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Gennaio 2014

S.O.S MADRE NATURA QUANDO L’UOMO E’ NEMICO DELLA TERRA

Con

QUESTO MESE: S.O.S. Madre Natura Ambientiamoci Le Mafie temono più la scuola che La giustizia Io non bullo e tu Alla riconquista del piccolo ecosistema naturale Il Baratto una nuova forma di economia? L’ITS Bio-Campus di Latina al Primo Traguardo Noi siamo ancora qua Amici a 4 zampe I have a dream Testimonianza su El-Alamein Un dono salvavita del Rotary Dillo con un fiore I volti della solidarietà I Personaggi del mese Facce da copertina Sportivamente Cinema - Musica Scotti e bruciati dal mondo Scotti e bruciati

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l’inizio del XXI secolo, l’impatto negativo

dell’uomo sull’ambiente si va facendo sempre più evidente. Quasi la metà della superficie terrestre è ormai destinata ad agricoltura e a pascolo permanente e circa la metà delle foreste tropicali è stata distrutta o danneggiata. Interi ecosistemi di acqua sono stati gravemente inquinati da sversamenti di qualsiasi tipo e da perdite di petrolio. Per non parlare del suolo, ormai capace solo di produrre frutti avvelenati. Un esempio lampante purtroppo è molto vicino a noi e riguarda la cosiddetta Terra dei fuochi: una vasta area situata nell’Italia meridionale, tra le province di Napoli e Caserta, avvelenata da roghi di rifiuti. Secondo rilievi e analisi dell’ARPA (Agenzia Regionale per la


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I.I.S. “San Benedetto” Via Mario Siciliano, 4 04010 B.go Piave - Latina tel. 077369881-fax 0773662890

E-Mail: redazione@ipasanbenedetto.eu

Siamo su internet! www.ipasanbenedetto.eu

Redazione:

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Daniela Fiorentini (direttore) Silvia Sessa (caporedattore) Abagnale Alessia, Aneghini Silvia, Bazzucchi Sarah, Bica Laura, Capasso Fabiana, Cappelletto Petra, Carnali Marika, D’Ambrosio Luca, D’Ambrosio Chiara, De Lucia Mariangela, Della Corte Fabio, Dell’Unto Aurora, Di Bella Marika, Di Rocco Cristina, Esposito Bruno, Franceschetti Chiara, Gallina Eliana, Magrini Maila, Occhipinti Giuseppe, Polizzi Marco, Quadara Rosanna, Rea Alessandro, Tolli Giorgia, Torrao Arianna, Valentini Alessandra (redattori) Responsabili del Progetto:

Prof.ssa Cristiana Angiello Prof. Claudio Cappelletto (grafica) Assistenza tecnica:

Mauro Coppotelli


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Protezione Ambientale), i suoli di necessità di poter disporre di risorquest’area sono contaminati da una se primarie da reperire negli ecosiquantità talmente elevata di diossi- stemi locali compromettendone così na, cadmio, piombo e altri veleni, l’integrità. Sentiamo sempre più dannosi non solo per l’uomo, ma spesso parlare di catastrofi naturaanche per l’ambiente, da assicurare li, senza renderci conto che molte di a gran parte degli abitanti una queste sono causate proprio da noi: morte certa per cancro. Di tutto ciò con i prelievi di gas - al di sotto delsono responsabili le Ecomafie, ov- la superficie terrestre - continuiamo vero le organizzazioni criminali generalmente di tipo mafioso, che fanno affari in quelle terre, a danno dell’ambiente e della salute dei cittadini. In quel territorio infatti sono state interrate dalla Camorra sostanze nocive per la salute. Ora si tratta di attivare azioni di bonifica ma è molto forte il timore che si possano verificare infiltrazioni della Camorra. Questo è stato il pensiero espresso da don Patricello - parroco di Caivano - che il 22 gennaio 2014 si é recato a colloquio con il Presidente Giorgio Napolitano, a provocare terremoti, maremoti e al seguito delle mamme dei bimbi l’abbassamento della crosta terremorti di tumore per l'inquinamento stre stessa. L’utilizzo massiccio di nella Terra dei Fuochi. La Ca- mezzi di trasporto inquinanti, il morra esercita il proprio controllo proliferare di fabbriche, l’immissiosu questo territorio da più di ne di gas tossici nell’atmosfera… trent’anni sversando illegalmente i tutto questo è causa d’inquinamenrifiuti, nelle campagne o ai margini to ambientale, che si ripercuote su territori, cultudelle strade, re, uomini, aniincendiandoli e a sono infiniti gli esempi mali e addiritfacendo così che potremmo fare prendentura sul clima. disperdere do in considerazione il male Le emissioni di nell’ambiente quei veleni mor- che l’uomo fino ad oggi ha anidride carboinflitto alla natura. nica e la contali. centrazione dei Ma la distruzione degli ecosistemi locali da parte de- gas nell’aria, che provocano l’effetto gli esseri umani non è un fatto né serra, hanno raggiunto livelli renuovo né insolito: fin dall’inizio del- cord. L’impatto negativo del riscalla sua storia l’uomo ha inflitto dan- damento globale è oramai ben chiani significativi all’ambiente. Egli ro: aumento del livello del mare, aveva iniziato a incendiare le sava- disastri naturali come uragani e ne dell’Africa almeno 50.000 anni tifoni che minacciano l’umanità fisifa, la caccia fu la causa dell’estin- camente ed economicamente. Ondazione su larga scala della megafau- te di caldo che bruciano i raccolti, na e durante il Neolitico, la nascita tempeste e inondazioni fuori stagiodei primi villaggi portò con sé la ne e siccità mettono in pericolo gli

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individui, le comunità e la sicurezza alimentare. Se la Terra continuerà a riscaldarsi e le calotte glaciali a sciogliersi, i livelli del mare saliranno e minacceranno le comunità costiere in tutto il mondo. Non dimentichiamoci poi di chi vive sotto l’acqua, l’inquinamento marino sta portando all’eutrofizzazione, dal greco eutrophia (eu = buona, trophòs = nutrimento), ossia alla proliferazione di alcune specie di alghe che, impedendo il passaggio del sole, causa la scomparsa di specie vegetali ittiche. Inoltre lo sfruttamento di diverse specie marine, che non tiene conto del loro ciclo naturale, ne sta causando l’estinzione. Gli uomini affermano di conoscere i principi della Natura e pensano di poter controllare questa grande macchina troppo bella e complicata per l’intelletto umano… Il pianeta Terra ci aveva donato in origine ecosistemi perfetti e incontaminati. Ci aveva offerto tutta la sua abbondanza, accoglienza e generosità… noi invece, con la nostra arroganza e convinzione di poter dominare tutto e tutti, ne abbiamo deturpato il volto, rendendolo sfatto e sofferente… Dobbiamo immaginare la Terra come un grande organismo capace di sentire e percepire qualsiasi movimento, qualsiasi dolore, qualsiasi piacere…proprio come noi che siamo suoi ospiti…noi che ricambiamo la Terra facendola soffrire. Il nostro compito è quello di percepire e ascoltare i suoi lamenti, facendo in modo di curare le sue ferite come lei si è sempre presa cura di noi. Siamo ancora in tempo, adesso siamo noi che dobbiamo prenderci cura di lei, cercando di porre rimedio a tutto il male che le abbiamo fatto… Daniela Fiorentini (4°B Tc)


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AMBIENTIAMOCI MARE NOSTRUM In tutti questi anni, frequentando l’ambiente marino ed essendo il più giovane degli atleti in Italia, ho avuto modo di ascoltare “gli anziani” che mi raccontano di fondali oramai scomparsi, fondali pieni di pesci e di vita marina, raccontano di acque cristalline e non inquinate. Io stesso, in questi anni d’immersioni subacquee in apnea, porto in me ricordi di un mare diverso da quello che si vede oggi. Sui fondali capita spesso di imbattersi in pneumatici di automobili, in enormi pezzi di plastica, in carcasse di animali che uomini senza scrupoli gettano in mare come fosse una discarica senza fondo. Con il mio circolo subacqueo, nell’Ottobre 2012, abbiamo organizzato

una pulizia dei fondali marini, la prima della storia di Foce Verde ebbene, dal mare abbiamo tolto di tutto e se dico tutto, ci dovete credere! Abbiamo riempito, sino al limite, un cassone da camion della nettezza urbana di pneumatici di automobili, batterie delle stesse, reti da pesca abbandonate, plastica di vario genere, vecchi frigoriferi e chi più ne ha, più ne metta. Nelle tante reti che abbiamo levato dai fondali, c’erano ancora pesci agonizzanti ed erano solo le prede della notte precedente la manifestazione! Pensate in mesi e mesi quale ecatombe possano aver provocato tali micidiali attrezzi da pesca! Per questo amo la pesca subacquea, essa mi permette di selezionare le prede e di scegliere quelle che hanno già avuto diversi cicli riproduttivi. Questa filosofia, se applicata da tutti, farebbe il bene del mare. Nella nostra scuola di pesca subacquea e di immersione in apnea

insegniamo a pescare e a rispettare il mare, con lezioni di biologia e conoscenza della fauna ittica. Grazie a queste lezioni s’instrada l’allievo al rispetto totale del mare. Qualcuno potrà pensare che quello che scrivo è in netta contraddizione, infatti la frase “ rispetto della fauna marina” cozza violentemente con le parole “pesca subacquea”…nulla di più vero, se noi uccidessimo tanti animali e magari con le uova ancora da deporre, ma così non è! La cernia, ad esempio, superato un certo peso (circa 3 kg), non produce più uova (ermafroditismo proterogenico), cambiando sesso e diventando per il mare un “mangiapesci”, pescarla a questo punto della sua vita, non produce danni eccessivi all’ecosistema. Un altro pinnuto in grado di effettuare la variazioni di sesso è l’orata, infatti tutti gli esemplari giovani sono maschi, al contrario, i grossi esemplari saranno tutti di sesso femminile (ermafroditismo proterandrico). Stabilire il momento esatto in cui avverrà questo fenomeno è però impossibile, poiché la variazione sessuale è determinata da una serie di fattori: densità di popolazione della suddetta specie, risorse alimentari offerte dal sito prescelto per la riproduzione e grado di inquinamento delle acque marine. Il mare per rispettarlo bisognerebbe guardarlo “da sotto”, solo se si guarda il fondale, si può capire di cosa esso abbia bisogno per poter continuare a produrre


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Plancton, da questo parte tutto, il PLANCTON! Al mattino sotto la doccia fa piacere a tutti insaponarsi copiosamente, fa comodo a molti gettare il “Cotton fioc” nel water, o versare in esso i residui di olio che la sera precedente è stato utilizzato per friggere in cucina. Ebbene sappiate che tutto quanto finisce nella fogna e tutto quel che finisce nelle fogne irrimediabilmente finisce in MARE!!! Il mare è vita e la vita è preziosa. Impariamo ad amarlo anche quando non siamo in vacanza, rispettiamolo e non prendiamolo a sputi in faccia, è un bene di tutti ed è nostra responsabilità lasciarlo meglio di come l’ abbiamo trovato. “L’UOMO SALE SULLE SPALLE DEI PROPRI AVI PER POTER GUARDARE PIU’ LONTANO” (Proverbio boscimano) Ferruccio Arcieli

INVITIAMO TUTTO IL PERSONALE: DOCENTE, ATA, E GLI STUDENTI DEL “SAN BENEDETTO” A PARTECIPARE NUMEROSI ALL’INIZIATIVA. VI ASPETTIAMO ALLE ORE 09.00 PRESSO “Porticciolo di Fosso Mascarello - Località Foce Verde” LT

“rispetto della fauna marina” cozza violentemente con le parole “pesca subacquea”…


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“Le mafie temono piu’ la scuola che la giustizia” Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie é l'associazione che da più di 17 anni si occupa di contrasto sociale alle mafie e alla corruzione. Sulla scorta delle parole di Antonino Caponnetto magistrato italiano che a partire dal 1983 guidò il Pool antimafia, dopo l’uccisione di Rocco Chinnici, suo ideatore – “le mafie temono più la scuola che la giustizia”, Libera si impegna proprio nell'educazione dei giovani, soprattutto nell’ambito delle scuole e delle università. Anche l’I.I.S. San Benedetto, da sempre sensibile alla tematica della legalità, ha avviato da tempo una serie di iniziative con Libera volte alla sensibilizzazione e alla formazione delle coscienze giovanili sui temi dell'educazione alla legalità in tutte le sue forme e manifestazioni. Durante i mesi di novembre e dicembre, due classi dell’I.I.S. San Benedetto – 2°B Alb. e 2°B Tc – hanno partecipato a 3 incontri nell’ambito del Progetto ''Antimafia''. I ragazzi hanno avuto modo di riflettere sulle relazioni umane e sulle dinamiche che le regolano, hanno avuto la possibilità di approfondire le differenze esistenti tra criminalità organizzata e criminalità non organizzata. Tutto però non è avvenuto nella classica forma

d’insegnamento, per così dire, “calato dall’alto”, al contrario i ragazzi sono stati protagonisti del percorso di conoscenza, a partire proprio da ciò che sapevano o pensavano di sapere. Gli operatori di Libera hanno cercato di sfruttare al massimo l’innata curiosità e le potenzialità conoscitive degli studenti, rendendoli attori del percorso. Sono stati realizzati cartelloni a partire da un brainstorming di parole relative al concetto di legalità. Questa modalità di lavoro è stata molto apprezzata dagli studenti. Le classi si sono sentite coinvolte ed entusiaste soprattutto perché ogni ragazzo ha potuto esprimere liberamente la propria opinione, riuscendo a scherzare e al tempo stesso a interagire con il gruppo classe e con gli operatori di Libera. Questi hanno guidato gli studenti, spiegando loro i vari aspetti della criminalità e rendendoli consapevoli di quanto essa faccia parte della nostra quotidianità. Durante gli incontri sono state molte le frasi che hanno colpito il cuore e le coscienze dei ragazzi…''Parlare di Mafia significa anche parlare dei nostri problemi quotidiani, quindi sono cose che ci riguardano da vicino'' - ''Stato e mafia vanno a braccetto'' - ''La Mafia teme più la

scuola che la giustizia'' (Antonio Caponnetto). Queste frasi hanno fatto riflettere gli studenti sulla loro realtà quotidiana e su che cosa essi potrebbero fare per sensibilizzare la società sul problema della mafia. Quello che certamente i ragazzi hanno compreso è che la vera lotta alla Mafia avviene a partire dalla scuola, dall’istruzione…l’ignoranza costituisce terreno fertile per la criminalità, là dove c’è un alto tasso di abbandono scolastico, lì la criminalità trova un bacino di giovani vite da reclutare nel proprio esercito… Il 21 marzo – inizio della primavera e simbolo dunque della speranza che torna a nascere - si celebrerà la XIX Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Quest’anno sarà la nostra città, Latina, a ospitare la manifestazione nazionale di sabato 22 marzo 2014, intitolata “Radici di memoria, frutti d'impegno”. Invitiamo tutti i nostri studenti a prendervi parte perché la criminalità la si può combattere solo con l’impegno quotidiano e l’azione concreta. Marika Di Bella Arianna Torrao (2°B Tc)


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Io non bullo…

e tu? L’amore è più forte della pressione dell’essere perfetti Ma quando non c’è l’amore? Quando c’è solo la pressione dell’essere perfetti? Quando ti senti dire tutti i giorni che non sei adeguata, che non vali niente? Tutti parlano del bullismo, di come si affronta e di come riconoscerlo, ma nessuno parla mai di come le “vittime” tornino a casa dopo ore d’insulti. Come reagiscano e come questo le segni per tutta la vita. “Ho cominciato ad autolesionarmi, a vomitare tutto quello che mangiavo. Persino ai miei genitori non vado più bene. Ormai mi faccio schifo! Piango senza motivo e non riesco più ad accettarmi”. È questo che mi ha detto una ragazza vittima di bullismo. Inizi a chiederti quale sia il tuo errore, a farti mille domande che trovano risposte nello specchio e spesso la “soluzione” è vomitare o non mangiare affatto! E tutto per diventare ciò che LORO vogliono! Ma poi si arriva a pesare 45 kg, a diventare pelle e ossa…eppure non ci si ferma, si va avanti perché tutto quello che si sente, sono le voci dei tuoi compagni che echeggiano nella mente. I pugni e i calci che ti hanno dato è come se si rifacessero vivi sulla pelle, e allora non ti fermi e vai avanti. Sei tu a diventare il nemico di te stesso. Vorresti scappare via dal tuo corpo, ma non puoi. E allora un'altra maniera per scappare può essere tagliarsi. Far uscire i tuoi “peccati” e la tua “vergogna” ...attraverso il sangue. Tutto questo è solo l’inizio di quello che, a volte, può portare una perso-

na alla morte, a gettare la propria vita solo perché ha cercato aiuto ma non l’ha trovato, perché ha provato a gridare attraverso le sue cicatrici, attraverso il suo corpo scheletrico o attraverso le sue dita screpolate…ma nessuno ha udito la sua voce muta…

È la solitudine la cosa peggiore, la cosa di cui tutti hanno più paura, ed è proprio nella solitudine che si inciampa. Perché non c’è nessuno che possa consolarti, quando torni da scuola con gli occhi pieni di lacrime, nessuno a dirti “vai bene così come sei!”. Allora si ritorna a farsi del male o a rifiutare il cibo. Ma le persone non servono, se non sei TU a voler guarire. Hai due scelte: andare avanti e farti portare via la tua vita, o chiedere aiuto e avere una vita migliore. Deve iniziare tutto da una scelta personale. Devi trasformare quei tagli in cicatrici e portarli sul tuo corpo come una “lezione”, che è lì per ricordarti che

sei ancora in piedi, che hai vinto una guerra contro te stessa e contro il mondo, che la tua debolezza non è altro che la tua più grande forza, semplicemente perché è TUA. Tu non appartieni alle tue dipendenze. Forse è vero, sei sola, forse è vero che a loro non interessano i tuoi problemi, ma questo non deve interessarti, devi riuscire a trasformare te stessa dal tuo peggior nemico, al migliore amico che tu abbia mai avuto… il resto verrà da sé. Alle persone autolesioniste/ bulimiche/anoressiche o vittime di bullismo vorrei dire che so come si sentono e so quanto sia brutto non poter “vivere bene”. Ma sappiate che c’è sempre qualcuno con voi, magari vostra madre, vostra sorella, un compagno di scuola, anche un’estranea come me o semplicemente e soprattutto VOI STESSE! E poi come dice Demi Lovato: “L’amore è più forte della pressione dell’essere perfetti” Famosa cantante e attrice americana, la giovanissima Demi Lovato ha un passato scioccante e difficile, fatto di disturbi alimentari, di droga e di bullismo. Lei stessa ha infatti raccontato di aver subito frustranti atti di bullismo a scuola, che hanno compromesso il suo equilibrio, condizionandone negativamente la vita, almeno per un certo periodo…ora fortunatamente il passato è alle spalle. Cristina Corsi 3°B P.I.


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Alla riconquista del piccolo ecosistema naturale

Noi ragazzi del 4°A Agr. - con la collaborazione del 4°B Agr. e ovviamente insieme ai nostri docenti di materie professionali, prof.ri Livia Armandi e Claudio Cappelletto - abbiamo deciso di ripristinare e valorizzare il piccolo ecosistema naturale. Questo progetto è nato da un'iniziativa della prof.ssa Livia Armandi che, attraverso la disciplina “Valorizzazione del territorio”, ci ha messo subito in contatto con il mondo reale, permettendoci di agire concretamente su questa piccola area che era in stato di abbandono e di degrado. Essa, che comprende anche un laghetto, è situata all'interno dell'I.I.S. San Benedetto, nelle vicinanze del reparto meccanica ed è delimitata su tre lati dalle pensiline e su un lato dall'edificio dell’officina. Come primo lavoro, noi ragazzi ci siamo divisi in tre gruppi: un gruppo di disegnatori, un gruppo di scrittori e un gruppo di fotografi. Ci siamo quindi recati presso il laghetto per effettuare una prima perlustrazione dell'intera area. Ogni gruppo ha svolto il proprio ruolo: osservazione attenta delle varie essenze presen-

ti, studio delle diverse parti del piccolo ecosistema da ripristinate o addirittura da rimuovere. Dopo aver raccolto il materiale e averlo commentato e discusso in classe, abbiamo dato iniziato a un intenso lavoro: rimozione di un albero cariato che impediva l'accesso all'isolotto “Lorenzo Island”, pulitura di tutti i vari passaggi utili per il lavoro di ripristino. Liberati i passaggi, abbiamo iniziato a disboscare una parte del laghetto per volta, rimuovendo rovi ed edera che impedivano la crescita regolare delle piante alloctone presenti. Quindi abbiamo tagliato l'erba, potato alberi e asportato le radici invadenti, utilizzando solo ed esclusivamente le nostre mani. Con l’ausilio di decespugliatori, tronchesi, forbicioni e quant'altro - nel giro di due mesi - abbiamo letteralmente “tirato fuori” il laghetto dalle condizioni iniziali di degrado in cui si trovava, portando via mucchi e mucchi di erbacce, piante intere come i ligustri che oramai avevano preso possesso della zona. Abbiamo risistemato i ponticelli per l'accesso all'isolotto sito all'interno del laghetto.... ma non solo.......!!! Durante il nostro lavoro, abbiamo “pescato” dal laghetto

anche bottiglie, sedie e strumenti di laboratorio!!! Le erbacce di piccole dimensioni, come rovi e edera, le abbiamo triturate con l'utilizzo di un biotrituratore elettrico e il compost, che ne è derivato, lo abbiamo rigettato all'interno del laghetto in modo tale da fare sostanza organica. Ora che il laghetto si trova in buone condizioni, molto più pulito e più libero, dobbiamo proseguire il nostro lavoro vedendo quali piante bisogna ancora rimuovere e quali invece sarà necessario immettere al fine di creare un ambiente naturale. Insomma dobbiamo valorizzare ancora di più quest’area! Noi ragazzi stiamo lavorando al progetto dalla metà di ottobre e finora siamo davvero soddisfatti dei risultati ottenuti! Non vediamo l'ora di continuare e lo faremo nel migliore dei modi! Non vogliamo infatti che la nostra bellissima area torni al pessimo stato in cui era… anzi speriamo che, anche con il contributo rispettoso di tutta la popolazione del San Benedetto, possa diventare ancora più bella e fruibile! Avagliano Alessandro (4° A Agr.)


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Evento in redazione Il favoloso Eighteen Party, dei due gemelli Fabio e Antonio Della Corte, ha avuto luogo il 21 dicembre 2013, presso l'Agriturismo Campo Del Fico (Aprilia). La festa è stata organizzata nei minimi particolari e soprattutto in modo splendido. A partire dal loro stemma sui piatti, sulle candele fino al Red Carpet dove ogni invitato ha potuto sostare per fare la foto con i

ternati momenti canori a di-

festeggiati…da veri divi di

scorsi di auguri e di ringrazia-

Hollywood!

mento. Dopo cena, la festa si è

Ogni ospite si è davvero senti-

spostata in un’altra sala dove è

to a proprio agio e accolto nel

iniziato il divertimento vero e

migliore dei mo-

proprio

di. Fabio e An-

all'alba!

tonio,

nono-

Tutta la reda-

stante il gran

zione de Il Per-

numero

ché è felice di

tati

d’invi-

porgere

presenti,

fino

i

più

hanno trovato il tempo di dedi-

sinceri auguri di buon com-

carsi a ognuno di loro, dimo-

pleanno al nostro redattore

strando

senso

Fabio e a Antonio incrocian-

dell’ospitalità e della cortesia.

do per loro dita e cuore perché?

Durante la serata si sono al-

… il meglio deve ancora ve-

un

grande

nire! Marika Di Bella Arianna Torrao (2°B Tc)


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Il Baratto una “nuova” forma di economia? Prima dell’introduzione del denaro, l’unico modo per scambiare merci era il baratto, ovvero lo scambio di beni per ottenere altri beni. Per attribuire un valore agli oggetti si usavano merci di riferimento, per esempio in Mesopotamia esistevano le misure di orzo e successivamente di argento. Il baratto era una modalità semplice ma soggetta a problemi, uno dei quali era il vincolo di tempo: infatti chi avesse voluto scambiare merci di tipologie assai diverse, avrebbe potuto farlo solo quando entrambe le merci fossero state disponibili nello stesso tempo e nello stesso spazio. Ad esempio un baratto di arance contro grano, posti i diversi tempi stagionali di maturazione e dunque di reperibilità, sarebbe stato impossibile o quantomeno sconsigliabile praticare questo tipo di scambio. Così si passò al baratto mediato dall’uso di una terza merce la quale potesse fungere da "valore-ponte". Questo consentiva non solo di poter ampliare la possibilità di scambio oltre la contemporaneità di reperimento, ma anche di poter effettuare scambi indiretti. Questa "merce terza" fu nel mondo occidentale ben presto individuata in lavorazioni ben definite di alcuni metalli e il più noto è l’oro. Con l’oro, per fare un caso concreto, era possibile vendere i maiali nel momento migliore ricevendo in cambio delle monete ed era possibile riutilizzare lo stesso oro per comprare il grano quando fosse in maturazione. Oggi in Italia, anche a causa della crisi, l’uso del baratto è in forte crescita: oltre un milione di persone all'anno, dal nord al sud, barattano

ogni mese più di 100 mila prodotti. Ma non solo. Per poter continuare ad esistere, più di 2000 imprese, in 160 settori diversi, offrono macchinari in cambio di manodopera. Il mezzo più utilizzato oggi per effettuare questi scambi è il web, dove esistono molti portali e forum gratuiti. Una delle associazioni più famose è ZeroRelativo, che è anche il sito di scambi più utilizzato in Italia. “Il baratto fa riflettere sul

reale valore degli oggetti”, perché "non utilizzando un oggetto e abbandonandolo in casa, automaticamente lo spogliamo del suo valore" affermano a “Reeose.com”, un ecostore di baratto online. Sono nati inoltre molti mercatini e fiere (Fiera del baratto e dell’usato di Napoli, Fiera del baratto e del riuso di Ravenna, il Mercato del baratto di Pisa ecc.), riviste di annunci (“Secondamano” di Milano, “Porta Portese” di Roma, “Il Fè” a Ferrara e molti ancora), un mercatino radiofonico (“Passatel” che va in onda su Radio Popolare) e addirittura si può scambiare la propria casa. Per esempio vado quindici giorni a Parigi e, in cambio, metto a disposizione per lo stesso periodo il mio appartamento

di Sabaudia. (www.scambiocasa.it). Gli scambi però non riguardano solo gli oggetti bensì anche il tempo, il bene forse più prezioso che una persona possiede. Nelle “Banche del Tempo” i soci mettono a disposizione le loro competenze e il loro tempo. Ogni ora vale un’ora, indipendentemente dal tipo di mansione svolta. Le ore utilizzate o ricevute per il servizio o la mansione svolta, vengono accreditate o addebitate nella banca, e poi verranno rimborsate da altre prestazioni di cui si usufruisce. Per esempio, se faccio 3 ore di baby sitting per Tizio, quelle ore saranno accreditate nella banca che provvederà a “rimborsarmele” , in base a ciò di cui ho bisogno, da chiunque altro e non obbligatoriamente da Tizio. (www.bdtlazio.it). Se il baratto normale di scambio di bene contro bene non vi convince a causa del problema di come dare un valore alle merci, potete ricorrere ai nuovi crediti virtuali come i Dropis. Essi sono precisamente crediti di baratto, che non si possono comprare ma si guadagnano scambiando beni e servizi con altre persone. I Dropis possono essere usati in qualunque mercato che li accetti come forma di pagamento. L’offerta di questi mercati varia tantissimo, dai corsi per imparare il giapponese o il giardinaggio, ai passaggi in auto, ai viaggi… una vera e propria economia parallela, quasi ai livelli di Sardex.net in Sardegna. In questa regione, che ha risentito molto della crisi economica attuale, cinque ragazzi hanno


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Chimicamente bravi

infatti ideato un circuito economico in cui i pagamenti avvengono tramite una moneta virtuale chiamata “Sardex”. Questo sistema è rivolto per ora solo agli imprenditori che scambiano le merci con i fornitori e ad altre aziende registrate al sito, pagando in Sardex. In questi scambi il denaro è solo immaginario, digitale, quindi è come se si stesse barattando della merce con dei crediti che si possono riusare nelle aziende che sono nel sistema. Un esempio pratico: Antonio ha un alimentari e compra dei prosciutti, paga il fornitore Ugo in Sardex, con l’acquisto il suo conto andrà a -500 Sardex mentre quello del fornitore andrà a +500

Sardex; se nella rete delle aziende aderenti al Sardex vi è anche un produttore di mangimi, Ugo potrà acquistare in Sardex i mangimi per i

suoi maiali. Per concludere, dobbiamo porre l’accento anche su come il baratto sia un buon modo per ridurre i rifiuti, gli sprechi e fare un po’ di retromarcia rispetto all’andamento sempre più consumistico e anti-ecologico della nostra società. Lo scambio di oggetti è un altro modo per diminuire le immissioni di CO2 - causate dallo smaltimento di ciò che scartiamo invece di valorizzare. Dobbiamo iniziare a vedere le cose sotto un altro punto di vista - e capire che se per noi qualcosa non ha più un valore, un’utilità, per altri può averne e che è quindi giusto dare nuova vita a quell’oggetto. Ecco alcuni siti di scambio dove potrete iniziare a barattare in tutto divertimento: www.reoose.com www.zerorelativo.it www.dropis.com www.bdtlazio.it (Banca del Tempo del Lazio) www.e-barty.it E nella nostra scuola? Siamo una grande comunità, con interessi spesso comuni…possiamo immaginare di iniziare a scambiare tra noi beni (libri usati, orecchini, CD musicali, cellulari…) e servizi (passaggi in auto, aiuti per i compiti, dog o cat sitting…)? Chi è interessato alla realizzazione di questa iniziativa si faccia avanti! Lorenzo Ceriscioli Luciano De Lutiis Kelvin Lemayan (4°A Serv.)

In data 15/01/2014 la prof.ssa Lucia Camilli ha accompagnato un nostro ex alunno, Leonardi Matteo, a ritirare una targa e un premio in denaro, in occasione dei Giochi della Chimica. Matteo, che si è diplomato nel giugno 2013 e ha frequentato la classe 5°B T.c. dell’I.I.S. San Benedetto, si è distinto nella fase regionale 2013, posizionandosi al 3° posto della classifica generale. La consegna del Premio è avvenuta presso il Dipartimento di Chimica dell’Università “La Sapienza” di Roma”, alla presenza del prof.re Emilio Bottari, Presidente della sezione Lazio della Società Chimica Italiana.

Offerte per Chiesa San Francesco In occasione del pranzo natalizio dei docenti e del personale ATA, e di varie iniziative da parte degli studenti del San Benedetto, tra le quali la Festa di Natale, è stata raccolta una somma di denaro destinata alla manutenzione della Chiesetta di San Francesco, sita nel verde del nostro Istituto. La somma raccolta è di € 400,00 Si ringraziano tutti per la generosa disponibilità.

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L’ITS Bio Campus di Latina al Primo Traguardo Terminati gli esami del Primo Percorso di Studi in

Tecnico Superiore delle Filiere Agrarie, Agroalimentari e Agroindustriali. in Italy’ applicate al settore Agroalimentare. Un biennio di studi che ha rispettato, così come disposto dal Miur, la costruttiva alternanza tra momenti di formazione teorica, dal carattere fortemente interattivo poiché supportati da laboratori, project work e visite guidate, e periodi di training on the job nelle aziende del territorio: un format che favorisce in maniera efficace l’acquisizione consapevole di principi, procedure e metodologie conosciute in aula. 13 studenti su 13 hanno superato In corrispondenza della fine del meno presente tuttavia anche nel

con successo le tre prove disposte

2013, si è chiusa anche la prima nostro territorio. Così come gli al-

dal Miur: la prima, ad opera

dagli tri, anche l’ITS Bio Campus di La-

dell’Invalsi – l’Istituto nazionale

Istituti Tecnici Superiori (ITS) a tina giunge infatti al suo primo

per la valutazione del sistema edu-

partire dal 2011. Assistiamo da traguardo, conseguito assieme agli

cativo di istruzione e di formazione

alcuni mesi ormai in tutta la peni- allievi del percorso di studi in Tec-

– in collaborazione con la Conferen-

sola al susseguirsi delle verifiche nico Superiore delle Filiere Agrarie,

za dei Rettori delle Università Ita-

previste al termine di ogni ciclo Agroalimentari e Agroindustriali.

liane (CRUI), si componeva di un

formativo per l’acquisizione del Un curriculum formativo centrato

test a risposta multipla teso a valu-

‘Diploma di Tecnico Superiore’, ti- sulle Nuove Tecnologie per il ‘Made

tare il bagaglio di conoscenze e abi-

tolo equiparabile al V livello del

lità acquisite dai discenti nella tra-

Quadro Europeo delle Qualifiche –

duzione concreta di principi e meto-

EQF. 116 il numero dei percorsi

di scientifici; la seconda, sviluppata

attivati in tutto il Paese entro il

dal Comitato Tecnico Scientifico

2012, 2.421 gli allievi frequentanti.

proprio della Fondazione Bio Cam-

E’ chiaro che, se si considera il ba-

pus, richiedeva la risoluzione di un

cino potenziale, si tratta ancora di

problema

un fenomeno di nicchia. Un feno-

scientifica; la terza prova, per con-

sperimentazione

condotta

di

matrice

tecnico-


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PERCHE’ Pagina 13

cludere, consisteva in un collo-

avanzamento qualitativo e di

quio orale focalizzato sulla di-

una valorizzazione del Made in

scussione di un project work

Italy nei mercati locali ed inter-

sviluppato dagli allievi nel corso

nazionali.

del tirocinio. A giudicare gli esa-

Di certo il lavoro della Fondazio-

minandi, la commissione presie-

ne Bio Campus non si arresta a

duta dal Prof. Augusto Paren-

questa

te, Preside della Facoltà di Bio-

all’insegna di un continuo mi-

tappa,

ma

prosegue

tecnologie della Seconda Uni-

glioramento finalizzato alla versità degli Studi di Napoli, compo- co della Fondazione. Volendo tirare creazione di valore e occupazione. sta inoltre dal Prof. Giuseppe Car- le somme su base nazionale, i risul- E’ attualmente in corso di svolgibonetti, quale rappresentante della tati generali in termini di placement mento il Percorso di Studi in Regione Lazio, dal Prof. Enzo Da- sono ad oggi incoraggianti: secondo “Tecnico Superiore per il Controllo pit, rappresentante dell’Istituto di le statistiche divulgate dal Miur e Qualità” e fino al prossimo 19 Istruzione Superiore San Benedetto riferite ai primi 825 diplomati, i Gennaio rimarrà aperto il Bando (sede del corso ITS), dal Dott. Paolo nuovi occupati arrivano a ricoprire per l’ammissione al Curriculum di Mastrantoni, esperto del mondo il 57% del totale. Anche per quanto Studi in Tecnico Superiore Per Il del lavoro e dal Dott. Roberto riguarda gli ex studenti dell’ITS Bio Controllo, La Valorizzazione e Il Bianchi, direttore del For.Agri. Campus, gli sbocchi professionali Marketing Delle Produzioni AgraFondo Paritetico Nazionale Inter- sono piuttosto vasti. Di fatti, avendo rie, Agroalimentari ed Agroinduprofessionale per la formazione con- sviluppato competenze inerenti ogni striali. tinua in agricoltura, entrambi desi- singola fase del ciclo di vita del prognati dal Comitato Tecnico Scientifi- dotto, i nuovi professionisti potranno inserirsi in impre-

Per info: www.fondazionebiocampus.it

se che producono, la-

Monica Spinazzola

vorano, distribuiscono

Fondazione per l’ITS Bio Campus

e

commercializzano

generi

agro-

alimentari apportando innovazioni tecnologiche e ottimizzando le linee di intervento in virtù di un


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Numero 14

PERCHE’ Pagina 14

Noi siamo ancora qua! ma muta da sub la ebbi in regalo all’età di circa sette anni e poiché non ne esistevano di misure così piccole, mio padre fu costretto a confezionarla lui stesso, utilizzando pezzi di varia provenienza e tanti tubetti di colla. Un “novello arlecchino” insomma… Iniziai a immergermi in apnea e a catturare, con la fiocinetta, polpetti e piccoli scorfani sempre sotto lo stretto controllo del mio "maestro". Poi diventai più grande e man mano che crescevo, le prede aumentavano di peso e dimensioni, il mondo sottomarino mi prendeva sempre di più e le mie maestre di scuola elementare si erano oramai rassegnate ai continui disegni che facevo in

mia attività sportiva non si è mai interrotta. Al contrario mi sono dedicato anima e corpo ad allenamenti dentro e fuori dall'acqua, alternando sessioni di allenamento in piscina e pescate in mare durante tutte le stagioni per poter migliorare le mie performance apneistiche e venatorie. Nel 2008 mi sono affacciato al mondo delle competizioni al fianco di mio padre...eh sì...il mio maestro, era finalmente diventato il mio compagno di squaCiao a tutti, mi chiamo Ferruccio dra, partecipando a svariate gare Arcieli, sono nato a Latina il 13 di pesca subacquea in apnea a liAgosto del 1990. Mi sono iscritto a vello regionale e nazionale e riuquesto Istituto nel 2003 al corso scendo a raccogliere qui e lì discreti Chimico-biologico, nel 2008 ho efrisultati. Nei Campionati Regionali fettuato il trasferimento al corso a squadre del 2012 e 2013 abbiamo Agro-ambientale conseguendo il concluso rispettivamente in terza e diploma di maturità nel in seconda posizione. 2010… eh sì… la nostra scuola Nel 2012 intraprendo un peron è un caso se lo stesso destino corso di studi che mi porterà in mi piaceva talmente tanto che ho voluto protrarre i miei studi sia capitato a mio padre, Sandro! breve a conseguire il mio breper un paio di anni in più. Dopo “Talis pater, talis filius” recita- vetto di "istruttore federale il diploma ho immediatamente di pesca in apnea". Nel 2013 vano nell’antica Roma! iniziato a lavorare presso un’aarriva una svolta importante zienda di forniture dentali sita in nella mia "carriera" di apneiLatina; per un paio di anni mi è classe. Questi ritraevano i meravi- sta. Durante un viaggio di pesca in toccata la classica gavetta, svolgen- gliosi fondali marini che esploravo Corsica, in compagnia di amici, do mansioni di varia natura all’in- durante i fine settimana, disegnavo anch'essi pescatori subacquei, scopterno dell’azienda. Nel 2010, rag- saraghi, cernie e ricciole e altri pe- pia dentro di me una nuova grande giunto un discreto livello di espe- sci che creavo con la mia fantasia. passione...la pesca in profondità. rienza, ho iniziato a lavorare come Nei disegni era onnipresente la Questa è la tecnica che più di tutti agente di commercio… come im- mia figura e quella di mio padre mi entusiasma, il lungo “volo” verprenditore di me stesso insomma. durante le nostre azioni di pesca so il fondo, la compressione della Ad oggi svolgo la medesima attività subacquea in apnea. A sedici anni muta sulla pelle, l’acqua fresca che con buoni risultati, ma nel corso ebbi in regalo il mio primo fucile da rapida lambisce le guance, fanno sì degli anni, un solo grande amore sub che completò l’attrezzatura che il mio corpo e la mia anima ha continuato a dimorare nel mio oramai semi-professionale. Non era diventino un tutt’uno con l’elemencuore…l’amore per il mare. solo la caccia subacquea a cataliz- to acquatico. Sin da piccolo era chiaro il rapporto zare la mia attenzione, venivo col- Auguro a tutti di poter vivere sulla che ci sarebbe stato tra me e l’ele- pito dai colori e dalle specie che propria pelle almeno la metà delle mento acquatico, e quanto questo popolavano e popolano tutt’ora il sensazioni e delle avventure che il avrebbe irrimediabilmente condi- nostro bel mare, ero attratto dal mare mi ha regalato negli anni. zionato la mia esistenza futura. colore delle meduse e dei pesci pap- Un “profondo” saluto a tutti voi… Non è un caso se lo stesso destino pagallo, ricci e seppie mi divertiva- vi aspetto! sia capitato a mio padre, Sandro! no molto con le loro tinte sgargianti Ferruccio Arcieli “Talis pater, talis filius” recita- e le figure bizzarre. Da allora sono vano nell’antica Roma! La mia pri- passati almeno quindici anni e la

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lezioni molto interessanti e poco pesanti. Le materie che preferivo erano agronomia, ecologia – avevo la media del 10 - e le materie letterarie. Quella che invece temevo di più era inglese: non ero molto portato per le lingue straniere, nonostante mi impegnassi costantemente e la professoressa fosse molto disponibile con me. A fine di ogni quadrimestre veniva assegnata una pergamena di merito ai migliori studenti e io l'ho conquistata tutti e cinque gli anni! L'ultimo anno ho avuto un po' di paura… da un lato ero felice perché sapevo che avrei concluso con successo il mio ciclo di studi e rea-

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"Caseificio Olivieri". Credo che siano stati fondamentali gli incontri scuola-lavoro svolti durante gli anni scolastici, questi mi hanno dato un’adeguata preparazione per poter affrontare subito il mondo del lavoro. Frequento anche l’Università di Scienze Agrarie e Ambientali a Viterbo; attualmente non ho l'obbligo di frequenza e questo mi permette di fare anche altre cose, oltre che studiare. Mi dedico alla tv Ciao a tutti, mi chiamo Michael e a volte partecipo come opinioniPetrucci, ho frequentato la 5° A sta alla trasmissione della MediaAgro-ambientale e mi sono diset "Forum". plomato nel 2012. Prima di sceHo avuto di recente l'occasione di gliere questa scuola, avevo optato potermi abilitare all’Albo degli per l'Alberghiero, poi valutai più Agrotecnici e dare così ulteriore interessante per me l’indirizzo valore al mio diploma. Il mio sogno Agro-ambientale. Infatti mi è aprire un'azienda agraria piace la natura e avendo teri piace la natura e avendo terre- con prodotti di qualità e un reno e animali, pensai che quepollame… spero che lo Stato sto tipo di indirizzo di studi no ed animali, pensai che questo tipo di italiano permetta a me e a avrebbe potuto avvantaggiarmi indirizzo di studi avrebbe potuto avmolti altri giovani di poter per il futuro. Mi sono impegna- vantaggiarmi per il futuro. realizzare i nostri sogni… to costantemente per tutti e Voglio ringraziare molto cinque gli anni, ottenendo ottimi lizzato le mie aspettative, ma mia madre, che mi ha sempre sorisultati…la media era dell' 8/9! dall’altro mi rattristava l’idea di stenuto, la mia seconda mamma, Durante gli anni scolastici, ho dover lasciare un luogo da me tanla professoressa Emanuela Ciarla, mantenuto un buon rapporto con to amato. Al termine dei miei stututti i docenti che hanno contribuitutti i professori, ma la professo- di sono stato premiato per aver to con il loro lavoro a costruire il ressa con la quale sono riuscito a conseguito uno dei voti più alti di mio cammino di formazione, il Dilegarmi maggiormente è stata la tutto l’Istituto. Appena uscito da rigente e i collaboratori scolastiprof di matematica, Emanuela scuola, ho iniziato a lavorare presci… so un'azienda casearia locale, Ciarla, la mia "mammina"… porterò sempre nel mio cuore tutti Con i miei compagni invece ho loro. sempre avuto un rapporto di Arianna Torrao "convenienza", non eravamo purMichela Dini (2°B T.c.) troppo una classe unita, come mi sarebbe piaciuto… La voglia di fare e di studiare non mi è mai mancata, a tal punto da collezionare pochissimi giorni di assenza, evitando soprattutto le assenze inutili. Non mi sono mai pentito della scelta fatta, questo grazie all'aiuto e alle capacità dei docenti che hanno sempre reso

...m


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Amici a quattro zampe e non..

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La Trota iridea indicatore biologico

Oncorhynchus mykiss Classe: pesci Dieta: carnivora Durata media della vita in libertà: da 4 a 6 anni Lunghezza: da 50 a 75 cm Peso: 3,5 chili Lo sapevi? La più grande trota iridea mai pesata era di 25,8 chili e aveva circa 11 anni La trota iridea, originaria del versante pacifico del Nord America, è una specie ittica oggi diffusa in tutto il mondo e particolarmente apprezzata nella pesca sportiva come a tavola. Conosciuta anche come trota salmonata e trota arcobaleno, ha una livrea dai colori suggestivi, che variano in base all'habitat, all'età e allo stadio riproduttivo. Il corpo è fusiforme, generalmente sul verde-blu o verde-giallastro con una striscia rosea laterale, il ventre bianco e il dorso e le pinne cosparse di piccole macchie nere. Sebbene preferisca i fiumi dalle acque correnti e pure, i torrenti e i laghi, in alcuni casi la trota iridea si allontana dalle sue acque dolci per seguire il corso dell'emissario fino al suo arrivo a mare. La trota

iridea si ciba di insetti, crostacei e pesci di piccola taglia. Le sue popolazioni sono floride in tutto il mondo e non sono soggette a particolari status o protezioni. Tuttavia, in alcune delle zone in cui sono state introdotte vengono ormai considerate una specie parassita non indigena.

I pesci come indicatori biologici: Negli ultimi decenni, tra i bioindicatori di nuova generazione, i pesci sono andati assumendo un crescente interesse per la valutazione della qualità ambientale in diversi ecosistemi acquatici continentali (fiumi, laghi, lagune costiere, estuari). L’esigenza di utilizzare i pesci per il monitoraggio ambientale, secondo procedure di classificazione e valutazione basate sempre più su un approccio ecosistemico, è stata evidenziata nelle legislazioni degli USA (già da oltre un ventennio), di altri Paesi industrializzai e soltanto recentemente in Europa,

attraverso la WFD del 2000 (Karr and Chu, 1999; European Union, 2000; Kurtz et al., 2001). L’utilizzo dei pesci come indicatori negli ecosistemi acquatici è basato sull’assunto che le specie e le comunità ittiche sono indicatori sensibili, in grado di evidenziare cambiamenti ambientali. La sistematica dei pesci è più semplice di quella di altri gruppi • Molte specie ittiche possono essere mantenute in cattività in impianti di acquacoltura dove è possibile produrre un gran numero di uova embrionate, larve e giovanili utilizzabili per test ecotossicologici • E’ possibile prelevarne sangue in maniera non distruttiva (es. prelievo dal cuore), sia in campo che in laboratorio, consentendo più prelievi nel tempo dallo stesso esemplare • I pesci ricoprono un grande interesse sociale ed economico, con molte specie e popolazioni ittiche (stock ittici) oggetto di pesca ed utilizzate in acquacoltura • I pesci sono indicatori il cui ruolo ed il cui valore (anche simbolico) è ben chiaro anche (e forse ancor di più) ad un pubblico non tecnico. Tratto da: http://www.cisba.eu/rawdocs/docu menti/workshop2005/pesci_tancion i_scardi.pdf

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IL I HAVE A DREAM! Numero 14

Salve il mio nome è Giulia Mariniello e frequento la 1°B T.C. Il mio sogno è quello di cantare! Tutto è iniziato tanto tempo fa. Avevo all'incirca 7 anni e cominciai a frequentare una scuola di canto chiamata MUSICAMICA. Da quel momento in poi, presi ad avere una vera passione per il canto. L’esperienza in quella scuola mi diede la possibilità di condividere la mia passione con tante altre persone, in particolare con due ragazze che divennero le mie migliori amiche. Andavamo a provare le canzoni a casa mia e ci divertivamo molto.... In occasione del Natale, cantai da solista la canzone “Sotto l’albero di Natale”. Quella sera ognuno di noi fece la propria esibizione. Il concerto andò liscio come l'olio e alla fine dello spettacolo, ci diedero dei piccoli regalini come premio alla nostra bravura. Finimmo anche sui giornali di Latina! Tenemmo un concerto anche ad Anzio in una casa famiglia per disabili. Fu molto emozionante perché, con la nostra allegria e la nostra musica, rendemmo felice il Natale di quelle persone. A un certo punto però decisi di lasciare la scuola di canto perché non mi sentivo più a mio agio. Non dimenticherò mai quell’esperienza, anche perché la cosa più importante è stata che mi sono divertita tanto. Adesso vorrei ricominciare, ma non so da dove ripartire… Il mio sogno è di diventare qualcuno un giorno e di fare carriera. Quando canto, mi sento molto bene con me stessa. Se ho attraversato una lunga e faticosa giornata, oppu-

re una burrasca di problemi, cantare mi aiuta a esprime il mio malessere e a star meglio. Sono capace anche di inventare la canzone che in quel momento mi serve da terapia. Mi diverte inventare canzoni, quelle che mi passano per la mente, anche in una lingua sconosciuta. Canto accompagnata dal suono della mia pianola: mi aiuta a perfezionare la voce. Adesso, purtroppo, anche se il canto è la mia passione, mi rifiuto di esibirmi in pubblico, perché ho sempre la sensazione di sbagliare qualcosa e fare una figuraccia. Questo Halloween sono venuti alcuni amici a casa mia e tutti mi hanno chiesto di cantare per loro. Non conoscevano la mia voce della quale sono molto orgogliosa, soprattutto perché mi è stata trasmessa dalla mia splendida mamma! La mia esibizione ha avuto un grande successo! Alla fine tutti mi hanno abbracciata, consigliandomi di tentare uno show televisivo per coltivare fino in fondo questo dono. Adesso continuo a cantare da sola e qualche volta, lo faccio anche in presenza di mio fratello, che mi fa sentire più sicura di me. Io sono felice di avere questa voce perché, quando mi sento sola, riesco a esprimere in una canzone tutto ciò che provo e sento. Giulia Mariniello (1°B Tc) Ciao a tutti sono Fabrizio Fabio, ho 18 anni frequento, il 5°G Chimico. Da quasi sette anni ballo salsa cubana. La mia passione è iniziata osservando i miei genitori; all’ora praticavo il calcio ma quando li guardavo ballare, mi accorgevo di imparare e di saperlo fare. Come molti ragazzi inizialmente ho preferito il calcio. Successivamente i rapporti non più buoni con la squadra mi hanno portato a cambiare, così nel febbraio 2007 ho iniziato a frequentare i corsi di ballo. Il mio sogno è quello di diventare un ballerino famoso e affermato nel mondo caraibico. Questo sogno sta prendendo sempre più concretezza grazie ai risultati positivi che sto conse-

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guendo. Da un paio d’anni infatti prendo parte, come artista, a svariati congressi a livello internazionale. Alla base di tutto c’è un pizzico di talento ma anche molto allenamento che mi ha aiutato a migliorare sia nel ballo che nell’insegnamento. La salsa cubana è una danza sociale quindi aiuta a familiarizzare meglio con le persone. Il ballo riesce a darmi emozioni, sentimenti e sensazioni che normalmente non riesco a percepire. Si prova euforia, senso di relax, allegria e soprattutto tanto divertimento. Ballare è anche un modo per far uscire fuori il tuo vero carattere, il tuo vero “essere” che nella vita quotidiana fa spesso fatica ad emergere. Andando sempre più avanti, si acquista maggiore esperienza e sicurezza in ciò che si fa, riuscendo a evitare di far arrivare al pubblico impressioni sbagliate. La salsa cubana è una vera e propria cultura che, proprio attraverso il ballo, trasmette la storia, la religione, gli sviluppi della terra di origine e anche i problemi della stessa. Questo mondo mi affascina moltissimo: si balla soprattutto con il cuore, il movimento del corpo dà solo forma sensibile alla cultura cubana. Ma il ballo è anche un modo per sfogarsi, permette di crescere anche mentalmente, di conoscere culture nuove, persone interessanti e stringere bei rapporti d’amicizia. Il ballo per me è passione! Chiara Franceschetti Fabiana Capasso (5° G Chi.)


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Ragazzi, dobbiamo essere Orgogliosi di essere italiani. Testimonianza su El-Alamein

Santo Pelliccia con il Dirigente Scol. Nicola Di Battista Il giorno 20 Dicembre 2013, presso l’Istituto San Benedetto, si è svolto un emozionante incontro con il reduce della seconda guerra mondiale, Santo Pelliccia, accompagnato dal sig. Andrea Bottone. L'incontro si è svolto nell'Aula Magna e ha avuto inizio con la visione del film "Divisione Folgore", girato nel 1954, ambientato durante la drammatica battaglia di El-Alamein. Il momento più interessante dell’incontro è stato l’intervento, a fine film, del sig.re Santo Pelliccia "Avevamo 1 lt d’acqua al giorno, con 40C. La nostra alimentazione consisteva in una scatoletta e una galletta che era talmente dura, da doverla tagliare con il pugnale! Stavamo nascosti dentro le buche, il fronte era lungo 60 km... ne sopravvissero soltanto 14... Avevamo due cappellani, che andavano a sotterrare i caduti inglesi, perché i loro compagni li lasciavano lì sul campo...Il mio battaglione era for-

mato da 1200 allievi, ne rimasero soltanto 470. Dovevamo fare l'occupazione di Malta, ci fecero credere che stavamo andando lì, invece poi ci portarono in Africa e le nostre truppe divennero truppe d'assalto. La battaglia fu molto cruenta…Si continuava a combattere con la forza della disperazione. Mentre gli Inglesi attoniti cessavano il fuoco, il nostro generale contava i soldati persi...Sul fronte di 16 km, eravamo 3500 soldati. Siccome scarseggiavano le munizioni e le mine, prendevamo tutto ciò che gli Inglesi lasciavano sul campo, perché ne sprecavano abbastanza ma noi non potevamo permettercelo...Eravamo 108.000 soldati italiani contro i 220.000 soldati inglesi, ma alla fine...il nemico non è passato sul fronte!!! Abbiamo poi marciato per 6 giorni senza acqua né cibo e abbiamo alzato il drappo bianco. Gli inglesi hanno deposto le armi per quegli unici superstiti che erano rimasti. Io fui fortunato, venni colpito solamente a un piede e dovetti abbandonare i miei compagni perché poi mi portarono all'ospedale del campo...Noi, ragazzi, dobbiamo essere ORGOGLIOSI di essere italiani, tutti quei soldati caduti al fronte di El Alamein, la battaglia più importante fatta in Africa. Ancora oggi, quando i paracadutisti vanno all'estero per conseguire i brevetti, sono rispettati e stimati, soprattutto in Gran Bretagna! Io ho accettato questo incontro con voi, per far capire a tutti gli italiani che noi NON siamo inferiori a nessuno! Mi ricordo una della tante

frasi pronunciate da un comandante inglese, catturato da noi, il quale disse: - Sapevamo di dover incontrare dei soldati già famosi, abbiamo incontrato delle rocce- e aggiunse – ogni vostro soldato è un eroe! Spero che abbiate capito i valori della Patria, della famiglia. Non è facile parlare di El Alamein, lì abbiamo perso molti compagni…ma nonostante tutto abbiamo imparato il rispetto reciproco, anche con il nemico! E' importante riprendere questi valori, solo allora potremmo tornare a essere qualcuno. Solo essendo uniti ed essendo d'accordo, si può superare una situazione drammatica come la guerra. Vi ringrazio e vi auguro un futuro migliore!!!" Terminato l’emozionante e accorato racconto del sig. Pelliccia, è seguito l'intervento della Prof.ssa Sisca, (delegata alle Pari Opportunità della Provincia di Latina) " Qui si parla di vite date per la patria, nessuno vi dice che dovete lottare fino a dare la vita, ma lottare per la VOSTRA vita, questo credo che sia importante! Grazie per la partecipazione!". I ragazzi si sono mostrati molto emozionati e interessati a questo incontro. "Che sensazione ha provato a partecipare a quella battaglia?"- chiede un ragazzo. "Io sono orgoglioso di aver fatto parte di quella battaglia, anche se non è mai bella la guerra…purtroppo non la chiede il popolo ma chi comanda le Nazioni". Prof.ssa Sisca: "Mi ha colpito molto il Suo sguardo, i Suoi occhi. Immagino sia stata un’esperienza dolorosa, ma Lei è qui oggi a ribadire quanto sia importante la vita. Inoltre, dovete sapere che il signore qui presente, fino a due anni fa, si lanciava con il paracadute!!!” Petra Cappelletto (5° B Agr.)


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Un dono salvavita del Rotary Tarricone e a Innocenzo D’Erme per aver seguito l’evoluzione del progetto con la fattiva collaborazione dell’apposita commissione del Club, alla past district governor Daniela Tranquilli Franceschetti, per la sensibilità dimostrata nell'individuare nel capoluogo pontino un istituto superiore al quale donare uno strumento medicale così utile».

IL Il Rotary Club Latina consegna un

natore Daniela Tranquilli Fran-

defibrillatore all’I.I.S. “San Bene-

ceschetti che organizzò una rac-

detto” di Borgo Piave. La cerimonia

colta fondi a favore di “Trenta ore

si è svolta giovedì 23 gennaio alle

per la vita”. Il defibrillatore ri-

ore 11:00, presso l’aula magna

sponde allo spirito della Legge n

dell’istituto, alla presenza del diri-

191/2009 e della Legge n 189 del

gente scolastico Nicola Di Batti-

2012 in cui si prevedevano i criteri

sta e della prof.ssa Filomena Si-

della distribuzione sul territorio

sca, (delegata alle Pari Opportuni-

dello strumento medico. La scuola

tà della Provincia di Latina). Lo

è stata individuata dal Rotary

strumento medicale, insieme ad

Club di Latina in considerazione

altri cinque, rientra tra quelli di-

dell’alto numero di studenti, oltre i

stribuiti sia in Sardegna che nel

1700 alunni con oltre i 300 profes-

Lazio dal Distretto Rotary 2080,

sori e personale addetto, della pre-

grazie all’impegno del distretto

senza di un convitto e di una infer-

stesso nell’anno sociale del gover-

meria interna che opera durante tutto l’orario scolastico. «Esprimo a nome di tutti i soci – afferma il presidente del Rotary Latina, Domenico Grande, sottolineando

l’importanza

dell’azione di servizio del Club sul territorio - un ringraziamento alla sezione di Latina della Croce Rossa, a Pasquale

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Dillo con un fiore I consigli di Liliana & Stefano

Liliana Filpi & Stefano Campagna

IL NARCISO Famiglia: Amaryllidaceae Genere:

Narcissus

Narcissus

L.

Consigli di messa a dimora dei esempio rose, buddleje, caryopteris, etc. Lasciamo intatti gli arbusti che narcisi I narcisi si piantano da settem- fioriscono all'inizio della primavera, bre a dicembre: una messa a di- come calicanthus, forsizie, gelsomimora precoce favorisce un migliore ni, camelie, azalee; poteremo queste radicamento, garanzia di una bella piante dopo la fioritura, perchè

è

originario fioritura la primavera successiva. adesso già preparano le gemme fiodell'Europa. Il suo nome deriva Pianta i bulbi in gruppi da 5/10 su rali. dalla parola greca narkào (= stor- qualsiasi buona terra da giardino, disco) e fa riferimento all'odore pe- vangata in profondità, abbastanza Nuove piante in giardino netrante ed inebriante dei fiori di ricca, soleggiata o leggermente Durante il periodo invernale, la alcune specie. all'ombra. Contrariamente agli altri maggior parte delle piante è a ripoConoscere il narciso

bulbi, i narcisi tollerano i terreni so. E' il periodo ideale, quindi, per abbastanza umidi d'inverno, e resi- piantare arbusti da fiore in zolla o

I narcisi annunciano la primavera stono perfettamente alla siccità esti- in vaso. Siamo ancora in tempo per piantare le bulbose a fioritura priin bellezza con l'abbondante fiori- va, che è necessaria alla formazione tura dai colori caldi e luminosi. Le dei bottoni florali. I bulbi si interra- maverile (es. crocus, allium, tulipaspecie selvatiche sono originarie no di 2/3 volte l'altezza del bulbo ni, ecc..), soprattutto nelle regioni dell'Europa, del bacino mediterra- cioè da 10 a 20 cm di profondità. An- dove gli inverni non sono molto rigineo all'alta montagna. Facilissime naffia leggermente dopo la messa a di; infatti queste piante sopportano da coltivare, queste piante da bulbo sono poco esigenti e fioriscono fedelmente ogni anno. I fiori sono a trombetta. I fiori a trombetta con

il freddo solo se sono già a dimora

dimora.

all'arrivo delle temperature più basLavori del mese in Giardino:

se. Se desideriamo invece qualcosa

gennaio

di pronto effetto, piantiamo delle

Nel mese di gennaio non sono neces- viole che non temono il gelo e fiorino essere soli o no, semplici o dop- sari grandi interventi in giardino. scono per tutto l'inverno. Anche l'epi, e sono spesso odorosi. Le fioritu- Dobbiamo preoccuparci di tenere il rica è molto adatta sia per il giardisei petali formano la corolla. Posso-

re sono scaglionate a seconda delle prato e le aiuole ben puliti dalle fo- no che per i terrazzi ed i balconi. varietà da fine febbraio per quelle glie. Nelle zone con il clima più miprecoci fino a metà maggio per le te, dove il rischio di gelate è esiguo, ultime. Il fogliame, verde azzurro- durante queste settimane è possibile

gnolo, lineare, si sviluppa mentre i potare gli arbusti da fiore a fioritura tardo primaverile o estiva, come ad fiori sbocciano.

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I volti della Solidarieta’ di volontari del C.R.S. Sublacense. Chi mi conosce sa che sono molto orgoglioso di far parte della Protezione Civile. Tutti mi chiedono perché io faccia questa attività, visto che è una prestazione assolutamente volontaria e quindi non ci si guadagna niente! Beh, a questa domanda io rispondo sempre dicendo: “Io vengo ripagato di tutto quello che faccio dalla convinzione che quando, indosso la divisa, so che sto facendo qualcosa di utile per tutti e quindi anche per me! E poi i grazie sinceri della gente danno a me e a tutti gli altri la forza e la voglia di continuare a essere volonMi chiamo Alessio Mecci e frequen- tari. to il 4°B Servizi. Sono un volontario

Alessio Mecci

di Protezione Civile presso il Cen-

(4° B Serv.)

tro Radio Soccorso Sublacense, l’associazione di volontari di Protezione Civile di Subiaco.

Cos’è la Protezione Civile

Ne faccio parte dal 2011 ed essendo È Protezione Civile tutto ciò che è minorenne, per ora mi occupo princi- finalizzato a "tutelare l'integrità palmente della sala operativa, in della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericopratica coordino le unità presenti sul lo di danni derivanti da catastrofi territorio. Durante l’anno svolgo e da altri eventi calamitosi e diretassieme ad altri volontari - molte ta a superare l'emergenza" (L. attività che vanno dallo sgombero 225/92). La Protezione Civile rapneve e spargimento sale, in inverno, presenta l'organismo preposto ad all’anti incendio boschivo, in estate. attuare tutte le misure di previsioInoltre prestiamo assistenza duran- ne e prevenzione dei maggiori rite le manifestazioni e il trasporto dei schi presenti sul nostro territorio, legati ad eventi calamitosi sia nadegenti in ambulanza dall’ospedale turali sia antropici. alla propria abitazione. Con la legge del 24 febbraio 1992, Di recente ho partecipato anche alle n.225 la Protezione Civile diventa ricerche dei due bambini che assie- "Servizio nazionale", coordinato me alla madre si erano smarriti sul dal Presidente del Consiglio dei monte Livata nel pomeriggio del 31 Ministri e composto dalle amminidicembre scorso. Il ritrovamento è strazioni dello Stato, centrali e periferiche, dalle Regioni, dalle avvenuto proprio grazie alla squadra

Province, dai Comuni, dagli Enti Pubblici Nazionali e Territoriali e da ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sul territorio nazionale. Il Sindaco è la prima autorità Comunale di Protezione Civile. Al verificarsi dell'emergenza nell'ambito del territorio Comunale, il Sindaco assume la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite. La Provincia è autorità Provinciale di Protezione Civile per eventi di cui all'art. 1 lett. b) L. 225/92 ovvero eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo che per loro natura ed estensione comportano l'intervento coordinato di più enti o amministrazioni competenti in via ordinaria. Infatti, le attività di protezione civile comportano il coinvolgimento degli enti istituzionali preposti sulla base del principio di sussidiarietà, affidando l'intervento all'organismo più vicino al territorio per livello di conoscenza e di competenza.

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Personaggi del mese Nome Cognome:

Roberta Archimio Professione: Docente Disciplina:

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Italiano

Da

quanto

tempo

insegna?

dall’altro mi sento un po’ triste, amo di più fare… viaggiare! Di reperché so che andranno via…

cente sono stata ad Amsterdam,

Ho iniziato a insegnare nel 1997

Cambierebbe qualcosa di que- una capitale europea molto bella e

presso l’Istituto Interstudio di Lati-

sta scuola?

na. Quindi 16 anni fa! Dopo un

Fondamentalmente nulla, anzi è ne per i viaggi è iniziata da picco-

lungo “pellegrinaggio” per tutta la

una scuola molto bella e si distin- la… i miei genitori hanno fatto co-

Provincia di Latina, sono arrivata

gue da tutte le altre… non sembra noscere l’Italia a me e alle mie so-

all’I.I.S. San Benedetto

di lavorare in una “scuola” appun- relle, viaggiando in camper! Espe-

Quali sono, secondo lei, i pregi

to per i suoi spazi verdi e ariosi. E rienza bellissima da piccola… ora

e i difetti dei suoi alunni?

poi ci sono tanti colleghi molto bra- odio il campeggio!

Il peggior difetto è quello di essere

vi!

molto rumorosi!... ma anche tanto

Quali hobby coltiva nel tempo Ho un pipistrello che vive nel mio

simpatici, generosi e spesso sensibi-

libero?

li verso gli altri. Ciò che più non

Mi piace leggere, fare sport, cucina- zata da questo animale e dai

sopporto è la maleducazione ma

re, nuotare, fare jogging. A questo “pennuti” in genere! “Pipi”, così è

non è il caso di questa classe

punto però vorrei imparare qualche stato simpaticamente chiamato il

Qual è il suo rapporto con gli

buona ricetta dai miei alunni mio molesto coinquilino di terrazzo,

alunni?

dell’alberghiero! Sono anche una stanzia nell’area lavanderia ed io

Ho sempre avuto ottimi rapporti

discreta intenditrice di vini… altra la sera non riesco più a uscire in

con i miei alunni e spesso li ho por-

mia grande passione! Qualche an- balcone!

tati ad affrontare l’esame di matu-

no fa ho preso il brevetto di “pennuto” che si è appropriato del

rità. Quello è sempre stato per me

“sommelier”!

un momento emozionante, perché

Per non parlare della mia passione

da un lato sono felice per loro, ma

per i viaggi… questo forse è ciò che

suggestiva. In realtà la mia passio-

Ha animali in casa? balcone! Sono abbastanza terroriz-

E

che

dire

dell’altro

mio balcone nella zona giorno?! Alessandro Rea (2°B Alb.)


IL

Numero 14

PERCHE’ Pagina 23

Nome Cognome:

Mariangela Castellani Professione: Docente Disciplina:

IL

PERCHE’

Chimica

Da quanti anni in- come tali vadano considerati. Il ascoltare la musica, non faccio segna?

mio punto debole è l’atteggiamento nulla senza di essa. Per concen-

Insegno in questa scuola dal 1999, materno… ma non posso farci nul- trarmi, correggo i compiti esclusima ho iniziato a insegnare dal 1980 la!

vamente ascoltando musica!

Ha sempre insegnato o ha pro- Che differenza trova tra i pri- In che cosa dovrebbe miglioravato qualche altra professione?

mi anni d’insegnamento e oggi, re il San Benedetto?

Ho sempre insegnato. Quando ero in relazione alla sua professio- Penso che dovrebbe migliorare la ragazza, mentre studiavo, lavoravo ne?

comunicazione tra docenti perché

d'estate in una campagna di zuc- L'entusiasmo e il rapporto con i a mio parere " ognuno viaggia per cherificio. Appena laureata, il mio ragazzi é rimasto uguale. Credo conto proprio" sogno sarebbe stato quello di fare la che

sia

cambiata

la

mia Quali sono per lei i valori fon-

ricercatrice ma per caso mi sono “professionalità” perché, con l’espe- damentali su cui la scuola doavvicinata all'insegnamento e mi è rienza lavorativa, più si va avanti vrebbe puntare? piaciuto da subito… e anche ora mi e più si acquisisce il metodo d'inse- Per me la cosa fondamentale è il piace molto!

gnamento migliore per i ragazzi

rispetto di se stessi e dell'altro…

Come si trova in questa scuola?

Cosa fa nel tempo libero?

Poi il resto vien da solo…

Mi trovo benissimo! Nel 1999 sono Mi piace molto viaggiare, mi entustata io a chiedere il trasferimento siasma vedere come vivono le peral San Benedetto perché ne ero dav- sone di altri paesi. Ho girato quasi vero affascinata!

tutta l'Europa e devo dire che mi

Che rapporto ha con gli alun- sono piaciuti di più i paesi nordici, ni?

in particolare la città di Stoccol-

Credo buono, penso che gli alunni ma. Vado in palestra tutti i giorni, siano prima di tutto persone e che faccio aerobica, step, funkfit. Amo

Marika Di Bella Arianna Torrao (2°B T.c.)


IL

Numero 14

PERCHE’ Pagina 24

Facce da copertina…?

Nome: Gianmarco

No! Gianluca è un tipo che lascia

piccolo e ho sempre cercato di ri-

molto andare, non sta lì a puntua-

spettare e far rispettare le regole.

Cognome: Demetryous

lizzare le cose, anche se è un tipo

Forse ora che sono rappresentante

molto "saggio"… in pratica l'uno

d’Istituto mi sento ancora più re-

Età: 17 anni

completa l'altro!

sponsabilizzato a farlo. Qualcosa

Classe: 4°C Agr.

Siete legati alle vostre origini

però è cambiato… gente che prima

egiziane?

nemmeno sapeva della mia esisten-

Noi in realtà siamo nati in Italia,

za, ora si reputa mia "amica"!

quindi siamo italiani a tutti gli

Qual è il vostro rapporto con la

Potresti descriver-

effetti. Comunque i nostri genitori

ci pregi e difetti di

ci hanno trasmesso le nostre origini

scuola? Vado bene a scuola, insomma…me

tuo fratello Gianluca? Gianluca è un po’ pignolo e non

egiziane, soprattutto nel modo di

la cavo! Ho sempre pensato che la

cucinare!

scuola fosse una priorità nella vita

ascolta quasi mai quello che gli si

Qual è il vostro rapporto con le

di ogni ragazzo, l'istruzione è alla

dice… è testardo, anche se è sempre

base di tutto!

molto disponibile

ragazze? Normale… cerco una ragazza che

Pensi che sia diversa la condi-

abbia sani valori e che sia seria.

zione di essere gemelli rispetto

Devo dire che punto molto sul mio

ri fondamentali della vita? La famiglia e il rispetto… questo

all’essere solo fratelli?

fascino medio-orientale…

soprattutto deve essere alla base di

Forse un po’ di complicità in più,

Pensi che la tua elezione a rap-

tutto

anche se abbiamo altri fratelli e ab-

presentante d'Istituto abbia in

Qual è un ricordo d’infanzia

biamo un ottimo rapporto anche con

qualche modo cambiato il rap-

loro simili

porto con gli altri studenti? Io sono sempre rimasto me stesso,

che vi lega particolarmente? Di ricordi ce ne sono tanti e belli…

nell'aspetto fisico, lo siete an-

sono una persona interessata al

che caratterialmente?

bene della scuola anche nel mio

Segni particolari: Gemelli

IL

PERCHE’

Oltre

a

essere

molto

Quali sono, secondo voi, i valo-

ma non ne abbiamo uno in particolare…


IL Facce da copertina…? PERCHE’

Numero 14

Nome: Gianluca

Oltre

Pagina 25

simili

Ora che mio fratello è stato eletto

nell'aspetto fisico, lo siete an-

rappresentante, mi si avvicinano

Cognome: Demetryous

che caratterialmente?

molte più persone, ma sempre e

Assolutamente no! Gianmarco è il

solo perché sono suo fratello!

Età: 17 anni

più serio dei due, è molto responsa-

Qual è il vostro rapporto con

Classe: 4°B P.I.

bile e con la testa sulle spalle!

la scuola? Me la cavo abbastanza bene, non

Segni particolari: Gemelli

a

essere

molto

Siete legati alle vostre origini egiziane? Sì, soprattutto in cucina la nostra

mi posso lamentare, non ho mai

descri-

famiglia mantiene viva la tradizio-

Quali sono, secondo voi, i va-

verci pregi e difet-

ne egiziana! Comunque noi siamo

ti di tuo fratello Gianmarco? Gianmarco è molto permaloso, for-

molto legati alle nostre radici egi-

lori fondamentali della vita? La famiglia, l’ amicizia e il rispet-

ziane

to reciproco tra le persone

se troppo serio e molto autorevole

Qual è il vostro rapporto con le

Qual è un ricordo d’infanzia

nei miei confronti…è comunque anche lui molto disponibile e al-

ragazze? Male male! Non ci sono più le ra-

che vi lega particolarmente? Quello che proprio mi salta in

truista

gazze di una volta (ride), ma si va

mente ora è quando, da piccoli,

Pensi che sia diversa la condi-

avanti lo stesso. Devo dire che mi

giocando a nascondino, a un certo

zione di essere gemelli rispetto

piace essere corteggiato, è la ragaz-

punto io sparii… chiamarono ad-

all’essere solo fratelli? Confermo anch’io quello che ha det-

za che deve fare il primo passo, an-

dirittura la polizia! Invece ero

che perché io sono un po’ timido…

semplicemente

to mio fratello…siamo solo un po’

Pensi che l’elezione a rappre-

casa, pensando di dover continua-

più complici ma siamo molto legati

sentante d'Istituto di Gianmar-

re a giocare!

anche agli altri fratelli

co abbia in qualche modo cam-

IL

PERCHE’

Potresti

biato il rapporto con gli altri studenti?

avuto problemi a scuola, anzi!

nascosto

dietro

Silvia Sessa Marika Carnali (4°B Tc)


IL

Numero 14

PERCHE’ Pagina 26

Sportivamente Intervista a Nome e Cognome:

Simone Baiano Età: 18 anni Classe: 5°D Chi. Sport: ARBITRO di CALCIO

Come hai iniziato a praticare

vo far parte del mondo del calcio e

Come funziona questo ruolo e

il ruolo di arbitro e perché?

perché volevo avere un'autorità in

come si diventa arbitri?

campo con diritti e doveri da rispet-

Molto semplice… l'arbitro ha il dove-

Ho iniziato due anni fa perché volevo inserirmi nel mondo del calcio in modo autonomo

tare Quali sono le difficoltà che s’incontrano

nell’arbitrare

una

re di far rispettare le regole del calcio alle squadre in campo. Si arriva a essere arbitro a seguito di un corso

Hai iniziato per passione?

partita?

È nato tutto casualmente, mi sono

Le difficoltà sono rappresentate

to

trovato bene con il passare del

dall'avere una costante lucidità

Hai intenzione di proseguire a

tempo

mentale e dalla capacità di mante-

livello agonistico?

Hai mai pensato, in momenti

nere l'autocontrollo Che rapporti instauri con i gio-

Sì! Se riuscirò in questo, ne sarò feli-

di difficoltà, di lasciare questo ruolo?

catori durante la partita?

Sì, mi è capitato di voler lasciare,

Con i giocatori spesso non instauro

passione?

ma alla partita successiva mi sono

nessun tipo di rapporto perché molte volte non si comportano adegua-

Due ore, tre volte a settimana e la

rialzato più forte di prima Perché hai scelto proprio il ruolo di arbitro? Ho scelto questo ruolo perché vole-

tamente Ti frequenti con loro all'esterno?

alla fine del quale si ottiene il brevet-

ce! Quanto tempo dedichi a questa

partita finale che viene giocata due o tre volte al mese Ti sei mai reso conto di aver commesso un errore subito dopo

No, non è mai successo

il fischio, compromettendo l’esi-

Quali sono, solitamente, le emo-

to della partita?

zioni che provi prima di una

No, non mi è mai capitato, sono una

partita?

persona precisa e quando prendo

Le emozioni che si provano, prima

una decisione in campo, cerco di

di una partita, sono contrastanti…

mantenerla

ansia ma anche voglia di comincia-

Ideale di stile di “arbitro” in

re!

campo, ovvero a chi ti ispiri?

Hai mai subito lamentele da

Il mio modello di arbitro è Rizzoli!

parte dei tifosi? Sì, mi capita molto spesso, direi sempre!

Eliana Gallina Rosanna Quadara (4°B Tc.)


IL

Numero 14

PERCHE’ Pagina 27

Intervista a Nome e Cognome:

Alessandro Petruccelli Età: 14 anni Classe: 1°D Alb. Sport: CALCIO

Da quanto tempo pratichi cal-

Questa è l’unica cosa che mi costa

vo mi impegno nello studio riuscen-

cio? Pratico calcio da 9 anni e attual-

un po’ di fatica, visto che il mio

do a tenere un sufficiente livello

hobby preferito è “mangiare”! In

scolastico, rendendo così i miei ge-

mente gioco nelle giovanili della

vista di una partita, la prepara-

nitori fieri di me! Loro sono sempre

Roma, nel ruolo di centrocampista o in alternativa di difensore

zione è più lunga e faticosa rispet-

stati dalla mia parte

to a un normale allenamento. Il

In che modo i tuoi genitori ti

Come è iniziata la passione

riscaldamento è fondamentale, ma

seguono nell’attività sportiva?

per il calcio? Ho un fratello più grande che ha

è la parte che mi annoia di più di

Poco prima di entrare nella Roma,

tutto l’allenamento

sono stato convocato a Genova e

iniziato prima di me e mi ha

Quali sono le emozioni che

nonostante mia madre fosse contra-

“spinto” inizialmente a giocare. Io

ria per la troppa distanza da casa,

forse, con più fortuna, sono arriva-

provi durante una partita? Quando gioco in difesa, mi sento

to nei

“giovanissimi nazionali”

molto responsabile nei confronti

to, se avessi deciso di accettare.

della Roma, lui invece gioca at-

della squadra. Il ruolo di difenso-

Ogni domenica vado allo stadio con

tualmente nel San Pietro e Paolo

re costituisce per certi aspetti

il

mio padre e anche se ho la “tessera

di Latina

momento fondamentale per guada-

del tifoso” della Roma, sono laziale

Quali sono state le tue vitto-

gnarsi la fiducia dei compagni.

e al derby tifo Lazio!

rie? L’anno scorso ho giocato il derby e

Quindi ansia e responsabilità an-

Quale

che nei confronti dei miei genitori

nonostante la tensione fosse alta,

La paura più grande che pro-

“giovani calciatori”? Di non abbattersi mai, anche quan-

abbiamo vinto 1 a 0. Il mister è

vi?

do si resta in panchina! Bisogna

stato contento e ci ha fatto i com-

Credo che, come tutti i calciatori,

dare sempre il 100% perché, prima

plimenti!

la paura principale sia quella di

o poi, i risultati arrivano!

Gli obiettivi fino ad ora raggiunti

farsi male! Un brutto infortunio

sono stati ottimi, lo scorso anno ho

può davvero compromettere la car-

fatto 12 gol - più di tutti i miei

riera!

compagni di squadra! Quest’anno

Come riesci a conciliare scuo-

ho fatto un solo gol ma decisivo, nella partita contro l’Aquila. Ab-

la e attività sportiva? Questa in realtà è la parte più dif-

biamo vinto 2 a 0!

ficile, conciliare gli allenamenti

Come ti prepari per una gara? Per quanto riguarda l’alimentazio-

con la scuola. Ho deciso comunque

ne, prima di una gara devo man-

perché da grande vorrei fare lo

giare di meno e stare più attento…

chef o il barman. Per questo moti-

di iscrivermi al San Benedetto

mi ha detto che avrebbe acconsenti-

consiglio

daresti

ai

Mariangela De Lucia Martina Sabbatini (4°B Tc)


IL

Numero 14

Il perche’:

PERCHE’ Pagina 28

cinema

Biùtiful Cauntri Anno:

2007

Paese:

Italia

Durata:

83 minuti

Genere:

Documentario

Regia:

Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio, Peppe Ruggiero

Attori:

CITTADINI ITALIANI

Trama: “Nella regione Campania operano una pluralità di commissariati straordinari di governo per le acque, le bonifiche e le cave. (..) L’11 febbraio 1994, con ordinanza del Presidente del Consiglio, la regione Campania viene commissariata per emergenza rifiuti. Durata prevista: 10 mesi… sono passati più di 14 anni e la regione Campania è ancora commissariata” Queste sono le parole che appaiono all’inizio del film, “Biùtiful Cauntri”, con protagonista la Campania e i rifiuti tossici. Quasi tutto il film si basa sulla ricerca di discariche da parte dell’educatore ambientale Raffaele Del Giudice. Durante il film egli scopre rifiuti buttati in mezzo a un bosco, una discarica di amianto e una discarica “a norma” di poca sicurezza. Fabbriche che esplodono 4-5 volte senza avvertire chi di dovere per nascondere la nube nociva e fuoriuscite di cobalto che intossicano le piantagioni nei dintorni. E poi ci sono le vite dei protagonisti dei comuni di Giuliano, Qualiano, Acerra e Villaricca. Ognuno con una storia a parte ma contemporaneamente unita all’altra. In questo film c’è tutto ma senza una trama ben precisa. C’è solo la telecamera che si muove per i comuni dimenticati della Campania e che “incontra” famiglie di pastori che devono abbattere pecore e bufale, simbolo di un’intera vita di lavoro, tutto per colpa della diossina che ha contaminato il loro pregiato latte. Famiglie che per colpa di uno Stato assente e forse connivente,

si trovano sole contro la camorra casertana e contro il disinteresse delle Istituzioni. Biùtiful Cauntri, il Bel Paese è una terra di nessuno, una discarica per lo smaltimento di rifiuti tossici perché lì “c’è gente che ha perso l’orgoglio”…. Commento: Questo è indubbiamente un film che fa riflettere. Fa riflettere sul Paese in cui viviamo e sul modo in cui lo viviamo. Quello dell’eco-mafia è un argomento che, all’epoca del film, fece molto scalpore ma che ora, a distanza di anni, risulta essere di drammatica attualità. Non dimentichiamo però che non si tratta di un fatto campano, non possiamo far finta che non riguardi la nostra realtà, anche perché recenti fatti di cronaca stanno mostrando l’esatto contrario. Biùtiful Cauntri ha avuto molti commenti positivi ma anche alcuni negativi soprattutto da parte di spettatori del Nord Italia che hanno ritenuto i contadini campani colpevoli di aver dato da mangiare ai loro animali cibo avvelenato e di aver venduto i prodotti derivati da quegli animali. In realtà l’infondatezza dell’accusa è dimostrata proprio dal film stesso che addita come veri responsabili la mafia e purtroppo le Istituzioni. Lo Stato siamo NOI e se esso o parte di esso ha un problema, è come se lo avessimo tutti e tutti insieme dobbiamo risolverlo. Perché "Napule è nu sole amaro, Napule è 'na carta sporca e nisciuno se ne importa" … ma non è così che si migliora il mondo. Cristina Corsi (3°B P.I.)


IL

Numero 14

PERCHE’ Pagina 29

SCELTA PER VOI DA

Noi non ci saremo Francesco Guccini Vedremo soltanto una sfera di fuoco, più grande del sole, più vasta del mondo; nemmeno un grido risuonerà e solo il silenzio come un sudario si stenderà fra il cielo e la terra, per mille secoli almeno, ma noi non ci saremo, noi non ci saremo.

Il mondo andrà avanti, riprenderà a fiorire anche dopo una eventuale catastrofe nucleare, il progresso riprenderà... "ma noi non ci saremo". Il mito del progresso, che sembra resistere anche alla distruzione delle bombe atomiche, viene smontato da Guccini con questa semplice struggente osservazione: noi non ci saremo. Perché in effetti, co-

Poi per un anno la pioggia cadrà giù dal cielo e i fiumi correranno la terra di nuovo verso gli oceani scorreranno e ancora le spiagge risuoneranno delle onde e in alto nel cielo splenderà l'arcobaleno, ma noi non ci saremo, noi non ci saremo. E catene di monti coperte di nevi saranno confine a foreste di abeti: mai mano d' uomo le toccherà, e ancora le spiagge risuoneranno delle onde e in alto, lontano, ritornerà il sereno, ma noi non ci saremo, noi non ci saremo. E il vento d'estate che viene dal mare intonerà un canto fra mille rovine, fra le macerie delle città, fra case e palazzi che lento il tempo sgretolerà, fra macchine e strade risorgerà il mondo nuovo, ma noi non ci saremo, noi non ci saremo. E dai boschi e dal mare ritorna la vita, e ancora la terra sarà popolata; fra notti e giorni il sole farà le mille stagioni e ancora il mondo percorrerà gli spazi di sempre per mille secoli almeno, ma noi non ci saremo, noi non ci saremo, ma noi non ci saremo

me dice il Vangelo, "che vale all'uomo conquistare il mondo intero se poi perde se stesso? che darà l'uomo in cambio di se stesso?". In questa canzone c'è dunque l'intuizione del valore infinito e insostituibile della persona, la percezione dell'esigenza di essere, di felicità, di pienezza che ogni persona porta con sè. E' la domanda semplice ed essenziale sul destino ultimo della persona: per che cosa siamo fatti? per esistere o per scomparire?

IL

PERCHE’


IL

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PERCHE’ Pagina 30

Scotti e bruciati …. dal Mondo EGITTO PRESENTAZIONE Queste ricette, di origine egiziana, sono arrivate in Redazione grazie alla mamma dei nostri due studenti, Gianluca e Gianmarco Demetryous. Senza dubbio sono piatti molto particolari, con cui potrete stupire i vostri commensali ma allo stesso tempo sono abbastanza facili da preparare e molto saporiti! Le origini di queste pietanze sono lontane e quasi si perdono nel tempo…ma sappiamo con certezza che già nell'antichità si usava preparare questi piatti specialmente in occasioni particolari! Pubblicando queste ricette, vogliamo omaggiare Gianluca e Gianmarco ma soprattutto la loro terra di origine, l’Egitto, teatro purtroppo di violenti e sanguinosi scontri fratricidi… Un grazie speciale alla sig.ra Demetryous

FOGLIE DI RISO Ingredienti    

300 gr di foglie di vite; 200gr di riso; 200 gr di carne macinata; 1 cipolla; Prezzemolo; Sale e pepe q.b.

Preparazione

1. Fare un composto di riso, carne macinata, sale, pepe, prezzemolo, e cipolla tutto macinato finemente;

2. Bollire le foglie di vite per 1-2 minuti in acqua bollente;

3. Stendere ogni foglia e farcirla con il composto preparato in precedenza e chiudere in modo da ottenere un involtino; Cuocere in un tegame per 20 minuti aggiungendo un po’ di acqua o brodo.

Un po' di storia del riso Cereale dalla storia millenaria originario dell’estremo oriente ma ormai diffuso nelle cucine di tutto il mondo essendo via via transitato dall’India (tracce di 12.000 anni fa) e dalla Mesopotamia sino all’Egitto e di li in Europa. La sua introduzione nel nostro paese fu probabilmente dovuta agli Aragonesi del regno di Napoli che sfruttarono il suo arrivo in Spagna durante la dominazione araba o forse venne portato in Toscana dalle risaie arabo-sicule di Trinacria dove non aveva incontrato grande apprezzamento da parte delle popolazioni locali. Risalendo a nord nella nostra penisola approdò nella pianura padana ove per le favorevoli condizioni climatiche, le ampie distese di terreni pianeggianti facilmente allagabili e l’abbondanza d’acqua trovò il suo habitat ideale. Pochi alimenti al pari del riso mostrano una così alta versatilità d’uso in cucina accompagnata da interessanti doti dietetiche, nelle sue diverse tipologie è infatti fondamentalmente un cibo “energetico” e facilmente digeribile con un quasi nullo contenuto in grassi e scarse proteine.


IL

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Pagina 31

DOLCE HARISSA

POLLO RIPIENO DI FARRO Ingredienti

PERCHE’

Ingredienti per dolce:

1 pollo;

250 gr di semolino;

100gr di farro;

100 gr di burro;

50 gr di burro;

50 gr di farina di cocco;

Sale e pepe q.b..

1 cucchiaio di lievito per dolci;

1 yogurt bianco;

Preparazione

50 gr di farina tipo 00;

1. Mettere il farro a mollo nell’acqua per 5 ore poi scolarlo e passarlo in padella con un po’ di burro, sale e pepe;

50 gr di zucchero

Una volta che si è freddato riempire il pollo e far bollire il tutto fino a cottura.

Ingredienti per sciroppo: 

100 gr di zucchero;

100 ml d’acqua;

succo di limone Preparazione

1. Lavorare tutti gli ingredienti insieme sciogliendo il burro fino a ottenere un composto abbastanza solido. Mettere su una teglia e infornare a 180° per circa 20 minuti. 2. In una pentola preparare lo sciroppo versando l’acqua, lo zucchero e uno spruzzo di limone e portare a ebollizione. Versare lo sciroppo sul dolce. Giorgia Tolli (1°B Alb.)


IL Scotti e bruciati ….

PERCHE’

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Pagina 32

Insalata di spaghettini Dopo i grandi pranzi e le abbuffate di fine anno, è necessario rimettersi in riga con una adeguata alimentazione… Faticoso, sì! Ma anche piacevole, se riusciamo a preparare piatti gustosi, poco calorici e poveri di grassi. Ecco una ricetta invitante ma poco calorica, ottima dunque per riprendere i giusti ritmi senza troppo stress! Ingredienti (dosi per 4 persone): 

240 g spaghetti fini

pomodori ciliegino q.b.

120 g emmenthal grattugiato grossolanamente

10 olive verdi denocciolate

la padella, finché il formaggio inizierà a sciogliersi.

10 olive nere denocciolate

Servitela subito ben calda e filante.

2 spicchi d’aglio

Questa pasta può essere gustata anche fredda, basterà

basilico q.b.

non saltarla e aggiungere l’emmenthal a pasta fredda.

origano q.b.

4 cucchiaini di olio extravergine d’oliva.

Consigli utili per tornare subito in forma e ren-

sale e pepe q.b.

dere un piatto più leggero: 

Scottate i pomodorini e spellateli o, se preferite, lascia-

non usare o limitare il burro e sostituirlo con la margarina o con l’olio extravergine d’oliva

Preparazione 

dosare quest’ultimo con un cucchiaio per rendersi conto delle quantità

teli con la buccia e tagliateli a metà. Trasferiteli in una padella e unitevi le spezie, l’aglio,

cercare di limitare o eliminare i fritti

l’olio, il sale e l’emmenthal.

mangiare poco pane, che però è sempre meglio

Fate bollire abbondante acqua salata e cuocete al den-

dei cracker insaporire i piatti con le spezie e di-

te la pasta secondo il tempo indicato sulla confezione:

minuire il sale

di solito gli spaghettini o “capelli d’angelo” hanno una cottura brevissima. Quando state per scolare la pasta, accendete il fuoco sotto la padella con la salsa; scolate la pasta, conservando un poco d’acqua di cottura e trasferite pasta e acqua nella salsa. Saltate la pasta nel-

limitare le bevande zuccherine come coca cola e simili Giorgia Tolli (1°B Alb.)


Giornalino Scolastico Gennaio 2014