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PERCHE’

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Marzo 2012

Corretta alimentazione...

O ANORESSIA E BULIMIA?

Scambi culturali pag. 8-9

P.S. Actinidiae Nuove strategie di lotta

pag. 19-20

I modelli di bellezza proposti oggi dalla società sono ormai molto chiari: ragazzi e ragazze bellissimi, in perfetta forma fisica e dall’aspetto sano e vitale. Bambine, adolescenti, spesso anche donne adulte si sentono inadeguate rispetto allo stereotipo di bellezza dettato dalla moda, dal cinema, dalla televisione. Questo porta loro a sentirsi perse e a cercare in tutti i modi di eguagliare quei modelli, a qualsiasi prezzo. Alcune... pag. 3

La collina segreta pag. 10-11

Essere donna...ormai cosa significa?! “Madre è l'altro nome di Dio, sulle labbra e nei cuori dei nostri figli”

[cit. di Eric Draven (Brandon Lee) dal film “Il corvo” di Alex Proyas] Quando si pensa alla donna, nella mente appare un'immagine precisa, nitida...una creatura complessa, emotiva, che ama curare la propria mente come il

Sede Itri Le trappole dei Social Network pag. 15-16-17

proprio corpo, forte e con la propria indipendenza. Ecco allora la figura di una madre, di una moglie, di una figlia, ecco allora una creatura quasi incrollabile, pur se fragile. Ma questo fino a che punto può rivelarsi vero?! Qual è l’effettivo valore che viene riconosciuto alla donna? Le risposte, in fin dei conti, non sono poi così lontane da noi...basta aprire gli occhi e guardare con più attenzione. Per prima cosa posiamo lo sguardo su una realtà vicina perché, è proprio quando le cose sono vicine, che sfuggono alla nostra attenzione. Abbiamo mai realmente... pag. 6


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Sommario: Anoressia e bulimia Essere donne ormai cosa significa - Telefono rosa Scambi culturali

3-4-5 6-7 8-9

La collina segreta.

10-11

Nostro compagno in Ecuador. Le tragedie del Novecento: II Incontro

13-14

Progetto “Birra”

14

Dalla sede di Itri

15

P.S. Actinidiae. Incontro di studio Sportivamente

19-20 21

Nella vecchia fattoria. Randagismo

24-25

Le note della nostra vita

26-27

Personaggio del mese.

28-29

“Il poliziotto un amico in più” “Il poliziotto un amico in più” è giunto quest’anno alla sua XII edizione. La Polizia di Stato, in collaborazione con il Miur e l’Unicef, ha indetto il concorso-progetto rivolto ai ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado, da quelle dell’infanzia a quelle superiori. La finalità del pro-

getto è quella di favorire nelle nuove generazioni lo sviluppo di una cultura della legalità, del rispetto dei diritti umani, della tolleranza, della solidarietà e dei valori in genere su cui si fonda la società civile. Anche quest’anno la Provincia di Latina ha sottoscritto il concorso che, lunedì 5 marzo alle 10.30, è stato presentato ufficialmente ai ragazzi dell’Istituto “San Benedetto” di Borgo Piave grazie all’intermediazione della Delegata alle Pari Opportunità della Provincia di Latina, Filomena Sisca. Erano presenti il Questore di Latina, Alberto Intini, il Provveditore agli Studi di Latina, Maria Rita Calvosa, il Dirigente Scolastico Prof.re Ing. Nicola Di Battista. I ragazzi del San Benedetto hanno dimostrato grande interesse e partecipazione nei riguardi del tema proposto. Sebbene i toni siano stati talora troppo “accesi” e il dibattito abbia conosciuto anche momenti di tensione, gli studenti hanno dato prova di avere le idee chiare circa l’esigenza e il diritto di vivere in una città più sicura per tutti. Tutto ciò è risultato perfettamente in linea con il senso più profondo del concorso presentato, dal titolo “Tutti liberi, nessuno escluso nel rispetto delle regole” che si pone appunto come obiettivo principale quello di far sviluppare nei giovani una cultura della legalità, del rispetto dell’altro e delle norme che sono alla base del vivere civile.

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Scorrano Daniele

PRIMO certificato ECDL Core (Patente Europea Computer)

I.I.S. “San Benedetto”

In data 10 marzo 2012 il nostro studente Scorrano Daniele della classe 5°A Chim., al termine di un percorso di studi che lo ha portato al superamento dei 7 esami previsti per il conseguimento del certificato ECDL: 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7)

Concetti di Base dell’informatica Gestione file e Cartelle e S.O. Elaborazione testi Fogli elettronici Data-base Strumenti di presentazione Internet e reti

ha ricevuto dalle mani dei responsabili del “Test Center LN_0__651” prof.re C. Cappelletto e prof.ssa P. Tramontano la meritata “Patente”. A Lui va l’auspicio di un proficuo uso del titolo, da parte del Dirigente Scolastico dell’I.I.S. “San Benedetto”, Ing. Prof. Nicola Di Battista. Prof. Claudio Cappelletto Intervista a Daniele Perché hai partecipato al corso della patente europea (ECDL)? Ho deciso di partecipare al corso ECDL perché questo diploma è un attestato molto importante. Perché ritieni questo diploma importante? Perché mi dà la possibilità di avere più opportunità lavorative nel futuro e anche nello studio universitario. E’ stato difficile raggiungere il traguardo? Non particolarmente, per un appassionato di informatica come me, i primi esami sono stati più semplici, mentre gli ultimi più complicati. PERCHE’

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Anoressia - Bulimia

Più magra di così… si muore! … si fermano, per fortuna, una volta raggiunto il peso desiderato. Ma per altre, la dieta può costituire una porta d’ingresso verso una malattia complessa che colpisce circa lo 0,3% della popolazione tra i 12 e i 15 anni e, nel 95% dei casi, riguarda il sesso femminile: l’anoressia. Il termine anoressia deriva dal greco ανορεξία che, in filosofia, indica l’“assenza di desiderio”, in seguito il termine e il suo sinonimo latino, innappetentia, furono usati Nell’anoressia nervosa in genere in senso fisico per indicare una sen- non è possibile parlare di sintomi, sazione di disgusto per il cibo o co- ci sono però alcuni segnali e communque la mancanza di appetito. E portamenti che devono mettere in in effetti molte persone credono che allarme le famiglie: una perdita di l’anoressia sia solo una tendenza peso rilevante associata alla paualla magrezza, un problema passeg- ra di ingrassare anche quando gero tipico delle adolescenti che non non si è grassi, il rifiuto ostinato mangiano perché non vogliono in- del cibo, il pesare ossessivamente grassare. In realtà l’anoressia ner- gli alimenti, il pesarsi in continuazione...beh, vosa si trasforma in una vera e pro- Anche la scuola può ave- sono tutti segnali importanti. La pria malattia psicologica con conse- re un ruolo importante difficoltà maggioguenze fisiche anche nella prevenzione del pro- re può essere quella di riconomolto gravi. Può por- blema dell’anoressia. scere la malattia tare a uno stato di al principio. Se denutrizione generale tale da metun ragazzo o una ragazza (in getere in pericolo la vita stessa . Ma di chi è la colpa? Secondo molti nere tra i 13 e i 16 anni) smette di studi effettuati in proposito alla mangiare a tavola con i familiari base del problema ci sarebbe il disa- oppure, dopo mangiato, si rinchiugio proprio dell’adolescenza, un pe- de nel bagno e frequenta palestre, riodo delicato nel quale soprattutto piscine o campi sportivi in modo le ragazze tendono a non apprezzar- ossessivo, si deve sempre sospetsi per come sono e desiderano un tare la presenza del disturbo. corpo perfetto, magro e secondo loro Se chi soffre di anoressia è esortato o obbligato a mangiare in genepiù bello. Molti invece attribuiscono la re- re si auto induce il vomito subito sponsabilità al mondo della moda dopo il pasto. In tal modo, ai danche ha fatto della magrezza un ca- ni causati dalla malnutrizione, si none di bellezza e che sfoggia in aggiungono lesioni all’esofago, il passerella donne stecchino, fanta- canale che collega stomaco e bocca smi di se stesse che sfilano senza e allo smalto dei denti dovute all’acidità del contenuto gastrico più quasi un’identità.

rigettato. I lunghi digiuni causano poi gravi problemi alle funzionalità renale e cardiaca, disturbi al sistema endocrino (ormonale), osteoporosi e fragilità ossea, con fratture spontanee, o alterazioni dermatologiche. Ma l’anoressia si può curare? La soluzione alla malattia è ardua e complessa. Essa è spesso un grido d’aiuto da parte di ragazzi e ragazze che vivono situazioni familiari difficili, dove i genitori non sono molto attenti alle esigenze dei figli. E’ quindi necessario che la persona malata venga affidata a un’equipe di specialisti che possano trattare sia l’aspetto psicologico che fisico del disturbo in collaborazione con il medico di famiglia. Anche la scuola può avere un ruolo importante nella prevenzione del problema dell’anoressia. Sarebbe utile fare percorsi di educazione alimentare al fine di far comprendere ai ragazzi l’importanza di una giusta alimentazione che insegni loro a mangiare in modo sano e corretto. Non è la bilancia la nemica da combattere, ma è la testa che deve essere aiutata. Per il malato, l’importante è capire che il suo atteggiamento è pericoloso per la sua stessa vita. L’anoressia è un gioco mortale il cui esito può essere fatale. Il percorso per uscire dal tunnel è faticoso e possono esserci anche delle ricadute, ma se ne può venire fuori, ritrovando l’amore per se stessi e la voglia di vivere. Silvia Sessa


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Alimentazione Intervista alla dietologa dott.ssa

Paola D’Arpino Come si stabilisce IL un giusto apporto PERCHE’

calorico giornaliero in una persona? Dott.ssa: L’apporto calorico è determinato innanzitutto dai principi nutritivi (prot, lip, gluc) e varia da persona a persona in base al sesso, all’altezza, all’età alla costituzione ossea e all’attività fisica praticata.

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Quale dovrebbe essere il giusto apporto calorico per un adolescente? PERCHE’

Dott.ssa: L’apporto calorico giusto per un adolescente, che garantisca anche un buon funzionamento dell’organismo, è di circa 2800 kcal. così ripartite: 15% prot, 30% lip, 55% gluc.

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Quali danni può provocare un’alimentazione non equilibrata dal punto di vista nutrizionale? PERCHE’

Dott.ssa: Studi scientifici confermano che una corretta alimentazione possa prevenire le malattie e, oserei dire, in alcuni casi possa addirittura curarle. Le malattie più conosciute, legate alla cattiva nutrizione, sono: anemia, diabete mellito, pellagra, obesità, anoressia, bulimia, ipertensione...

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Qual è la differenza del fabbisogno calorico tra un ragazzo e una ragazza? PERCHE’

Dott.ssa: Come dicevo prima, il fabbisogno calorico varia da persona a persona. Per determinarlo ci sono tabelle che tengono conto del sesso, dell’altezza, del peso, dell’età, dell’attività fisica praticata. Nei ragazzi il fabbisogno calorico è comunque leggermente superiore rispetto alle ragazze, questo perché i primi hanno un metabolismo basale più alto.

Le è mai capitato di trattare pazienti anoressici o bulimici?

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PERCHE’

Dott.ssa: Purtroppo sì, il pomeriggio lavoro in un centro di riabilitazione nutrizionale insieme allo psicologo. Qui trattiamo pazienti che soffrono di disturbi alimentari come l’anoressia, la bulimia, le abbuffate compulsive.

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In che modo si procede con questi pazienti? PERCHE’

Dott.ssa: Tali disturbi non si curano solo con l’alimentazione ma c’è bisogno di un supporto psicologico adeguato in quanto, nella maggior parte dei casi, l’origine è di natura psicologica. Il lavoro su questi pazienti è comunque molto lungo e complesso. I paPERCHE’ zienti che escono dal tunnel di tali malattie sono recuperati del tutto?

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Calcolo dell'BMI o IMC  Peso (KG)  Altezza  Normale IMC  Sovrappeso  Obesità  (cm)  20‐25  IMC 25‐30  IMC>30 

145  148 

43‐53  44‐55 

53‐63  55‐66 

>63  >66 

56‐68  58‐69  59‐71  61‐73  62‐75 

>68  >69  >71  >73  >75 

64‐77  66‐79  67‐81  69‐83  71‐85 

>77  >79  >81  >83  >85 

72‐87  74‐89  76‐91  77‐93  79‐95 

>87  >89  >91  >93  >95 

81‐97  83‐99  85‐102  86‐104  88‐106 

>97  >99  >102  >104  >106 

   150  152  154  156  158 

45‐56  46‐58  47‐59  49‐61  50‐62    

160  162  164  166  168 

51‐64  53‐66  54‐67  55‐69  57‐71    

170  172  174  176  178 

58‐72  59‐74  61‐76  62‐77  63‐79    

180  182  184  186  188 

65‐81  67‐83  68‐85  69‐86  70‐88    

Dott.ssa: In realtà per 190  72‐90  90‐108  >108  alcuni di loro il rischio di ricadute è possibile, 192  73‐92  92‐111  >111  perché quasi sempre i IMC= INDICE DI MASSA CORPOREA  disturbi alimentari sono legati all’ambiente che li BMI= ingl. BODY MASS INDEX  circonda. Girolamo Parisi (3°F Chim.) L'indice di massa corporea (abbreviato IMC o BMI, dall'inglese body mass index) è un dato biometrico, espresso come rapporto tra peso e altezza di un individuo ed è utilizzato come un indicatore dello stato di peso forma. Operativamente l'indice di massa corporea si calcola come il rapporto del peso, espresso in chilogrammi e il quadrato dell'altezza, espressa in metri. Esempio: Altezza 1,70 m; massa 68 kg:


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Alimentazione

Frutta e verdura? Meglio i cibi spazzatura!!! Secondo dati Istat sempre meno giovani includono frutta e verdura nella loro alimentazione. Tra i bambini la percentuale è addirittura del 25% e la vendita di frutti e ortaggi è calata del 20% negli ultimi cinque anni. Se ciò fosse dovuto ad un aumento dell’auto-produzione, potremmo parlare di una buona notizia. Ma purtroppo i motivi sono del tutto differenti. Tutto questo si scontra con il tentativo, più o meno efficace fatto dalle Istituzioni, di aumentare la sensibilizzazione dei giovani ad un corretto comportamento civico, rispettoso sia dell'ambiente che delle tradizioni alimentari italiane. Sì, perché oltre ai discorsi riguardanti la salute, c’è da considerare anche l’abbandono massiccio della dieta mediterranea e di molte tradizioni culinarie nostrane da parte degli adolescenti, i quali si stanno orientando sempre più spesso verso i cosiddetti “junk food”, “cibi spazzatura”, apFonte: http://www.terranauta.it punto.

LE NOSTRE MERENDE AL BAR

"M&M's"

1,1% 1,1% 1,8%

"Chupa Chups" Coca Cola

3,7%

Acqua

4,8% 18,3% 5,9%

Biglietto mensa Crocchette

1,1% 1,1%

"Croccantelle" 9,2%

"Twix"

1,5%

"Kinder Bueno"

4,4% 10,3%

Gomme

7%

Cornetto

2,6% 2,6%

Patatine fritte

0,7% 1,5% 1,8%

Tramezzino Pizza bianca (+ ripieno) 2,9%

Pizza rossa

0,7%

Panino crudo e mozz.

4,4% 11,7%

Panino tonno e pom. Panino salame

0%

2%

4%

6%

8%

10% PERCENTUALE

12%

14%

16%

18%

20%

Panino prosc. Cotto


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Essere donna...ormai cosa significa?! tale, quella società che vanta equità tra uomo e donna, “pari diritti tra i sessi''. Ma cosa accade in altre parti del mondo, dove le donne ancora rivendicano il diritto alla vita? Avete mai pensato a cosa significhi nascere qualche paese più in là? Verso l'Africa, il Medio Oriente, il Giappone?! osservato come la società occidentale trasmetta l’immagine femminile e quali siano i messaggi che ne derivano? Soffermiamoci un po’ ad osservare: spot di automobili, moto, cellulari, profumi, gioielli, abbigliamento, arredamento, operatori telefonici, cosmetici, prodotti

Essere africana vuol dire molte cose, forse anche troppe... Le donne africane

 non lavorano però raccolgono la legna  non lavorano però vanno a prendere l'acqua

 non lavorano ma lavano vestiti e utensili

dimagranti, centri estetici… Tutti prodotti diversi con un'unica cosa in comu-

 non lavorano ma cucinano tutti i pa-

ne: l'uso di donne, nude o seminude, per promuovere una merce e che inevitabil-

 non lavorano ma si occupano di be-

mente trasforma in merce anche l’immagine femminile. La donna bella e

 non lavorano ma mungono gli anima-

sti stiame e bambini

seducente, usata in televisione, fa au-

li.

mentare l'audience dei programmi, usata nelle pubblicità, fa aumentare il fatturato delle aziende. Questa strumentalizzazione e mercificazione della donna

 non

ha contribuito a creare uno stereotipo femminile molto negativo: l’immagine di donna oggetto che attira su di sé sguardi spesso maliziosi e fa guadagnare montagne di soldi a chi investe su questo tipo di merce. Tutto ciò svaluta quello che realmente è una donna e ciò che ogni essere femminile ha da offrire oltre ad un abbondante decolté. Purtroppo questa situazione, che costituisce una costante umiliazione per il mondo femminile, viene accettata di buon grado spesso proprio dalle donne. Molte di loro si fanno fotografare nude, in pose erotiche per esser poste su cartelloni pubblicitari o calendari. Esse non fanno altro che svalutare la propria intelligenza, abbassandosi ad esempio al ruolo di vallette in programmi che non fanno altro che deriderle e sminuirle. Questa è la frustante situazione che colpisce le donne nella società occiden-

vestiti e intrecciano capelli ai guerrieri

 non

vorano ma tessono

la-

lavo-

rano ma si

deve coprire interamente, nemmeno un lembo di pelle deve essere visibile. Non possono uscire da sole, comprare nulla, studiare, né leggere o fare qualcosa che potrebbe interessarle. Finché sono in famiglia, devono ascoltare il padre o il fratello, successivamente sono affidate alle “amorevoli” cure di un marito scelto dai genitori. In quei paesi le vite delle donne sono in mano agli uomini, loro hanno potere di vita e di morte sulle loro mogli e figlie, soltanto perché sono donne. I padri ripetono continuamente alle loro figlie “preferirei avere una capra che una figlia”, le madri uccidono le bambine appena nate per evitar loro troppe sofferenze in una vita così ingiusta. Questa è vita? Avete mai pensato che quella di nascere in un paese piuttosto che un altro è solo un fatto di fortuna?

Purtroppo questa

situazione, che costituisce una costante umiliazione per il mondo femminile, viene accettata di buon grado spesso proprio dalle donne.

occupano della preparazione dei letti.

E quando un uomo si sposa, sono le donne del villaggio a costruire la casa coniugale, però non lavorano. Sono le donne a subire pratiche orribili, come l'infibulazione: l'asportazione di una parte dell'apparato genitale femminile, praticata alle bambine al raggiungimento di circa 9 anni di età. In Africa sono le donne a morire, a lavorare per i propri familiari, a mangiare da sole e lontano dagli uomini che festeggiano, ma è così perché sono donne. In alcuni paesi musulmani, tutti i “privilegi” concessi alle donne africane sono solo un lontanissimo sogno. Costrette ad indossare un velo che le

Sul nostro pianeta è pieno di culture e civiltà distinte, ognuna con le propri abitudini e credenze. Ma temo che il ''non rispetto” della donna sia qualcosa che

le accomuna tutte, dalla prima all'ultima. Io potrei parlarvi di tante donne, occidentali, islamiche, giapponesi, africane, cinesi, coreane, indiane...delle loro vite e delle loro sofferenze. Ma ho deciso di dar soltanto un assaggio di ciò che è la realtà dell’universo donna, sperando di aver aperto gli occhi almeno a uno di voi…lettori e lettrici. Valeria Acquarelli


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Telefono rosa: convegno sulla violenza contro donne In data 13 marzo 2012, presso l’Istituto San Benedetto di Borgo Piave, si è tenuto il convegno-dibattito sulle storie delle più grandi donne del panorama italiano dal 1861 ad oggi, tenuto dall’Associazione Nazionale Volontarie Telefono Rosa e organizzato dalla Delegata provinciale Pari Opportunità, Filomena Sisca.

nazionale raccontati attraverso le biografie delle protagoniste della politica, della cultura, della scienza, dell’economia e dello sport”. Questo libro è il risultato della gratuita collaborazione di rinomate giornaliste e scrittrici italiane con il fine unico di raccogliere le storie di alcune grandi donne che hanno contribuito allo sviluppo dell’Unità d’Italia.

L’incontro con i ragazzi è stato Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, l’occasione i capelli diventano bianchi, per discui giorni si trasformano in anni. tere, anche animataPerò ciò che è importante non cambia; mente, su la tua forza e la tua convinzione non hanno età. temi imIl tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno. portanti Dietro ogni linea di arrivo c'è una linea di partenza. quali il rispetto della Dietro ogni successo c’è un`altra delusione. donna coFino a quando sei viva, sentiti viva. me di ogni Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo. essere viNon vivere di foto ingiallite... vente, la violenza e insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni. l’impronta Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te. Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto. e d u c a t i v a che dà, anQuando a causa degli anni che a chi vi non potrai correre, cammina veloce. assiste solo passivaQuando non potrai camminare veloce, cammina. mente, lo Quando non potrai camminare, usa il bastone. sfruttaPerò non trattenerti mai! m e n t o Madre Teresa di Calcutta dell’immagine femminile e del nudo nel pubblicizzare In occasione dei 150 anni dell’Unità qualsiasi genere di prodotto d’Italia l’associa(dall’intimo maschile, al cibo, zione Telefono alle auto). Ciò offende prima di Rosa –che da 23 tutto l’intelligenza e la capacità anni opera a favodi giudizio di chi acquista, oltre re delle vittime di che dare dell’immagine femminiogni tipo di violenle un’idea completamente falsaza– ha curato la ta. Ma la donna deve essere ripubblicazione (che spettata anche e soprattutto riporta il logo del all’interno della famiglia, spesso 150° anniversario covo delle più gravi e meschine dell’Unità d’Italia violenze ai danni delle donne. La concesso dalla prima educazione è quella che si Presidenza del riceve in casa, i bambini, futuri Consiglio dei Ministri) del volume “Le uomini, vanno educati al rispetto Italiane – Dal Risorgimento ai nostri per preparali ad affrontare nel migiorni, centocinquanta anni di storia

Dedicato alle donne

gliore dei modi il mondo, anche quello femminile. «La donna è sempre stata –ha detto la presidente nazionale dell’Associazione Telefono Rosa, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli– e ancora è da molti considerata una proprietà. Dall’inizio dell’anno fino al 7 marzo ben 37 donne italiane sono state uccise dai loro mariti, compagni, fidanzati, figli. Una donna ogni due giorni ha perso la vita per la violenza di uomini che forse hanno imparato questo da piccoli, concepire la donna come un oggetto che se non si comporta come piace all’uomo può essere “violata, picchiata, uccisa”». Matilde Serao, Grazie Deledda, Maria Montessori, Luisa Spagnoli, Nilde Iotti, Rita Levi Montalcini, Fiorella Kostoris e molte altre biografie di donne straordinarie che hanno cambiato la storia d’Italia sono state oggetto dello studio riportato nel libro presentato alle scuole. «Questo incontro rappresenta un’occasione di riflessione e approfondimento per gli studenti su ciò che ha significato la nascita della nostra Nazione, un bene che va tutelato, protetto e salvaguardato da chiunque voglia distruggerlo. È doveroso per la scuola italiana, oggi più che mai, far capire quanto sia importante conoscere la storia dell’Unità d’Italia, una storia fatta anche di figure femminili che hanno contribuito dal 1861 ad oggi alla sua crescita» Delegata provinciale Pari Opportunità. Prof.ssa Filomena Sisca.


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Scambi Culturali

Diverse culture, uguale

Docenti commissione Visite: C. Danieli, R.  D’Agostini, L. Armandi, G. Ferruti, P. Ricci 

“Sentire”

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Intervista alla prof.ssa Livia Armandi Sappiamo che da tanti anni lei si occupa, con altri colleghi, del Progetto Scambi culturali. Può spiegarci com’è nato? Il Progetto “Scambi culturali” nacque all’epoca del preside Mario Siciliano, nel 1990, quando avvenne l’incontro tra quest’ultimo e i presidi delle scuole della Repubblica Ceca e dell’Ungheria. Negli anni precedenti, questi due paesi appartenevano al blocco sovietico, subendo a loro volta il sistema totalitario, e fu proprio l’Ungheria uno dei primi paesi dove iniziò il crollo della dittatura comunista. Di seguito, nel 1989, ci fu il crollo del muro di Berlino che portò a un cambio radicale sotto tutti gli aspetti di questi due paesi. Proprio Il progetto è nato e continua non solo grazie a chi partecipa, ma a n c h e grazie all’organizzazione di un gruppo di professori che lavorano efficientemente e che ormai sono diventati come una grande famiglia di cui fanno parte anche i professori delle scuole straniere. Quali sono le fiPERCHE’ nalità del progetto? La finalità di questo progetto è quella di far conoscere realtà simili ma al tempo stesso diverse tra di loro. Simili perché le classi con cui si viene a contatto sono, come quelle del nostro Istituto, di indi-

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sono accorciati i periodi di durata dell’esperienza: prima gli scambi duravano 12 giorni, ora solo 10. Quale ritiene PERCHE’ che sia la ricaduta didattica del Progetto Scambi culturali sui nostri studenti? La ricaduta didattica di questi progetti è trasversale, i ragazzi sono molto interessati a quest’esperienza da cui si sentono notevolmente coinvolti, si viene a conoscenza del fatto che le impostazioni delle scuole sono simili, vedono che comunque la scuola non è un luogo settoriale, andando lì non solo si impara un quadro generale, ma soprattutto si imparano le eccellenze di quei paesi. C’è un’occasione PERCHE’ legata alle sue visite che lei ricorda con particolare affetto e piacere? Sono particolarmente legata a quei paesi, che ormai posso dire di conoscere quasi a memoria. Inoltre proprio in Ungheria ho scritto la mia tesi e mi sono laureata. Ma la cosa che porto sempre nel cuore è il legame con il preside Bèla. E’ un forte legame d’affetto a cui tengo molto e che non dimenticherò mai. Non solo, si è creato anche con i docenti un forte rapporto, fondato sul dialogo e sullo scambio di consigli, facendoci spesso scoprire che molte loro soluzioni si adattano anche ai nostri problemi e viceversa.

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rizzo agrario, questo consente di scoprire le differenze tra il loro modo di vivere la scuola e il nostro. Il contatto tra culture diverse permette ai ragazzi anche di conoscere i vari aspetti della vita di un popolo e i diversi modi in cui essa viene vissuta. Un’altra finalità è quella di far percepire ai ragazzi la diversità come valore, come una ricchezza, come una possibilità di scoprire nuovi mondi e nuovi posti. PERCHE’ Nota somiglianze o differenze tra il concetto di scuola italiano e quello straniero? Le differenze erano molto più evidenti durante i primi anni del progetto, poiché quei paesi in quel periodo si trovavano in un sistema molto diverso dal nostro ma ora, essendo la Repubblica Ceca e l’Ungheria entrate a far parte della Comunità Europea, i percorsi scolastici stanno diventando sempre più simili. PERCHE’ Q u a l i modifiche e perfezionamenti ha subito il Progetto in questi anni? Le modifiche del progetto, durante questi anni, hanno riguardato i dirigenti e quindi vengono dettate da quest’ultimi, ogni qualvolta che loro cambiano. Ad esempio si

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Daniela Fiorentini, Andrea Lusuardi


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Scambi Culturali: corrispondenza

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dalla Rep. Ceca

INCREDIBLE ITALY I was thinking about a special story I could write to you. But I’ve realized that the whole of my Italian experience has been amazing. Nonetheless… there are specific moments which are still on my mind. The school grounds were unbelievable! I LOVED THEM! You know… seeing a big farm, a beautiful vineyard and all that ..... as a future farmer, it’s nice to acknowledge that working hard can be worthwhile and rewarding. The second moment.... a day with Italian students, of course! ;) First, we introduced ourselves and went sightseeing by car. The dad of one of the Italian boys gave us a lift and said something about Latina’s skyscraper, streets, cafés and places where people normally like to gather. Then we went to the shopping center and thought for a long time “Shall we buy something?” Finally... we actually didn’t buy anything. Then we visited a big park, quite close to our hotel, where we spent a long time. We walked about it, our Italian friends gave us some information, we took beautiful photos and sunbathed for a while. Then lunch time started. We went to one boy’s house and his

mum prepared a delicious menu for us. First, we had cutlets with chips, which everybody liked. But then we had a lasagna. Wow! How was it? Utterly delicious! I’ve never eaten anything like this. And we finished lunch with a chocolate cake. We felt we had to show her our gratitude and when we finished our thankyou speech, she was really happy. After this, we went to the city centre, where our Italian friends showed us a balcony, from which Mussolini used to appear and address important speeches to the people. In no time we were back to

ing forward to buying the school homemade cheese. But we never expected that we could actually witness the production of mozzarella cheese! I’d never seen that before. The workers who were there explained us about every step of its making, from the raw material to product marketing. And at the end we could taste freshly made mozzarella. I think that was really interesting and I’m sure that nobody will ever forget that. So..... these moments were my favorite ones. I’m really thankful for this experience, because not everybody can know such aspects of Latina’s school and local life. Millinka INCREDIBILE ITALIA

school for our dinner. We said goodbye to each other and this was the end of the day. Fantastic day, aren’t I right? And what about the third important event I remember? Visiting the college premises. We were look-

Questa studentessa in visita al “San Benedetto” ricorda in particolare 3 momenti della sua piacevole vacanza in Italia: la visita di Latina e dintorni fatta insieme ai ragazzi italiani, il pranzo a casa della mamma di uno dei nostri alunni (le lasagne hanno come al solito spopolato!) e la visita dell’Istituto con la fattoria, la vigna, le strutture agrarie…e soprattutto il caseificio, dove oltre ad assistere alla produzione della mozzarella locale, lui e i suoi amici hanno potuto gustare la mozzarella appena fatta.


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La collina “segreta” Un’area vicina a noi

un’altezza complessiva di sei metri

quasi incontaminata

e una pendenza del

riali

25,5 %; dati impor-

hanno permes-

tanti, ricavati gra-

so il campiona-

zie

mento

all’utilizzo

ma, grazie all’utilizzo di mate-

di

sionali e sofisticati,

toli di vetro.

come la “stazione

Importante

agrimensoria com-

stato, in que-

pleta” e gps.

sto saper

Sembra impossibile, vista la

tecnici, le classi hanno operato in

vicinanza con un’arteria strada-

modo accurato, rispettando l’am-

le di grande traffico come la

biente e cercando soprattutto di non

to che presenti una cosìarticolata avifauna ed essenze forestali che hanno creato un proprio mini-ecosistema. classi

dell’indirizzo

po aver conosciuto le misure reali dell’ecosistema, si può ricavarne la scala ed eseguirne una rappresentazione grafica su carta, essendo prenel

rap-

te le misure. Nell’esecuzio-

A partire dal mese di ottobre, alcune

infastidire la fauna circostante. Do-

cisi

agrario

agroambientale dell’Istituto “San Benedetto” di Latina, sono state impegnate nella realizzazione di

portare tut-

gruppo, ricono-

di vista ecologico la valenza di ogni singolo insetto nel suo habitat e anche saper individuare le caratteristiche

principali

di

ognuno di essi. Il quarto ed ultimo gruppo si è infine occupato del prelievo e dell’analisi del terreno. In questo caso invece è stato importante effettuare, sui campioni pre-

Facendo uso di materiali e levati, specifi-

strumenti tecnici, le classi hanno operato in modo accurato, stato necessario rispettando l’ambiente e cercanche ogni classe si do soprattutto di non infastididividesse in re la fauna circostante. ne del progetto è

quattro

è

scere dal punto

teriali e strumenti

margini dell’azienda dell'istitu-

all’in-

terno di barat-

Facendo uso di ma-

nostra scuola, esista un’area ai

ne

profes-

strumenti

Pontina che, a pochi passi dalla

che

gruppi

ci test: tessitura, ph del

terreno, granulometria, calcare, stratificazione

un progetto scolastico, riguardante

diversi, ognuno dei quali aveva

l’analisi di un ecosistema; le classi

del terreno in acqua, ph, azoto,

compiti e finalità differenti. Un pri-

coinvolte sono state la 3°B e 3°A,

fosforo e potassio (facendo uso

mo gruppo si è occupato della rap-

guidate dal prof.re Claudio Cap-

del kit Hanna). Con i dati otte-

presentazione dell’area su carta,

pelletto. L’Area presa in esame

nuti si è proceduto a schematiz-

raffigurandola in maniera molto

per il progetto è la collinetta facen-

zare il tutto in tabelle.

dettagliata e da più di un’angolazio-

te parte dell’azienda agraria dell’I-

ne. Un secondo gruppo della classi-

stituto, ricavata dai materiali di

ficazione delle essenze vegetali, do-

scavo, residui della costruzione del

ve si sono riuscite a schedare più di

vicino svincolo stradale eseguita

dieci tipi di foglie e ad analizzare la

molti anni fa. Essa è composta da

lettiera in laboratorio. Un terzo

un piccolo bosco di eucalipto ed

gruppo dello studio e dell’analisi

altre rade essenze forestali, con

degli insetti presenti nell’ecosiste-

I componenti dei vari gruppi sono stati selezionati in base a una propria attitudine verso un determinato compito, riuscendo alla fine a dimostrare ciò che era indispensabile riconoscere e individuare, attraverso un’attenta


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Tana di Istrice 

osservazione ed analisi. Oltre alla cattura degli insetti e alla loro classificazione, due componenti del gruppo, muniti di una fotocamera, hanno potuto scattare alcune foto relative ai reperti della fauna: nidi di merlo, due nidi di cornacchie, una tana di istrice, alcuni nidi di vespe, lucertole ed è stata avvistata anche una biscia. Sotto l’aspetto ecologico, il micro-ecosistema

Nido di cornacchia 

si è dimostrato ospitale per specie che sono state prelevate e analizzate, ma anche per altre ancora. I gruppi di eucalipto ricoprono tutta l’area della collinetta e il cotico è

prevalentemente costituito da foglie secche, rami, tronchi, quindi un tipo di ambiente ideale per la vita degli insetti. Anna Maule Gianmarco Corinto

L’ipertesto completo dell’esercitazione è scaricabile al seguente indirizzo: http://www.ipasanbenedetto.eu/link-mainmenu-35/Materiali-didattici-Agrario/orderby,2/page,2/


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Un nostro compagno in Ecuador con “Intercultura”

Fonte: www.intercutura.it INTERVISTA AD ATTILIO ROTELLI

INTERCULTURA Una ONLUS Per costruire il dialogo interculturale attraverso gli scambi scolastici Intercultura è un ente morale riconosciuto con DPR n. 578/85, posto sotto la tutela del Ministero degli Affari Esteri. Dal 1 gennaio 1998 ha status di ONLUS, Organizzazione non lucrativa di utilità sociale, iscritta al registro delle associazioni di volontariato del Lazio: è infatti gestita e amministrata da migliaia di volontari, che hanno scelto di operare nel settore educativo e scolastico, per sensibilizzarlo alla dimensione internazionale. Intercultura promuove e organizza scambi ed esperienze interculturali, inviando ogni anno quasi 1500 ragazzi delle scuole secondarie a vivere e studiare all’estero ed accogliendo nel nostro paese altrettanti giovani di ogni nazione che scelgono di arricchirsi culturalmente trascorrendo un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole. Inoltre Intercultura organizza seminari, conferenze, corsi di formazione e di aggiornamento per Presidi, insegnanti, volontari della propria e di altre associazioni, sugli scambi culturali. Tutto questo per favorire l’incontro e il dialogo tra persone di tradizioni culturali diverse ed aiutarle a comprendersi e a collaborare in modo costruttivo. L’Ecuador è il più piccolo dei paesi sudamericani che si trovano nella fascia Andina. È attraversato dall’Equatore, per cui una parte del suo territorio si trova nell’emisfero australe e una parte in quello bo-

reale. Si passa dalle pianure e le colline fertili attraversate da numerosi fiumi della regione costiera, alla regione montuosa della Sierra, per poi trovarsi nella regione collinare e infine alle isole Galápagos. L’Ecuador è una nazione multietnica nella quale convivono 14 differenti identità indigene, ognuna contraddistinta dalle proprie tradizioni. La popolazione indigena più numerosa è rappresentata dall’etnia dei Quechua. La lingua ufficiale è lo spagnolo, cui si affiancano molte lingue indigene, tra le quali la più diffusa è il Quechua. Questo paese conserva tantissimi tesori coloniali, che sono stati dichiarati dall’UNESCO parte del patrimonio mondiale dell’umanità. Il programma: Intercultura propone in Ecuador un programma annuale che prevede l’ospitalità in una famiglia e la frequenza di un istituto superiore. Questo campo si tiene alle porte della capitale Quito per i primi due giorni dopo l’arrivo ed è volto ad analizzare le aspettative di ciascuno studente e ad introdurlo allo stile di vita del paese. AFS Ecuador è molto presente nel corso dell’anno: organizza infatti altri tre momenti di incontro. Il primo si tiene 4-5 settimane dopo l’arrivo, il secondo è un incontro a livello regionale che si terrà a metà del programma e l’ultimo incontro nei giorni prima del rientro in Italia. Queste attività sono volte a valutare e monitorare l’andamento dell’esperienza.

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PERCHE’

Perché hai scelto di andare in Ecua-

dor? Ho scelto questa meta per il mio scambio culturale in quanto la lingua inglese non mi piace molto. Cosa ti aspetti da PERCHE’ questa esperienza? Spero di poter imparare la biologia e la chimica in un’altra lingua e di conoscere una nuova cultura. Cosa andrai a fare PERCHE’ lì? Andrò a scuola, frequenterò un anno scolastico come il nostro. Cosa studierai? PERCHE’ Avendo scelto una scuola che ha lo stesso indirizzo che frequento ora, studierò le stesse materie che faccio qui. Ti preoccupa il fatPERCHE’ to di andare così lontano in un paese sconosciuto per così tanto tempo? Mi preoccupa tanto perché è come se dovessi rifarmi una vita, nuove conoscenze, è come ripartire da zero! Quando partirai? PERCHE’ Partirò il 28 agosto e tornerò il 13 giugno. Vivrò in una famiglia che farà anch’essa uno scambio culturale. Mentre sarò via, verrà un ragazzo tedesco a casa mia nell’ambito dello stesso progetto intercultura.

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Chiara Franceschetti Andrea Lusuardi


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Tragedie del ‘900

gionali atti a valorizzare le risorse territoriali tipiche); il secondo invece utile a comprendere la stretta relazione esistente tra paesaggio e biodiversità. In particolare il prof.re Livio Dorigo si è soffermato a riflettere sul concetto di globalizzazione le cui esigenze di mercato, applicate ai ritmi e cicli delle produzioni agricole e zootecniche, hanno provocato il diffondersi di malattie infettive e diffusive negli animali da reddito. Le scelte Il terzo appuntamento del Progetto Le dei riprotragedie del ‘900 ha avuto luogo il 22 duttori ricadono sempre più spesso su marzo 2012, presso l’Aula Magna dell’Isti- razze bovine, suine e avicole che diano tuto San Benedetto. Erano presenti il la massima resa in tempi sempre più prof.re Marino Micich, presidente brevi, senza tener conto della loro redell’Associazione per la Cultura Fiu- sistenza alle avversità né del loro pam a n a , trimonio genetico. Tali scelte di profitto e il conseguente spostamento indiIstriana scriminato di razze di animali da rede Dalmadito da una parte all’altra del globo ta nel finiscono per ridurre inevitabilmente Lazio, il la biodiversità con la scomparsa delp r o f . r e la maggior parte di queste razze nel Livio Do- miraggio del sempre maggior profitto rigo, pre- in tempi sempre più veloci. Il prof.re s i d e n t e Livio Dorigo è quindi passato ad esadel Circolo di cultura istro-veneta minare il problema legato al mondo Istria e alcuni esuli istriani appartenenti delle api. al Comitato pontino ANVGD Esse infatti, essendo immediatamente (Associazione Nazionale Venezia Giu- immesse alla libera pratica pascolatilia e Dalmazia), i signori Ottavio Sic- va nei nuovi ambienti e non adattate ad essi, hanno conosciuto malattie coni e Benito Pavazza. L’incontro, il cui obiettivo è stato quello di infettive e diffusive della specie. Il rendere partecipi gli studenti della cultu- problema legato al mondo delle api ra contadina istriana, ha avuto come tito- acquista in realtà una valenza planelo: «Il Confine orientale italiano. Sto- taria se si tiene conto che, attraverso ria, economia e tradizioni». L’interven- la funzione impollinatrice di questo to del prof.re Livio Dorigo si è sviluppato insetto, si perpetua la vita di gran in due momenti: il primo utile a far cono- parte del regno vegetale sul nostro scere ai ragazzi del San Benedetto la sua Pianeta. esperienza professionale in qualità di  ve- L’incontro con il prof.re Livio Dorigo è terinario e assistente universitario di stato utile e istruttivo, soprattutto Anatomia patologica presso l’Università perché rende tutti noi consapevoli di Perugia (Egli è’ stato presidente del dell’importanza di tutelare il nostro Consorzio apicultori della provincia di paesaggio e la biodiversità, connubio Trieste. Ha collaborato con l’Università necessario per un armonico proseguiPopolare di Trieste e con l’Università di mento della vita sulla Terra. Udine e di Lubiana per progetti Interre- L’incontro è stato accompagnato

“Il confine orientale italiano.

Storia, Economia e tradizioni”

dalla musica di Martina Borgia (chitarra classica), Luca D’Ambrosio (flauto traverso, Christian Milucci (pianoforte), Sofia Scibetta (pianoforte) e Maria Vetica (sax), ovvero i ragazzi del

Laboratorio musicale e strumentale che hanno allietato l’evento attraverso momenti musicali, con brani di Brahsm, Charpentier, Norton, Piovani. La musica ha un forte potere rievocativo e commemorativo: commemorare e non di-

menticare, questi gli obiettivi del Progetto Le tragedie del ‘900. Dobbiamo sempre tenere a mente quello che è accaduto nel passato, non dimenticando mai che la violenza va condannata. Non esiste una guerra giusta, dobbiamo solo ricordare per poter imparare e non commettere gli stessi errori. Daniela Fiorentini


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“San Benedetto” a tutta birra Il Perché questo mese vuole seguire anche il Progetto “Birra”, portato avanti dal prof.re Giannone da oramai 4 anni. Il Perché: Quello che ci interessa, prof.re Giannone, è sapere prima di tutto come si ottiene la birra Prof.re Giannone: Il procedimento è piuttosto lungo e complesso. Esso può essere scandito in 8 fasi:  Macinazione dei grani di malto d’orzo e di altri cereali eventualmente utilizzati  Bollitura a ca. 70°  Preparazione del mosto  Filtrazione del mosto  1° fermentazione dei lieviti (essa richiede dalle 2 alle 3 settimane)  2° fermentazione: si versa lo zucchero che consente ai lieviti di trasformare lo zucchero stesso in alcool (essa richiede 1 settimana)  Maturazione (al buio, in luogo fresco, dai 2 ai 3 mesi)  Pastorizzazione Il Perché: Quali sono le materie prime utilizzate nella produzione della birra? Prof.re Giannone: Le materie prime utilizzate sono cereali, quali orzo e frumento, e un fiore selvatico chiamato luppolo. Quest’ultimo ha la funzione principale di schiarire e insaporire la birra. Il Perché Quali tipi di birra vengono prodotti al San Benedetto? Prof.re Giannone: Produciamo 4 tipi di birra: bionda, scura, rossa doppio malto.  Vorrei precisare che l’appellazione “doppio malto” deriva dalla L. 16 agosto 1962, n. 1354. Nella realtà tale dicitura esiste solo in Italia. Sta a significare che questa birra è abbastanza alcolica, più della tradizionale birra bionda di 5 gradi alcolici. Il Perché: Quali sono le norme igieniche da rispettare nella produzione della birra? Prof.re Giannone: Le norme igieniche sono quelle indicate nella L. 16 agosto 1962, n. 1354. Esse riguardano sia le materie utilizzate che i locali destinati alla produzione ed imbottigliamento della birra. Il Perché: Quando sarà possibile degustare la birra del San Benedetto? Prof.re Giannone: L’occasione giusta potrebbe essere quella dell’ultimo Collegio Docenti di giugno. I colleghi potranno provare la nostra birra ed

esprime anche un giudizio. Dico subito però che per l’occasione la birra “doppio malto” sarà messa a disposizione “cruda”, cioè non pastorizzata. Si tratta di un prodotto da veri intenditori, forti di stomaco!

Intervista a G. di N. e P. S. proprietari di una birreria di Aprilia. Il Perché: Che differenza c'è tra i vari tipi di birra? Il mondo della birra è talmente vasto che potremmo stare delle ore a parlarne, ma generalmente le birre si dividono in chiare, scure, doppio malto chiare, doppio malto scure, birre trappiste, birre d'abbazia etc... Il Perché: Qual è il modo migliore per gustare una birra?

Per gustare un buon bicchiere di birra l'essenziale consiste nella spillatura, che può variare da birra a birra oppure anche per lo stesso tipo di birra, e dal tipo di bicchiere usato, ad esempio come nell'Oktoberfest in Germania in cui spillano in bicchieri di ceramica. Il Perché: Quali sono le birre più vendute? In Italia il consumo medio è orientato sulle birre chiare, per lo più ultimamente stanno prendendo piede le birre prodotte artigianalmente piuttosto che quelle industriali. Il Perché: Quali sarebbero le birre che consigliereste ai meno esperti? Per rispondere a questa domanda ci riallacceremo alla risposta precedente consigliando, ai meno esperti, birre artigianali indipendentemente dalla provenienza geografica. Il Perché: Perché un ragazzo dovrebbe scegliere la birra piuttosto che un superalcolico? Il piacere di bere alcolici deve essere legato, principalmente, alla moderazione della quantità, altrimenti si entra nell'abuso, con relative conseguenze rischiose per l'organismo e per la lucidità psichica e motoria. A questo riguardo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stabilito delle tabelle di riferimento del tasso alcolemico in cui il fattore di rischio è proporzionato alla quantità e al grado alcolico di ogni bevanda. La birra, avendo un inferiore tasso alcolico rispetto a i superalcolici, viene considerata nel consumo in quantità maggiore e comunque si accompagna sicuramente meglio al cibo e/o alla sete. Il Perché: Con quali cibi è bene accompagnare un buon bicchiere di birra?

Come per il vino, anche la birra può essere accompagnata a molteplici piatti della gastronomia, con attenzione alla tipologia che descrive le caratteristiche del gusto. Si ringrazia per la loro disponibilità e gentilezza nel rispondere alle nostre domande. Federico Galafate ORIGINI DELLA BIRRA La birra è fra le bevande più antiche prodotte dall’uomo, forse la sua origine risale a circa 13.00 anni fa. E’ ottenuta dai cereali che contengono alcuni tipi di zuccheri che mediante i lieviti dell’aria posso fermentare spontaneamente. Il processo di fermentazione fu scoperto per puro caso: si pensa che del grano macinato o del pane fu lasciato ad inumidire per sbaglio. In seguito il pane iniziò a fermentare, trasformando la mollica in una pasta inebriante. Tra alcuni reperti archeologici di antichi popoli sono state trovate delle brocche di ceramica, sulle quali sono stati effettuati test chimici ed è stato scoperto che la birra è stata prodotta per la prima volta circa 7.000 anni fa nel territorio dell’attuale Iran, l’antica Persia. In Mesopotamia è stata ritrovata una poesia sumera che onorava la divinità Ninkasi, patrona della produzione della birra e contiene la più antica ricetta per la sua produzione, partendo dall’orzo per mezzo del pane. Chiara Franceschetti


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dalla sede di Itri

Le trappole dei Social Network Facebook, effetti collaterali

I social network portano con sé non solo lati positivi (come il rimanere a contatto con tanti amici di vecchia data), ma anche fattori negativi. Ebbene sì! Da alcune ricerche è stato dimostrato che determinati siti, come Facebook e Twitter, producono effetti negativi sugli adolescenti.

scientifica Royal Institution, sostie-

Scioccato dall'accaduto, il ra-

ne che siti come Facebook e Twitter,

gazzo si è creato una identità

popolarissimi tra gli adolescenti e

parallela sul social network

non solo, abituino a stimoli troppo

richiedendo nuovamente l'ami-

rapidi; per cui nella vita reale i ra-

cizia della sua ex, all'oscuro del

gazzi non riescono a mantenere alta

suo nuovo utente parallelo.

l’attenzione. Alcune ricerche recenti

Rivedere però le foto della sua

hanno dimostrato che i ragazzi pas-

ex ragazza gli ha letteralmente

sano in media 31 ore a settimana

tolto il respiro: la madre ha poi

su Internet.

notato che ogni volta che il fi-

Se penso a Facebook come anche a

glio si collegava sul sito di FB,

tutti gli altri social network, mi vie-

aveva un peggioramento dell'a-

ne in mente un luogo virtuale dove

sma ormai sopita da diverso

svagarsi e tenere i contatti con i pro-

tempo. Spesso quando si chiude

pri amici vicini e lontani. Ma a

una

quanto pare non è proprio così, al-

qualsiasi rapporto, Facebook è

meno per cinque medici (di cui un

un “mezzo non naturale” per

italiano), che mettono in guardia gli

rimanere ancorati a quella per-

asmatici proprio dai social net-

sona. Studiando questo caso, i

portandolo ad uno stato infantile e

un’amicizia,

un

medici hanno collegato il

Ebbene sì! Da alcune ricerche peggioramento

asmatico

è stato dimostrato che determinati all'utilizzo dei social netsiti, come Facebook e Twitter, produ-

"Facebook danneggia il cervello, ri-

storia,

cono effetti negativi sugli adole-

work, che possono causare stati di stress tali da indurre al peggioramento della

scenti. limitando l’attenzione e la capacità

patologia fino a provocare

di comunicare oltre lo schermo". Co-

casi di attacchi d'asma in-

si la neurologa Susan Greenfield, do-

work!!! Secondo un loro studio, in-

spiegabili. Questo è solo uno

cente a Oxford, ha invitato il governo

fatti, il noto sito d'incontro può cau-

dei tanti rischi celati dietro

britannico a preoccuparsi dell’impatto

sare attacchi di asma per il troppo

l'insidiosa reazione di una piaz-

psicologico che Internet ha sui giova-

stress che ne consegue all'utilizzo.

za virtuale.

ni. Le recenti dichiarazioni della ri-

E' stato documentato il caso di un

Per questo la nostra indagine

cercatrice si aggiungono alle voci de-

diciottenne asmatico che non accu-

sulle reti sociali è destinata a

gli psicologi secondo cui questo tipo di

sava gravi sintomi fino a quando la

continuare.

piattaforme sociali danneggia i ragaz-

sua ragazza lo ha lasciato e lo ha

zi. Lady Greenfield, docente al Lin-

tolto dalle sue amicizie su Facebook,

coln College di Oxford e direttore

cancellandolo dalla propria pagina

dell’organizzazione

personale.

per

la

ricerca

Maria Isabella Cristofari


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dalla sede di Itri

Dov'è finito il Made in Italy?

realizzata da Luisa Iotti e Raffaella Pusceddu per un programma televisivo, la società non ha saputo ascoltare le esigenze dei contadini,

Profonda crisi nel settore dell'agricoltura Secondo un'indagine condotta da Coldiretti, in Italia sono state chiuse circa 20.000 aziende agricole nel 2011. Le cause della crisi sono diverse: maltempo, costi di produzione elevati e l'entrata in vigore dell' I.M.U. (Imposta Municipale Unica), che costerà alle imprese agricole un miliardo in più. Nel settore primario ci sono 845.000 imprese iscritte al registro delle Camere di Commercio, delle quali circa un terzo sono condotte da donne. L'introduzione

che non sono più abituati alla lotta in piazza. Per loro resistere signifimerce ha subito parte dei processi

Ecco perché l’Italia sembra non nel nostro paese. riuscire a rialzarsi dalla crisi e sta La maggior parte della crisi italiagradualmente perdendo alcuni dei na è causata proprio dall'importasuoi più bei paesaggi. zione dei prodotti esteri. BisogneEppure da un sondaggio recente, rebbe innanzitutto ritornare alle diffuso dalla Coldiretti, emerge il nostre tradizioni alimentari, per desiderio degli italiani di visitare sconfiggere i momenti bui della crimete naturalistiche, con predileziosi. Secondo alcune indagini, effetne per il Trentino Alto Adige.

...Nonostante

ciò, negli ultimi 10 anni l'Italia ha perso una superficie agricola grande come il Veneto.

dell'I.M.U è destinata a peggiorare l'economia delle imprese italiane, per cui la Coldiretti chiede la differenziazione del trattamento fiscale per chi usa il territorio solo per vivere e chi invece per lavorare. In effetti, anche i governi precedenti non hanno elaborato un piano efficace per rilanciare l'agricoltura. Inoltre, la legge sul Made in Italy non è applicata in Europa: a Strasburgo mancano i decreti applicativi. Ad oggi non è obbligatorio specificare l'origine degli ingredienti. La produzione del prodotto

Per questo dobbiamo tornare a far parlare della nostra Italia in modo positivo, per tutte le sue ricchezze, non solo alimentari.

W il Made in Italy! tuate dalla rivista “Vivere sano”, i nostri prodotti sono quelli più genuini di tutta l'Europa. Il nostro olio d'oliva è molto consigliato anche dai medici per chi ha problemi di colesterolo. La nostra dieta mediterranea è molto salutare. L'Italia, poi, vanta una grande produzione di formaggi (di cui i più celebri sono il Grana padano e il Parmigiano Reggiano), vini, ma soprattutto di frutta. Nonostante ciò, negli ultimi 10 anni l'Italia ha perso una superficie agricola grande come il Veneto.

è affidata solo al buon senso dei produttori e dei dirigenti delle in-

“Questa terra frana o viene utilizzata per delle costruzio-

dustrie. Gli italiani si sentono indignati nei confronti dei produttori

ni” (G.Molaschi, D Repubblica, 8 gennaio 2012 ); da quando gli agri-

che acquistano i prodotti dalla Cina (nazione esente dalle regole

coltori non e ne occupano più, in queste aree sono aumentate le alluvioni.

dell’U.E.) e immettono l'etichetta “fabbricato in Italia” solo perché la

ca fare a meno dei braccianti. Da qui la grave crisi occupazionale.

Secondo l’inchiesta “Terra e cibo”,

Maria Isabella Cristofari


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dalla sede di Itri Una nuova iniziativa per la giornata dell'8 marzo

nastro ai rametti di mimosa, porta-

festa della donna dalle femmini-

ti a scuola da noi ragazzi. Finiti i preparativi, con grande entusiasmo

ste italiane nel 1946. Si cercava un fiore che potesse

alle ore 11,00 ci siamo recati nella piazza di Itri sottostante alla no-

contraddistinguere e simboleggiare la giornata. E furono le donne

stra sede. Di fronte l'ufficio postale c'era un viavai di donne, alle quali

italiane a trovare nelle palline morbide e accese, che costituisco-

noi ragazzi abbiamo donato uno di questi pensieri. Da ciascuna di loro siamo stati ringraziati affettuosa-

no la profumata mimosa, il simbolo della festa delle donne. In più questi fiori avevano e hanno il

mente. Ci hanno chiesto di quale scuola fossimo e ci hanno detto che,

gran vantaggio di fiorire proprio nel periodo della festa e di non

facendo questo gesto, ci siamo rivelati gentili ed affettuosi.

essere troppo costosi.

Matteo Capirchio, Il giorno 8 marzo, in occasione della festa della donna, i ragazzi dell’isti-

Quirino Marrocco

tuto agrario di Itri, su proposta della professoressa di Lettere, hanno in-

Le origini della festa dell'8 Marzo

trapreso un'ottima iniziativa: la distribuzione della mimosa alle donne

Risalgono alla tragedia del 1908, quando le operaie dell'industria

del paese, accompada frasi poetiche celebri. Nei giorni antece-

tessile, Cotton di New York, morirono arse dalle

gnata

Spesso il male di vivere fiamme

all’interdenti la festa, la classe ho incontrato, ma di te mi no della fabbrica dove lavoravano. seconda ha cominciato i sono innamorato” preparativi per questa (E. Montale) Tra loro vi erano iniziativa, ricercando e selezionando alcune frasi poetiche di Dante Alighieri, Lorenzo de’ Medici, Leopardi, Foscolo, Montale, a volte rielaborandole con la propria fantasia.

molte immigrate, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano di affrancarsi dalla miseria con il lavoro. Da allora l’8 marzo è diventato il giorno in cui celebrare le donne con il semplice

Due esempi di riadattamenti simpatici sono: “Spesso il male di vivere ho incontrato, ma di te mi sono innamorato” (dai versi celebri di Montale) e “Anima mia, fa’ in fretta! Ti presto la mia vespetta, con la gente fermati a parlare senza smettere di accelerare” (dalla penna di Caproni). Selezionate e trascritte le frasi al

dono di un fiore, la mimosa.

computer, sono stati stampati dei cartoncini gialli, da legare con un

Sembra che la mimosa sia stata adottata come fiore simbolo della

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Vedo, sento e parlo

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P.S. ACTINIDIAE NUOVE SCOPERTE SCIENTIFICHE PER UNA LOTTA MIRATA La batteriosi del Kiwi PSA (Pseudomonas syringae pv. Actini-

per più giorni accompagnate da pe-

diaie) sta colpendo le coltivazioni di actinidia falciando le piante e i rac-

riodi di forte umidità e da carenze nu-

colti. La virosi fin dalla sua prima comparsa nell’agro pontino risalen-

tritive che possono portare la pianta in

te al 2008 rappresenta la principale emergenza fitosanitaria della

condizione di stress, sono la principale

zona di Latina e in parte dei Castelli Romani.

causa di attacco della batteriosi.

Per questo motivo il Collegio degli

Grazie

Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati della Provincia di Latina in collaborazione con I.I.S. “S. Be-

fatti dal C.R.A. si è arrivati a conoscere il ciclo completo del-

nedetto” hanno organizzato il 24.03.2012 un incontro tecnico ri-

la batteriosi e i periodi di maggior diffusione, per-

volto ai produttori di Kiwi della zona per fare il punto sulle scoper-

mettendo cosi di poter sviluppare una serie di trattamenti, agrono-

te scientifiche di questo patogeno.

mici e fitosanitari, atti a combattere o contenere

Il relatore del convegno è stato il

agli

studi

PSA, che in In provincia di latina ilprovincia di la-

delle conoscenze biologiche fin qui sviluppate. All’incontro era presente il Presidente del Collegio Provinciale degli Agrotecnici ed Agrotecnici Laureati della Provincia di Latina l’Agr.

Dott. Marco Scorha colpito circa il 70% del tichini del C.R.A. tina ha colpito kiwi a varietà gialla e il (Centro di Ricerca circa il 70% del 10-15% di quello a varieper la Frutticoltura di kiwi a varietà tà verde Roma e Caserta) il gialla e il 10 quale ha illustrato le 15% di quello a varietà verde con

Fabrizio Isolani che ha evidenziato l’attenzione che deve avere il Collegio da lui rappresentato a

ricerche condotte sulla sperimentazione e sul sequenziamento genomico della batteriosi, mettendo in

perdite di produzione che sfiorano circa il 70% del raccolto.

tuto Agrario “S. Benedetto” Prof.

evidenza come il PSA attacca la pianta di kiwi e la velocità di diffu-

sui intervento ha messo in evidenza come grazie al lavoro che il

sione della batteriosi, partendo da come questa ha avuto origine e

C.R.A. di Roma sta svolgendo da diversi anni sarà possibile ottene-

quale è stata la sua evoluzione nel corso di questi anni, sottolineando

re nuovi e migliori agro-farmaci e trovare gli antagonisti che sono in grado di ridurre la capacità di

l’estrema aggressività che si è riscontrata in pieno campo.

Il Dott. Scortichini concludendo il

Dalle ricerche fatte si è arrivati a

moltiplicazione e diffusione del PSA accompagnate da efficaci

capire come l’andamento climatico con forti gelate, precoci o tardive,

strategie di lotta applicabili alla coltura strettamente sulla base

questa grave emergenza. A dare il saluto di benvenuto è stato il Dirigente Scolastico dell’IstiIng. Nicola Di Battista che ha voluto sottolineare l’importanza che ricopre da sempre l’ Istituto nel mondo dell’agricoltura locale offrendo agli agricoltori, in collaborazione con il Collegio degli Agrotecnici, servizi sempre più attenti alle problematiche locali. Prof. Enzo Dapit


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P.S. ACTINIDIAE NUOVE SCOPERTE SCIENTIFICHE PER UNA LOTTA MIRATA

DIFFUSIONE

Fonte: atti convegno http://www.ipasanbenedetto.eu/images/pdf/Atti_incontro_tecnico_batteriosi_kiwi_%2024_03_2012.pdf


IL Sportivamente

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PERCHE’

Come si sta svol-

Intervista all’alunna Sabrina Ma-

gendo il progetto

rini 5°A chimico

“Nuota con noi” ? Prof.ssa Guarnieri: Ultimamente gli alunni del progetto sono coinvolti in diverse attività sportive, a breve parteciperanno ai campionati studenteschi di nuoto, che si terranno al fine del mese di marzo. Inoltre si stanno preparando atleticamente

per

affrontare le gare di

atletica leggera che si svolgeranno ad aprile, al “Campo Coni” di Latina.

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PERCHE’

In questi mesi si sono

svolte

delle

gare? Prof.ssa Guarnieri: Il 6 marzo i ragazzi hanno partecipato alla corsa campestre che si è svolta a Sabaudia . Il 19 e il 20 marzo saranno coinvolti nella visita d’istruzione scolastica a Rocca Raso, dove si cimenteranno per la seconda volta nella pratica dello sci. Il 16 e 18 aprile i ragazzi sono impegnati nel progetto “Calcio a cinque”

che si sta svolgendo già

dall’inizio

dell’anno

scolastico.

Questa attività è stata proposta da Special Olympics e dal dipartimento delle varie opportunità.

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PERCHE’

Che sensazioni hai provato nell’affron-

tare la corsa campestre dopo un duro lavoro di preparazione? Marini Sabrina: La mia preparazione si è svolta nell’ambito scolastico ed è stata molto dura, perché mi sono allenata più di una volta a settimana per poter arrivare alla gara ben preparata. Prima della gara ero molto emozionata e agitata al pensiero di dover affrontare questa sfida.

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PERCHE’

Sei soddisfatta di aver partecipato?

Marini Sabrina: Sì, sono molto contenta di aver partecipato, anche perché ho rincontrato delle ragazze che negli anni precedenti avevano partecipato insieme a me alle diverse gare, così ho potuto rivedere vecchi amici e conoscere ragazzi di altre scuole. Marika Carnali Luca D’Ambrosio

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Paladino VS Paladino Nome e Cognome Arianna

Paladino

Età: 17 anni Professione: Studentessa Sport: Basketball Il Perché: Da quanto tempo pratichi questo sport? Arianna: Questo è il mio 5° anno di basket agonistico. Ho iniziato a giocare a 7 anni. Il Perché: E’ stata una passione immediata: Arianna: In realtà ha iniziato a giocare prima mia sorella, ma ogni volta che si infortunava, sentivo di odiare questo sport e andavo a praticare la pallavolo. Col tempo però ho capito che il basket era l'unico sport che mi sapeva dare e mi dà quelle emozioni che ho cercato sempre in un’attività sportiva. Il Perché: In quali categorie hai giocato? Arianna: Ho giocato nell’under 17 – under 19 – serie C – serie B nazionale – allenamenti con

pre il massimo per raggiungere gli obiettivi di squadra e quelli personali. Quelli di squadra sono sicuramente legati alle vittorie parziali e alla vittoria del campionato, quelli personali invece sono legati al miglioramento continuo di se stessi. Comunque il basket, come del resto tutti gli sport, costituisce una lezione di vita. Il Perché: Riti scaramantici prima di affrontare una sfida? Arianna: Non sono una ragazza che crede nei riti scaramantici, alla sfiga o alla fortuna... È solo questione di “testa”, ovvero mantenere la concentrazione alta durante tutto l'arco della partita, dare il massimo, non abbattersi, quando si fanno degli errori, perché quello che conta non è solo la tecnica, ma la capacità di crederci fino in fondo. L'unico amuleto che porto dentro la borsa da basket da due anni a questa parte è la foto di mio nonno. Il Perché: Quali sono i ruoli del basket? Arianna: Ci sono 5 ruoli: playmaker, guardia tiratrice, ala

la serie A2 con qualche convocazione. Attualmente gioco con la serie B nazionale a Latina e in Under 19 a Pomezia. Il Perché: Hai mai vinto trofei?

piccola, ala grande e pivot. Il Perché: Qual è il tuo ruolo all’interno della squadra?

Arianna: Purtroppo non ho mai vinto trofei, ancora non ne

Arianna: Io ho il ruolo di guardia tiratrice, anche se vorrei essere un “COLOSSO” per poter giocare da pivot. Il Perché: Quanto sacrificio ti comporta questo sport?

ho avuto la possibilità. Quest'anno per la prima volta con la mia squadra (Under 19) siamo arrivate seconde nel campionato e questo ci permette di partecipare al torneo nazionale delle regioni. La prima fase si svolgerà in Toscana, dove incontreremo altre tre squadre di tre regioni diverse e poi si vedrà. Il Perché: Il basket è un tipo di sport che serve a fare gruppo? Arianna: Essendo sport di squadra, sicuramente aiuta a fare gruppo. Chi crede di praticare questo sport pensando di fare tutto da solo, a meno di essere un altro Michael Jordan, forse è meglio che cambi sport. In campo si gioca in 5 e quindi dobbiamo giocare collettivamente per poi realizzare i canestri. Penso inoltre che questo sport aiuti a formare il carattere, perché nelle fasi di gioco spesso bisogna prendersi delle responsabilità, bisogna anche avere l'umiltà di imparare dagli altri più bravi di te ed infine essere determinati a dare sem-

Arianna: Credo che chiunque abbia passione per lo sport e lo pratica seriamente, sappia cosa voglia dire “SACRIFICIO”. In effetti molto volte ho dovuto rinunciare al divertimento e dire: “No, non posso. Ho allenamento o mi spiace, ho la partita”. Perché purtroppo praticare uno sport a livello agonistico implica rinunciare a tante cose anche a vedere il proprio ragazzo, uscire con gli amici, andare alle feste, andare alle gite, anche perché non ci scordiamo che al primo posto, come impegno quotidiano, c'è la scuola e quindi, come si può bene immaginare, il tempo residuo è poca cosa. Il Perché: Quante volte alla settimana ti alleni? Arianna: L'anno scorso mi allenavo 4 volte a settimana, con doppi allenamenti. In più c'erano le partite di campionato: lunedì Under 19, sabato e domenica Under 17, serie C e qualche convocazione in A2 insieme a mia sorella.


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Paladino VS Paladino Nome e Cognome: Sarah

Paladino

Il Perché: Riti scaramantici prima di affrontare una

Età: 29 anni Professione: Studentessa, insegnante scuola superiore e istruttrice di mini-basket regionale Sport: Basketball

sfida?

Il Perché: Da quanto tempo pratichi questo sport?

Sarah: I ruoli nel basket sono: play-maker, guardia tiratrice, ala piccola, ala grande e

Sarah: Sono 24 anni che pratico questo sport Il Perché: E’ stata una

Sarah: Entro in campo per il riscaldamento pre partita per ultima e indosso una canottiera sotto il completino. Ho un altro rito ma è top-secret!!! Il Perché: Quali sono i ruoli del basket?

pivot. Il Perché: Qual è il tuo

passione immediata: Sarah: Sì, ho iniziato a cor-

ruolo all’interno squadra?

rere dietro la palla da basket

della

a 5 anni. Il Perché: In quali categorie hai giocato?

Sarah: Io ho il ruolo di play-

Sarah: Ho giocato in Serie C

cio ti sport?

maker/guardia. Il Perché: Quanto sacrifi-

– serie B nazionale e serie A2. Il Perché: Hai mai vinto Sarah: uno scudetto giovanile categoria nazionale cadette anno 1998, due secondi posti categoria nazionale juniores

avere poco tempo libero per te stessa e per gli studi scolastici, cercando comunque di ottenere anche a scuola il massimo del risultato, sicuramente di

anni 1998-99, 5° e 7° posto categoria nazionale cadette

cadette e under 20, 12 anni di serie A2, campionato nazionale di serie C vinto, un campionato di serie B nazionale vinto

questo

Sarah: Se per sacrificio s'intende non uscire quasi mai con gli amici, con il ragazzo,

trofei?

anni 1999-2000, miglior giocatrice del Lazio del millesimo 1983, miglior giocatrice fase interzona categoria cadette 1998, qualche convocazione nazionale giovanile categoria

comporta

sacrifici ne ho fatti tanti e non mi sono pesati. Il basket è sempre stato la mia passione sin dalla tenera età e l'obiettivo che mi ero posta sin da piccola era quello di arrivare a giocare in serie A nazionale. Obiettivo raggiunto, sacrifici ricompensati!!!

(2007-2008), cinque play-off giocati per salire in serie A1, miglior realizzatrice di tiri liberi nel campionato A2 girone sud 2010-2011. Il Perché: Il basket è un tipo di sport che serve a fare gruppo? Arianna: Il basket, come tutti gli sport di squadra, contribuisce molto a migliorare il rapporto con gli altri. Personalmente la pallacanestro è stata per me una vera e propria “scuola di vita”. Io ho dato tanto al basket, ma questo sport mi ha restituito sicuramente molto di più e non mi riferisco solo ai risultati sportivi ma alla mia crescita personale. Mi ha educata, maturata e formata sotto molti aspetti della mia vita quotidiana. Mi ha messo spesso di fronte a scelte, difficoltà da superare, emozioni positive-negative fin dalla più tenera età. Questo ha fatto sì che io potessi affrontare situazioni, problemi con maggiore determinazione. Non posso che non dire “grazie ”al basket.

Arianna, studentessa del “San Benedetto” classe 3° E Chimico Sarah, insegnante di esercitazioni agrarie del “San Benedetto”

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“Nella Vecchia Fattoria”

Fiocco celeste Sabato 3 febbraio è stato un giorno da ricordare per la nascita di una nuova vita nella nostra scuola. Molti alunni del reparto ‘’zootecnia’’ sono stati spettatori di questo magnifico evento. Nessuno sapeva niente, fino a quando la mia classe, ”3B agrario’’, si è recata nella stalla per rilevare delle misurazioni. Lì abbiamo incontrato un addetto, che ci ha avvisato dell’imminente nascita di un vitellino. Con l’autorizzazione del professore, la classe è rimasta ad aspettare il lieto even-

Intervista impossibile

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Siamo venuti a trovarti, per

rivolgerti

qualche

to, con una certa emozione. Da lì a breve

domanda. Prima di tutto come ti sem-

la voce si era sparsa e molti classi della

bra la tua nuova casa?

zootecnia ci hanno raggiunto; intanto ver-

Benny: Beh! Speravo meglio! Ma diciamo

so le 12.45 è arrivato anche il tecnico che

che mi accontento...come si dice “A caval

avrebbe aiutato e guidato il parto. Dopo

donato non si guarda in bocca!”

un lungo travaglio, finalmente è arrivato.

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Il piccolo vitellino appena nato è stato

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Hai trovato buona compagnia?

“strofinato” con la paglia, per aiutare la

Benny: Sì, la compagnia è buona anche se

circolazione e dopo che la mamma lo ha

la convivenza non è sempre facile! Sono

ben coccolato, si è alzato in piedi. Ora però

certo però che noi animali siamo meglio di

è stato diviso dalla madre, ma è in compa-

tanti uomini!

gnia dei suoi coetanei. Tranquillo, lo pos-

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siamo vedere sdraiato a prendere il sole. Fabio Della Corte

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Sogni per il futuro? Benny: Ce ne sarebbero tan-

ti: la pace nel mondo, cibo e acqua per tutti, meno tasse ma soprattutto...un mondo di vegetariani!!!

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Randagi...si diventa!!! Il randagismo Il randagismo è una piaga che colpisce il nostro paese da ormai molti anni. Ogni estate si assiste all’au-

schio per lui e per gli altri. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di trovare un alloggio temporaneo

mento del randagismo dovuto all’abbandono pre va-

durante le vacanze per i nostri amici a quattro zampe. Esistono strutture specializzate per prendersi cura di loro durante la nostra assenza. I cani randagi vengono accalappiati e rinchiusi nei canili, in queste strutture comunali o private gli animali alloggiano in gabbie dove passeranno il resto dei loro giorni in attesa dell’adozione. Malgrado gli sforzi dei volontari e della gente che ci lavora speso i fondi per mantenere gli animali in condizioni di vita dignitose non ci sono. Le problematiche principali sono scarso cibo e scarso livello igienico sanitario dovuto al sovraffollamento di queste strutture. Questo trattamento non è considerato umano e le cose non cambieranno fin quando

canziero. Da anni i comuni e i gruppi animalisti cercano di porre rimedio, ma ancora oggi non si sono fatti passi considerevoli per risolvere questo problema. Ad oggi gli unici mezzi a disposizione sono l’i-

Un’altra

non si prenderà in considerazione l’idea di sostenere economicamente e fisicamente queste strutture. Noi nel nostro piccolo possiamo decidere di poter adottare un cane e di salvarlo e dar lui una vita felice invece di pagare una cifra spropositata

soluzione po- per un cucciolo solo perché è di trebbe essere quella di trovare razza. scrizione all’anagrafe canina con un alloggio temporaneo duinserimento del microchip e la sterirante le vacanze per i nostri Adottiamo lizzazione dei cani. L’inserimento amici a quattro zampe. del microchip consiste nell’iniettare

sotto la cute del cane un congegno di dimensioni di circa un chicco di riso che contiene un numero di identificazione del cane e del suo padrone. Tramite questo numero la Asl risalirà tempestivamente al proprietario. Applicare il chip oltre ad essere consigliabile è obbligatorio per legge. Dopo l’inserimento il veterinario comunica ed iscrive il cane all’anagrafe canina. La sterilizzazione è un altro strumento per combattere il randagismo e consiste, tramite un’operazione chirurgica, nell’asportazione dell’utero e delle ovaie dei cani femmina e dei testicoli nel cane maschio, in quanto i maggior casi di abbandono consistono in cucciolate o cagne incinte. Oltretutto nella stagione dei calori il cane maschio si allontana spesso da casa per accoppiarsi creando un potenziale ri-

un cucciolo!

Sara Granini


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Le note della nostra vita Nome e Cognome: Maria Vetica

Nome: e Cognome: Simone Gobbi

Età: 16 anni - Classe: 3°B Agrario

Età: 16 anni - Classe: 3°F Chimico

Strumento: Saxofono contralto

Strumento: Pianoforte

Da quanto tempo ti dedichi allo studio del saxofono contralto?

Da quanto tempo ti dedichi allo studio del pianoforte? Simo-

Maria: La mia passione per il saxofono è nata circa da 4 anni.

ne: Da 5 anni circa. Quanto impegno richiede lo studio di questo strumento?

Quanto impegno richiede lo studio di questo strumento? Maria: Oltre ad esercitarmi 3 ore la settimana, per le prove della banda e un’ora, per la scuola di musica, dedico allo studio del sax anche altre 2 ore pomeridiane, ogni giorno della settimana. Come è iniziata la passione per questo strumento così particolare? Maria: La mia passione è nata alle scuole medie, quando ho iniziato a suonare il flauto dolce e da lì ho capito che la musica suscitava in me una sensazione di puro piacere. La prof.ssa, vedendo il mio entusiasmo, insistette affinché io continuassi anche fuori dall’ambiente scolastico e così facendo, ho dato sempre il meglio di me frequentando la scuola privata di musica. Dopo quanto tempo la prima esibizione? Maria: Dopo pochi mesi dalla mia iscrizione alla scuola di musica. Cosa ti trasmette la musica nel momento in cui tu stessa la produci con il tuo strumento? Maria: Quando suono, evado dai miei problemi, la musica mi elettrizza e mi fa sentire bene. Man mano che passa il tempo in me cresce sempre più questa passione. Quali i successi e le soddisfazioni finora ottenuti? Maria: Nell’ambito scolastico ho partecipato alla giornata nazionale della musica arrivando al 5°posto e ho preso parte anche ad altri concerti in ambiti diversi. Qual è stata la soddisfazione più grande? Maria: Suonare come solista davanti a un enorme pubblico e soprattutto nella banda musicale, perché questo era il mio desiderio fin da piccola. Programmi futuri? Continuare a seguire la mia passione per la musica, perché la mia vita è LA MUSICA.

Simone:

Non sono

costante, ma comunque circa mezz’ora al giorno. Com’è iniziata la passione per questo strumento? Simone: È iniziata grazie a mio padre che adora sentire musica e quindi ha voluto che io suonassi per lui. Dopo quanto tempo la prima esibizione? Simone: Dopo circa un anno. Cosa ti trasmette la musica nel momento in cui tu stesso la produci con il tuo strumento? Simone: Dipende dalla canzone, la musica è un sentimento e i sentimenti sono svariati. Quello che provo cambia a seconda della melodia. Quali i successi e le soddisfazioni finora ottenuti? Simone: Nessun successo, questa intervista è il primo (ride). Qual è stata la soddisfazione più grande? Simone: Quando supero me stesso. Programmi futuri? Simone: Non ho programmi futuri, suono per il mio piacere personale. Andrea Lusuardi


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Scelta da

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che in questo istante ci sia anch'io. L'anno che sta arrivando tra un anno passerà io mi sto preparando è questa la novità. Lucio Dalla:

oltre il cantante… Avrebbe compiuto 69 anni il 4 marzo, invece Lucio Dalla è morto all’improvviso per un attacco cardiaco. Se n’è andato con lui uno dei più grandi cantautori italiani che, con la sua musica, ha fatto sognare tante generazioni e segnato un’epoca. Ma Lucio, oltre ad essere stato il grande artista che tutti conosciamo, era anche e soprattutto un grande uo-

L'anno che verrà (Scritta nel 1979)

Lucio Dalla Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po' e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò. Da quando sei partito c'è una grossa novità, l'anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va. Si esce poco la sera compreso quando è festa e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra, e si sta senza parlare per intere settimane, e a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane. Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, ogni Cristo scenderà dalla croce

anche gli uccelli faranno ritorno. Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno, anche i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno. E si farà l'amore ognuno come gli va, anche i preti potranno sposarsi ma soltanto a una certa età, e senza grandi disturbi qualcuno sparirà, saranno forse i troppo furbi e i cretini di ogni età. Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico e come sono contento di essere qui in questo momento, vedi, vedi, vedi, vedi, vedi caro amico cosa si deve inventare per poterci ridere sopra, per continuare a sperare. E se quest'anno poi passasse in un istante, vedi amico mio come diventa importante

mo. Si prodigava per i meno fortunati, specialmente suoi concittadini bolognesi e si occupava di beneficenza. Ricordiamo il Concerto di Solidarietà Lucio Dalla & Friends per l’A.I.D.O - associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule - del quale proprio Lucio Dalla era promotore. Ma il vuoto più grande è quello che rimane nel cuore della sua città, una Bologna ferita, spenta, muta senza più il suo “menestrello”, un uomo capace di donare poesia e verità attraverso la sua musica. Noi vogliamo ricordarlo con le parole di una sua canzone: “E se non ci sarà più gente come me, voglio morire in Piazza Grande tra i gatti che non han padrone come me attorno a me” (Piazza Grande) Silvia Sessa


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Personaggio del mese Nome Cognome: Paola Attaianese Nata il: 2 Marzo 1964 A: Torre del Greco (NA) Cittadinanza: Italiana Stato civile: Coniugata…da 25 anni!!! Figli: 2 Professione: Collaboratrice scolastica Segni particolari: ride sempre, jamme ja

Grazie al suo ruolo nella scuola, lei ha la possibilità di guardare i ragazzi da un’altra prospettiva rispetto agli insegnanti. Può dirci come li vede? Paola: Per me i ragazzi sono tutti figli miei anche se a volte mi fanno arrabbiare. Vedo che hanno tante problematiche e a volte si confidano con me. Al giorno d’oggi i ragazzi sono molto fragili e vanno capiti, quindi ci vuole amicizia ma con rispetto. PERCHE’ Sappiamo che anche lei è tornata un po’ studentessa, visto che frequenta con successo il corso ECDL. Quali sono le sue soddisfazioni in merito? Paola: La soddisfazione è che non faccio nemmeno un errore (ride), mi sento di nuovo come sui banchi di scuola. È dura, ma quando supero l’esame, mi sento gratificata e così non dicono che le bidelle sono tutte “ciucce”. E poi “Nisciuno è nato 'mparato”. PERCHE’ Quali sono i suoi hobbies? Paola: Guardare tanta televisione, andare al cinema e leggere i libri dei vampiri “Twilight”, “Promessi Vampiri”. Un’altra grande passione è quella della recitazione che ho coltivato soprattutto da ragazza nel gruppo di recitazione “I Bricolage”. E’ una passione che vorrei riprendere. Lei si ritiene una mamma apprensiPERCHE’ va con i suoi figli? Paola: Uuuuuh!!! Tantissimo! Come tutte le mamme! Chi te vo' bene cchiù de ‘na mamma?! Ho molta fiducia in loro ma devo sempre sapere dove stanno. Pensa che seguivo mia figlia in discoteca. Con i miei figli ho un rapporto da mamma-amica ma sempre prima mamma e poi amica.

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Che ruolo ha la passione nella sua vita? Paola: Sono molto innamorata di mio marito, dopo tanti anni di matrimonio, la notte dormiamo ancora abbracciati, ci facciamo i “weekkkend” romantici…  megliò e' chistu (ride). Soprattutto le persone napoletane PERCHE’ riescono ad avere un “modo di dire” adatto per ogni occasione. Ce n’è uno che lei cita più frequentemente? Paola: Di detti ce ne sono tanti! Per me “Ogne scarrafone è bell’a mamma soja” e “A’ libertà pure o’ pappavall l’adda prova”. Quali sono i suoi programmi prePERCHE’ feriti? Paola: Vedo molta televisione perché mi tiene compagnia e mi piace. I miei programmi preferiti sono “Uomini e donne”, “Ballando con le stelle” e tutti i telefilm e i film romantici. Può dirci di sé 3 pregi e 3 difetti? PERCHE’ Paola: Simpatica, rigida alle regole, dico sempre la verità. song nu' pò rompiscatole, assillante, parlo sempre e alzo la voce, sono un po’ nervosetta. Mio marito dice che so “pazz”. Cosa pensa del fatto di essere staPERCHE’ ta scelta da Il Perché come Personaggio del mese? Paola: Mi sento molto onorata, non me l’aspettavo e vi ringrazio molto. Grazie signora Paola della dispoPERCHE’ nibiltà e ora anche noi possiamo dire che "te avimm conosciùt megliò!”

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Andrea Lusuardi, Sara Granini


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Scotti e bruciati Pasta alla carbonara Ingredienti:  spaghetti;  pancetta;  ½ tazza parmigiano grattugiato  4 tuorli e 2 albumi  olio extra vergine di oliva  sale  pepe

Piramide Ingredienti:  3 uova intere  1 tazza da colazione di zucchero  1 tazza di olio di semi  1 tazza di latte  2 cucchiaini di bicarbonato diluito con aceto  Buccia di 1 limone grattugiato  Farina  Polvere di cocco

Carbonara Storia e ricetta della “pasta alla carbonara”. La “pasta alla carbonara” è un piatto molto popolare e gustoso. Il suo nome è legato ai carbonai, si dice infatti che sia stato inventato dagli affiliati alla Carboneria che sembra lo preparassero di fretta. Per timore di essere scoperti e di fuggire da un momento all'altro durante le loro riunioni segrete, idearono questa ricetta perché era il modo più veloce e semplice di preparare un piatto buono e sostanzioso. Procedimento Mettere a bollire l'acqua, tagliare a dadini la pancetta e friggetela con un po’ d'olio fino al punto di cottura. tenere un composto omogeneo. Aggiungere la buccia grattugiata del limone, il bicarbonato e la farina. Impastare a mano fino a quando il composto non attacca più alle mani. Dividerlo quindi in 10 porzioni uguali, posizionarli per la cottura su un testo da forno capovolto e cuocere a 160°. Per la farcitura 2 litri di latte 4 buste di budino al cioccolato

Procedimento

1 barattolo da 750g di nutella

Amalgamare uova e zucchero e aggiungere l’olio con il latte lentamente e mischiare fino ad ot-

Bollire il latte con le 4 buste di budino girando costantemente a

Cuocere gli spaghetti. Sbattere i tuorli e uno o due albumi, fino a ottenere una cremina. Aggiungete il formaggio, il sale e il pepe. Appena gli spaghetti sono pronti, scolateli e trasferiteli immediatamente in un contenitore riscaldato. Aggiungete la pancetta e versate la cremina d’uovo sulla pasta mescolando velocemente per non fare addensare o cuocere le uova. Servite immediatamente. Sede di Itri

fuoco lento fino ad ebollizione. Quando bolle, aggiungere la nutella. Far raffreddare e stendere la crema su ogni sfogliatella tenendone un po’ da parte. Dopo la farcitura, lasciar riposare per 5 ore almeno. Poi tagliare il dolce dandogli la forma di una piramide. Utilizzare la crema rimasta per ricoprire la piramide e infine spolverare con polvere di cocco. Sara Granini

Curiosità: come nacque “l’Uovo di Pasqua” L'Uovo di Pasqua, come tutti sanno, è un dolce della tradizione pasquale, divenuto uno dei simboli della festività cristiana. Esso in realtà esiste da prima della nascita della religione cristiana. Infatti molti millenni avanti Cristo secondo alcune credenze pagane, il cielo e la terra erano considerati come i due emisferi che andavano a creare un unico uovo, l'uovo della vita. Anche gli egizi vedevano l'uovo come la perfetta fusione dei 4 elementi: acqua, aria, terra e sole. I persiani e gli egizi, avevano la tradizione di scambiarsi uova

vere all'inizio della stagione primaverile, a volte decorate a mano. La leggenda asiatica racconta di un enorme uovo trovato da due pesci nell'Eufrate, portato sulla riva e covato da una colomba da cui nascerà la dea Ishtar, signora dell'amore, della vita e della fertilità. Lo scambio di uova decorate si sviluppo anche nel Medioevo come regalo alla servitù, in questo periodo l'uovo decorato passò da essere un simbolo della rinascita della natura primaverile a quella del cristianesimo, della rinascita dell'uomo.

Questa tradizione pasquale nacque in Germania quando fra i doni pasquali comparvero anche le uova.


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I.I.S. “San Benedetto” Via Mario Siciliano, 4 04010 B.go Piave - Latina tel. 077369881-fax 0773662890

E-Mail: redazione@ipasanbenedetto.eu

Redazione: Daniela Fiorentini (direttore) Silvia Sessa (caporedattore)

Marika Carnali, Luca D’Ambrosio Chiara Franceschetti, Matteo Santangelo Luca Barreca, Sara Granini Silvia Vallone, Anna Maule, Gianmarco Corinto, Andrea Lusuardi, Valeria Acquarelli Responsabili del Progetto:

Siamo su internet! www.ipasanbenedetto.eu

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Prof.ssa Cristiana Angiello Prof.re Claudio Cappelletto (grafica) Assistenza tecnica:

Mauro Coppotelli

Collaborazione fotografica:

Prof.re Luciano Di Ciccio Luca Catrisano, Federico Galafate

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La redazione del IL Augura a tutti i suoi lettori una PERCHE’

Acquista Riccardo Baldin Luca D’Amico Antonio D’Angiolillo Carmina Ferrante Mario Marangon Gianpaolo Palazzo Luigi Pintus Andrea Martina Romani Stefano Salani Martina Simeone Luca Stazi Riccardo

13/03/1994 Roma 15/03/1994 Roma (RM) 17/03/1994 Terracina (LT) 21/03/1994 Latina (LT) 18/03/1994 Anzio (RM) 18/03/1994 Anzio (RM) 20/03/1994 Latina (LT) 15/03/1994 Velletri (RM) 16/03/1994 Velletri (RM) 20/03/1994 Latina (LT) 23/03/1994 Cori (LT) 03/03/1994 Roma (RM)


Giornalino Scolastico marzo 2012  

Giornalino Scolastico marzo 2012

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