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TREND

I NEORURALI

il quotidiano dei mercati finanziari

QUOTIDIANO ECONOMICO, GIURIDICO E POLITICO

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Brunello CuCinelli, Diego rossetti FeDeriCo grom e guiDo martinetti FranCis ForD Coppola antonio BanDeras, BraD pitt

il mensile per gli uomini che amano la vita - numero 152 - ottobre 2013

TEMP O DI B A R C H E cannes, montecarlo, Genova Novità e sogNi dai saloNi Nautici dell’autuNNo

PI AC E RI

tartufo e Grandi vini rossi la guida ai ristoraNti top

Renzo Rosso, 57 anni, presidente di Diesel e del gruppo Otb, fotografato da Massimo Sestini per Gentleman.

geNio & regolatezza reNzo rosso

I SuOI MaeStrI, enrIcO cuccIa, Il DalaI laMa e nelSOn ManDela. la chIave Del SucceSSO, venDere I jeanS aglI aMerIcanI. la SfIDa, creare un pOlO DI MarchI Del luSSO glObale Ma nOn cOnvenzIOnale. Il futurO, I fIglI e la Sua IDea Del SOcIale. l’InventOre DI DIeSel SI raccOnta


Ingenieur Calendario Perpetuo Digitale Data e Mese. Ref. 3792: che una grande idea possa anche essere concentrata in uno spazio ridotto, come ad esempio la cassa di un orologio, lo hanno dimostrato gli ingegneri, i progettisti e gli orologiai di IWC realizzando l’innovativo Ingenieur Calendario Perpetuo Digitale Data e Mese. Pionieristica la scelta del materiale impiegato per la cassa: alluminuro di titanio. Una lega metallica utilizzata negli sport motoristici in quanto più leggera e resistente del solo titanio. Il calibro di manifattura IWC 89802 garantisce inoltre tutta l’energia necessaria per dar vita alle numerose complicazioni di cui è dotato questo orologio: un unico contatore a ore 12 per la misurazione delle ore e dei minuti cronografici, il dispositivo di

arresto per la lancetta dei piccoli secondi, la funzione cronografica con «flyback» e il calendario perpetuo digitale con l’indicazione dell’anno bisestile e il grande datario a doppia cifra per giorno e mese. I tre rispettivi contatori semi trasparenti permettono una costante visualizzazione dei dischi dell’indicazione digitale e conferiscono al quadrante un’estetica particolarmente tecnologica. Allo scoccare della mezzanotte del 31 Dicembre è vero spettacolo: tutti i dischi si mettono simultaneamente in movimento per salutare l’arrivo del nuovo anno, grazie all’originale sistema di sincronizzazione dell’avanzamento del calendario digitale. Questo perché la sintesi del pensare in grande può essere racchiusa in una cassa di soli 46 mm. IWC . E N G I N E E R E D FO R M E N .

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Passione oRoLoGi

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QUOTIDIANO ECONOMICO, GIURIDICO E POLITICO

Grandi complicati, Patek PhiliPPe da mani prodiGio, Vacheron constantin al polso delle star, Jaeger-lecoultre

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il mensile per gli uomini che amano la vita

Speciale

MoDa UoMo Autunno - Inverno

2013/14

Stile libero

trench gommati, lana grezza e stivali ♌

capiSpalla

parka e giacconi contro il grande freddo

Pietro Innocenti, 46 anni, direttore generale Porsche Italia, con una Carrera 911 RS 2.7 e un modellino per bambini. Foto di Alfonso Catalano per Gentleman.

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acceSSori

Design classico con nuovi colori accesi

Festa di compleanno

GIOCARE GRANDE ALLA

La Carrera 911 compie 50 anni. In casa Porsche si festeggia, ripercorrendo la storia e guardando al futuro con la Panamera ibrida, la prima berlina di lusso verde. La scommessa di Pietro Innocenti, direttore generale della sede italiana


EDITORIALE

Dal carisma del creatore di Diesel al nuovo trend dei neorurali. Dall’alto artigianato all’orologeria, dalla moda alle auto, ai viaggi, sino alle barche con il meglio dei saloni nautici. E il tartufo abbinato ai grandi vini e agli indirizzi dei ristoranti al top

i bravi maestri

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arole come carisma, creatività, eccentricità, razionale follia sono difficili da definire e quindi da capire. Ma trovano una sintesi evidente in Renzo Rosso (pag. 42), l’inventore dei jeans e del lifestyle Diesel, oggi presidente della holding Otb (Only the Brave), che raggruppa diversi brand del lusso rock e non convenzionale contemporaneo. La sua azienda a Breganze, in provincia di Vicenza, i suoi figli, la sua passione di origine contadina per la terra, i suoi maestri, i suoi successi e le sue sconfitte (per esempio, aver perso al fotofinish Valentino con la famiglia reale del Qatar), l’associazione no-profit e il microcredito, il restauro del ponte di Rialto a Venezia… I suoi progetti e i suoi sogni sono per la prima volta raccontati tutti insieme nell’intervista di Gentleman. Renzo Rosso non si fa mancare niente, hobby e passioni, come la Diesel Farm, dove produce vino e olio che si diverte a vendere personalmente nei suoi ristoranti preferiti in giro per il mondo. Una tendenza, quella dei neorurali, che trova tra gli imprenditori italiani molti attivi seguaci, a cominciare da Brunello Cucinelli, un altro grande imprenditore legato da antico e sincero amore alla terra, la sua Umbria, e da

Diego Rossetti, per arrivare fino a Federico Grom e Guido Martinetti, soci e inventori dei gelati naturali che ora stanno allargandosi fino al Far East (pag. 52). Il fatto a mano è da sempre uno dei fili conduttori di Gentleman. I brand del lifestyle lavorano, sviluppano (e concretizzano) idee sul tema, forse per istinto di conservazione, dato che tutto il meglio del lusso italiano deriva proprio dalla storia e dall’abilità degli artigiani. Un tocco artigianale che in questo numero trovate nel nuovo Club del su misura di Tod’s (pag. 56); nella sorprendente raccolta di indirizzi preziosi in tutta Italia messa insieme e patrocinata da Fendi (pag. 78); nel parallelismo fra liutai e maestri orologiai che persegue Vacheron Constantin (pag. 124); nei grandi vini rossi che nel numero d’inizio autunno sono accostati al tartufo bianco (pag. 136) e in molti altri dettagli. E ancora: auto, con il compleanno della porsche 911, barche, con il meglio dei saloni di Cannes, Montecarlo e Genova e con un servizio dedicato agli anticonformisti e chic rimorchiatori, viaggi, con Marsiglia Capitale della cultura, e molti altri temi che arricchiscono questo numero. Buona lettura a tutti. (Giulia Pessani)

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The ColleCTion book

c o u n t ry lifestyle agli amanti della natura, come molti protagonisti di questo numero, è dedicata una sezione di gentleman ’s st yle, la guida per gli uomini che amano la vita

country life

v i v e r e

n at u r a l m e n t e Living naturally

la campagna non solo come luogo dell’anima, ma anche come stile di vita che riflette la vera personalità del gentleman THE COUNTRY is NOT ONLY A PLACE FOR ONE’s sOUL, BUT A WA Y OF LiFE THAT is REFLECTiVE OF THE GENTLEMAN ’s REAL PERsONALiT Y

di tutte le case che un uomo può avere, quella in campagna è molto particolare. perché, prima di essere una casa, è un luogo dell’anima. la country life è diversa da tutte le altre, e tanto dà quanto richiede, al punto che il gentleman che vive anche solo periodicamente in campagna cambia perfino nome: diventa gentry, termine che in inghilterra definisce la nobiltà di campagna. secondo lo scrittore austriaco Thomas Bernhard, andare a vivere in campagna, per chi non vi è nato, è uno dei più grandi sbagli che si possano compiere. «sono davvero atroci i casi di tutte quelle persone che da una grande città si sono trasferite in campagna con l’idea che in campagna si vive meglio e più a lungo», scrisse in il soccombente con il lucido cinismo che lo

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t i to l i n o ca p i to l o

a tu tto green

Balthazar Getty. L’attore e musicista, nonché erede di Jean Paul Getty, fondatore della Getty Oil Company, ritratto nella sua casa di campagna in Toscana.

♦ Balthazar Getty. Actor, musician, heir of Jean Paul Getty and founder of the Getty Oil Company, photographed in a perfect casual country style in his house in Tuscany.

Of all the houses a man may own, his country house surely is something special. A house is more than a place, is the place for our soul. The truth is that country life is different to anything else and it gives in return much as it calls for. Gentlemen living in the countryside, even if temporarily, end up as being a different category name: they become the gentry. The term refers to the minor landed aristocracy. According to the Austrian writer Thomas Bernhard, one should not relocate to a rural area, if one was not born there. «Life in the country is not original at all, for anyone, who was not born in and for the country, it is harmful to their health», wrote Thomas in The loser, with his usual cynicism. Of course, he made the same mistake by relocating to Ohldorf, in Oberösterreich in a 15th

Gentleman’s style

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nobile campagna. Il conte Friedrich Karl von Schönborn-Buchheim in compagnia della moglie Isabella e dei cinque figli, fotografati nel 1979 da Slim Aarons nella loro tenuta austriaca.

Full g reen

♦ NOBLE COUNTRY. The Earl Friedrich Karl von Schönborn-Buchheim and his wife Isabella along with their five children photographed in 1979 by Slim Aarons in their Austrian estate.

from the editors of

Tod ’s

Geo S pir it

Ba rbour Er meneg il do Z eg na Stile funzionale, ma elegante: così si può descrivere l’abbigliamento country. Dai classici giacconi impermeabili, a partire dall’intramontabile Barbour (la cerata tanto amata dalla famiglia reale inglese), ai piumini ultraleggeri, da abbinare a camicie e pantaloni rigorosamente nelle tonalità della terra. Ai piedi, stivali e stivaletti, con suola in gomma per affrontare le giornate di pioggia. Gli accessori, in tweed british style. Ba rbour

magazine

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a campagna può essere una sfida, a volte, e spesso molto dura. però, regala sensazioni uniche». campagna intesa non solo come luogo dell’anima, ma anche come stile di vita che riflette la vera personalità del gentleman. Vivere naturalmente è uno dei capitoli del volume Gentleman’s Style (realizzato dalla redazione di Gentleman ed edito da class editori, in italiano e in inglese, in vendita a 45 euro in libreria, sul sito www.classabbonamenti.it e in alcuni selezionati negozi come Marinella a napoli e Brooks Brothers a milano) dedicato al country. Dalla scelta degli abiti da indossare in ogni occasione (la vita mondana in campagna non è da sottovalutare: picnic, battute di caccia, passeggiate a cavallo, matrimoni...) a quella delle macchine (per essere in sintonia con il

Er ma nno S c e r v ino

Functional yet elegant style: this is how one can describe country clothing - from the classic waterproof jackets, including the evergreen Barbour (the wax jacket loved by the British Royal Family), to the ultra-light down jackets to match with shirts and trousers in earthy shades, including big and little boots with rubber soles to tackle the rainy days. Choose British style accessories made of tweed.

U.S . Pol o

luogo, niente di meglio di una Land rover passo lungo telonata o una Toyota Land cruiser), all’arredamento (la casa country è quella che esprime meglio la personalità, quella che un uomo costruisce a propria immagine e somiglianza, anche grazie a una maggiore libertà rispetto agli spazi metropolitani). Il libro spiega, infatti, come essere gentleman ai giorni nostri, fissandone canoni, modi, stili, il tutto attraverso icone internazionali, immortalate da grandi fotografi come Slim Aarons. Icone a cui ispirarsi, aiutati sempre dalle scelte di Gentleman’s Style. Ogni sezione è, infatti, corredata di idee, prodotti e consigli sugli abbinamenti possibili, per ogni occasione e situazione. 304 pagine, una guida per gli uomini che amano la vita, una sorta di bibbia del lifestyle e dell’arte di vivere.

A t .p.c o G uc c i

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contraddistingueva. Naturalmente, anche Bernhard fece questo sbaglio, trasferendosi ancor giovane a Ohlsdorf, nell’Oberösterreich, in un casolare del Quattrocento dove peraltro visse a lungo e con piena soddisfazione. Ma in parte è vero: la campagna può essere una sfida, a volte, e spesso molto dura. Però, regala sensazioni uniche. In campagna, tutto ruota attorno a una cosa: vestire con stile. Molto più che in città, al mare o sui monti, qui il discorso estetico è importante. Motivo d’orgoglio primario è essere in sintonia con il luogo in cui abita. Un esempio banale: una giacca da pioggia in campagna deve essere verde, non può essere blu. Oppure, si può girare con una vecchia Citroën Mehari ed essere ugualmente al di sopra della media, ma solo una Land Rover passo lungo telonata o una Toyota Land Cruiser sono perfette. Ed ecco, il discorso della perfezione è qualcosa che, di nuovo, appartiene più alla campagna che a ogni altro environment. Molto spesso, la casa country è quella che esprime meglio la personalità, quella che un uomo costruisce a propria immagine e somiglianza, anche grazie a una maggiore libertà rispetto agli spazi metropolitani. In campagna si dà sfogo alle proprie idee, dentro e fuori l’abitazione, arredando tanto gli interni quanto il paesaggio con precisione maniacale e totale dedizione (si pensi alla cura con cui si scelgono gli alberi da frutto o le piante con cui circondare la casa, oppure la finta noncuranza con cui si dispongono, all’ingresso, i grandi e robusti ombrelli, i bastoni dalla testa lavorata, gli stivali di gomma, i seggiolini pieghevoli per le gite fuoriporta, i cappelli e le mantelle da pioggia, i cesti da pic nic, tra cui si destreggia uno scattante irish terrier). Lo stesso nel vestire, che è uno dei momenti fondamentali della vita country. segue > 223

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Tod ’s

Monc l e r

c o u n t ry l i f e

sella da salto Talaris in fibra di carbonio e titanio, rivestita

in cuoio naturale (Hermès).

JUMPING SADDLE, called Talaris, made from carbon fibre, covered in leather (Hermès).

eleganza anche a cavallo, con i frustini in midollino e pelle (Hermès). ELEGANCE on horseback with a braided leather riding whip (Hermès).

secchio per il fieno, sapone per cavalli, fasce da polo e coperta in lana (Hermès). A BUCKET for hay, soap for horses, polo bandages and a wool blanket (Hermès).

century farmhouse where he lived a long and happy life. But it is partly true: living in the countryside can be a challenge at times, if not an onerous one. However, it can be quite a unique experience. Everything revolves around one thing in the countryside: how to dress with style. What you wear is extremely important, more than in a city or on the coast or in the mountains. The countryman knows that he needs to dress in keeping with the place he lives. For example: he knows a raincoat should always be green, it cannot be blue. Or that he may go around driving an Old Citroën Mehari and be above the average, but only the possession of a Land Rover or a Toyota Land Cruiser can perfect him. As a matter of fact, the topic of being perfect applies to the country more than to any other environment. More often than not a country house can reflect one’s personality that a man forms, based on his own beliefs and ideas, especially because one has much more space in the countryside than in the city. In a rural area you can build a house the way you like, furnishing it and designing the landscape following your ideas with manic precisions. Think of the care a countryman devotes to the choice of fruit trees and plants he needs for the garden. Or think about all that fake carelessness there is when he leaves his bulky umbrellas, his wellies, his folding picnic chairs, his hats and rain cloaks in the hallway where a frisky Irish terrier sneaks around; or when he wears his clothes, which is one of the crucial moments of country life. Of course, one needs to know where in Europe one should go: Mid Europe or Britain? In both cases one needs to use stout and beautiful fabrics that are appropriate to the countryside. Too colourful tech gear should be avoided (after all Patagonia is countryside as well, but if wearing a tweed jacket for a month-long trekking trip is inappropri-

c o u n t ry l i f e

a cavallo. Selle e finimenti appoggiati sulla staccionata, cap diversi in una cesta. Ci si trova evidentemente nella casa di campagna di una famiglia appassionata di equitazione.

♦ ON HORSEBACK. Saddles and trappings leaning on a fence, different riding caps in a basket. This is clearly a country house of a family who loves equitation.

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A sinistra, tre copertine per tre icone di stile: Eric de Rothschild, George Clooney e Giovanni Agnelli. Sopra, personaggi, idee, ispirazioni e prodotti del capitolo del libro dedicato al vivere country.

m u lt i m e d i a : a p p & r a n k i n g Per chi scarica la versione digitale di Gentleman dall’App Store (6 mesi, 11,99 euro; 1 anno, 20,99 euro; mentre la singola copia costa 2,69 euro), ogni mese tanti contenuti esclusivi in più: le fotogallery, i video realizzati da ClassTv, i link diretti a www.classlife.it, il sito che raccoglie tutto il meglio in classifica diviso per tematiche: dalla moda ai motori, dall’arte al cinema, dai viag-

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gi ai sapori, dagli orologi al wellness, allo sport. Sulla versione per iPad, i video esclusivi realizzati a Firenze in occasione del Pitti con le interviste ai protagonisti della moda. E poi, approfondimenti fotografici sui temi trattati in questo numero: dallo speciale Salone nautico ai viaggi, senza dimenticare l’hi-tech con tutte le novità presentate all’Ifa di Berlino.

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64 la sai l’ultima?

Stampanti 3D portatili e videocamere musicali, lampade con speaker e docking station monumentali collegate ad iPhone e iPod. Dalle anteprime viste all’Ifa di Berlino si capisce che la stagione sarà tecnologicamente calda

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68 l’eleganza dell’eroe

Inglese, fascino ruvido e modi da gentleman. Intervista con Clive Owen, testimonial perfetto. E infatti Jaeger-LeCoultre, maison d’orologeria svizzera, lo ha ingaggiato

78 istinto di conservazione

Proteggere e far conoscere il patrimonio artigianale italiano. Sotto la guida dell’a.d. Pietro Beccari, Fendi si fa portavoce dell’heritage del territorio con la collana The Whispered. E apre la nuova boutique milanese in un palazzo storico

83 È tempo di barche!

Prendono il via i Saloni della nautica, da Cannes a Montecarlo, a Genova, fino a quelli di Miami e Shanghai. Ecco il calendario e 11 novità, tra superyacht e vela, che mostrano un mercato sempre più vivo

41 gli autoscattisti La mania del selfie, l’autoscatto, ha contagiato tutti. Basta uno smartphone. E l’estate degli amici si è già vista sui social network. Anche gli insospettabili si scoprono fanatici

42 allevare la creatività

I suoi maestri sono Enrico Cuccia, Nelson Mandela, il Dalai Lama... Il successo l’ha ottenuto vendendo (cari) i jeans agli americani. E continua a lanciare sfide imprenditoriali, con i suoi figli Andrea e Stefano. Renzo Rosso, inventore di Diesel, si racconta a Gentleman

56 il club del su misura

88 love tug boat

60 my tech

95 cold & cool

Il progetto Sartorial Touch di Tod’s, che utilizza il marchio originario JP, si è trasformato in un circolo esclusivo dove il gentleman trova uno spazio per il made to order. Tra mobili in pelle, oggetti di design e opere d’arte È il titolo del programma ad alto contenuto tecnologico che va in onda su Class Cnb e Class Tv. Ecco novità e tendenze sull’universo It

Riscoprire il fascino degli scafi d’antan, anticonformisti, maestosi e ricchi di storia. Nascono come navi da rimorchio o da soccorso e riconvertiti all’uso diportistico sono dotati di tutti i comfort, inclusa la beauty farm I nuovi capispalla rivisitano il parka o il soprabito anni 50. In tessuto tecnico antivento, ma anche in cashmere, hanno molte tasche

120 Che bello essere complicati Da quattro generazioni della stessa famiglia, Patek Philippe produce orologi che sono il sogno di ogni collezionista. Il presidente Thierry Stern racconta a Gentleman la sua azienda così antica e illustre

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49 i neorurali

Nel Pavese, una cascina dell’Ottocento di proprietà della famiglia Radice Fossati è diventata un luogo dedicato alle aziende per riunioni di lavoro, training e seminari. Con fattoria, orto ed energia pulita

52 nella nuova fattoria...

... tra olivi, orti e vitigni si nascondono attori, registi, cantanti, imprenditori e stilisti che hanno deciso di dedicare parte della loro vita alla terra. Da Brunello Cucinelli a Diego Rossetti, da Francis Ford Coppola a Sting

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Alla guida di un’icona

Gentleman incontra Piero Innocenti, direttore generale di Porsche Italia. Si celebrano i 50 anni della 911 e si mostrano le nuove prestazioni sempre più avanzate, anche sostenibili


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Giacca camouflage, Polo by Ralph Lauren; dolcevita di cashmere, Corneliani; pantaloni di lana, Just Cavalli; occhiali da sole, Nau!

100 wild at heart

126 ospiti di un mito

Uno stile libero, eccentrico ed elegante. Per una giornata di sole autunnale sull’Isola di Ibiza. In completi caleidoscopici dal taglio sartoriale, giacche di lana rough e lunghi trench gommati

Schivo e riservato, Kurt Wachtveitl è il custode della storia dell’Hotel Mandarin di Bangkok, che ha diretto per 41 anni. Ora è ambasciatore di Laucala Island nelle Fiji, trasformata in resort dal proprietario di Red Bull

110 weekend in borsa

130 sapere di mare

Giallo zafferano, blu indaco, arancione metallizzato. Gli accessori per il fine settimana hanno colori forti e decisi, dai trolley ai borsoni in pelle, dagli stivaletti con para colorata al paio di occhiali con montatura importante

Città di contrasti e anticonformista, Marsiglia quest’anno è la Capitale europea della cultura. Snodo portuale importantissimo, è lo sfondo di film come Il braccio violento della legge. Ora è in grande trasformazione

124 mani prodigio

136 caccia al tesoro

Juan-Carlos Torres, ceo di Vacheron Constantin, la maison d’alta orologeria svizzera che da 260 anni crea pezzi con l’anima, racconta il suo mestiere d’arte. E sponsorizza l’Orchestre de la Suisse Romande guidata dallo scrittore Metin Arditi. Due uomini uniti dal savoir-faire

Un rito antico e una mappa tramandata da padre in figlio racchiudono la bontà del tartufo. Bianco o nero, d’Alba o di Norcia, è una prelibatezza che nobilita i menù dei ristoranti di cucina territoriale, ma che seduce anche i grandi chef. Ecco gli indirizzi più ghiotti

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Upper CasUal

Dal trench rivisitato alla camicia, dai mocassini new dandy alle scarpe superclassiche, passando per la tradizione sartoriale partenopea. Continua il viaggio tra gli imprenditori del made in Italy fotografati e incontrati da Gentleman

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Nessuna ispirazione geografica, nessuna evocazione dell’Oriente né dell’Occidente. È la gioia dell’appartenenza al genere umano il manifesto di Majda Bekkali, ideatrice parigina del marchio che porta il suo nome. Innamorata delle arti plastiche e del mondo del profumo, nel creare un’essenza la plasma come se scolpisse la pietra grezza o un pezzo di creta. Una collezione di eaux de parfum che prendono vita dalla fusione di emozioni olfattive con il senso estetico, in un dialogo continuo tra l’astrazione di un profumo e la materialità della forma. Simili a pietre levigate dall’acqua catturano lo sguardo i flaconi armoniosi di J’ai fait un rêve nella versione femminile clair e nella versione maschile obscur, fragranze nettamente diverse unite da un ingrediente comune: il gelsomino. J’ai fait un rêve obscur è un jus intenso, corposo e sorprendentemente melodioso, una combinazione di elementi che unisce lo spazio e il tempo. Si apre con una nota pungente di pepe rosa e conduce al cuore di gelsomino egiziano in un’epopea olfattiva che porta lontano con la profondità del legno di cedro e sfumature dorate di zafferano. Con queste parole l’artista descrive l’ispirazione dei due profumi: “Ho sognato un mondo nel quale le differenze convergono. Ho sognato che l’arte può sconfiggere tutte le forme d’odio e di miseria, può unire i talenti, intrecciare gli spiriti e sciogliere le emozioni. L’arte costruisce ponti per superare le barriere”.

w w w. c a l e . i t numero verde 800.301006

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17 degustare

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Intensi ed eleganti, i rossi dell’Etna sono una delle eccellenze enologiche siciliane. Eccone quattro etichette dalle diverse personalità, ma di grande bevibilità. E poi, un Moscato e uno spumante davvero particolari

In Italia, dalla Lombardia alla Toscana, alla Campania. Ma anche nella capitale di Bermud. Quattro esempi di residenze da sogno. In più, curiosità e classifiche dal sito classlife.it

Auto che rispondono al desiderio di avere una vettura extra-ordinaria. Audi presenta una wagon da 305 km/h, ma dalle apparenze innocue. Mini, una serie limitatissima. Nissan punta sulla nuova Leaf super-ecologica

18 aggiudicare A Londra, da Christie’s va all’asta una collezione di manifesti del XX secolo. Da Sotheby’s, dipinti di pittori italiani dello stesso periodo. A Vienna, da Dorotheum, tele dell’800. E Torino diventa la capitale del fumetto western

20 ben essere Una settimana di palestra, attività all’aria aperta e massaggi a Lonhea, eremo svizzero super esclusivo. Per imparare a mantenere la migliore forma psicofisica. Per sportivi e non. E il gel doccia di Sisley al profumo di erba

30 colpire Palme che sfiorano il mare, spiagge e grotte che sembrano uscite da un libro illustrato fanno da cornice alle 18 buche dell’Old Quarry Curaçao, nelle Antille Olandesi. In un tracciato molto divertente disegnato da Pete Day

32 celebrare Dopo New York e Parigi, è stata Londra a ospitare Le Dîner des Grands Chefs, allestito da Relais & Châteaux con 46 cuochi in rappresentanza di 13 paesi. I menù stellati in alta quota di Swiss International Air Lines e una crociera gourmet che parte da Venezia

34 scoprire Il grande fotografo ritrattista Anton Corbijn risponde a un questionario di Proust pensato per lui. E poi, uno stilista americano davvero giovane stupisce il mondo della moda con la sua intraprendenza

36 provare In Valle d’Aosta, vicino a Champoluc, il villaggio Walser di Mascognaz è un lussuoso albergo diffuso. Aspettando la stagione invernale, romantici chalet si possono affittare per intero. In Svizzera, una nuova stella dell’hôtellerie

22 scegliere

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Tag Heuer festeggia i 50 anni del suo best seller Carrera con una collezione che monta un movimento di manifattura. Baume & Mercier si allea con il cinema. Iwc debutta a Roma e Devon ritorna in trasparenza

A Roma, una mostra racconta la vita di Cleopatra e il suo rapporto con l’Urbe. Venezia espone per la prima volta i fogli autografi di Leonardo. A Bergamo e a Genova è protagonista la scienza con incontri e riflessioni

24 ascoltare

144 distinguersi

Libri con Cd da collezione celebrano grandi pagine di musica. Un romanzo sul tango ne racconta dramma e passione. Un thriller pianistico di Elijah Wood e sei nuove uscite jazz da non perdere

In tempi di crisi, grave e diffusa, non resta che ricorrere al soprannaturale e invocare la protezione del proprio santo patrono. A patto di essere devoti. Certo, uomini di potere e politici sanno benissimo a chi votarsi

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Sotto il vulcano

degustare

I rossi dell’Etna: intensi ed eleganti, sono una delle eccellenze enologiche siciliane. Eccone quattro etichette dalle diverse personalità, ma identica qualità. E poi, un Moscato e uno spumante davvero particolari di ceSare pillon

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inita la stagione dei bianchi e dei rosati, in ottobre entrano in scena i vini rossi, molto più adatti alla cucina autunnale purché non siano troppo imponenti: questa è epoca di funghi. Particolarmente adatti si dimostrano perciò, anche se può risultare sorprendente, i rossi dell’Etna, balzati in questi ultimi anni alla ribalta per la loro intensità che non soffoca la fragranza, e per l’elegante raffinatezza degli aromi coniugata a una bevibilità che spinge a vuotare il bicchiere. I vini che nascono in Sicilia alle pendici del vulcano non sono mediterranei come nel resto dell’isola: hanno spesso caratteristiche quasi nordiche, addirittura da regione alpina. L’Etna Rosso si fa con due varietà d’uva, il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio, selezionate nel territorio etneo e per molto tempo coltivate esclusivamente lì. Ma mentre il Cappuccio ha rischiato addirittura l’estinzione, il Mascalese è stato adottato in tutta la Sicilia. Deve questo successo alla vigoria produttiva, che può anche diventare un difetto: quando spinge a produrre troppa uva, dà vini di mediocre qualità. È un pericolo però che i rossi dell’Etna non corrono: non solo per le limitazioni imposte dall’ambiente, ma perché gli stessi viticoltori sono convinti che «cu puta strittu campa riccu», chi pota corto (e produce poca uva) vive da ricco. È da questa convinzione che nasce il Serra della Contessa, prodotto da un siciliano autoctono, l’industriale farmaceutico

calderara Sottana tenuta delle terre nere www.tenutaterrenere.com 35 euro

Serra della conteSSa cantina Benanti www.vinicolabenanti.it 35 euro

nuove bollicine

Il prImo oltrepò pantesco Si chiama nikà il primo spumante metodo classico in cui si fondono nord e Sud d’italia. ne è autore nicolò Mascheroni Stianti, terza generazione della famiglia che produce vini di pregio nel castello di Volpaia, a radda in chianti. i segreti delle bollicine, però, li ha imparati in champagne, con uno stage da pol roger. e ha capito che sono essenziali due elementi: un grande vino base da rifermentare in bottiglia, e un grande liqueur d’expédition per sostituire il vino perduto con il dégorgement per espellere i residui

della rifermentazione. il vino base del nikà nasce dal pinot nero dell’oltrepò pavese, il liqueur d’expédition dallo zibibbo di pantelleria. insieme, formano il primo spumante dell’oltrepò pantesco. www.nika-nika.it

il MuSMeci tenuta di Fessina www.cuntu.it 37 euro

contrada raMpante passopisciaro www.passopisciaro.com 35 euro

un passito che lascia il segno È la seconda volta che il Moscato Passito Avié della Cascina Castlèt viene premiato alla Douja d’Or, il Salone enologico di Asti (doujador.it), con il riconoscimento più ambito. Questa volta l’ha ottenuto con il millesimo 2008, tre anni fa ce l’aveva fatta con il 2007. L’Avié è un vino aromatico da dessert che sorprende perché non ha etichetta: le informazioni di legge sono sulla capsula che copre il tappo, mentre sulla bottiglia compaiono le impronte digitali della produttrice, Mariuccia Borio. L’impronta della sua mano che ha fatto nascere il vino è il simbolo dello scambio di esperienze che avveniva durante l’arvié, la serata in cui la famiglia contadina piemontese era riunita nel tepore della stalla. A inventare questa soluzione è stato Giacomo Bersanetti, artista del packaging enoico. www.cascinacastlet.com

Giuseppe Benanti, ma anche il Contrada Rampante del barone Andrea Franchetti, che è romano di nascita e toscano di adozione, il Musmeci di Silvia Maestrelli e Federico Curtaz, lei vignaiola toscana, lui winemaker valdostano, e il Calderara Sottana, di Marc De Grazia, importatore di vini italiani negli Stati Uniti. Per la legge sono tutt’e cinque Etna Rosso Doc, floreali e speziati, da abbinare a tagliata di bue, pollame nobile, maiale al latte, coniglio al vino bianco, agnello al forno. Ma ognuno ha la sua personalità, marchiata dalla lava sulla quale è cresciuto.

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AGGIUDICARE

Ai poster l’ardua sentenza

A Londra, da Christie’s va all’asta una grande collezione di manifesti del XX secolo. Da Sotheby’s, dipinti di pittori italiani dello stesso periodo. A Vienna, da Dorotheum, tele dell’800, arte decorativa e gioielli. E Torino diventa capitale del fumetto western di stefAno cosenz

parigi, design e oggetti d’arte Nel settore dell’arredo antico, a Parigi, Piasa il 2 ottobre propone un’asta di Alta Epoca: un tavolo a prolunga del XVII secolo in quercia con 12 piedi, apparso nel film La Tatoué, con Louis de Funès e Jean Gabin, ha stima 10/15mila euro. A Firenze, il 15, da Pandolfini, una coppia di comodini bombati a due cassetti con inginocchiatoio, provenienza Roma, XVIII secolo, ha stima 80/100mila euro. Nel settore moderno, sempre a Parigi, il 1° ottobre Piasa dedica una vendita ai designer italiani Guido e Bruno Gambone: un vaso in ceramica, pezzo unico di Guido Gambone del 1954, ha stima 10/12mila euro (foto sotto). L’8, Artcurial disperde arredi e oggetti d’arte dell’hotel parigino Plaza Athénée, tra cui Deuxième Pensée e Troisième Pensée, coppia di bronzi di Jean-Michel Folon del 1996, stimati 50/70mila euro ciascuno.

2 ottobre ChriStie’S, Londra Prestigiosa collezione, formata dal celebre esperto Martijin Le coultre, dei più importanti manifesti mondiali, realizzati da artisti dell’avanguardia e del design del XX secolo. Staatliches Bauhaus, di Joost schmidt, uno dei più rari al mondo, realizzato in Germania nell’epoca dell’alta inflazione in cui recuperare carta di buona qualità era impossibile, ha stima 150/200mila sterline (177/236mila euro). www.christies.com

14-16 ottobre dorotheum, Vienna Arte decorativa (14), old Master (15), dipinti del XiX secolo e gioielli (16). Fortuna trattenuta da Amore, di Guido Reni, 130 x 152 cm, ha stima 0,8/1,2 milioni di euro (foto sopra); Giovane donna con un piccolo cane, di Vittorio Matteo corcos (1895),108 x 85 cm, 100/150mila euro. www.dorotheum.com

18 ottobre ChriStie’S, Londra All’italian sale (maestri italiani del XX secolo), Muro di pietra (Pietra pietra) di Pino Pascali, stoffa su tela del 1964, 178,8 x 259,8 cm, stima 400/600mila sterline (469/704mila euro). Preview in italia: torino, Palazzo Birago di Borgaro, il 27 settembre; Milano, Palazzo clerici, il 2 ottobre. www.christies.com

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9 ottobre internationaL art SaLe, miLano Gioielli e orologi: l’anello Bulgari con zaffiro ovale di 7,80 carati, provenienza Myanmar, privo di trattamenti termici e con analisi gemmologica del Grs di Lucerna, è stimato 50/60mila euro. www.internationalartsale.it

17 ottobre Sotheby’S, Londra italian sale (maestri italiani del XX secolo): Natura morta, olio su tela del 1948 di Giorgio Morandi, 28,5 x 36 cm, stima 400/600mila sterline (469/704mila euro). Preview in italia: Milano, Palazzo Broggi, dal 26 al 28 settembre; torino, ersel, 30 settembre-1° ottobre. www.sothebys.com

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appUnta da

Menti

non perd

18 ottobre ChriStie’S, Londra Vendita di arte post-war. tra i pezzi all’asta, 100 Years Ago Red Canoe, olio su tela del 2000 di Peter doig, uno dei più quotati artisti viventi, 92 x 76 cm, ha una stima di 0,8/1,2 milioni di sterline (0,9/1,4 milioni di euro). www.christies.com

ere

17 ottobre PandoLfini, firenze Vini pregiati e da collezione alla stazione Leopolda, in occasione dell’uscita della Guida L’Espresso 2014 e in collaborazione con Pitti immagine e il comune di firenze. tra i vini francesi della Borgogna, una bottiglia di La tâche domaine de la Romanée-conti 1990, ha stima 2000/2.500 euro. www.pandolfini.it

19 ottobre LittLe nemo, torino Mostra e vendita di fumetti Il West in Italia da Buffalo Bill a Tex Willer. Il mito dell’Ovest americano nell’interpretazione degli artisti italiani. La collana di Tex ii serie, completa 1/75, del 1949-1951, in eccezionale stato di conservazione, è stimata 15/25mila euro. www.littlenemo.it


ben essere

Best life performance

Una settimana di palestra, attività all’aria aperta, yoga e massaggi a Lonhea, eremo svizzero super esclusivo. Per trovare e imparare a mantenere la miglior forma psicofisica. Un programma salute su misura. Per sportivi e non di ilaria danieli

Il verde aroma che tonIfIca Quel profumo di erba tagliata, quella sferzata verde e naturale piacevano anche all’avvocato Agnelli. Eau de Campagne, la fragranza messa a punto nel 1976 da Sisley per portare negli appartamenti cittadini il rigenerante country-flair, è diventata negli anni anche una linea completa per il bagno e la doccia. Una delle

In senso orario, l’esterno della lonhea alpine clinic di montreux, la piscina, un trattamento Spa, un interno relax e un momento della fase di check-up neuro-muscolare, necessario per formulare un programma-salute su misura. In tutto nel cuore delle alpi svizzere.

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a quando è morto l’uomo più vecchio del mondo, un ispano-americano di 112 anni, gli interrogativi sulla longevità animano il media buzz internazionale. Secondo l’ex minatore siciliano di 111 anni che ha raccolto il testimone del primato, basta «cantare e sorridere», ma c’è chi ha elaborato una teoria più scientifica. Lonhea, sintesi di longevity & health, è il nome dell’eremo super esclusivo di Montreux, realizzato da Anne-Noëlle Jubelin e Adrien Meyer, in cui il dottor Michel Golay, in una settimana, promette di fornire agli ospiti (nove al massimo) una ricetta di vita in grado di garantire più salute e benessere. Sport, alimentazione, yoga e Spa sono gli ingredienti della cura Lonhea, tutti su misura. Sportivi che mirano a migliorare le loro performance, anziani che non si accontentano di vivere ma vogliono vivere bene, manager stressati: tutti vengono sottoposti a esami del sangue e test accurati, con tecnologie sofisticate, che misurano la potenza muscolare,

declinazioni più apprezzate è il Phytogel Doux, riconcepito recentemente dalla maison, per tuffare ogni mattina corpo e capelli in un concentrato di freschezza tonificante. Alla base della formula, le piante: carota, matricaria e vite rossa bio per fornire minerali e idratare la pelle, texture cremosa e delicatamente schiumosa per un maggiore comfort. Nelle foto sopra, Giovanni Agnelli e Phytogel Doux douche et bain di Sisley, 55,50 euro per 250 ml. www.sisley-cosmetics.com

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l’equilibrio neuro-motorio, la resistenza allo sforzo. I risultati vengono poi elaborati in un programma fitness che prevede palestra con personal trainer, sedute chiropratiche, attività all’aria aperta, yoga e massaggi. Giornate intense, scandite da pasti gustosi ma leggeri. Alla fine della settimana, si riceve un programma da seguire per 4 mesi e un orologio speciale per misurare la frequenza cardiaca. «I controlli sono periodici», dice Golay. «Se si attua il programma con costanza, dopo 4 mesi si avverte un radicale miglioramento del proprio stato psico-fisico generale». Da 8.500 euro la settimana. www.lonhea.com

DOPO LO SPORT, SOTTO LA DOCCIA...

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1. VERSACE. doccia all’aroma della nuova fragranza eros dopo una intensa sessione sportiva : 37 euro, 250 ml (it.versace.com) 2. ACQUA DI PARMA. Colonia e Oud si incontrano nella texture dello shower gel: 38 euro, 200 ml (acquadiparma.it) 3. TRUEFITT & HILL. Una sferzata di energia con lo scrub che rinnova la pelle: 20 euro, 100 ml (truefittandhill.co.uk) 4. I COLONIALI. Per corpo e capelli, un prodotto tonificante all’estratto di ginseng: 15 euro, 250 ml (icoloniali.com) 5. VICHY. rivitalizza e purifica in profondità, arricchito con Vitamina C e Magnesio: 11,60 euro, 200 ml (vichy.it) 6. CHANEL. Schiumogeno leggero, un doccia-shampoo con la classe di allure Homme Sport: 32 euro, 200 ml (chanel.com)


scegliere

In corsa col tempo

Tag Heuer festeggia i 50 anni del Carrera con una collezione che monta un movimento di manifattura. Baume & Mercier si allea con il cinema e Iwc debutta a Roma. E, a Milano, Philip Watch va all’asta per beneficenza dI paco guarnaccIa tra cinema e novità / 1

i brand che fanno bene È il Seahorse Gmt l’orologio scelto da Philip Watch (foto sotto) che verrà battuto all’asta il 10 ottobre allo Spazio Illulian di via Manzoni 41, a Milano, in collaborazione con Christie’s. L’evento, a sostegno della Fondazione ricerca fibrosi cistica, si tiene dalle 18 alle 21.Saranno presenti Matteo Marzotto, imprenditore e co-fondatore della Fondazione, e Massimo Carraro, presidente e ad del gruppo Morellato (foto sopra). Sono 50 i lotti all’incanto, e altrettanti oggetti in vendita al 50% del prezzo (Rogeri Vivier, Hermès, Gucci e Moschino). A completare l’offerta, un lotto speciale di pezzi unici che, oltre all’orologio di Philip Watch, comprende anche Lune lune, un tappeto di Carla Tolomeo, e Nora-Sardegna 2007, un’opera di Maurizio Galimberti. www.fibrosicisticaricerca.it

DANIeLe PeCCI

Sopra, l’arrivo di una Carrera Panamericana degli anni 50. Accanto, il Jack Heuer Edition.

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ompie 50 anni uno dei modelli più iconici della storia dell’orologeria: il Carrera di Tag Heuer, il segnatempo nato dopo che Jack Heuer fu affascinato dalla storia della Carrera Panamericana Mexico Road Race, una delle competizioni più dure e pericolose di endurance su strada del mondo. «Il semplice suono del nome, da pronunciare in tutte le lingue, mi ha fatto capire che il nuovo cronogra-

fo che stavo progettando sarebbe stato il tributo perfetto a questa corsa leggendaria», ricorda Heuer. Nel 2013, per questo anniversario è stata creata una nuova collezione in cui tutti i cronografi Carrera montano il movimento di manifattura Calibre 1887, che si caratterizza per avere la ruota a colonna integrata a 28mila alternanze l’ora con riserva di carica a 50 ore. www.tagheuer.com

tra cinema e novità / 2

Per la prima boutique italiana di Iwc è stata scelta Piazza di Spagna a Roma. L’inaugurazione ha avuto come padrino e madrina Pierfrancesco Favino e Vittoria Puccini. A fare gli onori di casa, George Kern (ceo mondo Iwc) e Beppe Ambrosini (brand manager Italia e anche brand manager di Baume & Mercier; entrambi i marchi sono del gruppo Richemont). In vendita esclusiva in questo negozio, 28 pezzi speciali del Portofino Chronograph (a destra), con la piazza romana incisa sul retro. www.iwc.com

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JeReMy IRoNS e BePPe AMBRoSINI

La 59ª edizione del Taormina Film Festival ha avuto come partner principale la maison orologiera svizzera Baume & Mercier, che per l’occasione ha anche presentato, durante un’esclusiva serata di gala all’Hotel Metropole, la nuova collezione Clifton. Inoltre, durante la kermesse, sono stati anche celebrati, con lo speciale premio Clifton Baume & Mercier, gli attori Jeremy Irons e Daniele Pecci. Una scelta non casuale, come sottolinea Beppe Ambrosini, direttore di Baume & Mercier Italia: «La nostra marca celebra non solo momenti di vita, ma incarna uno stile elegante. Jeremy Irons, oltre a essere uno dei più bravi attori nel panorama internazionale, è anche un uomo di un’eleganza senza tempo che sa indossare il nostro orologio con una classe innata. Daniele Pecci, giovane attore di grande spessore, ci è sembrato la scelta migliore quale ambasciatore del brand da sempre al polso di uomini come lui: di successo e in continua ascesa». Il Clifton è un modello dall’estetica classica ed essenziale che trae ispirazione da un vecchio modello della marca creato negli anni 50. Nell’idea dei designer di Baume & Mercier, questa collezione si rivolge ad appassionati di orologi che ricercano una sobria eleganza. www.baume-et-mercier.com


sh op Lanvin.com


ASCOLTARE

Note fuori dal coro

Libri con Cd, in edizioni limitate e numerate, celebrano grandi pagine di musica. Un romanzo sul tango ne racconta tristezza e pathos. Un thriller pianistico con l’Elijah Wood del Signore degli Anelli. E sei nuove uscite jazz da non perdere di aNdrea milaNesi

È john mayer torna al blues Tra problemi di salute tutt’altro che modesti (un granuloma alle corde vocali) e affari di cuore (le turbolenti relazioni con Jennifer Aniston, Taylor Swift), quando si parla di John Mayer si rischia di concedere troppo al gossip e di concentrarsi meno sulla musica. Allora ecco il nuovo album Paradise Valley (Columbia/ Sony, copertina in alto), che arriva dopo sette Grammy Awards e oltre 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Un ritorno a casa tra le pareti sonore di un rock tappezzato di blues, impreziosito dai riff e dagli assoli della sua chitarra, da un tributo al compianto J.J. Cale (Call Me the Breeze) e da un duetto-ballad, Who You Love, con la cantante pin-up Katy Perry, sua attuale girlfriend (tra alti e bassi). I fan saranno soddisfatti del disco, ma le cronache rosa attendono con ansia la data delle nozze.

«Un pensiero triste che si balla», così il musicista argentino Enrique Santos Discepolo definiva il tango. Un ballo che è più di una semplice danza, è un vero e proprio rito chiamato a celebrare, tra ritmo e melodia, la liturgia senza tempo del dramma e della passione. Su questo leit-motiv, Arturo Pérez-Reverte ha intrecciato la trama del suo nuovo libro, Il tango della Vecchia Guardia (Rizzoli, 18 euro, 492 pag.), in cui come un esperto coreografo accompagna in scena i suoi protagonisti principali e li guida passo dopo passo, li fa incontrare e perdere di vista, danzare tra gli anni e poi ritrovare, come fossero due ballerini destinati ad attrarsi e respingersi per l’eternità.

GRAND PIANO da un’impresa impossibile all’altra, l’attore elijah Wood (che ha interpretato già il celebre hobbit Frodo Baggins nella trilogia cinematografica del Signore degli Anelli, diretta da Peter Jackson) è il protagonista del nuovo film del regista spagnolo eugenio mira, Grand Piano (in uscita il 17 ottobre). Un thriller in cui veste i panni di un famoso pianista che soffre di panico da palcoscenico ed è costretto da una minaccia a suonare il miglior concerto della carriera per salvare la sua vita e quella della moglie.

Steve Swallow Tra vecchie e nuove sonorità, l’eclettico bassista americano ritrova l’amata Carla Bley all’organo Hammond. Into The Woodwork (Watt)

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UN RITO DI COPPIA

sufficiente prenderli tra le mani e sfogliarli per capire con quale cura, competenza e passione vengono realizzati i preziosi volumi musicali pubblicati, in lingua francese e inglese, in tiratura limitata e numerata a 3mila copie, dall’etichetta spagnola Ediciones Singulares (distribuita in Italia da Sound and Music). Sono libri-Cd da collezione, arricchiti con contributi esclusivi di studiosi e specialisti di fama mondiale, dedicati a opere e autori di grande valore spesso trascurati dai grandi circuiti, come documentano le ultime uscite della collana riservate ai melodrammi Amadis de Gaule di Johann Christian Bach, Renaud di Antonio Sacchini, La Mort d’Abel di Rodolphe Kreutzer e Thérèse di Jules Massenet. Iniziative pregiate che vantano come partner il Palazzetto Bru Zane - Centre de Musique Romantique Française, istituzione musicale di Venezia che, il 29 settembre, inaugura un nuovo festival dedicato al compositore Charles-Valentin Alkan. In attesa che il prossimo volume sia dedicato proprio a lui.

Magnus Öström Album solista per l’ex batterista del Trio E.S.T., orfano musicale del compianto pianista Esbjörn Svensson. Searching For Jupiter (Act)

Keith Jarrett Trio Un Live at Lucerna (datato 2009) celebra i 30 anni del più inossidabile e adulato trio del jazz system, sempre giovane e sempre di qualità. Somewhere (Ecm)

Joe Barbieri Nove evergreen della memoria per ricordare l’indimenticabile Chet Baker a 25 anni dalla scomparsa. Chet Lives! (Microcosmo)

Terence Blanchard Le visionarie New Directions del trombettista e compositore di New Orleans, tra tecnica e perfezione, cuore e sentimento. Magnetic (Blue Note)

Gary Burton Il grande maestro del vibrafono guida il suo nuovo Quartetto All Stars sulle vie dello swing e del mainstream. Guided Tour (Mack Avenue)


investire

Paradisi in vendita

In Italia, dalla Lombardia alla Toscana, alla Campania. Ma anche nella capitale di Bermuda. Quattro esempi di residenze davvero da sogno. E poi, proposte, curiosità e classifiche direttamente dal sito classlife.it di stefano cosenz

dream house

villa massei, lucca

Il giocatore di baseball dei New York Yankees, Alex Rodriguez, ha da poco venduto la sua villa di Miami Beach per 30 milioni di dollari, portando all’attenzione del grande pubblico l’enorme patrimonio che guadagnano le star del mondo sportivo. Rodriguez non è, infatti, l’unico atleta ad aver speso cifre del genere nel campo immobiliare. Il campione di football Tom Brady, con la moglie Gisele Bundchen, ha appena finito di realizzare una villa di 2.043 metri quadri a Los Angeles, valutata 20 milioni di dollari (sotto). Mentre il

Prezzo: 7,5 milioni di euro Considerata la casa più bella di Lucca, Villa Massei, nella frazione di Massa Macinaia, si estende su 21 ettari di terreni agricoli, uliveti e pineta. Costruita nel XVI secolo come residenza di caccia per la contessa Sinibaldi, è composta da una villa, una guest house e una residenza per i custodi. In più, piscina, un giardino noto a livello internazionale e una grotta con maschere in pietra antica. La villa dispone, al piano terra, di tre sale di ricevimento, sala da pranzo, una camera da letto con bagno, uno studio, cucina; al piano superiore, uno studio e due camere da letto, una suite padronale e altre quattro camere. La cantina ha un grande deposito per il vino. La guest house ha un ampio salone, cucina, piscina e, al piano superiore, due camere da letto con bagni e una sala centrale. La casa del custode ha tre camere da letto e un monolocale con ingresso separato. Tuscany Sotheby’s International Realty, telefono 055.0751888 tuscanysothebysrealty.com/ita

Prezzo: 4,5 milioni di euro

mare e giardino ad anacapri Prezzo: 6,5 milioni di euro L’originale costruzione, situata in uno dei più antichi borghi dell’Isola di Capri, risale al 1762. Con vista mare, è circondata da un giardino di 3mila mq con piante tipiche dell’isola e alberi di frutta. Ha doppio ingresso, attraverso una pergola coperta di glicine e una caratteristica scalinata. I 500 mq interni comprendono tre appartamenti indipendenti con cucina, nove camere da letto e sei bagni, parcheggi e lavanderia. Milan Sotheby’s International Realty

golfista Greg Norman ha deciso di vendere la sua, a Jupiter Island, per ben 65 milioni di dollari. Cifre astronomiche per case da Mille e una notte. Per sognare ancora, su classlife.it, nella sezione Case di lusso, le gallery delle dream house.

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villa spartivento, varese

proprietà (p)residenziali

Prezzo: 45 milioni di dollari Nei pressi di hamilton, a Bermuda, The Chelston estate è una proprietà di oltre 5 ettari sull’oceano, da poco restaurata, considerata tra le più belle case nel mondo. Comprende una villa di 930 mq e quattro cottage circondati da eleganti giardini. Costruita nel 1940, è stata per 30 anni residenza del console americano e ha ospitato presidenti e politici. splendide le rifiniture nel salone, la sala da pranzo e la biblioteca. due suite nella villa, otto camere da letto negli altri cottage. un padiglione sulla spiaggia, una pool house e tre garage. Sinclair Realty, Cire, tel. 001.441.2960278, www.sinclairrealty.com

Costruita nella seconda metà dell’800, è un’elegante proprietà liberty sul Colle di Biumo, a Varese. Introdotta da un viale scenografico, è circondata da 3 ettari di parco con piante secolari. Con pianta pressoché quadrata e ambienti che si svolgono attorno al grande atrio e allo scalone, è disposta su tre piani per un totale di circa 900 mq interni. Il piano terra ha una sala da pranzo, salone, salotto e studio. Al primo e al secondo piano, quattro camere e tre bagni con vestiario calpestabile. Contornano la proprietà suggestivi rustici con cortile: un’abitazione custode su due piani, dépendance, due garage, area adibita in passato ai cavalli e alle carrozze, fienile con solaio a travi a vista, casetta nel parco, per una superficie totale di circa 700 mq. Milan Sotheby’s International Realty telefono 02.87078300 www.milan-sothebysrealty.com


muoversi

Oltre l’apparenza

Understatement e potenza: sono le caratteristiche più evidenti della terza generazione di Audi RS 6 Avant, in limited edition. E ancora, Jeep rinnova la Grand Cherokee. Mentre Nissan fa debuttare la nuova Leaf, 100% elettrica di NiCOLA d. BONETTi

tendenza sostenibile Nella capitale della Norvegia, la nuova ricchezza petrolifera e finanziaria si esprime con interi quartieri di design e attenzione alla sostenibilità. Nissan ha scelto, per il lancio della nuova Leaf, la capitale Oslo, dove già ne circola un elevato numero della prima serie: lassù l’auto 100% elettrica è esente da

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n classico dell’understatement: la wagon che non sembra minimamente essere, se non agli occhi degli esperti, una delle realizzazioni del marchio «quattro GmbH», ovvero l’atelier che cura le Audi più performanti. La terza generazione di RS 6 Avant può essere ordinata con limitate caratterizzazioni estetiche, per non farsi notare, magari concentrandosi più sugli interni, con la scelta di pelli Poltrona Frau, anche selezionando colori e materiali. Insomma, si può avere come il salotto di casa, per vivere il medesimo ambiente anche nell’auto.

Iva, viaggia lungo le corsie di taxi e bus, e ci sono ovunque colonnine gratuite per le ricariche. Guidare nel silenzio, con emissioni zero e quasi 200 km di autonomia, diventa un must. Leaf 2013 evolve autonomia e prestazioni, ha maggiore spazio, si ricarica più velocemente e soddisfa anche con allestimenti evoluti. Le batterie si possono noleggiare (da 79 euro al mese), riducendo il prezzo (con incentivi) a meno di 20mila euro. www.nissan.it

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Oppure, si può chiederla in modo da esaltarne la grinta con dettagli tecnici e stilistici che la rendono ancor più pronta per le piste e per le corse. Perché sotto la pelle di questa comoda e spaziosa familiare pulsa un motore da urlo: il nuovo 4.0 TFSI V8 con doppio turbocompressore da 560 Cv, con 700 Nm da 1.750 giri. Abbinato alla trazione integrale e al cambio automatico Tiptronic a otto rapporti, fa volare RS 6 Avant come una supercar (0-100 in 3,9”) fino a 305 km/h, con progressione e ululato impressionanti. Oppure, si lascia guidare silenziosamen-

te anche in città, rispettando l’ambiente grazie allo start&stop e consumando in media 9,8 l/100 km, con una riduzione del 40% rispetto alla versione precedente. Oltre la meccanica, la dinamica è regolabile anche in modo individuale: l’equipaggiamento evidenzia la cura di «quattro GmbH» con sospensioni autoadattanti, cerchi fucinati da 20”, sistema audio a cura di Bose, clima quadrizona, navi MMI plus touch. Style symbol all’avanguardia della tecnica, da 111.800 euro, già disponibile. www.audi.it

La NuOva ammIraGLIa

Nel mondo circolano oltre 5 milioni di Grand Cherokee che, dalla prima serie del 1992, è la Jeep più desiderata, con un’incredibile progressione dell’ultima serie. Appena ristilizzata, più lussuosa e prestazionale, ha motori CRD 3.0 V6 con 250 Cv, e tre benzina: 3.6 V6, 4.7 V8 e il top SRT 6.4 V8. Aggiunge tecnologia e dotazioni di sicurezza avanzate, cambio automatico a otto rapporti di serie per tutte, come la trazione integrale con SelecTerrain, e interni rivisitati: c’è addirittura un display da 8,4”. Prezzi da 58mila euro, allestimenti Limited, Overland e Summit. www.jeep-official.it


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Golfisti nei Caraibi

Palme che sfiorano il mare, spiagge, cale e grotte che sembrano uscite da un libro illustrato fanno da cornice alle 18 buche dell’Old Quarry Curaçao, nelle Antille Olandesi. Il divertente tracciato è disegnato da Pete Day, grande designer locale di marCella maGliuCCi

le gare da non perdere 29 settembre bulgAri 18 buche stb - 3 cat. golf Club della montecchia via montecchia 12 selvazzano Dentro (Pd) tel. 049.8055550 www.golfmontecchia.it 5 OttObre sAn PAOlO ivest 18 buche stb - 3 cat. golf Club la rocca via Campi 8 sala baganza (Pr) tel. 0521.834037 www.golflarocca.com 6 OttObre trOFeO PArmAreggiO 18 buche stb 3 cat. golf Club rapallo via g. mameli 377 rapallo (ge) tel. 0185.261777 www.golfetennisrapallo.it 12 OttObre PrOseCCO CuP 2013 18 buche stb - 2 cat. monticello golf Club via A. volta 63 Cassina rizzardi (Co) tel. 031.928055 www.golfclubmonticello.it 19 OttObre PAnAmA On the tOP 18 buche stb 3 cat. golf Club biella regione valcarrozza 2 magnano (bi) tel. 015.679151 www.golfclubbiella.it

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Sopra, una delle 18 buche dell’Old Quarry Curaçao Golf Course. a sinistra, la piscina del Santa Barbara resort, inaugurato nel 2010.

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ascino indomabile di un’isola ospitale e bellissima dove tra sabbia bianchissima e resort 5 stelle trova ancora spazio anche una natura a tratti selvaggia. Questa è in sintesi l’immagine forte e indelebile delle Antille Olandesi, paradiso di charme e relax lambito dalle calde acque del Mar dei Caraibi. Sono proprio le onde dell’oceano e lo splendore della Baia delle Acque Spagnole a rendere ancora più esclusivo e indimenticabile un soggiorno al Santa Barbara Resort Curaçao, elegante cinque stelle lusso inaugurato nell’aprile del 2010 che da tre anni a questa parte s’impone nella classifica dei resort più belli di queste latitudini. Ed effettivamente sono tante le atout di quest’oasi di ospitalità che accoglie i suoi ospiti offrendo loro stanze e le suite curate nei minimi dettagli e arredate con quel giusto mix di design moderno e gusto coloniale che rende gli ambienti accoglienti ed estremamente confortevoli. I suoi saloni affacciati sul mare, la spiaggia a pochi metri dalla stanza e una Spa me-

ravigliosa dove indulgere in trattamenti eccezionali per il corpo e per il viso rappresentano un’ulteriore buona ragione per recarvisi, ma il vero e insuperabile punto di forza del resort è lo splendido Old Quarry Curaçao Golf Course. Firmato dal re dei Caraibi, Pete Day, questo percorso 18 buche championship è un sensazionale e super scenografico par 72, inaugurato insieme all’hotel nel 2010, e da subito classificato tra i più riusciti capolavori del grande designer. Sagomato lungo un terreno mosso e molto vario che costeggia la Baia dalle Acque Spagnole e s’inerpica sulle aspre colline della zona, il

percorso corre tra scogliere a picco sul mare e spiagge che formano un incredibile contrasto con il rough selvaggio e le numerose paludi che costeggiano i fairway, aumentando il carattere unico e la bellezza selvaggia del tracciato. Gli alisei che soffiano dal Monte Tafelbert rendono ancor più emozionante la sfida anche per gli handicap più bassi, mentre, in linea con il concetto di divertimento di Pete Day, i numerosi tee di partenza presenti su ogni buca rendono questo tracciato divertente e giocabile anche per golfisti con handicap medio. www.santabarbararesortcuracao.com 1

beLLi e PossibiLi Look da Tour, performance da pro, ma facilità e margine d’errore adatto anche al gioco di golfisti con hcp medio/alto. Queste sono le caratteristiche che rendono unico e prezioso il bellissimo set di ferri Callaway X Forged 2013. La cavità sul retro del ferro e lo sweet spot ampio e sempre più capace di correggere traiettorie sbagliate rendono questi ferri, dal design accattivante e aggressivo, dei compagni di gioco ideali. Per informazioni: www.callawaygolf.com

2 1. Lo sweet spot ampio e 2. la cavità sul retro correggono le traiettorie sbagliate.


celebrare

Una parata di stelle

Dopo New York e Parigi, è stata Londra a ospitare Le Dîner des Grands Chefs, allestito da Relais & Châteaux con 46 cuochi in rappresentanza di 13 paesi. E poi, i menù stellati in alta quota di Swiss e una crociera gourmet che parte da Venezia di cristiana rizzo

il gusto prende il volo I menù della business e della first class di Swiss International Air Lines portano la firma dello chef stellato del Relais & Châteaux Hotel Paradies Hideaways Resort di Ftan, in Svizzera. Martin Goschel ha infatti creato prelibatezze come il brasato di manzo dell’Engadina con mela e sedano. La cucina raffinata fa parte delle attenzioni che Swiss riserva ai passeggeri per trascorrere al meglio il volo. Con collegamenti diretti in tutto il mondo, con particolare attenzione alla Cina, e un nuovissimo volo giornaliero per Singapore da Zurigo, Swiss offre anche in economy class un buon

rapporto qualità-prezzo, con la scelta tra due menù e un’ottima offerta di film. Le nuove poltrone di business si trasformano in un letto orizzontale. Quanto alla first, tutto è al top, dai menù di sette portate alla cabina, con una privacy esclusiva. www.swiss.com call center 848.868120 (Silvana Rizzi)

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l ministro britannico David Heath, l’ambasciatore francese per il Regno Unito Bernard Emie, la cantante Sophie EllisBextor e Salvatore Ferragamo erano solo alcune delle personalità presenti all’evento gastronomico londinese dell’anno: la terza edizione del Dîner des Grands Chefs, organizzata in aprile da Relais & Châteaux. Oltre 40 chef stellati di 13 paesi, provenienti dagli hotel di charme e dai ristoranti gourmet della prestigiosa associazione, hanno condotto i 600 ospiti attraverso un viaggio enogastronomico utilizzando esclusivamente prodotti locali di stagione. Dopo New York e Parigi, scenario della serata è stato l’Old Billingsgate di Londra, l’antico mercato del pesce trasformato in una location tipica della campagna inglese, con sentieri erbosi, ciliegi in fiore e centrotavola di candele ambrate e ortaggi. Raymond Blanc, Claude Bosi e Andrew Fairlie, chef pluripremiati del Regno Unito, hanno guidato il pool di grandi star dell’alta cucina fino alle loro postazioni con una entrée trionfale da vere celebrity, fra musica e applausi. Divisi in équipe di tre, gli chef hanno creato in diretta 15 menù inediti intorno al tema The World’s Kitchen by The Thames, costituiti da cinque portate e innaffiati da Champagne Pommery vintage. Oltre 100mila sterline (118mila euro circa) i proventi raccolti al termine della cena con l’asta di beneficenza, e devoluti ad Action Against Hunger, associazione che si batte contro la fame e la malnutrizione dei

Dall’alto, alcuni protagonisti del Dîner des Grand Chefs a Londra; Annie Féolde con la chef olandese Margot Janse; l’Old Billingsgate che ha ospitato l’evento.

bambini. Fra i premi messi in palio, pernottamenti in hotel Relais & Châteaux in Gran Bretagna e Irlanda e crociere Silver Sea. «Passione, prodotti straordinari del territorio britannico, i migliori talenti culinari al mondo e un’eccezionale generosità sono solo alcuni degli ingredienti che hanno contribuito a creare un evento indimenticabile», ha com-

Luxury FOOD A BOrDO È un viaggio nel viaggio quello a bordo della Silver Spirit, nuova nave della flotta Silversea, leader mondiale delle crociere di lusso, che ha organizzato, per la prima volta in Italia, la Gourmet Cruise. Dal 24 ottobre al 2 novembre, una settimana in compagnia delle eccellenze del food & wine italiano. Un grand tour che, nel suo percorso da Venezia a Civitavecchia, passando per Dubrovnik, Malta e Sorrento, toccherà anche i prodotti di un territorio dai sapori caleidoscopici come il Friuli Venezia Giulia e prevede corsi e percorsi sensoriali. Gli ospiti saranno guidati fra le delizie d’Italia gra-

zie agli esperti delle aziende partner. Illy, con la sua Università del Caffè, terrà dei seminari per educare la loro sensibilità olfattiva a profumi e aromi; Nonino svelerà i misteri della distillazione artigianale; l’équipe del Prosciutto Learning Center DOK di Carlo Dall’Ava mostrerà gli abbinamenti più gustosi del San Daniele Dop. guest star sarà la doppia stella Michelin emanuele scarello (Le Soste, di Udine; www.lesoste.it), che rivelerà i segreti alchemici della sua cucina e preparerà la cena di gala nel ristorante La Terrazza, a bordo di Silver Spirit. silversea.com; ilpiacereitalia.it

mentato il presidente di Relais & Châteaux, Jaume Tàpies, «cucinando insieme per veri appassionati del cibo i grands chefs hanno dimostrato che il buon cibo abbinato all’amicizia è la miglior ricetta per la felicità». www.relaischateaux.com www.vrankenpommery.com www.actionagainsthunger.org.uk


scoprire

La forza della passione Il grande fotografo ritrattista Anton Corbijn risponde a un questionario di Proust pensato per lui. E poi, uno stilista americano davvero giovane stupisce il mondo della moda con la sua intraprendenza di samantha primati

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Gentleman si nasce Moziah Bridges (sopra) è un imprenditore in miniatura che sta acchiappando per il collo i gentiluomini di tutto il mondo. Undici anni, di Memphis, ha l’eleganza nel sangue. Da quando ne ha quattro, sceglie i suoi outfit prima di uscire di casa. Racconta: «Quand’ero un piccolo dapper (elegantone) non trovavo mai una cravatta che facesse al caso mio», e così ha deciso di confezionarsi da solo i farfallini. I suoi complici? Una nonna che gli ha insegnato a cucire, una grande intraprendenza e un’innata creatività. Il piccolo stilista ha creato la sua linea di cravatte, Mo’s Bows. Moziah confeziona i papillon utilizzando tessuti vintage (spuntati da un baule della nonna) o li acquista, scegliendoli personalmente. www.mosbows memphis.com

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landese di nascita e inglese d’adozione, anton Corbijn è uno dei più interessanti fotografi contemporanei, famoso per i ritratti ai grandi della musica e del cinema. Leica, storica azienda di fotocamere, e il marchio di denim di lusso G-star lo hanno scelto come brand ambassador per il lancio della Leica d-Lux 6 Edition by G-star raW. in questa intervista, Corbijn racconta un po’ di sé. Qual è la sua idea di bellezza? La risposta ufficiale è che prima devo diventare vecchio. E la sua idea di felicità? Girare con la mia bicicletta. Qual è la sua grande paura? Cadere da una montagna con la bici. Che caratteristica apprezza negli altri? L’energia positiva. E che cosa detesta di più? La disonestà. Un lato del suo carattere che non le piace? da dove posso cominciare? sono troppo protestante... La qualità che preferisce nelle

persone che ritrae? il fatto che la maggior parte delle persone che fotografo cerchi di fare qualcosa di interessante per me in quel momento. Perché fotografa solo persone? perché mi interessa quello che fanno. In quale personaggio storico si potrebbe identificare? in nessuno, però ammiro molto Willy Brandt e nelson mandela. E tutte le persone capaci di cambiare il mondo. Qual è il suo fotografo preferito? irving penn, mi ha ispirato quando ho incominciato a fotografare. E tra i fotografi italiani? tazio secchiaroli e paolo roversi. Un talento che vorrebbe avere? saper dipingere bene. Qual è il suo ricordo più bello? molti. ma oggi sono felice quando sono con la mia fidanzata. Qual è la sua occupazione preferita? stare in una stanza da solo e fare qualcosa che mi interessa. Qual è il luogo ideale per una vacanza in relax?

Un resort in thailandia, dove vado almeno una volta all’anno. E poi Bali e la svezia. Qual è il suo eroe preferito? senza dubbio robin hood. Quali sono gli eroi di oggi? tutte le persone che fanno il meglio per rendere il mondo un posto migliore. E la pittrice marlene dumas. Che qualità apprezza in una donna? L’indipendenza e un approccio positivo. E in un uomo?

L’energia creativa. Chi è il suo scrittore preferito? al momento, John le Carré e Gore Vidal. Il suo film preferito? I sette samurai di akira Kurosawa e tutti i film girati negli anni 70. Il grande amore della sua vita? La mia fidanzata. Il suo più grande rimpianto? non aver capito prima il vero amore. Qual è il suo motto? Oggi il tempo è tutto.

in alto, anton Corbijn. a sinistra, in basso, Leica d-Lux 6 Edition by G-star raW, di cui il fotografo è brand ambassador. nelle altre foto, alcuni famosi ritratti di Corbijn.

BONO VOX LYV TYLER

TOM WAITS


www.baume-et-mercier.it Damiano Parati AREZZO - Centro Orafo Pisano CAPRONA PI - Gioielleria Ciaudano CHIERI TO Curto Giuseppe COSENZA - Cataldi Diego FIUGGI FR - Minotto Gioielleria ISTRANA TV - Pasa LENTIAI BL Fattori ROMA - Gioielleria Paolo Beltrame TERNI - Gioielli Leonardo VENEZIA-MESTRE


provare

Due cuori e uno chalet In Valle d’Aosta, vicino a Champoluc, il villaggio Walser di Mascognaz è un accogliente albergo diffuso. Per la stagione invernale, si possono affittare romantiche baite. In Svizzera, nasce una nuova stella dell’hôtellerie Di alessanDra oristano

Gstaad a cinque stelle A cent’anni di distanza, la tradizionale e preservata Gstaad, dove ancora oggi l’economia dei farmers locali batte quella del turismo, ha approvato un nuovo grande albergo: il The Alpina. Ai margini del bosco, in mezzo ai prati di Oberbort, a cinque minuti dal centro del paese di Gstaad, il cinque stelle con 56 camere e suite dal design caldo e moderno offre il meglio dell’hôtellerie suisse. Per la prima volta in Europa, il giapponese Megu ha aperto qui il suo ristorante, a dare inizio a una nuova era culinaria in Svizzera, con l’introduzione

di raffinate specialità locali accanto a piatti orientali, in una fusione perfetta fra tradizione e modernità. Tra le offerte, la Six Senses Spa, con proposte per soggiorni da tre e sette giorni, programmi studiati per ogni singola persona, yoga e passeggiate. (Silvana Rizzi) www.thealpinagstaad.ch

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A

quota 1.800 metri, in Val d’Ayas, a pochi chilometri da Champoluc, l’Hôtellerie de Mascognaz sorge in un antico villaggio Walser. Abili colonizzatori di territori di alta montagna, i Walser, dal Vallese svizzero, nel Medioevo si stabilirono anche nelle valli attorno al Massiccio del Rosa. Baite in legno e pietra e Rascard (case in pietra con il fienile soprastante in legno) sono diventati lussuosi chalet da affittare per intero con la famiglia e gli amici o prenotando una singola camera. Lo Chalet Miété è la casa principale e offre sette stanze arredate in stile montano con mobili artigianali, un accogliente salotto con camino e la sala da pranzo. Altri quattro chalet, restaurati rispettando i principi della tradizione Walser, secondo cui si costruivano le case eco-compatibili di una volta, e la suite Monte Rosa, ricavata in un antico fienile, completano l’offerta.

Ayas con quelle di Gressoney e di Alagna, con impianti che arrivano sino al ghiacciaio di Punta Indren per suggestive discese fuoripista. Al rientro, ci si rifugia per un aperitivo davanti al camino, in un ambiente intimo e ovattato, dove legno e pietra si fondono armoniosamente. Nel centro benessere, Suite Être Mascognaz, oltre a sul Rosa sauna, Hamman, percorso kneipp e idroterapia, si a sinistra, lo chalet può nuotare in una piscina che si affaccia sul Monte rosa. sotto, uno lunga 18 metri e scegliere scorcio del ristorante e tra fanghi, massaggi una sala da bagno. ayurvedici, estetici o sportivi. Gli amanti del golf possono, attraverso un’installazione virtuale, giocare con mazze vere sui più bei campi del mondo, anche con un istruttore professionale. E per la cena, uno chalet del 1600, Lo Peyo, ospita un ristorante dove assaggiare i piatti tipici della cucina valdostana. È un luogo incantato, facilmente In questo angolo di paradiso, sospeso raggiungibile grazie a un servizio di tra le vette, si arriva solo in motoslitta, transfer da e per Champoluc, sempre in fuoristrada o con un breve percorso disponibile su richiesta degli ospiti. a piedi. Nella bella stagione, il villaggio Camera doppia da 210 euro a persona. è un ottimo punto di partenza per www.hotelleriedemascognaz.com passeggiate, nordic walking e trekking. www.equinoxe.it In inverno, si va dalle romantiche ciaspolate in mezzo ai boschi ai 180 Relax chilometri del comprensorio sciistico d’alta quota Monterosa Ski che collega le valli di la piscina lunga 18 metri del centro benessere Être Mascognaz, dove scegliere tra diversi trattamenti, dai fanghi ai massaggi.


www.poliform.it

MADE IN ITALY


tipi social Dove sei stato in vacanza? Domanda inutile, sorpassata. Quest’anno amici, conoscenti, colleghi di lavoro e capi hanno messo in bella mostra le vacanze, dall’attesa in aeroporto ai tramonti con cocktail, sui social network. E anche gli insospettabili si scoprono geek

autoscattisti Di ilaria Danieli - illustrazione Di chris burke

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anno cominciato i teenager, li hanno imitati i genitori baby boomers: la mania del selfie, termine recentemente inserito nell’oxford Dictionary e traducibile con autoscatto, ha contagiato tutti, dai nipoti ai nonni, purché dotati di uno smartphone o di un tablet e di un account su Facebook, twitter o instagram. tutti a scattarsi foto, tutti felicemente geek, cioè fanatici della tecnologia. La viralità del fenomeno non è sfuggita alla rivista avant-garde i-D, che ha immortalato in copertina la modella Jourdan Dunn impegnata in un autoscatto con accanto la scritta «#selfie», né alla casa editrice contrasto, che ha stampato il manuale Shooting yourself. L’autoritratto ai tempi dei social network (10 euro, contrasto books.com). D’altra parte, nessuno è stato risparmiato, nell’estate appena finita, dalla pioggia di messaggi fotografici inviati dagli amici. e magari ci si è anche divertiti a vedere la collega bellissima appena sveglia, con la faccia un po’ gonfia come tutti dopo una notte alcolica. o l’impeccabile ceo penzolante da un banano tropicale. Si è ricevuta la prova visiva di ogni alba e di ogni tramonto, di ogni attesa in aeroporto, di ogni insolito destino nell’azzurro mare d’agosto. c’è chi gioisce di non doversi più sorbire le serate narrativo-fotografiche selfie mania degli amici reduci da un viaggio Un attimo, e l’autoscatesotico, c’è chi si rifugia nell’eto, dal più banale al remitaggio digitale giudicando più eccitante, vola nel web. E se Van Gogh o puerile qualsiasi social network gli astronauti avessero per paura di massificarsi. ma, coavuto uno smartphone? me sempre, gli integrati dal selfie facile sono più numerosi degli apocalittici sempre sconnessi. e forse è meglio così, almeno per il quotidiano inglese The Guardian, che conferisce alla parola geek, finora sinonimo di smanettone malvestito e asociale, una smagliante accezione chic. essere digital enthousiast non è solo di moda, secondo il Guardian, è anche sintomo di apertura mentale. non a caso, la lista dei 10 Top Geek Heroes non premia uno studente passato dal garage ai miliardi, bensì un italiano non più giovane, cioè Umberto eco, per aver legittimato il link tra cultura alta e cultura di massa, secondo soltanto a Jack Kirby, il re dei fumetti, padre dei Fantastici Quattro. Solo decimo il fondatore di apple, Steve Jobs, l’unica vera digital mind della lista.

sUl sito classlifE.it, la top tEn dEi GEEk HEroEs: dal Visionario stEVE jobs (al dEcimo posto) a UmbErto Eco (al sEcondo)

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genio & regolatezza

I suoi maestri sono Enrico Cuccia, Nelson Mandela, il Dalai Lama... Il successo l’ha ottenuto vendendo (cari) i jeans agli americani, come fosse ghiaccio agli eschimesi. E continua a lanciare (ora anche con i figli Andrea e Stefano) sfide imprenditoriali, globali e anticonvenzionali. L’inventore di Diesel si racconta a Gentleman. A 360 gradi DI gIoIA CArozzI foto DI MASSIMo SEStINI

Renzo Rosso, 57 anni, fotografato nel quartier generale della sua azienda a Breganze, in provincia di Vicenza.

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enrico cuccia Il presidente di Mediobanca incontrò spesso il patron di Diesel per capire chi fosse quel «pazzo che stava costruendo un impero giovane sui giovani».

nelson ManDela Renzo Rosso ha un grandissimo rispetto e una sconfinata ammirazione per il premio Nobel sudafricano. Bono Un amico con cui Rosso (che ha fondato l’associazione no-profit Only the Brave) condivide l’impegno per il sociale.

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r. Diesel si presenta a pranzo in camicia nera abilmente aperta sul petto. Jeans di maison che, come al solito, ha fatto personalizzare dalla sua sarta all’ultimo momento. Un orologio arancione fosforescente oltre ogni immaginazione. siede a un tavolo della mensa a cinque stelle, nei nuovi headquarters della sua futuristica azienda, a Breganze, in provincia di Vicenza. «avete fatto un giro? avete visto le persone che lavorano da me? È quello che mi rende più orgoglioso». per prima cosa punta i famosi occhi color ghiaccio sul suo futuro. I due figli maggiori: Andrea, 35 anni, e Stefano, 33. poi sulla sua porzione di insalata che corrisponde a quattro per un normale essere umano. Ma renzo rosso, 57 anni, normale certo non è. non lo era nel 1985 quando, a soli 30 anni, figlio di contadini molto umili di Brugine, piccolo paese in provincia di padova, acquistò il marchio Diesel. non lo era negli anni successivi quando, contro tutto e tutti, andò a vendere i suoi jeans italiani agli americani, riuscendo a farseli pagare il doppio rispetto a quelli di fascia alta che alla fine degli anni 80 erano made in Usa. 100 dollari contro i 54 per un paio di ralph lauren. Un’eresia che spesso la stampa straniera ha paragonato a quella di vendere il ghiaccio agli eschimesi, e al doppio del prezzo. tanto normale, Mr. rosso, non doveva essere neanche quando teneva colloqui di lavoro nel mitico Studio

Dalai laMa Quando Rosso voleva lasciare tutto, gli disse: «Non farlo, hai una grande responsabilità e delle qualità che hanno in pochi».

luciano Benetton Renzo Rosso lo considera una fonte d’ispirazione per la comunicazione: ironica, anche verso il mondo della moda.

54 a new York. Quello dove Andy Warhol imperversava e Bianca Jagger andava a spasso su un cavallo grigio. «i cacciatori di teste non capivano quello che volessi. Da me non vince necessariamente il più bravo o quello con più titoli, ma chi è capace di mandarmi in circolo l’adrenalina». Uno dei primi italiani a capirlo fu il banchiere dei banchieri, Enrico Cuccia. per anni, almeno una volta ogni due mesi, i due si chiudevano in fittissime riunioni. «era curioso di capire chi fosse il pazzo che stava costruendo un impero giovane sui giovani». Oggi l’impero Rosso si chiama Otb, la holding di cui renzo è presidente. nel 2012 ha avuto un fatturato consolidato di 1,5 miliardi di euro, con un margine operativo lordo di 204 milioni. ed è capofila di un polo del lusso italiano che spesso è riuscito a contenere la razzia modaiola di colossi internazionali, dai francesi ppr (oggi Kering) e lvmh, ai nuovi conquistatori mediorientali. «a volte ci sono riuscito, come quando ai francesi ho sfilato la Maison Martin Margiela e il marchio Viktor & Rolf. altre volte ho fallito. Ho perso Valentino al fotofinish contro la famiglia reale del Qatar. Un enorme dispiacere, perché è l’unico icon-brand in questo momento. eravamo davvero vicini a concludere. abbiamo pagato l’inesperienza. non era una questione di soldi» (si parla di 860 milioni di dollari, circa 643 milioni di euro, ndr). oltre a Margiela e Viktor & rolf, la holding di renzo rosso

oggi controlla l’immenso mondo Diesel, il 60% di Marni, l’intero pacchetto di Staff International (che produce e distribuisce le licenze anche di Dsquared, Just Cavalli, Vivienne Westwood Red Label e Man, e Marc Jacobs Men). «Ma la mia onda può ancora ingigantirsi. siamo solidi, il nostro cashflow è positivo. Conto di sviluppare l’esistente raddoppiandolo nei prossimi cinque anni. e c’è la concreta probabilità che si aggiungano altre realtà. Ma anche nel caso di una grande acquisizione, non entrerei necessariamente in borsa, sarebbe sufficiente un’emissione di bond. nessuno dovrebbe quotarsi, è solo una gran rottura... anche se, che mi quotassi, era il pallino di Cuccia». Così, aspettando i prossimi sviluppi, renzo rosso è anche il fondatore dell’associazione no-profit Only the Brave Foundation, della quale è particolarmente orgoglioso. «la vita mi ha dato tanto e mi sento in dovere di restituire. Che sia con il micro-credito, che permette

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Renzo Rosso, con i due figli, Andrea (35 anni, a sinistra), direttore creativo della linea 55DSL e delle licenze Diesel, e Stefano (33), amministratore delegato di Otb.

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genio & regolatezza alle famiglie in questa zona di arrivare a fine mese. O con i 10mila euro investiti in grandi ratti addestrati che, con Apopo, una Ong belga, abbiamo portato in Mozambico per disinnescare 12mila mine e 950 bombe. E chi l’avrebbe mai detto che dei toponi avrebbero aiutato a salvare un pezzo di mondo...». Mr. Diesel, dal 1994, è proprietario anche del famoso Pelican Hotel a Miami, il primo fashion hotel, quello che ha ispirato tutti gli altri stilisti a costruirne di propri. «Era il 1994 e Miami era ancora la città violenta del telefilm Miami Vice. Nulla di più di un grande ponte della droga tra l’America Latina e quella del Nord. Ma ne vidi il potenziale. Oggi, tutti i grandi marchi vogliono essere nel suo fashion district. Entro la fine di quest’anno aprirò un secondo albergo, a Londra, con il re dell’hôtellerie, André Balazs». Per non farsi mancare niente, tra le altre cose, ha anche una fattoria, la Diesel Farm, a Marostica (Vicenza). Produce olio, carne e vini (Rosso di Rosso e Bianco di Rosso), che lui si diverte a vendere personalmente ai suoi ristoranti preferiti in giro per il mondo: «Un hobby, perché è un business che fa ridere, la mia Farm fattura meno di 1 milione all’anno...». Nel tempo libero ha sponsorizzato il restauro del Ponte di Rialto, a Venezia. Da 17 anni è proprietario di una squadra di calcio, il Bassano, «che però lascerò entro l’anno. Abbiamo capito che il calcio non rientra più nella nostra filosofia». È amico

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La struttura di Otb (ex Only the Brave), la holding creata lo scorso febbraio da Renzo Rosso, di cui è presidente. Sotto: 1) un look della sfilata Diesel Black Gold, la prima linea dell’immenso lifestyle Diesel; 2) un look p/e 2014, firmato Maison Martin Margiela; 3) la sfilata invernale di Marni; 4) un abito della nuova collezione sposa di Viktor&Rolf; 5) lo schema di Staff International (che produce e distribuisce le licenze Dsquared², Just Cavalli, Vivienne Westwood Red Label e Man, Marc Jacobs Men); 6) lo schema di Brave Kid, il gruppo di abbigliamento per bambini, che produce e distribuisce Diesel Kid, John Galliano Kids e Dsquared Kids.

Rosso a Renzoc ol ti, i N n t o c iche re m r Fo o diretto nuov o

creieatsivel D

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comunicare e rivoluzionare

l’importante è stupire

Avere il miglior team di creativi. Ribaltare gli schemi. Mai essere monotoni. Divertire sempre, anche quando si affrontano temi sociali. E stupire, stupire e ancora stupire. «Non mi interessa se la pubblicità della stagione piace e ha successo, voglio che la prossima sia sempre diversa», dice Renzo Rosso parlando del fenomeno delle sue campagne Diesel. La prima, che risale al 1991, fu quella che lanciò lo slogan For Successful Living, oggi entrato nella storia. Nel corso degli anni, Renzo Rosso e il suo team di creativi hanno spesso vinto Leoni d’oro e d’argento al Festival internazionale della pubblicità a Cannes. «Difficile scegliere la mia preferita, sono tutte fantastiche. Come quella del 2001 che abbiamo chiamato Daily African, con africani ritratti in ambientazioni sfacciatamente lussuose e slogan come “L’Africa promette aiuti economici all’America”. Oppure come quella del 1997, che vinse una quantità assurda di premi, intitolata Historic Moments: abbiamo elaborato la foto originale scattata nel 1945 alla Conferenza di Yalta, facendo interagire le modelle con Churchill, Roosevelt e Stalin».

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di Bono e del Dalai Lama. Proprio quest’ultimo, un giorno che Rosso aveva quasi l’idea di mollare tutto e dedicarsi al sociale, gli disse: «Hai una grande responsabilità e delle qualità che hanno in pochi. Ogni giorno della tua vita pensa a moltiplicare i posti di lavoro. Prenditi qualcuno che faccia il sociale, tu pensa a fare i soldi». Detto, fatto: oggi dà lavoro a 6.650 persone. In tutto il mondo è paparazzato tanto quanto le celebrità e i capi di stato, ai quali dà del tu da decenni. Ma in Italia è ammirato e temuto allo stesso tempo. Forse per via del capello riccio incolto, la barba sempre di un paio di giorni, il corpo ricoperto di tatuaggi. Un look studiato nei minimi particolari, che lo ha reso il miliardario italiano meno italiano di tutti. Uno che è sempre andato controcorrente. Come dimostrano le campagne pubblicitarie Diesel: ironiche e strafottenti, soprattutto nei confronti del mondo della moda. Forse perché è l’unico ad aver avuto il coraggio di pubblicare un’autobiografia dal titolo Be Stupid (Rizzoli, 16 euro). E quale imprenditore si è mai volontariamente dato dello stupido pubblicamente? O forse, come aggiunge lo stesso Rosso, «perché la mia è una cultura globale. Le mie aziende, tranne per la qualità e il buongusto, hanno molto poco di italiano. Tutto il resto è un grande shaker di culture diverse. Guardi, ho passato la prima parte della mia vita a farmi dare del matto. Come quando spiegavo che i miei jeans strappati valevano i soldi che chiedevo, soprattutto in Italia. Poi, sull’onda del mio successo, tutti i grandi marchi hanno

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genio & regolatezza

inserito il denim nelle loro collezioni. Oggi mi chiedo: ma allora, chi era veramente matto?». A Gentleman, Rosso ha però deciso di parlare anche di successione. Un argomento nell’aria da qualche mese. Da quando, a febbraio di quest’anno, ha convocato un’assemblea straordinaria della holding di famiglia, Only the Brave, cambiandone la ragione sociale in Otb, trasformandola in società per azioni e aumentando il capitale di 15 milioni di euro. «Non voglio dire che andrò in pensione. È solo che, fino a oggi, sono stato imprenditore e soprattutto il direttore creativo di Diesel. Adesso voglio fare l’imprenditore e basta. La successione è già a bordo, seduta a questo tavolo con noi. Mio figlio maggiore, Andrea, è il direttore creCon l’associazione no-profit Only the Brave Foundation (otbfoundation. org), Renzo Rosso sostiene progetti di sviluppo, specie in Africa. Tra questi, il Millennium Village di Dioro, in Mali (qui sotto). Herorats è invece il progetto in collaborazione con Apopo, la Ong belga ha allevato e addestrato giganteschi topi per disinnescare bombe e mine in Mozambico (in basso).

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ativo della linea 55DSL e del mondo licenze Diesel e, mi creda, non è cosa da poco. Il mio secondogenito, Stefano, è stato recentemente nominato amministratore delegato di Otb. Mandare avanti la nostra nuova holding è una grande responsabilità. Inoltre, ho appena nominato Alessandro Bogliolo, nuovo ceo di Diesel. E quel pazzo provocatore che ho inseguito per tre anni, Nicola Formichetti, nuovo direttore creativo di Diesel, il brand che ha bisogno di riavvicinarsi ai giovani. Direi che posso stare tranquillo». La parte della successione seduta a tavola con Gentleman è quella dei due figli maggiori (Rosso ne ha in tutto sei, tre dalla prima moglie, tre dalla seconda). Andrea, il creativo, e Stefano, il commerciale. Stessi occhi del padre, solo un po’ più scuri. Nessun ricciolo ribelle. Entrambi sembrano nutrirsi di normali porzioni di cibo. Di papà Rosso appaiono più rispettosi che intimoriti. Anche se spesso scherzano nella loro lingua ufficiale, il dialetto veneto stretto. Sul fatto di essere andati entrambi in America a studiare, per esempio, papà Rosso si fa una grande risata. «Studiare? Guardi, uno faceva surf, l’altro break dance. Mi dica lei se questo è studiare…». «Ma papà, se quando ti ho Tra le attività di Rosso, anche chiamato per dirti che mi la Diesel Farm, tenuta di oliscrivevo all’università, mi tre 100 ettari sulle colline di Marostica (Vi), dove produhai detto di smetterla di ce olio, carni, grappe e vini, prenderti in giro e hai but- come il Rosso di Rosso e il tato giù il telefono?», dice Bianco di Rosso. dieselfarm.it Andrea, il creativo, il più timido e introverso della famiglia, che però aggiunge: «Seriamente, lavorare con mio padre è molto impegnativo. Lui è energia pura ed è anche molto esigente. Occuparsi della parte licenze di Diesel significa avere in ma-

no tutto l’universo occhiali, profumi, mobili, orologi e persino lampade. E ogni giorno si aggiunge qualcos’altro». Anche Stefano, il commerciale, sostiene che lavorare col padre è stimolante. «Ma significa anche essere sotto pressione. In molti potrebbero pensare che io e mio fratello siamo qui perché figli di papà. Ma abbiamo fatto entrambi la nostra gavetta. Sono laureato in International Trading, mio fratello in Textile Development. Da quando avevamo 12 anni, abbiamo sempre lavorato, dentro e fuori la nostra azienda. Io sono stato assunto per un certo periodo dal brand americano di streetwear Zoo-York. E lì non sono certo arrivato grazie a mio padre, parliamo di America... Quale sarà il nostro futuro? Mio padre ha una visione molto chiara del lusso, che è anche la nostra. La democratizzaRenzo Rosso nel suo ufficio. Fotografie, giochi, zione di internet ha reso gadget e soprammobitutto accessibile a tutti. In li sono un’ulteriore testiun futuro non troppo lonmonianza della vulcanica tano, anche Cina, Brasile e e perenne attività dell’imRussia si renderanno conprenditore veneto. to che lo status symbol non è più avere qualcosa di inaccessibile, ma qualcosa di unico. E per noi, che abbiamo solo marchi che inseguono la qualità e non il logo, si apriranno nuovi scenari». Così, forse pensando con orgoglio ai nuovi scenari, o forse semplicemente soddisfatto di avere avuto finalmente il tempo di mangiare, dopo l’insalata pantagruelica, anche un enorme branzino, il padre Rosso svela il sogno che ancora non ha realizzato. «Mi piacerebbe curare l’edizione speciale di un grande giornale. Come l’Herald Tribune o il New York Times. O di un grande giornale italiano. Riuscirei a far scattare nei lettori la domanda che amo si facciano le persone commentando un mio successo: “Perché non ci ho pensato prima io?”. Posso chiedere a Gentleman una cortesia? Scrivetelo. Non si sa mai che in giro non ci sia qualcuno tanto pazzo da farmelo fare». www.diesel.com


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coltivare il futuro

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di aNNa maNgiaRotti - Foto di daRio FuSaRo

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L’antica cascina dei conti Radice Fossati diventa un luogo speciale, dedicato alle aziende, per meeting e training. Con tanto di fattoria, orto ed energia pulita

A L’antica dimora dell’800 di proprietà della famiglia Radice Fossati (in alto, Federico e, sotto, il figlio Nicola con uno dei cavalli che vivono alla cascina) è stata presa in gestione per 20 anni da Jacques Horovitz, docente di marketing, che l’ha trasformata in Châteauform’ La Casa del Seminario, un luogo dedicato alle aziende per riunioni di lavoro e training. Le sale meeting hanno lavagne touch screen, le pareti dell’auditorium sono rivestite di mattoni inclinati. Questa superficie scabra avvolge e toglie l’eco. L’investimento dei Radice Fossati per rendere questo luogo multifunzionale ha superato i 6 milioni di euro.

lla CasCina ErbatiCi di Mezzana bigli, a 50 chilometri da Milano, nell’agro pavese dove teneva corte Cecilia Gallerani, la Dama dell’ermellino di leonardo, si guarda al futuro. nel rispetto della storia, l’evoluzione passa ancora attraverso l’agricoltura. Questa terra ha sedotto, per sua ammissione, il professor Jacques Horovitz, apprezzato docente di marketing e strategia aziendale, teorico del «meno numeri e più sogni, così crescono le imprese». E anche fondatore del progetto Châteauform’ La Casa del Seminario, che si concretizza in luoghi interamente dedicati alle aziende per riunioni di lavoro e training, capaci di favorire riflessione e condivisione umana e professionale (39 location in sette paesi d’Europa). in italia si è già insediato a Villa Gallarati Scotti, Oreno di Vimercate (Mi). Ora è approdato anche a Cascina Erbatici, che gestirà per 20 anni. «È il castello del futuro», dice. «Uno studio di mercato sulle giovani generazioni mi ha rivelato che corrisponde al loro luogo ideale per seminari (le sale riunioni, dotate di lavagne touch screen, sono infatti chiamate stalla 1 e stalla 2, Ovile, Pollaio, Caseificio, Mulino, Frantoio, ndr). Qui il mio concept, ovvero generosità, convi-

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coltivare il futuro

vialità, dolcezza, naturalezza, flessibilità, libertà, autenticità e semplicità, per far sentire a casa i partecipanti ai meeting, si applica spontaneamente». La cascina è la terra: qui tanto ben lavorata da farne una «patria artificiale», nel senso di paradiso, come diceva Carlo Cattaneo. Nell’atrio del ristorante, i cesti con i prodotti dell’orto sono etichettati in dialetto (Pum, mela, Tumatic, pomodoro, Mlò, melone), e poi ci sono la birra artigianale di Vercelli, il biscotto di Tortorolo, il riso del Mulino della Colonna. Gli animali sono mostrati direttamente ai businessmen: mucche, pecore frabosane, capre valdostane, galli da canto, sotto il patronage di Nicola Radice Fossati. Con passione, il giovane si applica all’integrazione tra Erbatici e la vicina Cascina Bellaria, dove un bio-digestore sta fornendo energia e calore all’intero complesso. Nicola è figlio di Federico Radice Fossati, che viene affiancato dalla sorella Pucci e dalla moglie Madina Brivio Sforza nel compito di portare l’impresa agricola di famiglia a diventare multifunzionale. Dalla tradizione, espressa nell’800 dall’avo Federico Confalonieri, patriota risorgimentale e pioniere dell’irrigazione, si è giunti alla neoruralità, ossia al turismo agroalimentare. I Radice Fossati hanno coltivato un rapporto virtuoso tra beni materiali e patrimoni cognitivi. Lo conferma una cifra: hanno investito oltre 6 milioni di euro, senza finanzia-

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menti pubblici, perché Erbatici diventasse questo scenario. Insomma, Monsieur Federico è il grande committente, elemento indispensabile per fare architettura. «Gli altri sono un buon costruttore e un decente architetto», spiega il progettista Lorenzo Berni, professore di restauro architettonico al Politecnico di Milano, che si presenta come «un muratore che ha imparato il latino». Nell’illustrare l’intervento a Erbatici, oltre che sui nomi del suo staff, insiste sull’evidente rispetto di volumi e materiali, come il legno, il ferro e i mattoni. Se, giusto per restare in tema di risparmio energetico, vale sempre l’importanza della chiusura e dell’apertura negli elementi rustici, sua è invece l’idea di rivestire le pareti dell’auditorium con mattoni inclinati, ottenendo una superficie scabra che imbriglia la voce e toglie l’eco. E di inserire un nuovo dispositivo nel sistema termoconvettivo per togliere

umidità a un pavimento pianoterra, o ricostruire quello del piano superiore, dove stavano le mondine, in legno e sali di magnesio, leggero, flessibile, antincendio, o ancora esaltare le virtù dei sali di boro del Nevada per rendere i legni inattaccabili dai parassiti e ignifughi. Insomma, un vero progetto, equivalente a uno scavo archeologico, deve tener conto di comfort e sicurezza, obbedienza alle norme e flessibilità agli usi che cambiano. La sua filosofia è chiara: «Un edificio nato utilitario non deve diventare un museo». Preferisce i sorrisi della vita, una citazione ironica: «Concedetemi un ricciolo su una scala». Ma alla Cascina Erbatici anche l’incipit è un sorriso: quello di Caroline e Laurent Sigillo, la coppia che qui, come in tutte le case di Châteauform’, accoglie gli ospiti per far sentire davvero a casa. www.chateauform.it

Sopra, l’architetto Lorenzo Berni e alcuni ambienti della Cascina Erbatici, di cui ha curato il restauro. Il progetto di ristrutturazione ha puntato su materiali semplici come il legno, il ferro e i mattoni. I sali di boro del Nevada sono stati impiegati per rendere i legni inattaccabili dai parassiti e ignifughi. In alto, a sinistra, Clotilde Fontana, responsabile delle relazioni con la clientela in Italia di Châteauform’. Il format è diffuso in tutta Europa, con ben 39 location. Nel cesto ci sono verdure dell’orto, il riso del Mulino della Colonna, biscotti di Tortorolo, confetture e vino.


NEORURALI/2

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...tra olivi, frutteti, orti e vitigni si nascondono attori, registi, cantanti, imprenditori e stilisti che hanno deciso di dedicare parte della loro vita, e del loro impegno, alla terra di AnnA mAngiArotti

N ella nuova

fattoria... 1.167.362 ettari coltivati bio iN italia (2012)

Aumentano ogni anno le aree dedicate alle colture biologiche e, di pari passo, anche i negozi specializzati: dai 1.163 del 2011 ai 1.270 nel 2012 (dati BioBank).

fraNcis ford coppola

Dario Fusaro

diego rossetti

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P

rima di diventare il re del cashmere, Brunello Cucinelli zappava la terra con il nonno, che gli parlava, gli parlava... «così», ricorda cucinelli, «assorbivo valori come dignità, etica, rispetto, senso della famiglia». l’amorosa inclinazione per la sua terra umbra l’ha portato a radicarvi un’impresa che nell’aprile 2012 è sbarcata in Borsa: a oggi, il valore del titolo è cresciuto del 160%. terra fertile, non c’è

federico grom e guido martiNetti

stiNg e trudie styler

che dire, a solomeo, appena fuori Perugia, dove la società ha sede. in un borgo trecentesco interamente restaurato, 400 abitanti, castello, poche case medievali adibite a laboratori, Foro delle arti, giardini, anfiteatro e teatro. la vecchia fattoria trasformata per ospitare mensa e manifestazioni culturali. neoruralità. morbida, la declinazione del termine in questo borgo che all’inizio del mille fungeva da base operativa per gli uomini impegnati nelle bonifica della piana sottostante, e nel duemila impiega uomini e donne che confezionano l’eccellenza del made in italy ambita dai mercati internazionali. se cucinelli fa tendenza anche mentre assaggia pane rustico con locale olio d’oliva, non da meno si mostra Diego Rossetti. Fotografato nell’orto tra pomodori e zucchine, il presidente dell’azienda arrivata ai vertici dell’industria calzaturiera italiana forse vuol dirci che è sempre il figlio di un’italia proba e geniale, di stampo contadino, che non ama ostentare il successo. Più precisamente, è il figlio del mitico industriale renzo, capace di superare con cocciuto coraggio e paziente umiltà le privazioni dell’infanzia, per diventare nel nascente panorama della moda italiana un leader perfezionista, ispirato da autentica passione per le scarpe. Perfezionisti pure quelli di Grom, ovvero Federico Grom e Guido Martinetti, i due giovani avventurosi «gelatai agricoli», titolari del marchio creato per un negozietto di torino e approdato a malibu, new York, Osaka, Parigi, tokyo. il gelato come una volta, quello di Grom. Per preparare i migliori sorbetti, hanno impiantato un frutteto a costigliole d’asti, colline del monferrato: l’azienda agricola biologica mura mura fornisce frago-


Corbis

NEORURALI/2

angelina jolie e brad pitt

helen mirren e taylor hackford

5 milioni di city farmer in italia (dati cia)

Per il 71,2% dei consumatori bio, la sicurezza degli alimenti biologici rappresenta la motivazione trasversale dell’acquisto, ma tra i frequent users aumenta la quota (29%) di chi acquista i prodotti bio perché considerati buoni (dati Nomisma per Sana, www.sana.it)

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le, meloni, pesche, fichi, albicocche, pere, sapori antichi perduti e ora ritrovati. «Ritorno alla terra» è anche la proposta dell’ottantenne regista Ermanno Olmi. Da tempo abita in una casa che dà le spalle a un bosco, sull’altopiano di Asiago: «L’unica speranza di futuro», consiglia. «è nel ritorno alla civiltà rurale, considerato il fallimento di quella industriale». Probabile che anche questa lezione del maestro abbia fatto proseliti nell’ambiente del cinema. Vedi il collega Francis Ford Coppola nella propria azienda vinicola a Rutherford, Napa Valley, confezionare bottiglie con etichette disegnate dallo scenografo Dean Tavoularis, suo storico collaboratore

brunello cucinelli

bile moglie Trudie Styler, a vendere i prodotti bio della loro tenuta Il Palagio: oltre al vino, miele, olio extravergine, verdure di campo, salumi di cinta senese, già commercializzati in Inghilterra. All’interno della dimora, un locale resta comunque adibito a sala di registrazione. Neoruralità. Meno bucolica la declinazione del vocabolo negli Usa, dove la finanziarizzazione delle campagne è stata nel 2008 la conseguenza della crisi dei settori maturi e dell’impennata dei prezzi agricoli, con conseguente esodo di professionals a puntare sulla nuova frontiera del mangiar sano e delle tecnologie per il risparmio energetico, al lavoro sul trattore di giorno e al computer la sera. Tra i neocontadini anche Ted Turner (fondatore della Cnn), Paul Allen in film quali Il Padrino e Apocalypse Now. E l’attore Antonio Banderas, (il miliardario di Microsoft), la star della tv David Letterman. Mix di con tenuta nella zona spagnola della stile italiano e green technology, la Ribera del Duero, degustare il suo il cinquecentesca masseria pugliese a Bodega Anta Banderas. «Un vino che arriva vellutato in bocca», assicura. zero emissioni, in provincia di Lecce, è la realizzazione del sogno del regiPersino Angelina Jolie e Brad Pitt sta californiano Taylor Hackford e firmano un Rosé, in società con la della britannica moglie Helen Mirrinomata famiglia Perrin, vigneti di ren, premio Oscar per The Queen: il Château Miraval, Provenza. campo che nasconde le sonde per Caffè e cacao sono i prodotti equosfruttare l’energia geotermica (bresolidali di altre star, come l’australiavetto Energy Resources) è abbellito no Hugh Jackman, che li vende nel da un frutteto di melograno, suo locale devolvendo i propianta tipica del Salenventi in beneficenza. "l'unica to, o da identificarsi Sulle colline toscacon l’Albero delne, a Figline Valsperanza di la vita spuntato darno, è Sting, futuro è nel nell’Eden. con l’inseparaantonio banderas

ritorno alla civiltà rurale". Ermanno Olmi


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Club il

Un circolo esclusivo dove, tra mobili in pelle, boiserie, oggetti di design e opere d’arte, il gentleman trova un suo spazio dedicato alle scarpe e alle borse su misura. È il nuovo progetto di Diego Della Valle, presidente di Tod’s, che per gli amici e i clienti più appassionati ha creato il Sartorial Floor a Milano. E presto lo inaugurerà a Parigi, Shanghai, Tokyo e Los Angeles

del

Di giADA bArbArAni

P

rima regola: rilassarsi. seconda: godere del proprio tempo. Terza: trovare (o ritrovare) il gusto dell’artigianalità e dello shopping. Questo potrebbe essere lo statuto del Sartorial Floor, il nuovo progetto di Tod’s inaugurato lo scorso giugno al terzo piano della boutique milanese di via della spiga 22. Un mondo dedicato agli uomini e pensato per gli uomini, più simile a un club privato che a un negozio. senza però le etichette arcaiche dei circoli esclusivi. Non c’è bisogno di iscrizione e di tessera, il tutto procede con il passaparola e con un appuntamento: al terzo piano si può accedere, infatti, solamente accompagnati. appena le porte dell’ascensore si aprono, si viene accolti in un ambiente ovattato, silenzioso, dove ci si dimentica immediatamente di essere nel cuore del Quadrilatero della moda. all’entrata, un american bar dove poter degustare pregiati blends; e poi accoglienti spazi rivestiti in pelle naturale, noce e acciaio con oggetti di design vintage e opere d’arte contemporanea, e mobili anni 50 e 70 dove potersi rilassare, scegliere e ordinare calzature e borse realizzate da mani che si tramandano l’artigianalità da generazioni, e abbinarle alle innumerevoli declinazioni di pellame e colorazioni: un vero e proprio made to order. Qui, infatti, vengono proposti i prodotti marchiati con l’antica sigla J.P. Tod’s (quella originaria che Diego Della Valle inventò da giovane), massima espressione della collezione sartorial Touch, che racchiude la grande sapienza del fatto a mano, del made in italy e della tecnica di lavorazione e di lucidatura che fornisce al pellame un aspetto heritage, vissuto, non omogeneo, che rende ogni calzatura diversa dall’altra. Una collezione in stile classico esposta nei

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Sopra, il piano Sartorial della boutique Tod’s, in via della Spiga, a Milano, una sorta di club esclusivo dove, in totale relax, si possono acquistare le scarpe (cinque modelli) e le borse (tre) sartoriali made to order, realizzate con esclusivi pellami e con logo J.P. Tod’s, il marchio utilizzato all’origine della storia della maison. A destra, l’immagine degli anni 40 ritrae tre gentiluomi all’Harvard Club.


Getty Images

su misura

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for gents only

«Non vorrei mai di un club che accettasse tra i suoi uno come me». Groucho Marx

far parte soci

Smoking e bicchieri di cristallo per Frank Sinatra e Bing Crosby (in alto), interpreti di Alta società del 1956, diretto da Charles Walters. Un ambiente simile accoglie i gentleman all’ingresso del piano Sartorial di Tod’s: un invitante american bar e, sullo sfondo, la sala prove (a destra). Sopra, la lucidatura di uno dei cinque modelli di scarpe realizzate artigianalmente. I tempi di consegna sono di due mesi e i prezzi da 1.000 euro.

sofisticati ed eleganti bauli in pelle, dedicata a un pubblico più formale e vero amante delle calzature: i tempi di consegna si aggirano, infatti, intorno ai due mesi, e i prezzi partono da 1.000 euro per le scarpe, da 2.500 euro per le borse. Con la possibilità di far stampare a fuoco sul cuoio le proprie iniziali. Compreso nell’acquisto (oltre una scatola pregiata e un tendiscarpe che da solo sembra un oggetto d’arte), il servizio manutezione (curiosità: in teoria il «tagliando» dovrebbe essere effettuato dopo 12 utilizzi). Ma il progetto Sartorial va oltre la customizzazione dell’acquisto: in questa bolla d’aria creata ad hoc dal presidente e patron di Tod’s, Diego Della Valle, il tempo non esiste. Si può scegliere di salire al terzo piano per sorseggiare un cocktail mentre la moglie sta facendo shopping, di incontrarsi qui per un meeting di lavoro o per una cena fra amici, ma anche di rilassarsi senza essere disturbati tra un volo e l’altro, valida alternativa alla lounge vip dell’aeroporto. Un’idea vincente per coccolare clienti sempre in viaggio, un’idea che da Milano si sta spostando verso altre città: in autunno saranno aperti altri Sartorial Floor a Parigi, Shanghai e Tokyo, e uno a Los Angeles entro la fine dell’anno. Un gentlemen’s club contemporaneo, che trova spunto nei

racconti di Pierandrea Dosi Delfini e di Silvano Rezzaghi che, intervistati al Corriere della Sera, descrivevano così il Clubino, il circolo esclusivo milanese dell’élite di imprenditori e dell’alta società, di cui erano presidente e vicepresidente: «Con simpatica disinvoltura qui non si finge di rincorrere alcun interesse culturale. Soltanto un confortevole star bene tra persone conosciute, fatto di ottimi pranzi, riservatezza, bridge, lettura e qualche festicciola». I tempi cambiano, ma i veri gentleman trovano sempre un luogo del cuore, dove poter dedicare un po’ del loro prezioso tempo allo svago e alle attività che amano. www.tods.com/it

il progetto

pop touch

Per lanciare la nuova borsa Sella, Tod’s si è affidato al genio creativo del fotografo David LaChapelle, che è riuscito a tradurre la qualità artigianale e il fatto a mano in visioni oniriche e in stile contemporaneo pop. La protagonista è la bag Sella: ricavata da una striscia di cuoio sottile, delicatamente curvato come una sella, ha dettagli in metallo e anelli in ottone che reggono il manico e prendono ispirazione dal mondo dell’equitazione. Il fotografo David LaChapelle ha creato un mondo suggestivo e onirico: http://poptouch.tods.com/it/ protagonista, la nuova borsa Sella, che s’ispira a una sella da dressage.

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my tech È il titolo del programma ad alto contenuto tecnologico (e divulgativo) che va in onda su Class Cnbc e Class Tv. Mentre My Tech Lab si occupa di testare i dispositivi. Da questo numero, il curatore e conduttore racconta su Gentleman novità e tendenze sull’universo dell’It DI DavIDe fuMagallI

S

e già gran parte dei ricordi vengono ormai immortalati tramite i telefonini, l’ultima generazione di smartphone rischia davvero di mandare definitivamente in soffitta le fotocamere digitali compatte. i nuovi modelli di Apple e Sony hanno, infatti, introdotto componenti ottici ed elettronici di livello paragonabile, se non superiore, a quello delle fotocamere, riuscendo però a condensarli in un design elegante e sottile che non compromette la portabilità del telefono, al contrario di quanto fatto da nokia. il nuovo iPhone 5S, modello top della società di cupertino che debutta in italia a dicembre, integra una lente con una maggiore apertura (f2.2) per gestire luce scarsa, e il sensore è ora del 15% più grande del modello precedente. introdotte anche tecnologie come l’autofocus con metering a matrice, tipiche delle reflex digitali, e un nuovo flash capace di variare la propria potenza per adattarsi automaticamente alle diverse condi-

a sinistra, il nuovissimo Galaxy Gear di samsung, che dialoga con i cellulari del marchio. sopra, Xperia Zi di sony, smartphone dalle prestazioni simili a una fotocamera di alto livello.

{

samsung galaxy gear oltre lo smartwatch

zioni di luce e offrire colori sempre realistici. impressionante anche la celerità di scatto, con dieci foto al secondo, e la qualità dei video, che raggiunge 120 frame al secondo, pari a quella di videocamere di tipo professionale. Scatti fotografici, quindi, conservati in tutta sicurezza grazie al sistema di riconoscimento delle impronte digitali del nuovo iphone 5S, che permette al proprietario di sbloccare il telefono e i relativi dati semplicemente sfiorando il nuovo pulsante Home, senza dover inserire il codice di sicurezza sul display. caratteristiche di eccellenza fotografica anche per Xperia Z1 di Sony, dotato dell’obiettivo g Lens con un grandangolo da 27 mm e una luminosa apertura F2.0, sensore cmos exmor rS per dispositivi mobili di grandi dimensioni di tipo 1/2.3 e un processore di elaborazione delle immagini Bionz per mobile. L’alta velocità dell’otturatore e lo zoom 3x evitano che le immagini risultino sfuocate e permet-

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sony xperia z1 per superfoto


I suoi componenti sono finiti a mano. Anche quelli che non si vedono.

Nel movimento del 1815 Chronograph ci sono tante piccole leve,

non tutti i particolari rimangono nascosti: molti, infatti, si possono

molle e ingranaggi che probabilmente non vedrete mai. Eppure, i

ammirare nel loro affascinante gioco meccanico attraverso il fondello

maestri orologiai Lange li rifiniscono accuratamente a mano. Gli esti-

in vetro zaffiro. Concedetevi uno sguardo all’interno di questo stra-

matori della più raffinata arte orologiaia scoprono con piacere che

ordinario orologio. Ad esempio da Rocca. www.lange-soehne.com

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computer da indossare

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withings - pulse tutto sotto controllo

google glass ai confini della realta’

I modelli già in commercio sono ancora pochi, ma i wearable pc, ovvero i computer indossabili, costituiscono per molti il futuro dell’Information technology. Se si guarda alle potenzialità di dispositivi come Up di Jawbone (https:// jawbone.com/up) o Pulse di Withings (www.withings.com/ it/pulse), infatti, è facile pensare a una diffusione capillare che viaggia di pari passo a quella degli smartphone a cui

Questi dispositivi, infatti, sono in grado di monitorare ogni movimento effettuato durante il giorno, ma anche la durata e la qualità del sonno, così da aiutare a migliorare stili di vita sempre più intensi. I dati raccolti vengono poi elaborati dagli smartphone, a cui si collegano con grande semplicità. In questo modo, offrono un quadro preciso del proprio stato di benessere e consigli utili su come migliorarlo.

Più incerto il futuro dei Google Glass (www.google.com/glass/ start), occhiali dotati della cosiddetta realtà aumentata. In pratica, sono pc le cui lenti sono dotate di monitor su cui leggere mappe, informazioni, fare foto e video da condividere sui social network... Per ora sono prototipi di prova. La loro diffusione può dipendere anche dalle implicazioni sulla privacy. Il pianeta Terra diventerebbe il set di un Grande fratello globale.

iphone dal 5s al 5c

app software e hardware piu facili per tutti Una guida agli ultimi dispositivi e ai servizi, le app e i software più innovativi, visti sempre dalla parte di chi deve utilizzarli e spiegati dagli stessi protagonisti del settore dell’Information technology. My Tech e My Tech Lab, le trasmissioni televisive del gruppo Class condotte da Davide Fumagalli (foto sopra) offrono un punto di vista sempre aggiornato su un settore dinamico come quello della tecnologia, in cui, accanto a vere rivoluzioni, sono però pro-

poste offerte assai meno allettanti. My Tech, talk show di approfondimento con i protagonisti del mondo It, va in onda su Class Cnbc (Sky 507) il sabato alle 15.15 e alle 20, e domenica alle 17.15, mentre sul digitale terrestre è trasmesso su Class Tv (canale 27), sabato alle 9.20 e alle 00.30, e domenica alle 11 e alle 23, oltre che sulla piattaforma Cubovision in modalità on-demand. My Tech Lab è invece dedicata alle prove su strada dei dispositivi più

innovativi presentati sul mercato e ai servizi e alle app dedicate a smartphone e tablet, testate per offrire una visione chiara ed esaustiva dei vantaggi offerti. Va in onda sul digitale terrestre su Class Tv, sabato alle 23.15; domenica, alle 14, è trasmessa anche su Class Cnbc all’interno dei programmi del weekend. Inoltre, è sempre disponibile in modalità on-demand su piattaforma Cubovision e sul sito di Milano Finanza, www.milanofinanza.it

tono di riprenderle anche a grande distanza. La combinazione tra queste tecnologie assicura lo stesso livello di qualità e prestazioni di una fotocamera digitale compatta in uno smartphone sottile e impermeabile. Sony è infatti riuscita a integrare questi componenti in un design sofisticato ed elegante, costituito da una monoscocca in alluminio con vetro temperato, che offre anche una totale impermeabilità e una resistenza alle cadute su sabbia o neve. Uno smartphone quindi da usare senza timore in ogni circostanza, grazie anche alle prestaa sinistra, gli iPhone 5C zioni elevatissime assicu(colorati) e 5S, presenrate dal processore e da tati da apple all’ultima un display che fa tesoro convention di settemdell’esperienza accumulabre. Sopra, i wearable ta da Sony nel campo delpc, ovvero la nuova tendenza tecnologica le tv, condensata nel diche si prevede domisplay Triluminos che crea nerà i prossimi anni. una gamma più ampia di colori ricchi e naturali per un’esperienza visiva coinvolgente. Una fotocamera, seppure di qualità non paragonabile, ha fatto il suo debutto anche su Galaxy Gear, l’orologio intelligente di Samsung capace di collegarsi ad alcuni telefonini della società coreana per offrire una sintesi delle informazioni più importanti senza dover estrarre il telefonino dalla tasca o dalla borsa. Il display touch di Galaxy Gear consente inoltre di controllare le principali funzioni dello smartphone a cui è collegato, a partire dalle chiamate telefoniche sino alle playlist musicali, utilizzando un’interfaccia touch sviluppata da Samsung e basata sul sistema operativo Android. Il microfono e la piccola fotocamera integrati nel braccialetto consentono inoltre di prendere appunti in modo istantaneo, senza dover neanche estrarre il telefono dalla tasca. apple.com/it; sony.it; samsung.com/it

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AGENTI SPECIALI

L’ e L e g a n z a dell’eroe

Inglese, fascino ruvido e modi da gentleman. Intervista esclusiva con Clive Owen, testimonial perfetto. E infatti Jaeger-LeCoultre...


di stefania cubello

Q

uando si pensa ai duri, ma con stile, del grande schermo, la faccia di Clive owen è fra le prime a spuntare. L’attore britannico ha interpretato ruoli da action hero in storie come The International, con naomi Watts, I figli degli uomini, insieme a Julianne Moore, Shoot’em up - Spara o muori, accanto a Monica Bellucci. Ma anche da seduttore di dive e regine, da natalie portman e Julia roberts in Closer, il film per cui ha avuto il Golden Globe e una nomination all’oscar, a Cate Blanchett nel biopic Elizabeth: the Golden Age. il risultato: è uno degli attori più richiesti e pagati di Hollywood, ma riesce a non perdere mai il suo aplomb di uomo tutto d’un pezzo, da anti-celebrity. neppure davanti alla considerazione, troppo frivola per il suo gusto, di essere universalmente riconosciuto come uno dei divi più sexy ed eleganti del pianeta. a tenerlo con i piedi per terra è forse il fatto di essere un figlio della working class inglese, cresciuto nell’industriale Coventry, cittadina di minatori nelle Midlands, attaccato ai valori forti della vita, alla famiglia (è sposato da oltre vent’anni con l’attrice sarah-Jane Fenton, dalla quale ha avuto due figlie), e di essere arrivato al successo a 40 anni con King Arthur, il film che lo ha lanciato dopo anni di gavetta in teatro, in tv e nella pubblicità. per quel suo fascino ruvido e i modi da gentleman, la faccia dai lineamenti squadrati e l’aria indecifrabile, si è tirato addosso soprattutto ruoli di dannato con la pistola, da Sin City, di cui è in lavorazione il sequel, a Blood ties, a The last knights, con Morgan Freeman.

Clive Owen, 49 anni, Golden Globe e nomination all’Oscar nel 2005 per The Closer e Golden Camera 2013 a Berlino come miglior attore internazionale.


AGENTI SPECIALI

possiede quello che in inglese si definisce effortless intensity, un carisma naturale

a lt i s s i m o artigianato

Dall’alto, la manifattura JaegerLeCoultre a Le Sentier, in Svizzera, e alcune fasi della delicatissima lavorazione manuale di alcuni componenti, compreso uno smalto dedicato alla Ragazza dall’orecchino di perla, di Vermeer.

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Ma Clive Owen non è solo muscoli. Sullo schermo incarna un intrigante mix di forza, cervello e cuore. È stato ladro-filosofo nel film di Spike Lee, Inside Man; scrittore tormentato nella nuova pellicola di Fred Schepisi, Words and pictures, presentato al Festival di Toronto, accanto a Juliette Binoche; perfino Hemingway nella produzione tv americana Hemingway & Gellhorn, con Nicole Kidman. Owen non è solo un attore versatile, ma un uomo di grande fascino ed eleganza, icona di stile conteso dal mondo della moda. Ha quello che in inglese si definisce effortless intensity, un carisma naturale. Ed è il testimonial della maison di orologi svizzera JaegerLeCoultre, di cui dice di essere da sempre un fan. Tanto che non si è lasciato sfuggire l’occasione di visitare la manifattura nella Vallée de Joux, per l’inaugurazione della Maison d’Antoine, uno spazio, unico nel suo genere, dedicato alla conoscenza della maestria orologiera che Jaeger-LeCoultre ha aperto per celebrare il 180° anniversario. Gentleman. Il suo rapporto con Jaeger-LeCoultre sembra davvero speciale. Quali sono i valori e lo stile che sente di condividere con la maison svizzera? Clive Owen. Sono da sempre un grande appassionato di Jaeger-LeCoultre, ancora prima di iniziare la mia collaborazione con la maison. È un marchio storico, fra i principali produttori di orologi. Mi piacciono perché sono impeccabili e belli da guardare. Quando ho visita-

to la manifattura, mi ha enormemente colpito vedere con quale competenza, cura e attenzione al dettaglio i maestri orologiai da generazioni lavorano a ogni singolo pezzo. G. Qual è il suo rapporto con il tempo? C.O. Il bello del mio lavoro è il fatto di avere la straordinaria opportunità di interpretare ogni volta un nuovo personaggio, e di vivere in periodi storici diversi. E la cosa più straordinaria è che, quando invecchierai, ci sarà sempre un personaggio diverso da recitare. G. Dal punto di vista di un uomo considerato fra i più eleganti al mondo, che cos’è per lei l’eleganza e che cosa rende importante uno stile? C.O. La moda è effimera, va e viene. A volte, però, capita che uno stile, o un designer, abbia la capacità di catturare i tempi. Ma anche in questo caso ci

vogliono anni per capire se è veramente iconico. La vera eleganza è fatta di semplicità. G. Che cosa non può mancare nel suo guardaroba? C.O. Un abito Armani, una camicia bianca e un orologio Jaeger-LeCoultre. G. Ha delle icone di stile di riferimento? C.O. Su tutti, David Bowie per la sua forte originalità e creatività, ha avuto una grande influenza su di me; e Alain Delon, di cui ho sempre ammirato quel modo così naturale di essere cool. G. Al cinema interpreta spesso l’action hero. Che cosa l’attrae di questi ruoli? C.O. Non penso mai ai ruoli che interpreto come a buoni o cattivi. Mi piace misurarmi con personaggi dalle sfaccettature complesse, che vivono situazioni di conflitto interiore. G. Lavora con le attrici migliori di Hollywood, da Angelina Jolie a Julia Roberts, a Nicole Kidman. Con quali si è trovato davvero bene? C.O. Avere successo significa proprio l’opportunità di lavorare con persone di grande talento. E in questo sono stato fortunato. Ho recitato con le più brave e belle attrici al mondo. Stare con loro sul set è stato molto bello e divertente. Di recente ho lavorato con Juliette Binoche, di cui sono fan da sempre. È una grande attrice e allo stesso tempo una persona davvero speciale. G. È vero che è appassionato di calcio e non perde mai una partita del Liverpool? C.O. Faccio di tutto per guardare le partite del Liverpool, ovunque mi trovi! Quando sono su qualche set in giro per il mondo, mi assicuro di avere a portata di mano i canali sportivi, così non perdo una gara.

turbinio perpetuo L’orologio che indossa Clive owen è un ultracomplicato Master grande tradition tourbillon Cylindrique à Quantième Perpétuel Jubilee, che la maison Jaeger-LeCoultre ha creato in occasione dei 180 anni della manifattura. Questo modello monta un nuovo movimento meccanico a carica automatica interamente costruito, assemblato e decorato a mano. La cassa è in platino di 42 mm di diametro. tra le funzioni si trova l’indicazione dei piccoli secondi (inserita sul tourbillon volante) e il calendario perpetuo, con la segnalazione di data, giorno, mese, anno e fase lunare. il cinturino è in pelle di alligatore cucita a mano con fibbia ad ardiglione in platino. Costa 141mila euro. www.jaeger-lecoultre.com


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di gran carrera la prima

1963

sportiva e quotidiana, non lasciava pensare di restare in vita con lo stesso nome per 50 anni.

l’ultima

ancora fedele al concetto originale, la 911 attuale è altrettanto unica e inconfondibile.

AllA

2013

guidA di un’iconA si celebrano i 50 anni della leggendaria 911 ed è già presente il futuro, che mostra prestazioni sempre più avanzate. Ma anche sostenibili, con motorizzi ibride e plug-in. come racconta pietro innocenti, direttore generale di porsche italia di nicola d. bonetti - foto di alfonso catalano/sgpitalia

P

untare tutto sul 50 era d’obbligo: dal compleanno al sito dedicato (50anniporsche911.it), con annesso tour italiano che si conclude a ottobre dopo 30 tappe. Fino, soprattutto, al nuovissimo modello 911 50. Celebrare una leggenda delle quattroruote è bello e impegnativo, e anche Porsche Italia ce l’ha messa tutta per essere all’altezza della storia e del mito del brand di Stoccarda. Pietro Innocenti, 46 anni, bocconiano, con esperienze di lavoro in Italia, a Shanghai e Dubai, da poco più di un anno è stato chiamato a Padova come direttore generale del brand in Italia, appunto. Gentleman lo incontra al Centro Porsche Milano nord (una delle filiali controllate direttamente), nuovissima costruzione

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che accoglie showroom per vetture nuove e usate, assistenza e vendita, anche di oggetti legati al marchio di Stoccarda. e che nello spirito di Porsche Italia ospita eventi di ogni genere: culturali, sportivi, mondani e musicali, perché l’esperienza del mondo Porsche è sempre di ampie vedute. Gentleman. non c’è film americano nel quale un quarantenne in crisi non si senta rivolgere la domanda: «Hai già comprato la Porsche?». evidentemente un sogno che nasce da bambini. Lei quale auto sognava da piccolo? Pietro Innocenti. La mia passione non erano le auto, ma gli aeroplani: vedere alzarsi in volo gli F104 dalla base di rimini era un’emozione incredibile, quando ho avuto modo di sedermi


Pietro Innocenti, direttore generale di Porsche Italia, fotografato tra un modellino per bambini e la 911 Carrera RS 2.7 con la quale partecipa agli eventi per auto storiche. Giocattoli dedicati a diverse etĂ .

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moreschi.it


di gran carrera nell’abitacolo di un caccia, l’amore successivo sono state le Formula 1, che vedevo con molte parti in comune. Adoravo Niki Lauda: con la vittoria nel Mondiale del ’74 era il mio eroe. La prima macchina desiderata era l’Alfa Duetto, la prima posseduta una Citroën Dyane color rosso aragosta con la capote grigia. G. Quale quota del suo tempo è impegnata nel vendere auto e quale nell’amministrare Porsche Italia? P.I. Direi più o meno uguale: mi piace essere nelle concessionarie, parlare con partner e clienti, capire le loro difficoltà, le loro esigenze. Porsche Italia è un’azienda che richiede energie e lavoro in sede con tutto il team. G. Le attività di Porsche Italia sono molteplici, dallo sport alla cultura, con iniziative alle quali è impossibile partecipare sempre: presenzialista o delega? P.I. Sarebbe impossibile essere contemporaneamente dappertutto, dalla Carrera Cup alle iniziative dei 50 anni: detto questo, dove è necessaria la mia presenza mi fa piacere esserci, là dove non mi è possibile, delego volentieri. Adoro gli eventi come la Carrera Cup o le attività rallystiche, partecipando alla Winter Marathon, dove è sempre ampia la presenza di Porsche d’epoca, e alla Targa Florio con la Carrera 2.7RS. G. Tra le nuove Porsche, Panamera S E-Hybrid è la prima del genere tra le vetture di lusso: che accoglienza potrà avere? P.I. Secondo i dati di mercato, le ibride sono in crescita: il nostro è un prodotto diverso, la prima berlina di lusso ibrida equipaggiata con tecnologia plug-in, novità nella novità per un pubblico di trendsetter. Auto che coniuga tutti i valori storici di Porsche in termini di valore, emozione, piacere di guida, performance, con un eccezionale rispetto per l’ambiente. Viaggiare completamente elettrici fino a una certa velocità è sicuramente un vantaggio che interesserà molti, credo in una risposta molto interessante. G. L’estensione della gamma Porsche è costante: qualche accenno al futuro non immediato? P.I. Sicuramente la novità sarà l’arrivo di Macan il prossimo anno: sport utility di dimensioni contenute rispetto a Cayenne, con particolari motori ed equipaggiamenti. Porsche continuerà a sviluppare modelli che saranno sempre nella linea di forte innovazione e allo stesso tempo di bellezza e design che conosciamo. Come la 918 Spyder appena presentata al Salone di Francoforte, in consegna entro l’anno. G. Un aspetto di Innocenti privato: hobby e interessi? E la recente vita all’estero? P.I. Hobby e interessi vanno a periodi, ho passioni che si sviluppano e poi lascio per altre: fino a un po’ di tempo fa mi piaceva moltissimo la vela, le moto (ho una Bmw e un’Harley), mi piace viaggiare. Al momento ho riscoperto la musica: da ascoltatore, ora sto studiando batteria, che suono con i due figli di 12 e 16 anni. Shanghai è una città molto interessante, attiva, inizialmente è difficile viverci, ma poi ci si adatta alla loro cul-

in corsa

poster story

Dalla galleria dei poster del marchio di Stoccarda, il patrimonio di successi sportivi affiora attraverso le varie epoche. Grazie anche all’intensa espressione di Steve McQueen, il passato appare come in un’opera di Mimmo Rotella. Di-

segni e fotografie che ricordano le vittorie più evocative, nell’infinito palmarès conquistato dalle vetture Porsche. Si celebrano eventi dai nomi che ripercorrono tutta la storia dell’automobilismo sportivo: Liegi-Roma-Liegi, Mille Miglia, Carrera Panamericana, 12 Ore di Sebring, 24 Ore di Le Mans e Daytona, Rally di Montecarlo, Campionati europei rally e montagna. Strade e piste dove le Porsche hanno trionfato: dalle 356 alle 911, a tutte le versioni nate per le gare. Ancora oggi, in una Porsche l’avviamento è alla sinistra del volante: quando a Le Mans si partiva correndo verso l’auto schierata, si poteva accendere il motore mentre la mano destra inseriva già la marcia.

...ALLE StRADE

Il funzionale cruscotto della nuova 911 mantiene l’avviamento a sinistra, come la prima.

299 km/h

210 km/h

DALLE CORSE...

Cinque strumenti per tenere sotto controllo il motore: la 911 è nata pensando alle gare.

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di gran carrera tura; Dubai è un posto completamente diverso, con una buona qualità della vita, soprattutto con famiglia, più comodo perché più vicino all’Italia. Adesso è il momento di godere la famiglia, mi piace passare il tempo con loro: l’esperienza all’estero ha cementato grandissimi rapporti, ci divertiamo molto, viaggiamo e abbiamo anche preso un cagnolino. Vorremmo tornare in Sudafrica, ma per ora intendiamo vivere in Italia. Mi piace la cucina in generale, amo il pesce essendo romagnolo, anche cose semplici, come la piada con le saraghine. G. Inevitabile ricordare i cinquant’anni di 911, il mito nel mito: per il marchio quanto contano tradizione e innovazione? P.I. Prosegue con successo l’Italian Tour in tutto il paese con i concessionari, promotori dell’anniversario, insieme ai Porsche Club e a tutti gli appassionati della marca. Poche linee guida, lasciando la capacità di esprimersi, esaltando le bellezze dei territori, delle tradizioni e allo stesso tempo la passione per la marca, in una trentina di appuntamenti tra a destra, Pietro innocenti ritratmaggio e ottobre. G. C’è un aspetto par- to nell’abitacolo di una 911, da ticolare che vorrebbe dove pare invitare ad accomodarsi chi non l’avesse mai fatcomunicare ai lettori di to, come suggerisce nell’interGentleman? vista. Per scoprire un mondo di P.I. Considerando la ri- eleganza e potenza, dove nulla correnza, l’anniversario appare fuori posto. della 911, che è un’icona dell’automobile ma allo stesso tempo di eleganza in generale, vorrei invitare i lettori che non avessero ancora avuto il piacere, a sedersi in una 911. Perché è un’esperienza veramente unica. Io che l’ho fatto non da molto, confermo che già solo il volante di una 911 dà piacere, e nell’abitacolo di ognuna non c’è nulla che sia fuori posto. Per me l’eleganza è fatta di particolari, ma soprattutto di sobrietà: elementi che connotano più la 911, apprezzati dalle persone che hanno gusto.

eco-potenza

la prima della classe Panamera S e-Hybrid porta all’esordio la propulsione ibrida plug-in tra le Gran turismo, abbinando i contenuti tecnologici e prestazionali da Porsche alla linea ristilizzata. Vola in 5,5” da 0 a 100, per raggiungere i 270 km/h con una potenza di 306 kW-416 Cv, ottenuta sommando il motore 3.0 V6 all’elettrico da 70 kW. Si può guidare in assoluto silenzio fino a 135 km/h, con un’autonomia massima di 36 km sostenuta dalla batteria agli ioni di litio da 9,4 kWh. Prestigiosa e guizzante come una vera Porsche e sostenibile come un’utilitaria, Panamera emette solo 71 g/km di anidride carbonica e il consumo nel nuovo ciclo europeo è di soli 3,1 l/100 km. Le batterie si ricaricano in rilascio, oppure alla presa di corrente (da un’ora e mezzo a quattro); il prezzo in allestimento italiano è di 113.738 euro.

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Il presente documento è stato predisposto esclusivamente a scopi informativi e di marketing da UBS (Italia) S.p.A. Š UBS 2013. Tutti i diritti riservati.


mecenati globali

istinto di conservazione Proteggere e far conoscere il patrimonio artistico e artigianale italiano. Con questo obiettivo la maison Fendi, sotto la guida dell’a.d. Pietro Beccari, si fa portavoce dell’heritage. A tutti i livelli di ilAriA dAnieli

«I

l computer usato come una sgorbia». con questo auspicio, che suona quasi una provocazione, il presidente della triennale di milano, Davide rampello, introduce il terzo volume della collana The Whispered, pubblicata dal gruppo Fendi con la collaborazione di mondadori electa e ora raccolta in un cofanetto realizzato a motivo Pequin (l’iconico pattern a strisce della doppia F) che quest’anno compie trent’anni. una rassegna di abilità artigiane che non indugia sul piccolo mondo antico sordo al progresso, ma va a caccia del saper fare che è riuscito ad aggiornarsi pur mantenendo inalterata la propria qualità e differenza, la propria dimensione e le proprie radici culturali. «perché il tema del futuro», continua rampello, «sarà restituire la tecnologia all’uomo e non il contrario, trovando un nuovo rapporto tra individuo e tecnica». tra le pagine, in carta grezza radical-chic, si incontrano il compositore ennio moricone e le scarpe gioiello di rené caovilla, il teatro Franco parenti di milano e le auto di Giorgetto Giugiaro, l’Hotel san pietro di positano e i Baci di alassio della pasticceria Bal-

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zola, due biscotti farciti di crema al cioccolato fondente, nati all’epoca dei caffè concerto, che ancora regalano momenti di dolce evasione. raccontando storie note e meno note, le guide The Whispered contribuiscono a mantenere in vita tradizioni e competenze che potrebbero soccombere all’industrializzazione dei prodotti, dimostrando come un big brand internazionale non sia una minaccia per il fatto a mano, bensì una garanzia, se l’obiettivo di qualità è comune. «con queste pubblicazioni», spiega il presidente e amministratore delegato di Fendi, pietro Beccari», la maison vuole avvicinare il pubblico internazionale al patrimonio di savoir-faire che l’Italia possiede, esprimendo al contempo la sua vicinanza a questo universo: un culto del dettaglio e della precisione che non ha pari nel mondo». con il medesimo spirito mecenatistico, Fendi ha finanziato il restauro integrale del film Gruppo di famiglia in un interno di Luchino Visconti (1974), nell’ambito di un progetto speciale che prevede anche un libro, edito da rizzoli, e la creazione, in collaborazione con il costumista piero tosi, delle pellicce indossate nel

il presidente e amministratore delegato di Fendi, Pietro Beccari, e il cofanetto editoriale The Whispered: tre volumi, un diario fotografico e una compilation, che illustrano l’unicità del fatto a mano nelle varie espressioni del made in italy. in stile agenda, apparentemente rigido nella struttura alfabetica, è invece ricco di sorprese nei contenuti che vivono di contaminazioni culturali. Uno dei temi è il tessuto a righe Pequin di Fendi, molto amato da Catherine deneuve (nella foto sopra).


Arte Coltelli di Cadeddu, Pattada (Sassari)

Sartoria Ripense, Roma

Caseificio Vallet, Donnas (Aosta)

dalla fontina valdostana alle mitiche biciclette bianchi, fino alle ceramiche di caltagirone. indirizzi da scoprire, specialitĂ  da assaggiare, luoghi da visitare

Ebanisteria Solidoro, Specchia (Lecce)

Biciclette Bianchi, Treviglio (Bergamo)

Pergamena Fendi, Roma

La collana The Whispered Directory of Craftmanship, pubblicata da Electa Mondadori, è disponibile nei negozi del circuito Mondadori e nelle boutique Fendi in italiano, inglese, francese, cinese e giapponese.

Macelleria Faravelli, Milano

Ceramiche Alessi, Caltagirone (Catania)

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mecenati globali

nella nuova boutique fendi di milano, ospitata in un palazzo del xvi secolo, l’area dedicata al ready-to-wear rende omaggio ai decori originali delle pareti e del soffitto

Da sinistra, la Fontana di Trevi a Roma, recentemente restaurata da Fendi, e il Palazzo della Civiltà all’Eur, dove la maison trasferirà il suo headquarter. Al pianterreno sarà allestito uno spazio dedicato a esposizioni sulla creatività italiana aperte al pubblico. In alto, la boutique di Milano.

film da Silvana Mangano. E soprattutto un documentario, Conversation Piece, ricco di racconti, testimonianze e pensieri sulle ossessioni di Visconti, che girò questo suo ultimo film già malato e limitato nei movimenti. Infatti il set è stato concentrato in due interni, quello molto antico e silenzioso dell’anziano protagonista e quello contemporaneo e rumoroso dei giovani vicini, quasi a rappresentare il vecchio e il nuovo, lo scontro e l’integrazione di due culture: le stesse, in fondo, che si incontrano in The Whispered. «E non si tratta solo di epoche diverse a confronto», continua Beccari. «Strutturata come una guida alfabetica, The Whispered fa incontrare icone, storie, progetti di ricerca che trovano i loro perché in un concetto di stile capace di fondere arte, architettura, design, buona cucina, cinema e musica. È a questo contesto che Fendi sente di appartenere». Il lancio del libro e il restauro cinematografico hanno arricchito l’inaugurazione (durante la settimana della moda) della nuo-

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va boutique della doppia F a Milano, in via Montenapoleone 3, in un palazzo costruito nel XVI secolo. All’interno domina il travertino, simbolo dei monumenti e delle architetture romane, perché è nella capitale che la maison affonda le sue radici; l’illuminazione è chiaroscurale e tutti i prodotti iconici, dalla Baguette bag alla classica Selleria, dalle pellicce al ready-to-wear, sono esposti in aree dedicate. Con la boutique è stato inaugurato anche il nuovo headquarter Fendi a Milano, in via Solari 35, nell’edificio che ospita la Fondazione Arnaldo Pomodoro. Lo spazio si trova nelle ex acciaierie Riva & Calzoni, attive dal 1926 all’inizio dei 70, un esempio molto interessante di archeologia industriale. Questa scelta è in linea con diversi altri interventi della maison, che ha restaurato la Fontana di Trevi e il complesso delle Quattro Fontane, oltre ad aver sottoscritto un accordo quindicennale per trasferire il suo quartier generale romano all’Eur nel Palazzo della Civiltà, chiamato anche Colos-

seo quadrato. Oltre a installare i suoi uffici nello storico edificio, Fendi realizzerà, a pian terreno, un’ampia area espositiva destinata a ospitare mostre e installazioni focalizzate sulla creatività del made in Italy. «Il genio italiano», conclude Beccari», ha sempre saputo superare le frontiere in cui era confinato, per restare al passo con i tempi. È questo il valore che vogliamo conservare e trasmettere con le nostre iniziative». Tout se tient, nei progetti di Fendi, che ha trovato una strada ricca di spessore storico per la propria strategia di awareness, dimostrando di sapersi orientare con originalità nel dedalo della moda. Non a caso, l’opera che accoglie gli ospiti nella nuova casa milanese di Fendi è l’Ingresso nel Labirinto, installazione di Arnaldo Pomodoro che rimanda al tema del viaggio, anche mentale, e vuole essere un omaggio alla scrittura e alla comunicazione. www.fendi.com


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Barche! L’estate è finita? è tempo di

Da settembre prendono il via i Saloni della nautica. Da Cannes e Montecarlo a Genova (2-6 ottobre), fino a quelli di Miami e Shanghai. Ecco il calendario. E 11 novità, tra superyacht e vela, che mostrano un mercato sempre più vivo Di fabio pEtronE

C

on l’inizio di settembre, per la nautica si apre ufficialmente la stagione 2014, sancita dai boat show francesi (Cannes, dal 10 al 15, e la rochelle, 25-30) e dal monaco Yacht show (25-28), unico nel suo genere perché, all’interno di Port Hercule, culla dello yachting più esclusivo, vengono esposte per la maggior parte unità da 24 fino a quasi 100 metri di lunghezza. se a queste kermesse d’oltralpe si aggiungono il salone nautico di Genova, palcoscenico della produzione italiana, dal 2 al 6 ottobre, e il Fort lauderdale international boat show, che

si tiene in Florida dal 31 ottobre al 4 novembre, in poco più di due mesi verranno presentate tutte o quasi le novità delle produzioni europea e statunitense, ovvero il grosso di quella globale. ma il mondo di chi vive di nautica non si fermerà ai tepori caraibici, perché subito dopo, fra dicembre e i primi di gennaio, le barche conquisteranno i palcoscenici di tre capitali: Parigi (7-15 dicembre), new York (1-5 gennaio) e londra (4-12 gennaio). sarà poi la volta del boot di düsseldorf, il più vasto dei saloni nautici al coperto (18-26 gennaio) e quindi di nuovo segue a pag. 86 ➢

PERSHING Prestazioni e stile (quello creato da Fulvio de Simoni) hanno fatto di Pershing un brand inconfondibile e il nuovo 62’ mantiene tali prerogative. La tipologia è quella degli open, anche se cockpit e salone sono protetti da hard top e relative vetrate, che rendono gli ambienti climatizzabili. Gli interni sono personalizzabili e la velocità è garantita dalla carena progettata da Aytd e da trasmissioni con eliche di superficie. www.pershing-yacht.com 62 Lunghezza f.t. m 18,94 - Larghezza m 4,80 immersione m 1,43 - disLocamento t 8,58 motorizzazione max 2x1.524 HP mtU veLocità massima 46,5 nodi

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cavalcare l’onda

MONDOMARINE Lo studio olandese Cor D. Rover per gli esterni e Luca Dini per gli interni firmano questa elegante nave da diporto di 41,10 metri di lunghezza, realizzata interamente in alluminio, l’unità numero 62 varata dal cantiere savonese Mondomarine. Oltre alle quattro cabine, di cui due Vip, presenti nel ponte inferiore, si segnala per la presenza dei locali dedicati all’armatore collocati a proravia del main deck. www.mondomarine.it NAMELESS. Lunghezza f.t. m 41,10 - Larghezza m 8,48 immersione m 2,30 - stazza 351 gt motorizzazione standard 2 x 2.217 HP mtU - veLocità massima 19 nodi

ElEganti navi da diporto E mEgayacht pErsonalizzabili

fANtOM 858 Progetto di Thomas Gerzer, carena di Harry Miesbauer, design di KISKA/Gerzer. Questo il team che ha realizzato un’interpretazione in chiave moderna del classico runabout, tutta made in Austria. Barca veloce, al contempo curatissima nello

made in austria La vista frontale del Fantom 858, barca veloce e curata nello stile, su progetto di Thomas Gerzer.

stile e nell’allestimento, degno di una Gran turismo. Dedicata agli appassionati dei bagni di sole e di mare, può ospitare fino a sette persone, sotto coperta offre anche una cabina per la notte. www.frauscherboats.com

FRAUSCHER Lunghezza f.t. 8,68 m - Larghezza 2,51 m immersione 0,85 m - disLocamento 2.500 kg motorizzazione max 1x430 HP efb - veLocità massima 48 nodi

CRN È l’unità più grande mai prodotta dal cantiere CRN, la maggiore mai varata dal Gruppo Ferretti, di cui CRN fa parte, ma anche il progetto del più vasto megayacht cui abbia mai lavorato lo Studio Zuccon International Project che l’ha disegnata. Tanti record che sottolineano il valore di questa nave da diporto da 80 metri, scafo in acciaio, dislocante, e sovrastrutture in alluminio articolate su cinque ponti il cui stile interno è di Laura Sessa Romboli. www.crn-yacht.com CHOPI CHOPI Lunghezza f.t. m 80,00 Larghezza m 13,50 immersione m 3,30 disLocamento t 2.400 motorizzazione standard 2x3.151 HP CAt - veLocità massima 16 nodi

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aDmiRaL tECNOmaR Nave di 40 metri, semidislocante, in alluminio e dai volumi ragguardevoli (479 tonnellate di stazza), sarà anche ricordata per essere la prima Admiral del nuovo corso iniziato nel 2011 con l’acquisizione del brand da parte di Giovanni Costantino. Fa parte della linea Impero, è disegnata da Luca Dini con linee personali, enfatizzate dalla prua dritta, quasi militare, ed è un prodotto completamente personalizzabile. www.admiraltecnomar.com CACOS V Lunghezza f.t. m 40 Larghezza m 8,40 motorizzazione standard 2x1.450 HP mtu veLocità massima 18 nodi capacità carburante l 50.000

azimut La serie Magellano di Azimut propone un nuovo modello intermedio (M53) rispetto ai già conosciuti Magellano 76 e 43, che sostituisce il 50, del quale ripropone stilemi e soluzioni, aggiornati al gusto e alla tecnologia più attuale. Barca spaziosa, offre tre cabine più quella per l’eventuale marinaio, ricca di soluzioni intelligenti, ha una carena in grado di garantire comfort e ottimo seakeeping sia a lento moto che in velocità. it.azimutyachts.com

più hi-tech

Il progetto della nuova imbarcazione Magellano 53 riprende le caratteristiche del 50, aggiornandole con le tecnologie più attuali.

MAGELLANO 53 Lunghezza f.t. m 16,89 - Larghezza m 4,00 immersione m 1,06 disLocamento t 8,58 motorizzazione max 3x500 HP Cummins - veLocità max 21 nodi

l’isola di hainan, singapore e shanghai sono gli appuntamenti col mercato asiatico

LÜRSSEN Lürssen è per molti, competitor e clienti, il riferimento nella cantieristica nautica e, visitando Quattroelle, si può capire perché. Una nave di 86 metri di lunghezza sviluppata su sei ponti, ricca di essenze e materiali pregiati, dove ogni cosa, qualsiasi dettaglio, è realizzato su misura con una qualità che sorprende, sempre su standard elevatissimi. Concept e design sono di Nuvolari & Lenard. www.lurssen.com QUATTROELLE Lunghezza f.t. m 86,11 - Larghezza m 13,80 immersione m 13,80 - disLocamento t 2.485 - motorizzazione 2x2.682 HP CAt - veLocità di crociera 17 nodi equipaggio 29 - posti Letto 12

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cavalcare l’onda

BAGLIETTO È la prima barca totalmente progettata e realizzata da Baglietto nell’era Beniamino Gavio. È ispirata ai MAS, scafi militari che hanno fatto la storia del cantiere ligure. Per carena e propulsioni, ha collaborato l’ufficio tecnico Baglietto, per esterni e interni Francesco Paszkowski Design, questi ultimi col contributo dell’arch. Margherita Casprini. Totalmente in alluminio, ha for-

me essenziali, ma un allestimento ricco. www.baglietto.com MV13 Lunghezza f.t. m 13,80 Larghezza m 3,90 - disLocamento medio t 18,4 - motorizzazione standard 2x800 HP man - veLocità massima con motorizzazione standard 37 nodi

➢ segue da pag. 83 in Florida, stavolta a Miami, per il boat show più grande in assoluto (13-17 febbraio), ma soprattutto strabiliante vetrina per gli appassionati di scafi fisherman. Il caldo vero, però, gli appassionati di barche potranno trovarlo al Dubai Boat Show (4-8 marzo), Salone che introduce la stagione della nautica in Oriente. In Cina, dove la cantieristica mondiale si sta rivolgendo sempre più alla ricerca di nuovi armatori per yacht e superyacht, il principale appuntamento sarà quello del China Rendez-Vous, sull’Isola di Hainan (20-23 marzo), seguito dai Saloni di Singapore e Shanghai (concomitanti, il 10-13 aprile). Poi la cantieristica nautica chiuderà il suo personalissimo giro del mondo nell’emisfero Sud, prima al Rio Boat Show (25 aprile-1° maggio) e quindi al Sanctuary Cove Boat Show (22-25 maggio), sulla Gold Coast australiana. In questo servizio, ecco alcune delle novità annunciate per il 2014.

fra dicembre e gennaio, saloni anche in città: parigi, new york e londra

NAuTA YACHTS

CHRIS CRAFT

Sostituisce il fortunato Sly 42’ e il suo progetto è firmato da Nauta Yachts e Marco Lostuzzi. L’estetica non si discosta molto dal precedente modello, mentre le linee d’acqua hanno subito modifiche per aumentare il comfort e favorire la planata con le andature portanti. Internamente ci sono tre cabine e due bagni, mentre il salone è personalizzabile con diversi layout. www.nautayachts.com

Le dimensioni compatte, soprattutto l’altezza contenuta, e la linea elegante, senza tempo, rendono questo natante particolarmente adatto a essere ospitato nel garage di un grande yacht come tender. A enfatizzare l’esclusività della barca c’è un sapiente utilizzo di legno, tappezzerie curate e inserti in acciaio, che da sempre identificano Chris Craft come un’icona del made in Usa. www.chriscraft.com

SLY 43 Lunghezza scafo m 12,97 - Larghezza m 3,95 immersione m 2,25-2,50 disLocamento kg 7.800 superficie veLica (randa + fiocco 105%) mq 111,5

CAPRI 21 Lunghezza f.t. m 6,45 Larghezza m 2,41 immersione m 0,86 disLocamento kg 1.321 riserva carburante l 129

MONTE CARLO YACHT Nuova ammiraglia di Monte Carlo Yacht. Come per il resto della gamma, concept e design dell’imbarcazione, che è omologata come tale, sono dello Studio Nuvolari & Lenard. Sono stati mantenuti ben saldi family feeling e le soluzioni che caratterizzano maggiormente gli altri modelli, che rendono ogni scafo ben identificabile. Per gli interni si può scegliere fra cinque diversi

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layout, da tre a cinque cabine. www.montecarloyachts.it MV13 Lunghezza f.t. m 26,30 Larghezza m 6,46 - immersione m 1,90 disLocamento t 72 - motorizzazione standard 2x1.800 HP man veLocità max dichiarata 29 nodi


LA BUCCIA S:P:A. FOTO PAOLO SPIGA

finest prosecco superiore from valdobbiadene

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tra i n a n

ti

E

TA of LowesTofT è stata costruita nel 1965 in Inghilterra da Humber St. Andrew Engineering Co. per la British Royal Navy. La sua doppia motorizzazione, insolita per le tug del tempo, l’ha fatta scegliere per la trasformazione a yacht. Oggi i suoi interni dispongono di una cabina armatoriale sul ponte superiore e due cabine doppie per gli ospiti, ognuna dotata di bagno, piÚ salone, sala da pranzo, cucina e il quartiere equipaggio totalmente autonomo. Lunghezza 27,05 m - Larghezza 7,20 m Motorizzazione 2 x Lister Blackstone da 396 Hp Generatori 2 x Gardner diesel da 36 kW

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T ug Sono anticonformiste, maestose e ricche di storia. Nascono come navi da rimorchio (tug, appunto), rompighiaccio o da soccorso. Riconvertite all’uso diportistico, sono dotate di tutti i comfort, inclusa la beauty farm. La loro meta privilegiata è il Mediterraneo, da riscoprire grazie al fascino di questi grandi scafi d’antan di fabio petRoNe

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i sono tanti modi di interpretare la passione dell’andar per mare e il mercato nautico oggi è in grado di offrire un caleidoscopio di proposte per tutti i gusti. nell’ambito della vela, ma soprattutto in quello delle barche a motore, cantieri e progettisti hanno sviluppato concept capaci di interpretare l’evoluzione del gusto e delle necessità della clientela, cercando di calibrare i nuovi modelli verso un pubblico sempre più vasto, poiché quello del possedere una barca è uno stile di vita ormai lanciato verso un’affermazione davvero planetaria. Eppure, nonostante i diversi segmenti di mercato creati, i tanti modelli presentati, le barche più o meno custom che i cantieri possono cucire addosso a ciascun armatore, c’è chi in questo mondo di motoryacht nuovi, così vario e variegato, proprio non ci si ritrova. Preferisce cercare il proprio oggetto del desiderio fatto barca in un ambito completamente diverso, distante anni luce dall’omologa-

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Deutsche Post DHL – The Mail & Logistics Group

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tra i n a n zione e dalla frenesia delle produzioni in serie, dagli stilemi ricorrenti, ma anche dagli esercizi stilistici di architetti alla ricerca della diversità a tutti i costi, che magari sfocia in un’eccentricità ai limiti del buon gusto. Meglio essere differenti pescando nel tempo, andandosi a cercare lo scafo d’epoca, classico, fuori dalle mode, che proprio nella sobrietà delle forme riesce a esprimere un lusso esclusivo, tutt’altro che ostentato. Una barca non necessariamente nata da diporto anzi, semmai costruita come scafo da lavoro, con un layout in grado di porre l’accento sulla diversità del proprio armatore, sulla sua innata passione per il mare. Un’unità che esprima affidabilità e potenza piuttosto che velocità, per affrontare tutti i mari, magari col suo carico di aneddoti e imprese di una vita passata a operare nei luoghi più disparati del globo, che la rendano unica per davvero. E se parliamo di mezzi da lavoro, di navi che rappresentano l’emblema di quella marineria sognata sin da bambini, impavida, forte e virile come Spencer Tracy in Capitani coraggiosi, il rimorchiatore è certamente lo scafo che meglio ne sintetizza l’identikit. Portuali, costieri, fluviali, d’alto mare, da soccorso, antincendio, le tug in servizio sono na-

vi generalmente nere, bianche o al più rosse, che anche quando raggiungono 30 metri di lunghezza riescono a sembrare non proprio slanciate, e pur sempre dei giocattolini rispetto alle centinaia di migliaia di tonnellate di nave e relativo carico che spingono o trainano in servizio. Magari hanno più di una colatura di ruggine, a sottolineare l’impegno di lavorare in un elemento che consuma ed è inclemente anche quando c’è il sole, e sicuramente il periplo di copertoni appesi alle murate, uno stereotipo ma soprattutto una protezione per il massiccio scafo dove spesso anche il bottazzo è in ferro. Quelli costruiti oggi sono delle macchine modernissime, dotate di sistemi di propulsione con timoni elica Kort, pod azimutali o unità cicloidali, capaci di far spostare il rimorchiatore in ogni direzione col joystick, come in un gioco della Playstation, per rendere meno complessa e più immediata la gestione della nave al rimorchio. Quelli di un tempo, che oggi possono essere trasformati a yacht, adottano le trasmissioni in linea d’asse, spinti da mono o bi-motori possenti, che anche a tutta manetta pulsano a poche centinaia di giri al minuto, esprimendo con l’elica giusta valori di coppia ciclopici, che nella marineria

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Portano

addosso i segni del tempo, anche se ormai sono macchine ultra moderne

T

he Corsair (oggi Ariete Primo, armatore Franco Polti; arieteprimo.com), varato nel 1965 nei cantieri Dunston, in Inghilterra, era destinato al supporto delle navi britanniche di passaggio dal Capo di Buona Speranza a Cape Town, in Sudafrica, quando fu chiuso il Canale di Suez dal 1967 al 1975 per la Guerra dei 6 giorni. Negli anni si è distinto per aver portato a termine diverse operazioni di salvataggio. Oggi può accogliere 12 ospiti in sei cabine, tutte con bagno en suite. Lunghezza 44,20 m - Larghezza 9,45 m Motorizzazione 2 x Ruston da 2.700 Hp Generatori 2 x 80 kW + 1 x 140 kW

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ti

Martino Motti

tra i n a n

I

l MASTIFF, ex Dog Class, è stato varato nel 1967dai cantieri inglesi Appledore Shipbuilders Ltd. Come rimorchiatore era impiegato a supporto dei trasporti petroliferi, ma l’ultimo ingaggio fu per affiancare i sommergibili della British Royal Navy e per questo, per non danneggiare la loro vernice antisonar, la sua carena fu ricoperta da uno strato di gomma. Oggi dispone di una cabina armatoriale sul ponte alto, più una vip e due doppie sul lower deck. Lunghezza 32 m - Larghezza 7,72 m Motorizzazione 2 x Lister Blackstone da 750 Hp Generatori 1 x 50 kW + 1 x 30 kW

SuL SITO cLASSLIFE.IT LA GALLERy FOTOGRAFIcA cOMpLETA dELLE TuG bOAT

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ROMETEJ è un ex rompighiaccio costruito nel 1957 a Galatz, in Romania, entrato in servizio per la flotta russa ma poi destinato al trasporto del pesce in Croazia, dove fu acquistato nel 2002 da Alberta Ferretti. La stilista ne ha fatto uno yacht elegante, spesso ritrovo di intense serate del jet-set internazionale. Arricchito da complementi d’arredo che evocano Asia, Africa, Oceania, Europa e America, ha sette cabine per un totale di 12 posti letto. Lunghezza 44,50 m - Larghezza 9,40 m Motorizzazione 2 x Mitsubishi da 1.250 Hp da 750 Hp Generatori 2 x 50 kW

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non temono confronti. Nella conversione a unità da diporto tutto ciò che c’è di tecnico a bordo, che è stato funzionale al lavoro di rimorchio della tug boat, si cerca di recuperarlo, come avviene in ogni buon restauro, per mantenere l’unità quanto più fedele alla sua costruzione e alla sua storia. Ciò vale per la principale attrezzatura di coperta, cioè argani, bitte, bozza, cabestano, per quel che c’è in sala macchine, unità termiche, impianti meccanici, elettrici e idraulici, o in plancia di governo, dalla bussola a chiesuola al telegrafo di macchina al timone, e soprattutto per lo scafo, oggetto di un refit in grado di togliere le fatiche e il tempo, portando l’unità a uno splendore forse mai toccato. Da carrette galleggianti a violini appena usciti dalle mani di un liutaio. Quello che invece viene completamente riprogettato e riallestito sono i volumi interni e gli spazi esterni che vengono destinati al diporto e dotati di suite, saloni e addirittura beauty farm, assumendo spesso contenuti di design, splendore d’antan ed esclusività che danno un senso diverso all’andar per ma-

re rispetto a un motoryacht appena uscito dal cantiere. Molto dipende dagli architetti, i diversi importanti studi specializzati in questo tipo di progetti, e dai cantieri che si occupano delle riconversioni, realtà in grado di esprimere un livello qualitativo superlativo, quello del miglior artigianato italiano. Mondo Marine di Savona (mondomarine.it), il Cantiere navale tecnomar di Fiumicino (Roma; tecnomar.net), Ortona Navi di Ortona (Chieti; ortonanavi.it) sono solo alcune delle eccellenze in grado di realizzare rinnovi di altissimo profilo su barche d’epoca, anche specializzate proprio in tugboat e dalle quali sono uscite alcune delle conversioni più riuscite. Mentre società come Floating Life (floatinglife.ch), Yachtzoo (yacht-zoo.com), CharterWorld (charterworld.com), Ocean Independence (oceanindependence.com) e altre gestiscono il charter di questi yacht, a bordo dei quali è possibile assaporare il cocktail di mare e lusso in una versione rétro, come un vino d’annata, con tutto il suo carico di odori e sapori che lo rendono prezioso e diverso.


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antigelo

& I nuovi capispalla sono in tessuto tecnico antivento e impermeabile, ma anche in cashmere. Rivisitano il parka o il soprabito anni 50. E hanno tante, utilissime tasche. Nelle quali mettere magari un libro dal titolo freddo, ma che scalda la mente DI sImoNEtta DE pasca - foto DI RobERto soRRENtINo

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’intellettuale, il macho, il businessman e il creativo. Tutti, quest’inverno, uniti da un’unica passione, quella per il soprabito. Che non passa di moda. Anzi, è resistente e combattivo come i suoi tessuti sempre più innovativi (trattamenti antigoccia, fodere in fibra d’acciaio, ovatte termiche). Così, nonostante il turnover infinito di vestibilità che, fine a qualche

mese fa, voleva gli uomini in giacche sciancrate e pantaloni attillati e che oggi li rivuole in abiti over e con un fit più morbido, il soprabito è sempre di più il capo fondamentale nell’armadio. Il suo segreto? Praticità, ma anche una grande versatilità. S’indossa in città, sopra l’abito gessato, come in campagna, con un paio di pantaloni di velluto e un maglione di cashmere. tutti i dettagli di questi e altri capi nella gallery fotografica completa sul sito classlife.it

Il parka di Marlon Brando nel film Fronte del porto (1954), di Elia Kazan.

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lupo di mare metropolitano

Engadina parka di sealup, lunghezza 7/8, con tessuto esterno in flanella di lana impermeabilizzata. La vestibilità slim fit è ottenuta mediante l’iniezione diretta di oltre 50 settori di pura piuma d’oca che, in virtù dei diversi pesi, modellano il capo sul corpo. In totale ha sei tasche: due all’interno e quattro all’esterno, di cui due con pattina (1). La zip ha un doppio cursore (2). La coulisse interna è fermata da un bottone (3), il cappuccio è bordato di coyote a pelo lungo, mentre l’interno è in nylon antivento con tasche rinforzate. L’alto bavero antivento è chiuso da zip. 1.200 euro www.sealup.net

3 - Joe R. Lansdale -

freddo a luglio FanuccI 9,90 euro.

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antigelo

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d o p p ia morbidezza

Bomber Fay con corpo centrale in panno di lana trattato antigoccia, maniche e spalle in nylon tecnico. Ha il tipico gancio a chiusura del collo (1), trapuntatura a rombi su tutto il capo (2), imbottitura in leggerissima piuma d’oca 100%, chiusura a zip tono su tono, doppie tasche sui fianchi a scomparsa, chiusura con due bottoni e zip (3), polsini elasticizzati antivento. All’interno, una tasca con zip bordata in contrasto. 780 euro www.fay.com

3 - Plutarco -

l’origine del freddo M. D’AuriA EDitorE 48 euro

t e c no protezione

Cappotto Paul & Shark in panno idrorepellente monopetto. In totale ha sette tasche: sul davanti, due con zip e due con pattina (1), tutte rifinite in suède; all’interno, due sempre con zip e suède più una, porta-cellulare (2), chiusa da zip con bordo in nylon e foderata in fibra d’acciaio per creare uno schermo protettivo. La pettorina è staccabile (3). All’interno, fodera matelassé. 1.049 euro www.paulshark.it

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- Nancy Mitford -

l’amore in un clima freddo ADElphi 18 euro

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antigelo

c a sh mere doppiopetto

Peacoat doppiopetto di Herno in cashmere, foderato in nylon imbottito in ovatta termica, con pettorina antivento staccabile in nylon. Sette tasche: due all’esterno (1) e, all’interno, una chiusa da bottone (2), una da zip, taschino portapenne e scomparto porta-documenti bordati da una fettuccia tricolore. Il polsino ha il passante fermato da bottone con logo (3). 1.260 euro www.herno.it

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- Truman Capote -

a sangue freddo Garzanti 19,60 euro.

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galles old fashioned

Modello Roy Roger’s ripreso dagli impermeabili inglesi degli anni 50/60, ma con una connotazione tecnica e streetwear, in principe di Galles con cappuccio staccabile. Zip di chiusura waterproof, tessuto accoppiato con membrana tecnica bordeaux (2) che rende il capo impermeabile e antivento, gilet interno staccabile con imbottitura in thermore e fodera in nylon stampa camouflage, bordi rifiniti in chambray. Ha cinque tasche: due all’esterno e, all’interno, due chiuse da bottoni (2) e una con zip e bordo in grosgrain a contrasto (3). 439 euro www.royrogers.it

3 - John le Carré -

la spia che venne dal freddo Mondadori 9,50 euro.

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M O DA U O M O

Wild at

heart uno stile libero, eccentrico ed elegante. Per una giornata di sole autunnale sull’isola di ibiza. in completi caleidoscopici dal taglio sartoriale, giacche di lana rough e lunghi trench gommati di Gioia Carozzi - foto di Claudio Gallone

pelle su pelle

Blouson di cashmere con inserti in pelle, CORNELIANI (prezzo su richiesta); pullover di cashmere con zip, CRUCIANI (su richiesta); pantaloni di pelle, ROBERTO CAVALLI (2.690 euro); stivali di pelle, FRANCESCHETTI(480 euro).

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LIBERI

DI

OSARE

In questa pagina. Caban di lana cotta tinto con aerografo, PLOUMANAC’H (370 euro); dolcevita di mohair, GUCCI (su richiesta); pantaloni di cotone con tasconi, JACOB COHËN ACADEMY (270 euro); cintura di pelle, JUST CAVALLI (110 euro). Nella pagina a fianco. Parka di suède washed, BALLY (3.495 euro); T-shirt di cotone stampato, ROBERTO CAVALLI (225 euro); pantaloni in raso di cotone stretch stampato, ENTRE AMIS (165 euro); stivali di gomma, HUNTER (110 euro).

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M O DA U O M O

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M O DA U O M O

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TRENCh IN pELLE E pANTALONI dI SETA STAMpATA I must MASChILI

impeccabili

o

sognatori

In questa pagina. Trench di pelle (4.975 euro); camicia di seta stampata (540 euro); pullover di lana (3.145 euro); pantaloni di seta stampata (1.145 euro); foulard di seta (325 euro); anfibi di pelle (su richiesta), tutto ROBERTO CAVALLI. Nella pagina a fianco. Maglia di lana mohair a trecce, ERMANNO SCERVINO (490 euro); camicia di seta, ROBERTO CAVALLI (su richiesta); jeans, ROY ROGER’S (130 euro); sciarpa di lana e seta, ROdA (168 euro); stivali di vitello lucidato, ALBERTO FASCIANI (740 euro).

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M O DA U O M O

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a

CaCCIa

dI

SfIde

In questa pagina. Cappotto con revers a lancia (prezzo su richiesta); camicia di seta e cotone (540 euro); gilet di lana (740 euro); pantaloni di pelle (2.690 euro); mocassini di cavallino (su richiesta), tutto RobeRto CavallI. Nella pagina a fianco. Montone di pelle e suède (2.950 euro), camicia di cotone con plastron a contrasto (545 euro), gemelli smaltati sull’asola (170 euro); tutto RobeRto CavallI; jeans délavé, JUSt CavallI (240 euro).

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IMpREVEdIBILI

In questa pagina. Cappotto gommato con dettagli di pelle (5.750 euro), pantalone di pelle (1.700 euro), stivali di pelle (960 euro); tutto SALVATORE FERRAGAMO; pullover con grafismi, ROBERTO CAVALLI (380 euro circa); foulard di seta, ROBERTO CAVALLI (su richiesta). Nella pagina a fianco. Montgomery in panno, L.B.M 1911 (da 480 euro, lubiam.it); camicia di cotone (345 euro) e gemelli (170 euro), ROBERTO CAVALLI; pantaloni in cotone stretch, GuCCI (su richiesta); boots di pelle con punta arrotondata, FRANCESChETTI (480 euro).

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i ndi r i zzi Bally, bally.com; Corneliani, corneliani.it; CruCiani, cruciani.net; entre amis, entreamis.it; alBerto FasCiani, albertofasciani.it; FranCesCHetti, franceschetti.it; GeoX, geox.com; GuCCi, gucci.it; Hunter, hunter-boot.com; JaCoB CoHĂ‹n aCaDemy, jacobcohen.it; Just Cavalli, robertocavalli.it; l.B.m. 1991, lubiam.

it; nau!, nau.it; PloumanaCH, ploumanach.it; roBerto Cavalli, robertocavalli.it; roDa, lucaroda.it; roy roGers, royrogers.it; salvatore FerraGamo; salvatoreferragamo.com; ermanno sCervino, ermannoscervino.it.

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M O DA U O M O

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weekend in borsa Colori forti e decisi. Giallo zafferano, blu indaco, arancione metallizzato e un po’ di rosso fuoco. Senza dimenticare stivaletti con para colorata, l’acqua di colonia preferita e occhiali con montatura importante Di Simonetta De paSCa - Foto Di RoBeRto SoRRentino

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l’arancio dà energia 1. RIMOWA trolley Salsa Air in policarbonato, con ruote Multiwheel® che ruotano di 360°. 309 euro. www. rimowa.de 2. BRESCIANI Calze in cotone jacquard pied-de-poule. Da 19 euro. www. bre-

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sciani.it 3. HERMèS Eau De Mandarine Ambrée: il mandarino si associa alla vivacità del frutto della passione. 200 ml, 89 euro. www. hermes.com 4. lOuIS vuIttON Cintura in pelle. Prezzo su ri-

chiesta. www. louisvuitton.com 5. luISA BRINI Sciarpa in lana effetto spigato. 151 euro. www. luisabrini.it 6. DIADORA Sneakers in pelle e suède con fondo in gomma bicolore. 155 euro. www. dia-

dora.com 7. W EYEWEAR Occhiali da sole bicolore con parte frontale effetto legno. 160 euro. www. marcolin.com 8. BROOKS BROtHERS Portafogli in pelle bicolore. 168 euro. www.brooksbrothers.com


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eleganza & colour touch 1. TOD’S Borsone in pelle con doppio manico e banda bicolore al centro. Chiuso da zip, ha tracolla staccabile in pelle e fondo con rinforzi in metallo chiodato. 1.150 euro. www.tods.com

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dove ti porta il cuoio 1 e 2. THE BRIDGE Trolley in cuoio effetto anticato con manico rinforzato, doppie zip e scomparti all’interno, 966 euro; porta-iPad con porta-documenti, chiuso da zip rossa. 282 euro. www.thebridge.it

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cashmere stampa paisley. 210 euro. www.etro.com 6. GUCCI Derby in pelle color cuoio, suola in cuoio e gomma. Prezzo su richiesta. www.gucci.com 7. MONTBLANC EYEWEAR by MARCOLIN Occhia-

li da sole in acetato. 320 euro. www.marcolin.com 8. ACQUA DI PARMA Oud, colonia dalla profumazione avvolgente a base del prezioso olio di Agarwood. 100 ml, 155 euro. www.acquadiparma.com


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la passione per i gialli 1 e 4. PiQUADRO Trolley in pelle giallo zafferano multitasche, 690 euro; porta-iPad Mini, in pelle. 98 euro. www.piquadro.com 2. CALZEDONiA Calze in cotone. 5.95 euro. www.calze-

donia.it 3. BALLY Cintura in cuoio con fibbia e passante in metallo silver. 195 euro. www.bally.com 5. PYAAR Stola in lana a pois. 105 euro. www.pyaarscarves.com 6. DOUCAL’S Beatles

in pelle con punta decorata a coda di rondine e dettagli in contrasto. 269 euro. www.doucals.com 7. DSQUARED2 POTiON Blue Cadet, eau de toilette dalla profumazione agruma-

ta e legnosa. 100 ml, 71 euro. www.itfcosmetics.com. 8. DSQUARED2 EYEWEAR by MARCOLiN Occhiali da sole in acetato lucido con doppio ponte. 220 euro. www.marcolin.com

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moda & brand

Dal trench rivisitato alla camicia, dai mocassini new dandy alle scarpe superclassiche, passando per la sartoria tradizionale napoletana. Viaggio tra gli imprenditori italiani

seconda puntata

Di samantha primati - foto Di clauDio gallone

paolo Xoccato, 49 anni, proprietario di Xacus, con un cesto da picnic, un caro ricordo di suo nonno.

alberto moretti, 38 anni, brand director di alberto moretti.

paolo Xoccato ono molto interessato al tema della formazione. Far crescere le persone motivandole, dando loro fiducia e trasmettendo valori come qualità, rispetto del cliente e rispetto del mercato. Credere in questi principi è fondamentale». Paolo Xoccato, alla guida di Xacus assieme al fratello Giorgio, racconta a Gentleman la sua visione del futuro. Xacus, fondata nel 1956 a San Vito di Leguzzano, alle porte di Vicenza, dalla mente visionaria di Alberto Xoccato (padre di Paolo e Giorgio) con l’aiuto delle mani esperte di dieci artigiane camiciaie, oggi occupa un posto di rilievo nel settore della camiceria. Ogni capo è un efficace mix di cultura del prodotto e attenzione alle nuove tendenze e al gusto internazionale. L’offerta si diversifica in quattro collezioni: Red Label, per le camicie classiche; Black Label, pensata per un consumatore attento ai trend; Beluga Washed, per chi ama lo sportswear, e My Concept per chi preferisce il made to measure. Grazie all’attenzione nei confronti della clientela internazionale, Xacus esporta le sue camicie in tutto il mondo, dalla Russia al Nord America, passando per Europa e Asia. www.xacus.com

«S

alberto Moretti ual è la filosofia di vita di Alberto Moretti? «I am a positive person, always». E si vede che lo è, in tutto quello che fa. L’impreditore toscano nel 2008 ha ripescato dall’ombra un vecchio marchio italiano, Arfango, e l’ha

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i video delle interviSte Sono Su ClaSSlife.it

portato sotto i riflettori di tutto il mondo. Classe 1975, Moretti è stato affascinato dal mondo della moda fin da piccolo (il padre Antonio è stato uno dei fondatori del brand Car Shoe). Amante della vita e di tutto ciò che è bello, disegna le sue calzature attenendosi sempre ad alcuni solidi principi: qualità e manifattura solo italiana. «Made in Italy, made in Italy, made in Italy: questa è la mia idea di lusso», dichiara a Gentleman. I suoi loafer sono stati indossati da star internazionali come Ryan Gosling, Ronnie Wood e Adrien Brody. Se c’è un comune denominatore delle sue collezioni eccentriche ed eleganti, è il velluto. Caldo, morbido e sensuale, è un materiale che rispecchia perfettamente l’anima dandy del designer. www.albertomoretti.com Carlotta Saibene Canepa el 1946, la signora Fiorio, erede di un’azienda di pelletteria di lusso, ebbe un’idea originale: trasformare le sete dei paracadute dell’esercito in fantasiosi foulard. Nacque

N

così, nella Milano postbellica, il marchio Fiorio. Poi nell’azienda arrivarono gli abili disegnatori di stoffe di Parigi e le nuove collezioni di cravatte, e il successo fu immediato. Oggi, la storica maison milanese (acquisita nel 2008 da Canepa spa, azienda comasca leader nel settore tessile) ripropone questa tradizione. «Prodotti di qualità e soprattutto made in Italy», è la linea guida di Carlotta Saibene Canepa, responsabile della divisione accessori e sciarperia. E proprio qualità e ricercatezza si trovano nelle collezioni Fiorio: dalle cravatte ai fazzoletti da taschino, fino ai costumi da bagno. Il prodotto di punta restano le cravatte, realizzate in modo sartoriale: ogni pezzo viene prima puntato con gli spilli e poi cucito a mano, la fodera è di seta e l’interno è realizzato rigorosamente in morbida lana. La sostenibilità è un altro punto forte del brand, che utilizza solo tessuti realizzati secondo il Kitonex-Save the Water, un processo totalmente ecologico messo a punto da Canepa spa. Utilizzando un polimero che si ricava dagli scarti alimentari dei crostacei, si possono tingere e tessere i filati

i protagonisti Orazio Luciano (a destra, 69 anni) e il figlio Pino (41), proprietari di Orazio Luciano La Vera Sartoria Napoletana. Il loro oggetto-simbolo è il classico ditale da sarto.

Carlotta Saibene Canepa, responsabile accessori e sciarperia di Fiorio Milano, ha portato sul set di Gentleman un gioco di sua figlia.

risparmiando il 70% di acqua rispetto ai metodi tradizionali. Una vera e propria rivoluzione etica, perché «il rispetto per gli altri e per la natura, oggi, sono fondamentali», conclude Carlotta Saibene Canepa. www.fioriomilano.it orazio e pino luCiano eleganza è, per tradizione, un obbligo per Orazio Luciano. Napoletano doc e cresciuto a pane e sartoria, il suo fedele alleato e portafortuna è un ditale che non abbandona mai da quando, adolescente, era un ragazzo di bottega nelle più prestigiose sartorie di Napoli. Assieme al figlio Pino è al timone dell’azienda che ha fon-

L’

dato negli anni 90, Orazio Luciano La Vera Sartoria Napoletana, un marchio che significa passato e innovazione. Nel rispetto della tradizione sartoriale partenopea, i capisaldi dell’impresa sono lavorazione artigianale, tessuti pregiati, un buon rapporto qualità-prezzo. Ma non sono escluse le sperimentazioni, che danno vita a capi come la giacca, dalla collezione autunno-inverno 2013-14, a quadri grigi con toppe in camoscio nero, sfoderata e con maniche a camicia, con una vestibilità più slim. Punto di forza di Luciano è la giacca destrutturata. Le fodere sono selezionate e la stiratura è eseguita prima con presse e poi con il ferro caldo. Nasce così un capo di alta manifattura, fiore all’occhiello dell’atelier, con le tipiche maniche a

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BIENNALE INTERNAZIONALE DELL’ ANTIQUARIATO DI FIRENZE 28a EDIZIONE la grande mostra di arte italiana sotto l’alto patronato del presidente della repubblica

Patrocini: presidenza Del Consiglio Dei Ministri Ministero per i Beni e le Attività Culturali Regione Toscana Provincia di Firenze Comune di Firenze Camera Commercio Firenze

PALAZZO CORSINI LUNGARNO CORSINI FIRENZE 5- 13 OTTOBRE 2013 TUTTI I GIORNI ORARIO CONTINUATO 10,30 - 20 Info: Expo Arte e Cultura srl via del parione, 11 - 50123 firenze tel. +39 055 282635 - +39 055 282283 fax +39 055 214831

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moda & brand mappina (hanno una cucitura morbida all’altezza della spalla), le rifiniture a mano, gli interni morbidissimi. Di queste giacche se ne producono circa 3mila esemplari l’anno che volano negli Stati Uniti, in Russia, ma soprattutto in Giappone, Cina e Corea. I mercati orientali sono infatti il cuore del business di Orazio Luciano che, insieme al figlio, due volte l’anno parte per un tour nelle principali città del mondo organizzando i trunk show, giornate dedicate ai clienti durante le quali si annotano le misure e i dettagli per realizzare abiti su misura. «La qualità premia sempre», racconta Pino Luciano, «e i nostri clienti dimostrano nel tempo di preferire un prodotto curato nei minimi dettagli come il nostro». Cioè il valore aggiunto che contraddistingue il brand e lo rende un’eccellenza tutta italiana. www.laverasartorianapoletana.it Carlo di stefano a magia di un capo si cela anche nelle fibre di un filato, nella bellezza del gesto che lo crea, partendo da un semplice filo di lana. Carlo Di Stefano, responsabile della linea uomo del Maglificio Gran Sasso, racconta così l’emozione dell’atto creativo. Grande sportivo (pratica regolarmente il triathlon) ed estimatore dello scrittore inglese Oscar Wilde, Di Stefano, nipote di Nello (uno dei fondatori del brand), rappresenta la nuova generazione dell’azienda abruzzese. L’avventura del Maglificio Gran Sasso iniziò nel 1952, quando quattro fratelli, Nello, Eraldo, Alceo

L

e Francesco Di Stefano, con forte spirito imprenditoriale fondarono l’azienda nel piccolo paese di Sant’Egidio alla Vibrata. Nel pieno degli anni 70 arrivò il successo e la trasformazione da impresa familiare a industriale. Realtà in continua espansione, Gran Sasso ha compiuto qualche anno fa un grosso investimento grazie al quale, attraverso un importante intervento riqualificativo, l’azienda è stata raccolta in un unico spazio di 36mila mq. Qui sono stati riuniti gli edifici dedicati alla produzione, il magazzino, l’amministrazione e lo showroom. L’opera è stata affidata all’architetto Guido Canali secondo una logica attenta alla qualità degli spazi di lavoro e al territorio circostante. L’area che circonda la fabbrica è arricchita da una collana di ulivi, alberi che sono stati piantati anche sulle terrazze degli uffici. Risultato: bassissimo impatto ambientale e alta qualità della vita per i dipendenti. E appunto qualità è il motto del brand, che coniuga tradizione e innovazione, antiche tecniche artigianali e moderni processi produttivi realizzati escusivamente in Italia. «Sono convinto che la crisi farà emergere solo

Filippo Chiesa, 51 anni, amministratore delegato di Sealup.

parole d’ordine, qualità artigianale e soprattutto il tocco del made in italy

prodotti di qualità, perché è questa la caratteristica che non passerà mai di moda», conclude Di Stefano. www.gransasso.it filippo Chiesa l profilo di un lupo di mare con la pipa in bocca è il logo di Sealup, per segnalare la tradizione di ottima impermeabilità dei capi di questa storica azienda milanese. Filippo Chiesa, al timone dell’azienda (assieme alla sorella Cristina) dal 1987, ne è sotto molti aspetti l’incarnazione. Amministratore delegato del marchio, si occupa personalmente non solo delle strategie industriali, ma anche della parte creativa. Chiesa, che ha iniziato a lavorare molto giovane, vanta infatti collaborazioni con stilisti di alto calibro come Nino Cerruti e Romeo Gigli. Il nome Sealup deriva dalla fusione delle parole sea (in inglese, mare) e lup (abbreviazione di

I Carlo Di Stefano, 43 anni, responsabile linea maschile, Maglificio Gran Sasso.

lupo, in milanese): è un termine che potrebbe appartenere a una lingua universale come l’esperanto, creata per evocare una nuova idea di lupo di mare. Non è un caso se l’azienda naviga i mari dell’eccellenza del made in Italy dal lontano 1935. Ormai sono quattro le generazioni che si sono passate la staffetta alla guida di questa azienda da sempre specializzata nella realizzazione di impermeabili di alta qualità, fatti interamente in Italia mescolando tele inglesi e italiane. La filosofia di Sealup è semplice: qualità senza compromessi, che si esprime attraverso un minimalismo raffinato, cifra inconfondibile delle sue collezioni. La costante sperimentazione nella tecnica di esecuzione e l’impiego di tessuti sempre più innovativi sono ingredienti che fanno del brand uno dei più importanti sul mercato, con una produzione che tocca i 50mila capi all’anno. www.sealup.net

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Emanuele Fabi, style director di Fabi.

moda & brand Diego porro sul mio comodino non manca mai una copia di Il più grande venditore del mondo», rivela a Gentleman Diego Porro, managing director di Serapian. Un libricino, scritto dall’americano Augustine «Og» Mandino, autore di testi motivazionali tra i più venduti al mondo, che ha la capacità di trasformare la vita di chi lo legge con 17 semplici massime da seguire come un mantra quotidiano. La prima regola considera gli influssi della dea Fortuna sulla nostra vita. La seconda recita: ogni giorno fai più di quanto tu sia pagato per fare. E così via. Porro, con un solido backgroud nel mondo dei luxury brand nonostante la giovane età, è l’uomo a cui Serapian ha affidato due grandi progetti: lo sviluppo interno del prodotto e l’espansione a livello internazione del brand. Serapian è il frutto di una love story tutta italiana, nata nel secolo scorso, tra Stefano Serapian, armeno di nascita e italiano d’adozione, e Gina Fiori, di origini toscane. Milano è il campo d’azione in cui queste due anime

«S

gemelle nella vita e nel lavoro hanno creato un brand che da oltre 60 anni (è stato fondato nel 1945) è simbolo di esclusività nel mondo dell’alta pelletteria. Da sempre, un gruppo di abili artigiani lavora esclusivamente per l’azienda. Grazie alla loro dedizione e all’archivio messo insieme nel corso degli anni (una raccolta di oltre 6mila modelli), Serapian può accontentare le esigenze dei clienti in Italia e all’estero. Originalità e durevolezza sono le password che hanno aperto all’azienda le porte dei mercati mondiali, tanto che il 70% del fatturato viene dall’export. E l’obiettivo per i prossimi anni è raggiungere nuovi orizzonti e crescere ancora di più, soprattutto in Giappone e nel Far East. www.serapian.com emanuele fabi ento in poppa per l’azienda calzaturiera Fabi che, per il futuro, guarda a Oriente. «Ci saranno nuove aperture in Italia e abbiamo da poco rinnovato il nostro flagship store a Mosca con una festa a tema anni 60, La Fabi

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Diego Porro, 38 anni, managing director di Serapian.

per alcuni, la crescita è data dal mix tra archivi storici e innovazione Vita, ma la Cina è un mercato in grande sviluppo ed entro sei mesi avremo 25 nuovi negozi monomarca. Gli Emirati sono una sicurezza, la Turchia sta rispondendo benissimo. Dalla vecchia Europa e dagli States, infine, riceviamo feedback positivi. Tutto questo ci entusiasma», racconta Emanuele Fabi, style director del brand, che guarda al domani con energia, coraggio, fiducia. L’impresa è partita nel 1965 a Montegranaro, nel cuore del distretto calzaturiero marchigiano, grazie all’affiatamento di due fratelli, Elisio ed Enrico Fabi, e delle mogli, Gina e Vilia. Erano proprio loro a modellare le scarpe da uomo disegnate secondo uno stile classico e sobrio. In breve tempo, l’impresa è cresciuta grazie a un fattore determinante e costante, la spiccata capacità nel conciliare tradizione e innovazione. Su queste basi, l’evoluzione del brand è continuata fino a oggi. I prodotti sono curati tanto nei dettagli, quanto nella scelta delle materie prime, una squadra di 365 (uno per ogni giorno dell’anno) artigiani lavorano in stretta collaborazione con gli addetti alla tecnologia, una liaison che garantisce prodotti pregiati fatti nel pieno rispetto del made in Italy. «In termini di fatturato, nel 2012 abbiamo ottenuto migliori risultati del 2011, e nel 2013 li abbiamo consolidati», continua Emanuele Fabi. «Insomma, aggrediamo la crisi con sicurezza nei nostri marchi, andando a raddoppiare le linee». www.fabishoes.it

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Il movimento automatico del Calatrava Ref. 5227. Nella pagina a fianco, Thierry Stern, 43 anni, presidente di Patek Philippe, quarta generazione alla guida della maison ginevrina.

la scelta Il Calatrava ref.5227 Ăˆ Il modello preferIto da stern della CollezIone 2013. In oro bIanCo. Costa 28.570 euro

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tradizione & futuro

Che bello essere complicati meccanica

di paco guarnaccia

Da quattro generazioni della stessa famiglia, Patek Philippe produce orologi che sono il sogno per ogni collezionista o appassionato. Il presidente Thierry Stern racconta a Gentleman la responsabilità e il piacere di condurre un’azienda così antica e illustre

estetica

D

i generazione in generazione, la famiglia Stern si è passato lo scettro di Patek Philippe, una delle maison orologiaie più importanti (per alcuni, la più importante). Thierry Stern, classe 1970, è dal 2009 il presidente dell’azienda. il brand è sinonimo di altissima orologeria e, nonostante il peso di una così importante posizione, l’ultimo (in ordine di tempo) degli Stern è sempre sorridente ed entusiasta. Tutti gli appassionati di segnatempo apprezzano questa maison orologiera, ma forse chi non conosce da vicino questo mondo non comprende davvero perché Patek Philippe produca orologi così speciali (e costosi), che poi alle aste sono in grado di segnare quotazioni stratosferiche. Gentleman. Se lei dovesse raccontare che cosa rappresenta Patek Philippe nell’orologeria, che cosa direbbe? Thierry Stern. Per me è una bella donna che ha bisogno di essere trattata molto bene. non appartiene al passato e non cerca l’avanguardia, ma esiste da tempo e continuerà a esistere in futuro. Patek è un valore, non in termini di denaro, bensì di cultura, tradizione, movimento ed evoluzione. Ha una grande storia, ma anche un grande futuro. G. e quale futuro si prospetta per la sua azienda? T.S. Le nostre strategie sono sempre le stesse. Fortunatamente non siamo quotati in borsa e non dobbiamo convincere i nostri azionisti della bontà delle nostre azioni. Semplicemente, vogliamo realizzare i migliori orologi del mondo. e per farlo ci prendiamo tutto il tempo e le risorse che ci servono, senza il fiato della finanza sul collo. G. Quali sono le mosse aziendali che vi caratterizzano? T.S. La distribuzione sa sempre in che direzio-

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Per vivere la campagna e le sue case. Per viaggiare alla ricerca della tradizione e dei sapori della terra. Per scoprire luoghi insoliti, all'insegna dell'arte e del gusto, c'è Case&Country.

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meccanica

estetica

tradizione & futuro

Il cuore pulsante del Ref.5200, cioè il Gondolo 8 Giorni indicazione Day/Date, è un movimento a cari-

ne andare quando lavora con Patek. Noi abbiamo sempre lo stesso modo di parlare ai nostri clienti e questo si tramanda di generazione in generazione, tanto che chiunque acquisti un nostro orologio sa di possedere un oggetto che ha un valore oggi e lo avrà in futuro. La nostra forza è nella continuità, anche nel servizio. La strategia è quindi progredire restando saldi nella tradizione. Non farò mai orologi di plastica o pezzi unici fatti a mano

LA CURA DEL TEMPO

ca manuale. La cassa è in oro bianco, mentre il quadrante ha la base in ottone. Costa 45.470 euro.

che seguono le mode, ma mi concentrerò sempre sullo sviluppo di movimenti più sofisticati e con complicazioni più difficili da realizzare. Patek è nata nel mondo degli orologi e questo farà per sempre. G. Proprio per questo motivo gli orologi di Patek Philippe sono i più ambiti alle aste di tutto il mondo... T.S. I risultati delle aste mi riempiono d’orgoglio, perché credo che venga perfettamente compreso il lavoro artigianale che svolgiamo e la rarità del nostro prodotto. A volte, le quotazioni sono così alte che mi spaventano e al tempo stesso mi fanno sentire la grande responsabilità nel produrre oggi orologi eccellenti come quelli passati che vengono attualmente messi all’incanto. Cerco quindi di creare modelli che saranno apprezzati anche tra 50, 100 anni. Ma se seguissimo le quotazioni, potremmo montarci la testa e produrre pezzi immaginati già per le aste future. Invece dobbiamo essere molto equilibrati. G. L’anno prossimo scoccano i 175 anni della maison. Che cosa avete previsto per l’occasione? T.S. Per questo anniversario stiamo lavorando da alcuni anni. Faremo un grande evento e avremo nuovi modelli di cui non posso ancora parlare. Posso dire che nascerà una linea in edizione limitata, e quando uso questa parola intendo veramente qualcosa di speciale e non, come avviene per altri marchi, magari il semplice cambiamento di colore di un quadrante. Cinque anni fa ho deciso di creare una divisione all’interno dei nostri laboratori che lavorasse solo per questa ricorrenza.

G.Tornando alla collezione del 2013, qual è il suo modello preferito? T.S. Se devo proprio scegliere, è il Calatrava Ref.5227, l’unico modello della collezione Calatrava che possa essere indossato sia da un padre che da suo figlio. Ha un design classico e lineare con una cassa in oro (giallo, bianco o rosa) particolarmente sottile. Inoltre, alzato lo sportello sul retro, è possibile osservare il movimento. Un dettaglio davvero significativo per una cassa così sottile. Nessuno è in grado di fare orologi come questo in queste quantità. Ci sono voluti due anni per arrivare a questo risultato. G. Come si stanno comportando i mercati? T.S. Quando tutti si precipitavano in Cina, io ho preferito coltivare Europa e Stati Uniti. Non perché la Cina non sia importante, ma perché credo che, affinché Patek continui a essere forte nel mondo, in primo luogo deve esserlo in Europa. Pensando a delle percentuali, direi che la Cina è il 3% del mercato globale, l’Europa il 35%, l’Asia il 32%, gli Stati Uniti il 15% e il Medio Oriente l’8%. G. Curiosità finale. Qual è stato il suo primo modello indossato della maison? T.S. Un Nautilus oro giallo e acciaio, il Ref.3800. Non l’ho scelto io, ma mio padre. È un buon orologio, che può essere messo tutti i giorni. Nella nostra famiglia non ci piace indossare sempre l’ultimo modello, né scegliere come primo orologio un complicato: non fa parte dei nostri valori e non voglio viziare i miei figli. Il primo orologio dev’essere semplice, per tutti i giorni.

un orologio deve avere un valore oggi e in futuro

Sopra, alcuni maestri orologiai impegnati nella creazione di orologi firmati da Patek Philippe. La grande cura per i particolari, l’altissima ri-

cerca tecnica ed estetica rende questi orologi tirature limitate, anche se non ufficialmente. Per indossare un Patek occorre avere pazienza.

www.patek.com

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SAVOIR-FAIRE

che cosa lega un segnatempo, un violino e un libro? sono il risultato di un mestiere d’arte. a raccontarlo, Juan-carlos torres, ceo di Vacheron constantin, la maison di alta orologeria svizzera che da 260 anni crea pezzi con l’anima. e che sponsorizza l’orchestre de la suisse romande guidata dallo scrittore metin arditi. due uomini uniti dalla passione per l’estetica, la tradizione e la capacità manuale

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di luca delli carri foto di dario orlandi/ massimo sestini

prodigio


C’

A sinistra, Juan-Carlos Torres, ceo di Vacheron Constantin, e alcune immagini della lavorazione degli orologi della maison svizzera (in primo piano, il Patrimony Contemporaine ultrapiatto Calibro 1731). A destra, Metin Arditi, scrittore e presidente dell’Orchestre de la Suisse Romande (in alto) e particolari della realizzazione di un violino.

è un filo prezioso che lega un violino del ’700, un orologio Vacheron Constantin in oro e un romanzo, Il Turchetto (neri pozza, 16,50 euro), sulle gesta di un bambino ebreo di 11 anni a Costantinopoli, nel 1531. sono il risultato di un mestiere d’arte e sono collegati da un grande progetto. l’orologio appartiene a Juan-Carlos Torres, ceo di Vacheron Constantin. il violino è del solista Vadim repin che ha eseguito un concerto assieme all’orchestre de la suisse romande, che riceve il supporto di Vacheron ed è presieduta da Metin Arditi, autore del libro, nonché presidente dell’orchestra. Tre persone che, in modo diverso, operano nel fatto a mano. «per noi è naturale occuparci dei mestieri d’arte», spiega Torres, 57 anni, spagnolo, dal 2005 numero uno di Vacheron Constantin. «Alla metà del ’700, in svizzera non si potevano fare gioielli, perché i calvinisti non volevano, così a Ginevra Jean-Marc Vacheron ha cominciato a produrre orologi, insieme a orologiai, incisori, smaltatori. Così è nata l’orologeria svizzera. Ma di più: il legame con il fare, la capacità manuale che si tramanda con il lavoro e nel tempo, è testimoniata dal fatto che l’azienda è stata fondata quando Vacheron ha firmato un contratto di assunzione a un apprendista, non quando ha prodotto il primo orologio. Da noi, un orologiaio comincia a essere operativo dopo sei anni di lavoro». Vacheron Constantin è impegnata nel supportare i mestieri d’arte: assieme alla fondazione franco Cologni, è sponsor delle Giornate europee dei mestieri d’arte: «Questi antichi mestieri stavano scomparendo, così ci siamo impegnati per tenerli vivi. Abbiamo iniziato nel settore dell’orologeria. poi abbiamo visto che ci sono tanti altri mestieri d’arte straordinari, e abbiamo cominciato a collaborare con l’istituto nazionale francese dei mestieri d’arte di parigi, diventando partner delle Giornate dei mestieri d’arte. oggi abbiamo oltre 250 antichi mestieri riconosciuti». Torres spiega che in Vacheron Constantin sono gli uomini e non le macchine a produrre gli orologi, «lo facciamo con il cuore e con le mani della nostra gente di Ginevra. non siamo trendsetter, noi reinventiamo le cose, produciamo orologi senza tempo, portiamo il passato nel secolo attuale. se guarda un nostro orologio, non può sapere se è appena stato fatto o se appartiene al Museo Vacheron. un Vacheron Constantin ha un’anima, riesce a suscitare un’emozione, perché da 260 anni lo spirito, l’odore, il colore di un nostro orologio sono gli stessi. Quando lo tocchi, quando le tue dita sfiorano il metallo o il cristallo, provi una sensazione. è come toccare un violino creato tre secoli fa. forse perché entrambi sono belli e utili. sono strumenti: il violino suona, l’orologio misura il tempo. per me, è questa l’arte più vera. Considero i nostri orologiai innanzitutto artisti, in grado di confrontarsi con la tradizione, cosa molto difficile, e con un elenco molto lungo di limiti entro i quali stare, riuscendo a infondere la vita in oggetti che altrimenti sarebbero soltanto degli strumenti privi di cuore. ogni nostro cliente costruisce il proprio rapporto con il suo orologio. ecco perché la bellezza di Vacheron Constantin è quasi arte». ne è convinto anche Metin Arditi, 67 anni, svizzero di origini turche, scrittore, presidente della osr e Goodwill Ambassador dell’unesco, che nel 2009 ha creato la fondazione les instruments de la paix-Geneve per favorire l’educazione musicale dei bambini di palestina e israele. «la bellezza è centrale: nella vita, nelle arti, per il pensiero, per tutto. Vedere un antico violino, un orologio realizzato secondo tradizione e un libro rifinito in mesi di lavoro fa pensare come questi oggetti, e tutto ciò che passa attraverso un processo artistico, sia superiore alla tecnologia odierna. infatti, quando abbiamo bisogno di parlare a noi stessi, ci rivolgiamo alle arti». www.vacheron-constantin.com/it

«La bellezza è centrale: nelle arti, nella vita, per il pensiero, per tutto»

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Fieri dell’est

ospiti di un

Schivo e riservato, Kurt Wachtveitl è il custode della storia dell’Hotel Mandarin Oriental di Bangkok, che ha diretto per 41 anni. Ora è ambasciatore nel mondo di Laucala Island, nelle Fiji, trasformata in resort da Dietrich Mateschitz, proprietario di Red Bull Di massimo morello

«N

on posso raccontare nulla», dice Kurt Wachtveitl con quel sorriso e il tono gentile che in asia è la formula di rigore per invitare a non insistere. e lui, di racconti, ne avrebbe tanti: per 41 anni è stato general manager del Mandarin Oriental di Bangkok, uno dei mitici grand hotel d’oriente. Quindi è stato ambasciatore nel mondo del gruppo Mandarin oriental. Dal 2012 svolge lo stesso incarico per il Laucala Island, isola delle Fiji trasformata in resort da Dietrich Mateschitz, il proprietario della red Bull. l’incontro con Wachtveitl avviene in un suo tour per presentare quella destinazione. Ma per chi viin alto, Kurt Wachtveitl. Nella foto grande, lauve a Bangkok, in una casa cala island, nelle Fiji, da cui si vede l’oriental, composta da 25 ville, sull’altra sponda del chao cinque tra ristoranti e praya, il fiume che attraverbar, un campo da golf sa la capitale (come l’autoe una lussuosa spa. re di questo articolo, ndr),

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Giardini della Landriana I nostri eventi autunnali:

Autunno alla Landriana

4 - 5 - 6 ottobre 2013

Mostra mercato del giardinaggio di qualitĂ 

(piante, fiori, alberi, attrezzi, vasi, mobili da giardino, libri ecc.)

Landriana Food Show

12 - 13 ottobre 2013

Mangiar sano e goloso alla Landriana

(prelibatezze regionali italiane e non, olio, vino... accessori per la tavola...)

Orari di apertura: dalle 10.00 alle 18.00 A disposizione del pubblico parcheggio gratuito, punto ristoro e barbecue con tavolini sia al coperto che all’aperto, con possibilità di visitare anche il giardino. Giardini della Landriana - via Campo di Carne, 51 - Tor S. Lorenzo - Ardea - Roma tel: 06-91014140, 333-2266855 - fax: 039-6884347 www.landriana.com - info@landriana.com - Facebook: giardini della landriana


Fieri dell’est

una storia al sapore di

Mandarin

Di preciso non si sa quanto sia vecchio l’Oriental. Secondo la storia ufficiale, fu aperto nel 1863 per ospitare i primi mercanti occidentali in Siam. Ma, a quanto pare, era poco più di una locanda. Divenne un albergo rispettabile nel 1887, quando un uomo d’affari danese lo trasformò secondo gli standard occidentali. A canonizzarne il lusso fu il principe Nicola di Russia, che sarebbe poi divenuto zar, nel 1891. La dinastia dei Romanov è scomparsa. L’Oriental, invece...

il mandarin è stato

rifugio

di lusso per robert

de niro e gore Vidal

ritrovarsi con lui in un ambiente tanto diverso è compagna di classe della donna che sarebbe divenuta spunto per una «conversazione d’altri tempi», come la moglie di Kurt, Penny Bunnag, appartenente a una la definisce. delle più influenti famiglie del Regno. Non racconta, ma è come se la sua presenza fosse Questo fu l’inizio di 40 anni in cui all’Oriental sono un catalizzatore di storie. Gli anni in cui lui ha dipassati i protagonisti del ’900, dagli inviati che racretto quel leggendario hotel, dal 1967 al 2008, sono contavano la guerra in Vietnam alla lobby dell’Orienstati anni d’oro e di piombo. tal, fino a Robert De Niro che quella guerra l’avrebbe Proprio nel 1967 scomparve misteriosamente Jim interpretata nel film Il cacciatore. E gli scrittori, per Thompson, ex agente dell’Office of Strategic Servii quali l’Oriental era la casa «a est di Suez». ces, il servizio precursore della Cia, che divenne poi Kurt ricorda una cena con Gore Vidal e l’ambail re della seta thai. Kurt lo ha incrociato perché era in sciatore statunitense, lasciando intendere che dev’esThailandia come direttore di un albergo che ospitava i sere stata piuttosto animata, e una con Barbara Cartcontractor americani che costruivano la base aerea da land. «Aveva il senso della primadonna», dice. Fra cui sarebbero decollati i bombardieri in missione sul tanti nomi famosi, ricorda anche altri che hanno fatto Vietnam del Nord. «Erano tempi duri», si limita a dire. la storia dell’Oriental. Come Madame Angkana, che Su Thompson non si pronuncia, ma par di capire che ha iniziato a lavorarci come guardarobiera e oggi, non lo prendesse molto sul serio come spia. In quello novantenne, ne custodisce la Library; o Jacky Ho, stesso anno, l’Oriental venne acquistato dalla Italthai, ex chef del ristorante cinese, che oggi vuole aprire società fondata da un imprenditore thai e da Giorgio una scuola di kung fu. Alla fine, l’incontro con Khun (cioè, il signor) Kurt Berlingieri, ex ufficiale della Marina militare italiana, si risolve in un appuntamento a Bangkok. Di fronte sommozzatore, che dopo la guerra aveva fatto fora un drink sulla terrazza dell’Oriental o tuna in Thailandia recuperando chiatte nel suo Bamboo Bar, forse concederà affondate. Un «Gentiluomo di Fortuna» Alcune immagini di laucala island. in alto, la qualcuna delle sue storie. Come quan(ricordate Corto Maltese?) che meriterebterrazza panoramica del do ha verseggiato: «I sipped high tea, be un romanzo. In questo caso, traspare ristorante. A sinistra, la Under a tree, By the river with Noël tutta l’ammirazione di Kurt per l’uomo piscina principale, imCoward»... che ritiene il suo mentore. Fu proprio mersa nella natura. A deBerlingieri a chiamarlo in Thailanstra, il bar della piscina. dia. Gli fu segnalato dalla sua segretaria, www.laucala.com; www.mandarinoriental.com/bangkok

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a marsiglia

SAPERE

mARE di

Città di contrasti e anticonformista, Marsiglia è lo sfondo dei noir di Jean-Claude Izzo e di film come Il braccio violento della legge. Snodo portuale importantissimo, quest’anno è Capitale europea della cultura, ed è da sempre simbolo di crocevia. Gli abitanti, infatti, hanno discendenze italiane, greche, maltesi, indocinesi e nordafricane. Ora è un luogo in grande trasformazione, ospita edifici di archistar come Hadid, Fuksas e Nouvel, ma anche ristoranti etnici, librerie ul doppiopetto marrone a righine crema indossavo underground e un trench all’irlandese, strettissimo in vita. Sulla camicia nocciola, la cravatta sangue di bue, crivellata di pallini zabaione, moltissimo altro

«S

teStO e FOtO dI MaSSIMO MOrellO

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era fermata da una testa di medusa in similoro...». Questo figurino è Charlot le pianiste, detto così perché tiene una calibro 9 nel pianoforte della bisca. il suo vero nome è Giancarlo Fusco (1915-1984), eccentrico giornalista che si descrive così nel romanzo, tra vita vissuta e immaginata, Duri a Marsiglia. la sua è la città degli anni 30, quella del film Borsalino, personificata da le Cake, il tipaccio con la catena d’oro al collo, e da la Cagole, la sua vistosa compagna. immagine malavitosa un po’ romantica, che si ritrova nei romanzi di Jean-Claude izzo, uno dei creatori del noir mediterraneo. i viaggiatori letterari l’assaporano con l’aperò al Bar de la marine, al 15 di quai de rive neuve, sul Vieux port. Quell’immagine si è trasformata in modo violento nel film The french connection (Il braccio violento della legge), che rappresenta i traffici della mafia italo-americana tra gli anni 50 e 60. oggi la violenza è ancora al centro della cronaca di marsiglia. le lotte tra gang hanno offuscato la consacrazione a Capitale europea della cultura per il 2013. eppure le due cose non sono in contraddizione. Marsiglia è l’archetipo delle città-porto, questi snodi nomadici, queste feste mobili, dove il porto si è creato seguendo la natura del territorio. e il rapporto simbiotico tra la città e il porto, con tutte le sue connessioni possibili, è all’origine sia del suo fascino culturale, sia dei suoi traffici e delle sue contaminazioni. la popolare plage des Catalans, in pieno centro, può essere teatro di una rissa, di canzoni gitane o di notturni di Chopin. tutte queste storie attingono a una tradizione di anticonformismo. È così dall’epoca della fondazione, 2.600 anni fa, a opera di marinai greci che si integrarono rapidamente nel territorio. allora come oggi non era importante stabilire a che stirpe appartenessero gli uomini. erano tutti accomunati dal desiderio di prendere il largo, dagli interessi commerciali. il concetto del mare come luogo di traffici e non di conquista appare evidente nel salone della Borsa, decorato con gli stemmi delle città con cui marsiglia era in rapporti d’affari: da trieste, porta dell’europa Centrale per il traffico di grano, a Calcutta, da cui arrivavano gli oli per il sapone. «Città di marinai in quanto commercianti», commenta patrik Boulanger, direttore del patrimonio della


qui si sta attuando

il più ampio

rinnovamento

urbano

d’europa

Dall’alto, a sinistra, una scultura nel giardino del Palazzo Le Pharo, utilizzato oggi per congressi ed esposizioni; l’installazione Seconda Natura di fronte ai docks (ristrutturati) di La Joliette; una vista sul mare dal Museo MuCem e il sapone tipico della città. Sotto, la Torre Cma Cgm, progettata da Zaha

Hadid; bar del centro; il Palais Longchamp; la cattedrale di Notre Dame de la Major; il centro espositivo Villa Méditerranée, di Stefano Boeri; il Bar de La Marine, ideale per gli aperitivi; il ristorante Mama Shelter e il logo della birra di Marsiglia. In basso, mercati, enoteche, locali e lo Château Borely.


Contrasto

a marsiglia

Camera di commercio. «Il mare unisce», dicono tutti i la marsigliesi, vantando il métissadimensione ge di una città con un quarto della popolazione musulmana, dove è scandita ognuno dichiara una discendenza italiana, greca, maltese, nordafricana, indocinese. «Siamo venuti da tutti gli orizzonti», è la magnifica sintesi del giovane Nicolas, che alterna pesca e scienze politiche. «Qui vivi in una dimensione culturale influenzata dal mare. E il mare induce a osservare nuovi orizzonti», dice Richard Campana, rovesciando la prospettiva. Eclettico pittore di scenografie, design industriale e cahiers de voyages che ricordano Hugo Pratt, Campana è testimone di tempi in cui Marsiglia poteva essere scena per le avventure di Corto Maltese. Osservando il cambiamento, non s’abbandona al rimpianto: «Le avventure continuano, ma prendono direzioni differenti». La nuova rotta è tracciata nel progetto di Euroméditerranée, la più grande operazione di rinnovamento urbano d’Europa destinata a rimodellare il fronte sul mare e le aree retrostanti. «La città vuole il porto, per il porto la città è un limite. Euromediterranée concilia gli opposti», dice l’architetto Eric Castaldi, uno degli artefici della trasformazione dei magazzini sul porto in tecnologico quartiere commerciale, e di Le Silo, deposito di granaglie divenuto teatro. In questa sintesi, i moli sono sovrastati da una passeggiata che parte dall’ottocentesca cattedrale de la Major e conduce a La Cité de la Médi-

culturale

dal mare

in alto, la passeggiata del Porto Vecchio, simbolo della città. il progetto di Norman Foster ha previsto una particolare struttura a specchio. sotto, il muCem, museo la cui facciata riproduce le frastagliature tipiche dei porti.

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a marsiglia notizie utili

informazioni. Ente per lo sviluppo del turismo francese, tel. 02.5848655; http://it.rendezvousenfrance.com. Office du Tourisme et des Congrés, La Canebière 4, tel. 0033(0)491138919; www.marseille-tourisme.com Tour. Iniziative di MarseilleProvence 2013: www.mp2013.fr Tour a bordo di una pointu, la barca tradizionale: www.locationbarques-marseille.com Tour di Euroméditerranée: www.euromediterranee.fr. Tour del Panier: www.les-o-du-panier.com alberghi. Sofitel Vieux Port: tel. 0033(0)491155900; www.sofitel. com. Da 199 euro. Vista straordinaria sul Vieux Port. Ristorante gourmet. InterContinental Hotel Dieu: tel. 0033(0)413424242; intercontinental.com/marseille. Da 230 euro. Di recentissima apertura, in un palazzo del XVIII secolo, è il top del lusso a Marsiglia. Mama Shelter: tel. 0033(0)484352000; mamashelter. com/marseille. Da 69 euro. Design hotel di Philippe Starck nel quartiere di Cours Joulien. Hotel Marseille Richelieu: tel. 0033 (0)491357878;

www.hotel-marseille-richelieu.com Da 94 euro. Piccolo, non particolarmente comodo. Ma in superba posizione a picco sul mare. risToranTi. Le Petit Nice: Anse de Maldormé, Corniche Kennedy, tel. 0033(0)491592592; http://www. passedat.fr. Il tre stelle di Gérald Passedat è uno dei migliori ristoranti di Francia. Menù degustazione da 190 euro. Per un assaggio meno impegnativo: Le Mole Passedat, bistrot chic all’interno del MuCem. Une Table Au Sud: quai du Port 2, tel. 0033(0)491906353; www. unetableausud.com. Nel Vieux Port, propone le interpretazioni della cucina provenzale di Lionel Levy. Milkshake di bouillabaisse. Miramar: quai du Port 12, tel. 0033(0)91911040; http:// lemiramar.fr/site. Considerato il tempio della bouillabaisse. L’Epuisette: Vallon des Auffes, tel. 0033(0)491521782; www.l-epuisette. fr. Una stella Michelin. Il pesce arriva dalle barche locali. Le Grain de Sel: rue de la Paix-Marcel-Paul 39, tel. 0033(0)491544730. Esempio di neobistrot, che alleggerisce le ricette tradizionali. Eden Roc: Corniche

Kennedy 52, tel. 0033(0)491310666; www.restaurant-edenroc.fr. Il miglior rapporto qualità-prezzo di Marsiglia. Grande vista sul mare. shopping. L’Eau de Cassis: rue Pythéas 1, tel. 0033(0)42042558; http://www.leaudecassis.com. È una profumeria-boutique: saponi, profumi da toilette e d’ambiente. Four des Navettes: rue Sainte 136, tel. 0033(0)491333212; www. fourdesnavettes.com/fr. Boutiquepanetteria: custodisce la formula delle navettes, biscotti a forma di barchetta aromatizzati all’arancio. La Maison du Pastis: quai du Port 108, tel. 0033(0)491908677; www. lamaisondupastis.com. Boutique di liquori: tutte le varietà del liquore d’anice che è la base dell’aperò, l’aperitivo. Le Galhia Noir: rue de l’Eveché38, tel. 0033(0)981881861; www.legalhianoir.com. Una boutique-atelier: tessuti, oggetti d’arredo, ceramiche, gioielleria, mobili, dipinti. Adjanass: rue du Panier 9, tel. 0033(0)616122313; www.adjanass-creations.com. Qui si trovano abiti e gioielli della designer franco-vietnamita My-Linh Mary.

nelle

botteghe

si vendono nostalgie: saponi, cioccolato,

sardine

terranée, un complesso di centri culturali e per il tempo libero. All’entrata del Vecchio Porto, cui è collegato da una passerella sospesa, apre il MuCem, Museo delle Civiltà d’Europa e del Mediterraneo. Ideato dall’architetto Rudy Ricciotti, è una struttura dentellata di 40mila mq che, per i giochi di chiaroscuri che crea al suo interno, è stata definita una casbah verticale. Accanto al MuCem, in un contrasto che riproduce le frastagliature dei porti, è stato realizzato il Villa Méditerranée. Centro espositivo progettato da Stefano Boeri, ha la forma di una L rovesciata, poggiata sul tratto più corto, mentre il più lungo si protende verso il mare come un molo aereo. Si delinea uno skyline dominato dai 147 metri della torre progettata dall’anglo-irachena Zaha Hadid per la CMA CGM. Accanto, lungo i moli d’Arenc, Jean Nouvel realizzerà una torre di uffici di 135 metri, affiancata da altre due di 113 e 99 destinate a residenze di lusso. Un altro polo culturale, Euromed Center, è stato disegnato da Massimiliano Fuksas e comprende un multiplex d’intrattenimento concepito da Luc Besson. Nel bacino della Joliette, un tempo quartiere di transito merci ed equipaggi, sta per aprire il Frac (Fond régional d’Art contemporain),

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branzino luCie passéDaT Filetto decorato con zucchine e aromatizzato al tartufo nero, con sopra una riduzione di pesce, coriandolo e tartufo.

il mare in tavola Da bouillir, bollire, e abaisse, scarto: la bouillabaisse, zuppa di pesce che è il piatto simbolo di marsiglia, era il cibo dei pescatori. selezionato il pesce da vendere, tenevano il resto. la ricetta base comprende quattro pesci: scorfano, triglia, grongo, gallinella.È d’uso aggiungere dentice, rombo, nasello, molluschi e crostacei. nelle versioni elaborate, anche polpo e aragosta. altri ingredienti: sale, pepe, zafferano, olio d’oliva, aglio, cipolla, finocchio, prezzemolo, patate, pomodori. per il fondo: piccoli pesci di scoglio. È accompagnata dalla rouille, salsa aïoli (una specie di maionese all’aglio) cui si aggiungono zafferano e peperoncino. generalmente è servita in due piatti: il pesce e il brodo su un fornelletto. i componenti possono essere mescolati in un piatto o serviti a parte. regola fondamentale è tagliare il pesce davanti ai convitati. Vino consigliato, un rosé Côte de provence.

opera dell’architetto giapponese Kengo Kuma. I segni del cambiamento s’avvertono anche nel Vieux Port, stretto tra i forti secenteschi Saint-Jean e Saint-Nicolas: il piano di Norman Foster e del paesaggista francese Michel Desvigne lo rende un’immensa piazza d’acqua circondata da un’area pedonale che al mattino presto è ancora occupata dai banchetti dove si trovano i pesci piccoli che danno sapore alla bouillabaisse. Con l’apertura sul mare cambia anche l’interno. Le equivoche traverse de La Canebière sono illuminate dalle vetrine di stilisti e profumieri. Nel popolare quartiere del Panier, si aprono gallerie d’arte contemporanea, atelier di creativi e botteghe che vendono nostalgie: saponi all’olio, cioccolato, sardine sotto sale, bottiglie della birra Cagole nella nuova etichetta déco. La zona circostante Notre Dame du Mont e Cours Julien, il nuovo salotto cittadino, a metà tra il Marais e il Greenwich Village, è scenario di ristoranti etnici, librerie underground e design hotel come il Mama Shelter di Philippe Starck. Al finale di tante storie, più che della French Connection, Marsiglia è il centro di una connessione globale, modello di una città-porto che cerca di re-inventarsi.


Caccia al tesoro un rito antico e mappe tramandate da padre in figlio racchiudono i segreti del tartufo. Bianco o nero, è una prelibatezza che nobilita i menù dei ristoranti di cucina territoriale. Ma che seduce anche i grandi chef. Ecco gli indirizzi più ghiotti. E i nobili vini da accostare Di Marco Gatti - foto Di Dario fusaro

in questa foto, i tajarin, tagliolini realizzati con numerosi tuorli d’uovo, da abbinare con il tartufo. Da ottobre a dicembre, la zona di alba si profuma del più prezioso, ossia il Tuber magnatum pico.

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dIamante Lorem d’autunno Ipsum

B

ianco o nero? il colore conta, certo, soprattutto per l’uso che se ne vuole fare in cucina. Ma a fare la differenza è il pregio. È questa la caratteristica che fa di un tartufo l’oggetto del desiderio per eccellenza dei gourmet di tutto il mondo. il Tuber magnatum pico, ossia il bianco di pregio, ha buccia color nocciola, liscia, la polpa ocra rosata con venature fini, ed è bandiera di alba e Langhe, roero, Monregalese e Monferrato in Piemonte, ma anche di acqualagna, in provincia di Pesaro

Urbino, piuttosto che delle colline sanminiatesi, in Toscana, o del Mantovano, in Lombardia, dove cresce lungo la riva destra del Po. il Tuber melanosporum, o nero pregiato, ha colore nero, gleba grigia e bruna o nero rossastra, venature chiare sottili e ramificate, gusto e profumo aromatico. Quest’ultimo è vanto di norcia e dell’appennino centrale, ma anche, scoperta recente, della calabria. in generale, i più buoni sono una rarità e la competizione per conquistarli fa lievitare il costo. che si tratti di golosità non per tutti lo dice

Da sinistra, Rocca di Frassinello, Baffonero 2010, 180 euro (www.castellare.it); Cascina La Barbatella, Barbera d’Asti Sup. Nizza Vigna dell’Angelo 2010, 23 euro (www.labarbatella.com); Braida, Barbera d’Asti Ai Suma 2010, 44 euro (www.braida. it); Michele Chiarlo, Barolo Cerequio 2009, 55 euro (www.chiarlo.it); Marchesi Antinori, Tignanello 2009, 60 euro, e Solaia 2009, 200 euro (www.antinori.it).

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HOTEL IL NEGRESCO

Lungomare Italico, 82 Forte dei Marmi info@hotelilnegresco.com www.hotelilnegresco.com


diamante d’autunno

Piatti del Cascinale Nuovo di Isola d’Asti, tutti a base di tartufo bianco. Da sinistra, uovo morbido, Parmigiano reggiano, porcini; zabaglione e gelato al latte, meringhette; fassona d’autunno.

già l’affascinante rito della ricerca. È notte fonda quando i cercatori di tartufi si mettono in cammino. Dalla partenza all’arrivo, non si sa quante ore possono passare, ma nessuno tornerà a mani vuote. Perché è da generazioni che i padri passano ai figli le mappe del tesoro, con i luoghi dove tutti gli anni la terra custodisce il prezioso bottino. Tra gli indirizzi migliori dove gustarlo, il Cascinale Nuovo di Isola d’Asti, della famiglia Ferretto, con i fratelli Walter, chef, e Roberto, sommelier e presidente dei ristoratori dell’Astigiano, che con talento hanno saputo fare del loro locale uno dei luoghi d’eccellenza d’Italia. Tra i piatti si annoverano la fassona d’autunno con tartufo bianco, l’uovo morbido, Parmigiano reggiano, porcini e tartufo bianco o lo zabaglione con gelato e meringhe. Ma la specialità che rappresenta un capolavoro sono i tajarin preparati con decine di uova e raccolti in gomitoli di fili sottili di pasta. Formano il nido ideale per accogliere trifola e burro di montagna. Nel bicchiere c’è un Barolo Cerequio di Michele Chiarlo, che ha finezza e

gli indirizzi per gustarlo il Cascinale nuovo s.s. 231 15, Isola d’Asti (At), telefono: 0141.958166 i Bologna via Sardi 4, Rocchetta Tanaro (At), tel. 0141.644600 Boscareto resort via Roddino 21, Serralunga d’Alba (Cn), telefono: 0173.613036 massimo Camia s.p. Alba-Barolo 122, La Morra (Cn), telefono 0173.56355 da maurizio via Einaudi 5, Cravanzana (Cn), tel. 0173.855019 a Casa di Babette via Isola 2, Rosignano Monferrato (Al), telefono 335.7406654 magnatum degusteria via Indipendenza 56, Longobardi (Cs), tel. 0982.75201 dal pescatore loc. Runate 15 Canneto sull’Oglio (Mn), telefono: 0376.723001 al sorriso via Roma 18, Soriso (No), telefono 0322.983228 Vissani s.s. 448, km. 6,600 – loc. Civitella del Lago, Baschi (Tr), telefono: 0744.950206 sciatò via Garibaldi 49, Serravalle Pistoiese (Pt), tel. 0573.51301 antico Furlo via Furlo 60, Acqualagna (Pu), tel. 0721.700096

forza, profumi di frutta rossa, sentori di menta e liquirizia, sorso di classe e armonico. Il fatto che Asti sia terra d’elezione del tartufo bianco è confermato anche dalla cucina della Trattoria I Bologna di Rocchetta Tanaro. Ai fornelli, mamma Mariuccia e il figlio Beppe, chef noti in tutto il mondo per la loro bravura nel realizzare gli agnolotti che il marito Carlo, in stagione, è solito proporre con pioggia di ghiotte e profumate lamelle di tartufo, abbinando Bricco dell’Uccellone o Ai Suma, gloriose Barbere della cantina Braida. Nell’incanto del Boscareto Resort di Serralunga d’Alba (Cn) svettano i piatti del celeberrimo chef Antonino Cannavacciuolo. Una chicca è la crema di topinambour con tortellini di gallina bianca di Saluzzo e zabaione al Parmigiano e tartufo bianco, che si esalta con il Baffonero di Rocca di Frassinello, di Gavorrano, in Maremma, rosso tra i migliori d’Italia, nato per essere lo sfidante del Masseto, e merlot in purezza dai profumi di more e mirtilli, eleganti note di tabacco, sorso equilibrato e persistente. A Cravanzana, la famiglia Robaldo, titolare di Da Maurizio, propone, nel solco della tradizione, il tartufo bianco con l’uovo al tegamino. Ideale con la Barbera d’Asti Vigna dell’Angelo della Cascina La Barbatella, dai profumi di ciliegia e tabacco, sorso profondo e bella complessità. A La Morra, lo chef Massimo Camia, nel ristorante che porta il suo nome, firma uno stregante uovo bazzotto con spuma di funghi porcini, cialda di pan brioche alle nocciole croccanti, fonduta di Valcasotto, sfoglia di Parmigiano e Tuber magnatum pico che si accompagna al Barolo Cannubi di Damilano. A unire l’Italia nel segno del tartufo, la scelta di servirlo con la carne cruda, consuetudine presente da Nord a Sud, dal Piemonte (dove è da manuale la versione di A casa di Babette a Rosignano Monferrato, con un Langhe Riesling Pètràcine di Vajra), alla Calabria (la propongono Francesco Saliceti e Giovanna Martire nella loro Degusteria Magnatum, ideale con il Deliella di Feudo Principi di Butera). Bianchi e neri pregiati ispirano anche i maestri della cucina italiana. È il caso di Nadia Santini, migliore chef donna del mondo che, al Pescatore a Canneto sull’O-

glio, realizza con il figlio Giovanni triangoli di pasta all’uovo con ricotta, burrata, fonduta di Parmigiano reggiano e tartufo bianco d’Alba. Da gustare con uno dei grandi vini della cantina che il marito Antonio cura con il figlio Alberto e la nuora Valentina, fra cui il Sassicaia della Tenuta San Guido di Bolgheri. Luisa Valazza del Sorriso di Soriso realizza una formidabile patata novella all’uovo con piccola gratinatura di parmigiano e tartufo d’Alba, che il marito Angelo può abbinare a un Solaia. Gianfranco e Luca Vissani sono fuoriclasse nel cui repertorio brillano giocate come la zuppa di resina, mandorle con astice e pera, burro di tartufo e astice e tartufo bianco. Ideale con il Terre Alte di Livio Felluga.

Da Nord a Sud, il tartufo è il re della tavola, tra ricette tradizionali e ardite sperimentazioni In Toscana non mancano il Bianco di San Miniato e il Nero di Norcia allo Sciatò, che vede ai fornelli il talentuoso chef Massimo Neri. Da applauso i suoi ravioli tartufo&tartufi, intrigante marriage tra terra e mare con tartufi bianchi e neri pregiati e tartufi di mare crudi, accompagnati da zeste di lime seccate e polverizzate, acqua di vongole e semi di coriandolo. È una sorpresa l’abbinamento con il Gorgona dei Marchesi de’ Frescobaldi, da uve vermentino e ansonica, che ha colore dorato, profumi di frutta candita, fichi e frutta esotica, sorso fresco e sapido. Ad Acqualagna, nelle Marche, il tartufo c’è tutto l’anno. Il bianco da ottobre a dicembre, il nero pregiato da dicembre a marzo, il bianchetto in primavera e da maggio all’autunno lo scorzone estivo. Tra i locali più interessanti del territorio, l’Antico Furlo, relais in cui si pratica tartufoterapia e si organizzano escursioni con i cercatori. Tra i piatti spicca una suprema faraona del 1° Derby del tartufo tra Alba e Acqualagna, che è una specialità esaltata dal Tignanello dei Marchesi Antinori.

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The Inn AT englIsh hArbour AnTIguA.

elegAnzA, rAffInATezzA e ClAsse

A

bbraccia una delle location più suggestive di Antigua, la leggendaria Baia dell’Ammiraglio Nelson, in un incontro raffinato di storia, lusso e privacy: così si presenta The Inn, un vero gioiello di hôtellerie capace di sedurre una clientela particolarmente esigente alla ricerca di lusso, di eleganza e soprattutto della più assoluta riservatezza. Inaugurato nel 2000 e recentemente rinnovato con un investimento complessivo di oltre 1.5 milioni di dollari, The Inn, affiliato alla prestigiosa catena SLH, vanta oggi un carisma inconfondibile che lo ha collocato tra i boutique hotels più apprezzati di Antigua (consigliato da Tripadvisor e da Conde Nast Johansens). Situato nella costa Sud dell’Isola all’ingresso della famosa English Harbour (considerata in passato il «Crocevia dei Caraibi») il Resort è immerso in oltre 19 acri di vegetazione tropicale - un autentico Paradiso naturalistico -, ricco di storia e tradizione; tratti somatici particolarissimi che The Inn ha inglobato nella propria identità. L’hotel infatti si presenta come una casa padronale in perfetto stile coloniale rivisitata in chiave moderna. La sobrietà globale degli esterni valorizza dunque il perfetto mélange dei pregiati arredi interni, minuziosamente curati dalla stessa proprietaria la Signora Susanna Salvia Addari: il risultato finale è una perfetta simbiosi con la natura circostante, in un alternarsi scenico di spazi aperti e chiusi protesi verso la meravigliosa baia. La struttura si sviluppa dunque in diversi blocchi, giustapponendo con accortezza le aree comuni quali la reception, i ristoranti, la Spa, la piscina alle dépendance più riservate che ospitano le 28 suites, declinate in tre diverse tipologie: Beach Cabana, situate direttamente sulla spiaggia, Junior Suite, caratterizzate da ampi spazi con arredi particolarmente curati

e Deluxe Suite, considerate tra le top room dell’intera isola. Tutte le camere sono state recentemente ristrutturate e dotate di tutti i comfort. Tutte le lussuose suites sono arredate con manufatti di legno che evocano la grandezza dei giorni coloniali. Negli spazi comuni, un’originale Library in stile inglese con zona degustazione té e sala video, una Spa con rituali personalizzati e piccola palestra equipaggiata con aria condizionata. Svariate le attività sportive da praticare: 2 campi da tennis illuminati, kayaking, snorkeling, sci d’acqua, immersioni subacquee, vela, pesca, pesca d’altura e golf nel campo a 18 buche nelle vicinanze di Cedar Valley o Jolly Harbour. Inoltre dal molo privato del resort, la lancia del resort permette di raggiungere in pochi minuti Nelson’s Dockyard. L’alta cucina di piatti italiani unita a una carta di vini eccellente, è all’altezza dei palati più esigenti. Fiore all’occhiello di The Inn è la gestione italiana che aggiunge un tocco di ospitalità e classe inconfondibile, capace di trasformare un soggiorno ad Antigua in un’esperienza di lusso e privacy indimenticabile. The Inn, elegant, exquisite, exclusive. www.theinn.ag

MAGGIORI INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: The Inn at English Harbour, Antigua, West Indies

Sig.ra Marianne Dorsch

P.O Box 187, St John’s, Antigua Phone: +1 (268) 460-1014 / +1 (268) 460-1014 - Fax: +1 (268) 460-1603 E-mail: theinn@candw.ag

Via Salaria, 1373, int. 32 - 00138 Rome - Italy Phone +39 06 8888263 / Mobile +39 335 7742751 Phone +39 0184 557157 E-mail: m.dorsch@mdsalesmarketing.it www.mdsalesmarketing.it

Gentleman For


agenda BERGAMO Bergamoscienza Dal 4 al 20 ottobre Luoghi vari www.bergamoscienza.it Sedici giorni di conferenze, spettacoli, laboratori e mostre con tanti ospiti internazionali. Al via, in sodalizio con il World Science Festival di New York, l’XI edizione della rassegna di divulgazione scientifica che, nel 2012, ha registrato 123.900 presenze. Attesi nel 2013, i premi Nobel per la fisica Claude Cohen-Tannoudji (1997) e Frank Wilczek (2004) e per la medicina e fisiologia Jack W. Szoztak (2009). FIRENZE L’Avanguardia russa, la Siberia e l’Oriente. Kandinsky, Malevich, Filonov, Goncharova Dal 27 settembre al 19 gennaio Palazzo Strozzi, telefono 055.2645155 www.palazzostrozzi.org Per la prima volta una mostra indaga l’importanza delle fonti orientali ed eurasiatiche nel Modernismo russo, seguendo i sedicenti barbari dell’Avanguardia nella scoperta di nuove sorgenti d’ispirazione, dalle figure in pietra del Neolitico ai rituali sciamanici siberiani, dalle stampe popolari cinesi alle incisioni giapponesi, dalle teorie teosofiche e antroposofiche alla filosofia indiana. (Nella foto in alto, Wassily Kandinsky, Due ovali, 1919). FOLIGNO Carlo Maria Mariani Dal 28 settembre al 1° dicembre Ciac, via del Campanile 13, tel. 0742 357035 - 340.4040625 www.centroitalianoartecontemporanea.com Ventiquattro lavori, realizzati tra il 1989 e il 2011 e in gran parte mai esposti in Italia, svelano il genio di Carlo Maria Mariani, un artista che, non solo va controcorrente tornando alla figurazione classica in un XX secolo che disconosce la pittura, ma riesce a infondervi lo spirito del tempo, con un linguaggio di eccezionale capacità creativa e formale.

GENOVA Edvard Munch Dal 4 ottobre al 2 marzo Palazzo Ducale, piazza Matteotti 9, tel. 010.9868057 www.mostramunch.it Un grande omaggio a Munch nel 150° anniversario della nascita: oltre 120 opere ne raccontano il percorso artistico, insieme al passaggio da un naturalismo di tipo impressionistico a una pittura nuova e audace che segnerà la produzione del XX secolo. (In basso, a sinistra, Hieronymus Heyerdahl, 1917). Accanto, la mostra nella mostra «Warhol after Munch», in anteprima per l’Europa, con opere di Andy Warhol ispirate all’artista norvegese. Festival della Scienza Dal 23 ottobre al 4 novembre Luoghi vari, tel. 010.6598795 www.festivalscienza.it Il Festival della Scienza di Genova festeggia il suo decennale e l’undicesima edizione ha come tema la bellezza, che si diffonderà per la città attraverso conferenze, laboratori, mostre scientifiche e artistiche, spettacoli, incontri e concorsi per start-up. Punto di riferimento per la riflessione scientifica, avrà ospiti internazionali dai premi Nobel per la chimica Ada Yonath (2009) al fisico Kostya Novoselov (2010), ai Capitani Coraggiosi, che racconteranno la loro storia imprenditoriale come Brunello Cucinelli e Andrea Illy. LONDRA (UK) Paul Klee: Making Visible Dal 16 ottobre al 9 marzo Tate Modern, tel. 0044.2078878888 www.tate.org.uk Confutandone la reputazione di sognatore solitario, questa vasta mostra dedicata a Klee raccoglie disegni, acquerelli e dipinti provenienti da tutto il mondo, mettendo in luce il rigore con cui l’artista ha creato le sue opere in 30 anni di carriera: dagli inizi a Monaco di Baviera, attraverso il periodo Bauhaus degli anni 20, fino agli ultimi lavori realizzati a Berna dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale. MILANO Il volto del ’900. Da Matisse a Bacon. I grandi capolavori del Centre Pompidou Dal 25 settembre al 9 febbraio Palazzo Reale, piazza Duomo 12 www.comune.milano.it/palazzoreale Oltre 80 icone dell’arte provenienti dal Centre Pompidou di Parigi raccontano l’evoluzione del concetto di ritratto e autoritratto, messo in discussione dai più celebri maestri dell’epoca in seguito ai grandi cambiamenti del ’900. Esposti capolavori di artisti come Matisse, Modigliani, Magritte (in alto a destra, René Magritte, Lo Stupro), Bacon, Brancusi, Derain, Max Ernst, Miró, De Chirico, Picasso, Giacometti e Dubuffet. Pollock e gli irascibili. La scuola di New York Dal 24 settembre al 16 febbraio Palazzo Reale, piazza Duomo 12, tel. 02.54913 Rivoluzione artistica, rottura col passato, sperimentazione, energia: l’esposizione racconta il gruppo degli irascibili, 18 artisti guidati dal carismatico Pollock (guest star la sua celebre opera Number 27 nella foto a destra), che reinterpretarono la tela come spazio per la libertà di pensiero e d’azione, dando vita alla Scuola di New York. Con oltre 60 capolavori provenienti dal Whitney Museum, la mostra apre le celebrazioni dell’Autunno Americano a Milano. Dreamers and Dissenters. Viaggio illustrato tra le mode degli anni Sessanta Dal 4 al 27 ottobre Triennale Design Museum, viale Alemagna 6, telefono 02.724341 www.triennale.it Dagli Hippies ai New Dandy, dalle Black Panthers ai Surfisti, dai Performers ai fan dei Beatles, dalle ragazze Yé-Yé ai Mods:

due generazioni distanti tra loro analizzano gli anni Sessanta e, ripercorrendone usi, costumi, linguaggi, intrecciano un originale dialogo creativo fra chi ha davvero vissuto quel decennio, Matteo Guarnaccia, e chi ne ha sentito l’eco, Giulia Pivetta, attraverso un’approfondita ricerca su materiali d’archivio, video, libri, riviste.

ottobre

A Bergamo e a Genova è protagonista la scienza con mostre, incontri e riflessioni. Milano ospita le opere di Pollock e della Scuola di New York, e celebra il volto del ‘900 con i grandi capolavori del Centre Pompidou di Parigi

NAPOLI Ashley Bickerton, Luigi Ontani e Filippo Sciascia. Bali Bulè Dal 19 ottobre al 6 gennaio Museo Archeologico Nazionale di Napoli, piazza Museo 19, tel. 081.4422149 (escluso il martedì) http://cir.campania.beniculturali.it/ museoarcheologiconazionale/ Fil rouge della mostra è la memoria ancora fertile dell’arte classica, il tema del mostruoso ma anche l’armonia del mondo antico che si incontra-scontra con la disarmonia contemporanea. I tre artisti hanno scelto l’Indonesia come sede di vita e di ricerca, creando secondo un’accezione del tutto personale un’estetica intrisa di suggestioni tratte dalle culture dell’Oriente e dell’Occidente.

OSIMO (AN) Da Rubens a Maratta. Meraviglie del Barocco nelle Marche Fino al 15 dicembre Palazzo Campana - Museo Civico, piazza Dante Alighieri 5, tel. 071.72491 - 071.714621 Con l’esposizione di oltre 100 opere fra dipinti, arazzi, sculture e oreficerie sacre, la mostra punta i riflettori sul Seicento marchigiano, valorizzandone l’immenso e sommerso patrimonio. Fra gli artisti presenti, Rubens, Maratta, Pomarancio, Mattia Preti, Solimena, Vouet,

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agenda

Direttore eD eDitore Paolo Panerai

ottobrE MESE

Direttore

Giulia Pessani (02.58219219, gpessani@class.it)

Ufficio centrale

Stefano Ardemagni (art director, 02.58219266, sardemagni@class.it); Marco Mereghetti (caporedattore centrale, 02.58219272, mmereghetti@class.it)

reDazione Unità organizzativa reDazionale gentleman - laDies&g - mf/milano finanza - case&coUntry Gioia Carozzi (fashion editor, 02.58219270, gcarozzi@class.it), Cristina Cimato (02.58219566, ccimato@class.it), Nicoletta Costa Novaro (02.58219210, ncostanovaro@class.it), Ilaria De Bartolomeis (02.58219722, idebartolomeis@class.it), Giuliana Di Paola (magazine editor, 02.58219473, gdipaola@class.it), Alessandra Oristano (02.58219242, aoristano@class.it) impaginazione Cinzia Minafra (02.58219295, cminafra@class.it), Consuelo Ogueta (02.582192760, cogueta@class.it), Loredana Poggi (02.58219262, lpoggi@class.it)

Unità organizzativa reDazionale mUltimeDia gentleman - laDies&g - class Giada Barbarani (02/58219330, gbarbarani@class.it), Laura Pizzardello (02/58219364, lpizzardello@class.it), Samantha Primati (02/58219489, sprimati@class.it), Lorenzo Sesini (02/58219768, lsesini@class.it)

segreteria e ricerca iconografica Alba Pedata (02.58219375, apedata@class.it), Paola Pigozzi (02.58219278, ppigozzi@class.it)

Hanno

collaborato:

Jacopo Bargellini, Nicola D. Bonetti, Diego Bonomo (grafico), Chiara Cantoni, Giuseppe Ceccarelli, Andrea Conti (revisore), Claudio Costa, Ilaria Danieli (beauty & jewellery consultant), Simonetta De Pasca, Paco Guarnaccia, Marcella Magliucci, Giuseppe Millaci (grafico), Fabio Petrone, Cesare Pillon, Cristina Pradella (traduzioni), Silvana Rizzi, Galeazzo Santini, Michele Saviozzi immagini: Chris Burke (illustrazioni), Alfonso Catalano/SGP, Contrasto, Corbis, Dario Fusaro, Claudio Gallone, GettyImages, Dario Orlandi/M. Sestini, Massimo Sestini, Roberto Sorrentino

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gestione

presiDente: ViCtor UCkmar vice presiDente e a mministratore Delegato: Paolo Panerai vice presiDenti: PierlUigi m agnasChi, lUCa Panerai consigliere Delegato: gabriele CaPolino consigliere Delegato: a ndrea m attei consigliere generale: giorgio trombetta-Panigadi

–––––––––––––––––––––––––– concessionaria pUbblicità: class pUbblicità

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Direzione generale: via Burigozzo 8, 20122 Milano, telefono 02.58219500. Sede legale e amministrazione: via Burigozzo 5, 20122 Milano, telefono 02.58219.1 Class Roma: via Santa Maria in Via 12, Roma, tel. 06.69760855, fax 06.6781314

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resPonsabile dati Personali: Class Editori spa, via Burigozzo 5 - 20122 Milano

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Spedizione in A.P., art. 1, c. 1, L. 46/04 - DCB Milano - Registrazione Tribunale di Milano n. 657 del 25/11/02 È un giornale

Guido Reni, Guercino, Gentileschi e altri maestri di importanza universale, espressione di un Barocco non locale ma da capitale dell’arte. PARMA Bodoni. Principe dei tipografi nell’Europa dei lumi e di Napoleone Dal 5 ottobre al 13 gennaio Biblioteca Palatina e Galleria Nazionale; Palazzo della Pilotta, strada alla Pilotta 3, tel. 049.663499 Nel bicentenario della morte, una mostra celebra il più grande dei tipografi. Esposte le raffinate edizioni bodoniane (a destra) e, con esse, le testimonianze dell’intero processo di realizzazione e commercializzazione di capolavori che, per contenuto e qualità di stampa, erano contesi da corti, accademie, biblioteche e intellettuali dell’Europa a cavallo tra Sette e Ottocento. PISA Andy Warhol. Una storia americana Dall’11 ottobre al 2 febbraio Palazzo Blu, Lungarno Gambacorti 9 www.mostrawarhol.it Oltre 150 opere raccontano il percorso creativo dell’artista che ha rivoluzionato l’arte del XX secolo con lavori come i Brillo Box, le tele sui Most Wanted Men e le Electric Chair, i ritratti di Liz Taylor, di Mao e Richard Nixon. In mostra opere di grande formato come Miths, Dollar, Skull, i rari portfolio dedicati a Marilyn e alle zuppe Campbell, e alcune serie che ripercorrono la sua evoluzione stilistica, dalla fotografia al disegno, al dipinto, come nel caso di Knives.

I n t er nat Iona l ne t wor k

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KIRGLIK

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ANDREI SÕRITSA – EMOTSIONAALNE DOKTOR Edukas viljatusraviarst Andrei Sõritsa rantjeena jalgu seinale visata ei plaani. Foto: Meeli Küttim

TEGIJATE VALIK > Kingade vikerkaar > Toiduga maalijad > Mängurist inimene > Uudised kahel rattal

repUbblica Di corea J Contentree 10F j contentree bldg, 6-13 Nonhyeon-dong Gangnam-gu, Seoul. Tel. 0082.2.3015.0518 www.jcontentree.com

belgio (in franCese e in fiammingo) Edition Ventures Lasne Business Park Chaussée de Louvain 431 D - 1380 Lasne Tel: 0032.2.3792990 www.editionventures.be

spagna Progresa Julián Camarillo, 29B 1ª planta, 28037 Madrid Tel: 0034.915.386.104 www.progresa.es

tUrcHia Dünya Gazetesi - Globus Dünya Basinevi, Kavacik Mahallesi, Balamir Sokak, no:7 Beykoz, 34813 Istanbul Tel: 0090.216.681.18.00 www.dunyagazetesi.com.tr

estonia AS Äripäev Pärnu mnt 105, 19094 Tallinn Tel: 00372.667.0111 www.aripaev.ee

grecia Naftemporiki Newspaper 205 Lenorman str., Athens, 10442 Tel: 0030-210-5198000 www.naftemporiki.gr

ROMA Cleopatra. Roma e l’incantesimo dell’Egitto Dal 12 ottobre al 2 febbraio Chiostro del Bramante, via della Pace, tel. 06.916508451 www.mostracleopatra.it L’Egitto dei Tolomei, il rapporto con Roma, la vita di Cleopatra e la sua influenza sul costume, la politica e la religione nell’Urbe. Le oltre 200 opere esposte (sopra, Armilla a

corpo di serpente, I sec. d.C.) compongono un mirabile connubio d’arte e di storia: sculture in granito, basalto e scisto provenienti dalle cave d’Egitto, marmi greci e lunensi, alabastri, mosaici policromi e affreschi, bronzi, terrecotte invetriate, ori e argenti, vetri, avori e gemme evocano in una caleidoscopica scenografia i luoghi, i personaggi, i tempi. ROVERETO Antonello da Messina Dal 5 ottobre al 12 gennaio Mart, Corso Bettini 43, tel. 800.397760 www.mart.tn.it Un’indagine articolata e originale sulla figura del grande pittore ha l’ambizione di ricostruire, attraverso opere e prestiti eccezionali, l’ampia scena storica e geografica dalla quale emerge l’individualità di Antonello: un artista che, a metà del Quattrocento, si fa interprete di un fermento creativo europeo incentrato sull’incontro-scontro tra la civiltà fiamminga e quella italiana. (In basso, Madonna col Bambino, Jacobello di Antonello,1480).

A Roma, una mostra racconta la vita di Cleopatra e il suo rapporto con l’Urbe. A Venezia, Le Gallerie dell’Accademia espongono per la prima volta i fogli autografi di Leonardo da Vinci. A Pisa, si possono ammirare le opere di Andy Warhol

UDINE Words Dal 5 ottobre al 1° dicembre Galleria Civica Tina Modotti, via Paolo Sarpi, tel. 0432.414717 È dedicata alle parole la mostra fotografica di Luisa Menazzi Moretti, che poi farà tappa a Bormio e a Reggio Emilia: frammenti di brani interrotti, pagine di libri, ritagli di giornali, pubblicità, fermati dallo scatto prima che il tempo ne disperda il senso e accompagnati dai testi inediti di autori e scrittori, da Tiziano Scarpa a Elio De Capitani, a Paolo Rossi. VENEZIA Leonardo da Vinci. L’Uomo universale Fino al 1° dicembre Gallerie dell’Accademia, Campo della Carità, sestiere di Dorsoduro 1050, telefono 041.522247-5200345 www.gallerieaccademia.org www.mondomostre.it Per la prima volta, dopo 30 anni, viene esposto l’intero fondo di fogli autografi del maestro di Vinci, conservato nella raccolta grafica delle Gallerie dell’Accademia dal 1822: 25 opere di norma mai visibili al pubblico (in alto, Studio per l’ultima cena), affiancate da altri 27 preziosi fogli, prestiti di musei italiani e internazionali. La rassegna è ampliata da una decina di volumi originali a stampa e da una sezione dedicata all’eredità di Leonardo in Lombardia.

A CURA DI CHIARAACANTONI CURA DI Per segnalazioni: CHIARA CANTONI agenda@class.it Per segnalazioni: agenda@class.it

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distinguersi

Aver santi in paradiso

San Sabino di Piacenza fermò un’inondazione e san Porcario previde un’invasione di pirati arabi. In tempi di crisi, gli uomini di potere possono trovare la protezione presso figure soprannaturali, dotate di facoltà miracolose. A patto di essere devoti di gAleAzzo sAntini

L Oltre a san Giuseppe, patrono dei lavoratori, esistono altri 259 santi patroni delle arti e mestieri. Si va dai mestieri più antichi e desueti come guardiani dei fari, coltellinai, ombrellai e bettolieri, a quelli più specifici e insoliti come allevatori di bachi da seta, indoratori, mercanti ambulanti di libri e raccoglitori di luppolo. Ad avere il massimo numero di patroni (ben cinque) sono gli osti, seguiti con quattro ciascuno da agricoltori, albergatori, infermieri, librai, marinai, musicisti, teologi, studenti, stampatori, vetrai e viaggiatori. Per quanto riguarda la politica, i deputati (ma stranamente non i senatori) sono protetti da san Venanzio, festeggiato il 18 maggio. I parlamentari in genere hanno come patrono san Tommaso Moro, festeggiato il 22 giugno. Infine, a chi si occupa di fondi pubblici e dotazioni dei partiti politici viene in soccorso san Giovanni l’elemosiniere, patriarca di Alessandria del VII secolo. «Vuotò il tesoro della sua chiesa, che era di 80mila pezzi d’oro, per distribuirli ai poveri. A chi protestava, rispose di aver avuto una visione che gli comandava di agire in questo senso».

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«Ma scusi, non erano bugie, erano solo abbellimenti!”

il 19 maggio, fu composto un sonetto: «Sant’Ivo era bretone, avvocato e non ladro, cosa stupefacente per la gente». San Porcario, abate francese morto nel 732 (festa il 12 agosto), protegge il ministro della Difesa. «Il santo, che viveva nell’isola di Lérins, previde un’invasione di pirati arabi, fece riparare in un luogo sicuro quasi tutti i suoi monaci e affrontò la morte con i pochi rimasti». A proteggere il ministro della Salute è Vincenzo di Saragozza, morto nel 304. «Fu sottoposto alle più crudeli torture: gli infilarono aghi di ferro nelle carni, fu arroventato sui carboni ardenti e gettato su cocci taglienti, ma sopravvisse». Al ministro dello Sviluppo economico, che deve affrontare complessi lavori

di riconversione, viene in soccorso il santo bretone abate Hervé. Ecco perché: «Un giorno, mentre lavorava, venne un lupo che gli divorò l’asino. Hervé ordinò subito al lupo di prendere il posto dell’asino e riuscì a terminare il lavoro». Al dicastero che si occupa di Ricerca e sviluppo ci si affida a sant’Isidoro, martire di Alessandria, festeggiato il 4 aprile: «Legato alla coda di un cavallo, fu tratto per luoghi aspri e montuosi. Ma le spine si tramutarono in alberi di gomma e mastice che ancora stillano a testimonianza del suo martirio». Patrono del ministro dei Trasporti è sant’Ia, monaco irlandese del VI secolo: «Fece la traversata dall’Irlanda alla Cornovaglia su una semplice foglia che gli servì da barca».

Mort Gerberg/The New Yorker

Da San GiuSeppe all’elemoSiniere

a crisi in Europa è sempre più grave e diffusa. Forse non resta che ricorrere al soprannaturale invocando il proprio santo patrono. Per la gran massa di diseredati, disoccupati, esodati e così via, il protettore è Pietro di Alcantara, nato nel 1499 e festeggiato il 19 ottobre. «Aveva una regola semplicissima: estrema povertà e semplicità, e per 40 anni non ha mai dormito più di un’ora e mezzo per notte». Ovviamente, i politici sono privilegiati e sanno benissimo a che santo votarsi. Per il presidente del Consiglio dei ministri viene in aiuto san Sabino di Piacenza, morto nel 420 e festeggiato il 17 gennaio: «Fermò un’inondazione del Po gettando sulle acque del fiume un foglio sul quale aveva intimato per iscritto l’ordine di arrestarsi». Il vicepremier si affida invece a san Timoteo (si festeggia il 24 gennaio), vescovo del I secolo preposto alla sostituzione di san Marco, specie nelle traversate per mare, quando quest’ultimo era assente. Va però premesso che, come spiegano i testi sacri, il valore dell’accoppiamento santocategoria professionale di potere non sta nella precisione, ma nella funzione di incoraggiamento a una più profonda e pia devozione. Singolare la posizione dell’apostolo Filippo (da festeggiare l’11 maggio), patrono del ministro dell’Economia e finanze. A lui Gesù chiese quanto pane occorreva per sfamare 5mila persone e la risposta fu che 200 pezzi d’argento non avrebbero permesso di acquistarne a sufficienza. In effetti, Gesù superò il problema operando il famoso miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, ma il calcolo di Filippo era esatto. Il patrono del ministro della Giustizia è Ivo di Kermartin, santo bretone morto nel 1303. Su di lui, festeggiato


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FIERA DI VICENZA, 4 - 6 OTTOBRE 2013 Percorsi verticali che affrontano il tema della sicurezza a 360 gradi Oggi un’appuntamento b2b, oltre a saper presentare una soluzione, deve anche saperla raccontare, per mostrarne il valore aggiunto, la performance reale e la potenzialità applicativa. In tale direzione mettiamo a disposizione dei nostri espositori delle aree dedicate alla formazione professionale e alla divulgazione scientifica

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Gentleman ottobre 2013  

gentleman, magazine, 2013

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