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RASSEGNA STAMPA

WWW.VOLOLIBEROEDIZIONI.IT


JIMMY, 3 novembre 2010

Il 29 Ottobre è uscita: SOUNDS OF UNDERGROUND #1 ...Garage, Punk, Punk R.&R, Rockabilly A cura di Claudio Fucci e Real Sound Studio Prefazione di Paola Maugeri, commenti di Marco Philopat Postfazione di Giancarlo Galli In questo primo volume sono presenti 23 gruppi emergenti e più conosciuti che hanno accettato di essere ospiti per aiutare questo progetto. GERSON, DURACEL, THE CROOKS, RAPPRESAGLIA, TEMPORAL SLUTS, CLUB27+NICO GAZNEVADA, THEE S.T.P., STARLITERS, BERMUDAS, BLACKSTAR FURIES, BLEEKERS, COMO LAKE ROVERS, THE DOGGS, DONALD THOMPSON, EXMONROE, FACT OF TUXEDO, FRITTY PROPAGANDA, MELTINSIDA, RAGGI ULTRAVIOLENTI, RETROLOVE, THE SNOOKYS, THE TIGERS OF MOMPRACEM, THE WAVERS. Un viaggio nel mondo dei gruppi Garage, Punk, Punk R.&R, Rockabilly italiani raccontato per parole e suoni. Un libro di 64 pagine, copertina cartonata, carta patinata lucida e opaca con in allegato un CD con 23 tracce INEDITE, una per ogni gruppo. Distribuito in libreria da NDA (www.ndanet.it ) Per dettagli su tutte le pubblicazioni Vololibero: http://web.me.com/claudiofucci/Vololiberouscite2010/Benvenuto.html http://www.vololiberoedizioni.it/ www.vololiberoedizioni.it VIDEO DI PRESENTAZIONE: http://www.youtube.com/watch?v=jcsmSb7mJZk&feature=share


Recensione di: Vittorio

Formenti

Claudio Fucci & Real Sound Sounds of underground vol. 1 (libro + cd) (VOLO LIBERO – 2010)

Seconda uscita dedicata agli scenari del rock nazionale per la Volo Libero. Dopo l’interessante “Re Nudo & altri festival”, recentemente presentato in testata, la casa editoriale in questione propone un volume dedicato alla realtà dei gruppi italiani Garage, Punk e Rockabilly del nuovo millennio. La pubblicazione è a cura Claudio Fucci e dello studio Real Sound, connubio artistico e tecnico di estrema rilevanza e competenza nel settore. La prima parte è a firma di Marco Philopat, noto studioso e scrittore in ambito underground, che presenta il lavoro con entusiasmo quasi movimentista. Seguono schede individuali dedicate a ciascuna delle band presentate nel libro: le sedici formazioni emergenti dei Bermudas, Black Star Furies, Bleekers, Como Lake Rovers, Doggs, Donald Thompson, Ex Monroe, Fact of Tuxedo, Fritty Propaganda, Melt Inside, Raggi Ultraviolenti, Retrolove, Snookys, Starliters, Tigers of Mompracem e Wavers. A questi si aggiungono sette combo già noti ed ospiti del progetto : Club 27 con Nico Gaznevada, Crooks, Duracel, Gerson, Rappresaglia, Temporal Sluts, Thee S.T.P. Le informazioni sono sia di tipo discografico che biografico anche se forzatamente non analitiche dei lavori pubblicati dai gruppi. La parte testuale è chiusa da un interessante passaggio di Giancarlo Galli, chitarrista del gruppo “Come le Foglie” attivo dagli anni ’70, che non si abbandono alla facile retorica degli elogi; al contrario Giancarlo non nasconde una certa delusione per alcuni atteggiamenti della nuova generazione underground risultanti, a suo parere, lontani dall’originale genuinità del settore. Materia di riflessione o quantomeno una provocazione stimolante. Il libro è completato da un CD che riporta un brano per ciascuno dei gruppi dando un quadro della situazione con un’antologia assai godibile. Difficile dire se ci si trova di fronte a un disco con un libretto “ponderoso” o a un libro con un CD allegato ad integrazione; la dimensione stampata e registrata si equilibrano perfettamente ed occorre accostarsi ad entrambe per cogliere completamente l’efficacia dell’opera. In questo modo si apprezza la coerenza logica della rassegna presentata; il fenomeno underground è illustrato in tutti i suoi risvolti principali, dal punk al garage, dall’hardcore al punk’n’folk, dal rockabilly al punk’n’roll, dall’hard rock al punk melodico. Emerge una vitalità per molti versi inattesa in cui gli esordienti nulla hanno da invidiare agli ospiti più affermati, certificando l’esistenza di una realtà musicale e, forse, anche sociale tutt’altro che archiviata. Un interessante spaccato che per la chiarezza e la qualità tecnica delle registrazioni potrà avere una portata al di là dei fans del settore. << indietro

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sabato 13 novembre 2010 Real Sound & Sounds Of Underground : Intervista!

Ciao! Prima di tutto facciamo una breve introduzione su Real Sound Studio...dove,come,quando e perchè è nato? Ette: bhe la storia è lunghetta (per tutta la cronaca rimando al sito www.real-sound.it)....comunque in sintesi: lo studio ha aperto i battenti nel lontano 1980 ad opera di Roby con il nome di Hammil studio e poi di New Hammil studio. Erano gli anni d'oro per la musica indipendente italiana in cui si suonava e si facevano grandi cose! l'Hammil studio era uno dei punti nevralgici della scena milanese (i Rappresaglia vi registrarono il primo ep ad esempio) perchè dava la possibilità di registrare in presa diretta suonando in cuffia: roba da fantascienza per la media delle band giovani di allora, che al massimo potevano aspirare di arrivare allo studio di registrazione dopo aver firmato un contratto con una major. Dal 2000 (e io già collaboravo dal 96) con l'arrivo di un reparto video e colonne sonore lo studio ha cambiato nome in Real Sound (in omaggio a peter gabriel), rinnovando la strumentazione digitale (abbiamo interfacciato le vecchie apparecchiature con pro-tools) pur mantenendo lo spirito dei vecchi tempi!

Roby: sintesi perfetta! In questi anni avete prodotto tantissimi dischi e artisti di grande calibro.C'è una produzione o una collaborazione di cui andate particolarmente fieri? Roby: Sembra una presa di posizione un po' estrema, ma andiamo un po' fieri di tutto quello che esce dallo studio perche' sappiamo di dare sempre il massimo delle nostre capacita' lavorative ed esperienza e ciò ci rende sempre contenti. Per fare dei nomi direi che avere vicino e lavorare con Giorgio Gaber o Marky Ramone ci rende grati e felici di fare questo lavoro!


Ette: aggiungerei anche il compianto Billy Preston, che passò di qui mentre era a Milano per una data del tour, fece le prove e registrò alcuni pezzi in diretta!!!!oh! Billy ha suonato con i Beatles, dico i BEATLES!!!! a pensarci mi vengono ancora le lacrime..... Passiamo al vero argomento di questa intervista,ovvero “Sounds of Underground”.Come è nata l'idea di questa serie di compilation? Roby: L'idea nasce perche' volevamo festeggiare con una iniziativa originale i trent'anni di attività del nostro studio! Ette: si, siamo partiti con l'idea dei festeggiamenti, ma poi ci siamo talmente gasati che ci siamo fatti prendere la mano e abbiamo deciso di fare un'intera collana di libri/cd dedicati a tutte le sfaccettature dell'underground...chissà a quanti volumi arriveremo? In che modo si è sviluppata l'idea e come è stata portata avanti? Roby: avevamo il desiderio di creare qualcosa di nuovo, qualcosa che fosse diversa dalle solite compilation che invadono il mercato; qualcosa dove ognuno mette a disposizione la propria arte e la competenza in pieno spirito collaborativo...poi si sa le idee devono avere gambe e braccia e allora ci siamo messi sotto! Abbiamo cominciato cercando di coinvolgere tutte quelle persone che da tempo lavorano con noi o che semplicemente hanno le nostre stesse idee sulla musica, ci siamo confrontati e insieme abbiamo trovato le soluzioni migliori! Ette: il lavoro è stato duro! io ho registrato e mixato 23 band in meno di due mesi!!! roba da folli, anche perchè era stato deciso di dedicare ad ogni band un giorno intero solo di registrazione e il tempo NECESSARIO per il mix; è stato creato un sito apposta per la Compilation e per selezionare le band, poi ci sono i contratti, la scelta della linea grafica e quella editoriale, ecc. ecc. Insomma un lavoro fatto bene come dovrebbero essere sempre iniziative di questo tipo!

Come si è svolta la selezione dei gruppi e su quali basi sono stati scelti quelli che sono finiti nella compilation? Ette: fin dall'inizio abbiamo deciso che l'unico criterio selettivo doveva essere la qualità artistica, niente discriminazioni di altro tipo. Abbiamo semplicemente detto: volete partecipare? Mandateci la vostra musica, in qualsiasi formato volete, basta che si capisca chi siete veramente e che il genere rientri almeno vagamente in quelo proposto dal volume 1. Inizialmente non volevamo limitare neanche geograficamente la scelta delle band, ma lungo il percorso è parso evidente che la maggior parte del materiale ci arrivava


da regioni al di sopra del po' (cosa anche naturale, visto che lo studio è di Milano). Siccome ricevevamo demo di band mai ne viste ne sentite neanche vagamente abbiamo organizzato anche 4 live al Legend54 per far suonare i gruppi che pensavamo potessero essere interessanti. La cosa assurda è che molti non si sono presentati!!!!hahahah! Alla fine scegliere è stata dura, perchè avevamo circa 200 band e dovevamo scartarne 177! La scelta è stata fatta da una specie di "commissione" fatta da Real sound, Volo Libero e Strade Alternative Tutta le registrazioni e l'intera produzione è stata fatta nel vostro studio senza nessun esborso economico dei partecipanti. Come mai questa scelta? Roby: Abbiamo voluto con un piccolo gesto mettere la band al centro del lavoro. Spesso per iniziative del genere alla fine, gira che ti rigira, o per registrare, o per entrare nella compilation o per altri motivi le band sono diventate solo delle galline da spennare: noi abbiamo voluto lanciare un messaggio diverso! Ette: Secondo me è la cosa più giusta, nel rispetto di chi suona e ci ha donato stupende canzoni! Aggiungo che non obblighiamo nessuna band a comprarsi la compilation: se vogliono una copia va bene uguale che se ne vogliono 100...che comunque pagano la metà. Come mai avete deciso di affiancare nomi noti agli appassionati a gruppi semisconosciuti? Ette: potrei risponderti che è stato semplicemente per motivi commerciali, ma in realtà non è solo per questo: ci siamo immaginati una specie di ponte generazionale musicale! tant'è che i guest non è che siano tutti delle band commerciali, anzi....ma sono più che altro amici che hanno detto la loro e che hanno lasciato un segno nella musica italiana indipendente! Comunque se queste band "note" faranno da volano a dei giovani sconosciuti tanto meglio!!! Quali sono state le difficoltà principali nel mettere insieme tutto questo lavoro? Roby: bhe sono varie.....a parte la registrazione in sè, tutta l'organizzazione del sito, dei live, la gestione delle mail, le riunioni per la linea editoriale, le telefonate, i casini. la stampa...argh! ette: registrare e produrre i pezzi è stato divertentissimo, ma di una fatica mortale!


Oltre al cd,nella compilation è presente anche un libro.Ce lo presentate? ette: Copertina a colori cartonata, 64 pagine con le schede di ogni band che ha partecipato con biografia, contatti, discografia e foto; introduzione di Paola Maugeri, una saggio introduttivo di Philopat ,che ha scritto una cosa bellissima ascoltandosi il master, un articolo di Giancarlo Galli che commenta le dichiarazioni delle band sull'underground ! Il CD è in allegato al libro ma ne è parte integrante. Il lavoro è edito tramite VoloLibero,come siete entrati in contatto con loro? Roby: Claudio Fucci e' da sempre un nostro grande amico e collabora con noi da tantissimi anni, quindi diciamo che la scelta è stata ovvia, anche perchè si è sempre occupato di cose molto particolari e curate nei minimi dettagli. Se si dà un'occhiata al sito della Volo Libero ci si rende conto dell'importanza che questa piccola casa editrice e Claudio hanno per l'underground! Ette: era assolutamente la scelta migliore che potevamo fare realizzare il libro, vista l'esperienza di Claudio nell'ambito della musica underground (oltre ad essere stato un grande cantautore negli anni 70, ha anche fatto il distributore di film indipendenti e pubblicato dischi fantastici). Il fatto che la compilation avrà un seguito in un'intera collana lo si deve molto anche a Volo Libero. Come è ricaduta la scelta degli ospiti nel libro? Come mai è stata affidata l'introduzione a Paola Maugeri? Roby: Paola e' una amica , ama veramente la musica e nelle nostre serate insieme spesso si e' parlato di underground musicale e di movimenti sotterranei. Quando le abbiamo proposto di scrivere l'introduzione alla compilation ne è stata felicissima! Al di là della simpatia personale è comunque una persona che nella sua carriera giornalistica ha intervistato gli U2, oltre ad essere anche un'ottima musicista! Come verrà presentato il lavoro? Ci saranno anche date live con i gruppi presenti nella compilation? ette: Il libro/CD dal 29 ottobre è in tutte le librerie e negozi di dischi specializzati; ci saranno delle presentazioni sia a Milano che Roma, Bologna, Torino, Verona, Genova, una festa con conferenza stampa e dj set al Surfer's Den a Milano l'11 dicembre; Da gennaio ad Aprile organizzeremo 4 live con tute le band; usciranno presto recensioni e interviste su varie testate e sul web e a metà novembre saremo al MEI di faenza. Roby: ti dimentichi che Fucci e Philopat saranno ospiti su RAI news!! Cosa vi aspettate da questa produzione? Ette: io mi aspetto un buon riscontro sia artistico che di vendite: sinceramente mi sembra una cosa fatta bene e che io stesso comprerei alla grande! comunque solo la soddisfazione di aver fatto qualcosa di nuovo e di bello mi ripaga delle fatiche.....spero di aver dato una scossa ad un po' di band e di gente! Roby: a parte la chiara speranza di rientrare almeno nei costi, se non quella di farci due lire, mi sembra importante soprattutto che abbiamo gettato un sasso nello stagno e abbiamo smosso un po' le acque in un momento in cui sarebbe facile farsi prendere dalla sfiducia! non siamo più negli anni 80 ma credo potremmo tornare di nuovo a far la differenza e a dire la nostra: insomma il Real sound studio potrebbe essere il centro di qualcosa di importante per l'underground!


Siete gia al lavoro per il volume 2? Potete darci qualche anticipazione? Ette: si, vista l'esperienza dell'anno scorso abbiamo pensato di non perdere tempo per fare le cose ancora meglio, quindi stiamo già mettendo in cantiere il volume 2 che sarà dedicato all'indie rock, definizione forse un po' vaga, ma che per noi significa tutto quello che non c'è nel volume 1 e che non è Metal!ahahahah! Roby: esatto gente, cominciate a mandarci la vostra musica!!! Prima di salutarci volete svelarci qualche novità per il futuro? ette e roby: caro kallo....in anteprima ti facciamo l'annuncio che dal 2011 nascerà al nostra etichetta indipendente!!!! la Rocketman Records!!!! sarà la casa di tutti i pazzi squinternati che non vogliono piegare il ginocchio davanti alle major, ma che vogliono diffondere la prpria musica con serietà e qualità! Hip hip hurray! Grazie! ette: Grazie a voi e un saluto atutti i lettori del blog!.......anche a Mob, dai!


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a cura di Claudio Fucci & Real Sound

Sounds Of Underground vol.1 Sounds Of Underground vol.1 (Vololibero Edizioni) si presenta, ancora incellofanato, come “Libro + cd”. Scopo del progetto, lodevolissimo, è raccontare la scena underground italiana in tutte le sue forme (nel primo volume si parla di punk, garage e rockabilly), coinvolgendo band sconosciute e più affermate, esperti del settore, appassionati, con l’unico denominatore comune della qualità. Una volta apertolo, valutarlo come un vero e proprio libro è però un’impresa ardua. A meno che non abbiate un certo gusto insano per la lettura dei comunicati stampa e delle biografie caserecce dei gruppi emergenti. Un estratto tipo: “Gomma subentra a Ciro alla batteria, ma poi Gomma lascia per andare a studiare in Brasile e arriva il nuovo batterista Dede, con cui la formazione vira verso l’indie-screamo-pop-emo-glam-punk’n’roll, e arriva a suonare alla Sagra della Salamella di Inveruno, di spalla ai Cippalippas e ai The Invented Name, direttamente da Seattle”. Con tutto il rispetto per Gomma, Ciro, Dede, i Cippalippas e la Sagra della Salamella di Inveruno, e per le vicissitudini delle band in questione, queste non sono esattamente notizie indispensabili all’ascolto. Tanto più se mancano di revisione, differiscono per stile e informazioni (perchè redatte dai componenti dei gruppi) e soprattutto occupano la gran parte del volume... Perchè, se togliamo questa trentina di pagine di, scusate il termine, paccottiglia, rimangono solamente tre algidi paragrafetti di prefazione di Paola Maugeri, e i due (onesti, non di più) contributi di Marco Philopat e Giancarlo Galli. Entrambi, sommati, non arrivano alle dieci pagine. Complimenti (veri) alla Vololibero per aver coinvolto nel progetto Marco Philopat, scrittore di razza e voce autorevole in materia: andatevi a ripescare il suo Costretti a sanguinare, il romanzo per eccellenza sul punk in Italia. Il problema è che in Sounds of Underground, col materiale che ha, anche lui fa quello che può: un delirante minestrone situazionista in cui presenta, a suo modo, le band coinvolte nel progetto. E seppur capace di lanciare qualche chicca qui e là sulla definizione di punk e sulla cultura pop in generale, il buon Philopat appare candidamente alla deriva... Più interessante è invece lo spunto dell’intervento di Giancarlo Galli, cantante/chitarrista fondatore dello storico gruppo prog Come Le Foglie: ai gruppi partecipanti alla compilation vengono poste alcune domande sulla loro musica, sull’autoproduzione e sul concetto di underground, mentre Galli commenta, in maniera discorsiva e non analitica, le risposte più rappresentative. Da queste emerge l’idea che autoprodursi, nella maggior parte dei casi, è più una necessità che una scelta, e che l’underground rappresenta poco più di una nicchia da cui non sarebbe male uscire. Conclusioni non certo rivoluzionarie quindi, soprattutto trattate così sommariamente (quattro paginette scarse). Sempre meglio delle bio delle band, comunque... Ma insomma, è proprio da buttare questo Sounds of Underground vol.1? No. Assolutamente no. Perchè, per fortuna, dentro il cd c’è ottima musica, tutti brani inediti molto ben suonati e ben prodotti. Per cui il filo conduttore è stato davvero la qualità delle band (poche le eccezioni): onore al merito di chi le ha selezionate. E di chi ha avuto il coraggio di pubblicare una compilation senza chiedere una lira ai musicisti, cosa rara di questi tempi. Ancora più rara considerando che tutti, emergenti e guests, hanno registrato nello stesso studio, il Real Sound di Milano. Il cd allegato contiene dunque 23 brani, dei quali 16 di gruppi della sotterranea scena punk, garage e rockabilly e 7 di band più note: per la cronaca Gerson, Thee S.T.P., Duracel, Temporal Sluts, Club 27 con Nico dei Gaznevada, The Crooks e Rappresaglia. Citiamo in ordine sparso i migliori episodi del disco: sul fronte punk vero e proprio si segnalano i compattissimi Fact Of Tuxedo e gli Ex Monroe, su quello rockabilly i Bermudas con la sbarazzina La Donna Per Me e i filologici Starlighters con Souper Trouker. E ancora l’hardcore dei Donald Thompson, il garage-funk dei Retrolove, il surf dei The Wavers e il folk-punk alla Flogging Molly dei Como Lake Rovers. Tra le prove dei guests, da ricordare senz’altro I Hate dei Rappresaglia e Annie dei Thee S.T.P. Una bella raccolta in fin dei conti, pensata e curata nel dettaglio, che si staglia perciò dalla media delle compilation di punk italiane. Peccato doverla promuovere solo a metà e non a pieni voti, vista la scelta editoriale di presentarla come un libro, forse per garantirle maggiore attenzione da parte degli addetti ai lavori. I quali però non amano particolarmente questo tipo di furbate..

Silvio  Bernardi  


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http://www2.troublezine.it/reviews/15781/vvaa-sounds-of-undergroun...

VV.AA., SOUNDS OF UNDERGROUND, VOL. 1 A cura di ManuelSensible, 27 febbraio 2011

VV.AA. Vololibero Edizioni

Bella iniziativa, quella dietro questo "Sounds Of Underground": è una raccolta di pezzi di gruppi emergenti, affiancati ad altri più affermati; più di un'ora di musica e un libro allegato; il tutto interamente dedicato alla musica underground, quindi il plauso a questa idea è d'obbligo.. Da un lato è un'occasione per i "giovani" di raggiungere un pubblico potenzialmente più ampio del solito, dall'altro i grossi nomi rendono l'acquisto più appetibile per gli appasionati. Dal punto di vista musicale, questo volume 1 è dedicato alle sonorità più punk e rock'n'roll(è prevista per il futuro un'altra uscita, dedicata invece alla scena indie); si spazia dal pop punk all'hardcore melodico, dal punk'n'roll al garage, arrivando perfino al surf o al rockabilly. Le registrazioni sono ottime, come è giusto aspettarsi, nota di merito per i pezzi di

Donald Thompson e The Doggs. Il libro, infine, è una vera chicca. Ci sono schede per ogni band presente, con tanto di foto, discografia, e mini-biografia; quest'ultima affidata alla band stessa. Se da un lato ciò rende il tutto un po' eterogeneo, dall'altro dà la possibilità di valutare la band non solo per la musica, ma anche per quello che scrive. Tutto ciò è accompagnato da un'introduzione di Paola Maugeri, da una bella prefazione scritta da Marco Philopat, da una breve nota sui Real Sound Studios (teatro delle registrazioni di tutte le canzoni). La chiusura del tutto è stata affidata ad un "vecchio rocker underground degli anni '70", Giancarlo Galli, che partendo da domande inviate ai gruppi cerca di fornire un'analisi conclusiva. Che risulta però un po' pretenziosa, dato che la compilation è dedicata al punk, ma lo scrittore pare non aver mai avuto a che fare con questo movimento, finendo quindi per partire da un punto di vista lievemente anacronistico e per tirare conclusioni poco condivisibili. Ma è l'unica nota lievemente stonata della compilation. Tracklist: 01 - Bermudas – La Donna Per Me 02 - Black Star Furies – Dream Alone 03 - Como Lake Rovers – Friday Night 04 - Donald Thompson – Two For One 05 - Ex-Monroe - Mission 06 - Fact Of Tuxedo – Bleeding Smile 07 - Fritty Propaganda – Deo Optimo Maximo 08 - Raggi Ultraviolenti - Ipocrisia 09 - Melt Inside – You And Me 10 - Retrolove - Retrolove 11 - Starlighters – Souper Trouker 12 - The Bleekers – Bagno Sei 13 - The Doggs – Pause Drug 14 - The Snookys – Donʼt Let Me Come Undone 15 - The Wavers – Surfers Rule 16 - Tigers Of Mompracem – I Belong To The Fire I Breathe 17 - Club 27 + Nico Gaznevada – Telepornovisione 18 - Duracel - California 19 - Gerson – La Finestra Del Cesso 20 - Rappresaglia – I Hate 21 - Temporal Sluts – Love Is Dog From Hell 22 - The Crooks – Second Chance 23 - Thee S.T.P. – Annie

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ALIAS 30 APRILE 2011


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Interviste: una breve chiacchierata con i Retrolove. Creato il 11 novembre 2011 da Sonofmarketing

I Retrolove sono stati protagonisti e vincitori del nostro spazio dedicato alla musica emergente Pleasures of Unknown. Li abbiamo intervistati per farvi sapere qualcosa in più su di loro. Prima dell'intervista però, ecco qualche nota biogarfica per rinfrescarvi la memoria.

I Retrolove si m uovono sinuosamente preceduti dai decibel. Riff ipnotici, ritmiche rotolanti, un sound che gratta acido e potente. È rock alternativo, se vuoi garage e striscia underground, ma alza la testa. Sui palchi da giugno 2009. Un anno di live tra i principali club milanesi, la Lombardia, Torino, Bologna. Surfer’s Den, Black Hole, East End, Legend54, Blueshouse, Barrio’s Café, Land of Live, Velvet club, Ligera. Show energici, sudati: veri. I pezzi crescono, si provano sulla pelle del pubblico, prendono forma e aumentano.La band guadagna la vittoria del primo contest di oozer.com, le aperture per Nina Zilli e per i Linea77. La dimensione dei Retrolove è questa: un palco, l’impianto tirato al limite, le teste che vanno su e giù, i corpi che si muovono spinti dal ritmo. Un EP autoprodotto nel 2009, per fissare le idee. Il brano Retrolove registrato per la compilation Sounds of Underground vol.1. Un promo cd, "This Is Nothing New" di 9 pezzi nel 2010, per far girare il nome e il sound.

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Ed ecco a voi l'intervista. Buona Lettura! 1) Partiamo dalla dimensione live. La vostra band nasce e si è fatta conoscere soprattutto con le esibizioni dal vivo. Avete aperto artisti come Nina Zilli e Linea 77. Com'è stata quell'esperienza? E com'è il vostro approccio al live rispetto alle esecuzioni in studio? Zimo : Sì la nostra dimensione è quella e lì continuiamo a dare il meglio: siamo una band live. Ci piace sudare e quell’intensità che c’è solo quando le vibrazioni vanno dirette da te a chi ti ascolta. Mettere su disco l’esperienza dei live è come una seduta dall’analista: capisci la strada che hai fatto fin lì, vedi il tuo lavoro da fuori, come ci sei arrivato e come può crescere in futuro. Lorenz o: Se p er tanti l'obiettivo è arrivare a produrre un disco, per noi invece è suonare in giro il più possibile e creare nuovi fan. Lost: Aprire le serate per band più famose o molto diverse dalla nostra è sempre stimolante, sia per l’impatto con un pubblico magari lontano dalle nostre sonorità, sia per la possibilità di testare realmente la band, per capire se si è in grado di rendere anche a quei livelli!

2) Sempre per quanto riguarda il live avete partecipato al progetto cinematografico "Subito dopo il tramonto, un attimo prima dell'alba". Raccontateci di quest'esperienza. Lorenzo: creare una soundtrack è un lavoro stimolante e difficile. C'è il rischio di non realizzare un prodotto non all’altezza delle grandi produzioni a cui il pubblico è abituato. Di qui la scelta di realizzare la colonna sonora facendo quello che ci viene meglio: il rock.

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Lost: Siamo molto curiosi di vedere come la nostra musica influenzerà le immagini e, viceversa, come noi ne saremo influenzati! Marco: La sinergia con Eugenio (il regista) è stata reciproca, da parte nostra proponendo i nostri pezzi più adatti per il progetto, e da parte sua condividendo atmosfere e scene da sottolineare con la nostra musica. Lost: In generale, interagire con altre forme espressive è sempre positivo, ti arricchisce e suggerisce nuovi sbocchi creativi utili per crescere come musicisti!

3) Il cinema ha qualche tipo di influenza sulla vostra musica? Se si per quali registi o progetti vi piacerebbe collaborare? Zimo: Siamo tutti ingordi divoratori di film. Credo che questo arrivi inevitabilmente nella nostra musica, anche se non so dirti come. Lost: Non è un caso che alla fine ci piacciano registi come Kubrick o Lynch che hanno fatto della musica un elemento fondamentale ed imprescindibile della loro opera. Lorenzo: E poi molti musicisti rock che ci hanno fortemente influenzato come Trent Reznor o Mike Patton sono molto attivi in ambito cinematografico. Marco: Nuove collaborazioni in ambito cinema sarebbero molto interessanti, sia per la composizione di una colonna sonora, che per la realizzazione di un videoclip di un nostro brano. 4) Passiamo al vostro album This is Nothing New. Il titolo stesso dell'album esprime un'autoironia di fondo sulla vostra musica che ha una base forte di grunge rimodellata con le sonorità alternative dell'ultimo decennio. Com'è nato il disco e in cosa vi sentite differenti rispetto a tante altre band che hanno seguito lo stesso percorso musicalmente parlando? Zimo: L’autoironia che hai sentito penso sia un ingrediente fondamentale. Come puoi pensare di fare o dire qualcosa di totalmente nuovo oggi? Per noi il punto è fare quello che sentiamo in modo spontaneo, sincero e potente. Incontriamo spesso una certa supponenza o pretese autorali in altre band, ma questo non fa che renderci isole in competizione ed è un peccato. Alla fine è rock n roll: più siamo più facciamo casino, no? Marco: Oggi nella musica l’apparenza spesso supera la sostanza. Con questo disco non vogliamo venderti il nuovo sottogenere indie dei prossimi anni fine a se stesso, “non c’è niente di nuovo” ma forse c’è bisogno proprio di questo, più sostanza. Lorenzo: Veniamo da lì come ascoltatori e musicisti: il rock USA e inglese degli anni '90. C'è l'approccio ruvido del grunge, il sound leggero del brit-rock, la potenza e la voglia di mischiare sonorità dell'alternative-rock americano. Lost: I nostri brani nascono dalla passione e dal piacere di suonare assieme, non è scienza, è rock and roll, senza progetti o calcoli, conta solo prendere gli strumenti e suonare!

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5) Come potrebbero evolvere le vostre sonorità nei vostri prossimi lavori? C'è qualcosa che avete ascoltato nell'ultimo periodo che vi potrebbe influenzare nelle prossime composizioni? Zimo: Fissare un anno e mezzo di live e pezzi su disco ci sta aiutando a definire il nostro sound e lo stile della composizione. È stato un nuovo punto di partenza, abbiamo capito cosa ci piace, cosa potrebbe funzionare meglio e cosa è meglio perdere per strada. Stiamo lavorando a un bel po’ di nuove canzoni, le buttiamo il prima possibile alla prova del fuoco dei live per vedere se reggono e che feeling hanno. Lost: C’è sicuramente il desiderio di alzare il livello per fare in modo che la gente, ascoltandoci, possa dire “Cavolo, ci sanno fare, senti che energia!!!!”! Lorenzo: Abbiamo imparato un paio di buoni test: le canzoni nuove vanno provate live e devono essere facili da suonare anche solo con una chitarra acustica. Marco: Al momento stiamo lavorando su cose nuove e giusto per trovare dei termini di paragone possiamo dirti che non mancheranno anche riferimenti alle colonne sonore anni 70... 6) Passiamo ai testi. O meglio alla lingua dei testi. La scelta dell'inglese è data dal semplice fatto che l'italiano non si adatti alla musica che fate oppure perché vi riesce meglio esprimere i concetti con un'altra lingua? Zimo: è venuto così di getto, senza particolari ragionamenti. Da qualche live a questa parte è capitato che il pubblico ci chiedesse di provare a svoltare all’italiano. Potrebbe essere una sfida interessante mantenere il tono e la costruzione dei nostri testi anche in italiano. Chissà, restate in ascolto.

7) Con quali gruppi/artisti vi piacerebbe collaborare in futuro sia a livello di grandi band affermate, sia per quanto riguarda realtà meno sconosciute? Lost: se posso sognare ti dico che un’eventuale collaborazione con un grande produttore straniero affermato sarebbe il massimo! Godrei nello scoprire cosa potrebbe tirare fuori da noi un produttore del calibro di Brendan O’Brien. Marco: In italia Ministri, Serpenti e Bud Spencer Blues Explosion. Per l’estero i nomi sono tanti, ma Arctic Monkeys, The Hives, the Strokes, Foo Fighters... L’idea di aprire una data per questi artisti sarebbe veramente una grassa. Lorenzo: nel nostro piccolo, vorrei trovare un piccolo manipolo di band underground e un buon manager per riuscire a creare una 'scena', un clan, un gruppo di persone che ha voglia di sbattersi per creare occasioni per suonare insieme e portare in giro un po' di rock n' roll. E' più difficile di

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quello che sembra, con l'individualismo che imperversa nell'underground oggi.

8) Bolle qualcosa di nuovo in pentola? E quali saranno i vostri prossimi appuntamenti live? Zimo: Be’ il progetto della colonna sonora è la cosa più nuova che ci è capitata. Appena avremo un bel numero di pezzi nuovi che ci convincono probabilmente proveremo a metterli su disco, magari nel frattempo con il supporto di una produzione o anche solo di un management. Le date live non mancheranno e su quelle continuiamo a lavorare principalmente. Ora abbiamo il 4 novembre al black hole, il 18 novembre all’Arci Agorà di Cusano Milanino e poi il 17 dicembre al Ligera. Per tutte le prossime date e novità comunque tenete d’occhio il nostro facebook: www.facebook.com/loveretrolove Nicola Orlandino Mi piace

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Sounds of Underground Vol 1 - Rassegna stampa  

Sounds of Underground Vol1 AAVV a cura di Claudio Fucci

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