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www.francozaffini.it Istruzioni a pag. 12

ANNO VIII N. 6 - 10 MARZO 2010

Periodico di informazione politica Aut. Trib. Perugia n. 12 del 30/3/99 Sped. Abb. Post. art. 2 comma 20/c L. 662/96-Umbria

L’Umbria rossa in fumo!

di Giorgio Corrado

Il buon Governo della Regione rossa è un falso mito andato letteralmente in fumo! La socialità, della quale le Sinistre si ammantavano, portandola in processione come un’immagine sacra, è svanita nel nulla. La chiusura della Merloni di Nocera, che fa seguito alla pesante crisi dei settori della ceramica e del tessile, con migliaia di famiglie in gravissime difficoltà, è solo l’ultimo caso, oggi divenuto simbolo, del fallimento di questo modello umbro. L’assenza di una lungimirante politica industriale, di settore e di filiera; i crescenti ostacoli burocratici, frutto di una Legislazione Regionale letteralmente impazzita, verso chi vuol investire e fare impresa; lo svuotamento dei distretti industriali, con forti carenze strutturali nel sistema del trasporto regionale; il prediligere finanziariamente i carrozzoni para-pubblici a discapito del sistema produttivo. Tutto questo mostra l’inadeguatezza della politica delle sinistre che perseguono fuorvianti utopie massimaliste e corrono dietro agli interessi di una ben precisa parte politica, lasciando indietro i cittadini, le famiglie e le imprese. A ciò aggiungasi che in contemporanea è venuto alla luce un altro volto di questo sistema politico operante a vari livelli. E’ di questi giorni il rinvio a giudizio per gli appalti truccati e pilotati con la pesante connivenza di spezzoni dirigenziali dell’Amministrazione Provinciale di Perugia. Avevamo già avuto modo di registrare, quasi increduli, altri episodi di malaffare legati e connessi alla gestione della cosa pubblica: dal caso Giombini alla Sanità, per finire allo smaltimento dei rifiuti.

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Non autosufficienza: l’incredibile storia delle risorse smarrite

“VETRIOLO”

Senza peli sulla lingua

Per chi non voterò di Eduardo Vecchiarelli

Tra il 2008 e il 2009 dovevano essere erogati oltre sessanta milioni di euro. di Franco Zaffini Sono passati due anni dall’approvazione della legge istitutiva del fondo per la non autosufficienza e le risorse messe a disposizione giacciono ancora nelle casse della Regione. Mentre la famiglie contano i giorni, dei 32mln di euro previsti per il 2008

e degli altrettanti previsti per 2009 non si ha traccia. Sbloccare le risorse del fondo risolverebbe buona parte dei problemi legati all’assistenza dei non autosufficienti. Ci sono residenze protette, come quelle che accolgono i pazienti malati di Alzheimer, che sono piene e necessitano di un adeguamento

del numero dei posti letto e delle rette, rimaste invariate da anni. Le Onlus e gli enti di natura cattolica si indebitano con le banche, pur di garantire servizi minimi, mentre la Regione trattiene quella che sarebbe una boccata d’ossigeno preziosa per tutto il settore dell’assistenza privata. Solo per fare un esempio,

La candidatura alla presidenza della Modena, soddisfa un po’ tutti i quadri del PDL. L’assalto alla diligenza per il voto dei vari candidati è iniziato: già compaiono manifesti giganti, che hanno l’unico scopo di far conoscere il volto del candidato, non certo le sue idee e perché si candida. Ma tant’è, oggi vale la politica dell’immagine e poco o nulla la politica del fare e delle idee. E allora eccoti la signora che dal maxi manifesto ti dice ci sono anche io, non sai chi sono, perché mi candido, che progetto sostengo? segue a pag 2

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Punto primo: semplificazione

Speciale Elezioni

Attività produttive e piano casa, le priorità dei primi 100 giorni

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Fiammetta Modena candidata del Pdl alla Presidenza della Regione, illustra il suo programma per i lettori di Idea Umbra. Un programma del “fare”, con proposte concrete da poter mettere in pratica già nei primi mesi di governo. Le due legislature della Giunta Lorenzetti, nonché gli ultimi due anni in cui il centro sinistra invece che governare è stato impegnato in lotte intestine per la scelta del candidato alla presidenza, ci consegnano un Umbria che necessità di interventi urgenti. A richiedere azioni immediate e prospettive future sono le attività produttive. Ed è per questo che al centro del nostro programma di governo c’è il rilancio dell’economia regionale che passa attraverso la centralità dell’impresa, del lavoro autonomo e dipendente. E’ necessario distinguere tra i provvedimenti immediati e le azioni di governo strategiche. segue a pag 2

Il buco “ROSSO” delle consulenze

“Spezzare l’intreccio tra politica e cooperative” Soggetti che fanno impresa in un regime di concorrenza sleale di Carlo Petrini Le cooperative sociali sono una speciale categoria di cooperative, caratterizzata dal fatto di “perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini” attraverso la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi (tipo A) oppure lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate (tipo B). Questa è la definizione che dà l’articolo 1 della Legge 8/11/1991 n° 381 che disciplina le cooperative sociali e alla quale occorre

di Franco Zaffini La crisi morde ma nonostante tutto, un ‘giovane precario’ del Pd ha trovato finalmente collocazione nel mondo del lavoro. Trattasi di Giampiero Rasimelli, classe 1954, già consigliere provinciale del Pd, rientrato nelle stabilizzazioni della Regione Umbria, non prima però di aver percepito cospicui compensi per consulenze esterne. Passando in rassegna il copioso elenco degli segue a pag 3

fare riferimento per conoscere gli specifici obblighi e divieti cui queste cooperative sono sottoposte e che ne giustificano il particolare regime tributario. La stessa legge disciplina la figura del socio volontario e del socio svantaggiato e prevede convenzioni stipulabili tra Enti pubblici e cooperative sociali. La domanda che ci poniamo è questa; quanto sono rispettati i principi di base e queste norme dalle cooperative? A Spoleto, le cooperative sociali presenti rappresentano un’importante realtà sia sotto il profilo occupazionale sia dell’erogazione di servizi. Lo sviluppo di questa particolare forma imprenditoriale è legato a segue a pag 5

Il “Caso Morgan”

Casa...e libertà

di Marco Scurria

di Emanuele Prisco

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Direttore Responsabile: Laura De Siati Direttore Politico: Giorgio Corrado Stampa: Litostampa 3B Spoleto

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ex Ospedale Monteluce

Umbria emergenza suicidi

Nocera, centro cardiologico

di Franco Zafini

di Michael Surace

di Giovanni Bontempi

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pag 2 - marzo 2010

n° 6

Punto primo: semplificazione Attività produttive e piano casa, le priorità dei primi 100 giorni

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Per chi non voterò

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di Eduardo Vecchiarelli

Fiammetta Modena candidata del Pdl alla Presidenza della Regione, illustra il suo programma per i lettori di Idea Umbra.

Che t’importa, non la voto. E allora eccoti un faccione con le braccia conserte che ti sorride, tu che lo consci sai quanti cazzo di casini ha combinato in giro per il territorio pur di garantirsi una manciata di preferenze personali. Gli frega assai del programma per l’Umbria, è candidato a prescindere, prima ce ne libereremo e meglio sarà per la Pdl, non lo voto. E allora eccoti l’altro con un sorrisetto così così, che pare dirti: “ho militato per oltre quaranta anni nel partito, datemi la pensione” e trova pure chi gli dice va bene, di politica ricorda solo gli anni in cui si faceva a botte, non lo voto. E allora eccoti il nuovo della politica che per grazia ricevuta, pensa di essere “unto dal Signore”, e urla da anni se non mi candidano alle regionali faccio un casino, non lo voto. Tre esempi non a caso, ma come per altro non dare torto a certi personaggi che vedono nella elezione a consigliere regionale il miglior modo possibile di sbarcare il lunario e farsi la pensione. E allora eccoti una poveretta che per dar seguito alla logica delle quote rosa si ritrova candidata dove già c’è il faccione con le braccia conserte, candidata solo per non prendere voti e soldi, non la voto. Che gli importa a questi se la Regione la governeranno ancora le sinistre, se continuerà la china verso il disastro socio economico del “pianismo” di stampo sovietico che imperversa grazie alle scelte fatte dalla Lorenzetti e compagni. Questa è gente che ha perso il senso della misura, l’accompagna solo uno smisurato senso del loro “io” e null’altro. Ognuno legga chi vuole nella descrizione dei candidati se può, ma voti con coscienza, pensando che quando la Modena vincerà, dovrà governare anche con questa zavorra.

Primo punto da mettere in campo in pochi mesi, la semplificazione. Tempi certi, risposte rapide, individuazione dei responsabili dei procedimenti e sanzioni in caso di inadempienze o ritardi. Altro ragionamento è quello strategico che attiene ai problemi strutturali di medio e lungo periodo e cioè la dimensione delle unità produttive, la connotazione sistemica e la dotazione infrastrutturale ed economica. Inoltre, ora che il federalismo fiscale e i provvedimenti del Governo nazionale in merito alle Comunità Montane sono alle porte è necessario eliminare i centri di costi inutili come Enti ed Agenzie regionali il cui unico ruolo è giustificare la propria esistenza e la propria autoconservazione. L’eliminazione dei costi superflui permette di incanalare le risorse pubbliche verso lo sviluppo, fulcro del nostro

programma di governo. Tra l’altro la riorganizzazione delle Agenzie regionali e l’eliminazione degli Enti superflui era la priorità del programma della ormai passata legislatura di centro sinistra, ma proprio su questo punto nodale si è registrato il maggior grado di immobilismo dovuto all’incapacità decisionale politica che ha caratterizzato la Giunta uscente. Giunta che è stata in grado, per motivi strumentali ed ideologici, di sterilizzare il cosiddetto Piano Casa. Uno strumento progettato dal Governo nazionale che riguarda sia le abitazioni che le strutture commerciali e produttive e che rappresenta un fondamentale volano per l’economia e al tempo stesso dà una risposta concreta alle esigenze di migliaia di famiglie e di aziende. Nei primi 100 giorni attueremo il Piano casa così come progettato a livello nazionale. Condizione

fattibile in quanto non prevede alcun costo né per i cittadini né per la Regione ma solo benefici immediati. Il nostro programma, insomma, parte dalle esigenze del mondo produttivo, perché sappiamo che la ripresa economica è la condizione necessaria per il benessere dell’intera regione e di tutti i suoi cittadini.

Il “caso Morgan” e la normalizzazione culturale delle droghe Intervenire sul disagio, ma soprattutto valorizzare i casi positivi

di Marco Scurria Europarlamentare Pdl - Capogruppo del Ppe in Commissione Cultura e Istruzione Il caso Morgan, ove mai avesse un aspetto positivo, ha certamente avuto il merito di rilanciare prepotentemente nel dibattito politico del Paese l’annosa questione dell’uso di sostanze stupefacenti tra le giovani generazioni. Una discussione ormai ferma da troppi anni e che necessita, invece, di una più responsabile e profonda riflessione. Non solo alla luce del fatto che l’Italia - come ci segnala l’ultimo Rapporto che arriva dall’Osservatorio di Bruxelles - è fra i cinque Paesi con il più alto consumo di cocaina in Europa, ma anche e soprattutto in virtù del fatto che le strategie di intervento ed i servizi oggi offerti rischiano di essere il più delle volte obsoleti rispetto ai profondi e complessi cambiamenti che il fenomeno dell’ uso e della dipendenza da sostanza stupefacenti continua a subire. Nel corso degli anni, infatti, le cose sono molto mutaL’Italia è tra i te: si sono modile modalità cinque paesi ficate di consumo, le con il più alto sostanze consumate, i profili del consumo consumatore così di cocaina come i luoghi del in Europa consumo stesso. I dati raccolti da una recente indagine svolta dal Mo.d.a.v.i. Onlus, associazione che ho presieduto sino a un anno fa, ha messo in evidenza che l’età di approccio alle droghe è ormai dai 12 ai 13 anni e che i giovani che usano queste sostanze lo fanno senza una vera scelta ma più come un sostegno alla loro ricerca di socializzazione e omologazione. Il mondo delle droghe si arricchisce, inoltre, ogni giorno di più di nuove sostanze, di nuove soluzioni da offrire a coloro che vagano in cerca di nuovi “sballi” ed emozioni sempre più forti. Questo quadro mutato, però, invece che portare ad un riesame del fenomeno e ad un innalzamento della guardia, ha comportato un pericoloso calo d’attenzione nei confronti del problema e ad una

paradossale sdrammatizzazione della questione. Gli effetti provocati dalle dichiarazioni di Marco Castaldi, alias Morgan – fatte le dovute eccezioni - sono un’evidente dimostrazione di quanto appena detto. La preoccupante ammissione del cantautore non solo non ha portato all’auspicabile e, ormai, necessaria riflessione sul tema, ma ha addirittura scatenato un vortice di buonismo ipocrita che ha tentato in tutte le maniere di sminuire la portata devastante di quelle affermazioni. L’ex leader dei Bluevertigo viene, infatti, stretto in un abbraccio più o meno collettivo e il caso finisce a tarallucci e vino: Don Mazzi lo assolve e dipinge la sua uscita come una semplice “bischerata”. Claudia Mori difende il cantautore e dice che un artista del calibro di Morgan non può essere trattato in questo modo. Stefano Bonaga afferma che è Sanremo a non meritarlo. L’On. Livia Turco, con voce strozzata e occhio lucido, alle telecamere di Porta a Porta dice che Morgan è una persona autentica. Lucio Dalla lo invita a continuare ad assumere droghe se la cosa lo diverte, purchè non lo racconti in giro. Ciò che drammaticamente emerge da questa vicenda è Per rinnovare che vi sia radicalmente non solo un i servizi per la generale disinteres- tossicodipendenza se ad afoccorre un frontare in maniera più atteggiamento realistica il ‘tolleranza zero’ fenomeno, verso ogni tipo ma addirittura una di droga. sorta di relativizzazione del problema droga: le affermazioni di Morgan, infatti, sino a pochi anni fa sarebbero state giustamente interpretate nella loro drammatica entità, mentre appare lampante che oramai abbia preso piede quella inclinazione a perce-

pire le droghe, e tutte le sostanze psicoattive, in una luce di normalizzazione culturale che ha aperto le porte a modi di essere sempre più tolleranti e possibilisti nei confronti di esperienze estreme e in passato considerate pericolose. Il caso Morgan ha evidenziato ancora una volta che ormai l’uso di sostanze stupefacenti non è più stigmatizzato come devianza, ma è appunto normalizzato e spesso La droga si tollerato sconfigge solo se la come fatpercezione sociale to relativo alla sfera del fenomeno è personale, negativa piuttosto che essere considerato un fenomeno sociale con refluenze “collettive”. Per contrastare questo atteggiamento è necessario che il tema della lotta alla droga riguardi un processo di miglioramento delle strategie di intervento che arrivi sino ad un rinnovamento radicale del sistema dei servizi per la tossicodipendenza: un cambiamento che dovrebbe avere come punto di riferimento un atteggiamento di “tolleranza zero” nei confronti di ogni tipo di droga e la cui costante rimanga sempre il tossicodipendente inteso come persona che, privata della propria libertà, cerca nelle sostanze stupefacenti una risposta ai propri problemi e al proprio malessere. Una strategia capace di intervenire sul disagio, laddove si manifesta, ma anche e soprattutto nella promozione dell’agio, nella valorizzazione dei casi positivi. Oggi come ieri il problema rimane essenzialmente “culturale”: fino a quando la lotta alla droga sarà vissuta nella contrapposizione “antica” fra proibizionisti e antiproibizionisti non si riuscirà a focalizzare la centralità dell’uomo quale soggetto di messaggi sociali condizionanti; fino a quando una certa tolleranza verrà concepita come un grimaldello per blandire i giovani e dar loro la sensazione di essere liberi, ci troveremo a dover giustificare qualsiasi intervento legislativo dalle accuse di essere liberticida. La droga si sconfigge solo se la percezione sociale del fenomeno è negativa, perché le suggestioni libertarie delle “droghe leggere” hanno spostato sempre più in alto l’asticella: ieri era

leggera la marijuana, con il suo substrato pseudo-culturale e ideologico, oggi lo sono la cocaina e le devastanti droghe sintetiche, facili da reperire, nuovo status symbol e largamente percepite come “innocue” dai giovanissimi. C’è un solo

nemico da sconfiggere e si chiama “cultura dello sballo”: tutto il resto è il parlarsi addosso di chi non vuole risolvere il problema.

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L’Umbria rossa in fumo! di Giorgio Corrado

Da Terni ad Orvieto, passanpiù in profonda crisi, perché do ancora per Perugia. gestito all’insegna del diriCosì quell’apparente e milgismo partitico e di un falso lantata superiorità morale egualitarismo. che la Sinistra da 40 anni al Basta vedere le Norme governo della ReRegionali relative Una legislazione a l l’ a ss e g n a z i o n e gione vantava non esiste proprio più. regionale impazzita degli alloggi popoEmerge da questo lari dove le famiglie verso chi vuole marasma un vero e italiane sono forteinvestire proprio sistema di mente penalizzate. e fare impresa potere che poi non Basta osservare le riesce a dare neppure servizi tante difficoltà per trovare efficienti al cittadino. un posto negli asili nido, per Le lunghe estenuanti file avere e dare concreta assid’attesa nella sanità per acstenza agli anziani, ai portacedere ad urgenti interventi tori di handicap, ai malati di chirurgici o per indispensamente. bili analisi cliniche Basta osservare le sono la dimostra- Quella millantata tristi code ai Sert zione di questa gra- superiorità morale di drogati, per dire della sinistra non basta e voltare deve situazione. Ma è nei diversi set- esiste proprio più cisamente pagina, tori dei servizi alla dando nuova fiducia persona e al cittadino che il alla gente umbra. sistema rosso entra ancor

Idea Umbra rinasce per gli umbri e insieme a quegli umbri che sognano un volto nuovo per il nostro territorio, auspicando un’alternanza di governo anche da noi. La nostra redazione siete Voi! Vi aspettiamo. Per segnalazioni e commenti invia una mail a ideaumbra@hotmail.it oppure ufficiostampa@francozaffini.it


n° 6

pag 3 - marzo 2010

Non autosufficienza: l’incredibile storia delle risorse smarrite Tra il 2008 e il 2009 dovevano essere erogati oltre sessanta milioni di euro.

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di Franco Zaffini per recuperare tutto il pregresso del mancato adeguamento delle rette, serviva un aggiornamento del 21%, invece ne è stato concesso uno del solo 5%, diviso a Le residenze metà tra protette Regione e Comuni. si indebitano con le banche pur Dunque, la Regione, di garantire nonostante le risori servizi minimi se del fondo, paga appena il 2,5% dell’adeguamento. Discorso analogo per il numero dei posti letto, aumentati, adeguati, ma concessi esclusivamente alle Asl, mentre le residenze private che sono quelle che si fanno carico da pag 1

dell’80% dell’assistenza, non hanno beneficiato di alcun aggiornamento. Si sta verificando esattamente ciò che avevamo previsto, e non per particolari doti da ‘Cassandre’ della politica, ma col semplice uso del buon senso. Che la legge istitutiva del fondo per la non autosufficienza fosse di natura meramente ideologica era evidente dai continui rimandi che la stessa conteneva per l’erogazione delle risorse. Prima si è scelto di affidare al Prina (piano regionale integrato per la non autosufficienza) le modalità di accesso al fondo, documento che ha necessitato di un

ulteriore anno legislativo per vedere la luce, rispetto all’entrata in vigore della legge, poi i criteri di destinazione delle risorse sono stati affidati al regolamento di programmazione

che ha subito ulteriori modifiche non più tardi dello scorso dicembre. Il risultato è quello che avevamo immaginato e denunciato: il fondo è bloccato nelle maglie del bilancio di Palazzo Donini, sia per la quota parte della Regione, sia per quella derivante dal fondo nazionale per la non autosufficienza, pari a venti milioni di euro già versati da parte del Governo Berlusconi. I nostri assessori, sia alla sanità che alle politiche sociali, continuano a sottoscrivere intese e protocolli, come nel caso del “Patto per il benessere degli anziani”, raccontando la “favola” dell’eccellenza

dell’Umbria in materia di non autosufficienza. Parole a cui non corrispondono fatti e che ora, a lungo andare, diventano urticanti davanti alle richieste, sempre più insistenti, delle famiProtestano glie in affanno. Pale famiglie, role che si le associazioni dissolvono e i sindacati, davanti alle p r o t e s t e ma per l’esecutivo degli opeè tutto ok ratori del settore, dei sindacati, persino quelli notoriamente amici della sinistra come la Spi - Cgil, che organizzano manifestazioni contro l’operato disastroso di questo esecutivo.

Il buco “ROSSO” delle consulenze

Veri e propri stipendi per i “servitori” del partito. Dal 2005 al 2009 la spesa è aumentata del 200%

di Franco Zaffini incarichi esterni della Regione, è impossibile non notare delle singolari attinenze con i nomi della politica locale. Quello di Rasimelli è il caso più eclatante perchè, dopo aver ricevuto una consulenza di 86mila euro nel 2009 ed una da altri 20mila per gennaio e febbraio 2010 (nel cui atto di conferimento si dispone addirittura che sia valida fino all’assunzione a tempo indeterminato), è stato assunto pochi giorni fa dalla Regione Umbria. Probabilmente i dirigenti hanno valutato che costa di meno tenerlo come dipendente piuttosto che pagargli le consulenze. Anche quest’anno gli incarichi esterni della Regione sono stati regolarmente spartiti tra i ‘soliti noti’. Ci sono persone a cui sono affidate consulenze ininterrottamente dal 2003, in netta viola-

zione con quelli che sono i criteri per l’affidamento di incarichi esterni, ossia la temporaneità e l’eccezionalità delle competenze. Ad aggravare questa situazione anomala in cui le collaborazioni diventano stipendi è il fatto che molti di questi consulenti ‘a tempo indeterminato’ abbiano dei ruoli politici

ed istituzionali piuttosto noti. Oltre al già citato Rasimelli, infatti, vi è il caso dell’ormai famosa ‘assessora’ alle politiche sociali di Trevi, Stefania Moccoli, che dal 2006 al 2008 ha ricevuto incarichi per un totale di 93.730 euro, alla quale nel 2010 vengono riconosciute nuove consulenze retribuite con altri 92.900 euro. Analoga circostanza per il segretario comunale del Pd di Foligno, Eusebi, e per l’ex consigliere comunale dei Ds, Soli. Pochi giorni fa, il Sole 24 ore ha pubblicato i dati relativi ai costi per le consulenze nelle regioni del centronord. Nel periodo 2005-2009, mentre le altre amministrazioni hanno ridotto drasticamente le spese per gli affidamenti esterni (Marche -89.5%; Toscana -90,1%; Emilia Romagna -77,9%),

Stefania Moccoli, Assessore PD alle politiche sociali del comune di Trevi

TOTALE : euro 1 86.644, 2006 (I° Semestre)

euro 3.960,90

Fondo progetti strategici settore informatico, 1° prog. Naz.le prenotazione on-line (Progetto per la realizzazione di un sistema innovativo di gestione delle risorse e delle prenotazioni che prevede l’integrazione tra applicativi per la gestione dei CUP (Centri di Prenotazione) Delibera di giunta 647 del 19/04/2006)

2006 (II° Semestre)

euro 11.882,70

2007 (I° Semestre)

euro 5.941,35

2007 (II° Semestre)

euro 16.808,50

2008

euro 55.136,80

2010

euro 92.914,14

Fondo progetti strategici settore informatico, 1° prog. Naz.le prenotazione on-line (Delibera di giunta 647 del 19/04/2006) Supporto alla Direzione Sanità: attività giuridico-amministrativa e di tutela della privacy nella gestione di dati sensibili. (Delibera di giunta 647 19/04/2006) Supporto alla Direzione Sanità: attività giuridico-amministrativa e di tutela della privacy nella gestione di dati sensibili. (Delibera di giunta 427 19/03/2007) Progetti Nazionali Ministero della Salute-Regione Umbria. Conferimento incarico di Collaborazione Coordinata e Continuativa (Determinazione Dirigenziale n. 2101 del 17.03.2008) Supporto alle attività di Comunicazione della Direzione Sanità e Servizi Sociali. Incarico di 35 mesi decorrenti dal 1 febbraio 2010 (Determinazione dirigenziale N. 535 del 28/01/2010)

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Giampiero Rasimelli Capogruppo PD Consiglio provinciale Perugia assunto dalla regione dell’Umbria con processo di stabilizzazione precariato (55 anni)

2007

euro

57.000

Incarico professionale per Attività di supporto servizio relazioni internazionali (Delibera di giunta 2/2007)

2008

euro

85.000

Proroga dell’incarico professionale (Determinazione dirigenziale 1877/2008)

2008

euro

3.157

Rimborso spese per missione in Brasile (Determinazione dirigenziale 3544/2008)

2009

euro

86.000

Proroga dell’incarico professionale (Determinazione dirigenziale 11977/2008)

2009

euro

14.186

Rimborso spese per missioni all’estero (Determinazione dirigenziale 788/2009)

2010

euro

20.000

Proroga incarico professionale fino alla definitiva assunzione a tempo indeterminato (Determinazione dirigenziale 12460/2009). Nella Determinazione dirigenziale 11977/2008 si rende infatti noto che Rasimelli è rientrato nelle procedure di stabilizzazione di cui all’art. 2 della lr 38/2007 avendo maturato oltre tre anni di collaborazione coordinata e continuativa nel quinquennio anteriore al 2007.

TOTALE : euru 2 65.343 mesi gennaio-febbraio

Mauro Soli ex consigliere comunale dei Ds 1999-2004 al comune di Foligno

TOTALE : euru 1 10.252 2006 (II° Semestre)

euro

9.810

Attivita’ di programmazione sociale secondo piano sociale reg.le (Delibera di giunta 1119 28/06/2006)

2007 (I° Semestre)

euro

13.722

Attivazione di programmazione sociale Secondo piano sociale regionale. (Delibera di giunta 1119 28/06/2006)

2007 (II° Semestre)

euro

9.280

Attivazione di programmazione sociale Secondo piano sociale regionale (Delibera di giunta N. 1118 02/07/2007)

2008

euro

38.720

Progetto regionale caratterizzante per la non autosufficienza. (Determinazione dirigenziale 3303 del 22.04.2008)

2009

euro

38.720

Progetto regionale caratterizzante per la non autosufficienza. (Determinazione dirigenziale 4296 del 07/05/2009)

l’Umbria risulta l’unica realtà in cui le consulenze, non solo non vengono contenute, ma addirittura sono triplicate con un incremento percentuale del 201,9%, passando dai 638.546 euro del 2005 a 1.927.800 del 2009. E’ un fatto piuttosto vergognoso, degna conclusione di una legislatura,

anzi due, basate su un sistema di potere clientelare. Un sistema che si perpetra da troppo tempo, i cui ‘burattinai’ giocano a fare il bello ed il cattivo tempo, senza più né timore, né pudore, fino a premiare i più fedeli ‘servitori’ prima di lasciare mestamente il Palazzo e il potere.

Casa… è libertà! Per una nuova politica abitativa che non discrimini gli italiani. di Emanuele Prisco

ogni volta gli italiani e basta possedere anche la porzione di un garage Il Governo ha varato il tanto auspicato (magari ereditato) e praticamente non “Piano Casa”, cioè la possibilità per i si avrà accesso alle graduatorie, un po’ cittadini, nel pieno rispetto delle regole paradossale, vero? edilizie, di poter ingrandire la propria Piccole quote di stranieri in alloggi poabitazione di una piccola percentuale, polari decorosi e funzionali, abitati socomunque sufficiente per ricavare una prattutto da italiani, favoriscono invece nuova stanza, magari per un figlio in più. una sana integrazione e garantiscono Oltre al chiaro riflesso sociale, soprattutai nostri concittadini la possibilità di acto per chi non può permettersi una nuova cedere ad una casa di edilizia popolare. e più grande abitazione, è chiaro anche “Popolare” non vuol dire brutto e mal il riflesso economico ed occupazionale, funzionante, ha avuto quein un periodo di forte criA Perugia il 62% sto significato solo per una si economica. La Regione sinistra, quella umbra, vittiUmbria ha varato però una degli stranieri ma delle suggestioni di una legge che, di fatto, annulla residenti accede edilizia “post sovietica” che gli effetti del provvedimenall’alloggio ha tentato di imporre anche to, lasciando la possibilità nelle nostre città. ai Comuni di restringere popolare. E’ tempo di cambiare rotancora il campo di azione ta. Questo sarà il primo punto del prodella stessa. Ovviamente, le Amministragramma del PDL per la Regione Umbria, zioni di sinistra, Perugia in testa, hanno mettere tutti i cittadini nelle condizioni di completato l’opera nel nome di una preavere una casa! Quindi ci permettiamo sunta difesa del territorio, che per anni, qualche suggerimento per il programperò, hanno devastato autorizzando degli ma: abolire subito la legge regionale che autentici “mostri edilizi”. limita il “Piano Casa”, investire risorse Questione sociale ed abitativa? Casa per sulla recente “Legge a tutela della famile famiglie meno abbienti o per le giovani glia”, in favore soprattutto delle giovani coppie, magari con un lavoro precario? coppie, “ragazze madri” e di quelle famiTutto è sacrificabile sull’altare dell’anti glie che hanno in casa anziani o portatori berlusconismo militante! di handicap. Ancora, “Canone a Riscatto” Nell’Umbria “rossa” si può immaginare per l’edilizia popolare, quindi la possibiche ci sia una soluzione al “problema lità di trasformare la rata del canone in casa”: l’edilizia popolare. Da una piccorata per l’acquisto dell’immobile. Questo la indagine fatta dai ragazzi del Circolo consente agli Enti pubblici di eliminare “Borsellino” di Azione Giovani qualche costi di gestione degli alloggi popolari tempo fa è emerso, però, che Perugia e di reinvestire le risorse su nuove abiè una delle città italiane, dove per uno tazioni, magari costruite con maggiore straniero è più facile avere accesso ad gusto! Di contro i residenti diventeranno un alloggio popolare: il 62% circa dei reproprietari degli immobili in cui abitano. sidenti, contro il 25% di Genova, il 24% La sfida alla sinistra parte dal sociale, lì di Modena e il quasi 50% di Firenze. Cari dove emerge, più forte, l’ ipocrisia di una ragazzi, care famiglie dell’Umbria, “mi politica rimasta solo ‘potere’ e niente dispiace non c’e’ posto, riprovi il prossiidee. Una politica indifferente ai bisogni mo anno!” dei cittadini e incapace ad immaginare C’è un problema evidente sui controlli un futuro migliore per la nostra Umbria. delle istanze e delle residenze effettive, ma anche sull’assegnazione dei posti, con la conseguenza che si vanno formando degli autentici “ghetti” all’interno di molti edifici. I numeri, come abbiamo dimostrato sopra, escludono di fatto i cittadini italiani almeno nella maggioranza dei casi a favore di quelli stranieri, che non se la passano certo meglio. Non c’è bisogno di una altra “guerra tra poveri”, ma è evidente che con queste percentuali non si costruisce integrazione ma ghetti. Il limite minimo previsto di “residenza storica” di tre anni, di fatto, esclude


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pag 4 - marzo 2010

Ex ospedale Monteluce: Poco più di 5mln di euro per immobili che ne valgono almeno 52

Monteluce

...mera speculazione finanziaria!

La Regione ha costituito un fondo immobiliare senza piazzare alcuna quota sul mercato di Franco Zaffini Di tutta la vicenda che riguarda la valorizzazione dell’ex ospedale di Monteluce l’unico dato certo è che Nomura e Sgr- Bnl ci hanno sicuramente guadagnato mentre al solito la Regione dell’Umbria ha “sborsato” risorse dei contribuenti. Nell’interrogazione del capogruppo An-Pdl, Franco Zaffini si chiedono chiarimenti urgenti circa le operazioni finanziarie poste in essere con Nomura e Sgr-BNL. Sembra passato il confine della finanza creativa, per arrivare a quello della ‘finanza suicida’, visto che oltre ad una cospicua perdita di risorse pubbliche, l’operazione di valorizzazione immobiliare di Monteluce L’esecutivo si è conclusa con ricompra quote un nulla di azionarie dopo il fatto. Nel 2004 fallito collocamento la Regione da parte delle ha deciso banche straniere di costituire un ‘fondo immobiliare chiuso ad apporto’ per dismettere i beni di Monteluce: in pratica, in accordo con Comune di Perugia Università e Azienda Ospedaliera, anch’essi enti proprietari degli immobili, ha affidato al solito Istituto finanziario Nomura, partner indiscusso delle Amministrazioni umbre, il coordinamento dell’operazione di costituzione di un Fondo immobiliare in cui Regione ed Università hanno apportato il valore dei cespiti immobiliari di Monteluce, pari a 52 mln di euro, e in cambio si sono viste corrispondere un numero di quote di equivalente valore ed ognuna del valore di 250 mila euro. Per collocare queste quote sul mercato, Nomura ha individuato come soggetto di gestione la società Sgr – Bnl. In base alla normativa che regola l’istituzione e gestione dei Fondi immobiliari ad apporto (L. n. 86/1994, art. 14 bis) Nomura

avrebbe dovuto concludere il collocamento entro 18 mesi dall’ultimo apporto di immobili e nella fattispecie entro il 20 agosto 2008, pena la immediata liquidazione del Fondo e la restituzione degli immobili agli Enti “apportanti” (Regione e Univerità). Ma nella ‘repubblica popolare dell’Umbria’ le leggi le interpretano liberamente e gli amministratori sono più fantasiosi degli istituti bancari e fanno come credono. Al 20 agosto 2008 nessuna delle quote del fondo era stata collocata e la Regione prende atto del fatto che la liquidazione del Fondo avrebbe comportato, insieme alla restituzione degli immobili, anche la ripartizione fra gli enti di pesanti passività (!). La soluzione individuata dai nostri geniali amministratori? Il 14.08.2008 la Regione procede con il ‘collocamento a fermo’ , e cioè con la vendita a Nomura, del 60% delle azioni di sua proprietà al prezzo di favore di 161 mila euro ciascuna, a fronte di un valore nominale iniziale sottoscritto dalla Regione pari a 250 mila euro e di una valutazione fatta da Nomura a dicembre 2007 pari a 225mila euro a quota. La cosa veramente strana è che Nomura compra, ai saldi, a 20 milioni di euro un pacchetto di azioni che ne valeva quantomeno 28 milioni se si fosse preso a riferimento il valore nominale di dicembre

2007 (225 mila euro), valore che guarda caso torna BUONO dopo la svendita e viene individuato come prezzo minimo a cui Nomura avrebbe dovuto commercializzare le azioni acquistate: il termine ultimo per il nuovo tentativo di collocamento delle quote sul mercato veniva fissato al 31 ottobre 2009. Peccato che al 31 ottobre 2009 anche il secondo tentativo di Nomura di collocare le quote si chiude con esito negativo: il colosso

finanziario non è riuscito a piazzare nemmeno una quota! A questo punto alla Regione si aprono due strade: lasciare il pacchetto del 60% nelle mani di Nomura, incamerare la perdita effetto delle sue scelte, e rinunciare a qualsiasi diritto su un eventuale futuro collocamento, oppure riacquistare parte del pacchetto per sé o a favore di un soggetto terzo, ed è a questo punto che entra in ballo anche Gepafin. Anziché lasciare a Nomura quote che nessuno pare

voler comprare (?!), la Regione il 13 novembre decide di riacquistare parte del pacchetto (63 azioni) per Gepafin, la sua finanziaria, affermando che l’operazione è conveniente perché Nomura le venderebbe al prezzo di favore di 142 mila euro l’una, per un totale di quasi 9 milioni di euro. Gepafin dovrà poi rimborsare alla Regione i 9 milioni…cioè la Regione rimborserà se stessa, tant’è che Gepafin ha chiesto come contropartita che i Soci provvedano a rimpinguare adeguatamente il suo capitale sociale. Ovviamente i solerti dirigenti che redigono la delibera di novembre sembrano non avere ben chiaro che: 1) si stanno “sborsando” 9 milioni di euro per ricomprare quote che in origine erano nostre e che le risorse necessarie verranno prese in bilancio delle entrate da fiscalità regionale, come esplicitamente riportato nella dgr 1631 del 16.11.209!!; 2) i proventi del Fondo ad oggi sono inesistenti ed addirittura la liquidazione del Fondo comporterà una ripartizione delle passività esistenti in proporzione alle quote possedute, cosa che comporterebbe una enorme perdita per la Regione, come esplicitamente scritto nella delibera di 1065 del 14.08.2008. Oltretutto, a voler fare i conti della serva, è vero che la Regione vendendo un pacchetto a Nomura è riuscita a incamerare 20 milioni di euro (sempre meglio di niente), ma se a questa somma de-

traiamo: i 4 milioni di euro spesi da SGR-BNL per la gestione del fondo fino ad aprile 2007, i 9 milioni di euro che vengono spesi oggi per ricomprare parte del p a cc h e t to per GepaA guadagnarci fin, l’1,6 milioni di sono solo Nomura e Sgr Bnl euro dati a SGR-BNL con provvigioni a marzo sulle operazioni scorso per “bonificare finanziarie gli agenti inquinanti di Monteluce” (sic!), restano nelle tasche della Regione circa 5,5 milioni di euro… ammesso che non ci siano altre spese che andrebbero cercate nel fitto sottobosco di delibere e determinazioni ad oggi adottate. Ciò a fronte di immobili conferiti per 52 milioni di euro! Complimenti davvero! E’ doveroso che l’amministrazione regionale faccia chiarezza su quanto avvenuto relativamente alla valorizzazione del comparto di Monteluce: di valorizzato, infatti, sembra che ci siano solo le casse di Nomura e di Sgr –Bnl, visto che, al di là, delle più o meno vantaggiose compravendite, i due istituti finanziari hanno sicuramente percepito provvigioni su ogni operazione posta in essere durante tutta la partita. La Regione dell’Umbria, invece ora si ritrova con delle quote difficilmente collocabili sul mercato e con un patrimonio immobiliare il cui valore sembra essersi improvvisamente dimezzato rispetto a quello iniziale. Un ultimo dettaglio: la norma ai sensi della quale è stato istituito il fondo (art. 14-bis L. 86/1994) prevede che a prescindere dalle oscillazioni del mercato, il valore nominale delle quote che viene preso a riferimento per il pagamento delle imposte sui redditi resta comunque quello iniziale, in questo caso 250 mila eruo. A buon intenditor…


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Ritagliarsi un ruolo di eccellenza Al San Matteo degli Infermi la proposta di creare un “ospedale di simulazione” di David Militoni Durante il consiglio comunale monotematico sul presidio ospedaliero cittadino, svoltosi a Spoleto nello scorso ottobre, alla presenza del Direttore Generale della Asl n.3, Gigliola Rosignoli, e di altri esponenti della direzione saDurante la nitaria, “partecipazione’” è stata analizzata al nuovo piano la attuale sanitario regionale situazione il Comune non ha del San voluto avanzare né Matteo degli Infermi, pretese, né proposte oltre che illustrate le prospettive future per il nosocomio. Il nuovo piano sanitario regionale, che individua la programmazione sanitaria in Umbria per il prossimo triennio, sembra riconfermare Spoleto come dipartimento emergenza urgenza e come Dea (Dipartimento emergenza accettazione). Questo minimo requisito sanitario è la condizione necessaria per poter parlare di un futuro ragionevole per il San Matteo. Per tanto tempo abbiamo denunciato la mancata individuazione di un presidio unico della Asl n. 3 che servisse agevolmente i territori di competenza: siamo arrivati persino a raccogliete le firme per chiedere che si realizzasse l’ospedale unico lungo la Flaminia. Le cose, purtroppo, sono

andate diversamente, la politica del clientelismo dispendioso dell’Umbria di sinistra produce questo: due

mamente ingenti risorse, oltre 10 milioni , e per questo, il presidio deve ritagliarsi un ruolo di specificità ed

andare oltre avanzando proposte da tradurre in realtà nel nuovo piano attuativo (PAL). Proposte che

ospedali, a Foligno e a Spoleto, a venti minuti l’uno dall’altro che per forza di cose dovranno integrarsi nei reparti e nei dipartimenti costringendo l’utenza a rivolgersi all’uno o all’altro presidio in base alle necessità specifiche. A Spoleto sono state investite ulti-

eccellenza regionale in taluni ambiti tali da garantirne la sopravvivenza e la capacità di attrarre utenza da altri circondari e altre regioni. Non bastano le varie conferme, Utic, Anestesia, Rianimazione, Oncoematologia, ma occorre

sono state messe nero su bianco in diversi documenti approvati dal Consiglio comunale, ma Sindaco e Assessori nulla hanno detto durante la fase partecipativa al nuovo piano sanitario regionale, tacendo sugli

In Umbria è emergenza suicidi Due punti percentuali in più sulla media nazionale, sintomo di un tessuto sociale che si disgrega di Michael Surace

zito 2,6 persone, con gli immigrati il Ma non finisce qui: oltre ai soliti dato per famiglia quasi raddoppia. Il temi (famiglia, invecchiamento ecc.) dato ci mostra, quindi, un nuovo dato che In pochi conoscono un rapporto dell’ chi, tra qualche anno, prima si conosceva A.U.R, Agenzia Umbra Ricerche che Over 65 peserà di più sulle scelpoco comincia a far rappresenta un organo di riferimentremare la società al 23% contro una media te politiche ed econoto per le politiche delle istituzioni miche della nostra reumbra: il suicidio e’ regionali, sulla integrazione sociale italiana del 18% gione. Ad oggi il 15% dei in netto aumento. in Umbria che porta dati veramente nati in Umbria proviene da famiglie Abbiamo in Umbria il tasso di suicipreoccupanti, se non tragici, sulla di immigrati e il dato è ovviamente di che si attesta - sempre secondo situazione del tessuto sociale regiodestinato a salire. Ricchezza o proquesto rapporto - sul 7,1%, contro nale analizzato fino al 2008. blema? A voi la scelta, ma sicurala media nazionale del 5,6%. Il suiciPer quanto siano importanti le notimente vuol dire grandi camzie su chi ha vinto biamenti e niente sarà più l’ultimo gratta e come prima. vinci in Umbria, Ed infine la grande nota sui parcheggi dolente, la criminalità: ana pagamento a che qui deteniamo il record Perugia, oppure nazionale di quoziente di sulla inquietante criminalità per produzione vicenda perugina e spaccio di droga. Nell’ardi Meredith Kerticolo di due numeri fa, ho cher che poi vendescritto a ragion veduta gono sparate sul Perugia come la “Disneysalotto di Vespa a land” dello spaccio: ormai milioni di spettai tossicodipendenti non tori, in pochi sanrischiano più di farsi pizzino - o fanno finta care nella propria regione di non sapere d’origine, così dalla Toscache l’Umbria sta na, dalle Marche, dal Lazio morendo. e dalla Campania vengono Secondo quein Umbria perchè abbiamo sto rapporto dell’ la droga migliore, al miglior A.U.R l’istituzione prezzo e la lotta alla droga della famiglia in delle istituzioni politiche è Umbria sta scompressochè minima. Al tosparendo: famiglie sicodipendente al massimo, sempre più disgrequelle rare volte che accade, gate, non si fanno più gli fanno un foglio in cui si infigli e i divorzi sono ai livelli tima a non metter piede in città dio rappresenta uno dei delle grandi città metropolitane. (lo rispetteranno mai?) .Tutti questi più caratteristici campanelli di allarNon solo, l’Umbria invecchia troppo. sono sintomi di una società malame per un tessuto sociale Tutti penseranno che è ta: chi doveva vigilare su questi feche si sta disgregando. un fenomeno nazionaNon nascono più nomeni non ha vigilato e con questi L’immigrazione, altra nota le, che questi dati ririsultati il centrosinistra ha mostradolente: i flussi in Umbria specchiano l’andamen- bambini, aumenta to tutto il fallimento di una politica sono triplicati solo negli to del Paese: sbagliato, la popolazione vecchia, troppo tollerante e idealista ultimi 10 anni e questa l’Umbria detiene una anziana e soprattutto lontana dalle esigenze immigrazione di massa e’ delle percentuali più e dalle aspettative dei suoi cittadini. stata possibile soprattutto alte d’Italia sull’invecMeditate umbri..meditate! grazie ai famosi “ricongiungimenti chiamento della popolazione, ben il familiari”: se in media una famiglia 23% contro la media nazionale di ulumbra e’ costituita da uno strimintrasessantacinquenni del 18%.

atti dell’assemblea cittadina. Risulta veramente difficile comprendere i motivi di tale silenzio, visto che altri Comuni hanno espresso senza perplessità le proprie esigenze e le proprie richieste. Nel frattempo, l’opposizione, su mia specifica proposta, ha avanzato alla direzione aziendale un suggerimento che potrebbe avere buoni margini di eccellenza regionale per Il clientelismo il nosocomio della sinistra di Spoleto: l’ ha prodotto due ospedale di simulazione. ospedali a venti Si va svilupminuti, anziché un pando semgrande polo unico pre di più, anche in Itasulla Flaminia lia, una giurisprudenza e una casistica legata alle conseguenze di eventuali problematiche derivate dalle prestazioni sanitarie non perfettamente riuscite. Non potrebbe diventare Spoleto un progetto pilota a livello regionale visto che esistono anche dei locali liberi da adibire, eventualmente, a tale tipologia di approfondimento riguardante sia il personale medico che quello infermieristico? La direzione è stata informata di tale proposta, magari un assessore regionale alla sanità, indicato dalla nuova giunta di centro destra che potrebbe governare la regione dal prossimo aprile riuscirebbe a metterlo in pratica.

“Spezzare l’intreccio tra politica e cooperative” Soggetti che fanno impresa in un regime di concorrenza sleale da pag 1

di Carlo Petrini

crea una competizione in un regime di concorrenza che possiamo definire, senza esitazione, sleale. una molteplicità di fattori, il più Vedi i casi di cooperative che geimportante deriva dal fatto che stiscono le mense, cooperative gli enti pubblici esternalizzano che gestiscono il verde pubblico, alle cooperative sociali una quota cooperative che gestiscono le afcrescente di servizi sociali, sanifissioni, etc etc. Ancor più grave tari, educativi. Questo fenomeno quando un Comune o ha portato a una creuna sua associata, emetscita esponenziale E’ un sistema di te bandi confezionati su delle cooperative, che misura, degni della misinistra dovrebbero rappresentare Organizzache determina un gliore sartoria napoletana, tanto da finire con zioni non lucrative di condizionamento ricorsi al TAR, o magari utilità sociale, meglio stipula “convenzioni” nelle scelte note come ONLUS, molto discutibili, che soggetti ascrivibili ad degli elettori probabilmente servono una precisa categoria a sviluppare solo l’attività econotributaria e, in quanto tali, benemica delle cooperative, talvolta ficiari di particolari agevolazioesercitata anche senza la dovuta ni fiscali. Fin qui tutto bene, ma autorizzazione amministrativa. dove nasce l’equivoco di questo Forse siamo ingenui ma non siafenomeno creato nel corso degli mo sprovveduti, anzi, da sempre anni? Quando succede, come avconsapevoli che bisogna spezzare viene spesso a Spoleto, che al fine il sistema “ intreccio tra la politica sociale delle Cooperative, prevale e le cooperative ”, fenomeno che il fine di fare impresa, accade che si manifesta negli ambienti della in una realtà di libero mercato, si sinistra e che determina un condizionamento nelle scelte degli elettori. Tradotto in voti significa un forte contributo nelle elezioni, in Umbria come in altre realtà, ma specialmente a Spoleto e tutto ciò, come direbbe un simpatico politico “che c’azzecca” con il sociale?


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Speciale elezioni 2010

Alcuni risultati ottenuti nell’ ultimo anno... Stabilizzazione 92 dipendenti umbri licenziati dalla Acas srl

La Regione, per il tramite di Webred, si è avvalsa della Acas s.r.l. per la fornitura di personale per gestire il servizio di prenotazione delle Asl umbre (CUP). La Acas, prima ha assunto ben 92 dipendenti umbri, poi a giugno 2008 ha cessato di versare stipendi, contributi e TFR, nonostante introitasse regolarmente i contributi regionali. Su segnalazione di alcuni dipendenti Acas ho denunciato immediatamente, con appositi atti, l’intera vicenda e l’assordante silenzio-assenso con cui la Regione stava a guardare, come se non fossero “soldi suoi e lavoratori suoi”, e finalmente, a settembre 2009, grazie al braccio di ferro intrapreso dai 92 ex-dipendenti Acas con la Regione, l’Ente si è fatto carico delle 92 unità che oggi con professionalità riconosciuta lavorano per Webred, società “in house” della Regione e gestiscono i Cup umbri.

Ottenuta l’istituzione di una Commissione di indagine per la vicenda della vendita dell’ex-Ospedale di Montefalco per il quale nel 2000 la Regione ha incassato dall’Inail 2,5 milioni di euro ma non ha rispettato, e non ha fatto rispettare, l’accordo di realizzare a Montefalco il Centro nazionale di riabilitazione per infortunati sui posti di lavoro ed il nuovo Centro salute del Comune di Montefalco: le due opere ripetutamente e pubblicamente promesse alla comunità umbra dalla Lorenzetti ed oggetto di più di una campagna elettorale, non sono mai state realizzate.

Istituzione Tavolo di confronto Regione-Ministero per affrontare e risolvere l’emergenza delle carceri umbre

tossicodipendenti. Due volte l’anno mi reco presso i penitenziari umbri per parlare con gli operatori e discutere con loro delle difficoltà quotidiane e continuerò a farlo fuori dal clamore mediatico.

Impegno della Regione dell’Umbria a sostegno della “Giornata Mondiale per la Famiglia” e della “Giornata Internazionale contro la Droga”

con apposite iniziative da realizzare ogni anno in occasione delle due ricorrenze.

Erogazione in tempi utili “dell’indennità di vacanza contrattuale” per il pubblico impiego prevista dal governo Berlusconi e indebitamente “trattenuta” nelle casse del governo regionale a dicembre 2009, in un momento di pesantissima crisi per le famiglie: l’indennità serviva a colmare il mancato rinnovo del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale Lavoro).

Test antidroga per i Consiglieri regionali Chi riceve il mandato di Consigliere regionale ha l’obbligo di rassicurare i cittadini che chi legifera è nel pieno possesso delle proprie facoltà. Come padre ritengo che ancor prima di insegnare ai nostri figli, con le parole, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, dobbiamo mostrar loro di poterlo fare dando, noi per primi, l’esempio.

Gli operatori di Polizia Penitenziaria lavorano in condizioni drammatiche a causa della gravissima carenza di organico con turni forzati anche di 24 ore consecutive, del sovraffollamento carcerario e conseguente calo dei livelli di sicurezza: a Capanne l’80% della popolazione carceraria è composta da extracomunitari ed il 60% da

Alcune vicende clamorose che ho denunciato con appositi atti

Sisma del 1997, la legge non è uguale per tutti. In seguito agli eventi sismici del 1997 i privati che avevano subito danni alla propria abitazione potevano presentare alla Regione una prima quantificazione delle spese e avviare i lavori. Se in corso d’opera si rendevano necessarie spese aggiuntive rispetto a quelle preventivate, il privato se ne faceva carico e a fine lavori la Regione gliele avrebbe rimborsate. Il 30 maggio 2007, con propria delibera la Regione ha stabilito che questo sistema, adottato per ben 10 anni, non era più legittimo e che dal 30 maggio non si poteva più chiedere ed ottenere il rimborso delle maggiori spese sostenute. Risultato? Tantissime famiglie che al 30 maggio 2007 avevano i lavori in corso ed avevano già sostenuto maggiori spese, prendendo anche dei mutui, non hanno avuto diritto al rimborso. L’UMBRIA HA TERREMOTATI DI SERIE A E TERREMOTATI DI SERIE B. Spreco “Equo e solidale”. Nel 2007 il finanziamento regionale al Commercio equo e solidale è costato ai contribuenti umbri 105.000 euro, cifra esorbitante soprattutto se messa a confronto con i pochi 150.000 euro destinati agli oratori umbri o con i miseri 200.000 euro destinati ai progetti per la sicurezza degli umbri. Ben 45.000 euro sono stati spesi in soli 3 giorni per la Giornata regionale dell’equo e solidale con tanto di danza del ventre e saltimbanchi ed ai cui “festeggiamenti” hanno partecipato l’Assessore regionale al Bilancio, l’Assessore provinciale alle politiche di Pace (!), il Segretario regionale e Consigliere regionale di Rifondazione Comunista, il Segretario regionale e Consigliere regionale dei Verdi. La Regione affossa la Tre Valli. Berlusconi ha inserito l’opera nelle priorità della “Legge Obiettivo”, Prodi l’ha estromessa dalle priorità infrastrutturali umbre, la Regione l’ha lasciata marcire nei “cassetti” della Giunta: nonostante la CaRiSpo, a proprie spese, avesse messo a disposizione della Lorenzetti il progetto definitivo dell’opera già nel 2006, a giugno del 2008 il progetto non era ancora stato trasmesso al Ministero perché qualche “solerte” dirigente se ne era dimenticato …noncuranza? Malafede politica. Precari della Scuola. Il Ministro Gelmini ha previsto un assegno di disoccupazione per i precari della Scuola da finanziare con risorse in parte statali ed in parte regionali: ebbene la Regione Campania ha investito 20 milioni di euro, la Regione Puglia 22 milioni di

euro, la Regione Sicilia 40 milioni di euro, la Regione dell’Umbria, con il suo Assessore Prodi, ha destinato ai precari umbri soltanto miseri 400 mila euro. Scandalo dei cosiddetti T-Red, i segnalatori fotografici semaforici posti agli incroci che sono poi stati dichiarati fuori norma e con cui il Comune di Perugia per un anno ha fatto cassa a danno delle tasche di tutti gli umbri transitati nel Capoluogo. Il Comune per l’installazione dei T-Red ha utilizzato parte di un finanziamento regionale di 396 mila euro perché ha fatto rientrare l’installazione dei segnalatori all’interno di un fantasioso progetto denominato “Più Sicurezza”….Sì, più sicurezza per le casse vuote del Comune. E bravo Locchi! Scandalo Ici e Tarsu Sisma del 1997. Nel 2007 il Comune di Spoleto ha chiesto ed ottenuto dalla Regione 4,5 milioni di euro sostenendo che doveva rimborsare ai cittadini l’Ici (imposta sull’immobile) e la Tarsu (tassa sui rifiuti) che, nel decennio 1997-2007, il Comune aveva riscosso impropriamente anche da chi non avrebbe dovuto pagarle perché aveva avuto una ordinanza di sgombero. Tuttavia le ordinanze di sgombero nel 1997 sono state solo 680, mentre i 4,5 milioni chiesti dal Comune (con una media quindi di 450 mila euro annui di tasse ICI-TARSU da rimborsare) sono decisamente tanti come se le ordinanze di sgombero fossero state almeno il doppio. Ma allora cosa ci ha fatto il Comune con 4,5 milioni di euro? I cittadini lo hanno avuto davvero il rimborso per tasse che oltretutto nemmeno avrebbero dovuto pagare? Prossimo regalo per il contabile dell’Amministrazione comunale: una calcolatrice. Buco delle aziende del Trasporto Pubblico Locale che presentavano nel 2008 un grave sbilancio quantificabile in circa 7/8 milioni di euro, di cui 1 milione relativo alla APM di Perugia, 3 milioni relativi alla ATC di Terni e 3,9 milioni alla Società Spoletina (SSIT). La Regione avrebbe dovuto sanare i conti tagliando i costi di strutture e dirigenti con la creazione della Holding unica regionale deliberata addirittura nel 2006. Ebbene ad oggi, marzo 2010, la Holding è ancora un miraggio e nel frattempo il debito delle aziende è arrivato a 11 milioni di euro e intanto le società partecipate dalle Aziende del TPL, come Umbria Incoming, stanno licenziando decine e decine di dipendenti.


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Le mie priorità per i primi sei mesi della prossima legislatura Tossicodipendenza

Lavoro

Test antidroga sulle strade: se chi beve non deve guidare a maggior ragione non deve mettersi alla guida chi si droga. Quello che si consuma sulle strade durante i fine settimana è un massacro che va fermato. Commissione speciale per contrastare il fenomeno delle Tossicodipendenze. Istituzione, in Consiglio regionale, di una Commissione speciale per contrastare il fenomeno delle Tossicodipendenze. Perugia viene considerata dalle forze dell’ordine la Capitale dello spaccio e l’UMBRIA detiene il vergognoso PRIMATO NAZIONALE DI MORTI PER OVERDOSE. E’ ora di mettere fine a questo scempio e la Regione deve farlo adottando appositi provvedimenti per contrastare lo spaccio e l’assunzione di sostanze. Sostegno, anche economico, alle Comunità di recupero che “riportano” i tossicodipendenti alla vita senza ricorrere a droghe alternative come il metadone; è per questo che bisogna chiudere i Sert che distribuiscono metadone (una “droga di stato” in sostituzione di una droga di strada) e provvedere al convenzionamento delle Comunità terapeutiche presenti sul territorio regionale per la fornitura di servizi sanitari ai tossicodipendenti.

Sanità

Salvaguardia e valorizzazione delle specialità dei presidi ospedalieri che per il Presidio di Spoleto si traduce nella creazione del Dipartimento Aziendale di Oncologia della Asl 3, anche alla luce della attivazione, nell’ospedale, del bunker per la radioterapia. La richiesta è stata sistematicamente respinta dall’esecutivo regionale a causa soprattutto del totale disinteresse dell’amministrazione comunale. Creazione di un Servizio regionale di psico-oncologia per fornire assistenza psicologica ai malati oncologici ed ai loro familiari, in collaborazione con le Associazioni che da anni si occupano di assistenza ai pazienti oncologici.

Maternità Attuazione di politiche mirate alla tutela della maternità, dell’infanzia e della famiglia anche tramite l’erogazione di un Sussidio per la Maternità a donne che versano in comprovate condizioni di difficoltà economiche. Si tratterebbe di un aiuto diretto per garantire la libertà di scegliere la maternità piuttosto che ricorrere all’aborto a causa di evidenti condizioni di disagio. L’UMBRIA detiene il PRIMATO NAZIONALE DI DENATALITÀ, una risposta concreta ed eticamente corretta al problema deve mirare alla prevenzione dell’aborto, come previsto anche dalla prima parte della L. 194/1978. Canali preferenziali per le giovani coppie nell’accesso alle graduatorie per l’assegnazione degli asili nido, delle case popolari e dei contributi per gli affitti, in cui sono spesso discriminate a causa delle priorità di accesso riconosciute dalla Regione ai cittadini extracomunitari. E’ inoltre necessario garantire ai giovani nuclei familiari il tasso 0 sull’acquisto della prima casa stipulando apposite convenzioni con gli istituti di credito.

Immigrazione

Creazione di un Cpt (Centro di Permanenza temporaneo per extracomunitari) in Umbria: i Cpt, così come li ha varati il governo Berlusconi, servono a garantire che in Italia non entrino immigrati clandestini ma solo immigrati regolari e la distinzione è d’obbligo. La differenza è fatta da un lavoro e dalla fissa dimora, unici requisiti che danno diritto a risiedere regolarmente nel nostro Paese e che contribuiscono ad una proficua integrazione e ad una convivenza serena con i cittadini umbri cosa che invece viene compromessa da un flusso migratorio fuori controllo alimentato dal falso buonismo della sinistra umbra. A tutela degli italiani, a tutela degli immigrati onesti

Revisione e rifinanziamento della Legge regionale sull’imprenditoria giovanile e femminile prevedendo il tasso 0 sugli investimenti per l’avvio di nuove attività imprenditoriali. Riforma di Sviluppumbria come holding regionale delle attività produttive.

Ambiente Elaborazione di apposita normativa regionale per la tracciabilità dei prodotti dell’agricoltura dell’eccellenza e delle filiere agro energetiche: incentivazione di filiere corte che garantiscano la ricaduta economica sul territorio regionale e la qualità del prodotto.

Cultura Elaborazione di una Legge Regionale di finanziamento per il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto «A.Belli» e per il Festival dei Due Mondi: la Regione finanzia stabilmente con fondi propri Umbria Jazz ed il Teatro Stabile dell’Umbria ma si rifiuta di finanziare allo stesso modo le importanti manifestazioni spoletine che contribuiscono al prestigio dell’Umbria nel panorama culturale nazionale ed internazionale.

Sprechi Elaborazione di appositi indirizzi per limitare l’assegnazione di incarichi e consulenze e per impedire che vengano utilizzate come strumento per foraggiare clientele politiche con elargizioni ad “amici di partito”, spesso dirigenti e funzionari che percepiscono già lauti stipendi.

Sociale Riforma del Piano sociale, della Legge di riordino del comparto sociale, della Legge di istituzione del Fondo per la non autosufficienza e del PRINA (Piano Regionale Integrato per la Non Autosufficienza). Quelli vigenti sono provvedimenti inapplicabili per la complessità del meccanismo burocratico che impedisce di spendere le risorse a disposizione. Basti pensare che dei 32 milioni di euro disponibili per il 2008 sul Fondo per la non autosufficienza ad oggi, marzo 2010, la Regione ha messo a disposizione solo 4 milioni di euro, e intanto le famiglie con un non autosufficiente in casa non trovano né assistenza né contributi, le residenze per anziani non hanno posti perché la Regione non provvede ad adeguarne la disponibilità numerica ed i tempi di attesa per entrare nelle residenze protette in alcuni casi sfiorano addirittura i 2 anni! Riforma del Patto per la Salute mentale che risale al 2004 e che prende a riferimento, per il livello minimo dei servizi, parametri Istat datati addirittura al 2000! E’ inaccettabile, i servizi sono del tutto inadeguati, mancano le strutture, manca il personale e le famiglie sono totalmente abbandonate a sé stesse con il dramma della malattia mentale di un figlio piuttosto che di un genitore.

Solidarietà

“Solidarietà orizzontale”, quando le Amministrazioni non ce la fanno, i cittadini possono aiutarle. C’è una legge che il Consiglio regionale ha emanato nel 2006, che attende ancora di essere applicata, che riconosce un ruolo importante ai soggetti del terzo settore, alle associazioni di volontariato o ai semplici cittadini, che possono affiancare gli operatori pubblici nella programmazione, organizzazione e gestione del sistema integrato dei servizi: è la SUSSIDIARIETÀ ORIZZONTALE, e cioè l’affermazione che lo sviluppo della società nasce dall’impegno di tanti, di tutti voi, di tutti noi, e non dal pensiero isolato di qualche intellettuale o di qualche politico.

Franco Zaffini Consigliere regionale PdL


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La centralità della famiglia nelle politiche comunali Impegnati oltre 300mila euro in favore delle coppie con figli di Alessandro Moio La crisi economica e la recessione mondiale, in atto negli ultimi due anni, hanno finito per gravare pesantemente su larghi strati della società, obbligando anche gli enti locali a rivedere le proprie politiche di sviluppo sociale ed economico. I Comuni non posso nulla per contrastare problematiche macroeconomiche, tuttavia, come entità amministrativa Obiettivi: più vicina ai problemi armonizzazione quotidiani degli orari dei cittadini, casa – ufficio, hanno l’obbligo morale istituzione e il dovere dell’albo politico di per baby sitter cercare di attuare tutte le politiche possibili per ridurre al minimo il disagio dei propri cittadini. Proprio nel tentativo di fare la propria parte, il comune di Passignano sul Trasimeno, nell’anno appena trascorso, ha impegnato oltre 300.000 euro a sostegno della spesa sociale. Inoltre, ha recentemente firmato un protocollo d’intesa con il forum delle Associazioni

familiari dell’Umbria, con il quale si impegna a destinare per il triennio 2010/2011/2012 almeno 300.000 euro del proprio bilancio a favore di interventi a sostegno delle coppie con figli. Una cifra ragguardevole per il Bilancio comunale e che si va ad aggiungere alle spese ordinarie normalmente stanziate per mense, trasporto scolastico e offerta formativa. Il protocollo, che è stato sottoscritto oltre che dal Comune di Passignano anche da quello di Montefalco, Baschi e Massa Martana e che r a p p re s e n t a una novità nel panorama nazionale avendo come unici esempi precursori il Comune di

Parma e la Provincia Autonoma di Trento, rappresenta una grande novità nel campo delle politiche sociali, perché si pone l’obiettivo dichiarato di focalizzare l’attenzione sulle famiglie. Nelle convenzioni stipulate si dà risalto alle politiche a sostegno della formazione

delle giovani coppie o alle attività di aiuto alle coppie in crisi, attività di non poco conto se si calcola che in Umbria ogni anno ci sono una media di 3600 matrimoni a cui fanno da contraltare circa 1800 casi di divorzi e separazioni. Grande attenzione viene anche riservata ai bambini nella fascia fino a tre anni e al sostegno ai disabili e agli anziani. L’obiettivo, ambizioso, è quello di arrivare ad una città a misura di famiglia, tramite una serie di molteplici interventi che vanno dall’ armonizzazione degli orari degli uffici pubblici, all’istituzione di albi per le babysitter, ad adeguate politiche a sostegno dell’occupazione femminile. Non si può dimenticare che

l’attuale Amministrazione comunale di Passignano si è contraddistinta fin dall’inizio del proprio mandato per l’impegno dedicato all’associazionismo, anche in virtù dell’alto numero di realtà, oltre 40, che operano sul territorio comunale coprendo molti ambiti: dallo sport all’impegno sociale passando per la musica e il teatro. Nonostante la crisi si rifletta pesante- Grande attenzione mente sui per le oltre 40 conti coassociazioni che munali, il Comune di operano Passignano a tutto campo continua a sul territorio. garantire un forte impegno a tutto campo che dimostra, da un lato, il tentativo di porre un rimedio agli effetti più diretti ed immediati della crisi, dall’altro, la volontà di creare interventi strutturali, non passeggeri o legati solo ad una sfavorevole congiuntura economica.

Il Consiglio Regionale approva la legge sulla tutela della famiglia Gli esponenti del centro-destra hanno garantito il numero legale in aula per la votazione di Franco Zaffini Poche settimane fa, il Consiglio Regionale dell’Umbria ha votato la legge di iniziativa popolare, promossa dal Forum delle Famiglie “Disciplina dei servizi e degli interventi a favore della Famiglia”. Un testo che è arrivato in aula con il peso di tutte le sue dodici mila firme. Il centro destra ha lavorato con tenacia affinchè la proposta delle famiglie umbre venisse votata nella sua versione integrale. Purtroppo, le motivazioni ideologiche della sinistra, sono riuscite a scippare alla legge il paragrafo relativo alla tutela della vita. Possiamo ritenerci, tuttavia, soddisfatti, di un atto che sancisce formalmente il ruolo centrale ed insostituibile della famiglia all’interno del tessuto sociale umbro. Un risultato importante in cui il centro destra è stato fondamentale per il voto positivo in aula. E’ solo grazie all’opposizione che la seduta consiliare non è stata sospesa per mancanza del numero legale, viste le numerose defezioni, fortuite o calcolate, di molti colleghi della maggioranza. Riportiamo in calce il Titolo 1 della legge in cui sono contenuti i principi le finalità e gli strumenti a tutela della famiglia.

compiti di cura, educazione e tutela del benessere dei figli. 3. La Regione Umbria, per l’attuazione delle politiche di sostegno alla famiglia, si ispira ai principi di solidarietà, sussidiarietà e reciprocità nelle relazioni familiari, sviluppa e potenzia le politiche sociali regionali mediante azioni nell’area della protezione sociale, dell’abitare, della salute, del lavoro, dell’organizzazione degli spazi di vita, dell’istruzione, della formazione e del credito. 4. La Regione, in attuazione del

l’associazionismo familiare quale soggetto portatore di risorse e soggetto attivo nella programmazione regionale.

Art. 2 - Finalità

1. La Regione, nell’ambito della propria attività di indirizzo e programmazione, anche in coerenza con quanto previsto dalla normativa nazionale e regionale in materia di sistema integrato dei servizi sociali, con la presente legge si propone di: a) promuovere e garantire il dirit-

fessionali; e) sostenere il lavoro di cura familiare, quale attività di primaria importanza per la vita della famiglia e della società.

Art. 3 - Strumenti

1. La Regione promuove e tutela la famiglia attraverso: a) il sostegno alle giovani coppie nella formazione di una nuova famiglia e nello svolgimento del ruolo genitoriale, con particolare riferimento ai primi tre anni di vita dei

Principi, Finalità, Strumenti Art. 1 - Principi

1. La Regione Umbria riconosce la famiglia quale nucleo fondante della società, secondo quanto previsto dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo, dai Trattati internazionali in materia, dalla Costituzione, dallo Statuto regionale. 2. La Regione Umbria valorizza il nucleo familiare formato da persone unite da vincoli di coniugio, parentela e affinità, promuove e sostiene la funzione genitoriale nei

principio di sussidiarietà di cui all’articolo 118 della Costituzione, della legge regionale 4 dicembre 2006, n. 16 (Disciplina dei rapporti tra l’autonoma iniziativa dei cittadini e delle formazioni sociali e l’azione di Comuni, Province, Regione, altri Enti Locali e Autonomie funzionali in ordine allo svolgimento di attività di interesse generale secondo i principi di sussidiarietà e semplificazione) e degli articoli 16, comma 3, e 17 dello Statuto, riconosce

to di libera scelta nei confronti dei soggetti erogatori di servizi e le pari opportunità tra donne e uomini; b) favorire il mantenimento e lo sviluppo di uno stretto rapporto tra le generazioni; c) implementare specifici interventi in favore di situazioni di particolare disagio causate da problemi economici o dalla presenza di persone prive di autonomia fisica o psichica; d) favorire la conciliazione delle esigenze familiari con quelle pro-

figli; b) il sostegno alle nuove famiglie mediante interventi che concorrono ad eliminare gli ostacoli di natura economica e sociale che ne impediscono la costituzione e lo sviluppo; c) la valorizzazione della responsabilità dei genitori nei doveri di cura, educazione ed istruzione dei figli; d) la promozione, anche in forma integrata, di iniziative pubbliche, di privato sociale e delle reti parentali, soprattutto con riferimento alle

iniziative rivolte agli anziani ed ai minori; e) la predisposizione di programmi per la famiglia nelle situazioni di vulnerabilità o disagio e per il sostegno ai compiti di cura delle persone disabili, anziane e non autosufficienti; f) la tutela del benessere dei nuclei familiari, con particolare riguardo alle famiglie numerose, ai nuclei monogenitoriali, alle famiglie in crisi, ed a tutte le situazioni in cui siano presenti aspetti di criticità; g) la garanzia, nel rispetto del principio di uguaglianza e degli altri principi costituzionali, della libertà di scelta e della parità di trattamento tra gli iscritti alle scuole pubbliche, statali e paritarie; h) il supporto all’inserimento ed al reinserimento nel mondo del lavoro delle persone che si sono dedicate al lavoro di cura familiare; i) l’armonizzazione dei tempi di vita personale e professionale, per conciliare gli impegni familiari con l’attività lavorativa, anche attraverso lo strumento del telelavoro; l) la valorizzazione dell’associazionismo familiare attraverso l’attribuzione di un ruolo attivo alle associazioni familiari nella programmazione, progettazione, realizzazione e valutazione del sistema dei servizi alla persona; m) la promozione del diritto della famiglia a svolgere liberamente le proprie funzioni sociali ed educative, anche attraverso il coinvolgimento e la partecipazione della stessa alla progettazione dei relativi interventi e servizi.

Il testo completo della Legge

“Disciplina dei Servizi e degli interventi a favore della Famiglia” Lo trovi su

www.francozaffini.it nella sezione

“SOCIALE” Famiglia su bandi e normativa


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Montefalco: Ospedale San Marco, i cittadini “fregati” dalla Regione

Dall’indagine conoscitiva emerge un piano precostituito per dirottare le risorse su Foligno di Franco Zaffini Un’autentica ‘fregatura’ quella dell’Ospedale San Marco di Montefalco, messa in atto dalla Regione, con la complicità dell’ex amministrazione comunale, ai danni dei cittadini. Un caso eclatante di malagestione della cosa pubblica, dai contorni talmente foschi da spingermi a chiedere, nel 2008, un’indagine conoscitiva della terza commissione “Affari sociali e sanità” in Consiglio Regionale. Dopo aver ascoltato tutti i soggetti coinvolti, Oggi la Regione ossia rappresentanspende 3mln ti di Inail, Regione e di Euro per Comune è emerso il quadro della situazioricomprare ne esattamente così l’immobile, ma non come l’avevamo iposi sa cosa diventerà tizzato: l’ospedale fu immolato alla causa del polo sanitario di Foligno. Nel 2002, l’Asl 3 vende il complesso del San Marco all’Inail con l’impegno di realizzarvi un centro di riabilitazione di riferimento nazionale destinato agli infortunati sul lavoro. Un progetto, questo, che è servito alla sinistra per sopravvivere a più di una campagna elettorale. Dopo sei anni, nel 2008 appunto, l’ente previdenziale, secondo il canovaccio dell’intera commedia, dichiara di non poter mantenere l’impegno preso e restituisce l’immobile alla

Regione che se lo riprende alla modica cifra di 2,5mln di euro, pagandoci sopra le spese legali e gli interessi con un esborso totale di oltre 3mln di euro. Si confermano così sospetti fondati e cioè che la compravendita del nosocomio montefalchese servisse a dissimulare

Nocera: Giù le mani dal Centro cardiologico Un centro di eccellenza che rischia la chiusura di Giovanni Bontempi

scotto di amministrazioni disattente alle necessità dei propri cittadini ed al territorio in generale. Nel corso Sono ormai alcuni mesi che cresce degli anni è stata spogliata di tutto. la preoccupazione popolare rispetto E’ sufficiente ricordare la Flaminia ad una ventilata chiusura del Centro a quattro corsie, lo vincolo Nocera di riabilitazione cardiologica di Nonord, l’ospedale, il traforo del Corcera Umbra. nello, l’acqua. L’opposizione è pronta Già nel settembre scorso, dopo noa dichiarare fermamente: stre richieste e nu“Nessuno pensi di rimetmerose sollecitazioni L’opposizione tere le mani addosso a da parte dei cittadini, accanto ai cittadini Nocera!”. il Sindaco ed il ViceE’ ora di dire basta con per difendere il sindaco, in Consiglio scelte politiche miopi e Comunale, hanno ascentro riabilitativo opportunistiche che consicurato il proseguisiderano questo imporcardiologico mento delle attività tante centro dell’Umbria sanitarie del centro solo “terra di conquista”, come un cardiologico. territorio dal quale prendere tutto Oggi si sono fatte più insistenti le senza mai ridare niente. voci di chiusura del Centro di riaNocera e tutte le sue frazioni meribilitazione cardiologica di Nocera, tano il massimo rispetto, meritano che stando alle previsioni dovrebbe considerazione sia da chi chiudere i battenti le amministra a liil prossimo mese vello locale, che a di giugno a favore livello regionale. del trasferimenE’ necessario che to dello stesso a il Sindaco convoSpoleto. chi nell’immediaI cittadini e la mitezza un incontro noranza chiedocon i cittadini per no un’immediata discutere delle ed efficace presa prospettive future di posizione del del Centro di RiSindaco e della abilitazione CarGiunta nei condiologia di Nocera fronti della ASL Umbra. Evento duper scongiurare rante il quale ascolla chiusura di un centro che tare, ovviamente, i vertici della Asl dal 1994, peraltro ubicato a Nocera che possono chiarire la vicenda deldopo la chiusura dell’ospedale, serla presunta chiusura ve decine di persone ogni giorno per La convocazione di tale incontro attività cardiologia di riabilitazione pubblico riveste carattere di urgened ambulatoriale. za, non solo per mettere La nostra posizione in mela parola fine alle tante Creare futuro rito vuole essere da subito illazioni sul Centro Carun messaggio chiarissimo difendendo le diologico, ma soprattutrivolto alle istituzioni locaeccellenze to per definire strategie e li, regionali e all’azienda sistemi integrati per l’avsanitaria locale (Asl): è imvenire di una struttura pensabile anche solo immaginare la d’eccellenza e fondamentale per la chiusura di una struttura simile e di nostra città e per tutto il comprentale utilità. Il Centro di Riabilitazione sorio Cardiologica di Nocera Umbra deve Occorre creare futuro difendendo le continuare a vivere! eccellenze presenti sul territorio. Nocera Umbra ha già pagato lo

una partita di giro, un prestito, per finanziare il ‘general hospital’ della presidente Lorenzetti a Foligno. A ‘copertura’ dell’operazione, nel novembre 2008, si tenta la strada di un protocollo d’intesa, siglato tra Regione, Asl

e Comune sulla ‘strategia di valorizzazione dell’ex presidio ospedaliero’. Nell’accordo, la Regione prende per buono l’annullamento dell’atto di compravendita del 2002, accettando la sopravvenuta impossibilità per l’Inail di realizzare il centro di riabilitazione a causa di non meglio precisate normative, intervenute successivamente Gli abitanti alla stipula dei hanno più contratti. Con l’ospedale né il il protocollo d’intesa, viene, promesso centro di inoltre, apertariabilitazione. mente disposto che parte delle risorse ricavate con la valorizzazione dell’ospedale di Montefalco siano destinate al San Giovanni Battista di Foligno. Ad oggi, mentre l’ospedale di Foligno funziona a pieno regime, Montefalco si ritrova con una splendida struttura nel cuore della città, come quella del San Marco, rimasta inutilizzata. Senza ospedale e senza centro di riabilitazione, gli abitanti sono costretti a spostarsi per farsi curare, per colpa di una Regione irresponsabile, e di un ex sindaco di sinistra più asservito al potere del partito, piuttosto che attento al proprio territorio.

Idee e voglia di fare per l’amministrazione Tesei Misure di tutela e partecipazione per anziani, ragazzi e famiglie di Pierluigi Curi

che tutte le scuole del circondario e ne del Comune, invece, promuove e che vedrà impegnati i ragazzi in rapintegra l’operato delle associazioni presentazioni al vaglio di una comdi volontariato che aiutano i portatori Le politiche socio-sanitarie sono missione giudicante composta da di handicap e le loro famiglie a vivestate, fin dalla stesura del programprofessionisti. re nella normalità rispondendo alle ma elettorale ed a maggior ragione Altro argomento importante per il esigenze della persona. adesso, al centro dell’ attenzione Sindaco e la sua Giunta è la famiglia: Ai giovani, l’amministrazione sta cerpolitica del Sindaco di Montefalco, recentemente infatti è stato siglato cando di offrire spazi ed opportunità Donatella Tesei e della sua amminiun protocollo d’ intesa con il Forum fino ad ora inesistenti: la prossima strazione. delle Associazioni familiari che ha l’ riqualificazione degli impianti sportiNonostante il momento di difficoltà obiettivo di creare un vero e proprio vi e la partecipazione voluta nelle economica in cui verE’ nato il Comune a misura di famiglia. Veriniziative intraprese dal Comune sa tutto il paese e che, ranno implementate misure come le che li coinvolge nell’organizzainevitabilmente, si ri“Consiglio agevolazioni sui rifiuti, il bonus per l’ zione di eventi, come quelli natapercuote nei già agonizenergia elettrica, le borse di studio e zanti bilanci comunali, comunale dei lizi, ne sono un esempio tangibii libri di testo per famiglie bisognogli sforzi per venire in- Ragazzi” con le. Per favorire questo processo se. di partecipazione alla vita cittacontro alle esigenze dei gli studenti Persino gli amici a quattro dina, i ragazzi dell’ cittadini sono stati e sadell’istituto Istituto Comprensivo zampe trovano spazio nel ranno notevoli. Di sicuro Siglata l’intesa non ci ha aiutato, né ci “Melanzio” “ F. Melanzio” sono con il forum delle programma del Sindaco Tesei: il nuovo regolastati coinvolti in un aiuterà il ‘regalo’ che la associazioni mento varato per l’ adoprogetto che ha visto Giunta Regionale ha dezione dei cani del canile la nascita di un vero e ciso di fare alla fine del proprio manfamiliari per un comunale prevede un boproprio Consiglio Comudato, approvando un nuovo piano soComune a misura nus di 300 euro annui per nale dei piccoli, nel quale ciale e la nuova legge sulle politiche tutti coloro che vorranno bambini dai 10 ai 13 anni sociali che depotenziano l’attività dei di famiglia ospitare a casa propria un fungeranno da supporto, Comuni riorganizzando gli ambiti di amico a quattro zampe. da fucina di idee in materia di poliintervento in ‘zone sociali’: due colpi Insomma, tanta carne al fuoco per tiche giovanili, per l’amministrazione di coda incomprensibili che sicurauna Amministrazione decisa più che dei ‘grandi’. mente renderanno la situazione anmai a lasciare il segno, convinta nelMolte altre saranno poi le iniziative cora più difficile. la validità delle proprie idee e nella nei loro confronti, come un concorso ‘Casa Tesei’, però, preferisce conserietà del suo lavoro. teatrale che chiamerà a raccolta antrapporre le idee e la voglia di fare alla negligenza degli esponenti di maggioranza di Palazzo Donini ed ha già intrapreso la propria strada. Punto focale è la questione dell’ ex Ospedale “ S. Marco “ di cui riferiamo a parte: l’amministrazione, dopo aver acquisito diversi pareri legali, è ormai prossima a conoscere quali siano le possibili soluzioni da perseguire. Legato a tutto ciò c’ è inoltre il potenziamento dell’ attuale Centro di Salute, questione particolarmente a cuore ed estremamente sentita da tutta la cittadinanza montefalchese. Accanto all’impegno per riavere in città una struttura sanitaria, la Giunta Comunale si sta concentrando sulla tutela di quelle che sono le cosiddette fasce deboli. A cominciare dagli anziani, sia quelli che vivono nella struttura comunale che quelli che quotidianamente affrontano situazioni complicate. Per i disabili, l’azio-


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Sanità integrata per la Valnerina Diversificare i servizi negli ospedali di Norcia e Cascia di Nicola Alemanno Differenziazione dei servizi, policentrismo, miglioramento qualitativo: sono questi i tre pilastri collegati e conseguenti su cui deve e può fondarsi quello di cui ha bisogno ogni Regione e di cui ha bisogno soprattutto l’Umbria: una buona Sanità. Le ElezioGiovani: ni Regionali alle porte prevenzione e impongono counselling contro a noi Politidroga e alcool ci – ma direi a tutti gli Elettori – di riconsiderare lo stato dell’arte delle Politiche socio-sanitarie, tanto più in una Regione come la nostra dove le ottime condizioni ambientali dovrebbero consentire, più che in altri luoghi, uno stile ed un livello di vita qualitativamente migliore. Già nelle premesse del nostro programma elettorale in occasione delle recenti elezioni amministrative enunciavamo il principio primo e fondante di ogni buona politica, quella sanitaria a maggior ragione: la persona e i suoi bisogni al centro dell’attenzione, per organizzare intorno ad essa il sistema dei servizi, mediante interventi intersettoriali che vedano coinvolti i diversi sog-

alizzazioni sono disattese, non solo getti e livelli istituzionali, nonché nella pratica (eventualmente giustiAssociazioni di volontariato e del ficabile dai “soli” sei mesi di Ammiprivato sociale. nistrazione), ma pericolosamente Anche l’ultimo Piano Sanitario Renella teoria: nelle Linee Programgionale ribadisce il principio dell’Ormatiche - bussola e guida di tutto ganizzazione Mondiale della Sanità lo svolgimento dell’attività politicosecondo il quale le azioni di sanità amministrativa della Giunta e della pubblica non possono che essere maggioranza consiliare - approvate orientate in una prospettiva in cui la dal Consiglio Comunale di Norcia promozione della salute debba comlo scorso 30 Novembre - non solo prendere “tutte le azioni volte al rafnon vi è menzione di Politiche ecoforzamento delle competenze e delle nomico-finanziare per lo sviluppo capacità di interazione degli indivigenerale del territorio e della popodui e dei gruppi e al miglioramento lazione che in esso lavora e vive, ma, delle condizioni sociali, ambientali, quanto alla Sanità si è sancito più di istituzionali ed economiche”. un passo indietro. Riteniamo ancora che in Un esempio per tutti: Umbria debbano essere Assistenza se l’Amministrazione sviluppate, per la salute e per i malati gravi Alemanno, sottoscribenessere psico-fisico dei vendo un coraggioso giovani, azioni di prevenzio- e nuove tecnologie PAL (piano attuativo ne primaria e di counsel- per l’informazione locale), scongiurava la ling, alla luce delle gravi chiusura dell’ospedale problematiche che stanno di Norcia, creava la logica-modello emergendo tra i giovani in termini dell’”Ospedale unico della Valneridi problemi correlati all’abuso di alna” (applicata poi nei contesti tercool, droghe e relativi alla sicurezza ritoriali simili in Umbria) e sanciva stradale. Ancor di più siamo convinti la riconversione dell’Ospedale di che debbano e possano essere reaCascia in RSA (residenza sanitaria lizzati nuovi spazi per i Giovani, deassistenziale) e Centro Riabilitaziodicati anche a genitori, famiglie ed ne, chiudendo venti anni di divisioni insegnanti, volti ad aumentare negli su cui la Regione aveva speculato adolescenti e nelle loro famiglie il per indebolire entrambe le strutture livello di conoscenze generali, ace portarle sull’orlo della chiusura, crescendo la capacità di individuala Giunta Stefanelli chiede di avere re situazioni di rischio e di gestione un servizio oggi già evaso nella vicidelle stesse. nissima Cascia: doppia spesa per un Nella mia Città, in particolare, puridentico servizio quando un’Amminitroppo queste idee e le rispettive re-

A Sellano sentirsi male è un lusso

L’elisoccorso, l’unica soluzione per superare le avversità territoriali di Stefano Ansuini

ovviare a questo problema l’amministrazione La salute, ormai non è più intesa solcomunale dovrebbe impegnarsi a far tanto come assenza di malattie, ma va attuare quanto previsto nel Piano Sainquadrata in un più ampio contesto nitario Regionale relativo all’elisoccorche vede il cittadino al centro del sisteso. Nella recente campagna elettorale, ma. L’individuo va perciò considerato quando noi facevamo presente questa nella sua interezza in una situazione di necessità, l’attuale Sindaco benessere psico-fisico, rapportata alle condizioni di vita, alle La postazione Guerrini ci scherzava sopra dimostrando poca sensibilirelazioni con la realtà sociale e tà ad un problema che invedel 118 di lavoro. Il nostro Comune come è estremamente sentito del resto tutte le zone montane a Casenove ce dalla popolazione. Eppure, presenta un elevatissimo tasso può distare per le nostre zone decendi popolazione anziana per di più distribuita su un territorio fino a un’ora trate, l’intervento dell’elimolto vasto. Lo stato di salute dalle frazioni cottero rappresenta l’unico intervento di salvataggio tipico dell’età di questi cittadini più lontane nelle situazioni di emergen(legato alla presenza di malattie za superando le avversità croniche) è quindi ulteriormente comterritoriali ed i rischi legati ai tempi di promesso da difficoltà di relazione, di soccorso. La nostra comunità come si movimento, di socializzazione. Un’amdiceva è fortemente rappresentata da ministrazione comunale seria deve persone anziane, per venire incontro porsi il carico politico di questi problealle difficoltà di socializzazione, e di mi e cercare di alleviarli, collaborando gestione della vita corrente si dovrebbe con le Asl nell’ambito del servizio sapuntare al potenziamento dell’assistennitario regionale garantendo in egual za domiciliare per supportare l’anziano misura accesso alle cure a tutti i cittanelle condizioni di malattia cronica o dini. I bisogni di salute nel nostro ternel periodo post dimissione ospedalieritorio si intersecano sostanzialmente ra, considerando le difficoltà logistiche con quelli sociali. Non possiamo cone di movimento dei nostri abitanti. In siderarci civilmente sviluppati finché questo si dovrebbe attivare un servizio la nostra popolazione non ha uguale che oltre all’Ente pubblico coinvolga diritto di accesso alle cure ed ai servizi anche le associazioni di volontariato o sanitari rispetto a chi vive in situazioni di protezione civile. Atgeografiche più favorevoli. Da traverso una richiesta Potenziare quanto sopra esposto bisogna telefonica si dovrebbe purtroppo ammettere che i l’assistenza attivare un operatore cittadini di Sellano si trovano che dia assistenza per domiciliare in uno stato di assistenza saeffettuare prenotazioni nitaria alquanto carente. coinvolgendo di visite specialistiche Sentirsi male o subire un le associazioni o analisi, ritiro esami, infortunio in alcune ore del protesi, consegna fardi volontariato giorno, è un lusso che non maci e all’occorrenza ci possiamo permettere, in anche richieste di un contatto sociale quanto non coperto dal servizio sanicon personale specializzato. tario, se non dal 118 con postazione a Vivere in zone emarginate della nostra Casenove, che comunque dista quasi Regione, come abbiamo visto rappreun’ora di viaggio rispetto a tante fraziosenta una difficoltà a livello sanitario ni. La guardia medica è condivisa con il e sociale non da poco. Occorre che le Comune di Cerreto di Spoleto, un altro Istituzioni si facciano carico di tale proComune molto vasto come territorio. blema per alleviare quanto più possibiAnche qui per coprire il tragitto fra le le il nostro disagio e ridurre il gap che due frazioni estreme dei due Comuni ci ci separa da chi ha, a portata di mano, vuole più di un’ora, troppo, per poter tutti i servizi indispensabili per poter visalvare una persona vittima di un incivere in modo sicuro e dignitoso. dente o di un attacco cardiaco grave. Per

strazione che ha cura delle proprie risorse non dovrebbe raddoppiarle: dovrebbe integrarle. La nostra proposta integrativa per Norcia, in “soldoni”, è invece: • Nuove Strutture di assistenza per malati neoplastici in fase terminale. Individuazione di nuovi posti letto destinati ai numerosi malati terminali, con percorsi assistenziali e psicologici dedicati ed in rete con i servizi territoriali. La rete di assistenza dovrà comprendere il personale sanitario dell’ospedale, i medici di famiglia, il personale dell’ADI, i familiari dei malati, le associazioni di volontariato e i servizi sociali. Tutte queste figure correttamente coordinate dovranno intervenire, per quanto di competenza, per assistere il paziente nelle sue molteplici esigenze (terapia del dolore, gestione dei sintomi, collocazione nel luogo più adatto, assistenza psicologica). • Valorizzazione del territorio per mezzo delle ICT (information and communication technology). Miglioramento dei livelli di qualità assistenziale; la volontà, fermamente confermata dalla nostra conseguente azione è stata quella di modernizzare ed adeguare la struttura con l’introduzione di servizi operanti

in telemedicina (refertazione a distanza di ecg, telerefertazione radiologica etc.) e l’adozione di strumentazioni di avanzata tecnologia come le apparecchiature POCT o la gestione informatizzata dei farmaci che ha posto la struttura ospedaliera di Norcia in una posizione di risalto a livello aziendale. L’adattamento all’uso di strumentazioni tecnologiche, informatiche e di telecomunicazione quindi, quale contributo ad abbattere l’isolamento geografico che caratterizza il nostro territorio. Modernizzazione non come impoverimento della struttura ma come valorizzazione in primo luogo del personale, che acquisisce nuove competenze, condividendo dati e conoscenze. Questo è solo un esempio della differenza tra una Politica sanitaria e di spesa miope e volta solo a dare risposte ad egoismi politici e una politica incentrata sul Policentrismo autentico cioè su una rete di strutture e di collegamenti efficaci di servizi territoriali volti ad una maggiore attenzione alle reali esigenze del nostro peculiare tessuto sociale. Questa è la differenza tra la solita minestra riscaldata (siamo tornati vent’anni indietro) e un progetto politico innovativo per la Valnerina e per l’Umbria.

Il “social housing”, una soluzione abitativa oltre l’assistenzialismo Partnership tra enti locali ed investitori privati per l’edilizia residenziale pubblica di Emanuele Lancellotti Uno degli argomenti di maggiore attualità sociale a Foligno riguarda la problematica abitativa, che negli anni ha subito gli effetti fallimentari di scelte politico – sociali improntate su parametri meramente assistenzialistici. In città, i canoni di locazione sono estremamente sostenuti, nonostante l’enorme offerta di immobili abitativi che negli anni sta crescendo inarrestabile. L’amministrazione comunale, sulla scia delle politiche regionali, ha da sempre puntato sulla soluzione abitativa dell’edilizia popolare, e tale scelta ha prodotto gravi e palesi fenomeni di insoddisfazione e di sperequazione nei diritti dei cittadini. Sono state favorite in modo esagerato le popolazioni extracomunitarie, le quali godono della maggior parte delle abitazioni popolari. Ma vi è di più: l’amministrazione comunale ha ricavato gli alloggi da immobili del centro storico dall’indiscutibile rilevanza storico artistica, trasformandoli in veri e propri dormitori per nuclei familiari che sembrano non apprezzare affatto la particolarità ed il pregio degli edifici in cui vivono e che, invece, per noi folignati rappresentano la nostra storia e la nostra tradizione. E’ora di voltare pagina, permettendo l’ingresso di enti e fondazioni bancarie, nonché di privati, negli interventi abitativi. Grande successo ha riscosso infatti, sia nel nord del paese che nel resto d’Europa, il così detto ‘so-

cial housing’ un sistema di realizzazione e gestione dell’edilizia residenziale pubblica che si concretizza

Gli edifici del centro storico trasformati in dormitori per chi non ne apprezza il valore con la costituzione di fondi di investimento che lavorano in partnership

Dopo 15 anni a canone agevolato gli inquilini possono riscattare l’immobile al costo dell’investimento iniziale con le amministrazioni locali. Alcune peculiari caratteristiche del ‘social housing’ sono la possibilità per il nucleo abitativo di riscattare l’alloggio occupato; il contrasto

all’emarginazione sociale; equilibrare il mercato immobiliare e renderlo indipendente dai fenomeni di migrazioni geografiche; perseguire la massima efficienza nell’utilizzo di risorse impiegate al fine di ottenere la migliore qualità delle costruzioni, evitando sprechi, sviluppando la ricerca e la sperimentazione ed una corretta concorrenza nel mercato; coinvolgere in processi partecipativi i conduttori circa le decisioni afferenti gli immobili e le aree circostanti; contribuire all’efficienza energetica. Esperimenti già riusciti in alcuni comuni del nord sviluppano il ‘social housing’ in due passaggi sostanziali: l’amministrazione locale cede il lotto di intervento ad un prezzo calmierato al fondo d’investimento e costituisce un diritto di superficie della durata di 99 anni. In questo procedimento, il fondo si impegna, per 15 anni, a concedere in locazione gli alloggi a canoni calmierati a categorie di inquilini concordate con il comune. Allo scadere del termine, gli inquilini potranno acquistare le abitazioni, in forma individuale o collettiva, ad un prezzo pari all’investimento iniziale, capitalizzato dall’inflazione, a condizione che abbiano mantenuto un tasso di morosità mediamente inferiore al 5% ed il patrimonio non abbia subito danneggiamenti. Se non venissero acquistati tutti gli alloggi, il comune avrà la facoltà di comprare le unità invendute. Come opzione il fondo d’investimento potrà vendere a prezzo di mercato le unità immobiliari non riscattate. Al termine di questa fase, laddove risultassero immobili non venduti il comune potrebbe riscattarli a prezzo di costo, assicurando agli investitori di recuperare il capitale investito.


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pag 11 - marzo 2010

Sostegno ai genitori, è nato il primo centro integrativo agli asili nido

A Todi, oltre 600 firme per la legge di iniziativa popolare a tutela della famiglia di Claudio Ranchicchio

si sta battendo per preservare i giovanissimi dall’uso sbagliato e sconsiderato della “rete”, in collaborazione La società Umbra è da anni alla ricon la vicepresidente del Parlamento cerca dei giusti strumenti a tutela del Europeo Roberta Angelilli, tra l’altro lavoro, delle fasce deboli e dell’inanche rappresentante del Forum per fanzia, e di normative in difesa della i diritti dei minori. famiglia. E’ giunto il momento di pensare e In questi ultimi due anni, attraversati realizzare politiche serie a tutela da una latente crisi economica, si è dell’infanzia restituendo inoltre cenmaggiormente sentita la necessità di tralità al ruolo della Famiglia. Proprio importanti interventi da parte delle in questi giorni il Consiglio Regionale istituzioni, in particolare quelle posi è finalmente deciso ad approvare litiche. una Legge a favore della Il governo Berlusconi ha Famiglia, con il voto defatto la sua parte, stanzianNel 2008, cisivo dei rappresentanti do risorse per potenziare gli ammortizzatori sociali la città di Jacopone del Popolo della Libertà; il testo redatto fa finale mettendo a disposizioha ospitato mente chiarezza riguarne fondi e bonus speciali il convegno do alla definizione di per le fasce di reddito più Famiglia, correttamente deboli; ma purtroppo non delle associazioni indicata come legame sempre a queste politiche familiari coniugale e genitoriale. seguono scelte oculate a Ciò permette quella dilivello locale. stinzione tra famiglia ed I ministri Mara Carfagna e Giorgia altre forme di convivenza consentenMeloni sono invece fortemente imdo di valorizzare e sostenere il pubpegnate in battaglie in favore delle blico impegno assunto dagli sposi. donne e dei ragazzi più giovani; nel Anche gli aspetti legati alla respongiro di un anno e mezzo sono state sabilità educativa dei genitori sono approvate leggi a tutela delle donne stati trattati in maniera apprezzabile, che mai prima avevano visto la luce con l’istituzione di strumenti concreti con i precedenti governi; inoltre il Micome ad esempio il buono-scuola. nistro della Gioventù Giorgia Meloni

Purtoppo, però, a questa legge manca ancora quella parte fondamentale relativa alla Tutela della Vita, limitata forse nel suo sviluppo in Umbria, da divisioni ideologiche che caratterizzano da sempre il centro-sinistra su questi temi. Rimane il fatto che ci sia comunque finalmente in Umbria una legge fortemente voluta dal Centro-destra, che riconosca alla famiglia quella centralità, fondamentale nella complessa società di oggi; tutto ciò a conclusione di un lungo percorso, cominciato quattro anni fa, concretizzatosi attraverso la raccolta di 12000 firme e di altre numerose iniziative; tra queste un grande convegno organizzato dall’Amministrazione Comunale di Todi in collaborazione con tutte le associazioni cattoliche del territorio nella primavera del 2008, alla quale parteciparono il presidente del Forum delle famiglie Simone Pillon e Suor Roberta, da sempre impegnata a promuovere ideali in difesa della famiglia ed a tutela della vita. Mi piace ricordare, con estremo orgoglio, che in quell’occasione ci mobilitammo sul territorio Tuderte raccogliendo circa 600 firme, che hanno poi contribuito, insieme alla tenacia dell’avvocato Pillon, a portare alla

educative ma anche spazi di incontro stesura del testo odierno. e di confronto tra famiglie e fra geContemporaneamente a Todi, l’Amnerazioni. ministrazione Ruggiano ha creato La Giunta Ruggiano, dal momento in un progetto specifico sui temi della cui ha programmato il Piano triennafamiglia, dedicato alla prima infanzia le dei servizi socio-educativi per la ed agli asili-nido, denominato “Cenprima infanzia, ha manifestato non tro per le bambine, i bambini e le fasolo la l’importanza della centralità miglie”. del bambino e delle sue esigenze, Un servizio questo, che si orienta, da ma soprattutto del bambino nel suo una parte all’apprendimento di comnucleo familiare, costruendo una petenze specifiche in ambito scolarete di servizi sociali ed educativi stico, e dall’altra all’aspetto sociale che pongano al centro sicuramente di sostegno e di educazione alla gela persona ma contemponitorialità. raneamente la famiglia. I Centri, già normati dal- Una rete di servizi la legge 285 del 1997, che metta al centro Si va quindi affermando un nuovo concetto di servied ora regolamentati le famiglie zi sociali, che non devono dalla Legge Regionapiù solamente rispondere le n. 30 del 2005 sono all’emergenza, ma che propongano “Servizi integrativi ai nidi”, articolati una molteplicità di risposte e di aziocon formule altamente educative, ni di prevenzione, creando una politiludiche e di aggregazione sociale, ca sociale orientata alla “normalità” con lo scopo di accogliere i bambini e “quotidianità”, una politica che sia con delle figure parentali, favorire in grado di dialogare con tutti gli altri la socializzazione e l’attività ludica e settori che riguardano a vario titolo la promuovere percorsi di sostegno alla vita del cittadino. genitorialità. L’auspicio è che tali iniziative possaTali centri divengono quindi un luogo no aver riscontro anche nel Governo di socialità e di gioco per le bambine della Regione Umbria, che potrà vee i bambini e gli adulti che li accomdere dalla fine di Marzo una svolta, pagnano, in spazi curati e pensati che porti il PDL alla guida del nostro rispetto ai loro bisogni, al fine di gaamato territorio. rantire non solo attività ludiche ed

Secondo piano sociale regionale, un altro bluff della Regione Dieci anni di attesa per un atto di programmazione che non offre soluzioni

di Gaetano Lupini Nel mese di dicembre del 2009, il Consiglio regionale dell’Umbria ha licenziato la nuova Legge di disciplina dei servizi sociali. Nel gennaio del 2010, sempre il Consiglio regionale, ha approvato il secondo Piano sociale regionale. La criticità evidente è da riferirsi al ritardo con cui l’esecutivo di Palazzo Donini ha ridefinito il quadro normativo e programmatico di riferimento regionale in materia di politiche sociali. La La nuova legge preceregionale per le dente legge, infatti, politiche sociali risaliva doveva essere al 1997 e aggiornata nel 2000 avrebbe n e ce ss i - insieme alla riforma nazionale tato di un aggiornamento già nel 2000, quando fu varata su scala nazionale la riforma dei servizi sociali. Invece, per avere un nuovo testo normativo abbiamo dovuto aspettare dodici anni. Stesso dicasi per il secondo piano sociale regionale che di norma resta in vigore per tre anni, mentre in Umbria dopo il primo, approvato nel 1999, il secondo è

arrivato solo nel 2010, ben undici anni dopo. Il forte ritardo con cui l’Umbria ha licenziato sia la legge di riforma dei servizi sociali che il nuovo piano sociale, non rappresenta sicuramente un elemento di eccellenza delle giunte regionali che in questi anni si sono succedute. In questi 10 anni però gli enti locali umbri hanno messo a regime la programmazione e le linee d’indirizzo dettate dal quadro programmatico e normativo previsti dalla riforma del 2000. Ciò evidenzia un forte scollegamento tra gli atti della Regione e gli effettivi risultati raggiunti dai Comuni. Il fatto che l’attuale governo regionale, abbia accelerato i tempi di approvazione della nuova riforma sociale, fa pensare più ad una volontà di arrivare in tempi pre-elettorali

al raggiungimento degli obiettivi dichiarati dalla giunta uscente, piuttosto che ad una vera volontà politica di ridisegnare, per la

nostra regione e per i nostri territori, un quadro di sviluppo locale, aderente ai bisogni e in linea con il contesto socio-economico attuale. La nuova legge sui servizi sociali è stata adattata alla legge di riforma

endo-regionale che formalizza gli ATI (Ambiti territoriali integrati). Tra le competenze riconosciute agli ATI vi è anche l’area dei servizi sociali. E’ evidente quindi che questo nuovo testo normativo, ridefinisce, indebolendoli, gli enti locali in materia di programmazione e gestione dei servizi sociali. Ci si interroga sul perché la Regione Umbria abbia voluto affidare anche il comparto dei servizi sociali agli ATI, delegittimando i Comuni e vanificando il notevole sforzo che hanno compiuto in questi ultimi anni sui territori. Per quanto attiene il secondo piano sociale regionale, c’è da registrare la debole concertazione fatta con le autonomie locali, nel definire questo importantissimo documento

di programmazione pluriennale. Ne viene fuori un atto che sembra non essere in grado di fotografare le emergenze e le difficoltà che i nostri cittadini si trovano ad affrontare, quotidianamente, sia come singoli che come nuclei familiari. In qualità di amministratore, ho constatato il fallimento del primo piano sociale regionale e non prevedo nulla di buono per il secondo che non individua soluzioni ma brulica di enunciazioni di principio, utili per una campagna elettorale ma non per il bene dei cittadini. La nostra volontà comunque, andrà La riforma degli Ati nella diindebolisce l’impegno re z i o n e e i risultati raggiunti di dare dai Comuni sostanza a quel in questi anni modello di servizi sociali che già stiamo portando avanti con tenacia e convinzione. Un modello orientato alla reale lettura dei bisogni sociali presenti, all’ottimizzazione delle risorse economiche in dotazione, al potenziamento delle azioni di prevenzione e riduzione del danno, alla promozione del capitale sociale.

Il “primo intervento” arrivi in città Tra il nuovo ospedale di Branca e le altre frazioni eugubine fino a 40 km di distanza di Stefano Pascolini

ospedale? italiana in genere, ma soprattutto quella umbra, operante su Ci è stato detto che questo servizio un tessuto amministrativo tutto incentrato sul clientelismo, costa troppo. Bene, mettiamo mano alla ranon migliorerà e sarà destinata al collasso. Da circa tre anni nel comprensorio Eugubino - Gualdese è in zionalizzazione della burocrazia, non alla diminuzione Premesso tutto ciò riscontriamo un’esigenza molto sentifunzione il nuovo ospedale di Branca che ha accorpato i due dei servizi, si potrebbero recuperare milioni di euro. Tagliata, soprattutto dagli eugubini, in merito alla quale ci siamo ospedali di Gubbio e Gualdo Tadino. mo il numero delle asl, una per provincia come avviene nelbattuti raccogliendo numerose firme, ossia la preIl nuovo ospedale pur essendo una struttura mole regioni più virtuose. Mandiamo a casa i burocrati inutili senza di un centro di primo intervento nella città derna e all’avanguardia, frutto di una moderna Fin quando le che girano i pollici dietro le scrivanie, protetti dal politico o, quantomeno, di una servizio 118 che, dislocato concezione di ospedali, realizzati persino con la professionalità nel centro di Gubbio, permetta di essere di turno, gli amministratori, spesso ‘trombacollaborazione del famoso architetto Renzo Piano, ti illustri della politica’, che prendono anche più celeri nell’urgenza andando, sia matesaranno legate non soddisfa i cittadini del comprensorio, che si La razionalizzazione 400.000 euro all’anno per ingigantire i buchi di rialmente che psicologicamente, incontro sono visti espropriati dei loro rispettivi nosocomi alle tessere di è possibile senza bilancio. Ripristiniamo l’istituto della responalle esigenze dei pazienti. a cui erano tanto affezionati. A questa mancanza partito, la sanità Rammentiamo che la città dei Ceri è la sabilità, perché lo scandalo non sono i 400.000 tagliare i servizi di simpatia non ha certo contribuito la gestione, euro che percepiscono ma il mantenimento settima per estensione e che l’ospedale si umbra non che ha fallito tutti gli obiettivi, non razionalizzandel posto o addirittura la gratificazione dopo trova a nella frazione di Branca, all’estredo nulla, non migliorando la qualità e quantità dei funzionerà fallimenti totali. mo est del territorio comunale, ovvero, a 14 km servizi non diminuendo affatto i tempi di attesa e E’ giusto che cittadini continuino a morire aspettando un’audal centro storico ma 30-40 km dalle frazioni più regredendo notevolmente sulla percezione di sicurezza satoambulanza o in lista di attesa per un esame? Perché invedistanti a nord, sud e ovest; questo significa che una autonitaria dei cittadini. ce di spendere i denari pubblici per questi servizi, si continua ambulanza arriva a destinazione e ritorna all’ospedale, perUn ospedale può essere bello, moderno, spazioso quanto si a spendere per arricchire incompetenti inutili? correndo dai 30 agli 80 km con tempi di assurdi. vuole ma se le professionalità continueranno a seguire la loCome può il cittadino in queste situazioni apprezzare il nuovo gica delle tessere politiche piuttosto che del merito, la sanità


n° 6

pag 12 - marzo 2010

Un nuovo modo per entrare in rete Con il codice QR (quick response) il giornale vuole anticipare uno dei suoi obiettivi principali: rappresentare una informazione moderna, puntuale e completa. I link che verranno proposti, di volta in volta, saranno relativi agli interventi che verranno raccolti sui principali argomenti affrontati, per consentire il costante aggiornamento critico/informativo, uno spazio diretto per un confronto aperto e costruttivo . Questa dimensione di attualità e disponibilità, è la caratteristica della mia politica, sono i valori delle mie idee che ho sempre cercato di consolidare nel rapporto con i miei sostenitori, ma soprattutto attraverso l’ascolto di chi non la pensa come me.

Per scaricare il software da utilizzare con il vostro telefonino sarà sufficiente collegarsi al sito:

http://www.beetagg.com/downloadreader/

e seguendo le istruzioni in esso contenute otterrete l’applicazione nel modo che preferite (download, via sms etc.)

In rete il nuovo sito di Franco Zaffini.

www.francozaffini.it

Ideaumbra N°3  

Periodico di informazione politica

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