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IL

PERCHE’

Numero 5

Giugno 2012

IL

Saluto del direttore giornale, Il Perché. E’

zione sia arrivata anche

stata una bellissima e

a voi, che abbiate ap-

costruttiva

per

prezzato ciò che abbiamo

tutti, un’occasione di cre-

creato, che il nostro la-

scita umana e culturale.

voro sia stato percepito

Abbiamo imparato e ap-

con interesse e parteci-

prezzato il senso del do-

pazione vera. Ma speria-

vere e della collaborazio-

mo altresì che, leggendo

ne, abbiamo aperto i no-

alcuni nostri articoli, vi

stri, e vogliamo sperare,

sia scappato anche un

anche i vostri orizzonti

divertito sorriso, perché

Ed anche quest’anno è

sulla

conoscere è pure diverti-

arrivato giugno e con giu-

trattando argomenti che

mento!

gno, l’estate, il sole, il ma-

più strettamente ci ri-

Ringraziamo tutti coloro

re e le tanto attese vacan-

guardano e di cui tutti

che

ze estive che segnano la

facciamo parte. Il lavoro

con noi, che ci hanno

fine di un nuovo anno sco-

è stato svolto da noi ra-

guidato attraverso il loro

lastico e l’inizio di un lun-

gazzi, che abbiamo af-

sapere, la loro disponibi-

go periodo di riposo e re-

frontato tutto non con la

lità e perché no, la loro

lax..

pesantezza di un dovere

simpatia. Ma un DOVU-

Molti di noi si apprestano

ma con l’entusiasmo di

TO e MERITATO rin-

a lasciare questa scuola

un piacere. Così che un’i-

graziamento va a due

per intraprendere nuovi

dea astratta si è concre-

professori, Cappelletto

percorsi di vita o di studio,

tizzata in qualcosa di

e Angiello. Il prof Cap-

alcuni con gioia, altri con

davvero straordinario e

pelletto che con il suo

malinconia, altri ancora

per certi aspetti, inatte-

computer e proiettore di

con

preoccupazione…Ma

so. Anche se abbiamo

volta in volta ci ha reso

tutti, nel bene e nel male,

ancora molta e molta

consapevoli di come il

ricorderanno il tempo tra-

strada da fare, siamo

nostro lavoro si sarebbe

scorso qui al San Benedet-

animati da un enorme

via

to, quel tempo che abbia-

entusiasmo che speriamo

vestendolo di immagini,

mo vissuto tutti insieme.

possa diventare conta-

colori, sensazioni… La

Uno dei momenti che vo-

gioso. Ci auguriamo che

prof.ssa Angiello che

gliamo ricordare è ovvia-

la nostra voglia si sape-

con il suo blocco degli

mente la nascita di questo

re, la nostra determina-

appunti e la sua sensa-

Esperienza emozionante pag. 3

Español…que pasiòn! pag. 10-11

Musica & Musical pag. 14-15

Premiati Festa di Fine anno 2012 pag. 18-19

PERCHE’

novità

società

attuale,

hanno

via

collaborato

concretizzato,

pag. 3


IL

Numero 5

PERCHE’

Sommario: Esperienza emozionante

3

Non solo parole - Insieme si può - Pet Therapy

4-5

Il Nostro orto

6-7

I.I.S. “San Benedetto”

8-9

Via Mario Siciliano, 4 04010 B.go Piave - Latina tel. 077369881-fax 0773662890

Bosco e scuole a confronto Espanol… que pasiòn

10-11

Equo e solidali

12-13

Musica & Musical - Laboratorio Musicale

14-15

Abbazia di Monteccassino

16

Personaggio del mese

17

24 Festa di Fine anno 2012

18-19

Facce da copertina

20-21

Sicurezza

22

Scotti e bruciati

23

Darsi una regola di vita

24

E-Mail: redazione@ipasanbenedetto.eu

Siamo su internet! www.ipasanbenedetto.eu

Redazione: Daniela Fiorentini (direttore) Silvia Sessa (caporedattore)

Marika Carnali, Luca D’Ambrosio Chiara Franceschetti, Fabio Della Corte Luca Barreca, Sara Granini Silvia Vallone, Anna Maule, Gianmarco Corinto, Andrea Lusuardi, Valeria Acquarelli (redattori) Responsabili del Progetto:

Prof.ssa Cristiana Angiello Prof. Claudio Cappelletto (grafica) Assistenza tecnica:

Mauro Coppotelli

Collaborazione fotografica:

Prof. Luciano Di Ciccio Federico Galafate

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IL

Numero 5

Saluto del direttore zionale minuziosità ha reso i nostri

PERCHE’ Pagina 3

Esperienza emozionante

lavori ogni mese sempre più belli. E

Un’esperienza

un ringraziamento va ovviamente a

tra 2000 ragazzi, tutti lì per lo stesso motivo, tutti lì a manifesta-

tutti voi, che ogni mese leggete questo

re contro la mafia. Siamo partiti da Civitavecchia il 22 Maggio

giornale, che ci trasmettere la voglia

sulla Nave Della Legalità, con le gigantografie di Giovanni Fal-

come poche, un’emozione indescrivibile: trovarsi

di andare avanti e fare sempre meglio

cone e Paolo Borsellino. A bordo 1.300 studenti! Dopo 16 ore di

ciò che facciamo. Infine, vi auguriamo

navigazione, siamo arrivati a Palermo. All’apertura del portellone

una bellissima estate, piena di felicità

della nave, l’urlo di 2000 ragazzi ci ha accolto e sconvolto. Ci ha

e serenità. Ma preparatevi all’arrivo di settembre, perché noi de Il Perché saremo lì ad attendervi con tantissime nuove idee! Daniela Fiorentini

trasmesso la carica per manifestare il nostro “No” alla mafia, nonostante la pioggia cercasse di rovinarci la giornata. Pronti, partenza e via! Siamo stati divisi in gruppi; chi andava all’Aula Bunker del carcere dell’Ucciardone, chi si recava nei Villaggi della Legalità allestiti nelle piazze del capoluogo siciliano che hanno il più alto valore simbolico. Nel pomeriggio siamo stati riuniti tutti insieme e disposti in due cortei che si sono riuniti sotto l’Albero Falcone per celebrare insieme il momento solenne del silenzio all’orario della strage di Capaci, le 17.58. La marcia ha visto sfilare centinaia di striscioni, ancora una volta un’emozione indescrivibile, ancora una volta 2000 ragazzi uniti a cantare per le strade di Capaci. La sera infine ci siamo recati allo Stadio comunale “Renzo Barbera” di Palermo per assistere alla Partita del Cuore, tra Nazionale Magistrati e Nazionale Cantanti. Verso le 11.30 siamo tornati sulla Nave diretti verso Civitavecchia, con il cuore gonfio di emozione e di speranze per il futuro... Alessandro Comuzzi 4a E chi.


IL Non solo parole

PERCHE’

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Pagina 4

Chiara: Mi occupo dell’in-

nità sorda. Il canale utilizzato è

tegrazione tra

perché si utilizzano le mani.

ragazzi sordi e

Il Perché: Può farci un bilan-

ragazzi uden-

cio del suo lavoro per que-

ti, facilito la

st’anno che si sta concluden-

comprensione

do?

dei

at-

Chiara: L’anno svolto è stato positivo perché il ragazzo ipoa-

traverso l’uso

cusico, che seguo, si è ben inseri-

della

L.I.S.

to nel gruppo classe e con i suoi

dei

pari. Per quanto riguarda lo

Segni

Italia-

spettacolo non mi aspettavo una

na).

Inoltre

riuscita così bella perché comun-

faccio parte dell’E.N.S (Ente Na-

que sono riuscita a insegnare ai

zionale Sordi) della sezione pro-

ragazzi udenti o affetti da altra

vinciale di Latina.

disabilità un nuovo modo di co-

Il Perché: Una specificità del-

municare attraverso la LIS, ab-

Chiara Frison

le sue competenze è proprio

battendo così le tante barriere

Il Perché: Da quanto tempo svol-

la conoscenza del linguaggio

della diversità!

L.I.S., potrebbe parlarcene?

contenuti

scolastici

(Lingua

Intervista alla “Mediatrice alla comunicazione”

ge questo lavoro? Chiara:

Svolgo

il

lavoro

di

“mediatrice alla comunicazione” da tre anni. Il Perché: Quali sono le difficoltà di un lavoro come il suo? Chiara: La difficoltà più grande è quella di relazionarsi con persone con disabilità varia. Non è semplice costruire un rapporto con loro, è una capacità che in parte è innata, in parte va costruita con l’esperienza. Il Perché: Quali sono invece le soddisfazioni che lei trae dal suo lavoro? Chiara: Le soddisfazioni sono davvero tante, quella più grande è vedere i ragazzi con deficit uditivo integrarsi con i ragazzi udenti. Il Perché: Qual è il suo ruolo in questa scuola?

Chiara: Sì, la LIS sta per “Lingua Italiana dei Segni” ed è la lingua usata da tutta la comu-

quello

visivo-gestuale,

proprio

Andrea Lusuardi


Numero 5

IL

PERCHE’ Pagina 5

Insieme si può - Pet Therapy

Il 29 Maggio 2012, presso il nostro Istituto, si è svolta un’esibizione di Agilty Dog, all’interno del Progetto di Pet Therapy, patrocinato dalla Provincia di Latina. I ragazzi diversamente abili dell’Istituto hanno svolto 12 incontri, da aprile a maggio, con il cane loro assegnato e il

Con il termine pet therapy (in italiano, zooterapia) s'intende, generalmente, una terapia dolce, basata sull'interazione uomo-animale. Si tratta di una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo. La pet therapy non è quindi una terapia a sé stante, ma una coterapia che affianca una terapia tradizionale in corso. Lo scopo di queste co-terapie è quello di facilitare l'approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra collaborazione spontanea. La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con il paziente e, tramite questo rapporto, stabilire sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico sia stimolare la partecipazione attiva del paziente.

IL

suo padrone. Sotto il caldo sole di maggio, gli studenti hanno dato prova di abilità, nel guidare i loro amici a quattro zampe, suscitando grande emozione in tutti i presenti. Al termine dell’esibizione, sono state consegnate ai ragazzi targhe premio.

PERCHE’


IL Il “nostro” Orto

PERCHE’

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grado di risolvere efficacemente i problemi sorti, capaci di lavorare in gruppo e di comprendere l’importanza dell’organizzazione e della suddivisione dei ruoli nel lavoro di squadra.

L’idea di un orto scolastico, progettato, realizzato e gestito dagli alunni, è nata nell’ambito del dipartimento di agraria con l’obiettivo di fornire ai ragazzi della sezione

Ci auguriamo pertanto di poter proseguire l’esperienza anche il prossimo anno, esperienza che, nonostante la buona volontà dei professori, degli alunni e degli addetti aziendali, ha incontrato tuttavia qualche difficoltà, principalmente per la scarsità, la vetustà e la disponibilità dei mezzi per i lavori di campo. Sappiamo tuttavia di poter contare sull’interesse e sul supporto del nostro Dirigente Scolastico, “agronomo” per passione! All’esperienza hanno partecipato gli alunni delle classi 1°A, 1°B, 2°A, 3°A, 2B e 3°B professionale agrario. Ecco cosa ci raccontano…

agraria (ma non esclusivamente!) una palestra “verde” in cui mettere in pratica ed arricchire le conoscenze acquisite nelle ore di lezione in classe. E’ infatti noto quanto sia importante il “saper fare” ai fini della vera padronanza del sapere, e in un settore come quello relativo alle discipline agrarie, l’esperienza di campo diviene parte basilare nella preparazione del competente agrotecnico. L’esperienza ha motivato molto gli alunni che si sono mostrati estremamente interessati e attivi, in

Abbiamo iniziato il percorso di realizzazione dell’orto scegliendo l’appezzamento da coltivare: si è deciso di utilizzare quello più vicino alle aule del professionale agrario, in modo da consentire la rapida raggiungibilità del campo anche durante frazioni di ore e rendere possibile la quotidiana osservazione delle condizioni del terreno e delle fasi di sviluppo delle piante. Abbiamo quindi effettua-

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to, seguendo i protocolli del prof. Claudio Cappelletto, alcune analisi del terreno, come il pH, la tessitura e la dotazione dei principali nutrienti, per verificarne le condizioni di fertilità, in laboratorio e decidere le specie più adatte da coltivare. Nel frattempo alcuni nostri compagni si sono occupati della preparazione dei semenzali in serra per

ottenere le piantine da trapiantare in campo. Le specie scelte sono state: pomodoro, zucca, zucchina, peperone, melanzana, fagiolino, cece e cicerchia.


IL Il “nostro” Orto

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Il terreno per la piantagione è stato preparato dagli addetti aziendali, Luigi ed Alessandro, con ripetute erpicature, fino a ottenere la giusta finezza del letto di semina. E’ stata inoltre effettuata un’abbondante letamazione per cercare di migliorare le condizioni strutturali del terreno, di natura argillosa e piuttosto compatto. Sotto la guida del Prof. Alessandro Gaudino, abbiamo progettato e montato l’impianto di irrigazione a goccia con manichette perforate. Successivamente si è proceduto all’impianto delle piantine ottenute in serra e di altre acquistate, pronte per il trapianto. Prof.ssa Angela Scossa

Racconto dell’esperienza Noi ragazzi del 2°B agrario, previo accordo con professori di materie professionali ed esercitazioni, abbiamo proposto di realizzare un orto coltivato biologicamente, operando manualmente e utilizzando il meno possibile le macchine. Al fine di realizzare questa esperienza abbiamo proposto il progetto al nostro dirigente scolastico, Ing. Nicola Di Battista, il quale, plaudendo, ci ha assegnato un appezzamento di terreno di circa 1100 metri quadrati posto nelle vicinanze della nostra classe situata nell’area zootecnica. Il nostro primo compito è stato quello di coinvolgere le classi del reparto zootecnia al fine di dividerci i ruoli nelle varie fasi di coltivazione. Coordinate da noi, le classi hanno svolto i seguenti compiti: la classe 1°A ha provveduto alla semina di alcune varie-

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tà orticole in contenitori alveolati adatti alla germinazione, nonché il piantonaio. La classe 2°A ha avuto il compito di eseguire le analisi fisicochimiche dell’area destinata a orto. Per la campionatura si sono muniti di zappe, carotatrici e bustine sterili. Ricordandosi di effettuare il prelievo lontano da canali di scolo ai lati del terreno, hanno iniziato la campionatura eliminando il primo strato, dove sono presenti gli apparati radicali delle piante erbacee, il campione raccolto è stato portato in uno dei nostri laboratori per effettuare l’analisi fisico chimica; setacciatura, stratificazione, determinazione limo e argilla, calcare, PH, Kit soil test per le sostanze nutritive, sostanza organica. Queste analisi hanno permesso di individuare la tipologia del terreno (argilloso) e del PH (basico) oltre ad altre caratteristiche. Il classi 3°A, 1°B, 3°B, 1°D si sono occupate del trapianto degli ortaggi (pomodori, cetrioli, peperoni, melanzane, zucche, zucchine, fagioli, sedano) manualmente, con un piantatoio a mano hanno effettuato un buco nel quale hanno posizionato la piantina, che è stata rincalzata con terra fine e letame. In seguito alle lavorazioni effettuate (letamazione, vangatura, erpicatura con erpice tipo morgan, e fresatura), precedentemente il trapianto, è stato progettato e realizzato l’impianto idrico a goccia, utilizzando i seguenti materiali: rubinetti idraulici, cravatte, giunture a 3 attacchi, manichette, teflon e tappi. Dopo aver piantato tutti gli ortaggi abbiamo effettuato una fresatura interfilare. Sino ad oggi, le piante crescono in

ottime condizioni, in questi giorni stiamo zappettando tra i filari per evitare la crescita di erbe infestanti. Con questa esperienza abbiamo acquisito una maggiore manualità e ampliato la conoscenza della botanica, precedentemente studiata in classe. Abbiamo collaborato con altre classi imparando a dividere i vari ruoli, assegnando a ciascuno un compito diverso al fine di realizzare un appagante orto biologico. 2° B Agroambientale


IL Bosco e scuole a confronto PERCHE’

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La “Manifestazione bosco e scuole a confronto” al Laghetto Granieri NETTUNO è giunta all'VIII edizione.

L 'Università Agraria di Nettuno il 25 maggio, ha invitato tutte le scuole del territorio a partecipare alla VIII edizione della Manifestazione Bosco e Scuole a confronto . Circa 600 bambini hanno attraversato il bosco accompagnati da guide specializzate, gli alunni della classe 3° sez. A Agroambientale, dell'Istituto Agrario “San Benedetto” che hanno preparato con l'esperienza e la professionalità dei loro docenti, il prof. Claudio Cappelletto e la Prof.ssa Angela Scossa, dei punti di informazione dove hanno illustrato le peculiarità della flora e della fauna e risposto alle numerosissime domande che gli ospiti interessati hanno posto. L'Università Agraria ha fortemente voluto e creduto in questa manifestazione e visto il successo ottenuto, grazie anche alla collaborazione della prof.ssa Biondi, dei consiglieri e dell'Associazione

Nazionale Carabinieri, è intenzionata a continuare e a migliorare questo evento annuale. “La collaborazione con l'Istituto Agrario di Latina , avviata già da alcuni anni, è fondamentale”, sostiene il Presidente dell'Università agraria, Giuseppe Vari. Ai loro alunni possiamo mettere a disposizione la Macchia Mediterranea che può essere per loro laboratorio di studio e di ricerca ma anche occasione di esperienze lavorative con stage. Abbiamo sempre più bisogno di personale specializzato che accompagni i visitatori ormai numerosi, e questa manifestazione ha messo alla prova le neo-guide che hanno mostrato professionalità e voglia di mettersi in gioco. Prof.ssa Alessandra Biondi

Un’esperienza laboratoriale particolare

raccontata dagli studenti del 3° A Agroambientale. Questo progetto in collaborazione con l’Università agraria di Nettuno, ha lo scopo di mettere in pratica tutti gli argomenti studiati ed esporli alle scuole primarie e secondarie di primo livello, facendo interagire i bambini con l'ambiente. Dietro tutto ciò c'è un lungo lavoro di preparazione e organizzazione iniziato circa un mese e mezzo fa, in parte svolto nel nostro Istituto e in parte attraverso uscite didattiche nel bosco stesso. La classe è stata suddivisa in 4 gruppi, uno per ogni area tematica e postazione, insieme abbiamo progettato cartelloni, schede, ricreato mini-habitat per i seguenti animali: lucertola, tartaruga, rana, girini e biscia d'acqua. Le spiegazioni son state semplificate ed adattate alle diverse fasce d'età, dai bambini delle scuole materne, alle scuole elementari e poi medie. La parte più impegnativa è stata la prova generale effettuata da noi ragazzi e seguita dall'esposizione orale


Numero 5

degli argomenti studiati. E’ stata l’occasione per capire le difficoltà espositive che avremmo potuto incontrare. La giornata fatidica del ‘25 maggio è stata preceduta da altre due uscite, che ci sono servite per l'organizzazione e la preparazione del grande giorno. I primi momenti sono stati un po’ frenetici in quanto eravamo in ritardo e vi era molta confusione. Date le molte classi giunte contemporaneamente, si è deciso di dividerle in gruppi, assegnandole ai nostri compagni della classe 1A Chimico che avevano funzioni di accompagnamento. Siamo così riusciti a completare tutto il programma in breve tempo e con pochi problemi. Abbiamo esposto il lavoro a vari gruppi costituiti anche da 40 ragazzi e più, altri da una sola classe; il nostro metodo espositivo è stato calibrato a seconda dell’utenza che avevamo di fronte, tenendo conto del numero di persone e della loro età. Quindi abbiamo mostrato a ogni gruppo i contenitori con gli habitat (precedentemente preparati) e abbiamo appeso vari cartelloni di supporto alla spiegazione. La tempistica utilizzata per ciascuna esposizione è stata di circa 15 minuti. Inoltre, durante la giornata, sono stati raccolti dal terreno anche reperti vegetali, serviti per far capire ai bambini come sia compo-

IL sta la foglia nei minimi particolari. Per noi l'aspetto positivo è stato avere l'opportunità di rappresentare praticamente e oralmente gli argomenti. Questo progetto è servito come allenamento soprattutto espositivo. Una cosa che ci ha colpito molto è stata proprio la vivace attenzione da parte dei bambini nei riguardi del bosco, erano molto curiosi di conoscere le varie specie vegetali e animali che vivevano nell’ecosistema, hanno rivolto domande appropriate e interessate, molti prendevano appunti o facevano foto. Un aspetto molto importante è stato la capacità di comunicare tra noi ragazzi aiutandoci l'uno con l'altro durante i vari momenti dell’esposizione. Uno aspetto negativo e di difficile gestione è stato interessare quella parte di bambini che non prestava attenzione alla spiegazione; ciò è stato anche influenzato dall'eccessiva affluenza dei piccoli uditori e dalla poca abitudine all’attenzione da parte dei ragazzi delle medie che non hanno mostrato una particolare sensibilità alla tematica ambientale. Un aspetto da migliorare potrebbe essere quello relativo allo spostamento dei bambini da un’area all’altra: sono tratti

PERCHE’ Pagina 9

piuttosto lunghi che per certi aspetti hanno creato alcuni disagi. Questa è stata un'esperienza da non dimenticare che rifaremo molto volentieri. E’ stata molto costruttiva sia per noi che per i bambini in quanto, imparare già da così piccoli a rispettare la natura, è sicuramente vantaggioso! Fabio Della Corte 3°B Agr.


IL Español… que pasiòn! PERCHE’

Numero 5

della

collega

estremamente

Pagina 10

piacevole.

L’anno

Montiroli e Sil-

prossimo c’è l’intenzione di conti-

via Rocco ester-

nuare il progetto, avviando il 2° li-

na.

vello del corso per il conseguimento

“Il corso non ha solo mirato

della certificazione DELE dell’Isti-

all’apprendimen-

vogliamo lasciare esprimere le belle

to

lingua

sensazioni che colleghi hanno vissu-

spagnola ma ha

to grazie a questo progetto diretta-

anche puntato a

mente dalle loro parole:

creare

vero

“Le ore trascorse ad apprendere lo

scambio tra due

spagnolo sono state piacevolissime.

diverse culture, in

Il corso sembrava lunghissimo e in-

realtà molto vici-

vece siamo arrivati all’ultimo incon-

ne l’una all’altra.

tro in un baleno. Grazie, Paola per

– queste le parole della prof.ssa

essere stata la nostra PROFESSO-

Tramontano. E ancora - “Ci siamo confrontati su tradizioni, feste,

RA, da Ana con una ENNE!”

è svolto da gennaio a marzo 2012 presso l’I.I.S. San Benedetto, è sta-

ricette, parlando sempre in lingua

to quello di lingua spagnola porta-

spagnola. L’approccio allo studio

“Il corso di spagnolo, svolto in questo Istituto il giovedì pomeriggio

to avanti dalla prof.ssa Paola Tra-

della lingua straniera è stato di-

dalle ore 14.30 alle ore 16.00, è stato

montano. Il progetto si è articola-

vertente

to in due corsi di 1° livello: uno per

Tutti hanno partecipa-

gli studenti e l’altro per i docenti.

to mettendoci la pro-

Molti sono stati i ragazzi che hanno

pria personalità e per-

partecipato, con passione e soddi-

ché no, anche le pro-

sfazione, ma gli alunni più divertiti

prie paure e passioni.

ed entusiasti sono stati in realtà il

La prof.ssa Anna Pa-

gruppo di professori del nostro Istituto che, assieme ad alcune perso-

cini ci ha coinvolto con autoironia, par-

ne esterne alla scuola, si sono dedi-

landoci della sua pau-

cati allo studio dello spagnolo con

ra

grande impegno e voglia di diver-

prof.ssa Lorenza Cai-

tirsi. Il gruppo docenti era composto dalle prof.sse M. Cristina

ro invece ci ha reso partecipi della sua

Montiroli, Lorenza Cairo, Anna

grande passione per il

Pacini,

ballo; la prof.ssa Piera Vertecchi ci ha introdotto allo studio dell’ar-

coinvolgente, leggero, accattivante e

Verdecchi, Elisa Ruscetta, Rita Tremonti, Simonetta Coccolu-

te attraverso confronti interessanti

sottolineato l’orario? Perché la sotto-

to, Di Gennaro Anna, Russo An-

tra arte spagnola e arte italiana”.

scritta terminava il proprio orario

namaria e il prof Antonio Glo-

La prof.ssa Tramontano ci ha spie-

di servizio proprio alle 14.30 e poi…

rioso, il “caballero” del corso! Ma

gato anche quale sia stato il suo

via biologia e vai con lo spagnolo!!!

c’era anche Anna Maria Deside-

approccio con i colleghi – “Mi sono sentita più amica che collega. L’at-

Sono stata brava?” prof.ssa Elisa

rio, figlia della sig.ra Teresa del Bar, Eleonora Angeloni, figlia

mosfera è sempre stata leggera ed

“Español…que

Un altro bellissimo progetto, che si

Loreta

Cardi,

Piera

di

e

della

un

tuto Cervantes”. Noi de Il Perché

prof.ssa Anna Pacini.

divertito.

volare;

la

quindi…piacevolissimo. Perché ho

Ruscetta. pasiòn!

Sono


IL

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PERCHE’ Pagina 11

un’insegnante di questo Istituto e quest’anno ho frequentato il corso di spagnolo. E’ stata un’esperienza molto interessante! Sono tornata indietro di molti anni, mi sono ritrovata sui banchi di scuola nel ruolo di una scolaretta alle prese con i compiti da svolgere e le lezioni da seguire! Il corso era frequentato soprattutto da colleghe, tutte entusiaste di imparare la lingua spagnola. La Professora è stata molto coinvolgente e ha suscitato in me interesse e partecipazione. Questo corso ha arricchito il mio bagaglio culturale e mi ha fatto capire che…non si finisce mai di imparare!!!” prof.ssa M. Cristina Montiroli. “Ola, ¿que tàl? Me gusta mucho bailar la musica espanola! Grande successo ha riscosso il corso di spagnolo a scuola. Per una volta a ruoli invertiti: gli alunni infatti erano insegnanti dell’Istituto che, con la guida

della

professoressa

Tramontano, si sono cimentati con le basi della lingua spagnola. Ognuno degli

alunni

entusiasmo occasione confrontarsi

a per e

ha

aderito

questa

conoscersi porre

le

con

iniziativa, meglio, basi

per

migliori rapporti interpersonali e di

conviene

di

spesso suscitavano battute e

lavoro. E la classe è stata decisamente

alunni, anche se non più adolescenti.

a

risate. Alla fine del corso le

omogenea, a volte turbolenta, come si

Molto stimolante l’approccio alla

alunne hanno organizzato un

lingua

e

pranzo al mare, trascorrendo

sudamericana, molto solare e

un paio d’ore in serenità e

divertente

pensando

e

qualsiasi

cultura

classe

spagnola ma

anche

già

al

corso

impegnativa, soprattutto nello

dell’anno prossimo, di livello

studio

più

delle

regole

avanzato”

prof.ssa

grammaticali e nei compiti a

Lorenza Cairo

casa… non sempre svolti però!

Non ci resta che salutare le

La

simpatiche colleghe con un bel

lezione

composta, spiegazioni

in oltre

classe che

teoriche

era dalle della

Professora, anche da letture e dialoghi tra gli alunni, che

Nos vemos en Septiembre!

IL

PERCHE’


IL

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PERCHE’ Pagina 12

EQUI E SOLIDALI 

Prima del denaro vengono le Persone Prima del profitto viene la Terra

Cosa c’è sul fondo di una tazzina di caffè? Cos’era la barretta di cioccolata prima di scrocchiare deliziosamente sotto i nostri denti?

Equo e Solidale e sono venuti in

ha coinvolto diversi istituti

contatto con la bellissima realtà

superiori di Latina, molti stu-

guendo a ritroso il tracciato dei

del Fairtrade mondiale.

denti si sono stretti intorno al

chicci di riso – come Pollicini al

Il commercio equo e solidale è una

contrario – arriviamo alle fonti di

forma di collaborazione commercia-

cibi e spezie esotici a cui siamo

le fondata sul dialogo, la traspa-

ormai abituati nella nostra ali-

renza e il rispetto, che cerca di

mentazione.

stabilire una maggiore giustizia

Per scoprire paesi lontani – l’In-

nel mercato internazionale. Contri-

Chi ha delicatamente ricoperto di sale le nostre noccioline? Se-

dia, la China, il sudamerica, l’africa subsahariana – dove la vita di tante persone si basa sulla coltivazione e il commercio di questi ingredienti e cibi, e dove la terra preziosa deve essere protetta da uno sfruttamento cieco e senza futuro. In una mattinata luminosa di maggio – precisamente lunedì 21 – tanti ragazzi delle classi quarte, insieme al 5F Chimico del nostro Istituto hanno incontrato in Aula Magna gli esperti del Commercio

buisce ad uno sviluppo sostenibile offrendo migliori condizioni commerciali ed assicurando i diritti dei produttori e dei lavoratori svantaggiati del Sud del Mondo. Le organizzazioni del commercio equo, an-

tavolo dei relatori per avere ulteriori

informazioni,

scoprendo

che anche a Latina- come ormai in tutta Italia e in tutte le città del mondo – c’è un negozio per i prodotti del Fairtrade: si chiama “Estacion Esperanza”, sta proprio in centro e ci si può passare anche solo per fare due chiacchiere con i volontari che si alternano al punto vendita, per saperne di più.

che con l’aiuto dei consumatori,

Prof.ssa Silvia

sono impegnate nel supporto ai

Elisabetta Pasquali Coluzzi

produttori e in campagne finalizzate a cambiare le regole e le pratiche del commercio tradizionale. Al termine della conferenza, promossa dall’associazione Rinascita Civile all’interno della rassegna culturale Lievito che


IL

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PERCHE’ Pagina 13

NO!! so alla salute. Il fumo contiene oltre 4000 sostanze chimiche delle quali almeno 60 sono sicuramente cancerogene. Chi è esposto tutti i giorni al fumo passivo aumenta la possibilità di contrarre tumori al polmone ed altre malattie

Immaginate di accendere la tivvù stasera e ascoltare al telegiornale delle 8 la notizia che un Jumbo Jet sia colato a picco in mare, senza lasciare superstiti: una notizia che farebbe sensazione! Bene, immaginate ora che questo accada ogni sera, ogni giorno dell’anno: è quanto succede col numero di persone che scompaiono a causa di morti causate dal FUMO. Quest'anno oltre 5 milioni di persone moriranno per attacco cardiaco, ictus, cancro, malattie ai polmoni o altre malattie legate al tabacco; 83.000 solo in Italia. Senza contare i danni da fumo passivo! Il fumo passivo è derivato dalla lenta combustione della sigaretta e

dal fumo espirato dal fumatore in presenza di un non fumatore il quale involontariamente, respira, inspira ed inala fumo che è danno-

Anche quest’anno si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Mondiale senza Tabacco, il 31 maggio. Al San Benedetto l’abbiamo celebrata a modo nostro, con qualche giorno di ritardo a causa di eventi concomitanti: precisamente martedì 5 giugno alcuni ragazzi del 4F Chimico si sono adoperati per attaccare in tutte le zone – anche esterne – della scuola i cartelli che invitavano ad astenersi dal fumo, preparati dal talentuoso Jonatan Fiondella del 5C Chimico. Subito dopo la ricreazione c’è stata una allegra raccolta cicche effettuata da alcuni docenti e studenti di buona volontà, muniti di guanti di lattice, ramazze e palette. Il messaggio era preciso: non vogliamo che le sigarette insozzino i nostri polmoni….ma neanche i nostri marciapiedi e piazzali! LA SCUOLA CI PIACE PULITA. Infine si è tenuto l’incontro in Aula Magna con le dottoresse della ASL esperte nel campo della prevenzione delle dipendenze – tabacco, alcol e droghe – che hanno relazionato sui dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità di

Roma e hanno anticipato i contenuti del progetto Unplugged contro le dipendenze che – ideato a livello europeo e sperimentato già da tre anni con successo in varie scuole della Regione Lazio, in collaborazione con Regione Lazio, Uffici Scolastici e ASL locali – verrà intrapreso dal prossimo anno scolastico anche qui al San Benedetto. Il messaggio fondamentale, arrivato forte e chiaro alle orecchie dei ragazzi: potenziare le proprie life skills, la propria “capacità di vive-

re” – comunicare, esprimere, creare relazioni, esternare, porsi obbiettivi, risolvere problemi - è un metodo davvero efficace per rafforzare il proprio carattere e non cadere vittime di sistemi di vita dannosi e miseri, che non ci aiutano davvero a raggiungere la felicità e la pienezza a cui ciascuno di noi per natura…ASPIRA! Prof.ssa Silvia Elisabetta Pasquali Coluzzi


IL Musica & Musical

PERCHE’

Numero 5

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rinunciare a questo progetto perché ci credo moltissimo. Quando sono lì a lavorare con i ragazzi, dimentico ogni difficoltà incontrata. Il Perché: Che tipo di rapporto si stabilisce tra lei e i suoi ragazzi del teatro? Prof.ssa Ricci: Tra me e gli studenti s’instaura un rapporto speciale che non è quello tra docente e alunno, diventiamo “coetanei” ed io mi diverto troppo con loro! E’ difficile spiegare a parole le emozioni che riusciamo a vivere insieme: compli-

Prof.ssa Romanini Ricci, referente progetto teatro Il Perché: Anche quest’anno lei si è occupata del Progetto Teatro. Potrebbe dirci qualcosa in merito? Prof.ssa Ricci: In origine il Progetto prevedeva la presenza del regista Furlan con il quale si era pensato a un certo tipo di spettacolo. Nella realtà, a causa del ritardo nell’avvio del progetto, abbiamo dovuto cambiare programma, mettendo in scena il musical “We will Rock you”, operando anche diversi tagli e adattamenti. Il Perché: Quali sono state le fasi di preparazione dello spettacolo? Prof.ssa Ricci: Il Musical è stato preparato in soli due mesi proprio perché è partito tutto in ritardo. I ragazzi hanno dimostrato però molta voglia di arrivare fino in fondo e grande

entusiasmo

nell’affrontare

cità, ansia, nervosismo, voglia di questa nuova sfida.

aiutarsi gli uni con gli altri…queste

Il Perché: Quali sono state le

e tante altre sono le nostre emozioni

maggiori difficoltà che lei ha in-

e i nostri stati d’animo.

contrato?

Il Perché: Lei pensa che il tea-

Prof.ssa Ricci: Grandi difficoltà ha

tro possa avere una ricaduta

creato avere sempre presenti tutti gli

positiva sul carattere di chi lo

attori: non è facile conciliare gli im-

pratica?

pegni di ognuno di noi. Altro proble-

Prof.ssa Ricci: Penso che il teatro,

ma è stata la poca disponibilità degli

vissuto all’interno della scuola, pos-

spazi perché il teatro, trovandosi

sa aiutare i ragazzi a trovare una

all’interno dell’Aula Magna, non era

loro forma di espressione, una loro

sempre libero per le prove.

collocazione all’interno della scuola,

Il Perché: Cosa la spinge, nono-

amandola anche di più. Fare teatro

stante

la

fatica e le difficoltà, a

portare

a v a n t i q u e s t o progetto? Prof.ssa Ricci:

Sa-

rebbe difficile

per

me


IL

Numero 5

PERCHE’ Pagina 15

Laboratorio musicale dà sicurezza e

contribui-

sce a far diventare

i

ragazzi

più

Intervista alla prof.ssa Raponi Fernanda, docente del progetto

padroni di se stessi,

delle

Il Perché: Qual è sta-

proprie emo-

to il bilancio del la-

zioni

boratorio musicale?

e

dell’ambien-

Prof.ssa

Raponi: Il

te che frequentano ogni giorno per tante

bilancio può definirsi molto positi-

ore. Anche a me fare teatro ha aiutato

vo considerando che è stato il pri-

molto il mio carattere certo, quando si

mo anno in cui è stato formalizza-

Il Perché: Quali sono i pro-

to un vero e proprio progetto di

getti futuri?

avvicina la data dello spettacolo,

può

capitare di sentirmi molto nervosa. Il Perché: Qual è il bilancio di que-

“Laboratorio musicale e strumentale” con un referente, docenti interni esperti per il laboratorio di

st’anno di attività teatrale e quali

pianoforte e un tecnico audio. Nu-

sono i suoi progetti per il futuro?

merose sono state le adesioni e

Prof.ssa Ricci: Il bilancio mi sembra

vivo è stato l’entusiasmo dei ra-

positivo e questo mi ha dato una forte

gazzi alcuni dei quali si sono particolarmente distinti per l’impegno e l’assiduità nella frequenza e partecipazione. Sono stati raggiunti gran parte degli obiettivi stabiliti soprattutto

l’arricchimento

dei

canali espressivi e comunicativi e lo sviluppo della creatività. Gli alunni hanno avuto ulteriori occasioni di sviluppo, valorizzazione e spinta a continuare, soprattutto alla luce delle difficoltà incontrate. Quest’anno abbiamo unito Laboratorio teatrale e

orientamento delle proprie potenzialità e una maggiore maturazione della coscienza di sè. Ancora possono migliorare nelle

Laboratorio musicale e il risultato è stato

conoscenze specifiche inerenti il

davvero bello. Per il prossimo anno vor-

linguaggio musicale nell’ambito

remmo continuare questo connubio con

della pratica strumentale e vocale.

un nuovo spettacolo ancora più coinvol-

Il momento finale di interazione

gente! Approfitto per ringraziare ancora tutti i ragazzi che hanno reso possibile tutto questo!

dei due laboratori (musicale e teatrale) è stato vissuto con entusiasmo da docenti e alunni in quanto ha maggiormente promosso la sicurezza individuale e i processi

Chiara Franceschetti

di integrazione sociali.

Prof.ssa Raponi: Spero che questo progetto continui in quanto momento formativo importante nella vita del giovane; spazio di aggregazione e socializzazione e ambito di approfondimento e arricchimento delle proprie competenze extracurriculari. Auspicherei la creazione di un’orchestra del San Benedetto e laddove non fosse possibile, di organici più ridotti per l’esibizione dal vivo che faccia da supporto al gruppo teatrale, nel musical e nei vari eventi nei quali il laboratorio avrà l’opportunità di esibirsi (Giornata Nazionale della Musica a scuola, bandi di concorso). In più spererei il coinvolgimento di docenti professionisti esperti nel proprio strumento di appartenenza e nella musica vocale. Chiara Franceschetti


IL

Numero 5

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Abbazia di Montecassino Un momento di reli-

storia ha subito alterne vicende di Ed è così che l’antico monastero

giosità e cultura

successive ricostruzioni. Nel 577 du- durante la seconda fase della

distruzione, saccheggi, terremoti e giunse fino al febbraio del 1944: rante l’invasione dei Longobardi, il battaglia di Monte Cassino, un monastero fu distrutto per bombardamento massiccio delle la prima volta e la comunità forze alleate, che vi sospettavadei monaci venne costretta a no erroneamente la presenza di rifugiarsi a Roma portando reparti tedeschi, lo distruggesse con sé le spoglie del Santo nuovamente. Il bombardamento fondatore.

cominciò la mattina del 15 feb-

Ricostruita intorno al 717 braio e ben 142 bombardieri pesotto l’impulso di Petronace santi e 114 bombardieri medi di Montecassino, l’abbazia rasero al suolo l'abbazia. venne distrutta una seconda La ricostruzione, iniziata subito volta dai Saraceni nel 883 e

dopo la fine della guerra, mirò a

riedificata per volere del ottenere una riproduzione esatta papa Agapito II solo nel 949. Per tut- delle architetture distrutte.

Lo

scorso 7 maggio 2012, alcune

classi dell’Istituto San Benedetto hanno partecipato alla visita d’istruzione p r e s s o l’Abbazia di

Monte-

cassino, celebre monastero benedettino del Lazio in provincia

di

Frosinone, nel comune di Cassino. La visita ha mirato ad approfondire alcune tematiche storiche inerenti al programma di studio. Attraverso le delucidazioni del prof. Ferruti, le spiegazioni della guida e i filmati osservati, abbiamo potuto approfondire la conoscenza dell’Abbazia. Fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia sul luogo di un’antica torre, essa è situata a 519 metri sul livello del mare. Nel corso della sua

to il Medioevo l’abbazia fu un centro vivissimo di cultura attraverso i suoi abati, le sue biblioteche, i suoi archivi, le scuole di scrittura e miniaturistica che aiutarono

a

conservare

molte opere appartenenti all’antichità. Nel 1349 l’Abbazia fu distrutta da un terremoto e nuovamente riedificata nel 1366. Nel

Papa Benedetto XVI si è reca-

corso del 1600 l’Abbazia assunse l’a- to in visita a Montecassino il 24 spetto tipico di un monumento baroc- maggio 2009, nel 65º anniversaco napoletano riconoscibile per le sue rio della distruzione dell'abbasgargianti decorazioni marmoree e di zia. Il Pontefice, che al momento stucchi.

della sua elezione sul trono di Pietro aveva scelto il proprio nome anche ispirandosi alla figura di san Benedetto da Norcia, ha pregato sulla tomba del Santo, ricordandone l'importanza nella formazione culturale europea. Michael Petrucci (5a A Agr.)


IL Personaggio del mese PERCHE’

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Nome Cognome:

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Filli Lucci

Professione: Insegnante Famiglia: 2 figli (un maschio e una femmina), Segni particolari: Classe e umanità

IL

PERCHE’

Qual è la sua materia di insegnamento?

IL

PERCHE’

Quali sono i suoi hobby nel tempo libero?

Prof.ssa Lucci: Io sono una docente di sostegno dal

Prof.ssa Lucci: Negli ultimi 2 anni mi sono dedica-

2000.

ta al ballo di gruppo! E’ molto divertente e mantiene Da quanti anni insegna?

in forma. A giugno faremo il nostro saggio. Altre mie

Prof.ssa Lucci: Insegno da 40 anni. All’inizio avevo un incarico su una cattedra di ipoacu-

passioni sono la fotografia e viaggiare. Ho viaggiato

sia, allora era l’unica nel territorio di Latina e dipen-

tina, Caraibi, Thailandia, Brasile… Il luogo più af-

deva dal 1° circolo.

fascinante è stato però Rio de Janeiro: è splendida la

IL

IL

PERCHE’

PERCHE’

molto e visto posti meravigliosi in Venezuela, Argen-

Quali sono le maggiori difficoltà che

città, il panorama dalla baia del Pan di Zucchero

lei ha incontrato nel corso della sua

lascia senza fiato e la gente è accogliente e sempre

carriera?

felice.

Prof.ssa Lucci: La difficoltà più grande è sempre stata quella di costruire un rapporto di fiducia con le fa-

IL

miglie dei ragazzi. Spesso molti genitori sono scoraggiati e hanno perso la speranza che i propri figli possa-

Prof.ssa Lucci: Lascio la scuola con un po’ di rammarico, perché so che potrei dare ancora tanto. Co-

no davvero integrarsi. Per lavorare bene con i ragazzi è

munque rimarrò a disposizione dell’Istituto e dei

dunque necessario riuscire a collaborare con le fami-

ragazzi. In questi anni infatti ho instaurato ottimi

glie e instaurare un rapporto di fiducia reciproca.

rapporti con diversi professionisti che hanno aiutato

IL

PERCHE’

PERCHE’

Con quale stato d’animo lei si appresta a lasciare la scuola?

Qual è il ricordo più bello nella sua

tanti nostri ragazzi. Vorrei ricordare in proposito la

carriera di insegnante?

dott.ssa Figini che è sempre stata un punto di riferi-

Prof.ssa Lucci: Nel corso della mia carriera ho avuto grandi soddisfazioni e gratificazioni. Di ricordi belli ce

mento per la scuola.

ne sono davvero tanti ed è difficile menzionarne uno

Il Perché vuole rivolgere un saluto speciale

solo. Sicuramente l’esperienza vissuta quest’anno con il

alla prof.ssa Lucci, ringraziandola dell’ammi-

Progetto “Unici e pari”, realizzato con il contributo

revole e non facile lavoro svolto in tanti anni

del Dipartimento per le Pari Opportunità e da

di carriera, sempre con classe, educazione e

Special Olympics a San Marino, è stata bellissima.

profonda umanità.

Ho condiviso grandi emozioni con i proff. Guarnieri, Ricci e Melfi, che erano con me a San Marino dove i nostri studenti hanno partecipato al Gioco del Calcio a 5 integrato, ottenendo il 3° posto.

IL

PERCHE’


IL 24. Festa di fine anno 2012 PERCHE’

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ma

I premiati


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IL

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IL

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PERCHE’ Pagina 20

Facce da copertina…?

Giada De Bellis Classe: 5° C - Chimico. Il Perché: Puoi descrivere in

Giada: Mi sono sempre fatta molti

dio. Il motivo principale per cui

poche parole il tuo carattere?

complessi, anche se ci tengo molto a

vengo a scuola è stare con i miei

Giada: Sono una ragazza molto

me, mi curo mangiando sano.

amici, anche perché durante questi

socievole, a volte lunatica, disponi-

Il Perché: Cosa pensi che piac-

anni si è creato un bellissimo rap-

bile e sincera.

cia ai ragazzi di te?

porto tra me e i ragazzi della mia

Il Perché Cosa ti piace fare nel

Giada: Credo soprattutto gli occhi,

classe.

tempo libero?

anche se penso che non ci sia qual-

Il Perché: Quali sono i valori

Giada: Le uniche cose che faccio

cosa di particolare che piaccia di

fondamentali della tua vita?

quando ho un po’ di tempo libero

me. Io comunque punto principal-

Giada: I valori fondamentali per

sono dormire (ride) e uscire con le

mente sul mio carattere.

me sono l’amicizia, la famiglia e

mie amiche.

Il Perché: Qual è il tuo rappor-

l’onestà tra le persone.

Il Perché: Ti piace il tuo aspetto

to con la scuola e lo studio?

fisico? Come ti curi?

Giada: Pessimo (ride), mi piace molto la scuola ma non amo lo stu-

Silvia Sessa, Marika Carnali


IL

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PERCHE’ Pagina 21

Facce da copertina…?

Michael Petrucci Classe: 5° A - Agrario Il Perché: Puoi descrivere in poche parole il tuo carattere?

Michael: Sì, mi piace il mio aspetto fisico, in particolare sono un

Michael: Sono un ragazzo generoso, molto sensibile, socievole e ami-

Michael: Meraviglioso. Gran parte del mio pomeriggio lo passo a

“maniaco dei capelli”. Mi curo mol-

studiare, anche perché credo che

to andando in palestra e mangian-

chevole con le persone.

un ragazzo debba avere un’ampia

do sano, infatti mangio molta car-

Il Perché Cosa ti piace fare nel

cultura personale, soprattutto per-

ne, pesce e uova, che fanno le mie

tempo libero?

ché ai giorni d’oggi è indispensa-

galline (ride!).

Michael: Mi piace molto leggere

bile, anche se so che la maggior

Il Perché: Cosa pensi che piac-

parte dei ragazzi non condivide il

cia alle ragazze di te?

mio pensiero.

prattutto i programmi di Barbara

Michael: Il mio punto di forza è la simpatia, le faccio ridere molto, so-

Il Perché: Quali sono i valori

D’Urso (ride!). Ho una grande pas-

prattutto col mio modo di essere “bislacco”. Punto molto anche sul

parte del mio tempo la passo stan-

Michael: La vita stessa, la fede, l’amore, l’amicizia e la famiglia,

mio sguardo…

do tra loro; mi piace anche molto

tutte cose per me molto importan-

Il Perché: Qual è il tuo rappor-

ti.

libri di letteratura, vado in piscina, in palestra, guardo molto la tv, so-

sione per gli animali, infatti gran

uscire e stare con i miei amici. Il Perché: Ti piace il tuo aspetto fisico? Come ti curi?

fondamentali della tua vita?

to con la scuola e lo studio? Silvia Sessa, Marika Carnali


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Consigli sulla sicurezza a scuola (II Parte) a cura dell’ing. Bruno Coppotelli

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Quali sono i principali pericoli presenti negli edifici scolastici? AFFOLLAMENTO: evita di correre, spingere i compagni, abbandonare zaini a terra nei passaggi, non gridare, non creare panico, non aprire improvvisamente le porte, non gettare carte o altri materiali a terra perché possono originare scivoloni pericolosi: usa gli appositi cestini. FINESTRE E SUPERFICI VETRATE: presta attenzione al tuo comportamento quando sei in prossimità di superfici vetrate, dalle finestre non gettare mai nulla e non sporgerti dai davanzali. SCALE: le scale possono rivelarsi un luogo particolarmente insidioso specie se percorse di corsa, non protenderti mai dalle ringhiere. Non sostare nei vani delle scale durante gli intervalli. ASCENSORI: sono riservati al personale scolastico e ai soli disabili accompagnati dal personale ausiliario. ARREDI E ATTREZZATURE: attenzione perché banchi, seggiole, termosifoni ecc. possono presentare spigoli vivi che risultano pericolosi se urtati violentemente. Ove siano presenti le tende oscuranti del tipo pesante ed i vasistas, fai particolare attenzione prestandone un uso corretto, se forzi i meccanismi e si staccano dal muro o dagli infissi ti possono colpire e ferire. Segnala immediatamente al tuo insegnante qualsiasi difetto o inconveniente. Ricorda che gli spintoni in prossimità degli attaccapanni pos-

sono causare ferite . POSTURA - SCOLIOSI: ti potrà sembrare più comodo stare seduto con la schiena piegata o ingobbita, ma per il bene della tua spina dorsale e per migliorare la concentrazione sforzati di stare con la schiena ben diritta e appoggiata allo schienale evitando di dondolarti sulla sedia. Continua…..

IL

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IL Scotti e bruciati

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Sorbetto al limone     

6 limoni grandi 200 g. di zucchero a velo 2 cucchiaini di limoncello 2 dl di panna fresca 1 albume

Procedimento Incidere la parte superiore dei limoni. Svuotare delicatamente l’interno, per non rompere la buccia si consiglia di avvolgere ogni singolo limone nella carta stagnola. Porre i limoni avvolti nella stagnola in frigo. Frullare l’interno dei limoni e filtrare il succo. In un pentolino, unire al succo di limone, lo zucchero e mescolare a fiamma bassa fino al completo scioglimento. Fare raffreddare il composto ottenuto, in un contenitore di metallo. Aggiungere il limoncello, amalgamare il tutto con l’albume battuto a neve (non montato). Porre la ciotola nel congelatore. Quando il composto comincia a congelare, mescolarlo delicatamente dal basso verso l’alto (circa ogni 30 minuti, per 4-5 ore) quindi

riporlo nel congelatore. Una volta congelato, rompere il composto e frullarlo un po’ alla volta. Per renderlo ancora più cremoso, aggiungere la panna fresca e congelare per altri 30 minuti. Riempire quindi i limoni e spolverare la parte superiore del sorbetto con buccia di limone. Per i più esigenti, si consiglia di aggiungere una spruzzata di prosecco! Origine del Sorbetto Pare che il sorbetto fosse già conosciuto in Cina nel VII secolo a.C. L'uso di assumere bevande ghiacciate profumate con la frutta passò dall'Estremo Oriente al Medio Oriente, come testimonia il termine sorbetto che deriverebbe dalla radice araba "sharba", ossia

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"bevanda fresca". Dall'Oriente il sorbetto arrivò poi in Sicilia e Spagna grazie ai crociati e pellegrini che vennero a conoscenza degli alimenti di quelle nuove culture. A tale proposito interessanti sono le testimonianze visibili nei monti della penisola sorrentina, nella quale si possono incontrare le ghicciaie o le “niviere”, buche scavate nel terreno, dove la neve aromatizzata con limoni o altri sciroppi di frutta, veniva prima adagiata, poi schiacciata ed infine ricoperta con felci e terra, per essere conservata al "freddo".

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Bavarese ai frutti di bosco frutti di bosco

(dose per 6 persone)

ancora surgelati

250 g. di yogurt bianco (gusto

e scaldarli fino a

fior di latte)

ottenere

250 g. di panna fresca da montare

50 g. di zucchero a velo

7 g di colla di pesce in fogli

Frutti di bosco surgelati

una

salsa. Prima di sformare la bavarese

dallo

stampo, immergerla fino a metà bordo per 5

Procedimento

secondi in acqua

In una ciotola d’acqua immergere i fogli di colla di pesce e lasciarli am-

montata delicatamente dal basso

morbidire. In un’altra ciotola mescolare lo yogurt e lo zucchero a

verso l’alto. Versare il contenuto in uno stampo da budino di 22 cm di

velo. Aggiungere la colla di pesce

diametro (oppure in coppette singo-

ben strizzata e sciolta in una terri-

le). Riporre il dolce in frigo per alme-

na di latte tiepido. Unire la panna

no 2 ore. In un pentolino sciogliere i

calda.

Quindi

rovesciare

lo

stampo e porre il dolce in un piatto da portata. Decorare la bavarese con i frutti di bosco e la salsa raffreddata. Prof.ssa Patrizia Gesini


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Numero 5

La vita: lo sai, non è un pacco ingombrante che viaggia dalla sala parto all’obitorio. Non è nemmeno una nave tranquilla che scivola da sola verso il porto della felicità. Su di essa, in ogni momento, siamo impegnati noi come timonieri, con la responsabilità di definire la rotta. A noi tocca decidere che esperienza fare dell’amore, come affrontare i giorni della solitudine, che senso dare ai nostri insuccessi, come investire le nostre qualità a favore della vita di tutti.

Darsi una regola di vita... Perché no? “Questa mi mancava. Dopo essermi sorbito lo spiedino di regole che mi hanno dato i miei, i prof e chiunque abbia incontrato ….. ecco, ora ci manca solo che mi dia da solo (?!?) un’altra regola da osservare”. Ok, ok, hai ragione. Il termine “regola”, in effetti, può creare un po’ di confusione. Fa pensare a oppressive leggi da osservare, a un andamento della vita rigido e ristrettivo. Ma quanto ti stiamo per presentare non è nulla del genere. Questa regola altro non è che l’impegno che ciascuno di noi prende con se stesso affinché la sua vita sia curata, coltivata, passo dopo passo, con amore e costanza. Dunque, la regola è semplicemente uno strumento che ci aiuta

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Quattro metafore per la regola Sogniamo che la regola scritta da te abbia queste caratteristiche: 

che la regola sia palestra, luogo, cioè, dove alleni il cuore, la mente e il corpo, e li rendi capaci di affrontare la vita; luogo dove perfezioni i tuoi talenti, rafforzi i tuoi valori, impari ad applicarli giorno per giorno;

che la regola sia cannocchiale, strumento per guardare vicino e lontano. La tua regola sia come la lente che ingrandisce, permettendoti di guardare bene dentro il tuo cuore; la tua regola sia come la lente che allontana, permettendoti di creare la giusta distanza da ciò che non conta davvero;

che la regola sia mattone, ovvero il mezzo attraverso il quale costruisci pian piano un progetto di vita fedele ai tuoi talenti, ai tuoi sentimenti, ai tuoi valori, ai tuoi sogni;

che la regola sia ponte, costruzione necessaria per andare incontro agli altri, per aprirti, conoscere, viaggiare. La regola di vita, se vissuta con fedeltà, è un ponte straordinario sia verso le frontiere dello spirito, sia per arrivare al cuore degli altri.

Rientra in te stesso. L’avventura di una vita non può che avere un unico punto di partenza: il tuo cuore. Nella frenesia di ogni giorno, cerca spazi e tempi di silenzio e di riflessione. Rientra dentro il tuo cuore, impara ad ascoltare te stesso. Ripòsati, sogna, progetta. Fermati e pensa alla tua vita, a quale tipo di persona stai diventando e vorresti diventare, a quali sono i tuoi desideri più profondi. Ogni giorno acquisterà gusto, non ti scorrerà via tra le mani. Il silenzio ti aiuterà a conoscere te stesso e a diventare una persona profonda, adulta.

PERCHE’

Giornalino Giugno 2012  

giornalino scolastico giugno 2012