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Link Ottobre 2010 - N° 2

Il periodico d’informazione per la community Link Energy

CONTOConto che VIENE che va

Il  mese  di  agosto  2010  verrà  a  lungo  ricordato  come  l’inizio della “grande rincorsa” ai ricchi incentivi del Conto Energia. Altro che ombrellone, pinne ed occhiali! Cos’è accaduto di tanto eclatante a cavallo di Ferragosto? Sono intervenuti due fatti importanti: è stato di fatto prorogato di sei mesi il Conto Energia 2010 (ma a certe condizioni) ed è stato contestualmente approvato il nuovo sistema di incentivi statali per il fotovoltaico (Conto Energia per il periodo 2011-2013). Ma andiamo per ordine.

“PROROGA” DEL CONTO ENERGIA 2010

paginaquindici LinkEnergy e il TERRITORIO

PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA UFFICIALE DEL NUOVO CONTO ENERGIA 2011-13 Dei contenuti del tanto atteso Conto Energia 2011-13 abbiamo già dato ampia anticipazione nel n.°1 di Link Magazine, all’indomani dell’approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni della bozza predisposta dal Ministero per lo Sviluppo Economico. Lo stesso MSE ha poi provveduto ad approvare definitivamente i nuovi incentivi statali al fotovoltaico con Decreto del 6 agosto (G.U. n. 197 del 24 agosto 2010). La nuova versione del contro energia introduce innanzitutto una maggiore differenziazione degli incentivi per fasce di potenza. Restano esclusi dal beneficio della tariffa incentivante gli impianti con potenza superiore a 5 megawatt (MW).

Questa importante novità è stata introdotta dalla Legge n. 129 del 13 agosto 2010; in particolare, l’art. 1-septies prevede che possono accedere agli incentivi del Conto Energia 2010 gli impianti fotovoltaici installati entro il 31 dicembre 2010 purché entrino in esercizio entro il 30 giugno 2011. Siamo quindi di fronte ad una proroga condizionata che offre notevoli vantaggi economici e finanziari di cui molti stanno già approfittando.

14

paginaquattordici attualitàambiente AMIANTO

nel Nuovo Conto Energia novità per la rimozione

art. 3 Decreto 6 agosto 2010 Tariffe incentivanti per dimensione e tipologia d’impianto

13

Pot. impianto (kWp)

Non integrato

Parzialmente integrato

Integrato

1 ≤ p ≤ 3

0,384 €/kWh

0,422 €/kWh

0,470 €/kWh

3 < p ≤ 20

0,364 €/kWh

0,404 €/kWh

0,442 €/kWh

> 20

0,346 €/kWh

0,384 €/kWh

0,422 €/kWh

paginatredici

work in progress

11

paginaundici attualitàmercato Fotovoltaico “made in Italy”: è tempo di bilanci

paginadodici attualitàlinkenergy Solar Assistance

10 paginadieci

attualitàmercato

è nata LINK DISTRIBUZIONE

3

paginatre attualitàeconomia GUADAGNARE con il fotovoltaico: non ci sono paragoni

SOMMARIO paginadue attualitàeconomia FOTOVOLTAICO ma quanto mi rendi?

Lo stesso art.1-septies della Legge 129 precisa anche che il Soggetto Responsabile deve comunicare all'amministrazione competente al rilascio dell'autorizzazione, al gestore di rete e al Gestore dei servizi energetici-GSE S.p.a., sempre entro il 31 dicembre 2010, la fine lavori e che questa comunicazione sia accompagnata da asseverazione, redatta da tecnico abilitato, di effettiva conclusione dei lavori e di esecuzione degli stessi nel rispetto delle pertinenti normative. Il gestore di rete, il GSE S.p.a. e le amministrazioni competenti al rilascio dell’autorizzazione possono effettuare controlli a campione per la verifica delle comunicazioni inviate dal Soggetto Responsabile.

paginaquattro

finanzaetica

La nuova finanza incontra il fotovoltaico

5

paginacinque finanzaeconomia Il protagonista del leasing per il fotovoltaico! LEASINT

6/7

paginaseisette attualitàLink Energy Gli impianti Link Energy sono sicuri ed affidabili

Nel nuovo Conto Energia sono previsti vari scaglioni, l'ultimo dei quali di 5.000 kWp a salire. Inoltre le categorie di impianti da incentivare sono state limitate a due: impianti a terra e impianti su edifici. La soglia di potenza massima per l'incentivazione è prevista in 3.000 MW, anche se alla luce dell'esperienza fin qui maturata questo obiettivo deve essere considerato con una certa flessibilità. L'obiettivo di lungo periodo è fissato a 8.000 megawatt da installare entro il 2020. Oltre ai 3.000 MW destinati ad impianti “tradizionali”, 300 MW sono riservati ad impianti integrati con caratteristiche innovative che entreranno in esercizio entro il 31 dicembre 2011. Si tratta di impianti speciali, veramente integrati in edilizia, che utilizzano componenti e moduli non standard, fatti appositamente per l'integrazione. Per questa tipologia di impianti le nuove tariffe, se confrontate con quelle precedenti riferite agli impianti totalmente integrati, sono di fatto impercettibili. Infine occorre considerare la categoria degli impianti fotovoltaici a concentrazione che gode di una riserva pari a 200 Mw.

8/9

Guida al NUOVO CONTO ENERGIA

2011/13

paginaottonove

continua a pag. 3

Link Magazine è stampato  su carta riciclata 100%.  Un altro modo per essere doppiamente verde.


NUOVO Conto Energia 2011-13 Simulazione dell’analisi economica e del tempo di Ritorno degli investimenti (ROI): 3 casi applicando gli incentivi del Nuovo Conto Energia 2010/2013 Grazie alle tariffe incentivanti del nuovo Conto Energia 2011-13, il fotovoltaico conserva il ruolo di settore leader nell’assicurare livelli di redditività che alle attuali condizioni di mercato non possono essere raggiunti in altro modo (es.: edilizia, prodotti finanziari ed assicurativi, ecc.). Investire nel fotovoltaico, inoltre, consente di “tagliare” i costi della bolletta energetica e/o di vendere parte dell’energia prodotta dall’impianto (ciò ovviamente dipende dal regime contrattuale prescelto).

fma QUANTO mi rendi? oto v oltaico Per capire quanto rende investire nel fotovoltaico, proviamo ad esaminare i casi di tre impianti, tutti in esercizio entro il 30 aprile 2011: • Impianto domestico da 3 kWp installato su edificio; • Impianto industriale da 50 kWp installato su edificio; • Impianto a terra da 500 kWp. Impianto domestico da 3 kWp installato su edificio Incentivo Conto Energia

Risparmio Energia

Costo Impianto + Iva 10%

€ 1.410 annuali

€ 310 annuali

€ 11.400

Impianto industriale da 50 kWp installato su edificio Incentivo Conto Energia

Risparmio Energia

Costo Impianto + Iva 10%

€ 20.110 annuali

€ 6.280 annuali

€ 167.500

Incentivo Conto Energia

Risparmio Energia

Costo Impianto + Iva 10%

€ 162.880 annuali

€ 61.745 annuali

€ 1.500.000

Impianto a terra da 500 kWp 

Come termine di raffronto possiamo utilizzare il rendimento dei Buoni del Tesoro Poliennali (Btp) a lunga scadenza, oltre i 20 anni. Ebbene, nei tre casi il tasso di rendimento è pari, rispettivamente, al 15,85%, al 16,50% ed al 15%, vale a dire il triplo del rendimento dei Btp che scadranno da oggi a 30 anni. Ad esempio, quelli andati all’asta il 14 e 15 luglio 2010 assicurano un rendimento lordo del 5,08% (netto 4,40%). Inoltre, la redditività del capitale investito è tale da consentire il ritorno  dell’investimento  nell’arco  di  6/7  anni e da far raddoppiare quanto investito in 20.

2ECONOMIA Link

Il periodico d’informazione per la community Link Energy


GUADAGNARE

non ci sono paragoni!

CON IL FOTOVOLTAICO:

Impianto domestico da 3 kWp realizzato su edificio Produzione annua stimata: 4.000 kWh/anno di elettricità 1) 2) 3) 4)

Ricavo derivante dal Conto Energia 2011-13 Ricavo da Risparmio Energia Prezzo “all inclusive” dell’impianto (Iva 10% esc.) Sbilancio (Avere - Dare)

€ € € €

28.200,00 6.200,00 11.400,00 23.000,00

Al termine dei 20 anni coperti dal Conto Energia, il capitale investito per l’acquisto dell’impianto è più che raddoppiato: l’impianto è stato completamente ripagato e sono stati guadagnati 23.000 euro.

Impianto domestico da 50 kWp realizzato su edificio Produzione annua stimata: 65.000 kWh/anno di elettricità 1) 2) 3) 4)

Ricavo derivante dal Conto Energia 2011-13 Ricavo da Risparmio Energia Prezzo “all inclusive” dell’impianto (Iva 10% esc.) Sbilancio (Avere - Dare)

€ € € €

402.200,00 125.600,00 167.500,00 360.300,00

Anche in questo secondo caso, trascorsi 20 anni dalla messa in esercizio, il capitale investito per l’acquisto dell’impianto è più che raddoppiato: spesi 167.500 euro per acquistare l’impianto, se ne guadagneranno oltre 360.000.

Impianto a terra (“altri impianti” del Conto Energia) da 500 kWp  Produzione annua stimata: 650.000 kWh/anno di elettricità 1) 2) 3) 4)

Ricavo derivante dal Conto Energia 2011-13 Ricavo da Risparmio Energia Prezzo “all inclusive” dell’impianto (Iva 10% esc.) Sbilancio (Avere - Dare)

€ € € €

3.527.000,00 1.234.900,00 1.500.000,00 3.261.900,00

Nell’ultimo caso prospettato (impianto a terra da 500 kWp), le proporzioni non cambiano: a fronte di 1.500.000 di euro spesi per la realizzazione dell’impianto, dopo 20 anni ne rientrano oltre 3.260.000. Questa è la fotografia nel breve periodo ma anche spingendoci più in là, e senza eccedere in ottimismo, vi è più di un motivo per ritenere che i principali indicatori di redditività tenderanno a migliorare ulteriormente sia per la diminuzione dei costi delle tecnologie sia per il continuo sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative che renderanno gli impianti fotovoltaici sempre più efficienti e sicuri.

continua da pag.1

LE REAZIONI DEL MERCATO Se il mercato aveva bisogno di un quadro di riferimento normativo certo, adesso c’è. Ora che la struttura degli  incentivi statali è stata definita una volta per tutte, chi ha l’esigenza di programmare in un arco temporale sufficientemente lungo i propri investimenti nel fotovoltaico, potrà farlo con maggiore cognizione di causa. I  primi  segnali  sono  più  che  eloquenti:  la  domanda  di  componenti ha subito un’improvvisa impennata ed analogamente è cresciuto il numero delle richieste di connessione di impianti fotovoltaici alla rete di distribuzione. 

3 ECONOMIA Link

Tutto questo mentre l’offerta di servizi, prodotti ed opere rincorre affannosamente la domanda. Di sicuro c’è che la definitiva approvazione del Conto Energia 2011-13 ha posto le basi per un’ulteriore crescita del settore per il prossimo triennio in termini di maggiori investimenti e di creazione di nuovi posti di lavoro. Tutto questo nella prospettiva di una fase di consolidamento e di “maturità” del mercato in cui tutta la filiera fotovoltaica “made in Italy” dovrà dimostrare di poter competere sul mercato internazionale.


La

nuova FINANZA i n c o n t r a   i l   f o t o v o l t a i c o

Le “ rinnovabili ” continuano ad attrarre cospicui investimenti mentre si fa strada la finanza dal volto umano: la finanza etica.  Le incerte prospettive di ripresa dell’economia italiana, con un P.I.L. 2010 stimato in lieve crescita rispetto al 2009 (secondo Confcommercio +0,7%; per Confindustria, invece, +1,2%) sembrano premiare il settore delle “rinnovabili” e, in particolare, del fotovoltaico.

che altre, sono riconducibili a diversi ordini di fattori: tra questi quello ambientale. E così, dal punto di vista di un fondo etico, un’impresa che opera nella filiera del fotovoltaico o che adotta processi produttivi rispettosi dell’ambiente sarà più appetibile rispetto ad un’impresa che produce armamenti.

Banche e fondi di investimento preferiscono andare sul sicuro e “sposano” il fotovoltaico per tutta una serie di ragioni; in particolare: • rendimento  garantito  degli  investimenti  e  rischio  quasi  nullo (basta superare la fase di cantiere); • costo  dei  componenti  in  diminuzione,  tranne  che  negli  ultimi  cinque mesi, ed innovazione tecnologica inarrestabili; • consistenza degli incentivi statali; • favore dell’opinione pubblica nei confronti delle energie “pulite”.

Ma qual è stata finora la reazione del mercato nei confronti di questi nuovi strumenti finanziari che non si muovono secondo la pura logica del mercato e che invece mettono assieme le ragioni dell’economia con quelle dell’etica? Secondo il Rapporto Fondi Etici 2009, durante i 20 mesi della crisi finanziaria scoppiata nell’agosto 2007, i fondi d’investimento etici hanno performato meglio (v. tabella) rispetto ai fondi comuni tradizionali in tutti i comparti (azionario, obbligazionario, bilanciato).

Questa nuova “unione” tra finanza e fotovoltaico segue ad un periodo particolarmente tormentato e segnato, sia a livello nazionale (Cirio e Parmalat) sia a livello internazionale, da scandali (Lehman Brothers, Goldman Sachs, Morgan Stanley, ecc.) che hanno contribuito ad offuscare l’immagine e la credibilità del mondo finanziario agli occhi dell’opinione pubblica. Tuttavia già da qualche anno va crescendo in Italia una nuova finanza, una finanza che potremmo definire “dal volto umano”: la finanza etica. Di che si tratta?

Comparto

Rendimento Medio  Fondi Etici 

Rendimento Medio Fondi Tradizionali

Azionario

-30%

-33,22%

Obbligazionario

0,87%

-2,05

Bilanciato

12,66%

-18,30%

Si tratta di una finanza “socialmente responsabile”, cioè di una finanza che segue le regole del mercato ma che, a differenza della finanza tradizionale, gestisce i fondi secondo criteri di eticità e responsabilità sociale. Questo significa che i fondi etici non investono risorse in alcuni settori “esclusi” come quello degli armamenti, della pornografia, ecc.. o in alcuni Paesi “esclusi” (quelli che, ad esempio, violano i diritti dell’Uomo o che applicano la pena di morte).

Perché tutto questo? Forse gli investitori hanno sposato la causa ecologista o ambientalista che dir si voglia? Secondo chi fa opinione in questo particolare settore, avrebbe invece prevalso un sano principio di precauzione: chi investe non ha alcun interesse ad esporre l’investimento a pericoli e rischi eccessivi. In una logica strettamente economica è meglio puntare su settori sicuri, sia dal punto ambientale sia sociale.

Viceversa i criteri che portano ad una valutazione positiva dei titoli e, quindi, a muovere capitali verso alcune aziende piuttosto

Quello delle “rinnovabili” e, in particolare, del fotovoltaico, rientra a pieno titolo tra questi.

4FINANZA

Link

Il periodico d’informazione per la community Link Energy


IL PROTAGONISTA del leasing per il

fotovoltaico LEASINT

ALBERTO LINCETTI

Responsabile Prodotto Energia Leasint

Leasint, società  di  Leasing,  fa  parte  del  Gruppo 

la parola ad Alberto LINCETTI responsabile prodotto Energia Leasint

Intesa Sanpaolo.E’ operativa dal primo gennaio 2008 a seguito della fusione per integrazione di Sanpaolo Leasint in Intesa Leasing.

Una parte significativa della potenza fotovoltaica installata in Italia fa riferimento ad uno dei segmenti della domanda più attenti al conto economico ed ai flussi finanziari

La società si pone ai vertici del settore leasing grazie ad un portafoglio di circa 50.000 clienti e 17 miliardi di impieghi. Con un organico di oltre 350 specialisti, si avvale per la vendita dei prodotti della collaborazione di 6.090 sportelli di banche convenzionate (Dati aggiornati al 31.12.2009) .

generati dall’impianto: quello delle imprese. Le variabili che intervengono nella decisione di acquisto di un impianto fotovoltaico da parte dell’impresa sono molteplici: tra queste la disponibilità, le caratteristiche e l’onerosità degli strumenti di copertura finanziaria che il sistema creditizio mette a loro disposizione.

Leasint ha più di 30 anni di esperienza nel leasing ed è attiva in tutti i comparti dal punto di vista sia dei prodotti (da quelli tradizionali a quelli innovativi come marchi, opere d’arte, impianti per la produzione di energia) sia della tipologia di clientela (tutti i comparti del mondo “imprese” – dalle multinazionali alle PMI – ma anche artigiani, professionisti, dettaglianti e privati).

Del rapporto banca-impresa, con specifico riferimento al credito per il fotovoltaico, parliamo con ALBERTO LINCETTI, Responsabile ENERGIA LEASINT. D. Da quanto e perché Leasint finanzia la realizzazione di progetti nel settore delle energie “rinnovabili”? 

Leasenergy 

R. La produzione di energia, per il suo impatto sull’ambiente, è sicuramente una delle sfide più importanti a livello globale, per questo il Gruppo Intesa Sanpaolo ha messo in campo le forze disponibili offrendo, con un approccio mirato e specialistico, formule di finanziamento e soluzioni finanziarie per agevolare al massimo quei soggetti che condividono l’obiettivo di perseguire un’economia sostenibile e intendono investire nella produzione di energia da fonti rinnovabili.

300 impianti per una potenza complessiva di 730 MW E’ la soluzione Leasint per passare all'energia pulita. E’ il leasing nato per le  imprese che vogliono crescere nel rispetto dell'ambiente e che decidono di  investire nelle energie rinnovabili: dal sole al vento, dall'acqua alle biomasse, dall'energia geotermica a biocombustibili. Una formula che unisce i vantaggi del leasing agli incentivi del Conto Energia e dei certificati Verdi. Grazie  all'esperienza  acquisita  nel  corso  degli  ultimi  anni  e  ad  un  team  di  professionisti dedicati, Leasint è in grado di seguire la tua impresa dalla consulenza finanziaria all'assistenza durante tutta la durata del contratto di leasing.

Al fine di garantire massima flessibilità e libertà di scelta nella realizzazione di progetti per la produzione di energia pulita, Leasint, la società di leasing del Gruppo, ha messo a punto Leasenergy. Il prodotto è nato nel 2007 ed è stato subito ben accolto dal mercato. Basti pensare che attualmente Leasint ha in locazione oltre 300 impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili per una potenza di circa 730 MW. Senza contare i 27 impianti per 234 MW a gas metano, ritenuto, visto le basse immissione inquinanti, la più “pulita” fra le fonti non rinnovabili. D. In base alla Sua esperienza, con quali aspettative l’imprenditore si rivolge al sistema creditizio?

Leasenergy finanzia impianti per la produzione di energia da fonti rin-

R. Naturalmente c’è un’esigenza finanziaria, ma è necessario che le risorse siano accompagnate da una competenza specifica sul business per poter costruire al meglio l’operazione. Il leasing, in particolare, offrendo anche il prodotto “costruendo” ovvero finanziando direttamente tutta la parte di costruzione degli impianti, offre un importante sostegno sia in termini di gestione della tesoreria sia in termini di implicita consulenza tecnica e normativa.

novabili quali: - il sole (impianti fotovoltaici) - le biomasse - l’acqua (impianti idroelettrici) - il vento (impianti eolici)

D. Cosa caratterizza maggiormente e al contempo differenzia l’offerta che Leasint mette in campo per soddisfare le esigenze delle imprese interessate al fotovoltaico? R. Senz’altro l’esperienza: Leasint ha dedicato molta attenzione nel mettere a punto il prodotto ed ha formato degli specialisti per tutte le fasi della vita contrattuale, specialisti che a loro volta hanno avuto l’opportunità di affinare sul campo le proprie competenze. Ciò porta la società ad avere un prodotto costantemente aggiornato, una relazione commerciale fluida, una valutazione di merito creditizio che tiene conto degli aspetti specifici dei beni e che, per i progetti più grossi, applica logiche di project financing. Anche per accompagnare i clienti durante tutta la vita contrattuale è stato definito un team dedicato di tecnici esperti nel campo. D. Quali sono i fattori che determinano un “sì” o un “no” alla richiesta di un finanziamento “verde” alle imprese? R. Per i progetti minori, dove l’impianto, per uso proprio, non ha un peso preponderante nell’attività dell’utilizzatori, i criteri di valutazione sono affini a quelli di un’ordinaria operazione corporate, anche se naturalmente si verifica la validità del progetto. Quando invece la produzione di energia rappresenta il core business dell’utilizzatore, e spesso viene gestita da una società dedicata di nuova costituzione, la valutazione viene effettuata con criteri di project financing, valutando cioè la redditività del business plan ed esaminando il fornitore o il costruttore e tutte le componenti dell’impianto. D.  Quanto  pesano  nella  vostra  valutazione  l’affidabilità  e  la  solidità  della  ditta  incaricata  della progettazione e della realizzazione dell’impianto? Perché? R. Si tratta naturalmente di una componente basilare nella valutazione del business plan: tutte le previsioni finanziarie si reggono su attese di corretta realizzazione e funzionamento dell’impianto. Per questo l’affidabilità dei fornitori è essenziale.

Leasenergy finanzia  inoltre  impianti  a  metano  e  di  co/trigenerzione,  che  permettono  di  realizzare  significativi  risparmi  energetici  e  di  abbattere  le  emissioni di CO2.

D. Quanto pesa oggi il credito alle “rinnovabili” e, in particolare, al fotovoltaico, nel budget di vendita delle banche? E in prospettiva? R. Data la congiuntura economica generale, lo sviluppo delle rinnovabili risulta in controtendenza e quindi assume un peso importante nei budget di vendita. Come noto poi, la scadenza del primo Conto Energia ha fatto sì che nel 2010 l’attenzione fosse concentrata soprattutto sul fotovoltaico. D. Quali sono gli obiettivi di crescita di Leasint nel segmento del credito alle “rinnovabili”? R. Leasint è nota come azienda leader per questo particolare comparto del leasing ed è impegnata a mantenere questo ruolo. D. In che modo Leasint pensa di poterli raggiungere?  R. Dal punto di vista commerciale siamo efficacemente assistiti dalle oltre 6.000 filiali del Gruppo. Inoltre partecipiamo alle principali fiere di settore e beneficiamo del “passaparola” dei clienti soddisfatti. Dal punto di vista del prodotto, l’attenzione di Leasint resta alta e siamo sempre in ascolto delle esigenze che ci esprimono i clienti: non appena possibile andiamo loro incontro e ne facciamo tesoro per arricchire la nostra offerta.

5 FINANZA

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Link Energy è associata GIFI

6 Linkenergy Link

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SICURI Gli impianti LINK ENERGY sono

SICURI ed AFFIDABILI 

affidabili

IL PROGETTO E L’INSTALLAZIONE Ogni impianto Link  Energy viene progettato ed installato secondo le specifiche norme di riferimento riportate nel D.M. 19-02-2007; 

Link Energy possiede una comprovata esperienza nella progettazione ed installazione di impianti fotovoltaici: oltre 400 negli ultimi 2 anni per complessivi 8,2 MWp installati e tutti incentivati dal GSE; 

Le dimensioni degli impianti Link Energy sono vincolati ovviamente alla superficie soleggiata disponibile. Indicativamente, la taglia consigliata da Link Energy è tale da sopperire al fabbisogno medio annuo di energia elettrica o alle necessità dell’investitore. 

TERMINI DELLE GARANZIE Link Energy garantisce la buona qualità dei componenti e la buona costruzione dell’impianto fotovoltaico, e provvede gratuitamente, per un periodo

7 Linkenergy foto: Amedeo Troiani

Link

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di anni 2 (due) dalla data di collaudo, alla riparazione o, a propria discrezione, alla sostituzione delle parti che si mostrassero difettose per difetto di fabbricazione o di installazione. L’eventuale sostituzione avviene con prodotti di pari prestazione. Inoltre, qualora l’impianto fotovoltaico fornito e realizzato con formula “chiavi in mano” non dovesse accedere al “Conto Energia” per cause imputabili a Link Energy, la stessa si impegna a rimuovere a proprie spese l’intero impianto e a rifondere il Cliente per le spese da questi sostenute per l’acquisto dei componenti l’impianto (moduli, inverter, ecc.).

GLI INCENTIVI DEL CONTO ENERGIA Tutti gli impianti progettati e realizzati da Link Energy sono stati incentivati dal Gestore dei Servizi Energetici, ottenendo il riconoscimento della tariffa incentivante prevista dal Conto Energia e prospettata al Cliente, con positive ricadute sul conto economico degli impianti.


Il CONTO ENERGIA 2011/2013 DM 6 Agosto 2010 del Ministro dello Sviluppo Economico Incentivazione alla produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare • Il  24  Agosto  2010  è  stato  pubblicato  in  Gazzetta  Ufficiale  il  decreto  del  Ministro  dello  Sviluppo  Economico  che  regolerà  le  tariffe incentivanti  da  riconoscere  alla  produzione  di  energia  elettrica  ottenuta  da  impianti  fotovoltaici  che  entreranno  in  servizio  nel  triennio 2011-2013. • Il  Conto  Energia  2007/2010  sarà  in  vigore  fino  a  fine  2010  e  –  ai  sensi  della  legge  129/2010  recentemente  approvata-  si  applicherà,  alle condizioni indicate dalla legge, anche agli impianti realizzati entro la fine dell’anno che entreranno in servizio entro il 30 giugno 2011.

In  attesa  della  realizzazione  della  nuova  “Guida  al  Conto  Energia  Fotovoltaico  2011/2013”  da  parte  del  Gestore  dei  Servizi  Energetici (GSE), soggetto attuatore delle disposizioni, si illustrano sommariamente le novità contenute nel decreto ministeriale.

TIPOLOGIA DEGLI IMPIANTI INCENTIVATI Il decreto prevede che possano beneficiare delle tariffe incentivanti gli impianti che

Per ogni categoria è previsto un tetto massimo di potenza incentivabile.

entrano in esercizio a seguito di interventi di nuova costruzione, rifacimento totale

Il GSE provvederà a comunicare sul proprio sito internet la data di raggiungimento

o potenziamento e che appartengano a 4 categorie:

di tali limiti. Saranno ammessi inoltre all’incentivazione gli impianti che entreranno in esercizio

Impianti solari fotovoltaici

entro i 14 mesi successivi a tale data (24 mesi se il soggetto responsabile è un

Impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative

ente pubblico).

Impianti a concentrazione

I trattamenti economici previsti dal Decreto Ministeriale 6 Agosto 2010 tengono

Impianti fotovoltaici con innovazione tecnologica

conto della tipologia delle iniziative e della attesa evoluzione dei costi.

Impianti Solari Fotovoltaici Limite di potenza incentivabile: 3.000 MW Durata incentivazione: 20 anni Gli impianti dovranno avere una potenza nominale maggiore di 1 kW ed essere en-

Per gli impianti entrati in esercizio dopo il 31/12/2011, le tariffe previste sono quelle

trati in esercizio in data successiva al 31/12/2010 ed entro il 31/12/2013. Questa

della colonna C, decurtate del 6% annuo.

tipologia comprende impianti realizzati su edifici e altri tipi di impianti.

Per impianti montati su pergole, serre, barriere acustiche, tettoie e pensiline si ap-

Per l’anno 2011 le tariffe incentivanti sono state determinate in ragione decrescente

plica una tariffa incentivante pari alla media aritmetica delle tariffe previste per im-

temporalmente per ridurre la discontinuità con le precedenti in vigore fino al 31 di-

pianti realizzati su edifici e altri impianti.

cembre 2010.

TARIFFA CORRISPONDENTE B

TARIFFA CORRISPONDENTE A

Impianti entrati in esercizio in data successiva al 31 dicembre 2010 ed entro il 30 aprile 2011 Impianti FV  realizzati  su edifici

Impianti entrati in esercizio in data successiva al 30 aprile 2011 ed entro il 31 agosto 2011 Impianti FV  realizzati  su edifici

Altri Impianti FV 

TARIFFA CORRISPONDENTE C

Impianti entrati in esercizio in data successiva al 31 agosto 2011 ed entro il 31 dicembre 2011 Impianti FV  realizzati  su edifici

Altri Impianti FV 

Altri Impianti FV 

Intervallo di potenza

€/kW

€/kWh

Intervallo di potenza

€/kW

€/kWh

Intervallo di potenza

€/kW

€/kWh

1 ≤ p ≤ 3

0,402

0,362

1 ≤ p ≤ 3

0,391

0,347

1 ≤ p ≤ 3

0,380

0,333

3 < p ≤ 20

0,377

0,339

3 < p ≤ 20

0,360

0,322

3 < p ≤ 20

0,342

0,304

20 < p ≤ 200

0,358

0,321

20 < p ≤ 200

0,341

0,309

20 < p ≤ 200

0,323

0,285

200 < p ≤ 1000

0,355

0,314

200 < p ≤ 1000

0,335

0,303

200 < p ≤ 1000

0,314

0,266

1000< p ≤ 5000

0,351

0,313

1000< p ≤ 5000

0,327

0,289

1000< p ≤ 5000

0,302

0,257

P>5000

0,333

0,297

P>5000

0,311

0,275

P>5000

0,287

0,244

Tabella A. Tariffe previste per gli impianti solari fotovoltaici

Impianti Fotovoltaici Integrati con caratteristiche innovative Limite di potenza incentivabile: 300 MW Durata incentivazione: 20 anni Questa categoria include le installazioni che utilizzano moduli e componenti speciali espressamente realizzati per integrarsi e sostituire elementi architettonici. Le modalità per poter classificare l’impianto nella categoria saranno indicate in una guida da realizzarsi a cura del GSE. Gli impianti dovranno avere una potenza nominale compresa tra 1 kW e 5.000 kW ed essere entrati in esercizio in data successiva al 31/12/2010 ed entro il 31/12/2013. Per gli impianti entrati in esercizio dopo il 31/12/2011, le tariffe sono decurtate del 2% annuo.

Guida al NUOVO

8 CONTO ENERGIA Link

Il periodico d’informazione per la community Link Energy

Inrevallo di potenza

(kW)

Tariffa corrispondente

€/kWh

A

1≤P≤20

0,44

B

20<P≤200

0,40

C

P>20

0,37

Tabella B. Tariffe previste per gli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative


Impianti a concentrazione Limite di potenza incentivabile: 200 MW Durata incentivazione: 20 anni Questa categoria include le installazioni che utilizzano moduli e componenti speciali espressamente realizzati per integrarsi e sostituire elementi architettonici. Le modalità per poter classificare l’impianto nella categoria saranno indicate in una guida da realizzarsi a cura del GSE.

Inrevallo di potenza

(kW)

Gli impianti dovranno avere una potenza nominale compresa tra 1 kW e 5.000 kW ed essere entrati in esercizio in data successiva al 31/12/2010 ed entro il 31/12/2013. Per gli impianti entrati in esercizio dopo il 31/12/2011, le tariffe sono decurtate del 2% annuo.

Tariffa corrispondente

€/kWh

A

1≤P≤200

0,37

B

200<P≤1000

0,32

C

P>1000

0,28

Tabella C. Tariffe previste per gli impianti a concentrazione

Le tariffe indicate nelle tabelle A,B,C possono essere cumulabili con alcuni incentivi di natura pubblica indicate nel decreto stesso.

Impianti fotovoltaici con inovazione tecnologica Si tratta di impianti che utilizzano moduli e componenti caratterizzati da significative innovazioni tecnologiche, definite da un successivo provvedimento del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Mini-

stro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e di intesa con la Conferenza unificata. Con il medesimo provvedimento verranno definite le tariffe incentivanti e le modalità di accesso per tali impianti.

PROCEDURA D’ACCESSO Nel nuovo decreto vengono modificati due aspetti fondamentali: la tempistica e la modalità di invio della documentazione da parte del richiedente. Per quanto riguarda la tempistica, il soggetto responsabile dovrà richiedere al GSE l’incentivo entro 90 giorni dall’entrata in servizio dell’impianto. Il mancato rispetto dei termini per la presentazione della domanda comporta la non ammissibilità alle tariffe incentivanti per il periodo intercorrente fra la data di entrata in esercizio dell’impianto e la data di comunicazione della domanda al GSE.

Il GSE avrà 120 giorni per determinare la tariffa ed erogare l’incentivo. A differenza di quanto accade con la procedura attuale, la documentazione per l’ottenimento dell’incentivo dovrà essere inviata esclusivamente per via telematica. I documenti devono essere trasmessi al GSE, utilizzando l’apposito portale https://applicazioni.gse.it. La domanda di concessione dell’incentivo dovrà, inoltre, essere inviata al GSE esclusivamente via fax o tramite posta elettronica certificata (PEC).

PREMI Anche il nuovo decreto prevede la possibilità di ottenere maggiorazioni della tariffa incentivante. I premi sono previsti sia per gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici che operano in regime di scambio sul posto, sia per gli impianti integrati con caratteristiche innovative.

Premio abbinato all’uso efficiente dell’energia Rispetto al Decreto del 19/02/07, il risparmio energetico minimo del 10% non verrà più calcolato utilizzando l’indice di prestazione energetica dell’edificio ma dovrà essere conseguito su entrambi gli indici, estivo e invernale, relativi all’involucro edilizio.

Anche per gli edifici di nuova costruzione, si potrà ottenere il premio del 30% solo nel caso in cui le prestazioni energetiche per il raffrescamento estivo dell’involucro e per la climatizzazione invernale siano inferiori almeno del 50% dei valori minimi (stabiliti dal DPR 59/09).

L’entità della maggiorazione è commisurata all’entità del risparmio energetico conseguito ma non può, in nessun caso, eccedere il 30% della tariffa incentivante.

Queste nuove regole sono valide anche per tutti gli impianti che inviano al GSE la richiesta di premio in data successiva all’entrata in vigore del nuovo decreto e ricadono nel precedente DM 19/02/07, con la differenza che, nel caso di edifici di nuova costruzione, l’indice di prestazione energetica terrà conto del solo raffrescamento estivo dell’involucro edilizio.

Premio per soggetti con profilo di scambio prevedibile

Altri premi

Le nuove disposizioni prevedono un incremento delle tariffe incentivanti pari al 20% per sistemi, come meglio definiti nel provvedimento, caratterizzati da un profilo di scambio con la rete elettrica prevedibile.

Impianti non installati su edifici che verranno realizzati in zone industriali,commerciali, cave o discariche esaurite, siti contaminati; +10% Impianti installati su edifici in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto.

+5%

AGEVOLAZIONI PER GLI ENTI PUBBLICI Anche nel nuovo Decreto sono previsti alcuni vantaggi nel caso in cui i soggetti responsabili dell’impianto che richiede la tariffa incentivante siano soggetti pubblici: • La tariffa incentivante viene incrementata del 5% per gli impianti realizzati su edifici e operanti in regime di scambio sul posto se realizzati da Comuni con meno di 5000 abitanti; •

Gli impianti fotovoltaici, operanti in regime di scambio sul posto, i cui soggetti responsabili siano Enti Locali o Regioni ricevono la tariffa più vantaggiosa, destinata agli impianti realizzati su edifici; la stessa agevolazione si applica a

(fonte: GSE S.p.a.)

tutti gli altri impianti i cui soggetti responsabili siano Enti Locali o Regioni, che entrano in esercizio entro il 2011 e per i quali le procedure di gara si sono concluse con l’assegnazione prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto; •

Gli impianti realizzati su edifici pubblici (ad es. scuole o strutture sanitarie) hanno la possibilità di cumulare la tariffa incentivante con altri contributi in conto capitale ottenuti per lo stesso impianto;

Sono ammessi all’incentivazione gli impianti entrati in servizio entro 24 mesi dalla data di raggiungimento dei limiti di potenza stabiliti per ogni categoria.

al NUOVO CONTO ENERGIA 9 Guida Link

Il periodico d’informazione per la community Link Energy


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10ATTUALITÁ Link

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La filiera del fotovoltaico genera:

F O T O V O LT A I C O   “ M a d e   i n   I t a l y ”

É tempo

di

bilanci

• un  giro  d’affari  annuo  di  2,35  milioni  € (2009) • circa 18.000 posti di lavoro • risparmio di 700.000 ton. di CO2 immesse in atmosfera

Il sistema incentivante ha creato il contesto ideale per: • attrarre forti investimenti dall’estero • stimolare la crescita interna di business e tecnologia

Si diceva del nuovo Contro Energia: ebbene, il sistema degli incentivi statali sta dando i suoi frutti in termini di incremento della potenza installata, diffusione della conoscenza tecnica, riduzione dei costi dei componenti, nascita di nuove imprese e crescita/assestamento del mercato della componentistica. La riduzione del costo dei moduli ha determinato a sua volta una progressiva diminuzione dei costi d’impianto: per un impianto di qualche decina di kW l’investimento medio poteva toccare 6.000 €/kW nel 2005, 5.000 €/kW nel 2007, 4.000 €/kW nel 2009. Tutto il “downstream” (distribuzione ed installazione) ne sta risentendo; allo stesso modo sta registrando la mutata struttura dei costi d’impianto: se solo due anni fa il costo dei moduli fotovoltaici rappresentava circa l’80% del costo complessivo dell’impianto, oggi siamo intorno al 50%. Il restante 10% dei costi è imputabile all’inverter mentre il restante 40% è costituito dal BoS (Balance of System), cioè dall’insieme dei dispositivi e dei componenti elettrici necessari per trasferire l'energia prodotta dai moduli fotovoltaici fino alla rete. Mutano i costi, anche nella loro composizione, ma si evolve anche la domanda: in un mercato sempre più maturo e più segmentato, sia da parte degli installatori che da quella del clienti finali viene posta grande attenzione, oltre che al costo, a tutto ciò che è servizio (garanzie di base ed opzionali, durabilità, efficienza, consulenza pre e post-vendita, assistenza, ecc.).

Il mercato della componentistica dei sistemi fotovoltaici sta beneficiando del favorevole momento che interessa il fotovoltaico “made in italy” che ora può contare anche su un terzo Conto Energia che continuerà a stimolare la crescita interna di business e tecnologia. Nel 2009 la filiera del fotovoltaico “made in italy” ha generato un giro d’affari da 2,35 milioni di euro, dando lavoro a circa 20.000 persone mentre oltre 90.000 sono le nuove opportunità di occupazione attese da qui al 2020. Un po’ meno attrezzato per presidiare le fasi “a monte” della filiera (es.: produzione e vendita del silicio dove i margini possono superare anche il 50%), il “made in italy” appare piuttosto vivace nelle parti “a valle” del mercato, quelle più a contatto con il cliente finale e, quindi, distribuzione ed installazione degli impianti, dove però i margini sono più risicati (dal 7 al 17%). Nella fase “distribuzione & installazione” nel 2009 hanno operato 345 società, oltre ad una miriade di piccoli installatori, che costituiscono oggi il naturale mercato di sbocco dell’offerta di componenti fotovoltaici (moduli, inverter, strutture, quadristica, ecc.).

La filieria del fotovoltaico (2009) Filiali straniere: 26%

Quali possono essere, dunque, le prospettive di mercato per i prossimi anni?

Società italiane: 46%

125 società 

È più che probabile una progressiva discesa dei costi:

Società straniere: 28%

• dei moduli in silicio, resa possibile da tecnologie produttive più efficienti e dallo sviluppo di nuovi materiali alternativi al silicio; • della componentistica (inverter, cablaggi, ecc.); • della manodopera specializzata.

Filiali straniere: 90%

Società straniere: 10%

51 società

Altamente probabile sarà l’incremento dell’efficienza energetica dei sistemi fotovoltaici, reso possibile dall’ottimizzazione delle prestazioni degli inverter -la cui vita utile oggi è pari a 10 anni contro i 25 dei moduli- che risulterà quindi fattore chiave per assicurare un più rapido ritorno dell’investimento. E’ verosimile che nei prossimi anni l’innovazione tecnologica possa mettere a nostra disposizione inverter con una vita utile di 25 anni.

Filiali straniere: 16% Società italiane: 39%

73 società

Società straniere: 45%

Suscettibile di ulteriore incremento sarà anche la durata media degli impianti. Cosa dobbiamo aspettarci per l’imminente futuro del fotovoltaico “Made in Italy “? Le parole d’ordine per il 2011-2012 saranno “assestamento”, “razionalizzazione”, “scrematura” e/o “ridimensionamento” di numerose micro-imprese prive di un piano industriale. Ma anche “maturità”, “consolidamento della crescita” -stimata tra il 20 ed il 30% annua-, “pressione competitiva”. La nostra filiera fotovoltaica saprà attrezzarsi per competere con successo? Vedremo.

Società straniere: 25%

Società italiane: 75%

345 società + piccoli installatori

fonte: “Solar Energy Report”, Energy and Strategy Group, Milano, 2010; “Il valore dell’energia fotovoltaica in Italia”, Prof. Arturo Lorenzoni, Università Bocconi, Milano, 2009

11MERCATO Link

Il periodico d’informazione per la community Link Energy


C O S T R U I R E   L’ I M P I A N T O   V A   B E N E

dopo? ma

L’allungamento della durata degli impianti fotovoltaici (mediamente 30 anni) e la necessità di tenerli in perfetta efficienza danno peso alla variabile “manutenzione”.  SOLAR ASSISTANCE di LINK ENERGY.

Nasce così

Secondo Malay K. Mazumder, della Boston University, uno strato di polvere di 4 grammi per meno di un metro quadrato riduce la conversione dell'energia solare del 40%. Detta così, sembrerebbe una banalità ma non lo è; infatti, nel caso di un impianto da 100 kWp, piuttosto frequente per utenze di tipo industriale o agricolo, installato nel centro Italia, il calo di producibilità dovuto al semplice sporcamento della superficie dei pannelli può determinare una perdita economica stimabile in 3.200 euro l’anno. Lo stesso impianto da 100 kWp, in caso di fermo di 1 settimana dovuto a fatti non previsti e non prevedibili, apporterebbe una perdita di oltre 1.200 euro.

Il pacchetto TELESOLAR ASSISTANCE prevede diverse soluzioni: dall’intervento manuale, annuale o programmato, di uno o più operatori specializzati, fino alla completa automatizzazione del lavaggio dei pannelli -consigliabile per impianti di media e grande taglia- mediante l’esclusivo SOLAR WASH SYSTEM, progettato e prodotto da LINK ENERGY, disponibile ed installabile su richiesta.

Perche`, dunque, non ricorrere ai ripari puntando su un moderno, tempestivo ed efficace servizio di manutenzione?

Monitoraggio delle rese d’impianto I parametri di allarme possono essere adattati esattamente alle diverse caratteristiche tecniche dell'impianto.

LA SOLUZIONE E’ SOLAR ASSISTANCE DI LINK ENERGY

Segnalazione guasti “24 ORE NO STOP” e PRONTO INTERVENTO

Dal know-how di LINK ENERGY nasce SOLAR ASSISTANCE, il pacchetto di assistenza che contempla un programma di manutenzione ordinaria, annuale e programmata, e, a richiesta, un SERVIZIO DI PRONTO INTERVENTO per un tempestivo ripristino della perfetta funzionalità dell’impianto a seguito di cause impreviste ed imprevedibili. Il programma di MANUTENZIONE ORDINARIA prende in considerazione tutte le possibili variabili che potrebbero limitare la produzione dell’impianto fotovoltaico ed è abbinabile, su richiesta, ad una particolare POLIZZA ASSICURATIVA “ALL RISKS” a copertura dei seguenti tipi di rischio:

A richiesta del Cliente, il pacchetto SOLAR ASSISTANCE può comprendere il servizio di segnalazione guasti “24 ORE NO STOP”, attivo tutti i giorni della settimana, 24 ore su 24. LINK ENERGY assicura l’intervento di una squadra operativa specializzata.

• Danni Diretti all'impianto (eventi naturali quali grandinate, fulmini, terremoti, ecc.); • Guasti alle macchine e/o fenomeno elettrico (ad esempio, rotture accidentali, danni da vizi, ecc.); • Atti di terzi (furto, atti vandalici, ecc.); • Danni Indiretti. Il pacchetto SOLAR ASSISTANCE può essere disegnato “su misura” in base alle esigenze del Cliente ed in modo da tenere sotto costante controllo le rese dell’impianto.

Pulizia dei pannelli

I tempi di ripristino della piena funzionalità dell’impianto dipendono ovviamente dal tipo e dalla consistenza del guasto.  Tempistiche e costi del ripristino verranno preventivamente comunicati e concordati con il Cliente. 

Lo sporcamento della superficie dei pannelli, più frequente in prossimità di cave, aree industriali come in altri contesti ambientali impegnativi, può determinare una sensibile diminuzione della producibilità.

12ATTUALITÀ Link

Il periodico d’informazione per la community Link Energy


Sugli impianti fotovoltaici l’ICI NON è DOVUTA.  Lo ribadisce l’Agenzia delle Entrate Interrogata sull’argomento, l’Agenzia delle Entrate ha ribadito che “l’impianto fotovoltaico situato su un terreno non costituisce impianto infisso al suolo in quanto normalmente i moduli che lo compongono (i pannelli solari) possono essere agevolmente rimossi e posizionati in altro luogo, mantenendo inalterata la loro originaria funzionalità (cfr. circolare 19 luglio 2007, n. 46/E) .... (omissis) ….. A parere della scrivente, pertanto, si è in presenza di beni immobili quando non è possibile separare il bene mobile dall’immobile (terreno o fabbricato) senza alterare la funzionalità dello stesso o quando per riutilizzare il bene in un altro contesto con le medesime finalità debbono essere effettuati antieconomici interventi di adattamento”.

Link Energy

FOCUS impianti

in progress

130 impianti in corso di realizzazione Potenza impianto (kwp)

Pertanto, gli impianti fotovoltaici sono fuori dal campo di applicazione dell’ICI.

work

13inPROGRESS Link

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400 < p ≤ 1000              1≤P≤50


aMIaNTO Nel Nuovo Conto Energia importanti novità  per la rimozione dei tetti in amianto

Il Conto Energia 2010-13 favorisce la realizzazione di impianti fotovoltaici in sostituzione delle vecchie coperture in cemento amianto Come il Conto Energia 2010, anche quello relativo al triennio 2011-13, approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico con il Decreto del 6 agosto 2010, privilegia e favorisce la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici, che vanno a sostituire le vecchie coperture in cemento amianto. In particolare, all’art.10 il Decreto 6 agosto 2010 prevede che “la tariffa individuata sulla base dell’art.8 è incrementata, con arrotondamento commerciale alla terza cifra decimale, del 10% per gli impianti di cui all’articolo 2, comma 1, lett. g), installati in sostituzione di coperture in eternit o comunque contenenti amianto”. In altri termini: gli impianti di cui all’art.2, comma 1, lett. g) sono quelli “realizzati su un edificio” mentre le tariffe incentivanti riconosciute in misura fissa per 20 anni, già incrementate del 10%, sono quelle riportate in tabella.

Tariffa Incrementata del 10% Intervallo di potenza

Imp. entrati in esercizio dopo il 31/12/2010 ed entro il 30/4/2011

Imp. entrati in esercizio dopo il 30/4/2011 ed entro il 31/8/2011

Imp. entrati in esercizio dopo il 30/8/2011 ed entro il 31/12/2011

kW

€/kWh

€/kWh

€/kWh

1 ≤ P ≤ 3

0,442

0,430

0,418

L’incremento della tariffa incentivante rispetto a quella prevista per i “normali” impianti 3 ≤ P ≤ 0,414 0,376 della realizzati su20edifici può agire da volano per affrontare0,396 e superare l’irrisolta questione 20 ≤ P ≤ pericolosa 200 0,393 0,355 agripresenza, ed invasiva, dell’amianto sui tetti0,375 di abitazioni, imprese, aziende 200 ≤ P ≤ 1000 0,390 affinché ciò risulti 0,368 0,345 quel cole, ecc.. Nel creare le condizioni economicamente conveniente, 10% in più vuole essere uno stimolo rimozione dell’amianto e0,332 di ripristino 1000 ≤ P ≤ 5000 0,386 agli interventi di 0,359 delle normali condizioni di sicurezza nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro. P > 5000 0,366 0,342 0,315 Infatti, grazie alle generose tariffe incentivanti 2011-13, il conto economico ed i flussi finanziari generati dalla realizzazione di un impianto fotovoltaico sono tali da rendere “sostenibili” quegli interventi risolutivi che fino ad oggi non hanno trovato attuazione anche per ragioni di carattere economico.

Sull’argomento raccogliamo le impressioni dell’Ing. Sergio Clarelli, Presidente Nazionale di Assoamianto, associazione che dal 1998 persegue finalità di salvaguardia ambientale e di tutela della salute dalla presenza e dall’uso dell’amianto.

D. Ingegner Clarelli, quanto è diffusa in Italia la presenza di amianto/eternit sui tetti delle abitazioni e dei capannoni? R. In base ad una recente stima di CNR e ISPESL in Italia ci sarebbero ancora 32 milioni di tonnellate di coperture in cemento amianto: questo testimonia evidentemente la grande diffusione sul territorio nazionale di coperture di questo tipo, in contesti sia residenziali sia industriali, anche se già da tempo è iniziata una bonifica generalizzata. D. A che ritmo procedono gli interventi di rimozione/incapsulamento dell’eternit presenti sulle coperture? R. Gli interventi procedono a macchia di leopardo nel senso che ci sono regioni nelle quali è maggiore la spinta da parte degli enti pubblici per la bonifica (come ad esempio in Regione Lombardia) e regioni nelle quali si va molto a rilento soprattutto perché i relativi Piani Regionali Amianto previsti dalla Legge n. 257/92 e dal D.P.R. 08/08/94 tardano a decollare. In ogni caso, è sempre il privato ad accollarsi i costi della bonifica, fatta eccezione di casi rari estemporanei di concessione di contributi a fondo perduto, perlopiù di minimo importo. D. Come valuta le misure introdotte dal Decreto 6 agosto 2010 (Conto Energia 2011-13) per la parte relativa alla realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici, che vanno a sostituire le coperture in amianto? R. Non posso che valutarle in modo positivo dal momento che sono due le operazioni favorevoli poste in essere: da un lato la rimozione della copertura in cemento amianto, che, comunque, è inevitabile perché con il tempo, a seguito dell’azione delle intemperie, la stessa presenta principi sempre più marcati di friabilità, con conseguente pericolo di rilascio di fibre d’amianto, notoriamente dannose per l’apparato respiratorio, qualora inalate e dall’altro l’installazione di impianti ecologici che, per giunta, producono energia elettrica.

CHI E’ E COSA FA ASSOAMIANTO è un'Associazione tra consulenti, operatori nell’ambito della rimozione, smaltimento e bonifica dell’amianto e quanti sensibili alle connesse problematiche ambientali. E’ stata fondata nel 1998 da professionisti e imprenditori abilitati alla gestione delle attività di rimozione, smaltimento e bonifica dell’amianto ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. 8/8/1994. L’Associazione non ha fini di lucro e persegue esclusivamente finalità di salvaguardia ambientale e di tutela della salute dalla presenza e dall’uso dell’amianto. Si propone di : • sensibilizzare l’opinione pubblica e gli operatori economici sulle conseguenze ambientali e sanitarie dell’uso e della presenza di amianto nelle strutture edilizie e non; • promuovere iniziative di salvaguardia della salute pubblica ed in particolare di bonifica di situazioni compromesse di degrado ambientale; • contribuire alla formazione di operatori in grado di realizzare interventi di eliminazione o controllo dell’amianto; • informare i consulenti e gli operatori del settore delle metodologie applicate per l’eliminazione del problema amianto, nonché fornire un costante aggiornamento; • monitorare la situazione ambientale del territorio sul quale  l’Associazione opera, al fine di fornire un quadro aggiornato della presenza di amianto; • collaborare con gli Enti Pubblici del territorio al fine di supportare ogni iniziativa comune o degli Enti stessi.

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TERRITORIO Link Energy e il territorio

In questa rubrica, giunta al suo terzo appuntamento, segnaliamo le iniziative di comunicazione messe in campo tra maggio e giugno a sostegno del brand e per una più capillare diffusione della cultura “verde” nelle diverse aree operative dello scacchiere Link Energy.

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TERAMO CALCIO e LINK ENERGY ancora una volta INSIEME per una nuova entusiasmante stagione! Anche per la stagione calcistica 2010-2011, il TERAMO CALCIO e la link  energy condivideranno una nuova entusiasmante avventura con l’obiettivo di riportare il sodalizio biancorosso ai vertici del calcio nazionale. Il “nuovo” Teramo ha lasciato il segno nel Campionato della Serie D con un successo dietro l’altro, il che lascia ben sperare per il prosieguo di un torneo che si preannuncia lungo ed affascinante e che vedrà protagoniste molte altre squadre blasonate (Rimini, Jesina, Sambenedettese e Civitanovese su tutte), un tempo “reginette” del soccer ed ora tutte candidate per la vittoria finale. Il TERAMO CALCIO, che non nasconde ambizioni di classifica, dovrà fare i conti con una forte ed agguerrita concorrenza che

agirà da stimolo nei confronti di un gruppo giovane e, soprattutto, ben motivato. Grazie al “nuovo corso” fortemente voluto dal Presidente Campitelli, a Teramo si respira finalmente il calcio di un recente passato e la squadra ha riconquistato la dignità consona al ruolo che compete alla compagine calcistica di una città capoluogo. TERAMO CALCIO-link energy è il binomio vincente per consentire la risalita della squadra cittadina dai bassifondi del dilettantismo fino al professionismo. Dal 2008, infatti, link energy contribuisce con successo al finanziamento della giovane società biancorossa.

Foto: V.Ranalli

Foto: V.Ranalli Nella foto: S.E. Mons. Michele Seccia, Vescovo della Diocesi di Teramo-Atri, indossa la maglia biancorossa sotto lo sguardo soddisfatto del Presidente Campitelli.

Calendario 1

05/09/2010

Teramo Calcio - Cesenatico

2

12/09/2010

Venafro - Teramo Calcio

3

19/09/2010

Teramo Calcio - Luco Canistro

4

22/09/2010

Real Rimini - Teramo Calcio

5

26/09/2010

Teramo Calcio - Atessa Val di Sangro

6

03/10/2010

Santarcangelo - Teramo Calcio

7

10/10/2010

Teramo Calcio - Santegidiese

8

17/10/2010

Bojano - Teramo Calcio

9

24/10/2010

Teramo Calcio - Recanatese

10

31/10/2010

Atletico Trivento - Teramo Calcio

11

03/11/2010

Teramo Calcio - Jesina

12

07/11/2010

Miglianico - Teramo Calcio

13

14/11/2010

Teramo Calcio - Olympia Agnonese

14

21/11/2010

Rimini - Teramo Calcio

15

28/11/2010

Teramo Calcio - R.C. Angolana

16

05/12/2010

Teramo Calcio - Forlì

17

08/12/2010

Bikk. Fossombrone - Teramo Calcio

18

12/12/2010

Teramo Calcio - Sambenedettese

19

19/12/2010

Civitanovese - Teramo Calcio

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Nella foto: la squadra


progetto grafico: Claudia D’Ascanio   foto: Amedeo Troiani


Link Magazine n°2 - ottobre