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27 febbraio 2013

Chiedi cosa  era  il  Crisco  Disco  (FOTO) L' Huffington Post | Di Barbara Tomasino Pubblicato: 26/02/2013 14:57 CET | Aggiornato: 26/02/2013 14:57 CET

“Il camp non dice che il buono è cattivo o il cattivo buono. Quel che fa è offrire all’arte (e alla vita) un codice diverso e supplementare… Incarna la vittoria dello stile sul contenuto, dell’estetica sulla morale, dell’ironia sulla tragedia”. Questa la definizione di Susan Sontag in un estratto del 1967 del termine camp, riportata dallo scrittore Gianluca Meis all’interno di un suo scritto inserito nel saggio, dal 27 febbraio nelle librerie, di Luca Locati Luciani: Crisco disco – Disco music & clubbing gay negli anni ’70-’80 (ed. Vololibero). Partire dal termine camp per parlare della diffusione della disco music - solitamente identificata ai suoi albori con i club gay - in Usa e in Italia, ha senso per sottolineare una smaccata sensibilità per l’arte in g enerale che riesce a cogliere l’ironia che si cela nella esasperata teatralità della cultura disco originale. Nel suo libro Luciani fa un excursus di luoghi, città, locali, personaggi, che danno vita ad una moda planetaria (complice anche l’industria del cinema, che con La febbre del sabato sera del ’77 ha reso il fenomeno popolare a livello di massa, anche al di fuori dell’ambiente gay/trendy di città come New York e San Francisco), ma che soprattutto nel fasto, nel citazionismo, nell’esagerazione di look, trucco e movenze, ha trovato il comune denominatore di un sentire condiviso. E se la scelta di Crisco disco (club della Grande Mela che aveva preso in prestito il nome da una nota marca di margarina), come titolo dell’opera, rimanda strettamente all’ambiente dei locali gay di New York degli a nni ’70, il volume analizza con efficacia come anche la più nota e sfavillante discoteca di sempre, lo Studio 54, avesse orientato gran parte del proprio gusto musicale e scenografico sulle tendenze dei club gay dell’epoca. Personaggi contemporanei come Blondie, Gloria Gaynor, Grace Jones e star del passato come Judy Garland, Bette Davis e Mae West, divengono le icone indiscusse della sottocultura GLBT che si forma – attraverso una consapevolezza sociale, politica ed estetica – proprio in quegli anni. Dj come Tom Savarese, Tom Moulton (pioniere dell’arte del remix), Nicky Siano, Bobby Guttadaro, infiammavano le piste dei club gay sperimentando nuove sonorità che – lontane dalle mollezze psichedeliche intrise di messaggi d’amore e pace del decennio precedente – pescavano nella cultura black, sopra ttutto l’R&B e il funk, a cui si sovrapponevano lussureggianti orchestrazioni e cori bianchi, così da creare un impasto denso, sensuale e zuccheroso al contempo, che via via aumentava il proprio ritmo alla disperata ricerca della serata perfetta. Da locali più estremi e prettamente legati all’ambiente GLBT (le saune St. Marks Baths, il Mineshaft) a quelli misti, con un target altolocato e piuttosto s elettivi (il già citato Studio 54, Le Jardin, The Pines, Ice Palace), tutto il tessuto urbano di New York e dintorni ha segnato la mappa delle nuove tendenze, attenenti alla musica e al gusto, facendo da trampolino di lancio per le sperimentazioni di San Francisco, Philadelphia, Londra e persino l’Italia, che con il club Tabù di Cattolica esporta e commercializza un “prodotto” americano di enorme suc cesso. Ma il libro di Luciani - al di là delle luci stroboscopiche e dei lustrini sulle giacche – ripercorre anche alcune tappe fondamentali per la nascita di un movimento che reclama i diritti base di una comunità troppo a lungo soggiogata e umiliata, come la creazione dell’ARCI Gay Palermo (primo in Italia) che venne formalizzata nell’82 con un congresso nazionale, un chiaro segno che i tempi stava no ormai cambiando.

Oh, la  disco  music

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Crisco Disco Luca Locati Luciani (Vololibero - pp. 301, euro 20,00)

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28 febbraio 2013 Di Franco Capacchione Parli di un genere musicale e finisci per raccontare storie di vita. Può succedere un po’ per tutti gli stili che si esprimono anche grazie alle sette note. Ma la resa è ottima se decidi di raccontare la disco music tra gli anni ’70 e ’80. In particolare, se vuoi raccontarla dal punto di vista del mondo gay, internazionale e nazionale. Luca Locati Luciani non è un giornalista musicale, ci tiene a precisarlo. Lui è un archivista, un catalogatore, un ricercatore di tracce del passato. Nel mondo gay, nelle sue culture. Questo libro è un testo documentato e pure onesto nel riferire le fonti utilizzate. Racconta cosa ha significato la disco per i movimenti di liberazione omosessuale, gli artisti protagonisti della scena, quelli che hanno fissato i canoni e gli altri che li hanno superati. Parla della musica, ma puntando al valore che quei suoni e quelle parole hanno avuto nel cambiare o nel corrispondere al sentire omosessuale. Soprattutto, attraverso pezzi, album, voci, Locati Luciani racconta i locali che li hanno resi classici, le persone che vi sono passate, alla consolle e in pista. Locali nati negli Stati Uniti e in Europa, certo. E qui viene pagato il giusto tributo a libri come Love Train e Last Night a Dj Saved My Life che hanno raccontato quel mondo, quel suono. Ma la parte forse più gustosa è quella dedicata alla scena italiana. Perché nelle pagine che raccontano le realtà di clubbing delle città italiane, c’è molta storia patria gay: i primi movimenti, figure storiche e fondamentali come Alfredo Cohen e Mario Mieli, molti ricordi in interviste storiche come quella a Ivan Cattaneo, che prima di diventare cantore del revival anni ’60 è stato figura all’avanguardia con dischi belli e totalmente fuori dal coro. Chiuso il libro, la disco music resta quasi sullo sfondo ed emergono atmosfere, ambienti, indirizzi di luoghi che in Italia hanno fatto la storia delle notti in bianco. E questo libro diventa una sorta di amarcord anche per gente non più giovanissima, che in quei decenni sgambettava già a ritmo. Non necessariamente gay. Basta aver avuto, almeno ogni tanto, la curiosità di immergersi in un mondo che, ballando in pista, cambiava i codici. Tra le mura di una discoteca e, propagandosi nell’aria, anche fuori, nelle strade.

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CRISCO DISCO.  DISCO  MUSIC  & CUBBING  GAY  NEGLI  ANNI  ’70  -­  ’80  -­ LUCA  LOCATI  LUCIANI di  Mario  Bonanno  -­  28-­02-­2013    

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Sono stato   ragazzo   ai   tempi   della   "Febbre   del   sabato sera",   so   di   cosa   stiamo   parlando:   luci   stroboscopiche, musica   a   palla,   edonismo   a   mille   e   notti   brave.   Come se   non   bastasse   -­   anni   dopo   -­   ho   pure   scritto   un   libro dedicato   alla   “madre”   di   tutte   le   discoteche   a   venire   (si intitola  “Piper  Club”,  il  nome  vi  evoca  qualcosa?).  A  ogni buon   conto   sarà   bene   che   ve   la   dica   tutta:   non   ha funzionato.   Sarà   che   sono   nato   vecchio   ma   ho   sempre preferito   l’impegno   al   disimpegno,   l’austerità   alla baldoria   e   –   di   conseguenza   –   le   ballate   folk-­soft   dei cantautori  al  mix  funk-­soul  a  contenuto  zero  della  dance music.   Confesso   di   essermi   addentrato   nella   selva affatto   oscura   (sfavillante   direi,   au   contraire)   di   “Crisco   Disco.   Disco   Music   & Clubbing   gay   negli   anni   ’70-­   ‘80”   (Luca   Locati   Luciani,   VOLOlibero,   2013)   per mera   curiosità   antropologica,   in   altre   parole   senza   quello   spleen   di   fondo   che   di solito  accompagna  le  mie  letture  incentrate  sul  tempo  che  fu  (nostalgia,  nostalgia canaglia,  cantava  qualcuno).

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Trecento pagine  giuste  giuste,  fitte  di  storia,  riti,  dischi,  mode,  colori,  che  fanno le   pulci   al   mondo   gay   e   al   suo   legame   intrinseco   con   il   “fenomeno”   disco.   Dal cuore  alla  fine  degli  anni  Settanta  (con  prodromi  e   incursioni  anche  nei  Sessanta e  Ottanta  del  secolo  scorso),  spaziando  a  tutto  campo  (alla  Tardelli  di  una  volta,

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per rendere   l’idea),   tra   USA   e   Italia,   storico/esotici   anfratti   danzerini   della cultura   GLBT.   Per   le   inclinazioni   musicali   di   cui   sopra,   particolarmente   ghiotta   si è   rivelata   la   sezione   del   libro   destinata   alla   scena   italiana,   dentro   la   quale   ho ritrovato   i   must   del   Renato   Zero   en   travesti   (“Mi   vendo”,   “Triangolo”, “Sbattiamoci”),   le   rivendicazione   omo   dei   primi   Cristiano   Malgioglio,   Ivan Cattaneo  e  Alfredo  Cohen,  e  finanche  i  sensi  multipli  e  nascosti  (ma  non  troppo) delle  canzoni  di  Rettore. “Crisco   Disco”   è   un   libro   dalla   faccia   tosta   e   la   fruibilità   molteplice:   qualcuno potrà   leggerlo   come   un   amarcord   sul   decennio   della   lotta   e   dell’ebbrezza;; qualcuno   come   un   manifesto   sociopolitico   mascherato   da   excursus   storico   e   di costume   (anche   per   via   della   copertina   pop,   mi   ha   fatto   spesso   ripensare   a   “Un week   end   post-­moderno”   di   Tondelli);;   qualcuno   -­   ancora   -­   come   il   romanzo-­ saggio   di   una   generazione   in   tiro   (finché   non   ha   sbattuto   il   muso   contro   l’AIDS), redatto   in   forma   sapida,   intersecando   il   glamour   come   il   camp,   in   un assemblaggio   di   luoghi,   performance,   evoluzioni,   eroi   e   anti-­eroi   della   galassia GLBT,  sostenuti  da  un’iconografia  ad  hoc  di  immagini  b/n. In  generale,  non  cambiato  di  una  virgola  la  mia  idea  sulle  discoteche  (nemmeno in  catene  riuscirete  mai  a  infilarmici  dentro),  ma  “Crisco   Disco”   è   fuor   di   dubbio interessante,   non   fosse   altro   per   l’aria   cosmopolita   che   sbandiera   con   la nonchalance   degna   di   una   drag   queen   e   la   prosa   che,   a   tratti,   frizza   e   zampilla accattivante  come  Coca  Cola.

Tags: Recensioni  di  libri,  Uno  scrittore  ci  racconta  un  libro...,  Musica,  Recensioni  di  libri  2013

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Perchè i gay amano la disco music? Crisco Disco ne studia il fenomeno 27 febbraio 2013 di Francesco Paolo Catalano

Gay loves Disco

Diana Ross, 1980


Dietro molti luoghi comuni si celano delle storie senza la conoscenza delle quali l’unico rischio è quello del pregiudizio. Un esempio è l’elenco di molte celebrities della disco music divinizzate come gay icon: Diana Ross, Gloria Gaynor, Donna Summer, Grace Jones, Madonna, senza tralasciare Amanda Lear e Raffaella Carrà. Andare a ballare può essere, per molti adolescenti, un modo per vivere le prime cotte e dare espressione alla propria definizione di sessualità. Le dance floor statunitensi di fine anni 60 hanno segnato l’incontro tra la “cultura nera” musicale dell’R&B e del funk, e l’origine della storia del movimento LGBTQ, più di un banco scolastico, più un muretto adolescenziale, se si pensa che nel ’69 accade l o Stonewall Riot e i travestiti che si ribellarono – per primi – alle violenze della polizia, ballavano la disco music. Crisco Disco – Disco music & clubbing gay negli anni 70 e 80 – è un romanzo uscito oggi, 27 febbraio 2013, per la Volo libero edizioni. L’autore, l’italiano Luca Locati Luciani, racconta di questa coincidenza e influenza reciproca tra la nascita della disco music e la storia dell’attivismo LGBT. Un genere musicale targato USA che si è evoluto nei decenni e tra i paesi – tra cui l’Italia – diventando HINRG negli States degli anni 80 e “italo disco” nel nostro paese; in entrambi i casi, la disco music è stata la colonna sonora dei primi gay clubbing, influenzando l’arte contemporanea, la moda, il cinema: La febbre del sabato sera ha reso l’abito bianco di John Travolta un feticcio pop della disco music.


Crisco Disco, dal nome della celebre discoteca di Manhattan, è una crono-storia dettagliata su un fenomeno di costume ancora vivo, su una parte fondamentale della “cultura gay”. Luca Locati Luciani, con la partecipazione di Gianluca Meis, presente con un saggio – Camp – sulle specificità e differenze tra gli USA e l’Italia che ballano la disco music, racconta di atmosfere e avvenimenti “street”, da strada, con un fare da collezionista di fatti e ricordi che altrimenti sarebbero restati custoditi solo nella memoria di qualcuno. Studio 54 Photogallery


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http://www.queerblog.it/post/50 175/crisco-disco-la-passionedei-gay-per-la-disco-music

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http://www.seroxcult.com/book/890-luca-locatiluciani-crisco-disco-con-un-saggio-sul-camp-digianluca-meis.html

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http://www.xtm.it/DettaglioLibriDvd.aspx?ID=13985

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UPFRONT

Sensation Source of Light Sabato 13 aprile 2013 Unipol Arena Casalecchio di Reno (BO) Apertura cancelli ore 20, inizio spettacolo ore 22 Biglietti esauriti sensation.com

SENSATION ITALIA: ECCO LA CONSOLLE Prosegue il conto alla rovescia verso la prima edizione italiana di Sensation White, sottotitolato “Source of Light”. Venerdì 15 marzo, con una conferenza stampa/workshop, alla quale era presente DjMag Italia con un suo giornalista in qualità di relatore, è stata infatti annunciata la consolle ufficiale della manifestazione in calendario sabato 13 aprile all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno, Bologna. Come sempre gran maestro di cerimonia sarà Mister White, che sarà affiancato dal nostro dj Rivastarr – come già anticipato dalla nostra rivista sul numero scorso – e da Mark

Knight, Sunnery James & Ryan Marciano e Tim Mason. La politica di Sensation di svelare sempre e soltanto quasi all’ultimo i propri line-up si spiega con il doveroso alone di mistero che deve contrassegnare eventi di questa portata, così come non va dimenticato che Sensation non è un semplice festival né un party come gli altri, ma si stacca da tutto quanto per la grande importanza che riesce a conferire alle scenografie, agli spettacoli che ne fanno una sorta di Cirque su Soleil declinato in forma dance. Il dress code poi fa la differenza, omologando nell’accezione positiva del termine

DJS WITHOUT BORDERS

Ragazzi poco più che ventenni, con una forte passione per la musica e la convinzione che questa possa essere uno strumento di comunicazione e svago per aiutare chi vive situazioni poco fortunate, hanno deciso di dar vita ad un’associazione “no profit”, che gira il mondo e organizza incontri in orfanotrofi, centri per disabili, comunità, carceri minorili e ovunque ci sia bisogno di svago ed evasione dalle difficoltà e dai problemi della vita quotidiana, anche solo per una sera. Lo si evince dalle parole di questi “dj senza frontiere”, quando chiediamo loro qual è lo scopo di questi incontri. “Educare ed avvicinare tutti gli interessati a questo mondo, ma anche e più “semplicemente” divertire e regalare momenti di felicità e leggerezza a chi ne è alla ricerca.” Si sentono troppo spesso fatti di cronaca – risse, consumo e spaccio di stupefacenti… – venire associati come automaticamente alla musica dance e al mondo della notte, a quelli che dovrebbero essere semplici momenti di divertimento e aggregazione. Come mai avviene tutto ciò? Perché sempre più ragazzi hanno bisogno di “sballarsi” per potersi divertire? Parte da queste domande la mission dei “DJs without borders”. Per loro è importante andare oltre e capire come tutto nasce con l’educazione e la cultura. È importante in Italia, come già è in altri paesi, creare una vera e propria “club culture”, educare i giovani alla cultura legata a questo genere, valorizzando gli elementi musicali ed approfondendo quelli aggregativi ed empatici che tale esperienza contiene. Il progetto cerca di raggiungere lo scopo passando da incontri in cui i partecipanti vengono “iniziati” con lezioni teoriche seguite poi da lezioni pratiche e trovano spazio anche per momenti di condivisione e creatività: i ragazzi hanno modo di raccontare le loro esperienza passate, proporre idee e suonare.

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tutti i partecipanti, ai quali bastano due indumenti bianchi per potersi sentire “persona tra la gente”, come recitava un fortunato slogan pubblicitario degli anni ottanta. L’aspetto più positivo della situazione resta senza dubbio l’approdo in Italia di un evento che fa proseliti in tutto il mondo, e che come Time Warp ci consente di non sentirci ai confini dell’impero dance. Resta da ricordare che i biglietti per Sensation risultano esauriti da parecchie settimane, il sold out resta la miglior forma di marketing e comunicazione per qualsiasi manifestazione. DAN MC SWORD

CRISCO DISCO

La discomusic e il clubbing gay tra gli anni ‘70 e ’80 rivivono in “Crisco Disco” (Formato: 14 x 21; 308 pagine b/n; Prezzo: € 20,00; ISBN: 9788897637097, Vololibero Edizioni; Distribuzione NdA), un compendio musicale nelle librerie da una manciata di settimane e scritto da Luca Locati Luciani. Nel volume, tutto sul suono (hi-nrg e non, sino ad arrivare ai primi vagiti della house music) che grazie al clubbing gay negli Usa e in Italia ha rivoluzionato il mondo della notte (e non solo quello). Avvincente come un romanzo, il libro narra di come spesso il mondo della notte si sia intrecciato all’universo GLBT nordamericano e non, per evolversi nel corso degli anni in nuove esplorazioni sonore e culturali. Corredato da interviste ai protagonisti di quell’era, come Alan Jines, JD Doyle, Robbie Leslie, Stanley Stellar, Bruno Casini, Corrado Rizza, Paolo Rumi, Vittorio Lucidi, Daniele Baldelli e Ivan Cattaneo, include un saggio sul “Camp” di Gianluca Meis. Ma chi è Luca Locati Luciani, autore di “Crisco Disco”? Nato a Carrara nel 1976, dopo la maturità classica, si dedica ad esperienze teatrali come attore, tra queste ‘La Locandiera’ di Goldoni (98-99) con la Compagnia dei Borghi di Parma, mentre nel 2000 cura la regia di un adattamento da ‘Loretta Strong’ di Copi, andato in scena a Pisa al Festival di Teatro e Cinema GLBT A.M.O.R.I. Luca ha collaborato alla rivista culturale ‘Il Libro Volante’ (2006 2007) e al sito di ricerche sulla storia GLBT www.culturagay.it. Da tempo sta creando un vasto archivio di materiale storico GLBT (libri, foto, stampe) con la speranza di poterlo, in futuro, aprire al pubblico, creando magari una fondazione. Info su vololiberoedizioni.it RICCARDO SADA

www.djmagitalia.com


http://www.pianetagay.com/crisco-discouna-ricerca-storica-musicale-eculturale-lgbtinternazionale/#.UUmDDle6z3O

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http://www.dasapere.it/in-evidenza/arriva-crisco-disco/

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http://www.loudvision.it/musicanews-crisco-disco-sabato-13aprile-a-milano--5805.html

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http://blog.graphe.it/2013/04/29/crisco-discodi-luca-locati-luciani-recensione-a-mo-dicronaca


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http://svolgimento.blogspot.it/2013/04/tema-criscodisco-di-luca-locati.html


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http://www.pianetagay.com/crisco-disco-una-ricerca-storicamusicale-e-culturale-lgbt-internazionale/#.UWAxSsoejnN


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http://www.finzionimagazine.it/e xtra/cunnilibrus/from-disco-todisco/


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https://lucarota.wordpress.com/recensioni/luca-locati-luciani-crisco-disco-disco-musicclubbing-gay-negli-anni-70-80-vololibero/


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http://portalegiovani.comune.fi.it/pogio/jsp/portalegiovani_urw_webzine.jsp?ID_REC=13079


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http://www.wr8.rai.it/dl/webradio/site/news/ContentItem-251e98f1-91ee-492f-868414e496897ffd.html


http://www.cinemagay.it/dosar t.asp?ID=29427


http://lucarota.wordpress.com/recensioni/luca-locatiluciani-crisco-disco-disco-music-clubbing-gay-neglianni-70-80-vololibero/


http://www.milkmilano.com/?p=4836


http://www.dapasserella.it/?p=5013&preview=true


LuiMagazine Maggio 2013


http://www.mariomieli.net/crisco-disco.html


http://tonyface.blogspot.it/2014/01/crisco-disco-diluca-locati-luciani.html


http://www.deliriprogressivi.com/8/post/2014/03/crisco-disco-disco-music-clubbing-gay-70-80di-luca-locati-luciani.html


http://www.deliriprogressivi.com/3/post/2014/03/al-via-il-progetto-crisco-sound-mix-tape-nelnome-di-crisco-disco.html


http://amedit.wordpress.com/2014/03/31/crisco-disco-disco-music-clubbing-gay-negli-anni-7080-intervista-a-luca-locati-luciani/


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» Cultura » La disco music ha liberato l'orgoglio gay?

La disco music ha liberato l'orgoglio gay? Martedì 10 Settembre 2013 di St efano Bol ogni ni @omosofia Consiglia 56 persone consigliano questo elemento. Consiglialo prima di tutti i tuoi amici.

Dai Village People a Ivan Cattaneo, sotto le luci stroboscopiche si è liberato l'orgoglio gay. Lo racconta Crisco Disco la prima ampia analisi tutta italiana sul legame tra disco music e omosessualità L'accensione delle prime luci stroboscopiche arcobaleno, insieme a tutto il piacere di ballare uomo-uomo o donna-donna e conoscersi in pista al rombo della disco music, hanno trovato finalmente la dignità di essere raccontati nel libro Crisco disco, Disco music & clubbing gay tra gli anni 70 e 80 (ed. Vololibero, 20 €) dell'esordiente Luca Locati Luciani. L'analisi, minuziosa e addirittura sovrabbondante nell'offerta di dati, particolari, storie e sensazioni, restituisce onore alle note che hanno fatto ballare generazioni di omosessuali, dalle prime pionieristiche discoteche di New York, con i Village People ancora velati, fino a quelle italiane con l'esuberante e dichiaratissimo Ivan Cattaneo. E proprio le discoteche, brano dopo brano, favorirono l'aggregazione di una comunità omosessuale politicamente consapevole e finalmente in grado di rivendicare libertà, visibilità e fierezza con i movimenti di liberazione omosessuale. Perché danzare e sedurre sono stati, tra gli anni Sessanta e Novanta, per omosessuali e lesbiche una tra le strade per conquistare quella libertà di espressione che era loro negata e amare non più al buio bensì alla luce artificiale dei locali pubblici. Facciamoci allora un giro in pista con l'autore. Consiglia

E' vero, come si sente ripetere spesso, che la disco music l'hanno inventata i gay? Solo parzialmente. La disco nasce nelle comunità latine, nere e anche gay nel nord degli Stati Uniti, già sul finire degli anni Sessanta. I movimenti di liberazione per le persone di colore e i nascenti movimenti di liberazione gay - ma direi per esteso LGBT - fanno sì che nascano luoghi d'incontro nuovi e visibili per gruppi sociali da poco "liberati", o in via di emancipazione, dopo secoli di oppressione. In discoteche, bar o saune gay dj pionieristici creano mix di brani soul e rock che, fusi insieme, daranno vita ad un sound che sarà chiamato "disco". Questo in grandi metropoli statunitensi come New York, specie dopo il 1971 anno di abrogazione dell'odiosa legge che impediva a persone dello stesso sesso di ballare insieme, Philadelphia e San Francisco. Il tuo "Crisco disco", una sintesi del legame tra musica disco e liberazione gay. Puoi anticiparci qualcosa? Il rapporto è chiaro sin dal 1969, anno della rivolta davanti al bar Stonewall Inn, in Christopher street, New York, che dà vita ai moderni movimenti di liberazione gay. Gli stessi clienti che frequentavano il bar, e che avevano dato vita alla protesta, erano anche habitué delle prime discoteche gay, anche se qui la parola gay non vale in tutti i casi, molti di

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ABBIAMO PARLATO DI... "Rosa Cenere", la mostra bolognese per ricordare l'Omocausto 27 Gennaio 2014 in Style


questi locali non erano per soli uomini, altri ancora erano solamente "friendly". Persino gruppi di liberazione LGBT post-Stonewall come la Gay Activists Alliance, non disdegnavano organizzare feste con gli stessi dj a cui accennavo prima. Il corpo, il ballo, la pista illuminata di una discoteca assumono così per gay, lesbiche, travestiti e transessuali, neri e latini una connotazione anche "politica".

Primo monumento in Israele per le vittime omosessuali del nazismo 10 Gennaio 2014 in Attualità Il mito di Lord Byron rivive nella biografia di Vincenzo Patané

E come erano le prime disco gay? Erano luoghi dove si poteva ballare liberamente, pomiciare, fare sesso, stare uno vicino all'altro, tutto questo in locali pubblici a volte persino sfarzosi. Tutto questo non era così scontato solo pochi anni prima... Pensa che fino al 1971 molti locali da ballo newyorkesi frequentati da gay avevano spesso la polizia piazzata all'esterno per controllare che non venisse violata, per esempio, la legge sul ballo di cui accennavo prima. I ballerini erano così costretti a ballare formando delle lunghissime, e un po' tristi, file indiane...

10 Gennaio 2014 in Cultura Judi Dench magistrale in "Philomena" ma la vita del figlio gay non c'è 23 Dicembre 2013 in Cinema e

Oggi è inimmaginabile... ….dai primi anni settanta il clima mutò improvvisamente, ed in modo rapidissimo. In club come il Crisco Disco di New York, che dà il titolo al mio libro, la frenesia del ballo veniva solo superata dalla quantità di sesso che vi si faceva e ahimè anche dalle droghe. Nel 1977 avrebbe poi aperto lo Studio54, che univa la trasgressione dei nuovi locali gay al glamour del jet set internazionale. Ma lo spirito originario della disco, comunitario e liberatorio, a mio avviso un po' si perse in situazioni simili.

ALTRI ARTICOLI IN CULTURA Gay.it cerca nuovi collaboratori: ecco come candidarsi Mercoledì 12 Marzo 2014

Sesso? Molto e ovunque: dalle prime darkroom come quella del bar J's a New York, alle sempre più numerose saune, sex clubs, bar leather e quant'altro che andavano aprendo in tutte le principali città USA. Tornando alle discoteche, in epoca pre-AIDS , nei templi della disco newyorkesi ma anche europei, succedeva di tutto anche in pista. Nell'italianissimo One Way, in provincia di Milano, la prima darkroom era una tenda che separava blandamente la pista dai baccanali "al buio"...

Nudi (o quasi) sul palco: il divertente ballo di due twink francesi Mercoledì 5 Marzo 2014 Swan Lake Reloaded: Il Lago dei Cigni come non lo avete mai visto

Quali sono stati i nomi più significativi nel panorama della disco music gay? La disco music era amata nei club gay ma non molti musicisti erano gay e visibili. Allo stesso modo, non molti brani affrontarono esplicitamente tematiche gay. I Village People, che adottarono un'immagine gay, anche se i macho baffuti delle grandi metropoli USA non li amavano particolarmente percependoli come "caricaturali". Il gruppo che cantava brani sui luoghi simbolo della comunità LGBT di quegli anni come Fire Island, San Francisco e Key West, non avevano alcun membro dichiaratamente gay. Felipe Rose, l'"indiano" del gruppo, venne scoperto dai produttori Jacques Morali ed Henri Belolo all'Anvil di New York, uno dei locali gay più estremi dell'epoca. Tra gli artisti più amati dai frequentatori dei primi club gay Sylvester, Patrick Cowley, Carl Bean con la sua celebre "I was born this way" che è, in qualche modo un inno di orgolglio gay, o, tra i dj, Robbie Leslie, Steve Fabus e Larry Levan tra i più sinceri sui loro gusti sessuali.

Martedì 4 Marzo 2014 Alone Time: il foto progetto che supera le barriere di genere Lunedì 24 Febbraio 2014 Tutti gli articoli in Cultura

E che rapporto c'era tra un luogo pubblico ma chiuso come una disco gay e l'altra sponda... quella eterosessuale? È indubbio che la disco abbia sdoganato in parte l'immaginario gay presso il grande pubblico in modo sincero e non "fumettistico". All'epoca si sentiva molto parlare delle prime discoteche super trasgressive e frequentate da migliaia di gay che divennero in poco tempo "l'ultima moda del momento". Un po' per tutti. Solo un “discotecaro” poteva scrivere un libro sulla disco music gay. Come ti è venuto in mente... In realtà sono il contrario del discotecaro, mi sento molto più "nerd" o "topo di biblioteca" che dir si voglia... La disco mi è sempre piaciuta, perché non saprei dirtelo, so solo che a cinque anni provavo ad imitare Truciolo ed Heather Parisi che ballavano Disco Bambina... ...chi è senza peccato scagli la prima pietra.... [Ride] ...Solo più grandicello ho cominciato a collezionare memorabilia LGBT vintage, tra vecchi flyers, locandine, foto e altro. Molti riguardano proprio le discoteche, i bar e le saune gay. Non mi piace l'idea di chiudere tutto in un armadio, senza che altri possano godere di quello che ho accumulato nel tempo. Molti luoghi dimenticati nel tempo "rivivono" anche grazie ad un volantino o un biglietto di ingresso. Aggiungi che davvero pochi testi in italiano raccontano le prime discoteche gay e, da saggista principiante, mi sono messo al lavoro. Perché tanto spazio agli Stati Uniti? Lì è cominciata la disco, ma in realtà ho dedicato molto spazio anche all'Italia, per evidenziare differenze o analogie tra le due realtà. Non dimentichiamo che l'Italia è il luogo dove già nei primi anni Ottanta si produce più disco in assoluto, che da noi prende il nome di Italo disco. Già nel 1972 alcune colonne sonore di commedie sexy all'italiana contenevano brani proto-disco... Stai andando un po' troppo lontano. Da noi si ballava con Ivan Cattaneo... Ivan Cattaneo è un esempio del massimo della creatività italiana nei territori al confine tra rock e dance. Alcuni suoi brani come "Boys & Boys" o "Salve O Divina!" sono dei veri e propri capolavori di rock, elettronica, dialetto bergamasco e... tanta "gaytudine". Oltre a lui ho comunque cercato di rintracciare altre figure in qualche modo importanti per la scena gay dell'epoca come Paolo Rumi, conduttore negli anni 80 del mitico programma "L'Altro

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Martedì", su Radio Popolare, Bruno Casini, primo manager dei Litfiba ma anche "animatore" della Firenze alternativa dagli anni 70 ad oggi o Paolo Micioni, leader del gruppo disco italiano Easy Going (il nome del gruppo era ripreso da uno dei locali gay romani più famosi dell'epoca). Ho raccolto la testimonianza di Robbie Leslie, ex dj del Saint e dello Studio54 a New York e di JD Doyle, uno dei massimi esperti di musica con tematiche LGBT e molti altri che scoprirete leggendo il libro. Alla fine gli anni Ottanta sono tramontati così come le grandi discoteche e, solo in parte, le darkroom. Oggi che rapporto c'è tra disco music e comunità gay? Ho l'impressione che sotto le luci stroboscopiche ci sia molta meno spontaneità... sorrisi, baci e perché no, pure palpatine e mano morte... Forse è perché mi sto avvicinando ai quarant'anni e sto diventando più zitella acida... Certo è che in questo momento la priorità per molti gay non è la ricerca, nel bene o nel male, di strade alternative nel sesso, nelle mode, nella musica o nei locali frequentati ma sembra essere quella di seguire un modello più vicino a quello eterosessuale, anche nelle modalità di fruizione di una discoteca. La musica da ballo suonata nei locali gay quindi assomiglia sempre più spesso a quella suonata negli altri club. Quale futuro per la disco music gay? La disco music, intesa come musica da ballo, avrà futuro finché ci saranno persone che avranno voglia di divertirsi. Spero davvero per sempre...

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Top Commentator · Lavora presso Regia Video

Speriamo che un giorno ci sia qualcuno che scriva un libro sul cinema LGBT italiano, significherebbe che questa tematica in Italia avrebbe finalmente ha avuto la visibilità che merita Rispondi · Mi piace ·

1 · Segui post · 11 settembre 2013 alle ore 0.22

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Questo evento è passato. Arci Bolognesi · 15 marzo 2014 · ore 22:30 Musica


CRISCO DISCO NIGHT Categoria: Musica Organizzatore: Circolo Arci Bolognesi Indirizzo: Piazzetta San Nicolò 6/a - Ferrara Aggiungi al tuo calendario (.ics) Aggiungi a Google Calendar

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Sabato 15 marzo 2014, alle ore 22.30, Arci Bolognesi (Piazzetta San Nicolò) apre le sue porte alla CRISCO DISCO NIGHT, una serata di musica anni ‘70 e ‘80 con Brandy Dj Set. Per bere, ballare e continuare a chiacchierare con Luca Locati Luciani, sfoggiando un look rigorosamente a tema. Arcigay Ferrara presenta due eventi speciali con la musica Disco & Clubbing anni Settanta e Ottanta. – Sabato 15 marzo 2014, alle ore 18.00, Ibs Ferrara (Piazza Trento Trieste) si trasformerà in un vero DJ Set sulle note delle più celebri hit di Donna Summer, Bee Gees, Village People, Gloria Gaynor e Grace Jones: Massimiliano De Giovanni e Alessandro Carion converseranno con Luca Locati Luciani (autore del saggio CRISCO DISCO, Vololibero Edizioni) in compagnia del DJ Valerio Spisani e della musicista e conduttrice radiofonica Eugenia Serravalli (La Resistenza). DJ set Radio Strike – Sabato 15 marzo 2014, alle ore 22.30, Arci Bolognesi (Piazzetta San Nicolò) apre le sue porte alla CRISCO DISCO NIGHT, una serata di musica anni ‘70 e ‘80 con Brandy Dj Set. Per bere, ballare e continuare a chiacchierare con Luca Locati Luciani, sfoggiando un look rigorosamente a tema.

L’evento sarà seguito da RADIO STRIKE (www.radiostrike.info), nata nel 2013 dalla collaborazione tra gli Strike, storica band ferrarese, il Collettivo 34R e il Laboratorio “Sancho Panza”, facenti capo al Centro Sociale “La Resistenza”. Una web radio libera e itinerante che si occupa di cultura, politica, società e trasmette in diretta eventi che valorizzano il nostro territorio. Avvincente come un romanzo, il saggio CRISCO DISCO (Vololibero Edizioni) di Luca Locati Luciani è la cronaca di un fenomeno internazionale come la Disco Music che si intreccia però alla storia della liberazione del movimento GLBT Nord Americano e mondiale. Uno stimolante elenco di brani, dischi, artisti che fa da sfondo alla nascita dei primi locali gay friendly, poi le discoteche, le canzoni più o meno esplicitamente dedicate, gli artisti più o meno palesemente omosessuali. Un libro sorprendente per precisione, ricercatezza e completezza in cui troverete tutto (o quasi) su Disco Music, HINRG e Clubbing gay negli USA, ma anche un’occasione per scoprire come sono nati i primi DJ in Italia tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta e quali sono stati i primi passi del movimento gay all’interno delle lotte politiche degli anni Settanta nostrani, il tutto attraverso interventi esclusivi dal night clubbing tricolore. Un libro davvero necessario per comprendere e conoscere meglio una stagione musicale e di vita irripetibile, corredato da interessanti interviste a protagonisti di quel mondo come Alan Jines, JD Doyle, Robbie Leslie, Stanley Stellar, Bruno Casini, Corrado Rizza, Paolo Rumi, Vittorio Lucidi, Daniele Baldelli e Ivan Cattaneo. In appendice, il saggio sul Camp di Gianluca Meis evidenzia in particolare le differenze tra la scena disco statunitense e quella italiana. Chiuso il libro, la disco music resta quasi sullo sfondo ed emergono atmosfere, ambienti, indirizzi di luoghi che in Italia hanno fatto la storia delle notti in bianco. E questo libro diventa una sorta di amarcord anche per gente non più giovanissima, che in quei decenni sgambettava già a ritmo. Non necessariamente gay. Dopo il successo editoriale di CRISCO DISCO ha visto la luce CRISCO SOUND, versione sonora del popolare libro. Luca Locati Luciani ha lanciato un interessante progetto: quello di coinvolgere dj, collezionisti, esperti di disco music e sonorità affini per una serie di inediti mix che potranno essere ascoltati su un apposito canale creato su Mixtape e nel canale Youtube dedicato al libro, già attivo da tempo. Il primo mix è stato realizzato dal dj guru dell’Eurodisco, Jussi Kantonen, e s’intitola Darkroom Disco Mix. I NOSTRI OSPITI LUCA LOCATI LUCIANI


Nato a Carrara nel 1976, si dedica ad esperienze teatrali come attore tra cui, nel 1996, Dante e l’intelletto d’amore con la regia di Giorgio Albertazzi (1996), Il gabbiano di Cechov con la regia di Vadim Mikheenko (1998) e La locandiera di Carlo Goldoni con la compagnia dei borghi di Parma (1998-1999). È assistente alla regia nel film Quelle piccole cose di Fabrizio Cattani (2000) e regista di una messinscena da Loretta Strong di Copi, presentata in alcuni festival di teatro LGBT. Dal 2006 al 2007 collabora alla rivista culturale “Il libro volante”. Da tempo sta creando un vasto archivio di materiale storico LGBT (libri, foto, stampe) con la speranza di poterlo, in futuro, aprire al pubblico, creando una fondazione. VALERIO SPISANI È nato un po’ di anni fa in provincia di Ferrara. A otto anni ha visto in TV Dee Dee Jackson e se n’è innamorato: Cosmic Curves è il primo disco che si è fatto regalare dai genitori, assieme a Galaxy dei Rockets. Instancabile curioso, ha collaborato per anni con alcuni siti e riviste di musica e cinema tra cui “Nocturno Cinema” e “Audiodrome”. Per passione si diletta a far ballare la gente col monicker di Felisatti Tosino e pensa che la disco rimarrà sempre la musica più ballabile di tutti i tempi. EUGENIA SERRAVALLI Da molto tempo legge di musica, ascolta musica, prova a suonare e comporre musica. Attualmente è membro del Collettivo 34R, che si occupa di tener vivo e attivo il Centro La Resistenza. Assieme ad Andrea Pavanello conduce il programma Carta Bianca su Radio Strike, dedicato chiaramente alla musica.

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Concerto: WE ARE ALL TO BLAME + MOVIMENTO ARTISTICO PESANTE

Mostra fotografica: BREATHTAKING

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Crisco disco rassegna stampa  

di Luca Lucati Luciani PERCHE’ CRISCO DISCO? UNA CURIOSTIA’ CHE SI SCOPRE LEGGENDO QUESTO LIBRO dove troverete tutto o quasi su disco music...

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