è invece un robot/assistente domestico che permette agli utenti l’automazione e il controllo domotico. Con movimento autonomo, il robot raccoglie le informazioni e le manda tramite rete a un server centrale che le elabora e che poi invia i comandi ai terminali finali: serrature automatiche, impianto elettrico/luci, valvole, regolatori di acqua e gas. I do-

centi dell’indirizzo di Informatica e Telecomunicazioni, hanno svolto il ruolo di tutor per entrambi i progetti, ideati e realizzati da due team di studenti che, superata la fase regionale, hanno partecipato alla manifestazione meneghina. Reduci dall’ evento fieristico internazionale “Maker Faire” 2018 che si è tenuta a Roma nel mese di Ottobre, altri studenti dell’ITET Rapisardi DaVinci sono stati invitati a partecipare alla trasmissione “Portobello” condotta da Antonella Clerici in prima serata su RAIUno per presentare il progetto IDS (Intelligent diaper sensor). Il progetto, effettua il monitoraggio, mediante un sensore applicato al pannolino, dello stato di salute e igienico del bambino, campionando in tempo reale umidità e temperatura corporea. Il sistema, inviando i dati ad un applicazione su smartphone, consente il controllo costante dello stato del bambino.

I responsabili della trasmissione hanno avuto modo di vedere all’opera il progetto durante la sua esposizione alla “Maker Faire” di Roma ed hanno ritenuto opportuno invitare gli studenti a partecipare alla trasmissione di RAIUno. L’industria 4.0 si presenta oggi infatti come una grande opportunità per i giovani diplomati e l’istituto siciliano, diretto da Santa Iacuzzo, sta investendo in laboratori e in attrezzature al passo con il più moderno sviluppo tecnologico applicato alla didattica, anche grazie ai fondi PON FESR “Ambienti digitali” con i quali è stato possibile implementare i laboratori, creare l’aula 3.0, acquistare materiali e dispositivi di ultima generazione.

meno ore ma più qualità

Al Rapisardi-Da Vinci si rafforza l’orientamento verso un percorso lavorativo qualificante

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aIternanza scuola-lavoro cambia nome e secondo la nuove Legge di bilancio prende il nome di “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”, si riducono le ore ma non la qualità. All’I.T.E.T “Rapisardi – Da Vinci” l’orientamento verso un percorso lavorativo qualificante è un caposaldo già da prima che l’alternanza scuolalavoro diventasse obbligatoria. Forte della collaborazione con gli

nie, presso la sede di Catania della Banca d’Italia e presso la Camera di Commercio di Caltanissetta. Da sempre, i tutor aziendali, ai quali vengono affidati gli allievi, hanno manifestato apprezzamento sia per le capacità organizzative, relazionali e comunicative dei ragazzi che per le competenze di settore che gli alunni hanno via via acquisito grazie alla preparazione scolastica. Già concluso, ma non di mino-

Ordini Professionali, gli enti pubblici, le associazioni e le aziende del territorio nisseno ed ennese, l’Istituto continua ad offrire ai propri studenti percorsi personalizzati di esperienze altamente qualificanti. Diverse e interessanti sono le esperienze che gli allievi del triennio finale dell’I.T.E.T. “Rapisardi - Da Vinci” andranno ad affrontare durante il corrente anno scolastico: stage formativi a Tropea, Letojanni e sulle Mado-

re importanza, l’impegno degli alunni durante “Le vie dei Tesori” e lo Startup Weekend, quest’ultimo ha permesso di accelerare progetti innovativi in 54 ore. I nostri alunni sono stati coinvolti in duplice veste di accompagnatori e di partecipanti. La totalità delle attività si concretizza grazie alla forte collaborazione tra la Dirigente Scolastica, Dott.ssa Santa Iacuzzo, i docenti e le realtà ospitanti.


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I.T.E.T. i d r a s i p Ra inci Da V Costruzioni Ambiente e Territorio CAT Il geometra nel futuro delle costruzioni gestirà i processi di trasformazione territoriali

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hi è il Geometra? Il Geometra è un tecnico polivalente e in evoluzione, sempre attuale nel contesto socioeconomico in cui opera, che ha costantemente migliorato e adeguato le proprie competenze. Il termine deriva dal greco gheōmétrēs, misuratore della terra: al Gromatico e all’Agrimensore veniva affidato il compito di stabilire e materializzare i confini delle proprietà. Costruzioni Ambiente e Territorio CAT è la denominazione assunta dall’Istituto Tecnico per Geometri prima della riforma scolastica del 2010. È un corso di studi al passo con le nuove tecnologie digitali, che fornisce anche una concreta visione degli aspetti economici e normativi per operare nel rispetto dell’ambiente. Quella del geometra è professione che si può svolgere con un diploma: dopo due anni di praticantato, presso un’impresa o uno studio tecnico, potrà sostenere l’esame di stato, che gli permette di iscriversi presso l’apposito Albo del Collegio dei Geometri. Quali nuovi scenari professionali? I cambiamenti ambientali provocati dall’uomo impongono un nuovo modo di (ri)pensare e tutelare l’ambiente, per garantirne uno sviluppo sostenibile: occorre, pertanto, studiare e conoscere il territorio per recuperare l’esistente, limitare i consumi energetici, razionalizzare le risorse naturali, produrre energia da

fonti rinnovabili, riciclare i materiali e i rifiuti adottando un sistema di economia “circolare” con cicli produttivi pensati e attuati nel rispetto dell’eco-sistema. La Green Economy è diventata una branca importantissima dell’economia, con un numero crescente di imprese e opportunità occupazionali per i nostri studenti nei Green Jobs: costruzioni, ambiente, energia, rifiuti, idraulica sono ambiti di attività in cui tradizione e innovazione si incontrano e arricchiscono profili professionali di competenze al passo con le innovazioni tecnologiche e organizzative che la Green Economy richiede. In questo contesto l’evoluzione tecnologica favorirà i profili professionali legati all’ambiente e al territorio, ambiti nei quali il Geometra opera, continuando a essere il tecnico di riferimento per i cittadini che, più consapevolmente, chiederanno città più vivibili e senza barriere architettoniche, ambienti di vita salubri, interventi di riqualificazione energetica ed edilizia, consulenza per usufruire degli incentivi fiscali, monitoraggio del territorio e delle infrastrutture con nuovi strumenti di rilevazione (droni, laser scanner) per individuare le criticità e prevenire danni e disastri, ecc. L’uso dei droni, in particolare, si concilia perfettamente con le discipline dell’indirizzo CAT dell’istituto, tra le quali: Topografia e Fotogram-

metria, monitoraggio, controllo avanzamento lavori, sopralluoghi e termografie aeree, rilievi architettonici complessi. La formazione dell’indirizzo CAT: il Geometra Ecotech L’ITET “Rapisardi-Da Vinci” cura la formazione dello studente nelle diverse componenti culturali e tecniche: le Costruzioni in tutti i loro aspetti, l’Estimo e la Geomatica. Il percorso assicura una formazione adeguata per accedere nel mondo del lavoro e svolgere la professione, sia in modo autonomo, sia come lavoratore dipendente, nonché avere una padronanza digitale per l’utilizzo di piattaforme collaborative (BIM, Servizi Telematici Agenzia Entrate, ecc.). La formazione dell’indirizzo CAT: Tecnologia del legno nelle costruzioni Sono molti i punti di forza dell’edilizia in legno: il risparmio energetico, riduzione delle energie non rinnovabili, l’ottimo comportamento antisismico e nei confronti del fuoco, il risparmio economico. Questa opzione dell’indirizzo CAT riguarda le applicazioni innovative del legno nel campo della bioedilizia, del recupero e del restauro degli edifici: il corso approfondisce la tecnologia del legno nelle industrie del settore, ove occorrono nuove figure professionali, in linea con le richieste del grande mercato, per affrontare le nuove sfide tecnologiche.

Amministrazione finanziaria e marketing:

biglietto di solo andata per il mondo del lavoro

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lcune indicazioni che emergono dai programmi occupazionali delle imprese dell’industria e dei servizi, monitorate dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e l’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), confermano che, entro il 2022, il mercato del lavoro ricercherà prevalentemente diplomati e profili professionali qualificati. Le maggiori opportunità di lavoro sono destinate a chi è in possesso di un diploma e, tra i diplomi, gli indirizzi più richiesti sono quello amministrativo, finanza e marketing (quasi 30mila le entrate previste) e turismo. Tradizionalmente la “ragioneria” rappresenta un indirizzo

superiore in grado di conferire allo studente una preparazione in cui si abbinano gli essenziali fondamenti umanistici agli strumenti tecnici basilari, forniti da discipline quali il diritto, l’economia politica e l’economia aziendale. L’aspetto fondamentale dell’indirizzo tecnico economico, chiamato “Amministrazione Finanza e Marketing”, consiste nell’attitudine a coniugare elementi di teoria generale con l’approccio alla risoluzione di problemi pratici, quotidiani e concreti, veicolando la preparazione dell’allievo verso ambienti lavorativi che concernono il fisco, la contabilità e l’intermediazione finanziaria, senza peraltro privarlo della possibilità di perfe-

zionare il proprio bagaglio tecnico optando per l’ingresso all’università. L’articolazione “Sistemi informativi aziendali” si caratterizza per lo studio di software applicativi, con particolare riguardo al sistema di archiviazione, l’organizzazione della comunicazione in rete e la sicurezza informatica. Oggi, dati alla mano, le statistiche dimostrano che un istituto tecnico offre una vasta gamma di opportunità lavorative, maggiori rispetto alle tante altre scuole superiori dal momento che molte ditte, piccole e medie, necessitano di manodopera specializzata e di conseguenza l’offerta di lavoro per queste figure professionali è molto ampia.


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Dalla Scuola alla Professione

Una scuola proiettata nel futuro Perché lavorare nel Turismo e scegliere l’Istituto Tecnico Economico a indirizzo Turistico “Rapisardi da Vinci”

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Italia e la Sicilia, con le loro ricchezze artistiche e paesaggistiche rappresentano una delle mete più richieste dal turismo nazionale ed internazionale. Il nostro istituto attraverso una didattica orientata al lavoro, forma figure professionali complete, offrendo una solida preparazione Turistica nel campo Aziendale, Linguistico e Culturale. Aziendale per operare nel settore dei servizi turistici con professionalità e competenza, attraverso laboratori di simulazione di agenzie di viaggio; Tirocinio in strutture turistiche e agenzie; Stage professionali all’estero. Lingui-

promoter turistico; Consulente di viaggi; Organizzatore e promotore di eventi e congressi; Animatore turistico; Guida turistica(previo conseguimento di laurea e p atent ino);Accomp ag natore turistico(previo conseguimento di laurea e patentino);Hostess/steward congressuali; Addetto alle informazioni turistiche; Front-office in strutture museali. Dopo il diploma potrai frequentare :Corsi di specializzazione offerti dalle università; Corsi istruzione tecnica superiore; Organizzazione e marketing integrato; Web e marketing dell’impresa turistica; Opera-

e in Italia e all’estero; la possibilità di fruire di altre risorse: Educazione alla salute; Educazione alla legalità; corsi per il conseguimento del patentino per la guida del ciclomotore; European Computer Driving Licence (ECDL Patente Europea del Computer);Progetti Erasmus. Saranno previste specializzazioni interne che tengano conto delle esigenze dal mondo del lavoro. Scegliere il settore turistico aiuterà a conoscere il mondo, ad esaudire il desiderio di viaggiare, di conoscere culture e luoghi diversi aprendo nuovi orizzonti e riuscendo così a conoscere ed accettare nuove realtà.

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’ITET “Rapisardi Da Vinci” promuove la creazione di gemellaggi elettronici con scuole straniere tramite la piattaforma INDIRE eTwinning. Si tratta di progetti didattici multiculturali tra istituti di paesi diversi fondati sulla collaborazione a distanza tra docenti ed il coinvolgimento diretto degli studenti. Grazie ai progetti eTwinning gli

eTwinning

un sentimento di cittadinanza europea condiviso tra le nuove generazioni. alunni lavorano in modo semplice, veloce e sicuro all’interno di un twinspace appositamente ideato, sfruttando le potenzialità del web. La finalità ultima dei progetti eTwinning è favorire un’apertura alla dimensione comunitaria dell’istruzione grazie alla creazione di un sentimento di cittadinanza europea condiviso tra le nuove generazioni. Durante l’a. s. 2017/18 gli alunni delle classi 2°A CAT e 2 B IT, coordinati dalla Prof.ssa Colore Lucia, hanno partecipato al progetto eTwinning “Everyone Matters 5goals 4inclusion”. Il progetto ha visto coinvolte cinque nazioni

stico per comunicare nel mondo del lavoro in Italia e all’estero studiando Inglese-Francese-Spagnolo; Certificazioni estere; Stage per il potenziamento delle lingue straniere; ERASMUS con scambi culturali con studenti di Francia, Spagna, Turchia, Polonia, Ungheria, Grecia, Lituania. ERASMUS di cinque settimane Spagna, Francia, Inghilterra, Irlanda. PON di ventotto giorni Valencia, Madrid, Sevilla dove gli studenti svolgono ASL presso strutture turistiche. Crociere con Grimaldi Lines, Palermo-Livorno, PalermoBarcellona. Culturale per conoscere il nostro patrimonio artistico e culturale e farne una professione attraverso elaborazione di itinerari turistico culturali ed esperienze di visite guidate; attività laboratoriali di Arte e Territorio; Visite museali. Dopo il diploma potrai lavorare nel campo del turismo come :Addetto all’agenzia di viaggi, Direttore tecnico d’agenzia, di imprese turistiche e di albergo; Programmatore e

tore di turismo etico e responsabile; Promozione e comunicazione dei servizi turistici; Corsi per Hostess/ steward di volo e di terra; Corsi per Hostess/steward congressuali. Dopo il diploma potrai accedere a tutte le facoltà universitarie. I corsi di laurea a cui in particolare si indirizza la nostra formazione sono: Lingua e letterature straniere; Economia aziendale; Scienze politiche; Giurisprudenza; Economia e gestione dei servizi turistici; Scienze del turismo per i beni culturali; Scienze del turismo; Economia del turismo; Scienze del turismo e comunità locale; Scienze del turismo ad indirizzo manageriale; Progettazione e gestione del turismo culturale; Scienze della mediazione linguistica; Scuola per traduttori e interpreti ed interprete parlamentare L’Istituto “Rapisardi da Vinci” TI OFFRE: la possibilità di conoscere viaggiando in Sicilia e in provincia; viaggi d’interesse artistico-culturale

(Italia, Spagna, Croazia, Grecia e Turchia) nella realizzazione di una vera campagna “4inclusion”. Alunni e docenti di cinque scuole europee si sono confrontati sui temi della discriminazione e dell’inclusione al fine di rimuovere gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento dell’uguaglianza e delle pari opportunità. I metodi didattici usati durante il

lavoro sono stati molteplici ma si sono preferiti i lavori per piccoli gruppi sia nazionali che transnazionali. Il progetto ha ottenuto importanti riconoscimenti quali il Quality Label Nazionale, il Quality Label Europeo e soprattutto il premio Nazionale ETwinning per l’anno 2017/18, classificandosi tra i primi migliori dieci progetti nazionali su un totale di 1500 progetti presentati. Forti dei successi maturati durante l’anno precedente, gli alunni delle classi 1CIT e 2BIT sono coinvolti nel presente a.s. nel progetto “We Stand up for Human Rights” in partnership con quattro nazioni

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Europee (Turchia, Spagna, Belgio e Croazia). Il progetto si propone di far riflettere i nostri giovani sul valore dei diritti umani nella società odierna, tramite l’analisi della Dichiarazione dei Diritti Umani di cui ricorre quest’anno il settantesimo anniversario, promuovendo rispetto, tolleranza e valorizzazione della diversità. Obiettivi sottesi ai progetti eTwinning sono il rafforzamento del pensiero critico e della creatività, il potenziamento delle competenze comunicative in lingua inglese ed il miglioramento nell’uso delle tecnologie informatiche.


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CONCESSIONARIA RENAULT RN MOTORS Ctr. Savarino, 93100 CALTANISSETTA - Tel: 0934 582250 Via Unita’ d’Italia, 92100 AGRIGENTO - Tel: 0922 603640


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I SS so s u R i g Lui

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Competenze al servizio del territorio

“Russo in... Salute”

el corso di una serie di incontri rivolti a tutte le classi dell’indirizzo” Chimica Materiali e Biotecnologie Sanitarie”, volti ad approfondire con l’aiuto di professionisti esperti le tematiche curriculari inerenti alla salute, l’Istituto “Luigi Russo” organizza “Russo in….. Salute”, con l’obiettivo di coinvolgere, questa volta, tutte le classi della scuola, i genitori e la cittadinanza. L’attenzione alla prevenzione delle malattie, la didattica laboratoriale presso i reparti delle ASP o presso studi medici accreditati, gli incontri con esperti professionisti nell’ambito della salute, sono state sempre priorità dell’indirizzo Biologico Sanitario, divenuto, con la recente riforma della Secondaria Superiore, Tecnico Tecnologico “Chimica, Materiali e Biotecnologie Sanitarie”.

La mission è la stessa, l’impegno del corpo docente guidato dalla dirigente professoressa Maria Rita Basta e la motivazione degli studenti sono le stesse da ormai quasi trent’anni. Sono trascorsi soltanto tre mesi e già, in Istituto, si sono svolte numerose attività: con l’oncologo Dott. Giovanni Di Lorenzo, con gli operatori della Fidas e dell’AVIS per la donazione del sangue, con il dott. Marco Maira per il progetto Martina; con

la dottoressa Lucia Arcarisi ex alunna, vincitrice di numerosi riconoscimenti inerenti l’invenzione di un dispositivo utile per la prevenzione del tumore alla mammella; e poi come non ricordare la partecipazione “da protagonisti” dei nostri studenti al Salus

in orario pomeridiano. Il ricco programma della giornata vanterà la presenza dei dottori Giovanni Di Lorenzo, chirurgo oncologo presso il P.O.“S. Elia” e del dott. Calogero Geraci, cardiologo dell’Associazione Cuore Rene

Festival, alla campagna di prevenzione del diabete presso le farmacie nonché al Progetto Lauree Scientifiche presso i laboratori dell’Università degli Studi di Catania. In questo contesto fertile di iniziative ed entusiasmo, giovedì 24 gennaio si svolgerà “Russo in….. salute”, manifestazione che prevederà workshop rivolti alle classi dell’Istituto in orario antimeridiano ed incontri legati alla prevenzione rivolti ai genitori degli studenti ed alla cittadinanza

Ipertensione Sicilia, entrambi “di casa” al Russo, che in orario pomeridiano, nell’aula magna dell’Istituto, incontreranno i partecipanti su tematiche inerenti alla prevenzione oncologica e delle malattie cardiovascolari. Nei locali attigui all’aula magna gli operatori del “Progetto Luna” ONLUS, Associazione di volontariato per l’informazione e la prevenzione oncologica, saranno pronti a fornire qualunque chiarimento e a fissare eventuali prenotazioni per esami diagnostici gratuiti; la dottoressa Barbara Iraci, farmacista, si occuperà dello screening delle malattie metaboliche (glicemia, colesterolo e trigliceridi), il dottore Marco Morreale, nutrizionista, fornirà una consulenza gratuita relativa al peso corporeo ed ad una dieta appropriata. Ma queste sono solo alcune anticipazioni: ulteriori esperti hanno accolto con entusiasmo l’invito della dirigente e delle docenti organizzatrici professoresse Francesca Bennardo, Paola Garito e Cettina Melillo. Vi aspettiamo!

Arte e Grafica,

competenze all’ avanguardia al“Russo”

N

ell’ambito dell’ampliamento dell’offerta formativa dell’anno scolastico 20182019 è stato avviato il progetto “Arte e Grafica” rivolto agli alunni dell’indirizzo Tecnico Tecnologico “Grafica e comunicazione”, ultimo gettonatissimo indirizzo dell’Istituto, che ha già ricevuto numerosi consensi dal territorio per l’originalità dell’offerta formativa. Supportati dai proff. Giovanni Bartolozzi e Michele Calà, gli alunni saranno guidati in percorsi operativi che prevedono la realizzazione di prodotti multimediali, con l’obiettivo di formare competenze che tengano conto di linguaggi e

tecniche all’avanguardia. Lo studio di elementi di Storia dell’arte fornirà conoscenze di base e funzionerà da stimolo per la produzione grafica e il web design. Secondo una prassi laboratoriale sempre più innovativa gli alunni hanno già creato delle agenzie di grafica che riceveranno vere e proprie commissioni, per le quali saranno studiate soluzioni su misura. Inoltre ogni studente sarà guidato verso la creazione di un portfolio personale, che in alcune Università italiane ed estere è già diventato requisito necessario di ammissione.

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Un’esperienza di alternanza

A scuola d’impresa a Rimini

G

li studenti delle attuali 4° e 5° A dell’indirizzo Tecnico Economico Relazioni Internazionali per il Marketing dell’ I.I.S.S. “Luigi Russo” dal 5 al 10 marzo 2018 si sono recati a Rimini per svolgere un progetto di Alternanza Scuola Lavoro presso la CONFESERCENTI. I ragazzi sono stati accompagnati dalla docente di Economia aziendale, Maria Concetta Cardella e dal tutor aziendale Giampietro Cannone, addetto alla formazione del CESCOT. Con questo percorso gli studenti hanno avuto modo di conoscere le diverse strategie di marketing delle aziende del territorio riminese. Attività, interesse e abilità sono stati i punti di forza dell’esperienza, che è stata vissuta dai ragazzi in maniera molto positiva. “Questo progetto mi ha aperto gli occhi su nuove realtà economiche.” “Ho capito che le aziende investono tantissimo in pubblicità e formazione.” “Abbiamo imparato il miglior modo per presentarsi alle aziende e i trucchi per entrare a far parte del mondo del lavoro.” Queste le opinioni di alcuni degli studenti che hanno partecipato allo stage. Non solo scuola ma anche svago: il progetto ha incluso, tra l’altro, anche la visita del centro storico della città e del museo “Domus del

Chirurgo”, prendendo atto così delle realtà economiche del territorio. Gli studenti hanno inoltre avuto modo di assistere in esclusiva allo spettacolo dei delfini del parco acquatico di Oltremare. Alla fine del percorso i ragazzi hanno conseguito competenze e abilità che potrebbero rappresentare un importante trampolino di lancio per il futuro. Questi i partecipanti: Mirea Alessi, Salvatore Bertolone, Giuseppe Cannella, Ilenia Capillo, Daniele Cardella, Clara Fasciana, Flavia Filippazzo, Emanuela Giarratana, Salvatore Mistretta, Emmanuel Musco, Lea Vendra dell’attuale quinta. Enrico Barba, Claudia Bellomo, Giorgia Calì, Ilenia Cravotta, Emanuela Donzella, Amedeo Graci, Francesco Lio, Cristian maligno, Michael Marrella, Salvina Martorana, Gabriele Miccichè, Thomas Muscarella, Alessandra Naro, Andrea Sanguinè, Simona Scarantino, Martina Tumminelli, Federica Vendra, Alessia Vilardo, Matteo Violo, Valeria Vullo, gli studenti della quarta.


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IISS Luigi Russo

L’ opportunità di apprendere tre lingue

L’indirizzo linguistico ESABAC O

gni adolescente, ad un certo punto della sua crescita, si trova ad affrontare una scelta determinante, ovvero l’indirizzo di studi da intraprendere subito dopo la Scuola Secondaria di Primo grado. Non è facile capire quali siano le proprie inclinazioni, oppure comprendere quale percorso possa essere più opportuno, soprattutto perchè la scelta è vasta e l’esperienza non è sufficiente. Io ho scelto di iscrivermi all’I.I.S.S. Luigi Russo e di studiare all’indirizzo linguistico ESABAC, per avere l’opportunità di apprendere tre lingue europee come inglese, francese e tedesco ed, infine, di conseguire il doppio diploma di maturità per la lingua francese Baccalauréat. Il primo anno al liceo non è affatto facile: è un anno di crescita e di cambiamento totale. Ogni ragazzo si trova immerso in una realtà del tutto diversa da quella precedentemente vissuta; è costretto a trascorrere le sue giornate con compagni e docenti mai conosciuti prima di allora, studiare ed apprendere nuove nozioni e, di conseguenza, sentirsi parte di un nuovo meccanismo interamente da scoprire. È proprio durante il mio primo anno di liceo che ho imparato ad amare la mia scuola ed oggi posso affermare con certezza di non essermi pentita della mia scelta. Fin dal primo momento mi sono resa conto che ogni lezione seguita in classe, ogni argomento studiato ed ogni attività di approfondimento proposta dal mio liceo avrebbe fatto la differenza per il mio futuro. Nel corso di questi cinque anni ho avuto l’opportunità di fare esperienze uniche ed indimenticabili, che mi hanno dato la possibilità di mettere alla prova le competenze acquisite e di sfruttarle in un contesto più

vasto, come quello lavorativo o di scambio inter-culturale. Io e i miei compagni, infatti, abbiamo avuto l’opportunità di intraprendere un percorso di gemellaggio con l’Holbein - Gymnasium di Augsburg che ci ha dato la possibilità di conoscere gli alunni di quel liceo tedesco e di frequentare le loro lezioni per una settimana. Così abbiamo testato ed approfondito le nostre conoscenze linguistiche, ma soprattutto abbiamo vissuto a stretto contatto con una cultura diversa dalla nostra che, di certo, ci ha arricchiti sotto ogni punto di vista. Inoltre abbiamo partecipato attivamente al servizio di accoglienza ai turisti durante la tappa nissena del Giro d’Italia, uno degli eventi sportivi italiani più prestigiosi, che ci ha consentito di sfruttare le nostre abilità linguistiche e metterle a disposizione di tutta la cittadinanza. Un altro esempio è stato rappresentato dal servizio di supporto linguistico per i turisti durante la settimana del Cous Cous Festival a San Vito Lo Capo, offrendoci la possibilità di collaborare con lo staff della Casa del Cous Cous del Maghreb. L’esperienza è stata del tutto formativa, ed è stata l’occasione perfetta per sperimentare da vicino il mondo del lavoro, fatto di collaborazione, impegno e, talvolta, di una buona manciata di spirito d’iniziativa. I miei compagni hanno anche partecipato a “Le Vie dei Tesori”, un evento atto a valorizzare tutti i beni culturali della provincia di Caltanissetta che li ha visti impegnati a mettere a frutto le proprie competenze in Storia dell’arte a disposizione dei cittadini. Questi sono soltanto alcuni tra

TEATRO

Riprende la tradizione teatrale del Russo con un’ opera di Rosso di San Secondo

V gli esempi più rappresentativi che testimoniano il modo in cui la nostra scuola, sempre attenta alle esigenze di ogni alunno, si impegna al massimo affinché ciascuno studente possa realizzare se stesso al di là delle mura dell’Istituto. Fondamentale per la formazione di ogni ragazzo è anche l’attenzione alle tematiche sociali che si pone tra le prerogative dell’Istituto, così da proporre varie attività al fine di contrastare ogni tipo di violenza, come la violenza sulle donne, i fenomeni prevaricatori di bullismo e cyberbullismo, oppure, ancor più in generale, incontri di

sensibilizzazione sulle tematiche più disparate, sempre costruttivi e stimolanti. E sono proprio le attenzioni e la cura che ogni docente ha per i propri alunni, il rapporto di stima e aiuto reciproco o, ancora, il senso di unione tra gli studenti che fanno dell’I.I.S.S. Luigi Russo un vero e proprio luogo ideale dove affrontare con serietà e serenità gli anni più decisivi, belli ed indimenticabili della vita di ogni individuo. Greta Tassone classe 5°B Linguistico

Erasmus plus

Cineforum a Varsavia

L’

IISS Russo di Caltanissetta ha aderito con entusiasmo all’invito dell’Associazione cinematografica e culturale Laboratorio dei sogni di Caltanissetta a partecipare all’ Erasmus plus CINEMAFORUM, che si è svolto a VARSAVIA dal 4 ALL’11 NOVEMBRE 2018. Capofila la FILMFORUM (Polonia), insieme con la Kinographe (Francia) e l’Associazione Cinematografica e Culturale Laboratorio dei Sogni (Italia). Per il progetto CINEMAFORUM il video è stato uno strumento di dialogo interculturale tra i giovani di diversi paesi per il perfezionamento della competenza linguistica, tecnica

ed artistica e per la promozione delle buone pratiche di vita. Quindici i ragazzi italiani che si sono recati a Varsavia, sette dei quali dell’ IISS L. Russo di Caltanissetta: Mirea Alessi, Desirè Anzalone, Doriana Avarello, Federica Bella, Salvatore Di Rocco, Vittoria Li Vecchi, Alessio Salamone; Giuseppe Averna, Aurelia Coniglio, Francesca Fasciana, Mattia Galbo, Francesco Iachetta, Miriam Sanguedolce, Alessia e Claudia Ventimiglia, provenienti da altri Istituti. Il progetto è stato realizzato con il supporto del Programma ERASMUS+ dell’U.E., mentre la realizza-

zione del documentario è stata cofinanziata dal Comune di Varsavia e dal Ministero della cultura e dell’eredità nazionale in Polonia. Al loro ritorno i ragazzi hanno raccontato ai loro compagni di aver apprezzato questa esperienza perchè ha comportato non soltanto l’acquisizione di una maggiore padronanza nelle lingue straniere, ma anche di nuovi contatti con ragazzi che hanno condiviso con loro percorsi di studio ed interessi culturali come il cinema, la

musica, lo sport, l’amore per i viaggi, l’interesse per i social, ecc. Durante l’ Erasmus+ i ragazzi si sono anche divertiti a provare i piatti tipici, a chiacchierare con gli abitanti del luogo e a scoprire i tesori culturali che racchiude la città di Varsavia. Un’esperienza formativa alla quale la Dirigente Professoressa Maria Rita Basta in maniera lungimirante ha deciso di aderire.

iene quest’anno ripresa una consolidata tradizione dell’IISS”Luigi Russo” con le attività del laboratorio teatrale. Alunni di tutti gli indirizzi dell’Istituto, insieme ai docenti proff. Oscar Dell’Aira, Ornella Dimarca, Anna Mammano, Adriana Lachina e Giovanni Bartolozzi, coordinati dalla Dirigente scolastica, prof.ssa Maria Rita Basta, stanno da alcuni mesi lavorando all’adattamento de “Il ratto di Proserpina” dello scrittore nisseno Pier Maria Rosso di San Secondo. L’opera, probabilmente considerata conclusiva e riassuntiva di tutta la sua lunga attività di drammaturgo, fu scritta negli anni ’40 ma con continue revisioni e rielaborazioni fino agli ultimi anni della sua vita. Opera di difficile rappresentazione per la complessità del testo, il numero dei personaggi e l’insieme delle tematiche e dei “miti” proposti, è stata messa in scena pochissime volte. L’autore non ha potuto, infatti, mai assistere alla rappresentazione dell’opera, né ha mai partecipato alla stesura definitiva della sua messa in scena. Va ricordato l’allestimento del 1986 con la regia di Guido De Monicelli per le Orestiadi di Gibellina. Ambientato tra Caltanissetta ed Enna, “Il ratto di Proserpina” di Rosso di San Secondo ruota tutto intorno alla domanda che l’autore fa pronunciare alla bella figlia di Cerere, restare in questa terra o andare via per “scoprire cose nuove…vedere…agire…fare…Se resto qui cosa posso fare?” È questa l’inquietante domanda che ogni abitante di questa bellissima, ma spesso avversa terra del centro della Sicilia prima o poi si pone, facendo a volte delle scelte obbligate.


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Peer Education

“Da pari è meglio”

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el mese di Giugno del 2018 ho partecipato al progetto Erasmus +, trascorrendo cinque settimane a Maribor, una città nel nord della Slovenia, dove ho svolto uno stage di circa 200 ore presso l’azienda Henkel, famosa multinazionale per la produzione di colle (Pritt), prodotti per la cura del corpo (Testanera e An-

ERASMUS + in Slovenia: un’esperienza da non perdere

tica Erboristeria) e della casa (Perlana e Dixan). I miei amici, invece, hanno svolto esperienze diverse, ovvero nei laboratori di analisi e in un’industria metallurgica. L’azienda dove ho lavorato è molto grande e il rispetto delle regole è massimo: è tenuta in alta

considerazione la puntualità, l’affidabilità delle attrezzature e soprattutto la sicurezza dei lavoratori (parametri molto rari in Italia); insolito invece il pranzo consumato alle dieci del mattino. Mi è stata data la possibilità di conoscere i vari laboratori dell’azienda, sono stato ben accolto e rispettato, ho stretto un ottimo rapporto con i dipendenti. Svolgere uno stage all’estero non ha nulla a che vedere con un qualunque stage effettuato sul territorio locale, non soltanto dal punto di vista linguistico, ma anche per la diversa organizzazione ed efficienza lavorativa: ho infatti appreso nuove competenze linguistiche e relazionali ma soprattutto un valido metodo di lavoro che sono certo metterò a frutto nella mia futura vita lavorativa. Durante l’Erasmus lavori anche tanto su te stesso, e diventi consapevole delle tue capacità, hai tempo libero da impegnare come meglio credi, cerchi di sfruttare tutto quello che la città offre,

conosci e apprezzi diverse realtà, scoprendo la bellezza di un paese che non ti saresti mai immaginato di visitare. La Slovenia è di una bellezza disarmante, la natura è rispettata e valorizzata, le città sono pulitissime. L’Erasmus va inteso come esperienza di vita: ti allontani dalla quotidianità familiare per addentrarti in un mondo sconosciuto con lingua e cultura diverse. I primi giorni ti senti disorientato, provi a farti capire in inglese, ma in poco tempo ti adatti, stringi nuove amicizie, incontri ragazzi provenienti da tutta Europa, quella città straniera diventa familiare e tutto si rivoluziona: ti ritrovi con più responsabilità, ti autogestisci e quando chiami casa chiedi a che temperatura lavare i colorati per non stingerli e li “rassicuri” dicendo che non vuoi più tornare. Sembra tutto normale, quella vita diventa routine, entri in un bar e ordini un caffè in sloveno e diventi come Checco Zalone in “Quo Vado” quando si trasforma in un norvegese. Il ritorno però è sempre più vicino, e un po’ di tristezza ti assale, ma tutto passa quando pensi a quello che ti avrà cucinato la nonna che sicuramente dirà: ” Ti vedo sciupato”. Non importa quanto a lungo ti parli dell’Erasmus, per apprezzarlo davvero bisogna viverlo! Giovanni Blandino classe 5°A Tecnologico

l’evento

Il Banjara touring Film Festival nell’aula magna del Russo

I

l Banjara touring Film Festival è un Festival indiano internazionale di Cinematografia, divenuto itinerante proprio da quest’anno e che ha scelto l’Italia come prima tappa del suo tour. Il Presidente, il Capitano Sachin Kanna del Banjara Film Festival, per la quarta edizione ha deciso di collaborare con il 9 Kalat Nissa Film Festival, un Festival Internazionale del Cortometraggio, organizzato a Caltanissetta dall’Associazione cinematografica e

culturale “Laboratorio dei Sogni”. Tramite tale Associazione, con la quale dall’anno scorso il nostro Istituto ha stabilito rapporti culturali per l’alternanza scuola lavoro conclusisi con la realizzazione di un’interessantissima masterclass tenutasi nell’Aula Magna dell’Istituto con il Maestro Vittorio Storaro, ci è pervenuta una proposta di collaborazione. Il Festival avrà dunque luogo presso l’Aula Magna “Hannah Arendt” dell’ IISS L. Russo dal 17 al 20 Gennaio 2019. Durante

le ore mattutine le proiezioni saranno riservate alle scuole, mentre nel pomeriggio saranno aperte ai registi, alle associazioni, ai clubs, alle università ed al territorio. L’attività di partnership prevede un piano di capillare organizzazione e di fattiva partecipazione da parte dei docenti di tutto l’istituto, che vanta una pluriennale esperienza nel campo dei progetti aperti alla multiculturalità. Un successo annunciato al quale sono invitati tutti i cittadini nisseni.

na delle metodologie più accreditate per incrementare e sviluppare l’apprendimento e la conoscenza, soprattutto tra i giovani, è la peer education. Si tratta di una strategia educativa che ha come obiettivo il passaggio di conoscenze, emozioni ed esperienze da parte di adolescenti ad altri adolescenti. Tale approccio mira a rendere i ragazzi protagonisti e soggetti attivi del Va comunque precisato che indagini condotte negli anni’80 dello scorso secolo hanno rilevato che l’esperienza della peer education è maggiormente proficua quando vi sia il sostegno di tutor adulti. Per questa ragione gli studenti dell’IISS “Luigi Russo”, fortemente convinti che questa metodologia innovativa possa rappresentare un punto di forza per la scuola, hanno

i seguenti obbiettivi:

proposto alla Dirigente Scolastica di attuare un progetto che è stato esaminato dagli organi collegiali e successivamente inserito nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa dell’Istituto. L’attività si svolgerà in orario pomeridiano e consisterà in una sorta di “doposcuola” per gli studenti in difficoltà. Guidati dai docenti potenziatori, alunni di classi superiori ferrati in alcune discipline chiariranno eventuali dubbi agli studenti più giovani, aiutandoli a recuperare le competenze di base. L’adulto/docente avrà il ruolo di mentore- facilitatore, legittimando, in tal modo, l’intervento didattico. Il progetto si propone di conseguire

hanno chiesto di essere protagonisti attivi della comunità scolastica proponendo, come è già avvenuto negli anni passati,un progetto significativo da inserire nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa d’Istituto. Del resto si tratta di un’attività di sicura riuscita, in quanto il progetto concorre, insieme ad altre iniziative, alla realizzazione della mission dell’istituto, cioè realizzare il successo scolastico e formativo degli studenti in una scuola accogliente ed attenta ai fabbisogni della persona dell’alunno, dove ogni componente abbia uno spazio di azione ed in cui tutti condividano le medesime finalità educative.

• Favorire il protagonismo degli studenti ed il senso di responsabilità, per la creazione di un’identità capace di confrontarsi con gli altri; • promuovere la partecipazione attiva alla vita della scuola, potenziando il coinvolgimento degli studenti e la conoscenza delle dinamiche organizzative della scuola; • favorire la consapevolezza delle proprie potenzialità al servizio delle persone in difficoltà; • prevenire la dispersione scolastica ed i fenomeni di bullismo. Grande disponibilità da parte della Dirigente che ha accolto con entusiasmo la richiesta degli studenti che, in linea con la Legge 107/2015,


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Fatti & Sport di Donatello Polizzi

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no dei protagonisti della storia delle arti marziali a Caltanissetta, un nome che nel karate nisseno si è ritagliato un posto d’onore per meriti sportivi, risultati ottenuti, impegno ed abnegazione: Michele Nico-

Michele

sia, 60 anni, ripercorre con noi le avvincenti ed appassionanti tappe di una vita vissuta prima da agonista e poi da Maestro. Inevitabile partire dalla scintilla che ha acceso l’amore per questa disciplina sportiva poi divenuta “ragione” di vita. “Tutto ebbe inizio nel 1972 in via Guarnaschelli, nel Centro Storico di Caltanissetta. Sovente passavo nei pressi di una palestra, la ‘CSKS Hiroshi Shirai’, dalla quale provenivano urla che mi affascinavano ed attiravano. Un giorno decidi di entrare, mi affacciai sull’uscio e l’immagine di quelle persone che si allenavano indossando il karate-gi, ha segnato la mia vita; non ebbi dubbi, quello era lo sport che volevo praticare. Sulla mia strada due benemeriti di questo sport nell’ambito nisseno, che tanto hanno significato e fatto per me: il tenente Giovanni Vitali, che era il presidente di quella palestra, ed il mitico maestro Lorenzo Creanza che purtroppo ci ha lasciati nel dicembre 2018. Ho perfezionato il mio karate sotto la guida del maestro Hiroshi Shirai del quale seguo in modo molto intenso ed attivo la scuola e la conseguente evoluzione del karate da lui diffuso”. Michele Nicosia impugna con forza la barra del timone della sua esistenza, decidendo di intraprendere una rotta ardua che esige un’immane fatica. “Inizialmente la mia passione mi spinse verso l’agonismo, anche se non posso negare che covavo l’intenzione di diventare Maestro. Per raggiungere certi obiettivi, per seguire il mio sogno, ero disposto a tutto: dormivo nelle palestre quando dovevo fare 2 o 3 giorni di allenamento. Ho vinto tanto sul piano regionale e nazionale, ovviamente non sono mancate le sconfitte che mi sono servite: a crescere ed a migliorare. Viaggiavo tantissimo, mi confrontavo con molti. Poi giunse inevitabile il momento della fatidica scelta. Intrapresi con ancor più marcata convinzione la strada dell’insegnamento, ma già anche

Nicosia

Da sinistra il Maestro Carmelo Cipolla, il Maestro e pluricampionessa mondiale Maria Russica e l’istruttore Stefano Calabrò.

figli: loro hanno voluto che la società portasse il mio nome”. La Wuka, le vittorie, gli allievi, molteplici ed avvincenti le tappe del cammino: “Sono uno dei soci fondatori della Wuka (World United KarateDo Associations & D.A) con sede a Crema, della quale sono anche presidente della commissione

dei ragazzi che io ho allenato e che con me hanno vinto, sovente smettono per motivi di lavoro. Ma tornano sempre per portare i loro figli: ho avuto la fortuna di allenare più generazioni. Dalle nuove leve, riparte la sfida: intraprendere una nuova via che conduca alla maturazione ed eventualmente a nuovi successi. Tra noi e altri sport c’è una dif-

Maestro nisseno di karate, una storia di successo

durante l’agonismo sceglievo più l’aggiornamento che la gara. Nel 1982 il mio primo corso di allenatore all’Acqua Acetosa di Roma”. Inizia un nuovo percorso, una nuova sfida, ricca di stimoli ed insidie. “Iniziai ad insegnare dove io avevo cominciato a praticare karate con il tenente Giovanni Vitali che dopo mi affidò la palestra che nel frattempo si era trasferita dapprima in via Bissolati e poi in via Paladini. Diventa la ‘Polisportiva University Karate” nel 1990 con l’approdo a Largo Petrella, denominazione che resiste fino al 2014. Adesso è l’Asd Michele Nicosi a per volere d e i miei

Il Maestro Hiroshi Shirai 10° Dan ed il Maestro Nicosia 8° Dan

Tecnica Nazionale e Consigliere Federale. Da oltre 18 anni con i miei ragazzi ed i miei istruttori, abbiamo raccolto allori in diversi campionati del mondo: il primo a Novi Sad (Serbia) nel 2002, in cui abbiamo fatto suonare otto volte l’inno di Mameli. Poi in Germania, Austria, Romania e Nizza. Ho avuto ragazzi in nazionale; abbiamo vinto tutto quello che c’era da vincere in tutte le categorie (Ragazzi, Cadetti, Speranze, Junior, Senior, Master). Anche se purtroppo l’Amministrazione attuale non mi considera proprio, mentre quelle passate mi hanno dato spazio e considerazione”. Maestro, un importante ruolo ricco di risvolti, oneri ed onori; figure che segnano la crescita e la vita dei propri allievi:“L’insegnamento richiede abnegazione ma regala gioie ineguagliabili. Tanti

ferenza sostanziale: noi formiamo prima di tutto uomini. Alcuni genitori portano i figli a scuola calcio e vorrebbero che diventassero dei piccoli Ronaldo. Da noi quando arriva un papà spesso inizia col dire mio figlio è troppo irrequieto, oppure vorrei che diventasse più forte, o ancora è vittima di bullismo: noi formiamo uomini”. Non manca la doverosa citazione per i Maestri collaboratori: Carmelo Cipolla, Stefano Calabrò e Maria Russica, atleta plurimondiale con una spiccata attitudine ad insegnare ai bambini. La famiglia, porto ed approdo sicuro: la moglie, Sara Galletti, ed i due figli Danilo e Marco che da ragazzi praticavano il karate. “Anche la mia palestra è una famiglia, in cui si ritrovano o susseguono padri e figli. Ragazzi che crescono, maturano, si trasformano in uomini anche se non diventano campioni. Per chi vuole poi c’è la possibilità di conoscere ed approfondire la difesa personale Non ricorderai i passi che hai fatto nel cammino ma le impronte che hai lasciato”.


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TEATRO

Shakespeare in-canto

Il mondo del Bardo secondo Michele Di Martino al Teatro “Regina Margherita” il 17 febbraio

E

laborare un’antologia delle opere di Shakespeare è un compito arduo solo se si pensa a tutta la vastità e bellezza della sua produzione: lo è ancora di più, tanto da poter sembrare un lavoro inutile o velleitario, se la scelta antologica è destinata alla rappresentazione in un solo spettacolo della durata di circa settantacinque minuti. Eppure l’operazione drammaturgica che sottende alla trasposizione scenica del Teatro di Shakespeare fatta dall’autore nisseno Michele Di Martino, è quanto di più consapevolmente shakespeariano vi sia in circolazione in

di Andrea Milazzo svegliare tra gli spettatori una serie di associazioni ed implicazioni rispetto alla trama dell’opera. “Il canto di Shakespeare”, che ha già debuttato al Globe Theatre di Roma lo scorso anno, offre una fruizione e un contatto fervido e intenso attraverso il contributo di canzoni e componimenti musicali originali, come quelli, tra gli altri, di William Byrd, Thomas Morley, John Wilson: uno dei compositori del tempo, Robert Johnson, lavorò certamente con Shakespeare e compose per lui le musiche di scena a commento dei drammi e delle commedie. Lo spettacolo,

di teatranti, autori, interpreti, registi, compositori: quello di approfondire i testi antichi ed immortali, come quelli di William Shakespeare, per restituirli al pubblico di oggi semplici, comprensibili, carichi di umanità e sentimenti: insomma vivi. Michele Di Martino è sempre stato maestro in questo, vale a dire in tanti suoi adattamenti e traduzioni di classici, in numerosi recital dedicati ai grandi geni della letteratura e della storia: e “Il canto di Shakespeare”, così intelligente, così emozionante, è certamente uno dei suoi lavori più riusciti.

Pagine della nostra storia di Filippo Falcone

La rivolta antiborbonica del 1820 Lo scontro tra i fedeli “caltanissettesi” e i rivoluzionari sancataldesi

I

moti antiborbonici del 1820 si erano avviati in Spagna, ma presto erano arrivati anche in Sicilia. Il re Ferdinando di Borbone, alla luce delle agitazioni che si erano sviluppate nella penisola iberica, aveva concesso anche alla Sicilia una nuova costituzione sul modello di quella già concessa in Spagna. Tuttavia, i delegati chiamati a raccolta a Palermo rifiutarono di controfirmarla, chiedendo con forza l’indipendenza dell’isola dal dominio borbonico. Il 15 luglio 1820, giorno della festa di Santa Rosalia, una sommossa generale scoppiava nella città, con saccheggi e uccisioni. In quel clima di rivolta, a Caltanissetta prevaleva invece una linea moderata ed attendista da parte del gruppo notabile cittadino, ma anche della maestranze. La ragione di quella condotta andava ricercata nel fatto che la città riconosceva grande senso di gratitudine verso la casa borbonica, che l’aveva elevata a città “capovalle”, fornendola di uffici amministrativi e giudiziari, oltre che del prestigio.

Chi è Michele

Di Martino

È

Italia tra i tanti spettacoli dedicati al Bardo e forse anche degli innumerevoli adattamenti teatrali dei suoi drammi: ci pare di poterlo affermare nella misura in cui Di Martino si propone e riesce a consegnarci sia il senso dell’universo poetico ed esistenziale, sia il nucleo creativo ed espressivo del genio di Stratfordupon-Avon. Questa “raccolta” muove, con cura filologica e nel contempo audace, dalla necessità di esprimere al meglio un mondo poetico in cui coesistono teatro, letteratura, arte e fi- Michele Di Martino con Gigi Proietti losofia; presenta, però, il suo aspetto più sorprendente e originale nella al Teatro Margherita di Caltanissetta musica e nel suo intreccio con i testi: il 17 febbraio, per la Stagione diretta in ciò si struttura e consiste “Il canto da Aldo Rapè, si snoderà attraverso di Shakespeare”, in un incontro fra i testi più belli e a volte meno conoinvenzione teatrale e musicale, un sciuti e rappresentati, dalle tragedie “racconto in-canto” di alcune tra le liriche ai drammi storici, fino alle più belle pagine di letteratura che si- commedie e al melologo “Didone”, ano mai state scritte. di Michele Di Martino, ispirato a Da dove nasce quest’incontro, quasi Virgilio e Christopher Marlowe. “Il preludio alla grande Lirica melo- canto di Shakespeare” è portato in drammatica di Settecento e Ottocen- palcoscenico da una delle migliori to? L’età elisabettiana conferì molta interpreti italiane, Pamela Villoresi, importanza alla musica e Shakespe- accompagnata dal prestigioso enare, attento ai gusti del pubblico ed semble “Musica Antiqua Latina”, infaticabile uomo di teatro, volle in- diretto da Giordano Antonelli, comserire interventi cantati per caratte- posto da eccellenti musicisti: Andrès rizzare di più i personaggi, per creare Montilla Acurero, tenore, Francesco particolari atmosfere e dare armo- Tomasi al liuto e alla chitarra rinania alla scena. Nelle opere del Bardo scimentale, Silvia de Maria alla viola sono indicati un centinaio di brani da gamba, lo stesso Antonelli alla per i vari personaggi: il dramma- ribeca e kemenche, Matteo Magna al turgo li incastonava sapientemente salterio e alle percussioni. nell’ordito letterario e ricorreva, a Ci piace dire, infine, che questo dovolte, a richiami musicali talmente vrebbe essere in gran parte il ruolo noti che bastava accennarli per ri- del teatro e, soprattutto, il compito

nato a Caltanissetta ed insegna Lettere presso il Liceo Classico “Luciano Manara” di Roma. Ha fondato l’associazione culturale Segni dell’anima ed è stato docente nei laboratori teatrali promossi dall’omonima associazione a Prato dal 1998 al 2001. E’ stato consulente scientifico del Festival sulla Cultura Latina “Drama” in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali e la Soprintendenza ai Beni Archeologici dell’Emilia Romagna. Numerosi i suoi testi per il teatro, alcuni dei quali pubblicati; tra gli altri: Il caso Fedra, Atreus et Iliona, Atridi, Didone, Le isole dell’anima, L’Arca di Noé, L’ora di Otranto, Il Cantico dei Cantici, Il salotto parigino di Rossini, Un castello nel cuore, Teresa d’Avila e un’intervista impossibile) messi in scena in Italia e all’estero con la regia di Maurizio Panici, Beppe Arena, Pamela Villoresi e l’interpretazione, tra gli altri, di Amanda Sandrelli, Edoardo Siravo, Pamela Villoresi, Vanessa Gravina. Ha tradotto ed adattato diversi autori classici e sul mondo greco e romano ha scritto “Odi et amo”, “O tempora, o mores!”, “Panem et circenses”, trilogia sull’amore, la politica e la vita quotidiana al “tempo degli Dei”. Ha curato la drammaturgia di alcuni spettacoli di poesia e di prosa dedicati a grandi protagonisti della Letteratura e della Storia: tra questi Memoriae temporum, Sicilitudine, Non è stata mia vita altro che affanno, Giacomo, “odorata ginestra”, Dio maternamente, Io abiuro, Il leone maremmano, E’ tutta intera la luce, La chiama delle donne.

Poiché dunque al moto che era dilagato nell’isola, la città di Caltanissetta non aveva risposto, la Giunta provvisoria di Palermo decideva di inviarvi il principe Salvatore Galletti di Fiumesalato, signore di San Cataldo, che guidò una guerriglia nei confronti dei nisseni. Ne scaturì uno scontro tra le due città, con bande armate sancataldesi che misero a ferro e fuoco il capoluogo, in una situazione sfuggita poi di mano allo stesso principe Galletti. Il bilancio fu pesante: 45 morti e circa 80 case saccheggiate e bruciate. I moti del 1820 si conclusero, alla fine, con la vittoria dell’esercito borbonico sui “rivoltosi” e la fuga in esilio a Malta del principe Galletti. La città di Caltanissetta venne premiata dal restaurato potere borbonico con la concessione del titolo di “Fedelissima”. In una “Lettera officiale” alla deputazione della città di Caltanissetta (organo amministrativo cittadino) inviata dal comando militare di Siracusa del 29 settembre 1820, il marchese Nunziante, in qualità di tenente dell’8^ Divisione militare borbonica, rassicurava i fedeli “caltanissettesi”, impegnati a combattere in città contro i rivoluzionari antiborbonici della vicina San Cataldo, che si stava muovendo verso Caltanissetta una colonna comandata dal maggiore Damartò del 6° cavalleggeri. Alla colonna si sarebbero aggiunti, lungo il tragitto, altri soldati. La truppa portava con sé sedici carichi di fucili, i quali sarebbero “serviti ad armare - era scritto in un dispaccio - i bravi caltanissettesi alla difesa della loro Patria, e liberarla dalle incursioni dé malviventi, che cercano disturbare la tranquillità dé comunali di cotesta Valle”. L’augurio era quello che, infine, il felice successo sarebbe servito alla “gloria dei bravi cittadini di Caltanissetta”. Dopo la vittoria borbonica, in una pubblica lettera del 1° febbraio 1821, l’Intendente Giovanni Danieli, avrebbe scritto: “Ridete miei ottimi e fedeli Caltanissettesi […] Voi comprovaste la vostra fedeltà con sacrifizi immensi nelle passate vicende. La vostra obbedienza alle leggi, il vostro rispetto alla pubblica autorità non ha mai sofferto la minima alterazione; superiore alle vostre stesse disgrazie […] sia nostra consolazione il sincero amor che ci lega all’ordine pubblico, alla Santa Religione, al fedele regime costituzionale, all’augusto principe che ce l’ha accordato”.


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Gennaio 2019

Speciale Scuola 2019 - il Fatto Nisseno gennaio 2019  
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