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Claudia Giraudo

Effemeridi

Alberto D’Atanasio


Claudia Giraudo

Effemeridi Il tuo scintillio guida il viaggiatore nel buio benchĂŠ io non sappia cosa sei scintilla, scintilla piccola stella...

a cura di

Alberto D’Atanasio


Francesco Brunacci (1640-1703) - Planisfero del Globo Celeste Artico Antartico, 1687


Dedico questo catalogo a Ciro, Sole e Luna della Vita mia

Un grazie particolare a Laura Bellia Alessandra Trivellato Luisella Bardella Laura Giai Baudissard Valter Fiorio


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Effemeridi di Alberto D’Atanasio

Nel soggetto del film “A Guy Named Joe” del 1943 diretto da Victor Fleming, David Boehm e Chandler Sprague scrivono più o meno così: “l’amore che non esprimiamo è l’unico dolore che ci segue fin dopo la morte e il ricordo di quell’amore non espresso non dovrebbe renderci felici per l’eternità”. In una leggenda, molto più antica del film di Fleming, si legge che ogni creatura, ogni persona, è stata prima un angelo che Dio ha chiamato perché si rivestisse di carne e scendesse nel mondo per portare luce anche negli angoli più bui. La leggenda conclude che si ritornerà nel paradiso, da cui siamo tutti venuti, se avremo vissuto da uomini con la dignità di un angelo. Nel soggetto di Boehm e Sprague è indicato il modo in cui si dovrebbe vivere, nella leggenda si rivela, piuttosto, il luogo da cui siamo venuti e il motivo per cui si è nati. Il comune denominatore che unisce i due racconti è il senso infinito e sublime che permea ogni esistenza, quasi a sancire che ogni attimo di vita ha a che fare con il cielo, l’universo, il paradiso, l’empireo da cui siamo venuti e a cui ritorneremo. È questa convinzione che spinse gli uomini fin dai primordi a considerare i segni dei cieli come una sorta di mappa dove trovar ragione per discernere le cose che si incontrano nel viaggio di ritorno che si passa sulla terra. Guardando il cielo l’uomo antico cercava di dare un senso al navigare, ai naufragi, agli eventi quotidiani

a quelli consueti, a quelli inaspettati e soprattutto alle relazioni tra persone. Nel corso dei secoli e prima dell’illuminismo lo scrutare il cielo era considerata cosa saggia, normale, l’astrologia era insegnata insieme alla matematica, e non c’era comunità che non avesse un esperto nel trarre dal cielo discernimento per le cose della terra. Nel XIV secolo Gentile da Fabriano che aveva conquistato tutta l’Europa col suo fare arte, dipinse a Foligno, a Palazzo Trinci, l’allegoria dell’astrologia accanto a quella della matematica, perché l’astrologo, doveva coniugare le geometrie dei cieli con la stessa sagacia del matematico, esemplificativi sono gli scritti di Galileo che su richiesta componeva anche carte astrali. La carta astrale altro non è che la trasposizione grafica del cielo con i pianeti e le costellazioni presenti in quel dato giorno, in quella precisa latitudine e a quell’ora esatta in cui una donna o un uomo sono nati. In queste carte venivano scritti i passaggi dei pianeti, le fasi lunari, la posizione del sole in relazione a quel particolare segno zodiacale, l’astrologo che le redigeva componeva di fatto un diario giornaliero che in greco era ἐφημερίς, ephemeris, giornaliero; tradotto in latino ephemĕris; efemeridi. Le carte del cielo rivelavano in una simbologia precisa gli dei che popolavano l’antico Olimpo perché ogni personaggio desse immagine, peculiarità e motivo alle virtù come ai vizi di ogni esistenza. Gli dei


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e i pianeti prendevano vita nella giostra tra la terra e le costellazioni e l’uomo aveva così spiegazione delle cose passate, di quelle presenti e di premonire quelle future. La disputa ancora accesa tra la dottrina della predestinazione, del fato e quella promulgata da Pelagio sulla libertà di scelta dell’uomo, nella teoria degli astri si risolve nei simboli dei cieli e nelle indicazioni che davano all’uomo solo un’indicazione, una sorta di mappa appunto, ma poi ogni persona poteva decidere se seguire la via indicata, andare alla deriva, oppure, scegliere un’altra via non segnata o sostare per attendere che tra le trame del buio della notte si potessero scorgere altre stelle e proseguire il cammino della vita fino al gran finale, al ritorno. Nei simboli che sono definiti dagli astri l’uomo ritrovava conforto e sapienza, aveva motivo di credere a qualcosa che sfuggiva all’immanente, alla razionalità contabile, percepiva nelle figure disegnate dalle stelle che c’era un varco percorribile tra la ragione della vita concreta e l’irrealtà della vita mistica. I simboli sono il centro della vita immaginativa, rivelano e svelano i segreti dell’inconscio o di ciò che in genere associamo all’universo interiore della persona. I simboli danno slancio ed evidenza ai desideri, alle paure, ai sentimenti, alle emozioni e alle sensazioni. I simboli rivelano il nostro passato, i ricordi, ciò che ha segnato il nostro vivere e può dar segnale del nostro divenire.

È così che si spiega la mostra di Claudia Giraudo, la sua mostra ripercorre i segni dello zodiaco cioè quei simboli che sono stati convenzionalmente creati per dare forma ai riferimenti astrali: costellazioni e pianeti. Una mostra che ricrea uno spazio di riconoscimento per l’Astrologia spingendo a ricercare dei punti di contatto tra i vari piani della realtà un sistema sincretico, in particolare analizzando oggi il rapporto tra filosofia e astrologia deduciamo comunque che la filosofia non può risolvere i problemi dell’astrologia. Dopo il grande sistema hegeliano si è destrutturata la possibilità di un sistema filosofico dove la conoscenza umana formuli soluzioni durevoli a problemi assoluti. Crolla l’idea di una verità unica e si vaga in un universo di significati relativi. Sembra che sia necessario quel sistema sincretico che interpreti la verità e rivesta di nuovo, di sacro e mitico il mondo, questa di Claudia Giraudo è una mostra che s’incentra sul tema astrologico può, attraverso l’arte e la reazione Estetica conferire all’astrologia il valore necessario a reinterpretare il Mondo e nella molteplicità lasciar intravedere l’assolutezza, per sua natura l’Astrologia è simile all’Arte e alla mitologia: non si può arrivare a interpretare totalmente miti e simboli ma essi andrebbero descritti e vissuti. Così la Giraudo diventa profeta e portavoce dell’invisibile, di un mondo immaginale luogo di angeli eroi e simboli; il luogo fecondo per una nuova Astrologia. Così la fotografica oggetti-


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vità dipinta dalla Giraudo di animali e forme cariche di specifici valori simbolici unisce l’uomo alla natura e di nuovo al cielo. Il significato mitico che lega le emozioni umane è così risvegliato; è riaccesa la memoria ancestrale di legame con gli dei. Tutta l’arte della Giraudo è il viaggio onirico e simbolico che porta al cielo passando dentro il se di ognuno. I daimon cari alla Giraudo incarnano in questi dipinti simboli zodiacali e il regno mitico delle moire agisce su di noi, uomini che non attendono altro che il cielo parli e suggerisca la via e che l’intelligenza del cuore percepisca attraverso la Bellezza, voce dell’Arte che è possibile superare il relativismo e la poliedricità della verità per riconquistare quel rapporto col cielo. Il fare arte di Claudia è la normale elaborazione della risposta che si volle dare al superamento delle avanguardie del ‘900. Dagli anni ‘70 agli ‘80 alcuni artisti della Transavanguardia curati e ispirati da Achille Bonito Oliva vollero ritornare all’oggetto e alla pittura, non diedero più un valore assoluto al concetto considerando secondario la restituzione estetica dell’opera. L’artista si è così riappropriato delle tecniche e della poetica del creare. Ci fu il recupero delle visioni più tradizionali dell’arte figurativa e un ritorno all’uso della pittura e della scultura per veicolare le esperienze del campo estetico. Ciò che però mi piace sottolineare, in questo contesto

e perché il talento della Giraudo sia meglio percepito, è il superamento del concetto di progresso continuo e ascendente che operarono artisti come Pietro Annigoni, Salvatore Fiume che seguirono l’evoluzione immaginifica di De Chirico e Savinio. Tutto è stato già espresso per cui la “citazione” diviene uno dei procedimenti tipici e più riconoscibili delle varie tendenze artistiche. La stessa composizione dell’opera divenne il risultato di culture e storie diverse filtrate attraverso la memoria. È da questo percorso che si può avere piena percezione del fare arte di Claudia Giraudo che ha saputo magistralmente riassumere in una tecnica superba che contempla la miglior tradizione pittorica della tempera a olio con le filosofie estetiche preraffaellite fino a contemplare la poetica pittorica di Massimiliano Stanislao Rao. Il suo genio compositivo si trova nella radice etimologica del termine talento, cioè “vera armonia”, giustezza di pesi, tàlanton che in geco antico indicava bilancia, pesare, trovare giustezza tra misure. La pittura di quest’artista è un inno alla tradizione pittorica italiana, in lei il disegno diviene pura ricerca compositiva, una sorta di spartito su cui poi le note, le semicrome, i toni compongono l’intero brano. Ogni quadro è una vera finestra da cui si vede chiara l’interpretazione del segno zodiacale, del pianeta o dell’astro. In ogni immagine c’è un simbolo che ricollega il tutto al mondo razionale. E l’osservatore ha la possibilità di compiere quel varco e di specchiar-


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si con grandi i maestri della pittura che sapientemente Claudia cita nel paesaggio o nei particolari delle figure. È come se si stesse davanti a una scena di un circo in cui giocolieri, domatori, animali e clown concorrono tutti perché chi guarda abbia a comprendere che il tempo, la vita come la morte non sono altro che fattori necessari perché il calcolo finale possa tornare così come era stato preventivato all’inizio dei tempi. Straordinaria è la capacità di tessere la pellicola pittorica in modo che lo spazio illusorio sia percepibile alla stessa maniera dei sogni. In ogni quadro ci sono oggetti e figure che hanno posizioni diverse nello spazio, ma non c’è la malinconia di Dürer o la teatralità misterica dei metafisici, nei dipinti di Claudia Giraudo tutto è percepibile, sia la figura in primo piano che quella sullo sfondo, quasi che il suo fare arte sia effettivamente il vedere ciò che la ratio di questi tempi ha precluso. Ogni oggetto ha la stessa dignità, la libellula come il rinoceronte, è l’idea che nel particolare, oltre al dettaglio che completa l’opera, possa riflettersi la magnificenza dell’intera opera, l’infinitamente piccolo nell’infinitamente grande. È questa anche un’altra caratteristica del talento assoluto di Claudia Giraudo, la cura pittorica di ogni dettaglio che diviene parte di un cosmo che si rivela nella rivelazione che l’intera opera d’arte rivela. Questa mostra è una sorta di racconto fatto per imma-

gini in fondo il male di quest’epoca non è aver negato la pseudo scientificità delle costellazioni zodiacali e dei pianeti e la loro relazione con il vivere delle creature, ma il non credere più che possa esserci una realtà fatta di sensazioni, sentimenti, ed emozioni che superi la mera materialità di un’economia che rende tutto merce di scambio. Il buio di quest’epoca moderna è l’aver dimenticato il cosmo fantastico della ragione dei sentimenti. Ci siamo armati di razionalismo e di misure, di bilance e di dare e avere, dimenticando il donare e la conoscenza che avviene con la forza dell’empatia. Claudia Giraudo ha quel talento che viene dal cuore che si è maturato con l’esperienza di chi ha ricevuto il dono della creatività e l’ha fatto diventare arte e l’arte è essenzialmente l’espressione più intima di condividere un sentimento. Il fare arte di Claudia Giraudo, altro non è che dare visibilità all’invisibile è la stessa concezione di Paul Klee. Effemeridi non è solo un’esposizione di quadri, ma una sorta di spazio in cui si possono scoprire nuove rotte e nuove mappe. Effemeridi è una maniera per ritornare a respirare del soffio dell’infinito col talento pittorico di Claudia Giraudo, è un ricordare che un tempo ci fu detto che sarebbe stato l’amore che saremmo riusciti ad esprimere in vita a fare la differenza dopo la morte e che la vita non è altro che un viaggio, nei cieli c’è scritta la nostra mappa per ritornare un giorno ciò che eravamo, Angeli.


Opere in mostra


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Aries Vanitates Olio su tela, 50x50 cm, 2013


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Toro in Volo Olio su tela, 50x50 cm, 2013


17

La duplice Essenza Olio su tela, 50x50 cm, 2013


19

Carapace di Luna Olio su tela, 50x50 cm, 2013


21

Leone Istrione Olio su tela, 50x50 cm, 2013


23

La Belle Olio su tela, 50x50 cm, 2013


25

Le Funambule Olio su tela, 50x50 cm, 2013


27

Prospero Olio su tela, 50x50 cm, 2013


29

Centauro Alchemico Olio su tela, 50x50 cm, 2013


31

Il Trasformista Olio su tela, 50x50 cm, 2013


33

Le AffinitĂ elettive Olio su tela, 50x50 cm, 2013


35

Doppio Sogno Olio su tela, 50x50 cm, 2013


37

Fonte Celeste - Il Sole Olio su tela, 50x70 cm, 2013


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Fonte Celeste - La Luna Olio su tela, 50x70 cm, 2013


Opere non esposte


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Fonte Celeste - Il Sole Disegno preparatorio, 50x70 cm, 2013


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Fonte Celeste - La Luna Disegno preparatorio, 50x70 cm, 2013


44

Arlecchino in volo Disegno preparatorio, 100x100 cm, 2012


45

Sibilla circense Disegno preparatorio, 45x70 cm, 2013


47

Gocce di prato Olio su tela, 40x50 cm, 2010


49

Le foglie del giardino di Morya Olio su tela, 45x35 cm, 2011


51

Arlecchino in volo Olio su tela, 100x100 cm, 2012


53

Phantasmagoria Olio su tela, 110x93 cm, 2012


55

Sibilla circense Olio su tela, 45x70 cm, 2013


57

Utopia Olio su tela, 120x20 cm, 2012


59

Dalla terra alla luna (Hommage à Georges Méliès) Olio su tela, 80x100 cm, 2012


61

Il tempo cosmico Olio su tela, 70x60 cm, 2012


63

Dott. Jacopo Amphibius Olio su tela, 70x50 cm, 2012


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Sussurri dalla natura I Olio su tela, 30x30 cm, 2013


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Biografia

Fissare sulla tela l’istante in cui il Sogno e la Realtà si compenetrano altalenandosi, sembra essere la priorità attuale per Claudia Giraudo, artista nata nel 1974 a Torino, luogo in cui tuttora risiede e lavora. Nel 2001 si laurea con il massimo dei voti presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e intraprende il suo personale percorso di ricerca nell’ambito della pittura figurativa. Coinvolgendo in parte il vissuto personale, ma caricandolo di un messaggio da decriptare, è come se l’artista parlasse una lingua sconosciuta che lo spettatore deve tradurre alla luce delle proprie personali esperienze e conoscenze. Attraverso i suoi simboli, la Giraudo pog-

gia sulla tela soggetti che, resi messaggeri, ci appaiono eterei, evanescenti, attori. E come attori inconsapevoli del ruolo che assumono, le figure di Claudia Giraudo si muovono su fondali onirici, quasi a ricordarci che siamo fatti anche noi della stessa materia di cui sono fatti i sogni, e nello spazio e nel tempo di un sogno è racchiusa la nostra breve vita. Espone con frequenza in fiere d’arte, gallerie private e in luoghi istituzionali pubblici. Le sue opere si trovano anche in collezioni permanenti presso il “Museo Eusebio” del Comune di Alba (Cn) e la “Sala del Consiglio” del Comune di Bossolasco (Cn).


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Mostre personali

Mostre collettive

2013 . EFFEMERIDI Galleria Le Logge del Comune - Assisi (Pg) a cura di Alberto D’Atanasio

2013 . MUSE Galleria Gagliardi - San Gimignano (Si) a cura di Alberto D’Atanasio e Stefano Gagliardi

2012 . Opere in permanenza presso Galleria Gagliardi San Gimignano (Si)

2012 . METTIAMO LE OPERE IN COMUNE Museo Civico Eusebio - Alba (Cn) . BOSSOLASCO E DINTORNI DI LANGA. NATURA, VITA, LEGGENDA Sala del Consiglio - Bossolasco (Cn) . NUOVI TALENTI SURREALI Galleria Davico - Torino . ART INNSBRUCK Fiera d’Arte Internazionale Innsbruck - Austria Galerie Unique di Torino

2011 . CALLIGRAMMES Munari Officina d’Arte - Torino . LE PAROLE DELLA LUNA Chiesa di Santa Maria Laurentia - Bevagna (Pg) a cura di Alberto D’Atanasio . IL CERCHIO E IL CIRCO Chiostro di S. Caterina - Finalborgo, Finale Ligure (Sv a cura di Alberto D’Atanasio 2010 . IL CIELO RIFLESSO mostra personale - Palazzo Oddo - Albenga (Sv) 2009 . IL SOLE E LA COMETA Linea 451 - Torino . MOSTRA PERSONALE Hair Déco - Torino . IL SOFFIO DELL’ANIMA mostra personale - Terme Reali di Valdieri Valdieri (Cn)

2011 . 54. BIENNALE DI VENEZIA. PADIGLIONE ITALIA Palazzo delle Esposizioni - Sala Nervi - Torino a cura di Vittorio Sgarbi . IN CHARTIS MEVANIAE Museo civico di Bevagna, Bevagna (Pg) a cura di Alberto D’Atanasio . PREMIO INTERNAZIONALE. SPOLETO FESTIVAL ART 2011 Galleria Polid’Arte – Spoleto (Pg) a cura di Alessandro Trotti . TORINO ARTE 150


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Palazzo Barolo - Torino a cura di Sabrina Sottile 2010 . VENEZIA MISTERIOSA Cà Zanardi - Venezia a cura di Alberto D’Atanasio . MOM & KIDS Sala Murat, Piazza del Ferrarese - Bari a cura di FalpaPromozioneArte - Migheli Arte, Frida Arte . AGRIGENTO ARTE VI EDIZIONE Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea - Agrigento . GLI UNIVERSI DI BOTTEGA INDACO Palazzo Oddo - Albenga (Sv) a cura di Francesca Bogliolo . SOLCHI Teatro Vittoria - Torino . VIT ARTE Galleria Ess&rre di Ostia - Viterbo . ARTE CREMONA Galleria Ess&rre di Ostia - Cremona 2009 . BERGAMO ARTE FIERA Galleria Ess&rre di Ostia – Bergamo . IMMAGINA 2009 Fiera d’Arte di Reggio Emilia Galleria Ess&rre di Ostia - Reggio Emilia . CONTEMPORANEA 2009 Fiera d’Arte di Forlì Galleria Ess&rre di Ostia - Forlì

. MENO MALE Teatro Vittoria - Torino 2008 . ARTEINDACO Centro Energea - Milano . CAMBIAMENTO UNIVERSALE NELLO SPAZIO Spazio Tadini - Milano . IL VOLTO, INCARNAZIONE DEL SOGNO Ex Chiesa Anglicana - Alassio (Sv) 2007 . SEGNI La Cavallerizza Reale - Torino 2001 . PATCHWORK 3 Accademia Albertina di Belle Arti - Torino a cura di Carlo Giuliano 2000 . DOCUMENTO ARTE 2000 Centro Frà Benedetto - Sillico (Lu) a cura di Ludovico Gierut . ANTOLOGICA DELL’INCISIONE PIEMONTESE L’isola di San Rocco al ponte delle Ripe - Mondovì (Cn)


Claudia Giraudo c/o Markab Inside Via Sant’Ottavio, 53 10124 Torino Tel. 333.3047445 clodgiraudo@gmail.com www.giraudoclaudia.com

Direzione artistica Markab Inside - CreativitĂ ad Arte, Torino Graphic Design Laura Giai Baudissard Riproduzione immagini Valter Fiorio, Torino Carlo Carossio, Torino Copyright foto opere Claudia Giraudo Finito di stampare nel mese di giugno 2013 presso PressUp, Nepi (Vt)


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