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Parigi, quarta nel 2007. Barcellona continua invece la sua ascesa con un incremento di 30 meeting che l’ha fatta balzare dal quinto al terzo posto nella classifica mondiale. Degna di nota è inoltre l’ascesa di San Paolo, dodicesima, e di A t e n e , B u e n o s Aires e Tokyo che si sono posizionate al quindicesimo posto: nessuna delle quattro compariva tra le prime venti città nella classifica ICCA 2007

Un’immagine a cui fa seguito in molti casi una politica protezionistica che spinge importanti aziende e associazioni a

organizzare eventi all’interno dei propri confini nazionali. Il CEO ICCA si dichiara fermamente contrario a questa politica rivendicando l’internazionalità della filiera congressuale e, in particolare, degli eventi associativi che hanno il compito di riunire i maggiori cervelli del mondo. Medici, avvocati, scienziati e accademici di vario genere hanno infatti la possibilità di lavorare insieme durante un meeting condividendo la propria conoscenza e il proprio know-how. Si crea così una sinergia tale che spesso permette di risolvere i casi più difficili, raggiungendo risultati impensabili all’interno dei confini di un’unica nazione.

Protezionismo ? No grazie Nel complesso i dati ICCA 2008 risultano positivi ma il CEO dell’Associazione, Martin Sirk, invita a una riflessione sulla crisi economica mondiale. Sirk lamenta infatti un’immagine frivola e superflua del Mice diffusa oggi da molti media.

nº4/5- 2009 - dm&c

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dm&c online - N. 4/5 2009  

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