Issuu on Google+

Gli Effetti Psicosomatici dello Stress Così, come ogni cosa a questo mondo, è regolamentata da dinamiche in equilibrio, dove i diversi fattori per mantenere l’armonia si compensano (giorno-notte, sole-luna, veglia-sonno, caldo-freddo, etc…), anche lo stress possiede i suoi processi che si basano su meccanismi in equilibrio. Nelle pagine seguenti si discuterà delle dinamiche di compensazione del fattore stress e pertanto anche del suo fattore complementare relax (in mancanza del quale l’equilibrio viene meno): si parlerà cioè di stress acuto o eustress. Un meccanismo in equilibrio ormonale di risposta alle situazioni di stress rappresenta una procedura corretta presente in un soggetto in salute, nel quale lo stress non è motivo di problematiche poiché l’organismo riesce ad adattarsi ai cambiamenti esteriori modificando gli assetti fisiologici, alternando fasi di stress a fasi di rilassamento. Questo adattamento si verifica attraverso delle meccaniche fisiologiche, infatti le situazioni stressanti (chiamate stressor), sia esogene, come stimoli sensoriali o termici invasivi (come sbalzi climatici), che endogene, come emozioni negative e lavori prolungati e faticosi sia intellettuali che fisici o ancora pensieri ricorrenti, vengono fronteggiate dal nostro organismo fondamentalmente attraverso due tipi di risposte. Le risposte organiche allo stress La prima risposta parte dal sistema nervoso ortosimpatico, il quale stimola la porzione midollare dei surreni (la parte interna della ghiandola) che produce l’ormone adrenalina. Questa sostanza fondamentalmente induce un aumento del battito cardiaco, della pressione arteriosa e della frequenza respiratoria, il tutto stimola il corpo ad adattarsi alla circostanza. La seconda risposta organica parte dall'ipotalamo, il quale stimola la ghiandola ipofisaria a sintetizzare un altro ormone, l'ACTH, che induce la corteccia dei surreni a produrre un terzo ormone, il cortisolo, che essendo un antinfiammatorio porta sollievo contro il dolore causato da una aumentata tensione muscolare e cerebrale a causa dello stress. Nell’immagine seguente, oltre che la localizzazione della ghiandola surrenale (posizionata sopra il rene), si può vedere sia la porzione midollare che la corteccia del surrene:

1


Quando la necessità di fronteggiare lo stress è terminata, l'organismo deve ripristinare la situazione terminando le varie risposte chimiche e ciò avviene, così come prima, in due tempi. Nel momento in cui la quantità di adrenalina è reputata troppo elevata, per le esigenze del momento, alcune porzioni cerebrali non trasmettono più segnale alle ghiandole surrenali di produrre l’ormone: questa procedura è condotta dal sistema nervoso parasimpatico, il quale si comporta proprio nel modo opposto rispetto all'ortosimpatico. Il secondo meccanismo, in sinergia con il primo per ristabilire la situazione di partenza precedente allo stress, inizia attraverso i recettori dell'ipotalamo (ricevendo un segnale di abbondanza di cortisolo) che inibisce la produzione di ACTH da parte dell'ipofisi, la quale non segnala più alla corteccia dei surreni di produrre cortisolo. Tutta questa dinamica descrive ciò che succede in un organismo sano. Nello schema seguente si riassumono le due possibilità di reazione agli stimoli stressanti:

Quando la risposta organica risulta inappropriata Purtroppo questo meccanismo non sempre rimane in equilibrio, ma può squilibrarsi, quando ciò accade lo stress diventa cronico (di-stress), portando l’organismo a vari livelli di esaurimento e quindi a disequilibri in proporzione al livello dello stress cronico. In poche parole quando la reazione fisiologica allo stress non riesce a ripristinarsi le aree deputate al dosaggio della produzione dell’adrenalina e del cortisolo continuano a richiederne la secrezione. Questo meccanismo può essere paragonato al ritmo sonno-veglia, lì dove lo stress cronico può rappresentare una “veglia cronica”. Ora così come una cura prolungata di cortisone induce delle compromissioni al sistema immunitario e al sistema nervoso, la medesima cosa accade a causa dello stress cronico dove la produzione di cortisone endogeno è eccessiva e più o meno continua nel tempo. Un sistema immunitario non sano comporta molti problemi, come infezioni ricorrenti, bronchiti croniche, tempi prolungati di risposta e di ripresa dall’influenza, mal di gola ricorrenti, raffreddori, etc. 2


Nel caso di un sistema nervoso in disequilibrio si verificheranno disturbi come ansia, depressione e insufficienze intellettuali manifestate da difficoltà di concentrazione e cali di memoria. Stress cronico e problemi derivanti Abbiamo visto come l’adrenalina induce delle stimolazioni organiche, che in presenza di uno stress cronico diventano loro stesse croniche, quindi la stimolazione dei battiti cardiaci e l’aumento di pressione sanguigna (utili meccanismi per far affluire sangue alle estremità del corpo) possono trasformarsi in squilibri cardiaci come tachicardia, ipertensione e infarto del muscolo cardiaco. Questo alterazione di afflusso sanguigno alle estremità del corpo, come conseguenza, diminuisce la portata di sangue agli organi interni come quelli digestivi (pertanto deve essere chiaro che qualunque cosa mangiamo in uno stato di stress verrà assimilata male; è indispensabile, quindi, mangiare nel modo più rilassato possibile e in un luogo tranquillo): il tutto si traduce con squilibri degli organi incaricati della digestione, con il risultato di acidità di stomaco, ulcere gastroduodenali, colon irritabili, dispepsie, disfunzioni epatiche, etc… A livello endocrino viene alterata la funzionalità delle ghiandole con la possibilità di squilibri a carico di queste: l’adrenalina inibisce la liberazione di insulina e induce un aumento di glucosio nel sangue (iperglicemia), infatti alcuni studi ipotizzano l’insorgenza del diabete. Altri disturbi che si possono verificare sono squilibri respiratori, come respirazione superficiale e rapida (toracica), con tutte le conseguenze connesse come una riduzione della capacità di assorbimento dell’ossigeno e disturbi nella sfera sessuale come eiaculazione precoce (in presenza di ansia), diminuzione del desiderio (in presenza di depressione) e disfunzione del mestruo. Per tutti questi disturbi oltre allo stress cronico si dovranno tener presenti anche le cause di tipo alimentare e ambientale, che avranno un peso molto rilevante, come per esempio nel caso del diabete. Tuttavia è ben chiaro che l’approccio terapeutico psicosomatico per tutti questi disturbi, che caratterizzano soprattutto la civiltà attuale, dovrà tener conto dell’alternanza alle fasi di stress delle fasi di rilassamento, pertanto diviene evidente che per la terapia delle disfunzioni si dovrà utilizzare soprattutto una cura basata sul rilassamento profondo. Le conseguenze dello stress cronico oltre che sul piano fisiologico-organico possono lasciare tracce anche sul piano fisico, intellettuale ed emotivo. Sul piano fisico si possono accusare dolori articolari, contratture muscolari e cefalea, oltre alla stanchezza (astenia cronica) derivata maggiormente dall’azione dell’adrenalina che favorisce la produzione di acido lattico; sul versante psicologico, invece, subentrano psicastenia, difficoltà di concentrazione, cali di memoria, nervosismo, emozioni negative e squilibri dell’umore.

3


Gli effetti dello stress (tabella)

Tenendo presente i disturbi sopra elencati, ci si accorge velocemente che sono le problematiche più frequenti, perlomeno della nostra civiltà. Logica conseguenza è supporre che il fulcro di questi disturbi può essere ritrovato in una vita dove il rilassamento non compensa le numerose fasi di stress. Meccanismi mentali ed emotivi coinvolti con lo stress A livello organico sono ben conosciute le dinamiche fisiologiche, pertanto è molto utile conoscere anche i meccanismi mentali ed emotivi che vengono coinvolti durante la fase di stress. Le dinamiche e i processi psicologici che entrano in gioco non sono totalmente chiari alla scienza contemporanea, quindi ci limiteremo a presentare quello che fino a questo momento può essere ritenuto compreso e quindi spiegabile. Alcuni scienziati attualmente hanno avanzato teorie sostenendo che la nostra mente si basa su alcune regole per poter amministrare il quotidiano. Una di queste regole è una sorta di legge solitamente inconscia, che possiamo chiamare Legge di Associazione/Ripetizione. Per fare un piccolo esempio possiamo immaginare un bambino che sin da piccolo associa i libri a un qualcosa di noioso, viene da sé che ogni qualvolta questo ipotetico bambino vede un libro, maggiormente quando è obbligato a leggerlo, inevitabilmente affiorerà in lui un sentimento di noia. Come ricorda il Signor G.I. Gurdjieff: “Supponiamo che in questo momento vi sentiate felici. Contemporaneamente sentite una melodia [...] Lì per lì ve ne scordate completamente, ma in seguito, sentendo la stessa musica vi ritornerà, per associazione, lo stesso sentimento”. A riguardo il dott. Joe Dispenza dice “Quando ero all'università avevo compagni di stanza che si 4


addormentavano sempre quando studiavano. Io studiavo seduto alla mia scrivania e loro si sdraiavano sul letto, leggevano il libro e dopo 15 minuti mi giravo e li vedevo con la faccia sul libro che sbavavano e dormivano. [...] La legge di associazione e ripetizione dice che associo il letto con il sonno e io vado a letto ogni sera, questo diventerà un processo normale inconsapevole”. Ora come sostiene il prof. Alberto Oliverio: “di fronte a uno stress [...] nel nostro cervello si attiva la corteccia frontale che esprime un giudizio e valuta il tipo di risposta”. E', quindi, logico intuire che in qualche modo siamo noi stessi a decidere, se pur quasi sempre inconsciamente, di reagire in un certo modo piuttosto che in un altro alle situazioni che la vita ci propone. Dal momento in cui ci accorgiamo che non rispondiamo sempre nel più corretto dei modi agli stimoli che la vita ci manda è ragionevole che ci manca una concreta conoscenza e quindi esperienza di come reagire alle circostanze: in questo momento ci si riferisce alle situazioni in cui ci troviamo a sentire dentro di noi la presenza di emozioni negative. Tutti noi conosciamo i risultati che queste emozioni danno al nostro corpo, alla nostra mente e, di riflesso, a chi ci circonda. Il dott. Joe Dispensa propone la visione dello stress con questo esempio: “Immaginate che io costringa un cane in un angolo di una stanza e mi avvicino al cane e faccio un gesto per spaventarlo. Immediatamente appena il cane, attraverso i suoi sensi, avverte un pericolo proveniente dall’ambiente che cosa fa? Dice resterò a combattere o fuggirò”. Il cane in questione associando la situazione a un potenziale pericolo userà l’adrenalina, prodotta mediante il processo di stress, per mobilitare al meglio il suo apparato muscolare (qualsiasi sia la sua decisione). Nell’uomo ciò non avviene di frequente, è raro che ci lasciamo andare ad atti di violenza fisica (perlomeno gli adulti) ed è ancora più raro che invece di lottare fuggiamo a gambe levate. Solitamente cerchiamo di discutere, ragionare (anche gridando) ma purtroppo la ragione non può ovviare alla dinamiche chimiche che sono alla base di questi fenomeni. In poche parole, in tutti noi molto soventemente il nostro organismo quando produce adrenalina non la utilizza a livello muscolare, con la conseguenza di emozioni negative sempre presenti senza possibilità di essere scaricate attraverso uno sfogo naturale. A riguardo il dott. Mario Rizzi aggiunge “Questa congestione energetica sovraccarica il sistema nervoso che, per evitare danni irreparabili, la invia in qualche organo in grado di scaricarla. La maggior parte delle malattie al fegato si possono infatti ricondurre a rabbia repressa, ricordate la classica frase <mi fa mangiare il fegato dalla rabbia>?. Se la congestione energetica si ripete l’organo interessato potrà infatti subire dei danni, apparirà allora una disfunzione organica”. Pertanto a livello emotivo lo stress cronico può produrre o ampliare una vasta gamma di sentimenti come la rabbia, l’odio e il rancore etc., che influenzeranno lo stato dei vari organi portandoli verso alcuni squilibri. Le problematiche da stress sono recenti Tenendo a mente l’esempio del cane è utile ricordare che i malesseri causati dallo stress sono stati riscontrati in tempi recenti, a partire dal 1700/800, epoca in cui sono state fondate le prime grandi città come Parigi o Londra, con le loro regole e leggi civili che punivano la violenza. I numerosi e non graditi stimoli esterni come l’inquinamento acustico, smog ed elettrosmog presenti nelle città hanno aumentato di molto l’insorgere di stress cronico e ciò spiegherebbe i diffusi malesseri della civiltà attuale. Ritornando alla citazione del prof. Alberto Oliverio si diceva che la porzione della corteccia cerebrale incaricata di discriminare tra una situazione potenzialmente stressante ed una che non è tale è quella frontale, la quale invia segnali nervosi all’ipotalamo segnalando se è il caso di produrre gli ormoni interessati a fronteggiare la situazione. 5


L’attenzione data a questa parte della corteccia nell’ambito della risposta allo stress è aumentata quando alcuni scienziati hanno svolto esperimenti insieme a monaci tibetani e altri praticanti di meditazione. Il lavoro svolto in questi esperimenti ha portato risvolti positivi riguardo a questo discorso, con la conclusione che la corteccia frontale è coinvolta nello stato di rilassamento. In breve quando ci poniamo in uno stato di rilassamento la corteccia frontale invia segnali nervosi atti a indurre l’organismo, nonché la psiche, al relax. Quanto detto fino a questo punto ci permette di fare una considerazione, possiamo, se lo vogliamo (ricordo un’altra massima popolare: volere è potere), modificare la situazione di vita a riguardo dello stress (prolungato e non equilibrato) e delle sue conseguenze, soprattutto tenendo presente che in svariati disequilibri la principale causa è il mancato equilibrio tra le fasi di stress e quelle di rilassamento. La causa primaria delle disfunzioni organiche A questo punto possiamo dettagliare specificando che la causa primaria dell’attivazione della disfunzioni è costituita dalla mancata durata e intensità di fasi di rilassamento giornaliere, le secondarie, ma non per questo meno importanti, sono rappresentate da una alimentazione non compatibile con l’uomo (junk food) o non corretta per il singolo individuo, da cause igieniche e da cause ambientali, attualmente molto più significative rispetto al passato poiché lo smog e l’elettro inquinamento sono sempre più in crescita. Per quanto riguarda le cause di tipo genetico ed ereditario non verranno esposte, essendo specifiche del campo di studio medico. In conclusione la salute umana si base sull’equilibrio tra stress e rilassamento, su una alimentazione e su influenze ambientali compatibili con le richieste organiche e infine su un buon corredo genetico ereditario. Pertanto la probabilità di comparsa delle disfunzioni psicosomatiche è dettata dalla mancata armonia tra questi quattro fattori. Ora deve essere palese che sulla questione genetica non si può far nulla, perlomeno con le conoscenze e tecniche attuali, quindi un approccio olistico verterà su modifiche sul proprio stile di vita in favore di un cambiamento delle tre componenti rimanenti: stress, alimentazione e influenze ambientali.

6


STRESS-TEST

Se il risultato è compreso tra 20 e 50 la condizione psicofisica non è causa di problematiche

Tra 50 e 80 indica una situazione in cui sarebbe ideale portare alcune modifiche al proprio stile di vita

Un valore da 80 a 110 rispecchia un momento della propria vita in cui è necessario intraprendere delle decisioni, possibilmente con un aiuto esterno, per porre rimedio alla situazione stressante ed evitare disfunzioni future

Qualora il valore superi i 110 si avrà immediato bisogno di un aiuto necessariamente esterno, probabilmente di tipo psicoterapeutico, dal momento in cui si vive una situazione di stress cronico di lunga data

7


L'assuefazione da stimolo costante Ora passiamo ad un altro punto di vista in merito allo stress. Il prof. Alberto Oliverio afferma: “…gli stimoli costanti, che non si modificano nel tempo, inducono assuefazione. Ad esempio, non percepiamo più l’odore della nostra casa o un suono monotono in quanto ci siamo abituati. In modo simile, percepiamo un dolore, ad esempio la puntura di uno spillo, nel momento in cui agisce sui recettori del dolore della cute, ma non se lo spillo resta conficcato, cioè non varia la sua pressione.” E’ chiaro che questa mancanza di accortezza rispetto a cose diventate abitudini coinvolge svariate componenti della nostra vita sia nel bene che nel male. In breve non ci accorgiamo più di molte cose che compiamo nell’arco della giornata come il camminare (o -meglio- di tutte le percezioni che derivano da questo movimento) essendo diventato un movimento automatico, o come il più nocivo stress, che diventerà cronico proprio poiché non accorgendoci non potremo porvi rimedio . Il dott. Joe Dispensa prosegue dicendo “Cosi cominciamo ad associare quella carica di adrenalina a quella spinta, a quella sensazione di essere vivi, quello stress a quella carica di energia […] E cosi lo stress comincia a farci sentire bene. […] Andate dal medico, vi visita e vi dice: <è tutto normale ma sai cosa penso che ti serva? una buona vacanza> […] Così fate i bagagli, salite in macchina e partite. Ora siete felici, giusto? Mentre guidate la macchina ascoltate musica e all’improvviso dopo 3 o 4 ore che cosa comincia a succedere? Il vostro corpo non ha ricevuto la solita scarica da stress come eravate abituati a ricevere ogni giorno. […] automaticamente rivedete tutta l’ultima settimana e vi arrabbiate con il vostro capo e pensate ai 32 modi in cui lo rimprovererete. […] ecco qui la prova che siamo dipendenti dalle nostre emozioni.” Tutto ciò si collega a svariate tradizioni mistiche, dove si paragona l’uomo a una sorta di schiavo che dipende, anche, dalle proprie emozioni negative. La prevenzione per mantenere uno stato di buona salute Dopo aver affrontato le dinamiche psico-fisiche dello stress è bene integrare tutto ciò con il concetto di prevenzione e della salute. Tecnicamente la prevenzione concerne la salvaguardia di ricadute per quei soggetti che hanno accusato già in passato un disturbo che non vogliono più che si manifesti. Questo concetto è diverso dall’idea di salute che è la mancanza di malattie, quindi non la loro prevenzione. In entrambi i casi un approccio olistico è indispensabile e saranno prese in considerazione non solo regole alimentari ma anche e soprattutto indicazioni riguardanti la mente razionale ed emotiva. A riguardo delle emozioni la MTC (Medicina Tradizionale Cinese) associa determinati stati interiori a determinati organi che, se le emozioni saranno squilibrate, risulteranno anche essi in disequilibrio; in più uno scorretto stile alimentare può velocizzare il processo verso lo squilibrio. Alcune associazioni sono: rabbia-fegato, paura-reni, ansia/depressione-stomaco/milza/pancreas, tristezza-polmoni, gioiacuore. Il cuore, secondo il pensiero cinese, è il governatore dell’organismo che, qualora in allegria, manterrà ben governato lo stato dei vari organi, quindi non è sufficiente non fumare ed alimentarsi in modo sano, è anche necessario e coltivare e mantenere un buon equilibrio emotivo. Come si è in precedenza accennato il Signor G.I. Gurdjieff insegnava il valore di una vita il più possibile esente dalle emozioni negative che consumano l’energia dell’uomo in reazioni non utili alla sua salute e ai suoi obbiettivi. Imparare a rilassarsi può essere utile, ma… Il rilassamento è cosa utile e preziosa ma purtroppo fino a quando un uomo non riesce a comprendere dentro se stesso che stati interiori come la rabbia, la gelosia, la fretta, l’ansia, la pigrizia, etc… sono cose lecite ma non utili, come diceva San Pietro, non potrà mai vivere in pace. E’ un obbiettivo difficile e 8


impervio ma chi desidera la calma interiore capirà subito che è un passo indispensabile. Come abbiamo in parte detto lo stile di vita, le condizioni psicologiche insieme all’alimentazione e anche all’ambiente esterno in cui si vive sono fattori determinanti sul sistema immunitario. L’attuale condizione soprattutto delle grandi e medie città circa le condizioni dell’inquinamento e dell’elettrosmog non sono delle più rosee per non usare termini troppo pessimistici. Evitando discorsi sui possibili cambiamenti sociali nei quali l’individuo, soprattutto nell’immediato, non può fare molto, è bene spendere due parole sull’elettrosmog dell’ambiente casalingo che influisce negativamente sull’attività bioelettrica delle cellule degli organismi sia umani che animali. Oggi nelle nostre case ci sono svariati apparecchi elettronici, i quali sono molto utili e comodi, ma come si sa la comodità ha un prezzo… Dobbiamo tener presente che si passa mediamente mezza giornata o più all’interno della propria abitazione (senza tener conto degli ambienti lavorativi) e che, secondo alcune ricerche, l’inquinamento di questi ambienti è solitamente più elevato rispetto ai valori esterni. Concentrazione di ioni negativi ed effetti sull’uomo •

50 IONI / CC INDUCONO IMPEDIMENTI PSICOLOGICI

1.000 – 2.000 IONI / CC SONO ADATTI ALLE ESSENZIALI RICHIESTE ORGANICHE

5.000 – 50.000 IONI / CC AUMENTANO IL SISTEMA IMMUNITARIO

100.000 – 500.000 IONI / CC INDUCONO UN AUTO RECUPERO DELLE MALATTIE

Differenza della concentrazione ionica tra ambienti naturali e le nostre abitazioni •

CASCATA D’ACQUA E FORESTA : 50.000 IONI / CC

ALTA MONTAGNA E RIVA DEL MARE : 5.000 IONI / CC

CAMPAGNA E PERIFERIE : 1500 – 700 IONI / CC

PARCHI METROPOLITANI : 700 – 400 IONI / CC

VIALI CITTADINI : 200 – 100 IONI / CC

APPARTAMENTI IN CITTA’ : 50 – 40 IONI / CC

STANZA CHIUSA CON CONDIZIONATORE : 25 – 0 IONI / CC

9


ALCUNI UTILI SUGGERIMENTI Da quanto esposto si può capire, per chi non possa o non voglia vivere in luoghi distanti dalle città, quanto stia diventano importante utilizzare le nuove tecnologie in favore della propria salute. Un accorgimento, per arginare i vari inquinanti consiste nell’inserire nell’ambiente domestico alcune piante, preferibilmente non grasse, come il ficus beniamina, il photus, la tillandsie, capaci non solo di emettere ioni negativi nell’ambiente che le ospita, ma anche di assorbire anidride carbonica ed emettere ossigeno nelle ore diurne. È anche consigliabile utilizzare degli ionizzatori, apparecchi che emettono ioni negativi, salutari per l’organismo, nell’ambiente in cui si vive. Un altro utile consiglio consiste nel munire la propria casa di illuminazioni che si avvicinano allo spettro naturale cioè con una temperatura cromatica di 5.500 – 6.000 gradi Kelvin. Queste lampade sono state inventate quando si scoprì, in ambito militare, che i marinai che passavano svariati mesi nei sommergibili accusavano disturbi dell’umore, mentre queste luci sono in grado di far sintetizzare al corpo umano una certa quantità di serotonina, ormone utile nei casi di depressione (ricordando che c’è una stretta relazione tra stati d’animo, attività immunitaria e vitamina D. In favore delle difese immunitarie, potremmo evitare il latte e derivati provenienti da allevamenti intensivi dove vengono somministrati alle vacche antibiotici per alcuni disturbi come l’infiammazione alle mammelle. Questi antibiotici, oltre al pus causato dall’infiammazione, finiscono nel latte e quindi negli organismi che lo assumono. L’assunzione di queste piccole quantità di antibiotici, tenendo anche conto dell’uso spropositato di questi medicinali, lascia intuire come può accadere che il sistema immunitario non riesca a sconfiggere dei batteri, perché essi si sono evoluti interagendo con piccole quantità di antibiotici non sufficienti a ucciderli. In essi si è perciò sviluppata una resistenza agli antibiotici stessi con il risultato di doverne aumentare la posologia. Tutto ciò di conseguenza produrrà indebolimenti della flora batterica dell’intestino, quindi dell’immunità dell’organismo.

1


IL RILASSAMENTO PROFONDO Purtroppo, la società moderna impone spesso dei ritmi di vita che creano tensioni poco salutari. Potrebbe perciò essere utile, prima di addormentarsi, fare questo breve ma valido programma. Questi esercizi vanno eseguiti con molta calma. Prima di iniziarli ricordate a voi stessi che state regalandovi qualche minuto di meritato relax. Prima fase - Breve ginnastica leggera e terapeutica 1. Sdraiati a pancia in su. 2. Porta i piedi vicino alle natiche, con le ginocchia che puntano in alto. 3. Porta il ginocchio destro al petto (o dove arriva) e tienilo in quella posizioni con le mani. Alza la testa inspirando (portala fino al ginocchio o dove arriva), abbassala espirando. Ripeti per almeno 5 volte. 4. Come sopra per il ginocchio sinistro. 5. Come sopra per entrambe le ginocchia. 6. Allarga le braccia tenendole a terra, sempre con i piedi vicino alle natiche e le ginocchia che puntano in alto. 7. Mentre inspiri abbassa le ginocchia verso il lato destro e piega la testa verso il lato sinistro. 8. Espirando riporta la testa e le ginocchia al centro. 9. Mentre inspiri abbassa le ginocchia verso il lato sinistro e piega la testa verso il lato destro. 10. Espirando riporta la testa e le ginocchia al centro. Con questo esercizio creerai una vera e propria torsione del busto con un effetto piacevole e rilassante. Puoi ripeterlo a piacimento. Seconda fase - Allentamento delle tensioni residue Sempre nella posizione a pancia in su, meglio sotto una coperta, porta le braccia lungo i fianchi, stendi la gambe a terra, leggermente aperte. Chiudi gli occhi molto lentamente. Agisci con naturalezza, calma e consapevolezza. 1. Stringi il pugno destro inspirando (pensando "tensione"), rilascialo espirando (pensando "relax"). Utilizza questa tecnica per tutti gli esercizi della seconda fase. 2. Come sopra per il pugno sinistro. 3. Con la gamba stesa a terra piega il piede destro in modo che le dita puntino verso il ginocchio. Crea una tensione inspirando, rilascia la tensione espirando. 4. Come sopra per il piede sinistro. 5. Stringi le natiche tra loro inspirando, rilasciale espirando. 6. Stringi i denti inspirando, rilasciali espirando. 7. Stringi gli occhi inspirando, rilasciali espirando. 8. Se senti qualche punto dell'organismo che presenta delle tensioni residue, inspira e provoca in esso una tensione forte e volontaria, quindi espira lentamente rilasciando la parte e pensando: "Relax... Lascia andare...".

1


9. Formula mentalmente le frasi seguenti e prendi consapevolezza del fenomeno che vai affermando: •

Il mio braccio destro è pesante... Molto pesante.

Il mio braccio sinistro è pesante... Molto pesante.

La mia gamba destra è pesante... Molto pesante.

La mia gamba sinistra è pesante... Molto pesante.

Tutto il mio corpo è pesante... Molto pesante.

Terza fase - Autoinduzione di rilassamento profondo In questa fase non si esegue alcun movimento. Lo svolgimento pratico consiste nel visualizzare un organo così come si trova. Durante l'inspirazione si chiama mentalmente l'organo, così come si chiamerebbe un amico. Durante l'espirazione si parla all'organo e gli si dice, con un amore determinato, la parola "relax". 1. Vai con gli occhi della mente al piede destro e visualizzalo così come si trova. 2. Durante l'inspirazione chiama mentalmente il piede destro così come chiameresti un amico (Piede destro ...). 3. Durante l'espirazione parla al piede destro e digli "relax"; diglielo con una dolce fermezza. 4. Ripeti i punti da 1 a 3, per la varie parti della gamba destra (piede, caviglia, polpacci, ginocchio, coscia, natica). 5. Ripeti i punti da 1 a 3, per la varie parti della gamba sinistra (piede, caviglia, polpacci, ginocchio, coscia, natica). 6. Ripeti i punti da 1 a 3, per la varie parti del braccio destro (mano, polso, avambraccio, braccio, spalla). 7. Ripeti i punti da 1 a 3, per la varie parti del braccio sinistro (mano, polso, avambraccio, braccio, spalla). 8. Ripeti i punti da 1 a 3 per le varie parti all'interno del corpo, (genitali, reni, intestini, fegato, stomaco, cuore, ecc.). 9. Per concludere, segui l'aria che respiri pensando "vieni" quando entra e "relax" quando esce. Immagina aria pura (luce) che entra ed un fumo scuro e caldo, che se ne va portando con sé ansie, tensioni e tossine. Note finali Per facilitare gli esercizi, si consiglia di registrare su nastro le istruzioni e quindi ascoltarle mentre si giace stesi con gli occhi chiusi; questo permette di intraprenderli in completa passività, cosa che li rende molto più facile. Ricordate che nel rilassamento si tende a sentire freddo, è perciò buona cosa coprirsi con una coperta. Per chi trova difficile rilassarsi si ricorda che le vitamine del gruppo B sono legate al sistema nervoso ed una carenza delle medesime può provocare nervosismo. A titolo informativo è bene sapere che lo zucchero raffinato (quello di uso comune) necessita, per la sua assimilazione, delle vitamine in oggetto. Pertanto il suo abuso (cioccolato, biscotti, marmellate, ecc.) può causare insonnia ed agitazione. Anche la carne (salumi inclusi) tende a creare nervosismo perchè fornisce molte energie che il lavoro sedentario non riesce ad utilizzare; la distanza di due pasti a base di carne (salumi, pesce e pollame compresi) non dovrebbe essere inferiore alle 48 ore.

1


L'insonnia ed il cervello Spesso l'insonnia è dovuta alla continua attività cerebrale propria della parte sinistra che, conoscendo il tempo, tende a recriminare sul passato o fare programmi per il futuro. Per distoglierla dal suo lavorio si dovrebbe iniziare una monotona ripetizione, ad esempio immaginare uno schermo con un grande numero "100" e poi, ad ogni respiro, decrementarlo di uno pensando relax... Il conteggio risulterà ancor più vantaggioso se prima di iniziarlo si stringono i pugni, inspirando, e poi si rilasciano, espirando e pensando relax... Si possono, inoltre, piegare le caviglie, stringere le natiche, serrare i denti, gli occhi, e così via. *

*

1

*


SOMMARIO Le risposte organiche allo stress................................................................................................................1 Quando la risposta organica risulta inappropriata.....................................................................................2 Stress cronico e problemi derivanti............................................................................................................3 Gli effetti dello stress (tabella)...................................................................................................................4 Meccanismi mentali ed emotivi coinvolti con lo stress.............................................................................4 Le problematiche da stress sono recenti....................................................................................................5 La causa primaria delle disfunzioni organiche..........................................................................................6 STRESS-TEST..............................................................................................................................................7 L'assuefazione da stimolo costante............................................................................................................8 La prevenzione per mantenere uno stato di buona salute..........................................................................8 Imparare a rilassarsi può essere utile, ma…..............................................................................................8 Concentrazione di ioni negativi ed effetti sull’uomo.................................................................................9 Differenza della concentrazione ionica tra ambienti naturali e le nostre abitazioni..................................9 ALCUNI UTILI SUGGERIMENTI............................................................................................................10 IL RILASSAMENTO PROFONDO...........................................................................................................11 Prima fase - Breve ginnastica leggera e terapeutica................................................................................11 Seconda fase - Allentamento delle tensioni residue................................................................................11 Terza fase - Autoinduzione di rilassamento profondo.............................................................................12 Note finali................................................................................................................................................12 L'insonnia ed il cervello...........................................................................................................................13 SOMMARIO................................................................................................................................................14

Questo Documento è tratto dalla tesi di Nicola Masellis del corso di naturopatia della scuola psicosomatica RIZA distribuito sotto licenza creative commons. Vedere il seguente link per i dettagli http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.5/it/

1

degli

attributi

della

licenza


Stress - Neuroscienze - Naturopatia