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Periodico d’informazione della Provincia di Caserta Direttore responsabile, Francesco Marino - Editore, PF edizioni srl, via Daniele, 45 - Caserta - Tipografia, Centro Offset Meridionale srl - Località Lo Uttaro - Caserta - Tel 08231873101. Testata registrata presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE) n. 771 del 30/09/2010 - Per informazioni: 328.3997148 - E-mail: casertafocus@gmail.com - www.casertafocus.net

CLAN stop fiction sulla camorra L’appello che lancia il pm Catello Maresca: i boss non sono degli eroi, Pag.3 non vanno esaltati.

ASCOM mezza giunta decaduta Candia affonda il colpo: «Assurdo anche l’accordo con Confindustria Pag.4 per la Camera».

PRIMARIE ultimo appello per il voto Bersani e Renzi si affrontano al ballottaggio. Abbate e Marino spiegano Pag.5 le ragioni dei leader.

CARUSO crociata di don Stefano Il prete di Coccagna in Comune per chiedere garanzie sui lavori alle elePag.6 mentari.

LA PANTERA sammaritana Occupate tutte le scuole superiori di Santa Maria Capua Vetere. Studenti Pag.7 contro la riforma.

MAIORISI bufera sull’alienazione Udc e Gucchierato contestano la decisione di vendere i terreni contesi con l’Asl di Napoli. Pag.8

PRIMARIE sindaco il Pdl si prepara Il centrodestra pronto a scegliere il proprio portacolori a Marcianise attraverso le elezioni. Pag.11

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Anno III n. 44 01/12/2012 distribuzione gratuita

Ondata Arancione Il Movimento di De Magistris a Caserta CaSERTa. Mette radici anche a Caserta il partito del sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Il Movimento arancione, che sarà presentato ufficialmente nella metà del mese di dicembre, è già attivo in Terra di Lavoro. Tra i principali animatori, c’è Clementina Ferraiolo, ormai ex segretaria cittadina dell’Italia dei Valori che, con il primo cittadino di Napoli ha avuto sempre un feeling particolare. «Ormai il progetto dell’Italia dei Valori deve considerarsi esaurito - ha esordito Ferraiolo - visto quello che è successo a livello nazionale. Il sindaco De Magistris, comunque, già da tempo si era allontanato dall’idea di politica messa in campo da antonio Di Pietro riuscendo a coinvolgere molti di noi che abbiamo visto in lui l’elemento in grado realmente di poter far fare quello scatto al Paese superando vecchie logiche e scardinando vecchi potentadi». Ferraiolo sottolinea come, in particolare, già da tempo la dirigenza cittadina di Caserta dell’Idv non era in linea con i vertici dell’Italia dei Valori. «Tanto è vero che noi abbiamo deciso di non partecipare alla segreteria provinciale - ha spiegato - proprio per la nostra differente visuale delle cose». Ma, la Ferraiolo sottolinea come il Movimento arancione non nasce come una costola dell’Italia dei Valori, ma si connota con un’identità propria nuova. «In queste ore, ancor prima dell’ufficializzazione della nascita ufficiale del partito - ha spiegato - abbiamo avuto tante richieste di adesione anche da parte di amministratori che vedono nel Movimento arancione la possibilità di un futuro diverso per il nostro paese». Ma, a chi si rivolge il Movimento

L’editoriale

Pd, la grande famiglia allargata dei bersaniani di Francesco Marino

Clementina Ferraiolo

arancione? La risposta è presto data. «Il Movimento arancione - dice orgogliosa Ferraiolo - rappresenta il luogo in cui rappresentanti del mondo delle associazioni, dei movimenti civici, possono trovare la loro giusta rappresentanza politica». Il Movimento arancione in provincia di Caserta, avrà un padre nobile, l’ex senatore Lorenzo Diana. «Diana è, sicuramente un politico di grande spessore che siamo onorati di avere nella nostra squadra - ha continuato la Ferraiolo - a lui spetterà il compito di aiutare i tanti giovani che sono presenti nel Movimento a crescere e a diventare protagonisti del panorama politico». Il Movimento arancione sarà presente anche alle prossime elezioni politiche con liste proprie in tutti i colleggi. «Il Movimento arancione presenterà propri candidati e proprie liste in tutta Italia - ha spiegato Clementina Ferraiolo - grazie al gran lavoro che ha svolto il sindaco Luigi De Magistris in questi mesi sul territorio nazionale. Crediamo nella svolta». continua a pag.2

Nonostante la coda di domenica prossima tutt’altro che marginale, alla fine sono quelle le vere primarie, dal momento che lì si deciderà il nome del candidato premier, per il centrosinistra casertano, già è possibile tirare primi bilanci. Finalmente sulla scena locale si è affacciata anche Sel che ha raccolto un tutt’altro che marginale 17%. Nei tonfi clamorosi rimediati alle ultime elezioni amministrative l’assenza di una forza spostata a sinistra si è sentita. L’ingresso del professore Melone, di Colamonici e di una serie di giovani affiancata alle presenze di Di Sarno e Golino possono rappresentare le basi per la nascita di una forza in grado di assestarsi al di sopra del 5/6% il che può voler dire anche un consigliere regionale e un parlamentare da eleggere… La sinistra casertana aveva bisogno di una forza organizzata in grado di fungere da contrappeso all’Udc che, nell’attuale centrodestra provinciale, è diventato il vero elemento che fa la differenza, anche se le prossime politiche potrebbero ridisegnare questi assetti. Ma, la rivoluzione più grande, le primarie la porteranno all’interno del Partito democratico. Da domenica sera, infatti, non è più possibile parlare di continua a pag.2


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italia dei valori cancellata

Anche Giordano e Crispino lasciano il partito di Di Pietro segue da pagina 1 Con la decisione di Clementina Ferraiolo e di Lorenzo Diana di aderire al Movimento arancione, si può dire, di fatto, che l’Italia dei Valori in provincia di Caserta scompaia. Contemporaneamente alla decisione dei seguaci di De Magiastris di seguire una strada diversa da quella di Di Pietro, c’è stata quella di coloro che hanno deciso di sostenere il progetto di Diritti e libertà di Donadi e Formisano e di lasciare l’ex magistrato di mani pulite. Su questo solco si sono mossi il consigliere regionale Eduardo Giordano, il coordinatore provinciale Pino Crispino e l’ex vicesindaco di Marcianise Pino Riccio che era anche commissario di San Nicola la Strada. In questo momento, certi di restare con l’Italia dei Valori appaiono essere solo i rappresentanti del circolo di Casagiove guidato da Vincenzo Impieri. Corridore di Capodrise, Iannotta di Piedimonte Matese, Aldo Tagliafierro di Maddaloni, rispetto al progetto dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, in questa fase, sono in un momento di riflessione. E dire che solo fino ad un paio di anni fa, in termini di rappresentanza, l’Italia dei Valori era secondo solo a Popolo delle Libertà e Partito democratico. L’Idv, infatti, poteva contare su un deputato nazionale, Americo Porfidia che era anche sindaco di Recale, su due consiglieri provinciali, Francesco Ommeniello e Salvatore Cella, su un eurodeputato Vincenzo Iovine. Pian piano, però, il partito si è sgretolato con neve al sole con tutti i big che sono scesi ad uno ad uno dalla nave guidata da Antonio Di Pietro. Il primo a salutare tutti è stato Iovine che, dopo essere stato a lungo indipendente, da poco ha aderito al Partito democratico. E’ stata poi la volta del gruppo di Por-

fidia confluito in massa all’interno del movimento Noi Sud. Con Porfidia hanno lasciato il partito il coordinatore provinciale Luigi Passariello, l’attuale consigliere comunale di Caserta Ferdinando Piscitelli, oltre all’intera amministrazione comunale di Recale con uomini di spicco come l’ex consigliere provinciale Roberto Massi. Non ha seguito Porfidia, ma ha comunque lasciato l’Idv il consigliere provinciale Ommeniello dichiaratosi indipendente. Il partito, per un certo periodo, ha retto all’urto. Il Movimento arancione e la nascita del movimento Diritti e libertà guidato da Formisano, ha fatto il resto. Ora a Di Pietro non resta che rimboccarsi le maniche. Francesco Marino

continua da pag.1

con Tresca, De Michele, Graziano e Picierno. Negare questa evoluzione, significa rinnegare il senso stesso delle primarie. Come si tradurrà questo cambiamento praticamente? Probabilmente in nessuna maniera… Certo è, che oggi è impossibile appellare come minoranza un’area che è

mozione Abbate o mozione Tresca, ma è necessario distinguere il quadro dirigente in bersaniani e renziani. Nei fatti, questa cosa, porta ad una ridefinizione della maggioranza, dal momento che, oggi Abbate, Caputo, Cappello, Munno, Cusano, Feole, Esposito rappresentano un unicum

Eduardo Giordano

Dissesto, arriva il sostegno del Quirinale ASERTA. «Uno dei momenti più belli da quando sono sindaco. Preannunciata da una telefonata personale del capo di Gabinetto del Capo dello Stato, ho ricevuto una nota formale del Quirinale, a firma del Consigliere del Presidente per gli Affari Interni e per i Rapporti con le Autonomie Locali. Il dottor Giulio Cazzella mi ha assicurato che le nostre sollecitazioni per una soluzione adeguata ai problemi finanziari dei Comuni in situazioni di dissesto accertato sono state sottoposte all’attenzione del Governo. In merito, il Quirinale ha avuto notizia dal Viminale di un emendamento al decreto legge del 10 ottobre scorso con il proposito di incrementare la massa attiva della gestione liquidatoria degli enti locali in stato di dissesto». Lo dichiara il sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio. «Il Capo dello Stato – afferma il sindaco Del Gaudio – è ovviamente informato dell’approvazione del nostro piano di riequilibrio finanziario da parte del ministero degli Interni e si augura che Caserta possa presto superare le sue criticità. Nel corso della telefonata ho appreso con grande soddisfazione quanto il Capo dello Stato, da uomo del Sud, apprezzi gli sforzi che la nostra Amministrazione sta compiendo nel rispetto massimo delle norme vigenti e che proprio il nostro modello di azione è stato tenuto in considerazione dal Governo per scrivere la manovra utile ai Comuni in

Pio Del Gaudio

dissesto e in pre dissesto. Per questo lo ringrazio e lo ossequio. La mia fiducia è oggi più salda, la nostra determinazione sarà più adeguata all’esigenza della massima responsabilità nella nostra azione. Sono certo che Caserta e tutti i Comuni in dissesto avranno presto segnali ancora più confortanti dell’attenzione oggi così riconosciuta al più alto livello dello Stato. Dopo un anno e mezzo di impegno quotidiano e continue sollecitazioni, ho oggi la certezza che presto raccoglieremo i frutti del nostro lavoro».

stata parte attiva delle primarie assieme alla cosiddetta vecchia maggioranza del partito e che ha espresso in De Michele il coordinatore dei bersaniani. Postilla finale per il Partito socialista. La voglia matta di Oliviero di andare in parlamento. Il boom di consensi raccolti a Sessa

Aurunca da Bersani rappresentano una piccola quota di quel 10% in più rispetto alla media nazionale che il segretario nazionale del Pd ha raccolto. E domenica si rivota… Alleanze, intese, nuovi quadri dirigenti e operazioni di facciata: si ridiscute tutto... E come sempre buon voto a tutti....


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camorra stop alle fiction

Il pm Catello Maresca netto: il boss non è un eroe CASERTA. Il cinema italiano e, soprattutto, la televisione, in questo momento stanno puntando la loro attenzione sulla malavita organizzata. Le storie di camorra diventano trame per film e fiction che tengono incollati davanti alla televisione migliaia di persone. Un bene, un male? Cosa ne pensano i magistrati rispetto a questa spettacolarizzazione della camorra? «Le fiction sui boss della malavita ha spiegato il Pm Catello Maresca durante una lunga intervista in diretta su Radio Marte Stereo con Gianni Simioli ed il commissario regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli (per chi volesse vedere il video dell’intervista http://www.youtube.com/watch?v=AjfRquiZ48Y&fea ture=youtu.be) - hanno purtroppo molte volte alimentato il mito positivo dei camorristi. Anche per questo ho scritto con Francesco Neri "l'ultimo bunker" un libro sull'arresto di Michele Zagaria considerato il più potente e feroce dei boss dei casalesi. Ho voluto evidenziare un altro punto di vista nella lotta tra lo Stato e le mafie. C'è infatti una tendenza da parte del cinema e della tv a mitizzare e uma-

nizzare la malavita, i suoi vertici e gli affiliati. Ad esempio alcuni film come "il Camorrista" di Tornatore se non si hanno gli adeguati strumenti culturali trasmettono dei messaggi positivi e devastanti a favore della criminalità e questo rende ancora più difficile il nostro lavoro - prosegue il magistrato - Voglio anche sfatare il mito negativo di Casal di Principe. Dopo l'arresto di Zagaria furono tantissimi gli abitanti a ringraziarmi e farmi i complimenti. E' stata la soddisfazione più grande. Io però non l'ho trovato per nulla strano e non credo che quella città come altre vada ghettizzata o etichettata esclusivamente come patria di un clan». «Le fiction e gran parte dei film realizzati sulla camorra e sulla mafia hanno aggiunto Simioli e Borrelli mostrano una immagine prevalentemente mitica e positiva della criminalità. Ad esempio Il titolo della fiction "Il Capo dei Capi" che secondo noi ha celebrato il boss mafioso Salvatore Riina doveva essere, come giustamente ha più volte chiesto Don Tonino Palmese di Libera, "il Capo dei bastardi".

Il pm Catello Maresca

Le fiction ed il cinema hanno enormi responsabilità nell'aver contribuito ad alimentare il mito della malavita. Per questo assieme all'associazione studenti napoletani contro la camorra abbiamo deciso di festeggiare il 7 dicembre prossimo fuori la Questura di Napoli il primo anno dall'arresto del super boss Michele Zagaria. Un modo per ricordare a tutti i cittadini napoletani, casertani e campani che anche il più feroce e potente dei casalesi può essere arrestato e sbattuto in carcere».

Un messaggio forte quello lanciato da Maresca che ha sfruttato una piattaforma leggera come quella del programma di Simeoli per arrivare alle masse e far capire a tutti che la criminalità organizzata è perdente. Chi vive da boss non conduce una grande vita. E’ vulnerabile, finisce in carcere, non gode di benefici particolari. L’intervento di Maresca ha riscosso un enorme successo per la concretezza e l’immediatezza delle sue parole.


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ascom giunta “scaduta�

Aondo di Candia: assurdo l’accordo con ConďŹ ndustria CASERTA. Riceviamo e pubblichiamo la lettera al direttore del responsabile dell’Ascom di Aversa Franco Candia che mette a nudo alcuni dei problemi che hanno investito l’associazione dei commercianti casertana: ÂŤEgregio Direttore, insieme a due amici commercianti, Antonio Palmieri presidente della categoria carburanti (con un alto numero di iscritti) ed Andrea De Monaco giĂ  presidente della delegazione di Santa Maria C.V. (oggi chiusa, perchĂŠ dopo le sue dimissioni nessuno ha voluto investire tempo ed energie) mi rivolgo al Tuo giornale, al di lĂ  di uno sfogo legato alla passione che mi ha mosso in questi anni in tutte le mie attivitĂ , soprattutto, per richiamare l’attenzione Tuo e dei Tuoi lettori su vicende in seno all’organizzazione ASCOM, della quale mi pregio di far parte da circa 45 anni e della quale da circa venti guido la delegazione di Aversa. Ho avuto anche l’onore insieme ad Antonio Palmieri di sedere al tavolo della giunta provinciale per sette anni e credo di conoscere, quindi, qualche notizia di prima mano circa l’andamento dell’associazione. Tutto

potevo immaginare, ma non certo di dovermi vergognare e prendere le distanze dal mio sodalizio per delle questioni in cui mi appaiono inconcepibili. Difatti, oggi vengo additato insieme a Palmieri, in qualità di ex componenti di giunta provinciale come i colpevoli del dissesto dell’ASCOM: forse ai piÚ sfugge che se abbiamo coperto tale incarico per sette anni di Giunta Provinciale l’attuale Presidente Provinciale ha coperto tale posizione per oltre venti anni; forse ai piÚ sfugge che il nostro attuale Presidente ha rinunciato alla carica di Presidente Regionale, carica che compete a rotazione alle 5 province campane e quindi sarà offerta nuovamente a Caserta fra 20 anni e forse ci avrebbe permesso di superare quella subalternità nello scenario regionale della quale ho l’impressione che sia dovuta anche a mancanza di una nostra autostima e capacità di assumere responsabilità che vanno oltre il nostro piccolo mondo!!!; forse ai piÚ sfugge che, dimenticando che una democrazia si fonda sul rispetto di regole certe e condivise che trovano sintesi nel nostro statuto, oggi la nostra ( Nostra perchÊ nonostante tutto la sento ancora mia) associazione è guidata da

una giunta provinciale nella quale 4 membri non hanno piÚ diritto a sedere avendo perso i requisiti, e quindi mi chiedo perchÊ non si restituisce la parola alla base facendo eleggere nuovi componenti. Si teme che essi non sarebbero funzionali ad un disegno che forse non pone al centro dell’azione l’interesse delle imprese? In quanto alla Giunta, composta da nove elementi, quattro di essi come dicevo non hanno piÚ i requisiti per essere ancora componenti della stessa e sono: GIACOMO VISCONTI (persona serissima e affidabile) cessata attività; LUIGI FIERRO pensionato; ANTONIO MAIELLO non è un commerciante; SALVATORE ABIS dimissionario da circa due anni. Non sono stati sostituiti, cosÏ come recita lo statuto, per non fare posto ad altri che sicuramente sarebbero stati da intralcio ai disegni illogici dei restanti. Ed infine, mi chiedo intorno a quali temi e su quale idea di sviluppo si stanno addensano gli sforzi e le energie per lavorare al governo del piÚ importante ente di sviluppo del territorio quale è la Camera di Commercio. In una logica di realizzare massa critica a sostegno del commercio la Giunta aveva deciso di apparentarsi con la Confeser-

Franco Candia

centi, ma poi il colpo di scena e si chiude l’accordo con Confindustria: ma come può essere credibile un’associazione che cambia idea nel giro di una notte? Si possono combattere le battaglie piĂš aspre per delle idee ma su dei principi e mantenendo la parola data: mi sembra che in questo quadro manchino idee principi e serietĂ  della “parola dataâ€?. Ormai alla parola data della ASCOM non credono neanche piĂš le stesse persone che hanno contribuito a quella scelta, visto il via vai di membri di Giunta pronti a sottolineare i necessari distingui nelle opportuni sede dell’ente di Via RomaÂť.

DA OSPED O DA ALIER A AZIEND OSPEDALIERA SANT’ANN SAN SANT’ANN NA E SA N SSEBASTIANO EBASTI ANO CASERTA CASERT TA di Rilievo Nazionale N e di Alta Specializzazione Generale eD ottino Direttore Generale Dr.r. Francesco B Bottino Direttore Amministrativo Dr.r. LLuigi Patrone Amm ministrativo oD uigi P atrone Saniitario oD Diego i P aternosto Direttore Sanitario Dr.r. Diego Paternosto

SanitĂ  ec cellente a ervizio d el C ittad tadino La SanitĂ  eccellente all Servizi Servizio del Cittadino DALITĂ€ DI ACCESSO ACCESSO MODALITĂ€ ario di llavoro. avoro. dell’orario M ODALITĂ€ DI A CCESSO dell’orario di lavoro. 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PRIMARIE l’ultimo appello

Abbate e Marino: ecco perché votare Bersani e Renzi CASERTA. Oltre trentatremila persone alle urne al primo turno, Pierluigi Bersani che chiude con un più 10% rispetto alla media nazionale (si ferma al 51%), Matteo Renzi, invece che va al di sotto (si ferma al 27%) del resto della nazione, eppure, domani, tutti questi numeri e queste valutazioni non varranno più nulla. E’ giunto il momento del ballottaggio per la scelta del candidato premier del centrosinistra e, anche a Caserta, la sfida è più che mai incandescente. Bersaniani e renziani puntano a dare uno stacco sostanziale agli avversari per affermare una propria leadership sul territorio e per guadagnare punti agli occhi dei leader nazionali. Il dato delle urne di domani è importantissimo perché lo spostamento di uno o più elementi rispetto al quadro venuto fuori domenica scorsa potrebbe determinare cambiamenti sostanziali nello scacchiere nazionale. Ma, qual è il dato venuto fuori dalle urne? Pierluigi Bersani ha confermato sul campo una leadership che gli era già stata attribuita su carta. Ha vinto praticamente in tutti i Comuni della provincia di Caserta, con exploit significativi come quello di Teverola dove ha raccolto il 95% delle preferenze, ha tenuto bene nel capoluogo, centro storicamente di orientamento moderato, dove Matteo Renzi, grazie al lavoro di Carlo Marino, ha raccolto un significativo 42%. Passando al sindaco di Firenze, anche in questo caso, tutto come previsto. Una presenza un po’ ovunque, che determina un 27% anche in questo caso ampiamente ipotizzabile alla vigilia. Per il sindaco di Firenze, probabilmente, il risultato più sorprendente è quello di Casal di Principe dove il lavoro di Carlo Corvino porta Renzi a superare il 50% dei consensi, dal momento che anche il successo di Marino a Caserta non può essere considerato una sorpresa. Detto questo, domani, tutto ciò non sarà più valido, dal momento che si torna al voto e che, nelle urne, tutto può succedere... Ma, perché, un elettorale del centrosinistra (può votare solo chi si è registrato per il primo turno o chi ha avuto un legittimo impedimento e la sua domanda è stata accolta dal coordinamento provinciale) dovrebbe votare per Pier-

Pierluigi Bersani e Matteo Renzi

luigi Bersani? E’ il coordinatore provinciale del Pd Dario Abbate a spiegarlo. «Pierluigi Bersani ha un progetto per il Paese in grado di risollevare l’Italia dalla crisi in cui è sprofondata spiega Abbate - Bersani ha dimostrato la sua politica innovatrice sia quando è stato impegnato come ministro nel governo Prodi, sia come presidente di Regione. L’innovazione e la rottamazione non può essere una guerra contro la carta d’identità. Bisogna guardare ad un progetto politico innovativo e Bersani ha dimostrato di essere in grado di realizzarlo». Abbate parla di Renzi e del fascino che ha dimostrato di suscitare sull’elettorato. «Bersani saprà sicuramente mettere al servizio del Pd il patrimonio che ha dimostrato di possedere Renzi - ha detto - ma Renzi dovrà dimostrare di essere un uomo del Pd, perché in questi giorni non si sta muovendo in questa direzione. La sua politica è troppo autoreferenziale. Stiamo superando un ventennio in cui la politica autoreferenziale di Berlusconi ha portato alla deriva il paese». Abbate sottolinea come non è necessario essere profondi conoscitori delle dinamiche economiche e degli indici di crescita per capire le difficoltà che sta vivendo il paese e le differenze di natura sociale che si stanno delineando. «Basta scendere in strada e si ha subito la fotografia della nazione - ha spiegato il coordinatore provinciale dei democratici - il divario tra ricchi e poveri diventa sempre più evidente e

sempre più incolmabile. C’è bisogno, per questa ragione di intervenire sullo stato sociale e Bersani ha un progetto d’azione efficace per la nostra nazione». Sin qui le ragioni di Bersani. Ma, perché bisogna votare Renzi al ballottaggio? La risposta la offre il consigliere comunale di Caserta Carlo Marino, uomo di punta dell’area Renzi a Caserta. «Renzi ha in mente un progetto efficcace e chiaro per cambiare la nostra nazione - ha detto in maniera netta Marino - l’Italia per superare la crisi ha bisogno della sua innovazione e della ventata di novità che ha dimostrato di poter portare anche in queste elezioni primarie». Marino sottolinea come, il punto nodale del progetto di cambiamento che ha intenzione di mettere in campo Renzi sia quello «della risoluzione della disoccupazione giovanile». «Il sindaco di Firenze sa come dare risposte alle nuove generazioni - ha spiegato il consigliere comunale di Caserta - mettiamolo nelle condizioni di operare. Diamo un voto al cambiamento, diamo un voto per realizzare la rinascita del Paese». Domenica sarà possibile votare dalle 8 alle 20 presso gli stessi centoventotto seggi che sono stati allestiti la scorsa settimana per il primo turno. In questo momento, oltre a confermare i voti di sette giorni fa, la sfida di bersaniani e renziani è quella di intercettare i consensi raccolti da Vendola, Tabacci e Puppato per cercare di invertire i valori.

Per i supporter del presidente della Regione Puglia i giochi dovrebbero essere definiti con il documento della segreteria regionale di Sel. Arturo Scotto e Peppe De Cristofaro, i vertici di Sel in Campania, annunciano il sostegno dei vendoliani a Bersani: «Le proposte programmatiche della campagna delle primarie di Nichi Vendola, in particolar modo per quanto riguarda i temi di una maggior attenzione alla questione meridionale e alla lotta alla disoccupazione e alla precarizzazione del lavoro - affermano - hanno portato ad un risultato eccezionale a Napoli, in Provincia, dalla fascia costiera all’area flegrea e in molti Comuni della zona nord, e in tutta la Campania. Impegneremo questo voto per rafforzare le ragioni di chi porta con convinzione queste tematiche concludono Scotto e De Cristofaro chiedendo i nostri elettori di votare per Bersani al ballottaggio del 2 dicembre». Un conto sono le indicazioni e un altro sono i fatti. Non è infatti detto che tutti i vendoliani ascoltino le direttive del partito. Anzi la preoccupazione maggiore è data dal possibile astensionismo che, comunque, potrebbe essere un fattore determinante nell’inerzia di questo turno supplementare di voto. Vincerà chi porterà più persone a votare anche dell’altra componente. I renziani casertani hanno fatto partire su Facebook la campagna “adotta un bersaniano”. Domenica sera sapremo quali saranno stati gli esiti di questa iniziativa...


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APPIA

caruso bufera sui lavori

Don Stefano guida la protesta dei genitori per le elementari CASAGIOVE. I lavori non sono ancora partiti e la scuola Caruso resta chiusa. E scoppiano i malcontenti. La struttura di via Manzoni, nel centro di Coccagna, ha chiuso i battenti per consentire i lavori di manutenzione volti a evitare infiltrazioni d’acqua. Nell’edificio, però, di operai nemmeno l’ombra perché le risorse per il progetto sono bloccate. La Scuola Elementare “E. Caruso” è il cuore della comunità di Coccagna, l’edificio intorno al quale ruota l’intera vita del quartiere, sarà perché tutti gli abitanti vi hanno appreso buona parte delle loro fondamenta culturali, sarà perché l’economia cittadina ne trae il giusto vantaggio. Ma oggi la sua chiusura proprio non piace a Don Stefano Giaquinto, già indignato perché negli anni scorsi parecchie sue osservazioni sono rimaste inascoltate. La voce del parroco, la più autorevole tra quelle che si sono levate contro la chiusura del plesso scolastico, si aggiunge a quelle di alcuni consiglieri di opposizione che stanno arroventando quest’autunno. Don Stefano è tra i più agguerriti contro l’inadempienza dei lavori di adeguamento strutturale e si fa portavoce della protesta. Il quartiere è colpito dalla precipitosa chiusura della scuola, con ordinanza del Sindaco, giustificata dall’eventuale inizio dei lavori. I bambini sono rimasti, quindi, in principio, a casa per poi essere trasferiti presso le altre scuole della città. Ma con il protrarsi dell’inizio delle attività si è proceduto alla definitiva chiusura. Lunedì mattina abbiamo deciso di recarci insieme a don Stefano all’Ufficio Lavori Pubblici del comune di Casagiove ed abbiamo parlato al dirigente preposto Geometra Ubaldo Mingione. Il prete, forte dell’autorevolezza concessagli unanimemente, ha così tuonato: «La scuola è diventata la tana dei cani randagi». Egli ha continuato rilevando che il perdurare dell’impossibilità di frequentare ed utilizzare la struttura di via Manzoni ha riscontri negativi in termini aggregativi e formativi, non dimentichiamo che essa è la sede del Progetto Girasole, visto soprattutto che Coccagna ha una cronica carenza di impianti pubblici per le attività istruttive e sociali dei cittadini.

La permanente chiusura della struttura comporterà inevitabilmente degli ulteriori danni alla stessa. Il dirigente ha dovuto così giustificare l’inoperosità ed ha affermato di essere, già da fine settembre, in contatto con la commissione regionale la quale purtroppo ha ritardato il CTR e di star attendendo la prossima riunione che si dovrebbe tenere in questi giorni. I fondi, di cui la scuola beneficerà perché venga messa in sicurezza, sono stati stanziati dal Dipartimento della Protezione Civile, mentre la Regione ha solo una funzione di controllo. Dopo questo indispensabile iter, l’Amministrazione presenterà un progetto a cui farà seguito una gara d’appalto. In seguito al parere favorevole della Stazione Unica Appaltante potranno, finalmente, iniziare i lavori. Quindi non prima di marzo. Il progetto comprenderà anche la costruzione di una pensilina esterna

Don Stefano Giaquinto

alla scuola, una battaglia ormai decennale di Don Stefano. Sarà installato anche un serbatoio antincendio. Il parroco ha voluto ribadire che la decisione di chiudere la scuola sia stata troppo affrettata, al che il dirigente ha dovuto ammettere di non

aver tenuto in considerazione i ritardi dell’Ente Regione. Tocca solo sperare che per il prossimo settembre si possa riprendere l’attività scolastica, in condizioni di piena sicurezza e salubrità dei locali. Luigi Di Costanzo

Riequilibrio, prova di forza di Delli Paoli SAN NICOLA LA STRADA. “L’approvazione, con ampia maggioranza, 9 voti a favore, 2 astenuti, 3 contrari e 3 assenti, è una grande prova della coalizione di centrodestra che dal maggio 2011 regge le sorti della Città di San Nicola La Strada”. È quanto ha affermato, con enorme soddisfazione, il Sindaco Pasquale Delli Paoli del Pdl che in questi ultimi mesi, e più precisamente all’indomani dell’approvazione del Bilancio di Previsione 2012 avvenuto lo scorso 29 giugno, è stato sottoposto ad un fuoco di fila da parte dell’opposizione di centrosinistra ed anche da alcuni consiglieri comunali della stessa maggioranza. “Il riequilibrio” – ha aggiunto Delli Paoli – “è stato debitamente esaminato da parte degli organi preposti. Tant’è che il lasso di tempo occorso è stato ampiamente giustificato. In esso non figura nessun aumento di tasse e discrete possibilità di incrementare i servizi ai cittadini in termine di politiche sociali, scuole e sicurezza. L’operazione di ricognizione sottoposta all’analisi del Consiglio comunale” – ha proseguito il primo cittadino – “ha avuto una duplice finalità: 1°) Appurare tramite lo studio della situazione contabile, lo stato di attuazione dei programmi, come da relazione previsionale e programmatica approvata in sede di bilancio previsionale; 2°) Constatare, prendendo in considerazione ogni aspetto della gesione finanziaria, il permanare degli equilibri generali di bilancio. Nonostante dalle opposizioni si continua a parlare di aumento indiscriminato delle tasse da parte

dell’amministrazione” – ha tenuto a sottolineare la fascia tricolore che ha, così, voluto tranquillizzare la cittadinanza – “voglio fare un esempio su tutti: l’IMU, ultimo arrivato come tributo, è la più bassa tra tutti i comuni della provincia e non solo: 4 per mille sulla prima casa e 7,60 per mille sulla seconda casa. Sebbene la Spending review ha tagliato ad esercizio in corso altri 500 milioni di euro ai Comuni, il nostro Ente, pur soffrendo di questi tagli” – ha aggiunto – “sta mettendo in cantiere dei progetti per stanare evasori ed elusori, non disdegnando ipotesi di “outsourcing” e riversare il maggior gettito all’abbattimento delle tasse comunali. Il nostro Ente, che si sottopone all’esame del “rating”, è un comune che sa di avere le carte in regole. Un bilancio sano che consente all’Amministrazione di far fronte al proprio debito. Non mi stanco mai di ripeterlo” – ha, infine, concluso Delli Paoli – “in una situazione di forti riduzioni dei trasferimenti statali. È vero che il debito, mi riferisco al contenzioso ed alle spese legali, non è stato contratto dalla nostra amministrazione, ma in base al principio della continuità di bilancio, ognuno si deve assumere la responsabilità pregressa e deve cercare di non trasmetterla ad altri. In un momento particolarmente delicato per l’economia globale e nel mezzo di una crisi economica senza precedenti, posso affermare senza ombra di dubbio, che quest’amministrazione è molto attenta alla spesa e che con sacrificio ed oculatezza sta raggiungendo discreti traguardi”. Nunzio De Pinto


S. MARIA C.V.

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la pantera sammaritana

Occupati i cinque istituti superiori della città del foro SANTA MARIA CAPUA VETERE. Mentre le prime ondate di freddo invernale arrivano in Terra di Lavoro, il clima si surriscalda nelle scuole del casertano. Una mobilitazione come non la si vedeva da tempo sta infatti portando all’occupazione, da parte degli studenti, di moltissimi licei e istituti professionali della provincia di Caserta. Le motivazioni che spingono i ragazzi a occupare le scuole sono vari: alcuni protestano contro il Ddl Aprea, altri contro la pessima manutenzione delle strutture. Tutto è iniziato con l’occupazione di due importanti licei casertani: il Diaz e il Manzoni. Il primo è stato “assediato” dagli alunni nella giornata di lunedì 26, il secondo è stato occupato mercoledì. In entrambi i casi i rappresentanti di istituto hanno motivato la protesta con la necessità di ribellarsi al disegno di legge Aprea, che tenderebbe pericolosamente verso una privatizzazione della scuola pubblica pubblica. Disordini anche al liceo classico Giannone e all’istituto Geometra Buonarroti. Stessa storia a Marcianise, dove gli studenti del Liceo "Quercia" hanno proclamato l'occupazione dell'edificio e l'autogestione nella mattinata di martedì 27. La situazione risulta assai singolare poiché da tempo non si assisteva, in Terra di Lavoro, a una mobilitazione così massiccia di studenti. Bisogna infatti tornare indietro nel tempo di quasi un decennio per trovare un tale numero di scuole occupate contemporaneamente nella nostra provincia. Centro della protesta, però, sta diventando Santa Maria Capua Vetere. Quasi tutti gli istituti della città del foro, infatti, sono in sommossa. Cinque, infatti, le scuole sammaritane occupate: il liceo scientifico Amaldi, il liceo classico Nevio, l'Itc, l'Istituto Righi e l'ITG Nervi. Particolare il caso del Nervi. Gli studenti dell’ITG, infatti, oltre che a protestare contro le politiche nazionali, lamentano la pessima manutenzione dell’edificio scolastico (palestra e laboratori sarebbero infatti inagibili da tempo). Coraggiosi insomma gli studenti sammaritani, che si stanno conquistando l’attenzione della stampa locale a suon di slogan, proteste, striscioni e manifestazioni. Antimo Gaudiano, rappresentante

d’Istituto al liceo Nevio, le scuole samaritane si sono risvegliate… «Effettivamente non sono poche le scuole che in questi ultimi giorni sono state occupate… A parte il Nevio ci sono certamente l’Itc e il Righi… E’ una situazione quantomeno inusuale». Parliamo della tua scuola: come si sta svolgendo l’occupazione? «Tutto è stato preparato durante una assemblea straordinaria convocata sabato 24 in villa comunale, circa un terzo degli alunni del liceo ha preso parte a quel momento di confronto e così abbiamo deciso di occupare l’istituto. Lunedì, poi, è iniziata l’occupazione vera e propria. Stiamo autogestendo la scuola: organizziamo laboratori teatrali, assemblee, lezioni tenute da studenti e stiamo scrivendo un diario che racconti la cronistoria di questa occupazione». Ma quali sono le motivazioni che vi hanno spinti a occupare il liceo? «La motivazione principale è certamente il disegno di legge Aprea. A Santa Maria Capua Vetere come nel resto d’Italia gli studenti si stanno

L’ingresso del Nevio

mobilitando per protestare contro questa norma inaccettabile. Nella nostra città, però, abbiamo una ragione in più. Il nostro gesto è anche un segno di protesta contro lo smembramento del Tribunale di Santa Maria». E in che modo sarebbero collegate tra loro l’occupazione di un liceo e lo smembramento del Tribunale? «Con la nostra protesta stiamo atti-

rando l’attenzione dell’opinione pubblica… Abbiamo intenzione di organizzare un convegno, all’interno dell’istituto occupato, per spiegare ai ragazzi la questione dello smembramento del Tribunale… E’ anche questo un modo per sensibilizzare i cittadini». Intanto sul liceo Nevio capeggia uno striscione scritto dagli studenti che recita così: “Il Nevio è preOCCUPATO”. Matteo Donisi

Di Muro: quattordici mesi per il nuovo Puc SANTA MARIA CAPUA VETERE. Quattordici mesi per disegnare il futuro della città di Santa Maria Capua Vetere. Tale è la durata dell’incarico conferito dalla giunta comunale, presieduta dal sindaco Biagio Di Muro, al Centro interdipartimentale di ricerca Lupt (Laboratorio e pianificazione territoriale) dell’Università “Federico II” di Napoli. All’istituzione accademica è affidato il compito del coordinamento tecnico-scientifico per la redazione del Puc (Piano urbanistico comunale) e per la formazione dell’ufficio di piano, nonché di tutte le attività pianificatorie connesse ai sensi della vigente normativa. Il Centro interdipartimentale di ricerca, tra l’altro, sarà responsabile: della definizione delle competenze professionali occorrenti e delle modalità per l’istituzione dell’ufficio di piano comunale; del coordinamento dello stesso ufficio per la formazione del Puc; della redazione del Ruec (regolamento urbanistico edilizio comunale); della localizzazione e perimetrazione degli abusi edilizi e delle nuove concessioni; della Web.Gis (geolocalizzazione degli interventi); dell’anagrafe edilizia. Il Puc dovrà possedere requisiti tali da consentire il più ampio ricorso all’intervento diretto, assumendo, per quanto possibile, i caratteri del piano esecutivo. Sono individuati, quali responsabili della convenzione, l’ingegnere Francesco Biondi per il Comune

Il sindaco Biagio Di Muro

e il professore Luigi Piemontese per il Lupt. «La redazione del Puc – afferma il sindaco Di Muro – è un atto fondamentale per lo sviluppo della città. La giunta ha finalmente sbloccato un iter che si era arenato da anni e che rischiava di paralizzare la crescita urbanistica, economica e sociale di Santa Maria Capua Vetere. Lo strumento di pianificazione e il regolamento edilizio rappresentano momenti strategici per cambiare il volto della città, partendo dalla valorizzazione delle tante risorse del nostro territorio, dall’archeologia e dal turismo fino ad arrivare al riconoscimento dell’importanza del centro storico e al rilancio delle aree periferiche».


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CAPUA

maiorisi è caos sull’asta

No secco dell’Udc e di Gucchierato all’operazione CAPUA. Via libera all’asta dei terreni di località Maiorisi. Lo ha deciso, con voto a maggioranza, il consiglio comunale che ha approvato un sostanziale ribasso per l’asta pubblica visto che il primo tentativo di vendita è andato a vuoto. Restano, però, sull’operazione numerosi dubbi ad iniziare sul reale proprietario dei beni. Questi terreni, infatti, unitamente al fondo su cui dovrebbe sorgere il gassificatore, dal quale distano poche centinaia di metri, sono oggetto di un contenzioso tra il Comune e l’Asl Napoli 1. Entrambi gli enti ne rivendicano la proprietà come è dimostrato dalle numerose registrazioni e “controregistrazioni” presso la Conservatoria di Santa Maria Capua Vetere. Contrari a questa e a tutte le operazioni che puntano all’alienazione dei beni comunali sono gli ex alleati di Carmine Antropoli, Fabio Buglione e Gaetano Caputo dell’Udc. «A pochi mesi dall’insediamento dell’Amministrazione – afferma Fabio Buglione - il Consiglio Comunale fu chiamato a deliberare la vendita del terreno sito in località Maiorisi. In quella occasione, su iniziativa del gruppo consiliare dell’Udc, venne approvato un emendamento che prevedeva, che nel caso in cui il bando per la vendita del bene fosse andato deserto, il consiglio comunale avrebbe dovuto essere investito nuovamente della questione, senza possibilità, quindi, di provvedere alla vendita a trattativa privata. Quindi l’Udc, prevedendo che i tentativi di vendita non avrebbero avuto esito positivo, chiese che fosse il consiglio comunale ad esprimersi nuovamente sull’argomento. Con questo l’Udc non vuole arrogarsi poteri di preveggenza che non ha. La previsione di un possibile esito negativo della vendita per pubblici incanti, nasceva dalla semplice constatazione della crisi del mercato, innanzitutto quello immobiliare, che ha determinato un forte rallentamento dell’attività edilizia. Di fronte a questa crisi, quindi, ci siamo posti il problema della salva-

Fabio Buglione

guardia del patrimonio comunale, nella consapevolezza che i beni comunali appartengono a tutti i cittadini, e noi amministratori abbiamo il dovere di preservare, se non di incrementare questo patrimonio. Ma questo purtroppo non è avvenuto nel corso di questi anni. Troppo spesso si è proceduto con eccessiva disinvoltura alla svendita del patrimonio comunale con il sistema della trattativa privata. Riteniamo questo metodo inaccettabile dal punto di vista morale. Ci chiediamo come sia possibile che il comune di Capua ricorra sempre alla trattativa privata per la vendita dei beni comunali. Ci si risponderà che, proprio perché c’è un periodo di crisi questo strumento è necessario per mettere a reddito beni improduttivi e dare impulso all’attività edilizia. Questa risposta però non ci convince. Dietro la trattativa privata infatti, si nascondono spesso gli appetiti di imprenditori spregiudicati per i quali Capua è diventata terra di conquista, con buona pace dei cittadini che vedono ogni giorno mortificata una storia millenaria per fare spazio a interessi spesso poco limpidi. Se a Capua c’è un basso tasso di imprenditorialità non dipende solo dalla crisi ma anche dall’incapacità di creare le condizioni minime per attrarre investimenti. Ma il sistema della trattativa privata è inaccettabile anche dal punto di vista politico - contabile. La svendita

Carmine Antropoli

Tonino Gucchierato

del patrimonio di questi anni non ha prodotto risultati positivi per il bilancio. Basti pensare che poche settimane fa ci siamo espressi su un consuntivo che aveva il parere negativo dei revisori dei conti. Se a ciò aggiungiamo che l’impoverimento del patrimonio determina anche una minore capacità di indebitamento e, quindi, l’impossibilità di contrarre mutui per investimenti, non è allora difficile comprendere come questa strada non porti da nessuna parte. Ci chiediamo se gli amministratori fossero disposti a svendere una loro proprietà per consentire a qualche imprenditore di fare i propri comodi». Contro la vendita anche il centrosinistra. «Perché – spiega il consigliere Tonino Gucchierato - sono notevolAutorizzato a norma di legge

mente mutate le condizioni. Un anno fa, in consiglio, era stato riferito che i terreni erano stati ceduti dall’Asl al Comune e, quindi si trattava di una semplice alienazione. Oggi, invece, scopriamo che, in realtà, su questi terreni c’è ancora un contenzioso aperto tant’è che l’Asl Napoli 1 ha fatto un ricorso al Tar. E’ pur vero che il tribunale ha risposto dicendo che non è materia di sua competenza e che, la questione riguarda la giustizia ordinaria, ma è un chiaro segno che l’Asl è determinata a rivendicare la proprietà. Non credo che sia stato opportuno mettere in vendita, oltretutto, con una forte riduzione del prezzo dell’asta, un bene sul quale ancora non è chiara la proprietà». Mimmo Luongo

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01/12/2012

MADDALONI

municipio gli ultimi veleni

Nominati i commissari. Strascichi e accuse nell’ex maggioranza MADDALONI. E’ stata scelta la viceprefetto Ilaria Tortelli per guidare il Comune di Maddaloni sino al primo appuntamento elettorale utile. Dopo il decreto di scioglimento del consiglio comunale, il ministero degli Interni ha indicato la funzionaria dello Stato per questo difficile compito. Maddaloni è un Comune grande e ricco di problemi e ha bisogno di un commissario esperto per essere amministrato nel migliore dei modi. La Tortelli risponde a queste caratteristiche, visti anche i suoi trascorsi come commissario. La viceprefetto è stata anche a capo del Comune di Gricignano d’Aversa dopo lo scioglimento. Al suo fianco ha lavorato Goliardo Miniati che il prefetto Carmela Pagano aveva nominato un paio di giorni prima come commissario per l’approvazione del bilancio di previsione che la giunta guidata dall’avvocato Antonio Cerreto non era riuscita ad approvare. Nonostante la fine dell’amministrazione, questa settimana è stata ricca di polemiche con scambi di accuse e attribuzioni di responsabilità un po’ da tutti i lati. Il primo ad aprire le ostilità è stato il sindaco Antonio Cerreto in una conferenza stampa fatta con Pdl e Popolari liberali. «Ero stanco di farmi tirare per la giacca – ha detto il sindaco in quella sede – se avessi voluto avrei trovato i numeri per far approvare il bilancio, ma ho preferito dire basta». L’avvocato fa una sorta di mea culpa su alcune scelte effettuate e non lesina stoccate al veleno per i suoi ex compagni di coalizione. «Due anni fa ho sbagliato a costruire una coalizione così allargata. Avrei dovuto puntare su quei giovani che si sono schierati in maniera leale al mio fianco. La prossima volta faremo l’analisi del sangue a chi si candiderà con noi – ha spiegato Cerreto – in Maddaloni futura, c’è un consigliere comunale eletto da due consiliature che, nella sua carriera, non ha mai votato il bilancio… (Pino Magliocca ndr)». Cerreto parla anche delle giunte e dei tanti cambi effettuati. «Io lascio molto spazio agli assessori – ha detto l’ex sindaco – quando ho effettuato delle revoche (Giovanni Bruno e Angelo Rispoli ndr) è perché ci sono dei motivi gravi». L’avvocato parla anche del suo futuro. «Continiuerò a fare politica – ha pre-

Il prefetto Carmela Pagano

cisato – se il Pdl mi rivorrà come sindaco, sono pronto. Se il partito ha in mente per me un altro ruolo, lavorerò affinché si possa trovare una soluzione condivisa». L’ex primo cittadino è rammaricato perché la città non ha potuto percepire molti dei risultati che, comunque, la sua amministrazione ha centrato. «Da domani si tornerà con l’immondizia in strada perché non ci sarà l’assessore Bove a fare la multe – ha sottolineato – non riusciremo a completare il lavoro della bonifica del foro boario perché la conferenza dei servizi è in programma il 10 dicembre». Dall’altra parte pronta è stata la risposta di Maddaloni futura sempre attraverso una conferenza stampa. Giuseppe

Pino Magliocca, ex Città democratica, ribatte alle accuse del sindaco e rilancia. «Non sono mai andato a casa di qualcuno per far parte della maggioranza – ha dichiarato – Documenti ed eventuali emendamenti, non possono essere consegnati nel giorno in cui in consiglio, si deve effettuare una votazione. I consiglieri comunali non possono accollarsi bilanci pesanti e nel momento in cui l’amministrazione non adempie ai propri doveri è opportuno fare ammenda e tirarsi fuori. Il mio voto sul bilancio, in precedenza non è mai mancato – riprende Magliocca – So che il Sindaco ha evidenziato anche le irresponsabilità e l’inadeguatezza di alcuni componenti dell’ufficio contabile. Io sono stato assessore al personale e ho toccato con mano l’inefficacia degli uffici dell’ente. La verità e che dopo persone illustri e competenti, al comune non si è mai tenuto alcun bando per riorganizzare la macchina comunale. Questa è una storia di vecchia data, oggi non sorprendano i risultati». Una stoccata pesante arriva anche dal presidente del consiglio Giacomo Lombardi, candidato sindaco in pectore per Maddaloni futura. «Ero venuto in consiglio – afferma Lombardi – per rassegnare le mie dimissioni. Ritenevo ingiusto ed inaccettabile che quel giorno fosse riunita un’adunanza per discutere sul futuro della

Pino Magliocca

città, senza alcuna documentazione presentata ai vari consiglieri. Semplicemente illogico. Ma ora trovo superfluo parlare di qualcosa che è già passato. Oggi siamo qui per ricominciare e Maddaloni Futura, spera di essere un riferimento». A rendere ancora più incandescente l’ambiente ci pensa, poi, l’ex assessore all’Ambiente Luigi Bove, il quale attribuisce la fine dell’amministrazione Cerreto ai dipendenti comunali. «Oltre che di Maddaloni futura - ha detto l’esponente del Pdl - la responsabilità di quello che è accaduto è della politicizzazione di alcuni dipendenti comunali che hanno rallentato l’iter per l’approvazione del bilancio».

Montezemolo mette radici, nasce ItaliaFutura MADDALONI. E' nata l'associazione Italia Futura Maddaloni nuova tappa del percorso di crescita di Italia Futura Campania nella provincia di Caserta. L'associazione, alla cui fondazione hanno contribuito, tra l'altro, giovani professionisti, impiegati e studenti, è presieduta da Giovanni Vairo, 34 anni, avvocato. “L’impegno con Italia Futura è nato dalla consapevolezza del fallimento della politica” - ha dichiarato il presidente - “e dalla certezza che gran parte della classe dirigente, che in questi anni ha malgovernato, tanto in ambito locale quanto nazionale, non è in grado di provare a dar vita a quel rinnovamento forte, radicale e quanto mai indifferibile che il nostro Paese richiede. Accanto a ciò, forte è il bisogno e la speranza che la costruzione di un futuro migliore passa doverosamente attraverso una rivoluzione morale civica e culturale finalizzata ad abbattere la visione utilitaristica che troppo spesso ha guidato la politica, restituendole così il significato di servizio a favore della comunità: è necessario riportare i cittadini

Luca Cordero di Montezemolo

all’impegno civico, far tornare nei cuori la speranza nella politica e di potere, al di là di populismi e demagogie, contribuire alla costruzione del proprio futuro”.


MARCIANISE

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operazione primarie pdl

Idea del centrodestra per scegliere il candidato sindaco MARCIANISE. Le primarie per la scelta del candidato sindaco del centrodestra prendono sempre più corpo. La soluzione, infatti, è tra quelle che meglio è stata salutata nel corso della riunione del Pdl provinciale di mercoledì sera. Il faccia a faccia è stato utilissimo perché è servito, innanzitutto, a gettare le basi per la costituzione del cartello elettorale. In primo luogo, sulla sede del partito, si è visto il coordinatore cittadino di Marcianise Antimo Ferraro. La sua presenza ha chiuso definitivamente la polemica nata dopo la scelta di quest’ultimo di partecipare all’assemblea organizzata da Mario Landolfi, disertando il congresso provinciale del partito voluto da Nicola Cosentino. Altro elemento importante è stato la definizione dei rapporti con l’Udc che, a Marcianise, rappresenta una forza di riferimento importante. Le varie anime del Pdl si sono dette disponibili ad accogliere al tavolo i rappresentanti del partito centrista, senza, però, attribuirgli un ruolo centrale nell’individuazione del candidato a sindaco. In parole povere, se l’Udc pensa di poter dettare legge così come è successo nella definizione del cartello che ha portato all’elezione di Antonio Tartaglione, il partito di Domenico Zinzi può tranquillamente restare a casa. Per evitare che si creino storture e problemi, nei prossimi giorni a Marcianise si riunirà un interpartitico di tutte le forze del centrodestra per gettare le basi per la costituzione del cartello elettorale. Al primo appuntamento, per dare sostanza a tale iniziativa, è stato deciso che, oltre ai referenti cittadini di ciascuna forza ci saranno anche i riferimenti provinciali. In questa maniera si getteranno le basi anche per capire su quante liste si potrà contare alle comunali. Intorno al tavolo, oltre al Pdl, siederanno i Popolari liberali, il Nuovo Psi, Marcianise più, l’Mpa, l’Udeur e Grande Sud. Una volta chiariti gli equilibri e le regole della competizione, con l’individuazione anche delle linee guida del programma elet-

torale, il centrodestra pensa di organizzare delle primarie per la scelta del candidato sindaco. Nonostante il piano si presenti particolarmente articolato, l’idea è chiudere tutto prima di Natale. In un primo momento, si era pensato di far coincidere le primarie per la scelta del sindaco con quelle per l’individuazione del candidato premier del centrodestra fissate per il prossimo 16 dicembre. Le evoluzioni nazionali che hanno investito il centrodestra, hanno consentito alla coalizione della città di Marcianise di guadagnare qualche giorno.

Paolo Menduni

Riccio in campo per Bersani, non per Fecondo MARCIANISE. «Aderisco al neonato soggetto politico Diritti e Libertà nella convinzione di voler costruire anche in provincia di Caserta un centrosinistra coeso, basato sui valori del riformismo e del moderatismo, e che sappia interpretare le esigenze di una comunità che a gran voce rivendica lavoro, equità e coesione sociale». Ad affermarlo, è Giuseppe Riccio, già vicesindaco e consigliere comunale in carica di Marcianise con l’Italia dei Valori, rimettendo così gli incarichi di componente del coordinamento provinciale e dell’esecutivo regionale campano, nonché di commissario cittadino di San Nicola La Strada e di Marcianise del partito presieduto da Antonio Di Pietro. «L’entusiasmo e l’alta partecipazione alle primarie hanno dimostrato che la gente ha voglia di politica e chi, come me, in questi anni si è speso per costruire, anche con la maglia dell’Idv, un centrosinistra capace di rispondere alle esigenze della gente, mi ha portato a seguire la linea politica moderata di Massimo Donadi e Nello Formisano, che si è sempre contrapposta alla linea populista che negli ultimi tempi sembra aver preso il sopravvento nel partito del presidente Di Pietro», aggiunge Riccio, il quale, nelle scorse settimane, è stato indicato dall’on. Formisano quale responsabile per la provincia di Caserta della campagna delle primarie per Pierluigi Bersani. «Ringraziando l’on. Formisano per avermi voluto al suo fianco in questa entusiasmante e nuova esperienza con Dl, invito tutti gli elettori del centrosinistra a sostenere, senza se e senza ma, la leadership di Bersani al turno di ballottaggio di domenica prossima», conclude. La posizione politica di Pino Riccio, non muta, però, quella che è la sua posizione amministrativa.

Pino Riccio

L’ex vicesindaco, infatti, non ha alcuna intenzione di mettere mano ad un accordo con l’esponente del Pd Filippo Fecondo, bersaniano di ferro, per le prossime comunali a Marcianise. Riccio, continua a lavorare a quel progetto che lo ha visto protagonista con Sel, Psi e Popolari democratici alla costituzione di un cartello dei cosiddetti cespugli del centrosinistra che vedono la necessità di scegliere un candidato alternativo all’architetto Fecondo.


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Gli appuntamenti... A San Leucio arriva il Natale tra gusto e tradizione Il Natale a Caserta inizia da San Leucio con “Il Sacro, l’Antico e l’Immaginario” con Mostre, Teatro, Musica e Degustazioni l’12-8-9 Dicembre. Il primo evento Natalizio a Caserta è organizzato dall’Oratorio della Parrocchia San Ferdinando Re, in collaborazione con l’Associazione Favole Seriche presso il Salone Acquaviva dell’Oratorio a San Leucio: nei primi due weekend di dicembre sarà in scena “Il Sacro, l’Antico e l’Immaginario” con Mostre, Spettacoli e Degustazioni. Si inizia Sabato 1 dicembre, alle ore 16.00 con l’Apertura delle Mostre e dei Mercatini con degustazioni di prodotti tipici, mozzarella di Bufala dop e vini. L’animazione, presente per tutta la durata dell’evento, è a cura del Corpo di Ballo Anja Show, coreografie di Alex.

Mercatini di Natale a Piana di Monte Verna Nell’aria si sente già profumo di Natale: comincia la pubblicità che si diffonde in tv con le sue musichette, i negozi si infronzolano tutti, si pensa già ai regali e alle cose belle da preparare. Per viverne l’atmosfera non avete bisogno di andare lontano: l’8 e il 9 Dicembre si terrà, a Piana di Monte Verna, la prima edizione del Mercatino di Natale, organizzato dalla Compagnia teatrale “Amici Disponibili”. Tra una manciata di case, un centro storico in salita, godendo della calda accoglienza di un piccolo centro potrete vivere delle piacevoli giornate di festa, tra chiacchiere, musica, piatti tipici ed esposizioni artigianali. Shopping e buona tavola: Vi aspettiamo! 8 Dicembre 2012 Apertura stands alle ore 10,00 e inaugurazione del mercatino da parte del Sindaco dott. Raffaele Santabarbara. A seguire ci sarà la Santa Messa officiata da Mons. Don Giulio Farina.

Sabato 1 ore 21,15 Domenica 2 ore 19,15-21,15

Caserta&dintorni

Sfizioserie di Loredana Le novità rustiche de Le Quattro fontane CASERTA. La cucina de Le Quattro fontane, lo storico ristorante di via Quartier vecchio a Casagiove, si arricchisce sempre più di sfizioserie. Ai tradizionali piatti preparati dalla mano magica dello chef Michele, si aggiungono una serie di pietanze realizzate da Loredana che completano ed esaltano le prelibatezze del mago dei fornelli de Le Quattro fontane. Rustici, pane farcito, sono tante le novità introdotte da Loredana per rendere sempre più succulente la cucina del ristorante di via Quartier vecchio. Pane alle olive, pane alle noci e tante sorprese rigorosamente fatte in casa vanno a magnificare i sapori dei piatti storici del ristorante. Presso lo storico ristorante, infatti, c’è tutta una serie di piatti difficilmente mangiabili in altri locali per la dedizione nella preparazione come le orecchiette al baccalà, i salumi di maialino nero, il soffritto di maialino nero, il baccalà, il piatto dei due mari, la scarola e fagioli, la salsiccia, la costoletta rigorosamente di maialino nero, la carne di bufala, i maccheroncini provola di bufala e melenzane, la lardiata di pelatello e tanto altro ancora possa mandare in disibilio i palati più esigenti e raffinati. Tradizione e qualità si confondono e si integrano grazie alla mano dello chef Michele vero e proprio punto di riferimento di tutti i buongustai della provincia di Caserta e non solo. Uno dei segreti dello chef Michele è rappresentato, infatti, dalla qualità dei prodotti. Presso il ristorante di via

Quartier vecchio a Casagiove, sono rigorosamente banditi i cibi precotti, i preparati chimici. Si utilizzano solo pietanze preparate sul momento che vengono garantite dalla chioccilina del marchio Slow food. Per consentire a tutti di godere della sua buona cucina, lo chef Michele ha deciso di aprire a pranzo il ristorante di domenica, per fare in modo che la tavola de Le Quattro fontane, diventi sinonimo di tavola della festa. Rispetto a questa organizzazione c’è solo un problema: i tavoli. Se non si vuol rischiare di rimanere all’impiedi, è necessario prenotare il proprio tavolo in modo da poter partecipare alla festa del gusto de Le Quattro fontane. Basta spedire un’email all’indirizzo lequattrofontane@hotmail.it oppure telefonare allo 0823468970.

La Femme fatale di Casapulla al Belvedere CASERTA. Il candore degli abiti da sposa, la classe di un taglio sartoriale, l’eleganza e la qualità delle sete di San Leucio, il tutto inserito nell’incantevole cornice del Belvedere: sono questi gli ingredienti di “Femme Fatale”, la due giorni dedicata all’alta moda organizzata dallo stilista Vincenzo Casapulla. L’appuntamento è per il 15 e 16 dicembre dalle 17 alle 22. Sulla passerella di San Leucio sfileranno gli ultimi modelli realizzati da Casapulla che metterà a disposizione delle spose la sua arte e le sue conoscenze. Per la prima volta, a Caserta, sarà organizzato un evento di alta moda nel corso del quale il pubblico potrà avvicinarsi a quanto di meglio gravita nel mondo della sposa. Pizzi, diademi, stoffe pregiate, accessori, trucco, faranno da corollario agli abiti di alta moda che saranno i protagonisti assoluti della manifestazione. «Abbiamo inserito un evento di alta moda all’interno di una cornice storica per creare un’atmosfera magica per tutti coloro che parteciperanno – ha spiegato lo stilista – abbiamo predisposto degli effetti di luce particolarissimi che rappresenteranno un evento nell’evento e che avranno il compito di esaltare la bellezza delle sete di San Leucio, tessuto che ci invidia tutto il mondo. L’alta moda è un’arte e, infatti, nel corso della manifestazione, sarà dato spazio all’arte in tutte le sue forme per una serie ricchissima di sorprese per i nostri

Vincenzo Casapulla

ospiti». In questo senso anche la scelta delle modelle si presenta particolare. «Oltre a sfilare – ha proseguito – le nostre ragazze sanno cantare, recitare per uno spettacolo strepitoso». La musica sarà protagonista dell’evento con l’orchestra da camera e il tenore Daniele Zanfardino. Nel corso delle due serate, poi, non mancheranno momenti di musica jazz.


focus SCUOLE CALCIO

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neapolis parte il torneo

Baby calciatori in campo da domenica sino a maggio CASERTA. C’è grande fermento per l’inizio dello “School Soccer Tournament“, manifestazione domenicale finalizzata al concetto di competizione ludica tra pari età, organizzata dalla Scuola Calcio Neapolis, società promossa dai tecnici federali Luigi Bernardo e Armando La Peccerella. Scopo di questo torneo è quello di far rivivere a tutti i partecipanti un momento di confronto-incontro attraverso la pratica dello sport più bello del mondo, il calcio, educandoli soprattutto alla sana competizione. «Il torneo – spiega il responsabile organizzativo Luigi Bernardo – non è solo occasione di sano divertimento, ma anche di corretta abitudine alla vittoria o alla sconfitta, in un clima di assoluto fair-play, e che ne sono certo verrà trasferito anche alle altre componenti coinvolte. Inoltre è bello constatare la partecipazione di tante squadre che non hanno voluto mancare al nostro torneo, che per noi è un evento di sano calcio, con tanti piccoli calciatori che giocano e si divertono sul manto verde, con il sorriso e il rispetto dell’avversario, puntando appunto sul calcio e sulla gioia che regala a tutti gli atleti e agli

addetti ai lavori, ai tecnici, ai dirigenti e soprattutto alle famiglie dei piccoli calciatori». Il torneo si svolgerà da Dicembre 2012 a Maggio 2013, presso il centro sportivo “OASI”, dove le squadre si affronteranno a domeniche alterne, secondo la formula a gironi, con partite di andata e ritorno, e si concluderà con una grande festa finale di sport. Alla competizione partecipano, tra le altre, le società casertane Intercasertana, Polisportiva Folgore, Oratorio “S. Maria dell’Accoglienza” e alcune dai comuni limitrofi, quali Juve Sammaritana, Casapulla, ASD Gaetano Addio nonché del napoletano come Mariano Keller. Lo sport è un momento educativo importante e da qui nascono l’impegno e il sostegno che la Scuola Calcio NEAPOLIS mette in campo per organizzare il torneo, che ringrazia non solo le società partecipanti ma anche per il sostegno economico di alcuni sponsor, per realizzare una manifestazione che sia soprattutto una festa ed un momento di socialità per tutti. Ma la società Scuola Calcio Neapolis non si distingue soltanto per i numerosi primati legati ai tornei che periodica-

I tecnici della scuola calcio

Gli allievi del Neapolis

mente organizza, né alla mera attività educativa. Recentemente la società sportiva si è guadagnata l’onore della ribalta per essere uno dei rari esempi di esercizio dello sport in ambiente sicuro. Da qualche tempo, infatti, le attività del centro avvengono in presenza costante di un defibrillatore a tutela della salute dei bambini che sarà – ovviamente – anche disponibile per l’intera durata della prossima manifestazione. E, se non bastasse già questo, Scuola Calcio Neapolis vanta anche altre encomiabili iniziative nel segno dell’innovazione. Da segnalare, infatti, un nutrito calendario di stage formativi degli allievi, programmati con la collaborazione di società professioniste presenti su tutto il territorio casertano; e il monitoraggio costante dei piccoli durante le varie fasi evolutive. Insomma, ce n’è di carne a cuocere, non c’è che dire. Ma Luigi Bernardo, con molta modestia, tende a minimizzare: «Il progetto complessivo della nostra società potrebbe apparire un po’ ambizioso, ma non è così. A muovere le nostre attività è la convinzione ferma che il riscatto dei giovani, soprattutto quelli più bisognosi di attenzioni, non è soltanto possibile, ma sicuramente realizzabile. Peraltro, pur puntando decisamente sul gioco del calcio, debbo dire con estrema chiarezza

che il nostro programma tecnico non è soltanto quello di dare pedate ad un pallone. Anzi». In proposito interviene Armando La Peccerella: «Ogni allievo prima di essere un buon calciatore deve essere un ottimo atleta e, prima ancora, un esempio di educazione. Ai nostri giovani chiediamo prima la disciplina e poi tutto il resto. Certo, l’aspetto formativo tecnico è sempre molto importante. I giovani durante lo sforzo agonistico devono sapere abbinare il coinvolgimento fisico ad una buona tenuta mentale. Il nostro scopo – continua a ancora La Peccerella - è che una volta gettate le basi tecniche della gestualità, è quello di fare emergere le qualità naturali degli allievi stimolando soprattutto la capacità creativa». Un mix di regole e di sani principi che, sicuramente saranno preziosi nella crescita dei piccoli atleti iscritti alla scuola calcio Neapolis che parteciperanno al torneo che prenderà il via domenica. Troppo spesso l’inculcare solo lo spirito di agonismo finisce per dare ai ragazzi un’idea distorta di quello che è il vero spirito dello sport. In questo caso, questo pericolo non si corre, dal momento che gli organizzatori della manifestazione hanno ben chiari quelli che sono i valori dello sport.


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SPORT/Casertana

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casertana settimana verità

Dalla prossima settimana parte il mercato. Lombardi al bivio CASERTA. Ennesima giornata amara per la storia della Casertana. Dopo i timidi segnali di ripresa delle ultime settimane, i falchetti sono caduti ancora una volta in casa sotto i colpi di una Torres, che ha giocato con equilibrio e determinazione senza strafare. In campo si è vista una squadra stanca, svogliata e sfilacciata che non ha trovato l’armonia tra i reparti. Contro i sassaresi serviva vincere per permettere alla società di agire convintamente sul mercato di riparazione, che aprirà i battenti lunedì 3 dicembre. Con molto probabilità questo stop potrebbe frenare la dirigenza, che ha preso certamente contatti con giocatori di peso. In settimana c’è stato un summit tra Lombardi e Verazzo, che hanno stabilito di rimandare ogni decisione di ordine tecnico dopo il match di domani contro il Progetto Sant’Elia. Attualmente D’Alterio e compagni occupano la settima posizione ed accusano uno svantaggio di otto lunghezze dalla testa delle classifica. E’ chiaro che i vertici del sodalizio si aspettano una veemente reazione da tramutarsi in successo, perché in caso contrario sarebbe sostanzialmente inutile investire per una corsa al primo posto ai limiti della fanta-

Il difensore D’Alterio

scienza. La gara in terra sarda permetterà di individuare anche l’uomo che condurrà la truppa fino al termine dell’annata agonistica. Il tecnico Vincenzo Maiuri non si è tirato indietro nell’assumersi responsabilità diretta nella gestione del gruppo, ma ha anche messo in evidenza la poco consistenza di un collettivo incapace di giungere ad una maturità tattica sufficiente per affrontare il torneo con dignità. Solo i tre punti potrebbero consentire di sperare ancora minimamente di assaltare il podio. Diversamente ci troveremmo ad affrontare una settimana di svolta per

l’intero progetto. Per tesserare altri atleti di fatto c’è tempo fino al prossimo 17 dicembre. Gli atleti trasferiti in questo lasso di tempo saranno immediatamente utilizzabili mentre gli svincolati possono entrare in rosa solo a partire dal giorno 18. Fino al 31 dicembre sarà possibile accordarsi con giocatori liberi, che non abbiano disputato una gara ufficiale nei trenta giorni antecedenti a tale termine. In ogni caso, questo è un discorso da rimandare a domani sera quando si capirà cosa ancora questo undici sia in grado di chiedere alla stagione. In questo momento Lombardi, Verazzo

CLASSIFICA Torre Neapolis Ginnastica e Calcio Sora Sarnese S.E.F. Torres Lupa Frascati San Basilio Palestrina Casertana Budoni Porto Torres Isola Liri Arzachena Anziolavinio Ostia Mare Lidocalcio Selargius Cynthia Real S.M. Hyria Nola Progetto Sant'Elia Civitavecchia

28 26 25 25 22 21 20 18 18 17 16 15 15 12 10 10 9 9

e Pannone hanno pronto sia un piano di rilancio per la stagione che uno di ridimensionamento. Tutto dipenderà dal risultato e dalla classifica che i falchetti avranno domenica sera. Ovviamente tutti sperano che la società vada a mettere mano per rinforzare una squadra che milita in un girone che procede in maniera lenta e che non vede la presenza di corazzate irrangiungibili. E’ chiaro, però, che, con il ruolino di marcia che sta tenendo la Casertana non è pensabile di poter acciffare la vetta tanto facilmente. Majella, Palumbo e Manco ora devono dimostrare di che pasta sono fatti. Nicola Maiello

Chi l’ha visto

Accadde oggi... 1985

COLOMBO, DALLA PORTA ALLE POLTRONE DEGLI STUDI TELEVISIVI Angelo Colombo, nativo di Mezzago in Brianza, cresce calcisticamente nella squadra del proprio paese d’origine. Ben presto l’estremo difensore lombardo riesce a catturare l’interesse di molti club professionistici. In particolare, non ancora maggiorenne, entra nelle mire della società marchigiana dell’Ascoli. Con la formazione bianconera esordisce in serie C alla giovanissima età di venti anni. Per tre anni difende con successo i pali dello stadio De Luca divenendo beniamino del pubblico locale. Nel 1965 approda alla corte del Modena. In Emilia trascorre quattro anni in Cadetteria andando a costituire un baluardo insostituibile della difesa a fronte delle novantasette partite giocate consecutivamente . A Caserta gioca l’ultima stagione della carriera in occasione della prima storica promozione in Seri B dei falchetti (1969/70). Parte da titolare disputando dieci gare ma nel corso del campionato deve lasciare spazio al giovane casertano Porrino. Successivamente alla carriera da atleta, Colombo ha intrapreso il percorso di preparatore dei portieri per poi cominciare a collaborare stabilmente con alcune emittenti televisive lombarde come commentatore.

TRIS SERVITO NEL DERBY AI CUGINI DI BENEVENTO L’undicesima giornata di campionato offre motivo un motivo di ulteriore interesse per i supporter rossoblu. Allo stadio Pinto arrivano i cugini del Benevento. I falchetti scendono in campo in un derby che li vede favoriti sulla carta. La Casertana parte con lo stesso assetto tattico adottato in occasione della sfida pareggiata a Cava dei Tirreni. I padroni di casa partono forte passando prontamente in vantaggio dopo appena un quarto d’ora di gioco grazie ad un guizzo vincente di Genzano, abile a superare il diretto avversario prima di depositare la sfera alle spalle dell’estremo difensore Torchia. La rappresentativa sannita cerca di imbastire una reazione ma deve fare i conti con la solidità difensiva di Buccilli e soci. La prima frazione di gioco si conclude con il team di Terra di Lavoro avanti di una marcatura. La segnatura del raddoppio giunge a tre minuti dal fischio d’inizio della seconda parte con Petriello. Nella restante parte del match, i locali gestiscono senza particolari difficoltà la situazione , riuscendo a chiudere i chiudere i conti con la terza realizzazione di Bonaldi all’84’.


SPORT/Juvecaserta

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JUVE c’è un nuovo socio

Sul fronte mercato è sempre caccia al playmaker CASERTA. Lo scontro salvezza dell’Adriatic Arena va alla Juve Caserta che gioca una partita ordinata, lucida, cinica e porta a casa due punti pesantissimi che valgono la quarta affermazione stagionale. Una sfida tra due squadre alla disperata ricerca di punti: Pesaro, con cinque sconfitte sul groppone, mentre la Juve sempre battuta, e di tanto, lontano da casa. Una vittoria che vale oro quanto pesa, che schioda lo 0 dalle vittorie esterne e mantiene la Juve a +4 dall’ultimo posto. Quintetto classico per Sacripanti mentre Ticchi conferma Hamilton in panchina. Si parte ed arriva la bomba di Jonusas a cui segue quella di Barbour. Le mani sono calde ed anche Mack si iscrive al festival della bomba mentre si gioca in un silenzio irreale per l’astronave pesarese. Al 3' antisportivo dubbio a Gentile; la Scavo ne approfitta per andare 11-5 dopo il secondo missile di Mack. Caserta tira con percentuali pessime e Sacripanti, al 5', sostituisce Akindele (che non gradisce il cambio) e Jelovac dando spazio a Mordente e Michelori. La partita è veramente brutta, Pesaro senza fare nulla di che vola sul +7 (nonostante uno 0/4 filato ai liberi) con Gentile a quota due falli al 7' (dentro il giovane Marzaioli). Nonostante un tremendo 1/6 da 3, i bianconeri recuperano fino al -1 al 10' con quattro punti dell’ecumenico Mordente. Si riparte al piccolo trotto, Marzaioli sbaglia la bomba del sorpasso, Hamilton no ed è 1713. Sacripanti, dopo 2', chiama time out: è +6 Pesaro, con la Juve che attacca in modo scriteriato e senza costrutto. E meno male che la Scavo non segna un libero neanche a pagarlo. Nel momento più brutto del match, Cavaliero inventa un paio di ottime giocate subito bilanciate da Mordente per il 24-19 al 15'. Al 16' arriva il primo contropiede bianconero con Maresca, mentre Pesaro si perde in una marea di palloni gettati alle ortiche sotto la pessima gestione di Hamilton (infatti rientra Clemente, fin qui impalpabile). Si sveglia dal liturgico letargo anche Akindele che, con quattro punti di fila, sigla il -1 al 18'. Poi arriva anche la firma di Gentile ed è sorpasso (26-27) tra le bordate di fischi del popolo pesarese verso la propria compagine. Solo Mack (11) tiene a galla una Scavolini ai limiti dell’inguardabile. Prima di andare a riflettere, e tanto, negli spogliatoi c’è tempo per gli scud di Jelovac e Maresca che sentenziano il 29-33. Si ricomincia e Barbour, come nel primo quarto, insacca una bomba per uscire dalla crisi personale e di squadra. Una mazzata, per la Juve, arriva col terzo fallo di Jonusas dopo 57" della ripresa, ma il lituano, comunque, griffa il +5. Che diventa 34-41 dopo i quattro punti filati di Jelovac. Pesaro è stordita, non sa mai cosa fare in attacco e Jelovac la punisce col missile del +10 al 24'. Caserta sente l’odore del sangue ed arriva anche la tripla di Gentile (34-47 e 0-10 di break al 25'). Akindele non gradisce un cambio e fa uno spettacolo inutile; sul legno ci pensa capitan Maresca ad infilare la bomba del 39-51. Poi ancora Gentile, in scorribanda solitaria, sigla il +14 al 27' mentre i fischi sono tutti per Ticchi. Cavaliero cerca di tirare fuori Pesaro dal fossato, il vantaggio resta nelle mani bianconere anche se Jonusas compie il quarto fallo. All’ultimo intervallo è 4857 col "buzzer beater" di Cavaliero sulla sirena. Inizia con due bombe sbagliate da Cavaliero e Flamini, gli unici che sembrano crederci, l’assalto garibaldino della Scavo. Gentile compie il quarto fallo e Sacripanti deve rischiare nuovamente Marzaioli mentre la Juve si gioca il bonus in appena 2'. Nel momento del bisogno Mordente inventa tre canestri pazzeschi che rintuzzano la riscossa marchigiana (50-63 al 34'). La schiacciatissima di Akindele strappa gli applausi dei suoi ex tifosi e regala il +14 alla Juve. Il tempo passa, si scandiscono i secondi mentre Marzaioli tiene il campo con grande intelligenza. Pesaro continua la sua via crucis dalla lunetta mentre il pubblico locale applaude solo Cavaliero. La bomba di capitan Maresca è uno schiaffo tremendo che sa di colpo di grazia (52-68 al 36'). La Scavo prova una flebile reazione col solito commovente Cavaliero ma ormai è troppo tardi perchè Gentile (bravissimo) chiude tutto, la Juve non si guarda indietro. La vittoria di Pesaro dà il via ad una nuova settimana di rumors sul fronte mercato: serve sempre un play maker (lo sanno anche le pietre ormai), la società si sta muovendo per cercare di aggiungere questo necessario tassello al pur coraggioso rooster di Sacripanti. Dopo la chiusura ai vari Cantrell, JR Reynolds e Gray, il nome nuovo, per la regia, è quello di Erving Walker: nome di battesimo "pesante" da portare per chi pratica questo sport, il ragazzo nasce a Brooklyn il 17 Gennaio del 1990, un folletto di 173 per 80 kg. Uscito la scorsa estate dal prestigioso college di Florida University (play maker titolare degli storici "Gators", 12.1 punti e 4.7 assist di media la scorsa stagione), pur avendo discretamente figurato alla Summer League di Las Vegas non è

stato "draftato" in Nba. A Veroli (dove sta producendo 15.1 punti, 2.8 assist e 2.9 rimbalzi di media) sembra non essersi ambientato benissimo, con svariati problemi di convivenza con Franco Marcelletti, head coach dei ciociari. L'operazione Walker è legata, a doppio filo, con quella Johnson-Veroli. Marcelletti, per liberare Walker, vuole solo Aaron Johnson, attualmente sotto contratto a Cremona e suo pupillo, la scorsa stagione, ad Ostuni: Cremona, ovviamente, libera Johnson (il quale, per voce del suo procuratore, ha comunque affermato di voler restare alla Vanoli per giocarsi le su chances in serie A) qualora trovasse un play maker per rimpiazzarlo. Quindi l'equazione è: Walker va a Caserta se Johnson va a Veroli se Cremona trova un Akindele play maker. Situazione complessa, ci saranno sicuramente sviluppi. Sviluppi che interessano anche la parte societaria: alcuni rumors sosterrebbero che si starebbe stringendo con un nuovo potenziale socio che potrebbe legarsi alla Juve Caserta. Intanto i bianconeri sono attesi, domenica, dalla difficile sfida contro la Chebolletta Cantù dell'ex Andrea Trinchieri, partita nella quale verrà indetta la giornata dell'orgoglio bianconero. Ci saranno una serie di iniziative tese a rimarcare le sinergie esistenti col territorio e, nel contempo, ringraziare tutti gli appassionati e i tifosi che, nello scorso campionato, si sono resi protagonisti del grande successo del "JC Wall". Tornando a Cantù, i brianzoli non potranno avvalersi della regia di Jerry Smith, che si è rotto un piede e resterà fuori almeno fino alla fine di Dicembre, mentre ci sarà Jonathan Tabu. Play maker congolese di nascita ma belga di nazionalità sportiva, torna a Cantù dopo il prestito, a Cremona, della scorsa stagione. Giocatore definitivamente esploso, il cui prestito in provincia ha fatto davvero bene, ottimo passatore della palla, coinvolge lunghi ed esterni molto bene, bravo anche a penetrare e nel tiro da 3 punti. Al suo fianco il capitano, uomo simbolo di Cantù, Nicolas Mazzarino: uruguayano di Salto, ma italiano di passaporto, è all'8° stagione di fila in Brianza. Tiratore micidiale da 3 punti, sugli scarichi e in uscita dai blocchi, non va fatto entrare in striscia, può spaccare in due una partita col tiro pesante. Il back court lo completa Manuchar Markoishvili: georgiano, talento purissimo, trascorsi importanti a Treviso e Lubiana, è il giocatore più completo della Chebolletta. Ventaglio di soluzioni vario, tira e penetra alla stessa maniera oltre a conservare una visione di gioco tale da far si che, sul perimetro, possa essere impiegato in tutte le posizioni. Dalla panchina l'altro ex di giornata, Jakub Kudlacek: 22 anni, polacco, giocatore molto abile ad alzare i ritmi e a correre in campo aperto. Il pericolo maggiore arriva da Pietro Aradori: chiamato al riscatto dopo le opache stagioni senesi, il bresciano è il braccio armato di Trinchieri a gara in corso. Attaccante completo, prettamente un tiratore dalla medio/lunga distanza, è anche un buon attaccante del ferro, ma è il tiro la soluzione preferita. Sotto canestro un altro dei volti conosciuti della squadra biancoblu, Maarten Leunen: ala di 27 anni, giocatore che, in attacco, sa essere pericoloso sia al tiro che in avvicinamento, ma è sicuramente la grande duttilità la principale caratteristica, duttilità che gli permette di essere imprevedibile. In posizione di centro Marco Cusin: alla consacrazione dopo le buone cose fatte vedere a Pesaro, il pivot friulano (211 cm per 112 kg) è un giocatore verticale, in difesa ottimo stoppatore ed intimoritore, in attacco perfetto interprete del pick & roll, migliorate anche le giocate in post basso. Dalla panchina tutto l'atletismo di Jeff Brooks: nativo di Louisville, grande stagione a Jesi, è un grillo, raggiunge altezze umanamente impossibili soprattutto quando salta in corsa, buon rimbalzista, tecnicamente non eccelso, ma è un giocatore che non va fatto esaltare per evitare che diventi un fattore. Altro giro, altro grillo, Alex Tyus: pivot texano, ma israeliano di passaporto, 24 anni, non eccessivamente alto (204 cm), ma è davvero una presenza notevole su ambo i lati del campo, dove cattura tanti rimbalzi, si fa sentire e, in attacco, se servito in profondità, aspettatevi fragorose schiacciate. I giovani Awudu Abass e Andrea Casella completano una squadra che, in quintetto, comincia con Tabu, Mazzarino, Markoishvili, Leunen e Cusin. Francesco Padula



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