Page 1

IL GRANDE NORD

Un viaggio in camper di oltre 12.000 km, attraverso 10 Paesi, per raggiungere i confini del Nord Europa. Dove la natura domina incontrastata e il pianeta si svela in tutta la suggestione del sole di mezzanotte e delle meraviglie astronomiche.

Ci sono luoghi che è difficile immaginare prima di averli visitati. Uno di questi è l’estremo Nord. Solo provando di persona l’esperienza delle giornate che non finiscono mai, attraverso paesaggi che sembrano usciti direttamente dalla fantasia de “ Il Signore degli Anelli “, è possibile comprendere fino in fondo quanto ancora la natura possa essere selvaggia e ancora padrona dei ritmi che regolano la nostra vita su questo pianeta. E’ qui che si scopre come l’alternanza delle stagioni e del dì e della notte avvengono con modalità per noi aliene, quasi come se fossimo finiti su un altro mondo. Qui trova una reale ragione di esistere quella linea immaginaria, spesso studiata a scuola come un qualcosa di inutile, che chiamiamo “ Circolo polare artico “. Talmente reale che tutto il nostro organismo davvero fatica ad adattarsi ad un ambiente in cui la notte, in estate, non arriva mai. E solo lontamente si può immaginare la lentezza della stagione invernale, fatta di notti che arrivano fin quasi al mezzogiorno, e dove il sole è solo un bagliore lontano sull’orizzonte verso sud. Ma viaggiare nel Nord Europa non significa solo incontrare la natura ed entrare a far parte delle conseguenze dell’ inclinazione dell’asse del pianeta. Viaggiare nel Nord Europa è entrare in contatto con un mondo di civiltà, di organizzazione e di rispetto delle regole a cui spesso noi italiani non siamo abituati. Lo si respira ovunque. Nelle strade, dove l’educazione stradale è ai massimi livelli, nel rispetto assoluto delle regole di circolazione, nell’ atteggiamento forse un pò freddo ma comunque sempre accogliente delle persone, a cui l’idea di fregare il turista o , peggio, rubargli qualcosa, è assolutamente estranea e nemmeno lontanamente concepibile. Nella fase di preparazione del viaggio tutte queste cose le abbiamo lette, sia sulle guide che sui siti internet specializzati, ma respirarle in prima persona è stata una delle esperienze più gratificanti e che ricorderemo sempre di questo viaggio.

1


Il viaggio in cifre :

oltre 12.000 i km percorsi ; 10 i Paesi attraversati : Moldova, Ucraina, Polonia, Germania, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania ; oltre 20 le tratte attraversate in traghetto attraverso la mitica FV17, la strada dei fiordi ; 40 i giorni di viaggio, dal 14 giugno al 22 luglio ; inferiore ai 2500 euro la spesa complessiva.

Buona la performance del camper e della sua meccanica : sostituite solo le due batterie di servizio in Finlandia, ma era previsto, e una lampada anabbagliante in una officina autorizzata FIAT a Lvov, in Ucraina.

Muoviamo con il nostro fedelissimo gatto rosso Romeo il 14 giugno da Orhei, in Moldova, che abbiamo raggiunto alla fine di maggio. Portiamo con noi adeguate scorte di ottimo vino locale, nascoste con abilità nei vari angoli del camper per evitare osservazioni e possibili sequestri alle varie dogane, soprattutto quella fra Ucraina e Polonia, assieme a una ben rifornita cambusa. Soprattutto verdura e frutta in scatola, olio, caffè, formaggio, salumi e pasta di vario genere, dal momento che sappiamo che la cucina del Nord Europa, e quella norvegese in particolare, è piuttosto “ primitiva” rispetto a quelli che sono i nostri gusti e le nostre abitudini alimentari. Il vino, poi, in Paesi come la Finlandia e la Norvegia, è reperibile solo in appositi punti vendita, ed è carissimo. Risaliamo la Moldova verso Nord, attraverso la M2, la strada nazionale che collega la capitale Chisinau a Balti, la terza città del Paese, dove la maggioranza delle persone è di lingua e cultura russe. La strada alterna tratti appena ripristinati con altri invece in pessime condizioni, per cui la marcia procede con attenzione. Prima di lasciare la Moldova provvediamo ad effettuare un pieno di gasolio, dal momento che è questo il Paese con il prezzo più conveniente fra tutti quelli che attraverseremo : circa 70 centesimi di euro al litro. E comunque da nessuna parte troveremo i folli prezzi italiani. La stessa Norvegia, che ci veniva segnalati con prezzi più alti di quelli italiani, si rivelerà invece più economica, con un prezzo medio di 1.2 euro al litro. Lasciamo la Moldova e la sua ricca campagna, non senza una piacevole sorpresa. A Briceni, nell'estremo nord del Paese, a pochi km dalla russofoba Ucraina, una statua di Lenin fa ancora oggi bella mostra di sé. Una vera rarità nella Moldova moderna, se si fa eccezione per la regione separatista della Transnistria. L'Ucraina è sempre una incognita, specialmente dopo il colpo di stato del febbrao del 2014, che segnò l’inizio di forti tensioni con la Federazione Russa e l’innescarsi del conflitto armato fra l’esercito ucraino e le milizie delle repubblice secessioniste filorusse di Donetsk e Lugansk. Anche se ci trovavamo a diverse centinaia di km dalle zone “ calde “ e da tutt’ altra parte del Paese, sapevamo che il governo di Kiev versava in difficoltà economiche tali da non poter garantire una adeguata manutenzione delle strade. La maggior parte delle infrastrutture risalgono infatti al periodo sovietico e sono in parte obsolete. 2


Briceni (in russo Бричаны) nell’estremo nord della Moldova, a pochi km dal confine con l’ Ucraina, è il capoluogo del distretto omonimo. Posta nella valle formata dai fiumi Lopatnic e Vilia, si trova a 230 km dalla capitale Chisinau, e conta oltre 8000 abitanti. E’ lì che si trova una delle ultime statue di Lenin scampata alle sconsiderate distruzioni dei simboli ex sovietici dopo la caduta del muro di Berlino. La rete stradale ucraina collega tutti i maggiori centri del paese, ma per gli standard europei è considerata di bassa qualità. La nostra esperienza diretta ha mostrato che il navigatore gps in dotazione al camper non doveva essere seguito in maniera puntuale. Molte strade secondarie, infatti, si sono rivelate vere e proprie piste per carri armati, piene di buche e irregolarità come dopo un bombardamento. Assolutamente indispensabile seguire le sole strade nazionali, contraddistinte dalla lettera H ( che nell’ alfabeto cirillico corrisponde alla nostra N ), anche a costo di allungare il percorso fra le città principali, e irrinunciabile, nella pianificazione del percorso, l’uso della tradizionale ma sempre utiliìssima carta stradale. La dogana fra Moldova e Ucraina che si trova appena a nord di Briceni è una piccola dogana nel bel mezzo della soleggiata campagna di metà giugno. Dispiace vedere oggi sbarre, reticolati e controlli di passaporti fra due Repubbliche che, fino a non molti anni fa, erano invece unite sotto l’unica bandiera dell’ Unione Sovietica e godevano della libera circolazione. Inevitabilmente l’arrivo con il camper ha suscitato enorme curiosità. Tutti i doganieri sono usciti. Gentilissimi e curiosi, grandi coccole a Romeo, perché il gatto proprio non se lo aspettavano. E anche molto pazienti nello sforzo encomiabile di decifrare il libretto del camper, la cui interpretazione è ostica anche per noi italiani, figuriamoci per loro che lo devono tradurre nel loro Il paesaggio unico e sterminato della campagna ucraina alfabeto. Nell’era della globalizzazione digitale mi chiedo perchè mai in Italia si debbano ancora usare libretti di circolazione cartacei che paiono le pergamene degli editti imperiali di medioevale memoria, quando anche Paesi che consideriamo più arretrati, come la Moldova, usano invece carte plastificate digitali. Dirigiamo verso Nord, nella zona del Parco Regionale del Dnestr. Le disastrate strade che speso siamo costretti ad utilizzare ci offrono però la possibilità di procedere attraverso distese immense di campi in fiori e sconfinati campi di frumento, che ben giustificano l’appellativo di “ granaio dell’ Unione Sovietica “ che veniva dato 3


ai tempi dell’ URSS all’allora Repubblica Socialista Sovietica di Ucraina. Non ce la siamo sentita di fare sosta libera , ma probabilmente siamo vittime dei nostri pregiudizi. L’ hotel MishyN-City, che abbiamo scelto per la sosta notturna, per 14 euro ( in due, mance comprese ) ci ha dato un appartamento nuovissimo con idromassaggio, in un contesto Nella campagna ucraina è facile incontrare ancora oggi davvero elegante e suggestivo. automobili che risalgono all’ epoca sovietica Dopo una notte tranquilla, prima di proseguire verso la Polonia, non perdiamo l’occasione di gironzolare fra le strade secondarie della zona, nella campagna, dove la vita scorre lenta e ben lontana dai ritmi frenetici della nostra civiltà occidentale. Per fortuna le strade si fanno migliori, sempre fra campagne ricche di colori e paesaggi ad ampio respiro. Raggiungiamo Leopoli, città di oltre 700.000 abitanti, uno dei maggiori centri culturali dell'Ucraina.

PAESE DIVISO

L'Ucraina, con i suoi 603 628 km² di estensione è il secondo stato più grande d'Europa, dopo la Russia. Il paesaggio ucraino consiste prevalentemente di fertili pianure o steppe attraversate da diversi fiumi, tra cui il Dniestr ( in italiano Nistro ), che stiamo risalendo in questa fase iniziale del viaggio. Dei 46 milioni di abitanti, quasi il 30 % parla russo, anche se a noi occidentali sembra che non vi sia alcuna differenza fra le due lingue, dal momento che entrambe utilizzano l’alfabeto cirillico. La popolazione è generalmente ospitale e Distribuzione della popolazione di lingua russa sul territorio ucraino. Le gli italiani sono per lo più accolti con regioni occidentali sono a grande maggioranza di lingua ucraina, mentre s simpatia. postandosi verso est aumenta considerevolmente la diffusione del russo, fino a Il Paese risente tuttavia della crisi politica diventare dominante in Crimea e nel Donbass che nel 2014 culminò con il colpo di stato di stampo neofascista, sostenuto nemmeno tanto segretamente dagli USA e dalla UE, che portò al potere il filoeuropeista e antirusso Petro Poroshenko. L’ Ucraina è culturalmente e liguisticamente un Paese diviso. Soprattutto le regioni occidentali, quelle da noi attraversate, sono profondamente russofobe, mentre il sud del Paese, con Odessa e la Crimea, e l’est, con le regioni del Donbass sono a maggioranza russa, di lingua e cultura, conseguenza questa del disfacimento malgestito dell’ ex Unione Sovietica. La Crimea, addirittura, è arrivata al punto di ritornare sotto la sovranità russa, mentre nel Donbass è tuttora in corso una guerra per l’indipendenza delle due autoproclamate repubbliche di Lugansk e Donetsk. 4


Il fiume Dnestr a sud di Leopoli. In italiano Nistro, il fiume scorre nei territori di Ucraina e Moldova ed è lungo 1.370 km. Nasce in Ucraina, dai Carpazi, vicino al confine con la Polonia e sfocia nel Mar Nero nei pressi di Odessa.

Leopoli fu fondata alla metà del XIII secolo e subito divenne un importante centro commerciale. Conquistata dal Regno di Polonia nel 1340, rimase sotto l'autorità della Confederazione polacco-lituana quasi senza interruzioni fino al 1772, quando passsò nelle mani degli Asburgo e divenne capitale del Regno di Galizia e Lodomiria. Conosciuta in tedesco come Lemberg, la città crebbe notevolmente sotto gli Asburgo. Il suo centro storico, dichiarato dall’ UNESCO patrimonio mondiale dell’ umanità, meriterebbe una visita approfondita che, purtroppo, esula dal nostro progetto di viaggio, ma che sicuramente è solo rimandata. Ancora 70 km, un ultimo pieno di gasolio per sfruttare il prezzo decisamente favorevole ( siamo in Ucraina intorno agli 80 centesimi di euro al litro ) ed eccoci arrivare alla dogana più problematica di tutte quelle che incontreremo in questo viaggio, quella fra Ucraina e Polonia. Nell'Europa del 2017 noi ci abbiamo messo 3 ore e mezzo per passare, e meno male che i cittadini UE avevano pure una corsia preferenziale. E a dircelo non è stata la polizia di frontiera ma un gentilissimo ucraino in coda, perchè altrimenti ci facevamo notte. Come tutte le dogane che regolano l’ingresso nei Paesi della UE, i controlli sono sempre meticolosi. Ma non solo. Ad aggravare la situazione il fatto che proprio all’ inizio di giugno i cittadini ucraini hanno ottenuto dalla UE il permesso di potere entrare nell' area Schenghen senza visto, purchè in possesso di passaporto biometrico, e per un massimo di 90 giorni. Le dogane fra Ucraina e Polonia sono state letteralmente prese d' assalto da orde di cittadini ucraini, evidentemente mossi dalla convinzione di trovare, oltre le frontiere di Schengen, il denaro che piove dal cielo. Risultato è che le code e i controlli sono stati allucinanti. E così, per la prima volta, anche il gatto Romeo ha avuto il suo momento di gloria. Grazie a una pignola e metodica doganiera polacca che, vedendolo all’ interno del camper, ha allertato il servizio veterinario di frontiera. Dopo alcuni minuti di attesa ecco arrivare un tizio molto serio che si infila pure un paio di guanti e, con aria seccata, chiede di vedere il gatto. Il fatto è che nella tasca della divisa non ha il lettore di microchip, indispensabile per identificare il gatto come titolare del relativo passaporto, ma un banalissimo cacciavite. Il tizio, che deve evidentemente essersi laureato al CEPU, inizia ad esaminare il passaporto veterinario di Romeo, fingendo di capirci qualcosa, mentre si vede benissimo che non ha la minima idea di quello che ha davanti. Sfoglia e risfoglia più volte il passaporto, rilasciato dalla Repubblica di Moldova, ma con vaccinazioni e timbri veterinari italiani. Alla fine si arrende. Così Romeo è entrato gloriosamente nella UE, la stessa UE da cui era partito un mesa fa e nella quale avrebbe potuto rientrare senza subire alcun controllo se anzichè dall’ Ucraina 5


fossimo entrati in Polonia, ad esempio, dalla Slovacchia. Sta di fatto che rientrando nll’ Unione Europea da una delle ex repubbliche Sovietiche, la qualità delle strade cambia in modo radicale. Riappaiono gli arredi urbani e i centri commerciali ai quali siamo abituati. In Polonia si respira un’aria di ordine e organizzazione. Il rispetto del codice della strada è rigido. Gli anabbaglianti obbligatoriamente e inderogabilmente sempre accesi. Riportiamo le lancette dell’orologio indietro di un’ora e puntiamo verso il camping Echo, nella cittadina verde e tranquilla dall’ impronunciabile nome di Zwierzyniec, a circa 80 km a sud di Lublino, città che intendiamo visitare l’indomani. Lublino, città di quasi 350.000 abitanti, si affaccia sul fiume Bystrzyca ed è sede vescovile. Dal 1918 ospita l'Università Cattolica. Sorta nel Medioevo, Lublino venne più volte distrutta dalle incursioni dei Tartari e dei Cosacchi; per tale motivo Il vivace e vivibilissimo centro di Lublino venne fortificata nel XIV secolo, grazie all'opera di Casimiro III il Grande, re di Polonia a cui si deve il castello, costruito nel 1341. Piacevolissima la passeggiata nel suo piccolo ma ben curato centro storico, ricco di caratteristici locali e spesso animato da bancarelle che propongono ottimi formaggi e salumi. Il suo territorio infatti si estende sull'Altopiano di Lublino, importante regione a vocazione agricola in cui si pratica l'allevamento del bestiame.

LA POLONIA IN BREVE

Con quasi 40 milioni di abitanti e una superficie di poco superiore a quella dell’ Italia, la Polonia ha una storia importante e piuttosto travagliata. Nel XVI secolo era uno dei paesi europei più potenti e influenti, per poi cessare di esistere per 123 anni, in quanto spartita tra Impero russo, Impero austro-ungarico e Prussia. L'indipendenza venne riguadagnata nel 1918, in seguito alla prima guerra mondiale. Dopo la seconda guerra mondiale, divenne uno stato satellite dell'Unione Sovietica. Dopo la caduta dell’ URSS la Polonia ha perseguito fedelmente una politica di liberalizzazione dell'economia, e oggi risulta come uno dei più fortunati esempi di transizione dal comunismo ad un'economia di mercato. Tant'è che nel 2010 la Polonia ha superato i Paesi Bassi per diventare la sesta principale potenza economica europea. L’ingresso nella UE avvenne nel 2004, e solo dopo un referndum popolare. Pur facendo parte dell’ area Schengen, la Polonia ha mantenuto la propria sovranità monetaria non aderendo alla moneta unica, ma continuando ad utilizzare lo Złoty ( 1 Złoty vale circa 0.25 centesimi di Euro ). Si stima comunque che oggi quasi il 60 % dei polacchi ritenga dannosa l’adozione dell’ Euro. La Polonia è,tra l'altro, l'unico stato dell'UE a non essere andato in recessione durante la crisi economica mondiale del 2008. I polacchi, che un luogo comune vuole turbolenti, ubriaconi e disordinati, sono invece persone molto educate e organizzate. La vita non è affatto cara. Un litro di gasolio costa 1.05 euro e con 10 euro a testa al ristorante ci si strafoga. Sono lontani i tempi in cui i polacchi venivano in Italia a fare i mercatini o le loro donne a fare le badanti. Ora il Paese è in buona salute, sono nella UE ma non nell'area euro e si viaggia senza alcuna difficoltà o pericolo su una rete stradale e autostradale di ottima qualità. Ottima la birra e decisamente discreta la cucina tradizionale. 6


Lasciamo Lublino per dirigerci in un piccolo campeggio a conduzione familiare sulla Vistola. Piove, ma ci dovremo abituare. Dirigiamo verso Breslavia, la quarta città della Polonia, sul fiume Oder, nella parte occidentale del Paese, a meno di 200 km dal confine con la Germania. Arriviamo sotto una pioggia sottile che non molla da questa mattina, 12 gradi, felpa e pantalone lungo obbligatori. Per la notte scegliamo un piccolo campeggio nel verde, non molto distante dal centro. Qui incontriamo una coppia di camperisti francesi che hanno appena visitato la Norvegia. Ci consigliano di fare abbondanti scorte di cibo, conserve di frutta e verdura e vino, perché la non si trova quasi nulla e quel poco ha prezzi esorbitanti. Per fortuna siamo stati, da questo punto di vista, piuttosto lungimiranti. Viaggiamo con infatti con 15 litri di ottimi pinot e chardonnay moldavi, oltre a una decina di brut delle celebri cantine moldave di Milesti Mici, abilmente sottratti ai controlli dei doganieri polacchi. Spaghetti, olio di oliva, caffè e conserve fatte in casa non mancano. Domani, attraversando la Germania faremo altra scorta di conserve. I due loquaci francesi ci dicono che la Norvegia è carissima, ma nello stesso tempo sono certi di avere appena fatto il viaggio più bello della loro vita, perché i paesaggi e la natura sono unici. Ci raccontano delle decine di traghetti che hanno dovuto prendere per attraversare i fiordi e ci suggeriscono caldamente le isole Lofoten, da cui è possibile salire sulle barche che portano a vedere le balene, evitando l'inutile salita fino a Capo Nord. Ringraziamo i cordiali cugini francesi e andiamo avanti fiducosi. Ci attende una tappa lunga, quasi 700 km altrimenti in Norvegia ci arriviamo a Natale. Procedendo verso il confine tedesco si attraversano estese foreste di latifoglie ed è impossibile non pensare che, quelle stesse terre, solo 70 anni prima, sono state il teatro dell’ inizio del più sanguinoso dei conflitti. E così a 60 anni suonati vedo la Germania per la prima volta. Si entra nel Paese in quella che era la Germania Est. Tutto è pulito, preciso e ordinatissimo. Il rispetto per l’ambiente quasi maniacale. Il gasolio è a 1 euro al litro. Le autostrade sono gratis e, pur non essendovi limiti di velocità, gli automobilisti rispettano la distanza di sicurezza in maniera assolutamente matematica. Impossibile litigare con uno di loro, sono sempre educatissimi e rispettosi del prossimo. Anche l’attraversamento di Berlino, pur circondata da un traffico molto intenso, avviene senza alcun problema. Le giornate ormai si allungano sensibilmente. Il sole tramonta intorno alle 22 e 30. Anche a questo dovremo ben presto cercare di fare l’abitudine. Pernottiamo vicino a Lubecca, in un organizzatissimo campeggio, dove nulla è lasciato al caso e dove il gatto Romeo può dedicarsi all’attenta osservazione delle rondini. Maniaci della precisione all'inverosimile, l'omino del campeggio che ci ha accompagnato alla piazzola con un mezzo rigorosamente elettrico, non ci ha mollato fino a che non ho allineato il lato destro del camper con la Lubecca. Romeo e le rondini. 7


punta sinistra della freccia che indicava la piazzola. In maniera geometrica, ovviamente. Da Lubecca il confine con la Danimarca non è lontano, poco più di 150 km. Prima di lasciare la Germania facciamo sosta in un supermercato per un adeguato rifornimento della cambusa di bordo, ed è lì che possiamo vedere in diretta uno dei tanti esempi di intelligenza e lungimiranza tedesche. Da un furgone scende una famigliola di evidente etnia ROM e scarica diversi sacchi neri, quelli che da noi si usano per smaltire i rifiuti. Si avvicinano ad una macchina installata proprio davanti all’ ingresso del supermercato ed iniziano a depositarvi una grande quantità di bottiglie vuote di plastica e lattine di alluminio. Queste sono le famose macchine che permettono un riciclo intelligente delle materie prime. In cambio otterranno, a scelta, o un buono spesa, o denaro contante. E’ inevitabile fare un immediato paragone con le realtà italiane e, inutilmente, scuotere la testa. Se la Germania è efficente e ordinata, la Danimarca porta queste caratteristiche, se possibile, ad un livello ancora più elevato. Benvenuti nel mondo unico della cultura scandinava, i 5 Paesi con la croce sulla bandiera. Non voglio essere noioso sottolineando la pulizia, l'ordine e l'organizzazione di questo Paese. Nemmeno Germania, davanti ai supermercati queste sono le macchine voglio ripetermi dicendo quanto i danesi siano corretti che trasformano plastica e alluminio in denaro con il prossimo e rispettosi delle regole. Dico solo che

Risalendo la costa occidentale della Danimarca 8


questo è un altro pianeta e noi italiani siamo al Medio Evo. Ma un cosa più di tutte colpisce : non c'è polizia in giro, le case non hanno recinzioni né inferriate, all'uscita dei supermercati non ci sono rilevatori anti taccheggio. Si prova davvero vergogna a pensare come è messa, in confronto, la nostra bella Italia. E poi della Danimarca colpiscono i colori e la limpidezza dei cieli e dell’ aria. E’ qui che si inizia a percepire che il grande Nord è ormai vicino.

DANIMARCA IN BREVE

Con una popolazione di poco inferiore ai 6 milioni di abitanti, la Danimarca è una monarchia costituzionale dal 1901. Con oltre mille anni di durata la monarchia danese è la seconda più antica del mondo attualmente regnante, seconda soltanto a quella giapponese, e di conseguenza è quella più antica dell'Europa. L'ingresso nell'Unione europea è avvenuto il 1º gennaio 1973, ma il Paese conserva la propria sovranità

monetaria, con la Corona danese ( 1Euro = 7.5 Corone ). Un referendum sull'adozione dell'Euro nel 2000 è stato infatti respinto con il 53,2% dei voti contrari. Tutte le monete presentano caratteristiche e rilievo tali da poter facilmente essere distinte dagli ipovedenti. Quelle da 1, 2 e 5 corone, ad esempio, sono bucate nel mezzo. A partire dalla seconda metà del 1900 la società danese è stata caratterizzata dall'adozione del cosiddetto Modello sociale scandinavo basato su di un'ampia diffusione dei servizi pubblici. Secondo uno studio pubblicato dall'UNESCO, la Danimarca può fregiarsi del titolo di "stato più felice" del mondo. Il sistema educativo danese è molto sviluppato e l'accesso alla scuola pubblica è gratuito fino alle scuole superiori, nonché per la maggior parte dei corsi universitari. Circa il 99% della popolazione ha terminato gli studi. 9


Spendiamo volentieri qualche giorno a risalire la costa occidentale del Paese, lentamente, perchè davvero i paesaggi e i colori lo meritano. Per le soste notturne scegliamo delle aree all’ interno di fattorie a conduzione familiare, sempre ben attrezzate e a stretto contatto con la natura. Ciò che colpisce di queste latitudini è la limpidezza e la curvatura dei cieli. Oggi poi è il solstizio d'estate, quindi la luce, già qui nel nord della Danimarca, appare alle 3 del mattino per terminare alle 11 di sera. So che già da domani, nel sud della Norvegia, il cielo non sarà mai buio, fino al circolo polare artico dove il sole non tramontera' più. Dovremmo poter osservare il fenomeno, nel corso del nostro viaggio per almeno un paio di settimane. Colpisce anche la incredibile durata delle aurore e dei crepuscoli. Mai come qui diventano tangibili le nozioni apprese a scuola. La terra ruota attorno ai poli, come una ruota di bicicletta intorno al mozzo centrale. Salendo verso il polo è come

I coloratissimi paesaggi danesi, fra campagne fiorite, spiagge senza fine e cieli azzurri

avvicinarsi al perno. Poiché la ruota gira con la stessa velocità, le zone vicine all'asse si spostano in modo assai più lento delle zone esterne. Un punto della Terra si sposta velocissimo all'equatore e molto più lento verso i poli. Ecco perché qui albe e tramonti sono quasi interminabili.

10

Per raggiungere la Norvegia abbiamo optato per il traghetto che collega Hirtshals in Danimarca con Kristiansand in Norvegia. Traversata di circa


tre ore con arrivo a mezzanotte. All’ imbarco nessuna particolare formalità. Solo ci viene apposto sul camper un adesivo che indica la presenza a bordo di un animale domestico e un’altro che segnala la presenza delle bombole di gas che, in maniera perentoria, ci viene chiesto di chiudere. Sulla nave nessuno mangiava panini, ancor meno bevevano birre o alcolici, questi espressamente vietati da minacciosi cartelli bilingue, ma era come se fosse una sola per noi, l’inglese, dal momento che il norvegese è una specie di ostrogoto antico. Noi, che avevamo preparato ottimi panini e pure le birre sembravamo Fantozzi e Filini. Pur essendo la nave piuttosto frequentata, regnava un silenzio quasi tombale. Poi finalmente sentiamo una grande caciara e vediamo quattro tizi affettare pane e aprire buste di prosciutto. Erano autisti spagnoli, la nostra salvezza. Ci siamo sistemati vicino a loro e abbiamo potuto mangiare come persone normali senza per questo sentirci fuorilegge. Scende ancora la notte, ma il cielo, verso Nord, non diventa ormai più scuro e manifesta un chiarore che segnala che lassù il Sole non tramonta più. Al controllo doganale di Kristiansand veniamo fermati. L’adesivo che segnala la presenza a bordo del gatto Romeo mette in moto i doganieri. Ci controllano il passaporto veterinario. Rilevano che è rilasciato dalla Repubblica di Moldova, per altro è un modello conforme alle normative UE. Un breve scambio di battute alla radio e veniamo fatti passare. Come primo giorno in Norvegia non c’è male : cielo grigio e pioggerellina da 2 novembre, 15 gradi. Sarà per questo, sarà perché il sud appare piuttosto incolore, sarà che il bello inizia qualche km più a Nord, fatto sta che questa Norvegia stenta per il momento a coinvolgerti. Dirigiamo da Kristiansand a Stavenger, città base di partenza per la visita del primo importante fiordo del Paese, il Lysefjord o Fiordo della Luce. In realtà luce non se ne vede, pioggia e grigio ovunque, per cui lasciamo la trafficata e disordinata Stavanger per fare sosta qualche km a nord di Tau, lungo la strada nazionale 13, in un grazioso campeggio sulle rive di un lago.

Campeggio a Tau, nel verde e ricco di fiori. Il “ lupino” è il fiore con le i nfinite varietà di viola, simbolo dei Paesi scandinavi

I norvegesi appaiono molto educati ma un po' addormentati, almeno per le nostre italiche abitudini di furbetti. Sul traghetto fra Stavenger e Tau, se non salivo io in coperta a chiedere di pagare il biglietto, nessuno ci avrebbe chiesto nulla. La rete stradale è quasi fantascientifica. Per superare le montagne e i fiordi, i norvegesi hanno realizzato opere uniche, ponti sospesi e tunnel sottomarini. Dove non è stato possibile costruire, esiste una rete capillare di piccoli traghetti che collegano con frequenza regolare i piccoli centri che si affacciano sui fiordi. La maniacale manutenzione della rete stradale e il suo continuo ammodernamento impongono che diversi tratti siano soggetti al pagamento di un pedaggio, per altro mai carissimo. Il pagamento avviene in maniera completamente automatica : il passaggio viene registrato dalle telecamere, dalla targa si risale all’ indirizzo del propietario del veicolo e la fattura viene inviata a casa, Italia compresa. Il tutto corredato di foto che indicano il


Il sistema stradale norvegese è unico. Strade perfettamente mantenute, ponti sospesi, gallerie sottomarine e rotonde nei tunnel. Quasi un altro pianeta per noi italiani

giorno e l’ora del passaggio. Per il pagamento della fattura ci sono 30 giorni di tempo e tutto può essere regolato tramite bonifico bancario. Oppure, che è poi quello che ho fatto io, si registra la targa sul sito norvegese Autopass ( http://www.autopass.no/en/visitors-payment ), la si associa alla propria carta di credito e il gioco è fatto. Seguendone la strade capisci perchè la Norvegia è Campeggiare in Norvegia il Paese forse più caro al mondo. Per arrivare nei In Norvegia è possibile scegliere tra più di 800 campeggi. La maggior piccoli paesini, nelle numerose e splendide casette parte di essi offre sia piazzole per montare la tenda o per camper , sia isolate, i km da fare sono molti e spesso occorre bungalow di vario tipo. Il livello delle strutture e dei servizi è molto salire sui piccoli traghetti che collegano le rive buono e quasi tutti sono immersi nella natura. I prezzi medi per un opposte dei fiordi. Il trasporto delle merci è camper con due personesono intorno ai 20 euro per notte, inevitabilmente costoso. In Norvegia però è anche ammesso il campeggio libero. In questo modo E poi loro, i Norvegesi, sono davvero marziani è possibile che vivono in un paradiso tutto loro. La Norvegia soggiornare gratis in uno dei Paesi più cari al mondo. Il campeggio è a tutti gli effetti un'isola, separata da tutto e tutti. libero, sia con Fuori dall' Euro, fuori dalla UE, ha uno degli stati camper che con tende, è permesso su tutto il territorio norvegese a patto sociali più avanzati del pianeta. di rispettare le semplici regole dettate nell'allemannsretten, il diritto di E ragionano in modo tutto loro, i Norvegesi. accesso, che dal 1957 è entrato a far parte della legge che regola le Sempre estremamente educati non hanno tuttavia, attività all'aperto e che testimonia della grande civiltà e della apertura almeno apparentemente, il calore umano al quale mentale di questa gente. siamo abituati noi mediterranei. E sono sempre Esso assicura che tutti possano vivere la natura, anche su aree di organizzati ed efficienti. proprietà privata. Si può piantare una tenda per la notte o fermarsi Un episodio per spiegare meglio la loro mentalità. con il camper ovunque, nelle campagne, foreste o montagne a patto di Pochi metri prma di un tunnel ci troviamo la tenersi ad almeno 150 metri di distanza dall'abitazione più vicina. strada sbarrata da un mezzo con lampeggianti Se si vuole dormire per più di due notti nello stesso posto, è necessario arancione. Un signore con giubbotto rifrangente e chiedere il permesso al proprietario del terreno, eccetto in montagna o paletta ci fa cenno di fermarci e, gentilissimo, ci nelle zone molto remote. informa che dovremo attendere non più di 5 12


minuti. Pensiamo stia per transitare in senso contrario un trasporto eccezionale. Vediamo infatti arrivare dopo pochi minuti un secondo mezzo, anche lui con luci lampeggianti. Ma non era seguito da un trasporto eccezionale, bensì da alcune auto. Il mezzo lascia andare via le auto, gira e si mette davanti a noi. Riparte e il signore con la paletta ci invita a seguirlo, salutandoci con grandi sorrisi. Senza capire seguiamo la macchina che recava anche un cartello giallo con quello che, in norvegese, pareva " Seguimi ". Scopriamo così che nel tunnel vi erano lavori in corso e il mezzo fungeva da auto di sicurezza sia per gli operai, sia per gli automobilisti, facendo la spola avanti e indietro fra i due capi opposti del cantiere, scortando via via le auto in attesa. Per non parlare poi dei cantieri in movimento di manutenzione stradale che si incontrano spesso, dotati di macchinari lunghi decine di metri che letteralmente frantumano l’asfalto vecchio e lasciano dietro di sè un perfetto tappeto di liscio asfalto nuovo di zecca. Risaliamo ancora verso Nord per raggiungere un altro dei grandi fiordi, il Sognefjord o “ Fiordo dei Sogni “. Ed ecco finalmente la Norvegia. Quella che sembra di attraversare è una scenografia degna de " Il Signore degli anelli", peccato solo la pioggia spesso fastidiosa e il cielo grigio. Percorriamo strade a picco su laghi e fiordi, con gallerie e ponti arditi, fra cascate impetuose e spesso strapiombanti. Appare anche la prima neve e si intravedono i primi ghiacciai. Risalendo verso il grande Nord faranno da sfondo continuo al nostro viaggio, nonostante il sole di mezzanotte. Da qui ancora il fenomeno non si manifesta, ma la notte non esiste più, il cielo si stempera, anche a mezzanotte, in un chiarore sempre più diffuso.

La Norvegia in breve

La Norvegia è una monarchia parlamentare di tipo costituzionale. Ha una popolazione di poco superiore ai 5 milioni di abitanti mentre il territorio ha una superficie di 385 199 km². Le sue coste frastagliate sono rotte da enormi fiordi di origine glaciale le cui acque, nonostante l’elevata latitudine del Paese, non gelano mai grazie all’influsso della temperata corrente del golfo del Messico. Il servizio militare è obbligatorio per uomini e donne, dura 12 mesi e prevede dei periodi di addestramento supplementare. La Norvegia è uno dei pochi paesi europei (insieme con Svizzera, Bielorussia e Russia) che non ha mai espresso volontà d'entrare a fare parte dell'Unione europea pur aderendo all’ area Schengen che garantisce la libera circolazione di persone e merci. La Norvegia ha indetto due referendum per l'entrata nell'Unione Europea, uno nel 1972, l’altro nel 1994, ed entrambe le volte i cittadini hanno bocciato la proposta. La moneta è la Corona norvegese ( 1 Euro = 9,62 Corone ). L’uso del contante è limitato. E’ possibile fare la spesa ovunque usando bancomat e carte di credito, diffusissime anche all’ imbarco dei traghetti dove i biglietti possono essere a cquistati senza scendere dai mezzi. I ragazzi delle compagnie di navigazione sono tutti dotati di lettori portatili di carte. La Norvegia, nel 2015, è stato nominato il paese con l'indice di sviluppo umano più alto del mondo. Il PIL procapite della 13


Norvegia nel 2012 era di 99 170 $, cioè il terzo al mondo, anche se si riduce di quasi la metà calcolandolo a parità di potere d'acquisto, visto l'alto costo della vita. Questo risultato si deve alla notevole espansione economica degli ultimi anni dovuta alla produzione di energia idroelettrica, allo sfruttamento dei giacimenti petroliferi del Mare del Nord e all'esportazione di materie prime come il legno (dalle numerose foreste), pesce e minerali.

Raggiungiamo Flam, sul Sognefjord, il fiordo più lungo della Norvegia e il secondo al mondo dopo Scoresby Sund in Groenlandia. Meta estiva di migliaia di visitatori è raggiunto da numerose navi da crociera. Si estende per 204 km ed è caratterizzato dalla Lo spettacolare Sognefjord con l’equipaggio di questa natura incontaminata, dalle montagne e avventura, Romeo compreso dalle cascate. Le sue montagne ospitano il ghiacciaio di Jostedalsbreen, il più grande d'Europa su terraferma, con una superficie di 487 km2. Oltre al ghiacciaio vi è il parco Nazionale di Jotunheim, situato tra varie alte montagne come lo Store Skagastølstind, (2.405 m). Numerose sono anche le cascate, ad esempio quella Årdal, 275 m. Caratteristica delle cittadine del Sognefjord sono le chiese di legno, come quelle di Borgrund, Vik e Kaupanger, tutte risalenti all XI-XII secolo. Tra le chiese importanti vanno ricordate quella di Luster, compresa nella lista del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, e quella di Undredal, la più piccola della Scandinavia .

Oggi abbiamo finalmente avuto il piacere di vedere il Sole e osservare la traiettoria che disegna nel cielo. Allora funziona così : qui la nostra stella ( e siamo ancora qualche centinaio di km sotto il circolo polare artico ) non sorge verso est e non tramonta verso ovest. Scordatevi come siamo abituati noi italiani. L'unica cosa che fa ancora è di stare a sud, un pò più alto nel cielo, verso mezzogiorno. Per il resto il Sole sorge circa 20 gradi a sinistra del nord Una delle tante piccole chiese di legno che si incontrano lungo le strade geografico e tramonta circa 20 gradi ad della Norvegia, semplici ed essenziali come il carattere di queste genti ovest del nord geografico e scorre lentamente durante il giorno quasi parallelo all'orizzonte, Più saliremo verso Nord e più i punti di levata e tramonto si avvicineranno, fino a che il tramonto e l'alba non esisteranno più....se vi sembra una bella cosa tenete presente che la mancanza del ciclo giorno - notte altera non poco il sonno e il ritmo biologico tende ad andare sotto stress, e che comunque d'inverno è l'esatto contrario. Proprio l’assenza di luce nei lunghi mesi invernali è una delle cause del problema dei suicidi, il cui tasso in Norvegia è molto elevato. Come dire..... ogni medaglia ha il suo rovescio. Benchè non così drammatico, un altro dei rovesci della medaglia che abbiamo potuto verificare di persona è quello del fare la spesa in Norvegia. Non tanto per i prezzi dei carburanti. Qui il diesel costa in media come in Italia. Bisogna avere l'avvertenza, quando è possibile, di fare rifornimento nei centri abitati più grandi, dove è possibile trovare distributori di nafta a 1,25 euro al litro. Il problema non è nemmeno nei prezzi dei generi 14


Una delle tante caratteristiche baite in legno immerse nella natura che è possibile incontrare viaggiando in Norvegia

alimentari. Nei supermercati i prezzi sono in media come in Italia, ad eccezione di birre, alcoolici, bevande gasate ( ho visto bottiglie di banale aranciata a 3 EURO ) e, incredibile ma vero, comunissima acqua minerale a oltre 1 euro a bottiglia. Del resto l'acqua che arriva dai rubinetti è ottima e quindi loro considerano quella in bottiglia un qualcosa di superfluo. Il pesce è più o meno a prezzi italiani, mentre la carne è più a buon mercato. Il problema sta nella pessima qualità ( almeno per noi italiani ) delle confezioni di alimenti che sono sugli scaffali. Intanto è già un grosso problema capire cosa contengono le varie confezioni stante l’impronunciabilità del norvegese. Questo nonostante le premurose commesse provino ad aiutarci. Ma, soprattutto, è nel gusto spesso “ originale “ tanto per usare un eufemismo dei cibi, oltre alla scarsa qualità e freschezza di frutta e verdura. Ancora una volta benediciamo la ricca cambusa che abbiamo portato dalla Moldova. Per spostarci da Flam al Geraingerfjord, uno dei più famosi fiordi norvegesi, scegliamo la Fv242 e la Rv15, due delle spettacolari strade turistiche nazionali. Il percorso sale di quota ( la strada è solitamente percorribile solo da giugno a settembre ), ma ne Anche a Giugno inoltrato la Fv242 presenta paesaggi invernali 15


vale sicuramente la pena. Già oltre quota 1000 appare la neve e il paesaggio si fa decisamente alpino. La strada si snoda fra altipiani e valli ricche di cascate e torrenti, e tocca piccoli paesini con le tipiche chiesette di legno.

Gli splendidi e selvaggi paesaggi di montagna tra Flam e Gerainger

Anche se ci troviamo ancora diverse centinaia a sud del Circolo Polare Artico, alle 23 il cielo è ormai ancora luminoso. Da Geiranger, che rappresenta il terzo più frequentato porto della Norvegia, per via delle circa 160 navi t uristiche che nei quattro mesi estivi visitano giornalmente la cittadina, dirigiamo su Alesund, una piccola cittàmuseo, ma anche uno dei porti pescherecci più attivi della Norvegia. Sorge nella parte settentrionale della regione dei fiordi, su piccole isole collegate fra loro: il centro si trova su Aspøya e Nørvøya, mentre su Hessa e Oksnøya ci sono aree residenziali. La città ha una conformazione molto pittoresca in quanto occupa sette isolette della costa occidentale norvegese. Ålesund ha un clima marittimo con inverni non propriamente freddi, per la latitudine, ma ventosi. Nel XIX secolo Ålesund è stato il principale porto norvegese per l'esportazione dello stoccafisso. La data più importante nella storia di Ålesund è il 23 gennaio 1904 quando un incendio, originato da una fabbrica di conserve e favorito da un fortissimo vento, rase al suolo gran parte della città realizzata con costruzioni in legno; bruciarono circa 850 edifici e 10.000 persone rimasero senza casa. L'imperatore Guglielmo II di Germania, che era solito andare in vacanza nel Sunnmøre, inviò quattro navi cariche di aiuti per la città. Ålesund venne interamente Il caratteristico porticciolo di Alesund 16


ricostruita in stile Art Nouveau da architetti norvegesi che si ispirarono allo stile europeo, soprattutto di Germania, Scozia, Francia e Spagna. La ricostruzione venne effettuata in pietra e mattoni, almeno per il suo nucleo centrale, onde limitare ulteriori incendi. I turisti affollano ora Ålesund attirati da più di quattrocento edifici vecchi di cent'anni. Da Alesund raggiungiamo Trondheim, terza città del paese e la più settentrionale delle grandi città norvegesi, nella quale non ci soffermiamo dal momento che intendiamo raggiungere al più presto la cittadina di Steinkjer, da cui parte una delle mitiche strade del pianeta, la FV17, chiamata anche Kystriksveien, che collega Steinkjer con Bodo, attraversando il circolo polare artico. La strada, dichiarata strada nazionale di interesse turistico, costeggia l'Atlantico e prevede l'uso di diversi traghetti. Il percorso permette di effettuare un viaggio appassionante, alla scoperta di paesaggi straordinari attraversando una regione intatta del litorale. I 650 km del tragitto, dominati dalla natura e dai suoi elementi ( il mare, le scogliere, i laghi e il cielo) si rinnovano costantemente, componendo un numero infinito di spettacoli indimenticabili. Sinuosa, divisa in più tronconi collegati da sei traghetti e vari ponti impressionanti, evolve tra cielo e mare sposando i contorni del terreno, mentre lo sguardo abbraccia ampi spazi vergini delimitati all'orizzonte da picchi scoscesi e da cieli limpidissimi. La FV17 è un viaggio di altri Fra cielo e mare, laghi e paesaggi incontaminati, la FV17 tempi fatto di attese da è uno spettacolare percorso che sale oltre il circolo polare ingannare lentamente fra un imbarco e l'altro e di cartelli per noi insoliti. Qui incontri il carattere dei Norvegesi, e il loro modo di ragionare, così esotico rispetto al nostro. Vivono in un mondo tutto loro, i Norvegesi, scandito non dall' alternanza del dì e della notte, ma da quella più lenta delle stagioni. E se lo possono permettere, ricchi come sono per essere i quarti produttori al mondo di petrolio, e per avere le coste baciate dalla corrente del Golfo che impedisce ai fiordi di gelare anche in inverno. E sale, lentamente, la FV La FV 17 a circa 400 km dal suo termine Nord, la città di Bodo, da cui partono i 17, verso il circolo polare traghetti per le isole Lofoten. I cartelli preannunciano uno dei numerosi tratti in traghetto. 17


artico, con i suoi paesaggi di mille isole ardite e misteriose e i suoi piccoli paesi colorati.

L’ attesa fra un traghetto e l’altro è ampiamente ripagata dalla vista dell’ Oceano Atlantico che si perde fra miriadi di piccole isole

E’ ormai il 30 di giugno. Ci troviamo a pochi km appena più a sud del circolo polare artico, 67° nord, la linea immaginaria che delimita il punto più a sud del Polo Nord in cui almeno un giorno all'anno,esattamente il 21 di giugno solstizio d’estate, il sole non tramonta mai, e almeno un giorno all'anno, il 21 dicembre solstizio di inverno, il sole non sorge mai. Oggi qui il sole ancora per questa sera tramontera' ma solo per poche decine di minuti. Domani attraverseremo il circolo polare, ma per vedere il sole di mezzanotte, essendo il primo luglio, dovremo raggiungere Bodo. Ma per almeno 14 giorni, risalendo sempre più a Nord, la notte per noi sarà solo un ricordo. Lungo il percorso ci soffermiamo in un’ampia zona verde da cui emerge un monumento con scritte in carattere cirillico. Veniamo così a scoprire una pagina di stoia che noi italiani non conosciamo. Erano quasi 100.000 i giovani soldati sovietici deportati qui in Norvegia dai nazisti. Molti di loro morirono di stenti nei campi di lavoro, molti altri morirono combattendo a fianco dei partigiani norvegesi. A questi 13.000 morti sovietici la Norvegia ha dedicato questo suggestivo e coinvolgente cimitero di guerra. Il tempo, per fortuna, si mantiene bello, la temperatura è tornata gradevole e il pantalone corto può fare la sua ricomparsa. Attraversiamo il circolo polare artico su uno degli ultimi 18

Un cippo che ricorda i nomi di alcuni dei militari sovietici caduti nel secondo conflitto mondiale combattendo contro i tedeschi a fianco dei partigiani norvegesi


traghetti che dobbiamo utilizzare per salire verso Bodo. Il circolo è segnalato da un globo metallico visibile dal traghetto su una costa selvaggia.

Il globo stilizzato che indica la posizione geografica del circolo polare artico

Quando la geografia astronomica diventa realtà

Il fenomeno dell’ alternanza delle stagioni, e la conseguente importanza delle linee immaginarie dei circoli polari e dei tropici è una conseguenza del fatto che il nostro pianeta descrive nel corso di un anno un’orbita intorno al Sole con un asse di rotazione inclinato di corca 23 °. L’ alternanza delle stagioni, che ha un ruolo fondamentale per la vita sulla Terra, nelle regioni circumpolari assume toni veramente estremi. Il 21 di Giugno, giorno del Solstizio d’ Estate, a causa dell’ inclinazione dell’ asse terrestre, l’emisfero Nord presenta la massima esposizione al Sole. Quel giorno, a mezzogiorno, il Sole si trova esattamente perpendicolare al parallelo noto come tropico del cancro, 23 ° 27’ di latitudine Nord. Tutte le regioni del pianeta, comprese fra il polo Nord e il parallelo a 66 ° 33’ Nord, noto come circolo polare artico, sempre a causa dell’ inclinazione dell’ asse, nonostante la rotazione terrestre sono 24 ore su 24 sempre illuminate dal Sole, che produce il noto fenomeno del Sole di mezzanotte. Il contrario avviene all’emisfero Sud, dove tutte le regioni comprese fra il polo Sud e il parallelo a 66 ° 33’ Sud, noto come circolo polare antartico, nonostante la rotazione terrestre sono 24 ore su 24 sempre al buio. Dal 22 di giugno , proseguendo la Terra la suo orbita intorno al Sole, il circolo attorno al polo Nord in cui il Sole non tramonta mai e quello attorno al polo Sud in cui non sorge mai si vanno progressivamente restrigendo attorno ai poli. Il 21 marzo ( equinozio di primavera ) e il 23 settembre ( equinozio di autunno ) i raggi del Sole diventano perpendicolari all’ equatore, e su tutta il pianeta, poli compresi, il dì e la notte hanno uguale durata di 12 ore. Mentre per noi italiani tutto ciò si traduce in estati con le notti corte e i dì lunghi e in inverni in cui questo si verifica al contrario, qui il fenomeno diventa estremo. Vi garantisco che, per chi come noi non vi è abituato, tutto questo comporta uno stress notevole per l’organismo e i suoi ritmi biologici. 19


A Bodo purtroppo il tempo si rifà freddo e piovoso. Situata su una penisola che si protende verso il Mar di Norvegia, Bodø è una delle città più ventose del paese e la strada che vi giunge da Sud attraversa il ponte sullo Skjerstadfjorden, dove si manifesta la corrente di marea più forte del mondo, con una velocità dell'acqua che raggiunge i 41 km/h. Qui la durata del giorno cambia in modo significativo nel corso dell'anno. Bodø è appena a nord del Circolo polare artico per cui il sole appare sopra l'orizzonte ininterrottamente dal 31 maggio all'11 luglio, per ben 41 giorni. Al contrario, il sole non sorge mai a dicembre e a gennaio. Bodo è un’ottima base di partenza per raggiungere via mare l’antistante arcipelago delle Lofoten. Ci dicono che per andare alle Lofoten con il traghetto delle 11 bisogna prenotare ( ma il sito della compagnia di navigazione non dà più posti disponibili per la prenotazione on line, sono il 40 % del totale ), altrimenti occorre essere sulle linee di imbarco almeno alle 7 del mattino. Tentiamo la sorte e arriviamo al porto alle 10 e 58. Ci acchiappano al volo e ci fanno salire in pochissimi minuti. Le Lofoten già ti sconcertano non appena appaiono all'orizzonte. Le vedi e pensi che non è possibile vivere in quel mondo alieno e selvaggio. Invece ci vivono eccome. Hanno case che sono piantate nell'acqua e paesaggi unici, con un territorio caratterizzato da montagne che finiscono a strapiombo sul mare. Una strada con una serie di costosi tunnel e ponti stradali, ha permesso di congiungere direttamente tutte le principali isole dell'arcipelago, rendendole maggiormente accessibili anche agli autoveicoli. Nelle lunghe notti invernali le Lofoten sono considerate uno dei luoghi migliori per poter osservare la aurore boreali. Ci trovi pure Å, che è il nome lunghissimo del paesino dove il mondo Le caratteristiche abitazioni di legno costruite sull’ acqua delle isole Lofoten sembra finire, proprio sulla punta estrema dell’ arcipelago. Å che con la logica tutta norvegese, è l'ultima lettera del loro alfabeto e dove ci trovi pure, indicato in perfetto italiano, il Museo della Stoccafisso, ed una sorridente, simpaticissima e biondissima fornaia.

La fornaia di Å 20


E stoccafisso a seccare si trova ovunque ovunque. La popolazione infatti vive principalmente ancora di pesca del merluzzo, che tra l'altro è anche la principale tipologia alimentare delle isole. Il merluzzo pescato nell' arcipelago delle isole Lofoten è considerato uno dei migliori di tutta la Norvegia, l'Italia importa circa l’ 80% dei merluzzi pescati nelle isole Lofoten e circa il 40% di quello di tutta la Norvegia. Le teste, invece, appese ad essicare in apposite rastrelliere, vengono esportate soprattutto nei Paesi africani. E qui alle Lofoten riusciamo

Teste di merluzzo ad essicare. Alle Lofoten si incontrano numerose strutture simili a questa. finalmente ad immortalare il famoso Sole di mezzanotte. A quell’ora il Sole si trova a Nord, a circa 7 gradi sopra l’orizzonte. Da questo momento riprenderà lentamente a risalire spostandosi ora dopo ora verso est per raggiungere il sud a mezzogiorno, a circa 40 gradi sopra l'orizzonte. Nel pomeriggio scenderà lentamente verso ovest e poi ancora verso nord, dove ritornerà a mezzanotte, senza mai tramontare. L’elevata latitudine nord determina che l’antenna Il sole a mezzanotte si intravede a nord dietro le nuvole. satellitare a puntamento automatico del nosro camper ormai si dispone quasi parallela al terreno. I satelliti per telecomunicazione, infatti sono tutti posizionati lungo l’equatore, ad una altezza tale da muoversi con la stessa velocità della rotazione terrestre. Da queste latitudini l’equatore è ormai molto basso sull’ orizzonte, circa 20 ° sopra di esso, e ciò spiega il singolare puntamento dell’ antenna. Il gingillo, interamente progettato e costuito in Italia dalla Mecatronic di Porreta Terme, ha funzionato egregiamente per tutto il lungo viaggio. Risaliamo l’ arcipelago delle Lofoten verso nord, sotto una pioggia feroce. Raggiungiamo così Alta, la città più a nord della Norvegia, 70° nord, famosa perchè ogni inverno ci costruiscono l'hotel di ghiaccio che, regolarmente, ad ogni primavera si scioglie. Il paesaggio, e soprattutto la luce, si fanno sub polari. Qui vivono i Sami, i pastori nomadi di origine siberiana, inconfondibili con i loro tratti orientali. La neve è ormai a livello del mare. Intanto sarà necessario sostituire le due batterie di servizio del camper, la cui autonomia è ormai scesa a poche 21


ore, il che rende difficile la sosta libera considerato che qui il riscaldamento di notte deve funzionare. Del resto le poverette hanno ormai sei anni e mezzo ed è ora che vadano in pensione. Continua la sofferenza alimentare. Sopravviviamo grazie alle provviste opportunamente stivate prima della partenza. I Norvegesi hanno piccoli supermercati, catene a noi sconosciute, tutti bui e tristi e che vendono tutti le stesse cose. Il dramma Lungo la strada che dalle Lofoten conduce ad non sono tanto i prezzi Alta, nell’ estremo Nord norvegese assurdi ( una confezione di pane tipo mulino bianco costa quasi 5 euro e noi ne abbiamo ottenute deliziose fetunte abbrustolite con aglio e olio d'oliva, che qui non sanno nemmeno che roba è ), quanto che i contenuti delle confezioni sono quasi sempre indecifrabili e spesso i cibi sono elaborati con sapori dolciastri ai quali non siamo abituati, per cui risultano immangiabili. In compenso torno a sottolineare la loro efficiente organizzazione. Ogni qualche decina di chilometri si incontrano cantieri stradali in piena attività, che danno lavoro a decine di giovani, e regolati in maniera esemplare. Qui il tasso di disoccupazione è del 3 %. Quello che colpisce è il fatto che, anche nelle zone più remote del Paese, si incontrano sempre gruppi di case. Di cosa vivano qui è difficile da comprendere, ma probabilmente devono avere sussidi e incentivi fiscali enormi. Un altro mondo, sotto tanti punti di vista. Se avessero anche una cucina decente sarebbero quasi perfetti. L'estremo nord della Norvegia è un paesaggio fatto di altopiani innevati e lunghi deserti polari. Compaiono le prime renne. Davanti ad ogni casa la presenza di slitte e motoslitte ci ricorda la natura rigida e nevosa di questi luoghi. La pioggia non cessa, fa freddo che sembra gennaio. Per questo non saliremo a capo Nord, inflazionata e piatta meta turistica che, in queste condizioni metereologiche è inutile raggiungere. La sosta in uno dei campeggi di Alta è l’occasione per confermare la grande onestà dei norvegesi. Ho dimenticato ieri sera il mio orologio nella doccia del campeggio. È un orologio non pregiatissimo ma comunque di ottima marca. Me ne sono reso conto solo oggi in tarda mattinata. Nella doccia non c'era più. L'ho dato per perso, questo almeno sarebbe probabilmente L’ interminabile strada che da Alta sale verso Capo Nord


accaduto in un campeggio del nostro bel Paese. La ragazza delle pulizie mi invita a rivolgermi alla reception. E l'orologio era là. Qualcuno lo aveva trovato e lo aveva immediatamente consegnato all'ufficio. Chapeau.

Uno dei numerosi branchi di renne che si incontrano mentre pascolano libere fra Alta e Capo Nord

Il tempo inclemente ci ha indotto a scendere di qualche grado di latitudine. Eccoci nella Lapponia finlandese. Appena scesi di poche centinaia di chilometri, il tempo torna a farsi bello, e riappare il sole. Qui il circolo polare è chiamato Napapiiri, e il suo passaggio è La scultura che indica il passaggio del circolo segnalato lungo la strada che scende verso polare lungo la strada che dall’estremo Nord Sud da un appariscente scultura della Finlandia scende verso Helsinki stilizzata. La Finlandia è il Paese dei laghi, delle saune, delle simpaticissime renne e delle maledette zanzare. Le renne, in particolare, passeggiano serene in mezzo alla strada, per fortuna gli automobilisti finlandesi ne segnalano la presenza con grandi sfanalamenti. La spesa alimentare sta ritornando un piacere. Ottimi formaggi e pesci affumicati deliziosi. Il vino e gli alcolici continuano a mancare nei supermercati ordinari e, come in Norvegia, sono venduti in appositi magazzini, la birra va intorno agli 8 euro al litro, l'acqua minerale in bottiglia si mantiene sui livelli norvegesi, 1 euro a bottiglia. Il gatto Romeo si dimostra camperista incallito. Attende con pazienza che la tappa sia finita quindi esce e gioca come un


pazzo. E non perde mai di vista il camper, diventato ormai la sua seconda casa.

La Finlandia in breve

In Finlandia vivono 5,4 milioni di persone, per la maggior parte concentrate nelle regioni meridionali, attorno alla capitale Helsinki. Il Paese aderisce alla UE, all’ Euro e all’ area Schengen. In termini di superficie, è l'ottavo stato più grande d'Europa e lo stato con più bassa densità di popolazione nell'Unione europea. I quasi 200.000 laghi del Paese si sono formati all'epoca delle glaciazioni. Spesso collegati fra di loro e con numerose isole, questi laghi occupano circa un decimo del territorio finlandese e costituiscono l'immagine simbolo del paese. La Finlandia era in ritardo rispetto all'industrializzazione, rimanendo uno stato in gran parte agricolo fino al luglio del 1949. Successivamente, lo sviluppo economico è stato rapido, tale che con un reddito pro-capite nominale di oltre 49 000 dollari, la Finlandia è uno degli stati più ricchi del mondo. Secondo alcune stime, la Finlandia ha il miglior sistema educativo in Europa ed è stata classificata come uno degli stati più pacifici ed economicamente competitivi del mondo. È stata anche classificata come uno degli stati al mondo con la più alta qualità della vita. La Finlandia ha un tasso di alfabetizzazione del 100% ed è uno dei paesi al mondo con il più alto tasso di acquisto di libri e quotidiani pro capite. Come in Norvegia, il servizio militare è obbligatorio dal 18º anno di età. Fatto il servizio di leva, i cittadini rientrano nella riserva fino all'età massima di 60 anni e ogni 5 anni devono annoverare un minimo di 100 giorni di richiamo in servizio a ddestrativo/operativo. La Finlandia non è membro della NATO, e mette a disposizione le proprie forze Le renne si incontrano molto spesso nel nord della Finlandia. militari per le sole missioni di pace Non si preoccupano granchè delle automobili e quindi occorre prestare sempre molta attenzione


Continuiamo, lentamente, a scendere verso sud. La stanchezza comincia a farsi sentire quindi preferiamo accorciare le tappe. Si ha così l'opportunità di cogliere alcuni aspetti nascosti di questo Paese, le cui persone appaiono niente affatto stressate. Molti, dopo avere guardato la targa del camper, ci salutano sorridenti. Laghi e foreste sconfinate di abeti devono essere magici quando la neve li ricopre. Scendendo lungo la Highway 5, a circa 30 km a nord della cittadina di Suomussalmi, nel nord-est della Finlandia, veniamo accolti da uno spettacolo davvero particolare. Davanti ai nostri occhi si palesa una folla di quasi mille figure, simili a spaventa passeri, cheprende il nome di "Popolo silenzioso o di "Hiljainen kansa" in finlandese. Si tratta di creazioni realizzate dall'artista locale Reijo Kela. I giovani del luogo cambiano d'abito questi personaggi due volte all'anno con i vestiti raccolti attraverso le donazioni della popolazione. Molti si chiedono quale sia il significato di questa installazione. Ma l'artista si rifiuta di fornire qualsiasi spiegazione. Alcuni credono che l'opera rappresenti delle persone dimenticate o forse i caduti di una feroce battaglia avvenuta durante la Guerra d'Inverno nel 1939-1940 tra i finlandesi e la Russia sovietica. La sosta ci dà comunque l'occasione di soffermarci in un piccolo mercatino, con tanto di degustazione di crepes preparate all'istante. Dobbiamo arrivare a Helsinki. Le batterie ormai non riescono più a garantire il funzionamento del riscaldamento a gasolio del camper e siamo costretti a ricorrere alle bombole di gas, la cui autonomia è notoriamente ridotta e, se dovessero esaurirsi, non avremmo qui la possibilità di sostituirle poichè gli innesti finlandesi non sono compatibili con i nostri . Per scendere verso Sud scegliamo di attraversare una delle zone più pittoresche e affascinanti della Finlandia, ovvero la Carelia, una regione storica, patria dei careliani, Il “ popolo silenzioso “, opera dal significato popolazione che abitava vaste aree sconosciuto ma comunque originale e dell'Europa settentrionale, di suggestiva dell’artista finlandese Reijo Kela importanza storica per Finlandia, Svezia e Russia. La strada qui corre per molti chilometri parallela al confine russo, da cui dista in certi punti, meno di 20 km. Troviamo così un cimitero militare che ricorda quella che qui chiamano " La guerra d'inverno ". Nell' inverno 1939 - 1940 le truppe sovietiche, approffitando del patto di non aggressione fra Hitler e Stalin, invasero la Finlandia e lungo questa parte di confine si svolse una sanguinosa guerra di trincea. Le postazioni sono ancora oggi ben conservate, fra boschi, prati fioriti e torrenti, e paiono la scenografia de " La guerra di Piero " di Fabrizio de Andrè. Nel cimitero militare le tombe dei soldati finlandesi e russi sono rappresentate da enormi sassi e, al centro, un monumento è ornato di Il cimitero della Guerra di Inverno del 1939, altra pagina 105 campanelle, una per ogni giorno di questa drammatica di una storia che molti italiani non conoscono


" Guerra d'inverno". Il vento le fa oscillare e il loro tintinnio, negli spazi immensi e grandiosi della natura finlandese, meglio di ogni parola ricorda l'assurdità della guerra. Una strada militare, dal 1984 dichiarata " strada museo ", lunga una ventina di km, conduce a meno di 3 km dal confine con la Russia. Una sbarra e una postazione con torrette della polizia di frontiera finlandese, ferma la nostra corsa. Non avendo il visto per la Russia inutile proseguire. La Finlandia è la terra dei laghi. Capita anche che la strada si interrompa e si debba salire su piccoli traghetti che fanno la spola fra le due sponde opposte

Gli ampi paeseaggi del sud della Finlandia, verso Helsinki

Il Lupino, il fiore dalle mille sfumature di viola, è il simbolo dell’ estate finlandese. Lo si incontra spesso lungo le strade nelle numerose aiuole.

Giungiamo infine a Helsinki. La città non presenta monumenti di particolare pregio, ma merita senz’altro una visita per la sua aria pulita e organizzata di capitale nordica. Qui le biciclette e i mezzi elettrici la fanno da padrone e, in inverno, le strade sono riscaldate per evitare la formazione di ghiaccio. Ci prendiamo due giorni per una visita della città prima dell’ imbarco imbarco per Tallin, la capitale dell’ Estonia.


Ne approfittiamo per cercare due batterie nuove per il camper in modo da avere l’energia elettrica sufficiente per tutti gli impianti di bordo. Purtroppo le batterie che cerchiamo non sono comuni. A noi servono due batterie AGM. Si tratta di batterie che non hanno nulla a che vedere con quelle che si usano per mettere in moto le automobili. Sono molto compatte, molto resistenti alle sollecitazioni meccaniche, hanno una bassa autoscarica e un'elevata resa amperometrica durante la carica. Mantengono una tensione più costante, si Helsinki, il porto antico caricano più velocemente e non necessitano di manutenzione. Come avrete capito non si trovano proprio ovunque. Ci avviciniamo ad un rivenditore di camper che, gentilissimo, ci indirizza ad un magazzino specializzato non lontano dove troviamo quello che cerchiamo : due batterie AGM nuove di zecca ad un prezzo anche molto conveniente, 199 euro l’una. Ora però nasce il problema del montaggio che è bene fare eseguire da un tecnico specializzato. Lo stesso rivenditore di camper a cui torniamo a rivolgerci ci indirizza ad una vicina officina dove un gentilissimo giovanotto procede ad installarle ( un’ ora di lavoro ) e a smaltire quelle vecchie. Chiede 15 euro. E ci offre pure il caffè. Con il camper in perfetta efficienza traghettiamo da Helsinki per Tallin. La città è bella, ma non entusiasmante. Pulita, ordinata, piena di negozietti che vendono souvenir. Strapiena di simboli del made in Italy, a cominciare dagli innumerevoli ristorantini che sembra che se non fossero venuti gli italiani gli Estoni non avrebbero saputo cosa cucinare. A mio parere non giustifica un viaggio specifico. Dedichiamo la mattinata a Tallin e poi usciamo verso sud, direzione Riga. Ci fermiamo per fare provviste in un supermercato. Sugli scaffali ricompare il vino, vuol dire che siamo sulla strada buona. Anche la qualità del cibo migliora sensibilmente. Prezzi buoni, un 20 % in meno rispetto all' Italia. Tutte le persone che hanno più di 40 anni parlano perfettamente il russo. Svetlana può finalmente conversare con le persone. La commessa del banco della gastronomia ( qui si possono assaggiare pesci affumicati eccellenti ) non riesce a trattenersi dal raccontarci di avere visitato il Lago di Garda, e di avere visto l'opera all' Arena di Verona. Quasi con le lacrime agli occhi ci tiene a dirci che l' Italia è un Paese bellissimo, ed è stata l'unica volta che le è dispiaciuto di dover ritornare a casa. La capisco, ma è meglio Una delle animate strade di Tallin, capitale dell’ Estonia


stendere un velo pietoso sulla realtà del nostro Paese tanto bello ma anche tanto maltrattato.

Un pò di Estonia

L'Estonia è il più settentrionale dei Paesi baltici, con i quali è spesso accomunata da simili vicende storiche; tuttavia la lingua e la cultura non sono di origine baltica ma ugrofinnica, come la vicina Finlandia, e per questo aspira maggiormente a essere considerata come un paese nordico. È stata protagonista di una crescita economica dal 2010, grazie alla ripresa della domanda estera e delle esportazioni verso i suoi principali partner commerciali scandinavi, Svezia e Finlandia. Le Nazioni Unite indicano il suo indice di sviluppo umano, stimato nel 2010, come "Molto Alto" (34º) e si è anche classificata ad un livello alto per libertà di stampa, libertà economica, la democrazia e la libertà politica e nell'istruzione. Il paese è uno dei primi al mondo per innovazione, diffusione ed utilizzo delle nuove tecnologie, come Internet e l'e-commerce, tanto da guadagnarsi il soprannome di e-Stonia. Qui le prime votazioni via Internet sono avvenute nel 2005 per le elezioni locali; invece le prime per le elezioni parlamentari sono avvenute per le elezioni politiche del 2007, nelle quali 30.275 persone hanno votato tramite la rete. I votanti hanno la possibilità di esprimere il loro voto in modo tradizionale, se ne hanno il desiderio. Nel 2007 il Worldwide Press Freedom Index, pubblicato da Reporter Senza Frontiere, ha posizionato l'Estonia al terzo posto, per lo sviluppo di questo sistema, su 169 nazioni. Entriamo quindi in Lettonia, dove abbiamo la piacevola sorpresa di trovare prezzi ancora più bassi. Un litro di gasolio è a 0.95 euro. La Lettonia ha una campagnia davvero splendida. Girovagando per la campagna lettone mentre dirigiamo sulla capitale Riga, ci siamo imbattuti in Cesis, piccolo e tranquillo paesino ricco di storia, grande più o meno come Sarzana, ma tenuto di gran lunga meglio. Il parco, bellissimo e molto curato, è pieno di vita e molto rilassante. Riga è la città che non ti aspetti. Se Tallin è stata praticamente desovietizzata con l'abbattimento

L’ordinato e pulito centro di Riga, capitale della Lettonia

Scorcio del parco di Cesis nella campagna lettone degli edifici di architettura sovietica ed è stata trasformata in un coacervo di modernità anonima ( a parte il centro storico, peraltro eccessivamente turisticizzato ), Riga è ancora Unione Sovietica. Non solo perchè conserva i palazzi e le imponenti strutture dell'epoca, ma soprattutto perchè qui l'unica lingua che si sente parlare è il russo. Così il tassista che ci riporta dal centro al campeggio ci racconta che con l'arrivo dell' Unione Europea le cose sono andate di male in peggio, al punto che molti rimpiangono l' Unione Sovietica dove, almeno, a 19 anni ci si poteva permettere un


lavoro e un' automobile. Adesso l'unica la libertà che c'è è quella di tirare la cinghia oppure di emigrare, come presto farà lui che andrà a Cipro. Oltrechè un giro per le piazze e le vie del centro, a Riga merita una visita la struttura che un tempo ospitava i dirigibili Zeppelin e che sono adesso sede di uno dei più grandi mercati baltici. Qui si trovano ancora le signore che vendono frutta e funghi usando, come bilancia, i barattoli di vetro, ed è possibile fare la conoscenza con la ricca gastronomia lettone, fatta di Il mercato coperto di Riga nei padiglioni degli ex ottimi dolci e pesce affumicato di dirigibili Zeppelin. Assolutamente da non perdere. ogni qualità.Anche i padiglioni dedicati alle carni sono notevoli : bistecche a 5 euro al chilo e tagli di arrosto a 6 euro al chilo. Una realtà che ancora oggi fa rivivere la cultura dei mercati sovietici dal sapore orientale. Lasciamo Riga e, prima di uscire dalla Lettonia, una devizione ci porta a Jaupils, uno di quei luoghi che ti devi cercare. Un castello del 1300 che sembra uscito dalla Francia medioevale, un parco stupendo dove le cicogne hanno fatto il nido, una piccola chiesa di campagna. E ancora tanta, tanta serenità.

Il parco di Jaupils merita una sosta per godere della sua pace e dei suoi splendidi scenari

Lasciamo la Lettonia ed entriamo in Lituania, la più occidentale delle tre repubbliche baltiche ex sovietiche. Vogliamo vedere il parco nazionale di Kursiu, che occupa la parte nord della stretta striscia di terra che, qui in Lituania, divide il mar Baltico dal mare interno di Kursiu. È una stranezza della natura che qui ha costruito enormi dune sabbiose ricoperte da lussureggianti pinete.


Il mar Baltico lungo la striscia di Kursiu

La nostra strada finisce a meno di un km dal confine con l'enclave russa di Kaliningrad, territorio incuneato fra Polonia e Lituania che la Russia ha fortemente voluto dopo la dissoluzione dell' Unione Sovietica. No visto, no Russia. Giriamo i tacchi e se ne riparlerà in futuro. Il nostro lungo viaggio volge ormai al termine. Riattraversata la Polonia e l’Ucraina occidentale, rientriamo in Moldova per qualche settimana di meritato riposo. Ma i nostri viaggi non di fermano qui e, come sempre, grazie a tutti quelli che continueranno a seguirci.

I lituani vengono qui e osano, beati loro, bagnarsi nelle acque del Baltico, che definire fresche è un complimento. Sereni paesini e spazi incontaminati, per altro pagati non poco, visto che il traghetto da Klaipeda, la cittadina sulla terraferma antistante la striscia di Kursiu costa, per 500 metri di navigazione, 30 euro, e altrettanto costa il biglietto di accesso al parco.

Il cartello che indica i km che mancano a Kaliningrad. Siamo a meno di un km dalla zona di confine con la Federazione Russa


Norvegia2017  

Diario di viaggio verso la Norvegia, attraverso 10 Paesi

Norvegia2017  

Diario di viaggio verso la Norvegia, attraverso 10 Paesi

Advertisement