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Il fiume Dnestr a sud di Leopoli. In italiano Nistro, il fiume scorre nei territori di Ucraina e Moldova ed è lungo 1.370 km. Nasce in Ucraina, dai Carpazi, vicino al confine con la Polonia e sfocia nel Mar Nero nei pressi di Odessa.

Leopoli fu fondata alla metà del XIII secolo e subito divenne un importante centro commerciale. Conquistata dal Regno di Polonia nel 1340, rimase sotto l'autorità della Confederazione polacco-lituana quasi senza interruzioni fino al 1772, quando passsò nelle mani degli Asburgo e divenne capitale del Regno di Galizia e Lodomiria. Conosciuta in tedesco come Lemberg, la città crebbe notevolmente sotto gli Asburgo. Il suo centro storico, dichiarato dall’ UNESCO patrimonio mondiale dell’ umanità, meriterebbe una visita approfondita che, purtroppo, esula dal nostro progetto di viaggio, ma che sicuramente è solo rimandata. Ancora 70 km, un ultimo pieno di gasolio per sfruttare il prezzo decisamente favorevole ( siamo in Ucraina intorno agli 80 centesimi di euro al litro ) ed eccoci arrivare alla dogana più problematica di tutte quelle che incontreremo in questo viaggio, quella fra Ucraina e Polonia. Nell'Europa del 2017 noi ci abbiamo messo 3 ore e mezzo per passare, e meno male che i cittadini UE avevano pure una corsia preferenziale. E a dircelo non è stata la polizia di frontiera ma un gentilissimo ucraino in coda, perchè altrimenti ci facevamo notte. Come tutte le dogane che regolano l’ingresso nei Paesi della UE, i controlli sono sempre meticolosi. Ma non solo. Ad aggravare la situazione il fatto che proprio all’ inizio di giugno i cittadini ucraini hanno ottenuto dalla UE il permesso di potere entrare nell' area Schenghen senza visto, purchè in possesso di passaporto biometrico, e per un massimo di 90 giorni. Le dogane fra Ucraina e Polonia sono state letteralmente prese d' assalto da orde di cittadini ucraini, evidentemente mossi dalla convinzione di trovare, oltre le frontiere di Schengen, il denaro che piove dal cielo. Risultato è che le code e i controlli sono stati allucinanti. E così, per la prima volta, anche il gatto Romeo ha avuto il suo momento di gloria. Grazie a una pignola e metodica doganiera polacca che, vedendolo all’ interno del camper, ha allertato il servizio veterinario di frontiera. Dopo alcuni minuti di attesa ecco arrivare un tizio molto serio che si infila pure un paio di guanti e, con aria seccata, chiede di vedere il gatto. Il fatto è che nella tasca della divisa non ha il lettore di microchip, indispensabile per identificare il gatto come titolare del relativo passaporto, ma un banalissimo cacciavite. Il tizio, che deve evidentemente essersi laureato al CEPU, inizia ad esaminare il passaporto veterinario di Romeo, fingendo di capirci qualcosa, mentre si vede benissimo che non ha la minima idea di quello che ha davanti. Sfoglia e risfoglia più volte il passaporto, rilasciato dalla Repubblica di Moldova, ma con vaccinazioni e timbri veterinari italiani. Alla fine si arrende. Così Romeo è entrato gloriosamente nella UE, la stessa UE da cui era partito un mesa fa e nella quale avrebbe potuto rientrare senza subire alcun controllo se anzichè dall’ Ucraina 5

Norvegia2017  

Diario di viaggio verso la Norvegia, attraverso 10 Paesi

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