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Fotografa con il tuo cellulare questo quadrato e scoprirai un nuovo modo di navigare nella rete Le istruzioni a pagina 8 ANNO VIII N. 5 - 1 FEBBRAIO 2010

Periodico di informazione politica Aut. Trib. Perugia n. 12 del 30/3/99 Sped. Abb. Post. art. 2 comma 20/c L. 662/96-Umbria

Trasporti, quella rete che non c’è Dalla FCU al Minimetrò

Direttore Responsabile: Laura De Siati Direttore Politico: Giorgio Corrado Stampa: Litostampa 3B Spoleto

Holding trasporti: “Dare moneta, vedere cammello”

Le vostre lettere

La “prima volta” di Alessandro Alessandro ha scritto per raccontarci della sua prima volta sul Minimetrò di Perugia.

L’esperienza a Palazzo Cesaroni per chi non può camminare

Il ricatto degli enti locali per arrivare all’azienda unica regionale

di Giorgio Corrado L’Umbria è ferma nei trasporti e nella mobilità. E’ problematico viaggiare in auto, in treno e in aereo. E’ una regione maledettamente in forte ritardo economico e di sviluppo. La rete ferroviaria in Umbria è la stessa di oltre 100 anni fa! La FCU, con la sua spaventosa arretratezza, ne è purtroppo solo l’elemento più vistoso. E’ necessario che il previsto raddoppio ferroviario della linea Roma- Ancona si realizzi con la variante dell’attuale tracciato sull’asse Fossato di Vico- Perugia- Assisi – Foligno. Si sottrarrebbe così Perugia e l’Umbria ad un anacronistico isolamento e si aumenterebbe il potenziale traffico con un bacino di utenza di altri 250mila abitanti. L’attuale Governo ha riservato ingenti risorse finanziarie per l’aeroporto di Sant’Egidio e per il “Nodo di Perugia”, ossia per realizzare un passante sulla E45 tra Ponte San Giovanni ed Ellera di Corciano. Una questione emblematica è il Minimetrò, opera inutile, costosa e dannosa, sulla quale la Magistratura ha avviato diverse inchieste. Ma restiamo alle valutazioni politiche. Il Minimetrò si cala fuori tempo, rispetto ad una città che nel frattempo è enormemente cambiata: il centro storico, punto d’arrivo del “bruco mela”, non è più sede di essenziali ed importanti uffici pubblici, banche, esercizi commerciali esclusivi, per cui i perugini non sono più “obbligati” a salire in Corso Vannucci , come sino agli anni ’70 facevano. Questi stessi servizi, pubblici o privati, sono ora posizionati alla base dell’acropoli. Anche la residenzialità del centro storico è cambiata, per consistenza e tipologia. A Perugia entrano e circolano circa 40.000 veicoli al giorno e gli spostamenti avvengono per oltre il 70% con l’automobile. segue a pag 2

di Franco Zaffini “Dare moneta, vedere cammello”. Un vecchio proverbio beduino per riassumere il ricatto a cui gli enti locali sottopongono la Regione per costituire la holding regionale dei trasporti. Di fatto, di questa azienda unica, non si vede la fine, ma soprattutto non si vede ancora l’inizio. Il progetto, avviato nel 2006, finora

nel il biennio 2009-2010 si arriva a quota sette per la sola “gestione”. Sorvolando sul problema del merito, (il finanziamento si richiama ad un protocollo d’intesa che prevede il contributo da parte della Regione per la sola realizzazione dell’opera), analizziamo il metodo. E’ ormai noto che, in molteplici occasioni, Comune e Provincia di Perugia si sono messi di traverso alla costitu-

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Tossicodipendenza, la testimonianza di Marco

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Valnerina, ma quale comunità? di Nicola Alemanno

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Riscopriamo la centralità del voto popolare

Speciale Minimetrò Costi e inquinamento il risulatato di scelte ideologiche di Franco Zaffini Una rete di trasporti, urbani ed extraurbani, da progettare e riadattare alle esigenze dei cittadini, anziché a scelte ideologiche. Questo è ciò di cui ha bisogno l’Umbria. Nel cuore verde d’Italia, a Perugia in particolare, l’aria è resa irrespirabile dal traffico veicolare. Irrespirabile a tal punto che le polveri sottili, nel capoluogo, ogni giorno, superano quelle presenti a Terni,

La libertà di essere governati nel rispetto e nell’attuazione del programma elettorale di Altero Matteoli Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

In questa fase politica e sociale, ricordare che la sovranità popolare è il cardine della democrazia ed il suo valore fondante, non appare esercizio superfluo. Scorrendo le vicende degli ultimi mesi, montate ad arte da alcuni organi di informazione spinti dalla velleità di dettare la linea ad una politica che non brilla per la sua forza ma per una evidente debolezza, emerge come la sovranità popolare sia stata derubricata a mera previsione costituzionale. E’ doveroso riscoprirne il vero significato e l’essenziale funzione svolta in democrazia dal popolo quando vota per scegliere i suoi rappresentanti e il segue a pag 8

segue a pag 6 e 7

Idea Umbra

La nostra redazione siete Voi! Vi aspettiamo. Per segnalazioni e commenti etc etc… invia una mail a ideaumbra@hotmail.it oppure ufficiostampa@francozaffini.it

Rotatorie a Spoleto, più che una città un labirinto Le pagelle del capogruppo Pdl Carlo Petrini

di Carlo Petrini Diamo i voti alle rotatorie che le amministrazioni di sinistra hanno realizzato nel corso di questi ultimi anni, nella città di Spoleto. Il primo intervento risale più o meno a 10 anni fa con la realizzazione della rotatoria dell’ingresso nord in prossimità del Pavone: dopo tanti anni possiamo dire che nonostante si poteva fare meglio, forse quella è la migliore modifica di viabilità realizzata, e vogliamo essere buoni: Voto 7. La rotatoria del rione di San Nicolò è stata modificata dopo solo due mesi dalla sua inaugurazione, perché non era stato previsto l’accesso

I sindaci del Pdl si mettono in rete

Stangata parcheggi a Perugia

di Eduardo Vechiarelli

di Emanuele Prisco

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ha solo fatto sì che enti e aziende succhiassero risorse regionali, senza approdare a nulla. Ultima, in ordine di tempo, l’ ‘elargizione’ di ben sette milioni di euro al Comune di Perugia per la gestione del Minimetrò. Da Palazzo Donini, dunque, rilanciano con il carico. Se lo scorso anno, infatti il finanziamento era stato di 5 milioni per le voci “realizzazione” e “gestione”,

Pubblichiamo la lettera dalla signora Adriana, l’esperienza a Palazzo Cesaroni per chi non può camminare.

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ad una via del quartiere: Voto 6. La rotatoria della bretella di San Tommaso: nonostante non vi erano problemi di spazio, si è riusciti a fare corsie così strette da creare grandi difficoltà ai mezzi pesanti: Voto 5. La rotatoria del rione Casette: è vicenda nota a tutti gli spoletini, le amministrazioni Brunini prima, Benedetti poi, sono riuscite a portare all’esasperazione un intero rione, costringendo gli abitanti a scendere in piazza per manifestare tutto il loro dissenso e disagio causato anche dall’incompetenza dei progettisti, che nell’opera non hanno previsto un accesso diretto al segue a pag 5

Variante Fossato-Perugia di Stefano Pascolini

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Spoleto, Ssit e stazione di David Militoni e Michael Surace

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Todi, politica del fare di Claudio Ranchicchio

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n° 5

Le vostre lettere La “prima volta di Alessandro” Alessandro ha scritto per raccontarci della sua prima volta sul Minimetrò di Perugia. Ripercorrere, con spirito, le tappe di una mattinata estenuante, degna del più celebre Ragionier Fantozzi. Storia di un “Attimo” Un lasso di tempo, pressoché istantaneo per definizione, può trasformarsi in una storia? Ecco la mia… Preso dalla necessità di recarmi in centro di mattina e considerando che l’accesso agli autoveicoli non è consentito fino alle13, decido di affidarmi alla nuova rotaia rossa; non foss’altro per la consuetudine con la quale sento dire “con il Minimetrò è un ATTIMO”. Il primo step è ovviamente quello di raggiungere una delle stazioni. Mi trovo nei pressi della Cupa, ad un passo dalla meta, quando mi accorgo che non c’è nessun posto libero per parcheggiare, né tanto meno qualche buon’anima disposta a liberarne uno. Muovo di buon grado verso Case Bruciate dove la situazione non cambia, anzi c’è chi in doppia fila con le quattro frecce aspetta , stile “condor”, la già citata buon’anima. Dirigo verso lo stadio, ma il rosso al semaforo della stazione mi lascia il tempo di pensare che mi sto allontanando sempre di più dall’obiettivo. A questo punto mi sento un po’ come i famosi “matti”delle barzellette che ad un passo dalla libertà, presi dalla stanchezza, tornano indietro. Si è ormai fatto tardi e le opzioni a questo punto sono due: o aspettare le 13 per poi salire direttamente in auto o giocare la carta parcheggio Mercato Coperto. Decido per la seconda e, impegnata la galleria Kennedy, imbocco l’agognata rampa del parcheggio dove trvo ad aspettarmi una corposa di almeno quindici auto. Finito lo stillicidio del deprimente meccanismo di: un posto si libera /un’auto entra, raggiungo finalmente El Dorado! A differenza, però, del luogo leggendario dove i bisogni materiali sono appagati e gli esseri umani vivono in pace tra loro godendo della vita, qui mi tocca pagare quasi 4 euro per un ‘ora e mezzo/due di sosta. Dopo due ore di odissea, finalmente capisco che non siamo più né liberi di spostarci, né di scegliere il mezzo con cui farlo. Alessandro Dagioni

L’esperienza a Palazzo Cesaroni per chi non può camminare

Una vetrina sull’Umbria

Pubblichiamo la lettera dalla signora Adriana, l’esperienza a Palazzo Cesaroni per chi non può camminare.

Cara redazione di “IDEA UMBRA”, sono una signora di 59 anni costretta su una sedia a rotelle. Insieme ai miei familiari ho interesse alle vicende della politica, sia nazionale che locale Qualche volta mi sono recata in piazza Italia, a “palazzo Cesaroni”, per assistere alle sedute del massimo organo amministrativo-legislativo dell’Umbria, il Consiglio Regionale. Grazie alla realizzazione di porte ad apertura automatica e di scivoli, con la carrozzina mi sono mossa senza difficoltà; ho potuto parlare con gli uscieri e chiedendo il permesso per l’accesso, ho potuto assistere ai lavori del Consiglio. Ho però notato che qualcuno non dorme la notte pur di trovare il modo di rendere difficile la vita ai diversamente abili come me. Per tutelare la sicurezza fisica ai dipendenti, agli uscieri, agli amministrativi, ai Consiglieri, agli Assessori e Presidenti di Consiglio e di Giunta Regionale, si è deciso di richiedere un documento di riconoscimento ai visitatori (cosa buona e giusta). Ma ahimè la feritoia per la consegna del documento non è stata abbassata: ci si è dimenticati di coloro che non riescono a sollevarsi a tali altitudini! Superata la prima difficoltà ed ottenuto il cartellino per l’ingresso, quasi ad arte è stato creato un nuovo ostacolo: strisciare il cartellino nella fessura dell’apparecchio elettronico che consente l’apertura automatica della vetrata. Peccato che l’apparecchio sia istallato sulla parete ad una altezza a dir poco mostruosa per coloro che non possono tenere una posizione eretta. Si è costretti a chiedere aiuto! Vengono così vanificate tutte le precedenti iniziative volte all‘eliminazione delle barriere architettoniche. Voglio sperare che si possa in qualche modo intervenire affinché anche i meno fortunati nel fisico, ma fortunati negli affetti dei propri cari e degli amici, possano tornare ad assistere ai lavori in palazzo Cesaroni. Senza dover chiedere aiuto ad altri. Con affetto un caro saluto. Adriana Bicchi Gent.le sig,ra Adriana, grazie alla sua segnalazione è emerso un problema a cui l’amministrazione avrebbe dovuto pensare in fase di installazione. Noi di Idea Umbra ci facciamo portavoce, insieme a lei, di questo disagio e ci impegneremo affinchè venga rimosso il problema al più presto. Nel frattempo, continui a partecipare alla vita politica della nostra regione e delle nostre città. Certamente guardare oltre l’attuale orizzonte politico, non può farle che onore. Con stima. La redazione.

I sindaci del centro destra si mettono in rete Siglato a Torgiano l’accordo per il coordinamento tra gli amministratori locali, i parlamentari e i responsabili politici del Pdl di Eduardo Vecchiarelli

tato elettorale del maggio 2009, di dei parlamentari Umbri. La proposta seguito elenco i comuni che il centro ha tra gli obbiettivi quello di acquidestra governa: Assisi, Bastia Umsire una conoscenza puntuale delle bra, Bettona, Collazzone, Deruta, opportunità, di tipo finanziario ai Da sei mesi il Pdl governa la città Gualdo Tadino, Montefini di una corretta e modi Gualdo Tadino, non accadeva da falco, Passignano sul derna programmazione 63 anni. Un evento storico che ac“Oltre il 22% degli Trasimeno, Scheggino, dell’ente locale. Un volacomuna Gualdo ad altre città della umbri Sigillo, Todi, Torgiano, no delle opportunità, per Provincia e della Regione. E’ nato di in provincia di Perugia; favorire il reperimento recente il coordinamento dei sindaci è amministrato Alviano, Attigliano, Calvi delle risorse in una fase di centro-destra, ne fanno parte tutti dell’Umbria, Guardea, in cui bisogna dare ri- da noi. Una buona i sindaci o loro delegati. L’incontro base per poter Orvieto, Otricoli, Porano sposte alle difficoltà che tenutosi a Torgiano, con la cortela crisi del sistema ha se ospitalità del sindaco Nasini, ha pensare in chiave in provincia di Terni; ed infine i comuni di Schegprodotto a livello globale messo in evidenza la necessità di positiva gia- Pascelupo e di e locale. La proposta è a un diverso coordinamento e colleValfabbrica che costitumio modo di vedere, uno gamento tra la componente ammialle regionali” iscono elementi di comstrumento esnistrativa, i sindaci, e la plessità e non essendo totalmente senziale, per favorire componente politica di Un volano per ascrivibili al centro-destra. Oltre il l’evoluzione dell’azione riferimento. Tale necesintercettare 22% della popolazione della regione politica del Pdl e delle sità è stata rappresenè dunque amministrata da noi, rapcomponenti partitiche tata al PDL regionale e risorse e fare una presenta una base non velleitaria provinciale, attraverso corretta e moderna che sostengono i governi per poter ipotizzare che la tornata locali, senza la quale si un documento sottoprogrammazione elettorale per il rinnovo del governo rischia una involuzione scritto da tutti i sindaci, dei Comuni della regione Umbria ci sia favorevocome quella che nel recon il quale si prospetta le, l’impossibile può diventare realtà cente passato ha fatto sì la necessità di un colloattraverso il lavoro, la collaborazioche alcuni comuni vinti dal centro quio costante tra amministratori lone, l’esempio. Ne saremo capaci? destra tornassero alla sinistra. Per cali e nazionali da organizzarsi con il comprendere la rilevanza del risulcontributo dei responsabili del Pdl e

Idea Umbra rinasce per gli umbri e insieme a quegli umbri che sognano un volto nuovo per il nostro territorio, auspicando un’alternanza di governo anche da noi. La nostra redazione siete Voi! Vi aspettiamo. Per segnalazioni e commenti invia una mail a

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Trasporti, quella rete che non c’è Dalla FCU al Minimetrò

di Giorgio Corrado

Da questa situazione si ha incongruo rispetto ai bisogni che l’acropoli non è più meta di trasporto pubblico. Ed ha obbligata per i 160.000 reprodotto unicamente il taglio sidenti, sparsi, in massima di numerose corse di bus; auparte, nelle aree periferiche menti sconsiderati di strisce ed il tracciato dell’impianto blu e costi dei parcheggi della trasportistico non intercetta Sipa; contestatissime contravla stragrande maggioranza venzioni ai T-red semaforici, dei cittadini. Viene così meno oggi, da ritenersi annullate anche l’uso alternativo all’auda una recentissima sentenza tomobile.Il grosso del traffico della Corte di Cassazione. veicolare è concentrato agli L’alternativa all’auto è l’uso ingressi in città, a Ponte San urbano delle ferrovie, con la Giovanni come sulla Pievaiola, trasformazione della FCU in soprattutto nelle ore di punta metropolitana di superficie, del mattino o del pomeriggio. da far poi proseguire come Su questi flussi di traffico il metro-tram, lungo le più imMinimetrò non va ad portanti vie urbane. Raddoppio incidere, se non marSulla mobilità ocferroviario per ginalmente. Infatti, i corre dunque un dati parlano chiaro: sottrarre l’Umbria approccio politico sono poco più di 6.000 da un anacronistico totalmente diverso, gli utenti che giornalliberato dalle logiisolamento mente salgono sul miche ideologiche ed nimetrò, troppo pochi incentrato su una per dare economicità a questo concreta concorrenza tra disistema trasportistico. verse modalità di trasporto e A fronte di una spesa giornadi imprese. liera complessiva di 35.000 Ben venga la Holding regionaeuro, il Comune ne deve cole dei trasporti per razionalizprire l’80%. Così ogni anno sui zare i servizi e ridurre i costi. cittadini perugini pesano ben Ma il ‘buongiorno’ non è dei 11 milioni di euro per far cormigliori: l’operazione appare rere a “vuoto” il Brucomela, come una mela avvelenata, che produce solo tanto rumorossa di fuori, marcia dentro! re! Non è valso rifare il Piano Urbano della Mobilità, risultato del tutto strampalato ed


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pag 3 - febbraio 2010

Holding trasporti: “Dare moneta, vedere cammello” da pag 1

di Franco Zaffini zione della holding. Contropartita della Regione, un lauto finanzia-

per le spese sostenute sino a quel momento. Ovviamente il contributo è forfettario, quindi di quali spese si

Matteoli a Perugia: dibattito sui trasporti

mento al Comune, per l’inutile monorotaia, che naviga evidentemente in cattive acque; mentre alla Provincia, il 22 dicembre 2008, viene assegnata una ‘strenna’ da 350mila euro, quale soggetto maggiormente rappresentativo nella holding,

tratti, non è dato sapere. In pratica, la Regione sta comprando i ‘si’ degli altri enti pur di costituire la holding dei trasporti, pagando con i soldi dei cittadini un progetto che è nato già naufrago. Se, però, l’esecutivo di corso Vannucci dà agli enti locali, dal tpl sottrae. E’ il caso delle risor-

se ricavate dalle accise sul carburante, stanziate dal Governo Berlusconi e destinate in modo vincolante alle aziende del trasporto pubblico locale. Si tratta di circa dieci milioni di euro che servono a risollevare il trasporto su gomma, e che la Regione ha ritenuto di poter trattenere a titolo di un non meglio precisato risarcimento. Nel frattempo, il ‘cerimoniale’ della holding (presidenti e sindaci degli enti locali inLa Regione finanzia sieme ai rappresentanti il Comune di Peru- delle società gia, con 13 mln di di trasporto) euro, e la Provincia, ha siglato tre protocolli con 350mila euro, d’intesa, con pur di strappare i tanto di foto e strette di ‘si’ alla costituzione mano. L’ultimo a ottobre del 2009, dopo quelli di marzo 2008 e maggio 2006, proprio per allungare i termini di costituzione del soggetto unico. Oggi, gli unici a pagare le spese di questo clamoroso e prolungato naufragio sono i cittadini e molti lavoratori, non solo quelli strettamente dipendenti dalle società che gestiscono il trasporto su gomma. L’ultima chicca di questa vicenda, infatti, è quella che riguarda la Umbria Incoming, società del settore

Ugl: la holding una sovrastruttura inutile Secondo il sindacato è il piano regionale dei trasporti che deve regolare la materia

La Segreteria regionale Ugl Umbria ha recentemente siglato un documento in cui si mettono in relazione il “piano regionale dei trasporti” e la costituzione della holding. Di seguito il testo. PREMESSO • Che il sistema trasportistico umbro è regolato da uno specifico “Atto di indirizzo” denominato “Piano Regionale dei Trasporti”; • Che tale atto di indirizzo, su proposta congiunta dell’Assessorato ai Trasporti e delle Organizzazioni Sindacali di categoria, è stato deliberato nell’anno 2004 con valenza fino all’anno 2013; • Che tale atto , oltre alla concertazione sindacale, ha effettuato tutto il percorso istituzionale ivi compresa l’approvazione in Consiglio regionale; • Che in tale atto di indirizzo sono già comprese tutte le misure atte a razionalizzare ed efficientare il sistema dei trasporti, eliminando le sovrapposizioni e favorendo l’integrazione modale; • Che il piano regionale dei Trasporti 2004/2013 prevede, nelle sue linee programmatiche, specifiche fasi di attuazione legate ai programmati ammodernamenti ed efficientamenti dei sistemi di trasporto e a verifiche sugli orientamenti dell’utenza; • Che, pertanto, l’eventuale riorganizzazione del trasporto su gomma sarebbe dovuta avvenire, come espressamente indicato nell’atto di indirizzo della regione, solo a seguito di concluso efficientamento della FCU e dei sistemi di mobilità alternativa e dopo verifica sull’effettivo spostamento di quote di utenza;

• Che l’Umbria è caratterizzata da un elevato policentrismo e da assenza di grandi centri di pendolarismo per cui necessita di un’offerta dei servizi di trasporto particolarmente flessibile per cui il trasporto su gomma avrà sempre prevalenza su quello a sede fissa; Tutto ciò premesso la Segreteria Regionale Ugl, pur non opponendosi ad aggregazioni tra aziende e a diversi assetti territoriali, ritiene il suindicato Piano Regionale dei Trasporti un atto di indirizzo nella sua piena validità ed esigibilità, per cui la creazione di una Holding Regionale che gestisca due Società provinciali (Umbria 1 nella Provincia di Perugia e Umbria 2 nella Provincia di Terni) non può che essere interpretata come una sovrastruttura rispetto a quanto già stabilito nel Piano Regionale dei Trasporti fin dal 2004. Inoltre la Segreteria Regionale UGL fa rilevare che, negli ultimi mesi, sono state elaborate, da parte della Regione, numerose proposte di Organizzazione delle varie Holding, senza che sia stato mai presentato alle parti sociali né la composizione della Holding, né tantomeno il Piano Industriale che tale struttura ( o sovrastruttura) è chiamata a realizzare. Nella considerazione che i trasporti rappresentano una delle maggiori fonti di occupazione del nostro territorio, sia in via diretta che come indotto, la Ugl ribadisce le seguenti richieste : • Apertura immediata di un tavolo di confronto sulla composizione della Holding, con particolare riguardo alle aziende pubbliche e private che ne faranno parte; • Presentazione di un Piano Industriale che illustri gli interventi che si intendono mettere in campo per l’efficientamento e l’economicità del sistema tra-

sportistico umbro; • Presentazione del progetto, dettagliato nelle sue linee, della fusione di APM e SSIT; • Apertura di un tavolo di confronto sul contratto di lavoro, e di conseguenza sulla relativa normativa, dei dipendenti delle aziende di trasporto operanti sotto la direzione della Holding regionale e di concertazione sui percorsi per raggiungere l’omogeneità retributiva degli addetti, con relativo obbligo di adeguamento per eventuali aziende private che fossero coinvolte nella partecipazione, al fine di evitare che la concorrenza si sposti dalla sicurezza e dalla qualità del servizio offerto al costo del lavoro; • Parità di rappresentanza degli attuali tre bacini di utenza all’interno della Holding regionale prescindendo da ripartizioni economiche che genererebbero cittadini di serie A e cittadini di serie B e una ripartizione dei servizi che tenga presente l’omogeneità degli ambiti territoriali e non la geografica ripartizione tra le provincie; • Mantenimento delle attuali strutture territoriali da utilizzare come articolazioni funzionali al fine di evitare eccessivi concentramenti di impianti in alcuni territori e la desertificazione di altri; • Mantenimento dell’attuale livello di servizi minimi nella ovvia considerazione che il TPL utilizza finanziamenti pubblici ed è usato particolarmente dalle categorie socialmente deboli (spesso è il mezzo di chi non ha mezzi) per cui deve mantenere un elevato contenuto di socialità e non può, di conseguenza, essere assoggettato alle logiche di mercato.

turistico partecipata da Apm. Per entrare Al trasporto su nella holding, infatti, le gomma vengono aziende avrebbero dovuto dismettere le parsottratte le tecipate non funzionali risorse del gettito al tpl trovando, ovviasui carburanti mente, delle soluzioni alternative per ricollostanziate dal carle sul mercato. La Governo. prima di queste realtà è stata proprio Umbria Incoming, oggetto di un’operazione disastrosa. L’Apm, infatti, anziché

vendere le sue quote, ne ha acquistato la maggioranza ed ha mandato a casa gli undici dipendenti. Come Umbria Incoming, ce ne sono decine di società partecipate dalle imprese di trasporto pubblico. Verranno mandati a casa tutti i dipendenti? Effetti collaterali di una strategia fallimentare.

La Regione complice di un “Flop”

Stangata dei parcheggi a Perugia A palazzo dei Priori, mozione urgente del Pdl per sospendere gli aumenti del 35% di Emanuele Prisco PERUGIA – Se ognuno di noi l’ultimo dell’anno ha fatto i propri buoni propositi per quello nuovo, la Giunta del Comune di Perugia ha pensato bene di iniziare nel peggiore dei modi possibile: “regalando” a cittadini e visitatori un aumento del 35% del costo dei parcheggi. L’aumento deriva da un accordo stipulato nel 2005 tra il Comune e la SIPA, che comportava la realizzazione del parcheggio del Minimetrò di Pian di Massiano da parte della società, in cambio della concessione del servizio di gestione dei percheggi e delle quote di aumento. Dai primi giorni del 2010, quindi, sia i parcheggi pubblici, sia quelli a “strisce blu” costeranno di più, senza che operatori, consumatori, cittadini siano stati in qualche modo informati e interpellati. Non ci saranno servizi aggiuntivi che giustifichino quest’aumento, non ci saranno alternative per i cittadini rispetto Il centro storico all’utilizzazione dei subisce l’ennesimo parcheggi colpo gobbo SIPA e al della sinistra pagamento della sosta su “Strisce blu”, ormai disseminate in tutta la Città. La Giunta si è proposta di rilanciare il Centro Storico e alcuni altri quartieri. E’ forse questo il modo? Le contingenze economiche di difficoltà per i cittadini e le attività commerciali – in particolare del Centro - consentivano comunque di modificare la convenzione, ma non si è fatto! La Giunta ha deliberato comunque questo provvedimento il 23 dicembre, l’ha comunicato l’ultimo dell’anno, con l’evidente speranza che la notizia passasse inosservata. Un caso o mala-

fede? A pensar male si fa peccato, ma…! Il Pdl ha risposto con forza al provvedimento, presentando immediatamente una mozione in Consiglio comunale per chiedere la sospensione degli aumenti, un confronto con utenti ed operatori economici e la revisione della convenzione con SIPA. Stiamo raccogliendo, inoltre, le firme per una petizione popolare con cui si chiede l’abrogazione della delibera comunale. Resta però un fatto: Perugia inizia male l’anno nuovo, il Centro Storico subisce l’ennesimo “colpo gobbo” dalla Sinistra, i cittadini, gli esercenti e i lavoratori iniziano l’anno come l’hanno finito: pagando l’ennesima “tassa” di questa Giunta, che carica sulle tasche dei cittadinii costi di scelte scellerate. Intanto il parcheggio di Pian di Massiano resta mezzo vuoto, perché i perugini non prendono il minimetrò e la Giunta glielo vuole imporre per forza. Una scelta di mobilità che si dimostra sempre più sbagliata e che in un modo o nell’altro si vuol far pagare ai residenti del territorio.

Petizione “No agli aumenti SIPA” a pag. 12


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Lo sviluppo che non c’è. Il peso delle infrastrutture Quel ‘file rouge ‘ che lega la mancata crescita industriale e turistica alle carenze infrastrutturali di Alessandro Moio

molto spesso rappresenta un bignami delle difficoltà nazionali riprodotte – ingigantite ed esacerbate - su scala locale. Già di C’è un’inscindibile connessione per sé priva di sbocchi sul mare che lega insieme le sorti dello e circondata dagli Appennini, la sviluppo economico e sociale di nostra regione ha tuttavia avuun territorio alle sue infrastrutto per secoli, grazie alla propria ture: strade, aeroporti, linee fercentralità, un importante ruolo roviarie rappresentano oramai di ponte tra Firenze il tessuto osseo su cui e Roma e tra Roma si regge uno Stato, la Provate e l’Adriatico, un ruosua economia e la sua a prendere lo che sembra aver ricchezza. L’Italia ne è esempio fin troppo cal- un treno da Perugia perso nel mondo contemporaneo. Non zante. Nonostante sia e vi accorgerete è difficile sostenere uno dei paesi più svilupdella perifericità che poco o nulla è pati e ricchi del mondo, del suo sistema stato fatto dall’attuapaga un dazio pesante in le classe dirigente, termini di competitività ferroviario da sessanta anni al mondiale e di sviluppo, Governo dell’Umbria, per miglioai propri ritardi strutturali, dovuti rare lo stato di fatto delle cose, alle proprie lungaggini burocracosì com’è facile vedere un ‘file tiche, alla storicamente scarsa rouge’ che lega il mancato svivocazione a pianificazioni di lunluppo industriale e la ritardata go periodo e - non ultimo - a un crescita turistica alle carenze territorio complesso per ragioni infrastrutturali. Il peccato orifisiche e per dinamiche sociali. ginale è antico: basta guardare L’Umbria non fa eccezione. Anzi

Consolare Flaminia: l’asse imperfetto Una viabilità che penalizza i prodotti della fascia appenninica di Eduardo Vecchiarelli

che tale soluzione comporta anche in termini di possibilità di incidenti: aperta da meno di un anno, nel tratto Nocera – Gualdo, già si contano Che l’Umbria soffra di una relativa due incidenti mortali. difficoltà ad essere collegata con la La qualità della cartellonistica strarete autostradale italiana è palese. dale è ad essere cortesi ridicola per Che tale situazione dipenda dalle la sua inconsistenza ed inadeguascelte compiute negli anni sessanta tezza. da parte La viabilità dei godi collegaverni di mento al allora è nuovo tracaltretciato inesita n to stente. chiaro. Si sono speQuelsi milioni per lo che realizzare è stato fantascienfatto dal tifiche rotag ove r n o torie in prosregionale simità degli in termisvincoli, non ni di scelci si è minite e priomamente prerità per la occupati appunrealizzazione della to della viabilità di collegamento. rete stradale di collegamento alla Ricordo a me stesso che una facile grande viabilità, lo sperimentiamo percorrenza, una semplificazione ogni giorno se usiamo o siamo codei collegamenti, la riduzione dei stretti ad utilizzare un’auto. Anche tempi necessari al trasferimento perché di treni e di trasporto pubdelle merci sono valori che blico su gomma è mecontribuiscono a rendere glio non parlarne, tanA meno competitivi sui mercati i to è basso il livello del di un anno dalla nostri prodotti. Noi della servizio. fine dei lavori, fascia appenninica che va Questo lo avverti in da Nocera Umbra a Schegparticolare se vivi in si contano già due gia e Pascelupo siamo proquelle aree del terincidenti mortali prio messi maluccio. ritorio regionale che Mentre arriva una strada, piace a molti definire ti tolgono la stazione ferroviaria marginali. e perde di credibilità il raddoppio Non voglio qui certo procedere ad della Orte-Falconara, ma questa è una analisi delle scelte spesso inun’altra storia. Forse. felici della Regione nello scegliere le priorità di realizzazione, sarei di parte. Voglio solo far presente che dopo quaranta, dico quaranta anni, l’ammodernamento (sic!) della via ex SS 3, meglio nota come la consolare Flaminia, si è rivelato inadeguato: previsto a quattro corsie, è stato realizzato a due, con tutti i rischi

un atlante geografico per notare come le principali arterie ferroviarie e autostradali compiano complicati percorsi per aggirare l’Umbria. Ma non bastano argomentazioni storiche a spiegare le difficoltà di oggi, né possono servire da alibi alle gravi e diffuse colpe della classe dirigente attuale. Se nutrite dubbi, provate a prendere un treno da Perugia e vi accorgerete dell’imbarazzante perifericità del suo sistema ferroviario, incredibile per una città Capoluogo di Regione e sede di due Università. Pur essendo apprezzabili gli sforzi che sono stati fatti negli ultimi anni per la crescita dell’aeroporto di Sant’Egidio, non si può dimenticare che, nonostante la vicinanza di un eccezionale polo d’attrazione come Assisi, lo sviluppo di un adeguato scalo aeroportuale regionale avviene con anni di ritardo rispetto a quanto era auspicabile e solo grazie all’approdo di una nota compagnia di voli low cost. Lo

sbandierato “nodo di Perugia”, standard regionale dominante, un progetto che prevede una vapiù che alle infrastrutture strateriante stradale di 18 km tra Corgiche per la crescita e lo sviluppo, ciano e Collestrada con il vago sembra essersi orientato verso obiettivo di collegare la E 45 ed il progetti faraonici della cui utilità Raccordo autostradale con la A1, è lecito dubitare. L’esempio più il tutto per la modica cifra di oltre evidente è il Minimetro. Nato tra i 1 miliardo di euro, che sarebbero migliori auspici e con l’ambiziosa spesi probabilmente senza neanidea di dotare Perugia di un moche risolvere l’annoso problema derno mezzo di trasporto capace del traffico relativo alle gallerie di di rivitalizzare il centro storico – Ponte San Giovanni e Piper la verità depauscille. Se l’Umbria vuole perato da politiche Il Minimetrò è un comunali al limite progetto faraonico uscire dal proprio isolamento viario, se vuole del masochismo - ha che ha finito sviluppare un sistema finito per rappresentare un problema più per rappresentare industriale adeguato, se vuole dare un impulso che una soluzione. un problema serio al turismo, deve La crescita dei costi di realizzazione e di più che una risorsa iniziare a ridefinire le proprie priorità, i propri gestione, le inchieste obiettivi strategici e a fare politidella magistratura e soprattutto, che infrastrutturali adeguate. Ma i problemi legati alla rumorosità per fare questo c’è prima bisogno e allo scarso afflusso di utenti, di una nuova classe dirigente. comportano problematiche – in particolare di tenuta economica di difficile soluzione. Sullo stesso filone sembra collocarsi il tanto

Ferrovia in Umbria: non perdiamo l’ultimo treno Variante Fossato-Perugia, 34 chilometri per dare nuova linfa alla Roma – Ancona

di Stefano Pascolini

minori. nova-Marsiglia e la Ravenna-AncoBisogna inoltre considerare che na-Roma. Con il nuovo tracciato si senza questo nuovo collegamento renderebbe il ferro competitivo riCon questo articolo intendiamo rigli utenti del perugino spetto all’utilizzo dell’autochiamare l’attenzione degli organi Perugia saranno attratti dalla vettura. L’attuale percorso competenti sulla nuova variante Foligno - Fossato di Vico ferroviaria della ORTE-FALCONARA, sarebbe in mezzo linea ad alta velocità che transiterà per Betvia Valtopina continueper il tratto FOLIGNO - FOSSATO DI alle trasversali tolle, poiché ridurrà i rebbe a funzionare prevaVICO. Riteniamo infatti che il nostro europee tempi di percorrenza lentemente per il traffico progetto di potenziamento, passante merci, non togliendo nulla Brindisi-Marsiglia nella direttrice Roma, per Gubbio/Branca-Perugia/aereoe si andrà così incontro a quei territori. porto-Assisi, sia di gran lunga mie Ravenna-Roma. ad un ulteriore depoFinalmente l’Umbria gliore rispetto a quello di potenziatenziamento della già avrebbe una mento della linea lungo fallimentare e inadeguata linea ferlinea ferroviaria vera, la Valtopina: riteniamo Lo scalo roviaria ROMA-ANCONA. cioè che non abbia senso di Sant’Egidio come addirittura di valenza Sarebbe pura follia non approfittare internazionale con una spendere ingenti risorse alternativa di questa opportunità irripetibile per spesa similare o minore pubbliche per potenziare l’Umbria e per il traffico ferroviario. al raddoppio del binario una linea in cui il traffico e supporto tra Foligno e Fabriano via viaggiatori, passante per a Fiumicino Valtopina. un territorio di 10.000 I 17 km di allungamento, appena il abitanti, è talmente modesto da in5% dei 300 km dell’intera linea, verdurre Trenitalia alla soppressione di rebbero largamente compensati da tutti gli Eurostar. Il progetto passante una tratta più moderna e veloce con per Assisi, Perugia, Gubbio, sarebbe tempi di percorrenza sensibilmente più funzionale e strategico dal momento che servirebbe un bacino di 400.000 abitanti, senza poi considerare l’enorme indotto turistico. Con questo nuovo tracciato di 34 km si porterebbe linfa vitale alla linea (ROMA-ANCONA) e si realizzerebbe una direttissima ferroviaria PERUGIA-ANCONA oltre al collegamento dell’aereoporto di Perugia con quello di Fiumicino, facendo diventare lo scalo Umbro di Sant’Egi dio, l’alternativa e il supporto allo scalo romano. Non finisce qui: si creerebbero due importantissime trasversali ferroviarie, la Brindisi-Bari-Ancona-Firenze-Ge-


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La città del Festival sempre più isolata Eurostar e biglietteria tagliati da Trenitalia e l’esecutivo sta a guardare di Michael Surace Il declassamento della stazione ferroviaria spoletina a semplice punto provinciale di passaggio di alcuni treni non fa altro che aggravare l’attuale isolamento non solo geografico, ma anche politico di Spoleto dal resto dell’Umbria e dell’Italia. Una città a vocazione turistica non può certo permettersi il lusso di abbandonare la stazione a se stessa assistendo così al progressivo smantellamento di quei servizi essenziali senza i quali i turisti sono disincentivati a visitare la città e senza i quali gli stessi spoletini pendolari ogni giorno devono affrontare incredibili disagi. Ad oggi esistono tempi di percorrenza Spoleto-Perugia che superano l’ora e trenta Una città minuti, a vocazione turistica, una vernon può permettersi gogna. I il lusso di trascurare treni Eurostar che i collegamenti non fanno ferroviari più tappa a Spoleto, passando direttamente per Foligno, sono l’ennesima picconata alla città del Festival a favore della città “cugina”. L’ultima beffa è stata la chiusura da parte di Trenitalia della biglietteria.

Fino a poco tempo fa le macchinette automatiche erano le sole a poter dotare di biglietto gli utenti, macchinette che non danno resto e che non erogano abbonamenti. Inutile citare i tanti casi in cui molti utenti hanno trovato le macchinette guaste e che hanno dovuto subire rimprovero e multa da parte dei controllori. In un primo momento, Trenitalia ha pensato bene di risolvere questi disagi delegando l’erogazione dei biglietti a private agenzie turistiche; gli utenti però sono stati comunque penalizzati in quanto gli orari delle agenzie turistiche evidentemente non coincidono con gli orari e le necessità dei pendolari che hanno bisogno del servizio soprattutto in prima mattinata o tardo pomeriggio. Inoltre per gli abbonamenti gli spoletini dovranno rivolgersi alla biglietteria di Foligno (!). Solo nelle ultime settimane gra-

zie alle proteste dei cittadini, degli esponenti dell’opposizione e dello spontaneo comitato dei pendolari si è potuta aprire una biglietteria gestita da una cooperativa in servizio nelle ore pomeridiane: una biglietteria con orari ancora non garantiti e continuamente a rischio chiusura in quanto la sua attività dipende setti-

Holding: tempi supplementari per nascondere il fallimento Diventa sempre più profonda la voragine nel bilancio della spoletina trasporti

di David Militoni

vecchio CdA ne è stata la più lampante manifestazione. Ora ci troviamo di fronte ad una serie di interrogativi riguardo al futuro della Spoletina Trasporti che nella holding avrebbe dovuto trovare la so-

Il percorso di riorganizzazione del trasporto pubblico locale avviato in pompa magna dalla Regione dell’Umbria nel maggio 2006, nel tentativo di assicurare l’ottimizzazione dei servizi e la salvaguardia dei livelli occupazionali tramite una prima riduzione a due aziende provinciali che poi sarebbero confluite nel soggetto unico regionale, è, come sappiamo, naufragata per la mancata approvazione da parte del Consiglio comunale di Perugia e del Consiglio Provinciale. Dopo un semestre di incertezze ed imbarazzi veniamo a sapere che la Regione ha deciso che il progetto del Tpl non è fallito e merita di andare avanti magari ricorrendo ai tempi supplementari per fare in modo che con un ulteriore e abbondante periodo di tempo luzione ai propri a disposizione il miracolo si compia mali. Non possono bastare le scuse entro il giugno 2011. accampate dai vertici dell’azienda Sempre che non intervengano evendurante l’audizione di fine dicembre tuali , ulteriori, intoppi. Parlare di presso la I Commissione della Proassurdità è fare un complimento a vincia di Perugia. Ancora una volta, chi ha immaginato una soluzione del in quella sede, Tulipani e soci hanno genere per il trasporto locale umpresentato come giustifibro. cazione la famosa legge Calandoci però nel Nonostante 204 che taglia il contributo contesto cittadino, non le perdite straordinario di 900.000 possiamo non guardare nel bilancio della euro dimenticando di evialla Spoletina Traspordenziare che il passivo del ti che del costituendo spoletina, 2008 ammontava percorso sarà per forza è stato confermato bilancio esattamente al doppio. di cose uno dei princilo stesso consiglio Ma la famosa legge pali attori. 204/1995 cessò i propri La contestazione al mo- d’amministrazione benefici proprio nel 2005 dus operandi riguardo e in quell’anno Tulipani appunto alla Ssit Spa venne in Consiglio comunale a spienella fase di dibattito in consiglio cogare che proprio in previsione di tale munale nella passata legislatura è decurtazione si dava vita alla SSIT stata da noi motivata con una lunga Gestioni che avrebbe investito sulle e ripetuta serie di carenze organizaree di sosta e sulla loro gestione. zative e gestionali non riscontrate Secondo Tulipani la Spoletina era dalla maggioranza, sebbene le perall’avanguardia in questo settore a dite di bilancio parlassero in modo livello addirittura nazionale e con inequivocabile. La riconferma del

tali lungimiranti investimenti si sarebbero potuti coprire i mancati introiti nei periodi di vacche magre, anche se solo il 50-60% di quel piano fosse andato a regime. Naturalmente sono in possesso degli estratti del verbale di consiglio comunale in questione. Le cose, purtroppo non sono andate cosi. I proventi delle aree di sosta non sono stati quelli ipotizzati, ci sono stati investimenti sbagliati come il parcheggio di Trevi, non si sono fatti percorsi per accaparrarsi bacini di utenza più redditizi come ad esempio il vicino Lazio, non si è stati in grado di farsi riconoscere, per i costi chilometrici sostenuti, una quota di indennizzo superiore alle altre aree vista la particolare conformazione montuosa del bacino di utenza servito. Potrei continuare ma è evidente e sotto gli occhi di tutti che l’attuale compagine societaria non ha fatto nulla per invertire la rotta e trovare nuove strade per il rilancio dell’azienda. E’ chiaro sicuramente che il percorso della holding regionale Ssit: investimenti dei trasporti sbagliati dell’Umbria che si sta su parcheggi dipanando e aree di sosta a fatica con varie fermate volte ad assorbire i pesanti passivi delle varie aziende si sta inevitabilmente dirigendo all’interno di una voragine senza fine della quale non si ha il coraggio di definire l’ammontare. Per questo, anziché ammettere il fallimento del percorso, si allungano i tempi nascondendone la reale portata soprattutto in vista delle imminenti elezioni regionali.

mana dopo settimana dal numero di biglietti venduti. Trenitalia, sulla soppressione di alcuni Eurostar su Spoleto - e altre città umbre - si è difesa dichiarando che si è venuto incontro alle necessità manifestate dalla clientela di ridurre i tempi di percorrenza con la capitale: il problema è che la clientela spoletina e di molte altre parti dell’Umbria non è stata affatto ascoltata o coinvolta, e così facendo si sta abbattendo un fondamentale servizio di utilità pubblica per pendolari e turisti: il tutto per venire incontro all’esigenza delle tratte veloci di “arrivare prima nella capitale”. Intanto l’amministrazione spoletina sta a guardare: l’attuale Sindaco Benedetti più volte durante la campagna elettorale ha rassicurato dichiarando che bi-

sognava fidarsi dalle garanzie di riqualifica della stazione del Direttore Generale delle Ferrovie. Oggi quelle garanzie si sono rivelate infondate e il Sindaco Benedetti non ha ritenuto opportuno incontrare il Ministro delle Infrastrutture, in occasione della sua recente visita a Spoleto. Il Ministro Matteoli, invece, ha avuto modo di confrontarsi con i rappresentanti del “comitato viaggiatori spoletini”, garantendo loro che i treni Eurostar torneranno a il Sindaco far tappa in città nel giro Benedetti pochi giorni. non ha ritenuto A fronte di questa nonopportuno curanza incontrare dell’ammiil Ministro delle nistrazione locale, l’uniInfrastrutture, risultain occasione della co to è che ad sua recente visita oggi Spoleto rischia a Spoleto. di perdere l’ennesimo servizio pubblico dopo i tanti reparti dell’ospedale trasferiti in quello di Foligno e dopo l’inglobamento della Spoletina Trasporti nella perugina Apm. Fidandoci dell’amministrazione e di Trenitalia ad oggi a Spoleto si registrano meno treni, meno coincidenze, meno servizi e orari di percorrenza allungati.

Rotatorie a Spoleto, più che una città un labirinto

Le pagelle del capogruppo Pdl Carlo Petrini

da pag 1

di Carlo Petrini quartiere, con grandi responsabilità politiche delle due Giunte susseguitesi: Voto 3 La rotatoria del Viale Trento e Trieste: sono passati pochi mesi dalla sua inaugurazione è già visibilmente danneggiata dal passaggio delle auto, e aggiungiamo che nelle Viabilità di ore di punta via dei Filosofi, non riesce a smaltire massima il traffico, espressione causando del “futurismo lunghe code in Via FlamiBruniniano” nia Vecchia: Voto 4. L’ancora incompiuta rotatoria di Santo Chiodo: realizzata per eliminare un incrocio a raso, salvo poi realizzare un nuovo incrocio a raso a poche decine di metri, ancora non aperto: Voto 5. La rotatoria di Passo Parenzi: lasciata in fase sperimentale per mesi, ora terminata ma ci vuole un corso avanzato per capire chi ha diritto alla precedenza: Voto 4.

Ma il massimo dell’espressione del “futurismo Bruniniano” lo abbiamo avuto nella rotatoria e nella viabilità di Via dei Filosofi: qui i tecnici del Comune hanno veramente dato il massimo. Si è persino modificato l’alveo del torrente Tessino, si sono spesi centinaia di migliaia di euro per allargare la carreggiata, sono stati eliminati decine di parcheggi, per ottenere infine un vero obbrobrio e un labirinto, a tutt’oggi incomprensibile nonostante anni di lavori non ancora terminati: Voto 0. Ex Sindaco Brunini, bocciato; ex primo Assessore alle grandi opere Cintioli, bocciato; ex Insufficienza piena secondo Asper le rotatorie, sessore alle bocciate grandi opere Loretoni, le amministrazioni bocciato; ex Vice Sin- Brunini e Benedetti daco, oggi Sindaco Daniele Benedetti, bocciato; tecnici bocciati. Non ancora valutabili, perché non pervenuti l’Assessore Proietti e Campana.


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Minimetrò, “montagne rosse”... da pag 1

Costi e inquinamento, il risultato di scelte ideologiche Un sistema fortemente impattante per la salubrità dell’aria ed il portafoglio dei cittadini di Franco Zaffini

Pum, proposto dall’ex assessore della città, anzi ha creato problemi avanzasse una proposta in tal senso. oltre che di costi. I nostri amminiChianella: un’autentica opera di copiù che opportunità. Problemi relaFinora ha funzionato così. Non è con stratori di sinistra, sia comunali che ercizione verso il mitivi ai costi che aumentano di giorno le chiusure che si risolve il probleUna rete di trasporti, urbani ed exregionali, persistono con nimetrò, più che un in giorno incidendo pesantemente ma: la gente non cambia le proprie traurbani, da progettare e riadattare queste politiche ideologil Comune disegno intergrato di sul bilancio del Comune, ma anche abitudini per regolamento comunaalle esigenze dei cittadini, anziché a che: non importa a quale ha deliberato servizi trasportistici. su quello della Regione. Un’opera le, ma perché lo reputa opportuno scelte ideologiche. Questo è ciò di prezzo e a quali condizioni, Sono sicuro che se dannosa, non in sé, ma per il crie conveniente. Rassegnatevi amici cui ha bisogno l’Umbria. l’aumento dei costi l’importante è che a Perualla cittadinanza veterio con cui è stato concepito, con amministratori del capoluogo, il Nel cuore verde d’Italia, a Perugia in gia non circolino più autoper la sosta nisse offerta l’opporun tracciato che copre una porzione minimetrò entrerà nelle abitudini particolare, l’aria è resa irrespirabiveicoli, salvo poi spostare, di in cambio tunità di ricorrere minima di territorio, peraltro quella trasportistiche dei cittadini solo se le dal traffico veicolare. Irrespirabivolta in volta il ‘baricentro’ agevolmente al sermeno popolosa. Altre sorti avrebbe a questi converrà e piacerà e non le a tal punto che le polveri sottili, attorno a cui gravitano le di un parcheggio vizio pubblico, laavuto la monorotaia, forse, se il perperché continuate a braccarli non nel capoluogo, ogni giorno, superaattività cittadine. Da quando vuoto scerebbe volentieri a corso si fosse esteso da Collestraappena mettono “ruota” in centro. no quelle presenti a Terni, polo inil centro è chiuso, le auto a Pian di Massiano casa l’auto. Oggi, ad da al Centro storico, intercettando Il settore dei trasporti dustriale della regione. non sono diminuite, anzi esempio, è impensal’utenza che abita nelle frazioni dei pubblici è materia delicaInsomma è a Perugia Un sistema aumentano annualmente, bile che un residente di Ponte San ‘ponti’. Un pezzo di trenino messo ta di cui si deve occupare che si dovrà circolare si sono solo spostate. da plasmare Giovani attraversi in macchina tutta lì, in mezzo alla città ha poco senso. chi ha la competenza per quattro domeniche e E’ il risultato di una rete trasporla città per andare a parcheggiare a Ed ha un senso ancora minore se lunedì consecutivi a tar- sulle reali esigenze per farlo, cosa che non è tistica fallimentare e per giunta pian di Massiano e poi salire in cennon viene inserito in un piano di moavvenuta sinora, con i righe alterne per consenfortemente impattante, sia sotto il dei cittadini tro con il minimetrò, soprattutto se bilità integrata che coinvolga tutti i sultati descritti sopra. tire lo sperato, quanto profilo ambientale, che dal punto si tratta di persone che devono farlo sistemi viari dell’Umbria, ferrovie, Nel capoluogo è attivo da due anni improbabile, risanamento dell’aria. di vista economico. Le aziende ‘su tutti i giorni per lavoro, è una semtrasporti su gomma e minimetrò. il Minimetrò che non ha sortito alDel resto, nella città che detiene il gomma’ sono in una crisi finanziaplice questione di qualità della vita, Un piano che non sia l’ ‘orrore’ del cun effetto positivo sulla mobilità record (insieme alla capitale) del ria senza fine, il minimetrò divora più alto tasso di motorizzazione letteralmente risorse comunali e d’Italia, 67 vetture ogni 100 abitanregionali, risorse che appartengono ti, il dato era più che prevedibile. E’ a tutti i cittadini di questa regione. evidente che risposte emergenziali E la ciliegina sulla torta è notizia di non possono costituire la soluzione questi giorni, l’aumento delle tariffe di un problema cronicizzato. Da anni negli autosilo e nelle aree di sosta. l’amministrazione comunale sta atUn aumento che ha voluto e autoriztuando una politica di dirottamento zato il Comune, ‘barattando’ con la Durante la sua visita in Umbria, il Ministro delle Infra- Legge Obiettivo procede a cominciare dal primo tratto della circolazione verso le periferie, Sipa la realizzazione del parcheggio strutture Altero Matteoli ha illustrato lo stato dell’arte Madonna del Piano – Corciano. Per la prima parte delsvuotando il centro, blindandolo ai a Pian di Massiano in cambio di una la Tre Valli il finanziamento è stato trovato. Attenzione delle infrastrutture e trasporti in Umbria. mezzi privati, con tutte le problemadelibera che accresce del 35% il particolare riserveremo ai collegamenti ferroviari Orte Di seguito un estratto dal suo intervento. tiche che ciò comporta in termini di costo della sosta in città. A Palazzo – Falconara a cominciare dalle tratte Terni – Spoleto e economia e vivibilità, senza offrire dei Priori non si accontentano più “La Fano - Grosseto che attraversa l’Umbria è ancora al Foligno – Fabriano. un’alternativa di trasporto pubblico di divorare le risorse della contriOccorre capire che le difficoltà sono notevoli soprattutto 18% dell’utilizzo dei fondi previsti. efficiente e rispondente alle reali buzione fiscale, sono passati diretPosso dire che sono in corso verifiche sul tracciato e nel reperimento delle risorse, ma noi non ci fermiamo e necessità della città. tamente al portafoglio dei cittadini che in questo caso c’è un problema legato alla coper- siamo disponibili a continuare il lavoro anche nel perioOra che la situazione limite, per che, a questo punto, dovrebbero tura finanziaria che potrebbe essere superato con il ri- do elettorale. congestione di traffico ed insaluessersi accorti di quanto ha inciso e corso ad un project financing fondato su un partenariato Temi come le infrastrutture e le risorse energetiche brità dell’aria, è rappresentata da incide negativamente il malgoverno pubblico-privato. Il nostro impegno su questa opera è sono troppo importanti per tutti e per questo sono sicuro Fontivegge, pensiamo di chiudere di questa sinistra sul nostro territomassimo perché ci rendiamo conto che la Fano Grosseto che si possa trovare un accordo tra gli schieramenti. l’accesso fino alla stazione? Semrio e sulle nostre vite. rappresenta la prima infrastruttura di livello che collega Per opere tanto importanti, sono convinto che sia un bra un’idea folle, ma non mi stupirei l’Adriatico con il Tirreno. Per fortuna tempi più stret- buon metodo di lavoro quello di procedere, di andare se qualcuno degli addetti ai lavori ti per la E45 la cui trasformazione in autostrada sarà avanti per lotti funzionali realizzati con i soldi che abbiaesaminata dal CIPE entro marzo. Il nodo di Perugia, per mo a disposizione, in attesa che si riescano a reperire le un costo complessivo di 900 milioni di € reperiti dalla risorse necessarie alla realizzazione dell’opera intera.

Un project financing per la Fano - Grosseto

E45: la trasformazione in autostrada al Cipe entro marzo


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...o Brucomela? Minimetrò al banco degli imputati Tutte le inchieste aperte sulla monorotaia di Perugia. di Giorgio Corrado Dall’iniziale gara per individuare il socio privato, da inserire nella società mista, sino alla rivolta popolare contro il rumore, su tutti i fronti sono state aperte inchieste sul Minimetrò di Perugia, un’opera che resta inutile, costosa, dannosa. Troppo pochi i passeggeri, meno del 50% di quelli necessari per raggiungere la soglia minima per il sostegno finanziario pubblico, mentre i costi di gestione lievitano anno dopo anno. Nonostante la soluzione, ai limiti della coercizione, del Pum, il la monorotaia continua ad essere poco utilizzata dai perugini. Accanto a questa inutilità di fatto e al bilancio in rosso, si pongono tutta una serie di inchieste che hanno portato “l’affaire” minimetrò, sotto

molteplici aspetti, negli uffici della magistratura contabile e penale. Una carrellata riassuntiva sulle inchieste più importanti che hanno per oggetto l’impianto. 1) Il finanziamento è stato ottenuto anche utilizzando la Legge sulle aree depresse. E Perugia depressa non è. 2) Alla gara per l’individuazione del socio privato, da inserire nella società mista, ha partecipato quale unico concorrente, l’Apm che privata non è, in quanto interamente a capitale pubblico. Si è volutamente ignorata la legge 533 del 1996, che prevede espressamente la possibilità di inserire in modo diretto le partecipate comunali del trasporto pubblico nelle so-

cietà miste. 3) Il piano economico finanziario, che doveva servire per valutare la fattibilità del progetto, non è stato mai inserito negli accordi di programma. Dallo stesso piano emergeva subito la diseconomicità del sistema e la difficoltà di raggiungere l’equilibrio economico con i soli ricavi di gestione, tanto che si prevedeva un contributo annuo di parte pubblica di tre milioni di vecchie lire. 4) Molte delle aree per far passare la linea del Minimetrò sono state oggetto di un vero, quanto anacronistico baratto, con concessioni ‘gratuite’ dei singoli cittadini al Comune, ricompensati però con nuova edificabilità. In tal modo, la gran

parte delle spese che si sarebbero dovute sostenere per gli espropri non è andata a gravare sulla società Minimetrò, ma sui cittadini penalizzati da un impatto urbanistico aggiuntivo. Con il piano regolatore si è concretizzato questo sistema 5) L’amministrazione comunale si è dovuta fare carico delle molteplici garanzie, nonché delle eventuali inadempienze private, modificando “ad hoc” anche il regolamento di contabilità. 6) Nel corso degli anni, il costo del project financing è quasi triplicato stravolgendo nel contempo anche i rapporti finanziari tra parte pubblica e quella privata

7) Il diritto di superficie a favore della società Minimetrò, di circa 2000 mq per attività commerciali e direzionali, è stato quantificato in 290 mila euro per una concessione trentennale con la possibile cessione a terzi 8) Il Piano di zonizzazione acustica è stato realizzato senza tener conto del principio di precauzione ed il rumore pesa sui residenti più vicini all’infrastruttura in modo intollerabile. Su tutti questi punti occorre fare chiarezza e individuare tutte le responsabilità. Se non si può tornare indietro, si abbia una base da cui partire per una migliore strategia di valorizzazione del minimetrò.

Rumore, Regione e Comune come il gatto e la volpe. Il piano di zonizzazione acustica adattato al minimetrò, anziché a tutela dei cittadini.

di Franco Zaffini

di riferimento ad un’infrastruttura che, qualora il piano preadottato e poi artatamente sospeso, fosse “Un giochetto degno del Gatto e la stato in vigore, non poteva avviarsi. Volpe, quello messo in atto da ReUn’infrastruttura, giova gione e Comune di Perugia riguardo al piano La struttura è stata ricordare, che ha letteralmente prosciugato le di zonizzazione acustica avviata senza un casse del comune e la della città ed, in particui attivazione, quindi, colare, quello che rical- quadro normativo dannosa o no che fosse, ca il tracciato del minidi riferimento doveva necessariamenmetrò. Dall’altra parte, te avere luogo. Oggi nel ruolo di un impol’inquinamento acustico prodotto tente Pinocchio, i cittadini. Si tratta dal minimetrò è sotto gli occhi di di un vero e proprio raggiro operato tutti, ma soprattutto nelle orecchie ai danni dei Perugini. Le reticenze di molti, mentre gli unici a non rendelle Regione erano già evidendersene conto sono proprio Regioti quando ha consentito, di fatto, ne e Comune, o così vorrebbero far l’avvio in esercizio del minimetrò, pensare. Il ruolo giocato dall’amritardando il parere sulla normaministrazione regionale rientra tiva per la zonizzazione della città. nell’ormai logoro sodalizio politico Una dilazione che non aveva ragion con Palazzo dei Priori a cui è stata d’essere, se non quella di garantire volutamente lasciata carta bianca. l’assenza di un quadro normativo

venuto meno e coloro che abitano Il parere della Regione in cui, da un nei pressi del binario rosso, non lato, si ammetteva la non titolaripochi, sono costretti a subire ortà di palazzo Donini a pronunciarsi mai da due anni sia il rumore delle sulle emissioni della monorotaia, navette in transito, ma anche, in mentre dall’altro si suggeriva di maniera molto più dannosa, il siassimilare l’infrastruttura ad una bilo costante del cavo in tensione. ferrovia, ha, in sostanza, coperto Tutto ciò sotto lo le spalle all’amministrazione sguardo indifcomunale. Questo improprio La regione ha ferente, a volte ‘gioco di squadra’ non solo ha volutamente compiaciuto, di consentito l’apertura del minitaciuto per mesi, chi ha il dovere metrò, ai limiti della legalità, visto che il piano di zonizzaper poi suggerire di rappresentare zione risultava ancora nascodi assimilare il mm anche coloro che stanno subensto, ma ha reso nullo il prinad una ferrovia do questo grave cipio generale di precauzione danno. Nessun per cui, in mancanza della tentativo di protezione o intesa da normativa che regoli con esattezza parte delle istituzioni, solo un’imuna particolare fattispecie, la pubposizione che si fonda su un’azione blica amministrazione è tenuta ad politica abusiva. agire secondo quanto tuteli magIl piano di zonizzazione, che alla giormente la salute dei cittadini. fine è venuto fuori, è l’infausto epiA Perugia, il principio di cautela è

logo di una vicenda iniziata con un inganno e finita con una ‘truffa’ ai danni dei cittadini. Le modifiche apportate al piano, come l’innalzamento dei limiti di decibel consentiti o l’assimilazione della monorotaia ad un’infrastruttura che produce emissioni saltuarie e limitate nel tempo, anziché persistenti e costanti senza soluzione di continuità, consentono al minimetrò di rientrare nella cosiddetta ‘legalità’, ma non pongono rimedio ai disagi dei residenti. Come dire che la norma si sia adeguata al caso, e non, come logico che fosse, il contrario. Ancora una volta, l’interesse pubblico è stato gestito come interesse privato, con l’unico scopo di ‘fare cassa’, in un Comune ormai avvezzo a far pagare ai propri cittadini gli errori di una amministrazione politica incapace”

MINIMETRO’ IN CIFRE COSTO DELL’INVESTIMENTO: previsti

59 spesi 130 mln/euro

FINANZIAMENTI PUBBLICI

35 69

da a mln/euro PERDITA ANNUA

3 6

da a mln/euro COSTI PER IL COMUNE ALL’ANNO

11 mln/euro

RO COSTO GIORNALIE Costi variabili Costi fissi

25.000 10.000

Totale

35.000


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Riscopriamo la centralità del voto popolare La libertà di essere governati nel rispetto e nell’attuazione del programma elettorale di Altero Matteoli

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Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

governo del Paese. Visto che in molti di una fisiologica e democratica opfanno finta di averlo dimenticato, va posizione nei luoghi deputati (il Parsottolineato che da essa traggono lamento, la libera stampa, le altre legittimazione il potere legislativo – sedi dove si dibatte e si esprimono ossia il Parlamento – e il potere ese- i vari punti di vista) l’esercizio cutivo – ossia il Governo. Con tutto il rispetto che si deve ai dell’attività di cosiddetti organi di garanzia (Presi- governo? dente della Repubblica, Corte Costi- E fino a che taluni tuzionale, Magistrature e via dicen- punto do) e al loro ruolo di bilanciamento c o n d i z i o n a tra poteri, si rileva oggettivamente menti impropri che negli ultimi tempi si è registrata possono o deuna prevalenza di tali organi, a volte vono incidere una vera e propria soccombenza del negativamente sull’attuazione Parlamento e dell’Esecutivo. La libertà di governare di chi ha le- del programma gittimamente vinto le elezioni e di su cui i cittadini essere governati, quella che appar- si sono esprestiene ai cittadini, rischiano di essere si con favore? così compresse e compromesse. Se Ed ancora, è in tempi rapidi non ci sarà una chiara da considerarsi inversione di tendenza si potrebbe populismo, nel acuire una deriva poco rispondente senso deterioai principi di una vera e sana demo- re del termine, ritenere che la crazia fondata sul voto popolare. La libertà di governare non è in sé, volontà popolané potrebbe essere, illimitata do- re di condividere vendo muoversi all’interno dei cano- liberamente un ni del rispetto della legge, essendo programma di governo per peraltro vincolata al programma il Paese non possa mai essere violata né essere posta in una elettorale sul quale si sono Per un Governo sorta di competizione espressi i cittadini. A sua volta la libertà di essere agire nel rispetto con altri interessi particolari molto pervasivi governati, la libertà dei degli impegni e perseguiti da entità cittadini di scegliere i loro assunti altre che non hanno, rappresentanti ed un goper loro natura, legittiverno non può trovare altri con gli elettori è mazione popolare? limiti se non il rispetto e un dovere e allo Per un governo agire nel l’attuazione del programstesso tempo rispetto del programma ma stesso. e degli impegni assunti L’elettore non concede mai un diritto con gli elettori è un dodeleghe infinite né in bianvere e al tempo stesso co. Il punto allora è: si può ritenere legittimo ostacolare, al di là un diritto irrinunciabile. Le diatribe

che si registrano nella vita politica ed istituzionale italiana negli ultimi tre lustri, in fondo, ruotano attorno al rapporto intercorrente tra la libertà

del governo di esercitare pienamente il suo mandato e la libertà dei cittadini di essere governati. Entrambe sempre più inespresse e limitate. Questo rapporto si è incrinato perché si è indebolito l’esercizio reale – sancito dalla Costituzione – della sovranità popolare. E non si dica che tale debolezza non esisterebbe perché il secondo comma del primo articolo della Costituzione afferma che la sovranità è esercitata nelle forme e nei limiti della Costituzione. Tale esercizio è indebolito perché il Parlamento e il Governo soggiac-

ciono alle “aggressioni” di alcune dono ancor più stringente provvederistituzioni che hanno interpretato il vi per garantire appunto la libertà di loro ruolo con una visione ed una fi- governare e di essere governati. La riforma da realizzanalità non di garanzia ma politica, Alcune istituzioni re in Parlamento o con di fatto hanno interpretato un processo preparatorio esterno alle Camesostiun ruolo politico, re in una commissione, tuenin una costituente, in dosi al non di garanzia, una convenzione, dopotere legisla- limitando, di fatto, vrà essere pensata con l’esercizio della l’essenziale finalità di tivo ed e s e c u - sovranità popolare restituire al cittadino l’effettivo potere di tivo e decidere premiando quindi limitando, stavolta o punendo la maggioranza ed il gosì, l’effettivo eser- verno che ha scelto. In una parola cizio della sovra- restituendo al cittadino il primato nità popolare. Chi che delegherà di volta in volta alla misconosce que- politica. Un primato compromesso ste circostanze, in negli ultimi quindici anni. E per farlo effetti, preferisce occorrerà ridisegnare il ruolo e i pol’ipocrisia evidente teri delle varie istituzioni che insieormai a gran parte me formano lo Stato, riequilibrando dei cittadini: una specificatamente i rapporti tra policosa è il rispetto tica e giustizia, tra il Parlamento e la per le sentenze dei Magistratura. Aspetto quest’ultimo Tribunali o della divenuto prioritario ed urgente. Consulta, un’altra è Spetta al governo ed alla maggioaffermare che esse ranza dare impulso a questa riforma si muovono esclusiva- ricercando il concorso dell’opposimente all’interno delle funzioni di zione che dovrà dimostrare con i fatti garanzia di tali Istituzioni. Dire, per di voler privilegiare l’interesse genefare un esempio, che una tale sen- rale a quello della politica politicante tenza ha effetti politici e sostenere di tutti i giorni, rifuggendo da calcoli che essa è stata emessa comunque ancorati ad una visione di corto resenza fini politici appare davvero, si spiro. Maggioranza ed opposizione ripete, un mero esercizio di avvilente sono chiamate a pensare e ad agire ipocrisia che richiede un inderoga- rompendo atavici steccati ideologici bile intervento legislativo, se serve che finora hanno impedito di dare alla nostra democrazia la forza per anche di natura costituzionale. Riformare la Costituzione, divenuta competere alla pari con quelle dei obsoleta nella sua seconda parte, Paesi più evoluti. è un bisogno avvertito da almeno trent’anni e i vari tentativi falliti ren-

Un nuovo modo per entrare in rete Con il codice QR (quick response) il giornale vuole anticipare uno dei suoi obiettivi principali: rappresentare una informazione moderna, puntuale e completa. I link che verranno proposti, di volta in volta, saranno relativi agli interventi che verranno raccolti sui principali argomenti affrontati, per consentire il costante aggiornamento critico/informativo, uno spazio diretto per un confronto aperto e costruttivo . Questa dimensione di attualità e disponibilità, è la caratteristica della mia politica, sono i valori delle mie idee che ho sempre cercato di consolidare nel rapporto con i miei sostenitori, ma soprattutto attraverso l’ascolto di chi non la pensa come me.

Per scaricare il software da utilizzare con il vostro telefonino sarà sufficiente collegarsi al sito:

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e seguendo le istruzioni in esso contenute otterrete l’applicazione nel modo che preferite (download, via sms etc.)

Ecco gli strumenti per comunicare con noi on line In rete il nuovo sito di Franco Zaffini.

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pag 9 - febbraio 2010

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Ssit, “soccorso rosso” per l’azienda amica Il parcheggio sotterraneo di Trevi un flop foraggiato dalla Spoletina di Mirko Menicacci

mutuo. della regione Trentino Un miliardo I primi anni il che fu elargita per un parcheggio si padiglione del cenIn seguito al terremoto del 1997 e di vecchie lire rivela un fiatro di riabilitazione con una mossa ardita e per certi donato dalla sco, visto che ed usata, invece, per versi “creativa”, il consiglio comuRegione Trentino con i ricavi non acquistare i posti auto nale di Trevi, con delibera n.51 del ci si paga neinvenduti. I consiglieri 1998, decide di costruire un parviene usato anche l’ICI. comunali del centrocheggio sotterraneo e di dichiarardestra, evidenziarono per comprare posti Con gli anni lo, ancora prima della costruzione, auto invenduti. la situazione all’autorità ammini“opera da collegare alla ricostrumigliora, ma strativa di controllo zione post-sisma” e quindi soggetta facendo il cosiddetto (Prefettura, CORECO, Corte dei alla normativa inerente. “conto della serva”, si Conti) i fatti sopra esposti. La dichiarazione di opera di ricoconstata che l’operazioOltretutto, si riscontrò un totale distruzione post sisma per un parne è un fallimento, nel sinteressamento da parte dei trevani cheggio ancora da costruire non era senso più letterale del per l’acquisto dei posti auto, anche mirata alla richiesta di fondi pubblitermine. perché erano molto cari: 28milioni ci, ma alla possibilità di approfittare Mediamente il parchegdi lire per 10 mq; per questo, anche di una deregolamentazione degli gio incassa sui 1000eucommercialmente, l’operazione fu appalti pubblici, che la normativa ro al mese (pedaggi dei un flop. consente vista l’urgenza della rico120 posti sotterranei più L’azienda aggiudicataria dell’apstruzione. quelli dei 60 in superficie palto (guarda caso la stessa che In pratica il comune sostenne che e degli abbonamenti). Ma ha costruito tutti i centri bisognava costruire un a fronte di questa entrata commerciali COOP), però, parcheggio sotterraL’opera viene ci sono le seguenti uscipremeva per rientrare neo a due piani, perché te: 7000euro/anno di confinanziariamente dall’inin seguito al terremoto ricollegata alle dominio; 6900euro circa vestimento: qui arriva il i problemi di parchegricostruzione di ICI; la manutenzione “soccorso rosso” della gio sarebbero diventati post sismica per straordinaria che la SpoSoc.Spoletina Trasporti, insostenibili e bisognaletina paga più di qualsiava trovare nuovi posti- affidare i lavori con partecipata al 50% dalla si altro condomino perché provincia di Perugia e dal auto per i residenti. ha la quota millesimale più comune di Spoleto. La vicenda ammini- trattativa privata. alta. Già, con queste cifre è La Spoletina decide di strativa del parcheggio rimessa completa: è poi c’è da paacquistare un intero piano del parsotterraneo di Trevi presenta altri gare la rata del mutuo; la TARSU e cheggio (120 posti), giustificando aspetti quantomeno “singolari”: la la TOSAP. tale acquisto come un investimento sdemanializzazione del sottosuoE poi ci sono gli imprevisti che sucsicuro che avrebbe portato notevolo della piazza, la trattativa privata cedono sempre e non aiutano a li introiti; costo dell’operazione 1,9 per individuare la ditta costruttrice, migliorare i conti: il parcheggio, ad miliardi di lire, finanziati con un una donazione di 1 miliardo di lire

esempio, si allaga alla prima pioggia; l’impianto di espulsione dell’acqua è rotto e deve essere sostituito: si parla di 2000euro a pompa. Devono essere spostati i quadri elettrici. Insomma rimessa completa con i soldi dei cittadini, solo per acqui-

stare un parcheggio che un’azienda “amica” non vendeva e rischiava di lasciarci le penne: questa è la verità.

Variante sud e la logica della cementificazione

Montefalco vuole rifarsi il look

Il tracciato, una scelta di pochi nascosta ai cittadini

Strade comunali, illuminazione e rete fognaria nel piano delle opere pubbliche

di Emanuele Lancellotti

Non v’è chi non veda che la problematica del tracciato della variante sud riflette le ambizioni lottizzatoLa problematica della cosiddetta. rie di ambienti cittadini che da deVariante Sud che da mesi – se non cenni stanno deturpando il territoanni – sta infiammando il dibattirio, mossi da un’unica ambizione, vale a dire, rendere sempre più estesa la città sotto la dimensione delle cubature costruite, e sempre più sofferente e scarna sotto il profilo della efficienza e vivibilità, nonché di sviluppo. L’approccio della giunta comunale deve cambiare, si deve coinvolgere la cittadinanza, e la stessa non deve subire le scelte di pochi. La città deve sapere qual è il tracto politico cittadino è stata gestita ciato della variante sud, deve sapedall’amministrazione comunale in re quali sono i criteri di scelta del maniera del tutto irrispettosa delle detto tracciato, e chi l’ha scelto. priorità e diritti dell’intera collettiQualora l’impatto del detto tracvità e comunità cittadina. ciato sulla città di Foligno Non è stata mai adottata alcuna for- La città si estende per sarà devastante come si ma di vera partecicubature costruite prospetta, la responsabilipazione, partecipae rimane sofferente tà di ciò sarà da addebitare alla Giunta del Sindaco zione che sarebbe sotto il profilo Mismetti, eccessivamente stata e sarebbe tuttora utile a rassedell’efficienza e della prona alle spinte di pochi addetti ai lavori. renare il clima povivibilità E’ ora che il cittadino di litico che si respira Foligno riacquisti la diin città, clima reso gnità da troppo tempo perduta, e lo irrespirabile dall’arroganza politica stesso ritorni a sentirsi non suddito di questa giunta che con i propri atti ma parte di una comunità, di un’indi imperio sta pilotando la città versieme di persone che vogliono il so prospettive e derive di cementibene della città e non la fortuna di ficazione e di inefficienza civica ed pochi a scapito di troppi. ambientale.

di Pierluigi Curi

to assenti e tratti che necessitano di immediati interventi. Tutto ciò è stato debitamente conConosciuta come la “Ringhiera siderato ed inserito nel piano delle dell’Umbria” e famosa per i suoi proopere pubbliche varato dotti tipici, oggi Montefalco è finalmente proLa riqualificazione dalla nuova Amministrazione. Stanno finalmente iettata verso il futuro. Annoverato tra i “Borghi dell’intero sistema prendendo forma tutta una più belli d’Italia”, il Costradale comunale serie di provvedimenti che trasformeranno il volto di mune vive una fase di sta impegnando intere zone fino ad oggi profondo rinnovamento tutte le forze dimenticate, esempi ecladeterminato dall’attenzione che la nuova dell’amministrazione tanti come il rifacimento completo dell’area degli Amministrazione sta dando alle esigenze dei nel reperimento delle impianti sportivi, per la cittadini con l’adozione risorse necessarie. quale sono state reperite apposite risorse pari a 220 di provvedimenti mirati mila euro ed esiste già il progetto di alla crescita e allo sviluppo economassima, il riordino dei giardini pubmico del territorio. blici e di molte aree verdi presenti Obiettivo primario è quello di affronnel territorio comunale, interventi tare le criticità emerse nel corso consistenti per l’ edilizia scolastica e degli ultimi anni e di dare risposte concrete soprattutto quando si parla di strade, reti fognarie, illuminazione pubblica e quant’ altro entri nel quotidiano di ogni singolo cittadino. La riqualificazione dell’intero sistema stradale comunale, ossia la manutenzione delle principali vie di collegamento e delle numerose strade bianche ancora presenti nel territorio, sta impegnando tutte le forze dell’Amministrazione nel reperimento delle risorse necessarie dal momento che i soli investimenti previsti nel bilancio comunale, per quanto consistenti, non sono sufficienti ad affrontare il problema in modo risolutivo. Stessa cosa dicasi per le reti fognarie, alcune delle quali ormai obsolete, e per la rete di illuminazione pubblica: il territorio infatti presenta ad oggi tratti in cui esse sono del tut-

di pubblica utilità. Montefalco vuole rifarsi il look, vuole crescere insieme a tutti i suoi cittadini per affrontare al meglio le sfide che si troverà davanti. In un contesto nazionale ed internazionale così delicato questo, senza ombra di dubbio, rappresenta un messaggio positivo, un modo nuovo di affrontare le cose. La nuova Amministrazione ci crede, convinta Si trasforma il delle proprie possibilità e volto di intere zone sicura che, finora dimenticate alla lunga, e si investe in l’impegno ed il lavoro di impianti sportivi, tutti porterà i giardini pubblici e suoi frutti.

edilizia scolastica


n° 5

pag 10 - febbraio 2010

La sfida delle regionali per un futuro che veda l’Umbria moderna e competitiva A Todi: infrastrutture per implementare il turismo, opere comunali per riqualificare la città la realizcapitate a turisti e visitatori hanno Sindaco Ruggiano ha messo in atto zazione danneggiato l’immagine di Todi, con una politica basata sul pragmatismo di nuovi le amministrazioni di centro-sinistra e sulla volontà di fare. L’Umbria è chiamata nei prossimi parcheg, che, tra imbarazzo e menefreghiDopo una prima fase nella quale anni ad una svolta radicale, per colgi, marsmo, sono rimaste a guardare, fasi è provveduto alla riduzione delmare quel gap che si è venuto a creciapiedi cendo perdere posizioni importanti le spese di gestione del Comune, are in tanti anni di stagnante politica al territorio ed al tessuto mantenendo inalterati il livello e la delle sinistre; le logiche clientelari economico tuderte. qualità dei servizi, la Giunta, sosteposte in atto dalle Giunte RegionaNella prima metà del man- Dopo vent’anni di nuta in maniera incessanli succedutesi negli attesa, il centro dato di Antonino Ruggiano, te dal PDL, ha fortemente ultimi anni hanno apUn assessorato importanti opere hanno vi- destra realizza la perseguito una linea di pesantito la macchina appositamente sto la luce, basti pensare amministrazione rigorosa pubblica portandola rotonda di Porta alla storica rotonda di Porta e trasparente, che ha peral limite del collasso, creato per le 36 Romana, attesa dai cittadini messo al Comune di Todi di frenando al contempo Romana frazioni di Todi da oltre vent’anni, per promantenersi dentro ai paralo sviluppo economico ed aree seguire poi con la pavimentazione metri del Patto di Stabilità e sociale della nostra verdi; ricompleta di quattro frazioni. sia nell’esercizio 2008 che nell’eserregione. cordo a Proprio le frazioni ed i borghi, Todi cizio 2009. A tutto questo va aggiunto il deficit sostegno ne conta ben 36, sono state abbanNel contempo, sono state poste in infrastrutturale che l’Umbria si tradella quadonate per anni al proprio destino; a cantiere una serie di opere di riquascina da anni; zone industriali imlità del pronoi è sembrato estremamente grave lificazione e di ammodernamento praticabili e quasi inaccessibili, tragetto, che che non fosse stata mai pensata una della città; i cittadini, stanchi del desporti in stato di empasse e la E-45, quello del vera “Politica Frazionale” , ed abbiapauperamento di servizi perpetrato un tempo vanto del nostro territorio, Comune di mo provveduto ad istituire la figura dalle passate amministrazioni, ce lo ormai ridotta a groviera. Todi è stato l’unico dell’assessore alle frazioni, che con chiedono a gran voce al fine di dare Al contrario, il governo Berluscofinanziato ad un comune di centrorinnovato impegno si prodiga settiun futuro certo e radioso alle future ni sta puntando con decisione suldestra; ciliegina sulla torta sarà il manalmente a dialogare con i cittagenerazioni. le infrastrutture, avendo già il suo parcheggio multipiano del Mercato dini. Inoltre, il gran numero di esecutivo stanziato oltre 16 miliardi Vecchio, che porterà direttamente in turisti che nei week-end ed Puc 2, un progetto Altri interventi saranno di euro per le grandi opere; questo centro con un suggestivo percorso di ultimati nel 2010, due in estate invadono Todi e le porterà certamente ad una moderdi qualità per scale mobili tra i vicoli. arterie nevralgiche sue campagne, pretendonizzazione del paese e ad una magInfine è stata sbloccata la realizzache portano al centrono che ci siano, servizi che giore sicurezza per i cittadini. conferire nuovo zione della nuova zona industriale, città saranno bitumate funzionino al meglio ed Il Ministro Matteoli, privilegiando slancio al centro prevista dal PRG del 2005, ma rale dotate di impianti di un’accoglienza all’altezza come sempre la Politica del Fare, ha storico anche lentata dalla superficialità dei pasilluminazione, anche di una città come la nostra, già annunciato l’impiego di altri 125 sati amministratori, che, con imprequi dopo circa 30 anni fattori indispensabili quemiliardi per la realizzazione di cento grazie al nuovo cisioni strutturali, avevano messo di attesa; lo splendido sti, per visitare al meglio le grandi opere, alcune delle quali riparcheggio del a rischio il completamento del proprogetto PUC 2, che attrattive storico-artistiche guarderanno anche l’Umbria. mercato coperto getto. conferirà slancio al e per trascorrere giornaIl Centrodestra non sta a guardare Fare passi avanti verso la maggiore centro storico ed alle te in tranquillità immersi nemmeno a Todi: al governo delmodernizzazione per colmare quel mmediate zone circostanti, potrà nel verde. In passato, troppe volte la città da due anni e mezzo, dopo gap infrastrutturale che abbiamo iniziare la sua fase di attuazione, con episodi sconcertanti e disavventure una lunga egemonia della sinistra, il di Claudio Ranchicchio

ereditato dal passato; è que- s t o l’impegno che ci aspetta nella città di Todi. Ma ancor più stimolante è la sfida che ci deve vedere protagonisti alle prossime regionali, con un progetto del Popolo della Libertà alternativo alle politiche deficitarie della sinistra di potere, che, in questi anni, ha progressivamente privato l’Umbria di competitività e prospettive.

Campagna tesseramento Pdl 2009-2010 gli associati purché all’interno della famiglia non ci sia un eletto a qualsiasi livello. Coloro i quali hanno effettuato l’iscrizione a Il Popolo della Libertà come “aderenti” possono in qualunque momento effettuare il passaggio ad iscritto “associato”, versando l’integrazione della quota associativa nelle stesse modalità di pagamento previste per l’iscrizione.

Gli iscritti, a seguito dell’accoglimento della loro richiesta, partecipano liberamente a tutte la attività de Il Popolo della Libertà e si distinguono in “ASSOCIATI”, i quali esercitano il diritto di elettorato attivo e passivo e possono essere designati o nominati a cariche interne al Popolo della Libertà (art. 4 dello Statuto) e “ADERENTI” che esercitano solo il diritto di elettorato attivo (art. 2 dello Statuto). Coloro che si iscrivono come ADERENTI, non possono usufruire della “Formula Famiglia” con la riduzione del 50% per i familiari. Tale modalità è prevista solo per

Adesione on-line con pagamento diretto attraverso carta di credito. Direttamente dal sito de Il Popolo della Libertà, sarà possibile effettuare l’iscrizione e il pagamento on-line utilizzando la carta di credito. NOTE INFORMATIVE 2009/2010 PER I NUOVI SOCI 1. Compilare correttamente la domanda di iscrizione e sottoscriverla, sia dall’iscritto titolare che dagli eventuali soci “Formula Famiglia”. 2. Alla domanda dovrà essere allegata fotocopia di un documento di identità valido ai sensi di legge. (art.3 comma 2 del Regolamento adesioni). 3. Le domande di iscrizione dovranno pervenire al Settore Adesioni, presso la Sede operati-

va de Il Popolo della Libertà, Via dell’Umiltà n. 36, 00187-Roma. 4. Si ricorda che il pagamento con carta di credito (CARTASI, MASTERCARD, VISA, POSTEPAY, AMERICAN EXPRESS) potrà effettuarsi esclusivamente via Internet sul sito de Il Popolo della Libertà. La carta di credito utilizzata per il versamento della quota d’iscrizione dovrà necessariamente essere intestata al richiedente la domanda. Non saranno pertanto accettati pagamenti con carte di credito intestate a persone diverse dal nominativo riportato sulla domanda stessa. 5. E’ possibile effettuare il versamento della quota tramite il bonifico bancario intestato a Il Popolo della Libertà presso la banca Monte dei Paschi di Siena – Via del Corso 297/A – 00186 Roma IBAN: IT 11 X 01030 03283 000001942101 - (SWIFT) BIC: PASCITM1A25 Indicare nella causale il nominativo o (nel solo caso di iscrizione con la “Formula Famiglia”) i nominativi e le date di nascita degli iscritti ai quali si riferisce il versamento. I pagamenti cumulativi al di fuori della “Formula Famiglia” non saranno accettati. Il bonifico bancario utilizzato per il versamento della quota d’iscrizione dovrà necessariamente essere effettuato dal richiedente la domanda. Non saranno pertanto accettati pagamenti tramite bonifico effettuati da persone diverse dal nominativo riportato sulla domanda stessa. 6. E’ possibile effettuare il versamento della quota tramite c/c postale n. 10806040 intestato a Il

Popolo della Libertà – Via Uffici del Vicario n. 49 – 00186 Roma 7. E’ necessario procedere al versamento della quota d’iscrizione prevista per ciascuna categoria di socio di appartenenza allegando al modulo la ricevuta del versamento di c.c. postale o l’assegno bancario non trasferibile intestato a Il Popolo della Libertà o la copia contabile dell’addebito del bonifico bancario. Oppure, per chi optasse per il pagamento con carta di credito tramite Internet, il modulo che apparirà al termine della procedura di pagamento. Le domande di iscrizione che perverranno con indicazioni incomplete, errate o senza la documentazione richiesta, non verranno prese in considerazione. Il versamento della quota di iscrizione dovrà essere effettuato singolarmente dagli iscritti, secondo le modalità riportate sul modulo di iscrizione e previste dall’art. 11 del Regolamento Adesioni. I versamenti cumulativi e/o in contanti non saranno accettati. Tale limitazione, relativamente soltanto al pagamento cumulativo, non si applica alle ipotesi previste dall’adesione “Formula Famiglia”.(art. 7 del

Regolamento Adesioni). SCARICA IL MODULO Scarica il modulo in PDF Fronte Retro Se non hai la Carta di credito puoi scaricare il modulo in formato PDF, compilarlo in ogni sua parte, compilare il bollettino ed inviarlo a: IL POPOLO DELLA LIBERTÀ SETTORE ADESIONI VIA DELL’UMILTA’ 36 00187 ROMA


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pag 11 - febbraio 2010

Valnerina, ma quale comunità ? Riforma degli enti locali: un anno per riorganizzare seriamente la comunità montana della Vanerina.

di Nicola Alemanno Mobilità, stipendi, personale, riorganizzazione: ormai da molti mesi uno degli Enti locali più importanti della nostra Valnerina, la Comunità Montana, si svincola e si divincola attorno a questioni cruciali per i propri organici e, di riflesso, per le nostre terre. E’ di qualche giorno fa la notizia che la cosiddetta “bozza Calderoli” sul taglio delle poltrone e degli stipendi di molti Enti Locali è stata rinviata al 2011: ebbene, questa, leggendo i tempi e i segni politici, è una grande occasione, un’ottima offerta di tempo per ripensare e riprogettare un Ente, preziosissimo in teoria, degenerato e quasi inutile nella pratica. Quasi inutile, perché è da molto, troppo tempo, che la CMV è diventata un “parcheggio premio” dove, gli sprechi non si evitano, gli Organi di vertice si nominano mediante compromessi sempre più al ribasso e si continua, imperterriti, ad approvare – secondo uno sterile metodo di “silenzio-assenso” - disposizioni,

decisioni e provvedimenti a colpi di convenienze individuali e di Partito. La logica? Tirare avanti. I numeri del bilancio sono fasulli, tanto fasulli da non consentire nemmeno il pagamento, nei termini, delle tredicesime al personale. Il progetto politico presentato dal nuovo Presidente è assolutamente vuoto di contenuti ed idee programmatiche che possano anche solo lasciare intravedere che, in fondo al tunnel, si possa avere speranza di trovare una soluzione praticabile. La navigazione è a vista. Spiace, spiace terribilmente dire, lo avevamo detto. Lo abbiamo annunciato e scritto. Non da ieri ma da anni. I segnali erano chiari. Solo chi non voleva o poteva sentire può non aver colto la gravità della situazione di un Ente, già di per se “traballante”, colpito mortalmente al cuore da una riforma endoregionale che, senza riformare alcunché, è stata varata solo per poter spendere politicamente il merito di “aver fatto una riforma”. La strada praticabile, continuiamo a ripeterlo da anni, può essere solo quella della gestione integrata dei

Questa purtroppo è storia, vecchia e Servizi mediante delega degli Enti recente. Loro lo sapevano. Sono stadella Valnerina, i quali attraverso ti abili. Più abili di noi; ci hanno fatto un virtuoso processo, potrebbero “terra bruciata” intorno ed ora indinel corso del tempo, stabilizzare al sturbati, sono tornati a lavorare, per ribasso i propri organici, ed innalzase stessi, contro gli interessi della re in modo esponenziale la qualità nostra comunità. dei servizi offerti (si pensi solo al riLa sede della Comunità sparmio ed alla riqualifiMontana Valnerina è la cazione che si otterrebbe La CMV è diventata mia Città: ne sono fiero, dall’accentrare i Servizi un parcheggio ne sono sempre stato Segreteria, Ragioneria, orgoglioso fin dall’eserPersonale, Tributi, Urpremio, dove i cizio della mia carica banistica, Sistema Infor- vertici si nominano istituzionale di Sindaco. mativo Territoriale, tutti Ed è un dolore persogestibili con un’unica Po- con compromessi nale – oltreché politicosizione Organizzativa, con al ribasso amministrativo – assistere all’opera sede nella CMV). di un’Amministrazione che sempliE’ evidente che nei Comuni resterebcemente – nelle figure dei suoi Debero gli sportelli, in modo tale che legati comunali, finanche il Sindaco i cittadini non risentano assolutache della CMV è da qualche mese mente della diversa organizzazione Assessore – si limita a partecipare dei servizi. La soluzione c’è. Bisofisicamente alle riunioni, senza mai gna avere il coraggio di percorrerla. proporre, rispondere, argomentare. Si preferisce invece, come sempre, presentarsi in Regione “con il capIl 2010 è iniziato sotto il segno del pello in mano”, chiedere soldi (la dialogo, nel mondo politico nazionasolita politica dell’assistenzialismo le, nel mondo civile e in quello delle che ha danneggiato le nostre terre), gerarchie religiose del nostro Paesvendere pezzi organici di territorio se: se non fino ad ora, da ora questo e, a danno dei cittadini, chiedere in è l’appello che mi permetto di fare a cambio prebende personali.

nome della Città e dei suoi abitanti, (soprattutto a nome di chi nel Consiglio li rappresenta, come il sottoscritto) ad utilizzare positivamente tutti questi Enti locali così preziosi che la nostra Costituzione ci mette a disposizione. Dimostriamo, tutti insieme, in questo anno nel quale il protrarsi dell’approvazione della Riforma degli Enti Locali ci consente di lavorare con le modalità e i tempi canonici, che, anche se siamo lontani dai Centri decisionali, i nostri territori e soprattutto noi, Gente della Valnerina, sappiamo valorizzare il nostro Paesaggio, far fruttare economicamente e professionalmente le nostre Terre, avere cura delle nostre attività turistiche e imprenditoriali. Altrimenti, avrà ragione il Governo nazionale – di qualunque “colore” esso sia – a volerci “tagliare”: se le battaglie vengono combattute solo “a colpi di maggioranza” o, peggio, non vengono combattute affatto, gli unici a trarne svantaggio e sconforto saremo noi. Tutti noi.

Basta poco per collegare un borgo

Sulla SS77 – Val di Chienti manca lo svincolo in località Casenuove di Stefano Ansuini Sellano, un piccolo Comune inserito nella splendida Valnerina, rischia sempre più l’isolamento. La causa di ciò è da ricercare, non solo nella totale assenza di progettualità da parte del Sindaco Claudio Guerrini coadiuvato da una maggioranza di Centro Sinistra, (o meglio Sinistra Centro visto le scelte orientate sempre più a sinistra del nostro Sindaco) ma anche, nell’emarginazione geografica causata dalla costruzione di gallerie e strade a percorrenza veloce, che, non interessando purtroppo il nostro territorio, lo hanno allontanato sempre più dai grandi centri. Se a prima vista tutto ciò potrebbe essere visto come un‘opportunità turistica per coloro che amano la natura incontaminata e la purezza dell’aria,

d’altro canto però, è un isolamento che porta sempre meno persone a transitare sulle nostre strade, ostacolando così, ogni forma di sviluppo economico e facendo sopportare tanti sacrifici alle attività locali. Senza considerare poi il disagio di chi è costretto ogni giorno a spostarsi per motivi di lavoro senza poter accedere subito alle principali arterie veloci. Purtroppo il nostro territorio pur godendo di infinite bellezze naturalistiche, golosità gastronomiche e Borghi di una valenza artistica notevole, non ha ancora quella notorietà che spinge un turista a venire appositamente a visitare Sellano. Più spesso capita, invece, che transitando in loco si possa essere attratti da questo stupendo paesaggio, e quindi decidere di fare una sosta più o meno lunga. Ma questo, da qualche anno succe-

che non costituisce alcun vantaggio de sempre meno, a causa appunto per Sellano e per alcune importandel minor traffico dovuto all’aperti Frazioni della montagna Folignate tura della galleria di Forca di Cerro (Verchiano, Rasiglia). Di fatto la Selche ha eliminato il transito per la SS lanese sarà declassata al solo trafSellanese da parte di chi, provenenfico locale, tutto il traffico verso la do da Perugia o Foligno, si dirigeva in Valnerina sarà canalizzato Valnerina o viceversa. in direzione Foligno per Da circa un anno, sono Infinite bellezze prendere poi la Flaminia e iniziati poi i lavori sulpenalizzate dalla quindi la galleria di Eggi vila SS/77 Val di Chienti, lavori che una volta mancanza di arterie cino a Spoleto. Mi domando se questo, non è stato forse ultimati costituiranno di collegamento voluto appositamente da un’ulteriore marginaqualche politico Folignate lizzazione per il nostro intento a portare più traffico possiterritorio. Infatti dal progetto che mibile nel suo comprensorio a scapito gliorerà i collegamenti Marche-Umdella sopravivenza dei centri montani bria, non è previsto nessuno svincolo più piccoli. Anche se questi progetti nella Località di Casenove dove invechiamati appunto “Obiettivo” sono di ce, attualmente si intersecano la SS interesse strategico e le Autonomie Sellanese e la Val di Chienti. Lo svinlocali per ovvi motivi sono tagliate colo è previsto invece nella Località fuori da eventuali richieste o pretese, di Scopoli, ma solo da e per Foligno,

non credo che fare una variante che preveda uno svincolo a Casenove sia così stravolgente o impossibile. Certo occorrerebbe che tutti i soggetti interessati, in particolare i Sindaci del territorio chiedessero a gran voce agli organi competenti (Ministero delle Infrastrutture, Regione ecc.) la possibilità di rivedere il progetto. Ma non mi sembra che il nostro Sindaco al di la di qualche retorico proclama propagandistico abbia la forza politica e/o la volontà per ottenere ciò. Vorrei fare appello a tutte le forze politiche Umbre ed in particolare al Ministro delle Infrastrutture, per cercare una soluzione condivisa al fine di evitare l’isolamento e la marginalizzazione di una delle zone montane più interessanti dell’Umbria.

Sono entrato in comunità e da quel giorno non mi sono più fatto La testimonianza di Marco, dopo la dipendenza una nuova vita

“Vi scrivo per comunicarvi il mio nuovo indirizzo per l’invio di Idea Umbra. Grazie. Ah, dimenticavo, io la firma ce la metto. Ex tossicodipendente, mai fatto uso dei Ser.t” Questo è il contenuto di una mail che ci ha mandato Marco. Un uomo coraggioso che ha voluto dichiarare la sua vicinanza ad una lotta che portiamo avanti da sempre. L’abbiamo richiamato per ringraziarlo di queste poche, ma convinte righe chiedendogli se voleva offrire una testimonianza della sua esperienza. Questo il suo racconto. “Sono nato il 3 settembre del 1963. Dopo 6 anni di eroina e quant’altro potevo trovare, mercoledì 25 febbraio 1987 sono entrato in comunità e da quel giorno non mi sono più fatto. Il programma l’ho terminato il 26 giugno del 1990. Chi sostiene che il metadone non è una soluzione ha ragione, il metadone serve solo a non sporcarsi più le mani e ad ingannare se stessi ed il prossimo. Dico questo perché penso che potrebbero esserci genitori o fidanzati ai quali potrebbe far piacere che la

persona a cui vogliono bene vada al Sert a “curarsi”, ma non possono illudersi che guarirà: c’è chi usa il metadone da 10 anni! Dall’ eroina o si esce o non si esce, non ci può essere una via di mezzo. Non ho mai preso il metadone non so nemmeno che effetto faccia, l’ho sempre considerata una droga autorizzata dallo Stato, per tenere sotto controllo le situazioni che crea la tossicodipendenza. Anche qui a Perugia il Sert è fonte di spaccio, ma sono cose vecchie e “normali” è sempre stato così e peggio sarà! C’è chi parla di ricadute dovute a eventi shock, come la scoperta di essere sieropositivi. Altra “cazzata”, scusate l’ espressione ma non ci credo. Da quando ho smesso di farmi mia sorella è morta (a 27 anni), mio nonno è morto, mio padre operato di tumore, mi sono separato (sposato dopo la tossicità), ho due figlie, ho sofferto da morire! Mio padre operato al cuore, lavoro precario! Da commerciante con i soldi a operaio senza pretese. Ma non mi sono mai rifatto o tirato. Mi potrebbero obiettare “ma tu non

hai l’Aids”. Cazzate, il mio amico G. (il nome è stato omesso per privacy, ndr) ormai sieropositivo da più di 20 anni, sta bene, non si fa, si è sposato, lavora in proprio, volevano dei figli ha fatto il lavaggio del seme ed hanno 2 gemelli, la moglie l’ ha conosciuta dopo la comunità e lei l’ha accettato così, come è stato per me con la mia ex moglie e la mia attuale compagna. Ci sarebbero tante cose ancora da dire e che ho omesso in questo riassunto della mia vita, ma quello che voglio farvi capire è che non è questo il sistema per affrontare il problema, non lo è il “GHETTO” che si crea intorno ai Ser.t e che, per come la vedo io, è solo un’istigazione a continuare a fare uso di droghe. Ma nessuno di voi ha mai vissuto o visto situazioni del genere? E vogliamo parlare di quei cretini che si vendono il metadone per comprarsi la coca? La cocaina non mi è mai piaciuta, sono una persona ansiosa e me la facevo insieme all’eroina per questo motivo. Ho avuto modo di leggere la storia di Giancesare Flesca (“Polvere”),

giornalista credo di sinistra che usava la droga dei ricchi (all’ epoca la coca in Italia costava 300mila lire il grammo, l’ eroina 150). L’ ho letto dopo la comunità e lì ho compreso la differenza fondamentale tra le due droghe, se non altro quanto sia più difficile disintossicarsi psicologicamente dalla coca. L’ eroinomane che si disintossica riacquista vigore fisico e mentale quasi da subito, perché l’eroina ti spossa, ti fa dormire, ti rilassa, ecc.. la coca ti rende iperattivo: sport, notti folli, cose che quando non ne fai più uso non ce la fai più a farle! E’ lì che se vuoi pomparti i muscoli devi faticare veramente! Potrei parlarvi anche dell’ alcool e delle droghe leggere, ma ora basta, vi ho rotto abbastanza. A me in comunità mi hanno insegnato che non bisogna mai abbassare la guardia, che non bisogna mai dirsi che “l’eroina me la sono scordata”. Sono 22 anni che ho smesso, ho 45 anni e ci sono persone più vecchie di me che si fanno ancora. Ho tenuto un bambino mentre la madre si faceva vicino a me, ho visto amici suicidi e famiglie distrutte dalla morte, dall’ eroina.

Non sono uno di quelli che dicono “io farei questa o quell’altra cosa”, non me lo posso permettere, ogni situazione è diversa. In comunità con me c’erano ricchi e poveri, chi con i genitori, chi orfano, studente, lavoratore, imprenditore, minorenne; c’erano madri e padri, sani e malati, alcuni sono tornati a farsi, alcuni sono morti. Spero di essere riuscito a farmi capire, scusate il mio sfogo ma questo è un argomento delicato: si parla di futuro. Dopo la comunità ho fatto kick-boxing, ho corso anche in moto: Sardegna, Sicilia, Corsica, Stoccolma e Ankara in moto…Mi sono divertito e mi diverto tutt’ ora nei limiti delle possibilità e nel rispetto degli altri. Non sono stato e non sono un eroe, voglio solo vivere. Vi saluto e vi ringrazio per il vostro lavoro. P.s.: non ho mai nascosto la mia situazione a nessuno dopo che sono uscito dalla comunità, e da 2-3 anni sanno tutto anche le mie figlie di 14 e 10 anni. Marco


n° 5

pag 12 - febbraio 2010

NO

A P I S i t n e m u a i agl

PETIZIONE POPOLARE No agli aumenti delle tariffe dei parcheggi Sipa e costi orari delle strisce blu. FIRMA e FAI FIRMARE

Cognome e Nome

Luogo e data di nascita

Indirizzo

Firma

1 2 3 4

Ai sensi del D.Lgs. 30 giugno 2003, n°196 le informazioni fornite saranno utilizzate per la presente petizione. Raccogli le firme di parenti e amici e invia il modulo, insieme ai tuoi recapiti, a Gruppo Regionale An – Pdl, P.zza Italia 1 – 06121 Perugia oppure chiama allo 075.5763351 oppure invia una e-mail a zaffini.francesco@crumbria.it

NO ai SERT

PETIZIONE POPOLARE

I sottoscritti cittadini con la seguente raccolta di firme

PREMESSO Che la droga è un problema gravissimo che attanaglia la nostra Regione Che l’Umbria detiene il record nazionale dei morti per overdose Che lo spaccio e le percentuali di uso di cocaina ed eroina sono in costante aumento Che le politiche regionali di “riduzione del danno” sono risultate totalmente fallimentari, Che i Ser.T si limitano a somministrare metadone, di fatto una droga legalizzata, senza alcun recupero e reinserimento del tossicodipendente, Che le Comunità hanno invece come obiettivo principale quello di recuperare alla vita ed alla società il tossicodipendente senza la somministrazione di alcuna sostanza

Cognome e Nome

CHIEDONO Che i Ser.T vengano chiusi e che si metta fine alle politiche di “riduzione del danno”. Che siano previsti contributi adeguati per le Comunità di recupero e la possibilità, per le Comunità stesse, di diagnosticare lo stato di tossicodipendenza. Che gli Amministratori, ad iniziare da quelli locali, si sottopongano annualmente al test anti – droga. Che il Consiglio regionale istituisca una Commissione Speciale per l’analisi e la predisposizione di atti, legislativi e regolamentari finalizzati a contrastare il fenomeno delle tossicodipendenze e del traffico di stupefacenti in Umbria.

Indirizzo

Luogo e data di nascita

Firma

1 2 3 4

Ai sensi del D.Lgs. 30 giugno 2003, n°196 le informazioni fornite saranno utilizzate per la presente petizione. Raccogli le firme di parenti e amici e invia il modulo, insieme ai tuoi recapiti, a Gruppo Regionale An – Pdl, P.zza Italia 1 – 06121 Perugia oppure chiama allo 075.5763351 oppure invia una e-mail a zaffini.francesco@crumbria.it

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Ideaumbra N°2