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Muoversi bene

efficienti non sono stati utilizzati. Si è percorsa la strada di dirottare ingenti risorse finanziarie verso il mantenimento di un sistema clientelare che ha prodotto solo sprechi. » L’assurda politica delle continue proroghe delle concessioni e dei contratti di servizio, unita all’assenza di un qualsiasi piano regionale dei trasporti, ci consegna oggi una situazione nella quale viene negato ai siciliani il diritto alla mobilità e alla continuità territoriale.

Fino ad oggi.

D’ora in poi.

» Il sistema attuale dei trasporti siciliani, sia dentro l’isola sia nei collegamenti esterni, è giunto al punto estremo di inefficienza. Tanto verso il trasporto e la mobilità delle persone, quanto nel trasporto delle merci. E in ciascuna delle sue modalità: terrestre, marittimo e aereo. » È un’arretratezza che produce effetti negativi sull’economia siciliana. Il trasporto diviene in tal modo un fattore negativo sugli investimenti e sullo sviluppo, oltre che sulla qualità della vita delle popolazioni e delle città. Nelle aree metropolitane la crescita abnorme dell’uso del mezzo privato sta portando il livello d’inquinamento oltre ogni limite di guardia. » All’inefficienza si assomma il costante degrado delle infrastrutture e delle reti di trasporto. Alcune di queste risalgono al periodo borbonico o post-unitario. Le linee ferroviarie a binario unico sono l’80% dell’intera rete regionale e la maggior parte di queste non sono elettrificate. Cresce il numero di reti viarie abbandonate e senza alcuna manutenzione, opere avviate e mai completate, autostrade, porti, interporti, aeroporto di Comiso, altre del tutto abbandonate, come il raddoppio del binario sulla dorsale Messina-Palermo. » Il taglio del 20% delle risorse per il trasporto pubblico locale, previsto dalla finanziaria 2012, insieme ai 4800 chilometri di tagli alle linee urbane ed extraurbane decisi dalla AST hanno messo pendolari, studenti e cittadini in una situazione insostenibile » I fondi strutturali disponibili, con il concorso della Comunità Europea, per dotare il trasporto siciliano di servizi

» Per superare questa situazione occorre un forte intervento pubblico, da parte dello Stato e della Regione. Le risorse dovranno andare nelle opere e non – come è accaduto spesso – nei mille rivoli della spesa clientelare e improduttiva. » È ineludibile una vertenza con RFI per il ripristino di tutti i treni notturni a lunga percorrenza e per il raddoppio della Catania-Messina, opera strategica per la quale i soldi stanziati sono spariti. » È indispensabile anche una ristrutturazione delle concessioni autoferrotranviarie in chiave di trasparenza, efficienza e utilità sociale. » I porti siciliani vanno attrezzati per l’intermodalità, affinché la Sicilia sia la piattaforma naturale per le autostrade del mare che solcano il Mediterraneo. » È necessaria una battaglia affinché l’Europa non consideri più gli investimenti per i porti aiuti di stato. » Occorre rifinanziare l’eco-bonus per le merci trasportate via mare anziché su gomma. » Va abbandonato definitivamente il progetto del ponte sullo stretto e le risorse finanziarie ad esso destinate vanno recuperate per mettere in sicurezza il territorio e per una rete efficiente di trasporti. » Recupero dei fondi FAS per infrastrutture stanziati dal governo Prodi e dirottati nelle regioni del Nord. Priorità alla creazione di una efficiente e moderna rete ferroviaria che colleghi tutti gli attuali capoluoghi, completamento dell’autostrada Siracusa - Ragusa – Gela, sostegno al mantenimento dell’aeroporto di Comiso, nodo strategico per i collegamenti verso l’intera area del Mediterraneo.

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Il programma di Libera Sicilia sarà il frutto di riflessioni collettive: un cantiere sul web, aperto alle proposte di tutti. Proponi, discut...

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