Page 1

Swiss Multikult Life Style Magazinee, Italiannews.ch - Nr. 16 Juli - August 2013, Chf- 4.-

italiannews

SWISS MULTIKULT LIFE STYLE MAGAZINE

PartyNews

massimo rocchi

Who Killed Johnny Vito De Filippo

MAURIZIA SALA renato cantore

Mercedes-Benz IRENE FORNACIARI


italiannews

Inhalt Bisogna-festeggiareogni-serata-estiva-comese-fosse-l’ultima

SWISS MULTIKULT LIFE STYLE MAGAZINE

EDITORIAL 5 - Editorial by Gabriella Groppetti 7 - Editoriale by Pina Bevilacqua 9 - Editorial by Brian Basnayake TOURISm 10 - Ras Al Khaimah EVENT 11 - The House Of Peroni 12 - Music Summer Festival 14 - Sing'n Win 2013 50 - La Basilicata in Svizzera

Swiss Multikult Life Style Magazinee, Italiannews.ch - Nr. 16 Juli - August 2013, Chf- 4.-

italiannews

SWISS MULTIKULT LIFE STYLE MAGAZINE

PartyNews

massimo rocchi

Who Killed Johnny Vito De Filippo

maUriZia sala renato cantore

Mercedes-Benz irene Fornaciari

Music 17 - Albano 20 - BSI Engadin Festival 2013 24 - Vinicio Capossela 25 - Top Venti 26 - Agenda 28 - Uscite CD - Album musicali CINEMA 30 - Film in uscita 32 - „Who Killed Johnny“ 34 - Film Festival del Garda 2013 35 - Tutti Giù - film svizzero-italiano in concorso 36 - Ciak si gira. A Orsara c’è “Stripes” 37 - David di Donatello. Trionfa Tornatore 38 - La grande bellezza. Sorrentino 10 e lode enogastronomia 40 - Peppe Zullo 41 - Azienda Agricola Conca d’Oro 42 - Expo 2015 43 - Ristorante Romantica 44 - Mangiar bene PERSONALITY 52 - Vito De Filippo 54 - Renato Cantore 55 - Erri De Luca 56 - Lino Vairetti COMMUNICATION 60 - Cablex 61 - C’era una volta la Reggia di Caserta. 62 - Dialoghi sull’ uomo 64 - Massimo Rocchi Un tocco di ispirazione per le giornate estive. Con i gelati Crème d’or è facilissimo p r e p a ra r e d e s s e r t s e m p r e r i u s c i t i . L e t a n t e v a r i e t à i n v a s c h e t t a e i n b a ra t t o l o e i cornetti sanno infatti come esaudire ogni desiderio viziando te e i tuoi ospiti con ottimi ingredienti e squisita panna svizzera. C re a z i o n i p e r f e t te p e r i m e s i e s t i v i : w w w. c re m e - d - o r. c h

AUTO 68 - Sonia Kälin. Volvo Center AG 69 - Schweizerische Post setzt auf PIAGGIO 70 - Mercedes-Benz ARTE 74 76 78 83

-

Maurizia Sala Liceo Artistico SEGNI Galerie Reichlin La Biennale Internazionale di Scultura di Racconigi


Impressum Verlag

Editorial Liebe Leserinnen,

Antonio Campanile

Editorial Direktor Pina Bevilacqua

liebe Leser,

Testimonial VIP Piero Esteriore

Direktor Marketing/ Werbung

Antonio Campanile

Wer hätte es gedacht, der Sommer kam doch noch! Wir

Chefredaktor

haben ihn ja immer verdient als überdurchschnittlich hart

Gabriella Groppetti (deutsche Redaktion) Heidi Giuliani (deutsche Redaktion) Bryan Basnayake (englische Redaktion) Luisa Pavesio (italienische Redaktion)

Redaktion

Sabrina Tortomano Luana Nocco Antonella Montesi Pietro De Seta Emanuele Iacovo Palma Bucarelli Beatrice Feo Filangeri Gianni Motori Nica Mariella Antonella Millarte Eugenio Forestrieri Pino Laudano

Thomas Lang Marco Montini Massimiliano Teramo Giuseppe Iacovo Rocco Delli Colli Gianni Barone Dalia Sgarbis Vincenzo Muni Italo Caroli Salvatore Tramontana Rita Albrecht Bruno Sonetto

Redaktion Chur CosimoVonghia

Antonio Sellito

arbeitende Nation, aber so verdient wie dieses Jahr war er schon lange nicht mehr. Ob in fernen Kulturen schwelgend, an Stränden liegend oder an Festivals feiernd, lasst uns den Sommer mit mindestens so viel Leidenschaft geniessen, wie wir über sein bisheriges Ausbleiben wetterten! In dem Sinne verabschieden auch wir uns und freuen uns, euch ab September wieder mit News um People, Arte und

Redaktion Tessin - Via Peri Lugano

La Bella Vita ajour zu halten.

Redaktion Vienna

Euer iNews

Redaktion Basilea

Corinne Visth

Rita Albrecht Antonio Vivacca

Ludovico Gentile Nicola Cathieni

Erich Bauer

Piero Esteriore Mimmo Esteriore

Michele Ferrante Davorka Zguric

Redaktion mosca Antonella Rebuzzi Eleonora

Redaktion Rom Alfonso Benevento Michele Viola

Angela Verde

Redaktion Mailand Eugenio Forestieri

Redaktion Turin Francesco Mescia

Redaktion Sizilien Francesco Di Dario

Rita Pennisi

Redaktion Apulien Eustachio Cazzorla Domenico Potenza

Nicola Tramonte

Redaktion PARMA Giuseppe Laudano

Redaktion bologna Simona Artanidi

Redaktion ORSARA-FOGGIA-PUGLIA Eustachio Cazzorla Nicoletta Altieri

Brenda Liquadri

Marketing/ Werbung News@campanile.ch

Graphics: Morena Fiorucci Art Director: Paolo Ugolini Web Master: Claudio Giuliani PHOTOGRAPHER

Patrizio De Michele Claudio Giuliani Lino Sprizzi photos-people.ch Francis Bissat www.fb-photografie.ch Patrick Frischknecht

Abo-Service

Redaktion@italiannews.ch

Druckzentrum

VCT - Herostrasse 9 - 8048 Zürich

Verlag

INews Campanile Baumgartenstr. 26 8902 Zürich – Urdorf Mobile +41 79 405 39 85 Redaktion@italiannews.ch news@campanile.ch Abbonamento / soci CHF 100.Monatliche Ausgabe

4 INEWS

INEWS 5


Impressum

Editoriale

Editore

Antonio Campanile

Direttore Editoriale Pina Bevilacqua

Life in Italy

Testimonial VIP Piero Esteriore

Direzione Marketing&Pubblicità

Si sta facendo un gran parlare delle cliniche elvetiche

Antonio Campanile

dove, a soli 7 mila euro (pernottamento compreso), si

Capo Redattore

può porre dolcemente fine alla propria vita. Il suicidio

Gabriella Groppetti (deutsche Redaktion) Heidi Giuliani (deutsche Redaktion) Bryan Basnayake (englische Redaktion) Luisa Pavesio (italienische Redaktion)

Redazione

Sabrina Tortomano Luana Nocco Antonella Montesi Pietro De Seta Emanuele Iacovo Palma Bucarelli Beatrice Feo Filangeri Gianni Motori Nica Mariella Antonella Millarte Eugenio Forestrieri Pino Laudano

Thomas Lang Marco Montini Massimiliano Teramo Giuseppe Iacovo Rocco Delli Colli Gianni Barone Dalia Sgarbis Vincenzo Muni Italo Caroli Salvatore Tramontana Rita Albrecht Bruno Sonetto

Redazione Coira (CH) Cosimo Vonghia

Antonio Sellito

Redazione Ticino - Via Peri Lugano Rita Albrecht Antonio Vivacca

Ludovico Gentile Nicola Cathieni

Olanda, Colombia…), ma solo in Svizzera il servizio è offerto anche agli stranieri, con tanto di pubblicità. Venite a morire in Svizzera, è possibile, è economicamente accessibile, è garantito dalla leggendaria efficienza elvetica… Nel frattempo, oltralpe, si fa strada un altro invito, diametralmente opposto: venite a vivere in Italia! Tutto nasce da una trovata del neo ministro del Lavoro italiano, Enrico Giovannini, che, parlando dell’Expo 2015 di Milano (dal titolo "Nutrire il pianeta. Energia per la vita"), decisamente gran bella vetrina per il Belpaese e le sue gustose eccellenze, ha lanciato il “Life

Redazione Vienna Erich Bauer

Redazione Basilea Piero Esteriore Mimmo Esteriore

assistito è legale in vari Paesi (Belgio, Lussemburgo,

Michele Ferrante Davorka Zguric

Redazione mosca

in Italy”. Perché nello Stivale, ricco da sempre di ogni grazia di Dio, si vive benissimo, e si può investire anche meglio,

Antonella Rebuzzi Eleonora

provare per credere! Certo che la ventata di propositi-

Redazione Roma Alfonso Benevento Angela Verde

vità che sta investendo l’Italia in questo periodo non

Michele Viola

ha limiti.

Redazione Milano

Del resto è risaputo che gli Italiani sono soliti dare il

Redazione Torino

meglio di sé proprio quando la situazione si fa diffici-

Eugenio Forestieri Francesco Mescia

Redazione Sicilia Francesco Di Dario

Rita Pennisi

Redazione Puglia Eustachio Cazzorla Domenico Potenza

Nicola Tramonte

le. Basta guardare alle più clamorose vittorie della loro Nazionale di calcio per rendersene conto. O al miracolo economico che in Italia seguì al Dopoguerra, quando un popolo di poveri e analfabeti, in po-

Redaktion PARMA

chi anni, tirò su dalle macerie una delle maggiori po-

Redaktion bologna

tenza al mondo.

Giuseppe Laudano Simona Artanidi

Redaktion ORSARA-FOGGIA-PUGLIA Eustachio Cazzorla Nicoletta Altieri

Brenda Liquadri

Marketing/ Pubblicità News@campanile.ch

Grafica: Morena Fiorucci Art Director: Paolo Ugolini Web Master: Claudio Giuliani

Ora la grande crisi di inizio Millennio potrebbe essere un’altra grossa occasione per crescere e rinnovarsi. Per ciò non si può non augurare alla bellissima e ‘buonissima’ Italia tutta la fortuna possibile. E al “Life in Italy” un successo anche maggiore di quello ottenuto dal concetto ‘gemello’ del “Made in Italy".

Fotografi

Patrizio De Michele Claudio Giuliani Lino Sprizzi photos-people.ch Francis Bissat www.fb-photografie.ch Patrick Frischknecht

Cordiali saluti Pina Bevilacqua

Abbonamenti

Redaktion@italiannews.ch

Tipografia

VCT - Herostrasse 9 - 8048 Zürich

Casa Editrice

INews Campanile Baumgartenstr. 26 8902 Zürich – Urdorf Mobile +41 79 405 39 85 Redaktion@italiannews.ch news@campanile.ch Abbonamento / soci CHF 100.Monatliche Ausgabe

6 INEWS

INEWS 7


Impressum

Editorial

Editor

Antonio Campanile

Dear Readers,

Managing Editor Pina Bevilacqua

Testimonial VIP Piero Esteriore

Direktor Marketing/ Advertising Antonio Campanile

Chief Editor

Gabriella Groppetti (deutsche Redaktion) Heidi Giuliani (deutsche Redaktion) Bryan Basnayake (englische Redaktion) Luisa Pavesio (italienische Redaktion)

Editorial Board

Sabrina Tortomano Luana Nocco Antonella Montesi Pietro De Seta Emanuele Iacovo Palma Bucarelli Beatrice Feo Filangeri Gianni Motori Nica Mariella Antonella Millarte Eugenio Forestrieri Pino Laudano

Thomas Lang Marco Montini Massimiliano Teramo Giuseppe Iacovo Rocco Delli Colli Gianni Barone Dalia Sgarbis Vincenzo Muni Italo Caroli Salvatore Tramontana Rita Albrecht Bruno Sonetto

Editorial Board in Chur Cosimo Vonghia

Antonio Sellito

Editorial Board in Ticino Via Peri Lugano Rita Albrecht Antonio Vivacca

Ludovico Gentile Nicola Cathieni

Editorial Board in Vienna Erich Bauer

Editorial Board in Basilea Piero Esteriore Mimmo Esteriore

Michele Ferrante Davorka Zguric

Editorial mosca Antonella Rebuzzi

Eleonora

Editorial Board in Rome Alfonso Benevento Michele Viola

Angela Verde

Editorial Board in Milan Eugenio Forestieri

Editorial Board in Torino Francesco Mescia

Editorial Board in Sicily Francesco Di Dario

Rita Pennisi

Editorial Board in Apulia Eustachio Cazzorla Domenico Potenza

Nicola Tramonte

Editorial Board in PARMA Giuseppe Laudano

Editorial Board in bologna Simona Artanidi

Editorial Board in ORSARAFOGGIA-PUGLIA Eustachio Cazzorla Nicoletta Altieri

Brenda Liquadri

Marketing/Advertising News@campanile.ch

Graphics:

Morena Fiorucci

Art Director:

Paolo Ugolini

Web Master:

Claudio Giuliani

Photography

Patrizio De Michele Claudio Giuliani Lino Sprizzi photos-people.ch Francis Bissat www.fb-photografie.ch Patrick Frischknecht

Abo-Service: Redaktion@italiannews.ch Print: VCT - Herostrasse 9 - 8048 Zürich Publisher

INews Campanile Baumgartenstr. 26 8902 Zürich – Urdorf Mobile +41 79 405 39 85 Redaktion@italiannews.ch news@campanile.ch Abbonamento/ soci CHF 100.Montly issue

8 INEWS

This is the time of the year that many of us yearn for during the cold months, especially when the day looks bleak and the sun seems to be in constant hiding. Summer is the time when we should look forward to long hot days to laze about or frolic in the water. It is the season we hope to regenerate ourselves and make our lives that much more exciting. It is the time when we often meet and make some new friends and even strike amorous relationships. Some of us positively look forward to encounters of the heart while on holiday, or on those visits to the lake, the river or the outdoor-pool for a refreshing swim. Down the years summer holidays played a special role in the lives of people living in this latitude. Of course, things have changed how people spend their summer holiday these days. We go to different places now and sometimes do quite different things. But one thing has remained the same over the years: the excitement and the romance that only summer can offer. No wonder most people feel animated and generally optimistic in the summer – or even compelled to be terribly enthusiastic about outdoor activities. A good number of people believe that they feel better in the warm months of the year than they do at other times, and they certainly want to look their best whether it is in their swimwear or in their summer party-dresses. In fact, most men do believe that women look their best in the summer! It was quite simply a disappointing spring, and it has been a frustrating start to the summer, so we only hope that it will get better for the remainder of the sunny season. We were reminded of the Böögg’s prediction of a bad summer on that rain-drenched evening on “Sechseläuten”. The storms in June have left their scars on Switzerland as well, and our sympathies are with those affected by the raging winds and water. The referendum on the direct election of the Federal Counselors by the public was as predicted in many quarters dead in the water. More than three-quarters of the voters rejected the proposal emphatically and unequivocally. The present mood in the electorate is to rely on the tried and tested, and certainly to avoid experimentation. In the end, it was a triumph for the “Concordat” – the agreement to ensure a coalition government and consensual politics as it is practiced in Switzerland. Summer is the time that some of us stay put in Switzerland. Switzerland is glorious in the summer as it is in the winter. Almost everywhere there are special events, festivals and all kinds of activities taking place, making it the most spirited season in the year. Indeed, it is the vital season that we need to revitalize ourselves and prepare us for the winter. No doubt, many of you will be off on holiday; all the others will look forward to a lovely summer wherever they might be in Switzerland. We wish you a stress-free and yet truly exciting summer and an enjoyable read in the iNEWS! Yours Sincerely, Brian Basnayake

INEWS 9


t ourism

e vents

Don Francis

Ras Al Khaimah: The Prettiest Of Them All

Tiny perhaps but certainly the prettiest” is what one might say of this member of the United Arab Emirates (UAE) in the Arabian Gulf. Just 1’700 sq. km. in size and a with a population numbering less than 300’000 inhabitants, Ras Al Khaimah is not endowed with mineral resources, although it is in a region awash with petroleum. Perhaps for that very reason, it developed an economy based on agriculture and fisheries that later diversified into manufacturing and services, in order to broaden its economic base and enhance growth. Ras Al Khaimah is often described as one of the key manufacturing bases in the Gulf region, as well as being a financial center alongside Dubai. Considering the beauty of its landscape, its cultural wealth and heritage, and its historical significance, Ras Al Khaimah had a particularly slow start to tourism, lagging way behind Dubai and Abu Dhabi. However, it is now making a strong bid to catch up on its bigger, fellow confederates with massive tourism projects underway that are swallowing up millions of dollars. In 2013 alone, the country is planning to spend 500 million dollars in major tourism development projects. Ras Al Khaimah is the northernmost member of the UAE, bordering along the Hajr mountain chain with Oman, which had declined, along with Bahrain, to join the UAE when it was formed in 1971. In the south, Dubai is just one hour’s drive away and a convenient gateway for travelers from Switzerland. Ras Al Khaimah has 64 kilometers of pristine coastline, most of which is soft, sandy beaches, and its hinterland consists of the fabled desert with massive sand dunes, quaint villages set in desert oases, and a mountain range reaching up to 1800 meters above sea level. Ras Al Khaimah is truly a traveler’s dream with a long and colourful history and fascinating culture. It has its fair share of leading hotels such as Banyan Tree Al Wadi, Hilton Ras Al Khaimah Resort & Spa and Hilton Hotel Ras Al Khaimah, and ever more extravagantly built hotels and resorts are planned for the near future. It is expected that the number of hotel rooms will increase to 10’000 by the year 2016 – from the 3000 rooms at present! Indeed Ras Al Khaimah has something more to offer than does Dubai or Abu Dhabi. No other UAE member state has such a spectacular landscape and 10 INEWS

truly captivating tourist attractions as does Ras Al Khaimah. However, what is surely most interesting is the fact that although it is in competition with the other members of the federation, it views itself as an extension to Dubai and Abu Dhabi, and even to Oman. However, whatever the reasons, Ras Al Khaimah attracted over a million visitors in 2012, and it expects to welcome as much as 1.3 million this year alone. Visiting Ras Al Khaimah is relatively easy. Direct flights both from Geneva and Zurich to Dubai (Emirates Airlines), Geneva to Abu Dhabi on Etihad and from Zurich to Muscat (in Oman) on Oman Air are the best options for any traveler from Zurich. The latter route is of course for travelers with time and enthusiasm for exploration and discovery and a keen interest in the region and its absorbing culture and history. It is a unique region that straddles a volatile, colourful and intriguing past with an ultra-modern and vibrant present. It is a region for visitors to enjoy the luxurious lifestyle amidst conservative values and traditions of Islam. Ras Al Khaimah offers like none other in the UAE from carefree beach holidays to more adventurous desert treks and visits to historical sites.

The House of Peroni - Formafantasma

The House Of Peroni comes to London

A

l 41 di Portland Place a Londra, esattamente tra Regent's Park e Oxford Circus, dal p 3 luglio c'è una nuova realtà che parla, sottintesamente ma nemmeno troppo, italiano. È la House of Peroni, marchio della celebre birra, che ha deciso di aprire uno spazio nella capitale inglese per promuovere il "gusto italiano” visto sotto la lente della creatività, mettendo in scena, fino alla fine del mese, un appuntamento al giorno, incentrato sulle più disparate discipline, dalla cucina al design, dalla moda alla musica. Alle pareti, e nello spazio, le opere dei giovani artisti Ludovica Gioscia, con le sue forme apparentemente "pop”, e del veronese Giacomo Lion, ispirato dallo spazio delle città che l'artista ha vissuto. Gioscia e Lion sono stati scelti come portabandiera della nuova ondata da un consiglio creativo composto dallo stilista Carlo Brandelli, dagli chef Manuel e Christian Costardi, Gerry Calebrese, barman e "drink-innovator”, dal product designer e membro della famiglia Alessi, Giovanni Alessi Anghini, dall'architetto Andrea Morgante, e dal duo di designer Forma Fantasma. Una modalità per festeggiare quella che Peroni Nastro Azzurro definisce come "la nuova ondata di visionari che definiscono la cultura italiana di oggi”, seguendo idealmente la scia di Carlo Peroni, il creatore della prima premium lager italiana. Una "casa” che non solo raccolga il best del Made in Italy, esportato anche -e soprattutto- al di fuori del Paese, ma che serva anche come luogo di ispirazione per chi si vuole avvicinare ai concetti del design, dell'arte contemporanea, della moda, fotografia, cinema, musica e, ovviamente cibo e bevande. Per creare, e riportare, un mix di stile tricolore come "marchio” riconosciuto. Attraverso il sito www.thehouseofperoni.com si potranno vedere quotidianamente le "ispirazioni” del genio italiano, e nel corso di luglio e del prossimo novembre nella casa di Londra saranno realizzate anche due residenze.

Christian - Manuel Costardi INEWS 11


e vents

biagio antonacci

emma marronr

Summer Festival 50 mila a Roma

H

a letteralmente spopolato la 1° edizione del Music Summer Festival, la nuova kermesse musicale estiva di Canale5. Una quattro giorni di musica, gara e divertimento, rigorosamente gratuita, in onda, per altrettante serate e con pari successo, sulla rete ammiraglia Mediaset. Eccezionale il parterre di ospiti saliti sul palco. Grandi voci della musica italiana, del calibro di Zucchero, Eros Ramazzotti (che si è esibito con Nicole Scherzinger nel suo ultimo successo, “Fino all’estasi”), Modà, Biagio Antonacci, Gianna Nannini, Alex Britti, Francesco Renga, Nek, Pooh, Pino Daniele, Emma, Max Pezzali, Marco Mengoni, Mario Biondi, Neffa, Negrita, Fiorella Mannoia, Francesco de Gregori. E guest star internazionali come The Wanted, Ola, John Newman, Imany, Naughty Boy e i 1975. Bianca Atzei, Alessandro Casillo, Clementino, Coez, Greta Manuzi, Antonio Maggio, Andrea Nardinocchi, Renzo Rubino, Paolo Simoni, i nove i giovani artisti in gara, sei per ogni appuntamento. A giudicarli una rigorosissima academy board, formata da autorevoli professionisti del settore. Ogni serata ha avuto il suo vincitore. Nella prima si è imposto il rapper Clementino, lanciato da “Mtv Spit”, che ha già all'attivo collaborazioni con Fabri Fibra e Marracash. Nella seconda l’ha spuntata la Manuzi, una delle voci consacrate da “Amici 12”, il celebre talent condotto su Canale5 da Maria De Filippi. Nella terza serata, il trionfatore di Sanremo Giovani 2013, Antonio Maggio. Alla finale sono arrivati in sei, i tre primi classificati (Clementino, la Manuzi, Maggio) e tre ripescati (la Atzei, Nardinocchi e Coez). Vincitore assoluto è risultato Clementino. La conduzione del ‘nuovo’ “Festivalbar” è stata affidata ad Alessia Marcuzzi, affiancata da Simone Annicchiarico, il bel figlio di Walter Chiari, e da Angelo Baiguini, speaker della radio “Rtl 102.5”. «È stata una grande emozione per me presentare nella mia città, non mi era mai successo. E ho sentito il grande calore della gente!», ha dichiarato la Marcuzzi, per l’occasione ‘tornata a casa’. «Simone è un ragazzo 12 INEWS

molto educato, tranquillo senza manie di protagonismo e un grande esperto di musica. Si lavora bene con lui, e con tutto il gruppo di lavoro si è creata un'atmosfera goliardica e serena», ha continuato la sensualissima conduttrice, molto soddisfatta dell’esperienza. Il mega show, co-prodotto dalla Fascino, la società di produzione televisiva della De Filippi, è stato ambientato in uno degli angoli più suggestivi di Roma, la famosa ed immensa Piazza del Popolo. Ben 50 mila gli spettatori accorsi per il gran finale, ma anche per le precedenti tre serate è stato pienone. E grande entusiasmo. Visto l’incredibile consenso registrato dalla manifestazione, dal vivo e in tv, ora non c’è che da aspettarsi una 2° edizione del Music Summer Festival, sempre su Canale 5, naturalmente la prossima estate.

antonio maggio

Telefonare gratis verso l’estero! *

Fino a fine anno!

Passate subito a yallo!

www.yallo.ch Carte SIM e cellulari sono disponibili qui: * Fino alla fine del 2013 per telefonare gratuitamente 3 minuti al giorno verso la rete fissa dei paesi rappresentati. Offerta valida per i nuovi clienti fino al 12.05.2013 e disponibile dopo la prima ricarica. I clienti possono approfittare dell’offerta con un pagamento unico di CHF 9.– inviando un SMS con il testo «YALLO13» al numero 5511. Tutte le informazioni su www.yallo.ch INEWS

13


e vents

È grande musica al Sing'n Win 2013

Art director Irene Fornaciari

N

ella piazza di Dietikon, sabato 29 giugno, la Toscanelli Records ha presentato la finalissima della 4° edizione del Sing n Win. Come ormai d´abitudine, la serata é stata piena di emozioni, con tantissimi ospiti, tante sorprese e i giovani talenti che si sono sfidati tra loro nella gara. Il Festival inizia con l’esibizione dei più piccoli: il Coro Voci Bianche di Dietikon. Con il loro talento, che da 26 anni portano in giro per la Svizzera, e con hit del momento in lingua inglese, incantano tutti. Si uniscono a loro i JC NewTon, ormai parte integrante della comunità del Limmattal. Che dopo aver infiammato gli spettatori con “Corazon Espinado”, accompagnati da batteria, piano e chitarra, proseguono con altri successi mondiali. La serata entra nel vivo non appena Tiziana e Daniele, i due presentatori, danno il via alla gara: 8 partecipanti, un solo premio. Al vincitore la Toscanelli regala l´incisione di un brano inedito con distribuzione internazionale online. A testimonianza di tutto ciò, entra in scena la vincitrice della passata edizione, Vanessa Veraldi, che propone in anteprima mondiale la sua ‘vincita’, il pezzo “Dance all night”. La gara fra gli 8 concorrenti propone tanto movimento. Con il gruppo Zumba Emotion di Spreitenbach e i suoi frenetici ritmi latini il pubblico è tutto in piedi. Dopo aver fatto ballare gli spettatori, la Toscanelli presenta un artista venuto direttamente da Milano, il giovane rapper Diflo, grande intrattenitore, che con i suoi pezzi porta in delirio i presenti. La temperatura si alza al massimo quando Diflo chiama sul palco GiuRap, un artista proprio di Dietikon, per proporre il loro pezzo “Come guerrieri”. I due riescono a trascinare chiunque in un mondo tutto rap: non c´é tempo per pensare di essere troppo vecchi! Clou della serata, prima della proclamazione del vincitore, l’arrivo sul palco di Irene Fornaciari, la figlia del grande Zucchero, che è anche direttore artistico della manifestazione. Con il suo showcase live, Irene stupisce ed incanta i presenti. E non nasconde l´emozione quando Bruno Sonetto la premia per la sua partecipazione. «É un onore per me essere qui», dice, prima di annunciare il vincitore del Sing n Win 2013. Si tratta di Noemi, che porta a casa il premio senza mai aver pensato di poter arrivare almeno in finale. Al suo fianco, per applaudire e congratularsi, tutti gli altri concorrenti: Michele, Okan, Gloria, Valeria, Nadia, Andrea, Salvatore. La Toscanelli Records, media partner il nostro INews, è nuovamente riuscita ad organizzare un bell’evento per grandi e piccoli, mettendo al centro del palco la musica, il talento e la buona cultura di noi italiani. Grazie pubblico... 14 INEWS

FOTO: GIUSEPPE IACOVO E CLAUDIO GIULIANI

Che succede se non so qual è il tipo di credito più adatto a me? Nessun problema. Insieme troveremo il modello di credito adatto per ogni situazione. 0800 40 40 42 oppure credit-now.ch

Un credito di CHF 10’000.– a un tasso annuo effettivo tra il 9,9% e il 13,9% (fascia di oscillazione dei tassi) rimborsabile in 12 rate mensili comporta un costo complessivo compreso tra CHF 521.– e CHF 723.20. Il tasso d’interesse dipende dalla solvibilità del cliente. Avviso secondo la legge: la concessione di crediti è vietata se conduce a un indebitamento eccessivo (art. 3 LCSI). CREDIT-now è un marchio di prodotto di BANK-now SA, Horgen.

Una soluzione si trova sempre

INEWS 15


italiannews

SWISS MULTIKULT LIFE STYLE MAGAZINE

MUSI C

Carl F. Bucherer a brand of Bucherer Montres S.A. Langensandstrasse 27 - CH-6002 Luzern Tel +41 41 369 74 54 - Fax +41 41 369 70 72 16 INEWS

INEWS 17


m usic ATTILIO TASSONI

Al Bano: «Canto ciò che vivo»

Grande partecipazione popolare per il concerto di Albano Carrisi alla festa di anniversario dei Viggianesi in Svizzera.

A

Näfels, per la festa del 10. Anniversario dei Viggianesi in Svizzera, lo scorso sabato 29 giugno si è svolta una grande serata grazie al concerto di Al Bano. L’evento, organizzato dall’Associazione dei Viggianesi in Svizzera, è stato molto emozionante, soprattutto quando il cantante pugliese ha scherzato con il numeroso pubblico in sala. Al Bano ha voluto ricordare la sua esperienza di vita. Come tanti italiani all’estero, anche lui è dovuto emigrare dalla sua cara Puglia verso il nord Ita- lia, precisamente a Milano. «Secondo me, sono stato il primo abusivo a Mi- lano» ha affermato il cantante. «Ho vis- suto in un locale disagiato senza nean- che la luce» ha rivelato. Poi la forza e la tenacia che ha mani- festato in quei duri tempi, l’hanno ripa- gato di tutto. «Ora – ha sottolineato orgogliosamente – sono qui e canto ciò che vivo». Oltre alla sue stupende e famose can- zoni, il cantante di Cellino San Marco si è esibito interpretando brani di Celentano e del mitico Modugno: Nel blu di- pinto di blu nota a tutti come Volare. Davvero tante sono state le persone che hanno voluto stringergli la mano o farsi firmare un autografo. E, nella sala ri- servata per il «Dinner» organizzato per cenare insieme ad Al Bano, c’è stata una vera ressa per stargli vicino. Nella seconda parte della festa, sono saliti sul palco il Gruppo Folk Viggianese Lu Chicchirichi e i musicisti Amarimai. Tra i presenti in sala, da segnalare il sindaco di San Chirico Raparo (PZ) dott. Claudio Borneo, il presidente della Federazione Lucana in Svizzera Giuseppe Ticchio, il presidente dell’As- sociazione Lucana di Berna Luigi Boccomino, il presidente del Comites di Zurigo Paolo Da Costa, il Consigliere Regionale del Movimento per le Auto- nomie, Francesco Mollica. 18 INEWS

INEWS 19


m usic

Klassik kommt von Klasse - zum Ersten: Mit der georgischen Pianistin Khatia Buniatishvili kommt ein junger Star der Klavierszene ans BSI Engadin Festival.

partynews presented by

partypictures NIGHTLIFE BABES

MYKONOS PARTY 2013 Seigi und Stelios Sterkoudis, die berühmtesten Partygriechen der Stadt Zürich, luden vor einigen Wochen zu ihrer spektakulären Mykonos Party im Zürcher Kaufleuten. Ganz in Weiss feierten die Partypeople zu Disco, House und Co.

Bald ist das ganze Engadin erneut im Bann der klassischen Musik. Vom 2. bis zum 15. August findet das BSI Engadin Festival statt. Zum 73. Mal klassische Musik in einer der schönsten Gegenden der Schweiz.

Beim BSI Engadin Festival 2013 kommt Klassik eindeutig von Klasse!

D

as BSI Engadin Festival gehört zu den vier ältesten Klassikfestivals der Schweiz. Und zu den besten. Jede der vier traditionsreichen Veranstaltungen (Lucerne Festival, Menuhin-Festival Gstaad oder Settimane-musicali Ascona) hat über die Jahre hinweg seinen eigenen Charakter gefunden. Und jedes verfügt über seinen ganz speziellen Reiz auf das Publikum.

Im Engadin hören auch die Augen mit Das 1941 als Engadiner Musikfestwochen begründete Engadin Festival findet alljährlich in Räumen mit besonderer Ambiance statt. Besinnlichkeit pur und einen Musikgenuss vom Allerfeinsten ist auch 2013 versprochen. Dass die Schönheit der Gegend zum einmaligen Erlebnis das ihre beiträgt, das war bei dieser Veranstaltung schon immer so: Im Engadin hören auch die Augen mit. Bei der Programmation des Festivals zieht der weitherum vernetzte künstlerische Leiter, der Holländer Jan Schultsz, seit 2008 alljährlich - einem Magier gleich - neue heisse Trümpfe aus dem Ärmel. «Klassik kommt von Klasse», sagt er mit Schalk in den Augen. Das Engadin habe schon immer einen besonderen Zauber auf Künstler aller Schattierungen ausgestrahlt. «Die Besten kommen immer gern zu uns.» Was bei einem Grossanlass freilich genauso wichtig ist, sind nicht alleine die Stars, sondern auch der Umgang mit ihnen: Seit dem letzten Jahr sorgt die Hotelière Martina Rizzi als Geschäftsführerin des Festivals für eine minutiöse Organisation. «Ein grosser, junger Star der Klavierszene!» Das BSI Engadin Festival überrascht auch in diesem Jahr mit einem klugen, vielseitigen Repertoire. Frage an Jan Schultsz: Was macht das BSI Engadin Festival in diesem Jahr so speziell? «Zunächst ist es die erneut hohe Qualität,

20 INEWS

die wir anbieten können. Es freut mich sehr, dass wir so viele ausgezeichnete Musiker verpflichten konnten. Bereits am Eröffnungsabend erwartet uns ein Highlight. Mit der georgischen Pianistin Khatia Buniatishvili haben wir einen grossen jungen Star der Klavierszene verpflichten können.» Und was macht diese junge Frau so speziell? Schultsz: «Sie erhält weltweit Beifall für ihre atemberaubende musikalische Stärke und ihre von spürbare Individualität geprägte Ausdrucksweise. Sie versteht es, sich die Musik ganz zu eigen zu machen. Mit jedem Ton, mit jeder Phrase erzählt sie eine Geschichte.» Begleitet wird sie übrigens vom 72-köpfigen Sinfonieorchester des Nationaltheaters Prag. Schultsz kommt dabei seiner wahren Passion nach und waltet als «direttore d’orchestra». Auch das Abschlusskonzert mit den 12 Cellisten der Berliner Philharmoniker in der Eglise au Bois, St. Moritz-Bad, ist für den künstlerischen Leiter eine konzertante Rarität: «So eine kostbare Formation aus nächster Nähe in der einmaligen Ambiance dieser Kirche erleben zu können, das ist grossartig, das kommt so schnell nicht mehr», schwärmt Schultsz. www.engadinfestival.ch

Strahlender Sonnenschein und Temperaturen über 20 Grad wurden uns lange von Petrus verweigert. Doch am 1. Juni konnte man dank den Greek-Aargauern, die in der Nightlifeszene bekannt sind wie bunte Hunde, zumindest einen Abend lang die Hitze spüren. Seit Jahren sind die Brüder für die legendäre Mykonos Party verantwortlich, die ursprünglich dank einer Hochzeit entstand. 2011 hiess es, es werde keine zweite Griechensause mehr geben. Doch dieses Jahr gaben sie nach dem Motto «Back to the Roots» ihr Comeback. Die Gäste erschienen wie üblich komplett in Weiss und allerbester Feierlaune. Unter die Partywütigen von jung bis alt mischten sich auch Ex-Miss Schweiz Tanja Gutmann, Missenmami Karina Berger, Sängerin Fabienne Louves, GC-Trainer Uli Forte und die frischgekrönte schönste Schweizerin Dominique Rinderknecht.

NIGHTLIFE BOYS

Weitere Bilder unter: usgang.ch/pictures

Klassik kommt von Klasse - zum Zweiten: Jan Schultzs, der kongeniale Kopf des BSI Engadin Festival

INEWS 21


ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE EMIGRATI ITALIANI

Italo Food

or ganizza

aly t I n i e d a M Il top del omia n o r t s a g per la tero s e ' l l a a n italia

Sabato 21 Settembre 2013 nella Sala di Oberengstringen

dalle 19.00 alle 02.00

Zürcherstrasse 125

prezzi imbattibili ~ degustazioni

ta:

Presen

ele Dani

~ eventi ~ promozioni regionali Orchestra da ballo

Ospite d’onore

Piero Esteriore

MUSICA É

Sagra della “Pasta Fresca” Campana

Ingresso e pasta fresca a discrezione: sFr.25.Bambini (fino 12 anni) sFr.10.in collaborazione con:

Parcheggi coperti gratis Prenotazione obbligatoria

22 INEWS

info: Dino Suppa - tel./fax 0041 56 6312139 - Natel 0041 76 5131393 dino_suppa@yahoo.it - www.dinosuppa.ea29.com

campania aglianico

campania piedirosso

Irpinia aglianico

TAURASI DOCG

ITALO FOOD GMBH

Pomponio Giacomo - Tel. 077 492 07 25 Herostrasse 9 - 8048 Zürich

INEWS 23


TOP20

m usic Loredana Milici

italiannews

ITALIAN

1 2

Vinicio Capossela

IL MERAVIGLIARSI DELLE COSE

A

ntropotiko tefteri, canzoni per un’ odissea intorno all’ uomo. Tefteri nel greco moderno è la libretta dei conti che nei negozi di alimentari si usa per segnare i conti da saldare il giorno di paga. Antropos, invece, in greco antico, era la parola che definiva l’ uomo, vuol dire il “guardante in alto”, perché all’ uomo è dato di alzare lo sguardo al cielo. Alzare lo sguardo significa anche interrogarsi, provare a indagarlo, avvertire l’ opera del tempo e meravigliarsi delle cose. Il suffisso “tiko” fa riferimento a una musica di sradicamento e di esilio nata in Grecia dopo la guerra greco turca del ’22: il rebetiko. L’ antropotiko tefteri sono gli appunti di viaggio intorno all’ uomo, i suoi conti in sospeso, con riferimento alla Grecia, dal viaggio di Odisseo in poi. Il viggio per racconti e canzoni di questo concerto inedito è compiuto da una “compagnia picciola”: il pianoforte a vela, campionamenti e theremin, un lauto, nell’ intento di rievocare il senso di meraviglia che ha avvinto l’ uomo al canto delle sirene e che gli ha fatto turare le orecchie per incatenarsi alla catena corta delle abitudini. Capossela, cantautore fantasmagorico nato in Germania nel 1965 ma di origini irpine è poeta, scrittore, illusionista e uomo-spettacolo. Debutta nel 1990 con il disco All’ una e trentacinque, dopo i primi dischi “pre-biografici”, da Canzoni a manovella del 2000 in poi rivolge la sua attenzione a temi più universali, spesso ispirati alla grande letteratura, da Melville a Céline, Dante e Omero. Lavori come Ovunque proteggi (2006), Da solo (2008) e Marinai, profeti e balene (2011) vengono messi in scena come opere totali. Nel 2004 pubblica il suo primo libro per Feltrinelli Non si muore tutte le mattine, da cui trae uno spettacolo di teatro d’ ombre e le Radiocapitolazioni trasmesse da Radio 3. Alla Grecia e al rebetiko, “più che una musica, un modo di vivere”, dedica i suoi lavori più recenti: il disco Rebetiko Gimnastas del giugno 2012 è un disco suonato in greco, per debito nei confronti della Grecia, che ha donato al mondo oltre alla civiltà anche una delle più straordinarie musiche urbane del mondo: il rebetiko. 24 INEWS

Il genere nasce tra il xix e xx secolo nei bassifondi della società ellenica da gente emarginata che voleva raccontare i propri disagi e le proprie tristezze tramite la musica a volte amaramente, altre in modo ironico e pungente, i temi: la povertà, la prigione, le storie d’ amore infelici. Meno di un anno dopo, la casa editrice Il Saggiatore pubblica il libro Tefteri, taccuino dei conti in sospeso, quasi il prologo di quel disco. Racconta della Grecia, della gente che lavora senza paga, dei disoccupati a vita, ma anche la Grecia delle danze e della musica, il rebetiko appunto, che non è la musica dell’ assenza, ma dell’ appartenenza. Una sorta di reportage da questa terra, oltre che un romanzo. Al teatro Manzoni di Pistoia nella serata conclusiva dei Dialoghi sull’ uomo, domenica 26 maggio, Vinicio Capossela ha cantato e suonato una ventina di brani, i più recenti, mandando in visibilio il numeroso pubblico presente, nelle prime fila della platea dei fan del cantante giunti da ogni dove, Marina di Foligno mi dice che da pochi anni segue il suo Capitano, conosce a memoria ogni brano, ogni parola, lo fotografa quasi con venerazione, “mi piace di lui che dialoga e sa dialogare con il pubblico, ha un rapporto diretto quasi con ognuno di noi”. Da Marinai, profeti e balene inizia il concerto con il brano il Grande Leviatano, qualche brano dal Rebetiko come Non è l’ amore che va via e Morna e da Ovunque proteggi Brucia troia e Non trattare. Personalmente non conoscevo Capossela, so che spesso viene nella mia terra la Puglia, in Capitanata per la precisione, nella provincia di Foggia per rendere omaggio a quello che lui considera il proprio maestro e cioè Matteo Salvatore, il più grande cantore dello sfruttamento, cantante, compositore di musica popolare ed interprete di canti tradizionali del Gargano. In teatro a Pistoia mi sono abbandonata alla sua musica e alla poesia che emanava ogni parola pronunciata o cantata, quasi per sussurrare che abbiamo bisogno un po’ tutti di meravigliarci ancora delle cose.

3

STECCA Moreno (Universal) MAX 20 Max Pezzali (WEA) W.M.I. BACKUP 1987-2012 Jovanotti (Universal)

4

VIOLETTA - HOY SOMOS MAS Vari (EMI) Universal

5

PAPEETE BEACH COMPILATION VOL. 19 Vari (Molto) Universal

6

SCHIENA Emma (Universal)

7

SIG. BRAINWASH/L'ARTE DI ACCONTENTARE - Fedez (Epic) Sony Music

8

HOT PARTY SUMMER 2013 Vari (Universal)

9

RADIO ITALIA SUMMER HITS Vari (SMI) Sony Music

10 25 INEWS

RANDOM ACCESS MEMORIES Daft Punk (Columbia) Sony Music

11 12 13

SWISS MULTIKULT LIFE STYLE MAGAZINE

MUSIC #PRONTOACORRERE Marco Mengoni (Sony Music) BRAVO RAGAZZO Gué Pequeno (Universal) HITMANIA SPRING 2013 Vari (Universo) Universal

14

UNA STORIA SEMPLICE Negramaro (Sugar) W.M.I.

15

GIOIA Modà (Ultrasuoni) Artist First

16

VIOLETTA . LE CANZONI INEDITE Vari (EMI) Universal

17

INNO Gianna Nannini (Sony Music)

18

AMO Renato Zero (Tattica) IndipendenteMente

19

SOLO RUMORE Greta (Carosello)

20

THE 2ND LAW Muse (Warner Bros) W.M.I. INEWS 25


a genda Ätna und Medici-Villen sind UNESCO Welterbe

Segel-Weltcup in Grosseto

Das UNESCO-Welterbekomitee hat auf seiner 37. Tagung in Phnom Penh, Kambodscha, insgesamt 19 Stätte neu in die Liste des Welterbes aufgenommen. Darunter sind auch zwei italienische Neuzugänge: die Villen und Gärten der Medici in der Toskana sowie der Vulkan Ätna auf Sizilien. Der 3335 Meter hohe Ätna sei "ein herausragendes Beispiel geologischer Prozesse und vulkanischer Landschaften", heisst es in der Begründung des Komitees. Zu den gemeinschaftlich aufgenommenen Villen und Gärten der Medici zählen der Giardino di Boboli in Florenz und der Parco Mediceo di Pratolino sowie 12 einzigartige Medici-Villen, darunter die Villa di Cafaggiolo in Barberino di Mugello, die Villa di Castello, die Villa La Petraia in Florenz, die Villa Poggio a Caiano in Prato und die Villa di Cerreto Giudi.

Marina di Grosseto lädt im Juli zu zwei internationalen Sommer-Sport-Events ein: die Formel 18 World Championship vom 5. bis zum 12. Juli und die Klasse RS Feva Under 16 vom 19. bis zum 26. Juli. Die bisher eingeschriebenen Katamaranen für den F8 Weltcup sind 1750, eine grosse Beteiligung mit Teilnehmern aus der ganzen Welt. Die italienischen Mannschaften sind bisher 30 und werden gegen Mannschaften aus verschiedenen Ländern antreten, insbesondere gegen Frankreich, den Niederlanden, Deutschland und Grossbritannien. Während des F8 Weltcups ist auch die Beteiligung einiger grosser Namen der Segelwelt, wie Mitch Booth, erwartet,. Die zweite Veranstaltung, vom 19. bis zum 26. Juli, richtet sich an junge Segler aus der ganzen Welt, genauer werden in Marina Segler zwischen 12 und 16 Jahren zum Weltcup ihrer Kategorie eingeladen, es werden etwa 200 Boote und 400 junge Sportler erwartet. Dafür wird auch die Ferienanlage San Rocco wieder aufgewertet, die als Sitz des Weltcups 2013, auch viele Veranstaltungen bieten wird. www.eventivelamaremma.it

Dolomiti Bike Marathon 2013 In Pieve di Cadore, bis 15. September findet die "Dolomiti Bike Marathon" statt. Die Veranstaltung ist ein Orientierungs-Rallye, das Ziel ist so viele Check-Points wie möglich zu erreichen, jeder Teilnehmer entscheidet den Start und die Länge, Dauer der Touren kann man auch frei wählen. Die Teilnehmer werden ein kleines Geschenk und eine Mappe erhalten, wo alle CheckPoints gelistet sind. Bei jedem Check-Points, bekommt man einen Stempel als Beweis für die Durchfahrt, aber einige davon sind nicht einfach zu finden. Wenn die individuellen Touren beendet sind, werden die Mappen gesammelt und jede Teilnahme wird laut Reglement gewertet. Anfangs Oktober werden die Platzierungen auf www.dolomitibikers.it/de/ veröffentlicht und mit etwas Glück kann man die besten Erinnerungen gewinnen.

Garda Jazz Festival Bis dem 14. Juli dreht sich in den malerischen Gardasee-Städtchen Torbole, Arco,Riva del Garda, Limone und Malcesine wieder alles um die Musik. Das Garda Jazz Festival lockt mit feinstem Jazz und stimmungsvollen Live-Konzerten unter freiem Himmel, in Bars, Pubs und Restaurants. Ein besonderer Bestandteil des Festivals ist das Jazz Café, eine Initiative zur Förderung junger Jazzbands und Kapellen aus dem norditalienischen Raum, die hier die Gelegenheit erhalten vor einem grossen und kundigen Publikum aufzutreten. Neben den vielen Konzerten können Jazz-Musiker und solche, die es gerne werden möchten, Seminare und Kurse zum Thema Jazz besuchen.

Sommer auf Sardinien Die schöne Saison hat begonnen und wie jedes Jahr bereitet sich Sardinien vor, ihre Besucher mit zahlreichen und interessanten Veranstaltungen für jeden Geschmack zu begrüssen. In Millis, in der Provinz Oristano, findet vom 30. Juli bis zum 2. August das Internationale Festival der Volkstraditionen „La Vga“ statt: 4 Tage reich an Tagungen, Treffen, Tänze und kulinarischen Traditionen mit der Beteiligung zahlreicher ethnischer Gruppen aus der ganzen Welt sowie folkloristischer Gruppen und traditioneller Masken Sardiniens. In Assemini (CA) findet die 37. Ausgabe des Internationalen Festivals Is Pariglias statt, eines der ersten Festivals für Volkskultur in Italien und das erste auf Sardinien. Das Festival zielt auf die Förderung der Volkstradition Sardiniens öffnet sich aber auch für andere Welttraditionen. In der bezaubernden Landschaft der La Maddalena geht vom 1. bis zum 4. August das „Taphros Jazz Festival 2013“ auf die Bühne. Dieses findet im Teather Fortezza I Colmi statt und ist ein Festival zeitgenössischer Jazzmusik, bei dem junge Künstler aus Sardinien sowie anerkannte internationale Künstler präsentiert werden. Die Sommersaison öffnet weiter die 10. Ausgabe des Literaturfestivals Sardiniens, „L'Isola delle Storie“. Dabei werden die Besucher vom 4. bis zum 7. Juli 2013 in Gavoi, in der Provinz Nuoro eingeladen: eine beeindruckende Kulisse, die diese Literaturtermine zu den bekanntesten Italiens macht. Nützliche Informationen unter: www.festival-is-pariglias.org , www.sardiniafilmfestival.it , www.sardegnaturismo.it

www.gardajazz.com

Die beste Küche Friaul Julisch Venetiens an Bord zu probieren

34. Rossini Opera Festival in Pesaro

Bis zum 30. August wird jeden Freitagabend das Motorschiff "Il Delfino Verde" zum exklusiven Salon, um die gastronomischen Perlen Friaul Julisch Venetiens zu probieren, während man vom Meer aus das Lichtermeer der Stadt Triest bewundert. Haute Cuisine und grosse Weine bilden die Basis für erlesene und ungewöhnlichen Menüs; zu jedem Abendessen dürfen 70 Gäste an Bord kommen. Jeder Abend ist auf einen Chefkoch von Friaul Julisch Venetien Via dei Sapori zentriert, dem Konsortium, das die besten Restaurants der Region vereint. Er wird zum Golf von Triest die Spezialitäten und die Kulturen der vielen Seelen bringen, aus denen der einzigartige Schmelztiegel der Küche dieses Grenzlandes besteht. Für alle, die die Nacht in Triest verbringen und vielleicht den Samstag nutzen wollen, um die Stadt oder andere Orte der Region zu besichtigen, gibt es spezielle Pakete für 1, 2 oder 3 Übernachtungen.

Rossinis Geburtsstadt Pesaro feiert ihren berühmten Sohn alljährlich mit einem herausragenden Opernfestival. Auf dem diesjährigen Festspielprogramm vom 10.bis 23. August stehen unter anderem „L'Italiana in Algeri“, „Wilhelm Tell“ und „L'occasione fa il ladro“. Im Rahmen des „Festival Giovane“ stellen Nachwuchskünstler bei weiteren Konzerten ihr musikalisches Können unter Beweis. Weitere Informationen und detaillierter Spielplan: www.rossinioperafestival.it

Weitere Infos oder Buchungen unter: www.friuliviadeisapori.it , www.albagatto.it

26 INEWS

INEWS 27


m usic

AlfonsoBenevento Benevento Alfonso

ALEX BRITTI /

Corinne Vigo /

Decò

Rock come sempre, ma anche molto intimo, delicato, il nuovo album di Alex Britti “Bene così”. Un sound fresco, sostenuto principalmente da chitarra, basso, batteria e tastiera. Otto canzoni e due brani strumentali che raccontano un uomo fragile e forte al tempo stesso. Istantanee di quotidianità leggermente appuntate sul velo degli stati d’animo, delle sensazioni, con punti di sogno e anche di sano realismo. Tanta solarità per questo ultimo lavoro del cantautore e portentoso chitarrista romano. Come nel singolo di lancio “Baciami (e portami a ballare)”, che invita a non lasciarsi spaventare dalle difficoltà del nostro tempo, ma ad andare avanti con ottimismo. Oppure in “Romantici distratti”, un brano tutto dedicato a quei “poeti coraggiosi” che “tra la guerra e la pace” preferiscono fare l’amore.

Anticipato in radio dal singolo “In Amore” e in Argentina dal brano “Planeta y satélite”, esce “Lattine & altre storie”, l’album d’esordio della giovane cantante genovese Corinne Vigo. Un progetto musicale dal respiro decisamente internazionale, che sembra sospeso tra passato e futuro, con le sue canzoni d'amore, ma anche di attualità, tutte istantanee dal quotidiano, scattate con occhi poetici e discreti. Nel disco vari duetti. Infatti, la canzone “En mi azul” (“Nel mio blu”) è eseguita insieme a Marcela Marelo, icona del pop sudamericano (che ha voluto inserire il brano nel suo ultimo album). "Como si fueses huracan" è cantata con il celebre artista cileno Pablo Herrera. “Planeta Y satélite” è in duetto con Ivan Catriel, stella nascente del famoso talent tv spagnolo “Quiero Cantar”.

A quattro mesi dalla pubblicazione de “Il fiume” (oltre mezzo milione di views su YouTube per il suo videoclip ufficiale!), in attesa dell’uscita del loro terzo album, i Decò ne rilasciano una seconda anticipazione, dal titolo “4EVER”. Una canzone caratterizzata da sonorità ricche di strumentazione elettronica vintage, ottenute con l’utilizzo di sintetizzatori analogici. Il nuovo brano, masterizzato da Mike Marsh (mastering engineer per Depeche Mode, Oasis, U2 e molti altri), a Londra, è corredato da un video di Hermes Mangialardo, un cortometraggio animato in digitale che volutamente racconta tutta un’altra storia. I Decò, che hanno già all’attivo gli album “Il giardino del re” e “La stanza dei colori”, sono un duo synth rock, nato nel 2005, da due fratelli gemelli, Marco e Matteo Visonà, di Valdagno (Vicenza).

Direttamente al 3° posto della Top Album hip-hop/rap e al 20° della classifica generale di iTunes “Noseconossemo”, il 1° album di inediti by Herman Medrano & The Groovy Monkeys. Una band che produce un mix di funky, rock e reggae, nata nel 2009, dall’incontro tra il cantante veneto, conosciuto per le sue graffianti rime in dialetto padovan-veneziano, e 7 musicisti provenienti da contesti musicali differenti. “Noseconossemo”, interamente cantato in veneto, vanta la partecipazione di numerosi ospiti come Piotta, Roy Paci e Caparezza, che duettano nella loro lingua locale, rendendo questo progetto unico nel suo genere. In radio già il singolo apripista “Superebete”, cioè un moderno supereroe che, vittima dello shopping compulsivo, si ritrova involontariamente a salvare le sorti del mercato in crisi.

Max Pezzali /

Nino Buonocore /

String Sharper Quartet /

Viola Valentino /

Finalmente torna alla ribalta Nino Buonocore. A nove anni da “Libero passeggero” (“Solo grandi successi”, del 2007, è un Best Of!), il cantautore napoletano, noto al grande pubblico per indimenticabili hit come “Rosanna”, “Le tue chiavi non ho”, “Scrivimi” (oltre 3 milioni di copie vendute in tutto il mondo), rilascia un nuovo album di inediti. Un esempio di stile, bravura e tecnica, caratterizzato da testi delicati, atmosfere magiche e musicisti eccezionali. “Segnali di umana presenza”, anticipato dal singolo “Il lessico del cuore”, si compone di 12 tracce e si preannuncia ricco di novità e sorprese. Sul web è già possibile ascoltare una piccola anteprima delle canzoni che ne fanno parte. E che certamente accompagneranno Nino Buonocore nel suo lungo tour estivo.

Si ispira a Radiohead, Massive Attack, John Lennon, Jimi Hendrix, ma anche alle sonorità brasiliane, jazz e alternative rock l’ultimo album dello String Sharper Quartet. Una raffinata produzione indipendente il suo "Blending". Articolata in sette composizioni originali, che fanno dell'improvvisazione e della sperimentazione espressiva e creativa senza alcuna limitazione estetica i loro maggiori punti di forza. Gli String Sharper sono un quartetto atipico (formato da due violini, un violoncello e un contrabbasso) ed inclassificabile (non classico, non pop, non jazz, non rock). Nato nel 2010, dall’idea di mescolare le molto eterogenee esperienze musicali dei suoi componenti, per produrre un suono ben riconoscibile e lontano dal tipico timbro del quartetto d’archi classico.

In arrivo un Best Of anche per Viola Valentino. Una delle icone della musica italiana anni '80, che ha infilato un successo dietro l’altro (“Comprami”, “Romantici”, “Sola”…), avvalendosi delle firme più prestigiose (Mogol, Mario Lavezzi, Gianni Bella, Bruno Lauzi, Maurizio Fabrizio, Cristiano Minellono…).Il suo “The Best” è anticipato dal singolo “D'estate”.Un brano incisivo, sensuale, dalle sonorità pop-rock, che parla di una travagliata storia d’amore. La canzone è già in classifica su iTunes e si può ascoltare su Youtube (http://www.youtube. com/watch?v=GTaH4YNcpsk). La Valentino, ormai in radio da oltre un anno con i successi (“Stronza”, “L'unica donna”, “C'est la vie”, “Romantici”) tratti dall’Ep “Panna, Fragole e Cipolle”,è in partenza con il nuovo tour.

Bene così

max 20

Non il solito Best Of per Max Pezzali, che festeggia i suoi 20 anni di carriera con “Max 20”. Un originalissimo progetto musicale, anticipato in radio da “L’universo tranne noi”. Nell’album 5 inediti (tra cui “Welcome Mr. President” e “Il Presidente di tutto il mondo”, cofirmati dallo stesso artista), che parlano di sentimenti e attualità nel tipico stile ‘pezzaliano’. Più 14 successi dell’ex frontman degli 883 (“Nord Sud Ovest Est”, “Rotta x Casa Di Dio”,“La dura legge del gol”, “Sei Un Mito”,“Come mai”, “Tieni Il Tempo”…), tutti eseguiti in duetto con grandissimi nomi della musica italiana (Lorenzo Jovanotti Cherubini,Eros Ramazzotti, Giuliano Sangiorgi,Cesare Cremonini, Claudio Baglioni,Fiorello,Antonello Venditti,Raf, Davide Van De Sfroos, Nek. Francesco Renga,Edoardo Bennato,Gianluca Grignani,Elio). 28 INEWS

Lattine & altre storie

Segnali di umana presenza

/

I fiori se ne fregano

Blending

Herman Medrano & The Groovy Monkeys / Noseconossemo

the best

INEWS 29


c inema Alfonfo Benevento

Benvenuto Presidente!

Ci vediamo domani

Multiplex

Viaggio sola

Tre nomination ai Nastri d'Argento 2013 per “Benvenuto Presidente!”, una commedia firmata da Riccardo Milani, con Claudio Bisio, Kasia Smutniak,Remo Girone,Beppe Fiorello,Cesare Bocci. Una favola spassosa con, però, vari strati di realismo. Al centro di tutto Giuseppe Garibaldi, detto Peppino, un bibliotecario precario con l’hobby della pesca, che risponde alle accuse di fallimento mossegli dal figlio con una vita serena, anzi, proprio felice. Ma un bel giorno, a causa di un malinteso, Peppino diventa Presidente della Repubblica. Catapultata nei palazzi del potere, tra complotti, intrighi e sotterfugi, la sua vita cambia, in peggio. In meglio, invece, cambia quella della sua nazione,che, grazie alla sua onesta, la sua umanità, il suo buonsenso e il suo intuito, finalmente si ritroverà ben governata.

Marcello Santilli, ridotto sul lastrico dalle sue grandi idee per arricchirsi in modo facile, con una moglie stanca di fargli da madre e una figlia che non lo stima più, tenta l’ultima carta: aprire l’unica agenzia di pompe funebri in un paesino della Puglia popolato solo da ultranovantenni. Che, però, non hanno alcuna intenzione di passare a miglior vita. In quell’angolo sperduto di mondo, certamente Marcello non diventerà finalmente ricco, ma, grazie alla saggezza e praticità di quei nuovi, attempati, amici, ritroverà se stesso e il rapporto con la famiglia. “Ci vediamo domani”, regia di Andrea Zaccariello, con Enrico Brignano e Ricky Tognazzi, è una commedia (supportata da Apulia Film Commission) che osa toccare, con efficacia e delicatezza, i grandi temi della vita.

Reduce da un forte esaurimento nervoso, il giovane Niccolò decide di andare a vedere un thriller insieme a Viola, la sua più cara amica, e ad altri quattro compagni (la bella Ambra,Valerio, il figlio di papà,lo spiritoso Mattia, Clelia, la radical chic), nel più grande Multiplex della città. Un gigantesco complesso, sul quale circolano strane leggende metropolitane, dove i sei ragazzi decidono di trascorrervi, poi, la notte, anche per sfidare la Guardia, un tipo molto strano, che considera sua missione mantenere l'ordine nel multisala. Ma ben presto quel gioco innocente, nella struttura ermeticamente chiusa, si trasforma in un nascondino mortale… È un susseguirsi di colpi di scena, su musiche inquietanti, “Multiplex”, il primo thriller al cardiopalma diretto da Stefano Calvagna.

Dopo il successo di “L'uomo che ama”, Maria Sole Tognazzi, uno dei quattro figli del grande Ugo, torna al cinema con “Viaggio sola”. Una commedia sentimentale con Margherita Buy e Stefano Accorsi, già fortunati mattatori di “Le fate ignoranti” e “Saturno contro”. Protagonista del film Irene, un’ultraquarantenne senza marito né figli,praticamente sposata con il suo lavoro di ispettrice di alberghi di lusso. Una vita in viaggio, la sua, che le impedisce di costruire rapporti profondi e duraturi, al di fuori di quello con la sorella Silvia, moglie e madre sempre di corsa, che la vorrebbe sistemata, e con l'ex fidanzato Andrea. Ma la morte improvvisa di una persona cara la metterà in crisi, tanto che la donna inizierà a domandarsi se quella sua libertà tanto amata non sia, in realtà, solo un’arida gabbia di solitudine.

Sodoma

Nero infinito

Passione sinistra

Reality

La malavita napoletana dal punto di vista comico. È l’esperimento ben riuscito di “Sodoma L’altra faccia di Gomorra”, diretto da Vincenzo Pirozzi, premio Best Comedy al New York City International Film Festival. E destinatario di un autentico regalo di Al Pacino, che gli ha concesso gratuitamente i diritti di immagine per alcune scene del suo “Scarface”.Tre disoccupati che progettano una rapina solo per ottenere un ‘posto fisso’ dal boss di zona. Un imprenditore che per smaltire rifiuti cerca disperatamente in Campania un sito non ancora saturo di spazzatura… Tra i vicoli di Napoli si intrecciano tante storie, tutte in qualche modo legate alla camorra. Raccontata con un linguaggio diverso da quello di “Gomorra”, il best seller di Roberto Saviano portato al cinema da Matteo Garrone,ma non meno efficace.

Un giovane e tranquillo barista con la passione per le riprese amatoriali che, per imitare le raccapriccianti modalità degli assassini raccontati da una famosa scrittrice di best seller nei suoi libri, si trasforma in un misterioso e quanto mai sadico serial killer. Sul caso indagano l'ispettore capo Elena D'Aquino e l'ispettore Valerio Costa, rispettivamente interpretati da Francesca Rettondini e Rosario Petix. Protagonisti dell’horror-thriller adrenalinico “Nero Infinito”, diretto dal giovane regista catanese Giorgio Bruno. La pellicola vede la partecipazione straordinaria di tre grandi maestri italiani della paura come Enzo G. Castellari, Ruggero Deodato e Claudio Fragasso, che, in via del tutto eccezionale, si mettono in gioco come attori, passando dall’altra parte della macchina da presa.

Giulio (Alessandro Preziosi), erede di una dinastia di industriali, arrogante, arrivista, superficiale e maschilista, fidanzato con Simonetta, una biondissima ochetta, è chiaramente di destra. Nina, blogger attivista, sentimentalmente impegnata con Bernardo, eterna promessa letteraria e seduttore a tempo perso, è, invece, una irriducibile attivista di sinistra. L'incontroscontro tra Nina e Giulio rimescolerà le carte, rimettendo in gioco ideali e convinzioni di ciascuno. “Passione sinistra” di Marco Ponti (autore del cult giovanile “Santa Maradona”) è una commedia sentimentale che indaga sulla atavica separazione tra comunisti e non, che ancora divide, e tanto, nel Belpaese. Ma anche sulla forza dell’amore, che può abbattere qualsiasi barriera, anche quella più resistente, anche quella ideologica.

Luciano, 30 anni, una moglie e due figli, fa il pescivendolo a Napoli, ma, per potersi permettere qualche capriccio consumistico, fa anche piccole truffe, aiutato dalla consorte stessa. Il suo grande sogno, però, è quello di partecipare al “Grande Fratello”, per poter cambiare finalmente vita, e anche per soddisfare il suo narcisismo. Sempre più ossessionato da questa idea, Luciano finirà col perdere il senso della realtà e vivere come se davvero fosse un protagonista del celebre reality. “Reality” di Matteo Garrone, presentato in concorso a Cannes, è un ‘horror sociale’, che cattura con la sua tagliente ironia. Un racconto morale di grande forza visionaria, tutto incentrato sul mondo della televisione e sul grandissimo fascino che questo media ha tuttora in Italia.

Un errore propizio

L’altra faccia di Gomorra

30 INEWS

La ricchezza non è tutto

Emulazione assassina

Se il gioco sfugge di mano

L’amore non conosce bandiere

Single per scelta

Quando la realtà supera la fantasia

INEWS 31


c inema

M

it "Who Killed Johnny" feiert Schauspielerin, Produzentin und Autorin Yangzom Brauen ihr Regie-Debüt. In der süffisanten Hollywood-Komödie mit schwarzem Humor sind die Schauspieler narzisstisch, der Regisseur phlegmatisch und die Drehtage voller Pannen. Und ganz nebenbei wird wie selbstverständlich einer Leiche ein zweites Leben eingehaucht. Für die Hauptrollen konnte Brauen die Exil-Schweizer Melanie Winiger, Max Loong und Carlos Leal verpflichten. "Who Killed Johnny" feiert am Montag, 1. Juli 2013, Europapremiere in den Arena Cinemas Sihlcity wie folgt: 19:00 Uhr: Start roter Teppich und Eintreffen der Gäste 20:30 Uhr: Europapremiere "Who Killed Johnny" 22:00 Uhr: Apéro im Baryton, Schweizergasse 8, 8001 Zürich Neben prominenten Premierengästen werden Regisseurin Yangzom Brauen, Produzentin Shari Yantra Marcacci, Koproduzent Gerold Wünstel und die Hauptdarsteller Melanie Winiger, Carlos Leal und Max Loong erwartet. Die gesamte Gästeliste: „Who Killed Johnny“ Hauptcast: Melanie Winiger - Schauspielerin Carlos Leal - Schauspieler Max Loong – Schauspieler Florine Deplazes – Schauspielerin Ernest Hausmann – Schauspieler "Who Killed Johnny" Crew: Yangzom Brauen – Regie und Autorin Shari Yantra Marcacci – Produzentin Gerold Wunstel – Co-Produzent und Autor Felix Mural - Kameramann

32 INEWS

Weitere prominente Gäste: Dave Amrein - Mediafisch Productions Lionel & Diego & Nora Baldenweg – Filmmusikproduktion Great Garbo Frank Bodin - Chairman & CEO Havas Worldwide Zürich Eliane Bürki - Musikerin/Alphornbläserin Giacun Caduff – Regisseur Markus Fischer – Regisseur Valerie Fischer – Produzentin Cobra Film Marco Fritsche - Moderator Tom Gerber - Regisseur Stee & Coco Gfeller – Musiker ZIBBZ Björn Hering - Mediafisch Productions Patrick Liotard-Vogt – Chairman ASMALLWORLD Dieter Meier – Musiker Yello Mike Müller – Schauspieler Zlatko "Slädu" Perica - Musiker Carlo de Rosa – Regisseur Susan Rüdlinger – Produzentin Cobra Film Samir – Regisseur/Produzent Enzo Scanzi – Schauspieler Roger Schawinski – Geschäftsführer Radio 1 Beat Schlatter – Schauspieler Michael Steiner - Regisseur Gilles Tschudi – Schauspieler Andrew Veluz Resurreccion – Regisseur Roger de Weck – Generaldirektor SRG SSR Claudia Wick – Produzentin Abrakadabra Akkreditierungen für den roten Teppich bitte an cwintsch@wintsch-pr.ch.

INEWS 33


c inema

A

tteso appuntamento nel panorama dei festival di cinema, il Filmfestival del Garda è da sempre attento alle nuove tendenze e ai talenti cinematografici nazionali e internazionali. La VI Edizione, ricca di novità, è in programma dal 10 al 14 luglio 2013 a San Felice del Benaco (BS), nota meta turistica del Lago di Garda. La direzione artistica per ripetere il successo delle passate edizioni, dimostrato dall'interesse di critica, pubblico e artisti, ha preparato un fitto calendario di appuntamenti, a partire dal tradizionale concorso e dalla retrospettiva che guarda a Est. Organizzata dalle associazioni culturali Cineforum Feliciano e Quofilm in collaborazione con il webzine Filmagazine.it e i patrocini e i contributi di Comune di San Felice del Benaco, Fondazione ASM, CINIT Cineforum Italiano e di altre istituzioni e con il sostegno degli sponsor, la VI Edizione si snoderà in più luoghi di San Felice del Benaco, il paese che ha dato i natali al festival nonché apprezzata meta dei vacanzieri di tutta Europa ed ideale anche per il turista delle vicine città del nord Italia che voglia fare una gita fuori porta o trascorrere una serata diversa. Alla Fondazione Cominelli, all'arena estiva cortile del Municipio, all'auditorium del Santuario Madonna del Carmine e in Piazza a Portese non mancheranno eventi speciali come gli aperitivi con gli autori, il mattutino caffè cinematografico, le proiezioni supine "All Night Long" e la musica con la festa balcanica e il concerto finale con Giuradei di domenica 14. Il programma della VI Edizione è composto da diverse sezioni: Concorso Lungometraggi, Retrospettiva FFG Balcanica, Garda for Kids, Fuori Concorso ed Eventi speciali. Concorso Lungometraggi Anche quest'anno nucleo della programmazione sarà le proiezione delle pellicole della sezione Concorso lungometraggi, il cui bando per le iscrizioni è stato pubblicato in primavera. Alla selezione erano ammesse opere prime e seconde di autori italiani e stranieri, senza esclusione per registi che avessero già partecipato ad altri festival. Al VI FFG sono stati ammessi: "Izlet (A Trip)" dello sloveno Nejc Gazvoda, nato a Novo Mesto nel 1985; "Vite al centro" del giovane bresciano Nicola Zambelli; la produzione svizzera "Tutti giù" di Niccolò Castelli, nato a Lugano nel 1982; Siberia, "Monamour" del russo Slava Ross, proveniente dalla Siberia. Quattro pellicole diverse per stile, trame e ambientazioni, ma che hanno in comune l'obiettivo di raccontare con sensibilità le difficoltà della vita quotidiana e che rappresentano le tendenze del cinema contemporaneo. Retrospettiva FFG Balcanica Il 5 aprile 1992 a Sarajevo i cecchini iniziarono a sparare su una folla di dimostranti che manifestava per la pace, cominciava così l'assedio della città 34 INEWS

e una nuova guerra nel cuore dell'Europa. Poco più di venti anni dopo, il Filmfestival del Garda vuole raccontare una terra e un conflitto come quello balcanico, attraverso lo sguardo di chi ne ha osservato e testimoniato i cambiamenti che ne sono derivati e le divisioni interne delle etnie che rendono conto oggi come ieri, degli effetti sull’uomo. Su questo pezzo di Europa aleggia oggi un’aurea mista di attrazione, mistero, paura, curiosità, ma anche una vivacità culturale, una spinta a crescere che spesso non riusciamo a cogliere. Il cinema (con i film di Kusturica, Paskaljevic, Mihaileanu, Mungiu, Tanovic, Manchevski e altri) è stato uno dei migliori biglietti da visita di un’area così complessa, aprendo anche le porte dell’Occidente alla musica e alla letteratura dei Balcani. La VI Edizione vuole essere un’occasione per mostrare le opere filmiche di questi autori, soprattutto dei giovani e delle donne, e mostrarle al pubblico e alle scuole. Il cartellone cinematografico della retrospettiva FFG Balcanica vedrà proposti lungometraggi di finzione e documentari e incontri per ricordare la questione jugoslava a più di due decenni dall’inizio del conflitto e allo stesso tempo raccontare il fascino di queste terre, le sue secolari tradizioni e i suoi popoli in cambiamento, prossimi cittadini dell'Unione Europea. Il FFG ha da sempre un occhio di riguardo per il grande cinema da riscoprire, valorizzare o rileggere in una nuova chiave (nelle passate edizioni le retrospettive sono state dedicate a Marlene Dietrich, Agnès Varda e Alida Valli) e quest'anno la retrospettiva sarà occasione per approfondire cinema e cultura di una terra vicina all'Italia, martoriata dalla guerra che sta rinascendo e cercando di esprimere la sua nuova identità. Film di apertura della retrospettiva sarà "Cirkus Columbia" (2010) di Danis Tanovic, candidato al Premio Oscar come Miglior film straniero, l'opera mostra una Croazia postcomunista malinconica e controversa, sull'orlo della guerra. L'autore, classe 1979 e vincitore del premio Oscar come miglior film straniero nel 2001 con "No man's land", è la promessa del cinema balcanico. Nel programma ci sarà anche l'affermato e pluripremiato Emir Kusturica, con "Crna macka, beli maco"r (Gatto nero, gatto bianco, 1998) film dallo stile grottesco e innovativo, narrativamente surreale e destrutturato, che ha vinto il Leone d'Argento per la Miglior regia. Gli altri film della retrospettiva sono tutte opere di registe donne: "Grbavica" (Il segreto di Esma, 2006), Orso d'Oro a Berlino, e "Na putu" (Il sentiero, 2010) entrambi della bosniaca Jasmila Zbanic, raccontano le scelte di vita difficili di due donne forti e determinate, divise tra ragione e sentimento. Si prosegue con la serba Mila Turjlic autrice di un documentario dalla tematica inedita e originale intitolato "Cinema Komunisto" (2010). Infine sarà presente anche il film "Djeca" (Buon anno Sarajevo, 2012) di Aida Begic che mette in scena la ricerca di una traccia di umanità in mezzo a tanti contrasti. La regista è una vecchia conoscenza del festival, che ha proiettato nel concorso della III Edizione "Snijeg" (Neve, 2008). Vi sarà spazio anche per l'animazione con i cortometraggi provenienti dalla più importante scuola d'animazione balcanica, Zagreb Film.

Tutti Giù

film svizzero-italiano in concorso al Filmfestival del Garda (10-14 luglio 2013)

F

ilm svizzero-italiano e primo lungometraggio del giovane regista ticinese Niccolò Castelli, Tutti Giù narra il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, la presa di coscienza di se stessi, la solitaria scelta di percorso fra sogni e paure, successi e sconfitte. Nel film Tutti Giù, i giovani protagonisti sono l’attore italo-svizzero Nicola Perot, affiancato dall’attore franco-svizzero Yanick Cohades e dalla sciatrice Lara Gut, grande talento dello sci elvetico, che a soli 16 anni e mezzo è diventata l'atleta più giovane a vincere una gara di supergigante e che recita per la prima volta in un film. Tutti Giù è stato realizzato grazie alla collaborazione di numerosi tecnici ed artisti di nazionalità italiana, e le riprese si sono svolte tra Sestriere, St. Moritz e Lugano.

Dopo la tournée festivaliera statunitense e in vista dei festival di Kitzbühl in Austria e Rhode Island negli Stati Uniti, Tutti Giù torna in Europa e si presenta in concorso al Filmfestival del Garda che si svolgerà a San Felice del Benaco (Brescia) tra il 10 e il 14 luglio 2013 (http://www.filmfestivaldelgarda.it/). Il regista Niccolò Castelli sarà presente alla proiezione in programma venerdì 12 luglio alle ore 18.00 presso la Sala Auditorium del Santuario Madonna del Carmine, Garda. Tutti Giù è prodotto dal cineasta Villi Hermann per la Imagofilm Lugano in coproduzione con la RSI Radiotelevisione svizzera.

INEWS 35


c inema

c inema

Ciak si gira

David di Donatello

L

B

Francesco Rizzuti

A Orsara c’è “Stripes” ’affascinante Circus del cinema è ritornato ad Orsara di Puglia, il magico “paese dell’Orsa”, per lanciare altri giovani talenti nel sempre più vivace e interessante panorama del movie indipendente tricolore. La bella cittadina in provincia di Foggia, fondata, secondo la leggenda, dall'eroe omerico Diomede, nel pieno dei Monti Dauni, aveva già ospitato, nel 2012, le riprese di “Effetto Paradosso”, un film scritto e diretto dal debuttante regista foggiano Carlo Fenizi e interpretato, tra gli altri, da Cloris Brosca e Julieta Marocco. Per raccontare un’idea alternativa di Italia meridionale, dal fascino antico, ma con una sorprendente volontà di cambiamento. Stavolta l’affascinante location orsarese si è prestata per la realizzazione di “Stripes”, un corto cinematografico del regista foggiano Marco Adabbo. Classe 1984, studi di Giurisprudenza, una lunga gavetta teatrale, varie esperienze cinematografiche, in ruoli artistici e non, e la direzione di altri due cortometraggi all’attivo. Protagonisti l’attore, regista e doppiatore Riccardo Garrone, un pezzo unico del cinema italiano, e Roberto Galano, attore, regista e direttore artistico del TeatrodeiLimoni di Foggia. L’opera ha potuto vedere la luce perché la sua sceneggiatura, firmata dal romano Massimiliano de Angelis, giudicata «interessante, surreale, potenzialmente divertente e affascinante», ha vinto il concorso “Il Cortificio”. Anche per “Stripes” è stato fondamentale il supporto di Apulia Film Commission. La Fondazione che si occupa di servizi correlati alla produzione cinematografica e televisiva in Puglia per attirarla nella regione, con tutto ciò che ne segue in termini di immagine e pure di ricavi, diretti o indotti, specie per i settori turistico ed enogastronomico, tra i più importanti della zona. Un nome ormai sempre presente ai festival cinematografici che contano, legato a decine e decine di successi internazionali.

36 INEWS

Pina Bevilacqua

Trionfa Tornatore en 6 statuette alla 57/a edizione dei premi David di Donatello per “La migliore offerta” di Giuseppe Tornatore. Il raffinato thriller, dal cast stellare (Geoffrey Rush, Sylvia Hoeks, Jim Sturgess, Donald Sutherland), ha stregato l'Accademia del Cinema Italiano - Premio David di Donatello, presieduta da Gian Luigi Rondi, e, nel tradizionale gala capitolino, si è aggiudicato i due premi principali (miglior film e regia), oltre al David Giovani (assegnato da 6000 studenti delle scuole superiori di tutta Italia), a quello per la miglior canzone originale, il miglior costumista e il miglior musicista. Quest’ultimo andato al grande Ennio Morricone, che è tornato a lavorare con il premio Oscar di “Nuovo cinema Paradiso”. Al suo 4° David per il miglior film. La sfida era tra “La migliore offerta” e “Diaz” di Daniele Vicari, con 13 candidature (tra cui miglior film e regia) ciascuno. Terzo incomodo “Viva la libertà'' di Roberto Andò, con 12 nominations. A seguire, con 11 candidature, “Educazione siberiana” di Gabriele Salvatores (anche miglior film e regia) e “Reality” di Matteo Garrone (anche miglior film). Sei nominations (tra cui miglior film e regia) per l’ultimo capolavoro di Bernardo Bertolucci, “Io e te”. Alla fine l’opera di Vicari sugli scontri del G8 di Genova (13 luglio 2001) alla scuola Diaz ha portato a casa 4 David tecnici (produttore, montatore, fonico, effetti speciali visivi). Tre statuette sono andate al film di Garrone (fotografia, truccatore a acconciatura). Due a quello di Andò, che si è aggiudicato il David per la sceneggiatura e quello per il miglior attore non protagonista. Attribuito a Valerio Mastandrea, premiato pure come miglior protagonista, per “Gli equilibristi” di Ivano De Matteo. A Margherita Buy il David come protagonista di “Viaggio sola”, firmato da Maria Sole Tognazzi. Regista esordiente Leonardo di Costanzo (figlio del noto presentatore italiano), per “L’intervallo”. Maja Sansa miglior attrice non protagonista per “La bella addormentata” di Marco Bellocchio. Miglior film straniero “Django Unchained” di Quentin Tarantino, mentre nella sezione europea ha primeggiato “Amour” di Michael Haneke.

INEWS 37


c inema

italiannews

Francesco Rizzuti

SWISS MULTIKULT LIFE STYLE MAGAZINE

WINE&FOOD La grande bellezza Sorrentino 10 e lode

A

pplaudito a Cannes e campione di incassi in Italia. Un successo annunciato per “La grande bellezza”, l’ultima fatica di Paolo Sorrentino, con Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Carlo Buccirosso, Isabella Ferrari, Giorgio Pasotti, Serena Grandi. Un lungo (2 ore e mezza di pellicolla!) viaggio nella notte grottesca di una Roma estiva bellissima ed indifferente, popolata da politici, nobili decaduti, alti prelati, criminali d’alto bordo, parvenu, artisti e intellettuali veri o presunti, vite che non vanno da nessuna parte, maschere disperate che intessono rapporti inconsistenti,spostandosi spasmodicamente da un palazzo a una villa, a una terrazza mozzafiato. Mentre Jep Gambardella (Toni Servillo, che torna a lavorare per la quarta volta con Sorrentino), scrittore di un unico romanzo che ora scrive per i giornali di mondanità, guarda tutto con il suo sguardo disilluso ed annebbiato dal gin tonic. Un film surreale, praticamente senza trama (come le vite dei suoi personaggi), ricco di riferimenti cinematografici e letterari (da Fellini a Scola, da Moravia a Flaiano), tratteggiato dalla poetica e dalle consuete intuizioni visive del regista, scrittore e sceneggiatore napoletano, già autore del pluripremiato “Il divo” (Premio della Giuria al Festival di Cannes 2008, nomination agli Oscar 2010 per il miglior trucco…), che pensa a un cinema globale, nella scia dei grandi maestri contemporanei. Per alcuni “La grande bellezza” è un sogno felliniano, sul tempo sprecato, le occasioni volutamente e mollemente perdute.Per altri, esattamente il contrario. Perché l’assurda danza di quei suoi dannati è tutt’altro che dolce, anche se in qualcuno potrebbe far scattare la

38 INEWS

molla del riscatto:cercare un motivo per cui valga davvero la pena di vivere, cercare, cioè, la “grande bellezza”, che nella pellicola è, al tempo stesso, meta e rimpianto. «Il film è la ricerca della Grande Bellezza in una società e in un mondo dove la bellezza, purtroppo, sembra non esserci più»,chiarisce, infatti, lo stesso Sorrentino. Che dice di aver pensato al trittico Servillo, Verdone, Ferilli sin dall’inizio. «È un film in cui il contrasto tra perfezione e imperfezione hanno trovato un equilibrio», dice la Ferilli. Che nel film interpreta il personaggio indimenticabile di Ramona, una spogliarellista semianalfabeta. «Dopo il film di Woody Allen, che è stato una cartolina veramente stucchevole su Roma, dove nessun romano si è riconosciuto, Sorrentino ci ha restituito una città in modo completamente diverso e con un suo stile»,ha dichiarato Verdone. Romano, scrittore frustrato, nel film. «I paragoni con “La Dolce Vita” non tengono. Fellini vuole bene ai personaggi, Sorrentino li giudica», ha puntualizzato il grande attore e regista capitolino.

INEWS 39


e nogastronomia

e nogastronomia

Peppe Zullo “docente” dell’University of Rhode Island Alla Città del Gusto-Gambero Rosso di Napoli, lo chef orsarese ha tenuto una lezione per un gruppo di studenti americani

L

unedì 17 giugno, Peppe Zullo, chef e ambasciatore della cucina della Daunia, ha tenuto una lezione a un gruppo di studenti della facoltà di sociologia e antropologia dell’University of Rhode Island (Usa). La lezione si è tenuta alla Città del Gusto – Gambero Rosso di Napoli. I docenti del corso hanno scelto Peppe Zullo affinché lo chef pugliese descrivesse agli studenti il proprio modello di cucina “dalla terra alla tavola”, basato sull’agricoltura sostenibile, sull’applicazione del “Km zero” e dunque sull’utilizzo di prodotti stagionali ricavati direttamente dall’orto e dai vigneti di Villa Jamele. Il gruppo di studenti e docenti della facoltà di sociologia e antropologia dell’University of Rhode Island sarà in Italia per due settimane, facendo base a Napoli, per approfondire tematiche legate all’agricoltura e all’evoluzione delle culture alimentari. La lezione di Peppe Zullo è parte del programma di apprendimento esperienziale che comprende corsi di cucina e altre attività. “E’ un grande onore aver potuto trasmettere un po’ della mia esperienza a questi studenti che cercano di conoscere uno degli aspetti caratterizzanti dell’identità italiana e mediterranea, quello legato alla nostra cultura alimentare”, ha detto Peppe Zullo. “Un onore ancora più grande poter fare tutto questo in un contesto di così alto profilo come quello della Città del Gusto –Gambero Rosso di Napoli”. Agli universitari americani, Peppe Zullo ha portato alcuni prodotti provenienti dal suo grande orto di Villa Jamele. Agli studenti, lo chef orsarese ha mostrato come il grano arso, un tempo elemento della “cucina povera” dei contadini pugliesi, sia stato riscoperto ai giorni nostri diventando molto apprezzato per le sue proprietà nutritive. Il “cuoco coi baffi” ha illustrato come sia possibile valorizzare al massimo i frutti che la natura offre spontaneamente: dai fiori alle erbe spontanee, dai funghi ai frutti del bosco. Il cuoco-contadino ha spiegato al gruppo dell’University of Rhode Island che i prodotti da lui utilizzati in cucina provengono innanzitutto dai ventiduemila metri quadrati del suo orto, dai trentacinquemila metri quadrati di vigneto, dagli alberi da frutto e dalla sua azienda agricola. E’ questo il cuore della filosofia “Km Zero”, un modo per far scoprire il territorio attraverso i suoi sapori, puntando su unicità, stagionalità, freschezza e tracciabilità assoluta dei prodotti utilizzati.

40 INEWS

Azienda Agricola

L

Conca d’Oro

’Azienda Agricola Conca d’Oro nasce da un’antica passione per le vigne ed il legame del suo creatore, Salvatore Barletta, con la terra Irpina. Trasferitosi giovanissimo in Svizzera per esigenze lavorative, si dedica all’organizzazione di eventi e manifestazioni di rilevanza internazionale, oltre che a gestire due ristoranti, eccellenze in Zurigo, ma con il pensiero sempre coinvolto dal forte attaccamento alle proprie origini. Ed è proprio mantenendo saldi i legami con la propria terra che Salvatore torna in Irpinia, e dopo anni di lavoro, di ricerca e di studio riesce, finalmente, a realizzare il suo sogno, produrre quei vini di qualità che pur vivendo all‘estero riuscivano a farlo sentire a casa con un semplice sorso. Sogno che ha preso sostanza al suo rientro in Italia, trasformandosi, dopo alcuni anni di studio e grazie alla collaborazione e al supporto dell’amico e socio Giuseppe Nesta, in giovane Azienda. Pronte a realizzarlo ci sono già due generazioni della Famiglia Barletta: accanto a Salvatore la compagna Federica ed i figli Emanuel, Alessandro, Deborah e il piccolo Davide, che animano l’azienda con lo stesso ardore del padre. Oggi Conca d’Oro produce una selezione dei vini tipici dandone la propria personale interpretazione nel rispetto dei disciplinari, con l’obiettivo di valorizzare e far apprezzare in Italia e nel mondo i tesori Irpini, rispettandone la natura, e senza mai dimenticare il sogno da cui tutto è partito. „vivere per realizzare un sogno, un buon sorso per continuare a sognare“ S. Barletta

Via Terminio 11- 83100 Avellino tel/fax :+39.393.9062993 web: www.cantinaconcadoro.com mail: info@ cantinaconcadoro.com INEWS 41


e nogastronomia

U

na struttura di 8mila mq, con 20 ristoranti regionali, dalla Valle d'Aosta alla Sardegna, 120 osterie italiane a conduzione familiare ai fornelli, 2.000 posti a sedere, degustazioni, pranzi, eventi, spettacoli. Il tutto per raccontare all’Esposizione Universale 2015 di Milano, attraverso le infinite tradizioni enogastronomiche Made in Italy, l’incredibile biodiversità della cucina e dei prodotti agroalimentari italiani alla maniera di Eataly. Siglata, infatti, un’importantissima partnership tra Expo 2015, dal titolo "Nutrire il Pianeta, Energia per la vita", e il ‘tempio del gusto’ di Oscar Farinetti, che avrà un suo colossale presidio sulla migliore passerella che l’italian food abbia mai conosciuto.I dettagli in un’affollatissima conferenza stampa nel megastore Eataly di Roma, presenti anche il ministro italiano dell'Agricoltura Nunzia De Girolamo, che ha annunciato la realizzazione all'interno dell'Expo di un padiglione interamente dedicato al vino, e il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, che ha ricordato l’importanza di Milano 2015 sia per la sua Regione che per la Capitale stessa. Nell’occasione, l’AD dell’Expo Giuseppe Sala ha sottolineato la portata dell'evento milanese, che conterà ben 60 padiglioni (tra cui quello, bellissimo, della Svizzera, il Paese che per primo ha aderito all’Esposizione) e milioni di visitatori, compresi 100 capi di Stato e 600 ministri, candidandosi sin da ora a superare i record del fortunatissimo Expo 2010 di Shanghai. Così come l’importanza dell’alleanza con la galassia Eataly, che da anni promuove il meglio della produzione e della cultura enogastronomica italiana 42 INEWS

Arriva Eataly grazie ai suoi store presenti in tutto il globo. «Siamo particolarmente fieri di avere al nostro fianco, in questa avventura, una catena di così alta qualità», ha detto Sala. «Siamo certi, infatti, che, durante i 184 giorni dell'evento, Eataly saprà valorizzare il patrimonio e la tradizione alimentare italiana, dandole quel palcoscenico internazionale di rilievo già noto e apprezzato in tutto il mondo». «Nel futuro del nostro Paese, per non soccombere, bisogna puntare sull'incremento delle esportazioni di agroalimentare di qualità e sulla crescita del numero di turisti stranieri», ha ricordato, ancora una volta, Oscar Farinetti. L’imprenditore piemontese da ‘Oscar’ che, dopo aver creato Unieuro, la celebre catena di elettronica di consumo,è partito, 6 anni orsono, con il suo brand alimentar-culturale dedicato all'eccellenza enogastronomica italiana. Un colosso da 300 milioni di fatturato complessivo, in continuo sviluppo, che presto porterà i capolavori dell’agroalimentare italico anche a Tokio, Chicago, Londra, Mosca, in Brasile… Che, velocemente (com’è nello stile di Farinetti), sta progettando F.i.co. (Fabbrica Italiana Contadina), un grande Parco agroalimentare (80mila mq, 100 milioni di euro di investimento, dai 5 ai 10 milioni di visitatori l'anno), una specie di Disneyworld del cibo, a Bologna. Intanto, a partire dall'anno prossimo, ci sarà un punto Expo in tutti gli Eataly del mondo, da New York (che, ormai, è il 3° sito più visitato nella Grande Mela!) a Istanbul e Dubai, che apriranno il 24 settembre. Un’immensa e qualificata vetrina per contribuire concretamente e da subito al successo dell’Esposizione Universale di Milano e, quindi, del Belpaese.

Il team Funks vi dà il benvenuto. La Pizzeria Romantica è il luogo ideale per riunioni di famiglia di ogni tipo, grandi gruppi o semplicemente per trascorrere una bella serata. serve ottimi autentiche pizze italiane, dal forno a legna, deliziosi antipasti e dessert creativi, in un ambiente accogliente.

Oberdorfstrasse 1 8153 Rümlang/ZH Telefon: +41.043.810 62 46 www.ristoranteromantica.ch

Specialit à di Pesce e carne sulla pietra

orari a partire dalle ore 10.00

INEWS 43


swissgeht aus

swissgeht aus

MANGIARE BENE ESSEN MIT GENUSS

MANGIARE BENE ESSEN MIT GENUSS

Ristorante Gasthof Löwen Vito e Nina www.loewen-affolter.ch

Restaurant Grigioni Graubünden

081 413 32 16 *

Restaurant La Carretta

081 413 38 95

ristorante molino zurigo

www.molino.ch

Restaurant, Pizzeria Padrino

081 253 03 01

Casa Ferlin

www.casaferlin.ch

Restaurant Ticino

081 253 13 07 *

Restaurant, Pizzeria La Meridiana

081 416 82 85

Da Ciro www.ristorante-ciro.ch

Restaurant Jarno

081 416 82 85 *

Il Giglio www.ilgiglio.ch

Ristorante Caruso

081 641 30 30

Il Tartufo www.iltartufo-zuerich.ch

Grotto serta

091 945 02 35

Osteria bellavista

091 985 89 12

Trattoria vittoria

091 609 11 57

Grotto grillo

091 970 18 18

Belvedere

091 941 13 51

Grotto morchino

091 994 60 44

Osteria dei tiratori

091 943 34 95

Grotto ticinese

091 967 12 26

Gandria www.restaurant-gandria.ch

Cacciatori

091 605 22 36

Il Camino

www.ristorante-camino.ch

Ristorante da candida

091 649 75 41

Pantheon

www.ilpantheon.ch

Ristorante cyrano

091 922 21 82

Ristorante santabbondio

091 994 85 35

Casa Aurelio

www.casaaurelio.ch

Collina d‘oro

091 994 74 97

Schwan Hotel & Taverne

www.hotel-schwan.ch

Ristorante il castagno

091 611 40 50

Il Bocciodromo

www.bocciacono.ch

Ristorante la griglia

091 945 11 58

La perla del lago

091 973 72 72

Il Punto

www.ristorante-punto.ch

Hostaria del pozzo

091 940 91 58

Ristorante CIAO Möwenpick www.moevenpick-regensdorf.com

Locanda del boschetto

091 994 24 93

RISTORANTE Azzurro

mouette del mövenpick

091 923 23 33

Grotto vallera

091 647 18 91

Il Gallo www.ilgallo.ch Toscano

ristorante camino

RISTORANTE AZZURRO

www.ristorante-toscano.ch

RISTORANTE Italia www.ristorante-italia.ch Casa da Vinci

www.casadavinci.ch

Salentina www.salentina.ch

ristorante-toscano

ristorante romantica

www.ristoranteazzurro.ch

RISTORANTE SORRISO www.sorriso.ch TRATTORIA ITALIANA

WWW.TRATTORIA-ITALIANA.CH

RESTAURANT MESA

WWW.mesa-restaurant.ch

Ristorante Venezia

ristorante romantica

il Faro Dübendorf Grotto: 044 821 62 03 Restaurant: 044 821 61 64 il Faro Embrach

restaurant: 044 865 03 20

dal buongustaio www.dal-buongustaio.ch

il Faro Herrliberg Restaurant: 044 915 81 11 Bankett / Saal: 044 915 81 13

il Faro Dübendorf

il Faro Wallisellen Restaurant: 044 830 46 52 Take Away: 044 830 46 54

WWW. ilfaro.ch

Ristorante Venezia 043 411 50 00

Ristorante Venezia www.venezia-buelach.ch

Il Salento Restaurant Pizzeria *043 311 68 78

Il Salento Restaurant Pizzeria www.il-salento.ch RISTORANTE ROMANTICA

WWW.RISTORANTEROMANTICA.CH

Il Salento Restaurant Pizzeria

Gasthof Löwen - RISTORANTE CIAO ITALIA P = Propietario Italiano h

44 INEWS

C = Cuoco Italiano h

S Servizio Italiano h

Q = Buona qualità h

hI = ingredienti italiani

hT = testato INEWS 45


p olitica

e nogastronomia

Pina Bevilacqua

Pizza metodo azzurro

die beste Pizza der Welt

Missione in Calabria

nsere Pizza aus eigener Produktion ist dünn, duftend und knusprig. Sie ist aus einer speziellen von uns studierten Teigmasse gemacht, die sogenannte „AzzurroMethode“, „metodo Azzurro“, um so die beste Backmethode, Leichtigkeit und Verdaulichkeit zu garantieren. Unsere übergrosse Pizza hat eine doppelte Oberfläche im Gegensatz zu den üblichen Pizzas und natürlich eine grössere Vielfalt an Zutaten, zudem wird nur Mozzarella aus reiner Kuhmilch angewendet.

S

U

Unsere Klientschaft bestätigt immer wieder folgende Aussage: „Es ist wirklich die beste Pizza, die ich jemals gegessen habe.“ Das Restaurant bietet einen Saal für jede Art von Event: Geburtstag, Kommunion, Firmung, Taufe, Hochzeit, Bankette, Jubiläen Oeffnungszeiten: Montag bis Freitag: 11.30 – 14.30 / 18.00 – 24.00 Samstag 18.00 – 24.00 / Sonntag auf Anfrage Es stehen 40 Parkplätze für unsere Klienten zur Verfügung.

RISTORANTE PIZZERIA

AZZURRO Hohlstrasse 451 8048 Zürich Tel. 044 492 48 08 natel 079 3303905 www.ristoranteazzurro.ch 46 INEWS

La NIAF in 1° linea

empre più ponte tra gli Stati Uniti e l'Italia la National Italian American Foundation, la principale associazione degli italo-americani che vivono negli States, con sede a Washington. Una sua delegazione, guidata dal chairman Joseph Del Raso e dal neo presidente John Viola, ha appena compiuto un’importante missione ufficiale in Calabria, nominata dalla NIAF "Region of Honor 2012-2013". Per poi toccare anche Roma, dove, tra l’altro, ha incontrato il presidente del Senato Pietro Grasso. «Il mercato statunitense apprezza i prodotti italiani», ha voluto sottolineare il presidente Viola. Per lui, come per Joseph Del Raso, i 25 milioni di italoamericani USA rappresentano una grande opportunità per potenziare gli investimenti a stelle e strisce nel Belpaese. Da qui il loro fitto calendario di incontri e riunioni, con amministratori e imprenditori, tanto in Calabria che nella Capitale, per discutere delle relazioni culturali, economiche e diplomatiche tra Italia e Stati Uniti. «Siamo decisamente interessati a proseguire il rapporto con le comunità italoamericane, anche in virtù del protocollo d’intesa firmato nei mesi scorsi. La loro presenza in Calabria, in questi giorni, testimonia il reale interesse e la grande considerazione verso la nostra Regione»,ha dichiarato il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, nel ricevere il board NIAF. « Desideriamo rafforzare i nostri rapporti in settori chiave come quello della cultura e formazione, agricoltura e internazionalizzazione. Lo scorso anno la nostra regione è stata ospite d’onore del prestigioso Gala della NIAF. A Washington abbiamo avuto modo di far conoscere le bellezze della nostra terra e, soprattutto, i nostri fantastici prodotti, una vera eccellenza del Made in Italy». In Calabria i rappresentanti NIAF hanno potuto, tra l’altro, visitare Tropea, la stupenda località turistica che si erge su un altopiano di roccia granitica a picco sul Mar Tirreno, nella provincia di Vibo Valentia. Ed ammirare i famosi Bronzi di Riace.

La coppia di imponenti statue bronzee maschili di provenienza greca, riconducibile al V secolo a.C. e rinvenuta, in un eccezionale stato di conservazione, sui fondali di Riace (Reggio Calabria), nel 1972,I due giganti (alti circa 2 metri), giustamente annoverati tra i capolavori scultorei più significativi del periodo ellenico, e tra le poche testimonianze dei grandi maestri del mondo greco classico giunte fino a noi, verosimilmente raffigurano due eroi di guerra e portano la prestigiosa firma di Policleto o di Fidia o di Pitagora di Reggio. «Per la Calabria è importante avviare sempre maggiori sinergie positive e i confronti con la NIAF rappresentano momenti di grande interesse per tutti i calabresi», ha affermato il presidente del Consiglio regionale calabro Francesco Talarico. Dato anche il fortissimo legame che unisce molti americani alla splendida terra di Calabria.

INEWS 47


T "Tailor Made"

radizione, Stile, Innovazione, Servizi "Tailor Made" A volte bastano semplici parole, concetti chiari per capire un’azienda, la sua storia, i suoi punti di forza. È dal 1964 che, con dedizione e professionalità, Polsit 1959 produce imbottiti. Una lunga storia di impegno e successo che ha consentito all'azienda di affermarsi come leader in Alto Adige per la fornitura di poltrone e divani sia nel settore contract che in quello privato. Forti della tradizione imprenditoriale Sudtirolese, riconosciuta a livello nazionale ed internazionale per la sua tipicità e l’altissima qualità produttiva, Polsit 1959 ha sviluppato un’azienda che ha sempre soddisfatto e, grazie ad un costante e diretto servizio di assistenza e customer care, tutt’ora soddisfa le esigenze di piccoli e grandi albergatori e privati. La professionalità dello staff tecnico, l’affidabilità delle maestranze locali altamente qualificate, sono infatti in grado di assicurare la massima qualità del prodotto e garantire l’efficienza del servizio ai propri clienti. Grazie a queste solide basi Polsit 1959 ha potuto costantemente innovarsi e migliorare sia i prodotti che i processi produttivi. Un grande impegno di ricerca ed innovazione tecnica e design che ha consentito una produzione di eccellenza; dalle linee “Mountain Living” e “Laurin” ispirate alle tradizioni delle nostre Dolomiti, alle modernissime forme della linea “Assoluti”, al “comfort” indiscusso delle linea wellness “Vitario”. Ma oltre a tutto ciò, e non è poco, Polsit 1959 è particolarmente orgogliosa del proprio principale punto di forza: il servizio “Tailor made”, ovvero la capacità di creare prodotti “su misura” per i più esigenti dei clienti. Tutto può essere personalizzato, dalle dimensioni dei divani al comfort delle sedute, dalla scelta dei tessuti alle molteplici soluzioni tecniche; un grande valore aggiunto che solo Polsit 1959 è in grado di garantire con queste modalità. Polsit 1959, dal cuore delle nostre Dolomiti, la tradizione e l’affidabilità Sudtirolese al servizio del cliente.

ITALY: P0LSIT 1959 - ZONA PRODUTTIVA NORD 17 - 39040 AUER-ORA (BOLZANO) - TEL. 0039 0471 811000 - WWW.POLSIT.COM

ITALY: P0LSIT 1959 - ZONA PRODUTTIVA NORD 17 - 39040 AUER-ORA (BOLZANO) - TEL. 0039 0471 811000 - WWW.POLSIT.COM

SCHWEIZ: POLSIT 1959 - MARKETING: HEROSTRASSE 9 - TEL. 0041 079 405 39 85 - 8048 ZÜRICH - ANTONIO@CAMPANILE.CH

SCHWEIZ: POLSIT 1959 - MARKETING: HEROSTRASSE 9 - TEL. 0041 079 405 39 85 - 8048 ZÜRICH - ANTONIO@CAMPANILE.CH

48 INEWS

INEWS 49


e vents

LA BASILICATA IN SVIZZERA

L

'1 e il 2 giugno scorsi si è svolta presso la Casa d’Italia di Zurigo un'edizione straordinaria di ''ComunicaMente Basilicata'', manifestazione promossa dall'associazione ''Il Cielo è sempre più Blù” per celebrare la Festa della Repubblica, in collaborazione con la Federazione dei lucani in Svizzera, il Consolato generale d’Italia e sostenuta dalla Commissione regionale dei lucani all’estero. In programma, momenti squisitamente culturali si sono alternati a momenti di incontro e confronto sul fenomeno dell'emigrazione femminile, sul turismo ecocompatibile e sull'azione dei parchi. Un format che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrebbe permettere di veicolare l'immagine della Regione e promuoverla. La due giorni di Zurigo è stata anche una grande vetrina per i prodotti d’eccellenza del territorio tipici dell’area Senisese-Lagonegrese-Pollino, veri protagonisti dell’iniziativa che ha visto accorrere presso la Casa Italia di Zurigo molti lucani residenti nella Confederazione. Il console generale Mario Fridegotto ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e per la qualità delle produzioni esposte. È il caso di sottolineare anche il grande apprezzamento venuto dagli ospiti per i prodotti e per la cucina lucana. “Siamo qui - ha detto il presidente della Commissione dei lucani all’estero, il consigliere regionale Luigi Scaglione - per dare sostanza al lavoro che il Consiglio regionale nella sua interezza e nella sua sobrietà ha voluto indicarci per credere nel senso della unità territoriale, della difesa dei nostri presidi ed accrescere il rapporto sostanziale tra le comunità locali e quelle residenti all’estero. Un impegno sostanziato dagli interventi culturali come quelli messi in mostra a Zurigo con i quadri di Michele Giocoli, con le foto della Basilicata sacra di Carlos Solito, con la storia della emigrazione vincente di Charles Paterno raccontata nel libro di Renato Cantore, con la presentazione del rapporto sulla emigrazione al femminile da parte della presidente della Commissione Pari Opportunità, Maria Antonietta Botta e con i rapporti intessuti con gli operatori svizzeri come spiegato dal direttore dell’Apt, Giampiero Perri e nel rapporto tra produttori e commercianti come sostenuto da Nicola Timpone. Il risultato è stato innanzitutto la creazione di un modo più snello ed informale, ma che ha goduto dell’autorevolezza e delle esperienze consolidate per mettere in campo azioni esattamente tarate sulle esigenze dei singoli operatori economici di Basilicata che vogliano trovare all’estero una opportunità di rilancio o anche dei nuovi emigrati i nostri cervelli, che trovano maggiore slancio e supporto in questo momento rivitalizzante la già attiva rete umana ed Istituzionale degli Italiani Lucani che non vivono nel nostro Paese”. Tutto bene: una magnifica esposizione, ma attenzione ai mercanti

50 INEWS

Questo incontro rientra nel programma di potenziamento dei rapporti commerciali fra l'Italia delle regioni e il mercato europeo. Politici lucani e produttori ci hanno fatto questa bella e lodevole visita, invitandoci ad assaggiare le delizie di questa terra che conta 600 mila abitanti ed altrettanti ne vivono all'estero. Per quanto concerne il settore turistico, molto si è fatto in questi ultimi anni per far conoscere la Basilicata. Ad esempio, sono stati introdotti viaggi di studio per giornalisti e operatori del ramo, cosa che ha contribuito notevolmente a ribaltare l'immagine che si aveva di questa regione, un tempo molto povera ed abbandonata a se stessa. La Basilicata assomiglia molto alla Svizzera. E per qualità ambientale, questo accostamento lo merita. Il paesaggio è incontaminato, le strutture riceventi in crescita. Investire nel turismo è necessario. Ci sono ottimi prodotti gastronomici, ecobiologicamente impeccabili, che però, data appunto la loro alta qualità, si prestano ad una produzione limitata. Verissimo. I preparati al tartufo, i salumi, i tipi di pasta a grano duro preparati artigianalmente, i vini, gli oli extravergine e i formaggi assaggiati alla Casa d’Italia di Zurigo, non avevano proprio nulla da invidiare non dico ai prodotti francesi, che devono inchinarsi senz'altro, ma anche a quelli iperpubblicizzati delle altre regioni italiane, comunque di alto livello. C'è infatti da stupirsi che fino ad oggi questi prodotti siano stati così misconosciuti (a parte l'amaro Lucano) e che solo adesso irrompano nel mercato. Quasi quasi mi sorge il dubbio che i lucani abbiano fatto i furbi, apposta per cuccarseli tutti loro, quei prodotti. E veniamo alle conclusioni finali e agli esiti, per niente scontati, di queste due gradevolissime giornate. Mi dispiace dover rompere le scatole, eppure temo che questo genere d'incontri servano solo ad una cosa: ad ammirare sì le nostre meravigliose regioni, ma anche, se permettete, a far contente le pance della gente e ad inculcare rammarico in quei bravissimi e infaticabili produttori che sborsano di tasca loro appunto per saziarle senza che vi sia un qualche tornaconto importante. Mi spiego: gli organizzatori della due giorni zurighese avranno inviato, suppongo, centinaia di inviti per questa manifestazione. I presenti invece erano 200, forse 300 nel momento di punta. Ebbene, quanti di loro erano veramente interessati a prendere questi prodotti e ad immetterli nel mercato locale? Quanti affari avranno concluso i produttori lucani? Lo ignoro, ed ignoro pure il numero di quanti, fra questi due, trecento invitati, prendendo la palla al balzo, hanno avuto l'idea di contattare i produttori per avviare un certo traffico commerciale. I quali produttori, solo per recarsi a Zurigo, avranno speso, grosso modo, qualche migliaia di euro. Ma anche la Regione avrà avute le sue spese.

Il tornaconto? Vorrei essere smentito, ma credo si tratti di poca roba. Mancavano i distributori, e sicuramente tra i presenti non erano molti coloro che avevano il negozio, e cioè un punto vendita. Questi incontri potrebbero nuocere, più che aiutare i produttori e le stesse merci, visto che nella loro politica di esportazione, avrebbero assoluto bisogno di un numero di punti vendita decisamente superiore all'attuale (all'estero, beninteso) appunto per tenere i prezzi contenuti e per evitare controproducenti inflazioni. Forse la questione è banale, ma sono del parere che per questo genere d'incontri, gli organizzatori debbano prima tenere in considerazione una cosa: il mercato e le possibilità di accesso attraverso i distributori. Il produttore che parte dalla Basilicata, esempio, non sa chi va ad incontrare. Oppure spera ancora nella buona sorte? Bisognerà risolvere questo dilemma: è meglio presentare i prodotti tipici di una regione affinché gl'invitati li conoscano prima di decidere sul da farsi, o è meglio preparare prima la cultura e la mentalità giusta per accoglierli, questi produttori che vengono in Svizzera? Pasquale Sacino - Rinscita

INEWS 51


p ersonality

vito de filippo

Presidente De Filippo, cosa, quanto e dove esporta la Basilicata in Europa? Nell’ultimo biennio, il valore delle nostre esportazioni ha subito una lieve diminuzione per effetto della crisi economica in atto, attestandosi su circa 1 miliardo e 400 milioni di euro l’anno. Vale a dire: 1 miliardo e 150 milioni in provincia di Potenza e poco più di 250 milioni in provincia di Matera. La parte del leone, per oltre un miliardo di euro l’anno, la fanno le produzioni del settore manifatturiero, per lo più legate al settore dell’automotive e quindi alla Fiat di Melfi. E naturalmente le auto prodotte in Basilicata, in particolare le “Punto”, sono esportate per lo più nei paesi europei, a partire da Francia, Spagna e Portogallo. E in Svizzera? Ci sono produttori del settore agroalimentare che da tempo hanno avviato rapporti con le grandi catene di distribuzione nei supermercati e nei gourmet. In particolare il settore vinicolo e quello dei salumi, con alcune eccellenze del Vulture e del Pollino, hanno conquistato una nicchia di mercato che punta, ovviamente, più sulla qualità che non sulla quantità. Proprio in questi giorni, a seguito della nostra presenza alle manifestazioni svoltesi in Svizzera con le Associazioni dei Lucani, alle quali diamo grande importanza e rilevanza ai fini promozionali del “made in Basilicata”, ma soprattutto dopo l’iniziativa presso Casa Italia a Zurigo, abbiamo avuto la conferma della presenza sia a Potenza che a Matera di gestori di attività di import-export del made in Italy e di un promotore di world pasta day che attraverso i nostri prodotti punterà alla valorizzazione del territorio anche a fini turistici. Il che è sicuramente un buon viatico per la nostra regione. Le eccellenze lucane da esportazione che, a suo avviso, non sono ancora sufficientemente note all’estero? Sicuramente alcuni prodotti di grande qualità dell’agroalimentare, con le caratteristiche proprie della qualità e delle piccole quantità, come i peperoni di Senise, i fagioli di Sarconi, il pecorino di Filiano. La qual cosa però ci consente di ragionare in termini di prospettiva e di conoscenza del territorio. Ma la nostra vetrina migliore è rappresentata dai paesaggi e dagli attrattori turistici che da tempo abbiamo lanciato sui grandi mercati, anche grazie ai buyer dell’Europa Occidentale intercettati dalla nostra Agenzia di Promozione Turistica. Quanto è sviluppato il turismo svizzero in Basilicata? Il numero dei turisti provenienti dalla Svizzera, secondo quanto mi viene confermato dal direttore dell’Apt di Basilicata, Giampiero Perri, è passato dalle 2.800 unità di quattro anni fa ad oltre 3.500 unità del 2012, con un numero di pernottamenti che supera le diecimila unità. A mio avviso, si tratta di un dato confortante, tanto più in questo momento di crisi. Perché i turisti dovrebbero scegliere proprio la sua Regione? Se me lo consente, risponderei a questa domanda mutuando le parole utilizzate, dinanzi ad un analogo interrogativo, dal grande regista americano, di origini lucane, Francis Ford Coppola. La Basilicata va scelta dal popolo dei turisti, a partire da quelli svizzeri, perché forse più di altre regioni presenta l’Italia autentica, preservata, custode di tradizioni millenarie e di un apprezzabile sistema di ospitalità e di servizi per il viaggiatore contemporaneo. Su cosa sta puntando attualmente la Basilicata per il suo sviluppo economico? Agricoltura e turismo, insieme con il settore strategico dell’automobile, restano i capisaldi dell’economia lucana. Ma in questi ultimi anni la Regione ha investito molto, e continuerà a farlo anche in futuro, sulla ricerca e l’innovazione, essendosi dotata di due strumenti operativi particolarmente efficaci: Sviluppo Basilicata e Basilicata Innovazione, deputati rispettivamente all’assistenza

52 INEWS

tecnica delle imprese già operanti (la prima) e alla creazione di nuovi brevetti (la seconda). Contemporaneamente, grazie all’ottimo lavoro portato avanti dal Distretto Tecnologico “Tern”, all’interno del quale operano sia imprese private che pubbliche (Arpab, Cnr, Agenzia spaziale italiana, Università della Basilicata), la nostra regione si sta caratterizzando a livello europeo nel settore dell’Osservazione della Terra, grazie al ruolo strategico assegnato al Centro di Geodesia Spaziale di Matera. Cosa sta facendo per aumentare la sua visibilità nel mondo? In collaborazione con i lucani sparsi in tutto il mondo, grazie al lavoro portato avanti dalla Commissione dei Lucani all’Estero e dal suo presidente, il consigliere regionale Luigi Scaglione, abbiamo promosso, soprattutto nell’ultimo anno, l’immagine di una Basilicata-sacra. Si tenga conto che per la prima volta nella storia del Vaticano, è toccato proprio alla nostra regione il privilegio di donare al Papa il Presepe esposto in occasione del Natale 2012 in piazza San Pietro, realizzato dal maestro lucano, Franco Artese. Non meno importante è stata la mostra delle immagini fotografiche di alcuni grandi artisti, come Carlos Solito, presentate sia a Roma che a Zurigo, con grande successo di critica e di pubblico, che hanno rilanciato il marchio lucano in terra elvetica, suscitando grandi emozioni. E in Svizzera? Proprio queste ultime azioni, intraprese anche con la partecipazione a fiere che interessano il tempo libero e il vivere all’aria aperta nel Sud della Germania, affollate da turisti svizzeri notoriamente affascinati dal rapporto con la natura, ci fanno ben sperare. Del resto, lo ricordavo prima, la presenza di turisti svizzeri è in costante aumento. E questo ci fa essere ottimisti sul futuro, tenuto conto, tra l’altro, che prevediamo di incentivare ancora di più i rapporti di collaborazione e di amicizia con il popolo svizzero. Ci sono delle cose che la Svizzera dovrebbe invidiare alla Basilicata? Visitare piccoli borghi con Chiese monumentali, come quelle di Acerenza o di Santa Maria d’Orsoleo a Sant’Arcangelo, fare l’esperienza del volo dell’angelo sulle Dolomiti Lucane, concedendosi se mai una passeggiata nei Sassi di Matera, patrimonio dell’Unesco in una città candidata ad essere capitale della Cultura Europea nell’anno 2019, a cui noi stiamo dando il nostro massimo sostegno anche attraverso le associazioni dei lucani in Svizzera, o ancora trascorrendo una settimana tra il Pollino e le coste dello Jonio o di Maratea, sono la vera cartolina di un paesaggio unico che sicuramente ci fanno apprezzare agli occhi di un popolo esigente come quello elvetico. E viceversa? I paesaggi mozzafiato delle valli Svizzere, dei suoi cantoni ordinati, delle sue città straordinarie, a partire da Zurigo e Ginevra, sono sicuramente elementi di grande ammirazione da parte del popolo lucano, che attraverso il vostro giornale voglio pubblicamente manifestare ai nostri vicini di Oltralpe. Che cosa si augura innanzitutto per la sua Regione? Mi verrebbe da rispondere: tutto il bene possibile. Ma è chiaro che in un momento difficile, come quello che attualmente l’Italia e l’Europa stanno attraversando, dobbiamo augurarci, molto più pragmaticamente, di uscire quanto prima da quella che ormai viene definita la più grave crisi economica del dopoguerra. Io confido nella tenacia e nello spirito di sacrificio dei lucani. E se tutti, come credo, faremo la nostra parte, con il senso di responsabilità e la passione che sempre hanno caratterizzato la nostra azione politica ed amministrativa, la Basilicata continuerà a mantenere il primato che unanimemente le viene riconosciuto nel nostro Paese. Quello cioè di essere una sorta di piccola, italica Svizzera del Sud. INEWS 53


p ersonality Il giornalista

p ersonality

Renato Cantore

presenta il suo libro a Zurigo “La Merica”

D

alla carretta del mare che a sette anni lo portò verso "la Merica", alla boathouse della sua villa sulle rive dell'Hudson; dalle "dolomiti lucane" ai grattacieli di Manhattan: iperbolica, esagerata, emblematica, la vita di Charles Paterno, nato Canio Paternò, da Castelmezzano (Potenza), è raccontata con rispetto e partecipazione dal giornalista Renato Cantore nel libro "Il Castello sull'Hudson", nelle librerie italiane da qualche mese per i tipi di Rubbettino editore. Il libro è stato presentato davanti a un folto pubblico il primo giugno a Casa d’Italia a Zurigo, nell’ambito delle manifestazioni per la festa della Repubblica Italiana, manifestazioni che hanno visto protagonista quest’anno la Basilicata con le sue proposte culturali, turistiche, artistiche, enogastronomiche. La Federazione delle associazioni dei lucani in Svizzera, presieduta da Giuseppe Ticchio, è stata infatti chiamata a organizzare l’evento dal consolato generale di Zurigo, con il console Mario Fidregotto che ha fatto da padrone di casa. Nel libro dedicato alla figura di un emigrante che ha realizzato il suo sogno americano, presentato da Pasquale Sacino, direttore del periodico “Rinascita”, e da Raffaella Bisceglia della Regione Basilicata, Renato Cantore ricostruisce fin nei dettagli la biografia di un uomo la cui vita e' già di per sé un romanzo. Lo fa con metodo giornalistico, attraverso i racconti dei familiari e portando il lettore sui luoghi di questa avventura straordinaria. luoghi che ne sono parte attiva poichè, come dice Cantore in premessa, "nessun'altra parte del mondo se non l'America potrebbe raccontare una storia come quella di Charles Vincent Paterno". Nato povero in Lucania, emigrato bambino con la famiglia, questo signore di fine '800, dagli occhi brillanti e l'aria austera, nel giro di trent'anni diventa uno dei protagonisti dello sviluppo edilizio di New York City. La penna dell'autore lo segue passo passo in questa vita da favola, dalle atmosfere dickensiane dell'inizio a quelle hollywoodiane della seconda metà della sua vita. L'album coi ricordi di famiglia, che correda il libro, con le foto coi fratelli fino all'effige apposta sulle spettacolari costruzioni, rende ben tangibile quest'evoluzione. Paterno è stato tra i primi a tirar su i grattacieli ad uso abitativo, a intercettare i bisogni e i gusti della classe media in fatto di case, al punto da potersi vantare di aver dato un tetto a 28 mila persone in settantacinque palazzi nel West Side. Le ragioni del suo successo - come dimostra il racconto – sono nella capacità di pensare in grande e di andare contro corrente. oltre che nell'avere sempre le carte giuste nel mazzo. Inventore già da ragazzino, medico e per tutta la vita costruttore, questo self-made man testardo e visionario investì anche più del necessario pur di realizzare il castello, dove poi sarebbe andato a vivere, sulle rive dell'Hudson, partendo da uno schizzo di sua moglie. Una scommessa vinta, perchè poi sarebbe diventato uno dei posti privilegiati da cui ammirare loskyline di Manhattan. La vita dell'italiano che costruì i grattacieli di New York, come documenta Cantore, si chiude con un'iscrizione sulla lapide: "non manco di nulla". Del resto, aveva avuto la realizzazione del suo sogno americano. 54 INEWS

Loredana Milici

ERRI DE LUCA

UN INCONTRO

L

’ incontro con De Luca l’ ho voluto, perché ho letto qualche suo libro ma non solo, e come direbbe lui mi sono “spostata” dalla mia città per raggiungere un altro punto, un altro luogo, volevo approfondire per raccontarla una personalità che mi affascina, lui così schivo, reticente quasi. Quando lo incontro ho la conferma, non mi sbagliavo, mi stringe la mano deciso presentandoci, con uno sguardo delicato, una persona semplice e cordiale, sembra un uomo d’ altri tempi.

L’ amore per la montagna è nato da un viaggio? L’ amore che ho per la montagna e per le scalate, nasce da parte paterna, mio padre era capitano di fanteria alpina durante la Seconda guerra mondiale. La sua esperienza ha svegliato in me un istinto di gratitudine a cui non ho potuto dire di no, mi sono solo lasciato andare.

De Luca, che differenza c’ è tra cammino e spostamento? Gli spostamenti sono i sistemi di trasporto, i mezzi di trasporto, perché cercano solo la linea retta tra due punti, da percorrere il più velocemente possibile, senza mettere a fuoco quello che c’ è tra una partenza e un arrivo. Il viaggio, il cammino, è al contrario, l’ insieme di quello che si attraversa, il cammino di un vagabondo, il cammino di un pellegrino, il cammino anche quello della barca a vela, dove devi fidarti, e affidarti, sono energie libere. Lei, si è più spostato o ha più camminato? Sicuramente mi sono spostato, spostato da un continente all’ altro, da un luogo all’ altro, specie da quando faccio lo scrittore ed incontro tanta gente, il pubblico. Quando viaggiamo, incontriamo tante persone, molti “ altri”, diversi da noi, da questi incontri nascono delle storie, le Sue? Gran parte, le storie che racconto scaturiscono da storie vere di vita mia e di altre persone a me vicine. Sono sempre esperienze dirette, ho bisogno del vissuto individuale di ciascuno che incontro sul mio cammino narrativo. Sono un narratore di storie, non sono un inventore di storie, ma un redattore di storie. Il narratore racconta storie sue e di altri. So che non è credente. Dove vorrebbe incontrare Dio? Non ho desiderio di incontrare Dio, gli incontri non si possono prescrivere. INEWS 55


p ersonality

imperante, l’ipocrisia e qualsiasi altra forma coercitiva e repressiva. Il rock di centinaia di band inglesi e americane; i raduni di Human Be-In, Woodstock, l'Isola di Wight; la Beat Generation con “On the Road” di Jack Kerouac e “Jukebox all’drogeno” di Allen Ginsberg, e ancora Lawrence Ferlinghetti, Bob Dylan, la nostra Fernanda Pivano; i film “Easy Rider” e “Zabriskie Point”, avevano letteralmente catturato la mia anima e quella dei miei coetanei. Quella voglia di socializzare, del vivere insieme in comunità, di condividere spazi e tempi era diventato un “virus” che aveva infettato e contagiato la nuova generazione del mondo attraverso una forma di globalizzazione culturale che univa oriente e occidente, i Nord e i Sud, i bianchi e i neri, gli uomini e le donne senza alcuna discriminazione. Tutto questo fermento, che aveva spaventato e messo in crisi la “società”, la politica e il potere economico, fu strumentalizzato e utilizzato dalle grandi potenze, relegandolo a ruolo di “moda”, facendolo svuotare di contenuti e facendo svanire i principi fondamentali del movimento Hippy che si riduceva di lì a poco ad una mera utopia. Da qui una presa di coscienza delle masse giovanili, con la rivoluzione del ’68, dove quei valori che si stavano disperdendo, acquisivano una nuova dimensione più intellettuale e politica. La stessa musica acquisiva una dimensione meno effimera e più intellettuale pur avendo una connessione e una condivisione culturale con quegli stessi valori ormai acquisiti.

Mariella Nica mariellanica@gmail.com

Nica: Un terreno di coltura ricchissimo e complesso. Vairetti: Esatto. E in questo contesto e in questo clima io componevo musica ma principalmente scrivevo testi molti dei quali confluiti nei brani degli Osanna. La forma canzone dava luogo a vere e proprie “suite” con “concept album” e testi molto più impegnati. Il “Prog” era la nuova e consequenziale proposta musicale che si contrapponeva al beat e al rock più semplice degli

anni precedenti, come forma evolutiva pur attingendo alla stessa fonte culturale e sonora. Sicuramente l’ingresso delle tastiere, dal piano all’Organo Hammond e poi dal Mellotron ai Synth (quali nuove innovazioni tecnologiche di quegli anni), determinò e aggiunse una scelta sonora più sinfonicoclassicheggiante al sound di tanti gruppi che fino allora erano principalmente formati da chitarre, basso e batteria. Un elemento fondamentale nella struttura ritmica dei brani era l’uso dei tempi dispari e una forma ripetuta anche in modo ossessivo, di alcuni temi musicali; e poi l’uso dei testi, molto legati alla mitologia e a temi fantastico-onirici. Gli Osanna avevano maturato e acquisito questi principi e queste caratteristiche “Prog” già con Città Frontale con l’inserimento di Gianni Leone all’organo Hammond. L’uscita di Gianni e l’ingresso di Elio d’Anna, che portava la sua dimensione anche di strumentista classico e jazz, proiettarono di nuovo la band verso un sound più crudo e più rock. Tuttavia l’esigenza di recuperare quegli spazi sonori più ampi e più sinfonici che ci avevano ormai catturato, portò me a destreggiarmi tra il Mellotron, il Synth Arp 2600 e la 12 corde acustica, ricreando insieme al flauto e ai sax di Elio e la chitarra di Danilo Rustici, quelle sonorità tipiche del “Prog”, anticipate in “Milano Calibro 9” ma confluite principalmente in Palepoli”. L’uso dei tempi dispari curati magistralmente da Massimo Guarino e Lello Brandi, completava l’opera. L’unica differenza era l’uso dei miei testi che affrontavano temi più sociali e politici con uso anche del dialetto, in controtendenza con le liriche tipiche del “Prog”. Nica: Qual era il pubblico di allora? Chi era il vostro target, cosa vi chiedeva e quali sono state le reazioni ad album come “Uomo” e “Palepoli”, costruiti intorno alla vostra voglia di riflettere musicalmente su temi spinosi e complessi?

LINO VAIRETTI:

DA NAPOLI A TOKIO IL VOLTO (E LA MASCHERA) DEL PROG

L

’atmosfera dietro le quinte del teatro Armida di Sorrento è quella goliardica e tesa che si respira quando c’è in gioco una serata a cui si tiene molto. E il Michele Stinga Tribute. Tanti amici riuniti nel nome di un batterista che è morto mentre suonava, in piazza, tra gli applausi prima e lo sgomento poi. Dopo cinque anni la voglia di ritornare a parlarne non si è spenta e così band locali e non, famose e meno famose, si alternano sul palco dell’Armida, sotto la direzione artistica di Tullio De Piscopo e Tonino Esposito, il “Vichingo” del Sud. Anche gli Osanna, uno dei più grandi gruppi del prog italiano, fanno parte del cast dello Stinga Tribute e Lino Vairetti, leder e fondatore, è già al trucco. Quando esce, la sua maschera a pelle è distesa come il suo sorriso, sempre accogliente con chiunque abbia voglia di chiacchierare con lui. Ma il tempo è poco e il countdown per l’inizio è dato. Una foto e l’abbraccio cortese di un gentiluomo dello spettacolo sono ciò che mi accompagnano al mio posto in sala. Ci lasciamo con la promessa di un’intervista a tutto tondo. Eccola. Nica: Lino Vairetti. Negli anni Settanta eri poco più di un adolescente. Quali sono stati i riferimenti musicali e le amicizie con cui hai condiviso quelle esperienze che ti hanno poi permesso di avere le competenze giuste per arrivare a osare la sperimentazione dei tuoi primi lavori e, soprattutto, com’era vivere a Napoli in quegli anni?

56 INEWS

Vairetti: Le mie prime esperienze musicali risalgono alla metà degli anni ’60 e come tutti i ragazzi di quel periodo ho iniziato a cantare e strimpellare la chitarra scimmiottando i Beatles e i Rolling Stones nei localini underground napoletani e nel magico giardino dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Formai con Enzo Petrone, Lino Ajello e Carlo Fagiani il mio primo gruppo “I Volti di Pietra” al Vomero tra il ’66 e il ‘67. La musica anglosassone dilagava ormai nelle vene di tutti i giovani napoletani. Non solo i Beatles e i Rolling Stones ma anche i Kinks, Spencer Davis Group e ancora i Doors, Cream, Deep Purple, Led Zeppelin e altri, erano i punti di riferimento di noi musicisti “rockettari” alle prime armi. Gli unici brani possibili da eseguire erano le loro cover, poiché la nostra creatività si sarebbe sviluppata solo qualche anno dopo. Ho vissuto intensamente quel periodo storico, approdando di lì a poco al Progressive Rock con gli Osanna. Personalmente ho avuto una mia evoluzione naturale nel passaggio tra il Rock e il Beat degli anni ’60 e il “Prog” degli anni ’70; un’evoluzione determinata da fattori principalmente culturali e sociali prima ancora che musicali e artistici. Nica: Quali? Vairetti: Parallelamente alla musica, io mi sono formato masticando arte figurativa presso il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Napoli e sono cresciuto con la filosofia e la cultura Hippy degli anni ‘60. Avevo ereditato e sposato quei valori dei “figli dei fiori” come la pace, l’amore, la libertà, la rivoluzione morale, civile, etica, religiosa e sessuale contro il perbenismo INEWS 57


p ersonality Vairetti: Come ti dicevo prima, il clima era molto stimolante e i nostri concerti nelle balere, nei locali underground, nei festival, nei raduni o nelle piazze erano seguitissimi. I primi tre album: L’Uomo del ‘71, Milano Calibro 9 del ’72 e Palepoli del ’73, furono accolti con grande entusiasmo sia dal pubblico che dalla critica del tempo. Pensa che l’LP L’Uomo entrò in classifica e gli fu attribuito, per la prima volta a un gruppo, l’ambito “Premio della Critica Discografica italiana”! Milano Calibro 9 ebbe il suo successo legato al film omonimo e alla collaborazione con Luis Enriquez Bacalov, mentre Palepoli (sia album che Opera Rock), ci consacrò tra le migliori formazioni internazionali del tempo. Ritengo che Palepoli sia la pietra miliare e l’acme della nostra produzione musicale. Nica: Gli Osanna sono stati i pioneri della musica teatralizzata. Quanto hanno contato gli incontri con personaggi come Neiwiller o Peter Gabriel e le loro forme di multimedialità ante-litteram? Vairetti: Beh, Neiwiller e Gabriel sono arrivati molto dopo. Gli Osanna hanno iniziato questo viaggio nella spettacolarità, fondendo insieme vari linguaggi come la musica, i testi più impegnati, la scenografia, i costumi e la commedia dell’arte, già agli inizi del ’70 quando Peter Gabriel e i Genesis non erano ancora conosciuti in Italia e Tony Neiwiller, mio grande amico da sempre, era ancora alla ricerca di una sua identità artistica. Chi ha influenzato il nostro cammino e stuzzicato la nostra curiosità e creatività, sono stati musicisti come Arthur Brown e Alice Cooper e gruppi teatrali come il Living Theatre di Julian Beck. Poi il giardino dell’Accademia di Belle Arti ci ha messo il suo. In quel giardino siamo cresciuti e ci siamo formati….. lì sono nati gli Osanna con la magia e l’idea di unire musica, arte e teatro. Le nostre maschere erano una sintesi tra Pulcinella e Picasso, tra le tradizioni napoletane e il mondo contemporaneo. Semmai sono stati i Genesis, ovvero Peter Gabriel, ad essere stati influenzati da noi quando, nel ’72 in un tour italiano vissuto insieme, rimasero colpiti e affascinati dal nostro look in scena. Invece, Neiwiller fu chiamato da noi nel ’73, per curare la scenografia e la regia di Palepoli, nostro terzo album, ma su precise indicazioni e direttive del gruppo che aveva già scritto e registrato “Palepoli”. La sua è stata una collaborazione preziosa perché era diventato un mago dell’immagine, un vero artista. Riuscì magicamente a rendere teatrale quello che era il nostro progetto e il nostro pensiero. Una vera sinergia artistica, creativa e culturale. Insieme facemmo la prima Opera Rock (dopo l’ Orfeo 9 di Tito Schipa Jr. realizzato però solo filmicamente); il primo progetto multimediale in tour per l’Italia, riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica. Nica: Dopo oltre venti anni gli Osanna sono ritornati con una nuova formazione, una nuova etichetta, a proporre un prog “riarrangiato”. Qual è stato il senso di questa operazione e a chi vi rivolgete? A quelli di allora o cercate nuovi target con la consapevolezza di avere qualcosa di nuovo da dire? Vairetti: No, non si tratta di un prog “riarrangiato”. È una naturale evoluzione di chi dopo tanti anni di lavoro, ha assimilato altre esperienze e vive in sintonia con una contemporaneità con i suoi pregi e i suoi difetti. I vecchi LP sono sempre presenti e riascoltabili come e quando si vuole, perciò ripetersi nel fare la copia di se stessi credo sia anacronistico. Io stesso, nel bene e nel male, non canto più come negli anni ’70, con quella timidezza e con l’immaturità di un ventenne, sebbene quella voce avesse il suo fascino. Oggi i presupposti sono diversi. Lo stesso pubblico è cambiato perché la tecnologia e i mass media hanno messo in discussione tutto e cambiato la nostra vita. Noi siamo protagonisti e forse anche vittime di questi mutamenti che camminano su altri binari rispetto agli anni ’70. La cosa meravigliosa è che la passione e la voglia di fare e di creare sono sempre vive e presenti. Con questi nuovi presupposti e con una nuova maturità portiamo avanti il progetto Osanna che sta avendo in questi ultimi anni, con questa rinata formazione, grandi consensi internazionali. Il prog è rinato perché è annoverato nel mondo come un genere “cult”, come lo è la musica classica. Io e tutto il gruppo abbiamo molto ancora tanto da dire e il nostro pubblico, composto da cinquantenni e amanti del prog, ma 58 INEWS

anche da giovanissimi che riscoprono giorno per giorno con interesse e piacere questo genere musicale, è sempre entusiasta delle nostre performance. Noi crediamo fortemente nel nostro percorso, anche grazie ai consensi ottenuti con gli ultimi CD e LP “Pro Family” e “Rosso Rock”, dove si è unito a noi David Jackson, mitico sassofonista dei VDGG. Nica: C’è qualche gruppo oggi che ti fa pensare agli Osanna degli anni ’70? Vairetti: Non so; non posso rispondere perchè non ho sentito gruppi giovani con un sound come il nostro. Sento spesso gruppi su internet o in giro per l’Italia che interpretano cover degli Osanna, come del Banco, delle Orme o della PFM. Di certo posso dirti che ci sono moltissimi gruppi giovanili, specie al nord, che, recuperando quel sound vintage, fanno musica prog di altissimo livello e con grande carattere pur non somigliando agli Osanna. Nica: Le vostre frequenti tournè in Giappone testimoniano una grande attenzione dell’Oriente verso la vostra musica. Cosa vi accomuna? Vairetti: Con il Giappone c’è stato subito un grande amore. Ci siamo stati due anni di seguito e ci ritorneremo nel 2014 in un tour che ci vedrà anche in Corea e in Mexico e forse negli USA. I giapponesi sono un popolo straordinario, educato, attento e rispettoso. Amano tutto ciò che è arte e cultura occidentale, rimanendone affascinati e diventandone grandi conoscitori. Noi Osanna, forse per la nostra miscela tra rock e tradizioni partenopee, siamo entrati nelle loro grazie, diventando loro beniamini al pari dei più grandi gruppi rock internazionali come i Genesis e gli stessi PFM, Banco, New Trolls, Balletto di Bronzo ecc.. In Giappone il prog italiano è al primo posto nelle loro preferenze! Nica: un cosmopolitismo meritato, direi, e che è stato anche stimolato da presenze nuove negli Osanna. Penso alla presenza di tuo figlio Irvin, già da qualche anno all’interno del gruppo, e da considerare, viste le sue indubbie capacità, un valore aggiunto alla vostra produzione musicale. Che peso hanno avuto la musica degli Osanna e più in generale il rapporto con un padre famoso nella sua formazione? Quanto la sua presenza nel gruppo è stata una sua scelta maturata fin da bambino o piuttosto il risultato di una tua precisa intenzione di volerlo con te per condividere con lui il frutto di tanti anni di successi a livello internazionale?

Nica: Se tu potessi incidere nella formazione musicale scolastica dei bambini, cosa riterresti imprescindibile? Vairetti: Io ho insegnato scultura nei Licei Artistici e mi sono occupato per anni anche di arteterapia lavorando con disabili, insegnanti e anche con i bambini. Ebbene l’approccio creativo con i colori e la materia, partendo da semplici scarabocchi o da gesti istintivi che venivano man mano interiorizzati e vissuti con criticità e conseguente introspezione e maturazione del gesto o manufatto, creavano una presa di coscienza autocritica e una profonda autostima, tale da far vivere con amore e passione quel tipo di avventura formativa. Farei lo stesso con la musica (come già fanno altri miei colleghi che si occupano di musicoterapia), mettendo a disposizione dei bambini percussioni e strumenti da poter anche distruggere, stimolando la loro curiosità e la loro creatività, partendo dal piacere di comunicare e socializzare con gli altri. Vivere il rapporto con gli “altri” credo sia fondamentale per un sano confronto di crescita cognitiva, intellettiva e culturale, per superare ogni tipo di handicap o diversità e facendo maturare una propria identità nel segno della libertà di pensiero e di azione nel rispetto degli altri. Nica: Guardando al tuo percorso di musicista cosa non rifaresti più? Vairetti: Rifarei esattamente tutto quello che ho fatto nel bene e nel male. Mi ritengo un uomo fortunato per aver realizzato il 90 % dei miei sogni. La vita mi ha sorriso e io sono grato a tutti quelli che mi hanno permesso di fare ciò che ho voluto senza nessun ostacolo, partendo dai miei genitori, meravigliosi pur nella loro modestia e umiltà, fino agli amici e alle mie donne che sono sempre state mie fan. Cosa posso chiedere di più? Sono un uomo felice. Nica: Devo dirti che è l’immagine che arriva anche a me e credo al tuo pubblico. Tra l’altro, questa tua consapevolezza e soprattutto sentire di avere ancora un 10% di sogni da realizzare ti proietta in avanti. E allora, quando uscirà il nuovo disco degli Osanna? Sarà un concept, un’opera teatrale o cosa, e con chi ti piacerebbe collaborare per realizzarlo? Vairetti: Sì, i progetti sono tanti. Dopo “Rosso Rock”, è di prossima uscita, credo a settembre 2013, un doppio DVD dal titolo “Osanna Live in Naples and Story”. Il primo DVD è il concerto Rosso Rock live al Teatro Trianon di Napoli, con orchestra d’archi diretta dal Maestro Gianluca Falasca e una

serie di ospiti eccellenti come David Jackson, Gianni Leone, Sophya Baccini, Giampiero Ingrassia, Tito Schipa Jr., Antonella Morea, Maurizio Capone, Elio Eco e la banda CMS di Pino Ciccarelli. Il secondo DVD racconta invece la storia degli Osanna attraverso clip e filmati storici dal 1971 a oggi con molti inediti, raccolti negli archivi RAI e in altre videoteche private, per il palato fine dei collezionisti e fan del gruppo e del prog. Sarà una bellissima pubblicazione! In programma c’è invece il nuovo LP e CD “Palepolitana”, un album concept con tutti inediti, legato a una possibile e nuova Opera Rock in allestimento per il prossimo anno. L’Album Palepolitana sarà realizzato sempre con la collaborazione di David Jackson e principalmente con un’orchestra d’archi e fiati. Per le altre collaborazioni ci sarà un pensiero futuro, anche perché inserendo artisti diversi, è difficile poi riprodurre il live senza di loro. Vedremo in seguito, per ora il progetto è partito con questi presupposti. Nica: E mi sembrano proprio ottimi presupposti! Ancora una domanda, Lino. Una mia personale curiosità. La maschera nasconde spesso un bisogno di mediazione, un filtro tra sé e gli altri. La tua scelta di indossarla dipingendoti il volto, che aveva un senso per il Vairetti ragazzo degli anni ’70, oggi che significato ha? Insomma, se dovessi descriverti, quali tratti della personalità metteresti in evidenza? Chi è l’uomo (e padre) Lino Vairetti? Vairetti: La maschera per me non è un mezzo o un’esigenza per tradurre uno stato caratteriale o quel bisogno di mediazione da te accennato. Io vivo il palco come un attore che entra in un personaggio diverso da me, per comunicare dei concetti esistenziali, poetici, culturali, fantastici e creativi ma anche per comunicare emozioni e sensazioni attraverso linguaggi, nel mio caso legati alla musica, al canto, all’immagine, ai video, alle luci, evidenziandone ed esasperandone, attraverso la magia dello spettacolo, quei segni di teatralizzazione e finzione scenica, che nella vita comune non possono rivelarsi. Nella mia maschera, come ho già detto altre volte, c’è il Pulcinella Rock (così definito da Arbore negli anni ’70), ma c’è anche Picasso e l’Oriente con il simbolo del Tao dipinto sul mio volto. È anche un modo di connotare ed esprimere la nostra forte identità napoletana nel panorama rock internazionale. Nella vita comune sono una persona espansiva e loquace, non ho problemi di relazione con gli altri e con il mondo e non sento il bisogno di mascherarmi. Ma il palco è un’altra cosa. Sul palco mi emoziono e mi trasformo perché mi dà la possibilità di dire e di realizzare cose che, appunto, nella vita di tutti i giorni non potrei fare.

Vairetti: L’ingresso di mio figlio Irvin negli Osanna è stato casuale. Non era in programma nessun pensiero in questa direzione. Ho sempre pensato e desiderato che Irvin facesse un suo percorso musicale autonomo mettendogli a disposizione tutti i mezzi in mio possesso per facilitargli le cose. Chiaramente da piccolo lo portavo sempre con me per fargli vivere questo mondo e lui con gli anni, pur facendo quel suo percorso autonomo tanto auspicato, mi ha ricambiato aiutandomi in tante situazioni. Per me e per il gruppo era un supporto tecnico sempre attento e preciso. Preparava e registrava le nostre prove, ci seguiva in tour come supporto sul palco fino a quando nel 2001, nel concerto del trentennale degli Osanna al Teatro Mediterraneo, tra tanti ospiti, decisi di inserirlo sul palco come mia seconda voce. Da quel momento a poco a poco si è reso sempre più indispensabile, fino a entrare, per suo merito, definitivamente nella formazione Osanna dall’album Prog Family in poi. Oggi è un elemento determinante per le sue capacità musicali e artistiche, ma anche per il lavoro che svolge come comunicatore e in tante altre faccende organizzative. Certamente io sono stato il suo faro, la sua guida e il suo riferimento, ma ha saputo costruire un suo percorso autonomo con il suo gruppo Ansiria realizzando anche un CD prodotto dalla mia etichetta Afrakà. Mi sorprende oggi, con grande piacere ed emozione, che il pubblico apprezza molto questo rapporto padre figlio, dandogli dei valori che io stesso non avevo ipotizzato, perché lo vedevo un passaggio semplicemente naturale, anzi mi preoccupavo che qualcuno potesse evidenziare del nepotismo o del favoritismo. Nulla di tutto questo. Irvin nel gruppo è come tutti gli altri musicisti. INEWS 59


c ommunication

c ommunication Francesco Rizzuti

C’era una volta la Reggia di Caserta È degrado nella Versailles dei Borboni

contribuisce alla costruzione del futuro di Zurigo

c

ablex SA sarà partner strategico delle Aziende elettriche di Zurigo (ewz) per la realizzazione della nuova rete in fibra ottica di Zurigo. Questo è quanto ha reso noto il consiglio comunale di Zurigo nel corso della seduta del 26 giugno 2013. Entro l’anno 2019 Zurigo dovrà essere dotata di una rete capillare in fibra ottica altamente moderna, attualmente in corso di realizzazione da parte delle ewz congiuntamente a Swisscom. Per essere attrezzati ad affrontare le sfide tecnologiche del futuro, è necessario disporre delle infrastrutture più moderne, e a tra queste vi è senz’altro la tecnologia in fibra ottica. Nel 2012 gli aventi diritto al voto hanno detto Sì al progetto di ampliamento della rete in fibra ottica nella città di Zurigo e hanno pertanto approvato, a tale scopo, il credito richiesto di 400 milioni di franchi. Si prevede che l’ampliamento sarà terminato entro sei anni. In un procedimento a più fasi, sono stati scelti i partner che dovranno attuare il progetto sotto la responsabilità delle ewz. Tra questi vi è anche cablex SA. “La città di Zurigo sta costruendo la rete per le telecomunicazioni del futuro. Siamo quindi estremamente felici di essere stati scelti dalle ewz per questo importante progetto. Siamo certi che così grande importanza sarà data anche alla qualità e all’affidabilità,” afferma Hans-Peter Legler, CEO di cablex SA.

60 INEWS

Da parte di cablex SA si è inoltre convinti che nell’assegnazione della commessa sia stata decisiva anche la grande esperienza che cablex SA ha maturato nel campo delle fibre ottiche. “Sappiamo ciò che è importante in questo settore e sappiamo anche quanto sia determinante il fattore redditività in un progetto come questo,” prosegue Legler. Il CEO di cablex ha inoltre affermato che i lavori preparatori interni per la realizzazione stanno naturalmente già procedendo a pieno ritmo. “Sostanzialmente, dovremmo essere in grado di partire con i lavori effettivi di costruzione già nelle prossime settimane.” cablex è tra le aziende leader in Svizzera per la realizzazione, manutenzione e assistenza di soluzioni ad alte prestazioni per infrastrutture di rete e TIC nel settore della comunicazione, dell’energia elettrica e del trasporto. Con 20 sedi, l’azienda è presente ovunque in Svizzera e impiega oltre 1000 collaboratori. cablex SA è stata fondata il 1 ottobre 2001 come affiliata al 100% di Swisscom. Per maggiori informazioni, contattare il numero telefonico 058 224 40 38 o l’indirizzo e-mail: Annamarie.Tollardo@cablex.ch.

S

pacciatori (come testimonia l’ultima retata, con 23 arresti) e venditori abusivi. Motociclette parcheggiate negli androni e auto posteggiate nei cortili. Furti,erbacce, crepe, crolli, enormi macchie di umido. Panchine divelte, statue mozzate, fontane all’asciutto (perché qualcuno ruba l'acqua con dei tubi). I turisti (calati nell’ultimo decennio da un milione a cinquecentomila all'anno) costretti a girare a piedi nel gigantesco parco (i bus destinati al loro servizio sono fermi da tempo), facendo molta attenzione ai ragazzi che giocano a pallone nei prati, all’auto del dipendente che circola nei viali, alla lastra di amianto abbandonata come in una discarica, alla tegola che può cadere in testa perché interi pezzi delle facciate vanno sgretolandosi. Degrado e incuria stanno distruggendo la Reggia di Caserta. La più grande residenza reale del mondo per volume (oltre 2 milioni di m³),voluta da re Carlo III di Borbone per manifestare la grandiosità del suo regno. L'ultima grande realizzazione del Barocco italiano,che porta la firma dell'architetto Luigi Vanvitelli e di suo figlio Carlo. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1997. Un grandioso complesso di 1200 stanze e 1790 finestre, con 1026 fumaioli e 34 scale,terminato nel 1845 (sebbene già abitato nel 1780).Corredato di un immenso parco (3 chilometri di lunghezza, 120 ettari di superficie), con una grande cascata e tante incantevoli fontane, un giardino all’inglese e uno all’italiana. I lavori di restauro procedono a singhiozzo, e dei 22 milioni di euro stanziati se ne sono visti finora, sulla carta, soltanto 9,3. Tanto che una parte della facciata del palazzo, restaurata soltanto l’anno scorso, è crollata da poco. Ma ora il neo ministro per i Beni Culturali e il Turismo italiano, Massimo Bray, si è impegnato a trasformare questo triste simbolo del degrado in «luogo di eccellenza del patrimonio artistico, culturale e turistico italiano», ipotizzando per la Reggia di Caserta addirittura una soprintendenza speciale, strutturata come una società privata. Intanto, gli esempi virtuosi diventano sempre più imbarazzanti, nel mondo (Versailles ha raggiunto i 10 milioni di visitatori l’anno) e nella stessa Italia (la Venaria Reale di Torino, dopo un efficace restauro, è diventata uno dei 5 siti culturali più visitati d’Italia e i ricavi, con le attività legate alla concessi-

one, controllata, ai privati, sono schizzati a 6 milioni e 400mila euro, contro i 500mila euro previsti nel budget della Reggia di Caserta). Mentre, sempre nella zona di Caserta, un altro bene architettonico di incalcolabile valore, la real Reggia di Carditello, che sorge proprio al centro di 5 enormi discariche autorizzate dallo Stato, ormai ridotta esse stessa a una discarica, sarà venduta all'asta, per soli 10 milioni di euro.

INEWS 61


c ommunication Loredana Milici

6 CHILOMETRI ALL’ ORA

É

l’ andatura in cammino di un passo d’ uomo su un terreno piano, un ritmo sostenuto senz’ altro. Spedito. E il viaggio è per Erri De Luca un titolo riservato al cammino. Nato a Napoli nel 1950 egli è scrittore, giornalista, traduttore, autodidatta nello studio e nella traduzione di yiddish ed ebraico, traducendo alcuni testi della Bibbia; ha fatto mille lavori dal muratore all’ operaio alla Fiat, ma ha sempre amato scrivere. E’ stato dirigente attivo in seno al movimento di estrema sinistra Lotta Continua, negli anni Settanta. Il suo primo libro è Non ora, non qui e viene pubblicato in Italia nel 1989, altri suoi libri Sulla traccia di Nives, per Mondadori nel 2006, Il giorno prima della felicità (2009), Il peso della farfalla sempre del 2009 per Feltrinelli, il suo ultimo libro è Il turno di notte lo fanno le stelle (2013). “E da narratore di passaggio qui a Pistoia, vi racconto ora la mia vita”, dice in un padiglione colmo di persone attente, in piazza Duomo nel contesto dei Dialoghi sull’ uomo, in una bella domenica ventilata con tanta gente che passeggia e vocifera fra gli stand e le stradine di una bella città ricca di palazzi e di belle idee. Ci racconta che ha passato l’ infanzia e la propria adolescenza nella sua stanza piena di libri, dove arrivava anche la narrativa “a voce” della gente per strada, la voce soprattutto delle donne che parlavano del loro tempo, del loro contemporaneo, del vissuto vero, nei loro sentimenti si sono formate le sue composizioni. Si ascoltava ma erano interessati anche gli altri sensi. L’ udito è l’ albero della conoscenza, la voce umana assorbe il tempo precedente, la lingua, il dialetto napoletano, e come seconda lingua l’ italiano, lingua paterna, seconda, da parlare a tavola. I libri gli hanno dato un’ altra possibilità di “spostamento”, conoscere il mondo senza muoversi affatto da quello stanzino, assorbito e isolato, gustando la carta, al riparo dal frastuono, alla città che era la città con la maggiore densità abitativa in Europa.

62 INEWS

In quello stanzino, in quel luogo tutto suo, riceveva la migliore educazione alle storie che erano di due tipi: scritte e a voce, la voce delle donne di Napoli che raccontavano tra di loro quello che succedeva, la città aveva subito i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, la più massiccia distruzione dell’ umanità. Ma la parte più dura della guerra erano le retrovie, punto strategico di combattimento, una fierezza di storia e di resistenza per chi la guerra l’ aveva vissuta in prima persona. Un accenno alla madre che non ha mai smesso di avere l’ incubo della sirena per l’ allarme aereo, ciò non riusciva a farla dormire. Napoli, una città che non andava mai a dormire. Tutte le storie che lo scrittore “sente”, ascolta, dai racconti della gente per strada o tramandata di narrazione in narrazione, hanno in sé del comico e del tragico insieme. Tanti quadretti di un vivere popolare caratteristico, unico, che produce però conoscenza, sapere non spicciolo ma un tesoro esperienziale da custodire gelosamente nel proprio cuore. Il sapere e il giudicare sono per De Luca importantissimi, soprattutto il sentimento di giustizia, la prima obiezione di un bimbo e di un adolescente nei riguardi del mondo. La scuola allora faceva giustizia in quel contesto sociale modesto, forse degradato, in quanto creava uguaglianza, perlomeno lì dentro, a scuola regnava lo stesso criterio di giudizio, disuguale invece fuori di là. Si era tutti uguali. Si riusciva così a tenere riuniti la folla di marmocchi, in una città dalla più alta mortalità infantile europea. Nelle aule delle scuole si formava l’ uguaglianza e si educava all’ uguaglianza, si imparava anche a scrivere con pennino e calamaio, la biro esisteva ma non era istruttivo usarla, in quanto esemplificava la scrittura, il gesto della scrittura, il rituale della parola scritta, fermata nel tempo. All’ atto pratico un esercizio di destrezza la scrittura, di abilità nel distribuire la giusta quantità di inchiostro. Così con tutte queste storie, con tutte queste esperienze, con tutto questo vissuto altrui a 18 anni con pochissimo bagaglio,

De Luca ricco però delle letture fatte, grazie anche alla lettura dello scrittore e poeta statunitense Jack Kerouac e il suo Sulla strada, lascia la casa paterna per prendere la libertà del vagabondo. La risposta al suo bisogno di libertà è negli spazi aperti, nel vento, nell’ ambiente che ci circonda, nella ricerca disperata di risposte che vengono e verranno da sole, senza cercarle, con il vento come fossero chiamate, quando uno meno se lo aspetta, all’ improvviso. Un intelligente accenno al secolo scorso il Novecento, il secolo delle migrazioni dei viaggi avventurosi non certo per il mero gusto dell’ avventura, masse di persone che si spostano da una parte all’ altra del pianeta, sradicate da un luogo in cerca di un qualunque altro posto, in cerca di una seconda patria dove occorre imparare la lingua e fare figli per poter “appartenere”. La lingua mette le radici nel luogo dove viviamo come i figli, bisogna diventare proprietario della propria lingua per sentirsi parte attiva di un paese. I flussi migratori (visti spesso negativamente) vengono a rimettere energie, vengono a rinnovare un paese, una nazione, nella loro ricerca di lavoro si evidenzia la dipendenza dal mercato del lavoro, alle diverse e mutate richieste di mercato, di manodopera a basso costo, a volte allo sfruttamento vero e proprio dei più deboli. Il dibattito conclusivo all’ incontro con Erri De Luca verte sulla cultura, sull’ istruzione, sul miglioramento dell’essere umano, lo stesso risponde secco a chi tentenna sostenendo che “l’ istruzione ha trasformato il nostro paese, l’ Italia, perché il popolo istruito lavora meglio”. A una ragazza demoralizzata per le tante, troppe porte chiuse in faccia in un mondo del lavoro poco meritocratico ribatte con tenace convinzione: “Bisogna essere più forte delle porte che si trovano chiuse o che ci chiudono in faccia, si devono aprire con tenacia e occorre insistere, sempre, fino a quando ci permetteranno di passare, di entrare da quella porta…”.

Allan Bay a Dialoghi sull'uomo 2013 INEWS 63


c ommunication

c ommunication

Massimo Rocchi

erhält den Kulturpreis 2013 der AZ Medien

D

er Kabarettist, Schauspieler und Regisseur Massimo Rocchi erhält den diesjährigen Kulturpreis der AZ Medien. Die Auszeichnung, welche mit 25'000 Franken dotiert ist, würdigt Massimo Rocchi als wachen Zeitgeist, warmherzigen und scharfzüngigen Beobachter des Alltags. 1957 in Cesena geboren, lebt er seit dreissig Jahren in der Schweiz, seit zehn Jahren in Basel. Mit «äuä» spielte er sich 1994 in die Herzen der Schweizerinnen und Schweizer und hielt ihnen einen präzisen Spiegel vor. In «Circo Massimo» nahm der «Svitaliano» 2005 - fast prophetisch - Europa ins Visier und ab 2009 in «RocCHipedia» erklärte er den Schweizern ihr eigenes Land. Mit dem Preis wird Massimo Rocchi nicht nur als Kabarettist und BühnenSprachkünstler geehrt, sondern auch als Regisseur.

64 INEWS

Wie er mit leichter Hand, mit Liebe zum Detail sowie mit launigen Kommentaren Joseph Haydns Oper «Lo speziale» auf die Basler Bühne brachte, begeisterte nicht nur das Publikum, sondern überzeugte auch die Jury des Kulturpreises der AZ Medien (Sabine Altorfer Vorsitz, Christian Berzins, Christian Dorer, Ludwig Hasler, Peer Teuwsen und Maja Wanner): Ein Theatermensch hat eine neue Wirkungsstätte gefunden. Massimo Rocchi ist der 15. Kulturpreisträger. Die Auszeichnung wird ihm anlässlich einer Feier Anfang September überreicht. Der Kulturpreis der AZ Medien ging bereits an: Scuola Teatro Dimitri, Tanzcompagnie Flamenco en route, Egon Ammen, Hugo Suter, Franz Hohler, Ruedi Häusermann, Sonja und Roger Kaysel, Klaus Merz, Samir, Sol Gabetta, Beat Zoderer, Max Lässer, Andreas Fleck und Pedro Lenz.

1° Memorial

Bruno Beatrice Maledetto doping

E

se n’è andato, a 49 anni, pure Stefano Borgonovo, l’ex attaccante di Fiorentina e Milan, che ha lottato fino all’ultimo contro la sclerosi laterale amiotrofica. Una lotta di cui molto coraggiosamente si era fatto paladino. La Sla o Morbo di Gehrig è una malattia degenerativa del sistema nervoso che porta a una progressiva disabilità motoria e, in certi casi, alla morte. Una malattia che ha colpito moltissimi sportivi, tra cui tanti calciatori, messa sempre più in correlazione con il doping, che ne sarebbe la tragica causa scatenante. Intanto, un torneo di calcio, una partita con le vecchie glorie della Fiorentina (tra cui Giancarlo Antognoni e Giancarlo De Sisti), una mostra e una tavola rotonda hanno voluto ricordare, allo stadio comunale di Arezzo, Bruno Beatrice. Il grande centrocampista soprannominato "Mastino" per il suo fisico possente, nato a Milano nel ‘48, cresciuto nelle giovanili dell’Inter, Coppa Italia nel ’75 con la Fiorentina. Che, dopo una gloriosa carriera calcistica ai massimi livelli, fu stroncato, a soli 39 anni, nel 1987, da una leucemia linfoblastica acuta. Nel 2005, su richiesta della vedova Gabriella, la procura di Firenze aprì un'indagine sulla morte del calciatore, collegandola al doping e ai tempi della sua militanza nelle fila della Fiorentina. L’inchiesta si concluse nel giugno 2008, ipotizzando il reato di omicidio preterintenzionale nei confronti dell'allenatore Carlo Mazzone e di un suo uomo di fiducia, Ivo Micucci. Ma il 2 gennaio 2009, la stessa procura fiorentina chiese l'archiviazione del caso, per prescrizione. Resta il mistero delle morti (Stefano Borgonovo; Nello Saltutti, morto per infarto nel 2003; Ugo Ferrante, ucciso da un tumore alla gola nel 2004; Giuseppe Longoni, deceduto nel 2006 per una vasculopatia; Adriano Lombardi, morto nel 2007 per il morbo di Gehrig; Massimo Mattolini, deceduto dopo essersi sottoposto ad un trapianto di reni) e delle malattie (Domenico Caso, colpito da tumore al fegato; Giancarlo Antonioni, quasi stroncato da un'improvvisa crisi cardiaca nel 2004; Giancarlo De Sisti, colpito da un ascesso frontale al cervello) che hanno colpito altri membri di quella squadra. Le dichiarazioni di Ferruccio Mazzola, secondo cui il decesso di Beatrice sarebbe da ricondurre all'utilizzo di sostanze dopanti ai tempi della sua permanenza nella Fiorentina. Le risultanze del libro-inchiesta “Palla avvelenata. Morti misteriose, doping e sospetti nel calcio italiano” di Massimiliano Castellani. Il dolore di Gabriella Beatrice. Che dice:«Sono certa che Bruno e gli altri ragazzi della Fiorentina sono morti o si sono ammalati perché venivano dopati o perché li curavano con terapie criminali». L’impegno civile dei suoi 2 figli, Alessandro e Claudia, che, per onorare la memoria di papà, hanno rispettivamente fondato l'associazione "L'Indiano" (per ricordare tutti i grandi calciatori dimenticati dai media) e l'Associazione vittime del doping (per fare luce sull'uso di sostanze nocive nello sport).

Al momento non si può ancora stabilire quando è nato il doping, ovvero l'uso di sostanze o medicinali con lo scopo di aumentare artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni dell'atleta. Così come non si può fare un elenco esaustivo di tutte le sue vittime, che vanta casi (la pesista Heidi Krieger, costretta, visti gli enormi cambiamenti prodotti nel fisico dall’uso massiccio di ormoni maschili, a cambiare sesso) e nomi (il velocista Ben Johnson, squalificato ai Giochi olimpici di Seul; Marco Pantani, escluso dal Giro d’Italia nel 1999, alla vigilia della penultima tappa, mentre era largamente in testa alla classifica; il marciatore azzurro Alex Schwazer escluso dalle Olimpiadi di Londra; Lance Armstrong, radiato a vita dal ciclismo e privato di tutti i titoli, compresi i 7 Tour de France consecutivi; la velocista Marion Jones, privata di tutte le sue medaglie olimpiche; Alberto Contador sospeso dalle corse per due anni, nel febbraio 2012…) illustri, ma anche centinaia, migliaia, di poveri sconosciuti. L’unico dato certo è che, malgrado la lotta intentata contro lo sport ‘drogato’, l’uso di sostanze vietate cresce a dismisura, soprattutto tra i giovani, anche nel mondo dilettantistico e, perfino, amatoriale. Sviluppando un giro d'affari che solo in Italia ammonta a circa 600 milioni di euro. E sempre nuovo strade per beffare la legge.

INEWS 65


c ommunication

italiannews

Brian Basnayake

SWISS MULTIKULT LIFE STYLE MAGAZINE

AUTO

A Voice for Integration in Switzerland

T

his magazine, under its former name Italian News, was launched to project itself as a new herald of the multilingual and multicultural society in Switzerland and as an independent voice in the everyday life of, initially, Italian immigrants and subsequently all other migrants in Switzerland. As the first multilingual lifestyle magazine in Switzerland, Italian News perceived its role as that of a lone voice for foreigners in the Swiss print media. Thus far, however, our efforts have primarily been focused on to address the various lifestyle issues that would be of interest to everyone in general - and not just for the migrant communities. Now as the iNEWS, we believe it is the right time for our magazine to take a keener interest in the integration initiatives launched by the authorities and various migrants’ organizations, and provide a voice in the broad spectrum of the Swiss media to the migrant communities. In the years since the launch of this magazine, considerable progress has taken place in the assimilation of thousands of foreigners living and working in this country. The cantonal and municipal administrations up and down the country have successfully introduced and executed valuable projects and measures to accelerate the integration of foreigners from all over the world, most of whom come as asylum-seekers. 66 INEWS

The City of Zurich in particular has undertaken numerous initiatives and projects to ease the integration process for the majority of foreigners. In fact, the city administration has an advisory board of foreigners to deal with issues relating to foreigners. The city administration not only coordinates the various projects and activities, but it also guides and supports the integration activities of the various migrants’ organizations and religious groups. A recent so-called information evening held by the Zurich City Authorities has become the spur for us to engage concretely in migrant affairs. Now we wish to make our own contribution to enhance integration, and we will do so by reporting more on the activities of the various migrants’ organizations, as well as those of the Authorities. Naturally, we will appreciate our own readers' initiatives to cooperate and work with us, and we will respond accordingly. And we will develop our strategies with the support of all stakeholders including the Swiss Authorities. Therefore, as of today we will welcome information on the activities of the various migrants’ organizations. Right now it is something of a tentative move, but we hope that, in time, it will grow into something more and immensely useful.

INEWS 67


a uto

a uto

Schwingerkönigin Sonia Kälin vertraut auf die Automarke Volvo

D

ie Volvo Center AG erhält prominente Unterstützung: Die Schwingerkönigin Sonia Kälin wird neue Markenbotschafterin der Volvo Vertretung in Worben. Ab sofort fährt die sympathische Sportlerin den Gipfelstürmer der Volvo V40-Familie, den neuen Volvo V40 Cross Country. In ihrer Funktion als Markenbotschafterin wird Sonia Kälin die Volvo Center AG bei diversen Aktivitäten begleiten. Mitte Mai war es endlich so weit. Bei Sonnenschein und passender Atmosphäre hat Andreas Derungs, Geschäftsleiter der Volvo Center AG, der neuen Markenbotschafterin den Volvo V40 Cross Country übergeben. Es war, wie man so schön sagt, Liebe auf den ersten Blick: Die starke Schwingerkönigin verliebte sich auf Anhieb in ihren neuen Begleiter. «Ich glaube, ich werde gleich darin wohnen», so ihre erste Reaktion. Der kompakte Volvo besticht durch sein dynamisches, ausdruckstarkes Design und seinem robusten Auftritt. Spielend einfach verbindet er Alltag und Abenteuer. «Ich freue mich sehr über die Zusammenarbeit mit der Volvo Center AG, Worben/Biel. Ich habe riesig den Plausch am nagelneuen Volvo V40 Cross Country.» Sonia Kälin steht für Eleganz, Charme, Sportlichkeit und Durchsetzungsvermögen. Genau so wie ihr neuer Volvo V40 Cross Country. «Mit Sonia Kälin haben wir eine sympathische und auf Traditionen bedachte Partnerin gefun68 INEWS

den. Sie passt hervorragend zu unseren Markenwerten und wird von uns und unseren Kunden als starke Persönlichkeit geschätzt», so Andreas Derungs. «Wir freuen uns darauf, dass uns Sonia künftig bei verschiedenen internen und externen Aktivitäten begleiten wird.» Die Schwingerkönigin konnte bereits viele Erfolge verzeichnen Aufgewachsen in einer Schwingerfamilie, lag es nahe, dass die heute 28-Jährige bereits mit 16 Jahren ihr erstes Training besuchte. Ihr erster Kranzgewinn im 2003 auf dem Wirzweli bildete den Startschuss zu einer sportlichen Karriere bis hin zum verdienten 1. Rang am Eidgenössischen auf dem Stoos und somit zur Schwingerkönigin 2012. Aber auch Abseits des Sägemehls ist Sonia Kälin bekannt. Die Schwingerkönigin spielt leidenschaftlich gerne Schwyzerörgeli. Mit der Formation Iwanmusik tritt sie öffentlich und privat auf. Die Volvo Hauptvertretung für das Gebiet Biel, Seeland und Berner Jura Die Volvo Center AG Worben wurde im Jahr 1978, als Tochterfirma des nationalen Importeurs, der Volvo Automobile (Schweiz) AG Lyss, gegründet. Seit dem Jahr 1997 ist die Vertretung im Besitz der Derungs & Partner Holding AG und betreibt in Biel ebenfalls eine Volvo Verkaufsfiliale. Die Volvo Center AG Worben/Biel beschäftigt heute 32 Mitarbeiterinnen und Mitarbeiter (davon 8 Lehrlinge).

Die Piaggio E-Scooters vor der OFRAG Vertriebsgesellschaft

Schweizerische Post setzt auf PIAGGIO Elektro-Roller Letzten Mittwoch, 19. Juni, fand die Übergabe einer ersten Serie PIAGGIO Elektro-Roller der OFRAG Vertriebsgesellschaft an die Schweizerische Post statt.

P

IAGGIO Liberty ist ein seit vielen Jahren bewährter Roller. Europaweit sind über 60‘000 dieses Delivery-Scooters bei Postbetrieben, im öffentlichen Dienst und bei privaten Zustellunternehmen im Einsatz. Während mehr als zehn Jahren setzte auch die Schweizerische Post den PIAGGIO Liberty für die Verteilung der Briefpost ein. Nun hat die PIAGGIO-Gruppe ihren ersten Elektro-Roller auf den Markt gebracht. Der neue PIAGGIO Liberty e-mail ist das Ergebnis umfassender Studien und intensiver technischer Forschungs- und Entwicklungsarbeit. Schadstoffausstoss und Lärmemissionen sind nahe bei null. Mit einer Leistung von 2.6 KW und einer Reichweite von 60 – 80 km (je nach gewähltem Fahrmodus) erfüllt er sämtliche aktuellen Anforderungen in Bezug auf Wirtschaftlichkeit und Ökologie. Mobility Solutions setzt für die Verteilung der Briefpost seit einigen Jahren auf Elektrofahrzeuge und will nun auch den neuen PIAGGIO Liberty e-mail dafür einsetzen. Bei der feierlich inszenierten Übergabe der PIAGGIO Liberty e-mail waren Rahel Bonny, Geschäftsführerin Mobility Solutions AG, Massimo Mirosi, Senior Vice President Piaggio Gruppe sowie Marco Borghesi, CEO OFRAG Vertriebsgesellschaft zugegen. www.ofrag.ch

v.l.n.r.: Marco Borghesi, CEO OFRAG Vertriebsgesellschaft, Rahel Bonny, Geschäftsführerin Mobility Solutions AG, Massimo Mirosi, Senior Vice President Piaggio Group INEWS 69


a uto

Neue Unternehmenszentrale für den Mercedes-Benz Vertrieb Deutschland in Berlin

• Offizielle Gebäudeübergabe durch CA Immo an den neuen Mieter Mercedes-Benz Vertrieb Deutschland • Gebäude steht für Transparenz, Nachhaltigkeit und Funktionalität • Ab Mitte Juli beziehen 1.200 Mitarbeiter den modernen Bürokomplex in der Mühlenstraße 30

M

it Gästen aus Wirtschaft und Politik hat der MercedesBenz Vertrieb Deutschland (MBVD) heute seine neue Zentrale im Berliner Stadtteil Friedrichshain eingeweiht. Bei der offiziellen Gebäudeübergabe durch den Bauherren und Investor CA Immo an den neuen Mieter MBVD waren unter anderem Senatsbaudirektorin Regula Lüscher und der stellvertretende Bezirksbürgermeister und Wirtschaftsstadtrat von Friedrichshain-Kreuzberg, Dr. Peter Beckers, anwesend. Das aus einem siebengeschossigen Flachbau und einem 14-geschossigen Hochbau bestehende Bürogebäude wurde nach Plänen des Berliner Architektenbüros Gewers & Pudewill erbaut. Es bietet ab Mitte Juli 1.200 MBVD Mitarbeiterinnen und Mitarbeitern ein hochmodernes und flexibles Arbeitsumfeld. Teile des Gebäudes sind auch für die Öffentlichkeit zugänglich – wie ein Mercedes-Benz Showroom, eine Cafeteria und ein öffentliches Restaurant im Erdgeschoss. „Die neue MBVD Zentrale besticht durch klare Formen und hochwertige Materialien, die ihr eine gewisse Zeitlosigkeit verleihen. Gleichzeitig fügt sie sich sehr gut in den städtebaulichen Kontext ein. Die Glasfassade reflektiert das Geschehen in der Umgebung, lässt aber auch den Blick ins Innere zu. Damit setzt das Gebäude Maßstäbe für die weitere Bebauung des Areals rund um die O2-World“, sagte Senatsbaudirektorin Regula Lüscher zu Beginn der Veranstaltung. Der stellvertretende Bezirksbürgermeister und Wirtschaftsstadtrat von Friedrichshain-Kreuzberg, Dr. Peter Beckers, betonte: „Friedrichshain-Kreuzberg lebt von seiner Vielfalt. Wir brauchen große, an ihrer Umgebung interessierte Unternehmen wie den Mercedes-Benz Vertrieb Deutschland genauso wie kleine Startups und Initiativen engagierter Bürger. Der Zuzug des MBVD in diesen Teil des Bezirks gibt einen entscheidenden Impuls für die Entwicklung des neuen Quartiers, die wir sehr begrüßen.“

70 INEWS

Ansprüche und Bedürfnisse des MBVD perfekt erfüllt „Als der MBVD 1998 von Stuttgart nach Berlin zog, haben wir schon einmal Neuland betreten: Der Potsdamer Platz war damals noch eine Baustelle. Heute ist er eines von vielen pulsierenden Zentren in Berlin“, so Dr. Joachim Schmidt, Mitglied der Geschäftsleitung Mercedes-Benz Cars, Vertrieb & Marketing (Daimler AG). „Unsere Berliner Erfolgsgeschichte werden wir am neuen Standort fortsetzen. Die neue Zentrale steht der Marke Mercedes-Benz und unserer Vertriebsorganisation gut zu Gesicht.“ Bei der Planung und Ausstattung der neuen MBVD Zentrale haben CA Immo als Bauherr und Investor und der MBVD als künftiger Mieter eng zusammengearbeitet. Herausgekommen ist ein modernes Bürogebäude, das nicht nur nach außen höchsten Anforderungen entspricht, sondern auch auf die Bedürfnisse der Mitarbeiter eingeht. „Mit unserer neuen Zentrale vermitteln wir Offenheit nach innen wie nach außen“, so Harald Schuff, Vorsitzender der Geschäftsleitung des Mercedes-Benz Vertrieb Deutschland. „Unsere neue Bürowelt fördert Kommunikation und Bewegung im Arbeitsalltag und bietet uns räumlich ein hohes Maß an Flexibilität. Die öffentlichen Flächen im Erdgeschoss ermöglichen uns den Kontakt mit Gästen, Besuchern und Nachbarn, was uns ein besonderes Anliegen war.“ Henrik Thomsen, Konzernleiter Development und Leiter CA Immo Berlin betonte: „Wir sind stolz, auch bei diesem Gebäude unsere überdurchschnittlichen Qualitätsstandards sowohl hinsichtlich der baulichen und architektonischen Qualität als auch bei der Ausstattung umgesetzt zu haben. Wir haben gemeinsam mit dem MBVD, den Architekten und weiteren Partnern in den vergangenen zwei Jahren ein Gebäude geschaffen, das in der Lage ist, räumlich wechselnden Bedürfnissen gerecht zu werden. Ich bin davon überzeugt, dass sich der MBVD hier wohlfühlen wird.“

Von der Umgebung inspirierte und ökologisch zertifizierte Architektur In der Fassade des Gebäudekomplexes wechseln sich wellenförmig angeordnete rechteckige Fensterflächen mit metallenen Panelen ab. Sie spiegeln die Umgebung wider und sorgen dafür, dass viel Licht in die drei Büroflügel und den Hochbau an der Mühlenstraße dringt. „Bei der Wahl der Materialien haben wir uns von der Automobilbranche inspirieren lassen“, so die Architekten Georg Gewers und Henry Pudewill. Auch die Umgebung und die Spree hatten einen großen Einfluss: „Die freie Lage, das Wasser und ein dezentes Lichtkonzept lassen die Doppelfassade am Hochbau schön zur Geltung kommen. Das Gebäude wird dadurch zu einer Landmarke im neuen Quartier.“ Das Gebäude besticht nicht nur durch seine moderne Architektur, sondern erfüllt auch hohe Umweltstandards: Rund 1.000 Quadratmeter Dachflächen wurden begrünt. Eine Dreifach-Isolierverglasung sorgt für eine optimale Dämmung und ein außen befestigter Sonnenschutz verhindert, dass sich die Räume zu stark aufheizen. Maßnahmen wie diese sparen gegenüber der üblichen Bauweise rund 30 Prozent Energie ein. Optimales Arbeitsumfeld für 1.200 Mitarbeiter Licht, Luft und viel Grün ziehen sich auch durch das Gebäudeinnere. Im Atrium und in den Treppenhäusern wurde heller Kalkstein aus Portugal verlegt.

In den Büros kontrastieren ein frischer Grünton und Pflanzen mit dem weißen Mobiliar und den dunklen Teppichen. Die Arbeitsplatzflächen sind großzügig und hell gestaltet. Jeder Mitarbeiter hat einen eigenen Schreibtisch, kann sich bei Bedarf aber auch in einen der zahlreichen Dialog- und Konferenzräume zurückziehen. Auch auf Gesundheit wird in der neuen MBVD Zentrale viel Wert gelegt. Im 13. Obergeschoss ist ein Gesundheitszentrum für die Mitarbeiter untergebracht mit Fitnessbereich und Kursraum. Außerdem sind über das ganze Gebäude Bewegungselemente verteilt, die den Rücken entlasten und die Beweglichkeit fördern. Bis Mitte August wird der Umzug abgeschlossen sein. Bildunterschrift zu Bild „Neue Unternehmenszentrale für den MBVD_1“: Harald Schuff, Vorsitzender der Geschäftsleitung Mercedes-Benz Vertrieb Deutschland und Henrik Thomsen, Konzernleiter Development, Leiter CA Immo Berlin, bei der offiziellen Gebäudeübergabe. Bildunterschrift zu Bild „Neue Unternehmenszentrale für den MBVD_2“: Die neue Unternehmenszentrale für den Mercedes-Benz Vertrieb Deutschland in Berlin. Der Mercedes-Benz Vertrieb Deutschland (MBVD) steuert von seiner Zentrale in Berlin den Vertrieb und Service der Marken Mercedes-Benz, smart und Fuso in Deutschland. Mit rund 1.130 Mercedes-Benz, 345 smart sowie 150 Fuso Vertriebs- und Servicestützpunkten bietet der MBVD seinen Kunden ein bundesweit dichtes Betreuungsnetz. Weitere Informationen sind im Internet verfügbar unter www.mbvd.de. INEWS 71


m useum

italiannews

SWISS MULTIKULT LIFE STYLE MAGAZINE

kunst Karl der Grosse und die Schweiz 20.09.2013–02.02.2014 | Landesmuseum Zürich. Karl, Europa und die Schweiz!

A

m 28. Januar 2014 jährt sich zum 1200. Mal der Todestag von Karl dem Grossen am. Anlass genug, dem König und Kaiser und der «karolingischen Schweiz» vom 20. September 2013 bis 2. Februar 2014 eine Ausstellung im Landesmuseum Zürich zu widmen. Die von Karl dem Grossen (741–814) eingeführten Neuerungen bilden in vielem die Grundlage unserer Kultur und Gesellschaft. Gerade jetzt, wo der europäische Wirtschafts- und Kulturraum aufgrund seiner unterschiedlichen Entwicklungen um seinen inneren Zusammenhalt kämpft, kommt einer Ausstellung zur Zeit Karls des Grossen unerwartete Aktualität zu. Er hatte Teile West-, Ost- und Südeuropas in ein einziges Reich integriert. Heute diskutieren die Vertreter der entsprechenden Nationen im Rahmen der Europäischen Union fast wöchentlich über die grundsätzliche Frage, wie sie die Einheit Europas erhalten können. Als erster Kaiser des Mittelalters hat Karl der Grosse vieles in die Wege geleitet, von dem wir bis heute profitieren: Seine Bildungsreform ist wegweisend. Die unter ihm initiierte Schrift ist Basis unserer Druckschrift. Ihm verdanken wir es, dass Texte antiker Autoren und damit antikes Wissen bis heute überliefert sind. Die von ihm umgesetzte Münzreform ist Basis unseres monetären Systems. Seine Pfalzanlagen haben den Steinbau vorangetrieben. Löwe als Symbol des Evangelisten Markus, Evangelistar «Liber viventium» aus Pfäfers. Codex Fabariensis 1 im Stiftsarchiv St.Gallen. 1. Hälfte des 9. Jahrhunderts. 72 INEWS

Er hat das Christentum im Abendland gefestigt, die Liturgie verankert, die Bibel revidiert, Klöster erbaut und das Leben der Mönche geregelt. Nicht zufällig ist Karl der Grosse also der einzige Herrscher des europäischen Mittelalters, der schon zu Lebzeiten der Grosse genannt wird. Das Interesse um seine Person, seine Herrschaft und die kulturellen Errungenschaften seiner Zeit ist bis heute ungebrochen. Die Ausstellung zeigt, wie sich die karolingischen Reformen auf Bildung, Glauben und Gesellschaft ausgewirkt haben und welche Erneuerungen in Kunst und Architektur auszumachen sind. Eingebettet in den europäischen Kontext, stellt die Ausstellung das kulturelle Erbe der heutigen Schweiz aus der Zeit Karls des Grossen in den Vordergrund. «Karl der Grosse und die Schweiz» umfasst einen Zeitrahmen von der Herrscherzeit Karls 771-814 bis zum Ende der karolingischen Dynastie im späten 9. Jahrhundert. Ein Epilog beleuchtet das Nachleben und die Wahrnehmung Karls des Grossen in späteren Jahrhunderten. Die Ausstellung entsteht in enger Zusammenarbeit mit der gleichzeitig geplanten Publikation «Die Zeit Karls des Grossen in der Schweiz». Herausgeber Prof. Dr. Georges Descoeudres, Dr. Jürg Goll und Dr. Markus Riek. Erscheint zur Eröffnung der Ausstellung im Benteli Verlag. Medienkonferenz Mi 18.09.2013 |10.00 | Landesmuseum Zürich. Statua equestre, Musée du Louvre, Paris. © RMNGrand Palais

Avorio © Museo nazionale svizzero


a rte

Vincenzo Guarracino

Maurizia Sala

o la serialità dell’umano

I

n principio è la figura, o per meglio dire l’Uomo, la figura dell’Uomo, senza altra specificazione di genere e di razza. Non l’unico tema, certo, ma sicuramente il principale, quello che sta al centro dei suoi interessi, e che tutto lievita ed agisce e verso cui tutto converge, a tutto imprimendo le proprie leggi e il proprio senso. Si può riassumere in questo il mondo figurativo di Maurizia Sala, non solo da oggi, da un quarantennio almeno, da quando cioè si è lasciata alle spalle le prime prove di impronta astrattista: in un progressivo appressamento al punto in cui pittura e vita si sposano, facendo sì che il reale nei suoi elementi formali si accampi sulla scena del quadro con assoluta naturalezza e necessità, quasi senza lasciar trasparire il logos, la regìa della mano e dell’occhio, per fare spazio a uno sguardo filtrato attraverso quel “sottile filtro onirico”, di cui già hanno parlato altri critici (nello specifico, Lidia Sirna), e che nel tempo si è andato sempre meglio precisando. Una galleria di figure, dunque, di forme dalla chiusa compostezza, che all’umano si rapportano, all’interno di storie, le loro, e al tempo stesso fuori della storia, la nostra e collettiva: una teoria, nel suo senso più etimologico di “riflessione” e di “solenne ambasciata”, di “spettacolo”, che viene lanciata lì, proposta, nello spazio, prima ancora che del quadro, della fantasia e del cuore, con i paludamenti di una luce a tratti carnale e seducente, più spesso inquietante ed enigmatica. Umani senza umanità, paradossalmente: figure-manichino, governate da un senso della scena ma non necessariamente disponibili a dire altro di sé se non la loro presenza, la loro qualità di allegorie della condizione umana fissate in icone di severa astoricità. Non parlano e non rispondono: alludono, in un gesto che sa di danza e di crudeltà rituale, pur nella dolcezza smemorante di certe scene e situazioni. Come dire che le immagini convocate sono lasciate lì a recitare la propria parte in uno spazio immobile, dove la vita è resa muta e impenetrabile, dove il tempo non conta, sospeso com’è in una dimensione

74 INEWS

senza relazioni, in un silenzio sconfinato e metafisico, antimoderno. In una parola, nel vuoto senza memoria di un’immobilità parmenidea. Maschere della vita, emblemi, insomma, più che forme di quotidiana evidenza; immagini che rimandano ad altre immagini, a forme già viste nell’iperuranio dell’immaginario collettivo non soltanto novecentesco, da De Chirico a Picasso, da Magritte a Delvaux, ma anche alle erme dell’Isola di Pasqua e ai colossi delle Cicladi: visioni, in un certo senso seriali, identiche e al tempo stesso differenti, sia che implodano ripiegandosi su se stesse a riflettersi nello specchio della propria solitudine, sia che si protendano quasi a sfidare le leggi della gravità e della verosimiglianza oltre gli angusti confini del quadro con gesti e sguardi teatralmente eccessivi, sia che infrangano le regole della prospettiva in pose di ieratica dignità, precise e indistinte, totali e fuggevoli, incomplete ed esatte, lontanissime. Come è dei sogni sognati all’alba. Del resto, non ci può essere pittore che non abbia intuizioni teoriche circa il rapporto che lo lega al mondo circostante, inteso non solo come persone, fatti, situazioni, ma anche referenti culturali e artistici, pittori e poeti, insomma, da invitare a rappresentarsi sul palcoscenico della propria potenza concettuale ed espressiva. Voglio dire che chi si dispone a rappresentare, non può farlo ingenuamente a cuor leggero: non può farlo per illustrare, ma piuttosto deve avere una sua particolare visione delle cose e del mondo. Deve interpretare, ossia farsi mediatore andando dentro, penetrando in ciò che vede per estrarne e assimilarne il suo sangue più segreto. Il risultato è una pittura colta e ben fatta, che gioca efficacemente le proprie carte con tutta la gamma delle sue risorse espressive (disegno, colore, ritmo), convinta che anche attraverso la sua sottile rete di segni e rimandi iconografici, di specchi, di siparietti, aperti su scenari di ordinaria allusività e inquietudine, se anche non le riuscisse di rinnovare la storia dell’arte, rinnovererà almeno se stessa, in una sorta di partenogenesi infinita. INEWS 75


a rte

“Segni”

“Segni”

E

Z

Mostra degli allievi del Liceo Artistico di Zurigo sposizione e catalogo “Segni” documentano il lavoro degli studenti di sei classi del Liceo Artistico italo-svizzero di Zurigo nel laboratorio di Discipline Pittoriche durante un anno scolastico. Nelle lezioni disciplinari gli studenti si sono distinti nel laboratorio scolastico ed anche nello studio del disegno dal vero presso i Musei della città di Zurigo: Archäologisches Museum, Kunsthaus e Schweizerisches Nationalmuseum. La programmazione didattica ha lasciato ampio spazio anche alla fotografia per documentare l’evoluzione degli elaborati realizzati dagli allievi e successivamente la ricerca fotografica è stata utilizzata come mezzo di espressione e interpretazione individuale. Il ritratto è stato trattato con diverse techniche pittoriche come il tratteggio e lo sfumato e la sperimentazione delle techniche su tela che hanno dato modo di analizzare, sintetizzare e rielaborare il tema in modo personale. Il catalogo è stato concepito, progettato e realizzato quale segno del lavoro, dell’interesse e dell’entusiasmo dimostrato dagli allievi in questo anno scolastico.

Vernissage und Ausstellung von Arbeiten aus dem Gestaltungsunterricht eichen: Katalog und Ausstellung dokumentieren die einjährige Arbeit im Fach Pittoriche unseres italienischen Kollegen Luciano Squillante. Die sechs Halbklassen waren sowohl in den Museen der Stadt Zürich als auch in den Pittoriche-Räumen des Liceo Artistico tätig. Basis für ihre Arbeiten bildeten einerseits die Fotografie, andererseits die Thematik der Portrait-Malerei. Als Spiegelung einer entstehenden Persönlichkeit drängt sich das Selbstportrait bei Jugendlichen sicher ganz besonders auf. Entsprechend aussagekräftig sind die entstandenen Arbeiten. Das didaktische Vorgehen und die Präsentation der Arbeiten von “Segni” zeigen auf überzeugende Art wichtige Facetten des Kunstunterrichtes am Liceo Artistico und dokumentieren die Vielfalt der Unterrichtsansätze im Bildnerischen Gestalten an unserer Schule. Romano Mero, Delegierter für Öffentlicheitsarbeit am Liceo Artistico romano.mero@liceo.ch

Luciano Squillante, Docente di Discipline Pittoriche

Sostenere ALA per sostenere „Segni“ ALA, l’associazione Amici del Liceo Artistico è lieta di presentare „Segni“ che documenta il lavoro di pittoriche svolto dal collega Luciano Squillante durante l’anno scolastico 2012/13. Sostenere le spese per la stampa del presente catalogo e per l’esposizione non sarebbe possibile senza i contributi dei membri. Aderendo ad ALA (sekretariat@liceo.ch) gli interessati potranno contribuire alla realizzazione di altri progetti al Liceo Artistico italo-svizzero di Zurigo.

Ursula Braunschweig-Lütolf, presidente ALA

76 INEWS

INEWS 77


a rte

Wasserwelten

in Küssnacht am Rigi

Die Ausstellung findet in der Galerie Reichlin statt.

15. Juni bis 6. Juli 2013

Márta Kucsora

Reinhard Fluri

Hubert Nanzer

Steff Lüthi

Man spürt das Prickeln der Wasserperlen auf der Haut. Mit einer ganz besonderen Technik versteht es die junge Ungarin, die in Budapest lebt und arbeitet, die Dynamik und ungezähmte Schönheit des flüssigen Elements auf die Leinwand zu bringen.

Eine alte Wasserpumpe inmitten einer wunderbaren, mediterranen Landschaft? Der Solothurner Künstler, Reinhard Fluri, liebt es, mit Ölfarbe und detailliertem Strich, aus scheinbar belanglos zusammengewürfelten Dingen, neue Welten zu kreieren.

Beeindruckend ist die Nähe zwischen Betrachter und Bild. Zwar so realistisch wie das Original, sind die Werke des Weggiser Kunstmalers, der auf Costa Rica lebt, kein Abbild irgendwelcher Landschaften. Hubert Nanzer macht die Atmosphäre sichtbar.

Gemessen an der riesigen Welt erscheint der Mensch winzig. Und doch sind es die kleinen Bronzefiguren des renommierten Ostschweizer Bildhauers, die dem Betrachter ins Auge fallen, nicht die grossen Körper oder Brunnen, auf denen sie sich befinden.

A

A

F

Ö

15. Juni bis 6. Juli 2013

Samstag, 15. Juni 2013, 14–19 Uhr Künstlergespräch mit Apéro

Samstag, 6. Juli 2013, 10–16 Uhr

Montag bis Freitag

usstellung

usstellungseröffnung

inissage

Samstag

Galerie Reichlin AG, Küssnacht am Rigi 78 INEWS

www.reichlin.ch

Galerie für zeitgenössische Kunst

Veranstalter GALERIE REICHLIN AG Grepperstrasse 8 6403 Küssnacht am Rigi www.reichlin.ch info@reichlin.ch Tel. 041 850 16 50

ffnungszeiten 8 –12 Uhr 13.30 –18.30 Uhr 9–16 Uhr

Galerie Reichlin AG, Küssnacht am Rigi

www.reichlin.ch

Galerie für zeitgenössische Kunst INEWS 79


a rte

Jakob Weder und Helene B. Grossmann Die Ausstellung findet im stilhaus in Rothrist statt. 7. September bis 31. Oktober 2013

A

usstellung

7. September bis 31. Oktober 2013 im stilhaus in Rothrist

Das Verborgene im Wesen der Dinge – Werke von Jakob Weder und Helene B. Grossmann Künstlerische Ausdruckskraft und ein intensives Studium der Natur, machen es möglich: Mit Jakob Weder und Helene B. Grossmann treffen zwei grossartige Künstler zusammen, deren Kunst durch ein Gespür für das Geheimnis tief im Wesen der Dinge zueinanderfindet. Jakob Weders bildhauerisches Werk ist Teil seines künstlerischen Lebensweges. Jenseits aller Idealisierung zeugen seine Figuren mit ihren strukturhaften und lebendigen Oberflächen von einer starken Beobachtungsgabe. In frühen Jahren fast gebeugt aufgrund der intensiven sozialkritischen Auseinandersetzung, gewinnen die späteren Werke an Leichtigkeit. Dabei ist es gerade jenes Interesse am Sichtbarmachen unnahbarer Dinge, welches die Arbeiten Jakob Weders mit denen von Helene B. Grossmann verbindet. Aus der Überdeckung unzähliger Farbschichten lässt die Bildmalerin materielose Farbräume entstehen und öffnet damit Dimensionen, die sich jenseits allen realistischen Raums befinden. Befreit von jeglicher konkreten Form fügen sich Grossmanns Bilder in der Vorstellung des Betrachters zu neuen individuellen Welten zusammen.

V

ernissage

Samstag, 7. Sept. 2013, 14–18 Uhr in Anwesenheit von Helene B. Grossmann

M

atinée Samstag, 14. Sept. 2013, um 11 Uhr im stilhaus in Rothrist Geschichten und Erlebnisse mit Jakob Weder erzählt von Samuel Gerber und Reto Bärtschi

Ö

ffnungszeiten

Montag bis Freitag, Samstag,

Galerie Reichlin AG, Küssnacht am Rigi 80 INEWS

www.reichlin.ch

Galerie für zeitgenössische Kunst

Galerie Reichlin AG, Küssnacht am Rigi

www.reichlin.ch

10–19 Uhr 10–18 Uhr

Galerie für zeitgenössische Kunst INEWS 81


a rte

ARTE VORSCHAU

a rte

Luisa Pavesio

R

olf Knie

21. September bis 12. Oktober 2013 Ausstellungseröffnung Samstag, 21. September, 14 bis 19 Uhr Die Ausstellung findet in der GALERIE REICHLIN statt. Grepperstrasse 8 6403 Küssnacht am Rigi www.reichlin.ch

H

elene B. Grossmann

19. Oktober bis 9. November 2013 Ausstellungseröffnung Samstag, 19. Oktober, 14 bis 19 Uhr in Anwesenheit von Helene B. Grossmann Die Ausstellung findet in der GALERIE REICHLIN statt. Grepperstrasse 8 6403 Küssnacht am Rigi www.reichlin.ch

H

einz Rütti

27. Oktober bis 3. November 2013 Ausstellungseröffnung Sonntag, 27. Oktober, 11 bis 16 Uhr in Anwesenheit von Heinz Rütti Die Ausstellung findet in der Massena-Scheune im Bad Schinznach statt. Badstrasse 70 5116 Schinznach Bad www.reichlin.ch Infotelefon 076 460 11 49

Galerie Reichlin AG, Küssnacht am Rigi 82 INEWS

www.reichlin.ch

Galerie für zeitgenössische Kunst

La Biennale Internazionale di Scultura di Racconigi Fino al 13 ottobre 2013

C

on il patrocinio dell'Ambasciata di Spagna, dell'Instituto Cervantes e del Goethe Institut fra gli altri. l'Associazione Piemontese Arte ha inaugurato lo scorso 15 giugno, sotto l'egida dell'Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte e a cura di Claudio Cerritelli, l'edizione 2013 della Biennale Internazionale di Scultura. Il titolo della mostra, “Dialogo tra natura e immaginazione”, ben si adatta alla splendida cornice del Castello di Raccongigi, perché le sessantadue sculture di artisti provenienti da Italia, Spagna e Germania, sono disseminate en plein air nell'immenso parco di quella che, da castello trecentesco, divenne nel XIX secolo residenza reale. Il parco è tuttora felicemente popolato di mucche, vitelli e cavalli in carne ed ossa, e, sui pinnacoli più elevati del castello, di nidi di cicogne, e i visitatori godono dell'arte non meno che dell'inattesa passeggiata nel verde. La sezione storica di sculture più piccole, ma non di minor pregio, è invece ospitata nel sottoserra, dove si possono ammirare opere di grandi scultori attivi in Italia nel secondo dopoguerra, padri spirituali, di fatto, dei più giovani creatori delle grandi opere all'aperto. Faremo sicuramente un'ingiustizia ai molti artisti ospiti, ma all'inaugurazione di Racconigi c'eravamo, e vogliamo dire la nostra su quello chi ci è piaciuto di più. Per esempio, sugli spagnoli, anzi dovremmo dire i catalani, perché tutti provengono da Barcellona o Valencia. Partiamo da Natividad Navalón e Rablaci. La prima raffigura in Buscando esa mujer una ragazzina letteralmente immersa in una borsona nera: l'utero materno, o il mondo adulto della madre, nel quale la figlia vorrebbe perdersi e con il quale vorrebbe forse identificarsi? Sia quello che sia il significato, l'opera, colorata e in qualche modo pittorica, porta a Racconigi un discorso intimo e collegato all'immaginario femminile che incontra il gusto del pubblico. Rablaci, pseudonimo di Rafael Blasco Ciscar, in Métaphore du transit costruisce invece una sorta di carretto unendo due grandi ruote, il cui collegamento ligneo si anima di rami contorti e metamorfici, che sottraggono col loro movimento il richiamo a una fissità medievale da carro dei monatti. Un'altra sculturice spagnola, Susana Solano, la incontriamo proprio mentre stiamo ammirando la sua opera, un grande cannone dal titolo criptico di Baalbek II.

Ci racconta che il titolo deriva da un suo viaggio all'omonimo sito archeologico in Libano, ma che l'ispirazione parte non tanto dai monoliti, quanto dall'evenienza bellica del paese medioorientale.E alla fine, il cannone in acciaio inox vive soprattutto del contrasto fra il materiale ipermoderno e la forma obsoleta di un'arma da prima guerra mondiale.E infine, ancora nel valido gruppo iberico, ci ha colpiti l'opera di Ramón de Soto La elipse del tiempo, espacio de meditación, che molti visitatori avranno calpestato allegramente senza accorgersi di camminare su una delle sculture più originali della mostra, una specie di labirinto in acciaio tracciato direttamente sul prato, che evoca atmosfere e linee arabeggianti. Fra i tedeschi, emergono gli immensi rotoli snodati – un po' pop art - di Jörg Bach dal titolo Reflektor. L'acciaio luminoso dell'opera rispecchia la natura circostante giocando col movimento delle superfici lucide, che si tingono di tutti i colori del mondo.Impressionante anche la grande Pietà di Klaus Prior – con il Cristo tutto orizzontale in perpendicolare assoluta con la Vergine, come due bracci di croce - che pare di legno e invece è di ferro, con nette linee incise in superficie, graffi di artista a simboleggiare il dolore espressionistico del tema. Nella sezione storica, i nomi di Consagra, Cascella e Mastroianni sarebbero sufficienti a giustificare una visita all'umido sottoserra, che con le sculture assume la solennità della cripta di una cattedrale. La giornata inaugurale, affollata di artisti e rappresentanti di Fondazioni prestigiose, regala un cielo azzurissimo e un caldo estivo a colui che della Biennale è l'anima, lo scultore albese Riccardo Cordero, presidente dell'Associazione Piemontese Arte. Lo incontriamo mentre, come ogni buon organizzatore, si destreggia abilmente fra i complimenti dei visitatori e l'assistenza agli artisti. Questo articolo lo dedichiamo a lui, che negli anni fra il 1985 e il 1987, col moltiplicarsi degli impegni internazionali, è divenuto maestro indiscusso di sculture monumentali – dalla Rotazione coordinata del Parco della Pellerina di Torino e il Grande Ferro della Lookout Sculpture Foundation in Pennsylvania, alla Meteora per lo Scuplture Park di Shangai fino alla Cometa per lo Sculpture Park di Taiwan – che onorano l'arte italiana nel mondo. INEWS 83


TUTTO IL MEGLIO PER L’ESTATE.

Luglio agosto