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Un progetto di rinnovo urbano tra lungomare e TRC. Un progetto di ripensamento della fascia costiera. Un progetto di revisione del tessuto interno. Un progetto di superamento delle barriere orizzontali. Dall’analisi della città di Rimini emerge una struttura per fasce settorializzate con sviluppo orizzontale. In tale assetto il lungomare e la ferrovia si collocano come forti barriere. Rompere l’orizzontalità e superare queste barriere, riconnettendo tra di loro tutte le fasce, è l’obiettivo primario per ridare carattere alla città, evitando la stagionalità, la congestione e la presenza di vuoti residui. L’Ausa si pone, nella città per fasce, come elemento di connessione verticale da cui parte l’intervento e diviene, quindi, nodo per collegare il tessuto consolidato di Marina Centro con l’espansione lineare e disomogenea della città balneare. Come l’assetto della città di Rimini, anche l’intervento di rinnovo urbano si differenzia per fasce di tessuto. Fascia Arenile Gli stabilimenti hanno una struttura frammentata e priva di servizi sulla strada del lungomare. Si crea un sistema di stabilimenti balneari più compatto, per liberare la spiaggia, e interconnesso con doppio fronte di servizi fruibile da strada e dalla spiaggia e dotato di terrazze degradanti verso il mare, accessibili da varchi che penetrano fino al tessuto interno. In tal modo la strada del lungomare può diventare esclusivamente pedonale e ciclabile. Fascia Turistico - Costiera Si distingue una fascia primaria di tessuto alberghiero di alta qualità, che si colloca come sistema forte, omogeneo e consolidato. Il tessuto viene preservato e le pertinenze spostate su fronte strada per consentire la penetrazione dei varchi e la fruibilità maggiore di spazi semipubblici. Nella fascia secondaria il sistema è frammentato, ma consolidato e si interviene compattando il tessuto per rendere il fronte strada omogeneo alla fascia alberghiera primaria e per convertire i vuoti residui in pause controllate lungo il tracciato viario. La fascia seguente risulta priva di carattere, disomogenea e di bassa qualità con elevata concentrazione di vuoti incontrollati e di risulta. La soluzione proposta è di ripensamento del tessuto, riassorbendolo sui bordi, in rapporto ai margini dell’area e di condensazione dei vuoti in un unico spazio controllato e progettato capace di fornire servizi a qualsiasi utenza. Lungo il margine di tessuto alberghiero si è scelta la soluzione di continuità sul fronte, con edifici che degradano progressivamente in maniera alternata dialogando con il tessuto antistante e consentendo l’affaccio verso il parco interno. Lungo il margine dell’Ausa si è scelto di privilegiare la permeabilità. Il sistema naturale penetra tra edifici sviluppati più in altezza che la larghezza, per mantenere libere le visuali e i flussi verso l’interno, fino a mescolanrsi con il verde del parco. Lungo il margine della città (viale Tripoli), gli edifici dialogano con il tessuto residenziale riproponendo l’aspetto di viale alberato con grandi fronti sulla strada e corpi interni che si allungano sul parco, assumendo la forma di una “C” distorta che segue i percorsi.


Sul margine della ferrovia, la barriera è attenuata, sul parco, da un sistema fonoassorbente naturale “Biomuro” capace di schermare anche visivamente; in corrispondenza dei percorsi il Biomuro si interrompe per brevi tratti, diventando un muro smart interattivo, elemento di attrazione per il parco. Il vuoto programmato all’interno diviene un parco attrezzato costituito al suo interno dall’alternanza di aree pavimentate con specifici servizi e funzioni e aree verdi con diversa densità. Gli ingressi principali al parco sono, anch’essi, pensati in relazione con i margini in quanto si pongono come nodi di collegamento: sull’Ausa si colloca un edificio come simbolo e dai molteplici affacci in rapporto al contesto differenziato; su viale tripoli si collocano dei padiglioni diffusi e permeabili per incoraggiare l’ingresso dalla città Fascia TRC | Ferrovia Dall’analisi del progetto del TRC e dal posizionamento della Femata 2 - Parco Ausa, si è scelto di superare la barriera con due sottopassaggi di diverso carattere, che non siano solo elemento di passaggio, ma di continuità e di attrazione verso il parco diventandone ingressi principali. Oltre il tracciato del TRC la continuità di intervento è garantita dal riutilizzo delle preesintenze come un nodo intermodale. Gli edifici si fondono in una grande struttura ricettiva per lo sport, lo smistamento dei percorsi e la ristorazione; inoltre ci si ricollega al traffico carrabile e dell’Ausa con fermata dell’autobus urbano, parcheggio all’aperto, parcheggi e noleggio bici e possibilità di noleggio di mezzi ecologici alternativi.

L’intervento è pensato per ridare qualità alla città e una nuova identità, non solo per il lungomare, ma per tutta Rimini

Rimini 2015  

A redevelopment proposal for Rimini's coast strip within the sea and the future TRC infrastructure

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